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Quindicinale Editrice ASD Ponte Tegorzo

Anno XLII

27.01.2021
Numero

747

Per un mondo più analogico e meno digitale - pag. 1


E la nave va - pag. 1
La befana e la festa del panevin - pag. 3
Piano vaccinale anti Covid dell’Ulss Dolomiti - pag. 17
Pinoptik premiata per l’innovazione - pag. 21
Chiuso in redazione il 18.01.2021 - Prossima chiusura il 08.02.2021
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Tegorzo, Via Nazionale, 25 - 32031 FENER-ALANO DI PIAVE. REDATTORI: Sandro Curto, Silvio Forcellini. COLLABORATORI: Alessandro Bagatella, Ivan Dal Toè, Antonio Deon, Foto Comaron,
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gando direttamente ad uno dei nostri seguenti recapiti: BAR “DA RICCI” - Alano; BAR JOLE - Fener; CARTOLIBRERIA SCHIEVENIN ALBERTINA - Quero; ALESSANDRO BAGATELLA - Quero;
BAR “PIAVE” Carpen - LOCANDA SOLAGNA - Vas; ANTONIO DEON - Vas; BAR “BOLLICINE” - Scalon; BAZAR di A. Verri - Segusino.
1 ATTUALITÀ

Per
Per un
un mondo
mondo più
più dianalogico
analogico ee meno
meno digitale
digitale
Cesare Turra
di Cesare Turra

L’
anno appena trascorso non lascerà nostalgia di sé, anche se con molta probabilità

L’
anno annoverato
sarà appena trascorso nei testi non di lascerà
storianostalgia di sé, anche
come l’inizio di unasenuova con molta
epoca probabilità
che al
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in divenire.
Nel lavoro momento
vi sarà un possiamo
incremento solonell’utilizzo
intuire perché ancora
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Nel lavoro vi sarà un incremento nell’utilizzo
perché, al di là del disagio per la mancanza di socializzazione, delle nuove tecnologie e delloaziende
per molte smart working
questo
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un aiuto economico dei consumi:
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è tristemente che siilluminante.
rivolgono agli enti di assistenza per un pasto caldo o
un aiuto economico per arrivare a fine mese è Anche tristemente illuminante.
in queste situazioni, il futuro è sempre una pagina bianca
Il futuro è una pagina bianca che sta Anche
che sta in
a queste
tutti noi situazioni, il futuro è sempre
scrivere, trasformando una pagina
le esperienze bianca
negative in
Il futuro è una pagina bianca
a tutti noi scrivere, trasformando progettare che sta che sta a tutti L’importante
opportunità. noi scrivere, trasformando
è avere chiaro le esperienze
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negative in cominciare progettare il subito mondo, aoggi per noi elaunrotta
tracciare giornoper per quell’obiettivo,
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miglioramento negative in avviandosi. Spesso - fa parte della natura umana - è più agevole
cominciare subito a tracciare la rotta per quell’obiettivo,
avviandosi.
delegare adSpesso - fa parte
altri (politici, della natura esperti,
amministratori, umana -ecc.) è piùlaagevole
scelta
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della strada adda altri (politici, amministratori,
percorrere, ma non sempreesperti, o quasiecc.)mai ilarisultati
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sono quelli voluti, e questo è il prezzo per chi dellafa strada
propriodail percorrere,
vecchio modo ma non sempre
di dire di noi o quasi
venetimai “mi i no
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sono quelliForse
cómbatar”. voluti,laepandemia
questo èdel il prezzo
2020 è per solochi fa proprio
il sintomo di un il malessere
vecchio modo che ildinostro
dire dipianetanoi veneti “mi no vao
sta soffrendo, la
punta di unForse
cómbatar”. iceberg la pandemia
che mettedel in 2020
luce è le solo il sintomo dileundebolezze
contraddizioni, malesseree che il nostro pianeta
le ingiustizie sta soffrendo,
di un sistema politico,la
economico
punta di une iceberg
sociale che che pensavamo
mette in luce forte,
le sicuro e inaffondabile,
contraddizioni, così come
le debolezze e leloingiustizie
si pensavadidel unTitanic.
sistemaForse è il
politico,
segnale
economico chee-sociale
per citarechepapa Francesco
pensavamo forte,- la globalizzazione
sicuro e inaffondabile, dell’indifferenza
così come loe sil’ossessivo
pensava del culto del dio
Titanic. denaro
Forse è il
non può che
segnale più andare
- per citareoltre,papa
chiedendo
Francesco a ognuno di noi di cambiare
- la globalizzazione radicalmente
dell’indifferenza modo di vivere,
e l’ossessivo culto delindirizzandoci
dio denaro
verso
non può quegli
più obiettivi di (vera)
andare oltre, pace e agiustizia
chiedendo ognunosenza di noii di quali non si radicalmente
cambiare intravvedono modo grandidipossibilità di un futuro
vivere, indirizzandoci
sereno.
verso quegli obiettivi di (vera) pace e giustizia senza i quali non si intravvedono grandi possibilità di un futuro
sereno.
Con queste riflessioni, ci auguriamo un 2021 in cui tutti possano riuscire a tracciare un pezzetto di strada verso
un
Con mondo
queste migliore e recuperare
riflessioni, ci auguriamo ampiun spazi
2021 di in
quella imprecisione
cui tutti possano riuscireanalogica, ma umana,
a tracciare che sembra
un pezzetto soffocata
di strada in
verso
un
un mondo troppo digitalizzato e asettico che, con i suoi freddi algoritmi, ci
migliore e recuperare ampi spazi di quella imprecisione analogica, ma umana, che sembra soffocata insta rendendo schiavi del virtuale e dei
sempre
un mondo piùtroppo
invasivi controlli del
digitalizzato potere, lasciandoci
e asettico che, con i suoi ormai soloalgoritmi,
freddi l’illusione,ci lastaparvenza
rendendo di schiavi
essere delliberi. La strada
virtuale e dei
per recuperare la nostra dignità umana senza lasciare indietro nessuno è
sempre più invasivi controlli del potere, lasciandoci ormai solo l’illusione, la parvenza di essere liberi. La strada lunga, perché richiede cambiamenti
culturali e strutturali
per recuperare nel nostro
la nostra dignitàmodo di essere
umana senzae lasciare
di vivere,indietro
ma nonnessuno è impossibile
è lunga, da percorrere
perché richiede se lo facciamo
cambiamenti tutti
assieme.
culturali e strutturali nel nostro modo di essere e di vivere, ma non è impossibile da percorrere se lo facciamo tutti
assieme.

E la nave va
E la nave va
(M.M.) Muoviamo timidamente i primi passi nel nuovo anno, ormai vestiti di nuovo “abito
burocratico”,
(M.M.) Muoviamo cometimidamente
abbiamo giài primi preannunciato più volte
passi nel nuovo anno, negli scorsi
ormai numeri.
vestiti Cambiato
di nuovo “abito
l’editore, ora non
burocratico”, come piùabbiamo
la ProLoco già di Fener, ma l’Associazione
preannunciato più volte negliBocciofila Ponte Cambiato
scorsi numeri. Tegorzo,
abbiamo anche
l’editore, ora nonunpiùnuovo direttore
la ProLoco responsabile:
di Fener, Cesare Turra
ma l’Associazione e nuoviPonte
Bocciofila sono Tegorzo,
anche il
conto
abbiamo anche un nuovo direttore responsabile: Cesare Turra e nuovi sono ancheLiil
corrente e l’Iban che potrete usare per rinnovare l’abbonamento al periodico.
trovate indicati ine seconda
conto corrente l’Iban che di potrete
copertina, in basso,
usare e ve li ripetiamo
per rinnovare qui per comodità:
l’abbonamento al periodico. Li
 c/c postale n. 1051989067 intestato a ASD PONTE TEGORZO;
trovate indicati in seconda di copertina, in basso, e ve li ripetiamo qui per comodità:
 bonifico
c/c postalesul n.c/c1051989067
Banco Postaintestato
intestatoa aASD
ASDPONTEPONTETEGORZO;
TEGORZO,
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 bonifico sul c/c Banco Posta intestato a ASD PONTE TEGORZO,
Cambia IBAN: ancheIT la 79 durata
N 07601dell’abbonamento
12000 001051989067. che, a causa del lievitare dei costi di
spedizione, ora consente di
Cambia anche la durata dell’abbonamento che,ricevere quindici numeri
a causa del del
quindicinale.
lievitare deiUn costi
piccolodi
sacrificio per cercare di restare a galla, senza dover ritoccare
spedizione, ora consente di ricevere quindici numeri del quindicinale. Un piccolo quanto richiesto ai nostri
fedeli lettori.
sacrificio per L’abbonamento
cercare di restare si potrà
a galla,fare anche
senza in alcuni
dover ritoccare segnalati
quantopunti sul territorio,
richiesto ai nostri
anche questi indicati di seguito alle coordinate richiamate sopra e qui
fedeli lettori. L’abbonamento si potrà fare anche in alcuni segnalati punti sul territorio, riportati:
Bar
anche“Daquesti
Ricci” - Alano;
indicati Bar Jole
di seguito alle-coordinate
Fener; Cartolibreria
richiamate Schievenin Albertina - Quero; Alessandro Bagatella -
sopra e qui riportati:
Quero;
Bar “Da Ricci” - Alano; Bar Jole - Fener; Cartolibreria Schievenin -Albertina
Bar “Piave” Carpen - Locanda Solagna - Vas; Antonio Deon Vas; Bar- “Bollicine” - Scalon; Bazar
Quero; Alessandro di A.-
Bagatella
Verri - Segusino. Ricordiamo a tutti, per qualsiasi modalità di versamento, di
Quero; Bar “Piave” Carpen - Locanda Solagna - Vas; Antonio Deon - Vas; Bar “Bollicine” - Scalon; Bazar di A. segnalare il proprio codice di
abbonamento, per consentirci di provvedere più celermente e senza margini
Verri - Segusino. Ricordiamo a tutti, per qualsiasi modalità di versamento, di segnalare il proprio codice di di errore alla registrazione del
rinnovo.
abbonamento,L’augurioperloconsentirci
annuncia ildititolo, preso inpiù
provvedere prestito dal filme disenza
celermente Fellinimargini
del 1983, evocando
di errore alla un finale diverso,
registrazione del
però, evitando la sorte toccata alla nave “Gloria N.” e continuando questa ultra quarantennale
rinnovo. L’augurio lo annuncia il titolo, preso in prestito dal film di Fellini del 1983, evocando un finale diverso, navigazione.
però, evitando la sorte toccata alla nave “Gloria N.” e continuando questa ultra quarantennale navigazione.
2 ATTUALITÀ

La foto di copertina: un abbraccio!


(M.M.) Brutto anno il 2020, bruttissimo. Abbiamo perso affetti, conosciuto crisi economiche, minati nella salute fi-
sica e ci siamo confrontati con nuovi paradigmi sociali, costretti ad immaginare il nostro vivere come esseri sociali
in una dimensione menomata, privata di gesti e consuetudini che davamo per scontate. Se una volta si incontra-
va qualche persona nuova si poteva pensare di avere la fortuna di poter fare una nuova conoscenza. Adesso,
magari, alla vista di qualcuno non noto ci chiediamo: sarà positivo? Avrà fatto il tampone? Insomma, abbiamo di-
latato lo spazio fra di noi, a partire dallo spazio fisico, ed è diventato gesto vietato quello che era il modo migliore
per farci sentire vicino ad una persona: l’abbraccio. Un’assenza che abbiamo visto riverberata in numerose rifles-
sioni sulla stampa, non solo nazionale, e che si è cercato di resuscitare in iniziative quali le stanze degli abbracci,

intraprese nelle residenze assistite per anziani, a dispetto della pandemia, dei
nostri timori, del filtro di plastica che si frappone in questi abbracci a tutela della
salute fisica prima, ma forse non di quella psicologica. Sarà da verificare anche
su questo versante quali sono e saranno le conseguenze di questa pandemia,
che ci ha rinchiusi in tutti i sensi. Scorrendo le pubblicazioni di questo ultimo pe-
riodo sono stato colpito da quante volte si è sottolineato questo problema e, per
questo, la prima copertina del 2021 la dedichiamo al gesto dell’abbraccio e qui
proponiamo alcune immagini che testimoniano la verità delle affermazioni che vi
ho enunciato. Sarà un abbraccio virtuale che cercherà di catturare tutti coloro
che prenderanno in mano questa pubblicazione, nella speranza non si perda il
gusto per sentirsi vicini e con l’auspicio di poter tornare a scambiarci un vero ab-
braccio. Immagini: dall’alto, opera di Eiko Ojala https://www.behance.net/eiko
famoso illustratore e grafico che vive e lavora a Tallin, in Estonia. All’interno dei
suoi lavori mescola silhouette, luci, ombre, studia le forme e porta avanti uno sti-
le chiaro e minimale. La sua particolarità è quella di lavorare sia con le mani, con
cui incide la carta, sia, in una seconda fase, in digitale per sovrapporre i piani e
aumentare gli effetti visivi.; pagina del quotidiano “El Pais”; copertina dell’opera
di Marinetti, recentemente pubblicata da Fveditori Milano https://www.fveditori.it/tattilismo/. Quando Filippo Tom-
maso Marinetti presenta ufficialmente al pubblico del Théâtre de l’Oeuvre di Parigi il manifesto del Tattilismo è il
14 gennaio 1921. La Grande Guerra ha rivelato un’umanità non dissimile da quella di oggi. La gente non sa più
accostarsi alla vita, è spaventata, dissociata. Come ritrovare il contatto con il mondo senza averne paura, senza
temerlo o divorarlo? Abbiamo imparato a diffidare, a indossare maschere, a proteggerci, a evitare il nemico. Ma
ora, suggerisce Marinetti, bisogna lentamente riprendere a sentire e a rieducare il corpo all’ esperienza della no-
vità. Il “senso”- significato è tutto nel toccare, ora, nel percepire attraverso la pelle che è stata offesa, negata, na-
scosta. La novità futurista è mostrare la via verso una mutata, o ritrovata, sensibilità percettiva: ed ecco, le tavole
tattili, o il Tattilismo. (Dalla Prefazione) P.S. la foto di copertina è autoprodotta ed il merito non va solo alla tecno-
logia dello smartphone con la quale ho scattato l’istantanea, ma anche, o meglio, soprattutto alla bravura ai for-
nelli dei miei nipoti Carolina, Leonardo e Camilla, che si sono cimentati nell’arte pasticcera per recapitare, assie-
me ai loro auguri per le festività appena trascorse, un mondo di sentimenti che un semplice gesto come
l’abbraccio riesce a contenere e trasmettere, in un modo che, quest’anno, ha assunto un valore simbolico ampli-
ficato dal particolare momento che tutti stiamo attraversando.
La carezza non è un semplice contatto, perché allora verrebbe meno al suo significato. Carezzando l’altro, io
faccio nascere la sua carne con la mia carezza, sotto le mie dita. La carezza fa parte di quei riti che “incarna-
no” l’altro, fa nascere l’altro come carne per me e per lui. Il desiderio si esprime con la carezza come il pensie-
ro col linguaggio. Jean-Paul Sartre
3 ATTUALITÀ

La befana e la festa del panevin


Alle origini di una cerimonia molto antica tra miti e tradizioni
di Cesare Turra
Il sei gennaio si celebra l’epifania, giorno che, secondo la tradizione cristiana, rappresenta l’arrivo dei tre sapienti
Magi orientali al luogo di nascita di Gesù. Ma in Italia questo è anche il giorno meglio conosciuto come il giorno
della befana, una benigna signora attempata e un po’ rat-
trappita dagli anni che, spostandosi in volo sulla sua sco-
pa volante, si cala nel camino delle case per lasciare nelle
calze appese dai bambini alla vigilia della festa, doni a
quelli particolarmente meritevoli e carbone a quelli che in-
vece sono stati un po’ più biricchini.
In diverse zone del nord est Italia e in particolare in pro-
vincia di Treviso, la festività si celebra con il rogo di grandi
cataste di legno e frasche che assume denominazioni di-
verse da zona a zona: panevin, fogherada, bubarata, bru-
sa la vecia e altre denominazioni locali, rappresentative
tutte dello stesso evento. Indipendentemente dal nome,
per la comunità si tratta di un’occasione per trovarsi in-
sieme innanzi al grande falò per bere un bicchiere di vin
brulè, mangiare dolci tipici come la pinza e pronosticare
l’andamento dell’anno agricolo in base alla direzione as-
sunta dal fumo e dalle faville durante il falò. In molte loca-
lità la pira di legno talvolta assume la forma umana di una
vecchia, la befana o “la vecia” per l’appunto, che per di-
versi autori, richiamandosi ad una antica tradizione celti-
ca, sarebbe la rappresentazione metaforica dell’anno ap-
pena trascorso che, bruciando, lascia il posto a quello
nuovo entrante. Anche se non ne è certa l’origine, sicu-
ramente l’odierna festività ha un’origine pagana e affonda
le proprie radici molto indietro nel tempo, rappresentando
oggi la sintesi stratificata nei secoli tra antichi riti pagani e
l’interpretazione e relativo adeguamento alla successiva
tradizione cristiana. Ma chi è o cosa rappresenta la “befana”?
Nel libro “Storia notturna” (Einaudi, 1989), Carlo Ginzburg segnala nella sua analisi sulle credenze connesse agli
incontri notturni del Sabba, come nel ‘400 i contadini del Palatinato (odierna Germania sud-occidentale) credes-
sero che la divinità Hera (forse una trasposizione della dea Diana), portatrice di abbondanza, vagasse volando
durante i dodici giorni tra Natale e Epifania. Nonostante tale descrizione sia utilizzata dal Ginzburg per il suo stu-
dio sul fenomeno specifico del Sabba e non per la befana, sorprendono le analogie con la nostra vecchia signo-
ra: il volo, il periodo che si conclude con l’odierna epifania, la rappresentazione positiva della divinità portatrice
dell’abbondanza (i doni lasciati nelle calze dei bambini buoni).
Il concetto dell’abbondanza e, come più sopra abbiamo ricordato, l’uso folkloristico ancora oggi di trarre indica-
zioni su come sarà l’anno agrario in base alla direzione delle faville e del fumo: “faive a ponente, panoce gnente;
faive a levante, panoce tante“ probabilmente è la migliore chiave di lettura per capire cosa rappresenta il mito
della Befana: un rito propiziatorio dei buoni raccolti e dunque del benessere della collettività.
Anche gli antichi romani celebravano nella dodicesima notte successiva al solstizio invernale la morte e la rina-
scita della natura e credevano che in tale notte particolare delle figure femminili volassero sui campi coltivati, per
propiziare la fertilità dei futuri raccolti, da cui il mito della figura “volante” (it.wikipedia.org) che, ancora una volta,
ci ricorda la nostra simpatica Befana.
Il tema della fertilità dei futuri raccolti rivestiva infatti un’importanza vitale nei periodi storici in cui questi riti hanno
avuto origine, periodi in cui l’agricoltura rurale era l’unica, dura fonte di sostentamento per larga parte della popo-
lazione: una cattiva annata significava carestia nella produzione agricola e dunque miseria per le famiglie, alta
possibilità di contrarre malattie e morte per denutrizione, soprattutto nelle categorie più deboli della popolazione: i
bambini e gli anziani. Rituali legati alla fertilità e alla buona annata agricola erano dunque abbastanza frequenti
nel mondo rurale, ammantandosi talvolta del mistero e del sovrannaturale, come modo scaramantico per scon-
giurare il male e l’incertezza del futuro, un po’ come si fa anche oggi con la lettura dell’oroscopo e dei “segni” zo-
diacali.
La befana che celebriamo nella notte tra il cinque e il sei gennaio ci riporta dunque alle radici della nostra cultura
popolare, quella che non si trova nei documenti ufficiali della storia, ma che continua a sopravvivere nelle popo-
lazioni, sia pure in modo inconsapevole, attraverso la tradizione, le festività e le cerimonie come quella della be-
fana e dei fuochi del panevin.
4 RACCONTO

… …Oh ! Luna, o l’altra… …


racconto di Agostino (Mario) Collavo
Ormai è tardi, è già buio da un po’, la nebbia si è alzata, è una splendida nottata, piena di stelle con un cielo
terso che Milano ti regala poche volte.
E una luna luminosa, magari non piena e grande come quella di qualche giorno fa, ma comunque meravigliosa e
... sono ancora sveglio a quest’ora.
Tutto sembra tranquillo, ormai anche l’ultimo aereo in partenza da Linate avrà raggiunto la sua meta.
Le televisioni dei vicini sono spente e non si sente più quell’insieme di stupidaggini che i vari canali ti
propongono.
Tutto tace, tutto è tranquillo: è ora che mi addormenti anch’io.
Ma ad un certo punto, tra il dormiveglia, mi pare di sentire un rumore proveniente da fuori della finestra, sì,
proprio fuori là, sul balcone.
Chissà cos’è quel rumore e chissà da cosa è causato: un suono simile a quello che senti quando hai steso la
biancheria appena lavata, fuori ad asciugare al vento di Quero, al mattino presto, con quello sbattere di panni
che svolazzano vorticosamente e … quello strano sibilo causato sempre dal vento.
Chissà cosa mai potrà essere. Sicuramente non ho steso niente fuori sul balcone e ….non c’era vento prima.
Spengo la luce della lampada che ho sul comodino e che avevo lasciato ancora accesa prima di addormentarmi -
mi dimentico molte volte di spegnerla, alla faccia del risparmio energetico - . Mi alzo e vado verso la finestra al
buio e cerco di sollevare leggermente, piano piano, la tapparella; quasi impaurito, guardo attraverso quei piccoli
spiragli per vedere da cosa potesse essere causato quell’insieme di rumori: non si vede niente, solo quel disco
incompleto, ma luminoso, della luna.
La osservo attentamente: si riesce a vedere distintamente quei suoi crateri che quasi sembrano formare un viso
umano, con tanto di occhi, naso e bocca.
La osservo attentamente quando all’improvviso viene oscurata da non so cosa . E risento ancora quei rumori.
Prendo coraggio e alzo completamente la tapparella, tiro la tenda e apro la finestra: la luna è là, davanti a me,
con tutto il suo splendore, là che mi guarda, quando ancora una volta viene oscurata da una strana figura
volante, una strana figura: sembra la figura di una donna.
“La figura di una donna?“, mi chiedo.
Sì! La sagoma di una vecchietta vestita di cenci svolazzanti e ….a cavallo di una scopa volante, là nel cielo tra
me e la luna.
No! Non può essere! Non può essere vero!
Ma è , è , sì , è proprio lei ! Non ci posso credere!
Ad un certo punto la vecchina forse si accorge di me, di me che la sto osservando.
E forse per non farsi riconoscere e per nascondersi al mio sguardo, con fare rapido, vola sopra la mia testa e si
dirige verso la parte opposta della luna.
Mai mossa fu più azzardata e ……… sbagliata !
Corro dall’altra parte della stanza, vado ad aprire la finestra dal lato opposto dell’appartamento, guardo verso il
cielo e la vedo ancora là, in alto, a volare: e il chiarore di quella luna, ora alle mie spalle, la illumina proprio in
volto.
Ora sì che riesco a distinguere bene ogni particolare.
Sì, sì, ora la riconosco bene, è proprio lei: non ci posso ancora credere, ma è proprio lei.
Lei, a cavallo di una scopa.
Se ne accorge anche lei di essersi messa a favore di luce e se ne accorge che sono ancora lì ad guardarla.
E scappa, scappa via ancora una volta in direzione contraria passando ancora una volta sopra la mia testa e
questa volta con velocità infinitamente maggiore, notevole per essere una vecchietta!
Corro anch’io, più veloce che posso, dall’altra parte della stanza dove avevo lasciato la prima finestra ancora
aperta e la vedo allontanarsi velocemente verso la luna.
Allora la chiamo con la speranza che lei mi senta e che si possa girare: prima piano, a bassa voce, poi un po’ più
forte, e più forte ancora, e poi mi metto a gridare il suo nome: ma lei niente, sempre più lontana, sempre più
piccola.
Forse, forse, forse mi ha sentito.
Forse , forse, forse sta rallentando.
Si è fermata.
Forse , forse, forse sta guardando indietro, o almeno io ho quell’impressione, vista la notevole distanza che
ormai ci separa.
E con uno scatto rapido e inatteso ormai, ritorna verso di me, ritorna indietro e da piccolo puntino nero che
copriva ormai solo parzialmente la luna, avvicinandosi è diventata un’enorme ombra tanto da oscurarla
completamente, la luna.
Ma l’illusione che venga da me dura poco: mi scavalca un’altra volta e prende velocità in direzione ovest, là, dove
il sole va a calare, e la vedo sempre più allontanarsi.
5 RACCONTO

Prima, quando era in direzione della luna, era un’ombra nera che oscurava il nostro piccolo satellite; ora, in
direzione opposta, mi appare come un punto luminoso che vola e che diventa sempre più piccolo tanto da
sembrare una cometa.
Provo a chiamarla ancora, ma ormai è troppo, infinitamente, lontana.
Niente da fare, è sparita, si è nascosta tra le altre stelle di questo cielo stranamente terso per essere a Milano.
Forse ho gridato troppo forte; sento l’alzarsi di altre tapparelle di altri appartamenti là vicino: forse ho svegliato
qualcuno.
Mi vergogno un po’ di quello che ho fatto, faccio finta di niente, di non essere stato io a gridare, chiudo il tutto e
mi rimetto a letto.
Riaccendo la luce e stanco e provato per quello che mi è successo, lentamente mi metto a scrivere tutto quello
che mi è successo questa notte. E ancora non ci posso credere.
Sarà stato tutto proprio vero o è il frutto della mia fantasia o di un mio, non so quale, desiderio profondo?
Sarà stato tutto proprio vero? Era proprio lei?
Chiudo gli occhi stancamente, e mi cade la penna a terra… non ho più la forza per alzarmi a raccoglierla…
Mi addormento.
Mi sveglio al mattino e mi ricordo e penso a quale strano sogno ho potuto fare, ma trovo una penna per terra e
un quaderno con scritto tutto quello che mi sarebbe capitato, o sognato, stanotte.
Guardo il calendario appeso alla parete: guardo che giorno è ……. è il 6 gennaio, il giorno dell’Epifania, la
commemorazione della visita dei Magi a Cristo bambino.
Ma è anche il giorno, o meglio, la notte della Befana.
Allora eri proprio tu che volavi là fuori stanotte, magari solo nella mia fantasia, ma eri proprio tu !
“Che te devo di’ ?” Sei vestita alla romana, quindi probabilmente parli romano: “Che te devo dì?“
Vai piano, copriti bene che sei una vecchietta, simpatica sì, piacevole sì, ma comunque vecchietta, che le notti
d’inverno sono fredde e solitarie lassù, da sola, a volare.
E il prossimo anno, il prossimo 6 gennaio, vieni ancora a trovarmi magari solo nella fantasia e, se vuoi, fermati a
casa mia che ti offro qualcosa di caldo.
Quando la prossima volta che sentirò quel rumore di stracci svolazzanti e quel sibilo del vento, saprò che sei
tornata e lascerò la finestra aperta.

Ciao: tuo Mario !


CRONACA

Atto deplorevole a Cima Grappa


di Alessandro Bagatella
Sulle pagine dei quotidiani dei giorni scorsi ho letto
con amarezza quanto successo sulla Via Eroica che
porta al Sacrario del Monte Grappa, tra i blocchi che
circondano, onorando i caduti e i monti delle grandi
battaglie della Prima Guerra Mondiale. Mi sono mera-
vigliato che nel 2020 possano succedere queste co-
se. Bravate di giovani turisti che non hanno potuto re-
carsi sulle piste da sci e si sono avventati a fare una
pista di snowboard, con slitte e motoslitte, nell’area
del Sacrario, scendendo anche con ciambelloni verso
il grande complesso che ricorda i Caduti della Grande
Guerra, luogo di memoria che non solo l’Italia onora.
Anche la sindaca di Pieve del Grappa, Annalisa
Rampin, che guida Crespano dal 2012 ed è alla guida
dal 2019 del nuovo Comune di Pieve dopo la fusione
con Paderno, è rimasta allibita e senza parole, inviando subito una segnalazione al direttore del Sacrario, il Mag-
giore Marco Arancio e a OnorCaduti. Speriamo che si intervenga al più presto per impedire che simili comporta-
menti si ripetano, non solo
mancando di rispetto ai
Caduti di tutti i paesi, ma
disonorando anche l’Italia.

Foto del sacrario di Ales-


sandro Bagatella.
Riproduzione di un artico-
lo sull’argomento
(Corriere delle Alpi)
6 ATTUALITÀ

Donne e lavoro - iniziative finanziate per


donne occupate e disoccupate
Nel 2020 si sono toccate con mano alcune questioni molto legate al-
le donne e al lavoro. Tante lavoratrici in lock down si sono ritrovate a
gestire la casa, la famiglia e il lavoro in una modalità poco conosciu-
ta. Lavorare a distanza è possibile e può aiutare nella conciliazione
dei tempi di vita e di lavoro, ma per farlo in modo proficuo ed effica-
ce, garantendo risultati e benefici, deve essere impostato in azienda
un nuovo assetto organizzativo, deve nascere e svilupparsi una
nuova cultura a supporto del lavoro agile.
Le donne disoccupate che per propri interessi professionali e per
motivi familiari devono inventarsi una nuova occupazione che possa
concretizzare le proprie aspirazioni, hanno bisogno di acquisire nuo-
ve competenze tecnico-trasversali, hanno bisogno di essere suppor-
tate da esperti nell’avvio di una nuova attività.
Proprio in questo contesto si inseriscono due iniziative realizzate nel
2021 dalla sede formativa di Feltre di Fondazione ENAC Veneto che
da tanti anni opera anche in progetti di formazione e di inserimento
lavorativo, con particolare attenzione alle pari opportunità.
Per tutto gennaio sono aperte le iscrizioni a due percorsi, uno
per donne occupate (dipendenti o libere professioniste) e uno per
donne disoccupate che sono interessate all’avvio di una impresa.
Per le donne occupate, c’è un ultimo posto disponibile per il per-
corso di formazione di 52 ore che si svolgerà in gruppo (7 donne
provenienti da aziende private) per conoscere meglio lo smart wor-
king e alcune tematiche ad esso collegate. Le lezioni tratteranno in-
fatti il quadro normativo di riferimento sul lavoro agile, l’organizzazione aziendale e i vari principi su cui si basa lo
smart working, come il lavorare per obiettivi, il diritto di sconnessione, la sicurezza informatica, nonché l’accordo
con cui vengono definiti diritti e dovere di lavoratori e datori di lavoro coinvolti in un periodo di lavoro agile. Per-
ché il lavoro agile sia davvero una opportunità di miglioramento per lavoratrici e aziende, vi saranno anche delle
ore di formazione dedicate ala gestione del tempo, allo sviluppo delle proprie potenzialità, allo sviluppo di fiducia
e responsabilità, nonché alla gestione del lavoro di gruppo a distanza.
Le ore si terranno on line, tre quattro ore alla settimana concordate in gruppo da fine gennaio. I docenti sono pro-
fessionisti del settore che accompagneranno le donne in una crescita personale e indirettamente anche le azien-
de nella definizione di nuovi assetti organizzativi. La partecipazione per le aziende e per le lavoratrici è gratuita
perché si tratta di iniziative finanziate dalla Regione del Veneto.
Le donne e le imprese private interessate possono scrivere a rebecca.broccon@enacveneto.it per maggiori
informazioni e dettagli sull’adesione al progetto (c’è solo un posto ancora libero).
Per quanto riguarda le donne disoccupate, la sede formativa di Feltre di Fondazione ENAC VENETO pro-
muove il progetto imprenditrici digitali, un percorso di formazione e sviluppo dell’autoimprenditorialità. Le
donne che verranno selezionate potranno partecipare gratuitamente alla formazione di gruppo e poi ai percorsi
individuali per l’avvio di nuove imprese.
Le donne che hanno una idea imprenditoriale da sviluppare e avviare, un progetto professionale da realizzare, un
sogno da concretizzare, possono presentare la propria candidatura scaricando la domanda di iscrizione nel sito
https://www.enacveneto.it/feltre - https://www.enacveneto.it/1352-imprenditrici-digitali
Il percorso prevede 160 ore di formazione on line sull’e-commerce, la creazione e la gestione di un sito, l’utilizzo
dei social per la promozione del proprio servizio/prodotto, 35 ore di consulenza di avvio all’autoimprenditorialità
(15 individuali e 20 di gruppo) e una attività esperienziale di presentazione del proprio brand. Il percorso è guida-
to da docenti senior, liberi professionisti che si occupano proprio di questo nella propria attività lavorativa, profes-
sionisti che con passione insegnano agli altri il proprio sapere e grazie alla esperienza guidano ciascuna allieva
nella realizzazione del proprio progetto imprenditoriale.
Il percorso verrà avviato a febbraio. Le iscrizioni sono aperte dal giorno 11/01/2021. Le selezioni si terranno i
primi di febbraio e il percorso si svolgerà tra febbraio e maggio 2021. Nel giro di qualche mese 8 donne potranno
diventare imprenditrici digitali. Al termine del percorso infatti le allieve saranno in grado di redigere il business
plan inerente all’avvio dell’attività, valutandone la fattibilità imprenditoriale; progettare, gestire e monitorare un si-
to internet con sezione e-commerce, consentendo di approfondire, oltre alle tecniche classiche di promozione del
brand e del prodotto, ogni passaggio dell'intero processo di gestione dell'internet marketing e della comunicazio-
ne sui social media.
Per maggiori informazioni, le donne interessate possono chiedere informazioni al numero 045 9037581 oppu-
re via mail a feltre@enacveneto.it
7 COME ERAVAMO

Calcio femminile
Quando il Fener era in serie A
a cura di Silvio Forcellini
Nella foto, una formazione del Fe-
ner (in maglia rossa) che, nel
1970, disputò il campionato di serie
A di calcio femminile. In quell’anno,
agli albori del calcio femminile in
Italia, furono organizzati tre cam-
pionati di serie A, rispettivamente
da F.F.I.G.C. (Federazione Fem-
minile Italiana Giuoco Calcio),
F.I.C.F (Federazione Italiana Cal-
cio Femminile) e U.I.S.P. (Unione
Italiana Sport Popolare). La squa-
dra del Fener partecipò a quello
organizzato dall’U.I.S.P., che rag-
gruppava sette formazioni del Nord
Italia: Celana Mestre, A.C.
Cremcaffè Iris Trieste, A.C.F. Cro-
cetta Carrel di Crocetta del Montel-
lo (TV), A.C.F. Pordenone, A.C.F.
Valdobbiadene e Treviso. Per la
cronaca, il campionato U.I.S.P. fu
vinto dal Celana Mestre che, l’11 ottobre 1970 a Modena, batté in finale il Pordenone per 2-0. Questi i nomi di tut-
te le giocatrici del Fener ritratte in foto: con la maglia rossa, in piedi da sinistra, Mirca Pisan, poi Carla Franzoia in
tuta blu, poi (ancora in maglia rossa) Elis Bottin, Dina Billò, Jole Tessaro, Graziella Carelle, Elsa Carelle (o Da-
niela Spada) e Lorenza Gelisio; accosciate (dal centro verso destra, sempre con la maglia rossa), Daniela Rizzot-
to, Graziella Buttol (appoggiata), Sandra De Faveri, Fernanda De Faveri e Iris Favero.

Accadde nel 2001


a cura di Sandro Curto
L’ADDIO A “TONI ROSSO” Nel febbraio 2001 muore, stroncato da un infarto, l’alanese Antonio Ceccotto, clas-
se 1941, conosciuto da tutti come “Toni Rosso”. Persona gioviale ed ironica, nonostante la passione per qualche
bicchiere di vino, non si è mai sentito alzare la voce se non per cantare in allegria.
VALDEROA: VALENTINO RECH RICONFERMATO CAPOGRUPPO Il 3 febbraio 2001 si riunisce l’assemblea
del Gruppo Alpini “Valderoa” di Alano di Piave con all’ordine del giorno il rinnovo del consiglio e altri punti fra cui
compare, per la prima volta, il possibile accordo con l’amministrazione comunale per la costruzione di una nuova
sede. In una successiva riunione il consiglio riconferma all’unanimità capogruppo Valentino Rech con vice Mauro
Mazzier e Antonio Pietro Nani.
LETTERE AL TORNADO

Il Gruppo Caritas ringrazia e augura un sereno 2021


Con nel cuore ancora il clima delle feste natalizie, desideriamo ringraziare tutti coloro che ci hanno sostenuto a
qualsiasi titolo. In questo triste momento di pandemia, che ha colpito tanti, si è aggravato oltre al bisogno del
conforto alimentare, la necessità di maggiore comprensione e solidarietà in un più grande numero di assistiti. Ciò
che facciamo è poco: solo una piccola goccia in una grande urgenza.
Il nuovo santo Carlo Acutis *, morto giovane e benefattore di tanti poveri, ci aiuti e ci sproni e il Signore arrivato
con il Suo Natale ci porti la speranza di un anno migliore e serenità per tutti.
Vogliate gradire i nostri migliori auguri.
Il Gruppo CARITAS
* Figlio primogenito di Andrea Acutis e Antonia Salzano, Carlo nacque a Londra, dove i genitori si trovavano per
motivi di lavoro del padre, il 3 maggio 1991. Trascorse l’infanzia a Milano, circondato dall’affetto dei suoi cari e
imparando da subito ad amare il Signore, tanto da essere ammesso alla Prima Comunione ad appena sette anni.
Frequentatore assiduo della parrocchia di Santa Maria Segreta a Milano, allievo delle Suore Marcelline alle ele-
mentari e alle medie, poi dei padri Gesuiti al liceo, s’impegnò a vivere l’amicizia con Gesù e l’amore filiale alla
Vergine Maria, ma fu anche attento ai problemi delle persone che gli stavano accanto, anche usando da esperto,
seppur autodidatta, le nuove tecnologie. Colpito da una forma di leucemia fulminante, la visse come prova da of-
frire per il Papa e per la Chiesa. Lasciò questo mondo il 12 ottobre 2006, nell’ospedale San Gerardo di Monza, a
quindici anni compiuti. Il 5 luglio 2018 papa Francesco ha autorizzato la promulgazione del decreto che dichiara-
va Venerabile Carlo, i cui resti mortali riposano dal 6 aprile 2019 ad Assisi, nella chiesa di Santa Maria Maggiore
* Figlio primogenito di Andrea Acutis e Antonia Salzano, Carlo nacque a Londra, dove i genitori si trovavano per
motivi di lavoro del padre, il 3 maggio 1991. Trascorse l’infanzia a Milano, circondato dall’affetto dei suoi cari e
imparando da subito ad amare il Signore, tanto da essere ammesso alla Prima Comunione ad appena sette anni.
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Frequentatore assiduo della parrocchia di Santa Maria Segreta a Milano, allievo delle Suore Marcelline alle ele-
LETTERE AL TORNADO
mentari e alle medie, poi dei padri Gesuiti al liceo, s’impegnò a vivere l’amicizia con Gesù e l’amore filiale alla
Vergine Maria, ma fu anche attento ai problemi delle persone che gli stavano accanto, anche usando da esperto,
seppur autodidatta, le nuove tecnologie. Colpito da una forma di leucemia fulminante, la visse come prova da of-
frire per il Papa e per la Chiesa. Lasciò questo mondo il 12 ottobre 2006, nell’ospedale San Gerardo di Monza, a
quindici anni compiuti. Il 5 luglio 2018 papa Francesco ha autorizzato la promulgazione del decreto che dichiara-
va Venerabile Carlo, i cui resti mortali riposano dal 6 aprile 2019 ad Assisi, nella chiesa di Santa Maria Maggiore
– Santuario della Spogliazione. Nel medesimo anno il Pontefice ha citato Carlo nell'Esortazione apostolica post-
sinodale "Christus vivit". Il 21 febbraio 2020, ha autorizzato la promulgazione del decreto relativo a un miracolo
attribuito all’intercessione di Carlo, che è stato solennemente beatificato ad Assisi il 10 ottobre seguente.
Sul web è ancora presente (www.miracolieucaristici.org), la mostra virtuale progettata e realizzata da lui a 14 an-
ni, che sta facendo il giro del mondo e che testimonia come davvero per Carlo l’Eucaristia è stata la sua “auto-
strada per il cielo”. Già, perché Carlo continua ad essere un mistero: con i suoi 15 anni limpidi e solari, con la sua
voglia di vivere e la sua prorompente allegria, ma soprattutto con la sua fede che scomoda ed interpella quella di
noi adulti. Nota tratta da: http://www.santiebeati.it/dettaglio/93910

Mlol, edicola internazionale


(M.M.) Grazie alla tessera della biblioteca civica si può usufruire del servizio Mlol, che permette l’accesso ad una
infinità di contenuti digitali, siano essi libri, file
audio e musicali, riviste, giornali, con uno spettro
di scelta che si estende a tutto il globo. E’ un
servizio totalmente gratuito e che consiglio
vivamente a tutti. La lettura dei giornali, anche
esteri, consente di avere
una visione del mondo
davvero estesa, con
possibilità di mettere a
confronto i diversi modi di
intendere l’informazione. Il
servizio si può usare con i computer, i
tablet, gli smartphone ed anche con
le nuove Smart Tv, le televisioni
“intelligenti” che permettono di
navigare il web. Nella foto, qui sopra,
la prova di quanto materiale si possa
trovare per la consultazione. Il
consiglio dunque è quello di chiedere
informazioni alla propria biblioteca
per avere la tessera ed attivare poi il
servizio. Non ve ne pentirete!
https://www.medialibrary.it/home/index.aspx

Date le attuali restrizioni causate dalla pandemia conviene telefonare o scrivere alla biblioteca

Benvenuta, Clarissa!
Con grandissima gioia, Elia e Igor vi presentano la loro cuginetta Clarissa (nella
foto a sinistra), nata il 24 maggio 2020.
Ringraziano gli zii Roberta Men e Andrea Basso, genitori di Clarissa, per la
meravigliosa sorpresa. Non vedono l’ora di giocare con lei non appena inizierà a
camminare.
Felicissimi anche i nonni Serenella Mazzier (nostra abbonata alanese) e Renzo
Men, cui si uniscono gli zii Lisa e Andrea.
Auguriamo a Clarissa tanta salute e tanta felicità.
9 ASTERISCO

Galleria Querese
di Marcello geom. Meneghin – seconda puntata
(M.M.) Continua la bella iniziativa del nostro abbonato Marcello, che da Mestre ci invia questi splendidi disegni
per la seconda puntata dedicata ai personaggi che hanno attraversato la storia di Quero e che molti fra i nostri
lettori ricordano con affetto. Lo spazio non ci consente di ripercorrere le loro vicende, ma siamo certi che vederli
ritratti in queste pagine farà riaffiorare nella memoria di molti gli episodi che hanno caratterizzato il loro operare
nella nostra comunità. Un omaggio alla storia fatto attraverso il sapiente uso della matita da parte di Marcello.

Mons. Angelo Maddalon: storico Arciprete di Quero. Resegati Antonio: IL Fotografo del paese, custode
Giannini Andreazza Carlo: attivo nel settore del della sua memoria. Amministratore per lunghi anni.
commercio ambulante Specia Duilio: suo lo storico negozio di bici e motorini
10 CRONACA

Alessandra Turra neo dottoressa in Scienze


Ambientali e Naturali con una tesi sul lupo
Lo scorso 16 dicembre Turra Alessandra si è laureata con il punteggio di 109/110 in Scienze Ambientali e Natu-
rali presso l’Università degli Studi di Siena, discutendo la tesi dal titolo “Rapporti spazio-temporali tra lupo e me-
socarnivori”. La discussione si è svolta a distanza in via telematica per l’emergenza Covid-19, ma ha potuto esse-
re seguita in diretta - non senza una certa emozione - dai genitori Cesare e Antonella, dalla sorella Francesca e dai
nonni Federico ed Emilia che hanno potuto apprezzare i risultati del lavoro di ricerca e di analisi sviluppati da Ales-
sandra con forte determinazione e puntualità.
La ricerca mette in evidenza come nei territori in cui vi è la presenza del lupo, predatore per eccellenza, si riscontra
anche la presenza dei secondi, in una catena alimentare connessa e non necessariamente conflittuale tra le diver-
se specie di predatori: alla maggior presenza di prede in un territorio (per esempio i cinghiali), corrisponde un’alta
possibilità che giungano branchi di lupi che di quelli si nutrono e, al loro seguito, tutti gli altri carnivori che si nutrono
dei resti delle prede cacciate dai lupi, svolgendo un ruolo di “spazzini”. Poiché la catena alimentare sopra illustrata è
un fenomeno che abbiamo riscontrato anche nel nostro territorio in questi ultimi anni, abbiamo chiesto ad Alessan-
dra di sintetizzare la sua ricerca nell’articolo che potete leggere in questo stesso numero.
Alla neo dottoressa Alessandra tutto il compiacimento e le congratulazioni anche della Redazione del Tornado.

Può il lupo contribuire alla biodiversità?


di Alessandra Turra
Dopo secoli di progressivo declino numerico e rarefazione della specie a causa della persecuzione antropica, negli
ultimi decenni il lupo (Canis lupus Linnaeus 1758) sta progressivamente ricolonizzando il suo areale di distribuzione
pregresso, compresa la regione mediterranea, che ospita circa il 15% della popolazione di lupi europea (Meriggi &
Lovari, 1996; Meriggi et al., 2011; Ferretti et al., 2019). Essendo le comunità biologiche dinamiche e modellate dai
rapporti tra individui di specie diverse (interazioni interspecifiche), la ricomparsa di una specie può comportare mol-
teplici conseguenze nell’area interessata, sia di natura socio-economica che dal punto di vista ecologico e gestiona-
le. Trovandosi il lupo all’apice della rete trofica la sua ricolonizzazione può sortire numerosi effetti non solo sugli
Ungulati (cinghiali, daini, ecc.), sue prede preferenziali, ma anche su altri Carnivori di dimensioni minori quali volpi,
tassi e gatti selvatici. Infatti, nel caso in cui nella stessa area una risorsa limitata e non sufficiente sia contesa tra in-
dividui di specie diverse, tra le due si ha competizione, attuata sia tramite la riduzione della relativa disponibilità per
i competitori dovuta all’utilizzo della risorsa condivisa (competizione indiretta), sia tramite esclusione fisica del con-
tendente grazie ad aggressività e combattimenti (competizione diretta o interferenza). L’interferenza comporta
spesso l’uccisione dell’individuo di minori dimensioni e, in alcune specie di Carnivori, influisce sul tasso di mortalità
per più del 68% (Palomares & Caro, 1999; Donadio & Buskirk, 2006). Al contrario di ciò che si pensa però, la ri-
comparsa del lupo non è necessariamente un male per le altre specie presenti nell’area: alcune infatti possono es-
sere addirittura avvantaggiate da questa convivenza. Nonostante la loro natura predatoria infatti, in condizioni di
stress ambientale molti Carnivori adottano un comportamento da spazzini e, considerando che il lupo uccide soli-
tamente prede di grosse dimensioni consumate poi solo in modo parziale, ciò si traduce in una facilitazione nell’ac-
quisizione del cibo da parte dei competitori inferiori (Wilmers et al., 2003; Selva et al., 2005; Wikenros et al., 2017).
Questo apporto calorico a basso costo
energetico risulta particolarmente impor-
tante nell’avversa stagione invernale e fon-
damentale durante il periodo riproduttivo
primaverile (Smith et al., 2003; Wilmers et
al., 2003; Wikenros et al., 2013; Wikenros
et al., 2017). Nel caso in cui si instaurino
questi meccanismi di facilitazione pertanto,
modificando la distribuzione e l’abbondan-
za delle carogne e riducendo le fluttuazioni
sia stagionali che annuali della loro dispo-
nibilità, il lupo può quindi contribuire in mo-
do significativo alla biodiversità della regio-
ne e all’abbondanza dei mesocarnivori
(Wilmers et al., 2003).
Nelle foto a lato: la copertina di Gennaio
della rivista “Il Veses” – finestre sulle Val-
Belluna e una pagina del servizio dedicato
al lupo.
Il sito della rivista è raggiungibile a questo link: https://ilveses.com/
11 CRONACA

Alano: il presepio subacqueo 2020


In memoria di Piero Piccolotto
di Sandro Curto
Anche quest’anno, nonostante la pandemia, un gruppo di volenterosi
alanesi ha voluto continuare la tradizione del presepio subacqueo nella
settecentesca fontana di piazza Martiri. L’iniziativa è partita nel 1997,
grazie alla fantasia e alla passione di Piero Piccolotto, ed è andata ar-
ricchendosi di anno in anno conquistando il favore di alanesi e gente di
passaggio. Alla memoria di “Pierino”, deceduto a marzo 2020 causa
covid, è stata dedicata questa edizione del presepio.

L’11 dicembre è uscito “Vidal 120” sui 120 anni dell’azienda della famiglia Vidal

«Crescere tra Venezia, Fener e le Dolomiti»


a cura di Silvio Forcellini
«…Poi c’è Fener, tra la provincia di Treviso e quella di Belluno, un pae-
sino di cinquecento anime dove la numerosa famiglia Vidal si riunisce a
Villa Gemma, la residenza estiva acquistata nei primi del Novecento dal
nonno Angelo. Qui, nelle colline del prosecco (quando il prosecco era
solo un vino come tanti), Massimo impara ad amare quello che ai vene-
ziani manca sempre un po’: il verde, la vita di campagna, la natura ri-
gogliosa, trascorrendo le estati con i cugini e gli zii tra scampagnate
nella Valbelluna e pomeriggi a pescare sul Piave… Venezia, Fener e le
Dolomiti sono luoghi e paesaggi che lo incantano fin da piccolo…».
Così si legge - tra le tante interessanti informazioni contenute - in
“VIDAL 120”, l’elegante libro uscito lo scorso 11 dicembre in occasione
dei 120 anni dell’azienda della FAMIGLIA VIDAL, veneziana ma fene-
rese d’adozione e “ad honorem”. Fu infatti Angelo Vidal (fondatore dell’azienda e nonno dell’attuale proprietario,
Massimo Vidal) che acquistò dai conti Loredan, più di un secolo fa, la villa adiacente la chiesa parrocchiale di
San Michele Arcangelo e che poi rinominò Villa Gemma in onore della sua amatissima consorte dalla quale ebbe
ben nove figli. Una curiosità: il leggendario cavallo bianco della pubblicità del bagnoschiuma, oltre che in Camar-
gue e in Piazza San Marco, ebbe modo di “scorrazzare” anche per i prati feneresi attorno a Villa Gemma, che
sono stati tra i primi luoghi in cui si sono consolidate le tecniche per far correre il maestoso destriero in modo che
comunicasse “potenza, bellezza e vitalità”.
Così Massimo Vidal: «La storia della mia famiglia e dell’avventura imprenditoriale, con cui ha attraversato gli ul-
timi centovent’anni, si definirebbe oggi con il termine abusato di “resilienza”, per indicare la sfida, l’impegno e il
senso del mercato che fare impresa significa, oggi non meno di ieri… Ho voluto fortemente riprendere la continui-
tà di questa storia…». Massimo Vidal l’ha fatto, rilanciando con MAVIVE, di cui è presidente e amministratore de-
legato, il progetto avviato nel 1900, a Venezia, dal nonno Angelo, sviluppato dal padre Renzo nel segno
dell’internazionalizzazione e oggi portato avanti insieme ai figli Marco e Lorenzo.
Nel centoventesimo compleanno l’azienda - come detto - è quindi diventata anche un libro, “VIDAL 120”, 152
pagine a cura di Massimo Orlandini per la casa editrice Lineadacqua, con testi dello stesso
Orlandini, di Luciana Boccardi e di Andrea di Robilant e con una ricchissima parte icono-
grafica. Lo scopo di questa preziosa produzione editoriale è ricordare un’impresa “familia-
re” lungimirante, che ha ormai superato il secolo di vita e si prepara ad affrontare nuove
sfide: la capacità di adattarsi a un mondo in continua e sempre più rapida evoluzione, di
saper cogliere le richieste del mercato, interpretare le nuove sensibilità, prevedere scenari
e anticipare i tempi. In questi ultimi anni MAVIVE ha lavorato molto per ridurre l’impatto
ambientale del settore cosmetico e l’eliminazione del packaging superfluo e dell’uso della
plastica. Il volume, che fa parte di un ampio progetto di studi d’impresa, racconta pertanto
la storia di un’azienda italiana che ha saputo rinnovarsi attraverso le generazioni e adattar-
si ai cambiamenti del mercato. La storia: tutto comincia con l’azzardo di un giovane Angelo
Vidal, telegrafista sotto le armi nella sventurata Guerra d’Abissinia, dalla trattoria di famiglia in Campo Santa Ma-
ria Mater Domini al primo, minuscolo laboratorio di potassa e lisciva, allestito poco lontano, negli ambienti di Pa-
lazzo Mocenigo a San Stae. Ora è sede del Museo del Tessuto e del Costume dove, dal 2013, la Fondazione
Musei Civici ripercorre con MAVIVE le rotte delle essenze, dai mercati del Levante all’industria veneziana del sa-
pone e del profumo. Nel 1912 la fabbrica in terraferma è avamposto del polo chimico di Porto Marghera. È
l’orgoglio che aveva VIDAL di raccogliere un’antica, prestigiosa tradizione di lavoro. Il salto arriva nel Secondo
Dopoguerra con il mitico bagnoschiuma. È l’era del Pino Silvestre e del cavallo bianco, che ha reinventato il Ca-
rosello: un case history, non solo italiano, della pubblicità. Nel 1986 il colosso Henkel compra il marchio Vidal e
12 CRONACA

successivamente nasce MAVIVE, MAssimo VIdal VEnezia. Oggi conta una cinquantina di dipendenti nella sede
di Dese e una rete di vendita in oltre novanta Paesi: «Gli spazi - scrive Massimo Vidal - vanno conquistati lavo-
rando meglio degli altri, con un gruppo coeso fatto di collaboratori mai abbastanza ringraziati per il loro apporto e
ai quali siamo legati da un sentimento profondo che va dalla riconoscenza all’affetto, direi quasi familiare». E’ una
storia avvincente, aperta fiduciosamente al futuro. Il libro lo affida alle parole di Marco Vidal, direttore generale:
«Sono certo che, nel mondo che si affaccerà alla fine di questa pandemia - con tutto quello che avrà comportato
in termini umani, economici e sociali - saranno centrali temi come l’etica del lavoro e la consapevolezza di un
consumatore protagonista. La nostra rimarrà sempre un’azienda figlia di un territorio straordinario, tesoro di bel-
lezza che promuove la bellezza e difende il grande e prezioso mondo dell’artigianato, esso stesso patrimonio cul-
turale. Le sfide saranno numerose e complesse, ma sarà necessario affrontarle, avendo sempre ben chiari il no-
stro passato e il valore aggiunto di questo orizzonte unico, rappresentato da Venezia».
Un’azienda (che vantiamo anche tra gli sponsor di questo giornale) che è dunque un orgoglio italiano, veneziano
e, un pochino, anche fenerese, visto l’attaccamento della famiglia alle nostre zone.

LETTERE AL TORNADO
Ancora Renzi?
di Angelo Ceccotto
In attesa del Santo Natale… Sentiamo in questi giorni la presa di posizione di Matteo Renzi il quale ancora una
volta sfodera come nel suo stile la politica aggressiva, ponendo in discussione parlamentare motivi fondamentali
riguardante l’attuale situazione nazionale governativa. Se è vero il detto delle opposizioni, che il governo non fa
bene, che è immobile, che non dà esecuzione ai problemi del paese, allora di che recriminare se c’è qualcuno
che osa scuotere l’esecutivo per risvegliare la coscienza del fare presto? Come sempre questo non va bene per
molti parlamentari, poiché dicono che il Senatore è alla ricerca di poltrone, che è il solito guastafeste, che porta il
paese alla rovina, che pensa solo alla propria immagine, che è solo ambizioso e arrogante ecc. Bene o male che
egli agisca, gli si deve il merito di aver dato corso a questo governo ora ingarbugliato, assolvendo con difficoltà le
funzioni governative primarie italiane e internazionali dell’anno in corso. Se fin d’ora il governo ha retto allo tsu-
nami della pandemia, pur con delle oggettive difficoltà, lo si deve anche ai ministri di “Italia Viva”, i quali, pur con
alcune visioni diverse ma con senso di responsabilità, operano sui problemi del momento. A mio parere spronare
un direttivo non guasta e non vuol dire essere maldestri e opportunisti ma guardare in faccia la realtà, special-
mente in momenti preoccupanti di crisi come gli attuali. Se evidenziamo senza polemica la lentezza con cui non
si riesce a dare rapido corso a leggi e provvedimenti a causa della maledetta burocrazia, credo sia doveroso
spronare governo e parlamento ad assolvere le funzioni impellenti. Che piaccia o no, è ancora Renzi,
l’avventuriero, a porre le questioni primarie e urgenti scuotendo l’ingessato sistema governativo proponendo pro-
getti di fondo per il paese. Checché se ne dica è, ancora lui, l’ingombrante, a “stizzire” affinché si provveda alla
spesa già destinata alle opere progettate ecc. E’ ancora l’opportunista Matteo, dalla visione politica, che anticipa i
tempi strigliando un sistema frenante per lo sviluppo nazionale. E quanto detto non è tanto per adulare questo
Senatore, ma per farmi una ragione di tanto odio nei suoi confronti. Aggiungo, egli sarà troppo aggressivo, potrà
essere scomodo incamerando poca simpatia e tanto astio, ma non si può dire che questo Senatore non abbia il
coraggio di animare un sistema parlamentare che lui ha cercato di cambiare con il referendum, quel referendum
tanto controverso cui tanti del suo partito votarono contro. Forse saranno punti di vista o di simpatia personali, a
ragione o meno, il fatto sta che adesso anche le opposizioni si sono accorte della validità di quel referendum
proponendo mozioni molto simili a quelle che a suo tempo boicottarono. Queste ora, adoperando prudente di-
plomazia, propongono sottobanco, senza esporsi troppo, scelte similari a quelle del Renzi di allora, cosicché il
maldestro Matteo democristiano, con i suoi molteplici difetti, si riprende la rivincita distinguendosi da chi lo voleva
inguaiato nella sinistra e da chi sa solo rovesciargli addosso insistenti maldicenze. Fatale e obbligatoria l’uscita
dal Pd costituendo poi il partito “Italia Viva”, un nome non tanto piacevole ma fondato sulla convinzione di dare
battaglia a un sistema ingessato, spronando l’esecutivo per forzare i tempi del cambiamento, oltre ad attingere a
quei contributi europei già stanziati che da tempo ristagnano. Egli cerca di scavalcare la fantapolitica degli avver-
sari e giornalistica, affermando con chiarezza che il sistema politico clientelare non funziona più in quanto inde-
bolisce lo sviluppo produttivo nazionale. Ciò detto, ben venga chi ha il coraggio di smantellare questo sistema
che paralizza ogni iniziativa. Il Matteo fiero e battagliero avanguardista politico, forte della sua frizzante passione
politica, cerca con ferme puntualizzazioni di porre dei paletti programmatici di alto spessore che vanno ad inno-
vare un sistema governativo ingessato. Questa è la mia valutazione, potrò anche sbagliarmi, auspico però che il
tempo mi dia ragione. Lui ha il coraggio nel metterci la faccia contro tutti, con scelte ben ponderate verso i pro-
blemi dell’immediato e verso il futuro. La sua scaltrezza, la sua fierezza dà molto fastidio, poiché schiaccia la
personalità di chi lo vorrebbe fuori da ogni impegno istituzionale. E’ un cavallo rampante difficile da domare, an-
cor più quando sa risvegliare la burocrazia addormentata. Lui c’è sempre nel mantenere brioso il Senato, pun-
zecchiando quanti si avvalgono per convenienza di un sistema ristagnante e quanti suonano il solito disco deni-
gratorio dimostrando d’essere poco costruttivi. Ora non resta che attendere l’evolversi di quest’iniziativa politica,
dato che Renzi con chiarezza ha affermato: “non è mia intenzione far cadere il governo, a meno che non si voglia
prendere atto di un cambiamento di rotta”. Tempo al tempo e si vedrà.
13 ATTUALITÀ

5G: Alano vuol disciplinare la posa antenne

(M.M.) L’argomento, riportato sui quotidiani Tribuna di Treviso e Corriere delle Alpi, è di quelli capaci di suscitare
le più accese discussioni e non tutte supportate da conoscenze tecniche, ma da timori che meritano di essere
ascoltati e magari poi dissipati attraverso
una disamina dei pro e contro della
questione. Intanto, visto che la tecnologia
avanza e che la politica ha il dovere di
regolare la vita della comunità, alcuni
Comuni, fra i quali Alano di Piave, hanno
condiviso un percorso per governare le
prevedibili future richieste di posa in opera
di antenne per il 5G, tecnologia che
gradatamente dovrebbe sostituire
quell’attuale di trasmissione dei dati. Per
evitare di avere antenne ovunque, i
Comuni, come ci conferma il sindaco di
Alano di Piave Serenella Bogana, hanno
messo le mani avanti e vogliono essere
parte attiva nel disciplinare queste opere,
chiedendo le dovute garanzie per gli impianti che saranno installati, la possibilità di valutare l’idoneità dei siti
richiesti per la posa ed anche, infine, un ritorno economico per la
messa a disposizione delle aree richieste. Non una posizione
contro la nuova tecnologia, ma nemmeno un disinteressamento
che possa dar luogo ad un proliferare selvaggio ed incontrollato di
antenne di trasmissione dati.
Gli studi fin qui condotti non hanno prodotto incontrovertibili prove
di pericolosità e sono basati, come gli studi precedenti per il 2G e
3G, sull’emissione di onde prodotte dai cellulari piuttosto che dagli
impianti d’antenna. Il 5G lavora ad una frequenza superiore
rispetto a quella che usiamo attualmente, ma avrà una minore
intensità, il che renderà necessario un più alto numero di antenne
per limitare la perdita di segnale. I timori che si manifestano su
questa novità rispecchiano, come atteggiamento, quanto visto con
i precedenti passaggi dalla banda GSM a 2G, 3G e 4G Lte, ed è
comprensibile che, come ogni, novità, ci si trovi disorientati
dall’introduzione di una nuova tecnologia.
Molti sono i contributi su questa rivoluzione. Un dossier, a cura
del Prof. Ing. Nicola Pasquino - DIETI – Università degli Studi di
Napoli Federico II, si può scaricare anche dal sito del Comune di
Quero Vas (https://www.comune.querovas.bl.it).
Noi de “Il Tornado” faremo la nostra parte con vari interventi su
queste pagine del nostro amico e lettore Tristano, che di mestiere
fa l’ingegnere e che si occupa proprio di emissioni e onde radio.
Un parere tecnico, dunque, che condivideremo con tutti voi lettori
per avere il maggior grado possibile di comprensione e farci
un’opinione su un argomento che merita più scienza e meno emotività.
Intanto un bel servizio si può leggere anche sul sito di Altroconsumo: https://www.altroconsumo.it/hi-
tech/smartphone/speciali/5g-salute.
14 LIBRI

Non aprite quel libro!


Fatelo solo se avete il tempo necessario da dedicargli
(M.M.) Cosa chiedete ad un libro, ad una storia che cominciate a
conoscere attraverso la lettura delle prime pagine?
Io, per lo più, quando si tratta di lettura d’evasione, chiedo di es-
sere preso per mano ed accompagnato nella trama del racconto,
tanto da farmelo vivere quasi in presa diretta, come se fossi pre-
sente alle scene che mi vengono descritte nel racconto stesso.
Era quello che mi capitava da ragazzo con le storie di Salgari ed
è quel che mi è nuovamente successo nel girare le pagine del li-
bro “Il secondo bunker” di Armando Mondin.
La trama è ben sviluppata, il ritmo della scrittura è sostenuto e
l’impianto narrativo non mostra lacune o incertezze.
Capita così che la storia vi avvolge e seguirla diventa un impera-
tivo che non tollera distrazioni: si desidera ardentemente scoprire
quel che combinano i protagonisti o quel che il destino riserva lo-
ro nel corso delle vicende che li vedono attori. “Il secondo bun-
ker” è proprio un bel racconto che, dallo spunto storico iniziale,
vola poi sulle ali della fanta-
sia dell’autore, per coinvol-
gerci in un appassionante
romanzo in cui si fondono
suspense e mistero secondo
un’architettura compositiva
che, da spezzoni narrativi
apparentemente fra loro
slegati, tesse numerosi fili
che vanno a ricomporsi pia-
no piano, tasselli di un mo-
saico che non si lascia in-
terpretare fino all’epilogo
della storia.
Il consiglio, dunque, non può
che essere quello di acqui-
stare il libro, disponibile nei
vari punti vendita qui in pa-
gina indicati oppure online,
sul sito della casa editrice DBS di Rasai di Seren del Grappa:
https://www.edizionidbs.it/shop/bambini/il-secondo-bunker/, con un’unica avvertenza: non cominciate a leggerlo
se avete impegni in agenda, perché ve li farà dimenticare! Buona lettura.
15 CRONACA

San Vito di Valdobbiadene


Dove nacque il beato Benedetto XI
Servizio dedicato a Papa Benedetto XI sul sito Vatican News,
raggiungibile al link che qui sotto indichiamo:
https://www.vaticannews.va/it/chiesa/news/2020-12/benedetto-xi-papa-storia-chiesa-valdobbiadene-istituto-toniolo.html
(M.M.) Quante volte passiamo la strettoia dell’abitato di San Vito di Valdobbiadene, magari fermandoci proprio
all’altezza della casa dove ebbe i natali Benedetto XI (194° Papa vissuto tra il 1240 e il 1304) per far passare le
auto che incrociamo, senza renderci conto che stiamo sfiorando un
pezzo importante della storia. E’ davvero interessante il servizio
pubblicato sul sito di notizie del Vaticano, a cura di Paolo Ondarza, che
illustra lo stato dell’arte relativamente alle attuali condizioni della casa,
non del tutto restaurata, ma messa in sicurezza in tempi non
lontanissimi, attorno al 2000, e dei progetti che puntano a valorizzare
questo luogo storico, assieme alla riscoperta di Papa Benedetto XI, del
periodo storico in cui ha agito, all’inizio del Trecento. La casa natale di
Papa Benedetto XI, secondo l’idea promossa dall’Istituto “Beato Toniolo.
Le vie dei Santi” della Diocesi di
Vittorio Veneto, si vorrebbe adibirla a
centro di cultura ed anche perno e
riferimento per il turismo religioso
che si esplica lungo il “cammino dei
Papi”. All’interno del servizio è pure
riportata un’intervista del parroco di
San Vito, don Gianromano Gnesotto,
che consigliamo di ascoltare a chi ha
la possibilità di accedere alla rete
internet. Dalla lettura del sito
apprendiamo queste notizie: “San
Vito, a metà strada tra Agordo e
Riese Pio X”, spiega a Vatican News
il parroco don Gianromano Gnesotto,
“segna un filo continuo tra tre papi
del Veneto: Benedetto XI, Pio X e
Giovanni Paolo I.(…) L’idea di
istituire un museo all’interno della
casa natale è secondo don Gnesotto
"un'importante opera a livello
culturale e spirituale che
arricchirebbe un territorio –
Valdobbiadene e Conegliano - già
inserito nel patrimonio Unesco".
Inoltre: Il Martirologio Romano lo
ricorda come “benevolo e mite,
nemico delle contese e amante della
pace”, promotore della “concordia
nella Chiesa”, del “rinnovamento
della disciplina” e della “crescita della
devozione religiosa”. “E’ una figura di
grande attualità”, conclude don
Gianromano Gnesotto: “sotto il
predecessore Bonifacio VIII, fu
nunzio e consigliere. Il caratteristico
stile diplomatico improntato al
dialogo e alla conciliazione
caratterizzò anche il suo pontificato:
desiderava infatti mettere in sintonia con i valori del Vangelo tutte le politiche europee in un tempo in cui i rapporti
tra gli Stati non erano sempre facili. É un esempio anche per i nostri giorni. Ricordarlo è un dovere”.
In foto, a sinistra: schermata dal sito di Vatican News, particolare della facciata della casa di Papa Benedetto XI;
a destra: la chiesa parrocchiale di San Vito, la statua di Papa Benedetto XI.
16 CRONACA

A fine anno termina il servizio il pediatra Francesco De Bortoli


Dal 1 gennaio assume l’incarico il dottor Marco Filippone
Dal 31 Dicembre 2020, nell'ambito territoriale dei Comuni di Alano di Piave, Arsiè,
Feltre, Fonzaso, Lamon, Pedavena, Quero Vas, Seren del Grappa e Sovramonte
cesserà l’attività di pediatra di libera scelta Francesco De Bortoli. Contestualmente,
presso lo stesso ambito, dal 1° Gennaio 2021 – a conclusione delle procedure di
copertura della zona carente - sarà inserito il nuovo pediatra di libera scelta, Marco
FILIPPONE, con incarico a tempo indeterminato.
Il nuovo pediatra eserciterà la propria attività su appuntamento nell’ambulatorio di Feltre in Piazzale Parmeggiani,
19. Il numero di telefono per contattare il pediatra è 389 1234583.
Bambini 0-6 anni
Tutti i bimbi da 0 a 6 anni, assistiti dal dottor De Bortoli, col 1° gennaio saranno assegnati d’ufficio al nuovo
pediatra, fatta salva la possibilità di effettuare una scelta diversa tra uno dei pediatri dell’ambito territoriale.
Bambini 6-14 anni
I genitori dei bambini tra 6 e 14 anni assistiti dal dottor De Bortoli, per continuare a fruire dell’assistenza medica
per i figli in forma diretta e gratuita a carico del Servizio Sanitario Nazionale, dovranno effettuare la scelta di uno
dei pediatri di libera scelta o di un medico di medicina generale con disponibilità di posti dell’ambito territoriale
citato, con le seguenti modalità:
• inviando una mail “NON PEC” all’indirizzo cambiomedico@aulss1.veneto.it con il oggetto “Cessazione del
pediatra dr. Francesco DE BORTOLI” indicando nome, cognome, luogo, data di nascita, indirizzo di residenza,
codice fiscale del genitore e il nome, cognome e data di nascita del figlio/a e il nome del pediatra di libera scelta
prescelto (si suggerisce di indicare più di un nome). Alla e-mail si dovrà allegare la copia del documento
d’identità del genitore e della Tessera Sanitaria cartacea del minore rilasciata dalla ULSS. Al termine
dell’operazione sarà inviata una e-mail di conferma dell’avvenuta assegnazione del pediatra con allegata copia
della tessera sanitaria cartacea;
• è possibile verificare in tempo reale la disponibilità dei medici, collegandosi al seguente link
https://salute.regione.veneto.it/servizi/cerca-medici-e-pediatri, selezionando un medico si visualizzerà il numero
dei posti disponibili indicato in corrispondenza della voce “Disponibilità assistiti illimitati”;
• solo residualmente, in casi eccezionali e di oggettiva impossibilità all’uso dell’email, previo appuntamento
telefonico, presso la sede distrettuale di Feltre – Via Bagnols sur Ceze n.3 tel. 0439 883680 il lunedì, martedì,
giovedì e venerdì dalle 8.30 alle 12.00 - presentandosi con il proprio documento di identità e con la Tessera
Sanitaria cartacea del minore rilasciata dall’ULSS. Nel caso in cui fosse impossibilitato/a a presentarsi
personalmente, il genitore potrà delegare altra persona alla quale dovrà consegnare, oltre ai documenti citati, la
delega allegata, compilata in stampatello e sottoscritta, e la fotocopia del documento di identità del delegato e del
delegante. Feltre, 9 dicembre 2020

Cambio pediatra a Fener


Dal 14 gennaio 2021 inizia l’attività di Pediatra di Libera Scelta, con
ambulatorio a Fener di Alano di Piave, la Dr.ssa Erica Giacomelli
I bambini, che erano stati temporaneamente assegnati alla dottoressa Maria Tura,
saranno assegnati d’ufficio alla dr.ssa Giacomelli che inizierà la propria attività
nell’ambulatorio di Fener in Via Kennedy n. 13, contattabile allo 371 3432135.
E’ fatta salva la possibilità di effettuare una scelta diversa tra i pediatri con
disponibilità di posti nel proprio ambito di residenza.
La scelta di un nuovo pediatra potrà essere effettuata inviando una mail a:
cambiomedico@aulss1.veneto.it
avente come oggetto “Cessazione della pediatra dr.ssa Tura”.
Nella mail dovranno essere indicati nome, cognome, data di nascita, codice fiscale e indirizzo di residenza del
genitore; nome, cognome, data di nascita e codice fiscale del figlio/a; nome del pediatra che si intende scegliere
(si consiglia di indicare più di un nominativo in ordine di preferenza). Dovranno, inoltre, essere allegate copia del
documento di identità del genitore e della tessera sanitaria cartacea del figlio/a.
Per qualsiasi informazione è possibile contattare il numero telefonico 0439 883680
(Lunedì, Martedì, Giovedì e Venerdì dalle 8.30 alle 12.00).
Feltre, 7 gennaio 2021
17 ATTUALITÀ

Aggiornato il piano vaccinazione anti covid


E’ stato aggiornato il Piano vaccinale anti Covid dell’Ulss Dolomiti in base alle ultime linee
guida regionali. Possibili altri aggiornamenti anche in base ai vaccini disponibili.
L’attuazione del Piano procederà secondo l’effettiva disponibilità delle dosi di vaccino
programmate e tenendo conto delle peculiarità di ciascun vaccino in ordine alla conservazione e alla
somministrazione e potrà essere ulteriormente aggiornato. Il primo passaggio riguarda la necessità
dell’accantonamento delle dosi di vaccino necessarie per garantire gli appuntamenti di completamento del
ciclo vaccinale (seconda dose), di regola fissati a 21 giorni dalla prima somministrazione. La Farmacia
Ospedaliera, su disposizione della Direzione Sanitaria Aziendale, continuerà a curare l’allestimento delle singole
fiale di vaccino, con rigoroso rispetto delle regole di preparazione, anche al fine di ricavare il maggior numero di
dosi possibili da ciascun flacone Pfizer-BioNTech.
FASE 1. Immunizzazione degli operatori sanitari e degli operatori e ospiti delle Strutture Residenziali Territoriali
Nei prossimi giorni sarà conclusa l’immunizzazione degli operatori di tutti i quattro ruoli afferenti alle UU.OO
Ospedaliere e di ospiti e operatori delle RSA. Entro poche settimane, verrà completata l’offerta vaccinale
nell’ambito delle Strutture Socio-Sanitarie Residenziali e Diurne, anche in riferimento ai minori di età superiore a
16 anni. Già vaccinati, con modalità drive-in nelle scorse domeniche, i Medici attivi sul territorio (Medici Medicina
Generale, Pediatri Libera Scelta, USCA, Specialisti Ambulatoriali Interni, Guardia Medica: 167 soggetti), sanitari
e volontari del vasto sistema SUEM-118 ( 357 soggetti). Domenica 17 gennaio 2021 è previsto un nuovo V-Day
vaccinale drive-in a favore di numerose categorie di operatori sanitari delle strutture private: circa 400 soggetti.
Entro il mese verrà garantita l’offerta vaccinale agli operatori dei quattro ruoli del Dipartimento di Prevenzione, dei
Distretti e dei Servizi Generali dell’Azienda ULSS Dolomiti. L’immunizzazione verrà estesa alle ditte esterne
operanti in ambito aziendale e al personale sanitario di altre amministrazioni pubbliche (INPS, INAIL etc).
Vaccinazione della popolazione con 80 anni o più
Il quadro epidemiologico della prima e seconda ondata COVID
ha messo in evidenza, specie nel territorio della provincia di
Belluno, maggiore incidenza di casi gravi nei soggetti anziani.
Ciò rafforza il livello di priorità, dettato dalle linee di indirizzo
nazionali e regionali, assunto dalla necessità di immunizzazione
di questa rilevante categoria sociale. La sperimentazione
organizzativa condotta in questi giorni a favore degli assistiti di
una Medicina di Gruppo Integrata del contesto urbano
bellunese ha messo in evidenza la validità di un modello di
offerta con ruolo attivo della Medicina di Famiglia. E’ stata
quindi proposta l’estensione di questo modello a tutto il
territorio, con il supporto delle Istituzioni (Comuni, Parrocchie,
Associazioni di Volontariato, altro). Ciò sia in riferimento a
difficoltà nei collegamenti, anche postali, con le aree periferiche,
sia alle caratteristiche dell’ampio territorio montano. Sempre i
Medici di Medicina Generale potranno agevolmente individuare nella fascia di soggetti anziani le persone in
assistenza domiciliare o comunque non trasportabili al fine di garantire la vaccinazione a domicilio tramite la rete
dei servizi territoriali, incluse le USCA. A seguito di adeguate disponibilità di vaccino anti-COVID, specie se con
minori problemi di allestimento rispetto al vaccino Pfizer-BioNTech, l’Azienda ULSS Dolomiti prontamente
procederà a garantire l’immunizzazione dei soggetti di età pari o superiore a 80 anni con le modalità
organizzative descritte.
Offerta vaccinale ai donatori di sangue ed emocomponenti. In adesione alle linee di indirizzo regionali,
l’Azienda ULSS Dolomiti procederà con l’offerta di immunizzazione al vasto ed importante settore dei donatori di
sangue, secondo selezione di priorità individuate in collaborazione con le associazioni d’area. Secondo modalità
che saranno ulteriormente specificate, si procederà nella fase 2, nell’offerta vaccinale alla popolazione con
più di 60 anni e ai soggetti fragili, partendo dai soggetti più anziani e/o fragili. In parallelo/al termine della fase
2, sarà completamente sviluppata la vaccinazione delle categorie afferenti ai Servizi Essenziali (fase 3). Le fasi 2
e 3 saranno di regola condotte mediante chiamata attiva dei vaccinandi ed erogazione prestazionale nei punti di
vaccinazione di popolazione. Belluno, 15 gennaio 2021

A ricordo del Dott. Franco Perin


(Farmacista)
Nato ad Alano di Piave il 2 maggio 1940 è deceduto il 3 dicembre scorso nella sua abitazione di
Padova il Dott. Franco Perin. Lo ricordano, attraverso il Tornado, i fratelli Antonio, Mario e il
fratello Giuseppe col quale, in particolare, il caro estinto amava spesso rievocare gli anni felici
trascorsi insieme nel Comune di Alano di Piave e nella piccola Parrocchia di Fener.
18 CRONACA

Il saluto a Gianfranco Favero


(M.M.) Ha lasciato tutti attoniti l’improvvisa scomparsa di Gianfranco Favero, il 7
gennaio scorso, gettando nello sconforto la moglie Domenica, i figli Marco ed Elisa e
tutti gli altri famigliari. Gianfranco, nato nel 1940, è stato, con il fratello Ermando, fra i
primi a promuovere la produzione artigianale di lampadari in ferro, dapprima, nel 1966,
in locali di fortuna e poi, via via ingrandendo l’attività fino a farla diventare una solida
realtà occupazionale per Quero. Figura emblematica del vero artigiano, categoria cui si
iscrivono persone che, come lui, hanno a cuore il saper fare e dedicano le loro energie
al lavoro, esprimendo non solo la capacità di fare, ma anche di abbinarvi la creatività
che consente di focalizzare i problemi che si incontrano nel lavoro, di porsi le domande
giuste su di essi e di agire per risolverli. Queste le caratteristiche che hanno permesso
a Gianfranco, che ha conosciuto anche l’esperienza dell’emigrazione come falegname in Isvizzera, di creare, con
il fratello Ermando ed i suoi compagni di ventura, una realtà imprenditoriale che ha attraversato e superato
momenti difficili e continua ancora adesso a porsi in maniera positiva nel difficile settore della fabbricazione di un
prodotto artigianale, il lampadario, ora proposto dalle nuove generazioni (il figlio Marco, i nipoti Ornella e Sandro,
figli di Ermando) con il successo garantito dall’introduzione di innovazioni e tecnologia al passo coi tempi. Le
esequie sono state celebrate l’8 gennaio con la partecipazione di molte persone secondo quanto consentito dalle
attuali normative anti Covid, ma numerosissimi sono stati vicini alla famiglia in questa tragica congiuntura,
esprimendo vicinanza nel dolore.

Ricordo di Leone Mondin


di Sandro Curto
In poche settimane il Covid ci ha portato via Leone Mondin, classe 1938, resi-
dente a Quero da oltre trent’anni ma originario di Campo, dove si è svolto il fune-
rale e dove è stato sepolto accanto all’amata moglie Laura. Distinto con i suoi
eleganti cappelli, generoso, dotato di una spiccata ironia, Leone, come amava
spesso raccontare, aveva fatto nella vita, con alterne fortune, diversi mestieri ini-
ziando nell’edilizia prima come dipendente e poi come artigiano lattoniere, per
poi continuare nel commercio ambulante di frutta e verdura, gestire per alcuni
anni, con la famiglia, una pizzeria a Segusino e, per un breve periodo, il bar
“Centrale” di Quero. Appassionato giocatore di carte, era stato mio compagno in
diverse gare di scopa all’asso negli anni ’90, lo voglio immaginare nell’aldilà im-
pegnato in interminabili partite con Bernardino De Paoli, Vito Zanella, Gianfranco
Rinaldo, Angelo Collavo, Gianni Vanin e l’amico di sempre Mario Bogana. Ai figli
Lorena e Luca le nostre condoglianze. Ciao Leone!

Ricordo di Antonio Mazzalovo


di Antonio Deon
Antonio Mazzalovo (nella foto a destra) se n’è andato alla bella età di 98 anni. Era
ospite da qualche anno della casa di riposo di Quero dove ha trascorso l’ultimo pe-
riodo della sua vita. Antonio aveva lavorato alla cartiera di Vas fino alla sua chiusu-
ra, aveva quindi trovato lavoro a Padova dove si era trasferito con la moglie Assun-
ta e i figli Roberto e Ginevra; al raggiungimento della pensione era tornato, assieme
alla moglie, a vivere a Vas l’ultimo consistente periodo della sua vita.

In ricordo di Giuseppe Ceccato


(M.M.) Il 30 dicembre scorso Giuseppe è andato avanti, come recita il motto degli Alpini,
corpo di cui faceva parte come volontario attivo. La dipartita di Giuseppe ha provocato
un grande dolore nella moglie, nelle figlie, nei nipoti e in tutti i suoi famigliari ed amici,
stretti nell’ultimo saluto avvenuto nella chiesa parrocchiale di Quero. Schierato il gruppo
Alpini “Monte Cornella” a rendergli gli onori per una vita spesa prima nel lavoro da emi-
grante e poi come socio sempre presente alle attività del gruppo. La sua disponibilità si è
manifestata anche nello svolgimento del compito di Nonno Vigile, svolto con dedizione e
costanza in rappresentanza dell’Auser “Al Caminetto” di Quero Vas. Il suo esempio sia
luce che ne illumina il ricordo e conforto per i suoi cari e quanti lo hanno amato.
19 CRONACA

Pillole di Tecnologia
TeleBelluno: percorso e miglioramento del
segnale nel Basso Feltrino
di Tristano Ing. Dal Canton
Come molti avranno notato, un paio di settimane fa il canale Televisi-
vo di Telebelluno (e con lui tutto il mux dedicato) è sparito o diventato
intermittente per qualche giorno. Ci sono stati dei problemi tecnici ai
ripetitori ma, nel contempo, si stanno eseguento dei lavori di miglio-
ramento nella trasmissione del segnale nel Basso Feltrino.Prima di
passare ai dettagli, è cosa interessante vedere il tragitto che fa il
campo elettromagnetico prima di arrivare nel nostro vecchio impianto
coassiale. Dagli Studi di Via Zuppani a Belluno, il segnale viene tra-
smesso in Faverghera (Alpe del Nevegal), da qui riparte fino a Ce-
siomaggiore per venire poi ritrasmesso al Monte Tomba e da qui in
Cilladon (per S.Maria, Vas e Schievenin), a Sanzan (per i paesi lungo
la Feltrina e sinistra Piave) e sul Pianar (per Quero, Alano, Segusino
e Milies).Il tallone
d’Achille del sistema è
proprio l’attuale colle-
gamento tra Cesio ed il
Mte Tomba, responsabi-
le di un peggioramento
dei parametri DVB a loro
volta responsabili, nella
pratica, dell’effetto pixel
che i telespettatori nota-
no da un bel po’ di tem-
po. Nelle ultime settima-
ne i tecnici stanno alle-
stendo il nuovo sito di
Cesio (ubicato in via Ta-
lanca, poco sopra le ul-
time case del paese),
alzando il luogo dove è
posto l’attuale trasmetti-
tore di circa 200m per
migliorare l’attuale tratta
evitando riflessioni e ri-
frazioni.
Nelle prossime settima-
ne invece, tempo meteo-
rogico permettendo, ver-
rà predisposto il futuro
collegamento in IP a 10
GHz, che verrà installato
prima della sostituzione
dei trasmettitori con la
nuova tecnologia T2
(questo lo vedremo nella
prossima puntata).
Dimenticavo: in Cilladon,
dato il luogo impervio e
poco frequentato, per i
lavori di adattamento
sono anche stati impie-
gati i famosi omini Lego,
come potete vedere nel-
lo scatto rubato in un at-
timo di distrazione.
20 CRONACA

Una professione che va scomparendo


“Bertelle, él scarpèr” chiude i battenti
di Tristano Dal Canton
Con il 31 dicembre 2020 chiude lo storico negozio-laboratorio di scar-
pe ubicato da anni in Via Roma, coraggiosamente ed appassionata-
mente portato avanti da Gian Pietro Bertelle con l’inseparabile moglie
Donata Fabbrino. Ex emigrante in Svizzera, dopo 20 anni di lavoro
all’estero, nel 1973 GianPietro rientra in Italia aprendo un laboratorio a
Feltre, costruendo calzature rigorosamente fatte a mano e su misura.
Nel 1980 sposta la professione a Quero, dove siamo abituati a vederlo
lavorare da sempre. Ora, ad 83 anni compiuti dichiara al Tornado “ora
chiudo l’attività, ma non il mio hobby principale: la campagna”; alla
domanda “e quando ti riposi?” risponde: “beh…ho tutta la notte per ri-
posare, di giorno posso ancora lavorare, sperando in lunga vita!”.
Proprio in ottobre 2020 è uscito un interessante libro dal titolo “Scarpòi
e scarpét” a cura di Lois bernard e Serena Turrin: esso racconta un
tempo la vita dei nostri paesi in provincia di Belluno. Le fattezze rudi
ed austere delle calzature, i materiali impiegati, le tecniche di lavora-
zione ci parlano di povertà e fatica, ma anche di ingegno, operosità e
dignità. Un intero capitolo è dedicato al querese Gian Pietro, esponen-
do con minuzia di particolari tutto il procedimento di realizzazione delle
scarpe fatte a mano. I vecchi calzolai realizzavano a mano scarpe e
scarponi, conservando un sapere ormai in estinzione, tramandato di

generazione in generazione o ap-


preso presso la bottega di un
“maestro” e “robando co l’ocio” i
segreti del mestiere. Un tempo
erano in molti in grado di realizza-
re in proprio vari tipi di calzature
come le famose dàlmede, i zhòcoi,
i scarpét e le zhavàte, ma per le scarpe da festa ci voleva invece al scarpèr,
e questa figura in paese non mancava mai. Entrando nel laboratorio di Via
Roma si respira infatti tutto il clima dell’ingegno ed operosità nella realizza-
zione delle calzature: ogni attrezzo e macchinario sembra che parlino da soli
di quel mondo ormai finito.
E’ raro che un calzolaio sia disponibile ad illustrare i passaggi fondamentali di
questa antica arte, ma GianPietro lo ha fatto con elevata professionalità e
cortesia in questo Quaderno appena uscito, da cui abbiamo preso qualche
immagine inedita. Il libro è edito e stampato dalla DBS di Rasai e chi non lo
trovasse presso le librerie locali può rivolgersi direttamente all’editore
(info@edizionidbs.it) oppure visitare direttamente la pagina:
https://www.edizionidbs.it/shop/storia-e-cultura-locale/scarpoi-e-scarpet/
21 CRONACA

Pinoptik premiata per l’innovazione


segnalazione di Tristano Dal Canton
Premio Graziella Pagni: una giuria di ottici ha decretato i vincitori 2020
Nuove modalità per il concorso internaziona-
le, giunto alla nona edizione e dedicato ai
brand di occhialeria indipendenti: il 10 di-
cembre è stata trasmessa in diretta su You-
Tube e Facebook la finale dell’evento, orga-
nizzato da Eidos Communication con la col-
laborazione di Omisan Farmaceutici, il sup-
porto di Mido e in sinergia con le riviste
L’Ottico, Blink e Spex!
Intitolato alla memoria della moglie del presi-
dente di Aio, Mario Casini, il premio Graziella
Pagni è stato istituito nel 2008 come riconoscimento alle aziende dell’occhialeria distintesi nell’ambito della co-
municazione: dal 2016 il contest si rivolge agli occhiali più innovativi e originali con un evento annuale a Palazzo
Borghese, nel centro storico di Firenze. Dal 2018 sono
state introdotte tre diverse categorie: Fashion, Innova-
zione e Design. L’edizione 2020 si presenta, invece,
con un format ibrido: la prima giuria formata da ottici
italiani di rilievo, progettisti e interior designer e pre-
sieduta dall’industrial designer Cosimo Sedazzari ha
selezionato le montature, mentre la decisione finale è
spettata alla giuria online composta da 19 giudici: 16
ottici, 1 designer di gioielli, 1 interior designer, 1 desi-
gner di mosaici (Bisazza), provenienti da tutta Italia.
Altra particolarità di quest’anno è stata la premiazione,
trasmessa in diretta da Villa Valmarana ai Nani, una
dimora seicentesca situata alle porte di Vicenza e ce-
lebre per il ciclo di affreschi di Giambattista Tiepolo e
del figlio Giandomenico. Il primo premio, il Marzocco
d’argento, quest’anno è andato per la categoria Innovation a Pinoptik con la collezione Emozione, seguito da
Jacques Durand Occhiali e Omas con le omonime linee. La categoria Design ha visto sul podio Bayria
Eyewear con la collezione Bayria-To Lucio Fontana, al secondo posto Lio’ con la collezione Io-Fil di Ferro e in
terza posizione Vava Eyewear con la linea Vava. Infine, nella categoria Fashion ha trionfato Original Vintage
Sunglasses con Magma, seguita da Ma.Be. Italian Jewel con Four Seasons e Lara D’ con Lara D’ Diamond.
https://www.b2eyes.com/news/premio-graziella-pagni-una-giuria-di-ottici-ha-decretato-i-vincitori-2020
Pinoptik nasce nel 1979,
nel garage di casa come
spesso accade. La sede è
a Quero Vas e ora l'attività
viene portata avanti dai fi-
gli dei titolari, con passione e dedizione, chiudendo il ciclo
produttivo e fornendo l'occhiale completo, pronto per essere
indossato. Il loro sito internet: https://www.pinoptik.it/it/
Il modello vincitore si
chiama P2003 ed è stato
disegnato interamente
da Fabio a mCAD, sviluppandolo durante il primo LockDown ed approfittan-
do della chiusura dell’evento più importante per l’occhialeria (il Mido).
Nella foto sopra, da destra: i titolari dell'azienda: i fratelli Fabio, Monia e Ket-
ty Bavaresco ed i genitori fondatori.
Qui a fianco, Elena e Giancarlo in occasione del loro…

55° anniversario
di Elena e Giancarlo Bavaresco...
“Anni in cui avete regalato ai vostri figli amore e serenità, valori che ora state
trasmettendo ai nipoti .... Grazie!”
Questo il messaggio indirizzato a loro dai figli
22 LIBRI

Nel paese del vento


Storie del passato per chi guarda al futuro
recensione di Nella Botto Tadozzi
C'era una volta
un paese
ventoso in qui
vissero... no,
fermi tutti!
Questo libro non
è una fiaba
anche se ha i
suoi eroi
particolarissimi, i
giullari, i
fantasmi, la
fanciulla buona
e infelice che
diventa
principessa, i
viaggi lontani…
Questo libro
racconta di fatti
e persone locali,
di episodi in
paesi esotici, di
aneddoti
familiari, di
storie, e ne sono
successe
proprio di tutti i
colori.
L’Autore si è
divertito a
mescolare e modificare elementi, nomi e personaggi e saputo toccare diverse tematiche sociali del nostro
passato prossimo con particolari e situazioni davvero esilaranti, anche se qualcuna lascia un po’ di amarezza e a
volte commozione.
Leggendolo sono scoppiata a ridere molte volte. L’Autore ha usato spesso l’ironia e a volte un velatissimo
sarcasmo per smorzare i toni, alleggerire, sdrammatizzare. Il suo umorismo scaturisce dall'osservazione delle
situazioni più comuni e quotidiane che nel frattempo si intrecciano con la storia dei luoghi; ma sa anche
raccontare con semplicità e delicatezza qualche condizione esistenziale difficile, restituendole una sua dignità.
Nico Bragon Crepèr è un querese che ha abitato a Feltre per molti anni, quando non svolgeva la libera
professione di geometra in Italia, Africa e Medio-oriente; il suo pseudonimo è in parte un soprannome familiare.
Del suo libro dice:
“In questa raccolta di novelle, ambientate per lo più, ma non solo, in un
paese del nord est italiano, ho raccolto vecchie storie, in parte
autobiografiche, in parte frutto di fantasia. Vi ho aggiunto alcuni racconti di
viaggi, storie di animali, esperienze e considerazioni personali sulla nostra
condizione di nazione. Parte del contenuto verte sul consumo dell'alcool, di
cui questa parte d'Italia sembra talvolta andare, inopinatamente, fiera.
Esordisco con alcune considerazioni di carattere economico-politico, per
giustificare lo spirito di alcuni racconti. Fra un racconto e l'altro provo a
"preparare" il lettore al contenuto che seguirà. Confido che accogliate con
indulgenza questa mia opera prima, che ha il solo scopo di farvi divertire un
po’, senza alcuna altra pretesa.”
Nel paese del vento è in vendita su Amazon:
https://www.amazon.it/Nel-paese-del-vento-passato/dp/B08NRLJBS9
23 LETTERE AL TORNADO

La violenza in genere
di Marcello Geom. Meneghin
Mi è piaciuto l'articolo apparso sul Tornato relativo al titolo. scritto dal Direttore del Tornado Dott. Cesare Turra.
Parlare di violenza alle donne significa ammettere dei delitti che sono obbrobriosi, in genere tale violenza ha mille
modi di esprimersi e tutti non sono nemmeno qualificabili tanto sono orrendi e da costringere ognuno di noi a
battersi per la loro eliminazione o almeno per una cospicua riduzione di qualsiasi violenza nei riguardi delle
donne. In questo senso mi pare ci sia una buona condivisione grazie alla quale ci si batte strenuamente. Anche
le panchine rosse poste un po’ dovunque mettono in risalto un problema grave cui è necessario contrapporre
l'intervento di ognuno di noi teso a respingere questo fenomeno orrendo.
Devo dire che dentro di me mi sono sempre detto che è giusto disapprovare e mettere in risalto questa orrenda
ripetuta serie di delitti, ma nello stesso tempo mi sembrava non fosse affatto sufficiente questa nutrita serie di
gesti pur clamorosi di disapprovazione ma che occorresse qualcosa di più. Questo qualcosa di più lo ho
finalmente letto sull'articolo in oggetto e riguarda una cultura da mettere in atto fin dalla gioventù dei due sessi,
cultura che l'articolista descrive con queste testuali parole: "è necessario agire in via preventiva nella gestione di
un conflitto adottando paradigmi di tipo narrativo". Dopo aver fatto presente che al giorno d'oggi l'unico rimedio
che la Società offre è la repressione svolta a posteriori, segnalando come detta repressione non abbia contributo
affatto a rimediare al problema. La soluzione è invece di tipo culturale effettuata tramite preparati mediatori che
intervengano per dirimere le questioni fin dal loro sorgere e quindi intervenendo per tempo. Il dott. Turra nel suo
articolo fa però notare come dovrebbe essere l'università a preparare dei validi mediatori il cui impegno fosse
quello di risolvere i problemi conflittuali al primo loro nascere. L'articolo termina con una triste constatazione: non
si capisce come "all'Università la mediazione non sia decollata come efficace strumento di prevenzione oltre che
di altri delitti, anche della violenza in genere come è quella rivolta contro le donne".
La conclusione mi pare ovvia: nonostante tutto l'impegno profuso, nonostante le panchine rosse e molto altro,
non si fa ancora abbastanza per rimediare ad un'orrenda situazione.
CRONACA

Un altro amico e guida del CAI di Padova ci ha lasciato


di Alessandro Bagatella
Ennio Galiazzo, di anni 81, dopo un pe-
riodo in Casa di Riposo per problemi di
salute, il cinque dicembre scorso ha la-
sciato la vita terrena per quella eterna.
Qualche anno fa Ennio aveva perso il fi-
glio, cui era molto affezionato. Un dolore
che lo ha molto provato, partecipe nel do-
lore con la nuora e le nipoti, ancora in
giovane età e bisognose del sostegno
paterno. Ennio era una delle guide del
Cai di Padova che ci faceva da accom-
pagnatore nel periodo in cui il sottoscritto
era responsabile del Gruppo Amici del
Tomatico e del Grappa. Lo hanno cono-
sciuto coloro che hanno camminato con
me; Ennio era sempre nella coda del
gruppo affinché nessuno restasse indie-
tro. Negli ultimi anni ho più volte pranzato
con lui ed era sempre contento di trovare
chi lo distraeva dai dispiaceri avuti nella
vita, in primis la perdita del figlio. Ora
Ennio lo ha raggiunto per la vita eterna.
Gli siamo riconoscenti per quanto fatto a
favore del nostro gruppo: riposa in pace, assieme agli altri amici, Toni Pastrello, Bepi Voce, Dottor Otto e Bepi
Bertuollo del Cai di Padova. Nella foto, da destra Ennio Galiazzo, Cesisa Bagatella di Santa Maria, Toni Pastrel-
lo e la moglie Ada.

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24 CRONACA

Gli auguri de “La Rotonda” per un sereno 2021


di Alessandro Bagatella
All’insegna della continuità lo staff del ristorante/pizzeria “La
Rotonda”, di Quero Vas, alla cui guida si trovano ora Vin-
cenzo Scuglia ed il nipote Rudy, che ha preso il posto del
padre Luigino come abbiamo raccontato su queste pagine
nel numero precedente, rivolge ai propri clienti ed amici i
migliori auguri per un sereno anno nuovo. La Rotonda ha
tagliato importanti traguardi in questi ultimi anni e nonostan-
te l’avvicendamento fra Luigino e Rudy, la gestione continua
nel solco della tradizione di famiglia con Vincenzo che è ri-
masto pilastro dell’attività ed avrà adesso l’aiuto di Rudy, dopo anni di condivisione di oneri ed onori con il fratello Lui-
gino. Una coppia che intende continuare, assieme a tutti i collaboratori, la storia di successo del locale.

ASTERISCO

I detti de na olta
di Alessandro Bagatella
Avrebbero meritato un posto nella precedente uscita, ma son sorte complicazioni che mi hanno permesso di
proporle solo ora, sperando incontrino la vostra approvazione.
Soto la neve che nè pane, sot la piova ghe nè fame
La neve dicembrina da la sera a la matina
Nadal in luna crescente porta abondanza a la gente
Se piove par Santa Bibiana, piove dopo par quaranta dì e na setimana
Se a dicembre nevega senza ingiazare, par i campi al e meio concimare

ATTUALITÀ
25 CENNI STORICI

8 Febbraio: la morte di San Girolamo


di Alessandro Bagatella
Nell’imminenza della data che ricorda la morte di Girolamo
Emiliani, avvenuta alle prime luci dell’alba dell’otto febbraio
1537, propongo queste righe tratte da una pubblicazione di
Padre Mario Vacca, deceduto nel 2005, padre somasco au-
tore del libro “San Girolamo Emiliani Patrono Universale de-
gli orfani e della gioventù abbandonata” – Rapallo 1997.
La santa morte Prostrato da tante fatiche Girolamo avvertiva prossima la
sua fine. Agli inizi del 1537 mons. Carafa era stato creato cardinale. Ne
scrisse subito a Girolamo, come a persona carissima, invitandolo ad anda-
re a Roma per impiantare anche là un'opera per gli orfani e i bambini ab-
bandonati. Girolamo fu lieto che la virtù e i meriti del suo direttore spirituale
di un tempo fossero sta ti così premiati. Comunicata la lettera ai suoi con-
fratelli disse loro: Ecco che io sono chiamato nello stesso tempo a Roma e
al cielo; ma il viaggio di Roma sarà impedito da quello del cielo; sia però
fatto di me secondo la divina volontà. Tutti diedero in un pianto dirotto al
sentire queste parole, ma egli li consolò: Non vi accorate; nell'altra vita vi
sarò d'aiuto più di quello che potrei esservi nella presente. L'epidemia frat-
tanto era entrata anche tra gli orfani. Un giorno Girolamo stava vegliando
al letto di uno di essi che ormai non dava più segni di vita. Ad un tratto
come se si destasse da una dolcissima estasi, il bambino sorrise e disse:
Oh, che bella cosa ho visto! E domandatogli tutti che cosa avesse visto,
rispose: Ho visto là in alto una risplendentissima sedia tutta d'oro e di
gemme, e uno dei nostri fanciulli che aveva nelle mani una scritta che di-
ceva: questa è la sedia di Girolamo Emiliani. Il 4 febbraio egli dovette
mettersi a letto. Su un letto non suo, perché, essendone privo, gli fu of-
ferto dalla carità di un contadino. Prima però volle rinnovare il gesto di
Gesù nell'ultima cena. Radunati i suoi orfani prese un catino e una broc-
ca piena d'acqua, si inginocchiò e lavò loro i piedi tra la commozione di
tutti. Poi tracciò sul muro una croce di color rosso, per poter la guardare
dal letto e rinvigorire il suo spirito nella meditazione di Gesù Crocifisso.
Chiese ed ottenne i Santi Sacramenti che ricevette con immenso tra-
sporto di amore. Fece venire gli anziani del paese, ringraziò della loro
carità, li esortò ad astenersi dalle bestemmie, dai divertimenti illeciti, a
santificare la festa e promise che se avessero fatto tutto questo egli
avrebbe provveduto dal cielo a tener lontana la grandine dalla loro terra.
Le ultime parole, affettuose e dolcissime, furono per i confratelli. Li esor-
tò a disprezzare il mondo, a condurre una vita di mortificazione sull'e-
sempio di Gesù crocifisso, a servire sempre con amore i poveri. Poi si
raccolse in Dio. Invoco i santissimi nomi di Gesù e di Maria e spirò.
Erano le prime ore dell'8 febbraio 1537. Aveva 51 anni di età.
26 ATTUALITÀ

Servizio civile universale - apertura bando


scadenza ore14.00 di lunedì 8 febbraio 2021
tratto da: https://www.feltrino.bl.it/myportal/CMF64/vivere/serviziocivile/bandi
Il 21 dicembre 2020 è stato pubblicato il Bando 2020 per il
Servizio Civile Universale, che comprende anche i volontari che
verranno avviati in Veneto. L’Unione Montana Feltrina in
accordo con Comuni ed Enti aderenti propone 6 progetti per un
totale di 74 posti disponibili. Gli ambiti dei progetti sono:
Assistenza (2 progetti per un totale di 25 posti),
Biblioteca/Museo (2 progetti per un totale di 34 posti. 1
anche ad Alano di Piave e 1 a Quero Vas),
Protezione Civile (2 progetto per un totale di 15 posti. 1
anche ad Alano di Piave e 1 a Quero Vas).
Requisiti, tempistiche e modalita' di presentazione della
domanda
Per l’ammissione alla selezione è richiesto il possesso dei
seguenti requisiti:
 cittadinanza italiana, oppure di uno degli Stati membri
dell’Unione Europea, oppure di un Paese extra Unione
Europea purché il candidato sia regolarmente
soggiornante in Italia;
 aver compiuto il diciottesimo anno di età e non aver
superato il ventottesimo anno di età (28 anni e 364
giorni) alla data di presentazione della domanda;
 non aver riportato condanna anche alla pena della
reclusione superiore ad un anno per delitto non colposo
oppure ad una pena, anche di entità inferiore, per un
delitto contro la persona o concernente detenzione, uso,
porto, trasporto, importazione o esportazione illecita di
armi o materie esplodenti, oppure per delitti riguardanti l’appartenenza o il favoreggiamento a gruppi
eversivi, terroristici o di criminalità organizzata.
I requisiti di partecipazione devono essere posseduti alla data di scadenza del termine di presentazione delle
domande e, ad eccezione del limite di età, mantenuti sino al termine del servizio.
Non possono presentare domanda i giovani che:
 appartengano ai corpi militari e alle forze di polizia;
 abbiano interrotto il servizio civile nazionale o universale prima della scadenza prevista;
 intrattengano, all’atto della pubblicazione del presente bando, con l’ente titolare del progetto rapporti di
lavoro/di collaborazione retribuita a qualunque titolo, oppure abbiano avuto tali rapporti di durata
superiore a tre mesi nei 12 mesi precedenti la data di pubblicazione del bando; in tali fattispecie sono
ricompresi anche gli stage retribuiti.
La domanda deve essere presentata per una sola sede di un solo progetto entro le ore 14.00 di lunedì 8
febbraio 2021.La candidatura avverrà esclusivamente in modalità online, grazie alla piattaforma Domande on
Line (DOL), https://domandaonline.serviziocivile.it/ raggiungibile da PC fisso, tablet o smartphone.
Importante: Per la Domanda On-Line di Servizio civile occorrono credenziali SPID di livello di sicurezza 2. I
cittadini di Paesi appartenenti all’Unione europea e gli stranieri regolarmente soggiornanti in Italia, se non
avessero la disponibilità di acquisire lo SPID, potranno accedere ai servizi della piattaforma DOL attraverso
apposite credenziali da richiedere al Dipartimento, secondo una procedura disponibile sulla home page della
piattaforma stessa. Per informazioni su attivazione SPID cliccare sul sito dell’AGID – Agenzia per l’Italia digitale
https://www.agid.gov.it/it/piattaforme/spid sono disponibili tutte le informazioni necessarie, anche con faq e
tutorial.
Informazioni relative ai nostri progetti
I progetti proposti dall’Unione Montana Feltrina avranno tutti la durata di 365 giorni, con avvio previsto nella
primavera del 2021, per un impegno di 25 ore alla settimana (1145 ore complessive) con la possibilità di
usufruire, oltre alle festività previste dal calendario, di 20 giorni di ferie, permessi straordinari per determinati
motivi (esami universitari, donazioni sangue, impegno come scrutatori elettorali, ecc..) e 15 giorni di malattia
retribuita. A ciascun volontario lo Stato corrisponderà un'indennità di servizio pari ad € 439,50 mensili.
Importante: prima di confermare l'invio della domanda di candidatura dalla piattaforma DOL consigliamo di
verificare che il codice numerico della sede che avete selezionato corrisponda al codice numerico della sede per
cui avete effettivamente intenzione di presentare la candidatura. Nelle tabelle di attuazione sede sottostanti
troverete i rispettivi codici sede per poter agevolmente effettuare questo controllo.
27 CRONACA

E’ Matilde la prima nata del 2021 in Ulss Dolomiti


L’ultimo nato è Sebastiano. Nascite in crescita nel 2020
Belluno, 1 gennaio 2021
Alle 6.29 di questa mattina, all’ospedale di Belluno, è venuta alla luce Matilde, la prima
bambina nata nel 2021 in Ulss Dolomiti. I genitori abitano a Longarone.
All’ospedale di Feltre la prima nata è stata Ginevra (di Valdobbiadene) alle 7.28.
Il 2020 si è chiuso con la nascita di Sebastiano (di Caerano San Marco) alle 12.30 del 31
dicembre 2020 all’ospedale di Feltre.
All’ospedale di Belluno l’ultima nata è stata Aurora (di Longarone), alle 13.24 del 30 dicembre. Il 2020 si chiude
con un trend di numero di nuovi nati in crescita (609 nuovi nati a Belluno, circa 760 a Feltre).
Qui Belluno: «Nonostante il calo delle nascite a livello nazionale, il dato registrato a livello locale è decisamente
in controtendenza (a Belluno +2,8%). I nuovi nati nel 2020 sono stati 609 rispetto ai 590 del 2019», spiega il Di-
rettore della Ostetricia e Ginecologia di Belluno Fabio Tandurella. «Un risultato che porta un messaggio positivo
in un periodo così complesso a causa della pandemia e che fa ben sperare per la nostra provincia, già di suo ap-
pesantita da problemi di spopolamento e invecchiamento. Hanno contribuito gli elevati livelli di assistenza ai parti
garantiti dall’efficiente lavoro di equipe multidisciplinare che coinvolge professionalità diverse quali ginecologi,
pediatri, ostetriche, infermiere, anestesisti, puericultrici e operatori sanitari di vario genere. Il punto di forza per
entrambi i punti nascita è la strutturazione di un percorso comune che parte dalla presa in carico e continua con il
supporto alle neo mamme che vivono un momento delicato e di fragilità. Alle mamme è stata garantita una nasci-
ta il più possibile naturale, la presenza del papà in sala parto e il bimbo in camera con la mamma in regime di
rooming-ing per favorire l allattamento al seno. I punti nascita non hanno mai cessato di essere vicini alle neo-
mamme durante il lockdown, organizzando corsi a distanza di accompagnamento al parto, in risposta anche ai
tanti dubbi e domande generate dall'ansia dettata dalla pandemia. Un Grazie alla dedizione del gruppo delle
ostetriche che oltre all’aspetto professionale curano il rapporto umano, ricordando che Il parto non è un atto me-
dico ma il momento più intenso della vita di coppia . Grazie anche ad Anestesisti , pediatri e ginecologi che colla-
borano attivamente a questo percorso molto apprezzato dalle coppie», conclude Tandurella.
Qui Feltre: «Parlare male dell'anno che si sta concludendo è fin troppo facile! Per questo abbiamo cercato, in
questo momento in cui inevitabilmente si devono fare bilanci, di concentrarci su ciò che di positivo è avvenuto in
questo periodo critico. Siamo orgogliosi di essere riusciti a mantenere stabile, rispetto allo scorso anno, il numero
dei bambini nati nel nostro punto nascita, considerato il trend in continuo calo che si registra su tutto il territorio
nazionale. La necessità di limitare il più possibile gli accessi alla nostra U.O., ci ha permesso di sperimentare
modalità alternative di vicinanza con le donne. Con questi nuovi mezzi di comunicazione abbiamo nel tempo pre-
so una certa dimestichezza e ne abbiamo tratto soddisfazione in termini di adesione e apprezzamento da parte
delle pazienti, soprattutto gravide. Già da marzo di quest'anno abbiamo organizzato incontri a cadenza settima-
nale attraverso la piattaforma Meet, rivolto a tutte le gravide seguite nei nostri ambulatori, allo scopo di aggiornar-
le sulle modalità organizzative che si stavano mettendo in atto in risposta alla diffusione del Corona Virus. Il no-
stro intento era quello di far sì che le donne ricevessero informazioni chiare, precise e coerenti con il nostro
modello organizzativo, al fine di consentir loro scelte consapevoli. Si voleva evitare che il panico che si stava fa-
cendo strada nella popolazione, poco vantaggioso, lasciasse il posto ad una più ragionevole preoccupazione,
inevitabile per il momento storico che si stava vivendo. Nel periodo estivo, con i favori della bella stagione e di un
periodo di tregua della pandemia, abbiamo organizzato i corsi di preparazione al parto in piccoli gruppi, all'aperto.
E' stata una bella esperienza, molto apprezzata dalle donne, che sentivano la necessità di incontri tra pari, vis a
vis, per condividere emozioni, dubbi, preoccupazioni. Fin dall'inizio della pandemia ci siamo spesi per mantenere
il più possibile l'integrità del percorso nascita, senza naturalmente perdere di vista l'attenzione alla massima sicu-
rezza di mamma e bambino. Partendo dalla consapevolezza che la gravidanza e il parto non sono semplicemen-
te un evento biologico, ma rappresentano un'esperienza unica ed irripetibile per la coppia, il mantenimento per
quanto possibile dell'integrità della triade madre-padre-neonato, ha rappresentato da subito un nostro obiettivo
prioritario. Siamo riusciti a garantire costantemente la presenza dei papà durante il travaglio ed il parto, anche a
fronte di positività per Covid della mamma. In presenza di tampone Covid negativo, poi, abbiamo mantenuto il li-
bero accesso diurno per i papà durante tutta la degenza della propria compagna. Questo approccio ci ha per-
messo di mantenere i nostri standard per quanto riguarda i tassi dell'allattamento materno, la cui promozione e
sostegno rappresentano da anni uno dei nostri principali cavalli di battaglia, e forti delle indicazioni fornite dalle
più autorevoli società scientifiche, abbiamo incoraggiato l'allattamento materno anche nelle donne Covid positive,
con grande soddisfazione nostra e ancor più delle mamme. Anche le indicazioni aziendali di impedire l'accesso al
reparto di degenza di visitatori diversi dal marito/partner, che inizialmente erano state viste come un vincolo pe-
sante, successivamente si sono trasformate in opportunità: l'assenza di confusione e dell'abituale ressa negli ora-
ri di visita, ha permesso alla coppia di godere appieno dell'intimità del momento, lontani da intrusioni e di vivere,
almeno per i pochi giorni di degenza, l'esperienza della nascita del proprio bambino come nucleo familiare in
senso stretto. "Quello che noi abbiamo fatto è solo una goccia nell'oceano, ma se non l'avessimo fatto l'oceano
avrebbe una goccia in meno", parafrasando Madre Teresa di Calcutta» raccontano il direttore della Ginecologia e
Ostetricia di Feltre Laura Favretti e la caposala Elda Cengia. Buon 2021!
28 ATTUALITÀ

Mille modi per stare vicini


SOTTOCOPERTA!” ci si va quando il pericolo è vicino. Nascoste Sottocoperta le persone
passano il loro tempo insieme e si rimettono in gioco in maniera creativa. Ci si ascolta e ci si
confronta.
Con Sottocoperta abbiamo unito le forze e realizzato una festa della lettura natalizia grazie ai
lettori professionisti che hanno ideato e alle biblioteche che hanno sostenuto l’impresa.
Sono stati quattro appuntamenti On Line dedicati alla lettura per grandi e piccini, 4 incontri per
emozionarsi e stare vicini, 4 domeniche insieme dal 20 dicembre 2020 al 10 gennaio 2021.
Margherita Stevanato, Susi Danesin, Carlo Corsini, Simone Carnielli e Livio Vianello si sono
avvicendati in 4 splendide letture.
Le Biblioteche di Alano e Quero Vas hanno creduto al progetto e ci avete creduto anche voi
che vi siete iscritti numerosissimi per ascoltare le letture a distanza. E’ stata un po’ una sfida,
una sfida vinta perché per ogni appuntamento, abbiamo esaurito i posti/link a disposizione.
Grazie di esserci stati!
Ma il lavoro on line e in presenza continua, le biblioteche sono aperte su appuntamento e
continuano a offrire servizi in presenza e a distanza, dai libri da asporto alla biblioteca/edicola
digitale MLOL e nei prossimi giorni partiranno anche una serie di iniziative per le scuole,
iniziative inserite nel progetto “LeggerMente” per l’educazione alla lettura che Istituto
Comprensivo e Biblioteche da tanto condividono.
Vi terremo aggiornati.
Per ogni esigenza chiamate, le biblioteche rispondono!

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Quero Vas, i dati demografici del 2020


Notizia tratta dalla App Municipium
Nel Comune di
Quero Vas l'anno
2020 si era aperto
con 3157 abitanti e
si è chiuso con un
totale di 3110
residenti. Le
variazioni sono di
seguito elencate e
meglio specificate nei
grafici:
24 nati
50 morti
91 immigrati Nei prossimi numeri pubblicheremo le altre tabelle elaborate
113 emigrati dall’anagrafe di Quero Vas e cercheremo di avere a disposizione
400 stranieri anche i dati relativi ai Comuni di Alano di Piave e di Segusino.
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