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LA GIUSTIZIA PENALE (PARTE PRIMA - IL CODICE) 820

di norme penali specifiche domina il campo; di guisa


11. Il significato del principio: " nulla poena che per gli atti giacenti al di fuori di esse non si dà
sine lege poenali ,, nella determinazione dei punibilità, mentre per quelli giacenti nell'a•nbito di
concetti fondamentali di diritto penale. esse non si dà altra punibilità oltre quella determinata
per ERNST BELING nelle norme specifiche.
professore oriliuario di diritto penale In tal modo il diritto penale si è rivestito di una
nell'Università di Monaco di Baviera. impronta fondamentalmente diversa: esso viene fog•
I. Il principio « Nnlla poena sine lege poenali » in generale. giato in tipi. Tipi di reato conobbe invero anche il
- II. I tipi di reato. - III. I tipi di re11to autonomi e i diritt,o dell'epoche precedenti ( omicidio, furto, ecc.).
loro « quadri direttivi» (Leitbllder). - IV. I tipi di reato Ma l'ums fori nel diritto comune Ii aveva ridotti,
non autonomi. - V. I possibili elementi dei Leitbilder. - anche là dove erano legislati vàmente formulati, al
VI. Il signifioato dei Leitbilder per la esecuzione e la par• grado dì semplici esempi di comportamento punibile;
teoipazione e la importanza del ounoetto di causalità in ad essi aveva accoppiato arbitrariamente azioni punibili
diritto penale, - VII. Ulteriore importanza dei Leitbilder. giacenti al di fuori dei diversi tipi previsti dalla legge
e, oltre a ciò, non s'era attenuto alle pene comminate
I. Il diritto penale, come è noto ad ogni penalista, nella legge. E8so prese le mosse da un generale con-
subl una sostanziale trasformazione nella sua fisono- cetto di azione punibile e lo applicò anclie ai casi che
mia con l'affermarsi delle idee dell'illuminismo del non erano contemplati nei tipi contenuti nella legge.
sec. XVIII. Esso accolse a suo fondamento quel prin- In contrapposizione a tale concezione i tipi di reato
cipio che, dopo essere stato introdotto nella Cost,ìtn - vengono oggi riguardat.i, nello spirito del principio
zione nordamericana col Congresso di Filadelfia ( 177 4), « nulla poena sine lege poenali », come costituenti una
trovava poi nelle ~ Déclarations des droits de l'homme enumerazione tassati va, nn mimerus cla1isns ; solo il
e du citoyen:. del 1789 (art. 8) questa formulazione: legislatore può allargarne la cerchia con efficacia giu-
.: Nnl ne pent ètre punì qu' en vertn d'nne loi éta- ridica, pnò, cioè, rendere punibili atti finora non su-
blie et promulgée anterieurement au délit et legale- scettibili di pena, e ciò può fare solo aggiungendo
ment appliqnée ►. Oggi tale principio viene ripudiato nuovi tipi dì reato e non introducendo una climsula
dal diritto della Russia aovietica e, rispetto .ad esso, ge11eralis che esenterebbe il giudice dall'attenersi ai
assume una posizione in certo senso singolare il di- tipi di reato. Co~ì la «tipicità» entra come elemento
ritto inglese; ma, di regola, esso si trova ormai salda- necessario nel concetto generale ài a•io11e punibile: que-
mente fermato nelle legislazioni e talora anzi, anche sta può essere definita solo come un'azione tipica, an-
nei documenti costituzionali degli Stati, tigiuridica, impntabile (a tenore dei tipi fissati dalla
La scienza penale opportunamente accentua il con- legge penale). L'azione non compresa nell'elenco dei
cetto che il principio « nulla poena sine lege poenali » tipi fissatì dalla legge (tipica), sia essa pure imputa-
rappresenta per l'individno la « magna charta » elle lo bile violazione del diritto, non è azione punibile. Se
protegge contro ogni sconfinamento del potere statale; dalla definizione « in bianco» dell'azione punibile come
e con ciò intende affermare non essere sn~cettibile tipica, antigiuridica, imputabile, si vuol passare ad
di pena ogni comportamento dell'individuo la cni pu - una dicldarazione de! conten1ito dell'azione punibile,
nibilità non risulti dalla legge penale. In tal modo non c'è alt,ra via che elencare i tipi di reato. Il con•
viene messo in rilievo solo il lato negativo del prin- cetto viene pertanto a ramificarsi e si dovrà <lire:
cipio (110n si11elege), che balza agli occhi alla prima con• azioni punibili sono: omicidio, furto, ecc., analoga-
siderazione. Se però si approfondisce lo spirito del pe• mente come alla domanda: cl1e cosa significa merce
riodo illuministico si rileva clie esso avanzò anche una &<•ggetta a dazio, non è p•Jssibile dare altra risposta
esigenza positivi, circa il quomodo della legislazione pe- che: mf'.rci soggette a dazio sono q nelle indicate nella
nale. In realtà le legislazioni si sono dirette precisa- tariffa allegata alla legge daziaria: scarpe, sigari, ecc.
mente in qnesta direzione, per cui il principio « nulla Praticamente i tipi di reàto si portano così in prima
poena sine lege poenali » ha acquistato anche nna no- linea. Ogni ricerca, diretta ad accertare se un'azione
tevole importanza nella metodologia giuridica. Ciò sarà è pnnihìle, deve e.enz'alt.ro dirigersi ad un determinato
mostrato nelle pagine che seguono. tipo di rtato. Non è possibile stabilire dapprima che
II. La lex poen<zlis, senza la q nale nessuno pnò es- si trntl fl dì azione punibile e poi domandare: di quale
11ere punito, che venisse così formulata: « Colui che azione pnnibile si tratta~
commette un'azione antigiuridica ed imputabile è pu- III. Per mezzo dei tipi di reato il legislatore separa
nibile secondo il criterio del giudice» risponderebbe daìl'inì,:rn campo del comportamento antigiuridico im-
indubbiamente al significato letterr,le del « nulla poena puta.bi le alenne figure, compiendo un'opera di valu-
sine lege poenali ►, ma non coglierebbe affatto il signi- tazione, Dapprima egli ordina i tipi di reato fra di
ficato essenziale contenuto nelle idee dell'illnminismo. loru ~econdo una scala di valori, a cui vien data espres-
Ciò che nell'ordinamento giuridico fino allora prevalso sione nelle pene che per ciascun di essi vengono
era stato ritenuto intollerabile era la indeterminatezza commi val.e; poscia egli dichiara che ogni comporta-
degli atti che il giudice poteva rignimlare punibili e ment,> ,HJt.igiuridico imputabile, giacente al di fuori
delle pene che egli poteva applicarvi; si era voluto dei tìpi ,!(,]imitati, non è tale che meriti vi si asse-
pertanto avere davanti agli occhi specie di reati esat- gnino conseguenze penali.
tamente determinate e pene con pari esattezza deli- Qni destano interesse soprat.tntto i tipi di reato
mitate. Orbene, una formulazione della « h·:x:poenalis » autonomì cl10 il legislatore crea (1): cioè le specie di
del tipo di quella su riferità non avrebbe apportato reato le con esse le sottospecie), che sono caratteriz-
alcuna innovazione sotto tale riguardo; avrebbe recato zate dal fatto elle a ciascuna di esse si accompagna
non altro che una formale legittimazione della iudeter- una minaccia di pena quantit,ativamente determinata,
minatezza giuridica. La legislazione che avesse volnto come omicidio doloso, omicidio colposo, furto, ra-
davvero soddisfare alla esigenza del popolo avrebbe pina, ecc.
dovuto emanare, al posto di una simile legge· generale, Se sì confrontano i diversi tipi fra loro si rileva
specifiche leggi penali e precisare in esse le specie di che essi, accanto a particolari indiv.idnalità, presentano
azioni punibili, come le pene a ciascuna applicabili, una strnttnra comune: ciascuno si costituisce di ele-
Ed in realtà nelle legislazioni che fecero proprio il
principio fondamentale « nulla poena sine lege poe-
nali >, esso venne attuato in modo che un complesso (l) Per i non autonomi si veda avanti: IV ..
tA GÌUStIZÌA PENALE(PARTE PRIMA - ÌL CODICE)

menti che giacciono nel lato el'ltèrn') (oggettivo) del scoprire un L~itbild anche là dove il legislatore non
« fatto» e <li elementi che si riferiscono alPinteriorità dà che il nòme del tipo di reato, senza indicare i sin•
dell'agente (lato soggettivo del « fat;to » ). Cìa- goli dementi caratteristici (così è nel 9 185 del co-
restringe là cerchia delle azioni nmane che sono di ce penale tedesco, dove è dett.o semplic<"memte che
antiginridiche ed imputabili in quanto egli dichiara cl1e l'« inginria » è pnnibile in questo e quest'altro modo).
1 er lni vanno prese in considerazione soltanto <<tale» D'altra parte nella determinati one del Leitbilti egli dovrà
11ntiginridicità e• tale» colpabilità che egli ha indicate. dalle parole del testo lasciare via tutti quei caratteri
Ora, esterni ed interni elementi caratteristici, non del reato tipo che non <lànno l'astratto quadro .rappre-
stanno l'uno accanto all'altro privi di qualsiasi rap- sentativo a cui si riferiscono, sia il Iato esterno come
porto. Ogni tipo acquista invece la sua unità per il anche il dolo o la colpa: e, in particolare, il dolo (e,
fatto che a fondamento di ciascuno è un Leitbil,ì ( qua- rispettivamente, la colpa) deve essere lasciato via.
dro direttivo) che nniscfl i due lati. Ciò diventa chiaro IV. Ai tipi di reato antonomi fin qui considerati
se ci si richiama alla mente p. es. il tipo: omicidio; associo, nei lirnHi possibili, quelli non imtonomi. Un
esso è dato soltanto se l'agente ha tanto oggett;i vament1, esempio varrà a chiarire il rapporto. Supponiamo che
ammazzato un nomo, quanto anche ha avuto l'intenzione il legislatore abbia confignrato come tipi di reato l'omi-
di ammaz1rnre nn uomo. L'nccisione connnessa con l'in- cidio, il fnrto, il falso giuramento, e che egli ritenga
tenzione di compiere nna lesione personale non sarebbe di non avere ancora soddisfatto appieno alla esigenza
omicidio come non lo sarebbe la lesione personale in- pnnitiva in quanto anche l'ini:do di siffatti reati gli
ferta con l'intenzione di nccidere. Uccisione di un no- appaiono meritevoli di pena. Egli potrebbe allora creare
mo è dunque il Leitbil,i che regge sia il litto ogget- un nuovo tipo di reato, col quale porre l'initio di un
tivo che il lato soggettivo ilel tipo di reato. omicidio o di nn furto o di 1m falso giuramento in-
A questo tono fonilamentitle sono accordati tntti i sieme ,sotto' una comprensiva pena, quantitativamente
ti pi di reato. Il tipo di reato e il sno .Leitbil(i non sono determinata (ad es.: da 3 a 10 anni di reclusione).
però identici. Anche i LeitbiUer (uccisione ili un nomo, Ciò avrebbe però lo svantaggio di far scdmparire la
appropriazione 11i cosa mobile altrui) sono dei « tipi i,, differenza di valutazione dell'omicidio, del furto, del
ma ognuno di essi è solo un tipo logicamente messo falso giuramento, a cni il legislatore stesso ha dato
avanti al rispettivo tipo di reato, nn typits, qui typum, espressione attraverso le pene per ciascuno di essi com-
delict-i regit. Caratteri del ti po di reato sono (iìal lato minate,
oggettivo) l'attua-eione del Leitbiliì e (dal lato interno) Più opportuno è in vece tenere separate le pene
il riferimento del dolo o della colpii al Leitbild; nes- per l'inizio d'omicidio, l'inizio di furto, l'inizio di
suno dei due si identifica però col Lsitbi/iì. Caratteri falfw giuramento e di comminare invece la peni\ per
del lipo di reato possono esgere inoltre momenti ehe l'inhdo d'omicidio in propon:ione a quella comminata
si allacciano sì al L~itbild, ma non giacciono llell'am. • per l'omicidio, e così per l'inizio di fnrto, di falso
bito di esso medesimo, momenti che toccàno solo il ginrnmento. A tale scopo potrebbero essere configurati
lato oggettivo o quello soggettivo (che, insomma, non tre nuovi tipi di reato: inizio d'omicidio, i. di furto,
1>iriflettono insieme sopra entrambi i lati, come il L di falso ginramento, ciascuno con la comminazione
Liitbild). Se il legi~latore conflgnra 11n reato, ad .,s di nna pena quantitativamente fissata. Si avrebbe
la lesione seguita da morte, in guisa tale cbe basti che però, dal pnnto di vista della tecnica ginridica, un
il dolo si riferisca solo alla lesione personale - de- innt.ile impiego di' articoli, Il legislatore può raggiun-
litto preterintenzionale -, allora il verificarsi della gere il suo scopo per una via più semplice, se egli da
morte è si nn Garattere di qnest,o tipo 1ìi reato, ma non una part:e colloca sotto una medesima pena l'inizio
è insieme un elemento del rispettivo Leitbiliì. Ancora: della esecuzione di uno dei tipi di reato contenuti
se il legislatore configura il concetto di forto in mR· nell'orìginario elenco di tipi, e d'altra parte la pena
niera che oltre all'appropriazione di co1rn mobile altrui. stessa egli commina con una certa mobilità quanti•
si richiede alt.re~ì l'md11ws lnori jaciendi 1 allora il tativa, nel senso che egli dà solo la proporzione in
L•itbil,ì, si esaurisce nell'appropriazione di cosa mobile cni sì applica la pena per l'inizio dell'attività delit-
altrni: l'auinws lilcri faciendi. se anche esso è nn C!t· tuosa in riferimento alle pene comminat,e per l'omi-
ratter~ del tipo di reato, giac~ al di fuori del L,itbild, cidio, il fnrto, il falso giuramento. Con tale procedi-
essendo un momento puramente interno, al qnale non mento l'inizio della esecuzione delittuosa diventa un
si richiede corrisponda un lucro oggettivamente veri- tipo di reato non autonomo. Es~o è una figura secon-
ficatosi. La non identità del tipo di reato e del Leitbild daria clie acquista signi:ficato solo in una delle figure
da esso ricavato àppare anche dalla circost.nnr;a che prìncipttli (tipi di reato autonomi).
uno stesso Leitbild pnò trovafai a fondamento di di- Similmente pnò procedere il legislatore rispetto alla
versi tipi di reato (come: « uccisione di un nomo» iRtigazìone (all'omieidio, al furto, ecc.), alla parteci•
rispetto ai reati: omicidio doloso, omicidio premedi- pazìone (all'omicidio, al furto, ecc.).
tato, omicidio colposo). Infine il semplice Leitbil,l non Tntt.e le ationi che egli così condidera giacciono al
1lice che le adoni ad esso corrispondenti siano anti- di fnori dei l'elenco dei reati (e loro sottospecie); esse
giuridiche ed imputabili, mentre il tipo di reato si ha sono semplicemente forme (« Erssheinunqsformen ») in
con la imputabile violazione giuridica. cni questi possono presentarsi, puri accessori rispetto
Ciò che finora ho chiamato Leitbìld è detto, in te- alle specie di reati ed ai loro LeitbildeY.
anche « fattispecie di diritto penale» (sirnfge• Anche essi si riportano naturalmente ad nn quadro
Tatbestand), Qnest'11 ltima denominazione de- rappresentativo, secondo il qnale sia il lato oggettivo
dal ~ 59 del codice penale tedesco ed è però poco che quello soggettivo sono insieme elaborati: precisa-
In tedesco la parola Tatbestan<Ì viene adoperata mente l'inizio, l'istigazione, la partecipazione. Ciò no•
Yario significato, che con facilità si verificano nostante è conveniente riservare l'espressione Leitbild
La trad mdone letterale in nna lingna stra- come tenninus tecltnioltus per i Leitbilder autoninni.
ancora meno precisa. La terminologia di cui Se al legislatore è piaciuto configurare tipi di reato
&€;rvo (Leitbild: qua<lro direttivo, invece di non autonomi, può ricavarsi solo dalla legge come egli
T,*st,u"~'''"'"H io spero, giovare alla comprensione. li ha conformati ed in qual guisa li ha legati ai tipi
vnol determinare il Leitbild che è a autouomi.
tipi di reato, egli non deve, natural- V. Anche il contennto dei Leitbil1ìer può ricàvarsì
le parole del testo con le quali la. solo dalla legge (dai tipi di reato autonomi :fissati
premesse della punibilità. Egli deve dalla legge). Perciò il diritto italiano, ad esempio,
LÀ GÌUST1ZIAPENALE(Ì'ARtÉ PRÌMA - IL Conrct)
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può""~Jér!Wl,ntare faitbildor completamente differenti da solo ad alcune condizioni determinate e contrappongono


quelli del diritto tedesco. ad esse le condizioni prive di carattere causale, adot-
Per contro è possibile in via generale analiiiare gli tando però criteri diversi nella determinazione della
elementi strntttirali di cui possono costituirsi i Leit- causa (in contrapposizione a S€mplici condizioni del-
bìlder. Questi contengono sempre una determinata ca- l'evento), e cioè, come causa viene contrassegnata ora
ratterizzazione dell'agire umano nella sua nat,ura og- la condizione decisiva, ora la più efficace, ora quella
getti va, la quale può essere derivata o dalla maniera adeguata all'evento, ecc. A questo pnnto si pone anche
dello stesso comportamento corporeo (ad es.: « cam- la questione della interruzione del nesso causale. L'espo-
minare,, in· con tm.pposto a « muovere le mani) ,, ; ov- sitore illustra poi il pro e il contr<i delle diverse dot•
vere da un determinato significato oggettivo del com- trine e indica il proprio punto di vista, da valere uni-
portamento (ad es.: una espressione con tono minac- versalmente per ogni diritto penale ed in tutta la sua
cioso); ovvero dalle circostanze di luogo e di tempo estensione. Dalla dottrina della causalità vengono tratte
nelle quali il fatto si compie (ad es.: in un bosco, in le conseguenze per quella della esecuzione e parteci-
tempo di guerra); ovvero da determinati oggetti ri- pazione delittnosa: la teoria dell'equivalenza non è in
spetto ai quali l'agire si estrinseca (ad es: appropria- grado di riconoscere alcuna differenza tra coloro che
zione di cosa mobile altrni); ovvero da determinati hanno cooperato ad un evento e sposta pertanto la dif-
mezzi che s'impiegano nell'azione (ad es,: col mezzo ferenziazione tra esecutore (propriamente detto) e par-
di un'arma); ovvero da un effetto che il comporta- tecipante (accessorio) nel campo soggettivo (animus
mento ha prodotto (ad es.: uccisione di un uomo). In anctoris, animus socii). Le teorie opposte pervengono
realtà uelle leggi si trovano Bpesso Leiibilder che ri- a teorie obiettivistiche della partecipazione: esecutore
sultano da parecchi di tali elementi. è colui che pone la causa; partecipante chi apporta
Questi ultimi si distinguono in centrali e periferici. una semplice condizione dell'evento; e qui acquistano
Centrale è sempre il carattere del comportamento stesso, importanza i diversi crite1ì Hecondo i quali si vuol
s,a rispetto al lato puramente corporeo (camminare), determinare la causa (1). Tutta qnesta costrnzìoue è
sia rispetto al significato (minacciare), sia rispetto basata nell'aria. Essa offre aprioristiche formulazioni
alla particolare qualifica che il comportamento assume che lmnno importanza per il filosofo, il quale mira alla
per effetto della conseguenza da esso cagionata (ucci- conoscenza dei rapporti del mondo reale, e forse offre
dere); in breve, ciò che, grammaticalmente parlando, al legislatore degli indirizzi sul modo col quale egli
si esprime nel relativo verbo. Periferici sono quei mo- deve regolare il diritto penale. Ma niente offre al giu-
menti che toccano l'ambiente, l'oggetto, il mezzo del- rista, che mira ad accertare quale regolamentazione
l'azione delittuosa. 1'ordinamento giuridico positivo ha dato alla materia
VI. Una volta riconosciuta la esattez11a delle consi- penale.
derazioni sin qui esposte (1) 1 resta da vedere se la for- Per il gì nrista tutti i problemi e le loro soluzioni
male costru11ione che ne risulta presenti utilità ancLe sorgono dai tipi di reàt,o fissati dalla legge e, princi-
dal punto di vista della metodologia giuridica (2). Ciò palmente, dai loro Leitbilder. Per lui non esiste la do-
appare in guisa particolarmente evidente se si prende rn1uHla: che cosa è la causa dì un evento 1 come tale,
in esame la dottrina della causalità e quella di ese- cioè separata dai tipi.
cu:done e pàrtecipazione delittuosa. Se si prendono come punto di partenza i tipi di
1) Generalmente la causalità viene riguardata come reato, si riscontra che le legislazioni confi.gnràno talora
parte costitutiva del con<Jetto di reato. Nella esposi- anche tipi di reat,o· nei quali è comminata una pena
zione di quest'ultimo viene adottàto presso a poco per un determinato comportamento indipendentemente
questo sistema: 1. Il reato come azione; 2. La c11.usa- da nna qualsiasi couseguem:a. Vi sono semplici « reati
lità; 3. La antigiuridicità; 4. La imputabiJit,à, ecc. di azione» il cui .Leitbiliì consiste, per esempio, nel sem-
In relazione alla causalità viene poscia formulata la plice camminare sopra un ponte (2); e semplici « reati
domanda: che cosa è la causa di un evento~ Ed al- di omissione» il cui Leitbild si esaurisce in un « non
lora vengono esposte le diverse teorie sopra il concetto fare» (ad es., non uscire). In tali casi manca del tutto
di causa: la teoria dell'equivalenza, secondo la quale un problema di causalità. Dal punto di vista metodo-
tutte le circostanze elle condiiionarono il verificarsi logico è perciò inesatto riguardare la cansalità come
dell'evento, tutte le coa1liiiones sine quibu.s non hanno un elemento del concetto di reato.
carattere causale; poi le teorie opposte, che nella cer- :Vfa anche per gli altri tipi di reato, in cui il Leitbil1ì
chia di tali condizioni attribuiscono carattere causale esige li verificarsi dì un determin!ito effetto (reati ma-
teriali), si rivela fallace l'abitnaJe maniera di tratta-
zione del problema della causalità. Esso si pone cer-
(1) Più diffusamente sopra i tipl di reato ho scritto in: tamente come problema di natura giuridica; ma volerlo
Lehre vom Verbrechen, 1906. Il carattere del diritto penale risoh·ere a priori, senza tener cont,o dell'intenzione
come 5emplioe eomma di singole norme elencanti i tipi dl dd legislatore, non è giuridicamente possibile. Noi
reato viene accentuato anche da A. B,HJllIGARTJ,N, Dei· Aufba,; non possiamo accogliere l'una o l'altra teoria come
àer Ve,·breohmislehre, 1913. Il Leitbilà (« lo, fatt,ispeoie di di- valide universalmente; possiamo solamente cercare
ritto penale>>) ho più nettamente elaborat,o in: Griwdziige nua soluzione del problema rL~petto al diritto italiano
àes Straji-echtes, 1930, m1deoima edizione, e In: Lehi·e voin o al Jiritt,o tedesco, ecc. E qui acquistano di nuovo
Tatbestand, 1930. valore decisivo i singoli tipi di reato coi loro Leitbil-
(2) La dottrina dol tipo e della fattispecie rioeve ora in der, L'affermadone di un generale concetto di causa
Germ,i,nia sempre crescente consido:razione. Daì FERRI (Prin-
cipi di diritto criminale, I, pag: 387) essa vieue ir;veoe aspra-
ment.e combattuta. Il F. vede in ess,, non altro che « aatru- ,(1) Una posizione speciale Msume la teoria dell'adegua.
serle Ciò si spiega in parte col faUo cbe la espressione te7,za iu quanto nega ogni considerazione alle condizioni
tedesca Tatbestand » (dame sostitnlta ora con < Leitbild ») inadeguate, le quali non vengono riguardate nea.uohe come
non mostra eon sufficiente chiarezza i veri t.crmìni del pro- atti dì partecipazione.
blema. Prìirnìpalmente però l'attegg!ament() avverso del (2) La prMnnta contraddizione
(affacoiat,a ad es. dal v.
Ferri è dovnt-o alla eua generale avversione alla elabora- LiszT) riposa su di un equivoco. Si oppone il fatto ohe ogni
zione giuridica (la oomprensione del contenut,o della norma movimento corporeo ha delle oonsegnenze, almeno lo spo-
giuridica vigent,e) ed al fatto che egli non vede che biologia stamento dell'aria circostante. Ma qui si tratta di vedere
e sociologia non 5ono scienze giuridiche, se le oon~eguenze hanno rilevanza giuridioa,
LA GltiSTIZ!A PENÀÌ,E (PARTE PRIMA - tr. Conrà}

(comprendente tutti i « reati dì evento» di un deter- Pogto co~ì il problema, è chiaro che nei casi m cui
minato ordinamento ginridico) può aversi solo per via l'agente ha prodotto l'evento attraverso più azioni, si
i°'~nttiva; ciò significa che dapprima i singoli .Leitbilder dovrà manifestare quale di esse corrisponde al verbo
,,:t;>lftvono essere indagati al lnme della indagine scien CllraUeristico del .Leiibild. Se X ha comprat,~ un'arma
:{ff:':! tifica e, solo Re si perviene alla constatazione elle e con ess11 ha pngnalato a morte Y, egli lo ha am-
tuLli adottano della causalità la medesima configura- maz:rnto col pugnalarlo e non col comprare l'arma. 11
zione, può essere messo in rilievo questo loro mo- problema dei reRti commìssivi provenienti da omissione
mento comune. non offre poi alc1ma difficoltà: non si tratta invero di
Infatti il decidere se tnt,te le condizioni di un evento indagare: come si spiega la causa! ma piuttosto di
sono fra loro eguali o no, e, se no, :fino a clie punto ricercare: rnppresenta l'omissione una «uccisione»
è possibile separarle, implica una vnlitiazione. E tale ecc. i In fine si avverta che il "erbo del J,eitbild arreca
valutazione il legislatore, per mezzo dei .Leitbilder, ha chiarificazione anche nella dottrina della partecipa-
t compiuto in maniera che per il giurista è decisi va. Era
in suo potere confignrare il .Leitbild in tal modo che
ziqne.
Si potrà (>biettarè che il riportarsi ai irnrbi dei L$Ìl•
qnalsiasi comportamento, anche se fosse una delle con- bilder significa solo adombrare il problema della cau-
dizioni dell'evento, venisse compreso in quello; ov- salità; che lit determinazione dell' «uccidere» ecc., in
vero in ·maniera che il .LeitbiU esigesse una detenni- contrapposto alle altre condizioui dell'avvenuta morte,
nata condizione dell'evento. Sotto tale r·iguardo acqui- porta di nuovo alla separàzione di causa e semplici
sta speciale importan:ia il 1,erbo, clie è al centro del condizioni. Ciò può anche riconoscersi; ma permane
Leitbild (si veda sopra, aì n. V). E non deve essere tra- ciò nonostante tra la dottrina della causalità qui so-
scurato l'uso della lingua della vita d'ogni giorno. In stenuta e quella sopra riferita una grande differenza
esso· si trovano uerbi che caratterizzano determinati dal pnnto di vista teorico e da quello pratico.
comportamenti in guisa che delle azioni, che egual- Innanzi tutto nessuno vorrà disconoscere che la que-
mente condizionano I 'evento, sono del tutto esci rise. stione posta in questi termini: cosa è «uccidere»,
Col verbo « partorire» non si inten<lono tutte le azioni « rnbare » ecc.! si presenta più evidente e più plastica
che condizionano la nascita <li un bambiw,; il padre che l'altra: cosa è la causa di un evento'? Quest'ul-
non «partorisce» il bambino. « Viaggiare per ferro- tima, nella sua astrazione, manca del contatto con
via» non sign ìfica ogni azione che è conditio sine qiia la realtà.
non per il viaggio; l'acquisto del biglietto, benchè in~ fool tre se si prendono come punto di appoggio i
dispensabile per il viaggio, non rappresenta il viag- eingoli Leitbildet· si arreca un decisivo mutamento
giare per ferrovia; «operare» non abbraccia tutti gli nella soluzione del problema causale. Era una illu-
atti che concorrono all' « essere operato»; la suora in- sione il credere di poter stabilire in precedenza il
fermiera non «opera» anche se consegna al medico concetto generale di cansa senza poggiare sui Leitbiliier
il bisturi. Nessuno chiama «uccidere» la procreazione fis~ati dalla legge. Ogni aprioristica posizione di tal
dell'uomo, sebbene la procreazione sia indispensabile genere è non solo incerta, ma può. essere deviata dalle
perchè l'nomo possa morire. Il legislatore deve aspet- stesse legislazioni. Come riguarderà quei Leitbilder
tarsi che anche le sue espressioni vengano interpretate fissati dalla legge che considerano alla stessa guisa
in maniera corrispondente, Se egli parla di « ucci- ogni specie di condizione quel giurista che giura snlla
sione di un uomo» o di ~ rnbare », non può attendersi teoria secondo la quale esiste necessariamente una dif-
che con ciò venga intesa ogni azione che in qnalnnqne ferenza fra le condizioni di un evento~ E d'altra pa1:te
modo condizionò la morte dell'uomo e, rispettivamente, come si comporterà di fronte alle leggi che trattano
il furto della cosa. Se egli intende abbracciare qual- differentemente le condizioni di un evento il giurista
sivoglia condizione di nn determinato eveuto dovrà che giura sulla teoria dall'equivalenza'?
evitare l'uso di verbi restrittivi e, in luogo di essi, di- Completamente di verso è il procedimento allorcliè
chiarare come bastevole il semplice rapporto di con- si parte dai .Leitbilder e in base ad essi si stabilisce
dizionalità; ovvero egli dovrà, attraverso una esplicita q nan to v'è di essenziale, per poi applicarvi una de-
interpretazione autentica, palesare clie egli (anche SE> 11om.inazione come «causa»; così, ad es. al quadro
parla di «uccidere» ecc.) intende sempre riferirsi al rappresentativo che si è ricavato dal concetto < ucci-
rapporto di condizionalità. dere» si applica il titolo formale.
Deve essere escluso che egli possa consapevolmente Cou la detronizzazi1>ne del generale concetto di cau-
non' tener conto della consuetudine del generale uso salità è legato anche un nuovo orientamento nella
della lingua, che lega ai verbi un significato loro ca- dottrina della esecuzione e parteoipa~ione delittuosa.
raUeristico. Egli non soddisferebbe alla esigenza del Non è possibile stabilire dedutt,ivamente dalla dottrina
popolo alla precisa confignrazìone dei reati, la cui es- della causalità la differenza fra esecutore (propria-
senza consiste appnnto nell'elemento verbale del Leit- ment,e parlando) e partecipante. Nè si pnò, seguendo
bilil, qualora non volesse accogliere le differenze <li la teoria dell'equivalenza, proclamare il principio che
valutazione che il popolo fa rigirnrdo al significato dei trn esecutore e partecipante non esista alcnna diffe-
uerbi e volesse, ciò nonostante, esprimersi come se le ren,;a oggettiva e vi sia invece solo una differenza
avesse accolte. Qnesto sarebbe un procedimento sleale, pnramente psichica; nè è possibile, segnendo una delle
mi « inganno del popolo». teorie che ammettono nna differenza tra causa e sem-
Il problema della cansalità perde pertanto nel di- pìicì con<Ìizioni, cercare qni la differenza oggettiva
ritto penale la sua unità. Solo nel caso che il legisla- trn esecutore e partecipante.
tore avesse adottato per tutti i tipi di reato la for- An0he qui occorre prender le mosse dai singoli
mula stereotipata: « Colni che cagionn qllesto o que- Leiibilrier fissati dalla legge. Si tratta di indagare co-
st'altro effetto ... » si presenterebbe 1a questione f!e me essa li ha conformati. Come il concetto di reato
coo «causa» sia da intendere ogni condizione o se e si riso! ve in nn concetto di somma - reati sono:
:lino a che punto siano da intendere condizioni parti- omicidio, falso giuramento, fnrto, ecc. - così è anche
c,;lari. Rispetto all'abituale linguaggi.o delle legisla- del concetto di esecutore: esecutori sono gli omicidi,
zioni i;• uccidere», «rubare») il compito del giurista i ladri, i rei di fai.so giuramento, ecc. Per stabilire
è inve,:.; semplicemente di tener dietro ai qnadri rap- però chi è omicida ecc. è fondamentale il vèrbo del
presentl\tì,ì che si presentano coi singoli Leitbilder, relativo .Leitbild. Se questo fosse ad es. configurato in
nel sen,rn <i;;ll&legge: cosa significa «uccidere» 1 cosa guisa che qualsiasi condizione <lella morte vi rimane
«rubare» 1, e.ec, inclusa, allora sarebbe senz'altro posto fuori combat•
timento colui che ammette una differenza caU1~ale fra designato nel Leitbild. Esse abbisognano di integra-
semplici condizioni e cansa. Se per contro il legisla• zione in quanto che esistono tipi di reato previsti dalla
tore accentua l'attività omicida come «uccisione», al- legge nei quali l'evento subentra solo in quanto og-
lora esecutore può essere solo colui che «uccide». Nel gettivamente Tichiesto, mentre giace al di fuori del
primo caso i concetti «correo» «complice» sono del Leitbild che determina il lato soggettivo e quello og-
tutto eliminati in quanto vengono contrapposti al con- gettivo del reato (si veda soprà, III: delitto preterinten-
cetto di agente principale; è pensabile soltanto che zionale). Tali casi si distinguono dai precedenti per un
gli agenti vengano distinti secondo punti di vista duplice aspetto: qui si pone sempre il problema della
soggettivi (ad es. a11smus auctoris, antmus socii). Nel- causalità (mentre i Leitbilder ne vanno esenti allorchè,
l'ultimo caso può esse:re «omicida» solamente colai secondo essi, le conseguenze del comportamento umano
che ba «ucciso». E dovrà e&sere considerato « omi- sono prive di importanza); inoltre esso si presenta setHrn
cida» colui che ba «ucciso», se si riscontrano nel intermediari, vale a dire senza quei sussidi di. inter-
fatto i rimanenti caratteri del tipo di reato: omicidio. pretazione che i Leitbilàer offrono per me11zodei verbi:
Per colui, invece, che non abbia ucciso, qualora la uccidere, ecc.
legge conosce i reati non autonomi di correità e com- Neanche qui però è lecito al giurista muovere dap•
plicità, si pone il problema della partecipazione, che prima alla ricerca di un generale concetto di causa
si muove intorno al verbo del Leitbild (qui: ucciélere) per poi applicarlo nelle singole leggi penali. Egli deve
e non intorno alla aprioristica questione della diffe- sempre procedere ancora qui per via induttiva; deve
renza fra causa e semplice condizione. esaminare scientificamènte i tipi di reato di cni si
Perciò il problema della esecuzione mediata e della tratta, l'uno dopo l'altro, e stabilire quale rapporto di
sua contrapposizione alla istigazione, vale a dire il pro• condizionalità in ciascuno di essi corrisponde al pen•
blema di ricercare ftno a che punto sia esecutore un siero del legislatore. Non è lecito ritenere senz'altro
Primns che ha indotto un Secundns al suo comporta- che dappertutto sia stato adottato il medesimo cri-
mento delittuoso, non può essere risolto mediante la terio (1), anche se la causalità «preterintenzionale»
ftgura della interruzione del nesso causale. Si tratterà consente di supporre che tutti i casi di essa siano do-
piuttosto di indagare se - io continuo a servirmi minati da un unitario pensiero legislativo. Se la sup-
dell'esempio dell'omicidio, intendendo che il legislatore posizione trova riscontro nella realtà, se, cioè, il giu-
ne abbia configurato il Leitbild nel senso di « ucci- rista ha riscontrato per ciascun tipo di reato il me-
dere» - è lecito dire anclie di Primus che egli abbia desimo siguiftcato del rapporto di condi,donalità, allora
«ucciso». Bisogna di nuovo rilevare qui che per la egli potrà affermare che in tutti i casi considerati la
interpretazione è l'uso della lingua che ha un valore «causai, è da intendersi in questo o quest'altro senso.
decisivo. Alcuni verbi che caratterizzano un particolare E rimane il vantaggio cli e il risultato della indagine
determinato comportamento rendono solo il compor- discende da una pratica· visione della realtà (ad es.,
tamento personale: così è del concetto di « and1t- lesione seguita da morte) anzichè dalle altezze astratte
re ». Nessuno dirà che A ha attraversato il ponte se di nna pura considerazione causale.
egli ha mandato su di nn ponte un individuo in.fermo di VIII. L'importanza metodologica dei tipi di reato e,
mente. Così anche del giuramento: nessuno attribuirà principalmente, dei loro Leitbilder non si esaurisce nel
il giuramento a colui che ha determinato un altro al fin qui detto. Basti accennare che i Liitbilder sono così
giuramento. L'altro gruppo di verbi cousente l'inclu- influenti per la ricerca del contenuto del dolo e della
sione di àtt.ività estranea, di gnisa che viene attribuito colpa che, senza il loro ausilio, non può dirsi completa
a Primus ciò che ha commesso Secundns: così « ne• la determinazione di siffatto contenuto. Non si tratta
cidere » significa sia uccidere di propria mano che per di sapere se l'agent,e ha operato con 'I dolo» o con
mezzo di un altro. Con ciò non si vuol dire però che «colpa», ma se egli ha avuto il « dolo di omicidio~,
ogni Primus che ha condizionato la uccisione commesl!!a il « dolo di furto i,, ecc. Così nelle legislazioni che pre-
da Secundus abbia con ciò egli stesso «ucciso». Se- vedono il tentativo e lo definiscono come l'inizio della
condo il linguaggio ordinario non è più a parlare di esecuzione delittuosa si pone il problema di ricercare
« uccisione per meuo di un altro» quando Secundus se si è in presenza dell'inizio di un omicidio, di un
ha operato sotto la propria re11ponsabìlità; allora egli furto, ecc. La <lelimitazione rispetto alle e.emplici ope-
soltanto ha «ucciso»; Primus lo ba soìtanto indotto razioni preparatorie si ricava da ciascuno dei Le tbilder.
all'« uccisione». Discutere sopra tentativo e preparazione senza tener
Che il legislatore segua la comune rappresentazione conto dei Leitbillier, con il proposito di pervenire a
che è legata al significato delle espressioni allorchè conclnsionì di valore universale, è infruttuoso.
egli di11tingue tra esecutore e determinante e si serve Particolare importanza riveste infine una netta com-
del verbo < ucidere », non può revocarsi in dubbio. prensione dei tipi di reato e dei loro Leibtilder per
Anche nèlla sua intenzione l'esecuzione ha una esten- l'applicazione della norma penale ài singoli casi reali.
sione tale che nell' « uccidere » è compreso anche l' « uc- Sempre deve essere cura del giurista dirigere 1a sua
cidere per mezzo di un àltro >, mentre nel «giurare» attenzione al tipo di reato di cni si tratt1t e preci-
è compreso il semplice «giurare». sarne il Leitbil1ì, Solo quando è stato stabilito che la
Certo si potrà giungere non di rado agli stessi ri- condotta dell'individuo dì cui si tratta, che viene esa-
11ultati indagando la differenza fra esecuzione mediata minata per accertarne la possibilità, corrisponde esat-
e istigallione sub titulo della non interrudone o in- tamente dal lato oggettivo ad un determinato Leitbild,
terruzione del nesso causale, Nef primo caso però ovvero con essa è dato oggettivamente uno dei reati
isi 'raggiungono i risultati in maniera evidente ed inol- non autonomi (correità, complicità), è consentito pas-
tre essi non vengono derivati da un concetto ardno sare all'ulteriore disamina del caso (per accertarne
ed artificialmente introdotto nell'ordinamento giuridico l'antigiuridicità, l'imputabilità, ecc.) (2),
qnale è qqello della interruzione del nesso causale. Si
potrà d'altro canto, se si vuole, servirsi di questo lin-
guaggio per esprimere in maniera costruttiva i risul- il) In qneBto eeuso il Frnzr, 1l delitto preterinten•ionale,
tati conseguiti. Infine, a chi segua la nostra via, ogni pag. 93 e ~egg .• indaga opportunamente Be le esvreseioni:
tipo di reato si presenta così come fu davanti agli cagionare, produrre, avere per effetto, eoo, hanno il mede-
occhi del legislatore, nella sua individualità giuridica, simo sìgnifioato.
2) Le considerazioni fin qui esposte toccano il pro- (2) Per più ampia trattazione dell'argomento si consultino
. bfoma del nesso causale fra l'operare umano e l'evento i miei: Grund•ilge des Strafreckts, 11• ediz., pag. 116 e eegg.
LA G!UsttZIA i:>ìtN
AtE (PARTÈPRIMÀ - ÌL éon1dt)

È probabile che la dottrina dei tipi qui sviluppata


s'imbatta in nn duplice ordine di obiezioni. Si potrà LIBRO PR!llIO.
forse domandare : non viene essa forse a scomporre Titolo n. - Delle pene.
il diritto penale, in quanto consente la sopravvivenza
della « parte speciale», mentre manda in fumo la Il nuovo codice ha modificato notevolmente il si-
._ pitrto generale» f E non sfocia, infine, in un forma- stema delle pene accolto uel codice Zanardelli al du•
lismo di cattiva lega f plice scopo:
In realtà è da osservare che è bensì vero che in di una maggiore tecnicità legislativa;
questa dottrina il diritto penale ,viene concepito come della individuazione della pena, indispensabile,
semplice somma dei singoli articoli che regolano i tipi quest'ultima, per conseguire le finalità educative e di
di reato, ma che con ciò non sparisce affatto la « parte riadattamento clie le moderne correnti penitenziaristi•
generale». Innanzi tutto è già un vero principio ge- che assegnano, con carattere di preminenza, alla pena
nerale di diritto penale quello che precisa esservi pu- stessa. specialmente nel sno momento àmministrativo o
nibilità solo in conformità dell'elenco dei tipi. Del di esecu•io11e
resto permangono le « dottrine generali» in tutta l'am- Risponde al primo scopo la distinzione tra pene
piezza nella quale è possibile ricavarle induttivamente principali e pene accessorie, che l1a reso possibile
da una visione comparativa dei tipi di reato. Solo una una clas~ificazione organica di queste ultime; le quali,
parte generale viene sottratta al campo del cultore di nel sistema dell'89, a volte si presentano con carat-
scienze giuridiche: la parte filosofica, che non era sorta tere di pene principali, a volte come effetti penali
dall'ordinamento giuridico positivo; ed essa viene af- della condanna.
fidata alla filosofia del diritto: Risponde al secondo scopo la scelta delle pene
Quanto al formalismo, esso può venire inteso solo principali e le modalità della loro esecuzione, nonchè
nel 11enso che alle parole della legge viene attribuito l'abolizione di talune delle pene che fanno parte del
un peso straordinariamente grande. Tuttavia, se al te- sistema del codice dell'89.
nore delle parole concediamo tanta attenzione non in- Le pene del codice Zanardelli non accolte ovvero
corriamo però nell'errore contro cui ammoniscono le modificate sono:
parole di Celso: < Sci re leges non lwc est verba tenere, 1°) Deten11io1te: essa nel codice dell'89 non è disci-
sed vim ac potestatem ». Infatti vis ac pote~tas sono splinata in modo essenzialmente difforme dalla reclu•
niente altro che la funzione cui sono dirette le parole, sione; le differenze tra le due pene sono da ravvisare
e questa determina la tendenza del legislatore a tra~- soltanto in taluni particolari effetti giuridici della
ciare, col mezzo delle parole, nettamente i contini della condanna (1), e in qualche inasprimento nel regime
responsabilità penale. Perciò l'interprete della legge penitenziario. Inoltre dal punto di vista morale tutte
rimane libero anche di abbandonare il tenore delle le pene si possono considerare disonoranti, carattere
parole quando q nesto non corrisponde alla fnmdone che le distingne dai provvedimenti di polizia. Aggiun•
cui le parole stesse sono chiamate. s~, adunqne, si gasi che il nuovo codice tiene largamente conto dei
vuole ad ogni costo parlare di formalisruo, bisogna motivi a delinquere (art. 133 comma 2° n. 1) e dei
però· c.oncedere trattarsi di un fonn11lismus leqis no11 moveuti al delitto per graduare la pena (art. 61 n. 1,
scientiae, .che è peraltro strettamente collegato· con la 62 n. 1 ecc.); dell'indole del reato (art. 143); nonchè
esigenza della determinatezza del diritto energicamente della personalità del reo per la ripartizione dei con-
avanzata e fatta valere a partire dal sec. XVIII in dannati negli stabilimenti penitenziari (art. 141, 142,
particolar modo per il campo penale. Dal punto di l 43 ecc.).
vista giuridico-politico si può ancl1e combatterlo, ma In fine nel! 'organizzazione del regime carcerario si
ciò deve rimaner cliiaro, che tale battaglia porta nello potrà prendere in considerazione la natura del delitto,
stesso tempo anche all'abbandono del principio: « nul- particolarmente se colposo.·
la poena sine lege poenali ». Quanto alla terminologia, è sembrata più adatta la
(trad. ERNESTO VITo). denominazione di recfosione anzichè di deteit•ione, sul
riflesso clie, tutte le pene restrittive della libertà per-
12. Esposizione dei principi direttivi e spiega- sonale essendo anche detentive, non sarebbe stato
zione pratica del nuovo Codice penale italiano tecnicamente esatto chiamttre detenzione una parti•
(pubblicato con R. b. 19 ottobre 1!)30 n. 1398 e colare pena.
che eutrerà in vigore il 1° luglio 1931)*. 2°1 Oonfi•io: è stato abolito come pena e convertito
nella misura amministrativa di sicurezza personale
per FRANCESCO p. GABRIELI non detentiva, denominata divieto di soggiorno in itno
giu<llce.
o più comuni, o i,, m11i o più provincie (art. 215 com-
SOMMARIO (LIBRO IJ. 1'1t,olo Il: Delle pene: pene abolite o ma 3°, ri. 2° e art. 233).
modificate: l') Detenzione. 2°, Cortflno. 3°) Interdizione 3° ! Interdizione dai pubblici uffeci: henchè classifi-
dai puhhlici uffici. 4°) SospenRione dall'esercizio di una cata tra le pene (art. 11 n. 6), il codice dell'89 la
professione o di un'arte. 5'J Vigilanza speeia]e dell'au- considera ora come una pena autonoma (art. 20}, ora
torità di P. S. 6°) Riprensione giudiziale. come nn effetto penale di talune condanne (art. 31).
principali. Il n novo legislatore, con maggiore precisazione, la
Pene vrinoipati pn· i delitti: 1°J Morte. 2°) Ergastolo: annovera sempre tra le pene accessorie, meglio deter•
liiìmllzione della Bel{regazione cellulare continua e dell'ob• minandone il contenuto (art. 19 n. 1 e art. 28).
del silenzio: ol,hlign del lavoro. 3°1 Reolnsione. 4°) Sospensione 1lall'esercisio di una professione o di
Pclne paot11Jlarie: principi generali. - Delitti 1ui'arte; il codice Z:inardelli la prevede tra le pe;ine
da motivi di !nero: facoltà di aggiung~re alla stabilite per le contravvem:ioni (art. 11 comma 2°, n. 3
la molta. - Condizioni economiche del reo: e 25); i I nnovo codice, modificatane in parte l'essenza,
anrnentare la pena vecuniaria fino al triplo. - la comprende tra le pene accessorie comminate per i
circostanze aggravauti con particolari delitti con la denominazione di foterdi•io1ie da u11a
dì lucro e mot,ivi 8bietti. professione o da un'orte (art, 19 comma 1°, n. 2) tra
le contravvenzioni: 1°J Arresto. 2°) Am- le pene accessorie per le contravvenzioni col nome di

, 1B31, I, col. 184-209. (l) Lav. prep. oit,, Voi. V, R. G., parte 1•, pag. 63.