Sei sulla pagina 1di 5

CARAVAGGIO

Biografia:
Michelangelo Merisi, detto Caravaggio date le sue
origini, nasce a Milano nel 1571. La famiglia di
Caravaggio rimase a Milano sino al 1576, anno in cui
una pestilenza scoppiata a Milano indusse la famiglia a
tornare a Caravaggio. Nonostante la fuga dal capoluogo
lombardo il padre si ammalò di peste e morì. Per il
talento dimostrato, già all’età di 13 anni Caravaggio
venne mandato dalla famiglia a Milano, presso la
bottega del pittore Simone Peterzano, il quale fu allievo
del Tiziano, dove il pittore maledetto ebbe la possibilità
di imparare le tecniche del Realismo Lombardo e del
Rinascimento Veneto. Si recò a Roma, anche se la sua
presenza dal 1592 al 1593 non è sostenuta da fonti
storiche certe ma nel 1594 fu sicuramente ospite di monsignor Pandolfo Pucci da
Recanati. Nei primi anni a Roma lavorò presso botteghe di pittori minori occupandosi
di mansioni marginali fino a quando, nel 1597, dopo un breve periodo di malattia,
Merisi conobbe il cardinal Francesco Maria del Monte, uomo di cultura e
appassionato d’arte che acquistò alcuni dei suoi quadri e per il quale entrò al servizio
per circa 3 mesi. La fama dell’artista crebbe significativamente, a causa della sua
pittura rivoluzionaria che accese polemiche. Dal 1599 Caravaggio iniziò a ricevere le
prime commissioni prestigiose. Il suo carattere rissoso nel 1606 lo portò a ferire a
morte Ranuccio Tommasoni. Gli ultimi quattro anni della sua vita li passa fuggendo
da Roma, dove ormai si sente braccato. Va a Napoli, si rifugia a Malta e poi anche in
Sicilia, torna poi a Napoli e infine in Toscana e nel 1610 morì di malaria.
Opere:
Fin dalle prime opere ciò che colpisce risulta
essere il suo modo di dipingere sempre fedele
al vero. Ciò in cui si distanzia dagli altri pittori
è la pittura di genere: Caravaggio risulta
essere il maestro nelle rappresentazioni di
soggetti della vita quotidiana. Tra queste è
famosa I bari, opera della quale non si
conserva l’originale ma solo alcune copie. In
quest’opera, conservata a Zurigo, Caravaggio
mette in scena la truffa. Un giovane ingenuo
sta giocando a carte con un suo coetaneo che, in complotto con il giocatore più
anziano, trucca il gioco delle carte.
Pochi artisti hanno saputo rappresentare concentrazione in modo più convincente: il
giovane ingenuo così concentrato a scegliere la carta, l'altro in attesa del momento
buono per truffarlo. Il contrasto tra
l’ingenuo e i due bari risulta anche dal
contrasto tra le loro vesti: l'ingenuo è vestito
di velluto scuro e decorazioni nere mentre i
bari hanno vesti variopinte.
Nei quadri di genere di Caravaggio si coglie
tutto il suo interesse per gli episodi di vita
‘quotidiana’, nei quali eleva al ruolo di
protagonisti zingare, imbroglioni, meretrici
e mendicanti, come ne La Buona ventura,
dipinto conservato al Louvre, in cui
Caravaggio rappresenta una zingara intenta a leggere la mano ad un cavaliere
rubandogli l’anello che lui porta al dito.

Le opere che risultano rivoluzionarie in modo evidente sono soprattutto quelle legate
ai temi religiosi. Tra queste sono presenti quelle dipinte per la Cappella Contarelli,
nella Chiesa di San Luigi dei francesi a Roma. Caravaggio realizza quattro tele
(anche se erano tre quelle che inizialmente gli vennero commissionate) relative alla
vita di San Matteo e tra questa, quella di maggiore rilievo è La Vocazione di San
Matteo.

In quest’opera è
rappresentato il momento in
cui Gesù, accompagnato da
San Pietro, entra in una
guardiola dove San Matteo è
con altri commilitoni (San
Matteo, prima di essere un
apostolo, era un esattore delle
tasse, lavoro considerato
dagli ebrei da peccatore,
perché veniva sottratto il
denaro alla popolazione). I
personaggi vengono
rappresentati mentre contano le gabelle raccolte ed è nel momento del peccato che
Gesù arriva.

Fra Gesù, San Matteo e San Pietro si instaura una sorta di dialogo gestuale, tacito.
Gesù indicandolo esprime “tu sei il prescelto” (perché diventerà uno degli apostoli),
San Matteo meravigliandosi chiede conferma indicando sé stesso e come a dire “chi,
io?” e San Pietro indicandolo sembra dire “Sì, tu”.
L’ingresso di Gesù e San Pietro è accompagnato da una luce. Apparentemente viene
da pensare che i due abbiano disceso dei gradini e che, attraverso la porta lasciata
aperta, entri della luce all’interno della guardiola, ma dalla finestra non penetra
nessuna luce, come se fosse una luce divina che accompagna l’ingresso di Gesù e che
colpisce sul volto San Matteo. Mentre Gesù e San Pietro vestono abiti del tempo di
Gesù, San Matteo con gli altri suoi commilitoni vestono abiti del tempo di
Caravaggio. Questo sta ad indicare che la vocazione non è una caratteristica del
passato, ma può appartenere al presente e al futuro. Dei cinque personaggi al tavolo
solo tre si voltano verso Gesù e San Pietro. Gli altri due continuano a contare i danari
(riferimento a Giuda che tradì Gesù per 30 danari). Questo sta a significare che a tutti
è data la possibilità di scegliere la redenzione divina, di accostarsi a Gesù. Siamo tutti
dotati di libero arbitrio ma non tutti scelgono Gesù.

È presente un altro particolare: Caravaggio inserisce i personaggi nella penombra e


poi li colpisce in modo quasi violento con una luce che ha una provenienza precisa.
Questa luce, che determina contrasti chiaro-scurali molto forti, accentua il senso di
drammaticità che è già insito nelle opere di Caravaggio e che la luce con i suoi
contrasti accentua ulteriormente.
Caravaggio è originale nelle sue opere, però dei riferimenti ad alcuni grandi artisti del
passato sono talvolta presenti: il gesto che compie Gesù ci ricorda la mano di Dio
nella creazione di Adamo di Michelangelo sulla volta della Cappella Sistina.
Un’altra opera significativa di questo ciclo risulta essere San Matteo e l’angelo,
soprattutto per quanto riguarda il suo essere evidentemente rivoluzionaria.
Sono due le versioni di quest’opera: una, quella a sinistra, è andata persa durante i
bombardamenti a Berlino della seconda guerra mondiale. Quest’opera venne rifiutata
perché Caravaggio venne accusato di blasfemia. Nell’opera San Matteo è
rappresentato seduto con i piedi, piedi rozzi quasi da contadino, proiettati in primo
piano, e l’angelo guida la mano di San Matteo nello scrivere il vangelo. Come se San
Matteo fosse un semianalfabeta e l’angelo apparisse disturbato da San Matteo.
Nella seconda versione il modello è più tradizionale, San Matteo è rappresentato con
un angelo svolazzante, ma anche in quest’opera sono presenti delle particolarità che
stupiscono: San Matteo sta scrivendo il vangelo ma nel contempo ha un ginocchio
poggiato su uno sgabello in bilico.
Un’altra opera con tema religioso che sollevò non
poche polemiche è La morte della Vergine. Il dipinto
fu commissionato nel 1601 da Laerzio Cherubini per
la propria cappella a Santa Maria della Scala, la
chiesa più importante dell'ordine dei Carmelitani
Scalzi a Roma. Una volta terminato il dipinto venne
subito rifiutato perché non seguiva l’iconografia
classica: la madonna morta è rappresentata
scomposta su un tavolaccio, con i capelli
scompigliati, la veste che lascia i piedi nudi fino alle
caviglie e il ventre rigonfio. In questa
rappresentazione viene chiaramente meno il dolore
divino che ha caratterizzato soprattutto le opere degli
artisti precedenti a Caravaggio. Si disse inoltre che
Caravaggio scelse come modella una prostituta
trovata morta nel Tevere.
In quest’opera Caravaggio va a smitizzare il divino
e ad annullare l’ambientazione. L’unico elemento
è un drappo di colore rosso sangue che pende
dall’alto. La luce arriva dall'alto e colpisce i
presenti. Si racconta che Caravaggio per ottenere
questo risultato luminoso fece sfondare il tetto di
questo ambiente. Per comprendere lo spirito
rivoluzionario di Caravaggio è importante fare un
confronto con un'opera realizzata un secolo prima
da Andrea Mantegna. In quest’ultima vediamo la
Madonna anziana, diversamente da quella di
Caravaggio, perfettamente composta su un
giaciglio. Gli apostoli attorno a lei, pur essendo
addolorati, sono caratterizzati da un dolore divino,
estremamente composto.
La concezione di Caravaggio appare molto lontana da quella di dei suoi
predecessori. 
Caravaggio risulta essere un rivoluzionario, diverso dai suoi predecessori e
contemporanei, uno dei pittori che più ha rivoluzionato gli artisti a venire.