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CUPOLA DELLA ROCCIA

 I rivestimenti policromi si rifanno alla tradizione ellenistica e bizantina, ma le scelte cromatiche e il


ruolo figurativo delle epigrafi ed iscrizioni cufiche, in arabo antico, smaterializzano la struttura e ne
equiparano il senso a quello luminoso e astratto di una spazialità incorporea, mentale, illusoria.
 l'organismo architettonico è centrale, su pianta ottagonale con lati alterni (determinati, per
costruzione, dalla smussatura dei quadrati) con cupola e due ambulacri;
 la cupola è alta circa 25 metri; il diametro è di circa 20 metri;
 i tamburi sono in muratura, su pilastri e colonne;
 la cupola, su struttura in legno, è composta da un guscio esterno in rame ed uno interno in stucco.
 cupola e capriate, controventate e autoportanti, annullano ogni tensione, salvo la pressione
verticale sul tamburo;
 nel mosaico interno una iscrizione di circa 240 metri sviluppa la più antica citazione del Corano con i
principi dell'Islam;
 la scrittura ha un ruolo islamico e iconografico: sostiene l'universalità di Maometto, il
riconoscimento di Gesù e Maria, e l'invito alla "gente del libro" a riconoscere l'Islam come
rivelazione finale;
 la pianta e la struttura sono integri; la cupola e la decorazione sono stati oggetto di ricostruzioni e
restauri; dal 1960 il rivestimento della cupola è in alluminio dorato.

Il passaggio dalla maglia quadrata (dalle due direzioni terrene / dai quattro punti cardinali / dagli angoli
della terra) al cerchio (con al centro la proiezione della verticale, simbolo dell'asse cosmico).
Il cerchio ingloba il quadrato di base, all'origine della composizione dell'organismo, ma vale ricordare che a
sua volta il quadrato di base è determinato dal diametro della cupola.
La sala su maglia quadrata si addice a riunire i fedeli e a guidarli intorno alla sacra roccia con una rotazione
simile a quella della Mecca; così come la cupola (leggera, lievitata) è la forma più degna a guidare
l'intelletto e i sentimenti lungo l'asse cosmico, verso l'intuizione o la percezione della perfezione divina.
L'organismo architettonico coniuga il quadrato e il cerchio - il cubo, la semisfera - su livelli distinti e
sovrapposti, mediati dagli ambulacri e dal cilindro del tamburo centrale.
L'area centrale totalmente impegnata dalla sacra roccia funge da interregno tra lo spazio rituale e il
sovrastante spazio della cupola. A sua volta, il tamburo centrale - coincidente con la metà inferiore della
sfera virtuale che inviluppa la cupola è il luogo della mediazione tra lo spazio basamentale, a sviluppo
orizzontale (della terra, del corpo) e quello sferico (del cielo, dello spirito).
Il processo è simile a quello della "qubbah", il mausoleo con cupola sulla tomba dei santi.
Anche per l'Islam il cerchio e il quadrato destano l'idea del movimento, della vita e del cambiamento. Le
due figure, astratte, isotrope, irriducibili, evocano il cielo e la terra. Simboleggiano la dialettica tra
l'aspirazione del sé alla trascendenza e i limiti della condizione umana (e tra l'archetipo della divinità e
l'archetipo della totalità).
La Cupola della Roccia si innalza a Gerusalemme in uno dei luoghi più sacri della terra, oggetto di
venerazione di tutte e tre le religioni monoteiste. La roccia, che si innalza per circa due metri, è sacra alla
tradizione ebraica e cristiana sia perché secondo la leggenda giudaica costituisce la pietra di fondazione e
l’asse del mondo, sia perché proprio qui Abramo avrebbe accettato di sacrificare a Dio suo figlio Isacco.
Secondo la tradizione islamica, invece, è il punto da cui partì il profeta Maometto nel suo volo notturno
(Alisraa wa Ilmiirag) per l’ascensione al cielo. La leggenda vuole che la roccia tentò di seguire il Profeta,
ma venne fermata dall’arcangelo Gabriele, che vi lasciò l’impronta della mano. Si trova nell’Al-Haram-al-
Sharif, uno dei tre luoghi sacri dell’islam dopo le moschee della Mecca e di Medina. Due sono le strutture
principali: la Cupola della Roccia e la moschea Al-Aqsa.
Fondata nel 691 dal califfo Abd al-Malik, la Cupola della Roccia è uno dei simboli religiosi della civiltà
islamica e il più antico monumento esistente di architettura omayyade.
La Cupola della Roccia è un capolavoro dell’architettura islamica. Lo schema architettonico riprende gli
esempi degli edifici cristiani a pianta centrale e si sviluppa attorno alla roccia: una costruzione ottagona con
doppio ambulacro che richiama quella della Ka’ba, sormontata da una cupola lignea su un alto tamburo,
illuminato da 16 finestre. La cupola, che doveva superare in bellezza quella del Santo Sepolcro, è sorretta da
quattro pilastri e ha una altezza, dal livello del suolo al vertice, di 35,30 m. Ricostruita nella forma originale
agli inizi dell’XI secolo, era rivestita da lastre di rame dorato. L’edificio è interamente rivestito di marmi
policromi e piastrelle di maiolica colorata, fatte collocare da Solimano il Magnifico nel 1552, che
riproducono motivi calligrafici, geometrici e naturalistici (la religione islamica vieta di riprodurre immagini
umane) di grandissima raffinatezza; anche l’interno della cupola è coperto da un mosaico in tessere d’oro e
pasta di vetro, su cui si intrecciano elementi ornamentali di gusto e tradizione ellenizzante. Quattro portali,
ciascuno dei quali originariamente preceduto da un portico, segnano i quattro punti cardinali; le pareti interne
sono completamente rivestite di lastre di marmo e le colonne portano capitelli di diversi ordini architettonici:
corinzi e di stile composito.
La moschea è stata edificata a custodia della Roccia dell’Ascensione, reperto di altissimo valore spirituale
per le tre grandi religioni monoteiste.

687 e il 691 d.C gioiello dell’arte islamica

Terzo luogo più importante per l’Islam, dopo La Mecca e Medina, la Moschea al-Aqsa sorge a
Gerusalemme nel cosiddetto Monte del Tempio, zona della città particolarmente ricca di edifici sacri sia
per i musulmani che per gli ebrei. E’ la moschea più grande di Gerusalemme e la seconda più antica al
mondo: la sua costruzione risale infatti agli inizi dell’ottavo secolo dopo Cristo.
La Moschea al-Aqsa prende il nome da un’antica leggenda dell’Islam, che racconta di un misterioso
viaggio compiuto dal profeta Maometto: partito dalla Mecca, cavalcando per tutta la notte, egli giunse infine
a una città indicata come “la lontana” (Gerusalemme). Qui, accompagnato dall’arcangelo Gabriele, ascese al
Cielo, passando tra i beati del Paradiso e i dannati dell’Inferno accostandosi infine ad Allah. Non è difficile
capire che importanza assuma questo luogo per i fedeli musulmani, che si spendono nella cura e nella difesa
della Moschea al-Aqsa. Gli attriti non mancano, però, dal momento che il Monte del Tempio è un luogo di
primaria importanza anche per gli ebrei: è qui che il celebre Muro del Pianto, unico resto del distrutto
Tempio di Salomone.

Con la conquista musulmana, a partire dal 674, sembra che venisse realizzata sulle rovine della chiesa una
prima costruzione in legno, circa 48 anni dopo la data tradizionalmente fornita della morte di Maometto,
andata presto a fuoco. La prima struttura in materiale non precario fu costruita tra il 705 e il 715 dal califfo
omayyade al-Walīd I, figlio di ʿAbd al-Malik, vicino alla Cupola della Roccia. Nel 747 essa fu malamente
danneggiata da un terremoto e poi ricostruita su assai maggiore scala. Poiché parte dei muri che circondano
la moschea fa parte del Muro Occidentale venerato dagli ebrei, questa struttura relativamente piccola può
diventare fonte di attrito. Un gruppo di ebrei, i "Fedeli del Monte del Tempio" vuole riedificare l'antico
tempio ebraico di Gerusalemme in quest'area, giungendo, nel 1990, ad attaccare la moschea, difesa però dai
palestinesi musulmani. D'altra parte, sono numerosi gli episodi di lanci di pietre da parte dei frequentatori
della moschea verso i fedeli ebrei che pregano accostati al Muro, posto più in basso. Va anche ricordato
l'attentato condotto da un cristiano protestante australiano, Denis Michael Rohan, che incendiò il minbar
della moschea il 21 agosto 1969.
KA’BA DI LA MECCA
Il Profeta Muhammad disse: “Ciò che è tra oriente e occidente è qibla”.
“Ad Allah appartengono l’Oriente e l’Occidente. Ovunque vi volgiate, ivi è il Volto di Allah*. Allah è
immenso e sapiente”.

MOSCHEA
In quanto luogo di preghiera la moschea non ha elementi indispensabili ma solo utili al suo scopo. È infatti
possibile pregare anche all'aperto, o dentro una casa qualsiasi, purché il terreno riservato alla ṣalāt, ovvero
sia delimitato da qualche oggetto (tappeto, stuoia, mantello, telo, sassi) e sia il più possibile esente da
sozzure. Questo perché - come d'altronde per tutti gli atti previsti dalla Legge islamica (sharīʿa) - è richiesto
lo stato di purità legale (ṭahāra), ottenibile con lavacri parziali o totali del corpo, mentre il luogo della
preghiera deve essere esente da evidenti sporcizie che potrebbero contaminare chi col terreno debba
entrare in contatto, come accade nella ṣalāt.
La moschea ha un miḥrāb (sorta di abside o nicchia che, nelle moschee più umili, può essere
semplicemente disegnata su una parete o indicata da qualche oggetto nella preghiera all'aperto) che indica
la direzione della Mecca (qibla) e della Kaʿba, considerata il primo santuario musulmano dedicato al culto
dell'unico vero Dio (Allah).
Pur non essenziale, una moschea può spesso avere anche un pulpito (minbar) dall'alto del quale un
particolare Imām che si chiama khaṭīb, pronuncia la khuṭba, un'allocuzione cioè che non necessariamente
propone l'esegesi di brani del Corano.
Perché la preghiera sia valida essa deve essere compiuta all'interno di precisi momenti (awqāt) della
giornata, scanditi dall'andamento apparente del sole. Per questo uno speciale incaricato (muezzin,
dall'arabo muʾadhdhin) ricorda dall'alto di una costruzione a torre (minareto, dall'arabo manār, "faro"),
mediante un suo richiamo rituale salmodiato (adhān), che da quel momento in poi è obbligatorio pregare
(in casa, all'aperto, in moschea). Per chi si trovi lontano dal minareto e non possa per qualsiasi motivo udire
la voce del muezzìn - oggi aiutata per lo più da altoparlanti - si sciorinano talora ampi panni bianchi, ben
visibili anche da lontano.
Per le necessità della purificazione, sia all'interno sia nelle immediate adiacenze della moschea è spesso
presente una fontana.
Importante è infine l'area della preghiera (muṣalla), tendenzialmente rettangolare per consentire agli oranti
di ordinarsi in file e ranghi, al cui interno può esservi un orologio che in molte occasioni è di antica fattura,
utile a segnalare il tempo rimanente perché sia valida la preghiera.
Caratteristica di ogni moschea che nasca come tale è la mancanza di raffigurazioni umane o animali, in
quanto osteggiate dall'Islam. Le decorazioni sono perciò tutt'al più di tipo fitoforme (legate cioè al mondo
vegetale) ma, quasi sempre, sono presenti mosaici o scritte che riportano versetti del Corano tracciati con
calligrafie considerate particolarmente "artistiche" che hanno dato modo all'Occidente di parlare di
arabeschi.