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ANALISI NEUROPSICOLOGICA

DI UNA SINDROME PSEUDO-FRONTALE


DA TUMORE CEREBELLARE

A. P. Kutsemilova, A. R. Luria e E. D. Homskaja


(Laboratorio di Neuropsicologia, Istituto di Neurochirurgia Burdenko, Mosca)

E no to che i tumori della fossa posteriore, in un certo numero


di casi, possono determinare 1a comparsa di alterazioni psichiche che
ricordano esteriormente 1a "sindrome fronta1e." Le modificazioni psi-
chiche, associate a disturbi atassici, vengono ta10ra considerate pri-
mitive e possono condurre a gravi errori diagnostici (Konova10v, 1957;
Shimanskij, 1961; Shenderov, 1939).
E dunque molto import ante individuare i sintomi che possono
assumere un significato diagnostico differenzia1e e permettere una
distinzione dei disturbi primitivi delle funzioni frontali dai sintomi
cosiddetti "pseudofrontali" 0 frontali "secondari" che eompaiono nel
corso di processi 10calizzati alIa fossa posteriore.
AIeuni dati utili ai fini di tale diagnosi differenzia1e possono essere
desunti da una accurata indagine neuropsico10gica. Questa dimostra
come nei casi di 1esione primitiva delle regioni front ali del cervello,
associata a fenomeni cerebrali generali di ipertensionee dis10cazione,
compaiano di rego1a grosso1ane modificazioni dell'attivita psichica
consistenti in una inerzia dei processi motorii, in un deterioramento di
determinati programmi di attivita, in una alterazione del controllo
del proprio comportamento (Filippycheva, 1952; Spirin, 1951; Luria,
1962, 1963).
Partico1ari indagini psicofisio10giche evidenziarono in questi ma-
lati una alterazione della funzione rego1atrice del linguaggio sui pro-
cessi invo10ntari (vegetativi) e vo10ntari (motorii) (Mesherjakov, 1953;
Ivanova, 1953; Homskaja, 1960, 1961; Luria e Homskaja, 1963).
Molto interessantee 10 studio dei processi neuropsico10gici e fisio-
pato10gici nei ma1ati con sintomato10gia front ale "secondaria" dovuta
292 A. P. Kutsemilova, A. R. Luria e E. D. Homska;a

a una localizzazione del processo patologico nel distretto della fossa po-
steriore.
In questa comunicazione noi condurremo una analisi combinata,
neurologica, neuropsicologica e psicofisiologica, di un caso di aracno-
endotelioma del tentorio cerebellare can sintomatologia "pseudofron-
tale."

Paziente 1., di 52 anni, cartella c1inica N' 37644. Ingresso: 5-3-1964.


All'ingresso il malato accusava barcollamenti durante la deambulazione,
cefalea frontale sinistra, vertigini, disturbi della memoria. La cefalea era
comparsa da qualche anno_ Le condizioni del malato peggiorarono sensi-
bilmente nell'agosto 1963, dopo un grave trauma generale con fratture
cost ali e amnesia retrograda: aumento la cefalea, comparvero nausea, vo-
mito, disturbi del gusto, barcollamenti. II mala to venne ricoverato in un
reparto neurologico ove fu notato un nistagmo spontaneo saltuario, una
paresi del facciale e dell'ipoglosso di destra di tipo centrale, una preva-
lenza dei riflessi profondi negli arti di destra, una modesta atassia e un
restringimento bitemporale del campo visivo. II fondo oculare era nor-
male. II mala to venne sottoposto ad una terapia antiflogistica cui segur
un miglioramento delle condizioni. Due 0 tre settimane dopo un episodio
di angina aumento nuovamente la cefalea, comparve vomito e si manife-
sto un dis turbo atassico della deambulazione. II malato divenne torpido,
comincio a present are disturbi della memoria e a rispondere in modo
inadeguato aIle domande. In tale periodo comparvero segni meningei,
ipertonia plastica agH arti superiori e inferiori, riflessi di automatismo
orale e diminuzione dell'olfatto a sinistra.
All'epoca dell'ingresso nell'istituto il malato presentava nette altera-
zioni psichiche che si associavano ad una sindrome extrapiramidale (ami-
mia e modificazioni del tone muscolare). Le prove cerebellari erano ese-
guite del tutto correttamente. La statica e la deambulazione erano molto
disturbate: il malato camminava a piccoli passi, allargando notevolmente
la base. Esisteva una modesta paresi dello sguardo verso l'alto, vi era
uno strabismo divergente, la reazione delle pupille alIa luce era assente
mentre era debole quell a alla ccnvergenza. Non si notava nistagmo spon-
taneo. Mancava il nistagmo optocinetico verso sinistra e verso l'alto. II
meccanismo del nistagmo sperimentale era alterato. All'esame del fondo
oculare si notava un pallore temporale delle papiIle e una sfumatura del
loro margine nasale. II visus era di 0,9 a destra e di 0,8 a sinistra. L'esa-
me del campo visivo dimostro un restringimento concentrico per i colori.
I riflessi profondi degli arti superiori erano bilateralmente vivaci, i rotulei
erano di media intensita e simmetrici, l'achilleo torpido a sinistra e as-
sente a destra. Esistevano il rinesso di suzione, il rifles so palmo-menta-
niero e un incostante riflesso di Babinski controlaterale. All'esame radio-
grafico risultavano una osteoporosi del dorso sellare, senza modificazioni
della forma e del volume della sella, una porosi degli apici delle pira-
midi e un assottigliamento dei margini del forame occipitale. Nell'elettro-
encefalogramma comparivano in primo piano fenomeni di eccitazione del-
Siltdrome Pseudo-frontall! 293

Ie strutture del troneo e segni di loealizzazione del processo patologico a


Hvello della fossa posteriore; esistevano pero anche modificazioni ehe in-
dicavano la possibilita di un proeesso sopratentoriale posto in vicinanza
della linea mediana.
L'esame neuropsicologico (A . R. Luria, E. G. Simernitskaja) diede il
seguente risultato:
n malato appariva torpido, esauribile; lamentava eefalea. L'orienta-
mento nei luoghi era variabile: talora asseriva di essere ad Omsk. nel-
l'Istituto di microbiologia, di dover andare in un certo POsto per ineon-
trare la moglie. eee.; altre volte asseriva correttamente di trovarsi a Mo-
sca, presso l'Istituto di neuroehirurgia, inviato per it sospetto di un
tumore eerebrale_ Non sempre riconoseeva perfettamente gli astanti: tal-
volta asseriva ehe gli esaminatori erano compagni di fabbriea 0 "rappre-
sentanti dell'organizzazione socia Ie " ; in altri eolloqui. tuttavia, riconosee-
va i medici ehe 10 avevano esaminato la vi~i1ia. Manifestava evidenti alte-
razioni nell'orientamento nel tempo, sbagliandosi, soprattutto, nella valu-
tazione dell'ora.
Questi fenomeni di disorientamento avevano un carattere mutevole:
si accentuavano nei momenti di fatica e nei giorni in cui vi era un peg-
gioramento delle condizioni generali rna talora scomparivano per brevi
periodi in cui il malato denotava un orientamento adeguato.
Malgrado questo fondo caratterizzato da orientamento alterato e da
torpore generale il paziente denotava una relativa normalita del senso di
malattia. Diceva continuamente di essere ammalato, quantunque non fos-
se in grado di precisare i propri sintomi. Accennava ai propri disturbi
della memoria; do po una prova dichiaro: "Non riesco a trattenere nulla.
mentre leggete capisco tutto, rna come avete finito di leggere tutto e gia
vola to via ... afferro l'argomento ma poi tutto si dissolve._." Talora rea-
giva affettivamente ai suoi errori : "Eceo che sono gia fuori uso!"
Una tale associazione tra it grave torpore e l'instabilita dell'orienta-
men to del malato da un lato e la relativa conservazionc del sen so di
malattia dall'altro, si pote osservare durante tutta la durata del ricovero.
Lo studio dettagliato dei processi psichici permise di rilevare il se-
guente quadro.
n paziente era in grado di compiere facilmente e in modo sufficien-
temente corretto alcune prove di prassi delle dita, di prassi spaziale e di
coordinazione reciproca dei movimenti. senza compiere errori. Altrettanto
facilmente eseguiva Ie prove con reazioni motorie di sceh:a condizionate
da segnali diversi, senza denotare evidenti segni di inerzia patologica nella
sfera motoria. Compiva bene l'istruzione di disegnare Ia figura nominata
e, di regola, non commetteva errori neppure nel disegnare un gruppo di
figure ( - + 0 oppure - - - Ll +). Tuttavia durante l'esecuzione del
compito it malato interrompeva l'attivita e continuava soltanto dopo una
ripetuta stimolazione. Quando era affaticato si rifiutava di fare alcunche.
Era in grado di riprodurre strutture ritmiche che gli venivano presen-
tate (!! !! !! oppure !!! !!! !!!, !! ... !! ... oppure ... !! ... !!), commutando
294 A. P. Kutsemilova, A. R. Luria e E. D. Homska;a

con facilita dall'una all'altra. Solo se gli si chiedeva di continuare a lungo


nella riproduzione di un determinato ritmo 0 di compierlo non dopo la
presentazione del modello diretto, rna per istruzione verbale, egli presen-
tava segni di esaurimento, cominciando a battere in modo irregolare 0
uniforme. Quando gli si facevano notare gli errori, egli Ii correggeva e per
un poco continuava a battere i1 ritmo corretto, rna poi ricadeva nell'errore.
II paziente valutava correttamente la posizione delle lancette suI qua-
drante dell'orologio, riconosceva singole figure, rna tal ora commetteva er-
rori grossolani: prendeva nelle mani la figura in una posizione errata e
diceva di non capire cosa rappresentasse, oppure dava una risposta errata
basandosi sulla valutazione di un singolo elemento della illustrazione, iso-
lato a casaccio. Questi fenomeni devono essere considerati difetti pseudo-
agnosici dovuti allo stato di coscienza oscillante.
Non si notava alcun disturbo del linguaggio: comprendeva bene il di-
scorso che gli veniva rivolto, denominava Ie parti del corpo 0 gli oggetti
percepiti, ripeteva serie di 4-5 parole. Pot eva compiere sempIicissime
operazioni di calcolo (31- 6, 100 -7, 11 + 9 - 3); tuttavia, dopo
aver risolto correttamente un compito, non poteva eseguire l'operazione
successiva, anche se era pill semplice.
Durante l'esame del malato comparivano in modo evidenti i disturbi
della memoria. Essi non si esprimevano soltanto nei gia menzionati er-
rori dell'orientamento nell'ambiente, ove si confondevano con i disturbi
della coscienza, rna anche in particolari prove sperimentali.
II malato era in grado di ripetere una serie di 3-4 parole; tuttavia,
se gli si chiedeva di ricordare due parole, dopo Ie quali gli venivano pre-
sentate altre due parole, la prima coppia veniva dimenticata. Questo feno-
meno compariva in modo nettamente evidente nelle prove analoghe con
gruppi di tre parole. In queste condizioni l'inibizione retroattiva risultava
tanto marcata che i1 malato non era in grado di ripetere neppure una del-
le tre parole che gli venivano presentate per prime.
La stessa in stabi lit a delle tracce si notava anche nell'esecuzione di
azioni e i1 malato, appena terminato un certo compito, dopo qualche mi-
nuto non se ne ricordava affatto.
Naturalmente egIi incontrava considerevoli difflcolta nel trattenere i1
senso di un racconto lettogli. Pur afferrando bene il sen so del breve rac-
conto della gallina dalle uova d'oro ("Una gallina faceva delle uova d'oro ...
poi il contadino decise di ucciderla... per avere pill uova... rna non vi
trovo nulla"), il malato non poteva ripetere una second a volta i1 rac-
conto e ne esponeva il contenuto inceppandosi ripetutamente in associa-
zioni accessorie (talora perseveratorie) ("Un contadino ... aveva delle gal-
line che facevano bene Ie uova ... e un altro contadino ... a lui Ie cose an-
davano peggio ... " - Allora? - " ... il secondo contadino decise... cioe,
non il contadino, rna la contadina decise ... due galline decisero ... " -
Cosa decisero? - " ... di trasportare Ie uova da una gallina in un'altra
gallina ... ", ecc.).
Difflcolta ancora maggiori comparivano nel tentativo di raccontare il
contenuto di altri brani pill complicati; il malato manifestava contami-
Sindrome Pseudo-frontale 295

nazioni, confusioni tra singoli elementi. Era caratteristico tuttavia il fatto


che valutasse correttamente i propri errori.
Naturalmente, l'esecuzione di attivira intellettuali relativamente pili
complesse era del tutto impossibile.

L'indagine psicofisiologica del malato 1. (E. D. Homskaja) diede i


seguenti risultati.
Nell'elettroencefalogramma 1 si notavano in tutte Ie derivazioni onde
lente della frequenza di 1,5 - 3,5 per secondo (onde delta) e di 4 - 7 per
secondo (onde teta); il ritmo alfa era poco evidente e si poteva registrare
soltanto nelle derivazioni parieto-centrali (meglio sull'emisfero destro).
Nelle regioni anteriori degli emisferi prevalevano Ie oscillazioni lente
(v. fig. 1 A).
Come risulta dalla figura, nelle derivazioni anteriori centro-frontali di
destra (III) e di sinistra (IV) prevalevano nettamente Ie oscillazioni len-
te (onde delta e teta) a differenza che nelle derivazioni parieto-centrali
(I e II). I gruppi di frequenza aHa e beta erano rappresentati in modo
poco significativo.
La presenza delle onde lente deve essere valutata come espressione
dell'attivita del processo patologico sulle strutture profonde del tronco
cerebrale.
La presentazione di stimoli sonori (suono intermittente dell'intensita
di 70 decibel) non determinava alcuna modificazione dello spettro del-
l'EEG (v. fig. 1 B). La reazione di orientamento allo stimolo sonoro
(depressione del ritmo alfa) mancava completamente. Anche Ie frequenze
medie non erano influenzate dal suono.
La registrazione delle reazioni vascolari al capo e alla mana dimostrava
una netta dissociazione, sot to forma di chiara prevalenza delle onde re-
spiratorie nel pletismogramma del capo (v. fig. 2 A). Le reazioni vascolari
a stimoli incondizionati (soffio d' aria, applicazione di stimolo freddo) era-
no molto evidenti. I suoni di debole e media intensita (sino a 70 decibel)
non determinavano alcuna reazione vascolare di orientamento nella mana
o al capo. In risposta ad un suono di aha intensita (100 decibel), in
luogo della reazione di orientamento, si notava una intensa reazione do-
lorifica sotto forma di una costrizione vasale alla mana e al capo (v. fig.
2 B) dopo la quale, alIa presentazione di un SU0!10 di media intensita,
compariva una reazione di orientamento (costrizione nella mana e dila-
tazione al capo). Pertanto, il sistema delle reazioni di orienta men to risul-
tava nel malato notevolmente depresso. Tuttavia, dopo un suono intenso,
10 stato funzionale della corteccia cerebrale si modificava e risultava pos-
sibile ottenere una reazione vascolare di orientamento a un suono di
media intensita. Delle notevoli oscillazioni dello stato funzionale della
corteccia testimoniava anche il fatto della comparsa periodica, nel pleti-
smogramma della mano, di evidenti onde respiratorie di notevole ampiez-

1 Studio condotto con l'ausilio di un analizzatore tipo "Walter." Periodo di


analisi: 10 sec.
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1I111 IIIIIII1II 1IIIIII1 IIII 11111

m IV

IIII 11111
B
~~llil I I II I IIII I

Fig. 1 - A) spettro dell'EEG del malato in stato di tranquillita. Derivazioni


parieto-centrali destra e sinistra (I e II) e centro-frontali destra e sinistra (III e IV).
Valori medi su 100 sec.
B) spettro dell'EEG (derivazione parieto-centrale destra) prima e durante la
presentazione del segnale sonoro intermittente dell'intensita di 70 decibel (durata:
10 sec.). Fondo: valori medi nei 100 sec. immediatamente precedenti 10 stimolo.
Suono: valori medi durante l'azione dello stimolo.
- 1. Onde delta (l,5-3,5/sec.).
- 2. Onde teta (4-7/sec.).
- 3. Onde alfa (S-B/sec.).
- 4. Onde beta lente (14-1S/sec.).
- 5. Onde beta rapide (20-30/sec.).

za, che scomparivano dopo una conversazione con il malato 0 dopo la


presentazione di una serie di segnali acustici.
L'introduzione dell'istruzione verbale "II suono sara seguito da una pun-
tura," su un fondo di estinzione delle reazioni vascolari di orientamento
Sindrome Pseudo-frontale 297

--------~~r-r.-----------------
suono ... - stimolo doloroso

Fig. 2 - Plctismogramma del capo (tracciato superiore) e della mane (tracciato


inferiore).
A. Tracciato di fondo; nel pletismogramma del capo prevalgono nettamente Ie
onde respiratorie.
B. Reazione dolorosa a un suono intense (100 db); costrizione vasale.
C. Reazione di orienta men to a un suono medio (60 db) dopo istruzione «II suono
sara seguito da una puntura »; vasodilatazione al capo e vasocostrizione nella
mano.

(ai suoni di media intensitli), determinava una notevole modificazione


dell'aspetto fondamentale del pletismogramma della mana (sotto forma
di comparsa di onde respiratorie) e ad una netta "reazione di attesa" del-
la puntura, che precedeva il rinforzo elettro-cutaneo (1 rnA) (v. fig. 2 C).
Dopo l'attenuazione di questa tipo di reazione di attesa della puntura,
1a reazione poteva essere ristabilita mediante una successiva ripetizione
dell'istruzione.
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Pertanto, una serie di risultati autorizzava tanto l'ipotesi di una


localizzazione del tumore nelle regioni anteriori (0 medie) del corpo
callosa, con interessamento dei lobi frontali, quanta quella di una loca-
lizzazione nella fossa cranica posteriore. .

Un'angiografia fatta a scopo diagnostico non dimostro modificazioni


dei vasi cerebrali. Percio il malato venne sottoposto a ventricolografia.
Sui ventricologrammi si notarono i ventricoli laterali molto dilatati sim-
metricamente e una mancanza dell' aria nel IV ventricolo, il che dimo-
strava la localizzazione del tumore nella fossa posteriore.

SuI tavolo operatorio (1. N. Vinogradova, 6-IV-'64) si noto la pre-


senza di un tumore disposto nella porzione superiore del verme cerebel-
lare, che si spingeva verso entrambi gli emisferi cerebellari .. Si pote aspor-
tare parzialmente il tumore. Le condizioni del mala to dopo l'operazione
rimasero gravi e dopo tre giorni egli mori. All'autopsia del capo si nota-
rona una intensa cianosi del tessuto osseo, un rinforzo del disegno dei
solehi vascolari e delle impronte digitate. Dura madre moderatamente
tesa, pallida. II cervello presentava con evidenza il disegno dei solehi sul-
la superficie convessa. Esisteva un evidente prolasso delle amigdale cere-
bellari, che raggiungevano il livello del secondo segmento cervicale e pre-
mevano ai lati del midollo allungato, Ia cui superficie ventricolare risuI-
tava gravemente ristretta. Sulla superficie dorsale del cervelletto si nota
un grosso tum ore della misura di 3 X 3,5 em., di consistenza compatta
e dalla superficie bernoccoluta, disposto in corrispondenza del tentorio
del cervelletto. Ad una sezione orizzontale degli emisferi cerebrali si nota
una notevole distensione simmetrica di tutte Ie sezioni dei ventricoli
laterali che contenevano liquor intensamente colora to di sangue.
Diagnosi anatomopatologica: tumore del tentorio cerebellare, aracno-
endotelioma fibroblastico, disposto in corrispondenza deHa linea mediana
sulla superficie dorsale del cervelletto, edema della sostanza cerebrale,
ernia delle amigdale cerebellari con compressione del bulbo.

II rapido sviluppo dei disturbi psichici che divennero dominanti


nel quadro c1inico della malattia, l'associazione di disturbi motorii ex-
trapiramidali, l'insufficienza piramidale destra, la paresi centrale del
VII e del XII nervo, i riflessi di automatismo orale, l'alteraziorie del-
l'olfatto a sinistra, i dati elettroencefalografici, facevano pensare, ad
un determinato momento dello sviluppo della sindrome, ad una pos-
sibile lesione delle regioni anteriori dell'encefalo 0 del corpo calloso.
Tuttavia, l'ulteriore accurata analisi del caso c1inico dimostro che i
cosiddetti sintomi "frontali" avevano nel malato un carattere secon-
dario. Erano dimostrativi, in tal sen so, alcuni sintomi della malattia:
nistagmo spontaneo, disturbi della deambulazione, segni di sofferenza
delle eminenze quadrigemine.
Sil1drome Pseudo-frontale 299

Le modificazioni dei processi psichici osservate nel malato pote-


vano a tutta prima apparire come una "sindrome front ale " decorrente
su un fondo di sofferenza cerebrale generale assai marcata. II disturbo
delI'orientamento nella realta circostante, la grave aspontaneita del
malato, Ie notevoli difficolta incontrate nelI'esecuzione di prove mo-
torie e intellettuali, la facile sostituzione dei programmi motorii e in-
tellettuali ordinati ad uno scopo da parte di processi di contamina-
zione 0 di associazioni secondarie potevano essere interpretati come
disturbi della regolazione delI'attivita psichica dipendenti da una le-
sione primitiva dei lobi frontali. Tuttavia, un'analisi attenta dei dati
raccolti dimostra che molti fatti contraddicono a questa ipotesi.
II primo tra essi e rappresentato dalla relativa integrita delle rea-
zioniemozionali del malato in rapporto alla sua malattia in genere e
aIle difficolta che incontrava, il che dimostra l'adeguatezza della valu-
tazione delle proprie condizioni (cia che manca nei malati con lesioni
front ali massive).
Inoltre l'ipotesi di una lesione frontale primaria e contraddetta
dalla possibilita che il malato aveva di compiere alcuni programmi di
attivita relativamente complessi, senza manifestare una tendenza a
sostituirli con stereotipi inerti. Di regola, perseverazioni motorie spo-
radiche non alteravano globalmente l'esecuzione di un determinato
programma.
Tutto cia si distingue notevolmente da quel quadro di disturbi dei
processi psichici (difetto di esecuzione di programmi motorii, rego-
lazione dell'attivita e controllo del proprio comportamento) che abi-
tualmente constatiamo nei malati con lesioni massive dei lobi frontali.
L'ultimo aspetto, forse il pili caratteristico, che distingueva il no-
stro malato e rappresentato dalle rap ide modificazioni del suo stato,
onde ora si orientava in maniera sufficiente nell'ambiente e veniva
con successo a capo delle prove che gli si proponevano, ora presen-
tava un disorientamento completo e una incapacita anche in confron-
to delle prove pili semplici.
Una tale alternanza di stati del tutto diversi, secondo la nostra
esperienza, si incontra nelle lesioni massive del tronco 0 nei casi di
grave idrocefalo interno per cui sono disturbati i norm ali rapporti
tra so stanza reticolare e corteccia cerebrale e la dinamica corticale ri-
sulta alterata.
Un indice psicofisiologico del carattere secondario dei disturbi del-
l'attivita psichica manifestati dal nostro malato era rappresentato dalla
presenza di brusche oscillazioni dello stato funzionale della neurodi-
300 A. P. Kutsemilova, A. R. Luria e E. D. Homskaja

namica corticale e, soprattutto, dalla possibilita di attivazione della


reazione di orientamento mediante l'introduzione di stimoli trasmessi
attraverso il sistema dellinguaggio. Questo fatto testimonia della po-
tenziale conservazione della via cortico-reticolare di trasmissione delle
eccitazioni, a difIerenza di quanta si osserva in molti malati con le-
sione primitiva dei lobi frontali, nei quali una simile ricostituzione
della reazione di orientamento per mezzo dell'istruzione verbale manca
completamente 0 e nettamente indebolita (Homskaja, 1960, 1961,
1964; Luria e Homskaja, 1963).
Questa osservazione dimostra che l'indagine combinata neurolo-
gica, neuropsicologica e psicofisiologica permette di facilitare in modo
sostanziale la diagnosi difIerenziale tra sind rome frontale e pseudo-
frontale; diagnosi che spesso costituisce una delle piu considerevoli
difficoltii nella clinica delle lesioni localizzate del cervello.

RIASSUNTO

Viene condotta una analisi neurologica. ncuropsicologica e psicofisio-


logica di un caso di aracnoendotelioma del tentorio cercbellare che pre-
sentava la cosiddetta sintomatologia pseudofrontale 0 !tontale secondaria.
II carattere secondario delle modificazioni dei processi psichici e dimostra-
to dalle brusche oscillazioni dello state del pazicnte, dalla relativa conser-
vazione della sfera emozionale, dalla possibilita di eseguire compiti mo-
torti scnza perseverazioni e dal ripristino della reazione di orientamento
attraverso la mobilitazione del sistema linguistico.

SUMMARY

Behavioral disturbances associated with cerebellar tumors are some-


times similar to those due to lesions of the frontal lobes and may therefore
be misleading on diagnostic grounds. The authors show how neuropsy-
chological and psychophysiological procedures successfully supplemented
the neurological examination in a case of "pseudo-frontal" syndrome
due to an arachnoendothelioma of the tentorium cerebelli. Primary
involvement of the frontal lobes in this patient was excluded on the basis
of the following characteristics of the syndrome: 1. sudden fluctuations
of the behavioral status 2. relative integrity of the emotional sphere
3. retained ability to perform motor tasks without perseveration, and
4. presence of the activating influence of verbal instructions on the
orienting reflex.
Sindrome Pseudo-Irontak }01

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