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L’INTEGRAZIONE

Falcucci, giunge ad una relazione


dettagliata che nega il valore della
scolarizzazione riservata e a erma l’idea
SCOLASTICA che la frequenza delle classi comuni non
deve necessariamente implicare il
raggiungimento di mete culturali comuni,
LA NORMATIVA RELATIVA Anche qui l’integrazione scolastica è
ALL’INTEGRAZIONE SCOLASTICA prevista solo per i soggetti con disabilità
lieve.

DEGLI ALUNNI DIVERSAMENTE


ABILI E LE CARATTERISTICHE L’abolizione delle classi di erenziali si ha
DELLE PRINCIPALI LEGGI A con la L.517/1977, che individua modelli
didattici essibili in cui attivare forme di
RIGUARDO. integrazione trasversali, esperienze di
interclasse o attività. Nel 1992 con la
Legge n.104 si giunge, nalmente ad una
legge quadro organica, che riordina gli
interventi dei vent’anni precedenti e si
L’integrazione scolastica è un diritto
concentra non solo sull’assistenza ma
fondamentale: gli strumenti legislativi
anche sull’integrazione e sui diritti dei
esistono, ma spesso ciò che manca è una
disabili; la direzione del legislatore è infatti
reale cultura dell’inclusione sociale e della
quella di promuovere la massima
valorizzazione delle abilità individuali.

autonomia individuale. Un aspetto


L’interesse per l’istruzione degli allievi centrale della Legge 104 è la
disabili è recente: l’obbligo scolastico programmazione coordinata dei servizi
viene infatti esteso solo ai ciechi ed ai scolastici con quelli sanitari, socio-
sordi con la Riforma Gentile del 1923. assistenziali, culturali, ricreativi e sportivi.
Dieci anni più tardi l’istruzione speciale Una reale integrazione deve infatti
prevede classi di erenziali per gli allievi coinvolgere anche gli attori del territorio,
con lievi ritardi, ospitate nei normali plessi per poter divenire sociale e nel tempo
scolastici e scuole speciali per sordi, professionale. La legge mira a realizzare la
ciechi ed “anormali psichici”, situati in diversità come valore e a rendere ciascun
plessi distinti. Per i casi più gravi sono soggetto con disabilità protagonista della
previsti istituti speciali, con lunghi propria vita, in ogni suo aspetto. Occorre
soggiorni in cui gli allievi vivono separati perciò sperimentare costantemente le
anche dalle famiglie.
capacità, le abilità residue, il dinamismo
delle potenzialità, in un costante training
Fino alla ne degli anni ’60 la logica educativo che, a partire dalla famiglia, e
prevalente rimane quella della dalla scuola, orienti precocemente verso
separazione, in cui l’allievo disabile viene l’acquisizione delle abilità sociali, in vista
percepito come un malato da a dare ad di un progetto di vita. Perseguire una
un maestro-medico e come potenziale formazione professionale ed un
elemento di disturbo. Nel 1971 la Legge avviamento al lavoro adeguato signi ca
n.118 prevede l’inserimento degli allievi confrontarsi in primo luogo con le reali
con disabilità lieve nelle classi comuni abilità raggiunte, con le capacità cognitive
della scuola dell’obbligo, senza alcun e relazionali, con gli interessi e le
accenno alla didattica speciale, allo aspettative individuali; occorre poi
sviluppo potenziale o alle risorse da investirle nel concreto, all’interno delle
impegnare. L’allievo con disabilità che fa il risorse territoriali disponibili. Si tratta di un
suo ingresso nelle classi comuni deve processo educativo che mira a formare
adeguarsi ad esse. Nel 1975 la un’immagine adeguata di sé attraverso un
Commissione speciale, guidata da progetto formativo che non indirizzi verso
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speci che professioni ma permetta, dei genitori dell'alunno e delle gure
invece di sviluppare le reali abilità sociali professionali interne ed esterne
da spendere poi nei possibili contesti all'istituzione scolastica che interagiscono
lavorativi. Solo così il processo di con la classe e con l’ alunna o alunno con
integrazione può divenire sociale.
disabilità, avendo in ciò il supporto
dell'unità di valutazione multidisciplinare.

Con successivi decreti e note ministeriali


sono stati anche redatti alcuni strumenti Con la citata Legge 517/1977 fu anche
dell’integrazione scolastica:
assegnata alla classe in cui è presente
l'alunno disabile una gura speci ca,
- Pro lo Dinamico Funzionale (PDF):
l'insegnante di sostegno, un docente
un documento conseguente alla
fornito di formazione speci ca, cui è
Diagnosi Funzionale e preliminare alla
a data l'integrazione dell'alunno disabile.
formulazione del PEI. Con esso viene Oltre all'insegnante di sostegno, può
de nita la situazione di partenza e le essere nominato personale educativo
tappe di sviluppo conseguite o da assistenziale di nomina comunale o
conseguire. Mette in evidenza di coltà dall'ASL. La Legge 107/2015 prevede
e potenzialità dell’alunno. Viene redatto compiti di assistenza per l'autonomia e
per la prima volta all’inizio del primo per la comunicazione personale all'interno
anno di frequenza dal consiglio di
del pro lo professionale dei collaboratori
classe, dagli operatori dell’ ASL e dai scolastici da nominarsi avendo riguardo al
genitori. Il Pro lo Dinamico Funzionale genere. La normativa in materia di
dal 1 settembre 2019 dovrebbe essere inclusione degli alunni con disabilità è
sostituito dal Pro lo di stata poi risistemata dal Decreto
Funzionamento: così dispongono il Legislativo n.66 del 13 aprile 2017 che,
Decreto legislativo 66/2017 (norme tra l'altro, pur mantenendo i due momenti
sull'inclusione scolastica degli studenti fondanti della Diagnosi Funzionale e del
con disabilità) e la Legge 145/2018. Il Pro lo Dinamico Funzionale, uni ca in un
Pro lo di Funzionamento ricomprende unico documento denominato Pro lo di
in sé Diagnosi Funzionale e il Pro lo Funzionamento. Dal punto di vista della
Dinamico Funzionale, preliminare alla concreta realizzazione di una corretta e
formazione del PEI. È redatto dall'unità piena azione della scuola nell'integrazione
di valutazione multidisciplinare, degli alunni con disabilità, un riferimento
composta da medici e operatori fondamentale è inoltre costituito dalle
dell'ASL e da un assistente sociale con
Linee Guida del 2009. È importante
la collaborazione dei genitori dell'alunno
veri care la qualità dell'integrazione
con disabilità e la partecipazione di un
scolastica degli alunni disabili per
docente.

accertare la piena e non formale


- Piano Educativo Individualizzato (PEI): attuazione di una normativa sempre più
redatto all'inizio di ogni anno scolastico accreditata e riconosciuta a livello
dal GLH operativo (consiglio di classe + internazionale; secondariamente perché
ASL + genitori) è sottoposto a veri che ed l'integrazione si è rivelata un fattore forte
aggiornamenti periodici. Il PEI non di miglioramento del servizio scolastico
coincide con il solo progetto didattico, ma per tutti gli alunni; in ne, per garantire non
consiste in un vero e proprio progetto di un generico inserimento scolastico degli
vita in cui vengono de niti interventi alunni disabili, ma un'accoglienza,
nalizzati alla piena realizzazione del diritto un'integrazione e una formazione e cace
all'integrazione scolastica. Il decreto per ciascun alunno con le sue
legislativo 66/2017 prevede che esso sia caratteristiche con i suoi bisogni speci ci.
redatto dai docenti contitolari o dal La prospettiva dell'integrazione è
consiglio di classe, con la partecipazione prospettiva complessa, che richiede
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un'analisi precisa dei bisogni e la
possibilità di dare risposta a quegli stessi
bisogni, non in termini di separazione, ma
di inclusione, in particolare alla scuola
primaria, luogo privilegiato di
alfabetizzazione, cioè la necessità di
parlare di strategie di insegnamento e
apprendimento, con la possibilità di
scoprire che le esigenze particolari di una
persona disabile corrispondono ai
medesimi bisogni, nascosti, di altre
persone. Occorre valorizzare anche le
resistenze che le persone disabili possono
avere rispetto alla proposta formativa: una
buona integrazione fa sì che anche in
questi soggetti nascano dei con itti, cioè
delle opposizioni e delle resistenze alla
proposta educativa proveniente dall'adulto
insegnante. Possono manifestarsi in forme
scarsamente costruttive della
contrapposizione, della trasgressione o
dell’apatia. Possono diventare più
facilmente leggibili come costruttive
quando sono frutto di una vivacità di
interessi o come richiesta da parte del
soggetto disabile di riorganizzare la
proposta educativa sulla base delle
proprie esigenze, dei propri ritmi e delle
proprie capacità strumentali.
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