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Simulazione II Prova Esame di Stato - 18 Marzo 2020

Descrizione della Sede Operativa


La sede operativa è attualmente situata in un edificio a 2 piani: primo piano e piano
terra. Partendo dal piano terra, esso dispone di un locale server dove trova
collocazione 2 server di rete e il punto di accesso alla rete Internet, e di 2 uffici per il
personale operativo dotati di 14 postazioni desktop e 1 stampante di rete. Il piano
superiore invece, è suddiviso in 4 uffici amministrativi e ciascuna stanza è dotata di
10 postazioni desktop e 2 stampanti di rete. Nella sede è inoltre presente un Wi-Fi
messo a disposizione per tutto il personale e per gli ospiti. La sede operativa è
coperta da una subnet mask /24 (255.255.255.0). Andiamo a collocare nel locale
server un server DHCP, WEB, applicativo e DBMS. Tutti i dispositivi cablati sono
dotati di un IP statico mentre gli eventuali dispositivi wireless del personale avranno
indirizzi IP dinamici assegnati dal servizio DHCP, utilizzando lo stesso protocollo
DHCP. Con il server WEB andremo poi a generare pagine per il server applicativo,
ovvero creare un’interfaccia amministrativa per tutti i dipendenti della sede
operativa. Di cataloghi di questo servizio DBMS possono essere variegati (per
esempio un catalogo che tiene conto dell’inventario delle apparecchiature
informatiche oppure un registro che elenchi tutti gli incendi che sono avvenuti in un
determinato anno e quindi andar a poter eseguire dei campionamenti). La
distribuzione del traffico è divisa in questo modo: lo SW di piano del primo piano è
collegato allo SW di piano del piano terra, in modo da aver separato il traffico dati
tra i vari uffici, i segnali d’ emergenza in arrivo dai microcontrollori che arrivano agli
switch fino ad arrivare ad un host di un ufficio che manda subito una richiesta S.O.S
e ulteriori segnali non d’emergenza in arrivo dai microcontrollori (misurazioni
standard che avvengono ogni ora, per pattugliare il perimetro coperto).
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Schema della Sede Operativa
Descrizione della rete dei microcontrollori
Per questa rete si pensa in esame un’area limitata di circa 2 ettaro per effettuare le
prove del nostro prototipo. Si fa partire un cavo dal router della sede centrale in
fibra ottica che si può estendere fino 2 km, è molto resistente e che si collegherà ad
un access point wireless. Per motivi logistici access point e microcontrollori saranno
dotati di un’alimentazione a batteria a lunga durata. A ciascun access point andremo
a collegare 4 microcontrollori ognuno dotato del proprio sensore termico e del
software integrato sul microcontrollore stesso che gestisce la segnalazione di una
temperatura troppo elevata (circa 75°C), come già specificato nella traccia. Tutti gli
access point della rete saranno collegati ad uno SW POE (Switch Power Over
Ethernet), portando anch’esso un collegamento verso lo SW del piano del piano
terra, andando poi a ricoprire tutta la sede operativa con un cavo (sempre in fibra
ottica). Come già spiegato prima, la rete prototipale copre un’area per un range di
circa 2 ettari o poco meno. Questa rete dunque, è caratterizzata anch’essa da una
subnet mask /24, siccome vogliamo mettere tutto sotto una sola maschera di rete. Si
potrebbe anche valutare una soluzione non dipendente dal Wi-Fi ma una soluzione
in cui prevediamo una connessione di tipo GSM (dispositivi che rilevano la
temperatura dotati anche di una scheda SIM). L’SSID che gli access point generano
sono protetti da protocollo WPA2 o WPA, in caso se non si ha a disposizione il primo
protocollo, per evitare accessi indesiderati. Per prevenire la manomissione fisica gli
access point sono locati in degli appositi cabinet protetti ad un’altezza sicura.