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L’analisi di bilancio

1. Definizione
2. Obiettivi
3. I soggetti interessati
4. L’analisi di bilancio per indici
4.1 Principi generali
4.2 Le fasi dell’analisi per indici
4.3 La riclassificazione del Conto Economico
4.4 La riclassificazione dello Stato Patrimoniale
5. Gli indici strutturali
6. Gli indici dinamici

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1. Definizione

 Costituisce uno dei principali strumenti di cui si avvale l’economia


aziendale per studiare la gestione delle imprese

 Ha per oggetto la valutazione dello stato di salute dell’impresa dal


punto di vista economico e finanziario

 Il giudizio sulla situazione economica si traduce


nell’accertamento della capacità dell’impresa di produrre reddito

 Il giudizio sulla situazione finanziaria riguarda l’accertamento


della capacità dell’impresa di fronteggiare in modo tempestivo ed
economico gli impegni finanziari
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2. Obiettivi

Rispondere a 3 domande:

a) Come è andata l’azienda dal punto di vista economico?

b) Come è andata l’azienda dal punto di vista finanziario?

c) Da dove l’azienda ha preso le risorse e come le ha impiegate?

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Valore dei beni/servizi in entrata
Costi Intensità espressa in termini monetari del flusso
economico reale in ingresso

Valore dei beni/servizi in uscita


Ricavi Intensità espressa in termini monetari del flusso
economico reale in uscita

Circuito economico

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Entrata Intensità del flusso monetario in ingresso

Uscita Intensità del flusso monetario in uscita

Circuito finanziario

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a) Come è andata da un punto di vista economico?

Dal Conto Economico

Utile/Profitto
=
Ricavi di competenza
-
Costi di competenza

Da dove viene? Dove va?


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Dove va?

Utile

Dividendi agli
Autofinanziamento
azionisti

Non è produzione di cassa


ma maggior valore dell’attivo

Sono risorse che non escono dall’azienda e


quindi evitano il ricorso al finanziamento esterno

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b) Come è andata dal punto di vista finanziario?

Rendiconto finanziario

Massimizzare la generazione
di cassa

Come?
Agendo su:
Crediti
Anticipi
Fornitori
Capitale Circolante
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c) Da dove ha preso le risorse e come le ha
impiegate?

Aspetto Patrimoniale

Come ho impiegato Da dove le ho


le risorse acquisite

Impieghi Fonti

Coerenza fra le grandezze


1. di Stati patrimoniali redatti in momenti diversi
2. di Stato Patrimoniale e Conto Economico
3. di Stato patrimoniale e Rendiconto Finanziario
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Fonti

Fonti interne Fonti esterne

Risorse rese disponibili dal Rese disponibili dai


proprietario o dai soci finanziatori

A m/l termine A br. termine

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Impieghi

Capitale Attivo
immobilizzato Circolante

Im. Materiali Im. Immateriali Disp. Econ.

Im. Finanziarie Liq. Differite Liq. immediate

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3. I soggetti interessati

L’analista interno all’impresa avrà una mole di informazioni


senz’altro maggiore rispetto all’analista esterno. Egli potrà,
conseguentemente, arrivare, nell’analisi dei bilanci e delle relative
performance aziendali, fino alla singola distinzione ed evidenziazione
dei comportamenti e delle prestazioni a livello di singole funzioni
aziendali e aree strategiche d’affari.

L’analista esterno, invece, deve necessariamente fare riferimento ai


dati di bilancio e dalle informazioni da questo desumibili evitando di
procedere mediante l’uso di ipotesi arbitrarie che potrebbero condurre
a conclusioni fuorvianti sullo stato di salute e di efficienza dell’impresa.

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4. L’analisi di bilancio per indici

L’analisi di bilancio per indici consente:

 un confronto nel tempo

 un confronto nello spazio

 una lettura congiunta degli indici

 Un’analisi storico prospettica

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Il grado di approfondimento della situazione economico finanziaria e
patrimoniale dell’impresa, perseguibile attraverso l’analisi per indici, è
diverso a seconda che:

L’analisi sia condotta all’interno o all’esterno dell’impresa;

Gli obiettivi conoscitivi che si vogliono raggiungere siano diversi.

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4.1 Principi generali

 Arco temporale di 3/5 anni: permette di interpretare l’andamento


aziendale in relazione ai condizionamenti esterni ed alle politiche
attuative dell’impresa.
 Uniformità nel tempo dei principi adottati per la formazione e la
riclassificazione dei bilanci
 Criterio di riclassificazione del bilancio in linea con la tipologia di
analisi che si vuole effettuare.
 Occorre indagare sia la dinamica che le grandezze responsabili del
valore assunto dal numeratore e dal denominatore dei quozienti di
bilancio (Flusso/Fondo  fondo = valore medio tra inizio e fine
periodo)
 Non esistono livelli ottimali predefiniti.
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I termini di confronto possono essere offerti da:

 I valori del medesimo indicatore nel corso dei passati esercizi

 I valori dell’indicatore presso un campione rappresentativo di

imprese che svolgono la medesima attività (quoziente di settore

 Un valore normativo definito ex ante

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4.2 Le fasi dell’analisi per indici

La riclassificazione del bilancio

La costruzione degli indici

La lettura e l’interpretazione delle dinamiche economico finanziarie

mediante ratios e relazioni che vi intercorrono

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4.3 La valenza della riclassificazione del bilancio

La riclassificazione del bilancio è l’esercizio di aggregazione delle poste


dello Stato patrimoniale e del Conto economico in classi che
consentano:

la confrontabilità di classi di valori omogenee relativamente a


differenti esercizi;

una lettura sintetica e significativa delle poste derivanti dal bilancio


civilistico.

Significativo accrescimento del potenziale informativo dei bilanci

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Permette il calcolo di una prima categoria di indici, i così detti indici

percentuali.

A fianco dei valori assoluti di bilancio vengono, infatti, rilevati anche i

valori percentuali, ossia i valori contabili espressi in termini percentuali

sul fatturato per il Conto Economico e sul capitale investito per lo Stato

Patrimoniale.

Valori percentualiconfronto immediato tempo/spazio


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4.4 La riclassificazione del Conto Economico

Scopo:

 Ottenere informazioni sulla capacità dell’impresa e delle singole

aree di attività che la compongono di generare reddito.

 Determinare il grado di contribuzione delle singole aree gestionali

alla generazione o alla distruzione di reddito.

 Evidenziare alcuni risultati intermedi di particolare rilevanza

nell’analisi delle dinamiche economiche d’azienda.

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Il CE secondo il DLG 127/91

La riclassificazione del Conto economico secondo il DLG 127/91


evidenzia i risultati delle ‘aree di attività’ aziendali che
complessivamente determinano il risultato netto d’esercizio.

Risultato della gestione caratteristica


- Reddito operativo -

Risultato della gestione accessoria


- Oneri e proventi accessori -

Risultato della gestione finanziaria Risultato


- Oneri e proventi finanziari- netto

Risultato della gestione straordinaria

Gestione tributaria

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Gestione caratteristica o tipica  comprende tutte quelle voci
inerenti i processi di acquisizione, trasformazione, vendita dei prodotti
e/o dei servizi che caratterizzano l’attività aziendale

Gestione atipica o complementare o accessoria  ha per oggetto


tutte quelle attività svolte con continuità ma estranee alla gestione
tipica dell’azienda

Gestione finanziaria  E’ rappresentata dai costi e dai ricavi collegati


alla struttura finanziaria e degli investimenti aziendali, ossia dagli
oneri e dai proventi di natura finanziaria.

Gestione straordinaria  Ha per oggetto quelle operazioni


generalmente prive della caratteristica della continuità che
determinano componenti reddituali non attribuibili alle combinazioni
produttive dell’esercizio.
Gestione fiscale  Riguarda l’insieme dei rapporti che intercorrono tra
l’azienda e l’erario.

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Riclassificazione Conto Economico dopo DLG
127/91
1. PRODUZIONE COMPLESSIVA
A) VALORE DELLA PRODUZIONE
1) ricavi delle vendite e delle prestazione
2) variazione delle rimanenze di prodotti in corso di lavorazione, semilavorati e finiti
3) variazione di lavori in corso di lavorazione
4) incrementi di immobilizzazioni
TOTALE

2. COSTO COMPLESSIVO DELLA PRODUZIONE


B) COSTI DI PRODUZIONE
5) per materie prime, sussidiarie, di consumo e di merci
6) per servizi
7) per godimento di beni di terzi
8) per il personale
a) salari e stipendi
b) oneri sociali
c) trattamento di fine rapporto
d) trattamento di quiescenza e simili
e) altri costi
9) ammortamenti e svalutazioni
a) ammortamento delle immobilizzazioni immateriali
b) ammortamento delle immobilizzazioni materiali
c) svalutazioni di crediti compresi nell’attivo circolante e delle disponibilità liquide
10) variazione delle rimanenze di materie prime, sussidiarie, di consumo e merci
11) accantonamento per rischi
12) altri accantonamenti
13) oneri diversi di gestione
TOTALE

3. RISULTATO OPERATIVO (1-2)

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4. S ALD O PR O VE N TI E O N ER I ATIPIC I :
A .5 altri ricavi e proventi, con separata indicazione dei contributi in conto esercizio
C.15 proventi da partecipazioni, con separata indicazione di quelli relative ad im prese controllate e collegate
C.16 altri proventi finanziari
a) da crediti iscritti nelle im m obilizzazioni, con separata indicazione di quelli relative ad im prese
controllate e collegate e di quelli da controllanti
b) da titoli iscritti nelle im m obilizzazioni che non costituiscono partecipazioni
c) da titoli iscritti nell’attivo circolante che non costituiscono partecipazioni
D. Rettifiche di valore da attività finanziarie
18. rivalutazioni:
a) di partecipazioni
b) di im m obilizzazioni finanziarie che non costituiscono partecipazioni
c) di titoli iscritti nell’attivo circolante che non costituiscono partecipazioni
19. svalutazioni:
a) di partecipazioni
b) di im m obilizzazioni finanziarie che non costituiscono partecipazioni
c) di titoli iscritti nell’attivo circolante che non costituiscono partecipazioni
T O TA LE
5. S ALDO P R O VEN TI E O NE RI F IN AN Z IAR I :
C.16.d proventi diversi dai preced enti con separata indicazione di quelli da im prese controllate e collegate e di quelli da
controllanti
C.17 interessi ed altri oneri finanziari
T O TA LE
6. S ALDO P R O VEN TI E O NE RI S TR AO RD IN AR I :
E . P roventi ed oneri straordinari:
20. P roventi
21. O neri
B .10.c altre svalutazioni delle im m obilizzazioni
T O TA LE
7. R IS ULT ATO PR IM A DE LLE IM PO S TE (3 ±4±5±6)

8. O NE RI TR IBU T ARI
22. Im poste sul reddito d’esercizio
24. Rettifiche di valore operate esclusivam ente in applicazione di norm e tributarie
25 accantonam enti operati esclusivam ente in applicazione di norm e tributarie
T O TA LE
9. R IS ULT ATO NE TT O (7-8)

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La riclassificazione del Conto economico

GESTIONE PRODUTTIVA
-Ricavi netti delle vendite e delle prestazioni
-Variazione delle rimanenze di prodotti in corso di lavorazione Valore della
semilavorati e finiti produzione
-Variazione di lavori in corso su ordinazione
-Incrementi di immobilizzazioni per lavori interni complessiva

GESTIONE CARATTERISTICA
-Costi:
per materie prime, sussidiarie, di consumo e merci
per servizi (alla produzione) Costo
per godimento di beni e servizi (per la produzione)
complessivo
per per il godimento di beni di terzi (utilizzati nella produzione)
per per il personale (produttivo)
industriale
-Ammortamenti e svalutazioni (relativi alla produzione)
-Variazione materie prime, sussidiarie, di consumo e di merci

Margine
Marginelordo
lordoindustriale
industriale
GESTIONE COMMERCIALE E AMMINISTRATIVA
-Costi per servizi,
-Costi per godimento di beni di terzi Costi
-Costi per il personale amm.ivo e commerciale amministrazion
-Accantonamento per rischi
-Altri accantonamenti
e e commerciali
-Oneri diversi di gestione

Risultato
Risultatooperativo
operativo 25
GESTIONE ATIPICA
-Altri ricavi e proventi con separata indicazione dei contributi in
conto esercizio Risultato della
-Proventi da partecipazioni
gestione
-Altri proventi finanziari (da crediti e titoli)
-Rettifiche di valore di attività finanziarie rivalutazione e atipica
svalutazioni (di partecipazioni, immobilizzazioni finanziarie e titoli)

GESTIONE FINANZIARIA
-Proventi diversi dai precedenti Risultato della
-Interessi ed altri oneri finanziari
gestione
finanziaria
GESTIONE STRAORDINARIA
-Proventi straordinari
Risultato della
gestione
-Oneri straordinari
straordinaria

Risultato
Risultatoprima
primadelle
delleimposte
imposte
GESTIONE FISCALE
-Imposte sul reddito d’esercizio
-Rettifiche di valore operate esclusivamente in applicazione di Imposte
norme tributarie d’esercizio
-Accantonamenti operati esclusivam. in applicaz. di norme tributarie

Risultato
Risultatonetto
nettod’esercizio
d’esercizio 26
Prospetto Sintetico di CE Riclassificato

(A) Valore della produzione complessiva


(B) Costo complessivo industriale
(C) Margine lordo industriale (M.L.I.) ((A) – (B))
(D) Costi di amministrazione e di commercializzazione
(E) Reddito operativo (R.o.) ((C)-(D))
(F) Risultato della gestione atipica
(G) Risultato della gestione finanziaria
(H) Risultato della gestione straordinaria
(I) Risultato prima delle imposte ((E)+(F)+(G)+(H))
(L) Imposte d’esercizio
(M) Risultato netto ((I)-(L))

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La riclassificazione dello Stato Patrimoniale

Offre fondamentali riferimenti per l’analisi:

della struttura finanziaria dell’impresa

della composizione del Capitale Investito

Criteri di sviluppo da seguire:

a) determinazione delle classi di valori

b) definizione degli schemi di riferimento in cui inserire tali classi

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A) Le classi di valori

Attivo Passivo

Disponibilità liquide Banche c/c passivo


Crediti commerciali
Debiti commerciali
Magazzino
Passività a m/l termine
Immob. Finanziarie
Immob. Materiali Patrimonio netto

Immob. immateriali

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B) Gli schemi di riclassificazione

1) Stato Patrimoniale riclassificato secondo il criterio di liquidità -

esigibilità

2) Stato Patrimoniale riclassificato secondo il criterio di pertinenza

gestionale

3) Stato patrimoniale riclassificato secondo il criterio dell’indebitamento

netto e del Capitale circolante netto

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1) Stato Patrimoniale riclassificato secondo il
criterio di liquidità - esigibilità

Criterio di classificazione: attitudine (o meno) delle voci a diventare


liquide ed esigibili nell’arco dei 12 mesi successivi

Impieghi Fonti

Entro 12 mesi Attivo Circolante Debiti a breve termine

Oltre 12 mesi Immobilizzazioni Debiti a m/l e capitale netto

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Vantaggi

Permette il confronto fra gli impieghi (a breve e a lungo termine) ed

i finanziamenti (a breve e consolidati)

Si adatta particolarmente all’impiego nelle analisi realizzate da

società/enti finanziatori (banche, fornitori, società di factoring etc)

tendenti a valutare la solvibilità a breve e a medio e lungo termine

dell’impresa

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Impieghi

Capitale immobilizzato

Immobilizzazioni
Fattori produttivi a fecondità ripetuta
materiali

Costi sostenuti per l’acquisizione di Immobilizzazioni


componenti immateriali immateriali

Crediti con scad. oltre l’anno Immobilizzazioni


Partecipazioni, titoli finanziarie

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Impieghi

Attivo circolante

Scorte di Mat. I, Semilav., Prod. fin. Disponibilità


Crediti per anticipi a fornitori economiche

Crediti commerciali, crediti diversi, Liquidità


ratei attivi, titoli a breve differite

Liquidità
Cassa, Banca, Titoli a vista
immediata

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Capitale proprio
Capitale sociale
Riserve di capitale
Utile di esercizio
(Azioni in portafoglio) Mezzi propri
(Perdita di esercizio)
(Crediti verso soci per versamenti
ancora dovuti)

Capitale di terzi

Debiti di funzionamento e di finanziamento


con durata > di un anno Debiti a m/l
mutui, Fdo TFR termine

Debiti di funzionamento e di finanziamento


con scadenza inferiore all’anno Debiti a breve
debiti vs. fornitori, c/c passivi, Fdo imposte termine
parte a breve dei debiti a m/l termine

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Stato Patrimoniale riclassificato secondo il criterio
di liquidità - esigibilità

Impieghi Fonti

Immobilizzazioni Mezzi propri


• immateriali
• materiali
• finanziarie
Debiti a m/l termine

Attivo circolante
• Disponibilità economiche
• Liquidità differite
Debiti a breve termine
• Liquidità immediate
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Stato Patrimoniale secondo il criterio della pertinenza
gestionale

Le voci attive e passive dello Stato patrimoniale vengono classificate


tenendo conto del loro inserimento nelle diverse aree gestionali, vale
a dire evidenziando le differenze tra fonti e impieghi:

relative alle attività operative dell’impresa;

relative alle attività esterne alla gestione caratteristica

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Impieghi Fonti

Attività operative
della gestione
Gestione corrente
+ Passività operative
caratteristica Attività operative della gestione
estranee alla gestione corrente
corrente +
Passività estranee
alla gestione corrente
+
Patrimonio netto
Gestione Attività della gestione
accessoria accessoria

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Riclassificazione delle Attività

Attività operative della


gestione corrente
• Cassa necessaria alla
gestione tipica
• Crediti commerciali
• (Fdo Svalutazione crediti)
• Magazzino
• Anticipi a fornitori Attività della gestione
• Ratei e risconti attivi accessoria
Attività operative estranee • Immobili e terreni civili
alla gestione corrente • (Fdo ammortamento)
• Partecipazioni non strumentali
• Immobili, macchinari, impianti • (Fdo svalutazione crediti)
• Anticipi a fornitori per acquisto
• cespiti patrimoniali
• Brevetti, marchi
• (Fdo ammortamento)
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Riclassificazione delle passività

Passività operative della


gestione corrente
• Debiti verso fornitori
• Debiti commerciali verso controllate e collegate
• Ratei e risconti passivi
• Anticipi da clienti
• Fdi rischi Patrimonio netto
• Fdo TFR
• Capitale sociale
• Riserve
Passività estranee alla • Utile e perdita di esercizio
gestione corrente
• Debiti verso banche
• Debiti verso fornitori impianti
• Debiti a m/l termine
• Debiti finanziari verso controllate, collegate
• Fondo imposte
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Vantaggi:

Evidenza la destinazione economica degli investimenti

Offre un immediato riscontro riguardo all’analisi di efficienza e


redditività dell’impresa

Evidenzia in modo significativo la struttura patrimoniale delle


diverse aree gestionali, valutando analiticamente la capacità di
tali aree di far fronte alle decisioni di investimento prese dal
management d’impresa

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Svantaggi:
Non distingue completamente le classi di valori a seconda del loro
periodo di riferimento temporale, ossia non vengono classificate le
voci in base al loro grado di liquidità ed esigibilità

Non permette l’analisi dell’equilibrio o dello squilibrio di breve e di


lungo periodo dell’impresa oggetto di analisi

E’ difficilmente applicabile da analisi esterni poiché richiede una


serie di informazioni aggiuntive rispetto a quanto evidenziato dal
bilancio.
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Stato Patrimoniale riclassificato secondo il criterio che
mette in evidenza le grandezze Capitale Circolante netto e
Indebitamento netto

Le voci di Stato patrimoniale vengono classificate secondo la loro


appartenenza alle due principali aree di pertinenza gestionale:

 la gestione commerciale, attraverso l’individuazione


dell’aggregato capitale circolante netto

 la gestione finanziaria, attraverso l’individuazione dell’aggregato


Indebitamento netto

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Capitale circolante Indebitamento
netto netto

Crediti di natura
Gestione di commerciale
commerciale -
Debiti di natura
commerciale

Debiti di natura
Gestione finanziaria
-
finanziaria
Crediti di natura
finanziaria

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La riclassificazione si effettua spostando le voci di bilancio dalla

sezione degli impieghi alla sezione delle fonti (e viceversa) in

funzione dell’area gestionale, commerciale/operativa e finanziaria,

cui appartengono e cambiando loro il segno.

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Classificazione di debiti e crediti

Debiti Crediti

Commerciali Finanziari Commerciali Finanziari

a a a a a a a a
br l. br l. br l. br l.

Debiti c/c Crediti c/c


v. forn. pass v clienti attivi
Mutui
pass
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Immobilizzazioni Mezzi propri
Immobilizzazioni immateriali Capitale sociale
Immobilizzazioni materiali Riserve
Immobilizzazioni finanziarie Utile/Perdita
Attivo circolante Capitale di terzi
Magazzino Debiti a m/l termine
Crediti commerciali Debiti a breve termine di natura
(Fdo svalutazione non commerciale
crediti commerciali) Fdo rischio
Anticipi a fornitori Fdo TFR
Banca c/c passivo

• Crediti di natura non


• Debiti di natura
commerciale
commerciale
• Banca c/c attivo
• Anticipi da clienti
• Cassa

Altre voci attive Altre voci passive


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Immobilizzazioni Mezzi propri
Immobilizzazioni immateriali Capitale sociale
Immobilizzazioni materiali Riserve
Immobilizzazioni finanziarie Utile/Perdita
Attivo circolante Capitale di terzi

Magazzino Debiti a m/l termine


Crediti commerciali Debiti a breve termine di natura
Fdo svalutazione crediti non commerciale
commerciali Fdo rischio
Anticipi a fornitori Fdo TFR
Banca c/c passivo

(Crediti di natura non


(Debiti di natura
commerciale)
commerciale)
(Banca c/c attivo)
(Anticipi da clienti)
Cassa
Altre voci attive Altre voci passive
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Vantaggi

 Mantiene la logica di ripartizione delle attività e delle passività tra


correnti e non correnti

 Mediante la determinazione dell’aggregato Indebitamento netto, si


isola l’area finanziaria dell’azienda permettendo un’analisi storica e la
proiezione del grado di affidabilità e di solvibilità dell’impresa

 L’individuazione ed il monitoraggio dell’aggregato Capitale circolante


netto e dell’aggregato Indebitamento netto consente un’analisi
sintetica del grado di assorbimento o di generazione delle risorse da
parte della gestione operativa dell’azienda.

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Indici

Strutturali Dinamici

Composizione Redditività

Rotazione e
Correlazione
Durata

Produttività

50
Indici di composizione dell’attivo

Indici di prima linea

1) Indice di rigidità degli impieghi

Totale immobilizzazioni

Totale Capitale Investito

2) Indice di elasticità degli impieghi

Totale Attivo circolante

Totale Capitale Investito

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Indici di composizione dell’attivo

Indici di prima linea

3) Indice di disponibilità del magazzino

Disponibilità economiche

Totale Capitale Investito

4) Indice di liquidità totale

Liquidità immediate + Liquidità differite

Totale Capitale Investito

52
Indici di composizione dell’attivo

Indici di seconda linea

Indice di composizione delle Immobilizzazioni

Immobilizzazioni materiali

Totale immobilizzazioni Immobilizzazioni immateriali

Totale immobilizzazioni

Immobilizzazioni finanziarie

Totale immobilizzazioni

53
Indici di composizione del passivo

1) Indice di autonomia finanziaria

Capitale proprio

Totale Finanziamenti

2) Indice di indebitamento consolidato

Passività consolidate

Totale Finanziamenti

54
Indici di composizione del passivo

3) Indice di indebitamento corrente

Passività correnti

Totale Finanziamenti

4) Indice di indebitamento permanente

Capitale permanente

Totale Finanziamenti

55
Indici di composizione del passivo

Indici di seconda linea

1) Indici di composizione del capitale permanente

Capitale proprio

Capitale permanente

Passività consolidate

Capitale permanente

56
Indici di composizione del passivo

Indici di seconda linea

2) Indici di composizione delle passività

Passività correnti

Totale passività

Passività consolidate

Totale passività

57
Indici di composizione del passivo

2) Indici di copertura dei debiti o rapporto di indebitamento

Capitale proprio

Totale passività

3) Indice di consolidamento

Autofinanziamento

Totale passività

58
Indici di composizione del passivo

3) Indice di consolidamento

Autofinanziamento

Totale passività

Riserve avanti bilancio Riserve dopo bilancio

Totale passività Totale passività

59
Indici di correlazione

3) Indice di indipendenza finanziaria

Evidenzia in quale misura gli impieghi aziendali sono stati finanziati con
capitale proprio.

Capitale proprio

Totale Capitale Investito

Valori bassi  elevato ricorso all’indebitamente


Valori elevati  elevata capitalizzazione
(rileva una possibile situazione di espansione)
60
Indici di correlazione

3) Indice di copertura delle immobilizzazioni

Evidenziano la relazione tra gli investimenti permanenti ed i capitali che


possiedono intrinsecamente le stesse caratteristiche di permanenza nella
impresa ossia il grado di solidità patrimoniale. Sono influenzati da:
• risultati di esercizio
• aliquote di ammortamento
• programma di rimborso delle passività a medio lungo termine
I grado II grado

Capitale proprio Capitale permanente


Totale Immobilizzazioni Totale Immobilizzazioni

61
Indici di correlazione

4) Grado di ammortamento delle immobilizzazioni tecniche


Indica la quota già recuperata del capitale investito in immobilizzazioni
tecniche. L’indice è tanto minore quanto più elevato è il tasso di sviluppo
delle immobilizzazioni. Tale indice rappresenta una buona
approssimazione dell’età media delle attività aziendali e può dimostrarsi
estremamente utile nello spiegare le determinanti della redditività
operativa.
Fondo Ammortamento
Totale Immobilizzazioni

Il valore delle immobilizzazioni è al netto delle rivalutazioni e delle

immobilizzazioni in corso di realizzazione non essendo ancora, queste ultime,


assoggettate alla procedura di ammortamento
62
Indici di correlazione

5) Indice di rinnovamento a mezzo di autofinanziamento

Evidenzia in quale misura l’incremento delle immobilizzazioni tecniche

eventualmente attuato nel periodo è stato reso possibile

dall’autofinanziamento.

Riserve avanti bilancio

Immobilizzazioni tecniche finali - Immobilizzazioni tecniche iniziali

63
Indici di correlazione

6) Indice di solvibilità totale

Evidenzia in quale misura i creditori potrebbero essere soddisfatti

qualora venisse interamente liquidato il capitale investito nell’impresa

Totale attività

Totale passività

64
Indici di correlazione

7) Indice di liquidità
Gli indici di liquidità indicano la capacità dell’impresa a far fronte ai
debiti a breve termine con i fondi immediatamente disponibili o,
comunque, che possano diventare tali nell’arco di tempo in cui vengono
a maturazione tali impegni.

Indice di liquidità generale Rapporto di tesoreria


Current Ratio Acid Test

Attività correnti Liquidità immediate + Liquidità differite

Passività correnti Passività correnti

65
Indici di redditività

Gli indicatori della redditività aziendale rappresentano lo strumento

comunemente più usato per valutare l’attitudine dell’impresa a

raggiungere ed a mantenere l’equilibrio economico tra ricavi e costi.

N.B.: Grandezze stock Valori medi di periodo

66
Indici di redditività

ROS: Return on sales


Misura la redditività delle vendite, ossia l’entità di risultato per ogni euro
di fatturato.

Reddito Operativo

Fatturato

Permette di verificare se il prezzo di mercato del bene prodotto o del

servizio apprestato è sufficientemente remunerativo oppure se i costi

sostenuti nella produzione sono troppo elevati

67
Indici di redditività

ROE: Return on equity


Misura la redditività dei mezzi investiti dal soggetto economico
nell’azienda

Utile netto di esercizio

Capitale proprio

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Tale indice:

• non consente di individuare le cause che hanno determinato il


risultato

• non permette di individuare le azioni che potrebbero permettere un


miglioramento delle prestazioni

• il confronto con il tasso di rendimento di investimenti alternativi


permette di apprezzare l’opportunità dell’investimento di capitale
proprio nell’azienda

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ROI: Return on Investiment

Misura la remunerazione globale dei mezzi complessivamente investiti nell’azienda,


ossia individua la capacità della gestione a produrre un risultato destinato a
remunerare entrambe le categorie di conferenti mezzi finanziari (a titolo di credito
e a titolo di proprietà).

Risultato Operativo

Capitale investito medio

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Duplice valenza:

• definisce il tasso di redditività del capitale investito nella gestione


caratteristica

• il confronto con il tasso di interesse pagato sui finanziamenti


ottenuti permette di apprezzare l’opportunità economica dell’attività
esercitata

• assume un ruolo di primo piano nelle relazioni che si istituiscono tra


redditività del capitale proprio ed onerosità dell’indebitamento.

71
Tra ROI e ROE si possono individuare due relazioni, una di tipo
economico ed una di tipo finanziario.

Data la nota formula “Du Pont” che esprime il ROI quale risultante del
prodotto tra il tasso di rotazione del capitale investito e l’indice di
redditività delle vendite:

V RO
ROI = x
CI V

72
E’ possibile instaurare una relazione economica tra ROE e ROI

ROE
ROE CI
CI VV RO
RO RN
RN
= x x x
CN
CN CI
CI V
V RO
RO

ossia il ROE è esprimibile in termini di prodotto tra il rapporto di


struttura

(rapporto di indebitamento), l’indice di redditività del capitale


investito

(ROI) e il grado di incidenza del risultato netto sul risultato


operativo:

ROE
ROE CI
CI ROI
ROI RN
RN
= x x
CN
CN RO
RO
73
Leva finanziaria

RN = RO - OF
RN = (CN + D) * ROI - Di

RN = CN * ROI + D * ROI - Di

RN = CN * ROI + D (ROI -i) dividendo tutto per CN

ROE = ROI + (ROI -i) * D


CN
Ro = Risultato operativo
OF = Oneri finanziaria
RN = Risultato netto
CN = Capitale Netto
D = Debiti
74
i = Tasso di interesse
Ipotesi di base:

• ogni risorsa ottenuta come debito si trasforma in capitale investito


(cioè non è cassa o altre attività non appartenenti alla gestione
caratteristica)

• ogni unità investita in capitale è in grado di generare ricavi

• i ricavi sono in grado di incrementare il RO in misura tale da


mantenere inalterato il ROI

75
Assenza di indebitamento Totale CI = CN

ROE = ROI

Presenza di indebitamento

Se ROI > i ROE > ROI…..Effetto leva positivo

Se ROI < i ROI > ROE…..Effetto leva negativo

L’effetto leva è trasferito dal ROI al ROE in funzione dell’effetto dello


indebitamento
76
Indici di rotazione

Si tratta di un gruppo di indicatori che contrappongono al capitale

investito, inteso come volume di risorse a disposizione della gestione e,

quindi, come attività potenziale, il valore dei ricavi di vendita, intesi

come indicatori dell’attività effettiva.

Tali indicatori esprimono, quindi, il numero di volte che un determinato

elemento o aggregato del passivo ruota, si rinnova, nel periodo in


esame per effetto delle vendite.

77
1) Turnover o tasso di rotazione del Capitale investito

Fatturato

Capitale Investito medio

Il tasso di rotazione del capitale investito rappresenta, con

opportune cautele, il grado di efficienza con cui viene impiegato

il capitale della impresa considerata e permette utili confronti

all’interno di un settore e tra diversi settori economici.


78
2) Tasso di rotazione del magazzino

Fatturato

Disponibilità economiche

E’ influenzato da:
• Velocità del ciclo di produzione
• Introduzione di nuovi prodotti
• Condizioni con clienti e fornitori
• Interventi sul magazzino e sulle consegne
• Standardizzazione dei prodotti
• ……..
79
3) Tasso di rotazione delle liquidità differite

Fatturato

Liquidità differite

E’ influenzato da:

• Livello del fatturato

• Condizioni con clienti

• ……………

80
4) Tasso di rotazione dell’attivo circolante

Fatturato

Attivo circolante medio

5) Tasso di rotazione del capitale operativo

Fatturato

Immobilizzazioni tecniche lorde

81
Indici di durata

1) Indice di durata dei crediti commerciali

Crediti verso clienti


Fatturato netto giornaliero

2) Indice di durata dei debiti commerciali

Debiti verso fornitori


Acquisti giornalieri

82
L’efficienza nella combinazione produttiva con cui si misura la capacità

dell’impresa di impiegare al meglio le risorse a disposizione può

essere misurata da indicatori che mettono a confronto la produzione

ottenuta nel periodo con l’utilizzo dei fattori produttivi in questa

impiegati.

Produzione

Fattore produttivo X

83
I principali indici di produttività sono, ad esempio, quelli che manifestano

il rendimento del lavoro impiegato: costruiti ponendo a denominatore il

numero di addetti ed a numeratore una grandezza aziendale che abbia un

significato ai fini dell’indagine.

Fatturato

Numero di addetti

84