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PRIVACY, SOCIAL MEDIA e RESPONSABILITA'

l'utilizzo dei media e i rischi connessi

Milano, 18 marzo 2016

Marcello Bergonzi Perrone


Avvocato in Pavia e Milano, membro del Circolo Giuristi Telematici, redattore della
rivista scientifica: “ciberspazio e diritto”.
Collaboratore e docente nel corso di perfezionamento in investigazioni digitali
presso l'Università Statale di Milano, membro DFA (digital forensics alumni),
docente Legalforma
La pericolosità del web

- chat
- mailing list
- facebook
- blog e social media
- tripadvisor

Limiti di utilizzo e responsabilità


La scoperta del contenuto lesivo

E' facile, grazie al self googling o ai google alerts


e altri sistemi simili, o alla cache e alla memoria
della rete.
Il problema del “diritto all’oblio” e il rischio che il
messaggio diffamatorio rimanga per sempre
(ad es.: nei web archives e nei motori di ricerca,
dove può addirittura risultare tra i primi risultati
della ricerca).
Le ipotesi più comuni di responsabilità

- fatto penalmente rilevante e responsabilità civile connessa


(art. 185 c.p. / 2059 c.c.)

- violazione della privacy (L. 196/2033)


- violazione di altre norme del c.c. (es: immagine: art. 10;
nome: art. 6; pseudonimo: art. 9; etc.)

- violazione del diritto d'autore (L. 633/1941)


- violazione diritti proprietà industriale (D.Lgs. n.30/2005,
tra cui anche il nome a dominio, e cioè l'indirizzo che permette la
connessione ad un sito internet)

- responsabilità contrattuale verso terzi e i provider


(direttiva sull' e-commerce n. 31/2000 recepita dal D.lgs 70/2003)
La diffamazione
art. 595 c.p.

1. Chiunque … comunicando con più persone, offende


l'altrui reputazione, è punito con la reclusione fino a un
anno o con la multa fino a euro 1.032.

2. Se l'offesa consiste nell'attribuzione di un fatto


determinato, la pena è della reclusione fino a due anni,
ovvero della multa fino a euro 2.065.

3. Se l'offesa è recata col mezzo della stampa o con


qualsiasi altro mezzo di pubblicità, ovvero in atto pubblico,
la pena è della reclusione da sei mesi a tre anni o della multa
non inferiore a euro 516. (omissis IV comma)
Onore e reputazione


Onore: concetto – attributo soggettivo che si correla
ad un valore di dignità sociale uguale per tutti (art. 3
Cost.: "Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale...")

Reputazione: carattere correlato alla personalità
effettiva e storica del soggetto passivo

Correlazione: la reputazione è tutelata non solo
come dignità indivisibile e comune a tutti gli uomini,
ma anche come riflesso dell'onore nella valutazione
sociale, cioè come considerazione, credito sociale
che ciascuno si è guadagnato nell'esercizio delle sue
attività (cd.: onore in senso oggettivo).
Il bilanciamento degli interessi
costituzionalmente garantiti


Articolo 21 Cost.: Tutti hanno diritto di manifestare
liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e
ogni altro mezzo di diffusione. - La stampa non può
essere soggetta ad autorizzazioni o censure.

Da un lato, la tutela della reputazione e dell'onore

Dall'altro la tutela della informazione e di critica:
- diritto di informare (diritto di esprimere,informando, il
proprio pensiero)
- diritto di informarsi (come presupposto del diritto di
informare)
- diritto di ricevere informazioni
I limiti del diritto di cronaca / critica

- 1) verità del fatto narrato (correlazione rigorosa tra il


fatto e la notizia = verità oggettiva o anche soltanto
putativa, purché frutto di un serio e diligente lavoro di
ricerca);
- 2) pertinenza (oggettivo interesse che essi fatti
rivestono per l'opinione pubblica ovvero l'ambito di
discussione);
- 3) continenza (correttezza con cui i fatti vengono riferiti,
civiltà della forma espressiva)
(Cassazione penale, Sez. V, sent. n. 7632 del 06-07-1992).
La continenza per la Cass. Civ.


moderazione, misura, proporzione nelle modalità
espressive,

No attacchi personali diretti a colpire l'altrui dignità morale
e professionale... omissis …

No ricorso a elementi collaterali non veri della notizia
(cioè: gli elementi del “contesto espressivo”, tono
dell'articolo, accostamento fotografico e sottotitolo, ndr)
cfr: Cass. Civ., Sez. III, sent. 5 feb. 2013 n. 2661
Perfino la satira...

“La satira è sottratta al parametro della verità in quanto


esprime, mediante il paradosso e la metafora surreale, un
giudizio ironico su un fatto, ma rimane assoggettata al
limite della continenza e della funzionalità delle espressioni
o delle immagini rispetto allo scopo di denuncia sociale o
politica perseguito. Di conseguenza, possono essere
utilizzate espressioni di qualsiasi tipo, anche lesive della
reputazione altrui, purché siano strumentalmente collegate
alla manifestazione di un dissenso ragionato ... e non si
risolvono in una aggressione gratuita e distruttivo
dell'onore e della reputazione del soggetto interessato.”
Cass. III sez. civ. n. 23144/2013 del 24 sett. 2013
http://www.diritto24.ilsole24ore.com/content/dam/law24/Gad/Cassazione
%2023144_2013.pdf (ult. Visita 16/10/2013)
La diffamazione nella mailing list

La mailing list “chiusa” è accessibile soltanto agli iscritti.


art. 15 della Costituzione: "La libertà e la segretezza della
corrispondenza e di ogni altra forma di comunicazione
sono inviolabili” id est: libertà di comunicare
riservatamente.
Le comunicazioni in una mailing list sono inviolabili e
soggette alle garanzie costituzionalmente previste
dall'art. 15 Cost
Necessità di atto motivato dell'autorità giudiziaria e con le
garanzie stabilite dalla legge.
Conseguenze

Applicabilità alle mailing list “chiuse” delle seguenti fattispecie:


- art. 616 c.p. (violazione corrispondenza)
- art. 617-quater c.p. (intercettazione e/o rivelazione di
comunicazioni informatiche/telematiche)
- art. 617-quinquies c.p. (installazione di apparecchiature atte a
intercettare/impedire/interrompere comunicazioni
informatiche/telematiche)
- art. 617-sexies c.p. (falsificazione, alterazione o soppressione
del contenuto di comunicazioni informatiche o telematiche)
La legge, quindi, si occupa direttamente delle comunicazioni effettuate per
via informatica o telematica, equiparandole espressamente, ai fini della
tutela penale, alle altre e più tradizionali forme di comunicazione (cfr.
Consiglio Superiore della Magistratura - Ufficio Studi e Documentazione
N° 197/2002).
La giurisprudenza di merito

Tribunale di Milano, sez. I civ., n. 66631, del 5 Giugno 2007


"i messaggi di posta elettronica, inviati nell’ambito della mailing
list,denominata "inmovimento" costituiscono
“corrispondenza epistolare privata", con la conseguenza
che la pluralità dei soggetti destinatari di tali messaggi non
sarebbe in grado di far venir meno la personalità della
comunicazione, non diretta a soggetti indeterminati ma solo
a coloro che risultino iscritti alla lista”
Conforme: parere dell’Autorità Garante della Privacy del 16
Giugno 1999
(cfr.:Caso mailing list: “inmovimento” e “civilnet” / Panorama – Berlusconi,
estratto sent. e commento reperibile qui - ultima visita: 15/06/2013 -:
http://www.noiconsumatori.org/articoli/articolo.asp?ID=8314)
La giurisprudenza contraria

Tribunale di Brescia, sez. III civile, sentenza 16.09.2008


"..Pare, quindi, dubbia la sussistenza di un interesse effettivo dei
partecipanti alle liste di corrispondenza in questione ad escludere
soggetti terzi dal rapporto di comunicazione, non risultando
dedotta né provata l’esistenza di cautele volte a garantire
l’effettiva riservatezza della corrispondenza ed emergendo,
piuttosto, indizi della consapevolezza, negli iscritti, di
partecipare ad un dibattito libero per mezzo di uno strumento
idoneo ad assicurare, almeno potenzialmente, la diffusione e
circolazione di idee all’interno di una vasta cerchia di persone,
concretamente insuscettibile di puntuale, previa ,
determinazione”....."
Caso mailing list: “inmovimento” e “civilnet” / Mondadori – Berlusconi, reperibile qui:
http://www.altalex.com/index.php?idnot=50183 e qui -ult vis: 15/06/2013:
http://www.noiconsumatori.org/articoli/articolo.asp?ID=8314
E facebook?

Il diritto alla riservatezza, e quindi la pretesa che i terzi non


vengano a conoscenza o acquisiscano documenti o li
divulghino, va coordinato con le caratteristiche del
sistema informatico, dalle sue regole e dalla sua stessa
natura di sistema aperto o chiuso.
Il requisito necessario è che la comunicazione sia
formulata da un soggetto al fine di farla pervenire nella
sfera di conoscenza di uno o più soggetti determinati.
E' indispensabile in altre parole che la comunicazione
non sia rivolta ad incertam personam.
Consiglio di Stato, sez. III
sentenza 3 dicembre 2013 – 21 febbraio 2014, n. 848

Social network = luogo pubblico?


“Non può ritenersi “pubblica” la foto inserita nel profilo
di un social-network, non immediatamente visibile a
chiunque, ma accessibile tramite alcune specifiche
operazioni e, in particolare, se lo sia la foto
accessibile solo tramite autorizzazione del titolare
del profilo”
(fattispecie: dipendente delle forze dell'ordine sanzionato
dall'amministrazione per aver tenuto un profilo di carattere
omoerotico in un social nework; il CdS “assolve” il dipendente)
(conformi alcune pronunce Garante privacy)
La critica e il web (Tripadvisor & C.)

Trib. Genova, Sez. VI, sent. n. 867 del 21/01/2013


“Il diritto di critica discende dal generale principio di libertà di
espressione del pensiero tutelato dell'articolo 21 della
Costituzione ed è correttamente esercitato quando si tratti di
un argomento di pubblico interesse (1), siano rispettati i limiti
dell'obbiettività e della correttezza della forma espressiva (2),
e l'informazione sia veridica (3)...
Le opinioni veicolate online possono considerarsi rispettose del
diritto di critica e di quello di cronaca solo se sono stati
rispettati i limiti rappresentati dalla rilevanza sociale
dell'argomento, dalla verità obiettiva dei fatti riferiti e dal
rispetto della continenza delle espressioni utilizzate”
Edita in: “Guida al diritto”, n. 23 01/06/2013 pag. 61
Il caso TripAdvisor, "offesa ai camerieri"

tale «TonyL815», newyorkese di Brooklyn, pur


promuovendo il cibo («great food»), massacra
pesantemente il servizio («horrible»), ma soprattutto
definisce i camerieri «a bunch of scumbag»...
Le parti offese presentano una querela per ingiuria e
diffamazione in procura contro l’autore del commento
(da identificare) e contro la società, accusata di
mancato controllo.
http://corrieredelveneto.corriere.it/veneto/notizie/cronaca/2014/28-febbraio-
2014/caso-tripadvisor-offesa-camerieri-prime-denunce-utenti-azienda—
2224143631908.shtml (ult. Visita: 20 mar. 2014)
Si può dar del “LADRO” a un ladro?

“Aver definito «accanito cocainomane» un frequentatore della


discoteca Hollywood che pure, a verbale, aveva dichiarato di
fare uso frequente della sostanza stupefacente, è costato a
un giornalista de Il Giornale, Luca Fazzo, cronista di
giudiziaria di lungo corso, una condanna a 7 mesi di
reclusione senza condizionale.”
in alcuni verbali dell'inchiesta «Vallettopoli» il principale
accusatore, nonchè indagato, a verbale dichiara: «Sono
consumatore da 4 anni di cocaina e negli ultimi tempi ne
consumo parecchia, anche dalle 2 alle 4 volte alla
settimana...». Fazzo, nel suo articolo lo definisce «accanito
cocainomane»
(fonte: http://www.dagospia.com/rubrica-3/politica/diritto-alloblio-e-diritto-in-galera-
un-cronista-de-il-giornale-condannato-a-7-67707.htm ult. Visita: 02/12/2013)
Facebook e l'infedeltà coniugale

Cass. Sez. I civ. sent. n. 8929 17/01/2013 – 12/04/2013


“La relazione di un coniuge con estranei rende addebitabile la
separazione, ai sensi dell'articolo 151 del codice civile, non
solo quando si sostanzia in un adulterio ma che quando, in
considerazione degli aspetti esteriori con cui è coltivata e
dell'ambiente in cui i coniugi vivono dia luogo a plausibili
sospetti di infedeltà, e comporti offesa alla dignità e
all'onore dell'altro coniuge”
http://www.altalex.com/index.php?idnot=62489 (
ult. visita 17/06/2013)
La pubblicazione di materiale vietato

La pubblicazione o l'inoltro nel web di materiale


vietato (es: illecita diffusione di opere
protette; scambio di materiale pedo-
pornografico; invio di software di
decrittazione; apologia di reato...) espongono
l'autore della pubblicazione alle dirette
conseguenze civili e penali conseguenti.
Riassunto delle responsabilità

Chiunque viola la normativa sulla privacy risponde penalmente


della condotta posta in essere, e civilmente ex artt. 185, 186 c.p.
e 2059 c.c., artt. 15 Cod. privacy e 2050 c.c.
Il titolare dei dati (persona fisica o giuridica, associazione
professionale...) ha responsabilità civile e penale del
trattamento (in taluni casi, in solido con il responsabile e
l'incaricato del trattamento).
Il titolare dei dati risponde degli illeciti dell'incaricato ex art. 2049
c.c. (tranne per fatto doloso dell'incaricato che trasgredisce le
policy)
Il provider e il webmaster rispondono nei limiti del loro
coinvolgimento, come coautori del fatto, nelle forme particolari
della loro azione od omissione, ovvero in forza di disposizione di
legge.
Grazie per l'attenzione

marcello.perrone@libero.it