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STORIA ILLUSTRATA

STORIA ILLUSTRATA
Progetto editoriale: Gianluca Formichi e Chiara Melani

Testi: Chiara Melani (cap. 1-6), Francesca Fontanella (cap. 7-8),


Giovanni Alberto Cecconi (cap. 9-11)

Schede di approfondimento:
Gabriella D'Onofrio, Eva Pollini

Cartografia: Sergio Biagi Comunicazione Grafica

Progetto grafico e impaginazione: Enrico Albisetti


Redazione della nuova edizione: Studio Newt

Grafica di copertina: Enrico Albisetti


Referenze fotografiche copertina: © Shutterstock (sfondo)

www.giunti.it

© 2006, 2019 Giunti Editore S.p.A.


Via Bolognese 165 - 50139 Firenze - Italia
Piazza Virgilio 4 - 20123 Milano - Italia

ISBN: 9788809889774

Prima edizione digitale: giugno 2019


SOMMARIO

LA CITTÀ DI ROMOLO » L’ITALIA ROMANA 43


LE LEGGENDE DI FONDAZIONE 10 COME NASCE UNA COLONIA 43
» UNA SOCIETÀ ARISTOCRATICA 11
»
LA LINGUA E LA SCRITTURA
ALLA CONQUISTA DELL’ITALIA
44
I RE LATINI 11
DAL 354 A.C. AL 275 A.C. 45
L’ITALIA PREROMANA 12
I SETTE COLLI 14
ALLA CONQUISTA
» L’EMERGERE DELLA MONARCHIA 14
DEL MEDITERRANEO
» UN RE GUERRIERO E SACERDOTE 14
» UN MILITARISMO ESASPERATO 48
» CITTADINI E SOLDATI 15
» LO SCONTRO CON CARTAGINE 49
» IL CONTATTO CON GLI ETRUSCHI 16 LA PRIMA GUERRA PUNICA 50
GLI ETRUSCHI 17 I CARTAGINESI 52
I COMIZI 18 » LA SFIDA DI ANNIBALE 53
» LA RIFORMA DI SERVIO TULLIO 19 LA SECONDA GUERRA PUNICA 54
PORSENNA 20 » LO SGUARDO A ORIENTE 56
» VERSO LA REPUBBLICA 21 ANNIBALE E SCIPIONE 56
» LA CITTÀ DI ROMOLO L’ORIENTE ELLENISTICO 58
DAL 754 A.C. AL 509 A.C. 21 » CONTRO MACEDONIA E SIRIA 59
IL SENATO 60
LA REPUBBLICA FRAGILE » UNA GESTIONE DIFFICILE 61
GLI EROI DELLE ORIGINI 25 » PUGNO DI FERRO SULLA GRECIA 61
PATRIZI E PLEBEI 26 I ROMANI A TAVOLA 62
» UNA POPOLAZIONE POLIBIO
I BACCANALI
63
64
SPACCATA IN DUE 27
IL SACCO DI BRENNO 28 » UNA CLASSE DIRIGENTE
» LE RIFORME LICINIE-SESTIE 29
IMPREPARATA 65
MENENIO AGRIPPA 29 » LA BATTAGLIA
» ALLA CONQUISTA DEL LAZIO 30
PER IL RINNOVAMENTO 65

» IL CONFRONTO CON VEIO 30


» SEGNALI DI CRISI 66

LE PRIME MONETE 30
» ALLA CONQUISTA DEL MEDITERRANEO
DAL 275 A.C. AL 133 A.C. 67
LA RELIGIONE 31
» CRISI E RIPRESA 32 L’ETÀ DELLA RIVOLUZIONE
» LA COSTITUZIONE » L’EMERGERE DEL CETO EQUESTRE 70
REPUBBLICANA 33
» IL MALESSERE DEGLI ITALICI 70
LE XII TAVOLE
IL DIRITTO
33
34
» LE RIFORME DI TIBERIO GRACCO 71
I CLIENTI 72
» IL PREDOMINIO DEL SENATO 35
» LA REAZIONE DEI CONSERVATORI 73
» LA REPUBBLICA FRAGILE
DAL 509 A.C. AL 367 A.C. 35 » IL FALLIMENTO DI GAIO 74
LA CARRIERA POLITICA 75

ALLA CONQUISTA DELL’ITALIA


» L'AVVENTURA DI GIUGURTA 76
POPOLARI E OTTIMATI 76
» L’ESPANSIONE VERSO SUD 38 I CAVALIERI 77
I SANNITI 38 » SCOCCA L’ORA DI MARIO 78
» LA CONQUISTA DELL’ITALIA 41 L’ESERCITO 79
LA SPEDIZIONE DI PIRRO 41 » VERSO UN ESERCITO DI PROFESSIONE 80
APPIO CLAUDIO 42
» LA QUESTIONE DEGLI ITALICI 81
» UNA ROMA PIÙ GRANDE 81 » IL PRIMATO DEL MIGLIORE 120
» SORGE L’ASTRO DI SILLA 82 LA FLOTTA 121
MARIO E SILLA 82 L’ARA PACIS 122
» LA “RIVOLUZIONE” SILLANA 83 » LA PACE DI AUGUSTO 123
» UN RICAMBIO EPOCALE 84 » PARCERE VICTIS... 124
MITRIDATE 84 » GLI ETERNI NEMICI:
GLI SCHIAVI 85 PARTI E GERMANI 124
I TRIBUNALI 86 IL CIRCOLO DI MECENATE 125
» UN DECENNIO DIFFICILE 87 » IL PROBLEMA
LA RIVOLTA DI SPARTACO 87 DELLA SUCCESSIONE 126
» POMPEO E I COMANDI I PARTI 126
STRAORDINARI 88 I PRETORIANI 127
IL MODO DI VESTIRE 88 I LIBERTI 128
CATILINA 90 » TIBERIO: ANNI DIFFICILI 129
» LO SCONTRO CON IL SENATO 91 I GIULIO-CLAUDII 130
» IL PRIMO TRIUMVIRATO 91 L’OCCIDENTE ROMANO 132
I GALLI E LE GUERRE DI CESARE 92 » CALIGOLA: LA STRAVAGANZA
» L’ETÀ DELLA RIVOLUZIONE AL POTERE 133
DAL 133 A.C. AL 60 A.C. 93
» CLAUDIO: UN OUTSIDER
DI SUCCESSO 134
LA GUERRA CIVILE » NERONE: LA SVOLTA
CESARE E POMPEO 97 ELLENIZZANTE 134
» LA GUERRA FRA L’ORIENTE ROMANO 135
CESARE E POMPEO 98 I VIGILI 136
LA PRIMA GUERRA CIVILE 98 LA DOMUS AUREA 137
» TUTTO IL POTERE A CESARE 100
L’INCENDIO DI ROMA 138
CICERONE 101 » LA CRISI DELL’ANNO 69 139
» LE IDI DI MARZO 102
» AUGUSTO E L’IMPERO DAL 31 A.C. AL 69 D.C. 139
LA MISURA DEL TEMPO 102
IL FORO 104 IL SEGRETO DELL’IMPERO
IL CONTO DEI GIORNI 106 » VESPASIANO: UN SOLDATO
» L’AGONIA SUL TRONO 142
DELLA REPUBBLICA 107 I FLAVI 143
OTTAVIANO
LA FAMIGLIA
107
108
» TITO: UN REGNO TROPPO BREVE 144
L’AFRICA ROMANA 144
ANTONIO 109 IL COLOSSEO 146
NELLA CASA DEI ROMANI
» IL SECONDO TRIUMVIRATO
110
111
» DOMIZIANO: L’ASSOLUTISMO
INCOMPRESO 147
» LO SCONTRO FINALE 112 TRAIANO 148
LE STRADE E I TRASPORTI
LA SECONDA GUERRA CIVILE
113
114
» TRAIANO: UN NUOVO
» LA GUERRA CIVILE DAL 54 A.C. AL 31 A.C. 115
MODELLO DI LIBERTÀ 149
I GIUDEI 150
POMPEI 151
AUGUSTO E L’IMPERO » ADRIANO: L’ETÀ D’ORO 152
» LA RIVOLUZIONE SILENZIOSA VILLA ADRIANA 152
DI AUGUSTO 118 » ANTONINO PIO: I LIMITI
RES GESTAE DIVI AUGUSTI 118 DELL’ETÀ AUREA 154
GLI ANTONINI 154 » LA TEOLOGIA IMPERIALE 191
» MARCO AURELIO: PAPIRI E PERGAMENE 192
L’IMPERATORE FILOSOFO 156 » LA COMPONENTE MILITARE 193
MEGALOPOLI ROMA 157 LA CORTE E IL CERIMONIALE 194
LE TERME 158 » ADRIANOPOLI E LA
» COMMODO: L’IMPERO D’ARGILLA 159 “QUESTIONE BARBARICA” 195
I GLADIATORI 159 GIULIANO 195
OSTIA 160 IL CIRCO 196
» IL SEGRETO DELL’IMPERO DAL 70 AL 192 161 » CREPUSCOLO DI UN IMPERO
DAL 305 AL 379 197

CRISI E RIPRESA LA CRISI DEL MONDO


» LA MONARCHIA MILITARE 164 TARDO ANTICO
I SEVERI 165
» LA CRISI DELLE CITTÀ E LO
» L’EDITTO DI CARACALLA 166 SVILUPPO DEL LATIFONDO 200
I BARBARI 166 I COLLEGIA 200
» GLI ANNI DELL’ANARCHIA MILITARE 167 IL NEOPLATONISMO 202
LA VILLA E IL LATIFONDO 168 L’ANNONA 203
IL COLONATO 169 IL LATERANO 204
VALERIANO E I SASSANIDI 170 » UNA SOCIETÀ IN MOVIMENTO 205
» LA CRISI DELL’ECONOMIA 171 » MA LA CITTÀ ROMANA
» VERSO NUOVI EQUILIBRI SOCIALI 171 NON MUORE 205
» LA SFIDA DEI CRISTIANI 171 » IL PRIMATO DEI VESCOVI 206
IL CULTO DI MITRA 172 AMBROGIO E AGOSTINO 206
» LA SVOLTA DI GALLIENO 173 LA RESISTENZA PAGANA 208
» SEGNALI DI RIPRESA 174 » TEODOSIO, SIMMACO,
LA DIFFUSIONE DEL CRISTIANESIMO 174 AMBROGIO 209
» IL RIORDINAMENTO TEODOSIO 209
DI DIOCLEZIANO 176 » IL TRAMONTO DEL PAGANESIMO 210
» LA RIFORMA DELL’ECONOMIA 177
I SACCHI DI ROMA 210
DIOCLEZIANO 177 » ORIENTE E OCCIDENTE 211
» LA “GRANDE PERSECUZIONE” 178 » L’AGONIA DELL’IMPERO
» CRISI E RIPRESA DAL 192 AL 305 179 OCCIDENTALE 212
RAVENNA 213

CREPUSCOLO DI UN IMPERO
» ANNO 476: UNA CADUTA
SENZA RUMORE 214
» I PRIVILEGI DELL’IMPERATORE 182 I MAGISTRI MILITUM 214
L’ARCO DI COSTANTINO 182 I RE BARBARI 216
» LA CONVERSIONE DI COSTANTINO 184 » I MOTIVI DELLA ROVINA 217
» LA RIVOLUZIONE MONETARIA 185 GIUSTINIANO 218
INFLAZIONE E MONETE 185 » LA CRISI DEL MONDO
LE ALTRE CAPITALI 186 TARDO ANTICO DAL 388 AL 569 219

» ROMA E LE ALTRE 187


» COSTANTINOPOLI:
LA SECONDA ROMA 188
COSTANTINOPOLI 189
IL MONACHESIMO 190 Indice dei nomi 220
La città
di Romolo
Nelle pagine precedenti, per evitare la nascita di eredi
la lupa allatta Romolo
e Remo, dettaglio della al trono, ma Marte stesso rende
statua di marmo la donna madre di due gemelli,
che raffigura il Tevere,
proveniente dal tempio
Romolo e Remo. Sarà proprio
di Iside e Serapide Romolo, dopo l’uccisione del
a Roma, II secolo d.C. fratello gemello, a fondare Ro-
(Parigi, Museo
del Louvre). ma. Romolo provvede a popola-
re la nuova città, offrendo “asilo”
ai fuggiaschi delle zone limitrofe
e organizzando il celebre ratto
delle Sabine, per dare moglie
al miscuglio di gente priva
di mezzi e di origine oscura
confluita a Roma.
Romolo associa al trono il sabi-
no Tito Tazio, che sarà ucciso in
Iapige medica Enea, circostanze oscure. Scomparso
che ha al fianco il figlio misteriosamente durante una
Ascanio, in un affresco tempesta, Romolo viene divi-
proveniente dalla casa
di Sirico a Pompei, nizzato e assimilato al dio Qui-
I secolo d.C. (Napoli, rino. Il collegamento alle origini
Museo Archeologico
Nazionale).
troiane permette alla cultura
Solo in età augustea romana di rivendicare una sorta
la leggenda di Romolo di autonoma parità con i greci
e Remo e della fondazione
di Roma si salda negli anni in cui Roma con-
al ciclo troiano. quista il Mediterraneo. Il più
grande celebratore delle origini
LE LEGGENDE (Remo). Il nome deriva dal no- prima volta, forse, da Catone. troiane di Roma in età augu-
DI FONDAZIONE me stesso della città, con Dalla confluenza di due racconti stea sarà il poeta Virgilio: l’eroe
L’Italia antica conosce una serie l’aggiunta del suffisso -ulus, se- indipendenti nasce nel corso dell’Eneide è l’uomo prescelto
di “leggende di fondazione” col- condo un procedimento comune del II e I secolo a.C. la leggenda per una missione voluta dal fato
legate alla guerra di Troia. Eroi presso i greci e i latini. canonica della fondazione di che rende possibile la fondazione
greci e troiani raminghi ed esuli I due racconti, incontrandosi, Roma. Dopo la distruzione di di Roma e la creazione dell’im-
sarebbero i fondatori, o meglio producono negli antichi l’e- Troia e dopo varie peripezie, pero universale. La ripresa e
i colonizzatori di località itali- sigenza di una conciliazione, Enea sbarca sulle coste del Lazio popolarità del mito troiano nel
che. Anche Roma, nella versione anche perché lo studioso Erato- dove – a seguito di un’opera di I secolo dipende però anche da
più antica dello storico Ellanico stene nel III secolo a.C., fissando conciliazione da lui condotta tra una circostanza di politica inter-
di Mitilene del V secolo a.C., la data della caduta di Troia al latini e troiani – sposa la figlia na: attraverso la figura del figlio
viene fondata dall’eroe troiano 1182 a.C., rende manifesta la del re Latino, Lavinia, e in suo di Enea, Ascanio, noto a Roma
Enea che dà alla città il nome distanza temporale tra Enea e la onore fonda la città di Lavinio. come Iulo, la gens Iulia riven-
di una donna troiana. Questa fondazione di Roma (avvenuta Suo figlio Ascanio fonda Alba dica infatti per sé nobilissime
tradizione, sorta in ambito gre- secondo il calcolo dell’erudito Longa su cui regnano, successi- origini. Secondo questa linea di
co, giunge probabilmente per Varrone nel 754/3 a.C. ). Il pro- vamente, trenta re fino a Numi- discendenza Giulio Cesare e poi
tramite degli Etruschi a Roma blema viene risolto dagli storici tore. A questo punto si inserisce Ottaviano Augusto avrebbero
dove si incontra con la tradizio- romani con la valorizzazione la leggenda di Romolo: Amulio, governato un impero senza pre-
ne locale incentrata sulla figura degli elementi locali – Lavinio fratello minore di Numitore, de- cedenti. E attraverso le leggende
del fondatore eponimo Romolo, e Alba Longa – e una lista dei pone il re e costringe la figlia di di fondazione si chiude il cerchio
cui si affianca il fratello Romo trenta re latini elaborata per la questi, Rea Silvia a farsi vestale tra Enea, Roma e Augusto.

10 ROMA ANTICA
Romolo e Remo neonati Il Ratto delle Sabine
abbandonati alle acque, in un dipinto di
in un affresco da un Sebastiano Ricci, 1696
colombario dell’Esquilino, (Venezia, Palazzo
I secolo d.C. Barbaro Curtis).
(Roma, Museo Nazionale Il “ratto” e la successiva
Romano, Palazzo fusione con le genti sabine
Massimo alle Terme). è uno degli elementi
portanti delle leggende
delle origini di Roma.

Capanne di canne e terra, tombe dai corredi modesti: questo è UNA SOCIETÀ ARISTOCRATICA
ciò che l’archeologia documenta delle origini di Roma. Villaggi L’occupazione del sito dove sarebbe sorta Roma è attestata
sparpagliati sui sette colli, abitati da tribù di contadini e pastori già nel secondo millennio a.C. È tuttavia la progressiva unione
con riti funerari propri e usanze diverse: è quel ci è dato consta- degli abitati originari, agli inizi del primo millennio, a costi-
tare dei primi passi della città eterna. A poco a poco le relazioni tuire il passo iniziale per la formazione della città, che verrà
tra i villaggi dei colli romani, e del Lazio in generale, si intensi- completata solo nel VII secolo per opera dei primi re, cui la
ficano. Si condividono pascoli e vie di comunicazione, circolano tradizione attribuisce alcune imprese di conquista.
prodotti e tecniche, si praticano riti in comune. Le cerimonie Nell’VIII secolo la fusione dei piccoli villaggi latini del
religiose diventano occasioni di incontro, i villaggi si addensano Palatino dà origine a un centro protourbano che inizia a pro-
intorno a centri di culto emergenti. Il prosciugamento degli tendersi verso i colli vicini, congiungendosi in seguito alle
acquitrini causati dalle inondazioni del Tevere permette l’incre- comunità di stirpe sabina che popolano il Quirinale e l’Esqui-
mento dell’agricoltura. Gli abitati ampliano i loro confini: i più lino. Il luogo è propizio, a ridosso del punto in cui il Tevere è
potenti inglobano i più deboli, più comunità si fondono. Alla più facilmente guadabile, grazie all’isola Tiberina, e diventa
fine di questo processo i sette colli sono uniti e la valle ai piedi crocevia tra Etruria e Campania, entroterra e costa tirrenica.
del Palatino si trasforma nel Foro, il centro della vita pubblica I calcoli fatti nel I secolo a.C. da Varrone sono dunque tutto
vicino all’ansa del Tevere, luogo consacrato all’amministrazione sommato coerenti: ipotizzando una media di trentacinque anni
della giustizia e allo svolgimento di mercati e assemblee. di regno per ciascuno dei sette re della tradizione, e contando

I RE LATINI pacifico come Numa seguono


Dei sette re della tradizione, due sovrani guerrieri, Tullo
la critica ritiene leggendario Ostilio e Anco Marzio. Il
proprio (e solo) l’eroe eponimo primo sconfigge Alba Longa,
Romolo. Lo stesso nome deri- la città egemone della lega
va da Roma, e non viceversa. latina, mentre Anco Marzio,
A ognuno degli altri re succe- anche questi sabino, amplia il
duti a Romolo la tradizione, territorio controllato da Ro-
che ne conserva i nomi, ha ma fino alla foce del Tevere,
attribuito la creazione di i- che viene attraversato da un
stituzioni fondamentali dello primo ponte (il Sublicio), e
Stato. Così, se Romolo ha fon- provvede alla creazione del
dato il senato, Numa Pompi- primo porto, con la prima co-
lio, di origine sabina (a ripro- lonia, Ostia. Ciò presuppone
va del contributo che questo la sottomissione di tutte le
gruppo ha recato alla nascita realtà comprese fra Roma e il
di Roma) crea le principali mare prima della dominazio-
istituzioni religiose e riforma ne etrusca: un elemento che
il calendario con la divisione i recenti dati archeologici
in 12 mesi lunari. A un re fanno apparire plausibile.

LA CITTÀ DI ROMOLO 11
LE POPOLAZIONI NELL’VIII SECOLO A.C. dall’VIII secolo sono venute a l’esistenza di una civiltà di
Etruschi
CAMUNI
contatto con i greci, che lungo tipo indoeuropeo precedente
I Magna
N ET Grecia la costa dello Ionio e del basso e diversa dalle civiltà italiche
VE
Fenici
e Cartaginesi Tirreno hanno fondato una di epoca storica, convenzional-
LI GU R I Italici lunga teoria di città. mente detta proto-latina, i cui
Veneti Accanto a queste componenti insediamenti più importanti
PICENI e Iapigi
UMBRI in piena espansione territoriale sono nel Lazio con i Latini e
e culturale vi sono situazioni i Falisci, nella valle del Gari-
LIGURI SABINI più antiche, modificate o ri- gliano con gli Aurunci, meglio
Roma DAUNI dimensionate proprio dall’e- noti come Ausoni, nella Sicilia
M

LATINI
SA N IA spansione degli Italici o dalle orientale con i Siculi e i Sica-
NI PI G
A

TI I
R

Napoli colonie greche. In Toscana, per ni, ridimensionati in seguito


SARDI Taranto
esempio, a nord del Tevere e dall’arrivo dei greci. Nella
T

R
I

R fino all’Arno, vivono gli Etru- parte sudorientale, infine,


E
N U ZI
schi, che nella loro espansione nell’odierna Puglia, si afferma
O
BR

verso sud arriveranno a coin- la civiltà degli Iapigi comune


SICULI volgere Roma. a un gruppo di popolazioni,
Cartagine A nord dell’Arno, nel golfo di Sallentini, Messapi, Peucezi e
Siracusa
Genova e nelle Alpi marittime Dauni provenienti dall’Oriente
vi sono i Liguri. Nella regio- (da Creta, secondo Erodoto).
L’ITALIA cui centri più importanti sono ne intorno al delta padano
PREROMANA Gubbio, Spello, Todi e Spole- abitano i Veneti, popolazione
Quando nell’VIII secolo a.C. to; tra l’Appennino e l’Adriati- indoeuropea, la cui civiltà di
viene fondata Roma, nella co appaiono stanziati i Picenti, agricoltori e pescatori si evolve
fascia appenninica, nell’Italia i Petruzzi e al centro i Vestini; fino alla dominazione romana;
centro-orientale e a occidente, intorno al massiccio del Gran più a sud, a Novilara, vicino
fino ai confini del Lazio e anco- Sasso i Peligni, i Marrucini e a Pesaro documenti epigrafici
ra più giù fino alla Campania i Marsi; sul versante tirrenico e archeologici attestano la
vi è un gruppo di popolazioni dell’Appennino, quelle po- persistenza – nel VI e nel
unite da un fondo culturale polazioni che maggiormente V secolo e in piena a-
comune ma divise nelle loro interagiranno con Roma: i rea di popolazioni
sedi storiche, e con proprie Sabini (caratterizzati da una italiche – di una
peculiari direttrici di sviluppo: propria individualità culturale civiltà anteriore
gli Italici. anche dopo la sottomissione a di matrice non
Una classificazione linguistica Roma), gli Equi, gli Ernici e i indoeuropea. Lungo la
consente di distinguerli – con Volsci (che contendono a Ro- costa tirrenica, dal Lazio alla
una certa approssimazione – ma l’egemonia sul Lazio). gui-
Sicilia documenti lingui-
in due gruppi principali, quel- Dalle regioni centrali dell’A- gici hanno
stici e archeologici h nno
lo osco a sud (cui appartengono bruzzo si diffonde con succes- dividua
permesso di individuare
i Sanniti), e quello umbro sivi movimenti verso sud la
a nord (all’interno del quale, popolazione dei Sanniti, con
per esempio, ci sono i Volsci i quali Roma combatterà tre
e i Sabini). guerre nel corso del IV secolo
Secondo la tradizione l’espan- per la conquista dell’Italia. Bronzetto sannita
sione degli Italici avrebbe ini- Infine più a sud si trovano i che raffigura Ercole,
zio, in varie direzioni, a partire Lucani in Lucania e i Bruzii in rinvenuto nella necropoli
di Alfedena, II secolo a.C.
dall’altopiano reatino. Così Calabria. Queste ultime popo- (Chieti, Museo Archeologico
ritroviamo a nord gli Umbri i lazioni italiche, già a partire Nazionale d’Abruzzo).

12 ROMA ANTICA
Pannello dell’Ara Pacis
che rappresenta la Pace,
13 a.C. (Roma, Museo
dell’Ara Pacis).
Secondo alcuni studiosi
si tratta di un’allegoria
che raffigura la Terra
mentre nutre Romolo
e Remo.

a ritroso dal 509 a.C., prima data documentata della storia e autonomamente organizzano la difesa del loro territorio.
romana (istituzione della repubblica), l’erudito giunge a fissare I meno fortunati, i diseredati, gli stranieri possono sperare
la fondazione della città nel fatidico 753 a.C. di acquisire un riconoscimento nella società solo divenendo
All’interno dei villaggi primitivi non dovevano sussistere “clienti” di un membro delle gentes: in cambio della protezione
grosse differenziazioni sociali: del potere sovrano è probabil- e dell’aiuto economico indispensabili, combattono per il loro
mente depositaria l’assemblea di tutti gli uomini atti alle armi, “patrono” nell’esercito gentilizio, lo sostengono politicamen-
forse gli anziani svolgono un più effettivo ruolo di guida, forse te, ne lavorano la terra. L’ordinamento sociale trova dunque
talvolta è presente anche un capo, magari in caso di guerra. il suo fondamento nei legami di sangue, ed è estremamente
Col tempo, tuttavia, lo sviluppo economico e il conseguen- chiuso: a ciascuno è assegnato un ruolo ben definito al quale
te diffondersi di una certa ricchezza determinano l’emergere è difficile sottrarsi.
di aristocrazie dominanti. Sono le gentes, gruppi di familiae Entrare a far parte di una gens per chi ne sia estraneo, o
che si identificano in un antenato comune, sono cementate uscirne per chi ne faccia parte costituiscono avvenimenti stra-
da comuni interessi, praticano gli stessi culti e riti, fissano ordinari, da ufficializzare con apposite cerimonie (adrogatio e
autonomamente le norme vincolanti per i loro componenti detestatio sacrorum).

LA CITTÀ DI ROMOLO 13
Cippo che riporta una
delle più antiche iscrizioni
in latino arcaico,
VI secolo a.C. (Roma,
Museo Nazionale).
Proveniente dal Lapis
niger del Foro Romano,
è stato tradizionalmente
identificato come un monito
a non violare la mitica
tomba di Romolo.

L’EMERGERE DELLA MONARCHIA za stessa della città; una delle loro preoccupazioni più grandi
Dall’VIII secolo, l’evoluzione dei villaggi in una struttu- consiste nel mantenimento della pax deorum, il “favore degli
ra cittadina impone l’affermazione di un potere unitario. La dei”, attraverso atti rituali adeguati.
città-stato Roma nasce con le sembianze di una monarchia; la È al rex che viene attribuito questo compito essenziale,
storia dell’età monarchica è la storia della formazione – e del che ne costituisce anche la principale ragion d’essere; ogni sua
progressivo e talvolta incerto imporsi sul mondo delle gentes – azione di governo è ispirata da questa funzione quasi magica di
di vere e proprie istituzioni statali, che col tempo diventano mediatore tra gli uomini e gli dei. Prima di adottare qualsiasi
sempre più forti e accentrate. decisione attinente la vita della comunità, il re interroga sem-
Gens, familia e clientela non smetteranno mai di svolgere pre la volontà degli dei “prendendo gli auspici”, indagando
un ruolo all’interno della società romana; subiranno anzi una cioè i presagi nascosti nel volo degli uccelli, per esempio, o
continua evoluzione, la cui durata sarà lunga quanto l’esisten- nelle viscere di animali immolati.
za della città stessa. Ma la loro capacità di regolare la vita col- Altra sua prerogativa è individuare in quali giorni del
lettiva viene progressivamente assorbita dai nascenti organi mese venturo gli dei gradiscono che vengano convocate le
dello stato: re, senato e assemblea cittadina. assemblee e sia amministrata la giustizia; il re deve a questo
Questi tre elementi affondano le radici nell’organizzazio- proposito stabilire il calendario, indicando i giorni “fasti” e
ne delle tribù primitive; tutti e tre costituiscono la base dei quelli “nefasti”. Il potere del sovrano è amplissimo, benché
tratti significativi e della futura evoluzione della costituzione limitato di fatto dallo spazio che di volta in volta riescono
romana. ancora a ritagliarsi le gentes. Il suo imperium, il suo “potere”,
è comunque assoluto, sia in merito alle questioni civili che
UN RE GUERRIERO E SACERDOTE in campo militare: i Romani infatti non concepiscono, di-
Elemento peculiare della monarchia a Roma è la sua natura versamente da come facciamo noi, una separazione tra le due
sacrale. Gli antichi Romani hanno il terrore che le divinità si sfere. Il sovrano è dunque il comandante dell’esercito, il giu-
rivoltino loro contro, mettendo a rischio la fortuna o l’esisten- dice supremo, l’amministratore, il legislatore, coadiuvato in

I SETTE COLLI vediamo la statua di bronzo incontro e di mercato: il Foro. sorta sui colli romani. Non ci
L’occupazione stabile del di un toro... inizia il solco Il terzo colle probabilmente sono dati archeologici certi
territorio di Roma inizia con che delimita la città, tanto da è l’Esquilino. Sul Palatino le che indichino un’occupazione
l’età del ferro (IX secolo a.C.) girare attorno a una grande più antiche tombe sono a inci- del Campidoglio anteriore
sul colle Palatino, dinanzi al ara di Ercole; da lì a inter- nerazione, come sul Quirinale; al VI secolo a.C.; per il Celio
tempio della Magna Mater valli regolari cippi di pietra a esse si mescolano più tardi possiamo supporre un’occu-
e sotto la Domus Flavia. Se- lungo le pendici del Palatino quelle a inumazione. Sull’E- pazione altrettanto antica: la
condo la tradizione letteraria fino all’altare di Conso, poi squilino invece c’è una preva- lista dei trenta popoli della
(Livio I.6,4) qui Romolo alle Curie Antiche [Curiae lenza del rito dell’inumazione: Lega albana, citata da Plinio,
traccia con l’aratro il solco Veteres], infine al sacello dei il suo diffondersi in aree prima registra la situazione prima
della Roma Quadrata. Anche Lari». Ai Latini che abitano il legate al rito dell’incinerazio- della fusione dei villaggi sui
per Tacito (Annales XII 24) Palatino si aggiungono i Sabi- ne mostra la complessità degli colli romani, e ricorda fra gli
«dal mercato dei buoi [il Foro ni del Quirinale e la valle tra influssi culturali fin dall’o- altri i Querquetulani cioè gli
Boario] dunque dove noi oggi i due colli diviene il luogo di rigine stessa della comunità abitanti del Celio.

14 ROMA ANTICA
Un modello che riproduce occupato dalle popolazioni
alcune capanne sul colle che daranno vita
Palatino come dovevano alla vicenda di Roma:
apparire attorno qui Romolo traccia
all’VIII secolo a.C. nella leggenda la Roma
La tradizione e i dati Quadrata e qui sono
archeologici concordano stati ritrovati resti
nell’indicare il Palatino di capanne dell’età
come il primo colle a essere del ferro.

CITTADINI E SOLDATI
La vita dei primi abitanti di Roma è dominata da un’altra
paura: soccombere di fronte a un popolo esterno, in un’età
in cui aggressioni, fusioni, nascita e scomparsa di comunità
sono fenomeni pressoché all’ordine del giorno. Basilare pre-
occupazione è dunque la difesa, cioè la guerra. Ogni cittadino
è un potenziale soldato: anche in questo caso i Romani non
fanno molta distinzione tra funzioni civili e militari. Par-
tecipare alle decisioni collettive e combattere in difesa del
bene comune sono un unico e inscindibile privilegio-dovere
del cittadino. La distribuzione della popolazione in trenta
“curie” e tre “tribù” (gli enigmatici nomi di queste ultime,
Tities, Ramnes e Luceres, hanno dato origine a un’infinità
talune funzioni da magistrati ausiliari, sempre consigliato e di interpretazioni) è dunque in primo luogo funzionale al
sostenuto dal senato. reclutamento: 3000 fanti e 300 cavalieri formano il primo
Quest’ultimo, derivante dal consiglio degli anziani dei vil- esercito noto della storia di Roma.
laggi primitivi (la parola senatus deriva da senes, “vecchio”), e Di fronte all’assemblea di tutte le curie, i “comizi curiati”,
almeno al principio dell’età monarchica composto dai patres si effettuano inoltre tutti gli atti rilevanti per la comunità:
più autorevoli delle più autorevoli gentes, senza dubbio quelli la proclamazione di un nuovo re, la presentazione di nuovi
graditi al re, trova la sua funzione fondamentale nell’elezione magistrati, l’enunciazione del calendario all’inizio del mese,
del re stesso. Durante l’interregnum – alla morte di un re – un la proclamazione della guerra e della pace, la comunicazione
collegio di senatori assume il potere gestendolo collettiva- di nuove leggi, alcune cerimonie delle gentes di interesse col-
mente finché non viene partorito il nome del successore. lettivo.

LE MURA SERVIANE
Con l’annessione del Viminale sono otto. È probabile invece I sette colli di Roma.
Le mura della città
e dell’Aventino si completa che il termine indichi i saepti repubblicana vengono
il quadro dei sette colli. montes cioè le cime divise da costruite dopo l’episodio
All’inizio è da supporre palizzate prima della loro u- dell’incendio gallico, verso
il 378 a.C. In seguito
un’unione graduale di tipo nificazione. Tale cerimonia si esse sono rimaneggiate con
federativo fra le comunità: comprende solo nel quadro di l’aggiunta degli archi,
all’epoca delle guerre
un calendario romano di età un’originaria divisione degli civili (I secolo a.C.).
monarchica riporta l’antica ce- insediamenti sui colli romani,
rimonia del Septimontium, che uniti da vincoli di tipo fede-
interessa le tre cime del Palati- rale, ma ancora non unificati
no, le tre dell’Esquilino, il Ce- in città: mancano ancora nella
lio e la Subura. Varrone spiega cerimonia del Septimontium il
l’etimologia con septem montes, Quirinale, abitato dai Sabini,
ma in realtà le cime della festa e il Campidoglio.

LA CITTÀ DI ROMOLO 15
IL CONTATTO CON GLI ETRUSCHI nelle città preesistenti, e loro condottieri impongono la pro-
Gli autori antichi ci hanno trasmesso una lista di sette pria signoria anche a Roma.
re, anzi di otto se contiamo anche Tito Tazio che, secondo il Per la città latina è un cambiamento radicale. La presenza
racconto tradizionale, Romolo avrebbe associato al trono in straniera costituisce il primo contatto significativo con una
seguito a una serie di guerre contro i Sabini e all’accordo che civiltà più evoluta, la cui influenza sulla cultura romana du-
ne sarebbe emerso. A ciascuno di questi re, nel tentativo di rerà per più di un aspetto molto a lungo (per esempio la pra-
attribuire paternità certa a un assetto istituzionale formatosi tica religiosa della divinazione, importata dall’Etruria, verrà
gradatamente nel corso dei secoli, le fonti attribuiscono ini- praticata a Roma ancora nel tardo impero). L’inserimento
ziative originali in settori specifici. Sempre secondo le fonti, nell’universo etrusco significa inoltre una più ampia apertura
a quattro re latini – Romolo, Numa Pompilio, Tullio Ostilio verso quel contesto italico, nel quale gli Etruschi sono già da
e Anco Marzio – sarebbero succeduti tre re di origine etrusca. tempo profondamente inseriti e del quale costituiscono uno
Nel VI secolo gli Etruschi iniziano a espandersi sia verso degli elementi dominanti. I primi re hanno creato Roma, ma
nord che verso sud: durante il VI e V secolo istituiscono il i re etruschi la rendono più ricca, più grande e più potente.
loro dominio in Campania; nel V e IV nella valle del Po. È in Tarquinio Prisco, Servio Tullio e Tarquinio il Superbo si ri-
quest’ambito che si colloca la presenza di re etruschi a Roma, velano capi ben più autoritari dei loro predecessori; il loro di-
durata all’incirca per un secolo. Il Lazio non viene propria- namismo in campo economico, militare, istituzionale rafforza
mente conquistato e sottomesso, né sottoposto a “colonizza- il prestigio dell’autorità monarchica, dando il colpo di grazia
zione” (cioè a fondazione di colonie); gli Etruschi si insediano al potere gentilizio.

16 ROMA ANTICA
GLI ETRUSCHI etrusco è la Toscana: qui con V secolo da magistrati annuali LA CIVILTÀ ETRUSCA
Il problema delle origini etru- lo sviluppo della metallurgia chiamati zilath corrispondenti Nucleo originario
degli Etruschi
sche è stato a lungo dibattuto. giungono a sfruttare le ric- ai pretori latini. Le città etru- Espansione massima
(V sec.a.C.)
Il fondatore della “questione” è chezze minerarie della regione sche spesso in lotta tra loro non
Dionigi di Alicarnasso, storico (ferro, piombo argentifero, si danno mai un’organizzazione Po Po
M
greco di età augustea che dedica rame), mentre le tecniche di unitaria. Nel VI secolo le dodici

A
Ravenna

R
all’argomento cinque capitoli irrigazione e le opere di cana- città maggiori si riuniscono in

A
Fiesole

D
RI
delle sue Antichità Romane, lizzazione creano i presupposti una federazione che ha un san- Arno

AT
Arezzo
dichiarandosi favorevole all’i- per un’agricoltura razionale. tuario comune a Volsinii.

IC
Volterra Perugia

O
potesi che si tratti di un popolo Gli echi della tradizione e le L’elemento dominante è il lati- Chiusi

Tev
autoctono il cui nome sarebbe testimonianze archeologiche fondo, base del potere politico

ere
Tarquinia

M
Rasenna. Sulla base della tra- concordano nell’indicare il di una classe privilegiata chiu- Roma
R

A
TI
dizione letteraria, dei confronti periodo che va dal IX secolo sa, su base gentilizia, mentre RR
EN Napoli
linguistici e dell’interpreta- al principio del V come l’età una massa di servi è impiegata O

zione dei dati archeologici, in cui l’Etruria raggiunge il nei lavori e nelle miniere; tra la
nell’ultimo secolo sono state più alto grado di prosperità. condizione di schiavi e quella
formulate varie teorie relative I centri etruschi raggiungono di liberi è nota l’esistenza di pubbliche e monumenti. La
all’origine degli Etruschi. Esse una notevole espansione poli- una classe intermedia posta zona del Velabro è drenata e
possono riportarsi a tre sistemi: tica, commerciale e culturale sotto la giurisdizione di uno bonificata grazie a un sistema
la tesi più nota è quella dell’o- gareggiando con i Fenici e con speciale zilath. Gli Etruschi fognario che confluisce in un
rigine orientale; la seconda ipo- i Greci nel controllo del Medi- credono nell’aldilà: di qui la canale sotterraneo, la Cloaca
tizza una provenienza da nord; terraneo. tendenza a immaginare il se- Massima. Alla corte di Tarqui-
la terza tenta di aderire in modo L’ordinamento politico prevede polcro come una casa, a dotarlo nio Prisco è allevato Servio Tul-
meno generico all’opinione di la città come unità autonoma. di arredi e di oggetti cari al lio, designato come successore
Dionigi sull’autoctonia. Ogni singolo centro è governa- defunto, a circondarlo delle sue dallo stesso sovrano. Alla morte
A prescindere dalla provenien- to da lucumoni, magistrati con vesti, dei suoi gioielli, delle sue di Tarquinio, per una congiura
za, la sede storica del popolo poteri monarchici, sostituiti nel armi, di cibi e bevande. ordita dai figli di Anco Marzio,
Le divinità etrusche sono nu- Servio diviene re senza essere
Sarcofago degli Sposi, merose, sostanzialmente paral- eletto dall’assemblea dei padri
dalla necropoli etrusca di lele se non identiche a quelle e prosegue l’opera del prede-
Cerveteri, 510 a.C. circa
(Roma, Museo Nazionale greche. Un aspetto essenziale cessore, con la creazione della
Etrusco di Villa Giulia). della pratica religiosa è la divi- prima cinta muraria (le mura
La cassa destinata a
contenere i resti dei
nazione, ossia l’osservazione dei serviane). La tradizione assegna
defunti è scolpita a forma segni divini nel cielo o nelle in- a Servio il ruolo di riformatore:
di letto su cui l’uomo teriora delle vittime sacrificate istituisce l’assemblea dei comi-
e la sua compagna sono
adagiati nella posa ad opera degli aruspici. Cono- zi centuriati e sostituisce le tre
di chi sta banchettando. sciamo la società etrusca, oltre tribù attribuite a Romolo con
che dai monumenti (soprat- quattro tribù territoriali. L’av-
Lamine d’oro scritte tutto tombe) e dalla tradizione vento dell’ultimo re etrusco,
in fenicio e in etrusco letteraria anche da circa seimila Tarquinio il Superbo, è segnato
rinvenute nella colonia iscrizioni. La lingua, non indo- dall’uccisione di Servio. Il suo
etrusca di Pyrgi sulla
fascia costiera tirrenica, europea, non si comprende del dispotismo, oltre a conferirgli
III secolo a.C. (Roma, tutto, anche se di molti termini l’appellativo di Superbo, gli
Museo Nazionale Etrusco
di Villa Giulia).
è noto il significato. attira l’odio del popolo, che
Costituiscono il primo Circa i sovrani etruschi, a Tar- culmina nella cacciata del re
documento relativo quinio Prisco, che proviene e della sua famiglia in seguito
alla storia etrusca
contemporaneo ai fatti dalla potente città di Tarqui- all’oltraggio recato da un figlio
narrati. nia, vengono attribuite opere di Tarquinio a una matrona.

LA CITTÀ DI ROMOLO 17
I COMIZI inoltre, dato che esse votano zione dei magistrati maggiori, la forma di assemblea popolare
La popolazione romana è or- per prime, diventa spesso inu- forniti di potere militare e completa, rappresentativa
ganizzata in tre tipi di comizi, tile interpellare le altre centu- civile, l’imperium, la votazione di tutti i cittadini divisi nelle
creati in momenti diversi del rie. Le centurie sono distinte in delle leggi, la decisione sullo 35 tribù territoriali (4 urbane
periodo arcaico, ma che hanno due fasce di età, iuniores, fino ai stato di guerra o di pace, la e 31 rustiche).
uno sviluppo parallelo, con at- 45 anni, e seniores, dai 46 ai 60, ratifica delle condanne che im- Riuniti nel Foro, sotto la presi-
tribuzioni diversificate. che ricoprono funzioni militari plichino la perdita dei diritti denza di un tribuno della plebe
I comizi curiati risalgono diverse. Per la loro natura di civili. o di un magistrato maggiore,
all’età regia, costituiscono la assemblea di cittadini-soldati, I comizi tributi hanno un’o- i comizi tributi si esprimono,
forma più antica di adunanza, assemblea armata dunque, rigine democratica, in quanto con un unico voto per tribù,
composta dai soli membri i comizi centuriati si riunisco- nascono come ordinamento riguardo alle questioni costitu-
delle genti patrizie, divisi no nel Campo Marzio, fuori della plebe che si riunisce per zionali e giudiziarie, e in caso
in 30 curie, 10 per ognuna del pomerio, il confine urbano tribù, sulla base del luogo di di condanna di un cittadino al-
delle tre tribù gentilizie. all’interno del quale è rigorosa- residenza e non su base censi- la pena capitale. Alle loro deci-
In età repubblicana essi perdo- mente proibito portare le armi. taria. Presieduti da magistrati sioni (plebiscita) è riconosciuto
no il loro carattere consultivo, Rispetto all’assemblea greca, plebei, in origine essi prendo- il valore di leggi.
limitandosi a funzioni di tipo i comizi centuriati non han- no decisioni di contenuto ever- In età imperiale le prerogative
sacrale o ad atti formali, come no possibilità di iniziativa sivo, antioligarchico, ma dopo dei comizi si riducono progres-
il conferimento dell’imperium politica, dato che la facoltà la promulgazione delle leggi sivamente: già con Augusto
ai magistrati eletti. di presentare o discutere una Licinie-Sestie perdono la carat- i comizi si limitano a ratificare
Tutti i cittadini maschi, a par- proposta di legge è riservata ai teristica di contestazione dei le proposte del principe riguar-
tire dai 17 anni, organizzati in magistrati. A loro spetta l’ele- comizi centuriati, pur restando do ai candidati.
centurie come soldati, formano
i comizi centuriati. Sulla base
di una riforma attribuita a Ser-
vio Tullio il popolo romano è
diviso in 5 classi a seconda del-
la proprietà e della ricchezza;
ognuna delle quali è ripartita
in centurie (ciascuna di queste
deve fornire 100 soldati);
i più ricchi sono distribuiti
in un numero maggiore di cen-
turie, per poter contare di più
politicamente e compensare il
maggior onere militare.
La prima classe, la più ricca,
comprende 98 centurie (80
di fanti e 18 di cavalieri), la
seconda, la terza e la quarta 20
ciascuna, la quinta 30. I nulla-
tenenti sono raggruppati in 5
centurie, al di sotto delle clas-
si, non combattenti. È chiaro
come le centurie della prima
classe ottengano da sole la
maggioranza nell’ambito delle
193 centurie complessive;

18 ROMA ANTICA
Foro Romano con l’Arco L’Apollo di Veio, fine
di Settimio Severo. del VI secolo a.C. (Roma,
L’area di più arcaica Museo Nazionale Etrusco
occupazione del Foro, di Villa Giulia).
fra la Curia e le pendici La scultura faceva parte
del Campidoglio, prende di un gruppo di statue
il nome di comitium: in terracotta dipinta che
qui hanno luogo decoravano un tempio
le assemblee cittadine. nella città tra le maggiori
antagoniste di Roma.

Nel VI secolo Roma diviene una città organizzata secondo le


conoscenze urbanistiche etrusche: viene pavimentata la valle del
Foro, già centro della vita cittadina; case in pietra e tegole sosti-
tuiscono le vecchie capanne; si costruiscono templi, fra cui quello
di Giove sul Campidoglio (la fondazione; sarà poi proseguito dai
successori e terminato in età repubblicana). Tarquinio Prisco è
anche responsabile dell’estensione del territorio statale al di là
dell’Aniene, mentre Tarquinio il Superbo conduce al culmine la
politica espansionistica inaugurata dalla Roma etrusca ottenendo
il controllo di alcune comunità limitrofe. Si apre un’età di crescita
economica e di benessere: si incrementano i commerci e l’arti-
gianato; l’agricoltura si evolve con l’affermarsi della proprietà
privata della terra a fianco della proprietà comune gentilizia. La
città si popola di nuovi abitanti. Commercianti stranieri pren-
dono a frequentarla in maggior numero; maestranze etrusche
lavorano alle opere commissionate dai re, le quali attirano forza
lavoro anche tra i poveri e nullafacenti delle regioni circostanti;
le conquiste stesse incrementano la popolazione. Già nella prima
età regia Roma è stata meta di immigrati; ora la presenza di
nuovi potenziali cittadini diventa un fenomeno di vasta portata.
Individui estranei all’originario mondo delle gentes affluiscono in
città, vi fanno fortuna, vi conquistano prestigio e potere. E nuovi
potenziali cittadini vuol dire anche nuovi potenziali soldati.

LA RIFORMA DI SERVIO TULLIO


Già in altre comunità italiche, da vari decenni, l’incre- tendo a tutti i nuovi abitanti di far parte a pieno titolo della
mento e la diffusione delle ricchezze personali hanno favorito cittadinanza romana. Ai fini della leva e della riscossione dei
l’adozione di un nuovo modo di combattere, la “tattica opliti- tributi, commisurati al patrimonio dei singoli, Servio Tullio
ca”: a differenza della strategia tipica dei regimi aristocratici, crea nuove ripartizioni amministrative: le tribù territoriali, delle
basata sul valore individuale dei capi, tutti coloro che hanno i quali fanno parte anche i territori di recente acquisizione. I nul-
mezzi sufficienti per procurarsi corazza, scudo, lancia e spada latenenti sono distribuiti in base al domicilio in quattro tribù
diventano opliti (letteralmente “armati”) e combattono uno “urbane”; in altre tribù dette “rustiche” vengono inquadrati
di fianco all’altro in falange serrata. quanti possiedono proprietà fondiarie in base alla locazione del
Sembra che già Tarquinio Prisco allarghi il numero dei com- loro fondo. Servio aumenta inoltre gli effettivi dell’esercito a
ponenti del senato a favore di elementi dei nuovi ceti emergenti, 6000 fanti, e stabilisce che chi ha un censo sufficiente per ar-
dando loro la possibilità di svolgere un effettivo ruolo di go- marsi da oplita debba servire nell’esercito ordinato in centurie,
verno. Servio Tullio si spinge oltre sulla via delle riforme. Egli cioè in contingenti di cento uomini: essi costituiscono la classis
sostituisce le curie e le tribù originarie con nuovi strumenti di (da calare, “chiamare alle armi”), e fanno parte della legione
inquadramento militare e politico della popolazione, permet- oplitica (gli esclusi sono detti infra classem).

LA CITTÀ DI ROMOLO 19
PORSENNA In cambio del ritiro del pre- biliscono, in una località loro di Chiusi. Secondo un’ipotesi
Secondo il racconto di Livio, sidio etrusco sul Gianicolo assegnata, cui viene dato che trova sempre più credito
i Tarquini cacciati da Roma ri- i Romani consegnano degli il nome di Vico Etrusco. sarebbe anzi Porsenna l’artefi-
escono a persuadere il sovrano ostaggi. Porsenna invia quindi La storia della guerra con Por- ce della cacciata del re.
di Chiusi, Porsenna, il figlio Arrunte contro la città senna è sostanzialmente degna La battaglia di Aricia potreb-
a «non lasciare impunita latina di Aricia. Ma i soccorsi di fede. È però improbabile be essere giustificata con il
la nascente usanza di cacciare inviati dai Latini e da Cuma che il re di Chiusi abbia scate- ricorso dello stesso Tarquinio
i re» e a riportare a Roma la costituiscono un fattore deter- nato il conflitto contro Roma all’aiuto delle città latine e
monarchia. Porsenna cinge minante per la vittoria sugli per rimettere sul trono il re del tiranno greco di Cuma,
d’assedio la città ma, impres- Etruschi. Tarquinio il Superbo; Porsenna Aristodemo. In ogni caso la
sionato dagli atti d’eroismo I pochi Etruschi superstiti avrebbe semmai cercato di ap- vittoria di Aricia segna il tra-
dei Romani, intavola trattative trovano poco dopo ospitalità a profittare del vuoto di potere monto di Chiusi, ma non
di pace con Roma. Roma e alcuni di essi vi si sta- per portare Roma nell’orbita il ritorno dei Tarquini.
Muzio Scevola davanti Il colossale Guerriero
a Porsenna in un dipinto di di Capestrano,
Peter Paul Rubens e Anthonis capolavoro di arte picena
Van Dyck, 1618-1620 circa del VII secolo a.C.
(Budapest, Szépmüvészeti (Chieti, Museo
Múzeum). Secondo il mito, Archeologico Nazionale
l’atto stoico di mutilare d’Abruzzo).
la mano che non aveva saputo
uccidere il re di Chiusi convinse
il sovrano etrusco a cessare
i combattimenti contro Roma.

VERSO LA REPUBBLICA Aricia, liberando definitivamente Roma


Le vecchie curie e i comizi curiati non vengono soppressi, dal pericolo di un nuovo dominio etrusco.
ma le loro funzioni sono limitate al compimento di pochi atti La data documentata dalla versione comu-
solenni legati alla sfera religiosa delle gentes; i nuovi “comizi ne per questi avvenimenti è il 509 a. C.
centuriati”, l’assemblea dei soldati nata dall’ordinamento in Il nuovo assetto istituzionale prevede
centurie, ne assorbiranno tutte le altre funzioni. Se prima sono una separazione netta tra funzioni religio-
stati i gentiles a prevalere, ora i meccanismi di voto garantisco- se e funzioni civili-militari, prima unite
no la preminenza dei più ricchi. nelle mani del re. Le prime rimangono al
Le riforme dei re etruschi sanciscono dunque la fine dei rex stesso, denominato da ora in avanti
legami di sangue quale valore fondante della struttura socia- rex sacrorum, il quale troverà collocazione
le, a vantaggio di un nuovo valore: la ricchezza basata sulla nella repubblica quale sacerdote di gra-
proprietà fondiaria. Da ora in poi sarà questo il criterio di sele- do più elevato (in seguito tale dignità
zione della classe dirigente, un criterio più flessibile rispetto a passerà al pontifex maximus, il capo del
quello della prima età monarchica, che permetterà di volta in collegio sacerdotale dei pontefici).
volta l’insediamento ai vertici del potere dei ricchi provenienti L’esercizio dell’imperium civile-mi-
dai territori via via conquistati. litare è invece assegnato a due persone contemporaneamente,
Alla fine del VI secolo a.C. un colpo di stato detronizza in modo che il potere dell’uno costituisca un freno a quello
Tarquinio il Superbo, creando lo spazio per un nuovo assetto dell’altro: la potestà regia viene dunque ora gestita collegial-
istituzionale. L’assolutismo dell’ultimo re, spinto a livelli inu- mente da due magistrati, detti consules, dotati di pari poteri,
sitati, risulta intollerabile sia alla vecchia aristocrazia gentili- analogamente a quanto accade presso altre popolazioni ita-
zia che per i nuovi ceti emergenti. Intanto Porsenna, il signore liche. Il nome di Tarquinio il Superbo diverrà sinonimo di
di Chiusi, una delle città etrusche più potenti del momento, si tiranno. I Romani conserveranno una ripugnanza viscerale
volge contro Roma, la cinge d’assedio e la costringe alla resa. verso l’istituto monarchico, manifestando sempre un profon-
Una coalizione di città latine, con l’aiuto del tiranno greco di do disprezzo verso tutti i popoli retti da re incontrati nel corso
Cuma, Aristodemo, sconfigge in poco tempo l’aggressore ad della loro storia.

LA CITTÀ DI ROMOLO DAL 754 A.C. AL 509 A.C.


754-753 a.C. Secondo l’erudito Varrone questa è la data 612 a.C. I Babilonesi distruggono la città di Ninive.
di fondazione di Roma calcaolta ipotizzando 586 a.C. Nabucodonosor II distrugge Gerusalemme.
un regno di 35 anni per ciascuno dei sette re 563 a.C. Nasce Siddhartha Gotama, detto
della tradizione, e risalendo a ritroso rispetto successivamente Buddha.
al 509 a.C. 560 a.C. Ad Atene muore Solone.
736 a.C. I Greci fondano la colonia siciliana di Siracusa. 550 a.C. Sotto il predominio di Sparta si costituisce
706 a.C. I Greci fondano Taranto. la Lega Peloponnesiaca.
680 a.C. I Greci della Ionia inventano la moneta coniata. 546 a.C. Muore Talete di Mileto, fondatore della più antica
668 a.C. Il re assiro Assurbanipal sale al trono e porta scuola filosofica greca.
il paese al suo apogeo. 509 a.C. Dopo la cacciata di Tarquinio il Superbo
VI secolo a.C. Espansione etrusca verso l’Italia settentrionale e la sconfitta di Porsenna, a Roma viene istituita
e meridionale. In quest’ambito si colloca la la repubblica: è la prima data certa della storia
presenza etrusca a Roma, durata circa un secolo. romana.

LA CITTÀ DI ROMOLO 21
La repubblica
fragile
Nelle pagine precedenti, Sotto, Marte e Rea Silvia Duello fra guerrieri greci
Bruto capitolino, in un dipinto di affrescato in una tomba
bronzo di scuola Peter Paul Rubens, del IV secolo a.C.
etrusca della fine del 1616-1617 (Vienna, (Paestum, Museo
IV secolo a.C. (Roma, Museo Liechtenstein). Archeologico Nazionale).
Musei Capitolini). La vestale, sedotta dal dio La cultura greca influenzò
Secondo la tradizione, della guerra, partorirà in maniera determinante
Lucio Giunio Bruto i gemelli Romolo e Remo. tutto il mondo romano.
è il fondatore della
repubblica e il primo
console nel 509 a.C.

Nel 494 a.C. un gruppo di cittadini romani, chiamati “ple- nel Lazio. Nel 493 il console Spurio Cassio firma con esse un
bei” dagli autori antichi, si ritira sull’Aventino rifiutandosi di trattato, il foedus Cassianum, con cui Roma aderisce alla lega
partecipare alle attività dello stato e organizzandosi in comu- latina: le comunità che ne fanno parte diventano alleate e garan-
nità autonoma in contrapposizione ai “patrizi” che hanno mo- tiscono l’una ai cittadini dell’altra la possibilità di commerciare
nopolizzato il potere. La mediazione di Menenio Agrippa fa e di sposarsi al proprio interno (ius commercii e conubium), nonché
desistere i plebei, ma la secessione sull’Aventino innesca la lotta di trasferirsi e acquisire la cittadinanza locale (ius migrandi).
per ottenere diritti uguali ai patrizi, la possibilità di partecipare Nella neonata repubblica il conflitto tra patrizi e plebei innesca
alla vita politica, condizioni di vita migliori. Alcuni anni pri- un processo riformatore che darà forma alle istituzioni repub-
ma, l’esercito di Roma ha sconfitto presso Frascati alcune città blicane. La guerra con i latini dà invece inizio alle ostilità che
latine che si erano opposte all’incipiente preminenza romana condurranno Roma alla conquista del Lazio e dell’Italia.

24 ROMA ANTICA
GLI EROI co scagliato contro Roma dal il permesso di introdursi nel di nominare un dittatore, per
DELLE ORIGINI tiranno di Chiusi, Porsenna. campo etrusco per uccidere il risolvere la situazione. La scelta
A differenza dei greci – il cui L’esercito etrusco, occupato il re, il giovane Muzio, una volta cade su Cincinnato, uomo mo-
patrimonio mitologico è co- Gianicolo, sulla riva sinistra del nell’accampamento nemico, rigerato e dedito alla modesta
stituito da una serie di cicli Tevere, avanza verso Roma: il uccide uno scrivano scambian- vita dei campi. Gli ambascia-
leggendari sulle azioni gloriose ponte Sublicio infatti permette dolo per Porsenna. Quando tori lo trovano mentre sta aran-
di personaggi eroici – il popo- il passaggio in città. Mentre viene arrestato, alla presenza do il suo campo: Cincinnato
lo romano, privo di una vera i Romani, in preda al panico, del re, pone la mano destra, accetta la nomina conferitagli
e propria tradizione mitica, fuggono in disordine, Orazio che ha fallito, su un braciere dal senato, sconfigge gli Equi,
elabora un’idealizzazione degli Coclite (“con un occhio solo”) acceso, resistendo a lungo è onorato con il trionfo; poi
eroi della propria epopea na- fronteggia da solo l’attacco ne- senza neppure un lamento. torna a vita privata a coltivare
zionale. Gli eroi romani non mico ed esorta i suoi a distrug- Porsenna lo fa allontanare dal i suoi campi. Cincinnato sim-
affrontano prove straordinarie gere il Sublicio, unico ponte di fuoco, ma Scevola (“il manci- boleggia il disinteresse per
contro creature mostruose per accesso. Il suo straordinario co- no”), gli dice che a Roma altri il potere e la ricchezza, l’attac-
conquistare la gloria, ma calati raggio e la sua resistenza quasi trecento giovani sono pronti camento ai valori di frugalità
nella storia dimostrano la loro sovraumana stupiscono gli a ucciderlo. La frase riassume e di semplicità contadina.
superiorità nella difesa della Etruschi. Quando il ponte crol- il concetto del valore militare Nel corso della guerra contro
patria. Queste figure assolvono la, Orazio, incolume nonostan- romano, che non è prerogativa Veio, infine, si situa l’episodio
la funzione di modelli etici per te la pioggia di dardi nemici, di un singolo, ma di tutta dei Fabii.
tutti i Romani e conferiscono si getta nel fiume e raggiunge la comunità. Il re etrusco, I trecento membri della nobile
alla storia di Roma un alone a nuoto la riva. I Romani, ammirato da tanto coraggio, gens Fabia, si accollano l’onere
leggendario. Nella galleria dei in segno di riconoscenza, fa liberare il giovane e accetta della guerra contro i Veienti
personaggi eroici romani se ne gli innalzano una statua, le condizioni di pace. e sono massacrati dai nemici
distinguono alcuni, più anti- la prima in onore di un uomo. La vicenda di Cincinnato ha nel corso di una battaglia pres-
chi, che incarnano il paradig- Nel corso dell’assedio di Por- invece come sfondo la guerra so il fiume Cremera. I Romani
ma del sacrificio per la patria. senna si colloca anche l’atto di Roma contro gli Equi. onoreranno il loro sacrificio
La leggenda di Orazio Coclite di valore di Muzio Scevola. I Romani, in difficoltà per le considerando giorno nefasto
è ambientata durante l’attac- Dopo aver ottenuto dal senato incursioni nemiche, decidono quello della strage.

LA REPUBBLICA FRAGILE 25
PATRIZI E PLEBEI È stato giustamente osservato da debiti, che desiderano un si è ridotto a 22 (saranno 14 alla
L’origine della distinzione fra che il conflitto sociale e politico miglioramento economico, e si fine del I secolo). In età repub-
patrizi e plebei è stata oggetto che porta a una trasformazione coalizzano contro i patrizi, loro blicana il patriziato mantiene il
di numerosi studi e ricerche, profonda dell’ordinamento avversario comune. carattere di casta, dato che vi si
tuttavia nessuna proposta è arcaico non avviene fra liberi Nel corso del lungo conflitto può appartenere esclusivamente
apparsa completamente per- e schiavi, ma tra gruppi fra i due ordini, i patrizi vanno per nascita, o per i rari casi di
suasiva e risolutiva. Di fatto fin della cittadinanza incontro a un progressivo adozione. Si ricordano fra le
dall’età regia ha inizio il proces- libera: i plebei indebolimento non solo genti patrizie, i Cornelii, gli E-
so di diversificazione economica benestanti, che politico, ma anche quanti- milii, i Fabi, i Servili, i Postumi
che conduce alla divisione fra i aspirano alla tativo: al momento dell’ap- e i Valeri, i Claudii.
patricii (termine forse derivante partecipazione al provazione delle leggi Lici- Durante il primo triumvira-
da pater, inteso come membro potere, e i plebei nie-Sestie, nel 367, to, un esponente della gente
del senato) e plebei (plebs, dal poveri, spes- il numero delle patrizia dei Claudii, Publio
greco plethos, massa, moltitu- so oberati gentes patrizie Clodio Pulcro, per ottenere il
dine). tribunato della plebe e i poteri
Alle origini della repubblica politici a essa legati, dato che
un insieme ristretto di famiglie i patrizi non possono aspirare
proprietarie di terre, potenti al tribunato, tenta di entrare
e forti, detiene il monopolio nell’ordine plebeo, rinunciando
di cariche sacerdotali e magi- alla propria posizione di nascita
strature. Intorno al V secolo con un atto ufficiale (transitio
a.C. sono note una cinquantina ad plebem). Dopo il fallimento
di gentes patrizie che tendono di questo tentativo si fa adot-
a chiudersi nel loro interno, tare come figlio da un plebeo,
gelose dei propri poteri e privi- rinunciando alla propria gens e
legi. In questa sorta di casta si agli dei degli avi. Questo atto,
distinguono le gentes maiores da la adrogatio, avviene con una ce-
quelle minores, alcune famiglie rimonia pubblica, col consenso
di origine non cittadina immes- di àuguri e pontefice ed è una
se nell’ordine. procedura utilizzata in nume-
Il resto della popolazione costi- rosi altri casi.
tuisce la plebe, esclusa dalla ge- Da circa due secoli del resto,
stione delle cariche pubbliche e le famiglie patrizie e alcune
sottoposta alla dipendenza dei famiglie plebee più potenti
patrizi. La massa dei cittadini hanno dato origine a una nuova
plebei è tuttavia al suo interno aristocrazia, la nobilitas, che
profondamente differenziata, annovera quanti abbiano fra
poiché se è vero che il termine gli antenati un magistrato
plebe ha una accezione dispre- curule. Nella società imperiale
giativa e connota tutti quelli la divisione fra i due ordini
che non fanno parte del gruppo continuerà a esistere, anche se
dominante, è altrettanto vero profondamente modificata. Già
che accanto a proletari, clienti, nell’età tardo repubblicana del
braccianti e piccoli contadini, resto il significato del termine
vi sono – e questo è un fattore plebeo connota il volgo, il po-
molto significativo – alcuni polino urbano, non senza una
grandi proprietari, commer- sfumatura di disprezzo e timo-
cianti e artigiani. re da parte degli storici.

26 ROMA ANTICA
Il patrizio Barberini, Busti di patrizi romani
ritratto di un sulla tomba di Ilario
aristocratico romano Fusco lungo la via Appia
che sorregge i busti degli antica, nei pressi di
antenati, I secolo a.C. Roma, 30 a.C. circa.
(Roma, Musei
Capitolini).

UNA POPOLAZIONE dei magistrati patrizi. L’indefinitezza istituzionale degli inizi


SPACCATA IN DUE della repubblica permette infatti ai consoli, l’unica magistra-
Chi siano i patrizi e plebei di cui hanno scritto gli antichi tura esistente, di esercitare un potere praticamente illimitato,
è una di quelle questioni che probabilmente non troveranno e lascia loro ampio spazio per eventuali soprusi ai danni dei
mai una soluzione concorde. Le teorie proposte dagli studiosi più deboli.
moderni per spiegare la spaccatura della popolazione di Roma Nel 494 a.C., con un solenne giuramento, la comunità
in due gruppi concorrenti sono innumerevoli: chi vi intravede plebea si impegna a difendere i tribuni con ogni mezzo, a ven-
ragioni etniche, chi economiche (un’opposizione tra proprie- dicarne la morte, a farne rispettare i provvedimenti: in virtù
tari terrieri e artigiani), chi sociali (patroni e clienti), chi di di quest’appoggio collettivo i magistrati plebei, benché non
natura militare (cavalieri e fanti). riconosciuti dallo stato patrizio, diventano di fatto inviolabili
Sembra comunque certo che questa spaccatura si sia forma- e capaci di imporre il proprio volere ai consoli impedendone
ta nel corso di un tempo piuttosto lungo, fin dall’età monar- atti e delibere. Nel 493 sull’Aventino viene anche edificato un
chica; agli inizi della repubblica i plebei sono già stati in ogni tempio dedicato a Cerere, Libero e Libera, la triade adorata dai
caso sospinti ai margini della vita politica e dell’ordinamento plebei in contrapposizione a quella patrizia di Giove, Giunone
sociale. e Minerva venerata sul Campidoglio; all’interno del tempio
Nel 494 a.C., dunque, con la secessione, i plebei danno in vengono istituiti un tesoro e un archivio per le delibere plebee,
un certo senso origine a un vero e proprio stato parallelo, con- alla cui gestione sono preposti altri nuovi magistrati, gli edili
corrente rispetto a quello dal quale sono stati di fatto esclusi. (da aedis, “tempio”).
Iniziano a riunirsi in un’assemblea separata, i concilia plebis, e La prima vittoria plebea arriva nel 450 a. C., quando vie-
nominano propri magistrati, i tribuni della plebe, il cui com- ne pubblicato il primo codice scritto di leggi della storia di
pito essenziale è l’auxilium, la difesa dei plebei dall’arbitrio Roma, note col nome di “leggi delle XII tavole” (vedi p. 33).

LA REPUBBLICA FRAGILE 27
IL SACCO
DI BRENNO
Nel IV secolo a.C. Roma subi-
sce un disastro senza preceden-
ti. Nel 390 a.C. le tribù cel-
tiche di Brenno irrompono in
Etruria e assediano Chiusi; gli
abitanti chiedono l’intervento
di Roma. L’ambasceria inviata
dai romani presso gli invasori è
presa come una sfida: se i chiu-
sini hanno chiesto l’aiuto roma-
no, si tratta di una città molto
potente, e allora i Galli desi-
derano il suo territorio; l’anno
successivo i Galli giungono a
dieci miglia da Roma, prima di
essere affrontati sull’Allia, un
affluente del Tevere, dai romani
che, colti alla sprovvista, non
hanno compiuto le consuete
cerimonie sacre (litatio e au-
spicatio). Il disastro del fiume
Allia sarà ricordato dai romani
come il giorno più fosco (dies
ater) della loro storia. Lo schie-
ramento romano è annientato
e solo parte dell’esercito riesce
a salvarsi – secondo il racconto
di Livio – attraversando a nuo-
to il Tevere e a rifugiarsi a Veio.
I Galli hanno libero accesso alla
città. Il racconto di Livio e di
Plutarco riferisce che giovani,
donne e i bambini si chiudono
nell’arce e nel Campidoglio,
mentre parte degli abitanti
fugge nelle città vicine; il realmente accaduti: si raccon- la città. Si narra inoltre che alle messo insieme con contingenti
flamine Quirinale e le vestali ta di una scalata notturna al rimostranze dei romani che si latini e con i romani riparati a
fuggono a Caere portando con Campidoglio sventata grazie lamentavano per l’uso dei pesi Veio, e di aver recuperato l’oro
sé i sacra di Roma, mentre i allo schiamazzo delle oche sacre falsi usati dai Galli, Brenno del riscatto. In realtà i Celti si
più anziani con il pontefice a Giunone; del riscatto della abbia gettato sulla bilancia la ritirano indisturbati nel Piceno
massimo rimangono nel Foro città, trattato dal tribuno Sul- sua spada gridando “Vae victis!” dove si insediano nel territorio
ad aspettare la morte sui loro picio, col pagamento di mille (Guai ai vinti!). Infine, la tra- di Senigallia. Il sacco di Roma
seggi. Il sacco di Roma sarà libbre d’oro messe insieme dizione letteraria attribuisce a rimarrà un episodio isolato
oggetto di leggende popolari, anche con i monili delle donne, Camillo, il vincitore di Veio, il e per questo tanto più eclatan-
molte delle quali formatesi che ottengono in cambio il merito di aver battuto per due te, destinato a ripetersi solo
intorno a un nucleo di fatti diritto di girare in cocchio per volte i Galli con un esercito 800 anni più tardi nel 410 d.C.

28 ROMA ANTICA
Brenno e il suo bottino, Illustrazione che raffigura
dipinto di Paul Joseph il sarcofago di Lucio Cornelio
Jamin, 1893 (Collezione Scipione Barbato, console
privata). nel 298 a.C. L’iscrizione,
Il saccheggio della città aggiunta nel secolo successivo,
di Roma, conseguente alla afferma che Lucio «conquistò
sconfitta sul fiume Allia Tarausia e Cisauna
da parte dei galli Senoni, nel Sannio e invase tutta la
avvenne il 18 luglio 390 Lucania, riportando ostaggi».
a.C., data ricordata come Il sepolcro si trova a Roma,
giorno di lutto per secoli. lungo l’Appia antica.

In seguito a un decennio di insistenti richieste, un de- nome del loro promotore, cioè il magistrato che le sottopone alle
cemvirato, cioè un collegio di dieci legislatori, in un primo assemblee cittadine per l’approvazione).
momento tutti patrizi, ma poi integrati con alcuni membri Un primo provvedimento di tale complesso di riforme
plebei, vi lavora per due anni, nel 451-450. Il risultato, ben- prevede una generale riduzione dei debiti pendenti: lo sta-
ché non molto innovativo dal punto di vista dei contenuti (le to d’indigenza in cui versano molti plebei si è infatti acuito
norme incluse altro non sono che quelle tradizionali, origi- nel tempo a causa delle continue guerre, e l’indebitamento
nate nel mondo delle gentes e tramandate oralmente), toglie è quindi un fenomeno estremamente diffuso. Un secondo
ai magistrati patrizi la possibilità di interpretare e applicare provvedimento pone limiti certi al possesso individuale di
il diritto a proprio piacimento: fissare per iscritto le norme agro pubblico (ager publicus), di quella parte cioè di territorio
consuetudinarie e renderle pubbliche rende ora finalmente conquistato che non sia stato diviso tra i cittadini in proprietà
tutti uguali di fronte alla legge. privata, ma sia stato adibito a uso comune: scopo della legge
è evidentemente quello di garantire tale uso anche ai plebei,
LE RIFORME LICINIE-SESTIE ponendo un freno alla prepotenza patrizia.
Nel 449 a.C. una legge Valeria-Orazia de provocatione (“sul di- Un terzo provvedimento, il più importante, dispone che
ritto d’appello”) conferma il diritto, per chi sia stato condannato per il consolato fossero accettati anche candidati plebei. È
alla pena capitale da un magistrato, di ricorrere prima dell’esecu- questo il passo decisivo: con un certo ritardo, dal 342, ogni
zione della sentenza al giudizio del popolo riunito in assemblea. anno, almeno uno dei due consoli sarà sempre plebeo; l’accesso
Nel 445 la legge Canuleia, proposta dal tribuno Gaio Canuleio, al consolato spalancherà a poco a poco anche le porte delle
rende possibile il conubium, cioè il matrimonio tra patrizi e plebei, altre nascenti magistrature repubblicane, mentre nel 300 una
non riconosciuto giuridicamente valido in precedenza. Sono que- legge Ogulnia apre quelle dei collegi sacerdotali dei pontefici
ste alcune tappe della lenta equiparazione dei plebei ai patrizi sul e degli àuguri.
piano sociale e politico. Tuttavia il momento decisivo dell’ascesa Anche se un’assoluta parità tra i due ordini non sarà mai
plebea è costituito da quel complesso di riforme promosse nel raggiunta, i plebei inizieranno a metter piede in senato e a
367 dai tribuni Gaio Licinio Stolone e Lucio Sestio Laterano, noto condividere con i patrizi la responsabilità di costituire parte
come leggi Licinie-Sestie (le leggi romane portano in genere il integrante della nuova classe dirigente.

MENENIO AGRIPPA se, ma grande è la preoccupazio- singole parti del corpo al predo- Le membra compresero che il
Mentre Roma vive la minaccia ne per il futuro della repubbli- minio del ventre. Le membra di ventre assolveva a un suo com-
delle incursioni degli Equi, i ca, nell’eventualità un corpo umano, convinte che pito e che “non era nutrito più
plebei decidono di intrapren- di una guerra esterna. il ventre godesse, senza sforzo, di quanto non nutrisse resti-
dere la loro prima azione di Viene inviato a trattare un uo- tutti i vantaggi delle loro fati- tuendo a tutte le parti del cor-
rivolta. Si ritirano pertanto sul mo benvoluto dalla plebe, per- che ordirono una congiura con- po, equamente distribuito per
monte Sacro, a qualche miglia ché di origine plebea, Menenio tro di lui. Stabilirono che le ma- le vene, il sangue cui dobbiamo
di distanza dalla città, in un Agrippa. Questi, avvalendosi ni non portassero più il cibo alla la vita e che si forma con la di-
accampamento fortificato, senza della forza della propria elo- bocca, i denti non masticassero gestione del cibo”. Con questo
“essere provocati, e senza pro- quenza, racconta con grande più... La conseguenza fu quella paragone Menenio Agrippa
vocare”. In città, per il timore, semplicità soltanto un apologo di un esaurimento non solo del riesce alla fine a ristabilire la
tutte le attività vengono sospe- che descrive la ribellione delle ventre, ma di tutto il corpo. concordia fra gli ordini.

LA REPUBBLICA FRAGILE 29
Tavoletta che raffigura In basso, due esempi di Nella pagina a fianco,
i Dioscuri, Castore monetazione in bronzo: l’imperatore sacrifica
e Polluce. L’intervento l’aes rude, frammento ad Apollo in un rilievo
dei due gemelli, figli di forma irregolare il di età adrianea (prima
di Zeus e Leda, favorisce cui valore era dato dal metà del II secolo d.C.)
la vittoria romana peso, e l’aes grave, vera riutilizzato nella
al lago Regillo nel e propria moneta dalla decorazione dell’arco
499 a.C. forma circolare e con di Costantino (Roma,
iscrizioni (in questo caso Foro Romano).
Velathri, cioè Volterra)
e immagini (un delfino).

a partire dalle loro sedi appenniniche ha condotto alcune di


esse a premere sul territorio di Roma e dei latini: gli Equi
si sono spostati verso i colli albani e gli Ernici intorno ad
Anagni; i Volsci, i più minacciosi tra tutti, approfittando del
progressivo ripiegamento etrusco in Campania, tra la fine del
VI e gli inizi del V secolo si sono invece impadroniti della
pianura pontina fino al mare, occupando città quali Terracina,
Pomezia, Satricum, Velletri, Anzio. Sul fronte settentrionale,
a impegnare Roma in continue guerre di confine sono gli
Etruschi, in particolare Veio, situata sulla riva destra del Te-
vere, a soli diciassette chilometri dalla città: nel 477 la gens
dei Fabii, i cui possedimenti probabilmente confinano con
ALLA CONQUISTA DEL LAZIO il territorio veiente, combatte una battaglia personale con la
A partire dalla data tradizionale del 494 a.C. la lotta plebea città etrusca presso il fiume Cremera e viene annientata.
si protrae a suon di secessioni, agitazioni che talvolta sfiorano
il vero e proprio conflitto civile, trattative e successivi com- IL CONFRONTO CON VEIO
promessi: una delle armi più convincenti nelle mani dei plebei La guerra condotta da Roma e i latini contro Volsci, Equi
è in questi anni il rifiuto opposto alla chiamata alle armi. ed Ernici, narrata dagli antichi, così come tutte le guerre
Per tutto il V secolo fino agli anni iniziali del IV, Roma di questo periodo, con generosità di episodi e toni talvolta
è infatti impegnata su più fronti, per la difesa del proprio epici, è in realtà un logorante succedersi di scorrerie durate
territorio e talvolta della propria stessa esistenza. A sud, un per più di un secolo. Nei primi decenni del V secolo, benché
generale processo di espansione delle popolazioni osco-umbre nel 486 Spurio Cassio stipuli un accordo con gli Ernici, i

LE PRIME delle monete contrassegnate questa prima monetazione e


MONETE dalle autorità emittenti, Roma presumibilmente quello più
Roma comincia a battere è venuta in contatto sia con le utilizzato, per esempio per
moneta in ritardo rispetto città della Magna Grecia dove la corresponsione della paga
ad altre comunità dell’Italia è in uso da tempo la moneta dei soldati, è l’aes grave (cioè
antica e cioè tra la fine del IV nella forma dell’argento e del l’asse: unità di peso pari più o
e gli inizi del III secolo a.C. bronzo, sia con le aree appen- meno a una libbra). L’aes grave
Precedentemente è attestata niniche dove sono diffuse le ha forma rotonda, come le
la presenza e la rilevanza nella barre di rame con funzione di monete magnogreche, ma è di
vita della società romana di moneta. Le monete di oro e di bronzo pesante prodotto con
uno strumento di monetazione bronzo con le barre di bronzo, la tecnica della fusione. Sem-
nella forma del bronzo a peso risentono di questo duplice pre secondo Plinio, all’epoca
(aes rude) usato come unità di influsso. Plinio ci informa della seconda guerra punica
conto. Nel IV e nel III secolo, nella sua Storia Naturale che si collocherebbe l’emissione
quando ha inizio l’emissione l’elemento più caratteristico di della moneta aurea.

30 ROMA ANTICA
LA RELIGIONE
La vita religiosa romana può
essere definita nei suoi tratti
fondamentali comunitaria e
ritualistica: essa ha il suo fon-
damento non in una dottrina
strutturata ma nella scrupolosa
osservanza dei riti e nella me-
ticolosa pronuncia di formule
la cui efficacia è consolidata
dalla tradizione e confermata
dal successo che arride alla
città. I seguaci del culto non
aderiscono a una dottrina ma a
una comunità, e solo attraverso
di essa entrano in relazione
con gli dei. La famiglia, l’as-
sociazione professionale, la Res
publica, ciascuna comunità ha
una propria vita religiosa con
le proprie regole, le proprie
divinità, i propri sacerdoti
(e il pantheon romano si ar- rimedio: essa è valutata non in e la disciplina militare avevano divina e quindi la distruzione
ricchirà a mano a mano che relazione a un assoluto divino temperato, [Numa] provvide a della Res publica; il fine ultimo
nuovi popoli e culture vengono ma agli interessi e alle decisio- ispirare in essi il timore degli è il mantenimento della pax
conquistati e assimilati). Ogni ni della comunità umana. Non dei, mezzo efficacissimo per deorum, unica garanzia della
cittadino appartiene general- esiste la categoria del peccato una gente ignorante e a quei salvezza di Roma.
mente a più comunità e tra religioso: per essere pius basta tempi rozza. E poiché egli non Le divinità partecipano a tutti
di esse esistono rapporti di rispettare alla lettera le prescri- poteva giungere a toccare gli gli atti politici: prima di agi-
complementarità piuttosto che zioni rituali; non si richiede animi senza alcuna finzione re, i rappresentanti della città
di esclusione. La comunità per alcun sentimento religioso. che sapesse di miracolo, simulò mettono in scena, mediante la
eccellenza rimane comunque la Per questo la religione è stret- di avere convegni notturni con “presa degli auspici” o un sa-
città-stato: «per praticare la re- tamente legata alla politica, la dea Egeria e di dover isti- crificio rituale, l’immagine di
ligione di Roma occorre essere addirittura la fonda, in quanto tuire, secondo le indicazioni, i una collaborazione con gli dei,
cittadino romano; non conver- l’atto religioso precede ogni at- riti più graditi agli dei propo- di una perfetta concordia tra
tirsi ma avere o acquisire la cit- to politico e gli dà validità. nendo poi a ciascuno degli dei gli immortali e gli uomini.
tadinanza» (Scheid). È lo Stato Già alla metà del II secolo particolari sacerdoti». Attraverso il cerimoniale degli
che nel suo insieme pratica il a.C. Polibio sottolinea la na- La religione, al pari della disci- auspici, la litatio sacrificale, la
culto, i voti, le preghiere. Se tura “politica” della religione plina militare, è una disciplina consultazione dei Libri Sibilli-
un cittadino si rende colpevole romana, ribadita da Livio nel che soggioga l’intera comunità ni e i prodigi, gli dei interven-
di una mancanza nei confronti raccontare come il re Numa a un ingente numero di doveri gono nel dibattito politico ed
degli dei, l’intera comunità se abbia fondato la religione di rituali e la obbliga a sottomet- esprimono il proprio assenso
ne assume la responsabilità e Stato: «Strette tra tutti i po- tersi all’esperta guida di o dissenso. Ma l’elemento deci-
quindi il dovere della ripara- poli vicini le relazioni e con “signori del culto” che sono sivo nelle relazioni con gli dei
zione ricade su di essa. La colpa alleanze e con patti, affinché, anche leader politici. Alla base non è tanto l’espressione della
inoltre non sussiste in sé, ma sicuri dai pericoli esterni, non della società c’è un contratto volontà divina, quanto il modo
solo se la comunità la riconosce si ammollissero nell’ozio gli divino che gli uomini sono in cui essa viene constatata
come tale e decide di porvi animi che il timore dei nemici tenuti a rispettare pena l’ira e interpretata.

LA REPUBBLICA FRAGILE 31
Volsci sembrano imbattibili e compiono devastanti raid che prima che entri in città: un esercito romano raccogliticcio,
arrivano alle porte di Roma, allora in piena lotta plebea. Solo uscito dalle mura, viene sconfitto presso il fiume Allia, un
in un secondo momento i romano-latini riescono a ottenere affluente del Tevere, lungo la via Salaria; Roma viene cinta
vantaggi sostanziali prendendo possesso, a partire dal 440 d’assedio e sottoposta a un imponente saccheggio. Il dram-
circa, di alcune comunità nemiche. Alla fine del V secolo si matico episodio del sacco gallico, che ha enorme risonanza e
data anche l’avvio della soluzione del duello con Veio: i Ro- ingenera nei Romani un duraturo e cieco terrore per i barbari
mani prendono Fidene, alleata della città etrusca, e in seguito del Nord, determina una riapertura di tutti i fronti: i decenni
a un conflitto che gli antichi dicono decennale, nel 396 il successivi sono caratterizzati da un susseguirsi di guerre loca-
generale Marco Furio Camillo distrugge Veio. Il territorio li e solo fra il 360 e il 350 Roma prende possesso della pianura
della città viene inglobato nell’ager romanus (“territorio sog- pontina mettendo un punto fermo al conflitto con i Volsci.
getto a Roma”), suddiviso in quattro nuove tribù territoriali, La crisi contribuisce anche a far esplodere la tensione laten-
e distribuito individualmente ai cittadini. Per Roma si tratta te tra Roma e gli alleati latini. Già ai tempi del Foedus Cas-
della prima consistente annessione, che ne estende il territo- sianum, un secolo prima, la città emergeva quale partner più
rio a più del doppio. forte della lega; l’incredibile incremento territoriale seguito
alla presa di Veio, che la rende grande da sola quanto tutte
CRISI E RIPRESA le altre città latine messe insieme, fa saltare definitivamente
È a questo punto che Roma deve fronteggiare un nuovo, ogni equilibrio. È l’inizio di un conflitto che dura per alcuni
improvviso pericolo. Intorno al 390, gruppi di Galli – popo- anni: la conclusione delle ostilità giungerà solo in seguito alla
lazioni celtiche – superano le Alpi, attraversano il Po, pren- prima guerra sannitica (343-341), in occasione della quale i
dono alcune città etrusche, e uno di essi, in cerca di bottino, latini compaiono ancora una volta al fianco di Roma. Sconten-
si volge contro Roma. A nulla vale il tentativo di fermarlo ti della soluzione di quel conflitto, che non arreca loro alcun

32 ROMA ANTICA
Combattimenti tra
Etruschi e Romani ROMA E I SUOI ALLEATI
in un affresco proveniente Nepi
dalla Tomba François Sutri
di Vulci, IV secolo a.C.

re
ve
(Roma, Villa Albani). Tivoli

Te
ROMA Preneste
Tuscolo
Alatri
Lanuvio Anagni Veroli
Ferentino
Ardea
Li
Sezze ri
sostanziale vantaggio, i latini imbracciano nuovamente le ar- Anzio Vo
ltu
rn
M o
mi contro Roma, ma in tre anni di guerra vengono sconfitti
A Formia Minturno
(340-338 a.C.). La lega non viene ricostituita: il Lazio è ormai R
T I
completamente nelle mani di Roma. R R
E N O Capua
Territorio romano
(cittadini di pieno diritto)
LA COSTITUZIONE Territorio romano
REPUBBLICANA (cittadini senza suffragio)

I Fasti consolari, un registro nel quale i Romani elencano Alleati latini


i nomi dei consoli e delle magistrature più elevate, dal 444 Alleati non latini
al 367 documentano ai vertici dello stato non solo consoli, Lega sannitica
ovviamente patrizi, ma anche una nuova magistratura, i “tri-
buni militari con potestà consolare” (tribuni militum consulari
potestate), sia patrizi che plebei; talvolta il governo risulta nelle urbana, con compiti amministrativi e giurisdizionali; nello
mani di due persone, come di consueto, talvolta invece di tre stesso anno assume connotati definitivi anche la censura, isti-
o quattro, addirittura di sei. tuita nel 443 ai fini del censimento dei cittadini; sempre nel
Evidentemente due soli consoli all’anno non bastano più 367 ai due edili plebei vengono affiancati due edili patrizi,
di fronte al persistente impegno militare e alle crescenti in- detti “curuli”, anch’essi con compiti amministrativi.
combenze amministrative di un territorio in espansione; né L’anno delle leggi Licinie-Sestie, dunque, non segna sol-
evidentemente i membri patrizi della cittadinanza sono suf- tanto il momento culminante del conflitto aperto dai ple-
ficienti ad alimentare da soli una classe dirigente sempre più bei, ma costituisce anche una svolta decisiva nell’evoluzio-
impegnata. I cruciali anni iniziali della repubblica sono infatti ne delle istituzioni dello stato. Nel tempo queste ultime
animati da un imponente processo riformatore nel quale, alle andranno incontro a modifiche ulteriori: la costituzione re-
rivendicazioni della plebe, si intreccia la concreta esigenza di pubblicana inizia a prendere forma adesso, con la creazione
governare uno stato sempre più esteso, impegnato in teatri di di nuove magistrature e l’inserimento a pieno titolo, negli
guerra sempre più lontani. ordinamenti cittadini, degli organi creati dai plebei, accan-
Nel 367 viene creata una nuova magistratura, la pretura to a quelli dello stato patrizio.

LE XII TAVOLE di contadini e un’economia fronti degli adulteri. L’inter- un povero. Negli ordinamenti
Secondo la tradizione i testi agricola. La concezione morale vento dello Stato si limita familiari, tuttavia, si introdu-
delle XII tavole andarono e giuridica è ancora primitiva: in alcuni casi a consegnare cono alcune norme mitigatri-
distrutti durante l’incendio il diritto assoluto del marito il colpevole a chi abbia subi- ci: la donna che trascorra tre
gallico, e i tribuni con potere sulla vita dei figli e della mo- to il danno per la conseguen- notti all’anno fuori della casa
consolare dettero l’ordine di glie, il suo completo arbitrio di te applicazione del taglione. del marito si sottrae alla sua
ricostruirli. Ma già prima del disporre in vita e in morte dei Codificano inoltre notevoli manus, rinunciando però
390 a.C. dovevano essercene suoi beni; l’uccisione del ladro sperequazioni sociali: con questo al matrimonio,
altre copie, come quelle custo- scoperto a rubare di notte; la un cittadino ricco può essere così pure il figlio che si sottrae
dite dagli edili. Le XII tavole conservazione della vendetta difeso solo da un ricco men- per tre volte alla patria potestà
presuppongono un ambiente privata, per esempio nei con- tre chiunque può difendere è emancipato.

LA REPUBBLICA FRAGILE 33
IL DIRITTO Statua in bronzo Le prime raccolte imperiali
detta L’Arringatore,
Nell’antica II o I secolo a.C. hanno carattere privato; il codi-
Roma non (Firenze, Museo ce Gregoriano e quello Ermo-
Archeologico).
esisteva un geniano, costituiscono la base
codice di per più ampie compilazioni
leggi come posteriori: il codice Teodosiano
noi lo intendia-
ia (438) e il codice Giustinianeo
mo oggi: le XII (534). Nel 429 l’imperatore
tavole rimasero a lun- Teodosio II concepisce il pro-
go l’unica codificazione getto di una raccolta di leggi
romana prima dei grandi che haa una
na duplice
li finalità,
fi sia
codici di età imperiale. Esse pratica che storica e che quindi
tuttavia davano indicazioni prevede anche l’inclusione di
sommarie solo su certi argo- quelle leggi riprese e modi-
menti e per di più tali norme esistenti e al parere ficate, o superate da ulteriori
spesso risultavano superate. degli esperti. Risulta disposizioni: tra più redazioni
Il cittadino romano durante la chiaro che a Roma du- deve considerarsi valida la leg-
Res publica deve quindi affidar- rante l’età repubblicana ge emanata per ultima.
si e confidare in un cumulo di la giustizia è un concet- Un secolo più tardi l’impera-
leggi succedutesi nel corso del to alquanto soggettivo. tore Giustiniano, con l’aiuto
tempo spesso in disaccordo tra Con l’impero si af- del giurista Triboniano, viene
di loro, e sui pareri espressi da ferma la produzione incontro all’esigenza di creare
uomini di alto rango, esperti legislativa del principe una raccolta di leggi che abbia
di diritto: i giureconsulti. e fiorisce una mole soprattutto valore operativo (al
La progressiva laicizzazione vastissima ma anche di là delle preoccupazioni sto-
del diritto, un tempo monopo- disordinata di leggi riche di Teodosio) per dare una
lio del collegio dei pontefici, si sia nel campo del di- sistemazione pratica all’enorme
compie a partire dal IV secolo ritto pubblico che del attività giurisprudenziale e
a.C. e i primi decenni del III, diritto privato, attra- rendere più spedita l’ammini-
quando la tradizione colloca verso l’interpretazione strazione della giustizia.
alcuni episodi che, per quanto e la rielaborazione della L’anno precedente alla pubbli-
poco attendibili, si riferiscono giurisprudenza preceden- cazione del codice di Giustinia-
a un nucleo di verità storica. te. Soltanto nel tardo im- no viene pubblicato il Digesto
Non è raro il caso in cui, per pero si fa strada l’esigenza (533) che raccoglie, divisa per
un’infrazione non esista una di dare una sistemazione a materia, tutta la giurispruden-
legge che la contempli; in questa produzione: esigenza za formatasi dall’età repubbli-
questo caso l’attività dei giu- nata dall’accentramento bu- cana fino a quella dell’età dei
reconsulti si fa più febbrile e rocratico e dalle acquisite com- Severi. Sempre all’imperatore
frenetica al fine di approntare petenze giudiziarie di molti Giustiniano si deve la pubbli-
la giusta norma per il giusto funzionari e soprattutto dalla cazione delle Istituzioni che,
caso; per non parlare del fatto necessità di stabilire criteri u- probabilmente per venire in-
che l’attività dei giureconsulti niformi in tutto il vasto impe- contro alle esigenze della scuo-
corre parallela a quella del pre- ro, per l’amministrazione della la, elaborano a livello elemen-
tore urbano: questi ogni anno giustizia, soprattutto dopo il tare tutta la complessa materia
annuncia, attraverso un editto 395 quando l’impero, pur giurisprudenziale, sostituendo
pubblico, i criteri che seguirà restando formalmenteente unito così i manuali precedenti, fra
nell’amministrazione della viene, di fatto, diviso in due cui quello usatissimo delle isti-
giustizia, in base alle leggi strutture burocratiche. tuzioni di Gaio.

34 ROMA ANTICA
Una strada di Ostia Marzio (ma i primi
antica. La città resti sono del IV secolo),
alla foce del Tevere nella seconda guerra
assume sempre maggiore punica è già un
importanza con il crescere importante approdo
di Roma e della sua militare. Il vero e proprio
popolazione. Fondata porto mercantile sarà
secondo la tradizione costruito solo a partire
all’epoca di Anco dal II secolo a.C.

La dicotomia istituzionale creatasi nel 494 viene dunque de- niva convocata per tribù territoriali (da cui il nome di concilia
finitivamente superata, e iniziano così a delinearsi e a interagire plebis tributum), così come anche una quarta assemblea cittadina,
precisi equilibri di potere tra i diversi organi di governo della i comizi tributi, che da essa prenderà modello. Mentre nei co-
Roma repubblicana: magistrature, senato, assemblee cittadine. mizi centuriati hanno la preminenza i ricchi, nei concilia plebis e
nei comizi tributi saranno i proprietari terrieri distribuiti nelle
IL PREDOMINIO DEL SENATO tribù rurali (portate al numero massimo di 31 nel 241) ad avere
D’ora in poi i cittadini romani eleggeranno regolarmente cen- la meglio sui nullatenenti delle quattro tribù urbane.
sori, consoli, pretori, edili curuli e plebei, questori (magistratura Compito delle assemblee cittadine è l’elezione dei magistra-
minore preesistente alla riforma del 367) e tribuni della plebe. ti e la votazione delle leggi da essi proposte (comizi curiati e-
Questi ultimi continueranno a esercitare, ora legittimamente, sclusi, i quali, fin da età abbastanza remota si occupano soltanto
l’originario potere rivoluzionario di veto sugli atti degli altri di questioni religiose). I magistrati durano in carica di norma
magistrati, e saranno “inviolabili” (sacrosancti), cioè immuni da solo un anno e non dispongono del tempo necessario per portare
qualsiasi coercizione per tutta la durata della carica. Alle assem- a realizzazione progetti di ampio respiro. Chi dirige realmente
blee dei comizi curiati e centuriati si affiancano, inoltre, con la politica di Roma è quindi il senato, formato da magistrati
sempre maggiore rilevanza, i concilia plebis, ai quali continuerà a usciti di carica e rinnovato dai censori ogni cinque anni con
partecipare soltanto la parte plebea della popolazione. Una legge l’immissione in primo luogo dei senatori del precedente quin-
Ortensia del 287 riconosce ai plebis scita (plebisciti), cioè alle “de- quennio. È il senato a decidere delle questioni più importanti,
cisioni della plebe” originariamente prive di efficacia giuridica, come l’amministrazione finanziaria, la politica estera e la guer-
valore di legge vincolante per l’intera comunità cittadina; d’ora ra, almeno fino alla crisi della repubblica. Ed è entrando in esso,
in avanti i concilia plebis svolgeranno buona parte dell’attività come ex magistrati, che gli uomini della nuova classe dirigente
normativa dello stato. Dal 471, inoltre, l’assemblea plebea ve- patrizio-plebea potranno esercitare realmente il loro potere.

LA REPUBBLICA FRAGILE DAL 509 A.C. AL 367 A.C.


509 a.C. Sconfitta di Porsenna. 445 a.C. La legge Canuleia riconosce giuridicamente
499 a.C. Vittoria romana al lago Regillo. valido il matrimonio fra patrizi e plebei.
494 a.C. Secessione sull’Aventino dei cittadini “plebei” 443 a.C. Roma: istituita la censura.
mediata da Menenio Agrippa. Ad Atene, “età di Pericle”.
493 a.C. Il console Spurio Cassio firma un trattato con 427 a.C. Ad Atene nasce Platone.
il quale Roma aderisce alla Lega latina. 396 a.C. Marco Furio Camillo distrugge Veio.
Sull’Aventino viene eretto un tempio a Cerere, 390 a.C. Tribù celtiche sconfiggono i Romani al fiume
Libero e Libera, dei adorati dai plebei. Allia e mettono a sacco la città.
490 a.C. Prima guerra greco-persiana. 384 a.C. A Stagira nasce Aristotele.
Ad Atene nasce Fidia. 377 a.C. Muore Ippocrate, il più grande medico
479 a.C. In Cina muore Confucio. dell’antichità.
477 a.C. La gens dei Fabii viene annientata presso il fiume 366 a.C. Assassinio di Filippo II di Macedonia:
Cremera dagli Etruschi di Veio. gli succede il figlio Alessandro, il futuro
480 a.C. Seconda guerra greco-persiana: battaglie delle Alessandro Magno.
Termopili e di Salamina. 367 a.C. Gaio Licinio Stolone e Lucio Sesto Laterano
450 a.C. A Roma, prime leggi scritte (“XII tavole”). promuovono le riforme Licinie-Sestie.
449 a.C. La legge Valeria-Orazia de provocatione A Roma viene creata la pretura urbana, una
conferma il diritto dei condannati a morte di nuova magistratura con compiti amministrativi
ricorrere al giudizio dell’assemblea popolare. e giurisdizionali.

LA REPUBBLICA FRAGILE 35
Alla conquista
dell’Italia
Nelle pagine precedenti, Guerriero e cavaliere
urna etrusca che sannita nell’affresco di
raffigura la lotta una tomba di Paestum,
fra Eteocle e Polinice IV secolo a.C.
per il trono di Tebe, (Napoli, Museo
IV-II secolo a.C. Archeologico Nazionale).
(Barcellona, Museo
Archeologico
di Catalogna).

Nel corso del V secolo i Sanniti, una popolazione del ceppo L’ESPANSIONE VERSO SUD
italico, sono penetrati in Campania approfittando del crollo e- Le mosse successive di Roma non lasciano alcun dubbio
trusco; l’alleanza con Roma nel 354 stabilisce rapporti di buon sullo sviluppo progressivo di un deciso progetto di pene-
vicinato. Più a sud, alla metà del IV secolo i Bruzii costitui- trazione nel Sud. Nel 338 due comunità campane, Fondi
scono uno stato in Calabria; più tardi i Lucani si stabiliscono e Formia, vengono inserite nel dominio romano; la stessa
presso Taranto. Le colonie greche e le comunità campane si sorte tocca in quegli anni a Cuma e a Capua, il territorio
trovano in seria difficoltà. È l’inizio di un gioco diplomatico della quale, l’ager falernus, celebre per la sua fertilità, viene
e militare che coinvolge Roma. Nel 343 i Sidicini di Teano, distribuito a contadini romani. Quando nel 326 i Romani,
per difendere la propria indipendenza, chiedono aiuto a Ca- dopo un assedio di un anno, riescono a stringere un trattato
pua, ma questa, attaccata dai Sanniti, chiede aiuto a Roma. con la ricca Napoli, il senato ha ben chiaro che i Sanniti non
Con una spregiudicatezza mai vista, il senato decide di non resteranno a guardare ancora a lungo.
tener conto dell’alleanza del 354 ed entra in guerra giustifi- Le cosiddette seconda e terza guerra sannitica (326-304
cando la propria decisione con l’obbligo morale di difendere e 298-290) sono un lungo e logorante susseguirsi di con-
popolazioni amiche invocanti il suo aiuto. La “guerra giusta” flitti, combattuti in Italia su fronti sempre più lontani e
sarà un elemento che Roma ribadirà costantemente in tutte le coinvolgono un crescente numero di popolazioni. Dopo gli
sue guerre. In realtà la nuova classe dirigente patrizio-plebea insuccessi iniziali, Roma riesce a prevalere adottando una
nata dalle riforme del 367, forte di più adeguati strumenti strategia di accerchiamento del territorio sannita, attuata
istituzionali e definita l’organizzazione del dominio nel La- intrecciando alleanze coi popoli limitrofi e fondando colonie
zio, sta ormai maturando fantasie espansionistiche. L’Italia in punti nevralgici; i Sanniti vengono infine costretti a un
meridionale offre occasioni succulente che Roma non si lascerà trattato di alleanza che segna la definitiva perdita della loro
sfuggire. autonomia.

I SANNITI LE FORCHE CAUDINE


Nella cartina, l’area
M. Tairano del disastro delle Forche
Secondo l’erudito Strabone 729 Caudine del 321 a.C.:
Romani
(63 a.C., 23 d.C.) i Sanniti, l’esercito romano
Sanniti è costretto alla resa
originari della Sabina, rag- in una gola sulle alture
giungono le proprie sedi stori- Signorindico
del Sannio.
che (fra Lazio, Molise e Cam- Crisci Forche Caudine
Costa
pania) seguendo il rituale del
Ver Sacrum (primavera sacra), Rosciano
comune a tutte le popolazioni
italiche, che prevede la migra- Forchia

zione di gruppi etnici dalle Capo di Conca


proprie sedi, in seguito a care- Piede
Arienzo Arienzo
stie, guerre, sovrappopolamen-
to. Il nome della capitale dei M. Guglielmo
Sanniti Pentri, Boviano, pren- 435

de origine dalla leggenda del

38 ROMA ANTICA
toro (bos) di Ares-Marte che a- presenta la prima guerra san- della ricchezza commerciale è ratificata la pace, che però si
vrebbe guidato la migrazione. nitica (343-341 a.C.) secondo campana. La seconda guerra rivela una tregua in prepara-
Nel V secolo a.C. si espandono lo stereotipo della potenza che sannitica è decisa da una serie zione dello scontro più ampio
verso l’area tirrenica, in con- accoglie la richiesta di aiuto di combattimenti nel Sannio del 298 a.C. che coinvolge
comitanza con un’evoluzione da parte degli alleati, o di po- e nella regione occidentale tra l’intera penisola. Una nuova
democratica delle strutture poli che attraverso la deditio si Lazio e Campania: i Romani invasione di Galli nel 299
politiche delle comunità da pongono sotto la sua tutela, tentano di penetrare nel San- suscita l’insurrezione di Etru-
un’originaria struttura aristo- nell’ottica del bellum iustum. La nio, per prendere Boviano, una schi e Sanniti: a una sconfitta
cratica. Il più importante cen- guerra si combatte in Campa- delle capitali; da questa mano- presso Chiusi segue la vittoria
tro religioso sannita è il san- nia: i Romani vincono a Gauro vra nasce il disastro delle For- di Sentino (295) sui Galli, gli
tuario di Pietrabbondante, in e Saticula, ma subito dopo rin- che Caudine (321): l’esercito Etruschi e gli stessi Sanniti da
Molise. La principale divinità novano l’amicizia con i Sanniti. romano, bloccato in una gola, è parte dei romani al comando di
del pantheon sannita è Ercole, Poi si assiste al tentativo roma- costretto alla resa. Del 314 è la Fabio Rulliano e Decio Mure.
insieme con Mefite, divinità no di stringere un accordo con prima vittoria romana ad opera Nel 293 la vittoria ad Aqui-
intermedia tra cielo e terra, Napoli per il controllo degli di Fabio Rulliano. Nel 305 ca- lonia rende i romani padroni
tra morte e vita. La tradizione accessi al mare e di gran parte de Boviano e l’anno successivo della situazione.

ALLA CONQUISTA DELL’ITALIA 39


Metopa raffigurante Piatto proveniente Sotto, ritratto idealizzato
un guerriero a cavallo dalla Tomba 233 (IV) di Pirro, busto in marmo
(forse Alessandro Magno) della necropoli delle Macchie, proveniente dalla Villa
che ha sconfitto un nemico, nei pressi di Capena, vicino dei Papiri di Ercolano,
II secolo a.C. a Roma, III secolo a.C. copia del 290 a.C.
(Taranto, Museo (Roma, Museo Nazionale (Napoli, Museo
Archeologico Nazionale). Etrusco di Villa Giulia). Archeologico Nazionale).
Gli elefanti da guerra Il sovrano dell’Epiro fu
dell’esercito di Pirro lasciarono protagonista dello scontro
un ricordo molto vivo. con Roma negli anni
Settanta del III secolo. a.C.

LA CONQUISTA DELL’ITALIA bellica. Un’altra provocazione deliberata; un altro trattato tra-


Nel corso del terzo conflitto i Sanniti hanno formato una sgredito da Roma, quello stipulato anni prima con Taranto,
coalizione con Sabini, Umbri, Etruschi e Galli a nord; le spe- che definiva le rispettive sfere di influenza e non poneva Turii
dizioni condotte dai Romani contro questi popoli conducono in quella di Roma. Taranto replica chiedendo aiuto a terzi e
a un’ulteriore espansione territoriale a settentrione. Negli anni scomodando contro la città latina un sovrano ellenistico, Pirro
successivi alla terza guerra sannitica si realizzano la sconfitta re dell’Epiro, le cui gesta in Italia accendono la fantasia dei
dei Sabini con la conseguente estensione dell’ager romanus fino contemporanei. Tuttavia, probabilmente non molto interessa-
alle coste adriatiche, l’annessione del territorio dei Galli Senoni to agli affari dell’Occidente, Pirro conclude poco: dopo la sua
tra Ancona e Rimini, mentre sull’Adriatico vengono fondate le partenza, Roma sottomette le principali città greche e stipula
colonie di Sena Gallica, Rimini e Fermo. trattati di alleanza con Bruzii e Lucani. Con sempre maggior
Mentre parte delle energie romane è impegnata nelle regioni determinazione e cinismo, di contatto in contatto, di conflitto
centro-settentrionali, a sud, nell’attuale Calabria, si ripete una in conflitto, nell’arco di mezzo secolo Roma è passata dal con-
scena ormai nota: nel 285 la città di Turii, minacciata dai Lu- trollo del Lazio, al controllo della penisola: manca solo la valle
cani, fa appello a Roma, che mette in moto la sua macchina padana, cioè la Gallia Cisalpina, abitata dai Galli.

LA SPEDIZIONE La presenza di questi animali, imparato a usare contro gli della Sicilia, abbandona il suo
DI PIRRO che incutono terrore fra i ne- elefanti i carri falcati. Per que- progetto, sia per la resistenza
Nel 282, di fronte alla minac- mici, e la superiorità tattica del sto con l’espressione “vittoria dei Cartaginesi a Lilibeo, sia per
cia di Roma, i Tarantini ricor- sovrano ellenistico determina- di Pirro” si intende un successo l’odiosità suscitata dal drenag-
rono all’aiuto di un sovrano no la prima vittoria sui Roma- effimero, raggiunto a prezzo gio sulle risorse degli alleati.
straniero, secondo una prassi ni a Eraclea, in Lucania (280 di difficoltà e sacrifici. Di nuovo in Italia nel 276,
consolidata in altre occasio- a.C.). Il successo apre a Pirro la Incapace di conseguire un ri- ma ormai indebolito e conscio
ni. Due anni dopo giunge in via di Roma: si spinge infatti sultato decisivo e, fallita la via dell’impossibilità di protrarre
Italia per condurre la guerra fino ad Anagni, sulla via Lati- delle trattative diplomatiche, ulteriormente il conflitto con-
contro Roma Pirro, re dell’E- na, dopo che le città della costa il re epirota volge le pro- tro Roma, sostenuta dai
piro che, dopo aver invano ionica e i Lucani si sono schie- prie mire in Sicilia, suoi alleati, nel 275 a.C.
tentato di ottenere il regno rati dalla parte dell’epirota. rispondendo alla il re è sconfitto al
di Macedonia, accoglie la Il senato, nonostante il pericolo richiesta di aiuto confine fra la Puglia
richiesta dei Tarantini con la incombente, rifiuta le offerte di dei Siracusani e il Sannio da Manio
speranza di accrescere la pro- pace del nemico: le condizioni in guerra contro Curio Dentato e a Be-
pria fortuna in Grecia o di dar proposte appaiono vanificare i Cartagine. Nell’i- nevento da Cornelio Len-
vita a un regno magno greco. risultati delle guerre sannitiche sola è accolto come tulo. (275). Dopo cinque
Il condottiero, che la tradizio- e frustrare le prospettive espan- un liberatore anni di inconcludenti
ne romana presenta come un sionistiche in Magna Grecia. (278), ma dopo campagne Pirro
valente generale e un nemico La nuova vittoria di Pirro ad una serie di decide così di rinun-
leale e onesto, sbarca in Italia Ascoli Satriano (279) costa al operazioni for- ciare al suo disegno
con un esercito numeroso e 20 sovrano epirota perdite molto tunate e la con- espansionistico e fa
elefanti. gravi, perché i Romani hanno quista di parte ritorno in Grecia.

ALLA CONQUISTA DELL’ITALIA 41


APPIO CLAUDIO l’avvio della costruzione Ulteriori polemiche suscita il favore dei gruppi emergenti
Membro di una famiglia della strada pavimentata l’altro provvedimento riguar- di commercianti e il sostegno
patrizia di origine sabina, destinata a collegare Roma do la distribuzione dei citta- delle classi più umili.
ha incarichi militari du- a Brindisi, la via Appia, e il dini meno abbienti in tutte Considerato da Cicerone
rante le guerre sannitiche, primo acquedotto romano, le tribù. Se in passato l’azione il primo grande retore romano,
è censore nel 312, console l’Aqua Appia. La sua deci- politica di Appio è stata valu- della raccolta di sentenze a lui
nel 307 e nel 296. In qua- sione di ammettere per la tata come una politica demo- attribuite ci sono giunti solo
lità di censore, promuove prima volta in senato i figli cratica, oggi la si considera tre frammenti, uno dei quali
la realizzazione di una serie dei liberti incontra l’ostilità come il tentativo di rafforzare è: “Ognuno è artefice della
di opere pubbliche, fra cui degli aristocratici. un gruppo aristocratico con propria fortuna”.

42 ROMA ANTICA
Acquedotto alla periferia per una città in espansione Combattimento fra un
sud est di Roma, nell’area come Roma iniziò a farsi soldato romano e uno
oggi detta del Parco sentire nel IV secolo a.C. italico in un bassorilievo
degli acquedotti, dove Si deve ad Appio Claudio ritrovato ad Amiternum,
si intersecano sette percorsi Cieco la costruzione II secolo a.C.
idrici fra sopraelevati del primo acquedotto, per (L’Aquila, Museo
e interrati. Il problema la quasi totalità interrato Nazionale d’Abruzzo).
del rifornimento di acqua a 15 metri di profondità.

Rimini 268
LE COLONIE ROMANE L’ITALIA ROMANA
NEL IV-III L’espansione di Roma in Italia è avvenuta fondando colo-
Sena Gallica 268
SECOLO A.C.
nie, stringendo alleanze, creando nuove tribù territoriali; gli
Spoleto Fermo 264 episodi che abbiamo descritto sono solo le tappe salienti di
Cosa 241
273 Narni Atri 289 un ampio processo che trasforma la penisola in un mosaico
299 di comunità legate alla città latina a titoli diversi. Il dominio
ROMA Isernia di Roma sui territori conquistati, infatti – e non solo nella
Ostia c. 350754-753 Lucera
263
Minturno 314 penisola – non verrà mai esercitato in maniera uniforme, né
Anzio 338 229 Suessa
Terracina 329 313 esclusivamente in modo diretto: di volta in volta Roma sce-
Sinuessa Benevento Venosa Brindisi
299 268 291 244 glie il metodo che sembra più adatto alle circostanze, anche
Colonia romana
Colonia latina Paestum al fine di ottenere, ove possibile, la collaborazione dei popoli
273
268 Data di fondazione sottomessi; talvolta possono persino bastare semplici rapporti

COME NASCE dificazioni sostanziali nelle lati tra volontari atti alle armi, di aratro (circumductio aratri)
UNA COLONIA sue caratteristiche e finalità. ed esentati (almeno fino al II segna i confini della città vera
Le più antiche coloniae civium La fondazione (deductio) di secolo) dal servizio militare e propria e quelli del territorio
romanorum, come Ostia, An- una nuova colonia è decisa dal regolare. Il primo atto da com- circostante a essa assegnato.
zio e Terracina, sono piccole senato e regolamentata da una piersi in vista della fondazione Gli agrimensori suddividono
comunità di poche famiglie legge che stabilisce il luogo, il è prendere gli auspici. quindi il terreno secondo il
(circa trecento, in genere), numero dei coloni, la quantità I coloni si recano quindi in for- metodo della “centuriazione”:
fondate sulla costa delle re- di terra che verrà assegnata a mazione militare, coni vessilli vengono tracciati il decumanus
gioni conquistate, al fine di ciascuno di essi, l’autorità che spiegati al vento, nel luogo maximus da est a ovest e il cardo
sorvegliare e difendere scali e assumerà la direzione dell’in- prestabilito, dove si provvede a maximus da nord a sud, le fu-
porti; sono anche dette, perciò, tera operazione. delimitare l’area della colonia ture vie principali della città
maritimae. Il loro territorio è Quest’ultima, normalmente è nascente secondo una serie di e dell’agro coloniario, che si
ritenuto parte di quello della costituita da una commissione riti arcaici mutuati dalla disci- incrociano ad angolo retto nel
città di Roma, ma esse godono di tre membri, i tresviri coloniae plina augurale. Un aratro trai- luogo in cui dovrà sorgere il
di autonomia amministrativa, deducendae, dotati di poteri nato da una vacca e da un toro Foro, il centro della vita poli-
avendo propri magistrati, det- amplissimi. Essa viene forni- tracciano da sinistra a destra tica ed economico-sociale; altri
ti praetores o duoviri, un proprio ta del personale e dei mezzi (dextratio) il “solco primigenio” decumani e cardini secondari, a
senato e proprie assemblee. necessari alla realizzazione (sulcus primigenius). distanza regolare l’uno dall’al-
I coloni conservano la citta- dell’impresa e, a fondazione Il conditor, il magistrato che tro, paralleli ai due principali,
dinanza romana, sono iscritti compiuta, emana anche con un assolve le funzioni di “fonda- parcellizzano il territorio in
nelle tribù ed esercitano a Ro- proprio atto (lex data) lo sta- tore”, cinta la toga secondo quadrati regolari detti centu-
ma il loro diritto di voto. tuto della comunità. I coloni, l’uso della città di Gabii (cin- riae; queste ultime sono a loro
Col tempo, in età graccana e visti i compiti essenzialmente ctus Gabinus: un lembo sopra volta divise in lotti (sortes), che
poi con Mario, Silla e Cesare, difensivi ai quali dovranno as- la testa e l’altro attorno alla vengono poi assegnati per sor-
la colonizzazione subirà mo- solvere, sono in genere arruo- vita), con due successivi giri teggio in proprietà ai coloni.

ALLA CONQUISTA DELL’ITALIA 43


LA LINGUA denza “campagnola”. L’agget-
E LA SCRITTURA tivo “lieto” deriva dal latino
Il latino parlato dalla comu- laetus, che significava“fertile,
nità di Roma è in origine rigoglioso”, così laetamen,
uno dei dialetti locali in cui il concime, è inteso come
si articola la lingua della tri- ciò che rende laetus, cioè
bù indoeuropea proveniente fertile il campo. Legata
dall’Europa centrale che si al lavoro dei campi è
stanzia nel Lazio intorno al anche la parola “de-
X secolo a.C., fondando varie lirare”, con il senso
comunità. letterale di “uscire
Le nostre conoscenze della dal solco” (lira), da
lingua latina nella fase prei- cui il senso meta-
storica, si basano essenzial- forico di uscire dal
mente su criteri comparativi, limite, impazzire.
in assenza di testi anteriori al Un rivalis in origine
VI secolo (scarsi resti). Pro- è colui che litiga per
babilmente essa è il risultato il controllo delle acque
di un complesso processo di di un rivus. Persino i
fusione fra la lingua indoeuro- termini del lessico milita-
pea dei “protolatini” e quelle re nascono da questa ottica
dell’ambiente mediterraneo contadina del mondo. La cor-
o addirittura di due lingue te è il recinto del bestiame,
indoeuropee introdotte nel prima di divenire una suddi-
Lazio da due distinti gruppi visione della legione. L’agmen,
di invasori. l’esercito in colonna, designa
La lingua di Roma, il latino, un gruppo di animali guida- del II secolo a.C, quando vie- che è finora la più antica
si afferma nel Lazio parallela- to, un gregge, per esempio. ne introdotto il segno G, per iscrizione latina (VI secolo) su
mente all’affermazione politi- L’acquisizione della scrittura la velare sonora (l’uso di C si un cippo mutilo nella parte
ca della città sui popoli vicini alfabetica viene considerata conserva nelle abbreviazioni). superiore. L’iscrizione, bustro-
(e continuerà a estendersi da alcuni studiosi come una Comunque un confronto fra le fedica e verticale, è nota come
insieme all’impero romano, fase nuova della lingua. Se maiuscole dell’alfabeto greco Lapis niger, perché rinvenuta
tanto da divenire veicolo la più antica iscrizione alfa- e quelle latine mette in luce le sotto un pavimento in pietra
indispensabile di romanizza- betica etrusca risale all’VIII scarse differenze, mentre nelle nera, in corrispondenza di
zione), non senza aperture alle secolo a.C., l’accoglienza iscrizioni più antiche è pos- un’area sacra di epoca regia
influenze esterne e profondi dell’alfabeto greco in Italia è sibile notare come la forma (in cui si riteneva fosse scom-
mutamenti (nel periodo fra ascrivibile ad alcuni decenni delle lettere imiti da vicino il parso o sepolto Romolo).
il V e il III secolo a.C.). In prima. Gli Etruschi cono- modello greco, così come ri- Nell’ambito delle iscrizioni
età augustea il poeta Orazio scono l’alfabeto usato nella calca l’uso greco l’andamento arcaiche latine merita un cen-
sostiene che il latino non si è colonia greca di Cuma, la della scrittura. In origine essa no il “giallo” della epigrafe su
ancora depurato dalle “tracce più antica colonia greca in procede alternativamente da una fibbia scoperta a Preneste
della campagna”. In effetti Italia meridionale, e da essi destra a sinistra e da sinistra a (fibula Praenestina), sulla cui
l’origine agricola delle prime lo mutuano i Romani verso il destra (andamento bustrofe- autenticità non è stato ancora
comunità di latini lascia la VII secolo. L’intermediazione dico, cioè “come i buoi girano emesso un giudizio definiti-
propria impronta nel lessico, etrusca si fa sentire nell’uso nell’arare”) per poi stabiliz- vo, per i sospetti sollevati da
nelle metafore, nei proverbi. di unico segno per la velare zarsi da sinistra a destra. Nel una studiosa italiana nel 1980
Numerose parole, passate poi sorda (c) e la velare sonora (g), 1899, durante gli scavi del che la considera un falso otto-
in italiano, hanno una ascen- uso che perdura fino alla metà Foro, viene scoperta quella centesco.

44 ROMA ANTICA
Presunto ritratto della Papiro Hawara 24,
poetessa greca Saffo, con il verso 602 del
affresco rinvenuto nella secondo libro dell’Eneide
casa VI, 17 o Insula di Virgilio, ripetuto
Occidentalis di Pompei, come esercizio scolastico,
55-79 d.C. I secolo d.C. (Oxford,
(Napoli, Museo Bodleian Library).
Archeologico Nazionale).

diplomatici, il che risparmia al senato l’incombenza di inven- vario tipo e un buon numero di “colonie latine”: da Rimini e
tarsi nuovi sistemi di governo. Fermo sull’Adriatico, a Narni, in Umbria, a Cosa, in Etruria.
Raramente in Italia le terre soggiogate vengono confiscate Queste ultime godono nei confronti di Roma degli stessi di-
e immesse nell’ager romanus (come accade per esempio con ritti dei quali un tempo si avvalevano reciprocamente le città
Veio e Capua). Né molto frequente è la concessione della citta- aderenti alla lega latina (ius commerci, conubium, ius migrandi).
dinanza; talvolta viene elargita una forma di cittadinanza mi- Sebbene vincolate a Roma per i rapporti con gli altri stati,
nore, quella sine suffragio, “senza diritto di voto”, che comporta tutte queste comunità godono di una relativa autonomia in-
tutti gli oneri del cittadino, cioè il servizio militare e le tasse, terna. Le istituzioni, le usanze, la cultura rimangono quelle
ma non il diritto di partecipare all’attività politica (è il caso locali, benché il tempo stia giocando a favore di una graduale
per esempio di Cere, Capua, Fondi e Formia). Cittadini roma- “romanizzazione”, di una progressiva assimilazione cioè ai
ni sono invece i coloni inviati in luoghi strategici a fondare modelli romani.
un particolare tipo di colonie, le “colonie romane” appunto, Come gli alleati latini hanno contribuito alle prime guerre
comunità di piccole dimensioni lungo le coste italiche: Anzio di Roma, gli italici via via sottomessi forniscono ora risorse
e Terracina in territorio volsco; Minturnae e Sinuessa sulla umane per le successive conquiste, mentre l’acquisizione della
costa campana; Sena Gallica sull’Adriatico. cittadinanza romana permette alle élites locali di entrare a far
Oltre a queste comunità direttamente integrate nello sta- parte della classe dirigente dello stato. Proprio questa apertura
to e governate dai magistrati della repubblica, c’è poi un’am- dei vertici del potere ai popoli assoggettati sarà uno dei punti
pia schiera di genti legate a Roma da trattati di alleanza di di forza dell’impero.

ALLA CONQUISTA DELL’ITALIA DAL 354 A.C. AL 275 A.C.

354 a.C. Trattato di alleanza fra Sanniti e Romani. 299 a.C. Nuova invasione di Galli; insurrezione di Etruschi
343-341 a.C. Prima guerra sannitica. e Sanniti.
340-338 a.C. Guerra latina. 298 a.C. Il console Lucio Cornelio Scipione Barbato
338 a.C. Fondi e Formia vengono inserite nel dominio conquista Tarausia e Cisauna nel Sannio e invade
romano; seguono successivamente Cuma la Lucania.
e Capua. 298-290 a.C. Terza guerra sannitica.
333 a.C. Alessandro Magno sconfigge i Persiani. 295 a.C. Fabio Rulliano e Decio Mure vincono Galli, Etruschi
331 a.C. Alessandro Magno fonda Alessandria in Egitto. e Sanniti a Sentino.
329 a.C. Sorge la colonia romana di Terracina. 293 a.C. Vittoria di Aquilonia.
326 a.C. Trattato fra Roma e la città di Napoli. 287 a.C. La legge Ortensia riconosce ai plebisciti
326-304 a.C. Seconda guerra sannitica. (le “decisioni della plebe”) valore di legge
323 a.C. Muore Alessandro Magno. L’enorme impero vincolante per la comunità.
che si estende dalla Grecia all’Egitto ai confini 282 a.C. I Tarantini si alleano con Pirro, re dell’Epiro.
dell’India viene smembrato in una serie 280 a.C. Vittoria di Pirro a Eraclea, in Lucania: per la prima
di regni governati dai generali di Alessandro. volta l’esercito romano affronta un esercito ellenistico
321 a.C. Resa romana alle Forche Caudine. organizzato in falangi e appoggiato da elefanti.
312 a.C. Il censore Appio Claudio promuove 279 a.C. Nuova vittoria di Pirro ad Ascoli Satriano.
la realizzazione del primo acquedotto 278 a.C. Pirro risponde alle richieste dei Siracusani, accorre
(Aqua Appia). in Sicilia ed entra in guerra contro Cartagine.
307 a.C. Appio Claudio diventa console. 275 a.C. Di nuovo in Italia, Pirro è sconfitto da Manio Curio
300 a.C. La legge Ogulnia apre ai plebei l’accesso Dentato al confine fra Puglia e Sannio,
ai collegi sacerdotali dei pontefici e degli auguri. e da Cornelio Lentulo a Benevento.

ALLA CONQUISTA DELL’ITALIA 45


Alla conquista
del Mediterraneo
Nelle pagine precedenti, prue Statuina pompeiana di un elefante Dettaglio del mosaico di
di navi romane ormeggiate da guerra equipaggiato con una Praeneste che raffigura
in un porto, affresco staccato, torretta difensiva sul dorso, una scena lungo il
proveniente dalla VI Insula I secolo a.C. (Napoli, Museo corso del Nilo, 80 a.C.
Occidentalis di Pompei, Archeologico Nazionale). (Palestrina, Palazzo
I secolo a.C. (Napoli, Museo L’esercito romano si trovò Barberini).
Archeologico Nazionale). a fronteggiare per la prima L’imponente opera, di
Spesso le imbarcazioni volta questi enormi animali contro oltre 6 metri x 5, proviene
venivano decorate con attributi Pirro nel 280 a.C. a Eraclea. dal Santuario della
antropomorfi: in questo caso, Fortuna Primigenia.
due grandi occhi.

Nel 146 a.C. due distruzioni eccellenti destano sconcer-


to nel mondo greco: Scipione Emiliano conquista Cartagine,
la rade al suolo e ne maledice il territorio; in Grecia, Lucio
Mummio saccheggia e distrugge Corinto, portando a Roma
un ingente bottino. L’annientamento della città punica pone
fine al duello, combattuto per più di un secolo, per il pre-
dominio sul Mediterraneo occidentale; la rovina di Corinto
segna una svolta decisiva dell’intervento di Roma nell’Oriente
ellenistico. Una decina di anni dopo, lo stesso Emiliano chiu-
de brutalmente un terzo teatro di guerra, il più sanguinoso,
espugnando e distruggendo la città spagnola di Numanzia.
Roma ha ora il controllo di vaste aree del Mediterraneo: la
conquista dell’Italia è stata completata con l’aggiunta delle
isole e della Gallia Cisalpina; al di fuori della penisola, magi-
strati romani governano la Spagna, la Macedonia, la Grecia
e parte del Nordafrica.

UN MILITARISMO
ESASPERATO
La preoccupazione quasi ossessiva di estirpare
ogni minaccia possibile per la sicurezza propria
e dei territori conquistati, la crescente consape-
volezza della propria forza hanno condotto Roma
in questi centocinquant’anni a impegnarsi su fronti
sempre più lontani. L’esaltazione per i successi conse-
guiti, il desiderio di carriera e prestigio hanno spinto gli
esponenti della classe dirigente ad andare in cerca di sempre
nuove battaglie da vincere. L’avidità dei ceti più agiati e le ri-
strettezze degli umili hanno guidato la repubblica, concorde,
su un’unica strada, quella del militarismo esasperato: nell’e-
conomia dell’antica Roma una guerra vittoriosa rappresenta
per tutti una grossa opportunità di arricchimento.
Non è sempre stata una strada in discesa. Voci contrarie
all’entrata in guerra si levano dalla classe dirigente già dai
tempi dello scontro con i Sanniti: conflitti lunghi, in regioni
lontane, fiaccano le risorse e suscitano l’insofferenza della po-
polazione, specialmente tra le classi basse. Si discute più volte,
in senato, se sia meglio schiacciare i nemici o semplicemente
ridimensionarne la potenza; vengono vagliati tutti i pro e i

48 ROMA ANTICA
contro di un metodo di governo diretto, con pugno di ferro, LO SCONTRO CON CARTAGINE
dei territori sottomessi, così come di eventuali forme alter- I rapporti con Cartagine, da sempre amichevoli, sono stati
native di controllo, affidate all’arte sottile della diplomazia. I regolati da una serie di trattati il primo dei quali coincide-
potenti di Roma si scontrano aspramente sull’opportunità di rebbe, secondo Polibio, con le origini della repubblica, nel
impiegare energie nel ricco mondo greco e orientale, attraente 509 a.C. Nel IV secolo due trattati successivi definiscono le
soprattutto per traffici e commerci, ma tanto distante cultu- rispettive sfere d’influenza; nel 278, Cartaginesi e Romani
ralmente dal Lazio e dai costumi romani, quasi infido nelle uniscono le loro forze contro Pirro. Con l’estensione del con-
potenzialità innovative che lascia intravedere; alcuni sosten- trollo romano in Magna Grecia fin sullo stretto di Messina, i
gono la necessità di concentrarsi sull’Occidente, più povero rapporti sono destinati a peggiorare; da secoli la città fenicia
di storia e di tradizioni consolidate, abitato da genti meno tiene in pugno la parte occidentale del Mediterraneo, isole e
evolute e di conseguenza più facilmente gestibili. coste meridionali dell’Italia comprese. Nel 265, l’ennesima
Affermando di combattere sempre e solo guerre giuste (e richiesta di aiuto di una comunità magnogreca offre a Roma
forse in parte credendoci davvero), Roma sceglie, comunque, l’occasione di inserirsi nella contesa tra Greci e Cartaginesi per
una politica di forte espansionismo, poi di vero e proprio im- il controllo della Sicilia; le ostilità si trasformeranno in uno
perialismo. Alla fine di un secolo di guerre è padrona del Me- scontro all’ultimo sangue. Alla vigilia della guerra, Timeo di
diterraneo. Il cambiamento vertiginoso sconvolge tuttavia il Taormina, uno dei primi scrittori greci che si interessano al
tessuto sociale, rivoluziona il modo di far politica, fa esplodere destino di Roma, evidenzia la portata dello scontro sincroniz-
le istituzioni: preludio degli eventi che condurranno alla fine zando fatalmente le fondazioni della città latina e di Cartagine
della repubblica. nello stesso anno, l’814 a.C.

ALLA CONQUISTA DEL MEDITERRANEO 49


LA PRIMA
GUERRA PUNICA
L’occasione dello scontro è of-
ferta dalla richiesta di aiuto a
Roma da parte dei Mamertini.
Questi mercenari campani che
occupano Messina, preoccupati
della potenza di Gerone, tiran-
no di Siracusa, si sono rivolti
in un primo tempo ai Cartagi-
nesi; in seguito al minaccioso
atteggiamento punico (i Car-
taginesi hanno insediato un
presidio militare in città) inta-
volano trattative con Roma.
Il senato, la cui linea politica è
influenzata da alcune famiglie
di origine campana interessate
al controllo del Sud, decide
di mandare aiuti in Sicilia.
Nonostante un tentativo di
Cartagine di evitare lo scontro,
i Romani forzano la situazione
fino alla rottura dei rapporti
diplomatici con Cartagine
(regolati da trattati rinnovati
periodicamente fino al 278). trasportare con rapidità uomi- l’area del conflitto in Africa. (Palermo, Lilibeo), sconfitte
La prima fase del conflitto ni e rifornimenti dall’Africa. La spedizione si risolve in un (Trapani), ma senza risultati
vede come teatro delle opera- Nel 261, avvalendosi dell’e- disastro, sia per l’inadeguata definitivi. L’ultimo scontro,
zioni la Sicilia. Qui i Romani sperienza delle città di mare preparazione militare dei nel 241, presso le Egadi, si ri-
ottengono alcuni successi e co- alleate, è allestita una flotta soldati, sia per la temerarietà solve però con una vittoria del
stringono Gerone, sconfitto, ad di 100 quinqueremi: l’anno del comandante. Il suo rifiuto console Gaio Lutazio Catulo
allearsi con loro. Le tappe della dopo, a Milazzo, il console sconsiderato delle proposte sul cartaginese Annone.
penetrazione dell’isola sono Gaio Duilio sconfigge il ne- di pace cartaginesi conduce Questi verrà giustiziato,
costituite dall’espugnazione di mico con una battaglia navale alla distruzione dell’esercito. secondo il costume cartagi-
Messina (per mano di Valerio di singolare impianto. I Ro- È il 255 a.C. e al disastro si nese di condannare a morte i
Massimo onorato del cognome mani, grazie a dei ponti mo- aggiunge il disastro: una tem- generali sconfitti in battaglia.
trionfale di Messalla) e dalla bili forniti di uncini (corvi), pesta annienta la flotta roma- Le condizioni di pace dettate
successiva presa di gettati sulle navi avversarie, na su cui si erano imbarcati i a Cartagine prevedono lo
Agrigento nel 262 a.C., dopo trasformano la battaglia superstiti. I Romani trovano sgombero della Sicilia e delle
un assedio di sette mesi. I Ro- navale in uno scontro corpo nelle tempeste un nemico isole limitrofe, la restituzione
mani si rendono tuttavia conto a corpo di tipo terrestre. implacabile quanto i Carta- dei prigionieri di guerra e il
che per neutralizzare Cartagine La vittoria non è comunque ginesi. La scarsa esperienza in pagamento di un’indennità
è necessario affrontare i nemici decisiva e la guerra si protrae campo nautico non permette di guerra. Ma la potenza di
sul mare, loro punto di forza. con alterne vicende. Nel 256 ancora loro di navigare con Cartagine rimane quasi intat-
I Cartaginesi si servono infatti la vittoria navale presso Capo sicurezza per mare. ta: la città è ancora in grande
della flotta per compiere scor- Ecnomo incoraggia il console Seguono anni difficili, di prosperità economica e politi-
rerie contro le coste italiche e Attilio Regolo ad allargare vittorie, naufragi, assedi camente autonoma.

50 ROMA ANTICA
Trattative di pace cartaginese in territorio In basso, scena di un
tra Lutazio Catulo romano e segna di fatto porto fluviale in un ROMA E CARTAGINE ALLA FINE
DELLA PRIMA GUERRA PUNICA
e Amilcare (o Attilio la fine della prima affresco attribuito
Regolo) in un affresco guerra punica. a Ludius (o Studius),
di Jacopo Ripanda, Le ostilità riprenderanno 30-20 a.C. (Roma,
1510 circa (Roma, quattro anni più tardi. Villa Farnesina).
Palazzo dei Conservatori). Secondo Plinio il Vecchio
La sconfitta alle isole l’artista fu inventore Roma
Egadi nel 241 costituisce della pittura di paesaggi,
Cadice
una momentanea battuta un genere da allora molto Malaga Napoli
d’arresto nell’espansione usato negli affreschi.
Tangeri Icosio Messina
Lilibeo
La prima guerra punica si protrae per ben ventiquattro Cartagine Siracusa
anni (264-241), allargandosi progressivamente dalla Sici- Tapso
lia alla Sardegna e alla Corsica, fino alla tragica campagna Mengine
africana di Attilio Regolo. Con una straordinaria capacità
Domini romani nel 264 a.C.
di adeguamento a nuovi modi di combattere (ne hanno già
Conquiste romane alla fine
dato prova durante le guerre sannitiche) i Romani riescono a della prima guerra punica (241 a.C.)
fronteggiare la marineria cartaginese costruendo per la prima Domini di Cartagine nel 264 a.C.
volta una grande flotta da guerra e avendo inaspettatamente
la meglio in più di una battaglia navale. Nonostante le ripe-
tute manifestazioni di entusiasmo e di militarismo estremo, quelle romane; le condizioni di pace dettate dalla repubblica
il conflitto si rivela tuttavia ben presto logorante e alla lunga impongono dunque l’abbandono della Sicilia, alla quale si
insostenibile: le perdite di vite umane sono ingenti e, causa aggiungono presto la Sardegna e la Corsica: approfittando
l’inesperienza del mar Mediterraneo, ai danni inferti dai ne- di una rivolta dei mercenari cartaginesi in Sardegna, nel 238
mici si aggiungono i naufragi dovuti alle tempeste. Le risorse Roma esige infatti con estrema freddezza la consegna anche
di Cartagine si esauriscono comunque più velocemente di di queste due isole.

ALLA CONQUISTA DEL MEDITERRANEO 51


I CARTAGINESI colonie fenice, Cartagine (fon- annuale di due “suffeti” e sul grado di migliorare la propria
I Fenici abitano una striscia data alla fine del IX secolo potere di un consiglio vitali- condizione e ottenere l’eleggi-
di territorio lungo la costa del a.C.) presenta la singolarità zio di trenta membri e di un bilità alle cariche pubbliche.
Mediterraneo orientale (gros- di un’espansione verso l’en- altro consiglio, pure vitalizio L’intensa vita religiosa di
so modo la costa dell’attuale troterra e la formazione di di 300 membri: il popolo non questo popolo di marinai – ai
Libano) compresa tra forma- un impero nel Mediterraneo ha alcun potere. quali si deve l’invenzione e la
zioni statali assai potenti co- occidentale, costellato di sta- Aristotele, nella Politica di- diffusione dell’alfabeto – ha
me l’Egitto, la Mesopotamia, zioni commerciali cartaginesi mostrandosi colpito dalla tratti raccapriccianti, come
il regno ittita: chiusi in una (Cartagena e Sagunto in Spa- rassegnazione del popolo l’olocausto delle vite umane.
regione ristretta, rivolgono i gna; Sulci, Olbia e Tharros in cartaginese di fronte all’oli- In determinate occasioni di
propri interessi verso il mare, Sardegna; Mozia, Panormo e garchia, ne dà una plausibile grave pericolo i devoti sacrifi-
diventando audaci marinai Solunto in Sicilia). spiegazione: il popolo non cano i loro primi nati, quanto
e abili commercianti, capaci Fin dall’età più antica la Feni- ha interesse a modificare la di più caro hanno al mondo,
di monopolizzare il com- cia è suddivisa in città stato, situazione perché l’impero gli dimostrando con ciò la loro
mercio nella maggior parte ciascuna delle quali si sente consente di trarre vantaggio sottomissione alla divinità.
del Mediterraneo. Colonie indipendente rispetto alle dai lauti introiti confluiti in Una civiltà di luci e di ombre,
fenice vengono fondate in altre. Il potere del re, posto a città; inoltre, poiché la classe di splendori e di misteri, che
Spagna, in Africa, nella isole capo della città, viene sovente più elevata, che è l’unica ad a- anche per le sue contraddizio-
del Mediterraneo come Mal- controbilanciato da quello vere diritto all’elettorato pas- ni non cessa di esercitare
ta, la Sicilia, la Sardegna. Le della casta sacerdotale, dedita sivo, può essere ampliata dai il suo fascino.
colonie sono semplici empori al culto del principale dio del nuovi arricchiti, ognuno è in
commerciali, eccezion fatta luogo, e da un consiglio di
per Cartagine che, secondo il anziani. Con il tempo molte
racconto tradizionale, avrebbe città (e Cartagine è fra queste)
origine da un rivolgimento sostituiscono al regime mo-
nella città fenicia di Tiro e narchico quello repubblicano
dalla conseguente fuga di par- fondato sulla magistratura
te della popolazione guidata
dalla regina Didone.
Di fatto, rispetto alle altre
Rilievo con nave Annibale attraversa
mercantile fenicia le Alpi in un affresco
proveniente da Ninive, di Jacopo Ripanda, inizi
VII secolo a.C. del XVI secolo (Roma,
(Londra, British Palazzo dei Conservatori).
Museum). Il condottiero cartaginese,
sceso in Italia nel 218
a.C. nel corso della
seconda guerra punica,
qui è un “moro” vestito
alla maniera ottomana.

LA SFIDA DI ANNIBALE La strategia di Annibale è ben nota: passati Pirenei e Alpi,


Prostrata dalle conseguenze della guerra appena conclusa, il cartaginese nel 218 entra in Italia e percorre la penisola da
Cartagine non trova inizialmente la forza di reagire. I sosteni- nord a sud, cercando di attirare a sé le comunità italiche e
tori dell’espansione nel Mediterraneo riescono tuttavia infine ottenendo inizialmente successi elettrizzanti, mentre a Roma
a prevalere, ancora una volta, su quanti parteggiano per un il suo arrivo in Italia desta enorme preoccupazione.
più tranquillo impegno in Africa; le conquiste puniche ope- La lenta ripresa romana inizia con l’adozione della celebre
rate negli anni successivi in Spagna dai Barcidi, la famiglia di tattica di “temporeggiare”, sostenuta da Quinto Fabio Massi-
Annibale, sono all’origine di una nuova, più decisiva, guerra mo: evitare le battaglie frontali, marcando stretto il nemico e
contro Roma. impegnandolo in logoranti schermaglie inconcludenti.

ALLA CONQUISTA DEL MEDITERRANEO 53


LA SECONDA esclusivamente in battaglie pone l’adozione di una tattica l’alleanza con il re di Mace-
GUERRA PUNICA campali, dove Annibale può attendistica, volta a logorare donia Filippo V non porta
L’assedio posto da Annibale contare sulla forza della ca- il nemico. Ma la sua proposta risultati, mentre la tattica di
alla città di Sagunto, alleata valleria e sulla sua maggiore verrà accolta soltanto dopo la Fabio Massimo (il Temporeg-
di Roma, nel 219 a.C., e la sagacia tattica. Nel 218 scon- disastrosa sconfitta di Canne giatore), eletto dittatore dopo
caduta della città (218) costi- figge gli eserciti consolari due nel 216 in Apulia, dove cade la morte dei due consoli in
tuiscono il casus belli. volte, presso il Ticino e sulle il console Paolo Emilio. La battaglia, impedisce al carta-
Valicate le Alpi, il cartaginese sponde della Trebbia, mentre disfatta provoca la defezione ginese lo scontro frontale. Gli
anticipa le azioni dei Romani le popolazioni padane si stac- di molte città meridionali, fra anni successivi vedono alcuni
e raggiunge la pianura pada- cano da Roma. I Romani, frat- cui l’antica alleata Capua. Re- successi Romani (riconquista
na. Il suo disegno mira non tanto, inviano un esercito in stano fedeli i popoli dell’Italia di Capua e Siracusa), guidati
tanto ad annientare la potenza Spagna, per ostacolare l’invio centrale – Etruschi, Piceni, da Fabio Massimo e Claudio
romana, quanto a ridimensio- di aiuti e rifornimenti all’e- Sabini – e le operazioni in Marcello, lo scudo e la spada
narla, favorendo la defezione sercito in Italia. Ma nel 217, Spagna proseguono con alcuni di Roma. Ma la guerra è in
delle popolazioni italiche da al Trasimeno, Annibale attira successi a opera dei fratelli una fase di stallo: Romani
poco sottomesse o insofferenti in una trappola e annienta Scipioni. e Cartaginesi sono ormai ai
del dominio di Roma. A dif- l’esercito del console Gaio La situazione per Annibale è limiti dello sforzo bellico,
ferenza della prima, la seconda Flaminio. A Roma l’anziano però bloccata: i rinforzi dalla le terre dell’Italia sono de-
guerra punica si combatterà Quinto Fabio Massimo pro- Spagna non vengono inviati, vastate, gli alleati stremati.

54 ROMA ANTICA
Rovine di Sufetula, Vespasiano e suo figlio Moneta con l’effigie
oggi Sbeitla, in Tunisia, Tito. Devastata dai di Annibale Barca,
a circa 250 km a sud vandali nel IV secolo 210 a.C. circa.
ovest di Cartagine, d.C., divenne nuova
lungo la via carovaniera capitale al posto di
per Zama. Cartagine nel 626.
Dopo la conquista
romana fu roccaforte
della legio III Augusta
e tutta la zona si popolò
e fiorì sotto l’imperatore

Le risorse di Annibale si sarebbero alla fine esaurite, e le degli Insubri, i Galli erano stati sottomessi e nel 218 erano
popolazioni passate dalla sua parte si sarebbero alla lunga stan- state create le colonie latine di Piacenza e Cremona. I primi
cate; mentre le operazioni militari condotte parallelamente in successi di Annibale nella penisola hanno provocato il pas-
Spagna tagliano fuori la fonte principale della forza economica saggio dei Galli dalla parte di Cartagine; conclusa la guerra,
cartaginese e distolgono dall’Italia energie utili. Il passaggio Roma mette dunque mano organicamente alla riconquista
della conduzione della guerra nelle mani di Publio Cornelio della pianura padana. Nella prima metà del II secolo Galli e
Scipione (il futuro “Africano”, come verrà soprannominato a Liguri vengono sconfitti e nella Cisalpina viene avviato un
scopo onorifico in seguito alla vittoria finale) segna la svolta intenso processo di romanizzazione, che nel secolo successivo
decisiva. Optando per una strategia più combattiva e risoluta, coinvolge in misura sempre crescente anche la Transpadana.
ma cogliendo anche i frutti delle precedenti azioni, Scipione In queste regioni popolate per lo più da tribù seminoma-
sferra il colpo mortale a Cartagine portando la guerra diretta- di, Roma promuove l’urbanizzazione, la sedentarietà e l’a-
mente in Africa e sconfiggendo in modo definitivo Annibale gricoltura, costruendo strade, fondando colonie e operando
nel 202 a Zama. bonifiche. La parte centro-settentrionale della penisola attrae
Dopo la seconda guerra punica la Spagna rimane nelle il senato soprattutto per l’abbondante disponibilità di ter-
mani dei Romani, ma l’invasione di Annibale in Italia ha re fertili; l’intensa politica coloniale attuata viene incontro
azzerato i risultati ottenuti negli ultimi decenni del III secolo all’endemica fame di terre dei contadini romani, fame che
in Gallia Cisalpina, dove dopo la vittoria di Clastidium (Ca- aumenta a mano a mano che il perenne stato di guerra fa
steggio) e la conquista di Mediolanum, il principale centro alzare a Roma il numero dei poveri e diseredati.

ROMA E CARTAGINE NELLA SECONDA GUERRA PUNICA


Annibale deve abbandonare con Massinissa, re di Numi-
la Campania e ritirarsi nel dia: nel 202 a Naraggara (Za- Trebbia
Bruzio. ma), affronta Annibale che, (218 a.C.)

Sul fronte spagnolo, invece, rientrato in patria, ha raccolto


dopo la morte dei due Sci- in tutta fretta un esercito. Lo L. Trasimeno
(217 a.C.)
pioni, arriva con un coman- scontro si risolve con la pri- Canne
Sagunto Roma (216 a.C.)
do straordinario il giovane ma, ma definitiva sconfitta
Capua
figlio di uno di essi, Publio di Annibale in una battaglia
Nuova
Scipione. Fra il 210 e il 206 campale. Cartagine
Lilibeo
egli caccia i Cartaginesi dalla Le condizioni di pace sono du-
Spagna, mentre il fratello rissime: Cartagine è costretta Cartagine
Zama
di Annibale, Asdrubale, che a rinunciare a una politica Italia romana (202 a.C.)
tenta di portare rinforzi dalla estera autonoma e al controllo
Province romane
Spagna in Italia, viene sconfit- di tutti i territori ad esclu-
Conquiste romane fino al 201 a.C.
to al Metauro (207). sione della Libia; inoltre deve
Console nel 205, nonostan- pagare un forte indennizzo di Territori cartaginesi

te l’opposizione del senato, guerra, consegnare la flotta e Marcia di Annibale Controffensiva


e sue vittorie e vittorie romane
Scipione decide di portare la riconoscere Massinissa come
guerra in Africa, dove si allea re di Numidia.

ALLA CONQUISTA DEL MEDITERRANEO 55


Verso di un denario Anatre e antilopi
di argento con il profilo raffigurate sulla parete
di Scipione l’Africano, di una stanza della villa
110 a.C. circa. dei Papiri a Ercolano,
I secolo a.C.
(Napoli, Museo
Archeologico Nazionale).

LO SGUARDO A ORIENTE L’ORIENTE NEL III SECOLO A.C.


Alla fine del III secolo a.C. i Greci orientali hanno ormai IA MACEDONIA Regno
ON di Tolomeo I
ED
avuto modo di farsi di Roma un’opinione abbastanza articola- M
AC PAFLAGONIA Regno
ta: le conquiste in Italia (in Magna Grecia soprattutto), la lotta Pergamo di Antigono I
FRIGIA IA
per il predominio con Cartagine hanno suscitato rinnovato EN Regno
Atene M
Efeso AR di Seleuco I
C ILICIA
interesse; la sconfitta subita da Pirro, uno dei protagonisti
ME MEDIA
dello scenario politico ellenistico, ha destato stupore. SO
PO ATROPATENE
Creta Antigonia TAMI
Il primo intervento diretto di Roma in Oriente è Cipro
A
MEDIA
tuttavia costituito da due guerre di lieve entità, com- Damasco
Tiro Seleucia
battute in Illiria, dove la repubblica acquisisce alcune
Babilonia
posizioni; motivo delle operazioni è difendere la sicu- Alessandria Susa

CA
rezza degli alleati italici e il proprio predominio sul-

RM
EGITTO

AN
ARABIA

IA
l’Adriatico contro le attività piratesche svolte in quel mare
dalla regina illirica Teuta. Nel 228 ambasciatori del senato
visitano la Grecia e alcune città ringraziano ufficialmente i tutti i “barbari” sono per tradizione esclusi. L’Illiria e la Grecia
Romani quali loro salvatori dall’ossessione della pirateria; Ro- sono tuttavia comprese all’interno della sfera di interesse della
ma è persino ammessa ai giochi istmici di Corinto, dai quali Macedonia, uno dei regni che si contendono l’Oriente: ancora

ANNIBALE III di Siria, probabilmente in Personalità complessa, Scipio- il soprannome di Africano.


E SCIPIONE veste di consigliere militare in ne coniuga le indubbie doti Dopo un decennio trascorso in
Annibale nasce nel 247 a.C. da funzione antiromana. Dopo la con una particolare abilità nel sordina sconfigge, come legato
Amilcare Barca (dal fenicio ba- sconfitta di Antioco a Magne- valorizzarle. Fin da ragazzo del fratello Lucio, il re di Siria
raq, “fulmine”), generale carta- sia, i Romani ne reclamano la (nasce verso il 235) ama far Antioco III (190-189).
ginese che combatte in Sicilia consegna ed egli ripara a Creta. credere di agire su consiglio Scipione tuttavia non nascon-
nella prima guerra punica; dal La sua parabola si conclude in divino, tanto che si diffonde la de simpatie per la cultura e i
padre eredita l’odio per i Ro- Bitinia. Qui sostiene e inco- convinzione di una sua origine costumi ellenistici e spinge
mani. Tattico geniale, protago- raggia il re Prusia, nella lotta divina. Non accreditando tali per un maggiore impegno
nista della seconda guerra pu- contro un alleato di Roma, voci né smentendole, Scipio- di Roma in Oriente. Questo
nica (218-202), dopo la scon- Eumene di Pergamo, parteci- ne crea intorno a sé un alone atteggiamento fa sì che egli
fitta si impegna come suffete pando al conflitto come capo carismatico. Il coraggio dimo- si attiri le ire degli opposito-
(alto magistrato) a risollevare della flotta (184). Ma i Roma- strato al Ticino (218), quando ri, raccolti intorno a Catone,
la situazione della patria, ma ni temono ancora l’intelligenza salva la vita del padre ferito, e che lo trascinano due volte in
è costretto, nel 196, a fuggire di questo nemico ridotto ormai alcuni atti di valore nei mesi tribunale. Amareggiato dall’a-
all’arrivo di una commissione alla condizione di esule. All’ar- successivi, inducono i romani sprezza dell’attacco, si ritira a
di inchiesta inviata da Roma rivo di una delegazione romana a nominarlo successore del vita privata nella sua villa di
per valutare e condannare la per chiederne la consegna, si padre in Spagna. Il successo di Literno, in Campania, senza
sua opera di riforme. Resta sottrae alla cattura con il suici- Zama segna l’apice della sua attendere l’esito del giudizio.
cinque anni presso Antioco dio (183). carriera: Roma lo onora con Muore nel 183.

56 ROMA ANTICA
una volta dunque, un’iniziativa di portata limitata e a scopi bacino dell’Egeo, all’Asia Minore e alla Grecia, appunto, dove
prevalentemente difensivi pone le basi per ulteriori scontri sopravvivono le antiche leghe (l’etolica, l’achea e la beotica) e
armati e ingerenze in aree più ampie. alcune città indipendenti come Atene.
L’Oriente ellenistico incontrato da Roma, frutto della La politica condotta inizialmente dal senato in tale conte-
spaccatura dell’impero di Alessandro Magno, è un insieme sto mira a mantenere le potenze ellenistiche in un equilibrio
variegato di stati e staterelli in perenne attrito gli uni contro di poteri costante, in modo che nessuna di esse possa emerge-
gli altri: all’interdipendenza economica e culturale fa riscontro re sulle altre e Roma risulti, in definitiva, la sola vera arbitra
un equilibrio politico-militare estremamente precario. La Si- di tutti i giochi. Contro l’espansionismo degli stati più forti
ria dei Seleucidi e la Macedonia sono in fase di vigorosa espan- il senato sostiene quindi la parte dei deboli, assumendosi il
sione: la Siria, ai danni dei piccoli regni di Pergamo e Rodi e ruolo tradizionale di garante dell’indipendenza della grecità:
del regno dei Tolomei in Egitto, con il quale si contende da le città greche, orgogliose della loro libertà ma manifesta-
tempi immemorabili il possesso della Celesiria, una regione mente incapaci di tutelarsi da sole, dipendono sempre dall’a-
nel mezzo tra i due stati; la Macedonia è invece interessata al iuto altrui.

ALLA CONQUISTA DEL MEDITERRANEO 57


L’ORIENTE strativo. Nuove forme di vita nia e Grecia. La circostanza mentre si afferma l’astrologia,
ELLENISTICO politica economica e culturale storica fondamentale è che la come pseudoscienza nelle for-
Dopo la morte di Alessandro si diffondono nel regno dei polis, come centro propulsore me e nei modi giunti fino ai
Magno (356-323 a.C.) tre Seleucidi in Siria, in quello dei di vita non esiste più; allo nostri giorni. Merita attenzio-
grandi regni raccolgono Tolomei in Egitto, e in quello stesso tempo però, la rottura ne anche Pergamo che, dopo
l’eredità di un impero im- degli Antigonidi in Macedo- degli angusti confini della la sconfitta di Antioco III
menso conquistato nel corso città-stato apre la via della co- sul Sipilo (190 a.C.) inizia la
di pochi anni e ancora in via lonizzazione e dell’espansione propria ascesa, con la dinastia
di consolidamento dal punto culturale su tutta l’ecumene: degli Attalidi, fino a divenire
di vista politico e ammini- mentre ad Atene si continua una grande potenza, grazie
a vagheggiare il sogno della anche all’amicizia con Roma.
sovranità della città libera A questa ascesa politica si
e autonoma, la nuova realtà accompagna una grande fio-
storica appartiene ai nuovi ritura artistica e culturale. È
regni e quindi ai nuovi centri: bene precisare però che, nono-
Antiochia sull’Oronte, Se- stante l’asse si sia spostato più
leucia sul Tigri e soprattutto a oriente, tuttavia la cultura
Alessandria, la città fondata dell’ellenismo nel periodo
dal grande conquistatore ma- in cui dà i maggiori frutti
cedone sul ramo occidentale è essenzialmente greca: la
del delta del Nilo. Qui, la diffusione di questa cultura è
sollecitudine dei Tolomei ha affidata alla koiné greco-attica:
portato alla fondazione del i sovrani macedoni, fanno del
Museo, un centro di lavoro dialetto parlato ad Atene nel
scientifico che permette agli IV secolo la lingua ufficiale
studiosi di dedicarsi a ogni e ne assicurano la diffusione.
tipo di ricerca, e dell’enorme La notevole influenza che la
Biblioteca ad esso annessa. civiltà greca eserciterà sulla
La nuova città ha una di- cultura romana e che porterà
mensione gigantesca ed è non all’ellenizzazione di que-
costituita secondo i criteri sta ma a un fecondo confron-
urbanistici di Ippodamo, con to, è un aspetto del “miracolo
lunghe strade che si incrocia- ellenico”.
no ad angolo retto, con i suoi In Occidente l’ellenizzazione
porti artificiali, con la torre si svolgerà in maniera sostan-
illuminata sull’isola di Faro, zialmente differente perché
opera di Sostrato di Cnido, diverso è l’humus su cui attec-
più tardi annoverato fra le chisce, e l’uomo romano, le-
meraviglie del mondo e col gato alle proprie origini con-
quartiere reale che comprende tadine e pragmatico in ogni
gli edifici della corte, le caser- manifestazione della propria
me, le cancellerie, il museo, esistenza, conserverà sempre
un teatro e forma una città la consapevolezza della supe-
nella metropoli. Nell’Egitto riorità delle proprie qualità
tolemaico fioriscono l’arte e razionali in generale e politi-
la scienza ellenistica: qui A- che, in particolare, rispetto ai
ristarco di Samo arriva a con- Greci un po’ filosofi, un po’
cepire la teoria eliocentrica astrologi e un po’ effeminati.

58 ROMA ANTICA
Galata Ludovisi, per non cadere in mano Alessandro Magno in Il mosaico è con ogni
copia romana in marmo nemica. La scultura sella al suo cavallo probabilità copia di un
del I secolo a.C. da fa parte di un gruppo Bucefalo in un dipinto del pittore greco
un originale in bronzo di statue volute dal re particolare del mosaico Filosseno di Eretria
attribuito a Epigono, Attalo di Pergamo pompeiano dedicato (III secolo a.C.).
risalente al III secolo per celebrare la vittoria alla Battaglia di Isso L’Oriente incontrato
a.C. (Roma, Museo su questa stirpe celtica (novembre 333 a.C.) da Roma è frutto della
Nazionale di Palazzo nel 230, a conclusione ritrovato nella Casa dissoluzione dell’impero
Altemps). di una scorreria del Fauno, 100 a.C. macedone, avvenuta dopo
Il guerriero sconfitto che li aveva portati circa (Napoli, Museo la morte del condottiero
uccide sé e la moglie in Grecia. Archeologico Nazionale). nel 323 a.C.

CONTRO MACEDONIA E SIRIA non si tira indietro. Tito Quinzio Flaminino, che conduce le
Nel 215 il re della Macedonia Filippo V, per contrasta- operazioni dal 198, attraverso un’abile ed energica attività
re l’intromissione romana in Oriente, coglie l’occasione of- diplomatica riesce a ottenere l’alleanza della lega etolica, della
ferta dalla seconda guerra punica e stringe un’alleanza con lega achea e di Sparta. Vinta la battaglia decisiva a Cinoscefale,
Annibale. Per liberare l’Italia dalla minaccia di uno sbarco in Tessaglia, impone a Filippo di ritirarsi dalle città greche
macedone, Roma si allea a sua volta con gli Etoli, i quali occupate e, nel 196, ai giochi istmici proclama solennemente
tengono impegnato Filippo in Grecia; ma una volta ripreso la libertà della Grecia in mezzo all’entusiasmo generale. Ri-
il possesso dei porti italici, gli Etoli vengono abbandonati dimensionata la potenza macedone, è la volta della Siria di
da Roma a loro stessi e costretti a siglare una pace separata Antioco III: le operazioni sono in parte condotte da Scipione
con la Macedonia, con la quale Roma stessa stipula nel 205 l’Africano. Dopo lo scontro finale a Magnesia, la pace di Apa-
la pace di Fenice. mea impone nel 188 alla Siria il ritiro dall’Asia Minore a nord
L’emergenza cartaginese distoglie per qualche tempo i della catena del Tauro: questi territori, di fatto nelle mani di
Romani dai problemi orientali; ma quando Atene, attacca- Roma, vengono affidati parte a Pergamo e parte a Rodi; le
ta da Filippo, chiede aiuto, Roma, secondo schemi ben noti, città che lo meritano vengono anch’esse “liberate”.
IL SENATO prende provvedimenti contro indossa il laticlavio – una tu- sono quindi tenuti a esprimere
Al senato spetta in campo culti pericolosi per la sicurezza nica con un’ampia lista di por- il loro parere secondo una ge-
legislativo la decisione delle delle istituzioni. I magistrati, pora –, i calzari rossi e l’anello rarchia ben definita. Il primo
proposte di legge da presen- la cui azione è limitata dal vin- d’oro, beneficia di un posto dell’albo è il senatore più an-
tare ai comizi, l’approvazione colo dell’annualità, consultano distinto negli spettacoli ziano, il princeps senatus: in età
dei principi fondamentali del il senato per ogni questione e nelle cerimonie ufficiali. imperiale il titolo di princeps
diritto, in ambito esecutivo di politica interna, finanziaria È soggetto ad alcune limita- senatus sarà dell’imperatore.
la dichiarazione dello stato di e religiosa. zioni, poiché, almeno in teoria, Segue la votazione delle propo-
emergenza, con il conferimen- Originariamente il senato si non può possedere navi di ste. Con il principato il senato
to di pieni poteri ai consoli, compone di 300 membri sia grossa stazza e ottenere appal- viene progressivamente esau-
la mobilitazione dell’esercito, di famiglie patrizie che plebee, ti, ma deve fondare le proprie torato, restando salvo l’aspetto
la proroga dei comandi stra- numero che Silla raddoppia, risorse esclusivamente sulla esteriore del suo antico presti-
ordinari, la divisione delle Cesare porta a 900 e Augusto proprietà fondiaria. gio. Sono lasciati al consiglio
province tra i comandanti, il riduce nuovamente a 600. Le sedute del senato, convocate solo funzioni formali, prive di
conferimento del trionfo per i Il criterio di eleggibilità da un console o da un tribuno reale peso politico, per esempio
generali vittoriosi, la fissazione è all’inizio quello dell’anziani- della plebe, possono tenersi l’amministrazione dell’Italia
del gettito fiscale delle aree tà. Può essere creato senatore nella Curia, ma anche in un e delle province pacificate, la
conquistate. chi abbia un’età minima luogo diverso, un tempio per gestione dell’erario. In realtà
Per quanto concerne la politica di 60 (poi 46) anni. esempio, come quello di Giove il principe, grazie al diritto di
estera è diritto del senato La scelta spetta al re, poi al Statore o quello della Concor- nominare senatore e di espel-
dichiarare guerra, ratificare console, e dal 312 al censore. dia, ma sempre a una distanza lere chi vuole, ne determina
i trattati di pace e di alleanza, In seguito ogni ex magistrato inferiore a un miglio dalla cit- la fisionomia.
ricevere ambasciatori stranieri, entrerà a far parte del senato tà. Pur non essendo pubbliche Al senato resta la facoltà di
inviarne a sua volta, ratificare automaticamente. le riunioni sono a porte aperte. nominare l’imperatore, in caso
l’organizzazione delle aree La carica è vitalizia, ma i sena- Alle cerimonie di apertura di vuoto di potere, e di legitti-
conquistate prevista dai ma- tori possono essere espulsi dal segue di norma l’esposizione mare il potere imperiale, oltre
gistrati. Il senato controlla consesso se ritenuti dal censore delle questioni all’ordine del a quella di decretare la diviniz-
l’erario e il bilancio dello stato, indegni, perché colpevoli di giorno da parte del magistrato zazione dell’imperatore o la sua
stabilisce cerimonie, sacrifici, azioni disonorevoli. Il senatore o dell’imperatore. I senatori damnatio memoriae.

60 ROMA ANTICA
Appio Claudio Cieco La morte di Didone, Le rovine di Corinto, altre città della Grecia,
condotto in Senato, affresco miniatura quattrocentesca devastata da Lucio mentre il bottino di opere
di Cesare Maccari, 1882 nel Codex Vergilius Mummio nel 146 d’arte e suppellettili
(Roma, Palazzo Madama). Vaticanus. Secondo a.C., lo stesso anno arriva nelle case
L’artista raffigura i più tenaci l’Eneide, la regina della distruzione di romane, contribuendo a
difensori delle istituzioni dello cartaginese si tolse la vita Cartagine. Il saccheggio orientarne il gusto verso
stato in scenari caratterizzati da dopo l’addio di Enea. serve come esempio per le la civiltà ellenistica.
un’evidente aderenza filologica. (Città del Vaticano,
Biblioteca Apostolica
Vaticana).

UNA GESTIONE DIFFICILE sforzo di mediazione. Gli uomini politici romani in grado di
Le condizioni di pace imposte a Cartagine dopo Zama sono destreggiarsi in complicate relazioni con i reggenti stranieri
durissime: Roma tenta di fiaccarne la potenza economica e raggiungono a Roma e fuori un prestigio tale da allarmare
militare, privandola in pratica dell’autonomia; inoltre innalza gli esponenti del loro stesso ceto. Intanto, la pacificazione
un proprio alleato, Massinissa, al trono della Numidia, un della Spagna esige un’azione militare costante e gravosa, che
regno africano confinante col territorio della città punica e dissangua le risorse e rende il senato sempre più intollerante.
suo tradizionale nemico. La politica dell’equilibrio condotta
in Oriente, d’altra parte, basandosi sul favore degli stati alleati PUGNO DI FERRO SULLA GRECIA
e amici di Roma, prevede l’acquisizione delle sole posizioni Una ventina d’anni dopo Cinoscefale, la Macedonia risve-
indispensabili. In entrambi i casi si tratta di scelte che rispar- glia le sopite velleità espansionistiche ai danni delle città gre-
miano alla classe dirigente, ritrosa alle innovazioni istituzio- che, le quali peraltro iniziano a sentire troppo stretta la libertà
nali, l’incombenza di occupare stabilmente ampie porzioni concessa loro da Roma. È a questo punto che il senato decide
del bacino del Mediterraneo e di costruire per esse strumenti di cambiare drasticamente rotta: Lucio Emilio Paolo invade
di governo specifici. la Macedonia e batte nel 168 a Pidna il re Perseo, figlio di
L’impegno diplomatico è tuttavia ingente: gli stati e sta- Filippo V; la monarchia macedone viene soppressa e il regno
terelli orientali, che non cessano di essere in attrito gli uni frammentato in quattro repubbliche distinte.
contro gli altri, coinvolgono continuamente Roma nell’arbi- Punizioni spietate colpiscono quanti durante il conflitto
traggio di insolubili contese, mentre in Nordafrica ripetute hanno mostrato ostilità a Roma o hanno lasciato trapelare la
scaramucce per questioni di confine richiedono uno snervante benché minima traccia di incertezza: Rodi, che ha infelicemen-

ALLA CONQUISTA DEL MEDITERRANEO 61


I ROMANI giunti altri stibadia o triclinia. un ambiente riscaldato e poi di altri alimenti; inoltre es-
A TAVOLA Si mangia sdraiati, appoggian- in un luogo più fresco; quando sendo organi legati alla sfera
Gli antichi romani hanno tre dosi col gomito sinistro men- la fermentazione è terminata genitale, sono considerati
pasti principali: jentaculum tre il braccio destro è libero di si pressa il tutto e si filtra il dai superstiziosi romani utili
corrispondente press’a poco attingere nel piatto di portata, sughetto che affiora: il garum contro il malocchio; si man-
alla nostra prima colazione, con la mano. Quanto alla cuci- appunto. Il deposito (ales) si gia anche l’asino selvatico,
prandium e cena. Il poeta Mar- na a noi sembrerebbe in parte vende a poco prezzo a chi non l’onagro, il ghiro, il fenicot-
ziale riferisce che lo jentaculum orientale, in parte medievale: può permettersi il garum che, tero di cui è ricercatissima
è composto da pane e formag- molto aromatizzata con salse imbottigliato in anforette, la lingua; molto usati anche
gio, mentre il pranzo è fatto complicate, che operano il viene etichettato col nome del i volatili: polli e galline, ma
con pane e carne fredda, ver- “mascheramento” degli ingre- produttore e la tipologia del anche pavoni, gru, cicogne.
dura o frutta, e vino: entrambi dienti, in modo da sorprendere prodotto. Dal garum si ricava Particolarmente apprezzati i
non rendono necessario appa- il palato di chi mangia. Dal anche il liquamen, salsa di se- pesci, allevati nelle piscine:
recchiare la mensa né lavarsi, ricettario di Apicio, gastro- conda qualità, altro ingredien- molluschi, ostriche, aragoste,
alla fine, le mani. Il pasto nomo di età imperiale, autore te onnipresente insieme con il seppie, polipi, ricci di mare,
principale è la cena, che inizia del De re coquinaria, traiamo vino cotto. Tra gli odori più arricchiti con salse di ogni
dopo il bagno, cioè intorno al- la maggior parte delle nostre usati vi è il pepe – utilizzato genere. I Romani conoscono
le 16 e in rari casi può protrar- conoscenze sulla cucina dei anche per la preparazione di diversi tipi di pane: il cibarius
si fino all’alba del giorno suc- romani. L’ingrediente irrinun- biscotti dolci – il cumino e il scuro e di poco prezzo, il se-
cessivo. Questi pasti dapprima ciabile è il garum, una specie ligustico, che cresce spontaneo condarius con farina integrale,
vengono consumati nell’atrio di salamoia usata forse al posto nei terreni incolti, dal forte l’autopyrus nero con farina non
in vista della strada, ma del sale difficile costosissima: potere diuretico. setacciata, il siligeneus, bianco

quando la casa acquista una in un recipiente si mettono I piatti forti sono a base di car- e di grano tenero, il parthicus
struttura più ampia e artico- alici, sardine e aringhe non e- ne: quella più comunemente spugnoso, il furfureus fatto con
lata e l’opulenza della classe viscerati e a questi si aggiun- usata è il maiale, sia da latte, la crusca. Più raffinati, il pane
dirigente lo rende possibile, gono pezzi di sgombri e di che adulto; particolarmente di Alessandria, cotto con gli
la cena si svolge nei triclinia, ricciole con interiora e teste; apprezzate sono alcune par- spiedi, il piceno, cotto in una
locali in genere ammobiliati infine erbe aromatiche e sale; ti delle scrofe: mammelle e pentola di coccio che si rompe
con tre divani su cui possono si lascia poi stagionare il pro- vulva, non tanto per il sapore a tavola, l’adipatus condito con
sdraiarsi tre persone; se gli dotto per due o tre mesi; per quanto per la possibilità di il lardo, il bucellatus, biscottato,
invitati a cena superano il accelerare la fermentazione, si essere manipolate dal cuoco l’ostearius, per accompagnare
numero di nove, vengono ag- colloca il recipiente prima in che può presentare sotto forma le ostriche.

62 ROMA ANTICA
Nature morte affrescate dai Romani: volatili, Dettaglio del fregio
sulle pareti della Casa anguille, funghi. dell’Altare di Zeus
dei Cervi a Ercolano, Le decorazioni parietali a Pergamo che
I secolo d.C. (Napoli, con nature morte rappresenta Atena mentre
Museo Archeologico di norma abbellivano sconfigge il gigante
Nazionale). il triclinium-ninfeo Alcioneo, IV secolo a.C.
Sono raffigurate alcune aperto sul giardino (Berlino, Staatliche
tra le pietanze predilette della villa. Museen).

te tentato la via della mediazione, è privata di alcuni territori


e stroncata economicamente con l’apertura di un porto franco
a Delo; la lega achea è costretta a consegnare mille ostaggi (tra
questi si trova Polibio che, condotto in Italia, inizia la propria
riflessione sulla costituzione romana); a scopo intimidatorio
settanta comunità epirote vengono distrutte, mentre tutta la
popolazione è ridotta in schiavitù. Roma non è più disposta a
tollerare né opposizioni, né ambiguità. Nel 148 una ribellio-
ne delle repubbliche macedoni, guidata da un pretendente al
trono di nome Andrisco, ha conseguenze ancor più estreme:
battuto da Cecilio Metello il rivoltoso, la Macedonia viene pri-
vata del tutto della propria indipendenza e trasformata, con an-
nessa la Grecia, in provincia, cioè in un territorio direttamente
sottoposto all’autorità di un magistrato della repubblica. La
distruzione della città di Corinto nel 146, conseguenza di una
successiva rivolta, suggella con la brutalità l’intera esperienza
dell’intervento di Roma nell’area orientale.
Una nuova durezza distingue anche la politica in Occi- Dalla fase del ridimensionamento degli avversari si passa
dente, dove la contemporanea distruzione di Cartagine pone a quella, più dura e decisa, delle soluzioni radicali; invece del
fine alla terza e ultima guerra punica, originata dall’ennesimo controllo indiretto, Roma preferisce incrementare il numero
attentato numidico alla solidità dei confini della città feni- delle province (già nel 227 erano state create quelle di Sicilia
cia; anche il territorio cartaginese viene trasformato in pro- e di Sardegna-Corsica; nel 197 si erano aggiunte la Spagna
vincia. Nel 133, infine, lo sterminio della piccola comunità Citeriore e la Ulteriore). Il governo di queste nuove realtà
di Numanzia, divenuta emblema della resistenza spagnola amministrative, assegnato all’inizio ai magistrati dotati di
all’occupazione, conclude crudelmente anni e anni di guer- comando militare, cioè ai pretori e ai consoli, attraverso suc-
riglie inconcludenti con tribù guerriere, sfuggenti e difficili cessive evoluzioni verrà poi stabilmente affidato a “propretori”
da battere. e a “proconsoli”, cioè a pretori e consoli usciti di carica.

POLIBIO Scipione Emiliano diviene Nel 150 ottiene di tornare in 5 libri, ampie parti dei libri
Fra i mille Achei giunti come consigliere e amico. Le relazio- Grecia, dove elabora il pro- 6-18 e frammenti del resto.
ostaggi a Roma nel 168, dopo ni con gli Scipioni gli permet- getto di una monumentale Per la prima volta un intel-
la vittoria sulla Lega achea, vi tono di entrare in uno degli opera storiografica in greco, lettuale greco pone al centro
è il quarantenne Polibio, figlio ambienti più vivi dell’oligar- le Storie, in 30 libri in cui della storia la potenza di un
di uno dei più alti magistrati chia romana. Polibio contribu- indaga le ragioni del successo popolo straniero, esamina
della Lega. Colto e competen- isce a promuovere il processo di Roma. Al nucleo originario e giustifica la grandezza dei
te, trova accoglienza in casa del di modernizzazione e apertura aggiunge poi 10 libri (ana- dominatori romani. Muore
vincitore, Lucio Emilio Paolo, verso la cultura greca della lizzati gli eventi fino al 144). in patria, a 82 anni, per una
dei cui figli Fabio Massimo e classe dirigente romana. Dell’opera leggiamo i primi caduta da cavallo.

ALLA CONQUISTA DEL MEDITERRANEO 63


I BACCANALI incentrati su cerimonie e riti bimento nell’alveo della reli- cinque volte al mese e annove-
Il rigido formalismo della di purificazione ed espiazione. gione ufficiale; appare tuttavia rano fra gli adepti sia uomini
religione tradizionale romana Il culto di Demetra, il culto di anche attento a eliminare con che donne, soprattutto di bassa
non offre risposte ai grandi in- Dioniso, quello della Magna la violenza o comunque a neu- estrazione sociale.
terrogativi riguardo al destino Mater, Cibele, l’orfismo rac- tralizzare tutti gli elementi di Il racconto di Livio ci informa
dell’anima dopo la morte, colgono dunque proseliti nel quei riti che possano risultare che le autorità decidono di in-
né è in grado di dare conforto mondo romano proprio perché in qualche modo pericolosi e tervenire perché rese sospettose
alle profonde inquietudini si rivolgono a ogni uomo, ri- comunque non assimilabili al dal carattere segreto delle ce-
esistenziali che agitano l’indi- spondono all’ansia di salvezza costume romano. È quanto ac- rimonie e a causa di voci che si
viduo, soprattutto in momenti del singolo e dell’intera comu- cade per esempio nel 186 a.C. sono diffuse riguardo ad azioni
di difficoltà e pericolo. nità. nei confronti del rito dionisia- delittuose compiute durante
Il contatto con la cultura gre- L’atteggiamento della classe co dei Baccanali. lo svolgimento dei riti. «E non
ca, a partire dalla fine del III dirigente romana di fronte ai I culti bacchici, basati su prati- ci si limitò a un solo tipo di
secolo a.C., apre i Romani alla nuovi culti si mostra general- che segrete, misteriche, e giun- reati, come stupri indiscrimi-
conoscenza di culti stranieri, mente ispirato a un ideale di ti a Roma dalla Campania, nati a danno di uomini liberi
per lo più di origine orientale, tolleranza e incline all’assor- hanno luogo in un bosco sacro e di donne: uscivano da quel

64 ROMA ANTICA
Scena di iniziazione
in un particolare dal ciclo L’ESPANSIONE DI ROMA
di affreschi della Villa
dei Misteri a Pompei, Milano Aquileia
I secolo d.C. È raffigurata Narbona
l’inizianda che si
abbandona alle lacrime.
Di fronte a lei una baccante Roma
(forse la stessa ragazza,
al termine del rito) intenta
nella sua danza sfrenata.
Atene
Domini romani nel 268 a.C.
Tapso
UNA CLASSE DIRIGENTE Domini romani nel 201 a.C.

IMPREPARATA Domini romani nel 121 a.C. Territori soggetti a Roma

Il fatto è che la città-stato Roma non è affatto preparata


a gestire un impero: il dibattito politico degli anni a cavallo ché costituisce un superamento della tradizionale politica di
tra III e II secolo a.C. documenta tutte le difficoltà incontrate deduzione di colonie: comporta infatti un ampliamento del
dalla classe dirigente nel fronteggiare le impreviste conse- territorio di Roma, con la annessione di un’area, lontana dalla
guenze dell’espansione. Urgono problemi di ordine ammi- città, abitata da cittadini romani.
nistrativo-istituzionale, di organizzazione e ripartizione dei
proventi delle conquiste, di confronto con modelli culturali LA BATTAGLIA
diversi. Ma di fronte a ogni innovazione presente o auspicabi- PER IL RINNOVAMENTO
le, il senato viene progressivamente irrigidendosi su posizioni Già altre volte, con provvedimenti analoghi, i contadi-
di decisa resistenza. ni romani hanno beneficiato dei territori italici annessi, ma
Alcuni episodi degli anni finali del III secolo denotano la questa volta l’aristocrazia senatoria si oppone alla proposta:
precisa volontà della parte più conservatrice del ceto di go- l’esistenza di gruppi sempre più numerosi di cittadini stan-
verno di tenere al riparo da ogni possibile pericolo l’equilibrio ziati lontano da Roma, e difficilmente controllabili, è ritenuta
sociale raggiunto nel corso della conquista militare dell’Italia. temibile.
E con esso la propria leadership politica. Qualche anno più tardi, un plebiscito proibisce ai senatori
Nel 232 il tribuno della plebe Gaio Flaminio riesce a far di possedere navi con una capacità superiore alle trecento anfo-
approvare una legge che prevede la divisione del Piceno (le re. I componenti del senato stanno approfittando a piene mani
Marche settentrionali), sottratto ai Galli Senoni, a titolo in- delle nuove opportunità di arricchimento offerte dal commer-
dividuale. L’attuazione del disegno è di grande rilievo per- cio marittimo; la società romana cessa di essere essenzialmente

laboratorio anche false testi- omicidio e altri gravi reati A Tiriolo, in Calabria, è stata reciproci di fede. Sono invece
monianze, testamenti e sigilli vengono condannati a morte. scoperta su una tavola di bron- permessi riti in cui il numero
contraffatti, delazioni; e poi, In realtà l’azione di repressio- zo – oggi conservata al Museo dei partecipanti non sia supe-
sempre da lì, venefici e ucci- ne violenta è dettata da una nazionale di Vienna – una riore a cinque (due uomini e
sioni di parenti con modalità preoccupazione di carattere copia del testo di quel senato- tre donne) e si stabilisce che
tali che talora non restavano politico: il timore che l’orga- consulto. In quell’area i culti per qualunque deroga sia ne-
neanche i corpi da seppellire. nizzazione segreta dei Bacca- bacchici trovavano adepti fra i cessario un permesso speciale
Molte di queste imprese avve- nali possa costituire la base pastori. Nella iscrizione si leg- del pretore o del senato.
nivano con l’inganno e, ancora di rivolte politiche, oltre che ge che il senato vieta di cele- Per i trasgressori è prevista la
più spesso, si osava ricorrere minare i principi fondamentali brare Baccanali e riti segreti sia pena capitale. La deliberazione
alla violenza». Nel 186 il se- della morale tradizionale. Il in pubblico che in privato, di deve entrare in vigore entro
nato ordina un “maxiprocesso” decreto (senatoconsulto) con tenere una cassa comune della dieci giorni dalla consegna del
contro gli adepti dei Baccanali. cui si delibera lo scioglimento setta, di avere un sacerdote dei testo ai consoli, responsabili
Con estremo rigore quanti di tutte le sette bacchiche vie- Baccanali, di prestare voti e della sua diffusione, con l’e-
sono riconosciuti colpevoli di ne pubblicato e divulgato nel giuramenti in comune; ordina liminazione dei riti bacchici
cospirazione contro lo stato, resto dell’Italia. inoltre di astenersi da vincoli presenti.

ALLA CONQUISTA DEL MEDITERRANEO 65


Dettaglio di mosaico Bassorilievo che
della Domus di Oceano, celebra la fondazione
che raffigura un di Aquileia, I secolo
amorino con tridente a.C. (Aquileia, Museo
impegnato nella pesca Archeologico Nazionale).
in groppa a un delfino, Secondo Tito Livio, i
III secolo a.C. (Luni, triumviri che fondarono
Museo Archeologico la colonia nel 181 a.C.
Nazionale). furono Publio Scipione
Nasica, Gaio Flaminio
e Lucio Manlio Acidino.

Gli elementi tradizionalisti del senato, tra i quali spicca


Catone (il Censore), temono gli effetti di questi personalismi
sulla stabilità del governo senatorio e paventano gli effetti del
contatto con la civiltà greca sul mos, su quel complesso di norme
di comportamento consolidatesi nel tempo e divenute un fatto
culturale vincolante per gli esponenti della classe dirigente. Di
fronte al rischio di una contaminazione della tradizione romana
e italica con lo sfarzo e il lusso orientali, Catone parteggia sem-
pre per una politica di aggressione anche spietata in Occidente.

SEGNALI DI CRISI
Lo scontro su questi temi si fa a volte violento e, secondo
un modello che verrà ampiamente seguito negli anni finali
della repubblica, si combatte in parte nei tribunali. Lo stes-
so Scipione è trascinato in giudizio da Catone, incriminato
nientemeno che per tradimento: le sottigliezze della politica
orientale messe in atto da Scipione nella sua campagna contro
la Siria ben si prestano a venir presentate a Roma come tenta-
tivi di accordo con il nemico. Messo con le spalle al muro da
un’accusa così infamante, nel 184 il vincitore di Zama accetta
la sconfitta, preferendo l’esilio a una probabile condanna.
una società di contadini. La legge tenta di ricondurre i gover- In quegli stessi anni i senatori più tradizionalisti propongono
nanti a occupazioni sentite tradizionalmente come proprie: la una serie di misure di normalizzazione che mirano a consolidare
politica, attività indiscutibilmente primaria, e l’agricoltura, il potere del gruppo dirigente e l’adesione ai valori tradizionali
ritenuta più nobile e più facilmente conciliabile con l’impegno italici. Nel 186 una decisione del senato vieta il culto dionisiaco
pubblico rispetto agli onerosi e rischiosi traffici. Si manifesta e le cerimonie relative, i baccanali, diffusi per lo più in Italia
poi un altro elemento dirompente. La difficoltà crescente delle meridionale e tra gli strati più poveri della popolazione. Alcuni
guerre affrontate fa emergere personalità capaci di coagulare anni dopo, una legge Cornelia Bebia cerca di regimentare le ele-
intorno a sé la lealtà delle truppe e il favore popolare. Nel zioni magistratuali punendo il crimine di ambitus, la propaganda
secolo di espansione mediterranea personaggi come Publio elettorale illecita. Nel 180, formalizzando pratiche ormai con-
Cornelio Scipione e Tito Quinzio Flaminino si costruiscono venzionali, la legge Villia stabilisce l’età necessaria per accedere
carriere folgoranti bruciando le tappe del cursus honorum che alle varie cariche e l’intervallo di tempo che deve intercorrere
la prassi ha ormai consolidato; le vittorie ottenute li elevano tra l’una e l’altra. Nel II secolo inizia anche la copiosa serie del-
a un grado di superiorità sui loro pari del tutto inconsueto; i le leggi suntuarie, peculiarità del mondo romano: un tentativo,
rapporti di clientela e amicitia intrattenuti con i reggenti elle- che continuerà fino ad Augusto, di limitare per via legislativa le
nistici, supportati da una profonda conoscenza e ammirazione spese personali (per l’abbigliamento, i divertimenti...) allo scopo
della cultura greca, premessa indispensabile del successo dei di impedire gli sprechi e l’ostentazione eccessiva. Ma la battaglia
comandanti romani in Oriente, rischiano di far apparire la res per capire come organizzare il nuovo dominio di Roma, e cosa
publica come una res di fatto privata. fare della repubblica deve ancora essere combattuta.

66 ROMA ANTICA
ALLA CONQUISTA DEL MEDITERRANEO DAL 275 A.C. AL 133 A.C.
275 a.C. Definitiva sconfitta di Pirro. 210 a.C. Publio Cornelio Scipione porta la guerra in
265 a.C. Roma interviene in Sicilia, nella sfera d’influenza Spagna per tagliare i rifornimenti ad Annibale.
cartaginese. 206 a.C. Asdrubale, fratello di Annibale, viene sconfitto
264 a.C. Scoppia la prima guerra punica. sul Metauro.
262 a.C. I Romani prendono Agrigento. 205 a.C. Scipione diventa console e si allea con
260 a.C. Il console Gaio Duilio sconfigge i Cartaginesi sul Massinissa, re di Numidia. Pace di Fenice
mare, a Milazzo. fra Roma e Macedonia.
256 a.C. Nuova vittoria romana sul mare a Capo Ecnomo. 202 a.C. Scipione sconfigge Annibale a Naraggara
255 a.C. I Cartaginesi distruggono l’esercito di Attilio (Zama).
Regolo e una tempesta distrugge la flotta dei 198 a.C. Tito Quinzio Flaminino inizia le operazioni
superstiti. in Grecia forte dell’alleanza con la lega etolica,
247 a.C. A Cartagine nasce Annibale. la lega achea e Sparta.
241 a.C. Alle Egadi il console Gaio Lutazio Catulo 197 a.C. Create le province romane di Spagna Citeriore
sconfigge Annone. e Ulteriore.
240 a.C. Livio Andronico mette in scena a Roma una 196 a.C. Annibale è costretto a fuggire in Siria, ospite
commedia tradotta dal greco. A lui si deve anche di Antioco III. Tito Quinzio Flaminino proclama
una traduzione dell’Odissea in latino. solennemente di restaurare la libertà della Grecia.
238 a.C. Roma esige da Cartagine la rinuncia alla 190 a.C. Sconfitta di Antioco III sul Sipilo.
Sardegna e alla Corsica. 188 a.C. Pace di Apamea: Scipione l’Africano impone
ca. 235 a.C. Nasce Publio Cornelio Scipione, poi detto il ritiro della Siria di Antioco III dall’Asia Minore
“l’Africano”. a nord del Tauro.
234 a.C. A Tuscolo nasce Catone. 186 a.C. “Maxiprocesso” contro gli adepti dei riti dionisiaci
232 a.C. Gaio Flaminio fa approvare la legge che prevede dei Baccanali, che vengono condannati a morte.
la divisione del Piceno a titolo individuale. Il culto dionisiaco è vietato.
227 a.C. Vengono create le province romane di Sicilia 184 a.C. Annibale è capo della flotta di Prusia, re della
e di Sardegna-Corsica. Bitinia dove si è rifugiato, e si scontra con
223 a.C. Flaminio diventa console: a lui si deve l’avvio della Eumene di Pergamo, alleato di Roma.
costruzione di una strada da Roma a Rimini. 183 a.C. Annibale si sottrae alla cattura da parte dei
220 a.C. Tito Maccio Plauto, di Sarsina, inizia a Romani suicidandosi. A Literno muore Scipione.
rappresentare le sue commedie: è il più grande Catone diviene censore.
autore di teatro latino. 168 a.C. Polibio, giunto a Roma come ostaggio dopo la
219 a.C. Annibale assedia Sagunto: il senato romano sconfitta della lega achea; è accolto in casa di
è incapace di reagire. Lucio Emilio Paolo e diventa consigliere dei figli
218 a.C. Sagunto cade in mano ai Cartaginesi: scoppia Fabio Massimo e Scipione Emiliano.
la seconda guerra punica. Annibale oltrepassa 150 a.C. Polibio torna in Grecia e inizia a lavorare alle
Pirenei e Alpi e sconfigge gli eserciti consolari Storie.
presso il Ticino e sulla Trebbia. Vengono create 149 a.C. Viene istituito il tribunale permanente per i reati
le colonie latine di Piacenza e Cremona. di concussione ai danni dei provinciali.
217 a.C. L’esercito di Flaminio è annientato al Trasimeno. 148 a.C. La Macedonia diviene una provincia di Roma.
216 a.C. Annibale sconfigge il console Paolo Emilio 146 a.C. Scipione Emiliano conquista e distrugge
a Canne. Cartagine; Lucio Mummio saccheggia Corinto.
215 a.C. Filippo V re di Macedonia stringe un’alleanza con 133 a.C. Sterminio della comunità spagnola di Numanzia:
Annibale. Roma è padrona del Mediterraneo.

ALLA CONQUISTA DEL MEDITERRANEO 67


L’età della
rivoluzione
Nelle pagine precedenti, Particolare della parte funzionario (iurator) Particolare della la quale i censori,
una scena di iniziazione sinistra del rilievo intento al censimento parte destra del rilievo terminato il loro
ai misteri dionisiaci con marmoreo detto di e rappresentanti delle marmoreo detto di incarico, compivano
sileno e satiri, affresco Domizio Enobarbo classi sociali più elevate, Domizio Enobarbo, la suovetaurilia, cioè
nella Villa dei Misteri proveniente dal Tempio dalla nobilitas, al ceto proveniente dal Tempio il sacrificio di un maiale,
di Pompei, I secolo d.C. di Nettuno a Roma, equestre, ai militari. di Nettuno a Roma, una pecora e un toro.
II secolo a.C. (Parigi, II secolo a.C. (Parigi,
Museo del Louvre). Museo del Louvre).
Secondo l’interpretazione Si tratta di un momento
più accreditata, la scena del lustrum censorio,
rappresenterebbe un la cerimonia con

burocrazia capace di occuparsi dell’amministrazione delle pro-


vince e della politica estera; ci si limita ad adattare di volta in
volta alle nuove situazioni gli strumenti istituzionali esistenti.
Il governo è nelle mani di un’oligarchia ristretta, formata
dalle poche famiglie in grado di sostenere le spese imposte da
una campagna elettorale o dall’esercizio stesso delle cariche
pubbliche (non retribuite), e che controllano tramite vincoli
di clientela l’elettorato, costituito per lo più dal proletariato
urbano; le guerre di espansione tengono infatti lontano da
Roma i cittadini possidenti, che formano l’esercito. Soprat-
tutto nel II secolo l’avvento in senato dei novi homines, estranei
cioè alla nobilitas (l’insieme delle famiglie che contano al loro
interno persone che hanno raggiunto le cariche più elevate),
diviene rarissimo. Ma se il potere risiede nel senato, l’espan-
sione e le esigenze dell’impero favoriscono l’emergere di forze
nuove, significative dal punto di vista sociale ed economico,
«Prima della distruzione di Cartagine, il popolo e il senato che non trovano tuttavia espressione politica.
romano amministravano insieme lo stato con mitezza e mo- All’assenza di una struttura burocratica e amministrativa
derazione, e tra i cittadini non c’era antagonismo per ottenere si supplisce con il ricorso a società di appaltatori (i “pubblica-
prestigio o potere: il timore dei nemici tratteneva la cittadi- ni”), alle quali il senato affida alcuni servizi (lo sfruttamento
nanza nella buona condotta. Ma, quando quella paura svanì delle miniere, la riscossione di tasse e dogane...). I pubblicani,
dagli animi, naturalmente sopraggiunsero la dissolutezza e la generalmente ricchi commercianti e finanzieri, fanno parte del
superbia, vizi connaturali alla sorte favorevole. Così, la pace cosiddetto “ceto equestre”, che col tempo tende a chiudersi in
che avevano desiderato nelle avversità, una volta conseguita, si un vero e proprio ordine, in contrapposizione e anche in con-
rivelò più dolorosa e amara delle avversità stesse». Lo storico trasto con quello senatorio. Il conflitto di interessi nasce nelle
Sallustio, partecipe delle vicende che portano alla fine della province, dove i cavalieri si trovano a gestire gli appalti dello
Repubblica, spiega il degrado della lotta politica del suo tem- stato sotto il controllo dei senatori (proconsoli o propretori) che
po con la fine delle guerre di espansione. In effetti, è con il le governano: da quando nel 149 viene istituito un tribunale
venir meno delle preoccupazioni militari che si manifestano permanente per i reati di concussione ai danni dei provinciali
i primi sintomi della crisi che in pochi anni troverà soluzio- (la quaestio perpetua de repetundis), il controllo della giuria giu-
ne in un processo rivoluzionario. Le premesse, tuttavia, sono dicante costituirà un eterno pomo della discordia.
maturate già nell’età precedente.
IL MALESSERE DEGLI ITALICI
L’EMERGERE DEL CETO EQUESTRE Se i cavalieri cooperano all’amministrazione dell’impero,
Alla fine del II secolo a.C. Roma è ancora una città-stato, gli alleati italici hanno contribuito a pagare il prezzo della sua
che pretende di tenere le redini di un impero esteso dalla Spa- costruzione. Lo sforzo militare ha condotto Roma a premere
gna all’Africa e alla Macedonia. La sua classe dirigente, ritrosa su di loro sempre più pesantemente per il reclutamento e le
a innovazioni che possano minarne la leadership, non riesce contribuzioni; le devastazioni del conflitto annibalico hanno
a spingersi oltre le istituzioni cittadine. Né viene creata una provocato in Italia guasti profondi. Le élites delle varie co-

70 ROMA ANTICA
munità sono ricche quanto gli oligarchi di Roma, che tendo- Nel II secolo in Italia scompare la piccola e media pro-
no tuttavia a trattare gli italici come sudditi, restringendone prietà ed emergono grandi aziende latifondiste, nelle quali si
l’autonomia. La maggioranza degli alleati aspira a una qualche impiegano per lo più gli schiavi, parte anch’essi dei bottini
forma di tutela contro gli arbitri dei magistrati romani; e le bellici. Gran parte del proletariato rurale si riversa nelle città
aristocrazie desiderano la cittadinanza, per poter far sentire la e soprattutto a Roma, dove le opportunità di lavoro sembrano
loro voce ed entrare anch’esse in senato. maggiori: la capitale si riempie di nullatenenti da sfamare e
Le guerre hanno procurato enormi ricchezze, ma queste tenere sotto controllo, mentre lo stato perde i suoi soldati,
sono finite in mano a pochi, soprattutto ai generali vittoriosi cioè quei proprietari terrieri forniti dei requisiti patrimoniali
e all’ufficialità, in altre parole al senato; le stesse guerre hanno necessari per servire nell’esercito.
provocato la proletarizzazione di molti. I soldati-contadini si
sono disabituati all’agricoltura e hanno trovato, al ritorno, i LE RIFORME DI TIBERIO GRACCO
campi rovinati dall’incuria o dalle devastazioni; la classe di- Una delle cause dell’immiserimento del ceto contadino è
rigente è invece pronta a comprare, e talvolta anche a espro- la massiccia occupazione, da parte dei ricchi, di un particolare
priare con la forza. tipo di terre: quelle dell’ager publicus, che sono di proprietà

L’ETÀ DELLA RIVOLUZIONE 71


I CLIENTI un altro, di condizione libera, curarsi il successo politico. agiscono come patroni di inte-
Le origini della “clientela” che promette obbedienza Compito dei clienti è la cura re comunità urbane e province.
sono antiche: legami di natu- (cliente, da cluere, ascoltare). degli interessi politici ed elet- Con l’impero diventeranno
ra simile sono noti in società L’evoluzione della clientela torali dei patroni, in cambio tipici alcuni rituali del vincolo
dell’Italia preromana. Sua accompagna la storia di Ro- di sostegno economico e assi- clientelare: la salutatio matutina
caratteristica è il rapporto di ma. Se in origine riflette una stenza legale. Con la tarda re- sulla soglia della casa del pa-
fedeltà fra un individuo ricco società di tipo aristocratico, in pubblica il rapporto supera la trono e la distribuzione della
e nobile che garantisce prote- seguito diviene lo strumento dimensione individualistica: sportula di viveri da parte del
zione e assistenza (patrono) e di uomini influenti per assi- alcune personalità politiche patrono ai clienti.

72 ROMA ANTICA
Prova de “Il flautista” e de della villa in stile Il complesso di edifici sacri
“La moglie di Diomede” pompeiano, poi distrutta, di Largo Argentina
nell’atrio della casa che il principe Joseph a Roma è uno dei pochi
pompeiana del principe Charles Paul Napoleon, esempi di resti romani di
Napoleone, opera cugino di Napoleone III, epoca repubblicana arrivati
di Gustave Boulanger, fece costruire nel 1855. fino a noi. Si tratta di
1860 (Versailles, Museo L’interesse del pittore quattro templi, riportati
Nazionale del Castello era quello di restituire alla luce alla fine degli
e del Trianon). (reinterpretandola) anni Venti del secolo
Questo curioso dipinto è una la policromia di una villa scorso, che sorgono nell’area
delle poche testimonianze romana del I secolo a.C. centrale del Campo Marzio.

dello stato e vengono assegnate in godimento, in porzioni ta una commissione triumvirale, della quale lo stesso Gracco
definite, a chi sia in grado di farle fruttare. I ricchi hanno entra a far parte. Per superare le difficoltà e difendersi dalle
preso a utilizzarne in misura maggiore di quanto la legge accuse che gli vengono mosse, Tiberio è tuttavia indotto a
consenta, sottraendo ai piccoli e medi contadini un mezzo irrigidirsi su metodi sempre più radicali, provocando reazioni
indispensabile di sussistenza, date le dimensioni spesso esigue estreme: lo scontro tra riformisti e conservatori, il primo di
dei campicelli di loro proprietà. una lunga serie, scivola inesorabilmente nella violenza.
Nel 133 a.C. un gruppo di politici romani, tra i quali il
tribuno della plebe Tiberio Sempronio Gracco, pone quindi LA REAZIONE DEI CONSERVATORI
sul tavolo il problema: regolamentare l’uso dell’ager publicus Un tribuno della plebe, Marco Ottavio, collega del Grac-
è l’unica arma per fronteggiare la crisi economica delle masse co, ha opposto il veto all’approvazione della legge, e Tiberio
rurali e ricreare la struttura sociale che ha permesso l’espan- ha reagito duramente ottenendone la deposizione, contraria-
sione. Tiberio Gracco propone una legge che stabilisce limiti mente alla prassi; a giustificazione dell’iniziativa sostiene una
certi alla quantità di agro pubblico occupabile dai privati; le tesi inconsueta per il pensiero politico romano: il popolo deve
terre eccedenti tale limite verranno recuperate dallo stato e poter deporre quei rappresentanti che non difendono adegua-
distribuite a contadini poveri in lotti inalienabili. tamente il suo interesse. Contraria alla prassi è anche l’inten-
La nuova legge agraria incontra un’opposizione durissima: zione, annunciata dallo stesso Tiberio nel 133, di ripresentarsi
l’espropriazione di terre va a colpire interessi consolidati. Ma come candidato al tribunato per l’anno successivo. Sempre nel
la proposta riesce a passare e per la sua esecuzione è istitui- 133 muore il re di Pergamo Attalo III lasciando in eredità il

L’ETÀ DELLA RIVOLUZIONE 73


Bassorilievo dalla pane all’esercito. Ragazza rende
Tomba di Marco Nell’immagine, testimonianza di
Virgilio Eurisace e la pesatura del pane fronte ai magistrati,
della moglie Atistia, e la sua presentazione affresco staccato
30 a.C. circa (Roma, ai magistrati. proveniente dalla villa di
Porta Maggiore). Giulia Felice a Pompei,
Il sepolcro contiene 62-79 d.C. (Napoli,
le spoglie di un fornaio Museo Archeologico
che aveva fatto fortuna Nazionale).
ricevendo l’appalto
per le forniture di

proprio regno e i propri tesori a Roma, secondo un costume Il risultato è il primo sforzo organico di rimodernamento
che altri sovrani ellenistici seguiranno poi tristemente. delle strutture statali, per far fronte alle necessità dell’impero.
Tiberio intravede nella circostanza un’occasione per soste- Una lex frumentaria stabilisce la vendita periodica di grano
nere il finanziamento della riforma e fa approvare un plebi- a prezzo ridotto per la plebe di Roma; l’obiettivo di Gaio è
scito con cui il tesoro di Pergamo viene messo a disposizione assicurarsi il favore del proletariato urbano, le cui condizioni
della commissione triumvirale, per aiutare le piccole aziende di vita peggiorano di giorno in giorno. Altre due leggi sono
agricole nascenti: con il trasferimento all’assemblea popola- pensate a vantaggio del ceto equestre. Gaio propone anche la
re di una decisione inerente la sfera della politica estera, da concessione della cittadinanza romana ai latini e del diritto
sempre prerogativa indiscussa del senato, ogni misura è ormai latino agli italici. Ma alla lunga, l’alleanza di forze eteroge-
colma. I più moderati tra i sostenitori di Tiberio iniziano a nee tentata da Gaio non regge. Come è accaduto a Tiberio,
dissociarsi; gli oppositori incalzano e un gruppo di senatori lo intorno a lui rimangono solo i sostenitori più estremi e, ri-
aggredisce infine e lo uccide per le vie di Roma, dando inizio presentatosi candidato per il tribunato del 121, Gaio viene
a un’ondata di repressioni. La legge agraria, pur non venendo sconfitto: nonostante le frumentazioni, che diventeranno una
abrogata, viene a poco a poco privata di efficacia. pratica abituale, anche la plebe urbana lo abbandona. Nel 121
si verificano scontri armati in città e il senato ricorre al sena-
IL FALLIMENTO DI GAIO tusconsultum ultimum, una specie di espediente costituzionale
Ma la politica riformatrice non viene meno. Due anni do- che sarà usato spesso nella tarda repubblica quale strumento di
po, nel 123, il fratello stesso di Tiberio, Gaio Gracco ricopre lotta politica: col pretesto di pericolo per le istituzioni, viene
a sua volta il tribunato e vara una nuova legge agraria. Gaio, dichiarato lo stato di emergenza e si sospendono le garanzie di
che riveste la carica anche nel 122 (dopo la morte di Tiberio legge. Nello scontro finale molti graccani sono uccisi e Gaio
un plebiscito aveva riconosciuto la liceità dell’iterazione del preferisce trovar la morte facendosi trafiggere da uno schiavo.
tribunato), promuove anche un’ampia serie di provvedimenti, Nel giro di una quindicina d’anni la riforma agraria è can-
finalizzati a conquistare alleati tra le forze politiche potenzial- cellata: la terra pubblica inizierà a poco a poco a tornare nelle
mente ostili ai conservatori: plebe, italici, cavalieri. mani dei ricchi.

74 ROMA ANTICA
dire, sopportare disagi, fatiche,
resistere a lusinghe di vario
genere. Nel Foro il giovane
mette in luce la propria capa-
cità di annientare l’avversario
con le armi dell’oratoria, spesso
sostenendo la difesa del padre
da torti, offese e calunnie.
Ormai trentenne, il giovane
può intraprendere la scalata
alle magistrature. Egli costru-
isce intorno a sé un’ampia rete
di sostegni, attraverso l’ap-
poggio di amici e clienti e un’
instancabile azione di ricerca
di consensi in città, nel Foro,
nelle campagne, un’azione
che i latini chiamano ambitio,
“giro elettorale”. Il candidato
(che indossa nel periodo delle
elezioni una toga candida), per
procurarsi il favore dei concit-
tadini deve mostrarsi amiche-
vole, informato dei nomi degli
LA CARRIERA si possa divenire edili fin da 37 questura, a 30 alla pretura e a elettori, disponibile e pronto
POLITICA anni, mentre richiede 40 anni 33 al consolato. In epoca impe- a offrire raccomandazioni, non
Con l’espressione cursus per la pretura e 43 per il con- riale inoltre la sequenza delle badare a spese. Banchetti, spet-
honorum, “successione delle solato. La carica di console può cariche non viene più rispetta- tacoli teatrali, giochi, donativi
cariche”, si indicano a Roma essere ricoperta nuovamente ta rigidamente: bisogna infatti in denaro e generi alimentari
le tappe della carriera politica dopo un intervallo di dieci ricordare che a partire da Au- possono procurargli molti
secondo una precisa gerarchia e anni dalla prima elezione. gusto si assiste al progressivo consensi naturalmente fra gli
scansione temporale delle varie La censura – al di fuori del svuotamento di importanza elettori della tribù del candi-
magistrature. L’antichità e il cursus honorum – è in genere delle magistrature. dato. Talvolta si può ricorrere a
prestigio politico determinano ricoperta da ex consoli. In re- Tutta la vita pubblica di un queste offerte in modo illegale,
la gradualità delle cariche in altà questa successione non è Romano di famiglia nobile, in per garantirsi il voto di elettori
ordine crescente. Tappa inizia- sempre rispettata alla lettera, età repubblicana, è consacrata di altre tribù con la corruzione.
le della carriera è la questura, anche se negli anni successivi alla carriera politica. Fin da L’intimidazione e il ricorso
ritenuta indispensabile per alla seconda guerra punica di- piccolo il figlio di una famiglia alla violenza sono altre forme
accedere al consolato fin dal viene sicuramente più rigida e senatoria viene istruito a imi- dell’illegalità elettorale.
197 a.C. Seguono di norma il non facilmente derogabile. tare ed emulare l’esempio degli Vengono assoldati gladiatori
tribunato della plebe e l’edi- A partire dall’età augustea l’età antenati, è preparato alla com- o elementi violenti della pleba-
lità, per ottenere in seguito la minima richiesta subisce un petizione e al confronto con glia urbana per esercitare pres-
pretura e il consolato. L’età mi- abbassamento. A 17 anni si gli altri, per onorare se stesso e sioni sui votanti; al momento
nima richiesta dalla legge per può infatti rivestire il vigin- soprattutto la propria famiglia. delle elezioni si distribuiscono
esercitare la questura è di 31 tivirato, primo gradino, poi il Il servizio militare, prestato al schede già pronte, i risultati
anni, con un decennio prestato tribunato, che non è obbligato- seguito di una persona amica sono truccati. Insomma, nella
sotto le armi. La legge Villia rio, mentre già a partire dai 25 di famiglia, tempra e mette vita politica di Roma si ricorre
Annalis del 180 stabilisce che anni è possibile accedere alla alla prova la capacità di obbe- ampiamente ai brogli.

L’ETÀ DELLA RIVOLUZIONE 75


La lettura di un Basamento della colonna
editto, affresco staccato onoraria di Antonino Pio,
proveniente dalla villa II secolo d.C. (Città del
di Giulia Felice Vaticano, Musei Vaticani).
a Pompei, 62-79 d.C. Originariamente la colonna
(Napoli, Museo si ergeva sul Campo
Archeologico Nazionale). Marzio ed era dedicata
Sullo sfondo, le statue di all’imperatore considerato
tre cavalieri, a suggellare capace di assicurare la pace
l’autorevolezza del interna e la sicurezza ai
documento presentato. confini dell’impero.

L’AVVENTURA DI GIUGURTA
A pochi anni di distanza dall’episodio dei Gracchi, la lotta
politica torna ad accendersi, alimentata dalle questioni interne
del regno cliente di Numidia. In questa regione di frontiera,
alla morte del re Micipsa, il successore di quel Massinissa alle-
ato di Roma al tempo di Annibale, nel 118 il senato favorisce
l’ascesa al trono, congiuntamente, di tre sovrani: Aderbale e
Iempsale, i figli di Micipsa, e Giugurta, il nipote. Si pensa
che, per la stabilità politica del Nordafrica, tre re in Numidia
siano più rassicuranti di uno solo. Ma Giugurta non tarda a
manifestare ambizioni ben più elevate: nel 117 fa eliminare
Iempsale, e nel 112 è la volta del fratello Aderbale. L’assedio e
l’uccisione di quest’ultimo a Cirta (l’attuale Costantina) sono
accompagnati dall’eccidio degli italici laggiù residenti, per
lo più commercianti legati al ceto equestre. Il sangue romano
versato provoca un’esplosione di collera furibonda. A Roma
prevalgono le voci di chi, promuovendo una politica estera più
La storiografia di ispirazione aristocratica dipingerà incisiva, sostiene la necessità di un intervento armato: nel 111
entrambi i Gracchi come sovvertitori delle istituzioni re- si decide per la guerra.
pubblicane, aspiranti alla tirannide; alcuni uomini politici Alla fine del II secolo a.C. il popolo romano, avvezzo or-
successivi, invece, i cosiddetti “popolari” (contrapposti agli mai a spadroneggiare sul mondo, è sempre più suscettibile alle
“ottimati”), che ameranno presentarsi all’opinione pubblica benché minime mancanze di rispetto nei suoi confronti; l’in-
come fautori degli interessi del popolo, invocheranno spesso traprendenza di Giugurta, poi, minaccia i preziosi interessi
il loro nome. economici che numerosi commercianti romani e italici han-

POPOLARI l’uno costituito dalla oligar- Si tratta di gruppi privi di un no, «essi prendevano a pretesto
E OTTIMATI chia senatoria, tesa a difendere programma di azione politica il bene comune e ciascuno
In una pagina del trattato Dello i propri poteri, gli ottimati, differenziato dal punto di vista combatteva per la propria
stato Cicerone afferma che uno l’altro da quanti, fra le fila ideologico. influenza».
stato è governato dai migliori della stessa aristocrazia, sono La loro composizione dipende Alcuni studiosi moderni osser-
(ottimati), quando sono al po- favorevoli a una politica più dagli interessi contingenti. vano tuttavia che le ambizioni
tere uomini “scelti”, cioè illu- aperta alle esigenze dei ceti e- Sallustio, nel Bellum Catilinae, personali presuppongono mo-
stri e dotati di prestigio. sclusi dalla gestione del potere, mette a nudo le intenzioni che vimenti e forze in lotta, per
La storia della repubblica ro- i popolari. Questa sommaria animano popolari e ottimati. esempio il proletariato milita-
mana è, a partire dai tentativi definizione non deve indurre a Dietro la facciata della difesa re, i cavalieri, il ceto di piccoli
di riforma dei Gracchi, segnata pensare alle due fazioni come degli interessi del popolo e del proprietari fondiari rovinato,
dalla lotta di due schieramenti, a due partiti politici moderni. senato, scrive lo storico roma- il proletariato urbano.

76 ROMA ANTICA
I CAVALIERI all’esosa figura di esattore,
I cavalieri nell’antico ordina- il pubblicano. Durante l’età
mento serviano, o comunque repubblicana vengono defi-
a partire dal IV secolo a.C., niti cavalieri non solo le forze
sono 1800, suddivisi in “tur- a cavallo, ma anche tutti i
me”, e rappresentano il livel- cittadini dotati di un reddito
lo superiore della città, in ba- superiore ai 400.000 sesterzi,
se al censo. Essi, reclutati non idonei quindi a prestare ser-
soltanto fra i cittadini più vizio come cavalieri, e infine
facoltosi, ma anche fra quelli tutti i ricchi non apparte-
più “onorevoli” attraverso un nenti all’ordine senatorio, da
esame dei censori, sono defi- questo non dissimili a livello
niti equites equo publico, dato sociale. Essi acquistano po-
che il cavallo è loro fornito tere economico e influenza
e mantenuto a carico dello politica poiché, in mancanza
Stato. I cavalieri sono tenuti di un sistema di ammini-
a una ferma decennale e sono strazione statale, detengono
organizzati in 18 centurie. il monopolio dei contratti
È indubbio che il ruolo della di appalto per le forniture
cavalleria romana sia per mol- militari, la riscossione delle
to tempo di scarso peso nelle imposte, lo sfruttamento
operazioni militari e che con di miniere, saline, pascoli,
l’espansione imperiale diven- terreni arabili del demanio,
ga più significativo l’apporto la costruzione e la manu-
della cavalleria di alleati; tenzione di edifici pubblici.
tuttavia gli equites godono di Dal termine publicum (bene o
una serie di onori riservati al proprietà dello stato, entrata
loro ordine. Hanno il diritto dello stato), assumono il no- contribuenti, in particolare una rigida scansione, a partire
di portare l’anello d’oro, la me di pubblicani quei facol- nelle province. Qui il potente da incarichi di natura militare
toga listata con una stretta tosi cittadini (i senatori sono ceto finanziario contribuisce al fino a ruoli nell’amministra-
fascia di porpora e la trabea, interdetti per legge dalla fallimento di intere comunità, zione delle finanze, distinte dal
un mantello bianco nelle partecipazione ai pubblici ap- a causa di prestiti per il paga- punto di vista della retribuzio-
occasioni ufficiali. Dalle fila palti) che vincono un’asta di mento dei tributi, concessi a ne. Con l’allargamento della
dei cavalieri provengono gli pubblico appalto ottenendo interessi molto elevati. Nel 67 cittadinanza anche i provincia-
ufficiali e i collaboratori dei dai censori il contratto con lo i pubblicani ottengono con la li assumono il rango equestre,
governatori. Augusto reintro- stato. I pubblicani, che costi- legge Roscia il riconoscimento cosicché l’ordine dei cavalieri
duce, dopo un lungo periodo tuiscono delle società finan- giuridico della loro equipara- risulta numericamente supe-
di sospensione in età repub- ziarie, si impegnano a versare zione all’ordine equestre. riore a quello senatorio, fino a
blicana, la cerimonia del 15 allo stato la cifra concordata, Con l’avvento del principa- divenire una sorta di serbatoio
luglio, in cui il principe pro- mentre trattengono la somma to, gli equites, decimati negli per l’integrazione di questo.
cede direttamente all’esame eccedente. anni delle guerre civili, si È tuttavia importante precisare
delle nomine e alla successiva Per la riscossione si servono trasformano da una classe di che non tutti i cavalieri percor-
assegnazione del cavallo. dell’opera di numerosi schiavi finanzieri in una di funzionari rono la carriera nella pubblica
Appare a questo punto natu- e liberti. Non è difficile com- imperiali cui Augusto affida amministrazione, ma soltanto
rale domandarsi il motivo per prendere come spesso l’azione alcune importanti prefetture e una minoranza di essi costitui-
cui comunemente il nome di dei pubblicani si trasformi il governo di province minori. sce l’“aristocrazia amministra-
cavaliere è associato non sen- in sfruttamento rapace, abusi Si stabiliscono le varie tappe tiva” partecipe della gestione
za una sfumatura di disprezzo e malversazioni ai danni dei della carriera equestre secondo dell’impero.

L’ETÀ DELLA RIVOLUZIONE 77


Vittoria di Mario sui Dettaglio di sarcofago
Cimbri e sui Teutoni, con scena di battaglia
dipinto di Saverio tra Romani e Germani
Altamura, 1859 (Bari, proveniente dalla località
Pinacoteca Metropolitana Portonaccio sulla via
“Corrado Giaquinto”). Tiburtina, 180-190 d.C.
L’impresa venne compiuta (Roma, Museo Nazionale
nel 102-101 a.C., con le Romano, Palazzo Massimo
determinanti battaglie nei alle Terme).
pressi di Aix-en-Provence
e Vercelli.

no intrecciato in Nordafrica. L’affare numidico si svuota ben bano essere i meritevoli e non solo i nobiles. La guerra numidica
presto del suo vero valore per diventare strumento di scontro è per Mario un trampolino di lancio; la sfolgorante carriera che
per il potere. Mentre l’accusa pretestuosa di complicità con ne segue è un sintomo dell’irrimediabile crisi delle istituzioni
Giugurta, sostenuta dalla rabbia popolare, serve ad alcuni per repubblicane. Giugurta viene catturato nel 105, imprigiona-
togliere di mezzo i nemici politici, abili generali e carrieristi to, fatto sfilare per Roma nel corteo trionfale di Mario e poi
spregiudicati intravedono nella guerra un’occasione irripetibi- giustiziato.
le. Tra questi c’è Gaio Mario, un homo novus che nel 107 ottiene Subito dopo, nuove emergenze militari determinano il ri-
il consolato e, per voto popolare, il comando in Numidia. corso, senza remore, al vincitore del momento. Cimbri e Teu-
toni, popolazioni germaniche in cerca di nuove sedi, minaccia-
SCOCCA LÕORA DI MARIO no l’Italia, e i Romani, che non supereranno mai lo shock del
Finora le operazioni sono state condotte con scarsa deci- sacco barbarico del 390 a.C., conferiscono a Mario, contro ogni
sione: Mario promette a popolari e cavalieri una guerra senza consuetudine, il consolato per ben quattro anni consecutivi,
pietà. Cliente dei Metelli, una delle più autorevoli famiglie dal 104 fino al 100. Mario sconfigge i Teutoni nei pressi di
dell’aristocrazia senatoria, Mario basa la propria campagna e- Aquae Sextiae (Aix-en-Provence) nel 102, e i Cimbri ai Campi
lettorale sull’affermazione che a condurre la Repubblica deb- Raudi (Vercelli) sull’Adige nel 101 a.C.

78 ROMA ANTICA
manipolo; tre manipoli una co-
orte. Ogni legione, da Mario in
poi, sarà organizzata sulla base
di questo schema in 10 coorti
(30 manipoli e 60 centurie).
In origine nella fanteria si di-
stinguono tre ordini, gli hastati,
legionari più giovani che com-
battono in prima fila, i principes,
già esperti, i triarii, veterani di
provata esperienza. Col tempo
l’antica tripartizione verrà ab-
bandonata, ma si continuerà
ad adottare uno schieramento
su tre linee con le coorti dispo-
ste a scacchiera.
In ogni legione vi sono soldati
addetti a particolari mansioni:
per esempio i fabri (genieri),
i tibicines (suonatori di tromba),
i calones (servi addetti ai tra-
sporti delle salmerie).
La cavalleria di una legione, di-
visa in 10 squadroni di 30 uo-
mini (turma) svolge la funzione
di proteggere i fianchi della le-
gione. Le forze alleate costitui-
L’ESERCITO Mario arruola volontari pro- L’unità fondamentale in cui scono le truppe ausiliarie, com-
In età repubblicana l’esercito letari, che non appartengono sono organizzate le milizie poste sia da reparti di fanteria,
è costituito da cittadini sol- alle classi arruolabili. L’azione cittadine è la legione che cono- che da squadroni di cavalieri,
dati, in maggioranza piccoli di Mario sancisce la trasforma- sce una composizione diversa che gradualmente soppiantano
proprietari su cui ricade il peso zione dell’esercito da milizia di nei vari periodi della storia la cavalleria romana. Con l’am-
della guerra perché sono gli cittadini proprietari in esercito di Roma, sia in rapporto alla pliarsi della potenza di Roma
unici in grado di procurarsi un di volontari nullatenenti che disposizione che al numero aumenta il numero delle legio-
armamento e di mantenersi cercano nel professionalismo di elementi. Fino alle guerre ni (durante la guerra civile fra
durante le campagne militari. militare una via di ascesa e mi- sannitiche le legioni sono due, Ottaviano e Antonio raggiun-
Nel I secolo, alla decadenza glioramento sociale e che si le- ognuna composta da 3000 fanti gono il numero di 70, per esse-
delle strutture politiche legate gano in un rapporto clientelare e 300 cavalieri. re poi ridotte da Augusto a 28).
al depauperamento della classe al loro generale. Durante le guerre sannitiche i Ognuna di esse è distinta da un
dei piccoli e medi proprietari, In età imperiale la difesa dei Romani raddoppiano il numero numero progressivo e spesso da
corrisponde una significativa confini dell’impero richiederà delle legioni e abbandonano lo un epiteto, per esempio Victrix,
modifica della composizione un impiego di forze enormi, schieramento a falange compat- Fidelis, Parthica. L’aquila è l’in-
dell’esercito. Alle difficoltà che gravano sulle risorse econo- ta a vantaggio della più agile segna di ciascuna, ma accanto a
di arruolamento, si cerca di miche dello stato: gli eserciti organizzazione per manipoli. essa ogni singola legione venera
ovviare abbassando il censo divengono regionali, arruolati Elemento base della legione è un proprio vessillo zoomorfo.
minimo richiesto per prestare fra i provinciali, mentre citta- la centuria, con un numero di L’alfiere che porta l’aquila d’ar-
servizio militare. Nel 107, dini romani e italici saranno effettivi fino a un massimo di gento ha le spalle coperte con
per la guerra contro Giugurta, esenti dal servizio. 100; due centurie formano un una pelle d’orso.

L’ETÀ DELLA RIVOLUZIONE 79


VERSO UN ESERCITO divideva i cittadini in base al censo e prevedeva che i nullate-
DI PROFESSIONE nenti, impossibilitati ad armarsi a loro spese, non servissero
A Roma intanto, forti dell’astro del console Mario reduce nell’esercito se non in casi eccezionali. La proletarizzazione
da più di una vittoriosa campagna militare, riprendono quota causata dalle guerre di espansione ha condotto più volte, tra
i popolari che, guidati dai tribuni della plebe Servilio Glaucia III e II secolo, ad abbassare la soglia per definire i nullatenen-
e Lucio Appuleio Saturnino, abbozzano una serie di provve- ti, e l’esercito risulta sempre più composto da individui non
dimenti, a dire il vero più ispirati da demagogia che da un abbienti; nonostante che numerosi provvedimenti cerchino
sano e organico intento riformatore. Gli eccessi e gli scontri di di mitigare le condizioni del servizio, la disciplina e la moti-
piazza provocati dai due tribuni spingono il senato a emettere vazione si sono abbassate, e le leve sono sempre più difficili.
un nuovo senatusconsultum ultimum. È lo stesso Mario ad appli- In vista della partenza per l’Africa, non tenendo per nulla
carlo: l’homo novus, entrato ormai a far parte dell’aristocrazia conto dei livelli di censo, Mario ha aperto le file dell’esercito
di governo benché inviso agli optimates (gli “ottimati”), non ai volontari: attratti dalla promessa di ottenere, a vittoria ot-
ha alcun interesse a sostenere movimenti eversivi. tenuta, terre da coltivare e prede di guerra, ad arruolarsi sono
Incaricato di provvedere all’arruolamento dei soldati per la corsi in grande maggioranza proletari. L’iniziativa di Mario
guerra numidica, Mario si è fatto promotore di un’iniziativa verrà ampiamente ripetuta dai generali della tarda repubbli-
che avrà pesanti conseguenze. L’ordinamento centuriato eredi- ca, con la conseguenza che il servizio militare cessa di venir
tato, pur con successive modifiche, dai tempi di Servio Tullio percepito come un diritto-dovere di qualsiasi cittadino, per

80 ROMA ANTICA
Mosaico con musici, in questi anni sono Illustrazione del Tempio
opera dell’artista greco accompagnati da musiche della Fortuna Virile o di
Dioscoride di Samo, esotiche che hanno Portunno, I secolo a.C.
proveniente dalla Casa grande presa. (Roma, piazza della Bocca
di Cicerone a Pompei, La musica entra nelle della Verità). Esempio di
I secolo a.C. (Napoli, feste private, con musici architettura greco-italica,
Museo Archeologico e strumenti stranieri, trasformato durante
Nazionale). e anche le donne dell’alta il Medioevo nella chiesa
Le processioni in onore società si dedicano alla di Santa Maria Egiziaca,
di Cibele e i riti egizi cetra e alla danza. viene riportato alla forma
importati a Roma originaria nel 1916.

diventare un mezzo per migliorare le proprie condizioni e-


conomiche, in altre parole una professione a tutti gli effetti.
Il nuovo esercito professionale, d’altra parte, fedele meno
allo stato che al proprio capo, dal quale si aspetta terre in ri-
compensa del servizio prestato, è la condizione indispensabile
delle guerre tra potentati che da qui a poco travolgeranno la
Repubblica. Il problema della ricostituzione di un ceto di
piccoli proprietari terrieri trova una soluzione ben diversa da
quella proposta dai Gracchi.

LA QUESTIONE DEGLI ITALICI UNA ROMA PIÙ GRANDE


Il problema italico non è stato più sollevato dal tempo dei La “guerra sociale” (da socii, “alleati”), scoppiata ad Ascoli
Gracchi. L’insistenza delle élite della penisola per partecipare Piceno alla fine del 91, avrà ripercussioni gravissime per l’Ita-
al governo di Roma diventa tuttavia sempre più pressante, lia e provocherà centinaia di migliaia di morti e la distruzione
e alcune concessioni di cittadinanza vengono anche fatte nel di molte città. Ma è soprattutto una guerra che si rivela com-
corso degli anni, più o meno legalmente. Alcuni elementi pletamente inutile: nonostante il fallimento dell’insurrezione,
dell’aristocrazia italica, venuti a Roma, riescono a inserirsi Roma si decide infine a cedere.
nella vita politica dell’urbe e nel novero dei cittadini; Mario La soluzione della questione italica prende avvio con al-
concede addirittura la cittadinanza romana a interi contin- cune leggi del 90 e dell’89 che concedono la cittadinanza
genti alleati quale ricompensa per il servizio reso. I consoli romana a quegli alleati che non si sono ribellati e a quelli
del 95, Licinio Crasso e Mucio Scevola, ritengono opportuno che via via depongono le armi, nonché il diritto latino alle
sottoporre a revisione le liste dei cittadini ed espellerne quanti comunità transpadane e cispadane. Queste leggi prevedono
vi si siano introdotti abusivamente. Nel 91 a.C., tuttavia, la anche che i nuovi cittadini vengano iscritti in 8 tribù: lo
parte più illuminata dell’oligarchia senatoria, con in testa il scopo è limitarne l’influenza politica nei comizi (le tribù,
tribuno della plebe Marco Livio Druso, tenta nuovamente la che nei comizi tributi e nei concilia plebis costituiscono l’unità
via delle riforme e fa della questione italica il centro della votante, sono adesso 35), ma le modalità del loro inserimen-
propria azione. to nel corpo civico negli anni seguenti saranno ampiamente
Il programma di Druso costituisce un coraggioso tentativo oggetto di dibattito. Lo stato di Roma si è dunque esteso
di apertura del corpo politico e della classe dirigente romana. fino a comprendere ormai tutta l’Italia peninsulare; per or-
Oltre alla cittadinanza agli italici, esso contempla fra l’altro ganizzarne il territorio viene promosso un intenso processo di
l’ampliamento del senato a seicento membri e il trasferimento urbanizzazione e di diffusione di istituzioni cittadine simili
al senato stesso, così rinnovato, del controllo del tribunale de a quelle di Roma stessa.
repetundis. L’opposizione alle riforme, tuttavia, si manifesta L’esercizio del potere politico rimane però centralizzato
anche questa volta durissima, e anche questa volta si trasfor- nell'urbe e nelle istituzioni esistenti; per la stragrande mag-
ma in violenza aperta. Tutta la legislazione del tribuno viene gioranza dei neocittadini sarà praticamente impossibile par-
cassata; la legge sulla cittadinanza non arriva neanche a essere teciparvi. A trarre vantaggio dalle nuove opportunità saran-
sottoposta al voto dei comizi e lo stesso Druso viene assassi- no gli italici abbienti: soltanto loro potranno permettersi il
nato. Quegli italici che hanno creduto nel suo programma viaggio fino a Roma per partecipare alle votazioni ed entrare
reagiscono tuttavia con la rivolta armata. a poco a poco a far parte della classe dirigente.

L’ETÀ DELLA RIVOLUZIONE 81


Insegna della bottega Nella cartina, Mitridate degni di sovrani. La guarigione di Telefo
di un fabbro proveniente impegna Roma in una Silla si farà chiamare da parte di Achille
da Pompei, I secolo d.C. serie di guerre che Epafroditos, “il preferito che lo aveva ferito
(Napoli, Museo si concluderanno solo di Afrodite”. con un colpo di lancia,
Archeologico Nazionale). con la definitiva sconfitta I secolo a.C. (Casa
del re del Ponto da parte del rilievo di Telefo,
di Pompeo. Ma già Ercolano). L’opera,
le spedizioni di Silla In basso nella pagina che richiama un episodio
portano i generali romani a fianco, presunto busto dell’Iliade, testimonia
a contatto con l’Oriente, di Silla, II secolo a.C. la diffusione in Italia
dove essi ricevono onori (Monaco, Gliptoteca). della cultura greca.

SORGE L’ASTRO DI SILLA esistenti; conquistata l’alleanza dei neocittadini, oltre a quella
In Asia Minore intorno al 100 a.C. Mitridate VI Eupato- di popolari e cavalieri, Sulpicio Rufo fa approvare una legge che
re, re del Ponto, inizia una politica di espansione a spese dei trasferisce da Silla a Mario il compito di combattere Mitridate.
regni vicini. Il Ponto è uno degli stati emersi dal ridimen- Inaspettatamente, Silla reagisce con un gesto rivoluzionario:
sionamento della monarchia seleucidica da parte di Roma; il nell’88 marcia su Roma con il suo esercito (professionale), pro-
suo re mette in discussione il controllo romano della regione testando di dover difendere la propria dignitas offesa e di voler
(nonché gli interessi di commercianti e trafficanti), tentando liberare la repubblica da un tiranno (pretesti di tutto rispetto
di suscitare in Oriente una rivolta antiromana. I contraccolpi per qualsiasi aristocratico romano tardorepubblicano, che negli
sono simili a quelli provocati dall’affare numidico: interventi- anni a venire verranno agitati più volte). Mario fugge; Silla
sti e attendisti propongono soluzioni differenti, finché nell’88 elimina alcuni nemici, fa abrogare la legislazione di Sulpicio e
l’invasione mitridatica della provincia d’Asia e il massacro di parte per l’Oriente. Alla sua partenza segue tuttavia il rientro
80.000 mercanti italici e romani fanno precipitare la situazio- di Mario, che riprende con la violenza il controllo della città.
ne. Il nuovo scontro tra generali per assicurarsi un succulento Nell’86, dopo pochi giorni dall’investitura al suo settimo
bottino e la gloria avrà questa volta conseguenze gravissime. consolato, Mario muore. Silla, sconfitto Mitridate e conclusa
Il comando della guerra contro Mitridate è affidato al console rapidamente la pace, nella primavera dell’83 sbarca a Brindi-
Lucio Cornelio Silla, ma Gaio Mario, desideroso di rispolverare si dando inizio a una seconda guerra civile, più feroce della
gli antichi successi, riesce a sottrarglielo con mezzi a dir poco precedente, che coinvolge l’Italia intera. Lo scontro decisivo
discutibili: un suo sostenitore, il tribuno della plebe Publio viene combattuto a Porta Collina il primo novembre 82, dove
Sulpicio Rufo, ottiene con la forza l’approvazione di una legge circa 40.000 sanniti dell’esercito mariano sono brutalmente
in base alla quale gli italici devono venir iscritti in tutte le tribù massacrati.

MARIO E SILLA I DOMINI DI ROMA NEL I SECOLO A.C.


Mario nasce nel 157 a.C. ad Domini di Roma Spedizione di Silla
Arpino da famiglia non illu- Domini sotto l’influenza di Roma Spedizione
stre. La sua carriera è inizial- Regno di Mitridate di Mitridate
mente segnata da difficoltà O
NER
e amarezze. Si guadagna la AR Sinope
I L

Danubio M
IR (85 a.C.)
L

stima di Scipione Emiliano, IC IA


O TRACIA
come tribuno militare a Nu- EN
P ONTO M
Roma Bisanzio
AR

manzia. Nel 116, tribuno BITINIA


Nicomedia
della plebe, è autore di una Porta Brindisi Galazia
Collina
proposta di legge per re- (82 a.C.) Pergamo FRIGIA REGNO
ASIA DEI
stringere le passerelle su cui PARTI
Atene Efeso
i votanti si recano a deporre LICIA
Antiochia
M

A Sicilia
la scheda nell’urna, per im- R
M
pedire che gli aristocratici ED Creta
I T E Cipro
RR A N E O Damasco
influenzino con pressioni,
sostando su esse, gli elettori.

82 ROMA ANTICA
LA “RIVOLUZIONE” SILLANA vengono punite sottraendo loro territori o privandole della
Silla entra nuovamente in Roma in armi e vi instaura un cittadinanza appena conquistata.
clima di terrore. Vengono aperte le liste di proscrizione: colo- Alla fine dell’82 Silla si fa conferire la dittatura, con lo
ro che vi compaiono iscritti possono essere uccisi da chiunque, scopo dichiarato di riformare le istituzioni dello stato. In età
i loro beni confiscati e i loro discendenti privati della possibi- repubblicana, la dittatura era una magistratura straordinaria,
lità di accedere a cariche pubbliche. non collegiale, funzionale a gestire con poteri amplissimi, su-
Parimenti, le comunità italiche che nel corso della periori a quelli di qualsiasi altra carica, situazioni di
marcia di Silla verso Roma hanno opposto resistenza grave emergenza; caduta in disuso da oltre un secolo,

Dopo la questura, Mario vede terminano l’elezione diplomatica Giugur- famoso per le terribili repres-
respinte in successione la sua di lui, homo novus, al ta viene catturato. sioni da lui ordinate. Dopo la
candidatura all’edilità curule consolato per il 106 e La fama di condottie- battaglia di Porta Collina, per
e a quella plebea; ottiene la il conferimento del co- ro per i successi nella esempio, i seimila prigionieri
pretura, risultando all’ultimo mando in Numidia, guerra sociale gli apre dell’esercito di Mario (in mag-
posto. Il matrimonio con trampolino per le la via del consolato gioranza sanniti) sono scannati
Giulia, zia di Giulio Cesare, imprese future. che ottiene nell’88 nell’ippodromo, mentre Silla
di famiglia patrizia, contri- Muore nell’86, in una insieme al comando parla di fronte al senato riuni-
buisce a risollevare la sua fase cruciale del confronto della guerra contro Mitridate: to. Le urla dei morenti arrivano
posizione, agevolandone la con Silla. è l’inizio del suo confronto fino alle orecchie dei senatori,
carriera. Nel 107 è legato di Silla invece nasce nel 138 da con Mario. ma l’imperturbabile Silla
Cecilio Metello, esponente una famiglia patrizia, ma eco- L’epigrafe dettata da Silla per li prega di non distrarsi
di una potente gens aristo- nomicamente decaduta ed e- il suo sepolcro esprime un con- e di seguire il suo discorso
cratica, nelle prime fasi della sordisce sulla scena politica nel cetto di questo tenore: nessun mentre fuori si sta dando
guerra giugurtina. Il favore 107 sotto il comando di Mario, amico lo superò nel fare del una lezione a dei delinquenti.
dei cavalieri e dei popolari, come questore in Numidia. bene, nessun nemico nel fare La morte lo coglie nel 78,
e l’appoggio dei Metelli de- Proprio grazie alla sua abilità del male. In effetti Silla resterà per cause naturali.

L’ETÀ DELLA RIVOLUZIONE 83


La punizione dello Moneta che raffigura Vel Saties e il suo schiavo
scolaro, affresco staccato Mitridate VI Eupatore Arnza in un affresco
proveniente dalla villa re del Ponto, protagonista proveniente dalla Tomba
di Giulia Felice di una serie di guerre François di Vulci (Roma,
a Pompei, 62-79 d.C. contro Roma dall’89 Collezione Torlonia).
(Napoli, Museo al 63 a.C.
Archeologico Nazionale).

UN RICAMBIO EPOCALE
Alla riforma del senato e delle corti permanenti di giusti-
zia (le quaestiones perpetuae, tra le quali quella fondamentale
de repetundis) si accompagna la regolamentazione minuziosa
dell’intero ordo magistratuum. Requisiti di assunzione, poteri,
sequenza, modalità di iterazione delle magistrature vengono
ridefiniti rigidamente.
la versione “costituente” che Silla adotta attribuisce al titola- Alcuni collegi magistratuali vengono ampliati; i tribuni
re un potere di fatto illimitato. A tale potere si aggiungono della plebe, che tanta parte hanno avuto nei disordini civili
inoltre attribuzioni religiose estranee alla mentalità romana, e degli anni precedenti, vengono limitati in alcuni dei loro po-
vicine piuttosto alla tradizione monarchica orientale: in Gre- teri (tra i quali il diritto di veto), nonché nella possibilità di
cia Silla ha assunto il soprannome di Epafroditos, “il preferito ricoprire cariche ulteriori.
di Afrodite”; a Roma si fa chiamare Felix, “il fortunato”, a Infine, lo spostamento del pomoerium (il limite entro il qua-
indicare una protezione speciale da parte della divinità. le non può essere esercitato il comando militare) al Magra e al
Il programma di Silla è una strana mescolanza di conser- Rubicone, fino a comprendere cioè l’intera Italia peninsulare,
vazione e innovazione; l’intento di fondo è adeguare le istitu- intende tutelare Roma da eventuali colpi di mano futuri, co-
zioni esistenti alle dimensioni dell’impero e al tempo stesso me quello attuato dallo stesso Silla. Alla fine dell’80 a.C., do-
mettere al sicuro lo stato dal rischio di nuove guerre civili o po aver portato a compimento il proprio progetto, ancora una
ulteriori poteri personali. Il senato, al quale viene restituito il volta inaspettatamente, Silla abbandona il potere ritirandosi a
controllo del tribunale de repetundis, vede raddoppia- vita privata in Campania, circondato dai numerosi veterani
to il numero dei suoi membri con l’immissione l
laggiù insediati; le terre ricavate in Italia da proscrizio-
di elementi del ceto equestre e dei ceti elevati ni e confische sono infatti state oggetto di un’ampia
italici, scelti personalmente da Silla tra i suoi opera di colonizzazione a vantaggio di partigiani e
sostenitori. soldati in congedo. Morirà dopo pochi mesi.

MITRIDATE sociato al trono, una congiuntura che non è disposto a sostenere un


Mitridate VI Eupatore re del pone il nipote vede l’urbe impegnata ardito piano contro Roma,
Ponto, nasce a Sinope nel sul trono della Cap- su altri fronti. Atene e ma anzi è pronto a venderlo ai
132 e sale al trono nel 111, padocia e poi lo fa uccidere. buona parte della Grecia lo suoi nemici, decide di darsi la
ma non appare disposto ad Pretende di discendere da accolgono spontaneamente. morte. Il tentativo di avvele-
accettare la posizione di re parte di padre da Ciro e Dario Solo nel 66, con le opera- narsi fallisce, poiché nel corso
vassallo di Roma, e inaugura di Persia, da parte di madre zioni militari di Pompeo, degli anni si è reso immune
una politica di espansione del da Alessandro Magno. i Romani verranno a capo all’effetto dei veleni attraver-
Ponto, alternando la guerra Ottenuto il controllo del della questione mitridatica. so l’assunzione quotidiana di
alla diplomazia all’intrigo: Mar Nero, nell’88 tenta di Mitridate cerca rifugio nel piccole quantità di essi, per
imprigiona e fa morire in sollevare tutto l’Oriente e Bosforo Cimmerio, su cui evitare di esserne vittima. Si
carcere la madre, favorisce la Grecia contro il dominio regna il figlio Farnace; quan- fa quindi uccidere dalla spada
l’eliminazione del fratello as- di Roma, approfittando di do si rende conto che questi di un ufficiale.

84 ROMA ANTICA
GLI SCHIAVI in botteghe librarie, in “case
Se è vero che l’istituto della editrici”. Anche in casa sono
schiavitù nella società romana addetti a funzioni specifiche e
perdura nell’arco dei secoli, è a volte specializzate. Oltre agli
altrettanto vero che esso non schiavi specializzati addetti
rimane nel tempo uguale a alla mensa, cuochi, pasticceri,
se stesso. La condizione degli valletti della tavola, in genere
schiavi stessi presenta differen- di aspetto curato e vestiti non
ze profonde, fermo restando senza eleganza, vi sono peda-
che tutti sono uomini privati goghi, scribi, segretari colti
della loro libertà, che possono che consigliano i padroni nella
essere battuti, torturati, ucci- loro attività letteraria, i nomen-
si a discrezione del padrone. clatores che lo accompagnano
Nella società romana anteriore nei giri elettorali, ricordando
alla seconda guerra punica la nomi e dati dei probabili
presenza della manodopera elettori.
schiavile è poco rilevante. Ma Plinio il Vecchio riconosce
le guerre di espansione porta- la funzione insostituibile di
no a Roma caterve di schiavi, queste “controfigure”. Scrive:
prigionieri di guerra venduti «Ci muoviamo con le gambe
all’asta. di altri, riconosciamo con gli
Nel Mediterraneo esistono occhi degli altri, salutiamo
anche importanti mercati grazie alla memoria di al-
schiavili, dove si raccolgono tri». La fedeltà dello schiavo
e si vendono persone rapite al padrone, il vincolo di
dai pirati con la complicità “compassione riconoscente”,
dei re di Cipro e di Egitto. il legame psicologico profondo
Delo, il porto dell’Egeo, è uno e complesso che noi moderni
dei centri più attivi di que- non possiamo comprendere si
sto mercato. La manodopera traduce spesso in gesti di pietà
schiavile è utilizzata in primo e di coraggio da parte dei servi
luogo nelle grandi proprietà nella disgrazia del padrone.
terriere (familia rustica). Essa Gli storici parlano di servi che
può essere sfruttata in modo nascondono il padrone durante
assai più brutale del contadino di fuggire, ma se il fuggitivo crescono in casa e sono allevati le proscrizioni, salvandogli
libero, non necessita di cure viene acciuffato lo aspettano dal padrone insieme ai suoi la vita, altri che lo accompa-
data la grande offerta e il basso punizioni molto dure, persino figli. In città gli schiavi non gnano nella fuga, altri che si
costo, non è sottoposta all’ob- un marchio a fuoco impresso sono sottoposti a un controllo uccidono, con la stessa arma
bligo del servizio militare. La sul viso con la scritta “FUG”, continuo, godono di qual- con cui hanno liberato il loro
condizione dei servi pastori, di fuggitivo. Rispetto agli “stru- che margine di movimento, padrone dal rischio di cadere
quelli legati, come bestie, alla menti parlanti“, addetti ai perché spesso si occupano di in mano nemica. Non bisogna
macina nei mulini o incatenati lavori agricoli, la familia urba- vari affari e provvedono alla comunque dimenticare che la
negli ergastoli (una specie di na – che comprende il gruppo conduzione di botteghe e im- paura dello schiavo grava come
lavori forzati) è forse meno di servi impiegati nelle case di prese artigianali per conto del un’ossessione sui Romani: una
dura di quella degli schiavi città – gode di un trattamento padrone. I librarii, coltissimi, paura che uno storico moderno
sfruttati nelle miniere, ai qua- più umano. ottimi correttori e copisti, tra- paragona a quella dei nostri
li la morte può apparire una Gli schiavi nati in casa (ver- scrivono i testi, non solo nelle contemporanei che hanno
liberazione. Qualcuno tenta nae), o comprati da bambini, case private patrizie, ma anche un dobermann.

L’ETÀ DELLA RIVOLUZIONE 85


I TRIBUNALI che la pubblicità enorme data
Le cause e i processi hanno ai processi costituisce un freno
grande importanza nella vita agli abusi più gravi e tanto più
pubblica e privata di Roma: le grave è il reato, e quindi più
contese sono frequentissime e ampia la sua risonanza, tanto
la maggior parte dei cittadini più è difficile sfuggire alla
trascorre buona parte del tem- pena. L’opera di Cicerone ci de-
po nel Foro per partecipare a linea un quadro raccapricciante
liti e processi, o seguirne l’an- della sua epoca, ma anche nelle
damento. Oggetto delle conte- epoche precedenti e poi duran-
se è quasi sempre la proprietà, te l’impero le cose non doveva-
il cui attaccamento da parte no essere molto differenti: in
dei Romani è probabilmente età imperiale la classe senatoria
all’origine del grande fervore e la nuova burocrazia a cui
della vita giudiziaria soprat- vengono affidate le funzioni
tutto in età repubblicana. giudiziarie sono ugualmente
Questo spiega il potere degli sensibili alle pressioni e alla
avvocati, la cui conoscenza del corruzione.
diritto è un’arma per acquisire Ma quali sono i luoghi
clientele. e i tempi della vita giudiziaria?
Il filo conduttore delle fonti Il dibattito giudiziario si
per ciò che riguarda la vita svolge nella Basilica Giulia.
giudiziaria è quello della cor- I centumviri che compongono
ruzione. Nelle cause private la corte (in realtà sono 180)
i potenti patroni non badano vengono divisi in quattro “ca-
a spese per far vincere i loro mere” distinte. A seconda delle
clienti, non avendo remore cause che si presentano siedono
nel testimoniare il falso o nel a sezioni separate o a camere
ricorrere alla corruzione dei riunite. In quest’ultimo caso
giurati; è fondamentale avere vengono presieduti dal pretore
una protezione per poter vin- hastarius che sta su di un palco
cere una causa. La corruzione improvvisato, mentre i suoi
politica non risparmia neppure 180 siedono a latere, dalle due
i processi pubblici, nei quali parti della sua sedia curule.
spesso sono coinvolti personag- Ai loro piedi sui banchi ci udienze si limitano a tre ore occupa dunque circa due ore.
gi di primo piano; molto spes- sono i litiganti, i testimoni, mentre in estate si prolungano Ma ci sono avvocati che non
so, più che alla corruzione si i difensori e gli amici; più lon- per cinque ore di fila: dopo si accontentato di sei clessidre
ricorre in questi casi alla pres- tano, in piedi, c’è il popolo; gli l’intervallo possono riprendere. come il chiacchierone di cui
sione sui giudici, all’intimi- spettatori si accalcano gli uni Già secondo il testo delle XII parla Marziale in un epigram-
dazione attraverso la sfacciata sugli altri e i dibattiti per lo tavole, l’istanza presentata ma, certo Ceciliano.
esibizione del proprio apparato più si svolgono in un’atmosfera prima di mezzogiorno poteva Per duecentotrenta giorni per
clientelare e dei propri mezzi. soffocante. continuare fino al tramonto le istanze civili e durante tutto
A volte però porre in rilievo Una preziosa indicazione di se le due parti erano presenti. l’anno per i processi penali,
la potenza, la ricchezza e gli Marziale ci informa che nei All’epoca di Marziale ogni Roma è in preda a una febbre
appoggi dell’avversario, può giorni fasti i tribunali siedono avvocato reclama e ottiene una giudiziaria che si impadronisce
servire ad attirare la compas- senza interruzione dalle pri- porzione di tempo pari a sei non solo dei litiganti o degli
sione dei giudici. me ore del giorno al termine clessidre (ogni clessidra dura accusati, ma anche degli avvo-
È però importante considerare dell’ora quarta. In inverno le circa venti minuti): un’arringa cati e della folla dei curiosi.

86 ROMA ANTICA
Altare dei Vicomagistri, Elmo di gladiatore
scena di sacrificio con in bronzo, I secolo
magistrati, 4 a.C. d.C. (Napoli, Museo
circa (Roma, Museo Archeologico Nazionale).
Montermartini). Un elmo così pesante
I vicomagistri erano poteva appartenere
magistrati inferiori, a un trace o a un
in genere liberti, mirmillone e, pur offrendo
responsabili del culto una buona difesa,
dei Lares compitales limitava la visuale
e del Genius Augusti. e i movimenti.

Tra proscrizioni e nomine di nuovi senatori la classe diri- sollevazione in Etruria, una delle regioni colpite dalle confische
gente romana ha subito un ricambio epocale, talvolta arric- sillane. Nel 72, dopo vari anni di guerra, viene eliminato un al-
chendosi di elementi anche di media o bassa estrazione o di tro mariano, il generale Quinto Sertorio che ha organizzato una
scarsa preparazione politica. Se i precedenti fermenti riforma- rivolta in Spagna, tentando di crearvi uno stato indipendente.
tori sono stati soffocati nel sangue, è col sangue che quello di Intanto in Roma hanno luogo diverse agitazioni, favorite dalle
Silla si impone a un’aristocrazia miope di fronte ai problemi, condizioni di vita miserrime della plebe urbana, manipolabile
diffidente nei suoi confronti, piegata dalla paura. da politici senza scrupoli. Nel 70 si verifica infine una svolta
importante. I consoli Cneo Pompeo e Marco Licinio Crasso
UN DECENNIO DIFFICILE annullano le misure sillane sulle quali più si sono focalizzate
Il decennio che segue la morte di Silla, animato da una lotta le istanze democratiche degli anni precedenti, restituendo il
spietata per il potere, vede l’affermarsi di una linea politica controllo della giuria della quaestio de repetundis ai cavalieri e
moderata che da una parte elimina gli eccessi di alcuni seguaci tutti gli antichi poteri e prerogative ai tribuni della plebe.
di Mario, sfociati in insurrezione, dall’altra conduce al ridimen- Il decennio post-sillano è caratterizzato anche da un ingente
sionamento del sistema di governo sillano nei suoi aspetti più sforzo militare che, oltre alle guerre contro Lepido e Sertorio,
conservatori. Nel 77 viene sconfitto Marco Emilio Lepido, un impegna gli eserciti di Roma su fronti molteplici. Dal 73 al
mariano che, console nel 78, ha tentato di annullare i provve- 71 l’Italia è sconvolta dall’insurrezione di schiavi guidata dal
dimenti di Silla e ha reagito all’opposizione incontrata con una gladiatore Spartaco. Nel 73, sempre intenzionato a espandersi

LA RIVOLTA morte. Il nucleo originario, co- verso le Alpi, sconfigge a Mo- Spartaco riesce a forzare il bloc-
DI SPARTACO stituito da una banda di una set- dena il proconsole Gaio Cassio co e a fuggire con i suoi uomini
Dopo la grande paura suscitata tantina di gladiatori, si installa Longino, poi punta di nuovo verso Brindisi. Dopo alterne
da Annibale, i Romani conosco- sulle pendici del Vesuvio. verso sud, resosi probabilmente vicende, quando le truppe di
no un nuovo periodo di terrore Dopo i successi iniziali le fila di conto della difficoltà di valicare Pompeo e Lucullo hanno già
negli anni fra il 73 e il 71 a.C., Spartaco si ingrossano di schia- le montagne. Intanto, nel 72 raggiunto le legioni di Crasso,
quando l’Italia viene attraversa- vi fuggitivi dalle campagne e a.C., Licinio Crasso ottiene dal l’esercito di Spartaco è costretto
ta e saccheggiata da un esercito schiavi pastori, ma probabil- senato il comando militare del- allo scontro in campo aperto e
di schiavi in fuga guidati da un mente anche di diseredati di le operazioni contro l’esercito sbaragliato presso Brindisi.
gladiatore originario della Tra- estrazione libera: per due anni degli schiavi, con otto legioni. Spartaco muore; il suo corpo
cia, Spartaco. Questi organizza questa massa imponente di Inseguito da Crasso Spartaco non verrà mai trovato. La sor-
la rivolta nella scuola di gladia- uomini compirà razzie in Italia cerca senza successo di passare te riservata ai suoi compagni
tori di Capua, con il progetto di arrivando a sconfiggere due in Sicilia. I rivoltosi cercano di è molto più atroce. Seimila
evadere in massa dall’Italia per eserciti consolari. Il disegno evitare lo scontro diretto, con- schiavi vengono crocifissi lun-
far ritorno nei paesi di origine iniziale subisce dei rallenta- ducendo una guerriglia che tie- go la via Appia: un macabro
della maggior parte di loro, la menti, poiché una parte dei ne a lungo in scacco le legioni spettacolo che si stende da Ca-
Tracia e la Gallia. Non è un pro- ribelli, capeggiati da Crisso, romane. Crasso fa innalzare un pua a Roma.
getto rivoluzionario, quanto un indugiano in razzie e scorrerie muro dal golfo di Sant’Eufemia Quella di Spartaco sarà l’ulti-
disperato tentativo di sottrarsi nei territori dell’Italia meridio- a quello di Squillace, nel punto ma, e la più grande, ribellione
a un destino di violenza e di nale. Spartaco, ripresa la marcia più stretto della Calabria. Ma di schiavi dell’antichità.

L’ETÀ DELLA RIVOLUZIONE 87


Cammeo che celebra Venere e Marte, affresco
la vittoria di Ottaviano dalla casa di Marco
su Antonio ad Azio Lucrezio Frontone a
nel 31 a.C. (Vienna, Pompei, I secolo d.C.
Kunsthistorisches Nelle classi sociali
Museum). L’imperatore più abbienti, le vesti,
è allegoricamente portato specialmente quelle
in trionfo sulle acque. femminili, erano spesso
molto colorate.

in Asia Minore, riapre le ostilità contro Roma anche il re del Le misure adottate nel 70 insieme a Crasso, uomo d’armi
Ponto, Mitridate. Nel Mediterraneo dilaga intanto la pirateria, anch’egli, legato al ceto equestre e responsabile della sconfitta
un problema endemico che minaccia i traffici e i rifornimenti di di Spartaco, gli conquistano il favore di cavalieri e popolari.
grano per Roma, indispensabili per nutrire la plebe. Il senato è Sono queste forze a premere perché gli vengano attribuiti po-
costretto ad adottare misure eccezionali. teri straordinari, ai fini di un intervento risolutivo in settori di
Il ricorso a generali capaci, dotati di un proprio esercito per- loro particolare interesse: nel 67 una legge Gabinia conferisce
sonale, diventa in tale situazione una scelta obbligata. Inizia la a Pompeo un comando triennale su tutto il Mediterraneo e le
pratica di conferire incarichi straordinari a singoli individui che sue coste per combattere i pirati; l’anno successivo una legge
vengono così a trovarsi in una posizione di spiccata e minacciosa Manilia gli trasferisce il comando della guerra contro Mitri-
eminenza. Fra loro è Cneo Pompeo: la personalità di questo date, condotta fino ad allora senza successo da Lucio Licinio
militare e uomo politico dominerà senza rivali gli anni Sessanta Lucullo, che viene esautorato.
dell’ultimo secolo a.C. I pirati vengono sconfitti in tre mesi, Mitridate in due
anni; le operazioni in Oriente sono accompagnate da un’ampia
POMPEO E I COMANDI opera di riorganizzazione di questo settore, condotta da Pom-
STRAORDINARI peo di sua iniziativa e ispirata da un’inequivocabile logica di
La carriera di Pompeo, emblematica quanto a spregiudi- conquista. Viene creata la nuova provincia di Ponto e Bitinia;
catezza e irregolarità, inizia quando mette al servizio di Silla, deposto il re Antioco XIII, anche il territorio siriano è annesso
appena sbarcato a Brindisi nell’83, un esercito arruolato di e ordinato a provincia; la Giudea è ridotta allo stato di regno
propria iniziativa tra i clienti della sua famiglia, ottenendone vassallo e tributario. Vengono stipulati accordi con città libere
in ricompensa varie onorificenze. Le sue truppe tornano al e dispensati favori; molte comunità si legano alla clientela per-
servizio della Repubblica contro Sertorio in Spagna. sonale del generale, cui vengono conferiti onori eccezionali.

IL MODO DI VESTIRE diviene dunque l’indumentum per plici cittadini è a sua volta più cerimonia, inseparabile da tut-
Come i Greci, anche i Romani eccellenza, comune ai due sessi e corta di quella dei senatori, che è te le manifestazioni della loro
distinguono – in modo curioso alle diverse condizioni sociali. inoltre bordata da una larga stri- attività civica. Essa rivela, si è
per noi – due tipi di indumenti La tunica consiste in una specie scia di porpora: il laticlavio. detto, il loro status di padroni
fondamentali: gli indumenta di camicione di lino (per l’estate) Al di sopra della tunica i Ro- del mondo.
(endumenta presso i Greci) che si o di lana (per l’inverno) forma- mani indossano l’amictus (cioè la Al principio del II secolo d.C.,
indossano di notte e di giorno to da due pezzi di stoffa cuciti veste da giorno) specificamente nelle campagne, la toga viene
e l’amictus (epiblemeta presso i insieme e stretti in vita da una romano, cioè la toga (da tegere, sostituita con il pallium, una ve-
Greci) che si indossa soltanto cintura (zona): la tunica viene coprire) un largo semicerchio ste copiata dall’himation greco,
durante il giorno. Tra gli indu- accomodata in modo che cada di stoffa di lana bianca ampia- oppure con la lacerna, che è un
menta in primo luogo figura il in maniera diseguale, dietro mente drappeggiato che, per la pallium colorato, o ancora dalla
subligaculum, o lincium: si tratta all’altezza dei ginocchi e davanti sua forma a ruota, si distingue paenula che è una lacerna com-
di un semplice perizoma, con- un po’ più lunga. Esistono ov- dall’himation indossato dai greci. pletata da un cappuccio (cucul-
fezionato quasi sempre in lino, viamente delle varianti: la tunica La toga è il costume nazionale lus). Nella stessa Roma tuttavia,
annodato intorno alla vita. Sopra dei militari è più corta di quella dei Romani e anche sotto l’Alto durante i pranzi in compagnia,
il lincium si infila la tunica che dei civili, mentre quella dei sem- impero rimarrà il loro abito da alla toga si sostituisce la syntesis

88 ROMA ANTICA
che unisce alla semplicità della particolare dai soldati, dai quali femminili (ma parliamo delle rialzarsi sulla fronte a forma di
tunica nella parte superiore, deriverà il soprannome dell’im- matrone, giacché alla base della cono; o ancora un fazzoletto an-
l’ampiezza della toga nella parte peratore Caligola). piramide sociale le cose cambia- nodato intorno al collo (focale);
inferiore. L’abbigliamento delle donne no non poco) sono molto costose un ventaglio di piume di pavone
AI piedi il romano può calzare differisce da quello maschile e ricercate: al lino e ai tessuti di (flabellum) e nella bella stagione
le soleae (una sorta di sandali da soltanto in alcuni particolari: al lana si preferiscono di gran lun- l’ombrello parasole (umbrella,
cappuccino, in cui la suola viene di sopra della tunica le matrone ga le cotonine che provengono umbraculum). Gli ombrelli roma-
trattenuta con lacci avvolti in- indossano infatti la stola in fon- dall’India, e soprattutto le sete ni tuttavia sono fatti in modo da
torno alla caviglia) o le crepidae do alla quale è cucito un gallone che giungono nell’impero dalla non poter mai essere chiusi, sic-
(sandali di cuoio intrecciato, (instita) ricamato in oro, e un Persia. ché se c’è troppo vento debbono
trattenuti da una striscia di pelle lungo scialle che ricopre le spal- Altri accessori aggiungono poi esser lasciati a casa. In questo
che passa attraverso delle asole) le e giunge fino ai piedi (suppa- fascino alla figura della donna: modo, unendo alla complessità
o i calcei (scarpe di cuoio arric- rum) oppure il pallium femmini- un nastro di color rosso porpora degli ornamenti una buona dose
chite da corregge incrociate) o le, un grande mantello quadrato tra i capelli (vitta) o un tutulus di civetteria, le matrone romane
ancora le caligae (stivaletti com- dalle pieghe regolari e dai colori la cui benda simile a quella dei percorrono le strade suscitando
pletamente chiusi, adottati in splendenti. Le stoffe degli abiti flamini si allarga nel mezzo per l’ammirazione dei passanti.

L’ETÀ DELLA RIVOLUZIONE 89


CATILINA onori e ricchezze domina colpita dalle confische sillane, cui Cicerone si scaglia contro
Lucio Sergio Catilina è un una massa di diseredati senza dove già una decina di anni di lui, Catilina lascia la città,
nobile oberato dai debiti, già speranza di ascesa economica, prima era stata organizzata una rifugiandosi presso Manlio
sillano passato in seguito dalla indebitata e abbrutita. Nono- rivolta armata da Marco Emi- in Etruria. Il senato dichiara
parte dei popolari. Nel 65 a.C. stante egli possa contare lio Lepido. Catilina e Manlio nemici della
Catilina si candida al conso- sull’appoggio di personalità Cicerone viene informato del patria e ordina di reclutare
lato per l’anno successivo, ma come Crasso e Cesare, Catili- piano dall’amante di uno dei l’esercito. L’acquisizione di
viene sconfitto. Senza lasciarsi na raccoglie un nuovo insuc- congiurati e da lettere anoni- prove certe della congiura av-
scoraggiare dall’insuccesso, cesso alle elezioni consolari me. La congiura prevede l’eli- viene nel dicembre seguente,
Catilina si prepara alle elezioni per il 63. minazione dei consoli in carica, quando sono arrestati gli am-
dell’anno seguente. I voti di aristocratici e cava- l’uccisione dei padri da parte basciatori degli Allobrogi con
Il suo programma politico, lieri, infatti, preoccupati dal di alcuni giovani aristocratici, dei documenti che provano il
che si fonda sulla proposta radicalismo dei suoi piani, si l’entrata di Catilina a Roma progetto sovversivo dei cati-
di cancellare tutti i debiti concentrano sull’avversario, alla testa di un esercito. linari. Alcuni di essi, rimasti
esistenti, raccoglie consensi Marco Tullio Cicerone, un In senato, il 20 ottobre 63, a Roma, hanno ottenuto pro-
in ampi strati sociali: giovani abile avvocato di origine non Cicerone propone di rinviare messe di aiuto per il loro piano
aristocratici ambiziosi rovinati senatoria, e su Gaio Antonio, i comizi elettorali, in una si- dai legati e consegnato loro
dai debiti, coloni sillani impo- come Catilina di parte popo- tuazione di tale pericolo per lo lettere indirizzate ai capi della
veriti, nullatenenti, avventu- lare. Dopo l’ennesimo insuc- stato. I senatori, preoccupati, tribù gallica. Cinque congiu-
rieri di ogni risma. Il successo cesso Catilina si prepara alle proclamano lo stato di emer- rati sono arrestati e condannati
delle proposte estremistiche di elezioni consolari per il 62, genza con un senato consulto a morte dopo un dibattito in
Catilina non è giustificato dal mentre si diffondono voci che ultimo. I comizi hanno luogo senato per stabilire la pena da
suo personale ascendente, ma stia organizzando una con- sotto la sorveglianza di presidi infliggere loro. Per Cicerone
si inserisce in un clima di crisi giura. In effetti Catilina ha armati; per ostentare il rischio viene decretato il titolo di pa-
profonda e degenerazione dei stretto intorno a sé un gruppo personale Cicerone indossa la dre della patria. Catilina pro-
valori della repubblica. La so- di complici e ha fornito di corazza sotto la toga. Catilina segue fino in fondo nella sua
cietà romana è infatti segnata denaro Manlio, un colono è ancora sconfitto: sono eletti azione disperata: nel gennaio
da una profonda sperequazione sillano di Fiesole, per orga- Decimo Giunio Silano e Lu- 62 muore affrontando in bat-
sociale e politica: un gruppo nizzare un esercito in Etruria, cio Licinio Murena. Dopo la taglia, presso Pistoia, l’esercito
di potenti che detiene potere, una regione particolarmente seduta dell’8 novembre, in consolare di Gaio Antonio.

90 ROMA ANTICA
Le qualità militari
di Pompeo sono state LE CAMPAGNE MILITARI DI POMPEO
oscurate dalla sconfitta RIBELLI 71
IAVI A.C
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contro Cesare nella LIS .
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guerra civile: in realtà RO
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dimostra il proprio CO NE Danubio

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L’atto di accusa di Antiochia

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Cicerone contro Catilina RA

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in un affresco di Cesare 67 A.C. Cipro
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Maccari, 1880 (Roma, Gerusalemme
Palazzo Madama). Contro Domini di Roma al tempo del
Alessandria
Catilina Cicerone pronuncia primo triumvirato (60 a.C.)
AICA
quattro orazioni (le Territori sotto l’influenza di Roma EN

CIR
Catilinarie), che vengono
EGITTO
trascritte dal fido segretario Spedizioni di Pompeo
Tirone, e pubblicate in
seguito da Attico.

Per i popoli dell’Oriente ellenistico, piegati da una lunga Scoperta la congiura di Catilina, Cicerone, console per
tradizione monarchica e inclini al culto della personalità, Ro- l’anno 63, spinge il senato a far giustiziare i congiurati senza
ma è rappresentata non tanto dal lontano senato quanto dai ricorrere in appello di fronte all’assemblea popolare, contraria-
governatori e generali che li beneficano e che essi ringraziano mente alla prassi; se negli anni finali della Repubblica a Roma
consacrando loro statue e culti, dando il loro nome alle città, si è disposti a usare la forza per ottenere cariche pubbliche,
coniando monete con la loro effigie; ai tempi di Pompeo la l’oligarchia di governo non si fa scrupolo di ricorrere a mezzi
divinizzazione di magistrati romani viventi è già un fenomeno altrettanto discutibili per mantenersi al potere. Rinvigorito
di ordinaria amministrazione. dal trionfo di Cicerone, il senato, con Lucullo in testa, oppone
quindi un netto rifiuto alle richieste fatte da Pompeo nel 62:
LO SCONTRO CON IL SENATO no a nuove confische e distribuzioni di proprietà; no a una
Pompeo è ora al culmine del potere e per questo l’aristo- politica estera autonomamente gestita dai generali.
crazia di governo lo odia; a Roma alcuni temono anche che,
tornato in Italia, cerchi di imporsi con la forza, come Silla. IL PRIMO TRIUMVIRATO
Sbarcato a Brindisi alla fine del 62 Pompeo congeda invece Nel 60 a.C., due anni dopo il rientro in Italia, Pompeo non
l’esercito, chiedendo semplicemente al senato la ratifica dei ha ancora visto soddisfatte le sue richieste. In quello stesso
provvedimenti adottati in Oriente e la concessione di terre ai anno Gaio Giulio Cesare, un giovane popolare di famiglia
suoi veterani. Ritiene di ricoprire già una posizione di supre- patrizia, non particolarmente influente e pieno di debiti, si
mazia indiscutibile; in Italia tuttavia un altro uomo, Cicerone, trova a poter aspirare al consolato. Cesare convince lo stesso
ha intanto rubato la scena al grande generale nel ruolo di Pompeo e Crasso, il milionario, a unire le forze contro il go-
salvatore della Repubblica. verno dominato dagli ottimati affinché ciascuno dei tre possa
A Roma l’attenzione si è infatti concentrata sulle vicende raggiungere i propri obiettivi.
di un giovane aristocratico, Catilina, che, spinto ai margini Nasce così il cosiddetto “primo triumvirato” (o il “mostro
della vita politica, nel 63 si è deciso a ricorrere alle armi cer- a tre teste” come lo chiamano gli oppositori, tra i quali si
cando sostenitori tra i contadini italici impoveriti, la plebe schiera Cicerone), un’alleanza politica privata, come probabil-
urbana e altri aristocratici indebitati fino al collo come lui. mente tante se ne verificavano a Roma in vista delle elezioni.
La miseria e il degrado dell’Italia si sono aggravati in seguito Pompeo detiene il potere politico, Crasso quello economico;
alle guerre e alle proscrizioni sillane; l’indebitamento è diffuso Cesare, ricco solo di una straripante ambizione, in posizione
anche tra aristocratici e senatori, data l’estrema competitività di netta inferiorità rispetto ai due, riuscirà alla fine dei conti
della vita politica che impone spese folli per conquistare più a volgere a proprio vantaggio la potenza degli alleati. Il go-
clientela possibile. verno dell’impero, un problema che la classe dirigente non ha

L’ETÀ DELLA RIVOLUZIONE 91


I GALLI Nel 58 a.C. Cesare ottiene il LE GALLIE AI TEMPI DI CESARE
E LE GUERRE proconsolato delle Gallie con
DI CESARE ta n n ia

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tre legioni. In quel periodo gli Br i

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Lo storico greco Erodoto affer- Elvezi, premuti dai germanici

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ma che alla metà del V secolo Suebi di Ariovisto, intrapren-

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a.C. i Celti, o Galli come li dono una migrazione verso Se

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chiameranno i Romani, sono il ovest. Quando gli Elvezi, in
popolo più grande dell’Europa cerca di un passaggio, tentano Lutetia Alesia
(Parigi) (Alise Sainte-Reine)
centrale, che domina le sorgen- di penetrare nel territorio degli a
Loir
ti del Danubio: il loro nome Edui, alleati di Roma, Cesare Avaricum Bibracte
appare solo ora nella storia. interviene con il pretesto di di- (Bourges)
I n o
da
Nel IV secolo a.C., secondo lo fendere gli interessi del popolo GAL L Ro

storico Eforo, la potenza dei romano e delle popolazioni Gergovia GALLIA


CISALPINA
Celti si estende dal mare del alleate: gli Elvezi sono disfatti

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Nord fino a Cadice. Il mondo a Bibracte, i Suebi respinti

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celtico appare diviso in varie oltre il Reno. Nel 57 i Roma- A
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AQUITANIA N
tribù di cui le più note sono ni muovono contro i Belgi, A
L LI Massilia
quelle che nel IV-III secolo stanziati fra la Senna e il Reno, GA (Marsiglia)

danno inizio alla penetrazione che hanno dato vita a una coa-
in Italia (Insubri, Boi, Senoni) lizione formata fra gli altri da
su carri da guerra dotati di lun- Suessoni e Bellovaci. La lotta che hanno attraversato il Reno: battuta la cavalleria di Vercin-
ghe spade adatte a colpire di nella Gallia settentrionale è i Romani li annientano fra Lie- getorige nelle vicinanze dell’o-
taglio. Sono eccellenti costrut- durissima: sulla Sambre solo il gi e Aquisgrana. Il passaggio dierna Digione, Cesare assedia
tori di carri a giudicare dalle personale intervento di Cesare del Reno, su un ponte costrui- il nemico ad Alesia, dove un
parole che Roma prende in evita il disastro e trasforma una to in dieci giorni e considerato esercito gallico giunge in
prestito da loro: carpentum, rha- sconfitta in una vittoria. Con un capolavoro di ingegneria sostegno degli assediati.
eda, currus; si deve a loro (ma la repressione degli Aduatici, militare, ha uno scopo dimo- I Romani si ritrovano attac-
nel I secolo d.C.) l’invenzione tutta la Gallia settentrionale è strativo: far comprendere ai cati su due fronti, costruendo
dell’aratro a ruote. La religione sotto il controllo romano. Germani il peso minaccioso un duplice campo trincerato.
è, con la lingua, l’unico fattore Il 56 vede la campagna contro della potenza romana. Quando l’attacco esterno è
unitario del vasto mondo cel- i Veneti (nell’attuale Bretagna) Nel 54 si diffonde nella Gal- respinto, gli assediati si ar-
tico; i suoi depositari, l’antica che godono di una certa poten- lia un clima di insofferenza rendono. Vercingetorige è
casta dei Druidi, godono di za grazie ai traffici marittimi del dominio romano. Cesare consegnato a Cesare. Nel 51
autorità non solo dottrinale, con le isole britanniche. Presso si rende conto che incombe, quest’ultimo riorganizza am-
ma anche giudiziaria, culturale la foce della Loira si allestisce nonostante la repressione delle ministrativamente la Gallia,
e politica. Popolo organizzato una flotta che, per quanto im- rivolte, scoppiate un po’ ovun- doma le ultime resistenze,
per la guerra, governato da provvisata, ha il sopravvento que, la minaccia di una solle- distrugge e disperde popoli
un’aristocrazia a base familiare, su quella avversaria. Sconfitti vazione generale. pericolosi, incoraggia coalizio-
i Celti subiscono influenze di- i Veneti, Publio Crasso, legato La grande rivolta delle Gallie ni alleate intorno ai Remi
verse, ma mantengono spiccate di Cesare, vince le popolazioni divampa infatti nel 52. Il capo e agli Edui. Nel 50 la Gallia
caratteristiche nazionali, pur dell’Aquitania (Sotiati, Vocati, dell’insurrezione è il re degli è pacificata: «Due terzi delle
nella loro divisione, rimanendo Tarusati). Il territorio della Arverni, Vercingetorige, che tribù», scrive Guido Clemen-
a lungo estranei al patrimonio Gallia settentrionale può è riuscito a coagulare forti te, «erano state annientate,
culturale ellenistico: in questo essere congiunto alle nuclei di ribelli. Cesare dopo una parte consistente ridotta in
senso l’entrata dei Celti nell’a- province spagnole. alcuni successi (fra cui quello schiavitù e usata come bottino
rea di influenza romana dopo Nel 55 Cesare è impegnato a famoso di Avarico) è respinto (uno schiavo per ogni soldato),
la conquista di Cesare risulterà respingere le popolazioni ger- all’assedio di Gergovia. Ma i migliaia di villaggi erano stati
un fatto di enorme portata. maniche di Usipeti e Tencteri Galli non sfruttano la vittoria: distrutti».

92 ROMA ANTICA
Combattimento per gli armamenti sono tipici per Roma, avevano
recuperare il corpo del periodo augusteo. ottenuto la cittadinanza
di Patroclo, rilievo Il monumento è romana e assunto
sul lato occidentale dedicato, come recita il nomen dalla gens
del Mausoleo di Glanum, l’iscrizione,«da Sesto, Iulia in onore di Cesare
eretto tra il 30 e il 20 Marco e Lucio Giulio, o Augusto.
a.C. nei pressi di Saint- figli di Gaio, ai
Rémy-de-Provence. genitori». Si tratta
Anche se l’opera si di una famiglia
riferisce a eventi gallo-romana, cioè
della guerra di Troia, di Galli che, combattendo

mai voluto affrontare organicamente, permette l’emergere di


potentati cui il senato di volta in volta si vede costretto a dare
appoggio; ma la preminenza dei singoli sullo stato significa la
fine delle istituzioni repubblicane. Gli avvenimenti successivi
al 60 danno la misura dell’asprezza e del degrado ai quali è
giunta la lotta politica: programmi, riforme, idee cedono il
passo allo scontro tra potentati per il primato sull’impero.
Con il sostegno degli alleati Cesare diviene console nel 59
e, conformemente al patto, attua un programma favorevole ai
triumviri: ratifica le decisioni orientali di Pompeo e provvede
alla sistemazione dei suoi veterani; attua alcune agevolazioni
economiche per i pubblicani, gli amici di Crasso; per sé ottie- tipico dell’imperialismo romano, si allarga a macchia d’olio: i
ne un proconsolato quinquennale in Gallia Cisalpina, Gallia risultati sono la conquista della Gallia, due dimostrazioni di
Narbonese e Illirico, un incarico straordinario sia per esten- forza oltre il Reno e altrettante spedizioni in Britannia che su-
sione territoriale che per durata: un’occasione eccezionale per scitano in Roma grande impressione. Ma nonostante lo sforzo di
crearsi in breve tempo un esercito, clientela, gloria e bottino. tenere sotto controllo, attraverso i suoi uomini, la vita politica
Sostenendo la necessità di difendere i Galli alleati dalle in- nella capitale anche da lontano, i successi di Cesare destano fin
cursioni dei Germani e tutelare i confini dello stato, dal 58 da subito la reazione allarmata degli altri triumviri e sortiscono
inizia quindi una guerra che, secondo un meccanismo ben noto, l’effetto di avvicinare progressivamente Pompeo agli ottimati.

L’ETÀ DELLA RIVOLUZIONE DAL 133 A.C. AL 60 A.C.

133 a.C. Tiberio Gracco avvia una riforma agraria: il clima 90-89 a.C. Concessa la cittadinanza romana agli alleati
politico degenera fino all’uccisione del tribuno. ed esteso il diritto latino alle comunità trans-
123 a.C. Gaio Gracco diventa tribuno e vara una nuova e cispadane.
legge agraria. 88 a.C. Mitridate invade la provincia d’Asia e massacra
121 a.C. Scontri armati in città conducono alla morte 80.000 mercanti italici.
di Gaio Gracco. 86 a.C. Muore Mario.
112 a.C. Il re numida Giugurta uccide il fratello Aderbale, 82 a.C. Sbarcato in Italia dopo aver sconfitto
conquista Cirta e fa strage di commercianti italici. Mitridate, Silla sbaraglia i mariani a Porta Collina
Il senato risponde con la guerra. e diventa dittatore.
111 a.C. Mitridate IV Eupatore sale al trono del Ponto. 80 a.C. Silla si ritira dalla politica.
107 a.C. Gaio Mario, legato di Metello, ottenuto 73-71 a.C. Rivolta di Spartaco.
il consolato e il comando in Numidia, 73 a.C. Mitridate riprende la guerra.
attua una riforma militare. 70 a.C. Cicerone sostiene l’accusa nel processo
105 a.C. Giugurta, dominatore della Numidia, è fatto contro Verre.
prigioniero da Mario e poi giustiziato a Roma. 67 a.C. Pompeo ottiene il comando su tutto
102 a.C. Mario sconfigge i Teutoni presso Aix-en- il Mediterraneo: seguono le vittorie sui pirati
Provence. e su Mitridate.
101 a.C. Mario sconfigge i Cimbri ai Campi Raudi, 63 a.C. Viene scoperta e repressa la congiura di Catilina:
presso Vercelli. un anno dopo i ribelli sono sconfitti a Pistoia.
100 a.C. Nasce Gaio Giulio Cesare. 60 a.C. Primo triumvirato, formato da Cesare,
91 a.C. Scoppia la “guerra sociale”. Pompeo e Crasso.

L’ETÀ DELLA RIVOLUZIONE 93


La guerra civile
Nelle pagine precedenti, Lotta fra i Greci e Cesare fa bruciare le distruggere i documenti
Vercingetorige getta le le Amazzoni, rilievo lettere di Pompeo, segreti che avrebbero
armi ai piedi di Cesare sul lato orientale del opera attribuita al potuto compromettere
in un dipinto di Lionel Mausoleo di Glanum, Primaticcio, 1530- Pompeo dopo la sconfitta
Royer, 1899 (Le Puy, eretto tra il 30 e il 20 1531 (Mantova, volta di Farsalo nel 48 a.C.
Musée Crozatier). a.C. nei pressi di Saint- della Sala di Cesare, La successiva uccisione
La vittoria di Alesia Rémy-de-Provence. Palazzo Te). Nonostante a tradimento di Pompeo
(52 a.C.) segna la Il particolare evidenza fossero avversari, Cesare da parte di Tolomeo
definitiva sottomissione il ruolo della cavalleria, ebbe sempre rispetto per scatenò l’indignazione
delle Gallie e apre a Cesare che fu determinante nella l’antico alleato e genero, e la vendetta di Cesare
la strada del trionfo. conquista delle Gallie. tanto da ordinare di contro i suoi assassini.

L’oligarchia senatoria matura nei confronti di Cesare un di due province, rispettivamente la Spagna e la Siria; Crasso
odio incancellabile fin dai tempi del consolato del 59, quando inizia una guerra contro i Parti, l’altro grande impero con-
il triumviro impone l’approvazione delle proprie iniziative finante a est con quello romano, e viene sconfitto e ucciso a
con la forza, rendendosi passibile di giudizio una volta tornato Carre nel 53. L’anno seguente, l’uccisione di Clodio durante
privato cittadino (finché rimane in carica gode dell’immuni- l’ennesimo scontro tra bande armate provoca un tale disordine
tà). Nel 57 a.C. Pompeo è dalla parte degli oligarchi quando in città da condurre il senato a nominare Pompeo, con una
questi ottengono il rientro a Roma di Cicerone, esiliato grazie procedura inedita, console senza collega, in pratica padrone
alle trame del tribuno Clodio, un popolare estremo del quale del governo. Il ricorso alla piazza nella capitale è ormai un
Cesare talvolta si serve. Nel 55, per bilanciare il potere mili- fatto drammatico: la plebe viene assoldata e impiegata come
tare di Cesare, anche Pompeo e Crasso pretendono il governo una vera e propria milizia privata.

96 ROMA ANTICA
CESARE E POMPEO guerra in Gallia e lo scontro Nato nel 106, durante la principesco che suscitava ve-
Gaio Giulio Cesare nasce nel con Pompeo è impegnato con- guerra civile fra Mario e Silla, nerazione». Le sue campagne
100 da una famiglia di antica tro gli Alessandrini e Tolomeo a 17 anni Gneo Pompeo Ma- militari contro i pirati e in
nobiltà. La zia paterna, Giulia, XIII d’Egitto, quindi conduce gno si distingue combattendo Oriente rivelano in lui un sol-
ha sposato Mario, ed egli pren- a termine la campagna contro nell’esercito del padre Pom- dato brillante, la cui fama sarà
de in moglie Cornelia, figlia Farnace, re del Ponto. peo Strabone contro Cinna. però oscurata dalla sconfitta
del mariano Cinna. Alla morte La sua fama di comandante La fedeltà e il coraggio gli nella guerra contro Cesare.
di entrambe, nel 69, pronun- militare è leggendaria per la procurano la simpatia e la Nel 48 battuto a Farsalo fug-
cia un’orazione funebre tesa a resistenza ai disagi, il rapporto stima di Silla che nell’81 lo ge in Egitto, dove spera di ri-
rinverdire il ricordo di Mario e di stima e collaborazione con i invia in Sicilia e in Africa per cevere aiuto in virtù di vincoli
a esaltare la gens Giulia. Colto, soldati, il cameratismo equili- debellare i resti delle forze di riconoscenza di Tolomeo
dotato di una oratoria control- brato da severità, la prudenza mariane. Il dittatore suggella verso suo padre. Ma il giova-
lata, ma incisiva, percorre il coniugata all’audacia. il trionfo del giovane generale ne re preferisce eliminare il
cursus honorum dal 68. Nel 63, Ma è anche un intellettuale sui nemici, attribuendogli fuggitivo, per fare un piacere
pontefice massimo, si dichia- raffinato, elegante, versatile. il titolo di Magno, sebbene a Cesare e non dover temere
ra contrario alla condanna a La straordinaria attività politi- guardi con preoccupazione al niente da Pompeo.
morte dei catilinari. Alcuni av- ca di Cesare si accompagna fino successo dell’astro in ascesa. Il suo corpo, privato della
versari sospettano la sua com- alle idi di marzo del 44 a.C. Scrive Plutarco: «In gioventù testa, è abbandonato sulla
plicità nella congiura, senza a una altrettanto prestigiosa aveva un aspetto accattivan- spiaggia. Quando a Cesare
fornire prove certe. Propretore attività letteraria: poesia, saggi te che lo rendeva simpatico viene mostrata la testa del ne-
in Spagna nel 61, ripudia la se- di teoria linguistica, orazioni, ancor prima che aprisse boc- mico, non può che distogliere
conda moglie, coinvolta in uno Commentari della guerra gallica ca. Questo dono tuttavia non lo sguardo, inorridito da uno
scandalo con Clodio. L’alleanza e della guerra civile: il De Bello gli toglieva una certa dignità: spettacolo così disumano.
triumvirale gli apre l’accesso gallico e il De Bello civili sono le dietro la sua freschezza giova- La sua vendetta sugli assassini
al consolato nel 59. Dopo la sue uniche due opere superstiti. nile si celava un portamento di Pompeo sarà implacabile.

LA GUERRA CIVILE 97
Legionari all’assalto Trofei e portatori
in un rilievo sulla del bottino, dipinto
colonna di Nerone del ciclo delle nove tele
a Moguntiacum dei Trionfi di Cesare
(Magonza), I secolo d.C. (1480-1500 circa) di
Andrea Mantegna per
la corte mantovana dei
Gonzaga (Hampton
Court, Her Majesty
the Queen Collection).

LA GUERRA FRA a Pompeo l’incarico di agire per salvare lo stato dal nemico.
CESARE E POMPEO Protestando di difendere la propria dignità personale, quella
Alla fine degli anni Cinquanta tutti gli sforzi di alcuni dei tribuni offesi nei loro diritti e la libertà del popolo romano
accaniti senatori tradizionalisti e di Pompeo sono ormai con- dominato da una “fazione”, il 10 gennaio Cesare attraversa il
centrati intorno a un unico obiettivo: costringere Cesare a la- Rubicone, che segna il confine della sua provincia con l’Italia,
sciare il suo comando, metterlo sotto processo per le illegalità e marcia verso Roma dando inizio a una nuova guerra civile.
commesse, e liquidarlo. Il comando proconsolare di Cesare Le motivazioni addotte da Cesare per il proprio gesto sono
scadrebbe nel 50: dal 52 si susseguono convulsamente accordi in linea con i valori tradizionali nei quali qualsiasi aristocrati-
intrecciati e rotti, proposte e controproposte da entrambe le co romano crede; paradossalmente, nessuno degli uomini che
parti, mentre l’atmosfera diventa ogni giorno più tesa e lo conducono alla fine della repubblica si schiera mai apertamente
spettro della guerra civile incombe. Il senato si irrigidisce contro il senato e il suo apparato ideologico, ma tutti preten-
infine nella decisione di chiedere formalmente a Cesare di de- dono di agire in loro nome. Durante tutto il corso della guerra,
porre il suo imperium; il 7 gennaio 49, nonostante il veto di due e anche in seguito fino alla morte, Cesare non cesserà mai di
tribuni, viene adottato il senatusconsultum ultimum e si affida cercare di convincere di essere dalla parte del giusto quanti più

LA PRIMA I DOMINI DI ROMA SOTTO CESARE,


GUERRA CIVILE POMPEO E CRASSO
Al termine di un lungo braccio nni a
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di ferro con Cesare, accampato N I
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a Ravenna, il 7 gennaio 48 il se- BELGI SVEVI
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fra il 10 e l’11 gennaio supera Mace Bi
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Pompeo lascia Roma alla volta a I T Cipro


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di Brindisi, diretto in Oriente Domini di Roma (58 a.C.) R A
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dove molti principi a lui legati Province di Pompeo
da vincoli di clientela possono Province di Crasso ica
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Province di Cesare g
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offrirgli rinforzi. Nella sua “fu- it


ga” da Roma è seguito da una Conquiste di Cesare t
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parte di senatori di fede repub-

98 ROMA ANTICA
blicana (fra cui Cicerone, pur il congedo. Marsiglia, assediata Apollonia. Il 9 agosto 48 Pom- sbaragliare Farnace, re del Ponto
dopo molte perplessità), ma la dal legato cesariano Trebonio, si peo affronta a Farsalo le truppe che ha invaso l’Armenia e la
maggior parte del senato rimane arrende a Cesare di ritorno dalla del nemico, di numero notevol- Cappadocia, con una fulminea
neutrale nello scontro fra i due Spagna. Di nuovo a Roma Cesa- mente inferiore. Ma la cavalleria campagna militare.
signori della guerra. A Roma re, che si è fatto nominare ditta- pompeiana è neutralizzata da un Nel 46 Cesare doma la resistenza
Cesare non procede alla pubbli- tore per dare una veste legale al abile schieramento delle coorti che i pompeiani hanno organiz-
cazione di liste di proscrizione, suo potere, ha la facoltà di tenere avversarie. Pompeo abbandona il zato in Africa, sotto la guida di
secondo il modello sillano, ma i comizi ed è eletto console per il campo di battaglia per riparare Q. Metello Scipione, suocero di
tende a rassicurare l’opinione 48 dopo aver varato alcune mi- in Egitto, dove viene ucciso per Pompeo. La vittoria di Tapso
pubblica. Lasciata la città nelle sure per la riduzione dei debiti ordine del re Tolomeo, desidero- determina il crollo delle forze
mani di Emilio Lepido, prose- di un quarto. Dopo undici gior- so di ingraziarsi Cesare. Questi, pompeiane; i pochi superstiti
gue verso la Spagna, con l’inten- ni depone quindi la dittatura e giunto in Egitto con un piccolo raggiungono la Spagna. Fra essi
to di neutralizzare le forze pom- parte per l’Oriente con sette le- esercito, si trova ad affrontare la vi sono i figli di Pompeo, Sesto
peiane presenti nella penisola. gioni e un’adeguata forza navale. ribellione suscitata dal suo at- e Gneo che riescono a ricostitu-
In tre mesi, sconfitte le legioni Pompeo ha raccolto un esercito teggiamento dispotico e trascor- ire un esercito. Gli ultimi pom-
di Pompeo al comando di Afra- di circa 36.000 soldati re diversi mesi assediato ad A- peiani saranno annientati solo
nio e Petreio, sottomette tutta a Tessalonica. lessandria. All’arrivo dei rinforzi nel 45, a Munda, fra Siviglia e
la Spagna dopo la resa a Cordova A Durazzo le forze di Cesare dalla Siria sconfigge il giovane Malaga al termine di un com-
dell’altro comandante pompe- vengono a trovarsi in una si- re sul delta del Nilo. Sul trono battimento difficile e per lungo
iano, Varrone. Ai nemici vinti tuazione critica, accerchiate dal si insedia Cleopatra, sorella di tempo incerto. Fra i comandanti
riserva un trattamento ispirato nemico e oppresse dalla penuria Tolomeo. Il fascino della regina pompeiani riesce a salvarsi sol-
alla clemenza: i comandanti so- di viveri, ma Cesare riesce a su- conquista Cesare, ma questi è tanto Sesto. A Cesare il senato
no perdonati, i soldati ottengono perare le difficoltà e raggiungere costretto a lasciare l’Egitto per decreta il titolo di Liberator.

LA GUERRA CIVILE 99
Affresco del triclinio Due denarii di Giulio Cicerone riscopre la colonnetta con una
dalla casa dei Vettii Cesare, usati nel tomba di Archimede, sfera e un cilindro,
a Pompei, I secolo d.C. Nordafrica, I secolo a.C.: dipinto di Paolo come tramandato
Il dipinto raffigura nel primo, un elefante Barbotti, 1852 (Pavia, dalla tradizione.
una scena di battaglia schiaccia un serpente; nel Musei Civici). Secondo Archimede era stato
navale: come si nota, secondo, la fuga di Enea la testimonianza ucciso da un soldato
durante i combattimenti da Troia. In lingua dello stesso Cicerone, romano nel 212 a.C.
le navi da guerra non punica caesa significa il sepolcro, alla
montavano alberi e vele. elefante, mentre la gens periferia di Siracusa,
Iulia vantava discendenza venne identificato per
diretta da Enea. la presenza di una

oligarchi possibile, in modo da conquistarli alla sua causa; la peo in Egitto, Cesare deve ancora combattere contro i seguaci
clemenza verso i nemici e i vinti sarà un impegno costante fino del rivale sopravvissuti e assicurarsi la lealtà di tutte le altre
alla fine. Del resto il fatto di combattere contro Cesare non regioni dell’impero. Per dominare su Roma non basta più
rende Pompeo quel paladino della Repubblica che i contem- tenere in pugno il senato ed essere amati dalla plebe urbana.
poranei non mancano di sottolineare. Sia Cesare che Pompeo
combattono l’uno contro l’altro per affermare ciascuno la pro- TUTTO IL POTERE A CESARE
pria preminenza su Roma e sull’impero; il senato si schiera con Gli anni che seguono l’uccisione di Pompeo sono fervidi di
Pompeo perché Cesare gli fa più paura. E Pompeo è sostenuto iniziative e progetti. Nel 46 Cesare si insedia stabilmente al
da un variegato schieramento che include ex collaboratori di governo di Roma in qualità di dittatore per dieci anni e, nel
Cesare (come Labieno) e conservatori come Catone l’Uticense. gennaio 44, di dittatore a vita. La sua legislazione è amplis-
La guerra civile viene combattuta praticamente in tutto sima, ma i provvedimenti più efficaci e duraturi sono quelli
il Mediterraneo. Anni e anni di esercizio del potere milita- che, sulla scia di Silla, mirano a migliorare l’amministrazione
re hanno permesso a ciascuno dei triumviri di crearsi nelle dello stato, ad allargare la classe dirigente e la base del suo
province e negli stati alleati forti e fedeli clientele, che ora reclutamento. Il senato è portato a ben novecento membri,
scendono in campo a fianco dei rispettivi patroni. Dopo la con l’inserimento di individui di varia estrazione scelti dal
vittoria decisiva a Farsalo il 9 agosto 48 e l’uccisione di Pom- dittatore.

100 ROMA ANTICA


CICERONE funzionari. La sua carriera pro- istituzioni. Costretto all’esilio Non partecipa alla congiura
Marco Tullio Cicerone nasce segue fino al consolato nel 63. per la condanna senza appello per eliminare il dittatore, ma
ad Arpino, a circa 130 km a La sua elezione è dovuta a al popolo dei catilinari dal de- dopo le Idi di marzo, senza
sud est di Roma, nel 106 a.C., un’alleanza fra le forze mode- magogo Clodio, nel 58, dopo nascondere la propria simpatia
da una famiglia equestre. rate di senatori e cavalieri. un amaro periodo trascorso verso i cesaricidi, si rituffa con
Egli deve la propria carriera In questa veste Cicerone inter- lontano da Roma, nel 57 slancio nell’impegno politico.
politica essenzialmente alle viene con energia e fermezza è richiamato in patria grazie Attacca con fermezza Antonio,
brillanti doti oratorie. contro il tentativo eversivo all’intercessione di Pompeo, che considera l’erede della
I primi successi forensi, frutto di Catilina e dei suoi complici e su pressione di questo offre politica cesariana, nel tenta-
di una preparazione retorica e (compone 4 orazioni, il suo appoggio alla politica tivo di convincere il senato a
culturale di livello notevole, le Catilinarie). In possesso dei triumviri. dichiararlo nemico dello stato,
aprono infatti all’homo novus di di prove della congiura e della Proconsole in Cilicia nel 51, mentre spera di trovare un al-
Arpino la via delle magistratu- colpevolezza dei catilinari, allo scoppio della guerra civile leato nel giovane Ottaviano.
re. Di particolare importanza il console si avvale del potere sposa con molte perplessità la È però solo un’illusione.
è l’opportunità che gli si pre- concesso dal senato per far causa di Pompeo, visto il falli- L’accordo siglato da Ottaviano,
senta nel 70 a.C. in occasione condannare a morte i congiu- mento di una sua mediazione Antonio e Lepido e il secondo
del processo contro Verre, rati (ma forzando le pieghe del fra gli avversari. Pur benefi- triumvirato sanciscono infatti
condotto in giudizio dopo diritto e impedendo ai congiu- ciando del perdono di Cesare, l’inesorabile fine dell’Arpi-
tre anni di malgoverno della rati di appellarsi per la grazia durante la dittatura di questi nate. Proscritto per volontà
Sicilia (è uno dei tanti episodi al popolo di Roma). si tiene lontano dalla vita po- di Antonio, Cicerone è ucciso
legati alla annosa quaestio de Per il ruolo determinante nella litica per dedicarsi all’attività dai sicari dei triumviri il 7
repetundis, che larga parte ha difesa dello Stato riceve il tito- letteraria e alla composizione dicembre del 43 a.C. La testa
nella vita politica della Roma lo di padre della patria. di importanti opere di caratte- e le mani con cui aveva scritto
tardorepubblicana). Cicerone Negli anni seguenti egli cerca re filosofico. La delusione per le Filippiche, 14 orazioni con-
sostiene l’accusa e le sue ora- di arginare l’affermarsi dei il fallimento della sua politica tro Antonio, sono mozzate ed
zioni rimangono ancora oggi grandi potentati personali di è accresciuta da gravi lutti, in esposte sui rostri della tribuna
uno dei più incisivi atti di ac- Cesare, Crasso e Pompeo, nella particolare la perdita di Tullia, degli oratori a monito per gli
cusa contro il malgoverno dei difesa della repubblica e delle la figlia amatissima. oppositori del triumvirato.

LA GUERRA CIVILE 101


Il filosofo greco Orologio solare in marmo La morte di Giulio
Anassimandro di Mileto con gnomone in bronzo, Cesare in un dipinto
(610-546 a.C.), I secolo d.C. di Vincenzo Camuccini,
considerato l’inventore (Pompei, Casa degli 1804 (Napoli,
della meridiana, mosaico Amorini dorati). Museo Nazionale
del III secolo d.C. di Capodimonte).
(Treviri, Landesmuseum). Il conquistatore
delle Gallie muore
trafitto dalle lame
di 23 congiurati.

Il contributo più innovativo della sua azione legislatrice è LE IDI DI MARZO


tuttavia costituito dall’avvio di quel processo di integrazione Cesare intende diventare re di Roma? Sicuramente si pone
politica delle province con Roma e l’Italia, che riceverà forte il problema e senza dubbio se lo pongono i suoi contempora-
impulso in età imperiale. La Gallia Cisalpina ottiene la citta- nei. Certo è che la quantità strabiliante di poteri e onori a lui
dinanza romana. La sistemazione dei veterani, operazione lun- attribuiti lo avvicinano molto, anche nelle forme esteriori, a
ga e complessa, condizionata dalla promessa fatta a senatori un monarca orientale, con tanto di connotazione divina: può
e possidenti di non toccare la proprietà costituita, conduce a portare sempre una corona d’alloro e vesti trionfali; si fa chia-
promuovere l’urbanizzazione e la colonizzazione nelle provin- mare imperator, titolo abitualmente concesso solo in occasione
ce: con Cesare, per la prima volta, i veterani sono stanziati in di trionfo, e può entrare a Roma a cavallo; dà il proprio nome
colonie fuori dall’Italia. a un mese, luglio (da Giulio); afferma la discendenza della
Gli anni della dittatura sono anche anni di paure, sospetti propria gens da Venere. Un regime personale è in ogni caso in
e complotti. A mano a mano che la posizione personale di atto, in qualunque modo lo si voglia chiamare. Il 15 marzo
Cesare diventa sempre più palesemente simile a quella di un 44, alla vigilia di un’ambiziosa spedizione progettata contro
autocrate, l’entusiasmo di uomini come Cicerone, abbagliati i Parti, una sessantina di uomini colpiscono il dittatore con
in un primo momento dalla clemenza del vecchio nemico, si ventitré pugnalate nel teatro di Pompeo durante una riunione
trasforma in depressione nera e cieco rancore. del senato.

LA MISURA osservazione per poter annun-


DEL TEMPO ziare il passaggio del sole al
«Gli sforzi per arrivare a pa- meridiano, sia al popolo che
droneggiare il tempo», scrive frequenta il Foro e così pure
Jacques Le Goff, «gli strumenti alle parti in causa che sono
e le pratiche inventate dalle obbligate, perché le istanze
società umane per scandire il abbiano valore, a comparire
suo scorrere, costituiscono uno in tribunale prima di mezzo-
dei grandi capitoli della storia giorno.
dell’umanità, nella cui evolu- Al tempo della guerra di Pirro
zione è stato decisivo il mo- qualcosa comincia a cambiare:
mento in cui gli uomini hanno ogni metà del giorno viene
cominciato a farsi una domanda infatti divisa in due sezioni:
semplice e tutt’altro che banale: la mattina e l’antimeriggio
“che ora è?”». da una parte (mane e ante
Alla fine del IV secolo a.C. i meridiem); e dall’altra il pome-
Romani si limitano ancora a riggio e la sera (de meridie e su-
dividere il giorno in due par- prema). È però solo al principio
ti, una prima di mezzogiorno della prima guerra punica, nel
e l’altra dopo; un messo dei 263 a.C., che viene introdotta
consoli è incaricato di stare in la modalità di contare le ore

102 ROMA ANTICA


già in uso presso i greci: un Quinto Marcio Filippo dota Poiché le dodici ore della cosicché malgrado il rutilante
sistema realizzato con uno finalmente per la prima volta giornata sono ripartite dallo movimento che anima una
strumento (polos) che registra Roma di un “orologio” veridico gnomone tra l’alba e il tra- grande città come Roma, la
fedelmente la successione del- e nel 159 a.C., Publio Cornelio monto, le dodici ore della not- vita quotidiana rimane nel
le ore annotando gli sposta- Scipione Nasica e Marco Popilio te devono essere comprese tra suo profilo e nelle sue cadenze
menti dell’ombra della punta Lenate completano l’opera po- il tramonto e l’alba: e le une e sostanzialmente campagnola.
metallica di uno stilo o gno- nendo a lato del quadrante solare le altre vanno aumentando e I Romani non sono mai stati
mone posta al centro di una un orologio ad acqua, destinato diminuendo dello stesso passo schiavi delle loro ore come lo
calotta di pietra. Un quadran- a supplire nei giorni di cattivo e in senso contrario secondo le siamo noi oggi perché i meto-
te solare, così realizzato, viene tempo e durante la notte. stagioni. In questo modo un di per contarle rimasero sem-
portato a Roma da Marco Va- giorno d’estate avrà le sue do- pre empirici e insufficienti.
lerio Messalla insieme al suo dici ore ben più lunghe delle Il filosofo Seneca, nel I secolo
bottino e viene fatto montare ore di un giorno invernale. d.C. ricorda che a Roma era
nel Foro sul comitium. È chiaro che in questo modo praticamente impossibile sa-
In realtà quello strumento, la vita romana scorre giorno pere l’ora esatta; era più facile
una volta portato a Roma, dopo giorno attraverso fasi di conciliare tra loro i filosofi
segna delle ore che non hanno attività la cui intensità varia con opinioni divergenti che
rapporto alcuno con la realtà, secondo la durata delle ore accordare tra loro gli orologi:
in quanto le linee tracciate sul diurne nelle diverse stagioni: horam non possum certam tibi
polos si riferiscono a un’altra minore durante i mesi inver- dicere; facilius inter philosophos
latitudine. Nel 164 a.C., nali, maggiore nei mesi estivi, quam inter horologia convenit.

LA GUERRA CIVILE 103


IL FORO
Ogni città nell’impero roma-
no ha il proprio forum che è il
luogo pubblico per eccellenza:
qui si sbrigano gli affari, si con-
cludono i contratti, si assiste
ai processi, alle assemblee o ai
comizi, si parla di politica e si
fa politica (nell’antica Roma
parlare di politica e fare politi-
ca è più o meno la stessa cosa).
In questo Roma non è diversa
dalle più lontane città del suo
dominio. Ma il Foro della città
di Roma ha un significato che
va ben oltre quello di essere il
centro di vita della capitale.
Esso diventa nell’immaginario
collettivo il luogo da cui ha a-
vuto inizio la grande avventura
dei Romani i quali, come scrive
lo storico greco Polibio, nel
giro di cinquantatré anni (dal
220 al 167 a.C.), hanno realiz-
zato la conquista dell’impero di recarsi alla Basilica Giulia appuntamenti di affari o di un vanaglorioso presso il sacel-
mondiale. E ogni decisione po- e assistere a qualche processo. altra natura, persino vendite al lo di Cloacina; i mariti ricchi
litica in merito a una guerra o Nelle tribune che la dominano, minuto. Nel Foro si incontrano e scialacquatori nella Basilica.
a una conquista sarà stata presa al primo piano nelle navate anche i maestri che impartisco- Qui ci sono anche le puttane
sicuramente nel Foro. La vita laterali che la fiancheggiano, no le lezioni in mezzo alla stra- sfiorite e i loro lenoni; al mer-
del cittadino romano ha inizio prende posto quella parte del da, all’aperto dinanzi all’entrata cato del pesce ci sono quelli
molto presto, alle prime luci pubblico, uomini e donne che di una qualche taberna in mezzo che scroccano il pranzo. In
dell’alba; se è di condizione non hanno avuto la fortuna di al frastuono della gente. fondo al Foro passeggiano i ga-
agiata e non deve quindi recarsi trovare posto vicino alla “cor- Tutta la vita si riversa nel Foro: lantuomini e i ricchi, in mezzo
al lavoro in qualche corporazio- te”. Tribuni e candidati alle qui confluiscono le strade da alla piazza coloro che vogliono
ne, si reca nel Foro: a Roma è magistrature intrattengono i tutti i quartieri, il Clivus Ca- farsi notare; più su, presso il
molto importante guardare ed cittadini dai Rostra, elezioni e pitolinus dal Campidoglio, il Lacus Curtius, i vanitosi, quel-
essere guardati; se è più fortu- assemblee politiche si svolgono Clivus Argentarius dal Campo li che con una gran faccia tosta
nato è circondato da una turba nel Comitium, mentre i generali Marzio, l’Argileum dal Quiri- ti insultano per niente mentre
di clienti che lo adulano; altri- vittoriosi celebrano il trionfo nale, il Vicus Iugarius e il Vicus farebbero bene a tenersi gli
menti adempie ai doveri della percorrendo la Via Sacra per Tuscus dalla zona dei mercati insulti per se stessi. Nelle vec-
clientela nei confronti del suo salire fino al Campidoglio. sul Tevere e la Via Sacra dall’al- chie taverne c’è chi presta e chi
patrono. Colui che possiede la Nel Foro si svolgono anche tura della Velia. prende danaro a usura. Oltre il
decantata ars dicendi tiene i suoi le più importanti cerimonie Ogni giorno sfila nel Foro ogni tempio dei Castori trovi gente
discorsi in pubblico mentre religiose che assicurano la par- sorta di tipi umani. Ecco come che se gli credi subito fai male.
tutti lo ascoltano entusiasti. tecipazione degli dei alla vita lo descrive Plauto nel II secolo Nel Vicus Tuscus ci sono i ma-
Ma l’occasione migliore per cittadina. Nello stesso tempo a.C.: «Chi vuole incontrare schietti che vendono se stessi,
ascoltare le arringhe di qual- si svolgono operazioni finan- uno spergiuro può andare nel al Velabro il fornaio, il macel-
che grande avvocato è quello ziarie, transazioni commerciali, Comizio, chi un mentitore o laio...».

104 ROMA ANTICA


Sopra, il Foro Romano
oggi e, in basso, in
un’incisione di Arthur
Willmore del XIX
secolo, quando l’area,
destinata al pascolo,
era chiamata Campo
Vaccino. Alla fine del
V secolo l’area dei Fori
è stata progressivamente
abbandonata e il
complesso monumentale si
è frammentato in singoli
edifici che sono stati
smembrati o sono andati
distrutti.

LA GUERRA CIVILE 105


IL CONTO così ad avere due ventiquat-
DEI GIORNI tro; e poiché il ventiquattro
In principio i Romani non febbraio viene indicato come
contano i giorni del mese con dies sextus ante kalendas Mar-
un’enumerazione progressiva tias (cioè il sesto giorno pri-
come facciamo noi. Ogni ma delle calende di marzo), il
mese ha infatti soltanto tre giorno intercalato in più era
date fisse: le calende (kalen- denominato dies bis sextus ante
dae), che cadono al primo kalendas Martias. Di qui il
giorno di ogni mese; le none nome di bisestile.
(nonae) che cadono al settimo In età arcaica l’anno conta
giorno del mese in marzo, solo dieci mesi e comincia
maggio, luglio e ottobre, e a marzo: una data non in-
al quinto giorno nei restanti solita nelle società arcaiche
mesi; infine le idi (idus) che in quanto coincide con la
cadono ogni mese otto giorni primavera, il rinnovarsi del
dopo le none. ciclo dell’agricoltura e il tor-
Prendendo queste tre date nante dell’equinozio. Questo
come base un Romano può spiega i nomi di September,
indicare tutti gli altri giorni, October, November e December
secondo un sistema che a dati appunto a quelli che
noi può sembrare piuttosto sono il settimo, l’ottavo,
macchinoso: numerandoli a il nono e il decimo mese
ritroso a partire dai capisaldi dell’anno. In questo primiti-
costituiti da calende, none e vo calendario il quinto mese ne contano trentuno: per que- per i Romani governano l’uni-
idi. In questo modo il 3 di (oggi luglio) viene chiamato sto motivo in questi quattro verso con il loro movimento.
gennaio, che precede di due Quintilis e il sesto (agosto) mesi le none e le idi cadono Con il cristianesimo la dies solis
giorni le none di quel mese, Sextilis; in un secondo tempo due giorni più tardi rispetto diventerà dies dominica (giorno
viene indicato come il “terzo al primo di questi viene dato agli altri mesi. Inoltre nel del Signore).
giorno prima delle none di il nome di Iulius, in onore di calendario numano, un anno Al di là delle curiosità del
gennaio” (tertio die ante nonas Giulio Cesare e al secondo sì e uno no, viene intercalato – calcolo, bisogna ricordare che
ianuarias): terzo e non secon- quello di Augustus in onore di sempre a febbraio – un perio- la concezione e la misurazione
do, dato il sistema di contare Ottaviano Augusto. do alternato di 22 o 23 giorni del tempo nelle società umane
romano che include sia il Secondo la tradizione, l’ag- atto a ristabilire l’equilibrio ha sempre una genesi religio-
giorno di partenza che quello giunta di altri due mesi (Ia- dell’anno lunare. sa; il tempo terreno dipende
di arrivo. nuarius e Februarius) si deve a Con la riforma di Giulio Cesa- da quello divino e i calendari
I Romani conoscono anche Numa Pompilio, che sarebbe re del 46 a.C. viene introdotto sono innanzitutto calendari
l’anno bisestile che ha un intervenuto su un precedente l’anno solare, di trecentoses- liturgici (per esempio deter-
giorno in più degli altri calendario “romuleo” (attri- santacinque giorni, e i mesi minano i giorni fasti e nefa-
anni; anzi, proprio dalla buito cioè al fondatore della vengono ad avere lo stesso nu- sti). Nella vita quotidiana di
particolare collocazione del città). mero di giorni che hanno ora, Roma antica quella che per
giorno in più deriva il nome Prima della riforma di Giulio compreso febbraio negli anni noi è l’ossessione delle “date”
di “bisestile”. Mentre noi Cesare in ogni caso i Romani ordinari e negli anni bisestili. non esiste: usanze locali af-
collochiamo tale giorno al- si servono dell’anno basato Accanto alla vecchia divisione fiancano il calendario ufficiale,
la fine di febbraio (il 29), i sul ciclo lunare: tutti i mesi ufficiale in calende, none e idi, mentre gli agricoltori e i mer-
Romani lo intercalano tra il hanno cioè ventinove giorni viene anche introdotto l’uso canti, la città e la campagna,
ventiquattro e il venticinque fatta eccezione per marzo, delle settimane di sette giorni, hanno proprie e diverse conce-
dello stesso mese, che viene maggio, luglio e ottobre che subordinati ai sette pianeti che zioni del tempo.

106 ROMA ANTICA


Mosaico che rappresenta Il cosiddetto Augusto di
Novembre nel ciclo Prima Porta o Augusto
dei mesi di Thysdrus, loricato, I secolo d.C.
oggi El Djem, (Città del Vaticano,
in Tunisia, III secolo Museo Pio Clementino)
d.C. (Susa, Museo Gaio Giulio Cesare
Archeologico). Ottaviano Augusto è stato
il primo imperatore romano
dal 27 a.C. al 14 d.C.

L’AGONIA
DELLA REPUBBLICA
Eliminato il dittatore, i suoi assassini non riscuotono il
successo che si aspettano, né danno mostra di particolare i-
niziativa. Cesare non può esser cancellato con un colpo di
spugna: le forze che lo hanno amato, la plebe, gli eserciti, le
province, hanno dato corpo a una forma di consenso nei con-
fronti del governo di un singolo difficilmente e rapidamente
liquidabile; il gruppo che ha voluto la sua morte, del resto,
non ha un preciso programma politico.
Dopo un momento di disorientamento, sembra che la via
da percorrere sia quella del compromesso: il console Marco
Antonio, uno dei cesariani più abili, provvede alla ratifica

OTTAVIANO te combatta cinque guerre


Narra Svetonio che, ormai civili e due guerre esterne),
prossimo alla fine, Augusto privo dell’audacia di Cesare,
abbia domandato agli amici se discreto, cauto – usa ripetere
secondo loro aveva ben recitato il motto “affrettati lentamen-
fino in fondo la farsa della vita. te” – si affida per le questioni
In effetti l’abilità diplomatica militari all’amico Vipsanio
e la capacità di influenzare l’o- Agrippa, autore delle vittorie
pinione pubblica costituiscono decisive. La politica del con-
due aspetti importanti del senso che gli ha procurato il
genio politico del primo impe- sostegno dell’Italia e dell’Oc-
ratore di Roma, di cui dà prova cidente contro Antonio sarà
fin dalla prima giovinezza. determinante anche nella
Figlio di Gaio Ottavio, di creazione del nuovo regime,
famiglia plebea illustre, e di di cui Mecenate è, accanto
Atia, nipote di Cesare per parte ad Agrippa, l’altro ascoltato
di madre, è adottato da Cesare consigliere. Ama teneramente
intorno al 45 e nominato suo la consorte Livia che ha tolto
erede. Dopo le Idi di marzo il al primo marito, Tiberio Ne-
giovane Ottaviano dimostra di rone. A lei rivolge le ultime
sapersi orientare con abilità in parole, spirando all’età di 76
una situazione particolarmente anni nel 14 d.C.: «Livia, fin
complicata. Militare non parti- che vivi ricordati della nostra
colarmente brillante (nonostan- unione!».

LA GUERRA CIVILE 107


LA FAMIGLIA mezzo per impedire l’estinzione per la trasmissione del sapere creato mobilità all’interno
La famiglia dei Romani di una schiatta, oppure ancora politico: qui avviene infatti del gruppo aristocratico.
è qualcosa di ben diverso per acquisire la qualifica di l’educazione del giovane La famiglia fondata sulla
del nostro moderno nucleo padre di famiglia richiesta alla politica e non attraverso discendenza diretta, la gens
familiare costituito da padre, dalla legge per i candidati ai strutture come i nostri moderni (gruppi di famiglie che si
madre, uno, due o al massimo pubblici onori e al governo partiti politici o attraverso riconoscono in un comune
tre figli; e non basta nemmeno delle province. Al contrario è la carriera burocratica. antenato, dal quale deriva anche
risalire di una generazione, anche molto frequente il caso La struttura familiare aristocra- il nome dei membri della gens)
giacché la famiglia romana di figli naturali diseredati. tica garantisce la trasmissione appare, a partire da un certo
comprende alcuni schiavi Forse questa situazione in cui di valori e di modelli compor- momento, così ramificata da
domestici, dei vecchi schiavi non sempre, anzi molto spesso, tamentali accettati dagli altri non avere più alcuna coesione
affrancati, il padre di famiglia, la famiglia non coincide con i gruppi sociali diversi dal pro- sul piano politico: la mobilità
la moglie legalmente sposata, legami di sangue può spiegare prio: in generale da un giovane sociale fa sì che la possibilità
due o tre figli con in più un fatto che altrimenti sarebbe aristocratico ci si aspetta che di intrecci sia tale e talmente
qualche dozzina di uomini raccapricciante: durante la egli si comporti in modo conso- diffusa da non avere più alcun
liberi o clienti che le gravitano congiura di Catilina, tra no alla sua tradizione familiare significato specifico.
intorno… Ma questo non è i progetti rivoluzionari e quindi si uniformi ad essa; Non sempre tuttavia, nella sto-
ancora sufficiente perché la che minacciano la stabilità l’appartenenza a una famiglia è ria di Roma, la famiglia diretta
familia romana è molto di e l’ordine sociale e morale quindi la prima condizione per o il clan gentilizio hanno de-
più… Alcuni istituti giuridici messi in atto dai catilinari, entrare nella vita politica, ma terminato vincoli di solidarietà
come l’adozione rivelano lo vi è anche l’uccisione dei padri non è fondamentale. Sappiamo politica, per esempio in un mo-
scarso carattere naturale della da parte dei figli. Un discorso che il sistema romano lascia mento di aperta competizione
famiglia romana: un membro poi del tutto particolare va ampi spazi agli uomini nuovi i Claudii o i Metelli, hanno
di una famiglia lascia in fatto per la struttura familiare provenienti da gruppi diversi assunto posizioni politiche dif-
questo caso la sua famiglia di dell’aristocrazia romana che è, dall’aristocrazia. Le morti pre- ferenti al loro interno, salvo poi
sangue originaria ed entra a far soprattutto in età repubblicana, mature, la mancanza di figli, il fatto, messo in evidenza dalle
parte di un’altra; l’adozione è un aspetto essenziale l’incapacità di qualche membro fonti, che si siano uniti nella
essenzialmente uno strumento del sistema politico. di una famiglia aristocratica, difesa reciproca su una motiva-
di promozione sociale o un La famiglia è fondamentale sono inoltre fattori che hanno zione non politica.

108 ROMA ANTICA


Sarcofago romano che La morte di Marco Denario di Marco
raffigura uno sposalizio Antonio in un dipinto Antonio che raffigura
(Tomba del cardinal di Jacques Stella, una nave da guerra,
Fieschi), III secolo d.C. 1650 circa (Budapest, 32 a.C.
(Roma, Basilica di San Szépmüvészeti Múzeum).
Lorenzo fuori le Mura). Il rivale di Ottaviano,
Il concetto di famiglia sconfitto nella battaglia
per i Romani era molto di Azio, si suicida
allargato e si estendeva nel 31 a.C.
a schiavi, liberti, clienti
e figli adottivi.

degli atti del dittatore e alla legittimazione della sua me-


moria, in cambio del perdono dei cesaricidi. In realtà, ciò
che immediatamente ha inizio è la guerra per prendere il
posto di Cesare ai vertici del potere, prima tra cesaricidi e
vendicatori, poi tra i vendicatori stessi.
I primi disordini iniziano già nel 44. Con una legge An-
tonio ottiene la permuta della provincia assegnatagli per
l’anno successivo, la Macedonia, con la ben più attraente Ci-
salpina e Transalpina, che Decimo Bruto, uno dei cesaricidi
più attivi, proconsole della stessa Cisalpina, rifiuta tuttavia
di abbandonare. Antonio non esita quindi a muovergli guer-
ra, e il senato, convinto da Cicerone, non esita a sua volta a
dichiarare guerra ad Antonio, nel quale teme l’emergere di
un nuovo Cesare.
Le deroghe alla prassi e il ricorso alla violenza sono tal-
mente abituali che non è ormai più possibile capire chi abbia
ragione e chi torto. Chi si avvantaggia della situazione è co-
munque Gaio Ottavio, nipote di Cesare, suo figlio adottivo
(col nome di Gaio Giulio Cesare Ottaviano) ed erede. Torna-
to dalla Grecia dove aspettava di partire con il dittatore per
la campagna partica, Ottaviano arruola un esercito personale
tra i veterani di Cesare e lo offre al senato contro Antonio,
ottenendo in cambio, sempre per la mediazione di Cicerone,
un comando da propretore, da privato (e giovanissimo) citta-
dino qual era; battuto quindi Antonio a Modena, nell’agosto
del 43 marcia su Roma e si fa eleggere console, con la forza
dell’esercito accampato alle porte della città.

ANTONIO controllo dell’Italia: a Far- assassini. Dopo la sconfitta spada. Morente è portato
Nato a Roma nell’82 a.C., salo è al comando dell’ala di Azio, raggiunge l’Egitto; dalla regina per spirare fra
allo scoppio della guerra fra sinistra e dopo la vittoria quando vede fallire il tenta- le braccia di lei. Negli ulti-
Cesare e Pompeo, in qua- è nominato maestro della tivo di morire in battaglia, mi momenti la esorta a non
lità di tribuno della plebe cavalleria, la seconda carica sfidando Ottaviano in un piangere per lui e a conside-
sostiene con coraggio le dopo la dittatura. Dopo le ultimo scontro, decide di rarlo felice: ha avuto tanti
ragioni di Cesare di fron- Idi di marzo, ai funerali del suicidarsi. beni dalla vita, ha goduto
te al senato. Raggiunto il dittatore, mostrando le vesti Prestando fede alla falsa di grande potenza ed è stato
campo di Cesare travestito di Cesare insanguinate, si notizia che Cleopatra si sia vinto in modo non ignobile,
da schiavo, ottiene da lui il scaglia con furore contro gli uccisa, si colpisce con la ma da un Romano.

LA GUERRA CIVILE 109


NELLA CASA che danno accesso ai servizi a un porticato, di derivazione La casa romana è priva quasi
DEI ROMANI situati alle spalle dei cubicula. ellenistica (peristylium). In del tutto di finestre e riceve
Dalle fonti letterarie e da po- Sempre nell’atrio, di fronte questo caso al centro vi è un luce solo dal cortile: le stan-
che testimonianze archeologi- all’ingresso sono le stanze giardinetto spesso abbellito ze, di dimensioni anguste,
che sappiamo che dal IV secolo di soggiorno, delle quali, la con fontane (vividarium). Sui sono anche poco luminose.
a.C. si afferma il modello della centrale, più grande, è detta fianchi del portico si aprono al- Questi difetti erano in un
casa ad atrio: un cortile centra- tablinum. L’atrio è semicoperto tri ambienti e sul lato di fronte certo senso funzionali: gli
le raggruppa tutti gli ambienti dal tetto spiovente: in questo all’ingresso i vani di soggiorno ambienti piccoli e privi di
nei quali si svolge la vita modo le acque vengono convo- con al centro il triclinium, finestre mantengono più
della famiglia. gliate nell’impluvium, un baci- la sala da pranzo. facilmente il calore, vista la
Nella domus la pianta essenziale no di raccolta collegato a una Questo schema tipo è suscet- difficoltà di riscaldare la casa
prevede la porta di ingresso cisterna sotterranea. tibile di ampliamenti, con in inverno e di avere infissi
(ostium) di fronte alla strada, Accanto alla porta di ingres- duplicazione di atrii, peristili, razionali.
talvolta preceduta da un vesti- so vi sono locali aperti sulla biblioteche, terrazzi, portici... Inoltre, il romano trascorre
bolo e seguita da uno stretto strada e adibiti a botteghe Tutti i personaggi più facoltosi la maggior parte della sua
corridoio (fauces) attraverso cui (tabernae) mentre sul retro vi è hanno una domus di questo giornata nel Foro e, dopo gli
si accede nel cortile (atrium). spesso un giardino o un orto tipo. Famose fra le altre le case impegni politici ed econo-
Lungo i fianchi dell’atrio si a cui si accede dal tablinum. sul Palatino di Quinto Luta- mici, si reca alle terme o agli
aprono le camere da letto (cubi- Nel II secolo a.C. la domus si zio Catulo, di Silla, di Emilio spettacoli pubblici. La casa
cula) piccole e prive di finestre, amplia con l’aggiunta di un al- Scauro, di Cicerone e di suo serve per cenare e soprat-
e due vani finali, aperti (alae), tro ambiente disposto intorno fratello Quinto. tutto per il riposo notturno.

110 ROMA ANTICA


Affresco del cosiddetto Affresco pompeiano
Terzo stile, che raffigura che riproduce un portico
in maniera molto con colonnato,
realistica un giardino I secolo d.C. (Napoli,
con uccelli, I secolo d.C. Museo Archeologico
(Pompei, Casa del Nazionale).
Bracciale d’oro).

IL SECONDO TRIUMVIRATO nel 36 viene costretto a ritirarsi; ai vertici rimangono dunque


Antonio si è però unito in Gallia Narbonese con un altro Antonio, che governa l’Oriente, e Ottaviano, che ha il com-
cesariano, Marco Emilio Lepido; in ottobre i tre trovano un pito di occuparsi dell’Occidente.
accordo e una legge Tizia istituisce il secondo triumvirato, In Oriente Antonio si lega alla regina d’Egitto, Cleopatra;
non più (come ai tempi di Cesare, Pompeo e Crasso) un’allean- con la sua alleanza riprende l’ambizioso progetto cesariano della
za privata ma una magistratura straordinaria di durata quin- guerra contro i Parti, e tenta di riorganizzare il governo di Ro-
quennale con funzioni costituenti. I nuovi triumviri, investiti ma nella regione, adeguandolo alla tradizione monarchica del
di poteri di fatto assoluti, si spartiscono risorse, eserciti, ter- potere ellenistico; il mondo greco e asiatico, ben più complesso
ritori da governare e si impegnano nella lotta all’ultimo san- culturalmente e politicamente dell’Occidente o dell’Africa, da
gue contro i cesaricidi, che solo ora vengono dichiarati nemici sempre richiede alla classe dirigente romana l’elaborazione di
pubblici. A Roma compaiono di nuovo le liste di proscrizione modelli operativi e culturali ad hoc. Ma l’offensiva contro i Parti
e il terrore: uno dei primi a cadere è Cicerone, sacrificato da fallisce e produce la conquista della sola Armenia. Nel 34, con
Ottaviano ad Antonio; nel 42 vengono battuti a Filippi, in una sensazionale cerimonia, il triumviro conferisce a Cleopatra,
Macedonia, i cesaricidi Bruto e Cassio. Il triumvirato procede e ai figli che essa ha avuto sia da lui che da Cesare, il controllo di
tuttavia in maniera discontinua fin dal principio, malcelando gran parte dei territori orientali: una dinastia romano-tolemai-
dissidi sempre latenti. Lepido, spinto ai margini del potere, ca dovrà governare queste regioni per conto di Roma.

Questo spiega anche la pover-


tà dell’arredamento ridotto
all’essenziale, tanto che molto
spesso, nel caso di un trasloco
«tutta la casa è caricata su
un solo carro» (Giovenale).
A questa povertà si supplisce,
nelle case più opulente, con
ricche decorazioni pittoriche
alle pareti.
I più facoltosi tendono ad a-
bitare nei quartieri periferici,
lontano dagli schiamazzi
e dalla confusione del centro,
dove il modello della domus
viene spesso abbandonato – a
causa della sovrappopolazione
della città – in favore di ca-
seggiati a più piani, le insulae,
che sorgono gli uni accanto
agli altri, divisi da angiporti.

LA GUERRA CIVILE 111


Soldati nei pressi Strada lastricata
di un tempio, dettaglio etrusco-romana a Roselle
del mosaico di Praeneste (Grosseto), attuale
proveniente dal Santuario via di accesso al sito
della Fortuna Primigenia, archeologico.
80 a.C. (Palestrina, La città, fondata nel
Palazzo Barberini). VII secolo a.C., viene
conquistata dai Romani
nel 294 a.C.

LO SCONTRO FINALE Assumendo al fianco di Cleopatra un perfetto stile di vita


In Italia Ottaviano incontra inizialmente gravi difficoltà. da sovrano ellenistico divinizzato, con tanto di sfarzi e stra-
La necessità di congedare i veterani lo costringe a impopola- vaganze, Antonio si è ormai allontanato dagli ideali profes-
ri confische, e nel 41 la questione delle terre provoca anche sati dalla classe dirigente romana.In realtà non si comporta
un piccolo scontro civile causato dal console Lucio Antonio, molto diversamente da quanti in precedenza, come Pompeo
fratello di Marco. Nel 36 la sconfitta definitiva di Sesto Pom- e Cesare, hanno governato la sua stessa regione, ma la poli-
peo, il figlio di Pompeo Magno, che conduce una guerra di tica di collaborazione con i monarchi alleati, comunemente
corsa nel Mediterraneo occidentale, procura tuttavia al triu- adottata da Roma in Oriente, arriva con lui a livelli mai
mviro il consenso del senato e delle classi elevate italiche. La raggiunti prima. Focalizzando la sua propaganda sulla centra-
minuziosa opera di propaganda, elaborata negli anni succes- lità dell’Italia all’interno dell’impero e sul ritorno alle antiche
sivi con la collaborazione di uomini come Mecenate, raccoglie tradizioni italiche, Ottaviano sostiene dunque con successo di
attorno a Ottaviano in Occidente consensi tali da legittimare fronte all’Occidente la tesi del tradimento di Antonio, fiaccato
l’iniziativa della guerra contro Antonio, per ottenere il potere dalle mollezze orientali e abbindolato dalla regina egiziana,
assoluto. desiderosa di impossessarsi dello stato di Roma.

112 ROMA ANTICA


LE VIE CONSOLARI particolare importanza. Dopo trainato da buoi) e disagevoli;
M IA Aquileia
PO STU la definizione del tracciato e se non si viaggia a dorso di
VIA

Piacenza Verona
l’incisione di due solchi paral- mulo o a cavallo ci si serve di
Padova
VIA
leli distanti circa 2,5 metri, si carrozze a due o quattro ruote.
EM
Genova ILI
A procede allo scavo all’interno Fra le prime ricordiamo il
VI
A Bologna Rimini
AU
RE
dei solchi e al riempimento cisium, un calesse usato per
LI
A Firenze
Pisa Ancona della fossa con almeno quat- viaggi di breve durata, l’esse-
Arezzo
M tro strati di materiali diversi. dum, un carro più solido, e il
AR
VIA CASS

A
VIA FLAMINI
Saturnia AD L’ultimo è costituito da una carpentum, una carrozza di lusso
Atri RI
VIA

pavimentazione di lastroni di di uso per lo più femminile.


IA

AU
RE AT
IC
LIA

pietra, di basoli (i blocchetti La raeda e il petorritum sono in-


Roma Corfinio

O
VIA L che i romani di oggi chiamano vece carri a quattro ruote, più
VI

AT
AA

VIA MIN
INA

UCIA Bari
PP

“sanpietrini”) o ghiaia. adatti, per la loro robustezza, a


IA

Terracina
Capua Benevento V Brindisi Dal termine latino che indica tragitti lunghi. Le merci sono
IA A
PPI
A
A il lastricato, stratum, derivano affidate al plaustrum, un barroc-
M

R Taranto
VI

TI
A
l’italiano strada, l’inglese street cio a due ruote, o al serracum,
AN

RR
NI

EN
A

Cosenza e il tedesco Strasse. un carro più grande e robusto.


O
Sul margine della strada, alla Sulle strade esistono stazioni
distanza di ogni miglio (pari di sosta, di rifornimento e di
Palermo Messina a 1478,5 metri), è collocato il posta, per il cambio dei cavalli
Reggio
VIA VALERI
A miliarium, un cippo per indi- dove i viaggiatori possono
care la distanza dal centro più riprendersi dalla fatica della
vicino. Spesso la costruzione di tappa, nonostante la bassa
una strada implica complesse qualità del servizio. Bisogna
opere di ingegneria: costruire però tener presente che negli
ponti (a volte ancora in uso scambi commerciali fra Roma
LE STRADE La via Flaminia, voluta dal come quello di Gard in Pro- e le varie parti dell’impero il
E I TRASPORTI console Gaio Flaminio nel venza, con i suoi tre ordini di trasporto su strada è meno van-
In Italia molte strade conser- 220, collega Roma a Rimini. arcate), aprire gallerie (sulla taggioso, perché di costo più
vano il nome delle antiche vie Da Rimini la via Emilia giun- Flaminia, del Furlo) o tagliare alto, di quello attraverso le vie
consolari romane (a loro volta ge a Piacenza per innestarsi la roccia (non pochi esempi d’acqua, fluviali e marittime,
mutuato da quello del magi- nella via Postumia. Questa si sulle strade alpine). mentre restano centrali le fina-
strato che le ha costruite) e ne irradia da Aquileia, attraverso Gli spostamenti sono lenti lità militari delle strade nelle
utilizzano il tracciato origina- la pianura padana, fino a Ge- (3 chilometri orari su un carro varie zone dell’impero.
rio. La costruzione di una rete nova. Chiusi, Cortona, Arezzo
di comunicazione per lunghi sono percorse dalla via Cassia
percorsi ha inizio nel IV secolo che va da Roma a Firenze.
a.C con il primo tratto della La via Aurelia si snoda invece
via Appia, da Roma a Capua, lungo la costa tirrenica da
prolungata poi fino a Beneven- Roma a Genova e alla Gallia
to e quindi a Brindisi. Narbonese. Fuori d’Italia, un
Roma è collegata con varie sistema viario di 150.000 chi-
regioni dell’Italia: all’Adriatico lometri collega Roma alle pro-
dalla via Salaria che raggiunge vince più remote dell’impero.
la zona delle saline, mentre la A differenza dei sentieri e delle
via Valeria, da Tivoli arriva a piste di altre parti del mondo
Corfinio, nel Sannio, e prose- antico, le strade romane sono
gue fino a Ortona al mare. lastricate e non solo in tratti di

LA GUERRA CIVILE 113


LA SECONDA
GUERRA CIVILE
Nel 34, conquistata l’Armenia,
Antonio celebra ad Alessan-
dria, e non a Roma, secondo
l’uso, il trionfo per la vittoria,
donando a Cleopatra i prigio-
nieri armeni. Il gesto è inter-
pretato a Roma come il sim-
bolo del proposito di Antonio
di trasferire la capitale dell’im-
pero ad Alessandria. In una
cerimonia successiva, definita
“delle donazioni”, Antonio
conferisce a Cleopatra (dichia-
rata moglie di Cesare) il titolo
di regina dei re, a Tolemeo
Cesare (Cesarione), il figlio che
Cesare ha avuto della regina,
quello di re dei re e assegna ai
figli avuti dall’egiziana il re-
gno sui territori orientali.
Gli atteggiamenti da monar-
ca orientale di Antonio sono
sfruttati da Ottaviano. Dopo te si stringono in questa coniu- con il Peloponneso ad Antonio Imbarcazioni sul Nilo,
dettaglio del mosaico
una campagna di reciproci ratio; la guerra prende le forme che si vede costretto a rinun- di Praeneste proveniente
insulti si arriva nel 33 alla di uno scontro fra Occidente e ciare al progetto di affrontare dal Santuario della
scadenza del triumvirato. Ot- Oriente, fra Roma e la Grecia Ottaviano in battaglia campale Fortuna Primigenia,
80 a.C. (Palestrina,
taviano, forte della sacrosantità ellenistica, fra il rigore del mos e decide di accettare il com- Palazzo Barberini).
tribunizia attribuitagli nel 36, maiorum e la decadenza orien- battimento in mare. Al largo
depone il potere triumvirale, tale. Ottaviano, ripristinando di Azio il 2 settembre si arriva
al contrario di Antonio che l’antica cerimonia dei feziali, allo scontro: alcune navi di
medita ormai la guerra, e a davanti al tempio di Bellona, Antonio, fra cui l’ammiraglia,
Efeso allestisce una flotta con applica il rituale della dichia- sono perdute, quelle delle ali
l’aiuto finanziario di Cleopatra, razione di un iustum bellum centrali a sinistra dello schie-
stringe alleanza con i re vassalli contro Cleopatra (e non invece ramento si ritirano verso il
dell’Oriente, accoglie i due contro Antonio). Nel 31 Ot- porto. A questo punto quelle
consoli e numerosi senatori che taviano, eletto console, ottiene dell’ala destra alzano i remi in Anche la regina egiziana, ca-
da Roma si uniscono a lui. un’investitura legale alla sua segno di resa. Cleopatra fugge duta prigioniera, preferisce la
Ma i collaboratori di Ottavia- azione, salpa per la Grecia, e Antonio rinuncia al com- morte all’umiliazione di essere
no, con un’abile campagna di riserva a sé il comando delle battimento e si dirige verso condotta a Roma dietro il carro
accuse contro Antonio, riesco- truppe e assegna a Vipsanio A- l’Egitto. I resti dell’esercito del trionfatore. L’11 gennaio
no a persuadere città e muni- grippa il comando della flotta. di Antonio si arrendono dopo del 29 il tempio di Giano vie-
cipi d’Italia a prestare il loro L’esercito si accampa a nord di sette giorni a Ottaviano, ben ne chiuso per testimoniare la
appoggio a Ottaviano. L’Italia Azio, nel golfo di Ambracia. deciso a incalzare l’avversario fine della guerra. Ottaviano
presta un giuramento solenne Un’abile azione di Agrippa fino in Egitto. Nel 30, quando celebra, nell’estate di quell’an-
di obbedienza a Ottaviano, che occupa Leucade, Patrasso Alessandria è assediata da Ot- no il trionfo per le vittorie in
mentre le province d’Occiden- e Corinto, impedisce i contatti taviano, Antonio si suiciderà. Illiria, ad Azio e in Egitto.

114 ROMA ANTICA


I DOMINI DI ROMA SOTTO ANTONIO,
OTTAVIANO, LEPIDO E SESTO POMPEO N I
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Territori di Ottaviano di I
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Territori sotto l’influenza di Roma i
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L’ultimo conflitto civile dell’età repubblicana ac- Ottaviano riceve un grande giuramento di fedeltà dagli italici
quisisce così i crismi di una guerra di liberazione del- e dall’Occidente, che costituisce una sorta di investitura ple-
l’Italia e dell’Occidente dalla minaccia militare proveniente biscitaria per la conduzione della guerra. Nello stesso anno 32
da Oriente, a difesa degli antichi e sani valori italici contro i dichiara ufficialmente guerra alla regina egiziana: al fine di non
costumi immorali dell’Est. Dopo un fitto botta e risposta di macchiarsi del peccato di provocare un nuovo conflitto civile,
attacchi, accuse e ingiurie tra i triumviri, e i rispettivi par- ha infatti escogitato l’espediente di non dichiarare la guerra
tigiani, a suon di libelli, discorsi in senato, astiose missive contro il romano Antonio, bensì contro la straniera Cleopatra.
lette in pubblico per conquistare consensi, nel 32 parte della Antonio e Cleopatra, bloccati nel golfo di Ambracia, dopo la
classe dirigente di Roma lascia l’Italia e raggiunge Antonio sconfitta navale di Azio riescono a fuggire e a tornare in Egitto,
in Oriente, prendendo posizione in vista dello scontro finale. dove nel 30, accerchiati dalle forze nemiche, si tolgono la vita.

LA GUERRA CIVILE DAL 54 A.C. AL 31 A.C.


54 a.C. Muore il poeta Gaio Valerio Catullo, il maggiore 43 a.C. Secondo triumvirato di Antonio, Ottaviano
dei poetae novi. Intorno a questa data si colloca e Lepido.
anche la morte di Lucrezio, autore del De rerum 42 a.C. A Filippi Antonio e Ottaviano sconfiggono
natura. i cesaricidi Bruto e Cassio.
53 a.C. Crasso viene sconfitto e ucciso dai Parti a Carre. 36 a.C. Lepido viene costretto a ritirarsi dal triumvirato.
52 a.C. Grande rivolta gallica. Ottaviano sconfigge definitivamente Sesto
49 a.C. Cesare marcia su Roma dando inizio alla guerra Pompeo.
civile contro Pompeo. 34 a.C. Fallisce la spedizione di Antonio contro
48 a.C. Cesare batte Pompeo a Farsalo. Pompeo viene i Parti. Donazioni di Alessandria.
ucciso in Egitto. 32 a.C. Ottaviano dichiara guerra a Cleopatra.
46 a.C. Cesare doma l’ultima resistenza dei pompeiani 31 a.C. Battaglia di Azio: Antonio e Cleopatra vengono
e assume la dittatura. sconfitti; inseguiti da Ottaviano in Egitto, un anno
44 a.C. Cesare viene assassinato. dopo si suicidano ad Alessandria. Ottaviano
è padrone di Roma e del suo impero.

LA GUERRA CIVILE 115


Augusto
e l’impero
REGIO
VII

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Nelle pagine precedenti, un tempio che celebrava REGIO Gemma augustea, o Druso, che scende
VII

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testa bronzea di Augusto, la sconfitta di Roma. cammeo realizzato da un carro.

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27-25 a.C. (Londra, In questo modo chiunque da Dioscuride, L’imperatore siede

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British Museum). fosse entrato nell’edificio IX REGIO I secolo (Vienna, al fianco della

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REGIO REGIO
Ritrovata a Meroe, in avrebbe calpestato la testa XIV Kunsthistorisches dea Roma e viene

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Nubia (Sudan), fa parte dell’imperatore. REGIO RE REGIO Museum). incoronato da Oceano
XIV GI X REGIO
di una grande statua che O II Augusto assiste al e dalla Terra. Nella
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venne decapitata in seguito A destra, REGIO trionfo di un principe, fascia sottostante,

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XIV REGIO I
alla vittoria dei Kushiti la riorganizzazione augustea REGIO forse Tiberio legionari e barbari.

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XIII REGIO

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sui Romani e sepolta per di Roma con la creazione
spregio all’ingresso di di quattordici regioni.

«Fui superiore a tutti per autorità, ma non ebbi alcun pote- tribuni della plebe: la sacrosantità (l’inviolabilità personale) e
re superiore a quello di quanti mi furono colleghi nelle magi- lo ius auxilii, cioè il diritto di sottrarre al potere dei magistrati
strature». Nelle Res Gestae Augusto offre la “versione ufficiale” i cittadini che lo richiedono.
del suo regime: il suo governo si fonda sull’auctoritas, su un
prestigio unanimemente riconosciuto, mentre dal punto di LA RIVOLUZIONE
vista formale nulla sembra cambiare nell’esercizio delle an- SILENZIOSA DI AUGUSTO
tiche magistrature repubblicane. Ma quanto l’apparenza cor- Nel 23 a.C. si giunge a una nuova e questa volta definitiva
rispondeva alla realtà dei fatti? Augusto riveste illegalmente attribuzione dei poteri imperiali: Augusto lascia il consolato
il consolato dal 31 (anno della battaglia di Azio) fino al 27 e assume un imperium proconsolare sulle province (valevole
a.C., quando «poi ch’ebbi fatto cessare le guerre civili, avendo anche nella città di Roma, dove normalmente l’imperium pro-
assunto il supremo potere per consenso universale, trasferii il consolare decadeva) insieme alla tribunicia potestas, cioè tutti i
governo della cosa pubblica dalla mia persona nelle mani del poteri dei tribuni della plebe, che gli permette di convocare
senato e del popolo romano». La propaganda augustea presen- le assemblee e il senato, far votare le leggi, esercitare il diritto
ta questo atto come un ritorno all’ordinamento repubblicano, di veto verso gli atti di qualsiasi magistrato. Tacito afferma:
anche se il senato riconferisce immediatamente ad Augusto «Augusto escogitò questa formula per il supremo dominio,
il consolato e l’imperium, il supremo comando militare, sulle per non assumere il titolo di re o di dittatore, e tuttavia pre-
province non pacificate, confermandogli due prerogative dei valere, con qualche denominazione, su ogni altro potere».

RES GESTAE DIVI originaria di Roma non è per-


AUGUSTI venuta; la sorte ha invece con-
Augusto è autore di un’impo- servato alcune delle copie.
nente opera autobiografica in Nel 1555 ad Ankara – in
13 libri, ma negli anni prece- latino Ancyra – fu rinvenuta
denti la morte (avvenuta nel la prima di queste iscrizioni,
14 d.C.), ormai settantaseien- quasi integra, corredata di una
ne, compone una sorta traduzione in greco (il greco
di testamento-autobiografia resterà per molto tempo la
di impianto politico-militare, lingua franca dell’impero, in
a carattere propagandistico: particolare nella parte orien-
le Res Gestae Divi Augusti. tale). Essa è conosciuta come
Il testo viene inciso su una monumentum Ancyranum; altri
serie di tavole bronzee custo- esemplari, in condizioni fram-
dite nel Mausoleo di Augusto mentarie, furono poi scoperti
a Roma, ma in seguito ne in altre città dell’Oriente ro-
vengono eseguite delle copie, mano: ad Antiochia, in Asia greco). Un complesso lavoro di totalità. In esso Augusto, con
da esporre sui monumenti minore, (monumentum Antio- confronto fra le diverse copie uno stile molto semplice e
dedicati al principe in diverse chenum) e a Apollonia in Siria ha permesso la ricostruzione lontano dall’enfasi, menziona i
parti dell’impero. L’iscrizione (monumentum Apolloniense, in del testo latino nella sua quasi poteri eccezionali che gli sono

118 ROMA ANTICA


stati conferiti, le opere pubbli- guarda la potestas, ma di esser nei confronti della nuova con- di Augusto sono oggetto di
che realizzate a proprie spese, stato superiore a tutti per il dizione creata dal regime, gli giudizi meno entusiastici e a
le vittorie in guerra e le azioni prestigio, guadagnato con aperti paragoni tra l’impera- loro viene dedicato un minor
di pace, tutti i suoi meriti ver- i suoi meriti. tore e gli dei sono all’origine numero di culti), ma mantiene
so la repubblica, tracciando un La divinizzazione di Augusto del fenomeno. Augusto non inalterata la sua importanza
bilancio ampiamente positivo molto ha a che vedere con la facilita ma neppure ostacola il come elemento di coesione e
del proprio operato politico. stretta commistione esistente culto dell’imperatore, con la continua a svolgere a lungo la
Egli intende dimostrare di tra la sfera della religione e sola eccezione di Roma, dove funzione di veicolo dell’ideolo-
aver restaurato la libertà mi- quella della politica. Poiché per non urtare la suscettibilità gia imperiale.
nacciata dai cesaricidi e dalla a Roma la religione si iden- della vecchia aristocrazia viene La corazza con cui è raffigurato
regina Cleopatra, di non aver tifica di fatto con la politica, proibito. Ben presto però se ne nella statua qui a fianco, per
mirato al sovvertimento della la transizione alla monarchia comprende la portata politica esempio, riporta la scena della
costituzione né ricoperto al- porta inevitabili cambiamen- poiché consente di concentrare riconsegna all’imperatore, da
cuna magistratura «contro il ti nella religione ufficiale; sulla persona dell’imperatore parte del re dei Parti, delle
costume patrio», ma di aver nuove forme di devozione la fedeltà dei provinciali. aquile sottratte alle legioni
instaurato il suo potere nel vengono offerte in Oriente Nei secoli successivi il culto romane di Crasso dopo la bat-
rispetto di esso. Augusto af- all’indomani della vittoria si diffonde e prospera, pur taglia di Carre: un’impresa
ferma anche di non aver avuto di Azio. Gli onori che i gre- con cambiamenti nello stile e diplomatica che Augusto
nulla più dei colleghi nelle ci ad esempio tributano ad nelle caratteristiche superfi- sa pubblicizzare come una
magistrature, per quanto ri- Augusto, il loro entusiasmo ciali (per esempio i successori grande vittoria militare.

AUGUSTO E L’IMPERO 119


L’Augusto di Via Rilievo dalla Colonna
Labicana nelle vesti Traiana, 113 d.C.
di pontifex maximus (Roma, Foro Traiano).
con il capo velato La flotta dell’imperatore
per il sacrificio, inizio sta lasciando Ancona
del I secolo d.C. per partire per la guerra
(Roma, Museo Nazionale in Dacia (101
Romano, Palazzo e 105 d.C.).
Massimo alle Terme).

L’imperium proconsolare e la tribunicia potestas erano poteri


delle istituzioni repubblicane, ma nessun magistrato pote-
va esercitarli insieme. Appropriandosi delle funzioni di una
magistratura senza rivestire la magistratura stessa, Augusto
può dichiarare di avere formalmente rispettato le istituzioni,
ma intanto accentra poteri fra loro inconciliabili nel regime
repubblicano. Così rifiuta di rivestire la censura a vita e di
esercitare una cura delle leggi e dei costumi con potere illi-
mitato, ma organizza più volte il censimento e si serve della
tribunicia potestas per varare leggi (fra l’altro contro l’adulterio,
il celibato e la mancanza di prole) allo scopo di moralizzare
la vita pubblica.

IL PRIMATO DEL MIGLIORE


L’istituzione della guardia pretoriana, la creazione della
prefettura della città (con competenze indefinite e sempre più
estese) e della prefettura dell’annona (da cui dipendono gli
approvvigionamenti e quindi le elargizioni gratuite di grano)
e la nomina di altri funzionari incaricati dei principali servizi
necessari alla vita della città sottraggono di fatto alle antiche
magistrature e al senato il controllo di Roma a vantaggio di
uomini fedeli al principe. Con queste scelte – e con frequenti
elargizioni e ingenti opere pubbliche – Augusto lega sempre
più alla sua persona il popolo romano che, nei comizi, è ancora
formalmente a capo dell’impero.
Allo stesso tempo anche il senato, pur vedendo diminui-
re la sua importanza istituzionale, diviene sempre più docile
ai voleri del principe: da Augusto dipende infatti la carriera
dei senatori che ora esercitano singolarmente il potere che il
senato nel suo insieme ha iniziato a perdere già nell’ultimo
secolo della repubblica.
L’imperium proconsolare mette inoltre Augusto a capo di un
esercito la cui fedeltà è stata assicurata con la vittoria di Azio,
le distribuzioni di terre ai veterani, la promozione ai vertici
di generali devoti. Nel 6 a.C. una tassa sull’eredità permette
di costituire un fondo per pagare il premio di congedo a un
servizio militare della durata ventennale: viene così risolto il
problema del reinserimento dei soldati nella vita civile al quale
si è inizialmente risposto con le massicce assegnazioni di terre.

120 ROMA ANTICA


LA FLOTTA da pesanti navi da guerra or- flotte che guardano diretta- e nella classis Ravennas, molti
Durante le guerre civili vengo- mai in disuso, viene ben presto mente l’Italia acquistano un barbari dell’Illiria, della Pan-
no combattute molte battaglie sciolta; le altre due, armate con carattere pubblico, sebbene il nonia e della Tracia. La ferma è
navali sul Mediterraneo: eppu- triremi e liburniche, navigli titolo di praetoriae assunto in di 26 anni e al momento in cui
re all’indomani di Azio, dopo relativamente leggeri, hanno quella circostanza ricordi sem- si congedano i membri della
che molte navi sono andate funzione di polizia sui mari, pre la loro diretta dipendenza flotta ricevono la cittadinanza
distrutte, pare che Ottaviano e di scorta dei convogli. dal principe. I due praefecti clas- romana e il diploma; tuttavia
ne abbia ancora a disposi- Secondo lo studioso Starr la sis vengono scelti fra i cavalieri nel rango delle milizie sono
zione 800. Per tutta l’epoca flotta di Ravenna ha proba- che hanno ricoperto le cariche all’ultimo posto.
repubblicana si erano del resto bilmente un organico di 5000 più alte del loro rango: nei pri- Soltanto nel III secolo quando
sviluppate marinerie di tipo uomini e quella di capo Miseno mi secoli dell’impero, peraltro, le vicende dell’impero danno
diverso, a seconda delle idee e una consistenza doppia. È ab- il comando della flotta non ri- alle flotte italiane un’impor-
delle possibilità dei vari con- bastanza curioso il fatto che le chiede una speciale competen- tanza mai avuta prima, gli uf-
dottieri: grosse navi di linea o flotte, forse in considerazione za perché molto raramente le ficiali e i sottufficiali vengono
veloci lembi corsari attrezzate del ruolo importante avuto du- flotte italiane devono compiere equiparati alle altre milizie.
con vari congegni per le bat- rante le guerre civili, forse per operazioni di guerra di qualche Oltre alle due flotte italiane,
taglie. Antonio per esempio lo scarso interesse da sempre portata. I praefecti classis vengo- esistono numerose squadre
aveva allestito una flotta con dimostrato dai romani nei con- no coadiuvati dai sottoprefetti, navali, sui laghi, sui fiumi, sui
navi fornite dai suoi alleati. fronti della vita marinara (o più anch’essi di rango equestre. mari, la cui importanza varia a
Dopo essere rimasto padrone probabilmente per i due motivi Gli uomini dell’equipaggio seconda dei tempi e dei luoghi.
incontrastato di Roma, Otta- insieme) non vengano organiz- diventano soldati, ma vengono Particolarmente importante,
viano divenuto Augusto prov- zate come formazioni militari coscritti tra i peregrini, sempre per esempio, è la flottiglia di
vede anche alla sistemazione pubbliche ma come una pro- per lo scarso amore e interesse pronto intervento attrezzata
delle flotte del Mediterraneo: prietà privata del principe: an- dei romani per le navi. Il mag- sul Reno, nella tarda età impe-
esse vengono ridotte a tre e che l’equipaggio, i rematori e giore contributo (in termini riale, il cui compito è garantire
stanziate a Forum Iulii (oggi le truppe imbarcate sono infatti umani) viene dunque dai paesi il rapido spostamento lungo il
Fréjus) in Provenza, a Raven- costituiti da schiavi e liberti dell’Oriente, di lunga tradi- fiume di unità militari in coin-
na e a Capo Miseno, vicino imperiali, come del resto il pre- zione marinara, come l’Asia cidenza con i movimenti dei
a Salerno. Quella stanziata a fectus classis che le comanda. Minore, la Siria e l’Egitto; ma barbari al di fuori dei confini.
Forum Iulii, essendo costituita Solo con Vespasiano, le due ci sono anche Sardi e Corsi,
L’ARA PACIS celebrata dal nuovo principe le leggende di fondazione vata in mattoni e di lasciarla
L’Ara Pacis Augustae viene in ogni campo, viene qui connesse alla gens Iulia con in marmo». L’Ara Pacis co-
fatta costruire da Augusto elevata a divinità, a rap- Enea, Marte e la lupa che al- me appare oggi – sul lungo-
nel Campo Marzio al suo ri- presentare soprattutto una latta i gemelli; dall’altra, le tevere romano – è il frutto
torno dalle vittoriose campa- volontà di pace, tenacemente figure simboliche di Roma e di una serie di interventi
gne di Gallia e Spagna, per perseguita. Tellus; sui lati lunghi scorre e di ricerche: frammenti
sanzionare l’inaugurazione Il monumento consiste in un una lunga processione gui- dell’Ara Pacis vengono in-
di una nuova età di pace e recinto quadrangolare con data da Augusto stesso. In fatti ritrovati nel XV secolo
prosperità. Il voto del sena- due porte sui lati est-ovest, basso, lungo i quattro lati, si e acquistati dai Medici; una
to ha luogo il 4 luglio del mentre al centro vi è l’ara. sviluppa un fregio di spirali serie di altri pezzi viene
13 a.C. mentre la dedicatio, Le pareti interne del recinto di acanto e di animaletti va- ritrovata in due campagne
dopo la conclusione dell’o- sono decorate con rilievi di ri. Sull’ara all’interno sfila la di scavi fra il 1859, il 1903
pera, viene celebrata il 30 ghirlande e bucrani, la parte famiglia imperiale. Svetonio e il 1937-1938, quando il
gennaio del 9 a.C. L’altare è esterna invece rievoca, sui dirà a proposito della attivi- fascismo dette impulso alla
senza dubbio il monumento lati delle porte, scene delle tà edilizia di Augusto: «Una ricomposizione dell’Ara Pa-
più qualificante dell’intera origini di Roma: è con Au- città priva del decoro neces- cis – utilizzando parti origi-
arte augustea: a prescindere gusto, lo ricordiamo, che le sario alla maestà dell’impero nali e copie di parti ritrovate
dall’indubbio valore artisti- vicende legate alle leggen- ed esposta alle inondazioni (custodite al Louvre e a Villa
co, l’Ara Pacis ha soprattut- de delle origini si saldano e agli incendi, rese bella a Medici) o perdute – nel qua-
to un significato politico: con il ciclo di Troia. Su un tal punto da potersi, a buon dro della ripresa dell’idea
la pax di Augusto, tanto lato vengono raffigurate diritto, vantare di averla tro- imperiale di Roma.

122 ROMA ANTICA


Ara Pacis, particolare In basso, l’allestimento
del fregio del lato nord. realizzato nel 2006
Imponente altare dedicato dell’architetto statunitense
alla divinità della Pace, Richard Meier (Roma,
fu voluta da Augusto Museo dell’Ara Pacis).
dopo i successi in Spagna
e nella Gallia
meridionale e inaugurata
il 30 gennaio del 9 a.C.

LA PACE DI AUGUSTO pontefice massimo nel 12 a.C.; il tentativo di restaurare il


Sempre il comando proconsolare consente al principe di prestigio della religione tradizionale; il titolo di pater patriae
governare la maggioranza delle province (sotto la competenza nel 2 a.C.: sono tutte cause e allo stesso tempo riconoscimenti
del senato rimane l’assegnazione di poche aree di tradizionale di quella auctoritas di cui Augusto si vanta nelle Res Gestae.
prestigio ma senza importanza militare) tramite legati senato- Augusto era prima del 27 a.C. uno dei maggiori protagonisti
ri o procuratori di rango equestre di diretta nomina imperiale. della vita politica. Dopo questa data esercita da solo il potere
E le province non si mostrano ostili a colui che, oltre ad per altri 41 anni, condizionando l’intera classe dirigente con
aver apportato la pace, le ha liberate dalla passata amministra- la promozione di uomini a lui fedeli e orientando l’opinione
zione. In queste aree, inoltre, spesso vengono inviati come co- pubblica con un’opera di propaganda attentamente prepara-
loni (in caso di necessità pronti a essere richiamati in servizio) ta. È un dato di fatto che meglio di qualunque altro spiega il
i veterani congedati che hanno militato in quelle regioni, in successo dell’ordinamento di Augusto e la crescita della sua
modo da integrarsi con le popolazioni locali e contribuire alla auctoritas. Né è superfluo ricordare che il princeps instaura in
loro integrazione nell’impero. Italia un periodo di pace e di prosperità dopo le guerre civili.
Questo potere supremo non definito in una magistratu- Come afferma Tacito «sedusse con i donativi i soldati, con la
ra precisa; il titolo di Augustus (parola di ambito sacrale), provvigione di viveri il popolo, tutti con la prospettiva della
conferito al principe dal senato già nel 27 a.C.; la carica di pace desiderata».
Stele di Marco Celio, nell’imboscata della Selva
primo centurione della di Teutoburgo dove nel
Legio XVIII, I secolo 9 d.C. vennero annientate
d.C. (Bonn, Rheinisches le legioni XVII, XVIII
Landesmuseum). e XIX, al comando
Originario di Bologna, del governatore Publio
Marco Celio cadde Quintilio Varo.

GLI ETERNI NEMICI:


PARTI E GERMANI
Ma ai confini dell’impero Augusto eredita i più temuti
nemici di Roma: i Parti e le popolazioni germaniche oltre
il Reno. Contro i primi l’opera di Augusto è essenzialmente
diplomatica: nel 20 a.C. ottiene dal re Fraate la riconsegna
delle insegne romane sottratte a Crasso. «Augusto – scrive lo
storico Dione – le ricevette come se avesse conquistato il Parto
in guerra; infatti egli si gloriò molto del fatto, dichiarando che
ciò che era stato perduto in battaglia, egli aveva riconquistato
senza lotta». Anche l’imposizione in Armenia, contesa ai Par-
ti, di un sovrano filoromano, è presentata nelle monete come
una conquista (“Armenia Capta”); in realtà tale soluzione è
PARCERE VICTIS... tutt’altro che definitiva.
La pace instaurata da Augusto comporta la fine delle guer- In Germania le operazioni militari oltre il Reno, iniziate
re civili e delle devastazioni sul territorio italico: ma ciò non in modo massicio a partire dal 12 a.C., portano a un certo
significa rinunciare alle conquiste. controllo della regione fino all’Elba con la costruzione di ac-
Anzi nella coscienza romana il conseguimento della pace campamenti stabili e probabilmente l’istituzione di un inci-
è possibile solo attraverso l’estensione dell’impero e della ci- piente sistema giuridico-amministrativo. Nel 6 d.C. tuttavia
viltà di Roma a tutto l’ecumene, in obbedienza al mandato i preparativi per una spedizione in Boemia, seguiti da una
che Anchise consegna al figlio nell’Eneide di Virgilio: «Tu, o rivolta delle truppe dalmate arruolate in quell’occasione e su-
Romano, ricorda di reggere col tuo impero i popoli: queste
saranno le tue arti, e alla pace di imporre una regola, rispar- I DOMINI DI ROMA SOTTO AUGUSTO
miare gli arresi e sgominare i superbi». B R I TA N N
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Perciò nelle Res Gestae Augusto si vanta sia del fatto che N I
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sotto il suo principato per tre volte sono state chiuse le por- LUGDUNESE

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chiuso quando per tutto l’impero del popolo romano si fosse AQ U I IA
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conseguita con le vittorie la pace per terra e per mare», sia RB LI
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delle imprese e delle guerre che hanno condotto a quelle vit-
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ottenuta la definitiva sottomissione della Spagna (non ancora ASIA
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sta della Val d’Aosta, della fascia alpina corrispondente alle
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attuali Austria e Svizzera, della Pannonia (l’attuale Ungheria)


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fino al Danubio. In Africa si hanno continui scontri con le Province imperiali


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popolazioni nomadi, mentre dall’Egitto parte una spedizione Province senatorie ON


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nell’Arabia meridionale che, pur se esaltata dalla propaganda, Conquiste di Augusto O


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non ottiene conseguenze durature.

124 ROMA ANTICA


IL CIRCOLO in lui con un’intensa attività è però un mero prodotto del vati e su difficili elaborazioni
DI MECENATE “sottocoperta”: la creazione circolo di Mecenate, quasi una d’avanguardia, ma di facile
Negli anni successivi alla bat- di un circolo che, divenuto sorta di “ministero della pro- fruizione. Personalmente,
taglia di Azio (31 a.C.) si apre il vero centro di attrazione paganda”: si tratta piuttosto invece, Mecenate coltiva una
una nuova epoca di concordia di tutta l’intera generazione di una reale cooperazione poli- poesia intimistica e ironica; co-
e di ricostruzione: il nuovo poetica augustea, promuove la tico-culturale in cui i letterati me letterato non avrà fortuna,
potere trae la legittimazione formazione di una “letteratura hanno un ruolo attivo e indivi- ma non è questa la sua ambi-
dalla necessità di estinguere nazionale”. In termini moderni duale: lo splendido equilibrio zione. Alla sua morte è sepolto
le guerre civili e il circolo di potremmo parlare di Mecenate classico delle Odi di Orazio o sull’Esquilino. Orazio, che a
Mecenate gli fornisce l’impal- come l’“art director” del regi- del poema virgiliano nasce da lui ha dedicato alcune delle sue
catura ideologica. me. Intorno a lui si stringono una sincera adesione ai principi più belle poesie, viene sepolto
Mecenate (70-8 a.C.), nativo poeti e letterati, considerati e ai valori augustei, da una co- accanto al suo patrono.
di Arezzo, appartenente a una come il prodotto più alto della munanza di interessi tra i poe-
nobilissima famiglia etrusca, cultura latina: Orazio, Virgi- ti, Augusto e il suo entourage.
è una figura esemplare di lio, Properzio e tanti altri. In Ciò spiega i caratteri di com- Mecenate presenta le arti
quest’epoca: aristocratico per cambio degli aiuti economici postezza, armonia, equilibrio ad Augusto in un dipinto
di Giambattista Tiepolo,
nascita e comune cittadino per elargiti da Mecenate e dei fa- che informano l’arte di questo 1743 (San Pietroburgo,
scelta, egli esercita in realtà vori a titolo personale, i poeti periodo, che corrisponde all’età Museo dell’Hermitage).
L’imperatore è sul
un potere senza nome e senza esaltano Augusto, la nascita di aurea della letteratura lati- trono, e davanti a lui
definizione, restando per tutta una nuova età all’insegna della na: una letteratura di ampia le personificazioni della
la vita un cavaliere, un privato pace e della prosperità dopo il diffusione, non più ripiegata Musica, che tiene per
mano Omero (la Poesia);
cittadino benestante. Il rifiuto bagno di sangue delle guerre come quella dei poetae novi (per inginocchiate, la Pittura,
delle cariche pubbliche si salda civili. L’ideologia augustea non esempio Catullo) su temi pri- la Scultura e l’Architettura.

AUGUSTO E L’IMPERO 125


Dettaglio dell’armatura Legionari della hanno un salario più
dell’Augusto di Prima Guardia Pretoriana alto degli altri soldati,
Porta, I secolo d.C. in un bassorilievo una ferma più breve
(Città del Vaticano, del II secolo (Parigi, e alloggiano in una
Museo Pio Clementino). Museo del Louvre). grande caserma eretta
Un guerriero dei Parti I pretoriani sono un corpo all’interno delle Mura
restituisce le insegne militare privilegiato: aureliane.
dell’aquila imperiale
a un giovane ufficiale,
probabilmente Tiberio.

bito estesasi anche alla Pannonia, costringono a concentrare


in questa regione il grosso dell’esercito, a procedere a leve
forzate e a imporre speciali contributi fiscali. Solo nel 9 d.C.
la rivolta viene domata.
Ma proprio in quell’anno le tribù germaniche coalizzate
sotto la guida di Arminio, figlio di un capo delle tribù dei
Cheruschi che ha ottenuto la cittadinanza romana combatten-
do a fianco dei romani in precedenti campagne, sbaragliano
tre legioni nella selva di Teutoburgo. La disfatta costringe i
romani a ripiegare al di qua del Reno. I territori fino all’Elba
non saranno più riconquistati. Lo sforzo espansionistico può
essere sostenuto solo in quanto apportatore e non destabiliz-
zatore della pax augustea e del relativo benessere conseguito.

IL PROBLEMA
DELLA SUCCESSIONE
In nome del rispetto della tradizione repubblicana il prin-
cipato di Augusto è presentato dalla propaganda come il pre-
valere del primus inter pares, del migliore fra i senatori che
comanda solo in forza della sua auctoritas. Nel preparare la
successione Augusto non può contravvenire a questa formu-
la. Il futuro principe deve essere progressivamente investito
di poteri tali da permettergli di raggiungere l’auctoritas e al
contempo capaci di rendere la sua posizione inattaccabile alla
morte di Augusto.

I PARTI nista di Roma a Oriente. ben presto i Parti a interve- Persia, un regno vassallo dei
Antica popolazione nomade, I motivi dello scontro vanno nire direttamente. Nei secoli Parti: Ardashir della dinastia
i Parti calano da nord nell’alto- cercati soprattutto in dispute successivi la lotta contro i dei Sassanidi sconfigge re Ar-
piano iranico alla metà del territoriali: in particolare Parti diviene la preoccupa- tabano e si fa incoronare nella
III secolo a.C., cacciandone i l’Armenia e le terre comprese zione costante della politica reggia di Ctesifonte. Sotto la
Seleucidi ed ereditando quindi tra il Tigri e l’Eufrate costi- estera degli imperatori romani. nuova dinastia, che si proclama
il dominio di Alessandro Ma- tuiscono un motivo costante Ma sono le lotte dinastiche discendente degli Achemenidi
gno nella regione. Instaurano di attrito dal I secolo a.C. interne a minare la stabilità sconfitti da Alessandro, la Per-
un grande impero sotto la gui- L’avanzata romana in Asia dell’impero e a decretare nel sia tornerà ad avere un governo
da della dinastia Artacide che Minore e le sconfitte subite III secolo la fine della dinastia stabile e a godere di una certa
per ben cinque secoli (dal II a.C da Mitridate e da re Tigrane Artacide e dell’impero stes- prosperità e di un notevole ri-
al III d.C.) è il diretto antago- dell’Armenia costringono so. La ribellione ha inizio in lievo culturale.

126 ROMA ANTICA


I PRETORIANI addetti a funzioni specifiche – Seiano finisce per accentrare a eliminare in una congiura
Nel 27 a.C. Augusto crea le raggruppati in centurie, tale potere nelle sue mani, Caligola e a imporre come im-
coorti pretorie, un corpo arma- al comando di tribuni: divenendo unico comandante. peratore Claudio; il loro opera-
to con la specifica funzione di sono l’unico corpo armato Neppure in seguito ci si atterrà to è celebrato nelle monete che
guardia personale del principe. di stanza in Italia. al dettato augusteo: i prefetti recano l’immagine del Castro
Il modello è la coorte pretoria Successivamente il loro nume- potranno essere uno, due pretorio e il nome dell’impera-
dei comandanti repubblicani, ro subisce variazioni: Caligola o anche tre. La carica può tore. Il giovane Nerone viene
formata da amici e uomini le porta a 12, Vitellio a 16, costituire una base di lancio presentato dal prefetto Burro
scelti del comandante. Vespasiano le riduce a 9 e Do- per personalità ambiziose alle coorti pretoriane e da esse
Requisito indispensabile per miziano ne fissa il numero a e prive di scrupoli. acclamato imperatore. Sarà lo
essere reclutati è la cittadinan- 10. I loro acquartieramenti so- Sigificativa in questo senso è la stesso Burro ad amministrare
za romana, poiché i pretoriani no divisi da Augusto fra Roma rapida ascesa sotto Tiberio del lo stato nei primi cinque anni
godono di un trattamento pri- stessa e le vicinanze. Già sotto potente Seiano, che ambisce di regno del giovane principe
vilegiato rispetto al semplice Tiberio vengono però concen- addirittura alla successione, se- e il suo successore Tigellino
legionario. Percepiscono infatti trati in un’unica caserma, i guita da un’altrettanto fulmi- eserciterà una nefasta influenza
un soldo più alto, ricevono Castra praetoria, alle porte della nea caduta: Tiberio lo fa con- sull’azione di Nerone. L’impor-
frequenti donativi e restano città, presso la porta Viminale. dannare a morte. In virtù della tanza politica dei pretoriani si
in servizio per un periodo più Augusto affida il comando loro forza armata, i pretoriani fa valere anche nell’elimina-
breve. Le nove coorti pretorie delle coorti pretoriane a due svolgono ben presto un ruolo zione di Domiziano, e ancora
augustee sono costituite cia- prefetti di origine equestre, decisivo nella scelta del prin- nel 192, quando il prefetto del
scuna da 500 elementi – oltre ma già durante il principato di cipe. Sono i pretoriani infatti, pretorio Publio Elvio Pertinace
a reparti di cavalleria e agli Tiberio il prefetto del pretorio manovrati da gruppi senatori, viene acclamato imperatore dai
suoi soldati (che lo uccideran-
no l’anno seguente).
Sulla base di questi pericolosi
precedenti, Settimio Severo
congeda in massa la guardia
pretoriana – che in tre mesi ha
rovesciato tre imperatori – so-
stituendola con elementi fidati
delle legioni, in maggioranza
non italici, e raddoppiandone
gli effettivi. La decisione ap-
pare dettata dalla necessità di
garantirsi una condizione di si-
curezza e di controllo in Italia,
in vista di una lunga assenza
da Roma.
Per quanto rinnovate, le coorti
di pretoriani continueranno ad
avere un peso importante nella
scelta e nella destituzione degli
imperatori. Fino al 312, quan-
do Costantino le scioglierà
definitivamente, dopo che
si sono schierate a fianco
di Massenzio nella battaglia
di Ponte Milvio.

AUGUSTO E L’IMPERO 127


La distribuzione del pane
in una pittura murale
di una villa pompeiana,
I secolo d.C. (Napoli,
Museo Archeologico
Nazionale).

L’imperatore, che non ha figli maschi, non rinuncia a in-


dividuare all’interno della sua famiglia il possibile successore.
Questa prassi non deriva solo dal principio dinastico delle
monarchie, ma anche dalla tradizione romana per la quale la
vita politica si sviluppa intorno alla famiglia e ai legami di
parentela, clientela e amicizia fra i suoi membri. In fondo lo
stesso Augusto aveva iniziato la sua carriera come figlio adot-
tivo di Cesare: «Tu, ragazzo – scriveva Cicerone – che devi
tutto al nome che porti».
Già nel 23 a.C. sono accordati vari privilegi al giovane
nipote e genero di Augusto, Marcello, che ha sposato Giulia
unica figlia del principe. Morto improvvisamente Marcello,
Giulia sposa Agrippa, il più valente generale di Augusto, al
quale viene conferita la tribunicia potestas.
Alla morte di Agrippa, nel 12 a.C., viene designato Tibe-
rio, figlio di Livia, moglie del principe, e discendente da parte
di padre dalla famiglia Claudia, che sposa a sua volta Giulia.
Augusto mostra però di preferire al nuovo genero i nipoti

I LIBERTI disposizione testamentaria un’impresa, mettendo a frutto una sorta di moderni mini-
La parola mancipium, che desi- del proprietario o la diretta l’esperienza e le competenze steri, ricoprono incarichi di
gna l’atto di acquistare diritto iscrizione nelle liste di censo tecniche acquisite al servizio grande responsabilità, in linea
di proprietà su un oggetto dell’ex schiavo. del padrone. In età imperiale con la tradizione delle grandi
toccandolo con la mano, è Una volta liberato l’ex schiavo l’ascesa sociale dei liberti è ben famiglie senatorie, di cui
normalmente usata come si- diventa un liberto, libertino testimoniata: alcuni di essi i liberti amministravano
nonimo di schiavo, acquistato per quanto concerne il suo sta- riescono a costituire patrimoni i patrimoni.
con l’imposizione della mano. to giuridico e sociale, un cit- immensi, grazie alle attività Durante il principato di Clau-
E proprio la stessa mano del tadino a tutti gli effetti. I suoi commerciali, altri, pur esclusi dio un liberto è preposto alla
padrone che ha tolto la libertà figli potranno rivestire anche dalle alte cariche pubbliche, corrispondenza ufficiale, un
allo schiavo ha la facoltà di le magistrature. Dell’antico divengono politicamente mol- altro si occupa delle finanze,
restituirgliela. Per volontà del padrone, ora patrono, il liberto to influenti. Per tutta la prima un terzo segue le petizioni
padrone il servo viene liberato porta il nome e mantiene con fase dell’impero, da Augusto rivolte al principe, mentre un
con un atto giuridico, la manu- lui un legame di obsequium, ri- a Nerone, i liberti imperiali quarto svolgela funzione di
missio (liberazione dalla mano). spetto del figlio verso il padre, svolgono a corte importanti bibliotecario e di consigliere
Questa può avvenire con una come cliente. Può continuare e delicate funzioni nell’ammi- culturale. Ma la scelta di con-
cerimonia assai semplice in a condurre gli affari di questo, nistrazione, in assenza di una ferire poteri così ampi a degli
cui lo schiavo viene toccato a curare l’amministrazione del macchina burocratica statale, ex schiavi susciterà aspre criti-
con una verga o attraverso la patrimonio familiare o avviare sono posti a capo di uffici, che fra i senatori.

128 ROMA ANTICA


Apoteosi di Augusto, Donna che offre da bere
frammento di un rilievo a un viandante in un
marmoreo, I secolo d.C. affresco dalla Casa dei
(Ravenna, Museo Dioscuri a Pompei, noto
Nazionale). anche come Il viandante
e la maga, I secolo d.C.
(Napoli, Museo
Archeologico Nazionale).

Gaio e Lucio, nati da Agrippa e da Giulia, e questo costringe ragione – dice Tacito – se non il cambiamento del principe
probabilmente Tiberio al volontario ritiro a Rodi nel 6 a.C., che dava occasione al disordine e offriva, nella prospettiva di
prima ancora di essere costretto nel 2 d.C. a divorziare da Giu- una guerra civile, speranza di vantaggi». L’azione di Germa-
lia, accusata di adulterio dallo stesso Augusto. Nello scandalo nico e di Druso, la fedeltà che i soldati più anziani nutrono
finiscono implicate diverse personalità dell’aristocrazia di cui per Tiberio sotto il quale hanno combattuto, permettono di
pare probabile che il principe si voglia sbarazzare usando a sedare la rivolta.
pretesto la sua legislazione moralizzante.
La scomparsa di Gaio nel 4 d.C. (Lucio è già morto), segna TIBERIO: ANNI DIFFICILI
il ritorno di Tiberio alla vita pubblica. Augusto non si limita a Dopo le esequie e la divinizzazione di Augusto, Tiberio si
restituirgli la tribunicia potestas (già attribuitagli prima del ri- mostra, non è dato sapere se sinceramente o meno, riluttante
tiro a Rodi), ma lo adotta come figlio. Tiberio è però costretto di fronte alle insistenze del senato che lo spingono a occupare
ad adottare a sua volta Germanico, figlio di suo fratello. Così il posto del padre, ma infine accetta. Il regno di Tiberio con-
Germanico, essendo maggiore di età, si trova a precedere nella solida il regime inaugurato da Augusto. Anche le campagne
futura successione il figlio di Tiberio, Druso. militari e la creazione di nuove province nei territori già sotto
L’adozione probabilmente assicura a Tiberio la fedeltà di l’influenza romana rafforzano i confini e l’assetto dell’impero.
Germanico, comandante delle legioni sul Reno, al momento Ma il quadro complessivo mostra in primo piano la degene-
della morte di Augusto nel 14 d.C. In quell’occasione le legio- razione della vita politica, dove un accentuato servilismo nei
ni del Reno e del Danubio si ammutinano «per nessun’altra confronti del principe, le delazioni, i processi per alto tradi-
I GIULIO-CLAUDII chestrato dal padre (dai più soprannominato fin da bam- trascorsa con la nonna Anto-
Tiberio è figlio di primo letto che probabili risvolti politici) bino Caligola, dai veterani nia, e con l’amicizia dei princi-
di Livia Drusilla, terza moglie ed esiliata per immoralità; in delle legioni del padre, per pi orientali che frequentavano
di Augusto, e proviene per quell’occasione anche il poeta l’abitudine di indossare i cal- la casa: gli onori tributati alla
parte di padre dalla famiglia Ovidio viene costretto all’esi- zari militari (caligae). A lui memoria della madre morta in
Claudia (di qui il termine lio sul mar Nero. A parte l’uc- sono attribuite nella tradizione esilio, la divinizzazione della
giulio-claudii). cisione immediata di Agrippa frasi che rivelano la concezione sorella Drusilla dopo la morte
Figliastro e genero di Au- Postumo, il suo regno (14-37) autocratica del principato, improvvisa, la rivalutazione
gusto, ha una personalità si svolge all’insegna del ri- come «all’imperatore tutto è dei culti egizi, con la costru-
difficile, segnata da vicende spetto della legalità costitu- permesso», oppure «come tale zione nel Campo Marzio del
assai tristi vissute all’insegna zionale; buon amministratore, tutto può fare». Gli anni di Tempio di Iside che Tiberio ha
della ragione di stato. Ottimo attento ai particolari, con- regno (37-41) sono ricordati fatto abbattere nel 19, l’impo-
generale – combatte in Gallia solida fortemente l’opera di dalla tradizione come quelli di sizione fatta agli ebrei di porre
e Pannonia – è a lungo messo Augusto nell’organizzazione un pazzo sanguinario. Bisogna una sua statua si muovono tut-
da parte da Augusto che gli del governo, ma subisce l’ini- però ricordare che il fascino te nel senso di un nuovo modo
preferisce membri della sua ziativa della corte le cui lotte delle monarchie orientali col- di concepire il potere.
famiglia. Nel 12 a.C. è co- dinastiche finiscono per ledere pisce Caligola fin dall’inizio, Claudio nasce a Lione nel 10
stretto a divorziare dalla mo- l’immagine dell’imperatore. all’epoca del viaggio con il pa- a.C. È descritto dalla tradi-
glie per sposare Giulia, figlia Caligola nasce nel 12 da dre Germanico e con la madre zione come un uomo di studi,
di Augusto. Nel 2 d.C. deve Germanico e Agrippina in Oriente, fra gli onori divi- non coinvolto nelle lotte dina-
divorziare anche da Giulia, Maggiore. Si chiama Giulio nizzanti resi ai genitori e a lui stiche della sua corte
travolta in uno scandalo or- Cesare Germanico, ma viene stesso; e poi nell’adolescenza e perciò innocuo. È zoppo

130 ROMA ANTICA


La morte di Germanico cognomen ai successi del aquile legionarie perdute Tiberio e Germanico
di Nicolas Poussin, padre, Druso Maggiore, nella disfatta di rendono omaggio
originariamente alla comandante in Germania Teutoburgo del 9 d.C. all’imperatore (Gran
Galleria Barberini tra il 12 e il 9 a.C. Morì, forse avvelenato, Cammeo di Francia),
di Roma, 1627 Generale geniale, condusse il 10 ottobre 19 d.C. 23 d.C. circa (Parigi,
(Minneapolis, vittoriose campagne al Cabinet des Médailles).
Minneapolis Institute di là del Reno fino al In onice, è il più grande
of Arts). Nato come 13 d.C., placò la rivolta cammeo antico conosciuto:
Nerone Claudio dei legionari e riuscì a 31x26,5 cm.
Druso, deve il proprio recuperare due delle tre

mento, le uccisioni diventano strumento di una spietata lotta fra quelli ipotizzati da Tacito meritano di essere ricordati la
per il potere consumata anche all’interno della stessa famiglia sempre maggiore influenza del prefetto del pretorio Seiano, e
imperiale. la volontà di sfuggire all’influenza della madre Livia.
Germanico, dopo aver celebrato nel 17 d.C. a Roma il Mentre a Roma imperversa Seiano, aumentano i pro-
trionfo per le campagne svolte a scopo dimostrativo nel 16 cessi per alto tradimento che, pur non provocati da Ti-
al di là del Reno, è inviato in Armenia, caduta di nuovo berio, non sono da lui ostacolati. Nel 29 morta Livia,
sotto l’influenza dei Parti. Dopo essere entrato in conflitto Agrippina, vedova di Germanico, e suo figlio maggio-
con il governatore della Siria Gneo Calpurnio Pisone, muo- re sono dichiarati nemici pubblici. L’anno dopo anche il
re improvvisamente nel 19 accusando Pisone (non sappiamo secondo figlio di Agrippina è imprigionato. L’elimina-
se fondatamente) di averlo fatto avvelenare. Nel 23 muore zione di questi pretendenti al trono, gradita a Tiberio, favo-
anche Druso, il figlio di Tiberio. Si riapre così il problema risce Seiano che, console nel 31 insieme al principe, attende
della successione. Tiberio in un primo momento presenta al il conferimento della tribunicia potestas per essere designato
senato i due figli maggiori di Germanico facendo intendere alla successione. Invece della promozione arriva da Capri una
di pensare a loro come futuri eredi. Nel 27 lascia Roma per lettera che ne chiede al senato l’immediata condanna a morte:
ritirarsi a Capri per motivi che restano in parte sconosciuti: prova che Tiberio già da qualche tempo sospetta del prefetto.

dalla nascita, e da questa scesa di suo figlio Nerone.


sua caratteristica l’italiano Nerone nasce nel 37 da Domi-
erediterà il termine “clau- zio Enobarbo e Agrippina Mi-
dicante”. Giunge al trono a nore. La sua educazione viene
cinquant’anni, quando sembra affidata al filosofo Seneca e al
ormai lontano dalla politica. prefetto del pretorio Burro.
La concessione dello ius ho- È questo il periodo di mino-
norum ai maggiorenti gallici, rità del principe, dominato
della cittadinanza ai veterani dalla presenza della madre.
non cittadini, l’apertura dei La tradizione accentuerà il
liberti all’amministrazione divario fra il “quinquennio fe-
dell’impero, e il generale po- lice” degli inizi, in cui Nerone
tenziamento della macchina avrebbe governato sotto il
burocratica dell’impero mo- controllo di Agrippina, del fi-
strano una visione ampia e losofo Seneca e di Burro, dalla
concreta dei problemi. Meno seconda fase caratterizzata da
lucido invece nella gestione eccessi grotteschi (l’esibizione
della vita privata: sposa prima nel circo e in teatro) e tragici
Messalina, poi Agrippina Mi- (l’eliminazione della madre,
nore da cui viene avvelenato la feroce repressione della
nel 54, si dice, con un piatto congiura dei Pisoni che
di funghi, per accelerare l’a- travolge Seneca).

AUGUSTO E L’IMPERO 131


L’OCCIDENTE cidente il momento cruciale è Tacito, lo storico proveniente della dinastia Flavia, uno spa-
ROMANO rappresentato dalla fondazione dall’antica provincia della gnolo, Quintiliano, diventa
Le province che costituiscono di città, che, dotate di un’a- Gallia Narbonese, parla dell’a- il principale retore e il primo
la parte occidentale dell’im- deguata autonomia politica e zione svolta da suo suocero titolare della cattedra statale
pero sono la Spagna, la Gallia, amministrativa e, collegate tra Agricola quando questi era di retorica latina. Insieme con
la Germania e la Britannia: di loro e con Roma da un’effi- governatore della Britannia: lui, Seneca, Lucano, il poeta
queste regioni sono abitate ciente rete stradale, diventano «Perché quegli uomini disper- Marziale testimoniano una ve-
da popolazioni da poco (e non il punto di riferimento delle si e rozzi, e perciò facili alla ra e propria egemonia culturale
sempre) pacificate. Il processo attività agricole e industriali, guerra si abituassero alla tran- spagnola. Nelle regioni occi-
di romanizzazione, cioè di ma anche culturali delle varie quillità e ai piaceri della vita dentali dell’impero giungono
assimilazione delle istituzioni province. Alla fondazione di civile li esortava privatamente anche gli dei tradizionali di
politiche e culturali si svolge città si accompagna il tentati- e li aiutava pubblicamente a Roma, in particolare la Triade
in modi e tempi differenti, vo di formare élites urbane in costruire templi, fori, piazze, Capitolina (Giove, Giunone e
rispetto alla parte orientale base a ciò che rimaneva delle case, lodando i più pronti e Minerva a cui gli imperatori
dell’impero, ed è più radicale. aristocrazie tribali sconfitte. riprendendo i più pigri, in sono particolarmente legati).
L’Occidente è abitato da quei Nelle nuove comunità il lati- modo tale che diveniva neces- Le religioni tradizionali si
popoli che la sensibilità greca no diventa la lingua ufficiale, sario per loro fare a gara per disintegrano e vengono sem-
giudica ancora “barbari” e si studia secondo il sistema ottenere questo onore... E di plificate e reinterpretate sotto
incivili; quando ha inizio la educativo romano, e viene im- seguito si cominciò a pregiare la pressione delle autorità ro-
conquista essi hanno un’orga- portata l’arte e l’architettura il nostro modo di vestire e mane, soprattutto nelle città
nizzazione tribale, non hanno della metropoli; in zone di si videro in giro sempre più che sono luogo di incontro e
unità politica, né ordinamenti, rapido sviluppo urbano come toghe; e a poco a poco si passò di commistione tra religioni
non conoscono le città ma le la Francia meridionale o la alle lusinghe dei vizi, ai por- locali e religione ufficiale: an-
loro capanne si possono riedi- Spagna meridionale e orientale tici, ai bagni, alle raffinatezze che qui (come accade nel resto
ficare da un momento all’altro l’influenza di Roma – e italica dei banchetti». Una vera e dell’impero) il tentativo di im-
in qualsiasi luogo. in generale – è forte: numerosi propria testimonianza di “ro- porre il culto dell’imperatore
È chiaro che qui la cultura sono gli artisti e gli artigiani manizzazione” quella offertaci diventa un ulteriore strumento
romana trova un terreno più che riproducono in miniatura da Tacito nell’Agricola. di controllo e di promozione
propizio che in Oriente. In Oc- i palazzi pubblici di Roma. Nel periodo degli imperatori dell’ideologia romana.

132 ROMA ANTICA


L’anfiteatro di Arles. Statua di Claudio con lo
Nel V secolo, con la scettro in veste di Giove
dissoluzione dell’impero, Capitolino, 41 d.C.
l’anfiteatro fu trasformato (Città del Vaticano,
in una fortezza e gli Museo Pio Clementino).
abitanti della città si Quarto imperatore
trasferirono al suo interno romano, nato Tiberio
per proteggersi dalle Claudio Druso, è fratello
invasioni. Restaurato di Germanico.
da Napoleone III, riprese
la sua antica funzione
di ospitare le venationes:
vi si tengono infatti
regolarmente le corride. CALIGOLA: LA
STRAVAGANZA
AL POTERE
Tiberio muore nel 37 dopo
aver nominato eredi Caligola, fi-
glio di Germanico, e il suo nipote
diretto Tiberio Gemello. Il senato però
consegna tutto il potere a Caligola che a-
dotta Tiberio Gemello, più giovane di lui, per
sottolinearne la posizione di inferiorità.
Caligola è ben accetto all’esercito (molti soldati
lo hanno conosciuto quando da bambino seguiva il
padre Germanico nelle campagne) e alla plebe di
Roma presso la quale la figura di Germanico era an-
cora molto popolare. Le sue stravaganze e gli eccessi
di crudeltà sono però probabilmente già iniziati
quando ancora si trova a Capri alla corte di Tiberio.
Già nel 37 fa uccidere Tiberio Gemello. Le feste,
i banchetti e gli spettacoli nel circo gli avvicina-
no la plebe romana, ma dissipano rapidamente il
patrimonio lasciatogli da Tiberio. Ricorre allora
a processi, condanne, confische indiscriminate e a
nuove tasse indirette che finiscono per alienargli
anche la plebe. In politica estera la preparazione di
uno sbarco in Britannia, mai attuato, lede ulterior-
mente la sua popolarità. Caligola non persegue mai
l’immagine augustea del princeps inter pares che go-
verna con l’aiuto del senato. Ma la sua incapacità
a regnare allontana da lui anche quelle forze (il
popolo e i soldati) che inizialmente accolgono
con favore il manifestarsi di un potere assoluto
lontano dalla mentalità della classe dirigente.
Nel 41, in una congiura che coinvolge sena-
tori, cavalieri e guardia del pretorio, Caligola viene
ucciso e al suo posto è acclamato imperatore Claudio
(fratello di Germanico e quindi zio di Caligola), a dimo-
strazione di come il principio dinastico, a poco meno di
trent’anni dalla morte di Augusto, non sia più messo in
discussione.
Porta Maggiore è una del condotto dell’Acqua I resti del tempio
delle porte cittadine Claudia. Sulla destra, di Apollo a Didima,
più conosciute di la Tomba del fornaio nei pressi di Mileto,
Roma. Nonostante sia Marco Virgilio Eurisace nella Ionia, sede di un
inclusa nella cerchia e della moglie Atistia. oracolo ellenistico attivo
delle Mura aureliane anche in epoca romana.
del III secolo, viene fatta In stile ionico, risale
costruire nel 52 da alla seconda metà
Claudio alla confluenza del VI secolo a.C.
delle vie Prenestina
e Labicana a sostegno

azione di governo non guadagna a Claudio il favore dell’ari-


stocrazia senatoria: l’imperatore, anche se tende sul modello
augusteo a collaborare col senato e a restituirgli la dignità che
Caligola ha calpestato, si serve per la sua azione di funzionari
a lui fedeli e non di senatori. I suoi ministri più fidati sono
quattro liberti: Narciso, Pallante, Callisto e Polibio; a Pallante
rispondono indirettamente i procuratori imperiali che hanno
giurisdizione finanziaria in tutte le province, comprese le se-
natorie. Che l’impero sia in mano a dei liberti è inaccettabile
per i senatori.
L’immagine dell’imperatore è poi compromessa dal-
l’influenza esercitata su di lui dalle due ultime mo-
gli: Messalina e Agrippina. Quest’ultima, figlia di Ger-
manico e Agrippina Maggiore (quindi sorella di Caligola e ni-
pote dello stesso Claudio), convince l’imperatore ad adottare il
figlio Nerone avuto dal precedente matrimonio con Domizio
CLAUDIO: UN OUTSIDER Enobarbo, membro di un’importante famiglia dell’aristocra-
DI SUCCESSO zia romana. Claudio nomina però erede alla pari con Nerone
Claudio è stato lasciato in disparte dalla vita politica in anche suo figlio Britannico.
quanto giudicato da Augusto e Livia un inetto per le sue in-
fermità fisiche e la vita appartata dedicata agli studi. In realtà NERONE: LA SVOLTA
saprà dimostrarsi tutt’altro che inadatto al regno. Dopo la ELLENIZZANTE
condanna a morte degli assassini di Caligola, necessaria per Nerone nel 52 è nominato praefectus urbis e nel 53 sposa
riaffermare l’inviolabilità del princeps, abolisce le tasse imposte Ottavia, figlia di Claudio e sorella di Britannico. La successio-
dal predecessore, richiama gli esiliati e restituisce i beni con- ne di Nerone è assicurata, ma Agrippina, ammaestrata dalle
fiscati. Riorganizza le finanze dello Stato e dei possedimenti precedenti vicende della famiglia giulio-claudia, sa come gli
imperiali prendendo provvedimenti per assicurare i riforni- umori del principe possano cambiare: nel 54 avvelena Claudio
menti di grano. Nell’amministrazione del tesoro pubblico e fa acclamare Nerone dai pretoriani. L’anno successivo anche
(aerarium) si serve di questori direttamente nominati da lui, la “minaccia Britannico” viene eliminata.
diminuendo di fatto la distinzione fra aerarium e tesoro privato Nel regno di Nerone le fonti antiche hanno individuato
dell’imperatore (fiscus). In Oriente riorganizza il territorio e un primo quinquennio felice (54-58) durante il quale il prin-
alcuni stati clienti sono trasformati in province. cipe avrebbe governato sotto l’influenza positiva del prefetto
Operazioni militari si svolgono in Armenia, nel regno del del pretorio Burro e del filosofo Seneca, già suo precettore
Bosforo e sul Reno. L’impresa più decisiva è la spedizione in sotto Claudio. Dal 58 avrebbe invece impresso un’impronta
Britannia che porta a un controllo, seppur epidermico, dell’i- autocratica alla gestione del potere per soddisfare i più arbi-
sola. Diversi fatti testimoniano poi l’attenzione di Claudio per trari capricci. Come per Caligola, è più probabile riconoscere
una maggiore romanizzazione dell’impero: nel 48, su inizia- in quel mutamento un’evoluzione di tendenze già presenti
tiva dell’imperatore, il senato apre l’accesso alle magistrature nell’inizio del principato neroniano. Nel 56 Nerone sostitu-
agli esponenti dell’élite di tutte le Gallie. Ma questa vasta isce i questori preposti all’erario con prefetti di sua nomina;

134 ROMA ANTICA


L’ORIENTE
ROMANO
La parte orientale, che non ha
nulla da imparare da Roma (e
forse solo da insegnare) elabora
una nuova cultura greco-ro-
mana, la cui creazione è merito
soprattutto della compren-
sione, anche politica, degli
imperatori e dell’integrazione
politica del Mediterraneo che
essi portano a compimento.
La “civilizzazione” evocata a
proposito delle popolazioni
dell’Occidente non ha senso in
Oriente, che da sempre ospita
culture come quella greca, di
cui i romani non contestano la
superiorità; anzi la ricezione
di tale cultura viene favorita
dagli stessi imperatori filoel-
lenici.
L’imperialismo romano, qui,
viene giustificato con due
ordini di motivi: l’effettiva
realizzazione di una condizio- letteratura greca di cui, la co- elogio dell’impero e dei suoi finanzieri italici, l’insediamen-
ne di pace e di prosperità e la siddetta seconda sofistica non benefici: Appiano, Cassio Dio- to di circa venticinque nuclei
possibilità, per i singoli, di è che un aspetto. Questi retori, ne, Erodiano scrivono la storia di coloni a partire dall’età di
una promozione sociale all’in- itineranti per l’impero, che af- di Roma in greco. Questo Cesare e di Augusto, l’esistenza
terno dell’impero. Una carat- fascinano le folle con le loro e- duplice atteggiamento riflette di istituzioni educative di tipo
teristica dei rapporti tra Roma voluzioni verbali, guadagnano la paura che la propria cultura romano, l’uso del latino come
e l’Oriente è la creazione di grandi ricchezze e stabiliscono possa essere soppiantata da lingua ufficiale per l’esercito
legami di mutuo interesse tra amicizie con i potenti. La loro un’altra, meno buona, quando e l’amministrazione civile e
singole famiglie aristocratiche eloquenza è prevalentemente l’influenza dell’impero è po- giudiziaria, la popolarità degli
greche e romane per rafforzare finalizzata a ricevere favori, sia liticamente forte. In Oriente spettacoli romani (soprattutto
l’impero e ampliarne le basi. per se stessi, che per le proprie anche le città si sviluppano quelli gladiatori) e la diffusio-
Proprio in Oriente i Romani, comunità. Si affermano anche seguendo le tradizioni della ne di templi, teatri, terme e
attraverso l’istituto della “dop- grandi personalità letterarie cultura ellenica e non romana. anfiteatri in stile romano. Un
pia cittadinanza” (cittadina e come Luciano, Alcifrone e Fi- Ad alcune nuove comunità gli importante fattore di coesione
imperiale) cercano di stimolare lostrato, storici come Arriano e imperatori danno uno statuto è la diffusione del culto im-
l’iniziativa politica personale Appiano, studiosi di antiqua- greco e non romano. Talvolta periale: si è detto che questa è
e l’adesione delle élites locali, ria come Ateneo e Pausania. In gli imperatori preferiscono l’unica intrusione di Roma che
da cui dipende l’accettazione alcuni di questi scrittori vi è promuovere la cultura greca a il mondo “greco” abbia tollera-
delle istituzioni e dei valori una consapevole mancanza di discapito delle culture locali to. Da tempo in Oriente esiste
della “romanità” nelle proprie interesse per Roma derivante orientali. Ma non si può negare il culto delle “personalità”, sia
comunità. dal tentativo di preservare l’i- un incontro con la cultura ro- che si tratti di sovrani elleni-
Nella prima età imperiale dentità culturale greca, mentre mana per una serie di motivi: stici, sia di governanti partico-
si assiste alla rinascita della in altri si incontra un aperto la presenza di commercianti e larmente magnanimi.

AUGUSTO E L’IMPERO 135


In basso, Zuffa tra un gruppo di abitanti
Pompeiani e Nocerini, di Nuceria Alfaterna,
affresco da Pompei, storicamente filogreci e
I secolo d.C. (Napoli, ostili a Roma, vennero
Museo Archeologico alle mani con i cittadini
Nazionale). di Pompei, dopo che
Come narra Tacito, Nuceria era forzatamente
gli scontri avvennero nel divenuta colonia romana.
59 d.C. nel corso di uno Le due città distano
spettacolo di gladiatori una quindicina
all’anfiteatro di Pompei: di chilometri.

nel 58 progetta di abolire le tasse indirette (ma è dissuaso dal


senato) e prende provvedimenti che colpiscono i pubblica-
ni, mostrando di voler perseguire una politica filopopolare e
contraria agli interessi delle classi egemoni. Si lega a Poppea
Sabina (già moglie di Marco Salvio Otone, che viene inviato
come legato in Lusitania) e su istigazione di lei nel 59 fa
uccidere la madre Agrippina. Nel 60 istituisce dei giochi
quinquennali in suo onore, i Neronia a cui lui stesso partecipa
costringendo i senatori a fare altrettanto: anche quest’atto
contribuisce ad alimentare la sua immagine di monarca asso-
luto orientaleggiante, amato dal popolo e odiato dall’aristo-
crazia. Nel 62 muore il prefetto del pretorio Burro, e viene
sostituto con Tigellino che mostra tendenze più consone al piccare il fuoco sia stato dato per aver mano libera nei suoi
nuovo orientamento del principe. Anche Seneca si ritira dalla progetti edilizi dallo stesso principe che «stava a guardare
vita pubblica. Ottavia, già ripudiata ed esiliata con l’accusa di questo incendio dalla torre di Mecenate, e allietato, come
adulterio, viene uccisa e Nerone sposa Poppea. Ricominciano diceva, dalla fiamma cantò la distruzione di Troia in costume
i processi e le esecuzioni indiscriminate. teatrale» (Svetonio). Con la ricostruzione della città Nerone
Nel 64 un incendio devasta Roma. La costruzione della promuove altre opere pubbliche che, se gli riconciliano la
Domus Aurea sulle rovine e l’edificazione su una delle cime plebe, aggravano la situazione finanziaria. Ricorre a nuove e
del Palatino di una statua (alta più di 35 metri) dedicata al indiscriminate confische e nel 65 il malcontento dell’aristo-
sole ma con le sembianze dell’imperatore alimentano un so- crazia sfocia in una congiura organizzata da Gaio Calpurnio
spetto che Nerone ha cercato di allontanare additando come Pisone. Nella repressione cadono anche Petronio, Seneca e
capro espiatorio i cristiani: il sospetto che l’ordine di ap- Lucano. Nello stesso anno muore Poppea per un calcio sfer-

I VIGILI fectus vigilum, secondo per au-


Nella Roma repubblicana non torità al solo prefetto del pre-
esistono corpi specializzati nel torio. Ogni coorte presiede
garantire l’ordine pubblico: se all’incolumità di due regioni
qualcuno avesse vigilato sulla della città; a esse spetta l’e-
città, forse Catilina non avreb- stinzione e la prevenzione de-
be potuto agire indisturbato. gli incendi: per questo hanno
La sicurezza è spesso affidata a compiti più ampi di polizia.
schiavi pubblici al servizio dei Secondo una legge del 24
magistrati, o a giovani arruo- d.C. nel corpo dei vigili pos-
lati fra le classi alte al servizio sono accedere anche i liberti,
dei consoli. Augusto crea un che dopo sei anni ricevono la
corpo di sette coorti di 1000 cittadinanza, se ancora non la
uomini al comando del prae- possiedono.

136 ROMA ANTICA


Dettaglio della
decorazione e interno
della Domus Aurea
a Roma, 64-68 a.C.
La villa urbana, eretta
per volere di Nerone,
è situata tra il Palatino,
l’Esquilino e il Celio.
Verosimilmente non fu
mai completata, e in ogni
caso fu quasi totalmente
distrutta dopo la morte
di Nerone.

LA DOMUS AUREA della Velia e tutta la valle più era tanto ampio che aveva un innovatore è tuttavia la grande
Dopo l’incendio del 64 d.C. tardi occupata dall’anfiteatro triplo colonnato di un miglio; sala ottagonale, larga circa 14
che distrugge gran parte della Flavio, dov’era un lago artifi- poi un lago, grande quanto metri, ricoperta da una volta a
città, compresa la domus tran- ciale, fino al Celio, tanto che il un mare, circondato da edifici padiglione, aperta nel mezzo
sitoria (residenza di “passag- poeta Marziale ironicamente che simulavano una città; e e contornata su cinque lati da
gio”) fatta costruire da Nerone può affermare: «Una sola casa con pezzi di campagna con stanze disposte a raggiera e con
all’inizio del suo principato, ormai occupava tutta Roma». campi, vigne, pascoli e boschi, gli altri tre lati prospicienti il
l’imperatore fa intraprendere Infatti per la sua grandiosità popolati da una moltitudine porticato. La decorazione degli
la costruzione della sua nuova la domus di Nerone può essere di ogni genere di animali do- interni è affidata al pittore Fa-
residenza imperiale: la Domus paragonata solamente alle mestici e feroci. Nel resto del bullus, un vero e proprio pitto-
Aurea. Il nome stesso rievoca regge dei sovrani achemenidi palazzo tutto era rivestito con re di corte, ci racconta Plinio,
l’inizio di una nuova età dell’o- di Persia, ai loro paraidesoi, oro e adornato con gemme e che dipingeva poche ore al
ro di cui si fa garante l’im- ai giardini e ai quartieri reali madreperle; le sale da pranzo giorno, sempre indossando la
peratore che si identifica con di Alessandria, modello di con soffitti a pannelli eburnei toga, anche sulle impalcature.
Helios il dio del culto solare regalità teocratica. Svetonio girevoli, in modo da far pio- Il suo sistema decorativo si
orientale. Più che una residen- racconta: «In niente tuttavia fu vere dall’alto fiori, e forniti può dividere in due parti: nei
za imperiale la Domus Aurea più rovinosamente prodigo che di condotti per diffondere corridoi si hanno quadretti con
è una villa sontuosissima, un nell’edificare. Fece un palazzo profumi». Una delle stanze de- paesaggi resi a piccole e rapide
vero capolavoro architettonico esteso dal Palatino all’Esqui- stinate a destare più meraviglia pennellate, a cui si alternano
in cui si rispecchiano a pieno la lino, che prima chiamò di è la sala da pranzo rotonda che pareti dipinte con piccole figu-
megalomania e la stravaganza “passaggio” e poi, una volta gira perpetuamente, giorno e re, fiori, candelabri, uccellini
di Nerone. distrutto dall’incendio e rico- notte, proprio come la volta su fondo chiaro. Le pareti delle
Come già avevano fatto i sovra- struito, “aureo”. E questo basti del cielo, a evocare il pensiero stanze sono decorate con una
ni ellenistici, per la realizza- a indicarne lo splendore e le cosmologico delle dottrine pittura architettonica con la
zione della sua dimora Nerone dimensioni: il vestibolo era orientali verso le quali l’impe- disposizione di figure su vari
occupa gran parte dell’area tale da contenere il colosso di ratore è fortemente attratto. piani, il tutto impreziosito da
urbana, tra il Palatino, l’altura 120 piedi che lo raffigurava; L’ambiente più suggestivo e marmi e lastre di avorio, tarsie.

AUGUSTO E L’IMPERO 137


L’INCENDIO ti caseggiati e le strade anguste tetto, offrendo loro ospitalità sospetti, infondati, che l’incen-
DI ROMA sono facile preda delle fiamme nei propri giardini, facendo dio non sia accidentale. Nerone,
Nella notte fra il 18 e il 19 che divampano per sei giorni approntare ripari di fortuna, per stornare le accuse, trova un
luglio del 64 (lo stesso giorno e, dopo una pausa, infuriano di diminuendo il prezzo del gra- capro espiatorio nei cristiani,
del sacco gallico del 390 a.C.) nuovo, forse per altri tre giorni. no. Ma i provvedimenti non che il popolo guarda con diffi-
il fuoco si sviluppa nell’area del Dei sette rioni cittadini, tre valgono a tacitare le voci che lo denza. Considerati colpevoli di
Circo Massimo, nutrito dalle sono completamente devastati. accusano di aver fatto appiccare odiare il genere umano, oltre
merci stipate nelle botteghe e Vanno distrutti numerosi tem- il fuoco. I progetti per la razio- che incolpati dell’incendio, so-
dalle strutture lignee delle ba- pli, opere d’arte, monumenti di nale ed efficiente opera di rico- no sottoposti ad atroci supplizi.
racche della zona. Il vento lo a- passate vittorie. Nerone, che si struzione, ma soprattutto per Ma la crudeltà dei castighi non
limenta e lo diffonde per la città trova ad Anzio, torna a Roma l’edificazione della Domus Au- elimina i sospetti della gente su
fra il terrore e l’impotenza: i fit- e si prodiga nell’aiuto ai senza- rea finiranno per confermare i Nerone.

138 ROMA ANTICA


Affresco che mostra
un giardino con alberi
da frutto e uccelli,
dal Ninfeo sotterraneo
della Villa di Livia
a Prima Porta,
40-20 a.C.
(Roma, Museo Nazionale
Romano, Palazzo
Massimo alle Terme).

ratole dal principe. Nel 66 Nerone assiste in Grecia al taglio Nerone è dichiarato nemico pubblico e, dopo un tentativo di
dell’istmo di Corinto, partecipa ai giochi ed esenta la pro- fuga, si suicida nel giugno del 68. Il suo regno si è discosta-
vincia d’Acaia dal pagamento delle tasse, facendo passare il to dal modello augusteo non tanto per l’effettivo potere del
provvedimento come il rinnovo delle antiche “libertà della principe (già i poteri di Augusto erano in pratica assoluti), ma
Grecia” concessa nel 196 a.C. da Flaminino. Questo spostarsi per un’immagine di monarca autocrate ed ellenizzante ancora
dei privilegi verso l’Oriente preoccupa la parte occidentale. inaccettabile alla classe di governo tradizionale.
Nel marzo del 68 è raggiunto a Napoli dalla notizia che La morte di Nerone sembrerebbe confermare come la le-
Vindice, il governatore della Gallia Lugdunese, si è ribellato gittimazione da parte di questa classe dirigente fosse ancora
dichiarando di voler dare a Roma un imperatore più degno: indispensabile all’effettivo esercizio del potere. In realtà non
Servio Sulpicio Galba, governatore della Spagna Tarraconese bastano soltanto i senatori romani, impauriti e imbrigliati
appoggiato anche da Otone, già marito di Poppea e governa- nelle lotte e nelle congiure di palazzo, a determinare la fine
tore della Lusitania. dell’ultimo dei giulio-claudii. Decisiva è invece la rivolta de-
gli eserciti delle province, come suggerisce Tacito con la sua
LA CRISI DELL’ANNO 69 consueta precisione: «La fine di Nerone accolta con impeto
Vindice viene sconfitto da Virginio Rufo, comandante subitaneo di gioia, aveva destato di poi sentimenti diversi in
dell’esercito in Germania, e si suicida. Dopo la vittoria, Vir- Roma, non solo fra i senatori e il popolo e le truppe di presidio
ginio Rufo mette la sua spada a disposizione del senato, che urbano, ma anche fra le legioni tutte e fra i loro comandanti,
sta già prendendo accordi con i legati di Galba. Messi a tacere essendosi divulgato il segreto dell’impero, per cui l’impera-
anche i pretoriani con la promessa di un consistente donativo, tore poteva eleggersi fuori di Roma».

AUGUSTO E L’IMPERO DAL 31 A.C. AL 69 D.C.


31 a.C. Battaglia di Azio. 19 d.C. Germanico muore accusando Gneo Calpurnio
27 a.C. Il senato conferisce a Ottaviano il nome di Augusto, Pisone, governatore della Siria, di averlo fatto
il consolato e il supremo comando militare. avvelenare.
23 a.C. Ottaviano Augusto assume tutti i poteri 27 d.C. Tiberio si ritira a Capri.
repubblicani senza però dichiararsi re o dittatore. 37 d.C. Muore Tiberio, il successore è Caligola, figlio
20 a.C. Fraate, re dei Parti, restituisce ad Augusto di Germanico.
le insegne romane conquistate a Crasso. 41 d.C. Caligola viene ucciso da una congiura;
13 a.C. Viene decisa la costruzione dell’Ara Pacis, il successore è Claudio.
nel Campo Marzio. 48 d.C. Il senato apre l’accesso alle magistrature all’élite
12 a.C. Augusto assume la carica di pontefice massimo di tutte le Gallie.
e inizia le operazioni militari oltre il Reno. Muore 54 d.C. Agrippina avvelena Claudio; gli succede il figlio
Agrippa, generale di Augusto e suo genero. di lei, Nerone.
8 a.C. Muore Mecenate. 58 d.C. Nerone fa uccidere la madre Agrippina e si lega
6 a.C. La tassa sull’eredità risolve il problema a Poppea Sabina.
del reinserimento dei soldati nella vita 64 d.C. Incendio di Roma.
civile. Tiberio, terzo genero di Augusto, 65 d.C. Congiura di Gaio Calpurnio Pisone: nella
si ritira a Rodi. repressione che segue muoiono anche Petronio,
4 d.C. Tiberio viene adottato da Augusto e deve a sua Seneca e Lucano.
volta adottare Germanico, comandante delle 68 d.C. Nerone è dichiarato nemico pubblico e si suicida.
legioni sul Reno. 69 d.C. Anno dei tre imperatori: Galba, Otone e Vitellio
9 d.C. Sconfitta di Varo a Teutoburgo. si succedono sul trono: dalla contesa emerge
14 d.C. Muore Ottaviano Augusto, gli succede Tiberio. vincitore Vespasiano.

AUGUSTO E L’IMPERO 139


Il segreto
dell’impero
Nelle pagine precedenti, Sarcofago con scene di Rilievo sull’altare
dettaglio della Colonna battaglia tra Romani e dedicato al culto
Traiana, 133 d.C. Germani, 180-190 d.C. imperiale, tempio
(Roma, Foro Traiano). (Roma, Via Tiburtina). di Vespasiano
Il monumento celebra a Pompei,
i trionfi dell’imperatore I secolo d.C.
contro i Daci.

Nei momenti di crisi il controllo degli eserciti costituisce la VESPASIANO: UN SOLDATO


fonte principale del potere. Ma la sanzione del potere è ottenuta, SUL TRONO
anche se grazie all’uso delle armi, dal senato e dal popolo roma- Vespasiano è un uomo di origine italica e di recente nobil-
no. Gli avvenimenti del 69 sono invece in gran parte determinati tà, non legato alla più antica e influente aristocrazia senatoria
da ciò che Tacito chiama il “segreto dell’impero”: i pronuncia- romana. Il nuovo imperatore proclama comunque la fedeltà
menti degli eserciti nelle province. Il primo gennaio le legioni ai principi della tradizione, tornando al modello augusteo del
della Germania rifiutano di rinnovare il giuramento di fedeltà a principe che governa coll’appoggio del senato e che vuole ri-
Galba e acclamano imperatore il loro legato Aulo Vitellio. Galba stabilire le antiche virtù italiche.
nomina erede Calpurnio Pisone Frugi Liciniano, ben accetto al Ma nei fatti il potere imperiale è ormai troppo lontano dal
senato, ma delude Otone che spera nella successione. Otone si rispetto delle forme repubblicane: già nel 71 si associa con
rivolge ai pretoriani che lo acclamano imperatore; Galba e Pisone pieni poteri il figlio Tito, non cercando di nascondere l’inten-
sono trucidati. Otone ha dalla sua l’Italia, le province danubiane, zione di fondare una dinastia. A differenza dei suoi predecessori
l’Africa e l’Oriente. Con Vitellio, si schierano Germania, Spagna, detiene il consolato per quasi tutti gli anni di regno ed è il
Gallia, Britannia e Rezia. Nell’aprile del 69 Vitellio sconfigge primo imperatore a rivestire la censura usandola come stru-
Otone e dal senato è riconosciuto come imperatore, ma in O- mento per rinnovare il senato e immettervi italici e occiden-
riente emerge un nuovo antagonista: Vespasiano che, procla- tali provenienti dal ceto equestre. Il peso assunto dalla realtà
mato imperatore il primo luglio del 69, è riconosciuto dalle sue provinciale nell’impero è testimoniato in questi anni anche
legioni della Giudea, dalla Siria, dalle province danubiane e da dalle larghe concessioni di cittadinanza, dal vasto impulso alla
quelle orientali. A dicembre i sostenitori di Vespasiano entrano colonizzazione, e dall’accurata amministrazione delle province.
a Roma. E il senato lo riconosce nuovo imperatore. Pur favorendo i cavalieri rispetto ai liberti e riducendo drasti-

142 ROMA ANTICA


I FLAVI di spese a favore della plebe ribelli, è assediata con un di- lattia nell’81. Il governo di
L’anno dei quattro imperatori, urbana e incrementa la costru- spiego di mezzi sproporzionato Domiziano (nato nel 51), dalla
il 69, si chiude con l’ascesa di zione di opere pubbliche. Nel alla sua importanza militare, forte impronta militare e au-
Vespasiano (69-79), uomo non 73 riveste la censura e si serve ma non a quella politica: i Ro- tocratica, verrà dipinto con le
appartenente alla vecchia ari- di quest’antica carica repub- mani costruiscono una rampa tinte fosche usate per i regni di
stocrazia romana, ma di estra- blicana per inserire nel senato di accesso per le macchine da Caligola e Nerone. Un tratto
zione italica. È nato a Rieti nel italici e occidentali provenienti guerra finché, vistisi perduti, peculiare è il severo moralismo.
9 d.C. e dopo aver ricoperto dal ceto equestre e per cacciare gli assediati non sceglieranno Fattosi eleggere censore a vita
incarichi sotto Caligola (edile da Roma filosofi e astrologi. di darsi la morte. Una prova perseguita i senatori, impone
e pretore) ha combattuto per Tito (79-81) è il figlio maggio- di forza cercata da Roma per il rinnovo della legislazione di
Claudio in Gallia e in Britan- re di Vespasiano e Domitilla, dimostrare al mondo la sua po- Augusto sulla morale, e assume
nia. Inviato in Giudea nel 67 nato nel 39 d.C. Segue il padre tenza. Associato al trono succe- atteggiamenti molto rigoristi-
d.C. cerca di riportare l’ordine in Giudea nel 67 d.C. e a lui de a Vespasiano nel 79. Il suo ci: rinnova la pratica del sep-
nella regione. È un soldato, e Vespasiano affida il comando regno verrà definito “felice per pellimento, da vive, delle Ve-
soldato rimarrà fino alla fine. delle operazioni per stroncare la brevità”: i due soli anni di stali che abbiano violato i voti,
Agli eccessi degli ultimi giu- la rivolta. Si comporta con sa- regno si svolgono all’insegna ormai abbandonata dal 114
lio-claudi, contrappone un’im- gacia e spietatezza: espugnata della pace e della tranquillità, a.C. Durante il suo principato
magine sobria e tradizionale Gerusalemme, il Tempio di anche se è durante il regno di vivono Marziale, Stazio e Quin-
della nuova dinastia flavia, Salomone è saccheggiato e Tito che si collocano l’eruzione tiliano e a quest’ultimo affida
attraverso un’oculata gestione distrutto. Roma non ammette del Vesuvio e lo scoppio di un l’educazione dei figli del cugi-
delle risorse provinciali e la ri- nessuna forma di resistenza: nuovo incendio a Roma. no Flavio Clemente, ottenendo
nuncia allo sfarzo di corte. Ve- Masada, la roccaforte dove Domiziano (81-96) succede in cambio smodate manifesta-
spasiano inaugura una politica sono asserragliati gli ultimi al fratello Tito morto per ma- zioni di ossequio formale.

IL SEGRETO DELL’IMPERO 143


L’arco cosiddetto di Il trionfo di Tito, uno
Traiano di Thamugas dei bassorilievi che ornano
(oggi Timgad) l’Arco di Tito (Roma,
in Algeria, realizzato Foro Romano). Secondo
nel II secolo d.C. una leggenda la Menorah,
il candelabro a sette braccia
saccheggiato nel tempio
di Gerusalemme, sarebbe
caduto nel Tevere poco dopo
il trionfo, e non sarebbe
mai più stato ritrovato.

camente gli sperperi, Vespasiano promuove una serie di opere TITO: UN REGNO TROPPO BREVE
pubbliche e di spese a favore della plebe urbana. Il ritratto che le fonti ci forniscono di Tito successore e
Durante il suo regno, fino alla morte nel 79, Vespasiano, figlio maggiore di Vespasiano, è quello di un uomo crudele e
da buon generale, si distingue con interventi militari tesi a sregolato prima di assumere il potere, ma che una volta dive-
rafforzare la presenza romana in tutto l’impero, neutralizzando nuto imperatore ha saputo meritare da Svetonio l’appellativo
innanzitutto gli effetti destabilizzanti delle guerre civili in di «delizia del genere umano». La brevità del suo regno (muore
alcune regioni. In Giudea il figlio di Vespasiano, Tito, ha nel nell’81) impedisce tuttavia una valutazione precisa. Durante
frattempo piegato la tenace resistenza dei Giudei, occupato il governo di Tito, in cui il nuovo imperatore non si discosta
Gerusalemme e distrutto il Tempio nell’estate del 70. Al suo (perché non ne ha il tempo?) dalla politica paterna, si verificano
seguito si trova lo storico giudeo filoromano Giuseppe Flavio, tre gravi calamità: l’eruzione del Vesuvio (con la distruzione di
e alla sua Guerra giudaica (7 libri scritti originariamente in Pompei ed Ercolano), il propagarsi di una pestilenza e il divam-
aramaico, quindi in una successiva redazione greca, l’unica pare di un nuovo, terribile incendio che devasta Roma per tre
conservata) dobbiamo la conoscenza delle fasi salienti di que- giorni e distrugge il tempio di Giove capitolino. L’imperatore
sta guerra: nel 74 l’ultima roccaforte giudaica, la fortezza di mostra in queste occasioni grande liberalità nell’alleviare le
Masada, cade dopo un assedio durato 7 mesi. sofferenze delle popolazioni colpite, e questo atteggiamento
Altri interventi militari si svolgono in Britannia, sul confine contribuisce evidentemente ad assicurargli una buona fama.
danubiano, e in Africa per sedare rivalità interne fra città. Vespa- Altrettanto non può certo dirsi del fratello Domiziano, cui
siano muore, racconta Svetonio, da soldato, probabilmente per si deve il consolidamento della dimora imperiale sul Palatino,
una malattia trascurata, tentando negli ultimi istanti di vita di di cui la storiografia di parte senatoria offre un’immagine del
alzarsi dal letto, perché «un imperatore deve morire in piedi». tutto negativa non perdonandogli le sue tendenze autocratiche.

L’AFRICA ROMANA costiere e del vicino interno,


L’Africa è la grande conquista mentre nell’entroterra la prin-
dell’impero. Fatta eccezione cipale forma di organizzazione
per l’Egitto, legato alla parte resta la tribù.
orientale, per l’Africa valgono le Intorno ai centri urbani, si
considerazioni fatte per l’Occi- sviluppano forme di economia
dente: la romanizzazione porta a carattere prevalentemente
a una rapida assimilazione delle agricolo, come è testimoniato
istituzioni politiche culturali dall’esistenza di numerose vil-
e religiose romane. Anche qui, lae, soprattutto nella Mauritania
come in Occidente, la creazione Cesariense, o Tripolitania.
di nuove città è il fenomeno più Ma soprattutto è sorprendente
importante e il mezzo attraverso la quantità di letterati africani
cui si attua prevalentemente la che fanno propri i valori della
“civilizzazione” del paese. Le latinità: il biografo Svetonio,
città delle province nord-africa- l’oratore Frontone, il filologo
ne sono concentrate nelle zone Sulpicio Apollinare, i quali

144 ROMA ANTICA


nelle loro opere conservano fricano: gli interessi prevalen- che riflettono le attività e gli Oriente) è la disintegrazione
pochissime tracce della loro temente filosofici, tuttavia, lo interessi dei loro committenti: dei culti locali o nel migliore
origine provinciale. Frontone, portano ad Atene e non a Roma: la caccia, il circo, l’anfiteatro, dei casi la loro semplificazione.
nativo di Cirta, fa una notevole dall’Africa provengono anche la vita rurale. Tuttavia sappiamo che nell’alto-
carriera pubblica sotto Adria- i grandi giuristi di età severia- Anche in Africa, come in Occi- piano di Sitifis nella Mauritania
no e Antonino Pio, e diventa na, Ulpiano e Papiniano, dente, il culto imperiale viene Cesariense coesistono pacifica-
educatore del futuro imperatore e difatti Giovenale sostiene che impiegato inizialmente come mente il culto locale e il culto
Marco Aurelio. Apuleio, nato a l’Africa è nutrice degli avvocati. strumento di promozione del romano: un mercato viene mes-
Madaura, in Numidia (l’odier- Intorno alla metà del II secolo potere militare e politico di Ro- so sotto la protezione di Giove,
na Algeria) è il primo di una nelle province africane si svi- ma: dietro le pubbliche espres- del re Giuba divinizzato
lunga serie di letterati africani, luppa un’arte del mosaico in sioni di devozioni all’imperatore e del locale Genius Vanisnesi.
da Tertulliano a Nemesiano, da cui gli artigiani africani dimo- da parte di capitali provinciali, Ma il fenomeno più comune
Lattanzio ad Agostino, che tro- strano un’inventiva che non ha come Cartagine o Leptis Magna è il sincretismo: col passare del
vano in Cartagine un importan- uguali in tutto l’impero: questi vi è l’iniziativa dei governatori tempo Saturno (Baal Ammone)
te centro di cultura superiore. si impegnano in libere com- provinciali. La conseguenza del sarà sempre più identificato
Apuleio testimonia la creatività posizioni policrome con predi- dominio romano in Occidente con Giove e la dea Caelestis
e l’originalità dello spirito a- lezione per le scene realistiche e nel Nordafrica (ma non in con Giunone.

IL SEGRETO DELL’IMPERO 145


IL COLOSSEO tre opere solo di questa parlerà mente da sporadici interventi relative difficoltà per il traspor-
L’Anfiteatro Flavio voluto la fama». E difatti, l’anfiteatro monumentali. to: duecento carri e quattro-
dall’imperatore Vespasiano universalmente noto come L’anfiteatro consta di quattro cento buoi al giorno, attraverso
viene inaugurato nell’80 du- Colosseo è il monumento più piani. I primi tre sono ad archi la via Tiburtina, trasportano il
rante il regno di Tito. Cassio celebre e più celebrato dell’an- e sono ornati con mezze colonne materiale dalle cave a Roma per
Dione racconta che per la sua tichità. Da dove derivi il nome di ordine rispettivamente dori- tornare vuoti alle Cave. Tutti
inaugurazione si organizzano Colosseo non è certo: alcuni lo co (primo piano) ionico (secon- i giorni per quattro anni.
festeggiamenti per circa cento attribuiscono alla sua grandio- do piano) e corinzio (terzo pia- Le cifre e le curiosità non fini-
giorni, con spettacoli gladiatori sità colossale, altri alla presenza, no). In ciascuno dei tre ordini scono qui; un intero distacca-
e venationes con l’uccisione di nelle vicinanze, del “colosso” di arcuati vi sono 80 fornici: quelli mento della flotta di Miseno
circa 5000 belve (leoni d’A- Nerone, una statua bronzea che del primo piano sono numerati, (un centinaio di uomini, che
frica, tigri d’India, elefanti, troneggiava accanto all’anfitea- a eccezione di quelli in corri- alloggiano in una caserma vi-
ippopotami, cavalli selvatici, tro. Alcuni ancora, credono che spondenza dell’asse maggiore cino all’anfiteatro) è addetto
iene, giraffe, zebre, asini, alci il nome derivi dalla sua posi- e dell’asse minore: i primi due alla manutenzione del velario
esotiche) e la morte di circa zione topografica nei pressi del costituiscono gli ingressi dell’a- che ripara gli spettatori dal sole
2000 uomini. Marziale celebra, “Collis Isaeum” nella regione di rena, gli altri gli ingressi per cocente; e almeno mille uomini
entusiasta, il nuovo monumen- Iside e Serapide. l’imperatore; i numeri di ogni arrivano due volte l’anno fino
to: «Taccia ormai la straniera Per la sua costruzione gli archi- arcata servono ad agevolare alla foce del Tevere o al porto
Menfi il prodigio delle sue tetti flavi scelgono una vasta l’ingresso per raggiungere più fluviale di Roma per provvedere
piramidi, non vanti l’operosa area compresa tra il Celio, la facilmente il posto assegnato, in al montaggio e allo smontaggio
Assiria la sua Babilonia; non si Velia e l’Oppio. L’area si trova relazione alla propria condizio- dell’enorme tendone estivo.
lodino più gli effeminati Ioni nell’angolo sud-est dell’abitato ne sociale. Il Colosseo può contenere
per il Tempio di Diana… Ogni repubblicano, fuori dal centro Il materiale usato è il traverti- 50.000 uomini e – grazie al suo
opera umana cede all’Anfiteatro cittadino, in una zona fino no: pare che ne vengano impie- complesso sistema di ingressi –
di Cesare; invece di tutte le al- ad allora interessata parzial- gati 10.000 metri cubi con le essere svuotato in pochi minuti.

146 ROMA ANTICA


L’anfiteatro Claudio, L’interno del Colosseo Porta di Domiziano
più noto come Colosseo, in un’incisione da a Hierapolis, in Frigia,
così come appare oggi. «L’Illustration, Journal eretta dal proconsole
Originariamente rivestito Universel», vol. 37, d’Asia Giulio Frontino
in marmo, fu spogliato n° 933, 12 gennaio nell’82-83 d.C.
a partire dal VI secolo 1861.
e sistematicamente usato
come cava di materiali,
luogo di sepoltura e, in
parte, come abitazione.

DOMIZIANO: L’ASSOLUTISMO condo lo storico per invidia da parte di Domiziano). È a un


INCOMPRESO capo britanno che Tacito mette in bocca le parole usate anche
L’assolutismo di Domiziano non è ispirato dall’immagine oggi per designare ogni politica imperialista: «Dove hanno
del principe orientale e nemmeno accompagnato dal desiderio fatto un deserto, lo chiamano pace».
di condurre modi di vita stravaganti e lussuosi. Domiziano è Domiziano riveste tutti gli anni il consolato e nell’85 si
un attento amministratore sia nei riguardi dell’Italia sia delle fa nominare censore a vita nel tentativo di restaurare la legi-
province dove combatte a lungo ed energicamente la corru- slazione augustea sulla morale. Sotto il suo regno, nel 91, la
zione. Dimostra capacità militare e strategica in diverse cam- Vestale Cornelia, accusata di aver infranto il voto di verginità,
pagne per assicurare i confini dell’impero: le più importanti viene sepolta viva come prescriveva la tradizione repubblicana
contro i Catti fra Reno e Danubio, e contro i Daci (nell’attuale ormai non più applicata. Nel 94, sempre nel segno di un ri-
Romania), con cui viene conclusa una pace che però, ricono- torno alla cultura della tradizione, espelle i filosofi e i retori.
scendo il re Decebalo come cliente, lega di fatto i romani a Il suo ostentato assolutismo (si fa chiamare “signore e dio”)
fornirgli dei sussidi. se da una parte promuove gli adulatori più servili (fra i quali
Anche in Britannia il suocero di Tacito, Giulio Agricola, Marziale e Stazio) dall’altra crea ostilità, alimentando un cli-
nominato governatore dell’isola già da Vespasiano, ottiene ma di sospetti e favorendo le delazioni. Nel 95 la condanna
successi militari fino all’84, quando è richiamato a Roma (se- del cugino Flavio Clemente, di cui il principe ha in un primo

IL SEGRETO DELL’IMPERO 147


TRAIANO Bri t a n
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Marco Ulpio Traiano – il primo Inf. G E R M A Nomadi delle steppe 3 Alpi Marittime
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to d’Asia, forniscono a Traiano Foro Traiano).
una preparazione tecnica rigo-
rosa e un’esperienza in campo cerca di far dimenticare la sito... non ottenere la reverenza assedi, costruzioni di ponti e
amministrativo. pesante eredità lasciata da Do- della maestà per la mia persona mura, trasporto di merci e lavo-
Giunge a Roma solo nel 99. miziano improntando la sua con misure severe e repressive ri agricoli) e figure (armi, mas-
Entra in città a piedi e subito propaganda ai concetti di Liber- e trasformando ogni banale serizie, soldati, animali, vedute
rivela uno stile di vita impron- tas, Concordia, Iustitia, Felicitas. mancanza in un atto di alto tra- aeree di località rappresentate
tato alla semplicità e alla mode- Queste virtù del buongoverno, dimento». come su una carta geografica)
stia. Cordiale e affabile, amante iscritte o figurate, compaiono L’idea di un fregio figurato av- con motivi allegorici-mitolo-
di svaghi virili, generoso, deci- per esempio sulle nuove emis- volto a spirale intorno al fusto gici come apparizioni divine,
so senza essere troppo duro con sioni monetali. senza soluzione di continuità personificazioni di fiumi. Il
i sottoposti, Traiano è definito Anche la Colonna fatta erigere dalla base fino alla sommità suo esecutore, il Maestro della
da Plinio nel Panegirico ottimo nel Foro di Traiano, di recente non ha precedenti: il suo arte- Colonna Traiana, che alcuni
principe: modello di equilibrio, costruzione, risponde a questo fice probabilmente si è ispirato identificavano (poco verosimil-
di saggezza e dirittura morale, intento celebrativo. La Colonna al rotolo avvolto intorno a un mente) con l’architetto
un principe illuminato che Traiana viene eretta nel 113 bastone, la forma del libro al- Apollodoro, sembra interpreta-
garantisce ai sudditi sicurezza e d.C. per celebrare le due vitto- lora in uso, quasi a sottolineare re il sentimento etico-politico
rispetto. Protegge e incoraggia riose campagne dell’imperatore il carattere epico, una sorta di di un’epoca e al tempo stesso
la cultura, restaura Roma, do- in Dacia (l’odierna Romania) “libro di pietra” delle glorie creare un nuovo linguaggio for-
tandola di edifici di utilità pub- nel 101-102 d.C. e nel 105- militari dell’imperatore: i rilie- male. La Colonna è destinata a
blica, dosa il rispetto e la colla- 107 d.C. Nel corso delle due vi contengono più di duemila- ospitare nel basamento le ceneri
borazione dei senatori con gesti campagne militari, Traiano ha cinquecento figure e rappresen- del principe divenendo monu-
demagogici e paternalistici. sconfitto il re Decebalo, espu- tano almeno centocinquanta e- mento celebrativo e funerario.
Traiano sa coniugare le “virtù gnando la capitale dei Daci, pisodi delle due guerre daciche, Anche i successori di Traiano
civili” alla gloria e al prestigio Sarmizegetusa. condotte oltre il Danubio fino costruiranno monumenti simi-
militare. Anche nelle province Ogni fregio della Colonna ai Carpazi orientali. Il rilievo si li: l’esempio più celebre è quel-
si preoccupa di promuovere rappresenta una scena in cui è svolge in ventitré giri per circa lo della Colonna Antonina. Ma
opere civili con un’oculata protagonista l’imperatore, ma duecento metri di lunghezza è soprattutto a Costantinopoli
gestione delle risorse. Nel 117 non come generale vittorioso intorno al fusto formato da che la moda delle colonne
la morte lo coglie in Cilicia, di che soggioga i nemici bensì diciassette rocchi di marmo trionfali prenderà piede. Del
ritorno a Roma dopo la difficile nelle vesti di un capo premuro- greco. A mano a mano che sale, resto, per comprendere appieno
campagna orientale condotta so, che condivide con i soldati la striscia figurata aumenta in il valore scenografico delle co-
con il consueto senso di respon- tutti i disagi e le privazioni, altezza per contrastare l’effetto lonne, dobbiamo immaginarle
sabilità e dei propri limiti. pietoso verso i vinti e sollecito ottico della distanza. Si alter- attorniate da case e monumenti
Dopo il breve intervallo del in ogni situazione. Egli stesso nano minuziose descrizioni di più bassi di quelli di oggi, in
principato di Nerva, Traiano scrive a Plinio: «È mio propo- avvenimenti (battaglie, marce, città senza campanili.

148 ROMA ANTICA


momento adottato i figli, e di altri notabili accusati di legami TRAIANO: UN NUOVO
con i cristiani e gli ebrei, coinvolge gran parte della corte e MODELLO DI LIBERTÀ
getta ancor più nel terrore i senatori. Traiano è lodato dai contemporanei Tacito e Plinio come
Nel 96 una congiura, a cui partecipa anche la moglie di l’optimus princeps che è riuscito a conciliare il governo di uno
Domiziano, mette fine al suo regno e questa volta spetta al solo con il rispetto dell’autorità del senato. Gli intellettuali
senato esprimere il nuovo imperatore: l’anziano e autorevole del periodo celebrano il ritorno di una libertas che non è più
Marco Cocceio Nerva. Il senato però, si è visto, non è più quella repubblicana, ma consiste nell’avvento di un potere
l’unico e nemmeno il più forte potere in gioco. Nerva, proba- imperiale ispirato a ideali di giustizia e di equilibrio che assi-
bilmente per assicurarsi la fedeltà degli eserciti anche contro cura il mantenimento dell’ordine sociale esistente e quindi dei
i pretoriani quasi da subito ostili, adotta in meno di un anno privilegi delle élites. Alle classi dirigenti è chiesta in cambio
Traiano, un valente generale governatore della Germania su- una sottomissione “spontanea” e una partecipazione attiva alla
periore, uomo di recente nobiltà e di origine spagnola. Fra gestione dell’impero, tramite l’impegno politico, finanziario
gli atti del breve regno di Nerva (muore nel 98), insieme ad e militare.
alcune misure di alleggerimento fiscale in Italia e ad altri In effetti se il riconoscimento attribuito da Traiano al se-
provvedimenti di ordine economico e amministrativo, va ri- nato è formale, altrettanto non si può dire del ruolo che i
cordato il giuramento con cui l’imperatore si impegna a non singoli senatori svolgono nel governo dell’impero come legati
giustiziare più indiscriminatamente i senatori. o funzionari del principe. In importanti funzioni amministra-

IL SEGRETO DELL’IMPERO 149


Giudei fatti prigionieri La pavimentazione della
dai Romani, dettaglio via del Foro a Pompei
dal fregio del Tempio presenta un celebre esempio
di Apollo Sosiano. dell’accuratezza costruttiva
I secolo a.C. dei Romani. I blocchi
(Roma, Museo in pietra consentono di
Capitolino). attraversare la strada
senza sporcarsi nelle
acque di scolo e nel fango,
permettendo al tempo stesso
il passaggio dei carri.

tive è sempre più coinvolto anche il ceto equestre e in genere Durante il regno di Traiano l’impero raggiunge la sua
le élites locali che si trovano, come la stessa origine spagnola massima estensione: sconfitto il re Decebalo, la Dacia diviene
di Traiano dimostra, integrate nei più alti vertici del potere provincia, è ben presto romanizzata e, grazie anche alle sue mi-
centrale. La diffusione degli elementi provinciali all’interno niere d’oro, fornisce un cospicuo tesoro alle finanze imperiali.
del senato rende anzi necessaria l’emanazione di una legge che In Medio Oriente è annessa l’Arabia Petrea, importante per il
obbliga i senatori a investire un terzo del loro patrimonio in controllo del commercio e come base di appoggio per la guerra
terreni in Italia: l’allargamento delle élites di governo pone contro i Parti ripresa nel 113. Le vittorie portano Traiano alla
il problema del rafforzamento dell’identità romano-italica in conquista di buona parte dell’Armenia che diventa così pro-
cui tutti sono chiamati a riconoscersi. vincia; altre due nuove province, l’Assiria e la Mesopotamia,
Anche l’istituzione degli alimenta ha lo scopo di rendere di sono create all’interno dello stesso impero partico e l’esercito
nuovo la popolazione italica l’elemento centrale e unificante romano giunge fino al golfo Persico.
all’interno di un impero in cui i provinciali hanno uno spazio Sono però successi effimeri: una rivolta delle popolazioni
sempre più ampio: vengono infatti concessi dallo stato dei locali e le ripetute incursioni dei Parti costringono Traiano
prestiti a piccoli proprietari terrieri italici, con ipoteche inesi- ad abbandonare l’idea di un controllo diretto e ad accettare di
gibili i cui interessi annui servono ad assicurare dei contributi nuovo l’insediamento di re clienti di Roma nella zona. Traiano,
per il mantenimento e l’educazione di ragazzi poveri, in modo direttosi in Medio Oriente per sedare un’altra rivolta nata dalle
da ricostituire in Italia una solida base di reclutamento di comunità giudaiche, muore in Cilicia nel 117 e il suo successo-
legionari e funzionari. re Adriano rinuncerà del tutto alle nuove acquisizioni orientali.

I GIUDEI polo dalle origini fino ai suoi Per ragioni politiche Roma da Antioco IV contro la reli-
I Giudei – nome con cui si giorni. La causa del fallimento adotta prima una linea di tolle- gione giudaica, sono proprio i
designa più propriamente la di una pacifica coesistenza tra ranza, poi abbandonata in favo- Giudei a chiedere l’intervento
popolazione sopravvissuta alla Romani ed Ebrei non sta tan- re dello scontro: nel 161 a.C., di Roma. Ma nel I secolo d.C.
distruzione del Regno di Israele to nell’incompatibilità della di fronte all’attacco sferrato cambieranno.
nel 722 a.C. – sono caratteriz- religione giudaica, esclusiva
zati da un forte rigorismo reli- e monoteista, con la religione
gioso; tuttavia essi sono divisi ufficiale, o nell’avversione alle
in varie sette religiose tra cui sue pratiche religiose, propria
quella dei Farisei, dei Sadducei di alcuni membri dell’élite co-
e degli Esseni. me Cicerone, Tacito e Strabone.
La storia del popolo giudaico e È piuttosto di natura politica:
dei suoi complessi rapporti con dal punto di vista romano gli
Roma viene narrata da Flavio Ebrei si mostrano incapaci sia
Giuseppe, storico ebreo che, di cooperare con le autorità pro-
trasferitosi a Roma alla corte vinciali romane che governano
degli imperatori Flavi, nelle sue il loro paese, sia di coesistere
Antichità Giudaiche ripercorre pacificamente con i Greci nelle
in 20 libri la storia del suo po- città del Mediterraneo.

150 ROMA ANTICA


POMPEI
Il 24 agosto del 79 a.C. l’eru-
zione del Vesuvio distrugge
Pompei riducendola in pietra
e in pietra la città è stata con-
segnata per sempre alla storia.
Ma prima di quel giorno fatale
Pompei è una città ricca e mol-
to viva. Nata come cittadina di
origine osca, Pompei subisce
l’influenza degli etruschi e dei
greci; prima di essere conqui-
stata dai sanniti nel V secolo
a.C. conosce un momento di
grande fioritura ed espansione.
Poi, nel I secolo a.C. la grande
svolta: Pompei partecipa alla
guerra sociale contro Roma;
nell’89 a.C. viene espugnata da
Silla che nell’80 crea la colonia
Cornelia Veneria Pompeia-
norum (Cornelius è il nome
gentilizio di Silla, mentre
Venere è la dea sua protettri-
ce!). Nonostante i Romani, a
Pompei, siano in una condi-
zione di preminenza rispetto ai
Pompeiani, le due popolazioni
si amalgamano e promuovono propagande elettorali, dichiara- che adorna il larario (il san- con lo zio, il naturalista Plinio,
insieme la crescita della città: il zioni d’amore; e così, se Roma tuario nel quale si celebra il che in quest’occasione perde la
tenore di vita diventa molto si- è il volto ufficiale dell’impero, culto domestico), che raffigura vita. Richiesto da Tacito che
mile a quello della capitale. La Pompei diventa per così dire il il Foro nel momento in cui vuole scrivere della morte di
popolazione si appassiona alle volto “ufficioso”, più frivolo e crollano il Tempio di Giove, suo zio, Plinio in due epistole
discussioni politiche nel Foro, spontaneo. Sulle pendici orien- un arco di trionfo e due statue racconta quegli attimi tragici
partecipa ai numerosi spettaco- tali e meridionali del Vesuvio di pompeiani illustri. L’altro, in cui la lava ricopre ogni co-
li che si allestiscono nei teatri sorgono lussuose ville subur- sempre vicino alla casa di Ceci- sa…Dapprima la notte rischia-
e negli anfiteatri, si dedica alla bane, molte di proprietà dei lius, rappresenta il Castellum rata dovunque dalla luce delle
cura del proprio corpo frequen- romani, attratti dalla mitezza aquae, l’acquedotto che resiste fiamme che ricoprono le pen-
tando le terme... e soprattutto del clima. al violento impatto mentre dici del Vesuvio e poi l’alba del
si dedica all’amore. Gli amori Il 5 febbraio del 62 d.C., un crolla la Porta Vesuvio. La giorno successivo con la cenere
pompeiani ci sono giunti at- violento terremoto si abbatte città si sta appena riprendendo che ricopre ogni cosa e rende il
traverso una serie di affreschi, sulla città; l’archeologia ci ha dagli effetti del sisma e sta giorno più oscuro di qualsiasi
altorilievi e bassorilievi: amori restituito due bassorilievi che lentamente e difficilmente or- altra notte: solo qualche fiam-
di ogni genere, coniugali, ete- rappresentano una straordina- ganizzando la propria ricostru- ma sparsa e la luce delle torce,
rosessuali e omosessuali. ria testimonianza dell’impatto zione, quando quell’agosto del mentre un corteo di uomini,
Sui graffiti incisi sulle pareti del cataclisma sulla città: il 79 avviene la tragedia. Plinio donne, bambini si dimena qua
delle case pompeiane c’è la vita primo è il rilievo nella casa del il Giovane, in quei giorni si e là nel tentativo di abbando-
quotidiana: sberleffi agli amici, banchiere Cecilius Iucundus trova a Capo Miseno insieme nare la città.

IL SEGRETO DELL’IMPERO 151


Villa Adriana a Tivoli. Testa bronzea Il Pantheon, l’edificio
La residenza tiburtina dell’imperatore della Roma antica
ha nelle intenzioni del Adriano ritrovata in migliore stato di
principe sia funzioni in Egitto, 140 d.C. conservazione. Voluto nel
di rappresentanza (Parigi, Museo 27 a.C. dall’arpinate
(si pensi alle terme, del Louvre). Marco Vipsanio Agrippa,
ai teatri, alla cosiddetta genero di Augusto,
Accademia, con la e danneggiato da due
collezione di opere d’arte), incendi, viene ricostruito
sia di sede di governo. dall’imperatore Adriano
tra il 120 e il 124 d.C.

ADRIANO: L’ETÀ D’ORO Il suo aspetto fisico è rivelatore di questa nuova immagine
Publio Elio Adriano, anch’esso di origine spagnola, fi- di imperatore in cui le tendenze accentratrici sono mediate
glio di un cugino del principe, per la carriera svolta sotto da concetti filosofici ellenici, lontano dagli eccessi degli ulti-
Traiano aveva tutti i requisiti per esserne il successore. La mi eredi della dinastia giulio-claudia ma anche dal modello
rinuncia alle province al di là dell’Eufrate gli permette di augusteo: primo fra gli imperatori Adriano si fa crescere la
usare l’esercito per ristabilire l’ordine in quelle parti dell’im- barba, ufficialmente per coprire le cicatrici del viso, più proba-
pero (Britannia, Danubio, Mauretania e comunità giudaiche bilmente alla foggia dei filosofi greci a cui ispira il suo ideale
dell’Oriente) dove l’impegno contro i Parti ha lasciato spazio di sovrano illuminato. Adriano è attento amministratore e
alle rivolte. All’inizio del suo regno l’esecuzione sommaria di nel suo spostarsi continuo concilia gli interessi “turistici” con
quattro senatori accusati di cospirazione pregiudica i rapporti quelli di riorganizzare l’esercito e i confini e di promuovere
col senato, anche se, dopo l’episodio, Adriano rinnova il giu- opere edilizie. In Germania partecipa alle esercitazioni dei
ramento di non mettere a morte nessun senatore senza una soldati rinsaldandone la disciplina, così come farà nel 128 in
sentenza del senato stesso. Vengono considerati inaccettabili Africa. In Britannia favorisce lo sviluppo urbano come già
il suo atteggiarsi a monarca colto ellenizzante, i suoi gusti ha fatto nelle Gallie e come farà nell’Oriente di lingua greca
raffinati, le prolungate assenze dall’Urbe, i lunghi soggiorni dove, dopo il 123, soggiorna ripetutamente. In coerenza con la
nella parte orientale. sua promozione dell’edilizia urbana, ma anche assecondando

VILLA ADRIANA
Nel 117 di ritorno dai lunghi
viaggi che lo hanno portato a
visitare tutte le province del
suo vasto impero, Adriano
concepisce e inizia la costruzio-
ne di quella che dovrà diventa-
re la sua nuova residenza: Villa
Adriana. Il luogo prescelto,
Tibur, l’odierna Tivoli, im-
mersa nella verde campagna a
sud-est di Roma, è sufficien-
temente lontana dalla capitale
per scoraggiare le folle di que-
stuanti, ma nello stesso tempo
è raggiungibile da Roma con
appena due ore di cavallo.
La villa è uno stupendo libro
di ricordi di viaggio di A-
driano. In essa l’imperatore
vuole infatti riprodurre tutti

152 ROMA ANTICA


i luoghi che lo hanno impres- piccoli ponticelli: una piccola edificio di Villa Adriana è il straordinaria opera viene infine
sionato durante i suoi viaggi, isola circondata dall’acqua nel- Canopo: una valletta di 200 coronata da una fitta rete di
in particolare nelle province la quale si gode una splendida metri per 75, in parte coperta e tunnel sotterranei fatta per non
d’Oriente: la Valle di Tempe quiete. Il fossato circonda una fiancheggiata da due ali di ar- disturbare gli ospiti dell’impe-
in Tessaglia, il Pecile, il Pri- sala che funge da soggiorno cate e costruzioni. Al centro gli ratore e per consentire più ra-
taneo, l’Accademia di Atene, attraverso il quale si accede alle architetti di Adriano costru- pidi spostamenti. Una rete di
il Serapeo di Canopo sul delta tre stanze da letto dell’impera- iscono una piscina lunga 119 passaggi ricavata nel tufo, met-
del Nilo presso Alessandria tore, ciascuna con una finestra metri e larga 18 circondata da te in comunicazione gli edifici
d’Egitto. che affaccia sul canale, e addi- statue di stampo ellenistico più importanti, proprio come
A questi edifici Adriano rittura un proprio gabinetto. (come la copia delle cariatidi una moderna metropolitana, in
aggiunge due teatri, alcuni Si dice che quando i suoi ap- dell’Eretteo di Atene e le sta- modo da rendere più veloce – e
complessi termali, padiglioni, partamenti furono terminati, tue di Marte e dell’Amazzone più discreto – il movimento
peristilii, ninfei, alloggi per i l’imperatore di ritorno da un di Fidia) e un colonnato, chiu- degli schiavi imperiali.
pretoriani e per i servi. L’edi- suo viaggio, molto soddisfatto, so in fondo da un’importante Ma il destino ha altri piani
ficio che ancor oggi affascina abbia dato una festa con molti costruzione. Nel 134, i lavori per l’imperatore: dopo appena
più di tutti i visitatori di Villa suoi amici, tra cui Antinoo, il della villa sono terminati, con quattro anni dalla conclusione
Adriana è il Teatro Marittimo: più caro, che ha conosciuto in l’Accademia, il Grande Teatro, della magnifica opera architet-
un edificio di forma circolare Bitinia. Del resto i lavori di l’Odeon, gli appartamenti tonica, nel 138 Adriano muore
(del diametro di 43 metri) costruzione della villa vanno degli ospiti, il Grande Vesti- senza avere avuto la possibilità
con al centro un padiglione avanti per anni, fino al 134. bolo, le biblioteche, le Cento di godere appieno della villa e
circondato da un fossato con L’altro grande e suggestivo Camerelle e il Lyceum. La delle sue delizie.

IL SEGRETO DELL’IMPERO 153


Ritratto di Antinoo, Apoteosi di Antonino
metà del II secolo d.C. Pio e della moglie
(San Pietroburgo, Museo Faustina, base della
dell’Hermitage). Favorito colonna di Antonino,
di Adriano, il giovane oggi perduta, 161 d.C.
della Bitinia morì (Città del Vaticano,
annegato nel Nilo nel 130. Musei Vaticani).
In sua memoria l’imperatore
fece edificare la città di
Antinopolis oltre a una
innumerevole serie di statue.

tendenze estranee al costume romano, fonda una città chiama- questo periodo la pax romana che assicura il trionfo dell’ordi-
ta Antinoopolis in onore del suo favorito Antinoo, morto in ne e della giustizia a tutti i popoli che hanno il privilegio di
Egitto nel 129. Adriano riorganizza e definisce i ruoli e i salari vivere dentro i suoi confini. E anche gli storici moderni hanno
dei procuratori e dei vari funzionari statali fissando una carrie- collocato nel II secolo l’età aurea del principato.
ra equestre. In campo legislativo favorisce la sistematizzazione Senz’altro si tratta di un’epoca in cui le élites politiche e-
della giurisprudenza e del ruolo svolto dai pareri imperiali. conomiche e culturali di tutto l’impero vedono i loro interessi
Per incentivare l’arruolamento nell’esercito concede privilegi meglio salvaguardati. Non bisogna tuttavia dimenticare che
ai legionari specialmente per quanto riguarda l’acquisizione sempre di élite si tratta: la maggior parte della popolazione,
della cittadinanza, il diritto patrimoniale ed ereditario. pur godendo dei benefici della pace, è lontana dall’assaporare
un qualsivoglia benessere e vive a livello di sussistenza. Il reclu-
ANTONINO PIO: I LIMITI tamento e la carriera nell’esercito, così come i vari gradi della
DELL’ETÀ AUREA carriera dei funzionari equestri, permettono in qualche modo
La vasta e accorta azione politica di Adriano non riesce meccanismi di mobilità sociale, ma pochi possono accedervi.
comunque a conquistare il senato: il suo successore Antonino L’ordine è mantenuto tramite l’evergetismo: i ceti dirigen-
Pio (138-161), originario della Gallia meridionale, adotta- ti locali spendono ingenti somme a favore dell’intera cittadi-
to poco prima di morire, merita probabilmente l’appellativo nanza – costruzioni di edifici pubblici o elargizioni di denaro
di “Pio” proprio per la sua determinazione nel difendere la – non solo a scopo di promozione personale, ma soprattutto
memoria del padre adottivo che il senato continua invece a per prevenire ogni turbamento dello status quo.
denigrare. Antonino segue la politica del suo predecessore, Questo uso della ricchezza privata è possibile perché un
dando l’immagine del sovrano illuminato dedito al bene dei periodo di relativa tranquillità sui confini dell’impero e di o-
sudditi. Il discorso A Roma del greco Elio Aristide celebra in culata amministrazione al suo interno limitano le esigenze del

GLI ANTONINI e filosofica greca e attuata alla città, in Egitto sul Nilo salemme vede cambiato il suo
L’imperatore Adriano (che attraverso una prassi di go- fonda Antinoopoli dedicata al nome in Elia Capitolina.
regna dal 117 al 138) è di ori- verno oculata e soprattutto suo favorito Antinoo, annega- Antonino Pio (imperatore
gine spagnola come il cugino attenta a tutte le componenti to misteriosamente nel Nilo. dal 138 al 161) viene adot-
Traiano: è anch’egli nato a dell’impero: nei primi dodici Ritornato a Roma fa costruire tato da Adriano poco prima
Italica, nel 76. E con Traiano anni di regno egli visita tutte il suo Mausoleo – oggi Castel della morte. È nato a Lanuvio
combatte nella seconda guerra le province governate da Ro- Sant’Angelo – e, a Tivoli, Villa nell’86. Sposa Faustina, e dopo
dacica, segnalandosi poi con- ma: Gallia, Germania, Rezia Adriana. Durante il suo impe- la morte del primo figlio, a-
tro i Sarmati e ottenendo il e Norico, Britannia (dove fa ro fiorisce un’intensa attività dotta il genero Marco Aurelio,
governo della Siria. Nel 100 costruire il vallo che porta il giurisprudenziale ispirata a e Lucio Vero (161-169), figlio
sposa la nipote di Traiano e si suo nome), Spagna Mauritania nuovi principi umanitari. Ma di Elio Vero morto prema-
candida a essere il successore Macedonia, Cirenaica, Creta, Adriano sa anche essere duro: turamente dopo essere stato
dell’imperatore. Egli confe- Giudea, Egitto, Pannonia, una grande rivolta in Giudea adottato da Adriano. Sotto
risce all’impero l’immagine Macedonia, Grecia, Epiro e Si- dal 132 al 135 viene repressa il suo principato, nel 143, il
di una monarchia illuminata cilia. Ad Atene si fa nominare con centinaia di migliaia di greco Elio Aristide pronun-
mediata dalla cultura politica arconte in segno di omaggio morti, mentre la città di Geru- cia un discorso A Roma dove

154 ROMA ANTICA


svolge un’apologia dell’impero tempo ha teorizzato la monar- di Avidio Cassio che si è ri- conda di figure ambigue come
dal punto di vista delle classi chia come governo del saggio, bellato alla notizia, falsa, della il prefetto del pretorio Tigidio
elevate che aderiscono all’ide- e con lui sembra realizzarsi il morte dell’imperatore. Un Perenne e il liberto Cleandro
ologia del buon monarca di sogno, vagheggiato da molti triste episodio di intolleranza (che egli stesso fa uccidere in
derivazione greca e apprezzano intellettuali, del filosofo al religiosa segna tuttavia il re- un secondo momento). A Ro-
il clima di stabilità e sicurezza potere. Di lui ci sono rimasti i gno del filosofo illuminato: il ma crea una situazione insoste-
instaurato dagli Antonini. Ricordi, un libretto di riflessio- massacro dei cristiani a Lione nibile per i suoi atteggiamenti
Marco Aurelio (161-180) è il ni in 12 libri molto suggestivi. nel 177. Marco Aurelio rinun- da autocrate e le sue ripetute
genero di Antonino Pio, di cui Nonostante queste premesse il cia al principio dell’adozione stravaganze: nel 191 battezza
ha sposato la figlia Faustina. suo regno è segnato da grandi e si associa il figlio Commodo Roma colonia Commodiana
Nato nel 121, regna fino al difficoltà all’esterno: Parti, che diviene imperatore alla sua ed egli stesso assume il titolo
169 con il fratello Lucio Vero Quadi e Marcomanni comin- morte (180). di Ercole Romano. Viene eli-
anticipando per qualche anno ciano a premere sulle frontiere Commodo (180-192) si allon- minato da una congiura di pa-
la prassi del governo collegiale dell’impero impegnandolo tana dai principi del governo lazzo il 31 dicembre del 192,
(diarchia). È un seguace dello ripetutamente (166-167-174). illuminato e rinnova la forma dopo una serie di imperatori
stoicismo, la filosofia che da Nel 175 viene sedata la rivolta del governo autocratico. Si cir- morti nel loro letto.

IL SEGRETO DELL’IMPERO 155


Rilievo che mostra Modello che riproduce
l’imperatore Marco la Roma imperiale alla
Aurelio nell’atto di fine del III secolo d.C.
perdonare i nemici (Roma, Museo della
sconfitti nelle guerre Civiltà Romana).
marcomanniche,
180 d.C. circa (Roma,
Musei Capitolini).

governo centrale: quando si renderà necessaria una maggiore


pressione fiscale e militare sulle classi alte, o anche quando,
più in generale, il potere imperiale non sarà più in grado di
garantire la pace e il benessere, la collaborazione fra élites
locali e governo centrale verrà a mancare, con conseguenze
questa volta davvero disastrose per la stabilità dell’impero.

MARCO AURELIO:
LÕIMPERATORE FILOSOFO
Tracce di queste difficoltà sono presenti nel regno di Marco
Aurelio, figlio adottivo di Antonino, designato a succedergli
già per volontà di Adriano. Salito al potere nel 161, si associa
nel governo Lucio Vero, suo fratello adottivo anch’esso im-
posto ad Antonino da Adriano. I suoi Ricordi ci permettono
di conoscere più da vicino questo imperatore educato nella
filosofia stoica che concepisce la monarchia come il governo
del saggio. Il suo regno poteva rappresentare l’apice dell’età
aurea del principato: è invece contraddistinto dalle difficoltà
esterne. Una prima guerra contro i Parti, che hanno ripreso
le ostilità nel 161, termina con una vittoria solo nel 167,
ma l’esercito di ritorno a Roma porta la peste che devasta
l’impero e provoca una carestia. Inoltre la guerra in Oriente
costringe l’imperatore a sguarnire le frontiere settentrionali:
Marcomanni e Quadi invadono le province danubiane. Solo
nel 172 i romani volgono la guerra in loro favore, ma intanto
i barbari sono arrivati ad assediare Aquileia e a minacciare
l’Italia, seminando il terrore in popoli ormai abituati a vivere
nella pax romana.
Nel 175 Marco Aurelio (Lucio Vero è morto nel 169) deve
trattare frettolosamente la pace coi barbari per dirigersi in
oriente dove il legato Avidio Cassio si è ribellato: la rivolta
è domata e nel 178 l’imperatore può essere di nuovo sul Da-
nubio. La ribellione ha però mostrato come gli sforzi di un
conflitto prolungato possano avere un effetto destabilizzante
sulla coesione dell’impero. Nel 180, quando Marco Aurelio
muore improvvisamente a Vienna, le sorti della guerra sono di
nuovo favorevoli ai romani; ciò nonostante il figlio Commodo
tratta una pace con tutte le tribù del fronte danubiano e ritira
l’esercito al di qua del fiume.

156 ROMA ANTICA


MEGALOPOLI
ROMA
Nel corso del II e del III secolo
d.C. Roma diventa una città
cosmopolita quale si addice al-
la capitale di un vasto impero;
in questa città ricca e piena di
sfarzo ma anche caotica, rumo-
rosa e poco raccomandabile, vi-
vono circa un milione di perso-
ne. Non sono solo Romani, ma
anche Cilici, Traci, Sarmati,
Ebrei, Sicambri, Etiopi, Greci,
Siriaci, Egiziani...
La capitale, proprio come
una metropoli moderna ha
un duplice volto: accanto alle
zone in cui si ergono i templi
e i palazzi patrizi, nascoste ai
quartieri residenziali e alle
ville al di là del Tevere, ci sono
quartieri malfamati, percorsi
da strade buie e maleodoranti,
affollate di giorno e pericolose
di notte. «Quando ho fretta le speculazioni edilizie. «Abi- poeta Marziale osserva che gli è finita. Aggiungi ora l’at-
l’onda di gente che mi sta da- tiamo una città per gran parte inquilini possono quasi darsi la taccabrighe, o il ladro colto
vanti mi ostacola e quella che sostenuta da fragili travicelli; mano da due palazzi diversi. sul fatto, ora il ciarlatano che
mi sta dietro mi preme alle infatti l’amministratore così Gli affitti in questi apparta- si compiace di sentire la sua
spalle come una falange serra- pone rimedio alle strutture menti sono elevati e non alla voce... infine c’è il venditore
ta; qua uno mi dà di gomito, fatiscenti: tappa il buco di una portata di tutti, pur essendo di bibite, il salsicciaio, il pa-
là mi colpisce rude la stanga vecchia crepa e ci dice di dor- le stanze piccole, senza aria, sticcere e tutti gli inservienti
di una lettiga, uno mi sbatte mire tranquilli con la rovina calde d’estate e fredde di in- delle bettole, ognuno dei quali
in testa una trave, un altro che ci pende sul capo». Per verno. Ma il vero problema di va in giro offrendo la sua merce
una botte...». La terza satira di far fronte al sovrappolamento abitare in centro è “il frastuono con una speciale modulazione
Giovenale offre lo spettacolo nasce l’insula, grande caseg- indiavolato”. «Mi circonda da di voce...». Di notte le cose
di una città invivibile, da cui giato a più piani di cui Seneca ogni parte – scrive Seneca – un non migliorano: «Qui a Roma
fuggire. I maggiori disagi, ma denuncia l’eccessiva altezza che frastuono indiavolato: abito la maggior parte dei malati
soprattutto i maggiori pericoli non consente facile scampo in sopra uno stabilimento balne- muore di insonnia... perché
riguardano i quartieri popolari caso di incendio. È costruita are e immaginati un chiasso, quale casa in affitto consente di
come l’Esquilino, il Viminale o interamente in muratura con un gridare in tutti i toni che dormire? A Roma si dorme so-
peggio ancora la Suburra, dove cortina in laterizio non intona- ti fa desiderare di essere sordo. lo se si è molto ricchi». Infatti
ci sono le bettole più malfa- cato; a pianterreno, sulla strada Sento il mugolio di coloro che l’élite (magistrati, militari,
mate, i lupanari, i rifugi di ci sono le botteghe (tabernae) si esercitano affaticandosi con politici, banchieri e affaristi)
prostitute, ladri e ogni genere fornite di un retro bottega e un i pesi di piombo... Quando abita in palazzi lontani dal
di malfattori. soppalco per l’abitazione del poi arriva uno di quelli che centro, con bellissimi giardini,
A Roma non è facile trovare commerciante; ai piani supe- non sanno giocare a palla senza porticati lastricati di marmo,
casa, specialmente per gli riori ci sono numerosi apparta- gridare e comincia a contare i saloni con colonne, terme e
ultimi arrivati, né mancano menti da tre a cinque stanze. Il punti fatti ad alta voce allora piscine.

IL SEGRETO DELL’IMPERO 157


LE TERME grippa assicura la gratuità dei uno degli spogliatoi (apodyte- bicchieri, correndo il rischio di
Durante l’impero il popolo ro- bagni pubblici e in seguito fa ria) quindi entra nei sudatoria e una congestione. Sotto Domi-
mano contrae l’abitudine, che costruire le terme che portano in un’atmosfera di vapori surri- ziano e Traiano nessun divieto
diviene quasi un bisogno, di il suo nome, il cui ingresso scaldati attiva la traspirazione; impedisce alle donne di fare il
recarsi tutti i giorni alle terme dovrà essere gratuito per sem- quindi entra nel caldarium, bagno con gli uomini; chi tut-
e di passarvi la maggior parte pre. Altre terme vengono fatte dove la temperatura è sempre tavia non accetta tale promi-
del tempo libero. costruire da Nerone, Tito, Do- molto elevata e, accostandosi scuità può recarsi nelle balneae
Già durante la repubblica i miziano, Traiano, Commodo, al labrum, può strofinarsi la (riservate alle donne).
Romani hanno appreso dai Caracalla, Diocleziano (le più pelle con lo strigile; l’opera- Ma molte donne, pur di non
greci l’abitudine di allestire grandi) e in ultimo Costantino. zione richiede sempre l’aiuto rinunciare agli esercizi fisici
una stanza per il bagno nella Queste terme in realtà non di qualcuno e se non si prov- che precedono i bagni, scelgo-
loro casa di città o di campa- sono solo edifici in cui si tro- vede a condurre con sé i pro- no di compromettere la loro
gna. Ma la pudicizia e l’auste- vano le più diverse forme di pri schiavi, bisogna ricorrere reputazione, facendo il bagno
rità repubblicana impediscono bagni (l’essudazione a secco e all’assistenza del personale, che insieme agli uomini. Adriano
a lungo la creazione di bagni al il bagno propriamente detto, il è tutt’altro che gratuita. probabilmente introduce il
di fuori della cerchia familiare. bagno freddo e il bagno caldo, Quando il “bagnante” è pulito divieto di fare il bagno assie-
Nella tarda età imperiale Ro- le piscine e le vasche indivi- e asciutto si reca nel tepidarium me, ma poiché la pianta delle
ma arriva ad avere ben 11 ba- duali), ma enormi complessi per graduare il passaggio di terme comporta un unico tepi-
gni pubblici (thermae) gratuiti che racchiudono giardini e temperatura e finalmente corre darium, un unico frigidarium e
e oltre 830 terme private: il passeggiate, stadi, saloni, pa- a gettarsi nella piscina dell’ac- un unico calidarium, forse tale
prezzo richiesto dai proprietari lestre e locali per il massaggio, qua fredda (frigidarium). Dopo separazione deve intendersi nel
e dagli appaltatori, cui i pro- biblioteche e veri e propri mu- il bagno, spesso ci si riunisce senso che vengono assegnate
prietari cedono la riscossione, sei. In questo consiste la vera tra amici nei saloni di conver- ore differenti ai bagni degli
è almeno un quarto di asse; originalità delle terme romane. sazione e nei ninfei, o si va a uomini e ai bagni delle donne:
i ragazzi sono dispensati dal La cultura fisica associata alla leggere un libro; sotto i portici in ogni caso i romani vanno
pagamento, mentre le donne, curiosità intellettuale. si trovano botteghe di osti e alle terme sempre nel pome-
stando a Giovenale pagano Il bagno segue sempre l’eser- prosseneti. Molti, desiderosi di riggio, dopo aver completato
più degli uomini. Nel 33 a.C., cizio fisico; il bagnante ancora avere caldo per avere sete, ripe- il disbrigo dei propri affari e
nell’anno della sua edilità, A- coperto di sudore si sveste in tono i bagni per moltiplicare i prima della cena.

158 ROMA ANTICA


Il gigantesco complesso Statua in terracotta Lotta fra gladiatori
delle terme romane di di gladiatore sannita e leoni nel circo,
Caracalla. Alla piscina ritrovata a Volubilis terracotta
di acqua calda di (Marocco), II secolo d.C. del I secolo d.C.
solito si accede da un Il combattente sannita (Roma, Museo della
vestibolo riscaldato e era armato con una Civiltà Romana).
pavimentato con lastre di spada corta, un scudo
ardesia. Lastre di marmo rettangolare, uno schiniere,
ricoprono invece le pareti e un elmo che copriva
del calidarium. completamente il volto.

COMMODO: L’IMPERO D’ARGILLA


Tornato a Roma Commodo mostra subito di essere ben
lontano dall’ideale di monarca saggio e illuminato perseguito
dal padre: indulge ai capricci più arbitrari e semina di nuo-
vo il terrore nella corte e nei senatori. Nel 182 una prima
congiura viene duramente repressa. L’infuriare della peste nel
187, il profilarsi in Britannia di incursioni dentro i confini
diffondono anche lontano da Roma il disagio nei confronti di
un imperatore che, dedito al piacere, lascia il potere effettivo
in mano a favoriti velocemente innalzati e altrettanto veloce-
mente abbattuti. Dopo vari complotti sempre falliti, nel 192
Commodo è infine eliminato da una congiura di palazzo.

I GLADIATORI il reziario, con una corta tu- anche a combattere le bestie.


Nell’anfiteatro si svolgono nica e armato di cinturone e Antonino Pio meraviglia i ro-
due tipi di spettacolo: le vena- tridente; il mirmillone, con mani allestendo cacce con ani-
tiones, cacce di animali feroci, la spada corta; l’essedario, che mali esotici, ma gli spettacoli
che si tengono la mattina, e i combatte sul carro, vestito più superbi si hanno con Com-
combattimenti di gladiatori come un barbaro della Britan- modo, eccellente gladiatore.
nel pomeriggio. «Al mattino nia... ll corteo dei gladiatori Nel 326 Costantino proibisce
– scrive Seneca – gli uomini sfila dinanzi all’imperatore e gli spettacoli, ma nonostante
vengono gettati in pasto ai al pubblico e il più delle volte l’opposizione di alcuni impe-
leoni e agli orsi, a mezzodì alla i gladiatori usciranno dalla ratori e della nascente cultura
mercé dei loro spettatori. Chi porta libitinaria, destinata ai cristiana, continuano fino al VI
ha già ucciso deve affrontare morti e alle belve uccise. Dalla secolo. Per il suo cerimoniale,
altri che lo uccideranno e il porta triumphalis esce invece il per l’ebbrezza del pubblico
vincitore viene serbato per vincitore, che può sperare di eccitato dal sangue, per la pre-
un altro scempio; il destino riscattare la propria libertà. senza delle immagini degli dei
dei combattenti è la morte: la Nelle celle sottostanti all’arena pagani e dell’imperatore divi-
tenzone è condotta con fuoco e sono rinchiuse le belve per lo nizzato, l’arena rappresenta per
spade. Va avanti finché l’arena spettacolo; al Colosseo vengo- i primi cristiani una sorta di
non è vuota». I gladiatori sono no fatte sbucare nell’arena con dimora dell’Anticristo. Forse
schiavi, prigionieri di guerra, La lotta dei gladiatori è spet- elevatori meccanici. Il ruggito dall’estremizzazione di quest’i-
ma anche disperati senza avve- tacolo: una sapiente regia delle fiere e il clamore produ- dea nasce quella del martirio
nire. Appartengono a scuderie, divide i combattenti in diverse cono un frastuono di indescri- dei cristiani dati in pasto alle
messe insieme da un impre- specialità, distinte da armi e vibile potenza. Amano questi fiere: ma nessuna testimonian-
sario (lanista), proprietario di modi di combattere: l’oplo- spettacoli Domiziano, Traiano, za storica parla di martìri nel
una scuola di addestramento. maco, dall’armatura pesante; Adriano; quest’ultimo scende Colosseo.

IL SEGRETO DELL’IMPERO 159


OSTIA attaccano nel 67 a.C. affon- gloria di Enea. L’aspetto della li, le cui insegne sono ancora
Secondo la leggenda, Romo- dandovi alcune navi. Il perio- città, sul finire del periodo perfettamente leggibili sui
lo stesso dopo aver fondato do di maggiore espansione di repubblicano, è quello di un mosaici pavimentali davanti
Roma decide di costruire una Ostia inizia tuttavia con l’im- centro commerciale: lungo le agli ingressi, che ci informano
fortificazione alla foce del pero. Augusto, Claudio (che strade principali si alternano sui traffici dei mercanti e sui
Tevere. La storia ci dice che costruisce il primo porto), botteghe, modeste case del luoghi di provenienza: Caglia-
la data più probabile della Nerone, Traiano, Adriano, popolo e case signorili; le ri, Porto Torres, Cartagine,
fondazione è il 396 a.C. poco Aureliano e Tacito stanziano strade sono fiancheggiate da Sabratha, Narbona, Alessan-
dopo la conquista di Veio, fondi per lo sviluppo della portici di colonne di traverti- dria; una vera camera di com-
quando un migliaio di coloni città, finché con Costantino no o di pilastri di tufo; sotto mercio che attira mercanti di
si stabiliscono sulla costa: ben la zona del porto diventa più le strade corrono le fognatu- pelli, di avorio di stoffe; e poi
presto per la sua posizione grande della stessa città. Ma re. Con Augusto si inaugura artigiani, mercanti e banchie-
diviene un centro di primaria un triste destino accomuna un’intensa attività edilizia, ri. Fra i molti edifici di età
importanza e la base della Ostia a Roma, e quando la nascono il teatro e la piazza imperiale non c’è un anfitea-
nuova politica marittima di città eterna cade, anche O- delle Corporazioni, ampliati tro, né un circo: Roma è vici-
Roma: nel III secolo vengono stia, inesorabilmente si avvia e rinnovati da Commodo. na e facilmente raggiungibile
costruiti i primi magazzini al declino. Sul finire del IV Proprio la piazza delle Corpo- da chiunque voglia andare
per il grano diretto a Roma e, secolo Agostino giunto ad O- razioni, con al centro un tem- ad assistere a uno spettacolo.
durante le guerre puniche, da stia con la madre (che morirà pio dedicato a Cibele, ci dà Ma l’alto tenore di vita rag-
Ostia partono i rifornimenti prima di imbarcarsi per l’A- un’idea dell’organizzazione giunto dalla città si compren-
per l’esercito di Spagna. Con frica), ha modo di constatare del porto e dell’attività com- de soprattutto attraverso quel
il tempo alla piccola citta- la fine della città, e il poeta merciale: lungo i lati di un che rimane delle eleganti case
della succede una nuova città Rutilio Namaziano, quando portico che gira tutt’intorno, nobiliari del IV secolo come
circoscritta da nuove mura abbandona Roma, dopo il vi sono 64 stationes, gli uffici la Casa di Amore e Psiche,
con un primo rudimentale sacco di Alarico, annota che per i rappresentanti stranieri della Fortuna Annonaria,
porto che i pirati della Cilicia di Ostia non è rimasta che la delle associazioni commercia- dei Dioscuri.

160 ROMA ANTICA


Cardo degli Aurighi Il teatro romano
di Ostia antica di Sabratha nell’Africa
visto dalle terrazze proconsolare, oggi
del Caseggiato Cirenaica, in Libia,
degli Aurighi, fine del II-inizi
all’estuario del Tevere. del III secolo d.C.

In basso, pianta di Roma


con il circuito delle mura
serviane, risalenti
al IV secolo a.C.

La sua morte riapre un periodo di lotte per il potere e di


pronunciamenti militari, analogo a quello del 69, che mostra
tutta la fragilità del “periodo aureo” dell’impero. Parte della
responsabilità di questa crisi si è voluta attribuire allo stesso
Marco Aurelio che, scegliendo il figlio quale successore, si era
allontanato dal principio dell’adozione del “migliore” seguito
fin da Traiano e favorito dal fatto che gli Antonini non ave-
vano avuto figli propri.
Le caratteristiche personali di un singolo sovrano non pos-
sono però essere ritenute le sole cause della crisi: l’ordine i-
stituito dagli Antonini poteva mantenersi solo in una felice
combinazione di prosperità economica, tranquillità militare e
stabilità sociale e politica. Il venir meno di uno o più di questi
fattori (per motivi diversi, dalla peste e dalle invasioni bar-
bariche sotto Marco Aurelio fino alla gestione indiscriminata
del potere da parte di Commodo) era sufficiente a mandare in
tilt l’intero sistema.

ROMA NEL II SECOLO D.C. IL SEGRETO DELL’IMPERO DAL 70 AL 192


Te v

70 Tito occupa Gerusalemme e distrugge il Tempio.


e re

74 Con la caduta di Masada termina la guerra


MUR

Castra
giudaica.
A SE

Mausoleo Mausoleo
di Augusto Praetoria
RVIA

di Adriano
79 A Vespasiano succede il figlio Tito.
NE

Ara Pacis
Augustae
79 L’eruzione del Vesuvio distrugge Pompei,
Terme di
Pantheon Diocleziano Ercolano e Stabia.
81 A Tito succede Domiziano.
Terme Foro di 94 Domiziano espelle filosofi e retori.
di Agrippa Traiano
Forodi
Foro di
Terme di 96 Una congiura elimina Domiziano: principato
Teatro Cesare Traiano
di Marcello
Foro di
Nerva del senatore Marco Cocceio Nerva.
Augusto
Domus Terme 99 Traiano il primo imperatore di origine non italica.
Augustana di Tito
117 A Traiano succede Adriano.
Cir
co
Ma
Tempio del
Divo Claudio 134 Terminano i lavori di Villa Adriana.
ssi
mo 138 Ad Adriano succede Antonino Pio, adottato
da Adriano prima della morte.
re
ve
Te

161 Marco Aurelio, genero di Antonino Pio, regna fino


Portico al 169 insieme al fratello adottivo Lucio Vero. Parti,
di Emilio
Quadi e Marcomanni premono alle frontiere.
Terme di
Caracalla 175 Viene sedata la rivolta di Avidio Cassio.
177 Massacro dei cristiani a Lione.
180 Ad Adriano succede Commodo.
187 Peste a Roma.
192 Una congiura elimina Commodo.

IL SEGRETO DELL’IMPERO 161


Crisi e ripresa
Nelle pagine precedenti, Sotto, rilievi dell’arco Cammeo con il ritratto
dettaglio dell’Arco di di Settimio Severo, di Settimio Severo,
Settimio Severo, 203 d.C. dal lato che guarda la moglie Giulia Domna
(Roma, Foro Romano). il Campidoglio. e i figli Caracalla
L’arco di trionfo venne La scena raffigura e Geta, III secolo d.C.
eretto nel decimo anno l’attacco e la resa della (Parigi, Bibliothèque
di regno dell’imperatore, città di Seleucia con National de France,
per celebrare le vittorie la fuga dei Parti e la Cabinet des Medailles).
sui Parti. sottomissione dei barbari.

per metà equestre, governatore nella Pannonia. Si chiama Set-


timio Severo. Nello stesso anno, conquista all’impero romano
la provincia di Mesopotamia e – con la presa della città di
Ctesifonte – un bottino di straordinaria ricchezza. Ha inizio
una dinastia che dura fino al 235.

LA MONARCHIA MILITARE
Se una definizione deve essere cercata per caratterizzare
il regno dei successori degli Antonini, la più ragionevole è
senza dubbio quella di “monarchia militare”. I Severi inau-
gurano una politica energica nei diversi campi della vita ci-
vile. Incremento degli effettivi del funzionariato, fiscalismo
arcigno e razionalizzazione del gettito, lotta all’inflazione e al
latifondo, tendenza al livellamento sociale con una politica fa-
vorevole agli equites (rimpinguati dall’afflusso massiccio della
sotto-ufficialità dell’esercito) e ostile al senato, più in generale
favorendo il corporativismo e i ceti medio-bassi: queste sono
alcune delle linee del governo severiano. Ma soprattutto Set-
timio non tradisce le aspettative dei soldati.
Una riforma profondamente innovatrice viene progettata su
due livelli: miglioramento dello status socioeconomico (diritto
di contrarre matrimonio durante la leva, aumento della paga...)
e massimizzazione dell’efficienza operativa (reclutamento più
mirato, creazione di nuove legioni, rafforzamento dei reparti
specializzati al servizio dell’imperatore). Obiettivi analoghi
si pone l’incremento della pressione fiscale, in primo luogo a
Alla morte di Commodo, dopo il breve interludio del re- scapito dei ceti alti municipali, resi responsabili patrimonial-
gno di un vecchio senatore, Elvio Pertinace (193), sembra di mente delle contribuzioni inferiori alle attese. In coerenza con
nuovo “l’anno dei quattro imperatori”: come alla morte di le motivazioni di questa riforma, il sistema delle requisizioni
Nerone, si scatena una lotta senza quartiere per la successione, forzose nelle province, una vera e propria piaga per le zone più
che vede impegnati i governatori delle province con più forti battute dalle armate, viene per così dire legalizzato attraverso
contingenti legionari. L’uso vieppiù spregiudicato da parte una tassa in natura nota come annona militare. La militarizza-
dei comandanti degli incentivi in denaro contribuisce a ren- zione è anche ideologica: la moglie di Settimio Severo, Giulia
dere il loro sostegno tanto incondizionato quanto interessato. Domna, come le altre sue congiunte della famiglia imperiale,
«Niente di nuovo sotto il sole», penserà chi riporti alla mente si vede riconoscere la curiosa titolatura di “madre degli accam-
le vicende tardorepubblicane. La guerra civile dura quattro pamenti”. A York, dove si è recato per una spedizione britan-
anni. Un po’ tutti i settori provinciali sono scossi dal clangore nica, Severo si ammala. Tradizione vuole che prima di morire,
delle armi. Nel febbraio 197, emerge vittorioso un africano nell’affidare ai figli l’impero, raccomandi loro di avere come
di Leptis Magna (Tripolitania), di famiglia per metà senatoria stella polare un’unica cosa: il benessere dell’esercito.

164 ROMA ANTICA


I SEVERI Durante il regno di Settimio in una guerra logorante contro balo, egli rappresenta il ritorno
Settimio Severo inaugura nel Severo la giurisprudenza cono- i Parti e, a Carre – già teatro alla tradizione di governo cara
193 la dinastia dei Severi, ma sce uno dei suoi migliori perio- della sconfitta di Crasso – dopo all’aristocrazia: pone fine al
prima di lui c’è stato il breve di e contribuisce all’affermarsi aver perso l’appoggio dell’eser- culto di Baal e si mostra molto
regno di Pertinace (durato solo dei principi di equità nell’inter- cito, viene ucciso dal prefetto tollerante in materia religiosa
80 giorni) e quello di Didio pretazione del diritto. Il grande del pretorio Macrino (217). (anche verso ebrei e cristiani).
Giuliano, entrambi eletti dai giurista Papiniano vive alla Tuttavia Giulia Mesa, sorella Al suo tentativo di restaurazio-
pretoriani. Settimio Severo corte dell’imperatore. di Giulia Domna, assicura il ne partecipa il grande giurista
(193-211) nativo di Leptis Caracalla (211-217) succede al controllo del governo ai Severi Ulpiano, eliminato dopo qual-
Magna (Siria) viene eletto dalle padre e subito si libera del fra- ancora per una generazione, che tempo da una congiura che
sue legioni in Pannonia, mentre tello Geta, facendolo uccidere. facendo proclamare imperatore, coinvolge anche Dione Cassio.
un pronunciamento militare in In pieno accordo con lo spirito il nipote Elagabalo (217-222); Durante il regno di Severo
Oriente proclama imperatore filoprovinciale dei Severi egli questi, sacerdote del dio Baal, Alessandro vi è la ripresa della
Pescennio Nigro, poi sconfitto, concede la cittadinanza a tutti cerca di imporre il culto a Ro- lotta contro i Parti, mentre
e le legioni occidentali avan- i cittadini dell’impero, escluse ma, con il ricorso all’estetismo Germani e Alamanni premono
zano la candidatura di Clodio forse alcune popolazioni non orientalizzante e la parteci- sul confine renano. Le incer-
Albino. Nel 197 finalmente, ancora urbanizzate e quelle bar- pazione in prima persona a tezze delle legioni impegnate
dopo essere riuscito a prevalere bariche (la Constitutio Antoni- cerimonie stravaganti che non sui confini (renano, danubiano
sugli avversari, rimane unico niana del 212). Un altro prov- possono essere accettate nella e orientale), l’esasperazione
imperatore. Sposa Giulia Dom- vedimento rivela tuttavia le dif- capitale: una congiura dei pre- dei soldati esposti a continui
na appartenente a una famiglia ficoltà economiche dell’impero: toriani lo elimina nel 222, e pericoli decretano alla fine
sacerdotale che cura il culto di il conio di una nuova moneta, il governo passa a suo cugino l’uccisione dell’ultimo Severo,
Baal, un dio solare siriaco, e ha l’antoniniano, del valore effet- Severo Alessandro e a sua madre a Magonza, insieme alla madre,
due figli Caracalla e Geta che tivo di un denario e mezzo, ma Giulia Mamea. nel 235. L’ascesa al trono di
associa al potere. del valore nominale di due de- Severo Alessandro (222-235) Massimino apre un lungo pe-
Settimio Severo è un imperato- narii. Caracalla è però un mega- l’ultimo dei Severi, diviene im- riodo di “anarchia militare” che
re militare e infatti l’esercito e lomane: inseguendo il mito di peratore a soli 14 anni. Dopo le si chiuderà solo cinquant’anni
le province sono la sua primaria Alessandro Magno si impegna stravaganze del cugino Elaga- dopo con Diocleziano.
preoccupazione. La vasta epu-
razione del senato e le confische
successive dimostrano la rinun-
cia a compiacere il vecchio or-
ganismo repubblicano, mentre
la riforma delle coorti pretoria-
ne con l’istituzione di tre nuove
legioni (le partiche, di cui una
di stanza a Roma) risponde al
tentativo di garantirsi nuove
posizioni di sicurezza. Anche
la creazione di una nuova tassa,
l’annona militare, l’obbligo cioè
di contribuire regolarmente
all’approvvigionamento dell’e-
sercito, si muove nel senso di
una scelta che privilegia l’eser-
cito. In questo periodo hanno
una grande fioritura le province
danubiane e l’Africa.

CRISI E RIPRESA 165


Cammeo che Scena di battaglia
raffigura l’apoteosi tra Romani e Germani
di Marco Aurelio dal Sarcofago Ludovisi,
Antonio Caracalla, 260 d.C. circa
215 d.C. circa (Nancy, (Roma, Museo
Biblioteca Municipale). Nazionale Romano,
Palazzo Altemps).

L’EDITTO cittadinanza. Fonti maligne, come lo stori-


DI CARACALLA co e senatore bitinico Dione Cassio, vi ve-
La storia costituzionale dell’impero ro- dono la volontà di moltiplicare gli introiti
mano va in larga misura vista come un pro- fiscali del 5 per cento sulle eredità – tasso con
cesso di tendenziale parificazione degli status l’occasione portato al 10 per cento –, tributo
giuridici individuali e delle comunità. L’Italia e i che solo i cittadini pagano. Gli attribuiscono cioè
suoi abitanti, da tempo sottoposti alla concorrenza economica una motivazione contingente di tipo finanziario. Pur divi-
delle province, vedono scemare il prestigio e le prerogative dendosi su questo punto, gli studiosi riconoscono al figlio di
collegate all’antico ruolo di partner della conquista romana, Settimio Severo l’importanza teorica e ideale di un provvedi-
come l’esenzione dall’imposizione fiscale diretta. Per vari mo- mento che formalizza un principio già sulla via della defini-
tivi e con vari meccanismi, le concessioni della cittadinanza tiva concretizzazione: l’unificazione legale e la parità politica
romana si sono moltiplicate e, alle soglie del III secolo, essere degli abitanti dell’ecumene romano. Il tutto deve avvenire,
civis Romanus non riguarda più un’esigua minoranza. secondo il dispositivo dell’Editto, sotto le ali protettive delle
Nel 212 (o 213) il figlio di Settimio, Antonino Caracalla divinità pagane, al rispetto del culto delle quali si convocano
decide di estendere a tutti gli abitanti dell’impero il diritto di cittadini vecchi e nuovi.

I BARBARI
Secondo la fulminante espres-
sione di Theodor Mommsen,
la storia dell’impero diviene
nel III secolo sempre più storia
delle province dell’impero:
non esiste più il potere cen-
trale di Roma ma tanti poteri
periferici, ciascuno dislocato
nei punti nevralgici, lì dove
c’è un confine da difendere da
un popolo barbaro (qualsiasi
esso sia); poteri che esprimono
i propri imperatori a seconda
delle necessità belliche.
A Nord, la conquista della
Dacia, difficile a difendersi,
non facilita l’impero, tanto che
Aureliano decide di abbando-
narla. Qui sono attivi i Carpi:
dalle guerre contro di essi,
frequenti da Caracalla in poi,
Arco trionfale di Leptis
Magna, città natale di
Settimio Severo, sulla
costa a sud-est di Tripoli.
Il monumento viene
rivestito di marmi e
rilievi da Settimio Severo
nel 209 d.C., anche se la
struttura architettonica
originaria risale al secolo
precedente.

GLI ANNI DELL’ANARCHIA MILITARE


Nel 235, il passaggio da Severo Alessandro, l’ultimo della
dinastia, a Massimino il Trace, costituisce una cesura anche sim-
bolica, che proietta l’impero verso la crisi. Il giovane Alessandro
è scelto dalla tradizione storiografica senatoria come principe
modello, rispettoso delle prerogative aristocratiche, tollerante e
illuminato. Massimino (235-238) rappresenta invece – almeno
nell’immagine di lui tramandata – quanto di più deteriore è
sulla piazza. Barbaro a metà, rozzo ancorché vigorosissimo guer-
riero, celebre per la sua ostilità ai ricchi, senatori o “borghesi”
municipali che siano, è il secondo imperatore di rango equestre,
un paio di decenni dopo la nomina alla porpora del prefetto del
pretorio Opellio Macrino (217-218). È abbattuto il principio
di matrice augustea secondo cui l’imperatore è in fondo il più
prestigioso fra i senatori, principio rimasto saldo per oltre due

deriva il titolo di Dacicus dato Claudio II, che li sconfigge sul le dove assimilano i modi di ti, i quali cominciano a valersi
a molti imperatori in quest’e- Garda, e al tempo di Aureliano vita delle popolazioni delle delle vie del mare per passare
poca. I Quadi, i Marcomanni quando si spingono fino a Ro- steppe. Non si sa quando in Asia, dove saccheggiano le
e gli Iagizi tornano ripetuta- ma per essere annientati a Fano si debbano porre i primi più famose e ricche città del
mente sulla scena, invadendo e a Pavia. rapporti tra Goti e Romani: mondo orientale: nel 254 sono
la Pannonia; secondo alcune Sempre al tempo di Gallieno a partire dal 238 essi fanno a Tessalonica, nel 256 a Cal-
fonti, al tempo di Gallieno i si ha la prima menzione dei incursione nella Mesia de- cedonia e nelle più belle città
Marcomanni penetrano in Ita- Franchi nella Gallia: essi in vastando le città greche sul bitiniche. Dieci anni dopo
lia fino a Ravenna. Gallieno fi- realtà non sono una nuova Mar Nero. Nel 248 tornano un’altra invasione giunge fino
nisce con l’accordarsi col re dei popolazione ma risultano da alla carica: Marcianopoli alle coste della Ionia: anche
Marcomanni assegnandogli, una confederazione di tribù già riesce a salvarsi dalla distru- il tempio di Diana a Efeso va
in cambio dell’aiuto militare, note sul Reno, come i Brutteri zione solo per l’inesperienza in fiamme. L’anno dopo una
delle terre nella Pannonia Su- e i Camavi. Dal 253 i Franchi dei barbari nel condurre un spedizione ancora più grande
periore e sposandone la figlia, impegnano i veri imperatori regolare assedio; ancora nel (le fonti parlano di 320.000
nonostante sia in realtà già succedutisi nel tentativo di 249 devastano Nicopoli. uomini) devasta la Grecia.
sposato. A ovest sono attivi gli ricacciarli al di là del Reno, fi- Soltanto nel 251 i barbari Gallieno e il suo successore
Alamanni che, intorno al 250, no a quando Probo impartisce abbandonano la città e ven- Claudio II cercano di fermare
arrivano fino a Roma: Gallieno loro una dura lezione. Ma i più gono fermati dall’imperatore le orde barbariche anche in
organizza le forze sufficienti pericolosi nemici di Roma so- nella Dobrugia. Negli anni quest’occasione, ma è solo con
per batterli a Milano in una no i Goti. Questi, dalle sponde successivi le convulse vicende l’imperatore Aureliano che esse
memorabile battaglia; essi del Baltico, si insediano nelle della successione imperiale concederanno un po’ di tregua
tornano in Italia al tempo di steppe della Russia meridiona- faciliteranno il lavoro dei Go- al vacillante impero.

CRISI E RIPRESA 167


LA VILLA di città. Nella villa, le partes estesi e difatti nelle loro opere geri o 50 ettari per un terreno
E IL LATIFONDO urbanae (quelle in cui vivono il i latifundia vengono associati arabile, 100 iugeri o 25 ettari
La villa romana come realtà dominus e la domina) si integra- sempre a bande di schiavi inca- per un vigneto, 240 iugeri o
economica si afferma tra il no perfettamente con quelle tenati. Plinio il Vecchio scrive 60 ettari per un oliveto). Gli
II secolo a.C. e il II sec. d.C.: rusticae, fino a farne delle pic- che con 1.300.000 sesterzi si schiavi sono organizzati in de-
essa è essenzialmente un’abi- cole regge di tipo ellenistico, può comprare un latifundium. curiae o turmae; quando dimi-
tazione in campagna, molto con tanto di giardini signorili, Parla anche di un certo Tario nuiscono i bottini di guerra in
simile a una fattoria, dove simili ai ginnasi, arricchiti con Rufo, ammiraglio di Augusto, materiale umano, per aumen-
gli aspetti del piacere e della statue e dotati di viali o stadi che investe e perde tutto il suo tare la manodopera si cerca di
fatica, urbani e rurali sembra- per la corsa e le altre attività patrimonio (circa un milione incoraggiare l’accoppiamento,
no uniti tra di loro. Questa sportive, e i bagni per comple- di sesterzi) in terre della regio- con il conseguente aumento
strana opposizione è dovuta al tare la cura del corpo. È chiaro ne del Piceno. delle familiae servili, e dei mo-
fatto che il proprietario di un che la villa presuppone molto Le fonti sono abbastanza nitores che le guidano. In que-
fondo, quando deve risiedere spesso il latifondo e un’econo- discordi: vengono definiti la- sto caso aumentano anche le
in campagna per sorvegliare mia di tipo schiavistico. Nelle tifundia sia le coltivazioni di coltivazioni erbacee destinate
i “professionisti della terra” fonti letterarie il termine lati- cereali (conosciute nell’A- al loro sostentamento… men-
che sono gli schiavi, deve fundium compare per la prima frica del Nord e in Sicilia, ma tre al solito i prodotti migliori
essere invogliato a lasciare le volta in Varrone che aveva anche in Italia) sia i conglome- sono destinati al mercato.
voluptates urbanae ricreandosi parlato della grande proprietà rati di proprietà non contigue, Nei periodi in cui c’è parti-
nella campagna, un ambiente terriera di un ricco come «latus di grandezza minore (ottenuti colarmente da fare, dalla città
ugualmente accogliente… fundus». Un secolo più tardi, attraverso eredità e strategie arrivano altri schiavi e allora
anzi la villa rustica finisce col nel I d.C., Seneca, Plinio e matrimoniali) che comune- possiamo immaginarci le diffi-
diventare una residenza ancora Columella deplorano l’esi- mente costituiscono il possedi- coltà della convivenza tra
più sfarzosa della domus, la casa stenza di possedimenti troppo mento di un senatore (200 iu- i rozzi schiavi rustici e i più
“urbani” schiavi della città.
Ma vi è un aspetto del tutto
particolare: intorno all’agricol-
tura vi è una specie di attività
collaterale che possiamo de-
finire “industriale” e consiste
nelle fabbriche di laterizi e di
vasellame (annesse alle ville),
dirette o appaltate dal proprie-
tario, dove lavorano i contadi-
ni durante la stagione morta.
Non è raro il caso in cui i
proprietari nei loro fondi (nei
casi di proprietà frammentate)
fanno costruire porti, taverne,
lupanari e granai; molto spesso
ottengono dagli imperatori il
privilegio di tenere un merca-
to e quindi di riscuotere una
tassa di transazione; talvolta
sfruttano miniere e cave.
Questi latifondisti hanno cioè
una vera e propria mentalità
di affaristi.

168 ROMA ANTICA


Villa “A” di Oplontis, La saqiya, ruota
nota come Villa di idraulica mossa da due
Poppea, I secolo a.C. buoi usata per attingere
Realizzata all’interno di acqua e irrigare i campi,
preesistenti fondi agricoli affresco tombale,
con produzione II secolo d.C.
di vino e olio, si rivela (Alessandria d’Egitto,
una villa d’ozio ampia, Museo greco-romano).
articolata e sontuosa.

secoli, nonostante il crescente peso assunto dal ceto equestre e


dall’esercito sua fucina, nella lotta politica e nell’occupazione
dei posti dell’amministrazione statale. I decenni successivi co-
stituiranno un periodo di forte disordine, una sorta di amplifi-
cazione degli accadimenti del regno di Marco Aurelio.
Le invasioni gotiche dilagano lungo i confini europei rena-
ni e danubiani, il Mediterraneo è insicuro, le città saccheggia-
te. Sul fronte orientale la lotta coi Persiani della nuova dina-
stia sassanide culmina nell’imprigionamento dell’imperatore
Valeriano. È il 260 d.C., anno nel quale, secondo lo storico
pagano Zosimo, «l’impero intero si trovava senza guida e allo
sbando». Pochi anni prima, il vescovo di Cartagine Cipriano
esprime una percezione apocalittica dei tempi, scrivendo di
una natura matrigna: il sole emette una luce flebile, la vege-
tazione si isterilisce, i giovani nascono vecchi. sul piano politico-amministrativo né su quello dell’organiz-
Il moltiplicarsi delle usurpazioni (una delle biografie della zazione bellica. Facile immaginare le conseguenze sociali ed
Storia Augusta ne enumera trenta) indebolisce le capacità di- economiche di tutto ciò. Più che seguire nel dettaglio della
fensive dei romani; se nonostante tutto di governi vogliamo storia dei fatti queste vicende convulse, varrà allora la pena di
parlare, essi sono brevi, non possono gestire la situazione né tracciarne alcune delle linee caratterizzanti.

IL COLONATO definita dai padri della Chiesa zione del colono è oltretutto in cambio protezione: il passo
Il colonato è un istituto del “servitù della gleba”. Il vincolo senza possibilità di migliora- al servaggio rurale dell’alto
tardo impero che, da questi dei coloni alla terra determina mento, né per lui, né per i suoi Medioevo è molto breve.
ultimi secoli del mondo tardo- una serie di limitazioni del- figli, essendo l’istituto del colo- Durante l’alto Medioevo al co-
antico, conduce direttamente la loro capacità giuridica, in nato ereditario. lonato romano viene assimilan-
all’alto Medioevo. Sia nelle quanto le sorti del coltivatore Per questa via, nel corso del III dosi tutta una gamma di diver-
regioni orientali dell’impero sono legate alle sorti del fondo: e del IV secolo, da una parte se situazioni giuridiche: di veri
che in quelle occidentali, viene la sua alienazione comporta migliora lo stato personale dei e propri schiavi, di affrancati,
imposto a varie categorie di pure l’alienazione del colono, servi rustici elevati al grado di dipendenti liberi (servi casati,
coltivatori liberi il divieto di senza che il proprietario possa di coloni, dall’altra peggiora, adscripticii, tributarii, massarii,
abbandonare il proprio villag- trattenerlo; né al contrario, come abbiamo detto, la condi- inquilini), tutti sottoposti alle
gio o il fondo altrui, presso il il colono può essere venduto zione dei coltivatori diretti, i “prestazioni coloniche” cioè,
quale prestano servizio: in que- separatamente dal fondo: addi- quali in precedenza coltivavano opere, fuzioni, servizi, canoni
sto modo i contadini si legano rittura se il padrone volesse af- un fondo sulla base di un con- e altre prestazioni in natura
indissolubilmente alla terra francarlo dovrebbe concedergli tratto, ma peggiora anche la a favore di un signore prima,
acquistando una condizione tutto, o in parte, il fondo cui è condizione dei piccoli proprie- e poi lentamente quanto
intermedia tra la libertà origi- addetto (cosa che in pratica non tari costretti a dare la propria inesorabilmente trasformatesi
naria e la schiavitù, condizione avviene mai) per cui la condi- terra a un signore per ottenere in perpetue ed ereditarie.

CRISI E RIPRESA 169


VALERIANO
E I SASSANIDI
L’aggressività del giovane im-
pero sassanide rappresenta un
serio pericolo per le regioni
orientali dell’impero, mentre i
Romani sono impegnati anche
nella difesa dei fronti del Reno
e dei Balcani.
Il re Shapur I (Sapore, 240-
270), che unisce alle doti di
governo quelle di valente ge-
nerale, riprende su larga scala
la politica imperialista inaugu-
rata dal padre, Ardashir I
(Artaserse), mirante ad amplia-
re l’impero verso occidente. I
dati concernenti le azioni di
guerra di Shapur ci sono noti
grazie a un’iscrizione trilingue più importanti e più grandi Sapore a Edessa, le epidemie prima volta, dopo la sconfitta
(greco, partico arsacide e par- dell’impero di Roma. Proba- che fanno strage di uomini e di Crasso a Carre, il nemico
tico sassanide) rinvenuta fra bilmente ne favorisce la caduta ne abbattono il morale indu- d’Oriente riporta un successo
il 1935 e il 1936 nel corso di un disertore romano, Mariades, cono Valeriano a tentare la via epocale, gravido di conseguen-
una campagna di scavi francese capo del partito filopersiano, delle trattative diplomatiche ze per la stabilità dell’Impero.
presso Persepoli (Naqsh-i-Ru- che collabora con Hornizal, (secondo la storiografia romana Sapore celebra la clamorosa
stam), che è conosciuta come il figlio di Sapore al comando e bizantina); Sapore, dapprima vittoria sull’Occidente su bas-
Res Gestae Divi Saporis. Per la della campagna. rifiuta l’offerta di pace accom- sorilievi rupestri (come a Naq-
prima volta possiamo avvalerci L’imperatore Valeriano decide pagnata dalla promessa di sh-i-Rustam) che lo rappresen-
anche delle fonti dei nemici di allora di guidare personal- un’ingente somma di denaro, tano a cavallo mentre stringe il
Roma. L’iscrizione ci informa mente le operazioni contro il poi propone al romano un in- polso di Valeriano, prigioniero
che, dopo una pesante sconfitta minaccioso gran re dell’Iran contro. Valeriano accetta ma, e riceve Filippo, in ginocchio,
dei Romani nel 244, Filippo che, verosimilmente, attacca rimasto vittima di un inganno, in atto di supplice. La scena
l’Arabo conclude un trattato con una cadenza annuale le è catturato dai Persiani. L’iscri- fa riferimento a due episodi
di pace, con cui si garantisce province romane. Nel 256 Va- zione di Sapore fornisce una distinti, ma che hanno come
il mantenimento delle posi- leriano giunge ad Antiochia, versione meno edificante per motivo unificante il trionfo del
zioni precedenti, e versa un riconquistata, che trasforma l’imperatore. Valeriano è fatto gran re su Roma. Nessuno a
riscatto per la restituzione dei nel proprio quartier generale, prigioniero con tutti gli uffi- Roma, nemmeno il figlio Gal-
prigionieri. Nel 252 i Persiani ma non riesce ad aver ragione ciali, dopo essere stato scon- lieno, si preoccupa della sorte
occupano l’Armenia, quindi del nemico: i Persiani deva- fitto in battaglia: «E lo stesso di Valeriano. L’imperatore mo-
attaccano la Mesopotamia, stano la Siria, conquistano Valeriano Cesare di (nostra) rirà in cattività forse a Gunde-
con una vittoria schiacciante Doura, trasportano oltre l’Eu- mano facemmo prigioniero. E shapur, mentre Sapore avanza
a Barbalissus e la conquista di frate il bottino di cui si sono il resto, il prefetto del pretorio, verso ovest, per poi fare ritorno
36 castelli e città: Sapore spin- impadroniti nei saccheggi. senatori e generali, chiunque in Persia trionfante e carico
ge l’offensiva nelle province Trasferitosi in Cappadocia, a di quell’esercito fosse ufficiale, di bottino e di prigionieri.
della Siria e della Cappadocia. Samosata, l’imperatore Vale- tutti noi facemmo prigionieri Del loro lavoro i Persiani si
Nell’elenco delle città prese riano deve fronteggiare una e li portammo in Persia». servono per costruire una diga,
compare la capitale della Si- grave pestilenza che decima Questo evento sconvolge il presso Shostar, ancora chiamata
ria, Antiochia, una delle città il suo esercito. L’attacco di mondo romano, poiché per la “diga dell’imperatore”.

170 ROMA ANTICA


Rilievo sassanide che Il sovrano sassaide La carta mostra il territorio Regno secessionista
celebra il re Shapur I Shapur II a caccia sotto il controllo di Roma di Gallia (260-274)
a Naqs-e Rajab, Iran. di cervi, piatto d’argento alla fine del III secolo. Regno di Palmira
(260-272)
Il sovrano riportò una con inserti dorati, La pressione militare alle
serie di schiaccianti V secolo (Londra, frontiere ha un riflesso Conquiste
barbariche (260-271)
vittorie nei confronti dei British Museum). sull’organizzazione interna
Confine dell’impero
Romani, arrivando a dell’impero: il potere viene (284)
caturare e imprigionare sempre più delegato e le Invasione
l’imperatore Valeriano, singole province si abituano con data
che morì in carcere a a una sempre maggiore Principali battaglie
Bishapur attorno al 260. autonomia.

LA CRISI DELL’ECONOMIA I TERRITORI SOTTO IL CONTROLLO DI ROMA NEL III SECOLO


Risale alla seconda metà del II secolo l’origine del peggio-

ni a
ramento delle condizioni economiche dell’impero. Ma solo nel 27
5

an
t I
III secolo le dimensioni delle difficoltà assumono un’evidenza Bri SASSON
FRANCHI

incontestabile. La sequenza è la seguente: i fabbisogni di una ALAM


ANNI GEPIDI - GOTI - ER
Châlons ULI
(274) COMANNI
MAR
compagine militare efficiente aumentano la pressione fiscale, 61 VI SI G
OTI 251
lia 9- Danu
al 25 bio IAZYGI Tyras

1
27
che va a cadere su una popolazione probabilmente diminuita a cia ALANI

G
26
1 Milano Da 253
causa delle guerre e della recrudescenza, a metà III secolo, delle Sp a g n a Arles (261) Naissus
-69
Abrittus
epidemie (come la peste già “importata” in Occidente dai redu- (269) (269) Trebisonda Armeni a
Roma 260
ci della spedizione orientale di Lucio Vero), psicologicamente

7
26
Edessa
256
indebolita e portatrice di un malcontento diffuso. La vitalità Cartagine (260)
Maur Atene SASSANIDI
dei municipi sembra collassare in molte aree. Lo spirito di lealtà i tani a Antiochia
256
verso un potere imperiale opprimente si attenua e le città ten-
dono a rinchiudersi in sé stesse. Il numero delle testimonianze
Cyrene
di munificenza privata e di attività politiche locali diminuisce

Nilo
in concomitanza con la diminuzione delle risorse materiali.

VERSO NUOVI EQUILIBRI SOCIALI


Il grande storico russo Rostovtzeff, fuoriuscito dopo la Ri- ma provvisti di mediocre potere d’acquisto vengono seppelliti
voluzione d’ottobre, ne attribuisce la causa principale all’odio in attesa di tempi migliori; e che le sventure connesse con il
di classe dei contadini e dell’esercito verso i ceti alti, fondando disordine e la guerra non consentono di recuperarli.
una delle più celebri interpretazioni delle cause del declino In questa situazione, e in parte a causa di essa, si compon-
dell’impero romano («Il quesito ultimo rimane lì come un gono nuovi equilibri sociali. Nelle campagne cresce la miseria
fantasma, sempre presente e non esorcizzabile: è possibile e- e ci sono segnali di “fughe dalla terra”. Il rapporto fra schiavitù
stendere una civiltà elevata alle classi inferiori senza degradare e colonato continua a modificarsi a favore di quest’ultimo.
il contenuto di essa e diluirne la qualità fino all’evanescenza? Si incentivano le corporazioni e le fabbriche utili allo stato e
Non è ogni civiltà destinata a decadere non appena comincia all’esercito. In generale, gli strati sociali assumono maggiore
a penetrare nelle masse?»). fissità, anche in relazione al livellamento imposto dall’alto: ma
I contrasti in realtà non sono così chiaramente definiti: per quest’irreggimentazione non impedisce lo scavarsi di un solco,
esempio, una petizione rivolta proprio dai contadini di una co- riconosciuto dal diritto penale, fra i più ricchi e potenti, inve-
munità della Frigia ai principi lamenta le oppressioni subite da stiti anch’essi dalla crisi ma dotati dei mezzi per rivalersi sui
parte di coloro che dovrebbero proteggere: soldati, magnati lo- ceti deboli (honestiores), e i meno tutelati e abbienti (humiliores).
cali, agenti imperiali. Una serie di interventi tesi a difendere la
moneta non fa altro che accelerare un processo inflattivo, carat- LA SFIDA DEI CRISTIANI
terizzato dalla perdita di fiducia nella moneta e da un aumento Che i rapporti fra il potere imperiale e le comunità cristia-
dei prezzi superiore al livello di svalutazione. Il ritrovamento, ne siano tesi, non è una novità. I cristiani, coi loro strani ritua-
in varie aree dell’impero, di numerosi ripostigli monetari (serie li, sono sempre stati giudicati con sospetto ed episodicamente
omogenee di monete interrate) databili al III secolo testimonia accusati di nefandezze.Con l’eccezione del caso ambiguo di
almeno due cose: che dei pezzi di valore in sé non trascurabile Nerone, mai tuttavia si è pensato di andare oltre un controllo

CRISI E RIPRESA 171


Defunta orante nel che si trova presso
cubicolo della velatio, un avvallamento
affresco nella catacomba (“ad catacumbas”) del
di Priscilla, III secolo terreno sulla via Appia.
(Roma, Via Salaria). Per estensione indica dal
Il termine catacombe Medioevo tutti i cimiteri
deriva dal nome del cristiani sotterranei
cimitero cristiano usati come luogo
di San Sebastiano, di culto.

a distanza e, all’evenienza, oltre interventi repressivi compiuti


sulla base di precise accuse individuali. Gli imperatori non
hanno mai avuto interesse a perseguitare i cristiani, sia per
ragioni politiche che culturali, perché la concezione religiosa
romana è da sempre tollerante e propensa ad assorbire i culti
stranieri anziché reprimerli.
Il III secolo è stato definito un’epoca di angoscia. Mentre
l’espansione del cristianesimo continua – tanto che probabil-
mente in alcune terre orientali e in Africa è probabilmente
già divenuta la religione della maggioranza della popolazione
–, anche i pagani, abituati a una religiosità civica, scandita Ma le altre fonti tacciono. Nel 249, invece, si fa il primo passo
dai tempi del calendario della vita politica, cercano rifugio in questa direzione. L’imperatore Messio Decio, un senatore
nel soprannaturale, accentuando gli elementi di contatto di- di origine pannonica, è indotto a una risposta del tutto ine-
retto col divino. Si sviluppano forme di culto sincretistiche dita alla crisi. Egli vuole consolidare il proprio potere e lo fa
o iniziatiche e la pratica della magia. La fortuna, intesa come tentando di proporsi come restauratore del tradizionalismo
buona sorte dello stato procurata dalle divinità, sembra aver religioso (un’iscrizione lo definisce restitutor sacrorum), non da
abbandonato Roma: occorre dimostrare il contrario. ultimo con l’obiettivo di dimostrare di godere di un unanime
Origene attribuisce già a Massimino il Trace l’intenzione consenso da parte della cittadinanza. Egli vara un editto col
di perseguire apertamente le gerarchie ecclesiastiche cristiane. quale si obbligano tutti i cittadini dell’impero a immolare

IL CULTO DI MITRA qualcuno (forse esagerando), ha attraverso diversi gradi o livelli diverse e con una storia com-
Il culto di Mitra, basato su affermato che se la diffusione di iniziazione, possono ricevere plessa influenzata dallo zoroa-
rituali di origine persiana, co- del cristianesimo fosse stata la salvezza. strismo e quindi dal dualismo
mincia a diffondersi nell’impe- fermata ai suoi inizi, il mondo Il mistero, con l’iniziazione, persiano tra bene e male.
ro romano a partire dal I secolo sarebbe potuto diventare “mi- assolve infatti alla funzione di Nel suo rituale incentrato
a.C., raggiunge il momento traico” e non “cristiano”. garantire all’iniziato una vita sull’uccisione del toro che
di maggiore espansione nel III Il mitraismo diventa ben ultraterrena in un momento in inonda la terra di sangue è
secolo, per poi soccombere di- presto la nuova religione dei cui la visione dell’Aldilà della presente la nozione comune in
nanzi al dilagare del cristiane- soldati romani di stanza ai con- religione classica è ormai in altre religioni della fecondità
simo nel corso del IV secolo. fini dell’impero, ma guadagna crisi. È questo il successo di dell’atto creatore di vita.
Nel III secolo è tuttavia diffuso adepti anche tra i burocrati, i misteri come quelli di Cibele, Nel III secolo, negli ambienti
da un confine all’altro dell’im- mercanti e gli schiavi (ne sono di Iside e, appunto, di Mitra. militari, Mitra viene associato
pero, dalle rive del Mar Nero, escluse le donne). Il culto di Mitra è una teologia al Sol Invictus e la teologia sola-
alla Britannia fino ai confini Come ogni altro culto misteri- solare i cui fedeli raggiungono re viene assunta da Aureliano
del deserto del Sahara: vanta co dell’antichità, il mitraismo la salvezza ascendendo attra- come base del culto imperiale.
quindi un grandissimo numero si fonda su di un “segreto” la verso le sette sfere planetarie. In questo modo il mitraismo
di proseliti, almeno quanto cui rivelazione è concessa a Mitra stesso è una divinità ottiene anche una particolare
il cristianesimo, al punto che pochi eletti. Questi ultimi, solare, nutrita di esperienze connotazione politica, rima-

172 ROMA ANTICA


Sarcofago di Asellus con Mitra sacrifica e genera la vita, è un
l’effigie degli apostoli un toro, bassorilievo elemento centrale del culto
Pietro e Paolo, II secolo del III secolo (Toronto, di Mitra: secondo
(Città del Vaticano, Royal Ontario Museum). la tradizione avviene
Musei Vaticani). La tauroctonia, cioè in una caverna e per
l’uccisione del toro, questo le cappelle di
che con il suo sangue Mitra (mitrei) sono
feconda la terra sotterranee.

vittime sacrificali agli dei pagani. I sacrificanti ricevono un at- politica si dimostra in generale ostile al senato, tant’è che larga
testato (libellus: un certo numero di esemplari papiracei dall’E- parte della storiografia successiva – come sempre influenzata
gitto ne sono conservati) comprovante l’avvenuto omaggio. dall’ideologia dell’alta aristocrazia – nutre nei suoi confronti
I controlli delle autorità sono capillari. I cristiani sono una pregiudiziale, astiosa avversione.
sorpresi da una simile iniziativa. Non mancano i rinnegati, Per meglio comprendere l’atteggiamento di Gallieno verso
anche fra gli ecclesiastici, né i martiri, anche fra i semplici il senato, proviamo a fare un passo indietro. La storia di questo
cristiani. La resistenza cristiana prende forme anche di vio- organismo e dei componenti del primo ordine in età imperiale
lenta invettiva: Decio viene rappresentato come l’Anticristo. è storia, se non di un declino, di una profonda metamorfosi.
Alcuni anni dopo, è Valeriano (253-260) ad aprire una nuova La metamorfosi avviene sotto differenti profili: provincializza-
fase persecutoria. Si chiede una partecipazione ai culti pagani, zione del reclutamento, subalternità all’imperatore in termini
si prendono finalmente di mira i cristiani delle classi elevate di capacità decisionale, involuzione ed estraniamento rispetto
e il clero. I vescovi di Roma, Sisto, e di Cartagine, Cipriano, a responsabilità pubbliche in passato vissute con piena con-
sono due fra le vittime più illustri. sapevolezza.
L’emergere massiccio di figure di valorosi comandanti u-
LA SVOLTA DI GALLIENO sciti dai ranghi mette a nudo la sempre più scarsa esperienza
Gallieno, rimasto unico imperatore dopo la sparizione del e il disinteresse dimostrati dai senatori anche nel campo mi-
padre Valeriano in Persia nel 260 (di lui non si saprà più nulla litare. Questa circostanza colpisce, perché l’attività guerriera
e della sua sorte Gallieno sembra incurante), favorisce la pa- era tradizionalmente fra le più qualificanti del modello nobi-
cificazione religiosa. I senatori cristiani respirano, ma la sua liare, garantendo l’acquisto della gloria, della virtus. Restano,

nendo vitale ancora con


Costantino.
È interessante notare come
l’iconografia della tauroctonia
mantenga, anche dal punto di
vista compositivo, elementi
sorprendentemente sovrappo-
nibili anche in manufatti di-
stanti fra loro nello spazio e nel
tempo: la testa di Mitra, con il
berretto frigio, è il vertice di
una composizione piramidale;
il mantello è sospinto dal ven-
to verso sinistra, il toro ha la
testa rialzata, un serpente
e un cane ne bevono il sangue
mentre uno scorpione afferra i
testicoli dell’animale morente.

CRISI E RIPRESA 173


Rilievo che raffigura
l’esodo degli Ebrei
dall’Egitto, sarcofago
proveniente da
Manastirine, in
Croazia, V secolo
(Spalato, Museo
Archeologico).

sì, le ricchezze e un indubbio prestigio sociale: ma fino a che tante riforma delle strutture militari, egli allontana i senatori
punto questo può dirsi davvero intatto, essendo ormai quasi dai comandi delle legioni, a loro riservati – salvo sporadiche
un guscio vuoto? eccezioni – per consuetudine vetustissima. Quest’informazio-
Tali linee di tendenza si accentuano nel III secolo. Ciò ne ci è tramandata da un autore del IV secolo, Aurelio Vittore,
nondimeno, il vecchio organismo repubblicano ha, proprio in e le testimonianze epigrafiche non la smentiscono. Stante la
quest’epoca, qualche soprassalto di orgoglio e nel magma di situazione dell’impero, difficilmente una provincia può es-
una lotta politica e militare senza apparente ordine, si ritaglia sere disarmata, dunque, difficilmente affidata al controllo di
nuovi, per certi versi sorprendenti, spazi di potere. Un unico senatori. La “civilizzazione” delle loro competenze sarà com-
ma significativo esempio. pletata sotto Diocleziano e Costantino. Questi due imperatori
Nel 238, viene costituito una sorta di governo autonomo recupereranno nella loro azione di governo alcuni aspetti della
per la liberazione dell’Italia e di Roma da Massimino il Trace: concezione tattica dell’esercito di Gallieno.
una magistratura di venti membri che nomina al suo interno In simili aspetti “pionieristici” della sua politica risiede
due augusti, Pupieno e Balbino, un fatto non inedito, ma primieramente l’importanza storica del governo del figlio di
probabilmente tinteggiato di nostalgie d’antan, soprattutto Valeriano.
perché la contemporaneità della scelta pare avvenire nello
spirito “repubblicano” della somma magistratura collegiale SEGNALI DI RIPRESA
del consolato. La reazione senatoriale, anche dopo la morte Sul fronte esterno, l’organismo imperiale dà segnali in-
di Massimino e dei due Augusti, prosegue fino al 244, con il termittenti di reattività. Nel 269, Claudio II (268-270), in
regno dei Gordiani. uno dei momenti più difficili della crisi, ottiene una grande
Torniamo dunque a Gallieno. Nell’ambito di un’impor- vittoria sui Goti a Naissus, nei Balcani. Ne ricava il sopran-

LA DIFFUSIONE DEL Paolo); il cristianesimo si affer- IL CRISTIANESIMO


CRISTIANESIMO ma presto anche in Occidente, NELL’IMPERO
La diffusione dei culti miste- soprattutto a Roma, grande
rici prevalentemente in am- centro di raccolta di influssi re-
biente asiatico soddisfa i due ligiosi diversi determinato dal
bisogni più sentiti di un’epoca cosmopolitismo della capitale.
che ha smarrito la fede nelle È difficile stabilire quali grup-
tradizioni: la certezza di vita pi sociali siano più sensibili al- Arles

migliore da realizzarsi non in la predicazione cristiana: certo Heraclea


Roma Costantinopoli
questo mondo, e una legge agli inizi gli strati umili, ma
Cartagine Efeso
morale da seguire in questo. probabilmente anche esponen- Antiochia
A questo stesso clima risponde ti dei ceti più elevati. Le prime Salamina

la diffusione del cristianesimo, comunità sono di lingua greca Alessandria


Gerusalemme
prima in ambiente giudaico, anche in Occidente, e ciò ne Aree fortemente cristianizzate
intorno al 300
poi nelle comunità orientali (di limita l’incidenza. Tuttavia
Limite della cristianizzazione
grande importanza sotto que- già nel 64 i cristiani devono intorno al 500 Patriarcati Primati

sto aspetto è la predicazione di essere abbastanza numerosi

174 ROMA ANTICA


Cristo tra Pietro e Paolo
in un affresco nella
catacomba dei Santi
Marcellino e Pietro,
III secolo (Roma,
Via Casilina).

nome di Gothicus maximus. L’evento non passa inosservato, se


Costantino, un cinquantennio dopo, vorrà inserire Claudio nel
proprio stemma familiare, onde nobilitarlo, inventando una
discendenza fittizia.
Passano pochi anni dalla battaglia di Naissus. Claudio è
morto di peste. Il successore, Aureliano (270-275), riassorbe
le sacche autonomiste in Gallia e nel regno palmireno della
regina Zenobia, che ha ottenuto il controllo di larga parte
delle vie di comunicazione con l’Oriente. L’unità imperiale
è ristabilita.
La propaganda ufficiale (monete, epigrafi e così via) si può
concedere qualche lusso. Aureliano è presentato come colui
che ha restaurato l’ordine dell’ecumene imperiale (restitutor
orbis), “signore della terra e del mare”, “principe fortissimo e
gloriosissimo”. Egli sfila nella processione trionfale a Roma,
sale al Campidoglio. Il mito di Roma eterna sembra final-
mente rinascere, e con esso subito riemerge l’antico sogno
universalistico: l’allargamento del dominio in Mesopotamia,
prodromo della conquista della Persia.
È il disegno cui anche Aureliano non sa rinunciare. Ma la

se Nerone ne fa il capro espia- I cristiani hanno, in effetti, Nel III secolo la situazione fanno energici restauratori del-
torio dell’incendio divampato pratiche di culto che li estra- cambia: la convinzione che la la romanità. Decio ordina che
a Roma. niano dalla vita comunitaria. salvezza dell’impero sia legata ogni cittadino romano adempia
In ogni caso, ancora nel I e nel L’indifferenza, se non l’avver- all’efficacia dei culti tradizio- prescritti atti di culto agli dei
II secolo non costituiscono un sione per il culto imperiale, la nali scatena l’avversione nei tradizionali davanti a una com-
problema politico-religioso: a segretezza delle riunioni e l’at- confronti del nuovo culto, missione che rilascia un libellus,
Plinio, governatore della Biti- teggiamento nei confronti dei accusato di essere responsabile certificante l’adempimento del
nia, che chiede ragguagli circa valori accettati dai pagani, ne delle calamità che si abbattono rito. Coloro che si rifiutano
il modo di comportarsi con fa un gruppo poco assimilabile sull’impero. La classe dirigente vengono puniti con la morte.
i cristiani, Traiano risponde e sospetto. Per questo vengono pagana non può non vedere nel Molti sono i martiri (confesso-
stabilendo che essi non siano accusati di una serie di delitti dilagare del cristianesimo la res), e molte anche le apostasie,
perseguiti in quanto cristiani contro la morale, o altri delitti minaccia della fine dei culti uf- mentre molti si salvano con
o in base a denunce anonime, comuni che pongono alle co- ficiali, garanti della continuità la fuga (lapsi) o acquistando
ma solo se delitti specifici sono munità un problema di ordine dell’impero. La prima sistema- documenti falsi dalle autorità
provati contro di loro. Le stesse pubblico e quindi di carattere tica persecuzione dei cristiani compiacenti (libellatici). L’ulti-
disposizioni sono date da politico, prima ancora che ha inizio con Decio, il primo ma e più grande persecuzione
Adriano a Minucio Fundano. religioso. degli imperatori illirici, che si sarà quella di Diocleziano.

CRISI E RIPRESA 175


Il gruppo dei tetrarchi
sul cantone del Tesoro
di San Marco,
originariamente collocato
a Costantinopoli,
293-303 circa (Venezia,
Piazza San Marco).

sorte non vuole che l’imperatore sia messo alla prova: Aure-
liano muore assassinato vicino a Bisanzio, per una congiura di
palazzo. È l’ottobre 275.
Negli anni seguenti, dopo aver superato una fase di in-
stabilità, con l’illirico imperatore-soldato Probo (276-282),
prosegue con buoni successi la lotta contro i Goti. Ed è alla
scuola militare di Probo che si forgia un personaggio anch’egli
di origine dalmata, appartenente all’ordine equestre e coman-
dante di un reparto di guardie palatine: Valerio Diocle, presto
meglio noto come Diocleziano.
Alla fine del 284, il suo accesso alla porpora, preparato da
una piccola cricca di uomini ai vertici dello stato, assomiglia
in fondo a molti altri. Non altrettanto si può dire per il suo
regno, destinato a essere uno dei più innovatori dell’intera
storia imperiale romana.

IL RIORDINAMENTO
DI DIOCLEZIANO
In San Marco, a Venezia, un gruppo scultoreo in porfido
rappresenta stilizzate quattro figure abbracciate, dotate cia-
scuna di una spada corta inguainata, simbolo del potere. Due potere dei principi dalle divinità (ma il confine tra derivazione
di loro paiono in posizione di superiorità e portano la barba, del potere e discendenza genealogica può essere labile…) si
due sono imberbi. In questo monumento si sono riconosciuti i esprime negli epiteti di Iovius e Herculius, connotativi, rispet-
quattro principi della tetrarchia. La tetrarchia è un’ingegnosa tivamente, di Diocleziano e Galerio suo cesare (in Oriente),
architettura costituzionale con la quale Diocleziano cerca di e Massimiano e Costanzo Cloro suo cesare (in Occidente). Il
dare al potere una maggiore continuità, risolvendo alla radi- collegio imperiale, per quanto strutturato gerarchicamente,
ce il fenomeno delle usurpazioni. Allo stesso tempo intende risponde a ideali di perfetta concordia. La felicità dell’impero
amministrare e difendere meglio le diverse aree dell’impero. dipende da principi che agiscono seguendo l’esempio di Gio-
Il meccanismo prevede una più razionale ripartizione delle ve, il dio supremo, ed Ercole, il grande faticatore.
sfere amministrative e dei comandi militari: i due augusti La tetrarchia è parte integrante di un più generale e pro-
infatti sono chiamati a nominare – col criterio della “scelta fondo riassetto delle strutture amministrative dell’impero, un
del migliore”, in linea di principio votato a contrapporsi ai riassetto concepito probabilmente con prevalenti intenti di
sempre latenti scivolamenti dinastici – due supplenti o rap- restaurazione ideologica e politica ma – come in altre situa-
presentanti di fiducia. Viene loro attribuito il titolo di cesari. zioni della storia romana – attuato con metodi per necessità
Gli augusti si impegnano ad abdicare sistematicamente, per radicalmente riformatori.
consentire un ricambio tempestivo, prima di una anche bio- Le spese per la ricostruzione e l’innalzamento delle infra-
logica putrescenza del loro ciclo di governo. Divenuti augu- strutture difensive e logistiche – fortini, campi, strade strate-
sti, i cesari sono a loro volta tenuti ad affiancarsi due nuovi giche – sono enormi; la voce di bilancio legata agli stipendi e
collaboratori. C’è una mistica in tutto ciò. La derivazione del al vettovagliamento è aumentata per la crescita degli effettivi

176 ROMA ANTICA


Rilievo che illustra gli Il Mausoleo di Salona si rifugeranno
amori di Marte e Rea Diocleziano, eretto all’interno del grande
Silvia, da cui nasceranno all’interno del palazzo palazzo affacciato
Romolo e Remo, imperiale di Spalato, sul mare, le cui mura
III secolo (Budapest, 293-305. Per sfuggire consentono una facile
Museo Nazionale). alle invasioni, gli difesa, trasformandolo
È stato ritrovato a Vac, abitanti della vicina nella città di Spalato.
in Ungheria, ben lontano
dalla terra di origine
della leggenda.

della militia, termine che designa ormai sia la burocrazia sia LA RIFORMA DELL’ECONOMIA
i soldati; per l’esercito, la documentazione in nostro possesso Se questa è la cornice, al centro degli interessi di Dioclezia-
non aiuta a fare stime precise, ma non ci si allontanerà molto no non può non trovarsi il problema tributario. Per fare fronte
dal vero parlando di 400-500.000 uomini. Si delinea la sud- alla crisi economica, l’imperatore avvia una vera e propria ri-
divisione fra limitanei (stanziati lungo i confini fortificati) e forma finanziaria che introduce un nuovo sistema di tassazione
palatini e comitatensi (reparti al seguito degli imperatori), basato sul catasto. Le imposte vengono calcolate in natura (i
suddivisione perfezionata da Costantino. A margine si no- contribuenti pagano in specie oppure versando l’equivalente
terà che con Diocleziano la vecchia legione è una realtà quasi in denaro). E, misura ancor più significativa, viene abolita
virtuale; la denominazione rimane, anzi le legioni vengono l’esenzione di cui godeva l’Italia.
persino portate da 39 a 60, ma a parte rare eccezioni si tratta Vengono rese operative sulla base di nuove unità di conto,
ormai di frustoli di un migliaio di uomini, mentre il grosso il caput per le imposte sulla persona, lo iugum, per quelle sulle
delle truppe è formato dal complesso delle unità ausiliarie. proprietà: i meccanismi del sistema fiscale sono, a causa dello
Questo potenziamento non si rivela solo un fatto di profi- stato delle fonti, poco noti ma certamente la base dello iugum è
lassi: una serie di ribellioni e di crisi militari costringe subito valutata tenendo presente in maniera differente, per settori o-
i tetrarchi a sofferte ma vittoriose campagne. La più impor- mogenei, le peculiarità produttive locali. Periodici censimenti
tante, contro i persiani, conduce alla presa di Ctesifonte per e catasti garantiscono alle autorità un quadro aggiornato del-
mano di Galerio e alla pace di Nisibi del 298, con la quale la le possibilità contributive delle diverse aree dell’impero. «Si
frontiera romana viene spinta oltre il Tigri. misuravano – scrive Lattanzio – i campi pezzo per pezzo, si

DIOCLEZIANO prefetto del pretorio che ha eli-


Diocle, che sceglie in seguito il minato il giovane Numeriano.
nome di Gaio Aurelio Valerio Anni prima gli è stato predetto
Diocleziano, nasce a Salona, in Gallia che sarebbe divenuto
presso l’odierna Spalato intor- imperatore dopo aver ucciso
no al 240, da una famiglia mo- il suo cinghiale. Diocle inter-
desta: secondo una tradizione preta l’oracolo identificando
consolidata è figlio di uno scri- l’animale fatale con Apro: in
ba. Al pari di altri imperatori latino aper significa cinghiale.
del III secolo, è proclamato im- Rimasto solo al potere dopo la
peratore dai soldati, dopo aver morte di Carino, Diocle intra-
fatto carriera nell’esercito. Pre- prende con lucidità il progetto
sta servizio militare in Gallia, della restaurazione. Dopo
in Mesia, come governatore, l’abdicazione si ritira nel suo
durante il principato di Caro, palazzo presso Salona, simile a
poi ottiene il comando della una cittadella fortificata. Mo-
guardia del corpo imperiale. rirà nel 313. Il suo corpo verrà
Nominato imperatore nel 285, conservato nel Mausoleo, che si
l’ex ufficiale uccide Apro, il erge all’interno del palazzo.

CRISI E RIPRESA 177


contavano i piedi delle vigne e gli alberi, si registravano gli ratrice” di Diocleziano. In una parallela tendenza ideologica, e
animali di ogni tipo, si annotavano i nomi degli uomini, uno in parte forse per analoghe cause socioeconomiche, si collocano
per uno; nelle città si ammassavano le popolazioni urbane e gli interventi in materia religiosa.
rurali…». Nel periodo di oltre un decennio successivo alla presa del po-
Il regime provinciale è introdotto anche in Italia (qui l’uni- tere da parte di Diocleziano vige una sostanziale pace religiosa,
tà fondiaria si chiama millena). L’antico centro ideale e politico turbata da occasionali episodi di obiezione di coscienza fra i sol-
dell’impero viene distrettuato, sottoposto a governatori con dati cristiani, in Africa. Ma il meccanismo si guasta, si direbbe
competenze di giudici e responsabili per la tassazione ordina- improvvisamente. A distanza di pochi anni Diocleziano attacca
ria. Questo piuttosto clamoroso provvedimento è varato senza due fedi distanti fra loro. Dapprima il manicheismo, diffuso
suscitare particolari rimostranze. La spiegazione più plausibile in Oriente, considerato ostile al culto delle antiche divinità e
è che i grandi contribuenti – i senatori – sono in qualche modo strumento della propaganda persiana. Poi, nei primi anni del IV
compensati attraverso le inedite prospettive di carriera e di po- secolo, è il turno dei cristiani. Scoppia la “grande persecuzione”:
tere che si aprono loro grazie alle nuove strutture istituzionali. lascerà l’impronta maggiore, in termini di mito e di memoria
Agli amministratori si assicura un controllo più ravvicina- storica, sulla cultura occidentale. La tradizione non poteva tra-
to delle realtà regionali, grazie al raddoppio del numero delle scurare il pretesto scatenante della persecuzione: nel 302-303, al
circoscrizioni provinciali, raggruppate in insiemi più ampi, ritorno da un viaggio in Egitto, l’imperatore vede fallire un rito
diocesi dirette da vicari. Solo più tardi, alla metà del IV secolo, sacrificale, ne attribuisce la responsabilità ai cristiani. All’inizio
si definirà una catena di comando tripartita, con la formazione del 304 lo stesso Diocleziano (ma una gran fetta di responsabili-
delle prefetture del pretorio regionali, vero e proprio vertice tà viene attribuita dai contemporanei al fanatismo del suo brac-
dell’amministrazione tardoromana. cio destro Galerio) proibisce ufficialmente le riunioni cristiane,
stabilisce la distruzione degli edifici di culto e la messa al bando
LA ÒGRANDE PERSECUZIONEÓ dei sacri testi. A tutti è imposto l’obbligo di sacrificio: altri-
Nel preambolo di un celebre – quantunque fallimentare – menti pena di morte o lavori forzati. La direttiva è eseguita con
calmiere sui prezzi dei prodotti e delle retribuzioni deciso nel pervicacia nei territori danubiani e medio-orientali. È probabile
301, Diocleziano esprime con chiarezza le sue idee sulla propria che la persecuzione abbia accelerato – una volta superata la tem-
missione riformatrice: evoca la pace dello stato, ottenuta grazie pesta – il fenomeno delle conversioni e catalizzato sentimenti
a guerre felici, evoca la protezione degli dei immortali, non di ostilità contro le autorità imperiali in settori non trascurabili
esita a definire il suo governo come artefice perfetto del bene dell’opinione pubblica. Ma nel frattempo Diocleziano abdica e il
pubblico. La stessa politica dei prezzi predisposta dall’editto è principio dinastico, solo sopito, risorge. È il 305: sta per scoccare
il volto finanziario della prospettiva tradizionalista e “mode- l’ora di Costantino, il grande rivoluzionario.

178 ROMA ANTICA


Cena eucaristica, Territori dell’augusto
affresco nei Cubicoli d’Occidente LE POPOLAZIONI
Territori del cesare NELL’VIII SECOLO A.C.
dei Sacramenti, Eburacum
d’Occidente
I-IV secolo
(Roma, Catacombe Territori dell’augusto

Reno
d’Oriente (Diocleziano) Treviri
di San Callisto).
Territori del cesare Dan
d’Oriente ubio
Residenze
dei tetrarchi Milano
Sirmio

Roma Bisanzio
Nicomedia

Ni
lo
CRISI E RIPRESA DAL 192 AL 305
192 Una congiura elimina Commodo; breve regno 247 Il 20 aprile viene celebrato il millenario dalla
del senatore Elvio Pertinace. fondazione di Roma.
193 Ancora una volta, come alla morte di Nerone, 249 Dopo l’uccisione di Filippo da parte delle legioni
si presenta la situazione dei quattro imperatori: Didio a Verona, Messio Decio inaugura la serie di
Giuliano (a Roma), Pescennio Nigro imperatori-soldati di origine illirica.
(in Siria), Clodio Albino (in Britannia) e Settimio 251 Decio muore combattendo contro i Goti;
Severo (in Pannonia). gli succede Treboniano Gallo.
197 Dopo un periodo di anarchia, Settimio Severo 253 Sale al trono Valeriano. Muore lo scrittore cristiano
rimane unico imperatore. Origene.
199 A conclusione di una campagna militare contro 259 L’usurpatore Postumo crea nelle Gallie un regno
i Parti, Settimio Severo riprende il controllo secessionista indipendente: durerà fino 274.
delle regioni orientali. 260 Valeriano è sconfitto dai Persiani: morirà in
203 In occasione del decennale viene innalzato nel Foro prigionia. Gli succede il figlio Gallieno, che
un arco di trionfo per Settimio Severo. inaugura un periodo di tolleranza religiosa.
211 Settimio Severo muore a York, nel corso di una 267 Atene viene saccheggiata dai Goti.
campagna militare per pacificare la Britannia 268 Salito al trono, Claudio II si impegna a fondo contro
settentrionale. Salgono al trono i figli Caracalla e Geta. gli Alamanni.
212 Geta è fatto assassinare da Caracalla e i suoi partigiani 269 I Goti sono sconfitti a Naissus.
sterminati. La Constitutio Antoniniana concede la 270 Sale al trono Aureliano.
cittadinanza romana a tutti i sudditi liberi dell’impero. 271 Sconfitta degli Alamanni a Pavia.
217 Caracalla viene assassinato; dopo il breve 272 Aureliano assoggetta Palmira.
regno del prefetto Macrino, viene proclamato 275 Breve regno di Claudio Tacito.
imperatore il nipote di Caracalla, Elagabalo. 276 Sale al trono Probo.
222 Una congiura elimina Elagabalo, insieme alla 283 Regno di Caro.
madre: sale al trono il cugino Alessandro Severo. 284 Caro è assassinato. A Nicomedia viene proclamato
224 In Persia viene fondata la dinastia dei Sassanidi. imperatore Diocle, meglio conosciuto come
232 Invasione dei Marcomanni sul confine tedesco. Diocleziano.
235 La rivolta delle legioni del Reno, guidate da 285 Diocleziano sconfigge Carino, figlio di Caro, e resta
Massimino, porta all’uccisione di Alessandro unico imperatore.
Severo. Alla dinastia dei Severi segue un nuovo, 286 Diocleziano promuove l’ufficiale Massimiano che
lungo periodo di anarchia militare: fino al 284 si l’anno dopo viene associato come coimperatore.
succedono almeno diciotto imperatori “legittimi” 293 Nasce la tetrarchia. Galerio e Costanzo vengono
(senza contare gli usurpatori, i pretendenti, i figli nominati cesari, destinati a succedere agli augusti
o colleghi associati al trono. Diocleziano e Massimiano.
235 Proclamato imperatore, Massimino conduce 301 Diocleziano pubblica un calmiere dei prezzi
campagne contro gli Alamanni. Muore lo storico nel tentativo di arrestare la crisi economica.
Dione Cassio. 303 Proibizione del culto cristiano: Diocleziano
238 Alla morte di Massimino, sale al trono Gordiano III. scatena la persecuzione.
242 Gordiano sconfigge i Goti. 305 Conformemente ai principi della tetrarchia,
244 Gordiano è assassinato dai pretoriani. Filippo Diocleziano e Massimiano abdicano ritirandosi
l’Arabo regna su Roma fino al 249. È il figlio di uno a vita privata. Galerio e Costanzo diventano augusti
sceicco romanizzato. e nominano cesari Massimino Daia e Valerio Severo.

CRISI E RIPRESA 179


Crepuscolo
di un impero
Nelle pagine precedenti, Arco di Costantino, L’Arco di Costantino è
rilievo dall’Arco di rilievo sul lato ovest un monumento discusso:
Costantino che celebra che mostra la partenza c’è infatti chi sostiene
l’imperatore dopo la sua di Costantino che risalga all’epoca
vittoria su Massenzio da Milano, 315 adrianea e chi invece
a Ponte Milvio, 315 (Roma, Foro Romano). ritiene che i materiali
(Roma, Foro Romano). usati per la decorazione
siano stati semplicemente
riutilizzati all’epoca
di Costantino.

Una lotta senza esclusione di colpi, fra il 305 e il 312, condu- I PRIVILEGI DELL’IMPERATORE
ce all’eliminazione fisica o all’emarginazione politica dei com- Il documento emesso a Milano fa peraltro seguito a un
ponenti del secondo collegio tetrarchico e di altri potentati. Nel importante editto di due anni prima, col quale Galerio, il più
307-308 la tetrarchia è ormai un sistema rovinato. Nella parte anticristiano dei tetrarchi, ha dichiarato in punto di morte
occidentale, la resa dei conti è fra Massenzio, figlio dell’augusto chiuse le persecuzioni, senza rinnegare i propri atti, ma co-
Massimiano, e Costantino, figlio del cesare Costanzo Cloro. La me segno di clemenza (una delle tipiche virtù imperiali) e di
campagna costantiniana si conclude il 28 ottobre 312 con la perdono.
battaglia del Ponte Milvio. Un dipinto di Piero della Francesca L’atteggiamento benevolo di Costantino verso i cristiani e
raffigura la “visione di Costantino”: la notte della vigilia della il suo sostegno alle strutture ecclesiastiche trovano concrete
battaglia, egli avrebbe avuto in sogno l’indicazione di far sigla- manifestazioni: donazioni a favore della Chiesa (emblematico
re i labari dei suoi soldati con un simbolo (crisma) nel quale è l’innalzamento della basilica del Laterano su una proprietà
si incrociano un Chi e un Rho, lettere iniziali di Chrestos, Cri- imperiale), partecipazione del potere politico all’organizzazio-
sto. Costantino obbedisce a stimoli superstiziosi o all’intento di ne dei concili, creazione di feste cristiane come quella dome-
attrarre dalla propria una divinità esterna, sull’antico modello nicale. Soprattutto, sul piano delle prerogative istituzionali, si
dell’evocatio pagana? È già favorevole al cristianesimo? Poco dopo concedono ai vescovi poteri giurisdizionali e ai clerici privilegi
si assiste alla legittimazione pubblica del cristianesimo grazie a e immunità fiscali e dagli oneri municipali.
un documento congiunto emesso a Milano all’inizio del 313 da La strada intrapresa da Costantino è quella dell’integrazio-
Costantino e dal collega orientale Licinio (eliminato nel 324). ne fra Chiesa e Stato, mentre si assiste contemporaneamente a

L’ARCO DI casione l’imperatore giunge stenti: gli otto medaglioni so- e stretti sono dell’epoca di
COSTANTINO a Roma; la città ha cessato di pra i passaggi minori dell’arco Costantino e rappresentano la
L’arco trionfale di Costantino essere il centro economico e sono del tempo di Adriano, gli battaglia di Ponte Milvio, l’as-
(eretto probabilmente fra il 312 politico dell’impero, come di- otto rilievi sull’attico sono del sedio di Verona (o di Susa) e la
e il 315) chiude la serie degli mostra anche il fatto che egli tempo di Marco Aurelio, le fi- processione trionfale dell’impe-
archi monumentali costruiti a non ha posto qui la sua stabile gure dei barbari sugli architravi ratore con doni al popolo. Sulla
Roma, come segno tangibile residenza, ma vi si reca solo sal- delle colonne e i rilievi nei lati fronte dell’Arco vi sono poi due
delle glorie dell’impero. Dalle tuariamente. Roma non è più la stretti dell’attico e nelle pareti rilievi molto conosciuti, cioè
fonti sappiamo dell’esistenza di residenza dell’imperatore, che del fornice principale sono del l’Oratio (il discorso di Costan-
circa trentasei archi trionfali. preferisce Treviri in Germania e tempo di Traiano. Non è chiaro tino ai cittadini) e la Liberalitas
Di questi, quello dedicato a poi Sirmium in Illiria e Serdica se la scelta di ornare con rilie- (la distribuzione dei sussidi).
Costantino è il più imponente in Tracia fino alla fondazione di vi di epoca anteriore sia stata La composizione segue regole
e quello che vede nascere una Costantinopoli nel 330. dettata dall’impossibilità di precise che corrispondono a una
nuova concezione di vita. L’arco L’arco è a tre fornici, con otto realizzare un numero sufficiente nuova ideologia; l’imperatore
viene costruito per celebrare colonne corinzie staccate mo- di opere originali, oppure dalla è rappresentato seduto al cen-
la vittoria a Ponte Milvio su nolitiche, che reggono una tra- volontà di far apparire Costan- tro in posizione rigidamente
Massenzio (312) e festeggiare beazione continua. La maggior tino come il naturale successore frontale come una divinità, e
il decimo anniversario della sua parte delle sculture decorative dei migliori imperatori del sovrasta coloro che gli stanno
ascesa al potere: in quest’oc- proviene da monumenti preesi- II secolo d. C. I fregi lunghi intorno. I dignitari e i cortigia-

182 ROMA ANTICA


ni sono rappresentati secondo tosto il vincitore storico viene dell’Orbis Romanus». alleanza con Licinio, cui ricono-
cinque categorie di grandezza innalzato a vincitore assoluto, Nato intorno al 280 d.C. in sce il dominio dell’Oriente, nel
a seconda del rango: c’è qui diventa l’ubique Victor, il Victor Serbia da Costanzo Cloro e da 311 muove verso l’Italia, contro
per la prima volta il segno di omnium gentium, la sua vittoria Flavia Elena, dopo la nomina Massenzio, figlio di Massimia-
un’organizzazione cortigiana e storica, diviene la Victoria per- a cesare del padre, Costantino no, che sconfigge il 28 ottobre
burocratica che caratterizzerà petua: è così che l’imperatore e è allevato a Nicomedia, presso 312. Nel 324 si sbarazza anche
in seguito la società bizantina e la sua imperiale vittoria ven- Diocleziano. Quando Costanzo, di Licinio, restando unico im-
che ha le sue radici nelle conce- gono designati sulle monete divenuto augusto, muore nel peratore. Costantino è spietato
zioni orientali della sovranità. tardoantiche e così egli è rap- 306, Costantino è proclamato verso i membri della propria
Gli storici dell’arte parlano di presentato nell’arte trionfale. imperatore dai soldati, contro famiglia. Nel 326 il figlio Cri-
un «meccanico cristallizzarsi Nell’Arco di Costantino non l’usanza tetrarchica, scatenan- spo, vittima delle calunnie della
delle forme sin nei minimi solo i rappresentanti dei popoli do una lotta con altri cinque matrigna Fausta, è avvelenato
particolari». Così commentava realmente da lui sottomessi pretendenti (Massimiano, per ordine dello stesso impera-
il grande storico dell’arte Hans sono condotti ai suoi piedi, ma Massenzio, Massimino, Lici- tore. Costantino fa uccidere in
Peter l’Orange: «In un trionfo anche la totalità dei nemici di nio). Si allea con Massimiano, seguito anche la moglie Fausta,
imperiale non si celebra più il Roma. Analogamente le divini- sposandone la figlia, Fausta, ma con l’accusa di adulterio. Nel
vincitore storico, colui che ha tà fluviali, raffigurate sull’arco, nel 310 fa imprigionare il suo- 337 sul letto di morte riceve il
sconfitto un certo nemico in un non riproducono un particolare cero a Marsiglia e lo costringe battesimo dal vescovo ariano
tempo e luogo definiti; piut- luogo geografico ma la totalità al suicidio. Forte della nuova Eusebio di Nicomedia.

CREPUSCOLO DI UN IMPERO 183


Pannello detto dei
Captivi sull’attico
dell’Arco di Costantino,
175 circa. L’opera,
che risale all’epoca
dell’imperatore Marco
Aurelio, mostra alcuni
prigionieri marcomanni
che si sottomettono
all’imperatore.

un’inversione del concetto di tolleranza, i cui beneficiari sono


ormai in primo luogo i fedeli della vetus superstitio pagana, che
però non sono ancora esclusi dalle cariche pubbliche. A un
simile discrimine le autorità non arriveranno mai nel corso del
IV secolo. Costantino, come del resto i suoi successori, sarà
sempre molto attento a non “pestare i piedi” all’antica classe
senatoria romana, a lungo in maggioranza pagana, che non
chiede altro se non il vedersi garantiti adeguati spazi di potere.
Non c’è neppure abolizione degli spettacoli – pur duramente
e ripetutamente ripresi dalle prediche episcopali – legati al
vecchio calendario e al culto imperiale.
La legislazione costantiniana, piuttosto, è la prima a limi-
tare le pratiche sacrificali e divinatorie, in casi ritenuti sospetti
o quando siano concomitanti con particolari solennità.

LA CONVERSIONE
DI COSTANTINO
Si è molto discusso delle ragioni di una conversione così
subitanea: in definitiva è trascorso poco tempo dall’ultima orientamenti e sensibilità già cristiani: il sole come rappre-
grande persecuzione, che bene o male ha costituito un’esibi- sentazione di universale onnipotenza creatrice, il sole come
zione di muscoli da parte dei poteri tradizionali. luminosità morale. Poco prima del 324, comunque, anche le
Non ha mantenuto consensi la tesi “politica” di Jacob Bur- ambiguità dell’ideologia solare sono abbandonate. Soltanto
ckhardt: ne L’età di Costantino il Grande, del 1852, egli attri- ora la conversione assume una dimensione di compiutezza.
buisce a Costantino la capacità di intuire con netto anticipo Anche il problema dei rapporti con la tradizione classica va
da che parte occorre schierarsi per vincere la partita per la sciolto: Costantino, in una celebre orazione, sviluppando prese
conquista del potere. di posizione già di Lattanzio, attribuisce un’esplicita valenza
Senza cadere nell’eccesso opposto – una spiegazione to- di allegoria cristiana alla Quarta Egloga di Virgilio, un fatto
talmente apolitica, collegata solo alla profondità delle sue di notevole importanza per la storia culturale dell’Occidente
convinzioni –, la genesi della conversione di Costantino va cristiano (si pensi alle ripercussioni che avrà su Dante l’imma-
vista in tutta la sua gradualità e complessità. La religiosità gine di un Virgilio “precristiano”).
costantiniana, soggetta all’influsso di forti personalità episco- Nel 325, al concilio di Nicea, egli si dichiara “vescovo di
pali (Ossio di Cordova, Eusebio di Cesarea, Eusebio di Nico- quelli di fuori”, cioè guida cristiana dei laici: è il grande ispi-
media), non esente da tratti superstiziosi, resta per svariati ratore di questo sinodo che condanna l’arianesimo. Nel 327
anni avvolta, in modo dominante, da una forma di monotei- invia la madre Elena in pellegrinaggio in Terrasanta, forse nel
smo solare. tentativo di espiare i sensi di colpa per la recente tragedia di
L’associazione di Costantino con simboli ed elementi i- palazzo in cui è stato mandato a morte il figlio Crispo. Una
deologici di tipo solare, presente nelle epigrafi e soprattut- tradizione della fine del IV secolo le attribuisce la scoperta del
to nell’iconografia numismatica, consente connessioni con il legno della Croce. Dal 327-328 l’imperatore, per motivi non
paganesimo, ma allo stesso tempo è interpretabile secondo del tutto chiari, muta tuttavia indirizzo rispetto all’eresia di

184 ROMA ANTICA


Solidus aureus
di Costantino,
336-337 (Collezione
privata). Questo tipo
di moneta viene
introdotta nel 309-310
e usata nell’Impero
Romano d’Oriente
fino al X secolo.

Ario, col quale entra in contatto. La sua politica è ora infatti La rottura, rispetto alla storia monetaria precedente, av-
rivolta a conciliare ariani e ortodossi. Si svolge persino un al- viene con l’ancoramento del sistema economico a un pezzo
tro concilio destinato a rettificare il credo niceno. Quando, in destinato a un brillantissimo futuro: il solidus, moneta aurea
punto di morte, l’imperatore si trova nei pressi di Nicomedia, del peso di 1/72 di libbra (4,55 grammi). Il solido è messo a
sarà il locale vescovo ariano, Eusebio, a battezzarlo. confronto sulla base del rapporto reale, di mercato, con le mo-
nete di rame cosparso d’argento, il cui valore intrinseco (misu-
LA RIVOLUZIONE MONETARIA rato sul contenuto di metallo pregiato) è scarso: i detentori di
Lo scrittore Zosimo, vissuto più di un secolo e mezzo più questa moneta divisionale devono versare, per pagare le tasse
tardi, detesta Costantino. Fra le numerose responsabilità ascrit- e per le quotidiane transazioni commerciali, il corrispettivo
tegli, quella di essere uno scialacquatore che rivelano l’astio del dell’importo calcolato in solidi. Il potere d’acquisto del rame
pagano contro il principe cristiano, colpevole di avere speso a argentato cade. Queste monete correnti sono coniate in grande
favore della Chiesa un patrimonio ingentissimo. Ma ci sono abbondanza, ma abbandonate a loro stesse (non hanno un valo-
anche implicazioni di natura economica. Il carattere “rivoluzio- re nominale) e l’inflazione le svilisce. È la rovina dei ceti meno
nario” del regno di Costantino non si limita alla trasformazione abbienti. Un trattatello di un anonimo inventore di macchine
religiosa. Accanto a interventi di riordino dell’apparato di corte da guerra della seconda metà del IV secolo ha le idee chiare
e al completamento dell’ordinamento militare dioclezianeo, sulle responsabilità di Costantino e della sua riforma: «Fu ai
l’imperatore definisce il nuovo quadro finanziario. tempi di Costantino che la smodata elargizione di denaro as-

INFLAZIONE to contenuta nel denarius svalu- lavorativa di un fabbro viene ritorno a un’economia di barat-
E MONETE tandolo del 50 per cento. Alla pagata 50 denarii, circa 1500 to, e una situazione precedente
Gli ultimi secoli dell’impe- svalutazione del denario non denari al mese escluse le feste, l’introduzione della monetiz-
ro sono caratterizzati da una corrisponde, però, l’aumento mentre quella di un contadino zazione. A questa situazione
notevole inflazione e dalla dei salari delle classi meno ab- 25 denarii, circa 750 al mese. di crisi si cercherà di porre
conseguente svalutazione del bienti, per cui molti lavoratori, Sempre più spesso si ricorre rimedio con l’introduzione
denario: il processo è lento e piccoli commercianti, artigiani alle distribuzioni di grano, e il del solido aureo.
inesorabile e porta alla fine del finiscono con l’andare in rovi- soldo dei militari viene corri- Inizialmente vi è una sola zec-
mondo antico. Già da Augusto na. Anche i soldati, il cui soldo sposto in generi di prima ne- ca, che provvede alle emissioni,
il tenore di vita si è notevol- è in argento, richiedono un cessità, cibo e indumenti, che quella di Roma. Ma con l’e-
mente abbassato e i prezzi adeguamento dello stipendium il fisco preleva direttamente spansione oltre i confini dell’I-
hanno subito impennate che ai prezzi: per arginare gli effet- con le tasse in natura, vale a di- talia si provvede all’apertura di
variano dal 150 per cento per ti dell’inflazione e soprattutto re con i prodotti delle attività altre zecche nei centri maggio-
i prodotti di prima necessità il malcontento dei soldati, agricole e industriali. Si verifi- ri. Nei primi tre secoli dell’im-
(grano) al 550 per cento per gli imperatori impongono un ca un fatto del tutto singolare: pero inoltre molte colonie e
il vestiario. Durante il regno calmiere dei prezzi; nel 301 i all’estero la moneta romana città provinciali ottengono la
dell’imperatore Settimio Se- tetrarchi emanano un editto non viene più accettata, e i concessione di battere mone-
vero l’inflazione tocca le punte sui prezzi massimi dei prodotti mercenari barbari come pure i ta. Centri come Alessandria,
più alte e la zecca imperiale di- più diffusi e sui salari corri- mercanti orientali preferiscono Antiochia e Lione batteranno
minuisce la quantità di argen- sposti ai lavoratori: la giornata essere pagati in oro. Si ha un moneta fino al V secolo.

CREPUSCOLO DI UN IMPERO 185


LE ALTRE
CAPITALI
Roma, il cuore pulsante
dell’impero, da tempo ha
cessato di battere: lo spostarsi
degli interessi strategici e
amministrativi verso nuove
aree dell’impero, l’emergere
della “questione barbarica”
sul Reno e sul Danubio, l’at-
tenzione necessaria alle nuove
problematiche poste anche
dalla collegialità del governo
hanno infine relegato la città
a un ruolo secondario. Tale
nuova situazione verrà sanci-
ta in maniera definitiva con
la fondazione della “Nuova
Roma”, Costantinopoli, che
porterà a una duplicazione del
senato e di quelle cariche un
tempo prerogativa della città
sul Tevere. Ma già prima della
decisione di Costantino altre
città sono diventate capitali
dell’impero, che non costitui-
sce più un organismo unitario,
ma una realtà politica frazio-
nata, fin dai tempi dell’impe-
ratore Gallieno. Nel corso del di Teodosio questo privilegio ripetuti saccheggi e provo- docente. Augustodunum
tempo hanno acquistato gran- non passerà a Ravenna. Mila- cando il venir meno di quella porta il titolo di “città sorella
de importanza città come Mi- no è una città ricca e splendi- posizione di primato che la di Roma” ed è infatti una
lano, Treviri e Nicomedia: esse da, fervente di vita, con gran- città ha acquistato. Grande delle più belle e vive città
vengono ingrandite, dotate di possibilità economiche e importanza acquistano inol- dell’Occidente romano.
di mura più ampie, di palazzi con un intenso commercio di tre, già a partire dal II secolo, A Costanzo Cloro, che la
imperiali, di terme, teatri, denaro, tanto che si può defi- città come Augustodunum sceglie come sede imperiale
templi, officine militari e così nire la prima città italiana che (l’odierna Autun), in Gallia, nel 293, si deve anche la for-
via. Lattanzio nel De mortibus abbia, fin dagli ultimi tempi e Treviri, in Germania. tuna di Treviri. Nel ruolo di
persecutorum descrive le grandi dell’impero romano, una reale Autun è un grande e rispetta- capitale amministrativa delle
opere compiute da Dioclezia- attività bancaria. Proprio que- to centro di cultura classica: prefetture di Spagna, Gallia e
no a Nicomedia per avvicinare sta ricchezza del resto attira in seguito al saccheggio subi- Britannia, Treviri è affiancata
la città al fasto di Roma, quan- le attenzioni dei popoli ger- to nel 269 per mano di Vitto- da Eburacum (oggi York).
do diventa sede imperiale. In manici. Durante le invasioni, rino, proclamato “imperatore Anche Aquincum e Sirmium,
Italia fiorisce Milano: dopo la per la sua importanza econo- delle Gallie”, la città viene infine, sono città di una certa
riforma di Diocleziano, la città mica e per le sue ricchezze, i ricostruita da Costanzo Cloro, rilevanza nell’area danubiana,
diviene sede stabile dell’impe- barbari riserveranno infatti a che si occupa della riorga- soprattutto Sirmium che in
ratore e rimarrà sede imperiale Milano il medesimo destino nizzazione delle Scholae con alcuni periodi viene elevata
fino a quando, dopo la morte di Roma, sottoponendola a nuove sedi e nuovo personale a residenza imperiale.

186 ROMA ANTICA


La Porta Nigra di Augusta Incisione dell’Aula Sotto, Thamugadi, la
Trevirorum (Treviri) è Palatina o Basilica città fondata da Traiano
uno dei più celebri esempi di Costantino, opera in Numidia nel II secolo,
di architettura romana di A.-F. Lemaitre, nel suo impianto ad assi
nella città tedesca sulle rive 1845 (L’Univers ortogonali riproduce
della Mosella. La città è pittoresque). Edificio la struttura di un
trasformata da Augusto per l’amministrazione accampamento militare.
nel centro principale della della giustizia, la basilica
Gallia Belgica e diventa romana fornisce il modello
con Diocleziano residenza architettonico alle chiese
del cesare d’Occidente. cristiane.

segnò ai piccoli commerci l’oro al posto del rame, che prima confonde ormai con quella di residenza dei principi. Le città
era considerato di grande valore… Ci s’impegnò a mettere in su cui cade la scelta – spesso per motivi di vicinanza ai con-
circolazione oro, considerato più prezioso. Quest’abbondanza fini minacciati dai barbari – sono in genere già importanti:
d’oro riempì le dimore dei potenti, diventate sempre più belle Treviri e Arles in Gallia, Sirmio e Serdica (Sofia) nei Balcani,
a danno dei poveri, essendo i meno abbienti oppressi con la vio- Nicomedia in Oriente, sono fra gli esempi più significati-
lenza». La novità dell’orientamento monetario costantiniano vi. Gli imperatori vi costruiscono nuovi complessi palaziali,
non sarà stata democratica. Ma sarà di portata storica enorme: il procedono al loro ampliamento edilizio in quadri urbanistici
solido è da subito moneta fortissima, e costituirà la base dell’e- sempre più punteggiati dalla presenza degli edifici di culto
conomia in Occidente fino ai carolingi, avendo lunghissima e cristiani. Non ci si dimenticherà di Milano, già dall’età te-
vitale produzione nel sistema metallico dell’impero bizantino. trarchica e poi soprattutto dopo la morte di Costantino, sede
semipermanente dell’impero occidentale. È a quest’epoca che
ROMA E LE ALTRE si può far risalire la bipolarità con Roma. Un grande retore e
A partire dal tardo III secolo, Roma non è più la principale poeta di Bordeaux, Ausonio, così la descrive alla seconda metà
sede della corte imperiale. Resta la sede del senato, resta il del IV secolo: «È tutto meraviglioso, a Milano: ricchezze ab-
simbolo del dominio romano, ma ciò non basta per soffocare bondanti, case innumerevoli e sontuose, popolazione faconda
la percezione della novità avvenuta. La nozione di capitale si e intelligente, piacevoli costumi».

CREPUSCOLO DI UN IMPERO 187


In basso, la cupola della Nella pagina a fronte, 1 Santi Apostoli
COSTANTINOPOLI
basilica dedicata alla mosaico della Basilica 2 Colonna di Arcadio
NEL IV SECOLO

C
Santa Sapienza è uno di Santa Sofia che 3 Arco di Teodosio Cisterna

o
Aeti

r
dei principali simboli raffigura la Vergine in 4 Colonna di Costantino o Galata

n
di Costantinopoli trono con Giustiniano 5 Ippodromo d
(oggi Istanbul) e verrà (alla sua destra) Cisterna ’O
6 Santi Sergio e Bacco di Aspar
trasformata in moschea e Costantino. ro
7 Santa Irene
nel XV secolo. Mura di
8 Santa Sofia Mura di 1 Costantino
9 Acropoli Teodosio
10 Colonna di Claudio
12
Gotico
Cisterna
di Mocios Foro di 11
5
COSTANTINOPOLI: Foro
Teodosio
9
Boario Foro di 6
LA SECONDA ROMA S. Andrea
4
Costantino
10

7
Diverso il discorso per Costantinopoli. Poche settimane in Crisi
8
dopo la vittoria sul rivale Licinio, nel 324 d.C., Costantino fa
S. Giovanni
tracciare il perimetro sacro delle mura urbane e avvia l’edifi- Battista
cazione di una sua città, una città completamente nuova, in DI M ARM ARA
3 RE
M A
un bellissimo sito sul Bosforo, in parte occupato dall’antica
Bisanzio, buono per la difesa e le comunicazioni. Questa città
deve essere – e a tal fine è pianificata sin dall’inizio dall’impe-
ratore – la capitale cristiana del suo impero. È verosimile che Costantino, il suo completamento è opera del figlio Costanzo
alla morte di Costantino, Costantinopoli già sfiori i 100.000 II. A questo punto, il paragone fra le due città, subito istitu-
abitanti. ito dalle fonti contemporanee, ha anche un suo fondamento
Megalopoli, residenza stabile dell’imperatore, Costanti- politico e istituzionale. A pieno titolo, in uno dei canoni del
nopoli può tuttavia essere una nuova (o una “seconda”, deute- Concilio del 451 si potrà affermare: «Costantino il Grande
re, altera) Roma solo se ne possiede le istituzioni caratteristi- trasferì (a Bisanzio) lo scettro della regalità romana, dette alla
che: il senato, i senatori, le magistrature urbane. È anche un città il nome di Costantinopoli e di nuova Roma, ne fece la
modo per renderla partecipe di una storia. L’iniziativa è di regina di tutte le città».
COSTANTINOPOLI chiede ai suoi architetti di coloro che vi possiedono una greca, ma è anche la capitale
Bisanzio viene fondata da alcu- rifondare Bisanzio per farne casa e che in fin dei conti con- dell’impero: la corte imperiale
ni marinai di Megara nel 657 una capitale degna di essere tribuiscono all’aumento della e la sua gigantesca macchina
a.C. sull’estrema propaggine la seconda Roma. Fra il 328 e popolazione urbana. Come per burocratica continueranno per
dell’Europa, dove il Bosforo il 330 si concludono i lavori Roma, tali distribuzioni non due secoli almeno a usare il
si apre sul mar di Marmara e alla cinta muraria e al palazzo sono espressione di assistenza, latino. Il suo nome, fino all’ul-
una baia lunga sette miglia, il imperiale. L’11 maggio del ma privilegio dei cittadini di timo, rimarrà “Nuova Roma
Corno d’Oro, si insinua nella 330 la città viene solennemen- una capitale del mondo. Una che è Costantinopoli”; e so-
terra a forma di falce. La città è te inaugurata e dal nome del strada principale, la Mese, prattutto i suoi abitanti conti-
in posizione molto favorevole suo rifondatore prende subito la attraversa, partendo dalla nueranno fino al 1453, quando
ai commerci e al controllo stra- il nome di Costantinopoli. Porta d’Oro fino al centro la città cadrà in mano turca, a
tegico delle rotte verso il Mar In breve giro di anni è dotata monumentale della città, che chiamarsi ostinatamente Ro-
Nero, ma i coloni greci la tra- di un grandioso ippodromo, i successori di Costantino ab- maioi, Romani. Costantinopoli
scurano a lungo, più propensi come parte integrante del pa- belliscono e ingrandiscono, co- è una capitale greca, romana
a colonizzare il Mediterraneo lazzo, del Foro, con la celebre struendo Fori, obelischi, edifici e cristiana al tempo stesso: in
e l’Oriente. Solo con l’elleni- colonna in cima alla quale pubblici, fra cui la nuova Ba- questo è la sua unicità, una
smo, e poi con il dominio di sorge la statua dell’imperatore; silica di Santa Sofia (la prima sintesi che racchiude le con-
Roma, la città comincia cre- è iniziata anche la costruzione è andata distrutta durante la traddizioni e la complessità
scere, finché Licinio, avversario della cattedrale di Santa Sofia rivolta di Nika del 532), capo- del mondo tardoantico, molto
di Costantino, non impernia (consacrata però solo nel 360) e lavoro di Antemio di Tralles, più vicino al Medioevo e alla
su Bisanzio la sua campagna di tutte le infrastrutture edili- architetto di Giustiniano, e il nostra Europa, che non alla
militare del 322-323. Fini- zie atte a ospitare le sedi degli grande palazzo imperiale. Roma di Augusto; eppure
sce sconfitto, ma Costantino uffici amministrativi. Incentivi Per oltre un millennio questa ancora saldamente ancorata al
comprende l’importanza della per l’edilizia abitativa vengono città resterà capitale dell’uni- passato imperiale, con il quale
città. La guerra è finita da po- dati, per esempio in forma di verso bizantino e centro moto- ribadisce la propria continuità
chi giorni e già l’imperatore razioni gratuite di pane, a tutti re della sua civiltà. È una terra storica.

CREPUSCOLO DI UN IMPERO 189


IL MONACHESIMO Nel 300, sant’Antonio abate si cenobitismo (dal greco koinos, stilisti (da stylos, colonna).
Gli ultimi secoli dell’impero ritira nel deserto per praticare comune, e bios, vita), i cui Altri monaci orientali vanno a
romano vedono anche l’affer- in pieno gli ideali evangelici organizzatori sono san Paco- vivere sugli alberi o sul fondo
marsi del monachesimo, un di povertà, di abbandono delle mio nell’Alta Tebaide e di san di pozzi rimasti all’asciutto.
fenomeno culturale del tutto cose mondane e di mortifica- Basilio di Cesarea (IV secolo). La volontà di affermazione
nuovo che si afferma in un zione della carne; la forma di Questi danno vita a comunità dei principi evangelici troverà
primo tempo soprattutto in monachesimo da lui praticata di monaci legati a una regola espressione anche in Occiden-
Oriente. Degli spiriti partico- è detta anacoretismo (dal greco molto rigida che mira alla te. Nel monastero fondato a
larmente predisposti alla anacoreo, isolarsi). Ben presto si macerazione del corpo e alla Montecassino da Benedetto da
riflessione, alla meditazione, formano intorno a lui gruppi purezza ascetica. I monaci si Norcia nel VI secolo, e negli
si ritirano in luoghi lontani di anacoreti o eremiti che emu- riuniscono sotto l’autorità di altri monasteri sorti sul suo
e sperduti per realizzare attra- lano le sue pratiche ascetiche, un maestro, l’abate, accettano esempio, i monaci vivono però
verso l’ascesi un nuovo ideale tra i quali anche il grande di sottomettersi a una regola un’esperienza più equilibrata e
di vita improntato a rinunce maestro di vita Macario il da lui fissata e praticano la vita matura di quella del monache-
e mortificazioni, sia fisiche Vecchio (IV secolo) che si ritira in comune che non riguarda simo orientale: essi alternano la
che spirituali: una sorta di fuga nel deserto dell’Alto Egitto, solo la preghiera ma anche il preghiera e la contemplazione
dal mondo. e Ilarione di Gaza nel Sinai pranzo e il lavoro. Né mancano all’attività nei campi, creando
Di fronte alle scelte della e poi a Cipro. anche forme di ascetismo esa- comunità economiche autosuf-
Chiesa cristiana, sempre più In Occidente anche san Gero- sperato, come quelle del siriaco ficienti in grado di prestare un
orientata verso forme di vita lamo praticherà, nella sua pri- Simeone. Questi nel 420 si valido aiuto alle popolazioni
mondana, il monachesimo ma giovinezza, questa forma ritira sulla cima di una colonna prostrate dalla guerra. È questo
si ripropone un ritorno agli di isolamento. Dall’esi- dove sembra sia rimasto per tipo di monachesimo che avraà
ideali evangelici e un recupero genza di conciliare l’ascetismo una quarantina di anni, dando larga diffusione in Ocidente
della spiritualità originaria. con la vita associata nasce il origine al movimento degli durante il Medioevo.

190 ROMA ANTICA


Il monastero di Santa Frammenti di una
Caterina del Sinai, statua colossale di
costruito all’epoca Costantino, ritrovata
di Giustiniano, nel 1486 nell’abside
nel VI secolo. occidentale della
Basilica di Massenzio,
e realizzata tra il 313
e il 324 (Roma, Musei
Capitolini, Palazzo dei
Conservatori).

LA TEOLOGIA IMPERIALE di instaurare il culto della personalità in forme divinizzanti di


La fondazione di città è sempre stata, dall’epoca ellenistica, tipo greco-orientale: simili atteggiamenti, stigmatizzati da una
una prerogativa di monarchi e imperatori, anche se forse mai cultura politica fortemente legata alla tradizione senatoria re-
come per Costantinopoli ha così consapevolmente rappresen- pubblicana, non si istituzionalizzano che con Diocleziano, anche
tato, sin dalla sua progettazione, il supremo luogo del potere, in questo precursore, senza esaurirli, degli sviluppi costantiniani.
sul piano simbolico ed effettuale. Il palazzo imperiale diventa Il potere assoluto dell’imperatore (al quale viene riconosciu-
il “centro mistico” di una città, dove il cerimoniale imperiale to il titolo di dominus) si manifesta in tutti i settori, legislativo,
si esercita in forme di una solennità e di un lusso mai raggiunti giudiziario, militare, senza altri limiti che quelli delle oppor-
prima. Ma oltre che su questo piano, per così dire, esteriore, è tunità e dell’influenza politica esercitabile su di lui. Supporto
sempre con Costantino che la monarchia tardoantica assume, in irresistibile di tale potere è la religione, sia nel caso degli ultimi
modo definitivo, altri suoi tratti distintivi, come il carattere as- imperatori pagani, praticamente divinizzati, sia con la dottrina
solutistico e quello dinastico. È vero che in passato alcuni impe- cristiana, incentrata sul principio di san Paolo della derivazione
ratori (Caligola, Nerone, Domiziano, Commodo) hanno tentato divina del potere.

CREPUSCOLO DI UN IMPERO 191


Materiali e strumenti Enea e Didone
per la scrittura, I-III a banchetto, miniatura
secolo, da Volubilis, da un manoscritto del VI
ai piedi del monte secolo (Città del Vaticano,
Zerhoun, in Marocco. Biblioteca Apostolica).
Con l’introduzione della
pergamena, più rigida
del papiro, si abbandonano
i rotoli e nasce il libro
con pagine così come
lo intendiamo oggi.

Costantino crea una vera e propria “teologia” imperiale, portano il diadema, preziose vesti di porpora, si fanno adorare
il cui nucleo centrale è la componente provvidenzialistico-ca- (da pochi fortunati) secondo una tipica procedura che consiste
rismatica insita nel cristianesimo, valorizzata da un accurato nell’inginocchiamento e nel bacio del loro sacro mantello.
e articolato battage ideologico. La terminologia riflette per- È un privilegio vederli. Il principe vive lontano dai comuni
fettamente quest’evoluzione: tutto ciò che ha a che fare con mortali, inaccessibile. Una formula efficace lo definisce come
l’imperatore diventa “sacro” (sacer, caelestis): la corte, le leggi, i princeps clausus. Un bel passaggio da un’epistola di Sinesio ve-
dispacci, gli uffici amministrativi. Il sacrilegio, inteso come at- scovo di Cirene agli inizi del secolo V recita: «Non si dubita
tentato all’autorità imperiale, diventa fattispecie penale esten- affatto dell’esistenza di un imperatore, giacché ci sono gli esat-
dibile quasi a piacimento, e strumento politico probabilmente tori delle tasse a ricordarlo ogni anno, ma della sua identità non
più diffuso che durante l’era pagana. Sul piano cerimoniale, gli si è altrettanto sicuri. C’è fra noi qualcuno convinto addirittura
imperatori tardoantichi seguono ormai la moda orientalizzante: che a regnare sia ancora Agamennone...».

PAPIRI
E PERGAMENE
La tavoletta di legno dai bordi
rialzati, con la superficie inter-
na spalmata di cera, costituisce
nel mondo romano il materiale
più diffuso per le quotidiane o-
perazioni di scrittura di testi di
uso personale (appunti, conti,
biglietti, lezioni scolastiche),
ma anche di tipo amministra-
tivo. Lo stilo, una cannuccia di
legno o di metallo appuntita a
un’estremità, serve per incide-
re i segni sullo strato di cera.
Spesso un gruppo di due o tre
tavolette cerate viene fissato
insieme con dei fili fatti passa-
re attraverso dei fori su uno dei
bordi in modo da formare un
taccuino (pugillaria o codicilli).
Questi sono gli antenati del
codex, codice, da cui deriva il
libro moderno. Le tavolette so-
no più maneggevoli e pratiche
per la consultazione di testi

192 ROMA ANTICA


Ritratto di Paquio che aveva il negozio in
Proculo e della moglie via dell’Abbondanza.
rinvenuto nella casa di La donna sorregge
Pansa a Pompei, I secolo due tavolette per
d.C. (Napoli, Museo scrittura e uno stilo,
Archeologico Nazionale). in un atteggiamnto
Secondo alcuni studiosi abbastanza comune
si tratterebbe in realtà di per la ritrattistica
Terentius Neo, panettiere dell’epoca.

LA COMPONENTE MILITARE
Un imperatore romano, per essere circondato da unanime
rispetto, deve essere condottiero (o farlo credere). La compo-
nente militare della legittimazione del potere è sviluppata
dalla propaganda imperniata sui temi della vittoria e della
virtù guerriera, ritornata in auge durante e dopo il supera-
mento della crisi del III secolo e giustificata dal permanere
dei pericoli esterni.
L’impero è circondato dai barbari ondeggianti. Questa
verità incontestabile non significa che esso rischi da un mo-
mento all’altro di cadere né che non conosca fasi di sostanziale

brevi del rotolo di papiro (volu- lato del foglio con le fibre oriz- pratica della lettura è piuttosto facce e cuciti sulla costola. Esso
men), che penetra a Roma dalla zontali (recto, il verso è usato lenta, anche perché, dall’età può contenere un numero assai
Grecia parallelamente alla dif- per appunti o nelle riutilizza- imperiale, si afferma la scriptio più alto di testi, così molte
fusione della cultura greca. Il zioni), la scrittura si dispone in continua, priva dello stacco fra opere sono trascritte da vari ro-
volumen viene utilizzato sempre colonne staccate, perpendico- le varie parole; inoltre spesso la toli nella nuova veste libraria.
più ampiamente per testi lette- lari alla lunghezza del rotolo, scrittura può essere “persona- Intorno al IV secolo la nuova, o
rari nel periodo fra il II secolo composte da una trentina di le”, corsiva. meglio, rinnovata forma libra-
avanti e il II dopo Cristo. È co- righe. L’ultimo foglio, de- La lettura interiore è praticata ria ha ormai definitivamente
stituito da un insieme di fogli stinato a restare bianco per accanto all’altra, ma non testi- soppiantato il rotolo, anche se
ricavati dalla lavorazione del proteggere il resto, è attaccato monia un livello culturale più il papiro continuerà a essere
fusto della pianta del papiro. con le fibre in senso opposto alto, a differenza di quanto ac- utilizzato a lungo in Occidente
Una ventina di fogli, incollati rispetto agli altri (protòkollon). cade nel mondo moderno. Na- per i documenti ufficiali, in
uno di seguito all’altro, danno A esso si incolla un cartellino, turalmente il pubblico di let- particolare dalla cancelleria pa-
vita al rotolo, che ha una lun- che sporge dal rotolo, recante tori è ristretto; l’analfabetismo pale fino al X secolo. I Cristia-
ghezza di circa tre metri (ma il nome dell’autore e il titolo è assai diffuso, poche persone ni vi leggono le sacre scritture.
per quelli letterari la lunghez- dell’opera. sono in grado di distinguere Per essi, in particolare nelle
za media è di sette o otto me- Per leggere un rotolo si deve le lettere e leggere frasi molto prime comunità, formate da
tri) ed è avvolto spesso intorno tenerlo nella mano destra e brevi. A partire dal II secolo persone modeste e cultural-
all’umbilicus, un bastoncino svolgerlo gradualmente con il rotolo viene gradualmente mente poco elevate, il costoso
mobile o fisso, a partire dall’e- l’altra mano. Sempre con la sostituito dal codice, in cui le rotolo di papiro è infatti legato
stremità sinistra. sinistra si riavvolge e si tiene tavolette cerate sono sostituite al mondo dei ricchi e colti pa-
Per scrivere è necessario tenere ferma la parte letta, in modo da fogli di pergamena – pelle gani, un oggetto di lusso che
il rotolo sulle ginocchia, svol- che a lettura conclusa tutto il ovina o bovina trattata – o di non hanno mai tenuto fra le
gendolo via via. Si scrive con rotolo resti avvolto nella ma- papiro stesso. I fogli sono rag- mani, mentre il libro in per-
calamo e inchiostro (composto no sinistra. Prevale in genere gruppati in fascicoli, scritti su gamena appare più adatto alle
di nerofumo, pece e acqua) sul la lettura ad alta voce, ma la tutta la pagina su entrambe le loro disponibilità.

CREPUSCOLO DI UN IMPERO 193


parato esteriore si erano venute
formando nel corso dei secoli.
L’imperatore indossa ora il
prezioso abito di porpora in-
castonato di pietre preziose
e ricamato in oro: elementi a
cui Costantino aggiungerà il
diadema; la persona dell’im-
peratore diviene stabilmente
sacra, come del resto le sua vo-
lontà, ogni suo atto e ogni cosa
che lo circonda. Egli vive nei
recessi del suo palazzo, lontano
e inaccessibile a tutti: poche
persone possono essere ammes-
se alla sua presenza secondo
un protocollo ben preciso. In
sua presenza i sudditi devono
prostrarsi e baciargli l’orlo del-
la porpora (adoratio), nessuno
può sedere alla sua presenza,
nemmeno i membri del suo
consiglio, che da allora in poi
viene chiamato concistorium.
Queste forme di “etichetta” di
corte divengono così radicate
LA CORTE E Tuttavia, è stato osservato, che dei funzionari che svolgono che sopravvivono anche alla
IL CERIMONIALE proprio il primo costituirsi di mansioni più qualificanti: cristianizzazione dell’impero.
La corte imperiale romana può una corte intorno all’impera- i funzionari a rationibus che La civiltà romana quindi, pro-
dirsi pienamente costituita, tore rappresenta la smentita provvedono alle spese dell’im- fondamente fusa con l’eredità
nei suoi uffici e nelle forme del più palese della conclamata peratore e della sua famiglia, ellenistica, darà vita nel campo
cerimoniale, soltanto nel IV se- restaurazione repubblicana di ab epistulis, a libellis, a cogni- della regalità e delle cerimonie
colo. Il principato nella forma Augusto. L’imperatrice assume tionibus incaricati di preparare di corte a un organismo pro-
in cui viene creato da Augusto, il titolo di augusta, e i principi gli elementi di giudizio per fondamente diverso da quello
sempre estremamente attento quello di caesar, riservato anche le decisioni riservate al potere voluto da Augusto. Il lusso e
all’aspetto della continuità al successore designato, quan- giudiziario dell’imperatore e la munificenza a cui il principe
e della tradizione, conserva do viene in uso il principio alla preparazione dei discorsi ha rinunciato nel tentativo di
infatti in un certo senso il dell’adozione per l’elezione al imperiali. contrapporre il suo modello a
carattere di una “azienda a con- principato. Vi è poi una folla Con il tempo il cerimoniale di quello di Antonio e Cleopatra,
duzione familiare”: sono ben di servitori e di funzionari, corte si perfeziona assumendo finiranno per trionfare come
note a tutti le macchinazioni soprattutto liberti che sono ad- sempre più i caratteri delle un elemento della corte di Bi-
dei membri della famiglia detti ai vari uffici, ciascuno con fastose corti orientali; un mo- sanzio: qui si realizza in pieno
Giulia e della famiglia Claudia un proprio compito: c’è quello mento fondamentale in questa la divinizzazione del sovrano
nei primi anni del principato; addetto al servizio di tavola, trasformazione è rappresentato e delle sue funzioni. Ma la sa-
ma essi, a parte le cospirazioni, quello addetto ai divertimenti, dal regno dell’imperatore Dio- cralizzazione del sovrano verrà
non hanno particolari poteri al vestiario dell’imperatore, al cleziano: egli riorganizza e per- ripresa, pur se con differenti
e onori, salvo quelli conferiti patrimonio e così via. Intorno feziona tutte quelle innovazioni modalità, anche dal Medioevo
loro dal senato. all’imperatore si muovono poi che in fatto di etichetta e di ap- occidentale.

194 ROMA ANTICA


Fregio sul lato Dioniso ebbro
settentrionale dell’Arco e Ampelo,
di Costantino con il pavimento a mosaico,
dettaglio del discorso IV secolo a.C.
dell’imperatore, l’Oratio. (Antakya, Museo
La figura di Costantino, Archeologico Hatay).
purtroppo, è mutila
nella parte superiore.

pace. Tuttavia sui fronti renano, danubiano e orientale (senza Con i Persiani perdura uno stato di belligeranza per larga
contare i movimenti delle inquiete popolazioni berbere in parte del IV secolo. Ma siamo al limite della guerra fredda.
Africa) i sovrani devono impegnarsi in una lunga e faticosa Uno dei pochi momenti di crisi acuta: l’infelice spedizione
opera di fortificazione delle città nell’entroterra e sui confini, di Giuliano l’Apostata, nel 363, nella quale l’ennesimo e-
spesso conducendo campagne impegnative. La situazione è mulo di Alessandro Magno perde la vita. Dal 379 le relazio-
tenuta sotto controllo, fra Diocleziano e Valentiniano I (364- ni diplomatiche fra Roma e Persia tendono più decisamente
375); a volte i Goti, sconfitti, vengono assorbiti come federati al sereno.
all’interno del limes, forniscono contingenti coesi e affidabili.
Ulfila, consacrato vescovo nel 337, comincia l’opera di con- ADRIANOPOLI E LA
versione dei barbari (all’arianesimo), un fatto visto positiva- “QUESTIONE BARBARICA”
mente dall’autorità imperiale che spera di essere facilitata Un’accelerazione improvvisa si produce verso il 375 nella
nella sua azione assimilatrice. zona del Danubio inferiore. Le migrazioni provocano som-
movimenti a catena. Tutto nasce quando gli Unni attra-
versano il Volga. Gli Alani sono di conseguenza costretti
a premere sui Goti, che a loro volta si spingono a sud e
“trovano posto” nelle regioni traciche dell’impero. È im-
possibile contenerne il saccheggio, causato anche – a quanto

GIULIANO tamente, Costanzo II lo nomi-


La vicenda di Flavio Claudio na cesare e lo invia in Gallia
Giuliano, nato a Costanti- per arginare le invasioni
nopoli nel 331 da Giulio barbariche: per i successi mi-
Costanzo, fratellastro di litari è acclamato imperatore
Costantino, è segnata dalla dalle truppe a Parigi e, nel