Sei sulla pagina 1di 6

LA NASCITA DELLO STATO DI ISRAELE

“Ci vediamo l’anno prossimo a Gerusalemme”

Questo è stato per secoli il saluto che gli ebrei di tutto il mondo hanno utilizzano tra di loro
quando si incontravano. Questa frase non rappresentava solo un augurio ed un auspicio,
ma anche un modo per affermare un'identità religiosa e culturale. E’ stato utilizzato da
sempre con il sorriso sulle labbra, un sorriso che indicava il grande desiderio di ritrovarsi
un giorno in patria, nella terra d’origine Eretz Israel. Ma parlando di questo popolo
disperso in giro per il mondo non possiamo che fare un accenno alla causa di questa
dispersione. Israele è sempre stato il territorio di origine del popolo ebraico ma a causa
delle persecuzioni questi uomini e queste donne sono stati costretti nel corso della storia e
in un periodo in particolare, ad abbandonare la loro terra d’origine. Molti credono che la
diaspora ebraica sia iniziata nel 70 d.C ma le testimonianze storiche ci dicono che già
prima della nascita di Cristo una parte del popolo ebraico aveva abbandonato la propria
terra per sfuggire all’oppressione babilonese; poi, come sappiamo, successivamente la
causa è stata il dominio romano; infatti nel 70 d.C. le persecuzioni da parte dell'esercito
romano e le soppressioni delle rivolte hanno portato a questa grande dispersione;
ha cercato di sfuggire a quel dominio così forte cercando di rifarsi una vita altrove; molti
ebrei furono espulsi proprio dallo Stato della Giudea e non pochi furono addirittura venduti
come schiavi; non dimentichiamo che il 70 d.C. è stato l'anno in cui è stato distrutto il
tempio di Gerusalemme; questi sono i motivi per cui oggi troviamo i discendenti di quel
popolo di sparsi in giro per il mondo.

Lo Stato di Israele nasce ufficialmente il 14 Maggio del 1948. Questo a seguito di una
risoluzione dell’ONU dove si diceva che era terminato il mandato britannico su quella
regione. Questo mandato era stato affidato alla Gran Bretagna dalla Società delle Nazioni
alla fine della prima guerra mondiale a seguito della caduta dell'Impero Ottomano che, fino
ad allora, aveva dominato in quei territori, quindi parliamo di Egitto, Siria, Giordania,
Libano e Palestina. Naturalmente non fu tutto così scontato e automatico: prima di tutto ciò
infatti ci sono stati degli avvenimenti importanti che portarono poi in seguito, anzi, dopo
molto tempo, alla creazione dello Stato di Israele. Il primo di questi avvenimenti è stato
sicuramente la creazione di un movimento politico: il sionismo; padre di questo movimento
fu Theodor Herzl che era un avvocato e scrittore austriaco di origini ungheresi. Il sionismo
sosteneva e sostiene tutt’ora il diritto degli ebrei di fondare uno Stato Ebraico in Palestina.
Il primo Congresso Sionista si tenne a Basilea nel 1897; ma perché nacque il movimento
sionista? Le ragioni sono tante; premesso che la persecuzione degli ebrei ha una storia
ultra millenaria, si può dire che la persecuzione ebraica iniziò con l'imperatore romano
Costantino I quando nel 311 d.C. emise un editto che dava la libertà di culto a tutti i sudditi
dell'impero ma che di fatto proclamava il cristianesimo come religione ufficiale; da allora
iniziò infatti la persecuzione degli ebrei citati come veri responsabili della morte di Gesù
cosa che ovviamente è opinabile; tutto questo alimentato naturalmente dalIe gerarchie
ecclesiastiche e in primis dal Papato che appoggiò da subito questa politica; ovviamente
queste persecuzioni nei secoli hanno assunto dei toni più o meno cruenti a seconda delle
fasi storiche e a seconda delle contingenze politiche dei vari Stati.

Ma torniamo alla domanda di prima: perché nasce il sionismo?


Verso la fine del XIX secolo le persecuzioni antiebraiche ebbero dei rigurgiti notevoli in
particolare in Francia e nella Russia degli zar; in Francia c'era una Repubblica basata sul
suffragio universale che pero’ non includeva ancora le donne, la libertà di stampa
eccetera, e l'antisemitismo covava in ambienti politici di destra e nazionalisti. Inoltre in tali
ambienti dominava il cosiddetto revanscismo nei confronti della Germania. La sconfitta di
Sedan del 1870 pesava ancora come un macigno e anche in Francia come nel resto
d'Europa prendevano sempre più spazio dei movimenti rivoluzionari a seguito delle nuove
idee socialiste che rivendicavano i miglioramenti di vita della classe operaia e contadina;
tutto ciò logicamente andava contro gli interessi delle classi borghesi e del capitalismo che
in quel momento si stavano affermando. In questo quadro nel 1894 scoppiò il famoso
affaire Dreyfuss che fu un caso di spionaggio a favore della Germania; in quel caso venne
incolpato di questa questione un ufficiale ebreo che si chiamava appunto Dreyfuss. La
vicenda durò fino al 1906 quando l'ufficiale venne completamente scagionato; fu poi
riabilitato e reintegrato nel suo ruolo e nel suo grado di appartenenza; nonostante ciò,
nonostante l'assoluzione di Dreyfuss l'associazione purtroppo fu inevitabile: ebreo =
traditore.
Tutto ciò portò nel clima politico di quegli anni una grande ondata di antisemitismo in
Francia e non solo; stesso discorso vale per la Russia zarista in cui ci furono i pogrom a
danno degli ebrei: carcerazioni, persecuzioni, ma anche confische dei beni.

Andando avanti alla fine del19mo secolo i movimenti socialisti iniziavano a minare le
fondamenta dell’impero zarista che si reggeva ancora su leggi medievali. Lo Zar aveva
diritto di vita di morte sui contadini e sugli operaie c’era addirittura la servitù della gleba; in
questi movimenti rivoluzionari c'erano anche dei leader ebrei che si battevano per la causa
del proletariato, quindi immaginiamo: ebrei e rivoluzionari, il peggio del peggio! Ecco, in
questo contesto per screditare sia la rivoluzione ma soprattutto tutto gli ebrei la polizia
segreta dello Zar, Okrana nel 1903 fece circolare un libro dal titolo dal titolo I protocolli dei
Savi anziani di Sion dove si raccontava come gli ebrei avessero un piano segreto per
impadronirsi del mondo; ovviamente si trattava di un falso clamoroso, in sostanza stiamo
parlando di fake news ante litteram. Nonostante ciò negli ambienti antisemiti quel pattume
fu preso come spunto proprio per perseguitare nuovamente gli ebrei; pensate che ancora
oggi capita di chiacchierare con persone che tirano fuori ancora questo libro passandolo
per attendibile!
Cosa portò Herzl che poi morì nel 1904 e gli altri leader a far nascere un nuovo movimento
politico come il sionismo? Scopo principale era favorire e promuovere l'immigrazione degli
ebrei europei perseguitati in Palestina; successore di Herzl alla guida del movimento fu
Chein Weitzman che nel 1901 assunse la guida del Partito Sionista Generale; nel 1917
riuscì a ottenere dal ministro degli esteri inglese Balfour la famosa dichiarazione che prese
il suo nome: la dichiarazione di Balfour, dove si asseriva il diritto degli ebrei a crearsi un
focolare in terra di Palestina; già da qualche decennio molti ebrei cominciavano a fuggire
dalle persecuzioni in Europa verso la Palestina, territorio che allora non era uno Stato
arabo (non lo era mai stato in realtà); era solo uno dei tanti domini dell'impero ottomano;
l'immigrazione continua negli anni successivi alla Prima Guerra Mondiale e la regione era
ormai diventata un territorio britannico.
Nel 1939 i nazisti come sappiamo trascinarono il mondo in una guerra spaventosa con tutti
i tragici eventi che conosciamo bene; nei lunghi anni della Seconda Guerra Mondiale in
particolare dal 1935 al ‘45 la Germania assiste a quella che è stata definita la Shoah, una
parola che in ebraico significa catastrofe; la stessa parola che troviamo all'interno del Libro
fondamentale della religione ebraica, la Bibbia, al passo di Isaia capitolo 47 dove è
presente un verso che profetizza questo percorso drammatico nella storia del popolo
ebraico; leggiamo infatti: “ti verrà addosso una sciagura e non saprai scongiurare ti cadrà
sopra una calamità che non potrai evitare; su di te pioverà improvvisa una catastrofe”
Ed è purtroppo proprio quello a cui è andato incontro il popolo ebraico nella Germania
nazista in cui sono stati uccisi milioni di ebrei che sono stati prima perseguitati, poi
arrestati e poi come sapete rinchiusi all'interno dei campi di concentramento.
l'Italia fascista in quel periodo sotto la guida di Mussolini contribuì alla persecuzione
ebraica e alla Shoah e quindi anche l'Italia ha vissuto in parte purtroppo questa tragedia
assistendo alla morte di tanti innocenti.
Il 9 e il 10 novembre del 1938 fu una notte drammatica, la notte dei cristalli in Germania in
cui pensate vennero distrutte 1000 sinagoghe, vennero incendiati 7500 negozi e proprietà
ebraiche di vario tipo, tutte realtà che vennero devastate dai giovani soldati di Hitler.
In quel periodo la propaganda nazista era guidata in Germania da Joseph Goebbels che
contribuì in buona parte la diffusione dell'odio verso gli ebrei; uno degli storici più
accreditati in materia, Raul Hilberg ritiene che la cifra degli ebrei morti in quel periodo si
aggira intorno ai 5.200.000 persone.
In questo panorama quale poteva essere l'unica via d'uscita a questa millenaria
persecuzione? Poteva essere una sola ovvero la creazione di uno Stato di Israele in cui
ritornare e sentirsi protetti e al sicuro.

Riprendiamo da dove eravamo rimasti.


Nel 1947, per precisione il 29 novembre, l'ONU approva la risoluzione numero 181;
risoluzione che parlava della creazione di uno Stato ebraico e uno arabo dividendo il
territorio della Palestina in due parti: una ebraica e una araba; la porzione ebraica grande
un po' più della metà perché maggiormente popolata; la proposta dell’ONU non fu
accettata dagli arabi ma neanche dalle frange più estremiste del movimento sionista; ciò
nonostante e pur attraverso scontri cruenti fra le fazioni arabe ed ebraiche il 14 maggio del
48 venne dichiarata unilateralmente la nascita dello Stato d'Israele.
II giorno dopo le truppe britanniche lasciarono il territorio ponendo fine al loro mandato;
contemporaneamente una coalizione di paesi arabi (Egitto Siria Libano Iraq e Giordania)
attaccarono senza preavviso il neonato Stato ebraico; la guerra si protrasse per un anno e
Israele ne uscì vincitore pure essendo in inferiorità numerica (era inferiore anche dal punto
di vista degli armamenti in quel periodo) dando così inizio ad una nuova era e coronando il
sogno visionario di Teodoro Herzl nonché di tutti gli ebrei del mondo

E a quel punto circa 700.000 arabi diventarono profughi nelle aree circostanti e 900.000
ebrei che vivevano in paesi arabi a loro volta profughi vengono accolti nel nuovo Stato
ebraico. Il primo presidente dello Stato fu Chein Weitzman e David Bed Gurion fu il Primo
Ministro. Da quel momento gli ebrei di tutto il mondo cominciarono finalmente ad avere la
possibilità di tornare nella propria patria e di abbandonare quei paesi che gli avevano
ospitati per generazioni ma che avevano purtroppo portato loro in una condizione di
pericolo, di odio, di razzismo e di antisemitismo.
A questo punto mi viene proprio in mente un passo del libro di Ezechiele e qui ritorniamo
al testo sacro della religione ebraica testamento; leggiamo il capitolo 11 una cosa molto
particolare: queste parole sono state scritte migliaia di anni prima che tutto ciò accadesse
e leggiamo quindi: “Così dice il signore Dio mi raccoglierò in mezzo alle genti e vi radunerò
dalle terre in cui siete stati dispersi e a voi darò il paese di Israele” .
E questo è quello che poi effettivamente è accaduto ed è cio’ quello che stiamo cercando
di raccontarvi al meglio seppur brevemente nel corso di questa nostra puntata.
A partire dal momento della nascita dello Stato d'Israele innumerevoli guerre e scontri si
sono succeduti contro gli arabi; basta guardare una cartina geografica della regione
rendersi conto di come lo Stato ebraico sia letteralmente circondato, addirittura assediato
dal mondo arabo. Ciò ha portato ad almeno quattro guerre: quella del ‘56 quella del ‘67 del
‘73 e dell'82 e ad un intensa attività di guerriglia e attentati che di conseguenza hanno
portto Israele a rispondere con rappresaglie ritorsioni per difendere il proprio territorio.
Gli Stati arabi uscirono sempre sconfitti dal scontro militare contro gli israeliani anche se
nel ‘73 e nel 1982 riuscirono a trasformare la sconfitta militare in una vittoria politica: i loro
insuccessi infatti sono da attribuire al loro ritardo culturale e tecnologico, alla minore
qualità degli armamenti, e alla minore competenza dei vertici militari.
In tre casi, nel ‘56 nel ‘67 nell'82, Israele prese l'iniziativa ottenendo vantaggi consistenti
dall'effetto sorpresa; nel ‘56 infatti venne distrutta l'armata egiziana nel Sinai e nel ‘67
furono sbaragliate le forze egiziane, giordane e siriane, mentre nell'82 vennero sconfitte le
milizie dell'OLP e parzialmente distrutte le forze siriane in Libano.
Dal 1948 Israele si organizzò dal punto di vista militare tanto a difendersi dai vicini così
bellicosi che ne volevano la sua totale distruzione; l'economia fu spinta verso
l'autosufficienza e venne anche accelerato il processo di industrializzazione.
Venne istituita anche la leva obbligatoria per uomini e donne che durava dai 20 ai 36 mesi
ma che perdurava poi per altri vent'anni perché gli uomini entravano a far parte della
riserva militare.
La motivazione fu un fattore cruciale nei successi israeliani nelle varie guerre sostenute;
un ritorno collettivo in Europa era ormai impensabile. A quel punto il motto era diventato:
vivere o morire; per loro non era vuota retorica ma vera e propria sopravvivenza.
Per la società israeliana nel suo insieme come per i militari al fronte, la sensazione in
ciascuna delle guerre citate fu quella che l'alternativa era tra la vittoria e l’annientamento
dello Stato, mentre fino alla comparsa dei gruppi di resistenza fondamentalisti all'inizio
degli anni 80 il grado di motivazione degli arabi fu generalmente inferiore a quello degli
israeliani. Quanto ai soldati degli altri Stati arabi (Giordania Iran e Iraq) il loro livello di
motivazione nei conflitti con Israele fu un generale molto più basso di quello del nemico;
molti di loro infatti venivano esposti ad un'intensa propaganda; erano quindi diventati
profondamente convinti che gli ebrei, infedeli e usurpatori, avessero derubato l'Islam di
terre che gli appartenevano. Nel 1948 i militari arabi entrarono e combatterono in una terra
straniera mentre né i loro parenti nei loro beni furono mai messi in pericolo.

Nel ‘56 e nel ‘67 le truppe egiziane dovettero lottare per un ampio territorio deserto al
quale non erano legati in modo particolare benché facesse parte dell'Egitto: il Sinai;
ovviamente non era la valle del Nilo. Analoga fu la situazione delle truppe Giordane e
Siriane; l'eccezione fu invece la guerra il Libano del 1982 dove israeliani e siriani
combatterono entrambi; palestinesi siriani si batterono con grande determinazione; i primi
per difendere le loro case e i campi profughi, gli altri temendo che gli israeliani puntassero
a est verso Damasco. Nel ‘48 e in seguito combattere Israele non fu la prima
preoccupazione degli Arabi; c'erano sempre stati i conflitti tra arabi Sciti e Sunniti, infatti in
Iran e Siria c'erano gli Sciti e in Egitto e Giordania i Sunniti. Senza dubbio la scomparsa
dello Stato ebraico avrebbe fatto piacere e l'avrebbero provocata volentieri se avessero
potuto, ma avevano, in quel momento altre priorità; erano consapevoli dei loro limiti e dopo
tutto la Palestina non era il loro Paese; le cose cambiarono invece dopo il giugno del ‘67
quando il leader egiziano Nasser precipitò se stesso e Medioriente in un conflitto al quale
non era assolutamente preparato.
La distruzione degli eserciti arabi fu completa e umiliante e alla fine l'intero mondo arabo
dovette riflettere più seriamente su Israele e su se stesso; si direbbe che la serie di guerre
arabo-israeliane abbia persuaso la maggior parte degli Arabi dell'inamovibilità dello Stato
Ebraico costringendoli quindi ad accettare la sua presenza proprio nel cuore del
Medioriente.
Leader arabi come l’egiziano Sadat e Re Hussein di Giordania hanno compreso che il
prezzo di una lotta di durata indeterminata sarebbe stato troppo alto dopo; dopo queste
vicende ci sono stati passi avanti nelle relazioni tra alcuni paesi arabi e Israele: primo fra
tutti gli accordi di Camp David firmati il 26 Marzo del ‘79 tra Egitto e Israele; gli accordi
stipulati tra Sadat e Beggin con il presidente degli Stati Uniti, Carter a fare da garante;
Egitto e Israele con quell'accordo siglavano la pace e il rispettivo riconoscimento politico e
diplomatico; pensate che questo accordo costò la vita a Sadat che venne assassinato dei
Fratelli musulmani contrari a questo accordo.
Stessa cosa successe con gli accordi di Oslo che vennero sottoscritti nel ‘93 dal Primo
Ministro israeliano Isaac Rabin e Iasser Arafat, capo dell'ONU, con i quali si istituiva una
autorità nazionale palestinese su Cisgiordania e Gaza.
Questi accordi prevedevano il graduale ritiro militare israeliano dai territori occupati e si
riconosceva anche la legittimazione di entrambe le parti; purtroppo però l'attuazione fu
solo parziale perché l’ascesa dei fondamentalisti islamici di Hamas bloccò tutto il processo
politico.
Nel ‘94 viene stipulato l'accordo con il re di Giordania Hussein con il riconoscimento sia
politico che diplomatico di entrambe le parti; oggi non è chiaro se i leader dell'autorità
palestinese vogliano e possano concludere la pace con Israele; con le continue ostilità in
Cisgiordania e Gaza esiste veramente un pericolo di escalation in Medioriente.
Se c'è una cosa che ha insegnato il passato è questa: la violenza palestinese ha
contribuito a innescare vere proprie guerre arabo-israeliane e la regione può precipitare
indipendentemente dai leader.
Fin dalla sua nascita lo Stato Ebraico ha avuto solo un obiettivo, ovvero, quello di crescere
e di prosperare in pace con tutti i suoi vicini. Purtroppo questo non è stato possibile perché
larga parte del mondo arabo ha sempre perseguito la politica dell'annientamento; per fare
accordi di pace e di civile convivenza bisogna sempre essere ovviamente in due mentre in
questo caso una delle due parti ha sempre auspicato l’annientamento dell’altra.

A dimostrazione di ciò vanno segnalati gli accordi siglati nel 2020 con i paesi del Golfo
come Emirati Arabi e Bahrein e anche il Marocco; questi colloqui sono anche ben avviati al
momento con l'Arabia Saudita e con altri paesi.
Attualmente il peggior nemico di Israele è l'Iran sciita e il suo satellite la Siria, alle milizie
sciite di Hetzbollah stanziate in Libano e finanziate dall'Iran; sicuramente avrete visto in
rete, in questi ultimi anni sono girati parecchi video dei leader iraniani che non hanno
perso occasione per dichiarare apertamente e senza remore in occasioni pubbliche di
fronte ai giornalisti che l'obiettivo iraniano non era assolutamente quello della pace ma
quello dell'ambientamento dello Stato di Israele.
Quella che abbiamo fatto oggi è stata una panoramica sulla nascita dello Stato d'Israele
ma sono stati toccati e sfiorati molti altri argomenti; alcuni di questi avranno una puntata
dedicata: vi faccio qualche anticipazione… avremo una puntata dedicata all'analisi del
conflitto israelo-palestinese, avremo una puntata dedicata al personaggio al grande Ben
Gurion e una dedicata alla Guerra dei sei giorni.
Vi voglio salutare con una piccola chicca: qualche anno fa è stato realizzato un film molto
bello che vi consiglio di vedere. il titolo è The Heichmann Show; racconta la storia di coloro
che lavorarono alle riprese del processo criminale nazista Adolf Heichmann. Ad un certo
punto del film c'è una scena molto particolare in cui il regista si avvicina ad una donna
ebrea sopravvissuta alla Shoah e le chiede: Perché voi ebrei avete uno Stato e palestinesi
no?
Lei con un certo candore risponde: Perché noi uno stato l'abbiamo voluto!