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Omelia trigesimo Antonio

1 Lettura: 1Ts 4,13-18 (N12, seconda lettura)


Vangelo: Mt 25,1-13 (N 3, lezionario defunti)

Sono trascorsi 30 giorni da quando il nostro carissimo Antonio ci ha lasciati. Due


giorni prima del giorno del suo trapasso mi aveva chiesto un appuntamento per
parlare di cose spirituali, come faceva spesso: e ci saremmo dovuti incontrare il
martedì pomeriggio. Ma poi è accaduto quanto sappiamo: improvvisamente il lunedì è
giunta la sua ora.

Nel Vangelo abbiamo ascoltato Gesù che ci ha detto che un cristiano assume sempre
un atteggiamento fondamentale: quello della vigilanza,in attesa che si compia la
beata speranza e venga il nostro Salvatore Gesù Cristo.
A distanza di un mese, riflettendo sui tanti incontri che ho avuto con lui, posso
affermare che Antonio vigilava con una preghiera costante perché desiderava vedere
il volto del Signore. E lo desiderava anche a suo sollievo e consolazione, molto
provato dal male che nella sua ciclicità lo affliggeva. Aveva un grande fede e un
animo generoso: era profondamente buono. E negli ultimi tempi era cresciuto in
abbandono nelle mani di Dio e nel desiderio di andare in Cielo quando fosse giunta
la sua ora. Certamente Dio lo avrà esaudito accogliendolo nella compagine dei
Santi: possiamo confidare che nella sua misericordia infinita il Signore lo ha
preso con sé. E se anche qualche errore o mancanza vi è stata in lui, nella sua
infinita bontà Dio, che ricompensa ogni nostro minimo sacrificio nei Suoi confronti
e dei bisognosi, ha certamente considerato come motivo di riscatto le sofferenze
patite da lui. Ed avrà inoltro tenuto conto dei numerosi atti di generosità, di
altruismo, di misericordia che sono scaturiti dal suo cuore.

Ora Antonio, come tutte le anime del Purgatorio, intercede per noi: specialmente
per suo figlio Dario, per la sua cara compagna, per i suoi genitori, per la nonna..
E cosa desidera: che i suoi cari si vogliano bene: questo lo renderà felicissimo lì
dove ora si trova.

Antonio pregava molto e sentiva il bisogno di nutrirsi dell’Eucarestia e di


ricorrere regolarmente alla Confessione sacramentale: in questo ci lascia un
bellissimo esempio da imitare per essere anche noi vigilanti ed essere pronti
all’incontro definitivo con Cristo, quando arriverà il nostro momento.

Per terminare. Antonio aveva un grande devozione mariana: a lei, consolatrice degli
afflitti, ci rivolgiamo perché possiamo lenire il nostro dolore; e a lei, madre
della Speranza ricorriamo perché, così come ha fatto Antonio nei momenti in cui
stava bene, sappiamo vivere in attesa che si compia la beata speranza e venga il
nostro salvatore Gesù Cristo.