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Adelino Cattani

Avere ragione
Piccolo manuale di retorica dialogica

@ Dino Audino
Adelino Cattani

Avere ragione

@
lllll
Indice

Introduzione
Capitolo primo
C’era una volta la disputa 13
© 2019 Dino Audino Nascita del dibattito 14
srl Intl/K'I'XttIIH/e Battaglia o collaudo? 16
via di Monte lìriunxo, 91 ] paradossi del dibattito 19
00186 Ron… Che cos ‘e un dibattito? 20
www.audinocditorc.it Perché si discute? 22
Che cosa si pm) discutere? 23
Cum redazionale Si può insegnare e imparare a discutere?
Alice Croccllzl È ginstojbrmare campioni di dibattito? 25
Vanessa Ripuni A che cosa seme la “discussione tra sordi ”? 28
Nicola Vox
Capitolo secondo
Regole del dibattito. Etica e tattica 33
Regole etiche e tattiche 33
Diritti e doveri dei dispatanti 36
Tavola dei diritti e dei doveri 38
Etica del dibattito e nel dibattito
Il ‘fairplav" del dispatante 45

Capitolo terzo
Argomenti vincenti e argomenti perdenti 49
La valutazione degli argomenti: criteri di accettazione 49
Come replicare 52
Replica logica e replica retorica 65

Capitolo quarto
Fatti e discorsi ingannevoli 71
Stampa: l’ubhlimux — via Leopoldo Ruspoli 101, Roma
[fatti apparentemente inoppngnabili 71
Progetto gra/ico e immagine di copertina; Duccio Boscoli Le parole
Finito di stampare seltcmhre 2019 apparentemente persuasive 79

riproduzione, anche parziale, di questo libro,


È victzltzl la

con quul.sizl$i mezzo compro… la fotocopia.


el'ik‘ttuzltu
anche ud uso inlerno () didattico, non Autorizza… dall‘editore.
Capitolo quinto
Crocefisso sì, crocefisso no. Le reazioni a una sentenza 93
Reazioni contrarie di disapprovazione motivata 96
Le buone ragioni dello humor 101 A Valeria,
Appendice creativa e metodica,
Individuazione dell’argomento inaccettabile. Esercizi 107 estrosa e disciplinata,
Fallaciejòrmali 109 come dev'essere un buon alispntante.
Fallacie linguistiche 110
Fal/ade di pertinenza per omissione di dati rilevanti 111
Fallacie di pertinenza per intrusione di dati irrilevanti 113
Fallacie di inconsistenza 114
Pallade individuate e commento 116
In conclusione 129
Introduzione

Sono trascorsi sette anni dalla pubblicazione di Dibattito. Doveri e di—


ritti, regole e mosse (Loffredo, Napoli 2012), di cui questo libro è una
versione aggiornata e ampliata.
Il sette è un numero speciale.

A memoria d’uomo il sette e sempre stato il numero più celebrato


culturalmente. Le meraviglie del mondo, i peccati capitali, le età del—
l‘uomo, i pilastri della saggezza, le mogli per i fratelli, i mari, i sa-
murai e i nani sono tutti sette. Gli Ziggurat babilonesi erano costruiti
a sette piani, gli egizi parlavano delle sette porte del regno dei morti,
il dio del sole vedico aveva sette cavalli e i musulmani devono fare
sette giri intorno alla Kaaba durante l‘Hajj. Ancor oggi, il ritmo fon—
damentale della nostra vita è un ciclo di sette: i giorni della setti—
mana... Ma perché sette giorni? [. .] Nessuno è eccezionale quanto
.

il sette: non è pari, non e tondo, ed è primo. .. Impossibile fare me—


glio del sette, l‘outsider per eccellenza. (Bellos 2015, pp. 21—23)
Per gioco potrei dire che questa è la ragione che ha indotto la revisione
e la riproposta del libro pubblicato nel 2012. La primazia del sette non
sarebbe certo convincente, ma presenterebbe una sua seducente per—
suasività. E la motivazione stravagante risulterebbe certamente più in—
trigante di quella reale: edizione esaurita e casa editrice cessata.
Questa è la differenza tra convincere e persuadere, tra dimostrare e
argomentare.
La persuasione, a differenza della convinzione, fa leva anche su fonti
diverse dal logos e presenta un risvolto di natura manipolatoria per
cui può essere qualificata “sofistica" (cfr. Cattani 2011, Cattani 2014).
Ma non per questo la convinzione è necessariamente superiore alla
persuasione. «Per chi si preoccupa del risultato, persuadere è più che
convincere [...]. Al contrario, per chi si preoccupa del carattere ra—
zionale dell’adesione, convincere è più che persuadere» (Perelman,
Olbrechts-Tyteca 1966, p. 29).
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Introduzione
Avere ragione

chi di— Vorremmo ripristinare la rispettabilità della buona retorica intesa come
Questa considerazione vale in particolare per chi educa e per retorica dell’argomentazione e non dei “fioretti retorici”, come arte (o
scute. Ottenere il consenso serve a poco se non si sa tradurlo in
tecnica 0 scienza) della persuasione e non solo dell’eloquenza, come
azione. Validità logica ed efficacia persuasiva sono due qualità di—
attività dialogica e non monologica, strumento di chi si deve con—
stinte. Un discorso può essere logicamente corretto senza essere
re—

dalla frontare in un dibattito, non di chi vuole pronunciare sermoni. Un


toricamente efficace. L’argomentazione retorica, diversamente
oratore non deve necessariamente essere un buon disputante, ma un
dimostrazione logica, è un discorso dotato di contenuti concreti, ba—
ri—
buon disputante deve essere un buon oratore. Se “retorica” suona
volto a un uditorio particolare, situato in un contesto specifico,
male, eambiamole nome, chiamiamola teoria e pratica dell’argomen-
di
sato su buone ragioni e non totalmente esplicitato. Vi sono tipifor— tazione o, come c’è la logica dialogica, aggiungiamo la qualificazione
studiati dalla logica
ragionamento diversi da quelli dimostrativi La
di “retorica dialogica”. Vorremmo recuperare la preziosa tradizione
male: chiamiamoli ragionamenti retorici, o meglio, argomentativi. classica della controversia, della disputa, del dibattito a preferenza
dimostrazione deve, quando può, stabilire verità,
la l’argomentazione
del debate d’importazione. Infatti:
la verosimiglianza, la ragionevolezza. Considerato che la possibilità
di pronunciare dei si senza condizioni () dei no senza margini di una volta la retorica. Ora c’è il power ofspeecb.
dub— C’era
sulle una volta la controversia. Ora c’è il tal/@ show.
bio sono rare, le argomentazioni necessariamente primeggiano C’era
C’era una volta la disputa. Ora c’è il debate.
dimostrazioni.
del tempo una volta la logica informale. Ora c’è l’algoritmo.
La retorica ha brutta fama. Tutta colpa sua, perché nel corso C’era
si è ridotta alla stilistica, a un vuoto repertorio di aride figure retori— C’era una volta l’apologetica. Ora C’è l’advocacy.
che. Ma alle sue origini la retorica era una disciplina nobile e inte- C’era una volta l’eloqaenza. Ora C’è il public speaking.
ordinarli, esporli,
grale, era uno strumento per reperire gli argomenti, Va riconosciuto alla cultura d’oltre oceano di aver mantenuta viva la
dell’inventio,
pronunciarli, memorizzarli. Era la retorica pentapartita formazione discorsiva e al dibattito, ma i valori, le categorie e gli in—
alla sola elocatio,
dispositio, elocntio, memoria, actio. Poi si è ristretta tenti del cosiddetto “debate” sono difformi da quelli della nostra di—
dismettendo le altre parti e mettendosi al servizio della sola poetica.
sputa. La metodologia del dibattito può essere diversamente valo—
A metà del secolo scorso è iniziato un processo di recupero della re— rizzata per il perseguimento di obiettivi diversi. Ad esempio, per pro-
torica, sorprendentemente non a opera di professionisti della parola
muovere il senso critico e le capacità logiche come strumento di
(letterati, linguisti, oratori, politici, affabulatori), ma di storici e filosofi
che hanno evidenziato il emancipazione e autonomia, per addestrare al gioco dialettico, per
della scienza, epistemologi e persino logici, formare “collaudatori di tesi”, per far valere le proprie idee e propo—
ruolo dell’argomentazione e della retorica nell’ambito della scienzal.
ste, per avere la meglio in un confronto polemico, per creare campioni
e virtuosi della parola, per vincere le Olimpiadi scolastiche del cosid—
detto “debate”.
il 1958. In que—

Possiamo indicare anche un anno cruciale per questo recupero, Questo è un piCcolo manuale di logica e di retorica applicate con—
Hanson pubblica il suo I modelli della scoperta scien-
sta data Norwood Russell
tifica e Stephen Toulmin Gli usi dell ’argornentazione. Sempre la
nel 1958 Michael giuntamente al dibattito. Si può discutere, da buon “disputator cor-
I’olanyi, uno scienziato chimico passato alla filosofia, pubblica prima versione tese”, senza litigare? Come recuperare, oltre al dovere e al diritto, il
inoltre Trattato dell ’argomentazione di Clra'im
piacere di discutere? Si può imparare e insegnare a dibattere? È giu—
il
di Personal Knowledge. Appare
la celebre Strat—
I’erelman e Lucie Olbrechts-Tyteca. Poco dopo, nel 1962 esce sto formare campioni di dibattito? Di tutto si può discutere? Cosa fare
Maurice Finocchiaro
tura delle rivoluzioni scientifiche di Thomas Kuhn. Nel 1980
pubblica Galileo and tbeArt ofReasoning, una ricerca storicamente e analitica— quando qualcuno ci contesta? Come individuare e rintuzzare pronta—
retorici della lo-
mente ben documentata, che reca come sottotitolo Fondamenti mente i discorsi ingannevoli?
nel 1992 sono pubblicati
gica e,del metodo scientifico. A seguire, nel 1991 e L’arte della persuasione
Il libro è destinato a chi vuole/deve difendere le proprie idee in ma—
rispettivamente Scienza e retorica di Marcello l’era e William Shea, studioso niera argomentata a fronte di altri che difendono le loro in maniera al-
scientifica, curato dallo stesso Pera in collaborazione con
di Galilei. Fino a giungere ai giorni nostri, in cui argomentazione, che e lo stru— trettanto convinta, a chi vuole perfezionarsi nel “collaudo delle tesi”
anche nei do—
ed esercitarsi al gioco dialettico, accrescere la libertà di dire e il co-
mento della retorica, e diventata una parola chiave, onnipresente,
cumenti ministeriali.
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10
Avere ragione

raggio di difendere le proprie ragioni in modo polemicamente


coo—
che devono
perativo e creativamente disciplinato, agli studenti af-
di qualifi-
"tema argomentativo” e anche a chi si accontenta
frontare il
Capitolo primo
carsi per le Olimpiadi scolastiche improvvidamente chiamate di C.le:
un’attrvrta
bate. La formazione scolastica al dibattito argomentato è
che ha a che fare con la vita: non prevede prove d’esame perché sarà C’ERA UNA VOLTA LA DISPUTA
la vita la sede d’esame. L’intento è di recuperare
il metodo e lo spi-
rito del dibattito argomentato e regolamentato, della disputa cortese.
diffusione di alcune regole
Questo manuale intende contribuire alla
base per promuovere una cultura classica del dibattito e smascherare
le “astuzie della
alcune Mosse dialettiche ingannevolmente persuasive, Discutere &
un diritto e un dovere.
ragione”. Ma può essere anche un piacere.
Una retorica non “ristretta” e non mutilata convertirebbe un
buon “ra—
es-
gionatore” in un bravo “ragion-attore”. Un buon disputante deve La disputa è caratteristica della nostra tradizione. A dispetto di ciò,
credibile nel teatro della discus- da noi mancano oggi quasi del tutto una cultura e una letteratura di
sere infatti un protagonista attivo e ed elo-
sione antagonistica, che sa insieme convincere logicamente formazione al dibattito. Su ogni cosa ci sono punti di vista diversi,
farsi riconoscere
quentemente persuadere, che sa produrre ragioni per non tutti siamo attratti dalle stesse cose, ciò che una persona trova
ragione quando tutti hanno le loro ragioni. gradevole può sembrare disgustoso a un’altra e la nostra società di—
venta sempre più controversiale. È quindi curioso che la discus—
sione abbia così tanta parte nella nostra vita e così poca parte nei
nostri pensieri: nessuno ce ne insegna le regole e le mosse, i doveri
e i diritti.
Manca un’educazione al confronto dei diversi punti di vista; non co—
nosciamo bene tipologie e fasi del dibattito, le sue regole e mosse, le
procedure, le strategie di attacco e di difesa, la pluralità di scopi, i
mutevoli rapporti tra interlocutori, i possibili criteri di aggiudicazione,
come concludere logicamente una discussione e come chiuderla con
un epilogo d’impatto.
Se uno è bravo a discutere, lo e per suo conto, per dono di natura. E
chi non è dotato di naturale capacità dialettica? Può imparare quel
poco che si può imparare, per vivere tra gli affanni controversiali non
affannato e tra gli inganni non ingannato.
Sulla nave che nel dopoguerra trasportava le donne giapponesi che
avevano scelto di sposare uno sconosciuto in America, dove c’erano
riso e legna in abbondanza, anziché invecchiare con un contadino del
loro villaggio natale, si discuteva del mondo che le aspettava oltre
mare.
Si diceva che i suoi abitanti mangiassero solo carne e avessero il
corpo coperto di peli (noi eravamo per lo più buddiste, e non man—
giavamo carne, e avevamo i peli solo nei punti giusti). Gli alberi
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C’era una volta la disputa
Avere ragione

erano enormi. Le pianure sconfinate. Le donne erano grossolanealti.


e
alte — parecchio più alte, avevamo sentito, dei nostri uomini più
La lingua era dieci volte più difficile della nostra, e le usanze erano
l…l Ci si
imperscrutabili. I libri si leggevano dalla fine al principio
soffiava il naso con pezze sporche, che venivano rimesse in tasca e
di nuovo. Il contrario di bianco non era
poi ritirate fuori e usate così
Che ne sarà di noi, ci chiedevamo, in una terra
rosso, ma nero.
estranea? (Otsuka 2012, p. 6)
Non c’è confronto e dibattito più disperante di quello che
avviene tra
rendersi conto che le loro premesse di par-
due che discutono senza
incompatibili. Questo rende ragione di
tenza soho diverse, magari
scontri
certi scontri tra radicalismi e di quelli che vengono chiamati h
:

di civiltà. imger.fect
NASCITA DEL DIBATTITO
Due greci stanno conversando: forse Socrate e Parmenide. Conviene
che non si sappiano mai i loro nomi; la storia sarà così più
miste—

riosa e più tranquilla. tema


Il del dialogo è astratto. Talvolta alludono
Punti di vista diversi. Ognuno ha il suo.
Le ragioni che adducono
a miti nei quali entrambi non credono. Il mondo sarebbe molto meno interessante se così non fosse.
hanno uno scopo. Non pole—
possono abbondare in fallacie e non
mizzano e non vogliono né persuadere né essere persuasi, non pen—
sola cosa—,
sano né a vincere né a perdere. Sono d‘accordo su una
che la discussione è la non impossibile via per giungere a
sanno
() cercano di
una verità. Liberi dal mito e dalla metafora, pensano
nomi. conversazione tra
pensare. Non sapremo mai loro Questa
i

due sconosciuti in un luogo della Grecia è il fatto capitale della Sto—

ria. Hanno dimenticato la preghiera e la magia.


1985,
Così descrive la nascita del dibattito Jorge Luis Borges (Borges
dirlo con parole più belle, più brevi
p. 1341). Non si sarebbe potuto
e più adeguate‘.
Si discute sempre e tutto è discutibile: su ogni cosa ci sono
due punti
di vista.

in effetti furono così ardimentosi


Borges fa giustamente riferimenti ai greci, che Il riflessivo Aristotele fu maestro

e dinamici tanto nell’azione quanto nel dibattito.


le
dell’audace Alessandro Magno. Essi si affidavano al dibattito per determinare
in fortemente convinti che le imprese avviate senza
loro scelte politiche, quanto
Nel suo celebre discorso fu—
preliminare discussione fossero destinate a fallire. altri popoli proprio per—
nebre, Pericle riteneva che i greci fossero diversi dagli Non tutti apprezziamo le medesime cose.
ché consideravano colui che si estraniava dalla vita pubblica un buono a nulla e Ma la differenza di opinione può essere benefica.
Missen e Rourke 1985, p. 1).
non un individuo “beato e tranquillo“ (cfr.
15
14
Avere ragione C‘era una volta la dispula

Un’altra persona o un’altra cultura a volte e un continente sconosciuto. Il dibattito è un tentato smantellamento di una tesi. Se qualcuno rite—
nesse troppo merceologico questo paragone, pensi che tutto vale “fino
a prova contraria”. Senza fare appello a filosofia, storia della scienza
»
0 epistemologia, basta la seguente didascalica osservazione: Galilei
[il Puinl'" aveva ragione, fino a Newton. Newton aveva ragione. Ma non per
l’eternità. Solo fino a che Einstein non sostituì la mela caduta dall‘al—
bero con un protone sparato alla velocità della luce (Vandel 1995,
p. 9). Einstein ha ragione, fino a che qualcuno o qualcosa, magari un
neutrino davvero più veloce della luce, ci induca ad ammettere che
anche la formula E=mc-’ è vera fino a prova contraria.
Non occorre essere Einstein per renderci conto della condizione di
relatività in cui viviamo. Basta considerare alcune situazioni normali.
Prendiamo un centenario a cui capita di rompere uno specchio: sarà
ben lieto, se non è paranoico, di avere altri sette anni di disgrazie da—
vanti a sé.
E relativa e discutibile la convinzione coranica
per cui «mettere a morte
un colpevole significa preservare la vita». Corano e legislazione penale
di molti stati non coranici, che prevedono ancora la pena capitale, qui
vanno a braccetto.
Questione di punti di vista. Passiamo dal tetro braccio della morte a un rilassante centro benes—
sere. Un avventore esce dal bagno turco e intirizzisce. Un secondo
cliente esce dalla doccia fredda e gode del tepore esterno. Entrambi
BATTAGLIA O COLLAUDO?
mettono la mano destra in acqua a trenta gradi, la sinistra in acqua a
Dibattito deriva da un termine latino che significa scuotere, agitare, zero gradi; poi alternativamente ciascuna mano in acqua a quindici
battere con energia, energia espressa dalla particella intensiva de, gradi. La destra dice loro che l’acqua e fredda, la sinistra che e calda.
quindi discutere animatamente le ragioni a favore e contro. Battaglia Per il nostro benessere mentale anche Cristo, in questo caso, concor-
ha la stessa origine etimologica. Per questo noi scambiamo spesso la derebbe sull’opportunità che la destra sappia quello che fa la sinistra.
discussione con la guerra: «La discussione e una guerra», si dice. Ma Usciamo dal centro benessere ed entriamo in un laboratorio. Un rag-
discutere vuol dire argomentare e fare guerra vuol dire combattere in gio di luce colpisce un prisma e si scompone in uno spettro di diversi
armi. Discutere è ritenuta cosa buona e necessaria, fare guerra è cosa colori. «E rosso» dice chi guarda il prisma dall’alto. «E azzurro» dice chi
ritenuta non buona. Quindi, abbiamo due esigenze, una caldeggiata, lo guarda dal basso. E verde» dice chi vede la fascia centrale. l’as—
l’altra scoraggiata. Anche le parole sono proverbialmente armi e quella sando dalla diffrazione ottica a quella politica, ecco spiegato perché
retorica può essere una battaglia, solo un po’ più civile. Ma fra com- “gli azzurri” non capiscono “i rossi” e “i rossi” non capiscono “gli az-
battere e argomentare c’è una piccola—somma differenza. zurri". Se “i verdi” fossero abbastanza determinati, uniti e accorti po—
La differenza è la piccola differenza che c’è tra coercizione fisica e co— trebbero diventare la terza forza politica italiana.
ercizione civile, la grande differenza che c’è tra aggressione e per— Passiamo dalle indagini spettrografiche a quelle psicologiche. Le ri-
suasione e la somma differenza che c’è tra guerra e pace. cerche sperimentali sulla vita a due hanno dimostrato che in tutte le
Noi ci atterremo a una diversa immagine della discussione, quella del coppie si litiga, sia in quelle durevoli sia in quelle che scoppiano. La
collaudo: prima di immettere nel mercato un prodotto se ne verificano differenza sta nel modo in cui litigano: le coppie che durano discu-
consistenza e resistenza sottoponendolo a un controllo in condizioni tono, quelle che non durano combattono. Le coppie che funzionano
d’uso estreme. Il collaudo e un tentato smantellamento di un prodotto. discutono con l’intento di trovare un accomodamento, quelle che fal-
16 17
Avere ragione C'era una volta la disputa

liscono si scontrano per avere la meglio. Aveva ragione Tolstoj: «Tutte il loro iniziale giudizio di condanna e
un pregiudizio e sottrae alla
le famiglie felici si somigliano. Ogni famiglia infelice e invece disgra— pena capitale il giovane imputato di omicidio del padre.
ziata a modo suo». Gli psicologi e i retori forniscono il senso profondo É un piacere. Discutere e anche un gioco. Presentare i due
punti di vista
e danno fondamento al celebre incipit di Anna Karenina. contrari può avere una valenza ludica ed essere un’attività estrema-
Infine apriamo il giornale e leggiamo: «Ci sono due modi di pensare mente piacevole e creativa. Lo mostra il film-commedia politicamente
all’Italia. Il primo: che è un paese magnifico, peccato che ci siano gli molto scorretto di Jason Reitman, Thank You_/òrSmo/eirzg, il cui prota—
immigrati. Il secondo: che è un paese magnifico, peccato che ci siano gonista, un portavoce delle multinazionali del tabacco, avrebbe elet—
gli italiani». Sovente noi ci comportiamo come il candido e stupefatto trizzato persino Gorgia con la sua gioconda e irriverente apologia del
sciatore Pippo, che osserva incredulo: «Com’è strano! Una discesa vista fumo sfacciatamente proposta in una società naturalmente antitabagista.
dal basso sembra una salita». C’è un terzo modo di pensare e di ve- Un film, oltre che immagine, e parola e dialogo; può quindi fungere,
dere, ‘che fa suoi, quando possibile, i diversi, opposti punti di vista, in— come vedremo, da ottimo esempio di scambi discorsivi e buono stru—
tegrandoli e facendoci aprire gli occhi e la mente. mento di analisi di regole e mosse comunicative.
Il punto di vista prospettico, osservativo () cognitivo che sia, e deter-
I PARADOSSI DEL DIBATTITO
minante.
Aprire una discussione è un atto che suscita due opposti stati d’animo,
La vita premia chi persiste nei suoi tentativi.
Vs. inesorabilmente accavallati. Uno di questi rimanda istintivamente a
Tentare è fallimento. (Homer Simpson) vissuti negativi, come dubbio, controversia, polemica, agonismo, com—
il primo passo verso il
petizione, scontro, irriducibilità delle posizioni. E, in genere, anche
Il sospettato dopo un solo interrogatorio ha detto la verità e ha quando ci si pone nell’atteggiamento conciliante e disponibile del “se—
confessato. diamoci e discutiamone”, non ci si aspetta molto da un dibattito.
Quando inizia una disputa, sarà un duello () un duetto?
Vs. Il duello:
Il sospettato prima ha mentito, poi ha confessato, dopo l'interro—
Avvicinatevi, bravi parlatori, fini retori, oratori dal lungo respiro! Pren—
gatorio. dete posto nell’antro della follia e della ragione, il teatro del pensiero,
Certo, se uno dice che sta piovendo e un altro che splende il sole, l’accademia dei sogni, il liceo della logica! Venite a sentire il fragore
basta guardare fuori dalla finestra. Così si può agevolmente verificare delle parole, ad ammirare l’intreccio dei verbi e degli avverbi, a gu—
stare le circonlocuzioni velenose dei domatori di discorsi! Oggi, per
che Leonardo e da Vinci e non da Perdinci. Ma il più delle volte non
questa nuova sessione, il Logos Club vi offre non una battaglia digi—
è semplice () possibile smentire o confermare quanto i contendenti tale né due, ma tre... Gloria al Logos, amici miei! Viva la dialettica!
sostengono l’uno in opposizione all’altro. Che la festa inizi! Che il verbo sia con voi! (Binet 2018, pp. 165—66).
Imparare a discutere non è solo un diritto, e anche un doveree può
diventare un vero piacere. Il duetto:
È un diritto. Un diritto che ci siamo fortunatamente conquistati, come lo appartengo al quel genere di uomini che provano piacere a es-
testimonia il film The Great ])ebalers (2007) diretto e interpretato da sere confutati, se mi accade di dire una cosa non vera, e che pro—
Denzel Washington, storia vera di un professore nero americano che vano piacere a confutare, se qualcuno dica cosa non vera e che,
nella prima metà del Novecento portò la sua squadra di studenti di un tuttavia, non sono meno contenti quando sono confutati di quando
confutano. (Platone, Gorgia, 458 a)
college del Texas a sfidare il team di Harvard e a vincere il campio-
nato nazionale di dibattito. “Sediamoci e discutiamo“ e l‘invito di Socrate. in attesa che si compia
È un dovere. Discutere e davvero, letteralmente, questione di vita o di l’utopia leibniziana del “sediamoci e calcoliamo”, l’appello è stato ri—
morte. Lo dimostra icasticamente, ad esempio, il celebre film La pa- petuto innumerevoli volte: «Quando mi si contraddice, si risveglia la
rola ai giurati di Sidney Lumet, in cui un giurato coscienzioso con- mia attenzione e non la mia collera; io mi faccio avanti verso colui che
vince, uno per uno, gli altri undici riuniti in camera di consiglio che mi contraddice, che mi informa» (Montaigne 2014, p. 1230).
18 19
Avere ragione C‘era una volta la disputa

Il dibattito, inteso come specie comprensiva dei generi dialogare e Senti, questo non è un litigio.
polemizzare, presenta infatti una doppia faccia: una rassicurante e una Si che lo e.
preoccupante, una tollerante e una intransigente. In primo luogo, per— No, non lo e. È solo un contraddittorio.
ché chi partecipa a un dibattito può farlo con la disposizione di chi è No, non lo e.
Si, lo e.
alla ricerca della soluzione migliore per una questione controversa o
No, non lo e.
con lo spirito dogmatico di chi ha certezze irrinunciabili. In secondo Ecco: mi hai appena contraddetto.
luogo, nel senso che la discussione può essere vista come un mezzo Non l’ho fatto.
per far emergere la verità, ma anche come un mezzo per far emergere Oh si, l’hai fatto!
il dubbio. No, no, no.
Da questa duplicità sorgono una serie di paradossi, il primo dei quali L’hai fatto proprio ora.
è: “Non si può discutere se non si è d’accordo”. Non ci si aspetta che Stupidaggini!
chi discute debba essere d’accordo col suo contraddittore, ma è in— Oh, questa e un’idiozia!
dubitabile che e del tutto improduttivo dibattere se i due interlocutori No, non lo e.
non consentono almeno su un punto di partenza comune e sulla de— Lasciate ogni speranza voi ch’entrate in uno scambio discorsivo di
finizione dei termini. È importante stabilire se si e o meno d‘accordo
questo tipo. F un ping pong di flatus vocis che rimpallano da uno
sulle osservazioni, sui principi e sui valori rilevanti per quel dibattito. pseudo disputante all’altro. È una pena. Fine discussione: mai. Co-
Altrimenti sarebbe come voler calcolare le dimensioni d’un oggetto stretti a battibecchi del genere non se ne uscirà mai, neanche con la
con due metri di misura diversi. buona condotta.
Aggiungiamo che discutere e parlare in pubblico sono due cose di—
CHE COS’È UN DIBATTITO?
verse. Il parlare in pubblico di un oratore si configura come un bel as—
Cerchiamo innanzitutto di rispondere a sei possibili, ricorrenti e ne— solo, magari uno stupendo discorso, ma senza replica. Dibattere
cessarie domande riguardanti il dibattere. Alcuni filosofi si sono im- invece richiede una controparte, () un interlocutore () un avversario,
pegnati a cercare la forma logica di tutto. Qual e la forma logica con cui ci si confronta adducendo ciascuno le proprie ragioni sapendo
standard della maggior parte dei dibattiti? Eccola: che ci sarà una replica alle nostre parole. F un alis—correre in situazioni
di cooperazione () di conflittualità: nel primo caso sarà un duetto, nel
A. Le cose stanno così.
B. No, le cose stanno cosà.
secondo sarà un duello.
La preziosa libertà di parola non include il parlare a vanvera, ma nem—
A. Ti dico che è così.
E. No, ti dico che è cosa. meno i] parlare infimdato e immotivato. Chi discute, se pretende che
la sua affermazione abbia valore di prova, cioè che sia qualcosa di
È difficile discutere e rispondere in modo razionale con interlocutori più di una semplice enunciazione, di una mera testimonianza, di una
che “ragionano” secondo il modulo “si—che—lo—è/no—che—m)n—lo—è”. Non pura opinione () di una particolare esemplificazione, dovrebbe essere
si può intavolare un ragionamento con chi, se gli viene chiesto: «Scusa, sempre in grado, se richiesto, di indicarne fonte e ragione.
perché tu rispondi sempre a una domanda con un’altra domanda?» Ciò significa che, mentre un oratore non deve necessariamente avere
ri—

batte: «Scusa, e perché no?». doti dialettiche ed essere uno che sa discutere bene, chi discute deve
Non si può discutere con tutti. E non si deve discutere con tutti. Lo esser ’ anche un buon oratore. Buon disputante e buon oratore sono
suggeriva già Aristotele (Topici, VIII): «Non si dovrà discutere con due figure disgiunte.
chiunque... quando si discute con certe persone le argomentazioni L’ideale sarebbe una persona per bene che sappia parlare e discutere
diventano necessariamente scadenti». bene. Vir bonus disputandiperitus, direbbero Catone, Cicerone e
Una celebre scenetta dei Monty Python (Argument Clinic) illustra Quintiliano. Sant’Agostino realisticamente, da Padre della Chiesa e
spassosamente questa situazione di stallo argomentativo e di totale santo, già peccatore e già maestro di retorica, si accontenta di un vir
stupidità dialogica: bene disputandiperitus, ossia che la bontà sia associata al dire e al di—
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Avere ragione C'era una volta la disputa

scutere. L’annoso dissidio tra Quintiliano e sant’Agostino si attenua se persone ragionevoli e la reputazione di persona intelligente, mentre
l’educazione mira a formare persone che sappiano discutere bene con con l’ethos ci si fa eleggere nell’assemblea condominiale () parlamen—
chi sa parlare bene. tare. Convincere non vuol dir conquistare. Per vincere non basta avere
ragione.
PERCHÉ SI DISCUTE? Un logico rigoroso parla e il pubblico torna a casa commentando:
Si discute per molte ragioni: per chiarire il proprio punto di vista o per «Giustissimo. Wow! Lui si che sa ragionarel». Un oratore trascinante
risolvere un problema, per scoprire ciò che pensano gli altri () persop- parla e la gente, infervorata dalle sue parole, passa all’azione.
pesarne le opinioni, per esternare i propri sentimenti () per consolidare Le regole procedurali e di comportamento sono opposte, quanto a
pubblicamente una tesi, per diffondere un’idea e cercare consenso. principi e quanto a esiti: principi normativie disponibilità a ricredersi
Essenzialmente si discute per cercare di convincere gli altri che la nel caso del dialogo cooperativo, principi fattuali e preclusione a ogni
nostra posizione è giusta oppure per dimostrare che la loro posizione spostamento di posizione nel caso di polemica conflittuale.
è sbagliata. Uno scopo non esclude l’altro, ma l’esito di una discus— Per una discussione che sia insieme libera e utile, non sarebbe male
sione cambia a seconda dello spirito con cui la si affronta e delle pensare a una sorta di tavola di comandamenti, in cui confluiscano i
priorità assegnate ai sotto—obiettivi, che possono essere, alternativa— due insiemi opposti di regole, che vedremo nel capitolo seguente, al
mente 0 congiuntamente: paragrafo Diritti e doveri dei disputanti.
informare e diffondere un’idea;
CHE COSA SI PUÒ DISCUTERE?
proporre una tesi;
confrontare posizioni; Non si può discutere ciò che non è discutibile. Nel novero del non di-
assumere una decisione; scutibile e del non negoziabile vi sono non solo gli ordini tassativi e
averla vinta sull’avversario; i gusti
personali, ma anche ideologie, fedi religiose, fedi calcistiche e
. battere l’interlocutore per gioco; le imposizioni della Banca Centrale Europea (la decadenza dei nostri
. persuadere/umvincere gli altri; tempi è segnata dal fatto che un tempo le nazioni si muovevano al
' cercare una mediazione; grido di «Dio lo vuole», oggi perchè «La BCE lo vuole»).
. cercare il consenso. Ma la cosa importante e definire che cosa è davvero “in discussione”.
In una discussione e in un processo di argomentazione sono prelimi—
Ci sono infatti discussioni utili e discussioni inutili, discussioni libere nari ed essenziali due cose: primo, chiarire esattamente “lo stato della
e discussioni bloccate, discussioni ricche di pathos e discussioni
questione” () “la posta in gioco", ossia quale sia il punto intorno al
povere di argomenti, discussioni capaci di cambiare le cose e di—
scussioni incapaci di discriminazioni analitiche, discussioni volte a quale avviene lo scontro; secondo, reperire gli argomenti giusti.
un’analisi teorica e discussioni mirate a una risoluzione pratica. Ermagora di Temno, un retore greco vissuto nella seconda metà del
II secolo a.C., propose una tipologia base delle questioni in dubbio e
La loro natura cambia essenzialmente a seconda che siano di natura
dei punti controversi, chiamati in greco staseis e in latino status, per-
cooperativa () conflittuale e ciascuna si attiene a regole che sono va— fetta per individuare i punti centrali suscettibili di contestazione in
lide () sono ammesse rispettivamente in un ambito cooperativo () in
ogni disputa.
un ambito competitivo. La sequenza degli interrogativi e importante, in
Cercare la verità e aspirare alla pace sono due obiettivi spesso con— quanto una valida di—
fesa può procedere secondo quest’ordine:
trastanti. Cambia molto se io discuto per dirimere una questione () per
produrre un cambiamento nelle opinioni 0 nei comportamenti. Cam- 1) l’imputato non ha commesso il reato di cui è accusato;
bia tutto se voglio fare a pezzi l’avversario () far valere la mia idea. 2) se l’ha commesso, non è reato;
Sipuò convincere (intellettualmente) senza persuadere (operativa— 3) se è reato, non è punibile;
mente). Cioè, si può erigere una torre logica inespugnabile () allestire 4) se e punibile, non sono questi la sede, il modo e il tempo giusti
un salone accogliente. Con il logos si ottiene l’apprezzamento delle per farlo.
22 25
Avere ragione C’era una volta la disputa

Il primo punto e una questione di supposz'zz'one—sussistenza, il secondo può essere vittime o colpevoli, ignari o sofisticamente consapevoli) e
di definizione, il terzo di valutazione—qualità e il quarto di legittimità— sapervi replicare. E identificare/evitare i punti deboli di un ragiona—
correttezza procedurale. Tra le molte cose che può fare un difensore, mento è cosa che si può ragionevolmente insegnare/apprendere.
E si può apprendere e improvvisare. Attori, oratori, conferenzieri, po—
queste sono le quattro categorie di giudizio e mosse a cui può ini—
zialmente restringere la scelta. Ad esempio, di fronte a un’accusa di litici, predicatori, docenti che sembrano improvvisare, si sono in realtà
corruzione, abbiamo più volte sperimentato che l’imputato, se pro— esercitati a lungo. Tutto avviene in maniera naturale, senza apparente
prio non può negare che ci sia stato passaggio di denaro, definisce la studio. Niente sembra programmato e tutto sa di schietto, come se
tangente un prestito 0 una caparra per la vendita di una casa; se non nulla fosse preparato. La sorprendente capacità di improwisare è
può negare che fosse una bustarella, la giustifica per le necessità del frutto di preparazione remota, perché l’improwisazione è avvenuta
partito (“la politica costa!”), infine, se non è percorribile nessuna delle molto prima.
strade precedenti, disconosce la legittimità formale, rinnega il giudice, «Passa più tempo a pensarci che a discuterne» è il consiglio che
cerca di tirarla per le lunghe. Barack Obama diceva di aver ricevuto dai suoi fidati consiglieri. Al—
La teoria degli status e anche uno dei primi metodi elaborati al fine di meno aiutare a formarsi opinioni è sicuramente un secondo obiettivo
reperire gli argomenti, una delle prime ars invem'endi sistematica perseguibile nella formazione al dibattito.
mente esposte. Un argomento si trova scoprendolo () inventandolo. Lo Abili polemisti si nasce, buoni disputanti si diventa.
si scopre come si scoprono continenti e isole, un nuovo satellite, un
È GIUSTO FORMARE CAMPIONI DI DIBATTITO?
indizio, cose dimenticate, talenti nascosti. Lo si inventa come si in—
ventò la ruota, l’arco e la freccia, 0 come si inventano scuse, pretesti, C’è chi teme i rischi e, in particolare, la possibile a—moralità d’una for—
notizie false, storie credibili, nuove divertenti gag. mazione retorico-dialettica al dibattito.
Il modello degli status si attaglia bene al campo processuale, ma si Vi sono questioni che turbano chi si occupa di retorica e argomenta—
presta a essere adattato anche ad altri ambiti dibattimentali. La stessa zione. Paradossalmente la discussione spesso ha per effetto l’opposto
procedura può infatti essere sostanzialmente seguita da un difensore di quello voluto: far valere in modo civile le proprie idee. Ma anche
non di un imputato, ma di una tesi, un’idea, un provvedimento. chi maggiormente awerte pressante l’istanza etica e la necessità di
non scindere “l’etica dell’argomentazione onesta” dalla “retorica delle
SI PUÒ INSEGNAREE IMPARARE A DISCUTERE? risposte efficaci” riconosce che il fine di una preparazione al dibattito
La capacità di discutere e una dote innata oppure la si può apprendere? non è didascalico, ma pedagogico e che imparare a discutere do—
Non si può creare il disputante perfetto, capace di argomenti vincenti vrebbe essere obbligatorio per tutti, e non solo per i professionisti
e infallibili, ma si può insegnare a evitare i ragionamenti perdenti e della comunicazione.
fallaci. Il dibattere solitamente privilegia le condotte persuasive rispetto alla
Una formazione al dibattito che si ponga obiettivi realisticamente rag— verità: «La retorica è un’arte agnostica; richiede più spirito di adatta—
giungibili si atterrà a un approccio popperiano—falsificazionista, di mento che senso di giustizia» (Heinrichs 2008, p. 86). Ci si deve adat—
stampo correttivo; punterà a far capire che cosa fare quando ragio- tare ai valori del proprio uditorio. Questo comporta problemi e suscita
namenti e discussioni “vanno storti”. obiezioni rilevanti.
Saper dibattere vuol dire infatti saper argomentare e saper argomen— Il dibattito crea gente brillante: intelligenti risponditori a catena, indi—
tare significa saper costruire una catena inferenziale, ma in primo vidui che hanno sempre una risposta per tutto, persone che sanno
luogo vuol dire e richiede il saper individuare gli anelli spezzati () sempre come rispondere e mentire. Professionisti che di mestiere rac—
mancanti di una catena e, inoltre, saper radiografare ed eventualmente contano bugie e sanno conquistare cuore e mente. Il politico, il diri—
ricostruire questi anelli e ricomporre questa catena. O, per usare un’al— gente sindacale, la maggior parte dei giornalisti, ad esempio, non può
tra immagine, saper sistemare una scala, ricostruendone i gradini rotti mai dire «mi sono sbagliato» 0 «ho fatto una stupidaggine», «non lo so»
() collocandola su un terreno meno cedevole. Fuor di metafora, si— e «al posto del mio avversario non farei diversamente». Questi sono
gnifica saper individuare i ragionamenti sbagliati () sballati (di cui si sempre obbligati a fare i bravi, i buoni, i saggi o i saputelli, i primi
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C’era una volta la disputa
Avere ragione

Imparare a dibattere, inoltre, «ha anche un profondo significato etico:


della classe (Cau 1967, p. 28) e a dire il falso, magari sotto le mentite chiarisce che la responsabilità di un dibattito politico condotto in
spoglie della mezza verità che equivale a una falsità. C’e infatti un modo irragionevole è nostra, perché siamo noi in quanto suo “udito—
modo intrigante di dire il falso dicendo il vero. E perche allora dire il rio” ad accettarne modalità e sviluppi». Individuare le mosse della po—
falso rischiando quando lo si può fare dicendo il vero senza rischi? lemica, oltre che le regole del dialogo, non è quindi solo un’opera—
Perché mentire peccando quando per ingannare basta omettere? Al- zione di mera fenomenologia discorsiva, tattica () strategica, volta a
l’inquisitore che domandava al sospetto eretico: «Credi tu in Dio crea- vincere le guerre di parole e amoralmente posta al di la del bene e del
««Credo
tore di tutte le cose?», questi poteva accortamente rispondere: male: infatti «il dibattito, per quanto serrato, acceso e anche scorretto
in tutto quello che un buon cristiano deve credere». Più familiarmente
possa essere, sarà sempre meglio del fanatismo e dell’intolleranza»
uno studente bocciato può, senza mentire, proclamare: «Ho preso (cfr. Cattani, 2006 p. VIII).
meno di trenta». Dopo averla cestinata, il raccomandatario scrive a cuor Imparare a dibattere ha una forte e non sempre riconosciuta valenza
leggero al postulante: «Le assicuro che la sua richiesta ha avuto il trat-
pedagogica. Detto “retoricamente”, un addestramento alla discussione
tamento che merita». effettiva ed efficace promuove lo sviluppo di tre tipi di capacità: di va—
La menzogna non compare nella multiforme e copiosa lista degli ar—
. .

de- lutazione, di comunicazione, di relazione sociale; segnatamente, fa-


gomenti fallaci, ma, se scoperta, è il più palese degli argomenti vorisce la pronta elaborazione di idee e di risposte, la loro traduzione
boli. Mentire può trasformarsi nella strategia più sicura per perdere: in processi discorsivi e atti persuasivi e, infine, è la condizione es-
la
non si può patrocinare credibilmente una tesi una volta persa pro— senziale per una convivenza in cui i problemi si vogliano risolvere in
pria credibilità. . . maniera il più possibile consensuale dopo averne discusso insieme.
quesito e ancor più pressante quando la formazione le'dllìzlttlt0 si
. .

Il
la gara Una formazione di questo tipo avrebbe, tra l’altro, lo scopo di identi—
attua mediante gare e tornei competitivi. E bene priv11eg1are ficare degli standard condivisi () condivisibili di “moralmente giu—
la competizione?
oppure è preferibile depotenziare sto/accettabile” e “moralmente ingiusto/inaccettabile” a fronte di
C’è chi ritiene che l’insegnare a dibattere il pro e il contro di una que-

mosse “persuasivamente efficaci”. Lo sforzo di definire un sistema di


stione minacci la “sana educazione ai valori inderogabili”, scompagi— valori comuni e un insieme di diritti umani inderogabili (come libertà
nando gerarchie ideali invalse. di pensiero e di espressione, libertà economica, democrazia, egua—
Le critiche, dal punto di vista educativo, psicologico e somale, sono
. .
ri—

la glianza, solidarietà) è essenziale per un ordine civile, sociale e cultu-


conducibili al fenomeno della “polarizzazione”, ossia riguardano
dibattito rale. L’alternativa a una definizione di tali valori calata dall’alto,
natura scontrosa e non cooperativa del confronto che un an-
imposta, subita e discuterla in un aperto dibattito.
tagonistico incentrato su una mozione da difendere rigidamente con— Ma anche nella più avanzata democrazia, che notoriamente è un pro—
tro un interlocutore che difende la sua in maniera altrettanto uni— cesso e non uno stato, una condizione da acquisire e non da espor-
laterale, senza possibilità di mediazioni, inevitabilmente determina tare, l’uguaglianza non è affatto garantita in presenza di naturali
(Eyzaguirre et al. 2005; Chavez e Fuentes 2011). sperequazioni nelle capacità dialettiche, argomentative e persuasive
Altri ritengono che l’apprendere a dibattere abbia valore «sc1ent1frco ed
.

messe in opera dai partecipanti a una discussione. Il parlare in modo


etico», come scriveva il probo conduttore televisivo Jader_lacobelh, vero franco richiede un eguale diritto per tutti di farlo. La libertà di dire e
vir bonus disputandi peril… et moderator. Ha valore “scientifico”, in— il coraggio di parlare, ciò che in Grecia andava sotto il bel
nome di
nanzitutto, perché ci rende «più coscienti dei meccanismi lingurst1cr e parresz'a, va contemperata e compensata con un’altra parolina greca,
psicologici che condizionano l’esito di una pubblica discussione»; in
se—

di car- l’isegorz‘a, la possibilità paritetica di esprimersi. Per questo è decisivo


condo luogo, perché consente di farsi «arbitro ideale, con tanto
impadronirsi delle regole e delle mosse del dibattito, conoscere me—
tellino rosso, di un ipotetico scontro»; infatti discutere serve anche glio ciò che di fatto si fa e ciò che sarebbe bene fare quando ci si
quando, come capita per lo più, i due che discutono non si spostano trova a discutere. A ciò si ispira il formato patavino dei tornei di di-
di un millimetro dalle loro posizioni. Il dibattito utile è quindi quello che battito formativo attivati a Padova, dal 2006, intitolato “Patavina liber—
consente a una terza parte, l’uditorio, di chiarirsi un po’ le idee, proprio tas" mutuando il motto di questa antica università: Universal universis
irr1duc1brlr.
grazie al confronto () allo scontro fra due protagonisti
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26
C’era una volta la disputa
Avere ragione

Per valutare se siano da conservare e da promuovere, pensiamo alle


patavina libertas, libertà di esprimersi piena e per tutti, in una “Pale—
decisioni vitali per i singoli che vengono prese in tribunale () alle scelte
stra di botta e risposta”.
vitali per la collettività determinate dalle campagne elettorali. Un giu—
L’apparente schizofrenia che traspare dall’ideale ciceroniano per cui «il
dice delibera dopo aver sentito l’accusa e la difesa: quindi non dopo
vero, perfetto, unico oratore» sarà «un uomo capace di parlare pro e
contro qualunque argomento e di sostenere in ogni causa due tesi an— un dialogo, ma uno scontro polemico. L’esito delle elezioni e deter—
titetichen (Cicerone, De Oratore, III, 80) va vista non come il tratto di
minato dal confronto, spesso aspro, senza esclusione di colpi, tra op-
un individuo mentalmente dissociato, ma come la condizione neces— poste fazioni. Ecco a che serve il dibattito anche “paralizzato”: serve
saria per una scelta ragionevole qualora egli abbia la sufficiente ela— non alle due parti che discutono, ma a una terza parte, cioè a coloro
che assistono allo scontro fra due fautori irremovibili e al confronto di
sticità per smuoversi dalla sua opzione iniziale, o almeno per una
due posizioni pregiudizialmente irriducibili.
scelta ragionevole da parte di chi ne valuta le alterne argomentazioni
Lo spirito e la cultura del dialogo sono sintetizzabili, parafrasando un
e prestazioni. ] dibattiti più utili, infatti, non sono quelli il cui propo- celebre passo dell‘Epistolan'o di Giuseppe Giusti che parla del libro, nel
sito è di far si che uno dei contendenti convinca il suo oppositore (ce
motto: Il fare un dibattito è men che niente / se il dibattito fatto non
ne rendiamo bene conto in ogni campagna elettorale), bensi quelli rifà la gente. Una cosa è che al termine di una discussione gli astanti
sorretti dall’idea di consentire a una terza parte di giungere a più so—
lide conclusioni a cui diversamente non potrebbe pervenire (Pennock pensino disinvoltamente: «Bella discussione!», altra cosa è che dicano
motivatamente: «Giustol», e magari aggiungano: «Bisogna darci da fare».
1950, p. 229).
Il valore primo dello studiare l’argomentazione è riassumibile nei tre
Questo spirito è ben espresso dalla dichiarazione di una campionessa
punti del motto: «Devi avere ragione. Devi saperla esporre. Devi tro—
sportiva. Larisa Latynina, ginnasta dell’ex Unione Sovietica vincitrice di
diciotto medaglie olimpiche, il massimo mai vinto da un atleta e de- vare qualcuno che te la dia». Anche Hannah Arendt osservava che
tentrice del record per quarantotto anni. Quando il 31 luglio 2012 il pensare vuol dire dialogare tra sé e sé, ma se non espresso e commi—
surato con altri pensieri, il pensiero non è più tale. Infatti è solo il
nuotatore Michael Phelps vinse la sua diciannovesima medaglia ai
Giochi olimpici di Londra, dichiarò: «Sono davvero contenta che ci sia processo di verifica costituto dalla discussione che consente di distin-
un uomo al mondo capace di battere il mio record, finalmente». Per
guere ciò che e “apparenza autentica" da ciò che e mera “parvenza in—
fortuna ci sono le competizioni sportive. Per fortuna ci sono i dibat—
gannevole“ (Arendt 1987).
Talora sono apparenti anche i dibattiti. Un esempio la campagna
@-

titi, anche se le idee invalse tendono a resistere più lungo dei record.
del Forum Nucleare Italiano 2011 (www.forumnucleare.it), così con—
A CHE COSA SERVE LA “DISCUSSIONE TRA SORDI”? cepita e proposta.
Uno sostiene che «gli uomini sono tutti uguali» e l’altro sostiene, vice—
versa, che «gli uomini non sono tutti uguali». Chiarire, nel corso di un Sono cm:!mrio all’energia Sono favorevole all’energia
batti e ribatti, che «gli uomini sono tutti uguali quanto a dignità e in nue! -arc e voglio che nucleare e voglio che
quanto persone», non per attitudini 0 taglia, per colore () doti dialet- l‘Italia sia ancora l’Italia non sia più
tiche, sgombra il campo da un’apparente ragione di contrasto. Ma l'unico paese del G8 l’unico paese del GS
questo capita davvero in casi eccezionali. Di solito i due che discutono a non produrla. a non produrla.
avendo idee opposte non sono disposti a ricredersi neanche di una
virgola. Parliamo dei dibattiti con un finale sempre identico, in cui
ognuno rimane fedele alla sua idea iniziale; dei dibattiti televisivi il cui Sono favorevole Sono contrario
schema di gioco è immancabilmente dato da una contrapposizione
netta, una semplificazione delle idee, grandi iniezioni di populismo,
all’energia nucleare all’energia nucleare
incitamento alla rissa. perché è una grande perché è una mossa
Questi dibattiti tra sordi, che sono la maggioranza dei dibattiti a cui as—
mossa per il Paese. azzardata per il Paese.
sistiamo, sono da censurare e da buttare?
29
28
Avere ragione C’era una volta la disputa

Siamo l’unico paese del G8 che non produce energia nucleare e pre— Pare la conferma del fatto che nelle nostre decisioni la logica inter—
ferisce importarla da altri paesi. viene solo a partire da e dopo un’opzione iniziale che può non avere
Ci spaventano i residui radioattivi ma non i miliardi di tonnellate di fondamento logico. Inoltre, nel rispondere al perché, posso addurre ra-
C02 che immettiamo nell’atmosfera. gioni logiche (introdotte dal perché esplicativo) oppure motivi psico—
Pensiamo che il nucleare sia costoso però non pensiamo a quanto sociologici o cause effettive (introdotte dal voglio motivante () causale).
potrebbe farci risparmiare sulla bolletta. Come possiamo farci una nostra opinione?
Sappiamo che la tecnologia a rischio zero non esiste ma forse non sap- Discutendone. Mettendo le posizioni sui piatti della bilancia a due
piamo che oggi gli scienziati ci garantiscono altissimi livelli di sicurezza. bracci per vedere da che parte pende. Consapevoli che di solito non
Ci preoccupiamo per il futuro dei nostri figli ma non del fatto che tra cin- si ha ragione, ma si ha meno torto. In genere una terza via, in campo
quant’anni non potranno più contare solo sull’energia dei combustibili sociale e politico, è la soluzione preferibile, perché le posizioni
fossili estreme servono a controbilanciarsi a vicenda. In campo intellettuale,
Abbiamo valide ragioni per essere favorevoli o contrari al nucleare, ma cognitivo, filosofico le cose vanno diversamente: qui non è il com—
ciò che conta davvero è avere un’opinione. Partecipa al dibattito, di’ promesso l’esito ideale, esito a cui aspirare.
la tua su www.forumnucleare.it. Discutiamo: dialoghiamo e polemizziamo. «Parlo. Non ho altro modo
E tu che posizione hai? per trasformare il mondo né per influire sugli uomini» diceva Paul
Ricoeur (Nommer Dieu, “Esprit”, n. 2, 1955, p. 192). Il dibattito e una
Sono contrario all‘energia Sono favorevole all‘energia forma di collaudo delle tesi e l’equivalente della selezione naturale e
nucleare e credo di avere nucleare e credo di avere del metodo scientifico: consente di giungere a una conclusione me-
ragione. ragione. diante confronto e valutazione comparativa di opinioni, e un lavoro
di squadra, è segno e insieme promotore di libertà di pensiero e di
Le mie ragioni contro il nucleare Le mie ragioni pro nucleare sono
espressione e infine costituisce un esercizio di civismo democratico.
sono semplici. semplici. Prendiamo, riprendiamoci la parola, ringraziando i logici e i retori per
È una tecnologia che produce È una tecnologia che emette
le istruzioni. E per chi fosse poco sensibile a questi benefici e a que—
scorie, e costosa, non è sicura quantità trascurabili di CDZ,
ste nobili ragioni, sarà di incoraggiamento lo slogan «prendere la pa—
come sembra: piuttosto che & economica, è sicura

averla, preferisco essere energeti- e può renderci energeticamente


rola è prendere il potere».
camente dipendente da altri paesi. più indipendenti da altri paesi.
l’er questo sono contrario Per questo sono favorevole Per saperne di più su:
all'energia nucleare. all‘energia nucleare.
Testicitati e riferimenti storico-generali
Albini Umberto (1994), Atene: l’udienza è aperta, Garzanti, Milano. Curioso
e interessante, scritto da un filologo e drammaturgo, mette in scena pro—
cessi e avvocati (o logografi, come si chiamavano allora) dell’antica Gre—
Abbiamo buone ragioni sia per essere favorevoli sia per essere con-
cia, le loro astuzie e gli aggiramenti delle procedure, con storie di corna,
trari. Ci si dice: e tu che posizione hai? di truffatori, di pentiti.
E abbastanza evidente l’orientamento conferito al dibattito (del resto Angenot Marc (2008), Dialogues de sourds. Traité de rhétorique antilogique,
la proposta era avanzata attraverso un‘inserzione a pagamento sulla Mille et une nuits—Fayard, Paris.
stampa), cosa che fanno spesso anche i conduttori di pseudo dibattiti Arendt Hannah (1987), La vita della mente, il Mulino, Bologna.
televisivi. Bellos Alex (2015), I numeri ci somigliano, Einaudi, Torino.
F poi significativo che nel testo elaborato dagli spin doctor del Forum Binet Laurent (2018), La settima funzione del linguaggio, La nave di Teseo,
Milano.
Nucleare la volontà venga posta prima della spiegazione. La sequenza
Borges Jorge Luis (1985), “II Principio", Atlante, in Tutte le opere, Domenico
scelta è infatti: Porzio (a cura di), Mondadori, Milano, vol. II, p. 1341.
1) Sono favorevole/contrario e voglio che l’Italia. .. Cattani Adelino (2001, 20062), Botta e risposta. L’arte della replica, il Mulino,
Bologna.
2) Sono favorevole/contrario perché è una mossa. ..
30 31
Avere ragione

Cattani Adelino et al. (a cura di) (2009), La svolta argomentativa. 50 anni


dopo Perelman e Toulmin, Loffredo, Casoria.
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to his Contemporaries?", in Controversies Within the Scientific Revolution,
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dam, pp. 171—186.
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vincere”, in Promemoria per avvocati. Ragionare, scrivere, difendere i di-
ritti, Mariani Marini A. (a cura di), Pisa University Press, Pisa, pp. 75—88.
Cattani Adelino (2016), “In Order to Argue, You Have to Agree and Other
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Cuatro Vientos Editorial, Santiago de Chile. tura fa le regole.
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Cominciamo con il viatico di una nobile regola aurea e di una liberale
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Thank you for arguing. What Aristotle, Lincoln, and Homer Simpson can regola d’argento.
teach us about the art ofpersuasion, Three Rivers Press, New York 2007. Introduciamo un primo dovere e un primo diritto: Lascia/o dire. Ere—
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Training Guide, EW. Cheshire, Melbourne. mente la loro. Sta a noi smascherare la loro eterodossia, falsità,
Montaigne Michel De (2014), Saggi, Bompiani, Milano. sciocchezza. Facciamoli parlare e facciamoli scoprire. In una discus—
Otsuka Julie (2012), Venivamo tutte per mare, Bollati Boringhieri, Torino.
sione non grave che si usino tutti gli argomenti. Essendo in due a
Pennockj. Roland (1950), Liberal Democracy. Its Merits and Prospects, Rine—
@—

hart & Company, New York. discutere, la cosa grave e che la controparte non ne riconosca e non
Perelman Cha‘im e Olbrechts—Tyteca Lucie (1966), Trattato dell ’argomenta— ne neutralizzi l’inconsistenza.
zione. La nuova retorica, Einaudi, Torino. Ed. orig: Traité de l’argumen— Dal punto di vista logico, questa regola si fonda sull’idea liberale, di
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Sloane Thomas O. (1997), On the Contrary. The Protocol of Traditional
«se non ci fosse un’opinione contraria bisognerebbe inventarla». Se
Rbetoric, The Catholic University of American Press, Washington, D.C.
Tagg John (1992), Grounds of Dispute. Art History, Cultural Politics and the uno ha piena ragione, la sua verità rischiarerà il buio del torto. Se in—
Discursive Field, MacMillan, Basingstoke. vece, come capita, un po’ di ragione sta da una parte e un po' da]—
Thomas David A. e Hart John P. (19924), Advanced Debate. Readings in The- l’altra, entrambi i litiganti ne avranno guadagnato.
ory, Practice and Teaching, National Textbook Company, Lincolnwood. In una discussione non sorprende che uno si ingegni a trovare tutti gli
Vandel Philippe (1995), Perché? Il libro dei perché, Longanesi, Milano.
argomenti a lui favorevoli, magari anche barando. In una discussione,
Weijers Olga (2002), La “disputatio” dans les Facultés des arts au moyen dge,
Brepols, Turnhout. soprattutto polemica, sembra difficilmente evitabile che non ci siano
vizi ed errori, forzature e trappole; pertanto ciò che conta è sapere in—
Altre indicazioni bibliografiche, più specifiche e aggiornate, si possono trovare nel
dividuare e vanificare l’insidia, voluta o inconsapevole: «Apri gli occhi
sito di “Palestra di botta e risposta”: http://www.bottaerisposta.fisppa.unipd.it
ai potenziali ingannati e non ci saranno più imbroglioni».

32 33
Avere ragione Regole del dibattito. Etica e tattica

Il nostro primo diritto-dovere è un esempio di comportamento liberale tica coincidono. Libertà di parola e libertà di critica diventano com—
e insieme tattico—strategico. Lascialo dire: fai bene e poi conviene portamenti solidali. Al loro sviluppo la scuola, e l ’ agenzie educative,
anche a te. possono contribuire introducendo il dibattito non solo come metodo,
Un secondo diritto—dovere sarà: mettiti al posto dell’interlocutore. Met— ma come disciplina, per favorire lo sviluppo di una cultura del di—
titi nei suoi panni: ancora una volta, è cosa buona in sé e conveniente battere in soggetti in formazione.
per te. Non sarebbe male recuperare l’antica, e oggi abbandonata, pratica
Ecco quindi” alcune regole etiche e insieme tattiche del buono-bravo scolastica e educativa consistente nell’escogitare e formulare due di—
disputante. scorsi opposti. Si tratta non di prendere posizione 0 pro o contro, ma
I ) Lascia/o dire di allenarsi a prendere posizione epro e contro, sostenendo prima la
Far parlare vuol dire anche far scoprire l’interlocutore. Dare ampia fa— tesi «è vero che p» e poi la tesi «non è vero che p». A prima vista la con-
coltà di parola rende più facile riconoscere e neutralizzare l’eventuale segna potrebbe sembrare tutt’altro che formativa e “edificante”. In re—
inconsistenza dei molteplici argomenti che con tanta liberalità si con— altà l’esercizio di assumere contemporaneamente due posizioni al—
cede di esporre. ternative & profondamente educativo nel senso che promuoverebbe
Impariamo dalle balene le regole della buona educazione: quando una maggiore sensibilità nei confronti delle opinioni diverse e, se non
comunicano con i loro simili, da bravi animali sociali che rispettano il rispetto, almeno la “sopportazione” delle idee altrui, nello spirito li-
l’etichetta del bon ton, evitano la sovrapposizione dei suoni e nes— berale e libertario di John Stuart Mill. Mill offre una quantità di ottime
suno interrompe se un altro sta “parlando”. «I cetacei sono ascoltatori e insuperate ragioni a favore del diritto di far risuonare anche l‘altra
gentili perché non si interrompono e fanno uno sforzo per non so— campana, quella che e o che riteniamo sia sbagliata.
vrapporsi» spiega Natalia Sidorovskaia della Louisiana University (no- È tragico parlare bene e avere torto; ma è ancor più tragico che qual—
tizia annunciata nell’ottobre 2009 dalla Acoustical Society of America cosa sia imposto con tecniche di manipolazione subdola, le più effi—
di San Antonio). Prestare attenzione agli avvertimenti degli altri ceta- caci delle quali sono quelle che si esercitano al di fuori del dibattito
cei presenta almeno due vantaggi: consente di esplorare più agevol— e che non fanno intervenire la logica, l’argomentazione e la ragione
mente e rapidamente un certo ambiente e il singolo trae vantaggio critica. Dalla dialettica ci si difende, ad anni pari, con la dialettica,
dalla “chiacchierata" di gruppo. Cosa che avviene di rado per le “di— come dal fuoco ci si difende col fuoco, facendo terra bruciata dinanzi
scussioni” tra umani. al fronte delle fiamme. Oltre a preoccuparci e indignarci per le mani—
La moralità flessibile di chi fosse più sensibile alle esigenze tattiche che
polazioni retoriche, preoccupiamoci anche della nostra inabilità a sco—
a quelle etiche, valuterà positivamente il fatto che quanto più uno si prirle e a neutralizzarle.
esprime tanto più amplia il possibile bersaglio a disposizione dei colpi
dell’interlr)cutore/avversario. La regola d’oro del dialogo
In positivo: «Discuti nel modo in cui vorresti che gli altri discutessero
2) Mettiti al posto del! interlocutore con te». In negativo: «Non discutere come non vorresti che gli altri di—
Immaginiamo che cosa si direbbe e si farebbe se si fosse “nei suoi scutessero con te». Ottima, splendida, nobile e lodevole teoria‘. Se
panni”. Per capirne le ragioni (cosa buona dal punto di vista etico), ma uno davvero facesse agli altri ciò che desidera sia fatto a se stesso o
anche per capire i limiti della sua tesi (cosa buona dal punto di vista
dialettico). Cerchiamo di verificare () falsificare le posizioni puntual-
mente, dal suo punto di vista. Anche questo secondo diritto-dovere, '
Golden ](111esofDialog1/e— The GR!) research pro/ect. un progetto sostenuto da
questo atteggiamento di “comprensione“, e una consegna che com— un comitato di cui fanno parte diverse università, tra cui quelle di Princeton, di
bina valore etico e valenza dialettica. E combina diàlogos e pòlemos Ginevra e l‘Accademia delle Scienze di Mosca. La finalità è quella di facilitare e
per dare luogo a una “buona” discussione. promuovere la cultura e le regole del dialogo nella società globalizzata: determi—
nare tecniche, strumenti, linee guida e direttive pratiche idonee a favorire un
Quelle indicate sono due tipologie di comportamenti liberali e in— dialogo costruttivo. Comprehensive Dialogue Among Civilizalionx (CDAC). Cfr.
sieme tatticostrategici. Almeno qui etica del discorso e tattica dialet— comprehensivedialogue.org/cdac.
54 35
Avere ragione Regole del dibattito. Etica e tattica

non facesse ciò che non vuole sia fatto a sé, il mondo sarebbe rivo- za dei meno saranno rispettate dai più. E quando le divisioni tra i
luzionato. La pratica è un po’ diversa. Addirittura, si arriva al para— gruppi sono drastiche, questa promessa, ammonisce il teorico del di-
dosso di scontrarsi in nome dell’invito a dialogare, di polemizzare ritto, deve essere ancora più sincera.
aspramente sugli inviti al dialogo. Ci sarebbe bisogno di individuare I diritti restano fragili: una piccola stele che fu rinvenuta sulla collina

una serie di principi, regole, valori a cui attenersi per evitare che gli sacra dell’Acropoli rappresenta Atena, dea dell’intelligenza e della
appelli al dialogo si riducano a un esercizio giaculatorio. ragione, poggiata sulla sua lancia. Il messaggio, rivolto ai cittadini di
In fondo, discutere, dibattere è un argomentare tra due che la pensano Atene, della Grecia e del mondo dall’anonimo autore di questa scul—
diversamente. E, quindi, chi impone di abbassare sempre i toni accesi tura è chiaro: «Difendete le conquiste della mente e del cuore con la
e pretende di imbrigliare le passioni non rende un buon servizio alla forza, se non volete che le minacce del tempo e le insidie dell’uomo
democrazia. Dialogare è anche rispondere che non si accetta assolu— le cancellino». Finché gli uomini popoleranno la terra dovranno corn—
tamente qualcosa, ma spiegandone il perché. battere per affermare e migliorare le acquisizioni del passato (Godart
2012).
La regola d’argento Atena—Minerva, dea della ragione e della saggezza, e infatti rappre-
«Ascolta l‘altra parte».
Non posso credere responsabilmente nella “mia" verità se non cono— sentata armata di elmo, lancia, scudo e corazza. Saggia, accorta e ar-
sco la verità degli altri. mata, come la Retorica dell’iconografia tradizionale di Marziano
Capella (De Nuptiis, 425) o di Boezio ( De consolatiwwI’hilosopbiae,
Tenere in gran conto ciò che dice il nostro interlocutore/avversari<> è
V,

insieme una norma etica e una mossa strategica.


l.
per quale «a poco giova la sapienza senza l‘elo-
Il, fol. 107 r), il

Alla dialettica subentra l’etica, anzi meglio, la dialettica diventa etica quenza, mentre nuoce molto l’eloquenza senza la sapienza».
C’è chi e bravo per natura a discutere e ha facilmente la meglio su chi
e i doveri diventano diritti.
e solo buono. “Una persona per bene capace di discutere“, lo riba—
La mossa di bronzo diamo, era l'ideale antico del buon oratore. Non sarebbe male pensare
Le due precedenti sono lodevoli consegne. Rimane l’elemento del anche a una “persona per bene capace di discutere bene". Lo stesso
bronzo, sotto cui si iscrive non una regola, ma un comportamento vale in ogni campo: l’ideale sarebbe un buon insegnante che fosse
correntemente riscontrato e retto dal principio (della faccia) di bronzo: anche un insegnante buono, un medico capace che fosse anche com-
«lo credo nella mia verità; gli altri si tengano pure le loro convinzioni; prensivo e non intrattabile come il burbero Dr. House della serie te—
non riusciranno mai a dimostrarmi che sono nel torto». L‘arte di con- levisiva. l’retesa e combinazione di doti quantomai impegnative. Che
vincere i convinti & davvero impresa ardua. Il credente trova ciò che fare in attesa che tutti i buoni diventino bravi e che tutti i bravi di—
ha già trovato, mentre altri non trovano ciò che cercano con determi- ventino buoni? Come decidere quale tesi e giusta? Come misurare la
nazione, ci diceva Norberto Bobbio. In considerazione di questa even- vittoria in un dibattito? Se abbiamo a che fare col gioco del calcio,
tualità non remota, non e fuori luogo prevedere, a fianco dei doveri quasi tutti sappiamo chi ha vinto: riteniamo di sapere se il centravanti
del buon disputante, anche i diritti del libero disputante. ha giocato bene, ci sentiamo in grado di dire la nostra sul fallo di
ostruzione () sul rigore non concesso. Conosciamo abbastanza le re-
DIRITTI E DOVERI DEI DISPUTANTI
gole del gioco del calcio per valutare l’esito della partita, ma non co—
Dai primi legislatori della Mesopotamia, passando per la carta rivolu- nosciamo per niente le regole della partita più vitale del discutere.
zionaria del 1789 e fino alla Dichiarazione dei Diritti dell’Uomo del Non abbiamo codici di condotta né regole per chi vuole discutere.
1948 è stata codificata una serie di diritti che sono divenuti contras— Tentiamo, quindi, di identificare e di proporre una sorta di codice di
segno di democrazia e di civiltà. Ci sono voluti secoli perché diritto
il
condotta per chi vuole non discutere inutilmente, alcune regole mi—
li sancisse. Ma la libertà non e mai conquistata una volta per tutte. I nime derivate dalla pratica più che dalla teoria e di natura insieme
diritti, ci ricorda Ronald Dworkin, sono per i deboli, non per i forti: etica e tattica, una sorta di carta del libero disputante che preveda di—
l’istituzione dei diritti è cruciale perché rappresenta la «promessa della ritti e doveri della discussione, ma che recuperi e inglobi anche il ne—
maggioranza alla minoranza», la promessa che la dignità e l’eguaglian— gletto piacere di dibattere (cfr. Cattani 2006, pp. 129-130).
56 57
Avere ragione Regole del dibattito. Etica e tattica

Ognuno di questi due atteggiamenti ha le sue regole; quelle che po— 5) Ho il dovere di attenermi a ciò che credo vero. Non spaccerò
per
tremmo chiamare del “disputator cortese” e quelle del “perfetto pole— oggettivamente vere affermazioni che so essere false () puramente
mista”: le prime forse troppo angeliche, le seconde troppo perverse. soggettive.
Ecco quale potrebbe essere, in un primo abbozzo, questo decalogo 4) Ho il dovere di portare le prove richieste. Se mi si chiederà di di—
nel quadro e nello spirito di una cooperazione conflittuale o di un mostrare, lo farò oppure dimostrerà che la pretesa è assurda. Le
conflitto cooperativo (Cattani 2006, pp. 225—227). I due opposti ordini
prove saranno qualitativamente adeguate e quantitativamente suf—
di regole etiche e di mosse dialettiche alla fine convergono in una ficienti. A volte ne basterà una sola; ma potrà essere necessario
sorta di codice dei diritti del libero disputante, diritti che vanno dalla accumularne più d’una.
possibilità di mettere tutto in discussione fino al privilegio, raro, se 5) Ho il dovere di non eludere le obiezioni. Nella disponibilità a ri—
non unico, di cambiare, consensualmente, le regole della discussione. spondere alle contestazioni sta la ragion d’essere del mio parte—
cipare alla discussione e, quindi, non la farò naufragare sottraen-
TAVOLA DEI DIRITTI E DEI DOVERI domi alle critiche.
La seguente carta dei diritti e doveri e una proposta di contratto tra di- 6) Ho il dovere di non scaricare l’onere della prova. Se la patata &
sputanti in fase di formazione. La natura del dibattito ipotizzato e in— bollente, continuerà a scottare quando tornerà in mano mia.
sieme competitiva e cooperativa, anche nella sua forma più polemica. 7) Ho il dovere di essere pertinente. L’irrilevanza degli argomenti e
Vi sono recepiti vari principi e comportamenti finalizzati appunto a una delle cause più diffuse di vizio logico e di fallimento delle
una proficua discussione di natura insieme cooperativa e competitiva. discussioni.
Essere “cooperativi e competitivi" significa combinare insieme dialogo 8) Ho il dovere d’essere chiaro. L’ambiguità e una grande risorsa
per
e polemica, apertura alle idee degli altri e difesa strenua delle proprie i comici, non
per chi discute.
idee, razionalità e passionalità. 9) Ho il dovere di non deformare le posizioni altrui. Nel riferire i fatti
Due motti ispirano questa tavola di diritti—doveri e questa bozza di o nel riformulare gli interventi altrui applicherò il principio di ca-
contratto che due disputanti potrebbero sottoscrivere: rità, che impone, in positivo, di essere comprensivi e, in negativo,
di non distorcere. Mi atterrò sempre alla migliore interpretazione
Quando mi si contraddice, si suscita la mia attenzione, non la mia
irritazione. (Michel de Montaigne, Saggi, III, 8) possibile delle posizioni altrui.
10) Ho il dovere, in condizioni di stallo finale, di sospendere il giu—
Signore, noi a corte abbiamo nostro galateo per litigare e discutere,
il dizio, a meno che questo non comporti un danno maggiore. E in
come voi avete il vostro galateo delle buone maniere. (Paragone, il presenza di nuovi elementi, accetterò di riaprire e di rivedere il
buffone di corte dello shakespeariano Come vipiace, V, 4, 75 sgg.) caso.
I dieci diritti del libero disputante
I dieci doveri del disputante ]) Diritto di esprimere il dubbio su tutto, perché niente è ‘fuori di—
1) Ho il dovere di non ritenermi infallibile, di non ritenere le mie scussione”. La libertà di pensiero e di parola trova giustificazioni
idee intoccabili e i miei argomenti incontrovertibili. Cercherò d’es- che vanno oltre il diritto e il dovere etici: diventa il piacere dia—
sere convincente, ma se lo sarò meno del mio interlocutore, lo ri- lettico del replicare, il gusto del duetto colloquiale () del confronto
conoscerò, se non altro in cuor mio. Mi manterrò comunque competitivo.
aperto al dubbio e disponibile a rivedere le posizioni di partenza. 2) Diritto di sostenere la propria “verità” di parte. Ma niente paura.
2) Ho il dovere di cercare un punto di partenza comune. Individuare Vi corrisponde il diritto compensativo riconosciuto alla contro—
le premesse condivise e fondamentale perché dal niente non
parte di reclamare tutta la verità dain altri. E naturale che un pub—
nasce niente. Non possiamo misurarci se disponiamo di due metri blico ministero esponga solo gli elementi d’accusa contro l’im—
diversi. Non concluderemo nulla se discutiamo partendo da prin—
putato, perché si sa che ci sarà una controparte, il difensore, che
Cipi e criteri di giudizio diversi, soprattutto se non ce ne rendiamo altrettanto faziosamente s'impegnerà esclusivamente per equili-
conto. brare e far pendere i piatti della bilancia dalla sua parte.
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Avere ragione Regole del dibattito. Etica e tattica

3) Diritto di sottrarsi al gioco dell ’avversario e di svincolarsi dalla sua sofisti che contendono nei tribunali. Una cosa sarebbe la dialet—
tica filosofica, tutt’altra cosa l’eristica, l’antilogica, l’agonistica.
dipendenza. Quando uno chiede, la controparte è tenuta a rispon-
Questo almeno nella concezione platonica. Ma non sono solo
i
dere. Fortunatamente però la risposta che il secondo interlocutore
sofisti a patrocinare questa forma di logos dialogico, dialettico,
deve comunque dare al primo — se vuole essere cooperativo, se
non vuole fare brutta figura, se non intende perdere punti () perdere critico, controversiale, conflittuale. La stessa tradizione filosofica
la faccia di fronte all’uditorio si può collocare in un continuum che
——
occidentale testimonia questa tranquilla accettazione del plurali-
va dalla risposta perfettamente a tono alla risposta completamente smo combattivo nel campo delle idee. Protagora, Sesto Empirico,
fuori luogo. Fra questi due estremi c’è spazio per tutta una gamma Cicerone, Quintiliano, Hume, Voltaire, Mill, Popper, Feyerabend,
di risposte parzialmente pertinenti () impertinenti. Perelman sono tra i sostenitori in positivo, pur in modi diversi,
Esiste dunque nel replicare un prezioso margine di libertà che con- della conflittualità argomentativa, per cui la ricerca della verità si
Sente di rispondere in maniera da assecondare l’interlocutore e da realizza meglio, o solo, in un contesto di dibattito e di criticità e
soddisfare l’uditorio, senza subire tuttavia l’iniziativa dell’avversa— di dissenso. Ragionamento antilogico, dissoi logoi, controversia,
rio. Questa inestimabile libertà di movimento permette, anche in ragionare in atramquepartem, argomentare pro e contro, critici—
fase di replica, di uscire dalla difensiva, di prendere le distanze smo, falsificazionismo sono le modalità e le procedure argomen—
dai temi, dain argomenti e dalla strategia dell’altro e non farsi ir— tative a cui ci si riferisce.
retire nel suo gioco, di assumere il controllo dell’interazione. Chaim l’erelman, a cui si deve il recupero contemporaneo della
4) Diritto di difendere, in maniera attiva o passiva, le proprie posi— retorica, si chiese: se la logica, la legge, la scienza non hanno sa—
zioni e se stesso. Difendere le proprie idee e se stesso è uno dei puto evitare la guerra e l’olocausto, che cos’altro può servire a
diritti inderogabili del disputante. Lo si può fare in maniera attiva gestire il nostro mondo che pare ingestibile? La sua proposta, nel
o passiva. Se qualcuno lo fa con manovre ritenute scorrette, ad Trattato dell ’argomentazione (1958), fu: proviamo con l‘antica,
esempio blindando, in spirito non popperiano, la propria tesi, nobile, decaduta retorica, che, se non è uno strumento di con-
spetterà alla controparte segnalarlo e correggerlo. vinzione, è almeno uno strumento di convivenza.
5) Diritto di poter concludere il proprio discorso. Diritto elementare, 7 Diritto di usare ognuno gli argomenti che possiede e che preferi—
V

ma non sempre accordato. Lo si riconosca, tanto più che chiudere sce. Include il diritto, all’occorrenza, di lasciare da parte la logica
(per quanto trionfalmente) una discussione non vuol dire risolverla. e di indignarsi; il diritto di non fingere sempre equilibrio, mode—
6) Diritto di aspirare alla vittoria. L’essere competitivi non e incom— razione e compostezza; il diritto di adattarsi alle condizioni spe-
cifiche del dibattito in corso. Essendo in due a giocare, la
patibile con una sana discussione. «Il disaccordo rende più pre—
zioso l’accordo» recita la Sententia n. 191 di Publilio Siro. controparte ha a sua volta il diritto di porre il veto sulle mosse
L’accordo, il consenso, l’unanimità sono cose buon ancor di più
>
giudicate “discutibili” o “sopra le righe”. In un dibattito il pro-
quando costituiscano un’autentica composizione di contrasti, blema grosso non è tanto la presenza di fallacie e di non argo-
composizione conseguente a un dibattito in cui le divergenze ab— menti, ma la loro identificazione e neutralizzazione.
biano potuto emergere e confrontarsi. 8) Diritto di appellarsi a una terza parte. La terza parte sarà l’udito—
Gli antichi avevano forse più dei moderni un’insita e marcata pro- rio (che va trattato come cliente, ma che non sempre ha ragione)
pensione al contraddittorio. Il loro innato gusto per le competi— o il giudice (che emette un verdetto, ma non stabilisce l’accetta—
zioni atletiche aveva un suo riscontro in campo intellettuale nel bilità di una tesi). Quando due discutono pensano fatalmente a
tutti coloro che li ascoltano e che potrebbero essere condizionati.
piacere per la comparazione antitetica delle idee. In entrambi i
casi il confronto aveva due aspetti, uno di natura fattuale (epi— «Una cosa è trovarsi insieme a discutere, un’altra e tenere discorsi
stemica nel caso delle idee) e uno di natura più estetica. in piazza» è il monito di Platone nel suo Protagora (536b).
C’è sicuramente una radice sofistica in questo gusto per la con— 9) Diritto di essere giudicati per quello che si pensa e che si dice, non
tesa che aspira alla vittoria. Socrate nel Teeteto ci tiene a diffe- per quello che si e fatto. Ne deriva il diritto collaterale che non
renziare i filosofi che «si fanno i loro discorsi in agio e in pace» dai vengano rinfacciati i comportamenti, quando si sta discutendo di
41
Avere ragione Regole del dibattito. Etica e tattica

idee e opinioni. A differenza del giudice, che deve perseguire “povero” Socrate, che rischia di perdere il filo del discorso se Pro-
giudizialmente l’individuo corrotto e non la corruzione in gene— tagora mena il can per l’aia, parlando a briglia sciolta. In un’altra
rale, il logico e bene che persegua la fallacia e non il fallace. occasione (Gorgia, 449b) Socrate contratta le modalità procedu—
rali: chiede e ottiene di procedere con domande e risposte con-
10) Diritto di cambiare consensualmente regole e diritti della discus—
sione. E di farlo, in corso di discussione, d‘accordo con l’interlo- cise e lineari, anziché con discorsi lunghi.
Un dibattito può discutere delle sue regole interne e una discus—
cutore. Chi partecipa a un dibattito infatti può riformulare,
rivedere, ridiscuterne le regole, le procedure, le mosse lecite, la sione può mettere se stessa in dubbio. Del resto, poiché non esi—
conduzione. In altri termini, oggetto di dibattito diventa anche stono regole canoniche del gioco dibattimentale, è naturale e
“come dibattere”. giusto che siano i giocatori, di comune accordo, a farle, ed even-
tualmente a disfarle. Per un corretto svolgimento di un dibattito
Quando si gioca, occorre rispettare le regole del gioco. Per usare
basta che chi vi partecipa convenga sui dati e su come proce—
l’analogia più ricorrente, nel gioco degli scacchi abbiamo due
dere: ciò ovviamente non garantisce la verità della conclusione,
concorrenti che, a turno, compiono delle mosse, scelte all’interno
di un repertorio numericamente limitato e la vittoria è decretata ma la correttezza dibattimentale si.
secondo regole precise di aggiudicazione. Anche nel gioco del L’abbinata di diritti e di doveri potrebbe forse consentire l’elabora—
dibattito vi sono regole logiche e regole procedurali, regole ar— zione di un meno utopico e più applicabile codice di comportamento
gomentative e d’ordine degli interventi. Purtroppo non tutto e per disputanti, puntando, dove possibile, su quelle condotte che si ri-
cosi definito e chiaro come negli scacchi, per cui il campione in velano insieme corrette e utili, eticamente inappuntabili e tatticamente
carne e ossa sa quando ha vinto e quando, invece, deve rinun— efficaci. Due esempi di questa possibile azione combinata, e non con-
ciare di fronte a Deep Blue, il campione robot. La cosa peculiare flittuale, di diritti e di doveri, di mosse e di regole, sono le consegne
di un dibattito e che si tratta di un tipo di scambio in cui, a dif- insieme etiche e tattiche, sopra menzionate.
ferenza di quanto avviene di solito, è consentito cambiare le re—
gole durante il gioco.
Questa è una peculiarità particolarmente importante del dibattito. Per saperne di più su:
Dibattito è un termine generale comprensivo di tipi di scambi di- Orientamenti applicativi. Diritti e doveri dei disputanti
scorsivi diversi, che vanno dallo scontro polemico al colloquio Borzacchiello Paolo (2018), La parola magica, Mondadori, Milano.
dialogico, passando per la trattativa negoziale, il confronto cri- Branham Robert James (1991), Debate and Critical Analysis. 779e Harmony
tico, l’indagine scientifica: ciascun tipo di dibattito ha i propri of Conflict, Lawrence Erlbaum Ass., Hillsdale, N.].
parametri relativi all’accettabilità () meno di un argomento, alla ri- Cattani Adelino (2001, 20062), Botta e risposta. L’arte della replica, il Mu-
levanza d’un tema, alla natura o meno fallace di un ragionamento, lino, Bologna.
alla pertinenza dei temi introdotti, all’ordine dei lavori, ai criteri Cattani Adelino (a cura di) (2011), Argomentare le proprie ragioni. Orga—
nizzare, condurre e valutare un dibattito, Loffredo, Napoli.
per la comparazione di tesi alternative eccetera. Cattani Adelino (a cura di) (2018), Palestra di botta e risposta. Per una for—
Nel Protagora platonico Socrate, indispettito per l’atteggiamento
mazione al dibattito, Libreria Universitaria Editrice, Padova.
di Protagora che, a suo giudizio, cercava di eludere le obiezioni Colombo Adriano (a cura di) (1992), ] pro e i contro. Teoria e didattica dei
e si sottraeva all’obbligo di giustificare le sue affermazioni, tiran- testi argomentativi, La Nuova Italia, Firenze.
dola in lungo, «fuggendo nel mare aperto dei discorsi e perdendo Freeley Austin ]. e Steinberg David L. (2000“’), Argumentation and Debate.
di vista la terra» (55821), cerca di ridefinire i criteri del dialogo e ri— Critical Thinking for Reasoned Decision making, Wadsworth, Belmont,
negozia le condizioni per continuare a discutere. Grazie all’inter- Ca.
vento di un conciliatore, Socrate e Protagora convengono sull’op— Gladis Stephen D. (1990), 7799 Ten Commandments for Public Speakears,
portunità di procedere per domande e risposte brevi e concise. Human Resource Development Press, Amherst, Mass.
Dato che Protagora è in grado di fare a piacere discorsi ampi e Godart Louis (2012), La libertà fragile. L’eterna lotta per i diritti umani, Mon—
dadori, Milano.
solenni e di dare risposte secche, sarà lui che dovrà adattarsi al
45
42
Regole del dibattito. Etica e tattica
Avere ragione

poter fare effettivamente entrambe le cose (non si devono infatti con—


Kruger Arthur N. (1968), Counterpoint. Debates about debate, The Scarecrow vincere gli uomini di tesi riprovevoli), ma perché non sfugga l’es—
Press, Metuchen, N.] .
senza della questione e per essere noi stessi in grado di confutare un
Kuhn Deanna (1991), The skills of argument, Cambridge University Press,
altro, qualora parli ingiustamente. (Aristotele, Retorica, 135521, 5—34)
Cambridge.
Lakoff Robin Tolmach (1990), Talking Power. The Politics of Language, Basic Anche questa, come la precedente, è una classica e banale fallacia, di
Books, New York. autorità. Se ne può attenuare la natura fallace con una postilla: «Lo di—
Mill John Stuart (1997), Saggio sulla libertà, il Saggiatore, Milano. Ed. orig.:
ceva Aristotele, lo ripete Marty, ma mi hanno tolto le parole di bocca!».
On Liberty, John W. Parker and Sons, London 1859.
A dispetto delle fallacie, la risposta all’interrogativo se insegnare a
Musgrave George McCoy (19462), Competitive Debate. Rules and Techniques,
The H.W. Wilson Company, New York. sostenere insieme ragioni opposte sia amorale, può essere serena—
Perelman Cha'im e Olbrechst-Tyteca Lucie (1966), Trattato dell ’argomenta- mente: no.
zione. La nuova retorica, Einaudi, Torino. Ed. orig.: Traité a'e l’argumen— No, almeno se la medaglia e la realtà hanno due facce.
tation. La nouvelle rbétorique, PUF, Paris 1958. No, se l’educazione deve mirare a una concordia discors, un’“armo—
Snider Alfred e Schnurer Maxwell (2006), Many Sides. Debate across the cur— nia del conflitto e nel conflitto”.
riculum, International Debate Education Association, New York.
IL “FAIR PLAY” DEL DISPUTANTE
ETICA DEL DIBATTITO E NEL DIBATTITO È
esperienza comune che i comportamenti reali vadano contro lo spi—
rito della discussione, quello di difendere in maniera civile le proprie
Uno si può legittimamente chiedere se insegnare ad argomentare vuoi
idee.
pro vuoi contro una medesima tesi sia amorale. I dibattiti sono spesso dei ring di wrestling, dove due lottatori scate-
Sostenere che Garibaldi fu l’eroe dei due mondi e insieme un merce—
nati, urlanti e sregolati combattono, dentro e fuori le corde, simulando
nario, un bandito, un sacrilego può essere visto come un puro gioco,
molto, ma facendosi comunque male, per il sommo piacere del pub—
un divertissement alla Gorgia dell’/incomio di Elena, () un pericoloso blico. Senza volere snaturare il dibattito, sarebbe vantaggioso per tutti
esercizio per addestrare polemisti in erba.
Presentare i due punti di vista contrari può avere una valenza ludica contenerne gli eccessi e le inadeguatezze, prevedendo qualche regola
in più e qualche astuta malizia in meno. Lo si può fare operando sul
ed essere un’attività quantomai piacevole e ricreativa. Ma il guardare
le cose da due punti di vista opposti e anche e soprattutto indispen—
fair play.
Il fair play non è solo forma, ma anche sostanza: è insieme belle ma—
sabile nel decidere in merito a questioni vitali.
Considerato che la condizione normale in cui operiamo e la contrad— niere e buone maniere, etichetta ed etica.
dizione, il metodo preferibile per una scelta sarà il contraddittorio. Quando si discute, ad esempio, il tono pacato di un intervento a
Chi sperimenta la contraddizione e il paradosso ha da guadagnare co— tempo debito e di una voce che non si sovrappone presenta una sua
estetica che esprime il senso più profondo del rispetto dell’interlocu—
gnitivamente molto più di chi si tiene sul filo dell’equilibrio. Poiché la
vita è estremamente complessa, il valutare un’opinione e il suo con- tore. Estetica ed etica qui fanno tutt’uno, si convertono l’una nell’al—
trario prima di decidere è funzionale al nostro benessere mentale. tra. La combinazione di bello e buono magari avvicina all’ideale
trinomio di bello, buono e vero, quel vero che è la ragione d’essere,
Questo atteggiamento non è segno né produttore di uno stato confu—
sionale, ma al contrario di volontà di maggiore chiarezza possibile. La per quanto inarrivabile, del nostro dibattere.
duplicità di prospettive infatti non è necessariamente finalizzata alla ri— Ecco quindi che le belle e buone maniere diventano anche le giuste
cerca del compromesso. L’obiettivo non e quello di assumere alla fine maniere.
Ne è un esempio la disputa dei tempi andati, veri tornei a suon di pa—
una posizione mediana, olimpicamente equidistante dai due estremi
(Marty 1975, pp. 10-11). role, a cui protagonisti e spettatori partecipavano proprio come a un
Vogliamo aggiungere un’altra, ancor più autorevole, citazione? evento sportivo, appassionante, ma regolamentato secondo modalità
Dovremmo inoltre essere in grado di sostenere in modo convincente rigorosamente codificate. La prima di queste regole prevedeva che il
tesi opposte, proprio come accade nell’uso dei sillogismi, non per rapporto tra i due interlocutori fosse improntato a grande cordialità
45
44
Avere ragione Regole del dibattito. Etica e tattica

formale. Ne diamo qui di seguito un esempio, tratto da Botta e rispo—


DIFENSORE: «I)istinguo la maggiore. Concedo che sia vanità se la si
considera svincolata da altri valori. Lo nego, se ciò che e di moda è
sta (Cattani 2006, pp. 45-47). anche idoneo a favorire altri valori. Concedo la minore e insieme
Drs… ITAscoms’nm distingue il conseguente: se lo si considera a prescindere da altri
DIFENSORE: «La tesi che oggi sosterremo è che la disputa scolastica è valori, concedo; se lo si considera atto a promuovere certi valori, lo
di grande valore». nego».
OI’POSI’I‘ORE: «Il mio eccellente collega sostiene che la disputa scola— Oltre alle regole comportamentali, nella disputa scolastica erano no—
stica è molto importante. In realtà è vero esattamente il contrario. La tevoli quelle procedurali, le più usate delle quali erano:
disputa e nociva o quantomeno inutile. Quindi la sua tesi è falsa».
DIFENSORE: «Dunque il mio egregio collega nega la mia tesi. Vuole es— . negare, se si riteneva falsa l’affermazione;
sere così gentile da provare la sua tesi per cui la disputa e da rite- ° concedere, se la si giudicava accettabile () utilizzabile ai propri
nersi senza valore?». fini;
Orrosrromt «Proverò la prima parte della mia tesi: la disputa e dan- ° ammettere ma non concedere, se si giudicava l’affermazione non
nosa. Ebbene: ciò che provoca scetticismo è dannoso. La disputa rilevante ai fini della tesi, la si lasciava passare senza impegnawisi;
provoca scetticismo. Quindi la disputa è dannosa». ° distinguere, se si individuavano sensi diversi in un concetto;
DIFENSORE: È dannoso ciò che provoca scetticismo. Distinguo. Che
° negare la conclusione, se si rilevava un vizio di forma o mancanza
sia dannoso ciò che provoca scetticismo per se stesso, lo concedo.
di nesso logico;
Che sia dannoso ciò che provoca scetticismo accidentalmente, lo
° negare il presupposto, se si riteneva che l’argomento si fondasse su
nego. Quanto alla premessa minore — la disputa genera scetticismo
per sé — lo nego. La disputa genera scetticismo per accidens, lo con— una premessa errata.
cedo. Pertanto nego la conclusione e quanto ne consegue». L’insieme della procedura era sicuramente macchinoso e artificioso: un
Owosrroar1: «Ma la disputa genera scetticismo per se stessa».
DIFENSORE: «La disputa genera scetticismo per sé? Mi provi, di grazia,
processo severo garantiva però un risultato derivante: 1) dal dover se—
la sua premessa minore nella sua nuova forma».
guire uno schema controllabile; 2) dal dover attenersi rigidamente al
OPPOSI'I'ORE: «Lo proverò. Ciò che insegna l’arte di contraddire ogni
tema in discussione; 3) dal forzare ai limiti estremi delle loro poten—
zialità ogni tesi e controtesi avanzata.
verità genera per sé scetticismo. La disputa insegna l’arte di con-
traddire ogni verità. Quindi genera scetticismo per sé». Queste regole possono valere anche per le discussioni condotte nei
DIFENSORE: «[)z'stinguo la maggiore. Concedo che generi per sé scet—
moderni blog.
ticismo ciò che insegna l’arte di contraddire ogni verità per puro
gusto della controversia. Se lo fa invece per il gusto di approfondire . Cerca di accendere luci e non fiamme: porta più argomenti che
sempre più la verità, allora distinguo nuovamente: nego, se man- attacchi.
tiene ragione e moderazione; concedo, se non si attiene a ragione e ° Colpisci la palla, non il giocatore: va bene attaccare, ma combatti
moderazione». la tesi, non colui che la avanza e mai con colpi sotto la cintola.
Orvosrromx «l’asso a un altro punto. Ciò che favorisce l’arroganza è
nocivo. Talora la disputa favorisce l’arroganza. Quindi la disputa è
' Fonda ciò che affermi su ragioni e fatti, non su insinuazioni () de—
nigrazioni.
nociva».
DIFENSORE: «Concerto premessa maggiore e minore. Nego la conse—
° Rispetto, innanzitutto: anche e soprattutto verso coloro da cui
viola infatti la seconda regola del sillogismo:
dissenti.
guenza: il ragionamento
“la conclusione non deve essere più ampia delle premesse". ll ter- . Tutto è sintetizzabile in un’unica regola, quella d’oro sopra men-
mine “disputa" è assunto in accezione particolare nella premessa e zionata: tratta gli altri, anche quando discuti, come vorresti es-
in accezione generale nella conclusione». sere trattato. Perché, come ci ricorda Bruno Mastroianni nella sua
Ovvosrroarz: «Provo la parte seconda dell’antecedente. La disputa e felicissima Disputa/dice, non si litiga quando si discute, ma il li—
inutile e vana. Tutto ciò che è solo moda del tempo è vanità. La di— tigio incomincia quando si smette di discutere (Mastroianni 2017,
sputa e solo moda del tempo. Quindi è vanità». p. 65).
47
46
Avere ragione

Per saperne di più su:


Etica del dibattito e fair play del disputante
Axtell Roger E. (1992), Do ’s and Taboos of Public Speaking. How to Get Those
Butterflies Flying in Formation, John Wiley & Sons, New York. Capitolo terzo
Cattani Adelino (2001, 20062), Botta e risposta. L’arte della replica, il Mu—
lino, Bologna. ARGOMENTI VINCENTI
Cattani Adelino (2007), “Discutere senza litigare. Una proposta di educa-
zione collettiva al dibattito cooperativo”, in Diogene. Filosofare oggi, E ARGOMENTI PERDENTI
marzo—maggio 2007, anno 2, n. 7, pp. 59—61.
Gutmann Amy (2005), Identity in Democracy, Princeton University Press,
Princeton.
Honneth Axel (2002), L’etica del conflitto. Per una teoria del riconoscimento,
il Saggiatore, Milano. LA VALUTAZIONE DEGLI ARGOMENTI:
Kahn Michael (1999), Il Tao della conversazione, Xenia, Milano, 1999. Ed. CRITERI DI ACCETTAZIONE
orig.: The Tao of Conversation, New Harbinger, Oakland, Ca. 1995.
Marty Martin E. (1975), The Pro 6 Con Boole of Religious America. A Bicen- Una prova è un argomento buono. Ma non tutti gli argomenti buoni
tennial Argument, Word Books Publisher, Waco, Texas. sono prove. Che cosa distingue una prova dimostrativa da un argo-
Mastroianni Bruno (2017), La disputa felice. Dissentire senza litigare sui 50- mento buono, ma non dimostrativo?
cial network, sui media e in pubblico, Franco Cesati, Firenze. Essenzialmente, diremmo che buono è una nozione relativa (buono per
Miller Jackson, Mamberti Juan e Bonomo Hernan (2010), Tolerancia Critica qualcuno o per qualcosa; si dice “buono a”, “buono per", ossia rispetto
y Ciudadania Activa. Una Introducci6n Pratica al Debate Educativo, In- a uno scopo), dimostrativo è una nozione, diciamo, incondizionata (se
ternational Debate Education Association, New York.
Muir Star A. (1995), “A Defence of the Ethics of Contemporary Debate", in un ragionamento è dimostrativo lo è in sé e per sé, a prescindere da chi
lo formula e da chi lo ascolta). Qui intervengono tutte le questioni con-
Philosophy and Rbeton'c, vol. 26, n. 4, 1993, pp. 277-295.
Nicolli Senofonte e Cattani Adelino (a cura di) (2008), Palestra di botta e ri— nesso con la relatività e la dipendenza dal campo della prova. Signifi-
sposta. La disputa filosofica come formazione al dibattito nella scuola, cativo è ciò che ebbe ad affermare un magistrato dopo una sentenza di
Cleup, Padova. assoluzione per omicidio e di condanna per associazione mafiosa in
Pruitt Bettye e Thomas Philip (2007), Democratic Dialogue— A Handbook for due processi riguardanti il medesimo imputato: «Per l’accusa di omici—
Practitioners, CIDA — Canadian International Development Agency, dio ci vogliono prove certe e testi incontrovertibili. Per l’associazione
IDEA — International Institute for Democracy and Electoral Assistance, OAS
— Organization of American States, UNDP United Nations Development
——
mafiosa basta dimostrare favori, connivenze, incontri».
Si hanno quindi almeno quattro tipi di argomenti “buoni":
Programme, stampato da: Trydells Tryckeri AB, Stockholm.
Tannen Deborah (1998), The Argument Culture. Moving from Debate to . Argomenti razionali della logica.
Dialogue, Random House, New York.
Vigna Carmelo et al. (a cura di) (2004), La regola d’oro come etica univer—
. Argomenti ragionevoli della retorica.
sale, Vita e Pensiero, Milano. . Argomenti “populistici” e “galvanizzanti” della psicagogia.
' Argomenti passionali del cuore.
Inoltre, quando uno esprime un giudizio lo può fare su cose, su prin-
cipi () su valori.
Le cose (comunque le si chiamino: fatti, realtà, eventi, oggetti o dati os-
servativi) dovrebbero (e va sottolineato il modo condizionale) essere
oggetto di semplice constatazione. Un “fatto” si dovrebbe poter osser-
vare; diciamo, se non altro, che e di natura meno soggettiva: ci sono
cose che “non si possono negare” () “non si possono non vedere", che
possono dirsi vere () false sulla base di qualche criterio condiviso.
48 49
Avere ragione Argomenti vincenti e argomenti perdenti

I principi e valori sono invece di natura “performativa”, per usare la


i a partire dalla osservazione che il medesimo animale ha una gamba
terminologia dei teorici degli “atti linguistici”. spezzata. Entrambe le premesse sono vere, entrambe le forme di ra—
Il principio è espressione non di un’osservazione, ma di una valuta— gionamento hanno la stessa struttura, lo stesso valore e la medesima
zione che può essere anche meramente personale, particolare, etero— consistenza logica. Che cosa allora ne rende palesemente diversa la
diretta, preferenziale e non necessariamente e universalmente pre- plausibilità? Ciò che li distingue e solo la diversa congruità delle pre—
scrittiva. La valutazione dipende evidentemente dalle priorità e dalle messe, che evidentemente conta. Mentre le abitudini dietetiche di un
predilezioni del valutatore. Non può quindi essere fatta valere
indi—
membro di una specie sono estensibili alla totalità della specie,
scriminatamente e da sola non e bastante a tradursi in obbligazione. l’evento traumatico accidentale non lo e. È solo questo che rende ri-
Il valore invece ha natura autofondante e intenti normativi. L'affer— sibile la conclusione «tutti i mammut avevano una gamba spezzata».
mazione «il vizio va estirpato e la virtù promossa» ha esattamente que— Quindi nel valutare l’accettabilità di un ragionamento non basta af—
sta natura di discorso autofondante. È una petizione di principio, ma fatto limitarsi ai canonici contenuto eforma, ovvero al fondamento—
non immediatamente avvertita, perché non espressa nella forma del verità delle premesse e alla validità-conseqaenzialitvì dell’inferenza:
ragionamento palesemente circolare () utilizzando espressioni plate- occorre considerare anche la pertinenza e la completezza dei dati.
almente equivalenti.
Tre semplici esempi possono chiarire la diversa natura dei tre tipi di Per saperne di più su:
giudizio, allineati, consonanti, ma molto diversi. Argomenti vincenti e argomenti perdenti
0 Giudizio fattaale: «La pratica del doping è diffusa e motivo di im- Barki Pazit e Diadori Pierangela (1997-1999), Pro e Contro. Conversare e ar—
barazzo in molti sport». gomentare in italiano, Bonacci editore, Roma.
0 Giudizio valutativo: «La pratica del doping è deplorevole e indi- Berescu Lucian (2017), L’arte del parlare con arte. Come la retorica può aiu-
fendibile». tarti a trovare le parole giuste al momento giusto, edizione autopubblicata,
RhetoFan.
° Giudizio prescrittivo: «La pratica del doping è illegale e va contra— Borchers Timothy A. (1997), Humor in Competitive Speaking Events,
stata con tutti i mezzi». National Federation of State High School Associations, Kansas City.
Anche una decisione giuridica si basa su argomentazioni che derivano Cannavo S. (1998), Think to Win. The Power of Logic in Everyday Life,
Prometheus Books, Amherst, N .Y.
la loro validità () accettabilità da, nell’ordine, giudizi di legalità fattuale
Collard Gilbert (1999), L’art de s’exprimer en toutes circonstances. Les
(basati su regole esistenti), giudizi di desiderabilità (basati su prin—

secrets dévoile's des oratears, Presses de la Renaissance, Paris.
cipi), giudizi di valore. Costanzo Angelo (2002), Livelli del biodiritto nella società attuale, Istituto
Di qui l’importanza di esplicitare regole, e soprattutto principi sopra- Siciliano di Bioetica, Acireale.
stanti e valori sottostanti, al fine di valutare l’accettabilità di un’argo— Fisher Roger, Patton Bruce e Ury William (2005), L’arte del negoziato, Cor-
baccio, Milano. Ed. origin: Getting to Yes. Negotiating Agrement Without
mentazione, quotidiana () legale. Giving It, Houghton Mifflin, Boston 1981.
Per la logica, due sono i requisiti di accettabilità: il criterio di verità e Gil Alberto (2016), L ’arte di convincere. Come trasmettere efficacemente il tuo
quello di validità. messaggio, Edusc, Roma.
Per la logica normale, quotidiana serve qualcosa di più, che possiamo Johnson Steven L. (2009), Winning Debates. A Guide to Dehating in the Style
far rientrare sotto la voce di “congruenza”, che costituisce un criterio of the World Universities Dehating Championships, International Debate
amplissimo sotto cui rientrano parametri, non sempre formalizzabili, Education Association, New York.
Norrick Neal R. e Chiaro Delia (2009), Humor in interaction, John Benjamins
quali la rilevanza, la pertinenza, la completezza, la sufficienza dei dati.
Publishing Company, Amsterdam-Philadelphia.
Mentre sarebbe congruente derivare la conclusione che «tutti i marn— Otis Walter M. e Scott Robert L. (1962), Thinking and Speaking. A Guide to
mut erano erbivori» dalla singola osservazione che il mammut perfet— Intelligent Oral Communication, The Macmillan Company, New York.
tamente conservato scoperto in un ghiacciaio siberiano trattiene nello Paoli Francesco, Crespellani Forcella Carlo e Sergioli Giuseppe (2009), Im-
stomaco resti indigesti di sole erbe, sarebbe meno convincente deri— pariamo a ragionare. Il pensiero critico sul lavoro e nella vita quotidiana,
vare la conclusione che «tutti i mammut avevano una gamba fratturata» Cuec, Cagliari.

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Avere ragione Argomenti vincenti e argomenti perdenti

Philips Jeremy e Hooke James (1998), Getting Your Message Across. Tbe vederà a giustificarlo: «Ha preso si dei soldi, ma l’ha fatto per il par—
Seven Steps to Communicating Successfully in Every Situation, Simon & tito»; infine, come ultimo ripiego, proverà a contestare la legittimità ()
Schuster, East Roseville. la competenza del soggetto giudicante.
Philips Jeremy e Hooke James (1998), The Sport of Debating. Winning Skills Come abbiamo visto precedentemente, le contestazioni legali possono
and Strategies, University of New South Wales, Sydney.
Piattelli Palmarini Massimo (1995), L’arte di persuadere. Come impararla, e devono vertere sui punti cruciali, che sono almeno quattro.
come esercitarla, come difendersene, Mondadori, Milano. Divulgativo e 1) Problema della sussistenza. È il tema delle prove. Il fatto e davvero
“conversevole”. avvenuto? Ad esempio, è stato sottratto del denaro? Chi e l’autore
Prezzolini Giuseppe (1991), L’arte di persuadere, Liguori Editore, Napoli.
dell’azione?
Prima edizione del 1907. Un provocatorio manuale sull’uso della parola
“per giocare e farci guerra”.
2) Problema della definizione del fatto. Come qualificare la natura di
Spence Gerry (1997), Come discutere e vincere sempre, Mondadori, Milano. tale fatto? Ì un furto? F. o no un reato?
Ed. orig.: How to Argue and Win Every Time, New York, St. Martin’s Press, ?>) Problema della valutazione del fatto. Entrano in gioco le cause ()
New York 1995. Al di la del titolo un po‘ pretenzioso e la tesi un po’ pu— moventi. Come giudicarlo? Qual e la sua rilevanza? F. stato com-
i

ritana, “buonista", per cui l’argomento vincente per eccellenza e sempre piuto per necessità, e un atto grave, vi sono attenuanti?
la passione e l’amore, non trascura affatto la tecnica e risponde a molte
4) Problema della correttezza procedurale. La legge è applicata cor—
domande che tutti abbiamo avuto occasione di porci, quali «non è meglio
cercare di andare d’accordo che discutere?» o «come si argomenta quando rettamente? La sede, i modi, i tempi sono quelli giusti? Il giudice
siamo dalla parte del torto». chiamato a giudicare e quello competente?
Tapia Velasco Sergio (2014), Filosofia de la conuersaciòn, Edicep, Valencia. Di fronte a una proposta, invece, la controparte può scegliere di com-
Testa Annamaria (2000, 20092), Farsi capire, Rizzoli, Milano. Manuale che dif—
ferenzia alcuni tipi di comunicatore di professione (il mercenario mas— piere una delle seguenti sei mosse.
smediatico, il bieco manipolatore, il guru, l’artista della comunicazione Può ignorarla, se la giudica di scarsa importanza ai fini del dibattito
promozionale, un autore a metà e a servizio di altri), analizza scopi e modi in corso o, al contrario, terreno di scontro troppo rischioso. L'opera—
della comunicazione, privilegiando la creatività. zione può seguire due percorsi tattici: quello del disinteresse/mm e
Windisch Uli (1990), Le prét-à—penser. Les formes de la communication et de
semplice o quello della sostituzione di problema. In secondo luogo,
l’argumentation quotidiennes, L’Age d’Homme, Lausanne.
Wood Roy V. e Goodnight Lynn (1968, 1995‘), Strategic Debate, National può accettarla, se la trova conforme ai propri principi () utile per le
Textbook Company, Lincolnwood. proprie conclusioni, in una sorta di iudo discorsivo () di aikido argo—
mentativo, piegando e sfruttando ai propri fini la forza dell‘avversario.
Terza possibilità, che potremmo chiamare tattica dell'adoiiare adat—
COME REPLICARE
tando, è quella di accettarla solo in parte. Anche in questo caso si
Non e difficile muovere obiezioni al discorso pronunciato da un altro,
anzi (' quantomai facile; ben più faticoso invece e contrapporne uno migliore. aprono due strade: l'lì’lC()î7)0t'dìfl€ìll0 o la minimizzazione della tesi
(Plutarco) avversa. In quarta battuta, se non si & convinti o si desidera guada—
gnare tempo o si vuole far esporre maggiormente la controparte, ba—
Un dibattito è un gioco a due: uno muove e l’altro ribatte. Chi replica sterà chiederne ragioni oprove. Solo a questo punto, quando cioè la
e angosciosamente libero di percorrere uno dei tanti sentieri delle tesi in discussione e reputata, oltre che inaccettabile, anche contro—
possibili risposte. Per contenere l’affanno può essere utile attenersi a producente per i propri fini, converrà procedere alla contestazione di—
una tipologia ristretta e standardizzata delle possibili risposte. retta: il tipo di rifiuto e di confutazione dipenderanno dal tipo di
Di fronte a una accusa, come abbiamo visto nel primo capitolo, un argomento avanzato: se è un’induzione, si proverà a negarne il valore
avvocato difensore ha dinanzi a sé, nell’ordine, quattro strade da im— o a ridimensionare i fatti; se è una deduzione, si contesterà il princi—
boccare. In primo luogo cercherà di negare la sussistenza del fatto: «Il pio o si negherà la validità inferenziale; se e un’analogia, si provve—
mio cliente non ha preso nessuna tangente»; se questa via non risulta derà a contestare le somiglianze () se ne contrapporrà una diversa.
praticabile, si impegnerà a ridefinire il fatto: «Non era una tangente, ma infine, attaccare chi la sostieneè l’estrema risorsa nel caso in cui non
un prestito»; in terza istanza, se l’episodio illecito è innegabile, prov— funzionino () non siano disponibili le precedenti manovre.
52 55
Avere ragione Argomenti vincenti e argomenti perdenti

Schematicamente, quando una parte avanza una tesi la controparte tandolo come vizioso 0 semplicemente iscrivendolo nella “lista dei
può scegliere di: cattivi”, senza ulteriori precisazioni.
Ciascun tipo di argomento “insufficiente” e poi suscettibile di confu—
1) Ignorarla tazione mirata, che denunci la specifica causa di insufficienza: la con-
1.1) Ignoranza para e semplice
troparte sostiene qualcosa che non è vero o non è chiaro o non è
1.2) Tattica della sostituzione di problema
completo o non e pertinente () non efonolato, secondo la suddivisione
2) Accettarla
pentapartita delle nostre fallacie.
3) Accettarla solo in parte Se e fallace, eventualmente lo si può contrastare per par condicio me—
5.1) mediante incorporamento diante un altro argomento altrettanto fallace. La migliore risposta per
5.2) mediante minimizzazione rintuzzare un falso dilemma è un altro plateale falso dilemma. Una
4) Chiederne ragioni () prove efficace replica al classico argomento cornuto maritale: «Se non ti
‘S) Rifiatarla o confatarla
sposi, te ne pentirai. Se ti sposi, te ne pentirai lo stesso» potrebbe es—
5.1) Puntando ai fatti, se è un’inflazione sere un altro argomento cornuto: «In ogni caso sposati. Se e una buona
5.2) Puntando al principio () al nesso, se è una deduzione moglie, sarai felice. Se e una cattiva moglie, sarai filosofo». Controdi—
5.5) Puntando alle somiglianze, se & un’analogia lemma maritale inverso, con conseguenze opposte, ispirato da Socrate
6) Attaccare chi la sostiene. in collaborazione con la moglie Santippe.
alle principali mosse— A un argomento ad auctoritate/n basato sulla parola di “uno che
Di queste sei possibilità, cinque corrispondono
risposte previste nella disputa scolastica: transeat, concedo, distinguo, conta” si può opporre resistenza ad bominem mettendo in dubbio la
confirmetar quia a'abito, nego, che fanno il paio rispettivamente con competenza, l‘affidabilità, l‘integrità dell'esperto citato. Ma in genere
l’ignorare, l’accettare, l’accettare in parte, il mettere in dubbio, il & sconsigliabile
e controproducente reagire a un attacco ad loominem
chi la avanza) attacco ad bominem, come capita sovente in politica. «I
rifiutare. La sesta (lo spostare l’attenzione dalla tesi a con un altro
non è contemplata dal meticoloso regolamento scolastico poiché at— nostri avversari ci ingiuriano perché non hanno argomenti. ] loro sono
taccare l’avversario e di norma giudicato scorretto. Ma, dato
che vi si discorsi da encefalogramma piatto». Il fuoco si combatte col fuoco,
ricorre aa' abana’antiam, è bene prenderla in considerazione. ma un insulto non si combatte con un insulto. Se proprio il linguag-
Una delle prime mosse suggerite, quella di accettare, e sicuramente gio delle emozioni si rivelasse incontenibile, meglio esternarlo edu—
della catamente e in forme socialmente accettabili. Per questo e bene avere
controintuitiva, in quanto è naturale e istintivo il netto rigetto
In
posizione avversa quando ci si trova in uno scontro polemico. re—
pronte all’uso formulazioni alternative alle usurate parolacce: «Tu stai
di arti marziali, sfruttare, quando si può, declinando il verbo ignorare al participio presente». «Colui che per la
alta, come sa bene il lottatore
la forza stessa dell’avversario per farlo sbilanciare
&
quantomai co— prima volta ha lanciato all'avversario una parola ingiuriosa invece che
modo e vantaggioso. una freccia e stato il fondatore della civiltà» dice albristicamente Freud
Viene chiesto a un esperto di reti web segrete: «Crede che
le comuni— (nel suo Meccanismo psichico dei/Moment isterici). E colui che per
cazioni anonime e la crittografia rendano la vita più facile ai criminali la prima volta ha lanciato all’avversario un insulto colto e ludico in—
di alto profilo?». vece che una parola ingiuriosa ha contribuito al progresso della con-
Ci si aspetterebbe che l’interpellato neghi minimizzi il pericolo in—
() vivenza civile.
«Ov-
sito nella sua attività. La risposta, spiazzante, da judoka, è invece: Come rendere le offese socialmente accettabili, anche in tempi di co—
viamente si, come le automobili, telefoni e
i i ristoranti che chiudono siddetto “politicamente corretto”? Alternative più o meno ludiche al—
tardi la notte. La maggior parte delle strutture tecnologiche che co- l'insulto becero, ineducato e volgare sono suggerite da Mauro Della
struiamo per la nostra società ci permettono di vivere meglio
indi—
Porta Raffo.
pendentemente dalle inclinazioni morali di chi le usa». Un «Gentile S’ignora» (dove l’apostrofo non e un refuso) oppure un «&
Se non può seguire questa strada, il polemista compulsivo denuncerà quantomai apprezzabile nella sua lettera l’impegno, rivelatosi impari,
etichet— nel confrontarsi con la storia e l’etica, oltre che a lottare con gram—
la natura ingannevole dell’argomento che vuole contrastare,
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54
Avere ragione Argomenti vincenti e argomenti perdenti

matica, ortografia e semanticz rendono lievemente ed elegantemente


»
Voi dei PACS e dei matrimoni gay siete contro la famiglia.

meno sfacciate le pesanti insolenze. Noi non siamo contro la famiglia. Al contrario, proporre il matri-
Si può ricorrere all’insulto colto: monio gay significa valorizzare la famiglia, non dissolverla: & un
«Lo sa? Lei mi ricorda il principe Myskin», dove il riferimento criptico- modo per moltiplicare il numero di unità familiari. Allo stesso modo,
letterario e al protagonista di un romanzo di Dostoevskij. Se il desti— volere il divorzio non vuol dire disgregare, ma al contrario vuol dire
creare nuove possibilità; indica voglia di riprovarci, è segno che ci
natario non lo coglie si conferma un po’ Idiota. si crede nella famiglia (Luigi Manconi, sociologo).
Oppure all’insulto enigmistico: «Lei e un gran sciatore» (da intendersi:
munito di sei () sci—munito). Il suicidio è inammissibile.
«Sei nativo di Creta () ne hai preso la cittadinanza?».
Perché non ammettere il suicidio? Se possiamo morire per la patria,
Altri modi di dire le parolacce in società sono stati proposti da Um—
perché non possiamo morire per noi stessi?
berto Eco:
avrebbe potuto essere definito da un noto ma—
«Taccia, Lei, il cui viso Se uccido un girino non uccido una rana. Se bevo un uovo di gal-
resciallo dell’impero nelle ultime ore della battaglia di Waterloo!»_. lina non uccido una gallina. Se mangio una tazza di caviale non
«Ella ha una scatola cranica che più che alla speculazione sarebbe atta mangio cento storioni. E dunque l'asserzione che i diritti dell’em—
alla riproduzione». brione sono equivalenti ai diritti delle persone già nate è, per lo—
«La smetta, () segmento fusiforme del prodotto finale di un complesso gica, una assurdità (Giovanni Sartori, 28/2/2005).
processo metabolico!». Il processo di sviluppo dell’individuo umano e continuo. Per il prin-
«La prego, non mi deteriori quelli che l’etimologia latina vuole quali cipio di identità io sono quello che ero. L’embrione ha i medesimi
testimoni!». diritti della persona perché ognuno di noi è stato embrione (Roberto
Colombo, 5/5/2005).
Chi impara l’arte di replicare da judoka riversa insolenza e dileggio
sull’interlocutore: «io non offendo, amico mio; io rimando al mittente Di seguito alcuni esempi di possibili linee di replica a dieci degli ar—

e contraccambio». gomenti appunto “discutibili”, che solitamente ricorrono negli scambi


vuoi dialogici vuoi polemici.
Seguono alcuni esempi di fallacia per fallacia del tipo “occhio per
occhio". Appello all’autorità
Qualcuno fa appello all’affermazione di autorevoli personalità per so-
Abbiamo costruito nel modo migliore possibile: alla vecchia ma— stenere la propria tesi? Per quanto prestigiosa sia la voce citata, per
mera. quanto esperto sia il referente (“è uno che sa il fatto suo”), sarà pos—
Abbiamo costruito nel modo migliore possibile: secondo i nuovi sibile chiedersi e chiedere: quanto tale esperto è credibile come fonte?;
standard. è davvero competente nel campo specifico?; la tesi in questione e ef—
fettivamente derivabile da quanto egli afferma?; si tratta di una persona
Sulle nevi himalayane non c’è nulla di che alimentare un abomine— affidabile?; quanto sostiene e coerente con ciò che sostengono gli altri
vole uomo delle nevi. Per cui lo yeti non può esistere. esperti?; e infine, le sue asserzioni sono fondate su prove? Queste sono
le domande che Douglas Walton suggerisce di porsi di fronte a una
Ilfatto che sull’Himalaya non si trovi nulla da mangiare e dovuto al-
cosiddetta opinione esperta (Walton 1997, p. 25 sgg.).
l’esistenza di molti uomini delle nevi che divorano tutto quello che
c’è e dimostra quindi l‘esistenza non di uno, ma di innumerevoli
In particolare saranno possibili e adeguate le seguenti repliche.
yeti. 1) Denunciare genericamente che si dimentica la regola elementare
per cui una cosa è il valore di una tesi e un'altra cosa e il prestigio
Se son rose fioriranno. (che «è sempre innegabile e che mai noi ci permetteremmo di met-
Se son rose appassiranno / Se son rose pungeranno. tere in dubbio») di chi la sostiene. «Dobbiamo accettare p perché
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56
Argomenti vincenti e argomenti perdenti
Avere ragione
Sarà fallace secondo i canoni della logica, ma se l’argomentazione re-
l’ha detto N? Non è certo una ragione per non doverne esaminare torica è l’arte di persuadere, cioè di agire sulla condotta inducendo al—
il merito».
l’azione e non indurre alla semplice adesione intellettuale, come fa la
Volendo si può proseguire: «Bene, N ha detto che p. Ne prendiamo dimostrazione, questo tipo di scambio è comunque un accettabile
atto. E ora vediamo se. è vero». scambio argomentativo, che si configura, prima che come una mi—
2) Rispondere con un’altra fallacia. Screditare l’autorità, negarne la
naccia, come un avvertimento che un politico sensato e ragionevole
competenza nel settore, qualificarla di parte, associarla a qualche fa bene a mettere in conto.
cerchia di persone interessate. .. (tipiche mosse ad bominem).
3) Relegare nel campo teorico. Se l’autorità e difficilmente contesta- Ad misericordiam
bile, si operi un distinguo: «Ciò che dice N sarà anche vero in teo- Confutare un gesto di pietà non è possibile. È possibile però replicarvi
ria, ma l’esperienza dimostra che non funziona in pratica». Oppure: in due modi: appellandosi al medesimo sentimento o traendo una di—
«sarà anche un esperto, ma la nostra esperienza ci dice che le cose versa conclusione dalla medesima premessa.
vanno diversamente». Un intervento armato rischia di provocare danni collaterali ai civili.
4) Creare un conflitto tra esperti. «Altri studi dimostrano esattamente
contrario».
il Ben maggiori danni provocherebbe il protrarsi degli scontri; l’inter—

5) Sfruttare l’opinabilitìt del sapere. Trarre dalle diverse teorie degli vento di oggi limita le conseguenze future.
che
esperti, poniamo sulla scomparsa dei dinosauri, la conclusione Si fa appello a un principio della medesima natura, di livello superiore.
tutto è incerto. Nicholas Capaldi (Capaldi 1987, pp. 102-103), da cui
sono tratte le mosse 2—5, suggerisce in casi estremi, come arma
fi—
Bisogna essere comprensivi, perché è giovane.
nale, il ricorso al ridicolo, ad esempio, mettendo in tavola tutte le
autorevolissime e opposte teorie su come educare i figli. Proprio perché è giovane va ripreso e punito, per evitare di inco-
raggiare una cattiva abitudine.
Ad populum
La diffusione di un’idea () di un prodotto (“Il settimanale più venduto”, Dalla medesima constatazione (“e giovane") si ricavano due esigenze
“La trasmissione con il maggior indice di ascolto”) sarebbe un fattore educative opposte, una permissiva (“non va punito”) e una severa
su cui fondare una conclusione se e solo se fosse accettabile
la se— (“va punito”).
Poiché così
guente premessa: ciò che crede la maggioranza e vero. Definizione
di fronte a un “Il computer più usato nelle università”, si può
non e, I legislatori si attardano e i negoziatori si accapigliano giustamente
la ragione della sua diffusione: magari la macchina è stata elar—
cercare sulle definizioni. La definizione e una de-limitazione. Con una defini—
Di fronte a
gita in via promozionale per poi vendere programmi.
i
zione ad hoc si converte una fetta di polenta in una “porzione di pa-
un’idea, sostenuta solo dal consensus gemium, si può:
sticcio di mais”. Si può ammettere () espellere lo stesso inunigrato:
1) citare un diverso adpopulum che si ritenga di uguale o maggiore espellerlo perché clandestino, ammetterlo perché ri/ùgiato o richie-
richiamo; dente asilo () beneficiario di protezione umanitaria. O si può salva—
2) citare casi clamorosi di idee un tempo diffuse e oggi del tutto ab—
guardare l’accettabilitzì d’un sistema sociale anche agli occhi di un
bandonate. detrattore: «Socialismo significa giustizia sociale e uguaglianza di diritti
e di opportunità, non di redditi». Il favoloso titolo del progetto di “al—
Ad metum
data strada zare la soglia dell’età pensionabile" fu “invecchiamento attivo". L’oc—
Agitare lo spettro di un disastro qualora si intraprenda una
e un tipo di discorso che oscilla tra l‘avvertimento e la minaccia. cupazione dell’università da parte del movimento studentesco può
così diventare il “presidio di giovani utenti dell’ateneo per autonoma
Se non cessa l’ostruzionismo, il governo metterà la fiducia sul prov—
decisione unilaterale". Ottenere una confessione con la “tortura" e
vedimento. oggi inaccettabile, ma se la chiamassimo “tecnica avanzata d’interro—
chiederemo un
Se ilgoverno metterà la fiducia sul provvedimento, gatorio” sarebbe accettabile perfino da Amnesty International.
referendum abrogativo.
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58
Avere ragione Argomenti vincenti e argomenti perdenti

Domande complesse lation prospettata, si può cercare di dimostrare che non è una conse—
Domanda a bruciapelo all’imputato che ha sempre negato di avere guenza vincolata, in vari modi. Per cominciare si può negare la pro—
avuto a che fare con l’arma del delitto: gressione, inserendo un bivio in almeno uno dei passaggi prefigurati
«Quando le fu data l’arma, le fu detto che era carica?» dal ragionamento che crei uno sbocco alternativo. Oppure, si cercherà
Si tenta cioè di dare per scontato un fatto ponendo una domanda che di negare la temuta progressione inserendo un blocco lungo il cam-
lo presuppone. Non si può perciò rispondere né si né no e nemmeno mino. Si può eventualmente tentare di dimostrare che quello ventilato
non so. e il male minore.
«Di quanto prevede di abbassare la tassazione nei prossimi due anni?».
Argomento fantoccio
Il quesito posto ex abmpto al ministro delle Finanze dà per scontato
Consiste nel distorcere, indebolire () semplificare la posizione avver-
che Vi dovrà essere un abbassamento e, sotto la parvenza di una do— saria per poterla meglio attaccare. Ovvero nel costruire un oppositore
manda, ne pone in realtà due: immaginario. Il polemista non ha remore a farlo se la tesi dell’avver—
1) Ci sarà un calo delle tasse? sario si presta a essere scaltramente riformulata in maniera da ren—
2) Di che entità sarà questo calo? derla più facilmente attaccabile, indebolendola () estremizzandola.
L’ambito privilegiato in cui si esercita e in cui studiare la manipolazione
Che fare? Il ministro risponderà scindendo le due cose. Negando, ad
e l’inganno discorsivo e quello del dibattito polemico. Infatti «chi e im—
esempio, che la pressione fiscale sia così alta da richiedere una revi-
pegnato in una controversia si preoccupa delle verità quanto il caccia-
sione, () che la situazione finanziaria ne consenta un ritocco a breve tore si preoccupa della lepre», recita un realistico aforisma di A. Pope.
termine. Chi partecipa a uno scontro aspramente competitivo tende a frain—
Brutta china tendere e deformare, ad attenuare () sovraccaricare, a generalizzare ()
Ilbravo polemista fa largo uso di cause ed effetti a cascata, costruendo restringere oltre misura, a manipolare e falsificare ciò che dice l’inter-
una sapiente concatenazione che si presta bene a utilizzi impropri. locutore, sia intenzionalmente sia inconsapevolmente.
Ciò si ottiene, nell’ordine:
Le droghe leggere sono l‘anticamera delle droghe pesanti. Si co—
mincia con lo spinello, si passa alle pasticche e si finisce con l) attribuendo falsamente all’interlocutore affermazioni imbarazzanti
l’eroina. o contraddittorie;
La concatenazione senza soluzioni di continuità del «se. .. allora» fa di—
2) attribuendogli affermazioni diverse, più generali o più forti o, vi—
ventare valanga un sassolino. ceversa, più ristrette e più deboli;
3) attribuendo alle affermazioni dell’oppositore un significato diverso
Gli esperimenti con le cellule staminali sono la porta d’ingresso al— da quello voluto (estrapolandolo dal contesto, ad esempio).
l’eutanasia di marca nazista, la tecnica grazie alla quale tutti saremo
biondi, con occhi azzurri e più probabilmente non nati. «Io sono uno dei fondatori del movimento» diventa, conciato da fan—

toccio: «Il movimento c’est moi».


Una bambina che a tre anni sogna di essere una principessa, a di—
ciotto avrà difficoltà a scegliere materie scientifiche, a venticinque a L’operazione di restyling converte il ragionamento in una dichiara-
scegliere lavori che le consentano di emanciparsi e alla fine avrà zione facile da irridere. Un’adeguata replica a una manovra del genere
una pensione che non le consente di vivere. può essere una delle seguenti:
A chi agita «Vuole parlare con me o con l’immagine che lei sta dando di me?».
pericolo del passo ulteriore, si possono ricordare il com-
il
«Lei potrebbe dedicarsi all’arte della caricatura».
plesso rapporto tra cause ed effetti (quasi mai biunivoco), le incer-
tezze del futuro («chi può dire come evolverà la situazione?»), la «Deponga i suoi specchi deformanti».
distanza temporale («non fasciamoci la testa prima del tempo»), tutte Il polemista di rango non deve però vacillare di fronte a queste pro—
considerazioni che consentono di svincolare il primo passo dal risul— teste dello sbalordito interlocutore e insisterà: «Non l’avrà detto espli—
tato finale disastroso. Una volta isolato questo effetto finale dell’esca— citamente, ma il senso di quanto voleva dire e chiaro».
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Argomenti vincenti e argomenti perdenti
Avere ragione

ciproca di due sostanze; ma anche in campo sociale, legale, metafisico


Ragionamento circolare e persino scientifico. Il top dei problemi, quello della verità e del suo
Alla seconda edizione del suo Barone diMr’lnc/obausen, R.E. Raspe pre—
fondamento, e infatti formulabile in questi termini: condividiamo un
mette un “Avviso al lettore diffidente”, sotto forma di giuramento de-
dato perché è vero oppure è vero perché lo condividiamo? Nella
positato presso il Municipio di Londra, a sindaco assente, che così recita: scienza una teoria è giusta perché è definitiva o e definitiva perché è
I sottoscritti giurano solennemente che le vicende del Barone di giusta? La domanda relativa al fatto se una teoria sia finale perché e
Miinchhausen sono vere e reali quanto le proprie, anche se ancor infallibile, giusta, legittima o sia infallibile, giusta, legittima perché fi-
più fantastiche, qualsiasi esse siano e ovunque siano accadute. Au— nale è disperante, soprattutto se concerne una sentenza, un verdetto,
spicano in tal modo di poter placare tutte le dicerie. una decisione che tocca l’esistenza.
Firmato: Gulliver, Simbad, Aladino.
L’unica cosa sensata che ci sentiamo di dire al riguardo, per sot—
Non sempre la mossa e solo giocosa. A chi gli rinfacciava che la sua trarsi alla paralizzante circolarità, è che verità e giustizia non sono
proposta si poteva convertire nella negazione di ogni governo e la stessa cosa. Nella Scienza si valorizza al massimo la ricerca del
nella distruzione dell’ordine sociale vigente, Tolstoi replicava: «Eb— vero a prescindere dalla giustizia. Chi invece mira alla giustizia può
bene, se il compimento della volontà di Dio distrugge l’ordine essere costretto a minimizzare la ricerca del vero in sé, se non a
sociale attuale, non e forse questa la prova incontestabile che que— prescindervi.
st’ordine sociale è contrario alla volontà di Dio e che deve sparire?» Ma non sempre basta avere individuato la fallacia e rinfacciarla con
(Tolstoi 1905, p. 111). nome e cognome perché l’awersario si renda conto di qual è il capo
Un altro bell’esempio di discorso che gira a vuoto è la seguente in— d’imputazione di cui gli si fa carico. Tale procedura può essere labo—
formazione del telegiornale: «Varato il sanitometro, cioè le regole che riosa e lunga. Vi sono però delle scorciatoie, che ci risparmiano di
garantiscono solo a chi ne ha veramente diritto l'assistenza sanitaria». dover spiegare in lungo e largo come mai qualcosa non funziona: per—
A stabilire chi ha diritto all’assistenza sanitaria è proprio il sanitome— ché, ad esempio, l’autorità, il consenso popolare, la commiserazione
tro che fissa tetti di reddito per usufruirne, come se a garantire l’esi— non sono fattori su cui si possa logicamente fondare una conclusione.
stenza dello yeti fosse l’abominevole uomo delle nevi. Il discorso del Il modo più spiccio di replicare è quello di ricorrere a un esempio in—
giornalista pecca di petitioprinczpz’z’; in termini più familiari, si morde validante, vale a dire un esempio usato come strumento di confuta—
la coda. In secondo luogo, è anche un esempio di comunicazione in— zione. A un «NN ha seguito la terapia alternativa ed è nettamente
felice, che non spiega ciò che annuncia. Infine e un tentativo di edul— migliorato» si può sempre opporre il controesempio: «NN ha seguito
corare una notizia, facendo passare un provvedimento finanziario per la terapia classica ed è nettamente migliorato».
una misura dovuta e di giustizia. Anche in questo campo argomentativo, come in quello educativo,
Non ogni petitioprz'ncz'pii e tuttavia segno di stupidità mentale, come conta l’esempio.
a tutta prima si potrebbe supporre. Tutta la logica altrimenti sarebbe A contrapporre esempi ad esempi, casi a casi non si fanno molti passi
un colossale errore, basata sul fondante se p, allora p», il principio di in avanti se si è interessati alla verità, ma ci si apre un varco e si fa un
identità. in ogni accusa di circolo vizioso è, quindi, implicita l’ammis- po’ di strada in mezzo all’uditorio, se si e interessati alla persuasione.
sione che il ragionamento regge; come segnala Cha'im Perelman, la cir— La tecnica è applicabile quando si ha a che fare con delle generaliz—
colarità è un errore solo di natura argomentativa, quindi, non logica, zazioni, per cui le eccezioni sono sempre in agguato e pronte ad es—
perché inferire (} a partire da (1 è pienamente lecito. sere scovate.
Meno lecita sarebbe la circolarità viziosa che Arthur Schnitzler imputa
alla psicoanalisi: «Gli psicoanalisti si appellano sempre nei loro risul—
Confutare un’analogia
tati e dogmi all’interpretazione dei sogni, ma procedono alla mede-
L’analogia è bella, poetica ed efficace.
sima interpretazione dei sogni sulla base dei loro dogmi».
«losono qui come un contadino. Un contadino non può avere fretta
Vi sono situazioni in cui e arduo svincolarsi dalla circolarità. Avviene
che una pera maturi» rispose don Lorenzo Milani alla professoressa
che si lamentava di un ragazzo disattento.
in campo fisiologico dove sono frequenti i fenomeni di retroazione re-
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Argomenti vincenti e argomenti perdenti
Avere ragione
Post hoc ergo propter hoc.
facile che costruirla. Un ra-
Ma smontare un’analogia è ancor più Ogni volta che lavo l’auto, piove.
sul modello di una proporzronc
gionamento per analogia è costruito
algebrica: Il bimbo e uscito dal coma dopo aver ascoltato una canzone della
Carril.
a : b = c : d”
la polmonite sta ai polmoni. L’argomento basato sulla causalità sfrutta una (supposta) relazione di
Il razionalismo sta alla ragione come
la successione causale tra due fenomeni: si e verificato A e subito dopo
Ossia, razionalismo è la polmonite della ragione, come
il giolv1- B, quindi A ha determinato B. Come si può contestare un argomento
vita. Tutto sembra posto, sa vo
a
nezza può essere detta l’alba della del genere?
che è concepibile e proponibile anche una diversa.proporzioncìe
Negando la validità della generalizzazione proposta (per inattendibi—
analogia: «Il razionalismo è respiro a pieno polmoni dellarag1onÌc»:
il
la replica! In effetti uno cu lità dei dati di riferimento o insufficienza dei numeri di casi presi in
E voilà, trovato l’inghippo e costruita
proporne esame).
modi per smontare un’analogia è semplicemente quello dimd1v1duate
dimostrare che le somiglianze Se non è possibile incrinare le prove del nesso causa/effetto, negare
una diversa. Gli altri sono:
vedere che le differenze prevalgono che il rapporto causale sia necessario, universale, inevitabile, pro—
non sono essenziali oppure far
sulle somiglianze. spettando, ad esempio, l’intervento di possibili fattori che scombinano

e non un identita, ; ' .
1
la probabile sequenza causale.
qua
. . —
'

Proprio perché un’analogia è una similitudine


.

Cl deve comunque essere.


che differenza tra le due entità paragonate REPLICA LOGICA E REPLICA RETORICA
del fumo dalle
Non si possono pretendere risarcimenti peri danni Un illustre genetista afferma che «la toilette è stata la principale varia—
schianta, date la colpa
multinazionali del tabacco. Se un aeroplano Sl
abbrutito dall’alcool …- bile per l‘allungamento della vita» perché nei paesi in via di sviluppo,
ai costruttori del Boeing? E se un ubriacone (Bobby
veste un poveretto, andate a bussare
alla General Motors! dove i gabinetti scarseggiano, la speranza di vita è inferiore di tren—
jay nel film Tbanleyoufor smoking). t’anni rispetto ai paesi dotati di servizi igienici. È vero. Ma chi volesse
si può replicare almeno in tre avanzare ipotesi supplementari o alternative, come può farlo?
Quindi, a un ragionamento analogico Sicuramente replicando in maniera logica e segnalando che questo
modi. suo argomento si appella a una causa parziale (mezza verità) 0 po—
Primo, facendo notare che: trebbe commettere la fallacia detta d’accidente.
essenzrah;
a) le somiglianze individuate non sono Ma può anche scegliere un tipo di risposta più discorsiva e meno tec-
b) le differenze prevalgono sulle somiglianze. nica. «Certo. E nei paesi sviluppati del nord, dove scarseggia il bidet,
" \ " '
lanalog1a" contro c‘hi l’ha ‘
esiste la più alta pressione fiscale. Belgi e danesi, popoli nordici tutti,
in seconda istanza, si puo r1torcerc
'
' ‘ =
' *

Oppure, unitevi per fare posto ai bidet nei vostri bagni e abbassare cosi la pres—
Proposta. .
“_
cc . 1'1 sione fiscale nei vostri paesi!».
mondo è una macchina perfetta, come un orologio»
. ‘

SO…SUan
«Il
di Sve21a: «Mai Visto un Le fallacie sono un terreno accidentato e vischioso. Per non restare im—
lebre filosofo. Ribatte la colta regina Cristina
pantanati in queste fatali sabbie mobili e meglio affrontarle in legge—
orologio generare orologinil». rezza. È consigliabile essere sciolti per correre rapidi: «Meglio danzare
diversa analogia. Ngn
Infine, terza possibilità, si può proporre una e saltellare che piantarsi ritti sulle due gambe del proprio buon di—
necessariamente deve essere migliore. Basta prospettare una poss1 i- ,

ritto» (Delecroix 2010, p. ()1), tutti armati e appesantiti dai propri ar-
La sopra menzionata rc—
litzì alternativa, affacciare una controanalogia. gomenti corazzati. Meglio usare l’ironia, quando si può.
Cartesio: «Il mondo piu cheatna
gina avrebbe potuto replicare a Babele». Non occorre che lana—
Prendiamo uno scambio realmente avvenuto, nell’autunno 2004, du-
macchina perfetta mi pare una perfetta rante la campagna elettorale per il governatorato della California, che
una diversa per indeb0hrnc a
logia sia migliore-, basta accostarne vedeva l’ex attore Arnold Schwarzenegger candidato contro l’ex go—
forza argomentativa. 65
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Avere ragione Argomenti vincenti e argomenti perdenti

fiscali giu— Oppure:


vernatore Gray Davis, inviso a molti per scelte e imposizioni
dicate esose: uno strapazza-femmine contro uno strapazza—c<>ntribuenti. Sappiamo tutti che un uomo si giudica dalle sue frequentazioni.
Il candidato alla carica di governatore, A.S., ha molestato molte
Risposta logicamente corretta: «Fallacia di composizione. Quanto è
donne. vero di un tutto non necessariamente vale per le sue parti componenti».
le
Si, ma il governatore uscente, G.D., ha molestato tutti noi con sue Risposta retorica: «E tutto da vedere, caro il mio amico. Giuda aveva
imposizioni fiscali. delle frequentazioni irreprensibili».
Come valutare questo botta e risposta? Perché questa replica dovrebbe Governare una nazione è come governare un’azienda.
il merito?
non funzionare e invece funziona. Dove sta vizio e dove sta
il
di evidente esempio di re- Risposta logica: «Falsa analogia. Tempi e modalità decisionali, sistemi
Diremmo in primo luogo che si tratta un
fallacia, come la qualifichereb— di nomina e di controllo sono diversi nei due casi».
plica-di tipo tu quoque. Una plateale
bero i logici: un argomento, quindi, inaccettabile e, parrebbe, decisa- Risposta retorica: «Mi aspetto a fine anno la mia percentuale d‘utili
d'impresa».
mente inutilizzabile.
Diremmo, in secondo luogo, che si ha un uso equivoco del concetto Non fidarti delle donne. Te lo dico io.
di “molestia”. Quindi, si tratta di un ragionamento viziato da un’altra
Risposta logica: «Generalizzazione indebita. La tua singola e personale
canonica e diffusa fallacia di ambiguità. Eppure è stato usato, susci—
tando non solo un liberatorio sorriso, ma persino riscuotendo un certo esperienza non fa testo».
Risposta retorica: «Vuoi togliere il Nobel alla Montalcini?».
consenso nei presenti. Tant’è che i giornali l‘hanno ripreso e a
di—

stanza di molto tempo qui ne riparliamo. Per un’alimentazione sana tutti i grassi vanno aboliti dalla dieta.
effi-
Diremmo, in terza battuta, che e un bell’esempio di ritorsione
sull’indulto uno dei due con- Risposta logica: «Generalizzazione indebita e semplicistica».
cace. Se nel corso di un acceso dibattito
Risposta retorica: «Provaci, fatti poi prescrivere un check—up e vedrai
tendenti proclama: «Nessuno tocchi Caino», l'antagonista tende a
Abele». Nel- se i grassi servono 0 no».
replicargli a muso duro: «Caino sconti la pena. lo sto con
fare
l’esempio proposto invece non si nega, come verrebbe spontaneo Dobbiamo prendere in seria considerazione l‘esistenza degli extra-
in uno scambio polemico, il punto di vista dell’interlocutore (vale a terrestri, perché nessuno ha mai dimostrato che non esistono.
dire la tesi per cui la molestia & inammissibile), ma lo si accetta, per
è mossa istin— Risposta logica: «Argomento ad ignorantiam. Non puoi fondare una
piegarlo ai propri fini. Cetto, quella di accettare non una
conclusione sul non sapere».
tiva, ma e una delle prime mosse dibattimentali da mettere in conto: Risposta retorica: «E nessuno ha mai dimostrato che tu non sei un
confutare
una mossa da judoka, che anziché attaccare, respingere, criminale».
sfrutta a proprio vantaggio ciò che dice l’avversario. «Cedere per vin—
la forza e l’effi— massimo poeta italiano perché e
cere» e la "regola del salice”. È questo che ne spiega Dante e migliore.
il il

cacia, le quali sono, quindi, non di natura logica e dimostrativa, ma


Messo del Mattino & il giornale più autorevole perché è il più
retorica e argomentativa. Quando si ha la segnalata sperequazione tra
Il

valore intrinseco di un ragionamento e valore percepito, l’efficacia grande e il più importante.


tende a prevalere sul merito. Risposta logica: «Ragionmnento circolare (o se si vuole essere ancor
Poiché la validità e l’efficacia sono due qualità scindibili, una replica più indisponenti: petitioprinczpii). Ripeti semplicemente senza for—
nire ragioni di quanto dici».
può essere buona logicamente () buona di fatto, corretta () efficace. di—
Se—

evidenziano questa Risposta retorica 1: «Sì, e tu sei celibe perché non sei sposato».
guono alcuni esempi di botta e risposta che
sgiunzione tra correttezza logica e persuasivitzì retorica. Risposta retorica 2: «Sei come il criceto della ruota: ti muovi senza
avanzare di un passo».
Dimmi con chi vai e ti dirò chi sei.
67
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Avere ragione Argomenti vincenti e argomenti perdenti

Mamma: «Vuoi fare il bravo e andare a letto?». Delecroix Vincent (2010), Petit éloge de l'ironie, Gallimard, Paris.
Garland Jasper Vanderbilt (19513), Discussion Methods Explained and Illus—
Risposta logica del figliolo ben educato anche in logica: «Domanda trated, H.W. Wilson, New York.
complessa. Due richieste in una. Una alla volta, per favore». Levin Gerald Henry (1966), A Brief Handbook othetoric, Harcourt, Brace
Risposta retorica: «Faccio il bravo e continuo a giocare al computer». & World, New York.
Chi comincia con lo spinello finisce con l’eroina. Lloyd David Eric (1962), The Debater’s Handbook, Shakespeare Head,
Sidney.
Risposta logica: Fallacia di brutta china. Non e detto che finisca ne— Lucchini Alessandro e Carmassi Paolo (2013), Budo & Business. Tecniche e
cessariamente così. valori delle arti marziali nel lavoro, Palestra della Scrittura, Milano.
Risposta retorica: «Sì e da bambino succhiava latte. Basta dare latte ai Marty Martin E. (1975), The Pro & Con Boole of Religious America. A Bicen—
bambini!». Replica dotata di valenza antispasmodica. tennialArgument, Word Books Publisher, Waco, Texas.
McEvoy Sebastian (1995), [Invention defensive. Poétique, linguistique, droit,
Una traccia—base di confutazione logica può essere la seguente: Editions Métailié, Paris.
Meany John e Shuster Kate (2002), Art, Argument and Advocacy. Mastering
controparte ha sostenuto che...».
1) «La Parliamentary Debate, International Debate Education Association, New
York.
2) «Non e così. La controparte sbaglia».
Meany John e Shuster Kate (2003), On That Point! An Introduction to Par—
5) «L’affermazione & non sostenibile in quanto...»: liamentary Debate, International Debate Education Association, New York.
. logicamente invalida; Millet Gilbert (1981), La stratégie du verbe. Le début en public. .. et comment
° confusa e ambigua nella sua espressione; slvpre'parer, Dunod, Paris.
. irrilevante perché trascura un fattore essenziale; non e Mulholland Joan (1991), The Language of Negotiation. A Handbook ofPrac-
completa; tica] Strategies for Improving Communication, Routledge, London.
° irrilevante perché introduce un elemento non pertinente; Mulholland Joan (1994), Handbook. of Persuasive Tactics. A Practical Lan—
guage Guide, Routledge, London-New York.
'
infondata perché basata su dati () principi inconsistenti e
Paglieri Fabio (2016), La cura della ragione. Esercizi per allenare il pensiero,
quindi tutta da provare. il Mulino, Bologna.
4) «La nostra posizione invece e...»: Tolstoi Lev (1905), Ai governanti— Ai preti, Sonzogno, Milano.
0 più logica; Traversi Alessandro (20145), La difesa penale. Tecniche argomentative e ora—
' più probabile; torie, Giuffrè Editore, Milano. Il volume è diviso in due parti, Tecnica del-
l’argomentazione e Arte della persuasione, che sono opportunamente
. più fondata; distinte, perché è bene che l’argomentazione tenga le distanze di sicu-
. più inclusiva; rezza dalle strategie della persuasione.
' meno rischiosa;
° meno invasiva.
Walton Douglas N. (1987), Informa] Fallacies. Towards a Theory o/‘Argu—
ment Criticism, John Benjamins Publishing Company, Amsterdam-
Gli esempi sopra riportati fungono invece da traccia—base di confuta— Philadelphia.
Walton Douglas N. (1997), Appeal to Expert Opinion. Argument from
zione retorica.
Authority, Pennsylvania State University, University Park.

Per saperne di più su:


Come replicare: replica logica e replica retorica
Berckham Barbara (2014), Piccolo manuale di autodifesa verbale. Per af-
frontare con sicurezza o_ffèse e provocazioni, Feltrinelli, Milano.
Capaldi Nicholas (1987), The ant ofdeception, Prometheus Books, Amherst,
NY.
Cattani Adelino (2001, 20062), Botta e risposta. L’arte della replica, il Mulino,
Bologna.

68 69
Capitolo quarto
FATTI E DISCORSI INGANNEVOLI

Ognuno vive dentro suoi egoismi vestiti di sofismi.


i

(Francesco Guccini. Canzone di no!/c 2)

Analizzando un film, per lo più ci si incentra sul visuale () sui conte—


nuti. Oppure ci si serve di un film a scopi pedagtgico-formativi. Ma
un film ha una essenziale dimensione dialogica e può quindi essere
utilmente usato per introdurre e spiegare processi e modalità di co—
municazione. La quotidianità, e non solo l‘universalità, rappresentata
nei film è un ambiente ideale per lo studio dell’argomentazkmc. ll ci-
nema e anche argomentazione, fatta di parole e di immagini. Il “pia-
cere” di certi film e dato non dalla trama né dai contenuti, bensi
dall‘interazione. Non interessa la vicenda, né come va a finire, ma l'in—
cessante, incalzante, travolgente botta e risposta. Non il risultato, ma
il
processo. Non la preda, ma l’andare a caccia. Non conta l‘argo-
mento, ma l’argomentare.
Analizzeremo pertanto gli scambi argomentativi e il ruolo rispettivo di
fatti ed enunciati in due film, La parola aigiumli e 'IhanLe You/br
.S‘mo/ez'ng,molto diversi ma pr<>grammaticamente convergenti: il primo
e un ottimo esempio dell’esistenza di fatti apparentemente inoppu—
gnahili, il secondo smaschera l’utilizzo di parole apparentemente
buone. Fatti apparentemente concreti ma inconcludenti in La parola
aigiztratz', discorsi apparentemente efficaci ma vuoti in ”Iban/eyoufiv
smoking.

I FATTI APPARENTEMENTE INOPPUGNABIIJ


La parola az'gz'uratr'è il titolo italiano del film TwelveAngrijen che
Sidney Lumet trasse da un’opera dello scrittore, commediografo e sce-
neggiatore statunitense Reginald Rose (1920—2002), sollecitato da
un’esperienza personale di giurato chiamato a decidere in un caso di
omicidio.
71
Fatti e discorsi ingannevoli
Avere ragione

quel che si è detto. Si sa quel che si sa. Come vengono rovesciate ri—
le
La parola ai giurati è un processo di deliberazione e
la cronistoria di
undici? In fondo ci si deve limitare a
ferme convinzioni degli altri
di un dialogo di persuasione, di notevole interesse per chi si occupa
di linguaggio, di psicologia, di tecniche di persuasione, nonché di di- combinare il già detto e a riconsiderare ciò che e disponibile alla co—
ritti umani. noscenza allo stato di fatto.
Il procedimento del giurato numero 8 è assunto come esempio di co—
Il film è l’illustrazione icastica del fatto che “argomentare è decisivo,
municazione e come modello di buona oratoria: modi pacati, capacità
e a volte e davvero questione di vita e di morte”.
di ascoltare e di considerare il punto di vista degli altri, di formulare
Dodici uomini sono chiamati a giudicare un ragazzo portoricano ac—
domande non banali e non scontate ma idonee a sollevare ulteriori
ri—

cusato di avere ucciso il padre a coltellate dopo un litigio. Ogni in—


flessioni e ragionamenti, abilità nell’arte di persuadere senza forzare
dizio sembra accusarlo. È stato visto da una signora che abita nell’ap—
l’interlocutore, dandogli socraticamente l’impressione che sia lui stesso
partamento antistante e da un vecchio che abita in quello sottostante. ad arrivare alla conclusione quando, in realtà, e stato sapientemente
Il coltello a serramanico utilizzato e inconfondibile e il giovane non ha
guidato. È stata, in definitiva, una vera prova di abilità di Lumet
il ca—
alibi. C’è un movente: i pregressi dissidi familiari con il padre. I pre— Fonda senza farlo apparire
ratterizzare in maniera così marcata Henry
cedenti esistenziali del ragazzo completano il quadro accusatorio.
Si parte da una situazione di verdetto scontato: «È colpevole. È chiaro arrogante (Ziccardi 2010, pp. 66-67).
Il film mette in campo tutto il repertorio di una reale discussione: ra—
come la luce del sole». Come due più due fa quattro. La sedia elettrica
e pronta e il giovane e spacciato.
gionamenti logici e pregiudizi, volontà di comprensione e discorsi ot-
tusi, ricerca della verità e gusto della contraddizione, prevaricazioni e
La votazione iniziale, non preceduta da alcuna discussione, sulla base
richiami al rispetto delle regole, autonomia di giudizio e condiziona—
del processo, da uno schiacciante verdetto: colpevole senza dubbio
menti, seriosità e humour, riflessione e superficialità. E poi: strata-
per undici giurati su dodici. gemmi, animosità, furori, esplosioni d’ira, tensioni,
remissivitzì e
[ giurati sono un bel campionario della società americana degli anni
punzecchiature.
cinquanta (il film e del 1957; altri tempi e questo spiega anche come Dal punto di vista argomentativo—dim<)stratiw), le prove (presunte) di
mai non ci sia nessuna donna tra di loro): c’è il mite allenatore ri-
colpevolezza sono almeno sei:
spettoso delle regole che funge da presidente di giuria (n. 1), ban-
il

cario tentennante e influenzabile (n. 2), l’ostinato e intollerante re- 1) la testimonianza di un anziano coinquilino-,
sponsabile di servizio di messaggerie (n. 3, il più fanatico), il rubi— 2) la testimonianza di una donna abitante di fronte;
5) l’arma del delitto, un coltello a serramanico di particolarissima
fat—
condo agente di cambio molto sicuro di sé (n. 4), il meccanico titu—
bante e arrendevole (n. 5), l’imbianchino onesto ma ottuso (n. (>), il tura;
commerciante chiassoso e arrogante (n. 7), il riflessivo e insieme ag— 4) un alibi debole, non sostenuto da sufficienti dettagli,
lui
guerrito architetto (il giurato chiave n. 8), l’anziano pensionato re- 5) il movente: i conflitti con il padre e i ripetuti “ti ammazzo" a
missivo e rassegnato (n. 9), il garagista irascibile ed egoista (n. 10), rivolti;
l’orologiaio sottomesso ma volonteroso (n. 11), il pubblicitario smali— 6) il comportamento facinoroso del ragazzo.
ziato ed estroverso (n. 12). A poco a poco i fatti che sembrano lì belli e inconfutabili si
dimo—
Solo per mero scrupolo uno dei giurati, il numero 8, l’architetto in- strano però fragili, inconsistenti, incerti.
terpretato da Henry Fonda, invita a pensarci un po’ prima di mandare Come ha fatto quest’uomo a convincere gli altri undici che nessuna
le loro convinzioni di
a morte il ragazzo. prova e inconfutabile e addirittura a rovesciare
Il giurato coscienzioso, nel dubbio della non certa colpevolezza del-
partenza?
l’imputato, si impegna a valutare punto per punto i fatti e le testimo-
La testimonianza del vecchio: come può avere sentito urlare
«ti am—
nianze, portando alla fine dalla sua parte gli altri undici giurati, uno
mazzo» mentre un treno passava, sferragliando fragorosamente, e
per volta, passo per passo.
Come vi riesce? I dodici sono in camera di consiglio, senza possibilità come avrebbe potuto raggiungere la porta, in tempo, lui claudicante,
di cercare altre prove o di ottenere nuove testimonianze. Si è detto per vedere il ragazzo scappare dalle scale?
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72
Fatti e discorsi ingannevoli
Avere ragione

Il film è istruttivo e inquietante.


La testimonianza della donna: inattendibile. Come avrebbe potuto la
signora riconoscerlo, senza occhiali, attraverso i finestrini del treno
È istruttivo, perché esibisce le molteplici caratteristiche di una vera, Vi—
che sfrecciava di notte tra le due abitazioni? tale discussione. Ci sono — oltre a un quadro psicologico e sociale,
suspence and humor — osservazioni acute, buona analisi logica e
ri—
”pugnale: il giurato 8 esibisce clamorosamente e a sorpresa un col—
tello a serramanico identico a quello usato dall’assassino, trovato la corso al pathos. È una elementare introduzione alla logica del dibat—
tito e alla logica del pregiudizio. È un ottimo esempio sia di processo
sera precedente da un rigattiere.
L’alibi debole, non sostenuto da sufficienti dettagli: ma se anche uno deliberativo, sia di dialogo dipersaasz‘one.
La pellicola aiuta a:
dei giurati, interpellato al riguardo, non ricorda con precisione circo—
stanze e titolo esatto del film visto di recente, senza peraltro trovarsi . capire l’importanza della valutazione dei cosiddetti fatti e la loro co—
in condizioni di stress! siddetta pregnanza teorica. Alla fine uno dei giurati sbotta: «Fatti!
Il tnbuente: il «ti ammazzo» pronunciato dal ragazzo nei confronti del Sono stufo dei fatti. Si possono rivoltare come si vuole!»;
padre va contestualizzato, come era avvenuto per il «ti ucciderei» pro— ° distinguere osservazioni da interpretazioni;
nunciato da uno dei giurati nel corso della accalorata discussione in ° distinguere prova dimostrativa da prova argomentativa. Uno dei
camera di consiglio: «Non intende davvero dire che vuole uccidermi, tratti distintivi dell’argomentazione rispetto alla dimostrazione è la
vero?». modificabilitzì delle opinioni fondate su argomenti. Uno dei giu-
Il comportamento prearesso del ragazzo: dato smentito e superato rati, il n. 2, opera un continuo andirivieni tra colpevolezza e inno—
con la considerazione comprovata che il pregiudizio, sociale, poli- cenza, cambiando posizione ben quattro volte. Ecco perché la
tico, razziale () d’altro genere, offusca la verità: «Siamo qui per deci— verità di una sentenza e considerata di natura “processuale”;
dere se è colpevole, non che infanzia ha avuto, se e vissuto in ' individuare numerosi argomenti insicuri, fallaci;
ambiente di degrado e di violenza o i suoi precedenti!». Con semplici
esempi, il giurato “argomentatore” svela il condizionamento operato
' cogliere il ruolo delle emozioni nel dibattito;
° distinguere discussione da gara competitiva, come fa il nostro giu—
dalle false certezze di chi afferma: «Non hanno bisogno neanche di rato deus ex machina: «Perché ne fa una questione di trionfo per—
un movente per uccidere quelli li; per loro la vita umana non ha va— sonale? Non c’è motivo di trasformare la discussione in una gara.
lore. Ce n’è magari qualcuno di non cattivo, sono il primo a dirlo, ma Non dobbiamo farne una questione personale. Questo e il bello
sono eccezioni». della democrazia. Non abbiamo niente da guadagnare o da perdere
La cosa interessante è che il processo di convinzione non è psicolo— con il nostro verdetto».
gico, ma argomentativo: piano piano, superando notevoli resistenze e
cercando di convertire la baruffa e la gara in vera discussione, il giu— Particolarmente significativo è il fatto che il cambiamento di opinione
rato coscienzioso, con un ragionamento pacato, con passaggi logici avviene individualmente, uno alla volta, per undici e più volte. Segno
coerenti, sia nel dialogo sia nella polemica, riesce a convincere tutti
che la persuasione è personalizzata e conferma che chi intende pro—
gli altri a riesaminare il caso. Alla fine emerge che i presunti fatti in—
durre discorsi persuasivi deve tener in conto primario l’uditorio.
dubitabili erano tali solo in apparenza e nessuno è più certo, al di la In breve, ribadiamolo, il film in esame è un buon esempio di come
di ogni ragionevole dubbio, che il ragazzo sia colpevole. Verdetto fi— saper argomentare sia importante, decisivo e, nel caso del giovane
nale: assoluzione per non colpevolezza. Il film fa comprendere che imputato, davvero questione di Vita e di morte. É altresì un buon
non ci è data certezza positiva, ma, alla Karl Popper, solo negativa, per esempio di come quello che conta sia il processo: non a caso si
via di falsificazione, non di verificazione. Alla fine infatti il verdetto chiama processo sia quello conoscitivo sia quello che si svolge in
tribunale.
non è di assoluzione per non avere commesso il fatto, per compro—
La pellicola è nel contempo confortante e allarmante. F confortante
vata innocenza, bensì è una presa d’atto che non ci sono le condizioni
perché alla fine giustizia sembra fatta. È allarmante perché fa sor—
per esprimere una sentenza di colpevolezza. F cosa diversa procla—
mare “innocente” e mandare assolto come “non colpevole”: not guilty gere un interrogativo grave: il nostro sistema giudiziario volto a sco—
è scritto su ogni scheda degli undici giurati. prire la verità e destinato a fare giustizia è buono o cattivo? Il film
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Fatti e discorsi ingannevoli
Avere ragione
GIURATO 5: «E rimasto solo».
mette senz’altro in dubbio, in crisi, in discussione la certezza del
verdetto processuale, che si conferma essere una verità appunto GIURATO 9: «Ci vuole un certo coraggio per rimanere soli».
solo giudiziaria.
Coraggio o protervia: «Unisciti a noi. Siamo tanti, siamo forti, siamo nel
Dalla visione del film il sistema decisionale del processo giudiziario ne
giusto e forse siamo anche belli».
può uscire () screditato o rivalutato, a seconda dei punti di vista.
Del resto i tre processi esemplari, quello di Socrate, di Cristo e di GIURA'I‘O 4 CONTRO (ìlllltA'l'0 8: È illegale comprare coltelli a serrama—

nico».
Galilei, sono tutti finiti male per i protagonisti—imputati ed è stata la
storia a provvedere alla loro riabilitazione. Viene scoccata una freccia, ma si manca il bersaglio. Equivale ad an—
Fallacie individuate in La parola ai giurati dare a funghi e tornare con ciclamini: qualcosa certo si porta a casa,
L’intero processo argomentativo è costellato di quelle che vanno sotto ma non ciò che si voleva. Gli eruditi la chiamano ignoratio elenchi.
il nome di fallacie. Il film in esame è una miniera di discorsi ingan- Noi la chiamiamo “fingere di non capire cos‘è in discussione”.
nevoli, ma efficaci, di cui riportiamo di seguito degli esempi. Si tratta GHIRA’I‘O 3: «Che cosa ha per essere così compito?».
di mosse teoricamente inutilizzabili, ma di fatto utilizzate: logicamente
GHJRA'1‘0 8: «Per la stessa ragione per cui lei non lo e. Sono stato edu—
illegittime e inammissibili, praticamente funzionanti, se l’interlocu- cato così». Ritorsione.
tore o l’uditorio non se ne avvedono, non le individuano e non le
neutralizzano. Conclusione. Importanza del dubbio e del dissenso.
GIURA'I'O %: «Noi dobbiamo condannare chi lo merita».
Il
processo non da necessariamente la verità. Ma senza processo non
c’è verità, non c’è giustizia.
GIURA’I‘O 7 (esi/cinte): «Innocentel». Il film ha un esito positivo, un lieto fine. La ragionevolezza ha la me—
GIURA’I‘O 11 ( accanito): «Perché?». glio sul pregiudizio. Ma che sarebbe successo se il giurato n. 8 non
avesse insistito per discuterne un po’ prima di passare alle conclu—
GIURA’I'O 7 (a bassa voce): «Be’, perché non credo che sia colpevole». sioni definitive?
Sono due chiari esempi di ragionamento circolare, che nella termino- C’è sempre qualcuno che ha un dubbio. Sempre. C‘è stato anche
logia delle fallacie e definito petizione di])riric‘ifiio. tra negrieri che catturavano gli schiavi in Africa, o tra i nazisti che
i

GIURA’IO 10: «Quel ragazzo e un bugiardo, credetemi. È gente pronta praticavano l‘olocausto, () tra i torturatori di Videla e di Pinochet:
c'e sempre….. quel qualcuno con quel dubbio c- colite un seme:
a mentire. Quelli la verità non sanno nemmeno che cosa sia». Pul—
lacia gene/ica. dategli tempo e get‘ni<>glierit... Sarebbe bello scrivere la storia dei
dubbi — di tutti i dubbi che hanno riacceso la coscienza quando
G…RA’I‘O solo diciotto anni. Poveri diciotto anni. È stato
8: «Ha in sembrava spenta… anche la storia di un singolo dubbio che in—
orfanotrofioh. Ad misericordiam. Argomento strappalacrime. ceppa il meccanismo della violenza... Questa e una delle più
GIURATO 3: «Oh, Dio ce n’è sempre uno!». Slai con la maggioranza.
belle.
Adpopulum. Scrive Sandro Veronesi, nel quaderno di scena dello spettacolo La pa—
Cioè: tutto e chiaro, le persone normali sanno, sono unanimi. Se tutti rola aigiumti allestito da Alessandro Gassman con il teatro Stabile
d’Abruzzo.
pensano, dicono, fanno così... Il “ragionevole dubbio", oltre a essere un caposaldo giuridico e un’im—
Ma c’è sempre qualche bastian contrario o il solito stravagante.
Se uno la pensa diversamente evidentemente (: fuori dal coro, ma (si portante salvaguardia civile, è uno strumento conoscitivo prezioso.
lascia intendere) anche di testa. Per questo, come ci dice John Stuart Mill nel suo pregevole Saggio
Viceversa il timore di esclusione e di ostracismo ci rende “pecoroni”. sulla libertà, se non ci fosse un‘opinione contraria bisognerebbe dav-
Per non essere tagliati fuori si tende a rinunciare alla criticità. vero inventarla.

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Fatti e discorsi ingannevoli
Avere rngi one
LE PAROLE APPARENTEMENTE PERSUASIVE
Il ragionevole dubbio si presenta all‘inizio e alla fine del film-. all’ini— Amo tanto le parole,
zio, il dubbio di mandare a morte un “forse innocente”; alla fine, il brillano come pietre:
dubbio di lasciare libero un “forse colpevole”. Si chiede uno dei giu— tutto sta nelle parole.
rati: «lo sono un operaio, non sono abituato a fare supposizioni, ma (Pablo Neruda, “La palabra”, in Confesso che ho vissuto)

voglio farne una: supponga di riuscire a convincerci tutti e che il ra—


Thank You/br Smoking, film d’esordio del regista Jason Reitman,
il
gazzo abbia invece pugnalato suo padre!». Possibile risposta: quando
rimane un ragionevole dubbio, la libertà d‘un colpevole e sempre pre— (2005) fa del dibattito il contenuto di un racconto in pellicola. Il film
feribile alla reclusione d’un innocente. Il ragionevole dubbio è una è insieme esilarante e inquietante. È esilarante perché graffiante, pieno
di ironia, sarcasmo e cinismo. La storia e inquietante perché dimostra
preziosa e fondamentale garanzia.
Si tratta quindi di due dubbi di peso diverso, la cui asimmetria è spie- che si può vincere al di la della logica e a prescindere dalle opinioni
invalse.
gata all’inizio del film dal giudice nell’ammonire i giurati:
Ci sono “magistrali arringhe votate all’insuccesso” (come la famosa di—
Per concludere, questo e un caso lungo e complesso di omicidio di fesa di Luigi XVI di Raymond De Sèze); il film in esame invece e
primo grado, e l’omicidio premeditato e il delitto più grave di cui si un’improponibile arringa votata al successo e uno straordinario esem—
occupino le nostre Corti d’Assise. Avete ascoltato i testimoni, vi è
pio di come una causa in sé ottima ma maldestramente argomentata
stato illustrato il Codice per quanto si riferisce al presente caso, è ora abbia la peggio a fronte di una causa in sé pessima ma ben argo—
vostro dovere concentrarvi e cercare di separare i fatti dalla fanta—
sia. Un uomo è morto. La vita di un altro è in gioco. Se esisterà nelle mentata. Il vir bene dicendipen'tus, la persona capace di parlare bene,
vostre menti un solo dubbio circa la colpevolezza dell’accusato,
al— ha la meglio sul vir bonus dicendiperitus, caro a Catone, Cicerone e
lora voi dovete emettere un verdetto (l’innocenza. Se, però, tale ra— Quintiliano, la persona per bene capace di parlare. Già Aristofane, in
gionevole dubbio non sussiste, allora voi dovrete, in coscienza, Le Nuvole, ci aveva awertiti della supremazia del “discorso ingiusto”
dichiarare che l’accusato è colpevole. Qualunque sia la vostra deci— sul “discorso giusto” e Fidippide aveva appreso bene la lezione alla
sione, il verdetto deve essere unanime. Nel caso che voi dichiariate scuola di sofistica. Questo è, in breve, il rischio della retorica.
l’accusato colpevole, la Corte respingerzì qualsiasi raccomandazione Il film in questione offre, in primo luogo, un esempio di sbilancia—
di clemenza. La sentenza di morte sarà senz’altro esecutiva. Vi si af— mento tra discorso appassionato e discorso persuasivo: il discorso con—
fida una grande responsabilità. Grazie, signori giurati. vinto e irreprensibile del senatore Finistirre che vuole promuovere
dubbio e salutare. Come lascia capire il film di john Patrick Shanley
Il politiche di salvaguardia dai rischi mortali del fumo si contrappone a
Doubt(2008), che si chiude con un’esortazione e un monito: «Doubtl». quello cinico e suadente di Nick Naylor, il portavoce delle multina—
Il sostantivo del titolo diventa alla fine un esclamativo. zionali del tabacco, che sa trasformare i colpevoli in vittime e si
È un altro film che potrebbe similmente intitolarsi Thank YouforDoub— prende gioco della correttezza linguistica e politica. Il primo ha la peg—
ting. Tutto cambia se uno dubita e se uno non dubita, come tutto carn— gio, il secondo ha la meglio. Quella del senatore Finistirre è una stra—
bia nel film doppio di Alain Resnais Smoking/No Smoking (1995), a tegia vincente per perdere la battaglia contro il fumo. Cosi può
seconda che la casalinga interpretata da Celia Teasdale decida di fu- succedere anche tra lavoratori e liquidatori d’azienda, tra ambientali-
sti e pr()duttori-mercanti, tra accusatori e difensori. Gli argomenti che
mare prima di darsi al giardinaggio di primavera. In Smoking si accende
la sigaretta, in No smoking ci rinuncia. E le storie si biforcano. Come su funzionano, come sono presentati nel film, non sono certo la via rac—
comandata per un interscambio civile, ma sono la via normale e più
una scacchiera, così nella vita e nella ricerca, nel dialogo e nella pole- '

battuta nei più normali interscambi.


mica, la prima mossa e decisiva per l’andamento dell’intera partita.
Il dubbio va inteso non come posizione paralizzante, ma come presa Thank Youfor Smoking è:
in considerazione del maggior numero di ipotesi. Il dubbio e solidale 0 un esempio di cosa sia un‘argomentazione a fronte di una dimo-
e va a braccetto con l’argomentare. Esercitarsi all’argomentazione è
strazione;
esercitarsi al dubbio. Ed esercitarsi al dubbio è esercitarsi all’argo— o un esempio di come affrontare situazioni ostiche;
mentazione.
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Avere ragione Fatti e discorsi ingannevoli

° un’illustrazione di come comporre interessi divergenti con argo- politicamente corretto. Strappare un sorriso e strappare un punto sulla
menti efficaci; strada verso il consenso.
. un esercizio su come catturare e mantenere l’attenzione dell’uditorio; Argomentare e negoziare. Discussioni e transazioni
. un esempio di come servirsi di tattiche retoriche per fronteggiare Ci sono discussioni e transazioni. La trattativa e cosa diversa dalla
di—

e dominare anche l‘uditorio più difficile; scussione: «Se finisco compiti, passiamo
i la serata alla tv?» e un fami—

' un’illustrazione del ruolo dello humour nella discussione soprat— liare esempio di trattativa tra figlio e genitori.
tutto polemica. il seguente e invece un esempio di argomentazione: «Questo viaggio
Christofer Buckley, autore del libro da cui e liberamente tratto il film, in California mi sembra una grande opportunità per conoscere meglio
e Jason Reitman ci dimostrano che si possono addurre fatti e argo— mio padre. Ma se tu, mamma, pensi che sia più importante usarmi
menti pretestuosi ma non insensati. Se si tratta di tabacco e sigarette, per canalizzare le tue frustrazioni contro un uomo che non ami più,
siamo forse immunizzati. Se si tratta di notizie e di informazioni siamo io ti capirò. Capirò se tu vorrai scaricare su di me l’avvilimento per un
più sguarniti. Noi siamo sempre meno consumatori di tabacco, ma matrimonio fallito. So bene che una cosa e il tuo ex marito e mio
sempre più consumatori di informazioni. Il fumo fa male, le parole padre e una cosa sono io, tuo figlio; per cui capirò».
ancor di più. Alla fine la madre viene convinta e lascia partire il figlio col padre: non
grazie a una negoziazione, ma a un’argomentazione.
Funzione argomentativa e persuasiva dello humour Alla sorpresa del padre, che gli chiede: «Come ci sei riuscito a con—
Felici e liberatorie sono in massima parte le battute del film. Un her- vincere la mamma a lasciarti venire con me in California?», Joey ri-
saglio dell’opera, se proprio vogliamo trovarlo, e contro la mancanza sponde consapevole e compiaciuto: «Come ho fatto?,lì stata una
di senso dell’umorismo. La mancanza di senso dello spirito con la “s‘ discussione, non una transazione!». «E bravo il mio ragazzo!».
minuscola e altrettanto grave della mancanza di altri sensi vitali, dalla
vista all’udito — come rispose a una domanda in merito un non ve— Il miglior gusto del mondo
dente dotato di humor. Una versione contemporanea di aristofanesco discorso giusto vs. di—

Del resto consideriamo se funzionino meglio gravi ammonimenti scorso ingiusto si trova ai minuti 56-38 della pellicola.
quali: J<)|in «Cosa succede quando hai torto?».
NICK: «Joey, io non ho mai torto».
Fumare nuoce gravemente alla salute.
JoliY: «Ma non puoi avere sempre ragione».
Fumare provoca cancro ai polmoni. NICK: «Se il tuo lavoro è avere ragione, non hai mai torto».
JOEY: «Ma se per caso hai torto».
Oppure un sarcastico invito del tipo: NICK: «Ok. Diciamo che tu difendi la cioccolata e io difendo la va-
Vi ridipingiamo i polmoni a soli cinque euro a pacchetto. niglia. Ora, se io ti dicessi che la vaniglia e il miglior gusto del
mondo tu diresti.
O, a scelta:
.

JOEY: «No, e la cioccolata».


Avete problemi di sovrappeso? L‘aspotîa7ione di un polmone vale in NitiK: «Esatto. Ma non puoi convincere me. Quindi, io ti chiedo: per
media tre chili. Coraggio! te la cioccolata e la fine del mondo in fatto di gelati, vero?».
Jom: più buono. Per me non ne esiste nessun altr….
«È il
O ancora: NICK: «Ah, perte esiste solo la cioccolata».

Fuma sigarette: sono sempre più sane dell’eroina. Jom: «Si, io non ho bisogno di altro».
Nick: «A me invece non basta la cioccolata. E non mi basta nem-
Lo spettatore simpatizza con Nick Naylor anche se ne censura l’atteg— meno la vaniglia. Quello che voglio e la libertà. E la scelta, quando
giamento, ne disprezza l’attività e considera squallido il suo lavoro, si tratta di gelato. E questa, Joey Naylor, questa e la definizione di
perché riesce a suscitare un sorriso sulle labbra di chi lo ascolta. L’arte libertà».
dell’ironia e l’arma della satira funzionano meglio dell’ipocrisia e del JOEY: «Non stavamo parlando di questo, però».

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Avere ragione Fatti e discorsi ingannevoli

NiCK: «Ah, ma io stavo parlando di questo, però». Possono non piacere gli aspetti manipolatori della seduzione; eppure
JOEY: «Ma non hai dimostrato che la vaniglia e meglio».
essa elimina il conflitto, ossia ciò che di solito noi scambiamo per di—
NICK: «Non serve. Ti ho dimostrato che hai torto. E se tu hai torto,
io ho ragione».
scussione (cfr. Heinrichs 2008, p. 21).
Jom: «Ancora non mi hai convinto, papà». Accettare per respingere. Sincerità strategica
Nick: «Si, ma io non punto a te. Punto a loro», indicando la gente Esemplificazione di quanto sia efficace partire dalle premesse dell’in—
intorno. terlocutore & l’episodio dell’…nno—immagine Marlboro, che potremmo
Il libero arbitrio può essere sempre tranquillamente invocato e va bene intitolare “Come zittire i testimoni scomodi”. Come far chiudere il
contro tutto: gusti culinari, scelte sportive, opzioni di fede, cause giu— becco al testimonial della Marlboro, da cui si temono azioni legali per
ste e sbagliate, idealità condivise e fanatismi, crociate, propaganda. .. i danni provocatiin dal fumo? Con una valigetta piena di soldi. L’oro

Quel «Ti ho dimostrato che hai torto. E se tu hai torto, io ho ragione» è il migliore degli argomenti, dicevano gli antichi. Certo la dignità del
e un bel rovesciamento dell’onere della prova. Il risultato è però che, testimonial Marlboro non è in vendita. Ma la valigetta piena di soldi
subito dopo aver discusso se sia meglio vaniglia e cioccolata, padre e «non è un’offerta, e un regalo». E si spera che sarà così pieno di gra—
figlio, sulla ruota del luna park, si gustano beati due cremosi gelati tutti titudine che terrà la bocca chiusa.
bianchi; e non si tratta di cioccolata bianca.
L()RNF., HOMO MALBORO: «Allora, sei qui per convincermi a chiudere il
La seduzione becco? Per questo hai portato la valigetta?».
La persuasione evidenzia fin nella sua radice etimologica il rapporto NICK: «Sì, più o meno. No, non più o meno. È esattamente per que-
con la suasione. Suadela era la semidea della persuasione, traduzione sto».
latina della Peitbo greca. I’ersuadere va a braccetto con il sedurre. Una LORth «La mia dignità non è in vendita».
conferma si trova nell’episodio dell’intervista che si trasforma in rela- NICK: «Non e un’offerta, è un regalo. Le tasse sono già pagate. Può

zione tra Naylor e la giornalista, Heather. Nick pensava di poter tran- tenerli, qualunque cosa faccia. L’idea è che il senso di colpa le im-
quillamente gestire l’inviata del giornale — come il senatore Finistirre pedirà di sparlare di noi».
LoRNI«Z: «Era previsto che mi dicessi tutte queste cose?».
riteneva di saper gestire Nick, avendo già trattato con capi di stato e
NICK: «No, dovevo solo chiederle scusa, darle i soldi e andarmene».
capi indiani. Il lavoro di Naylor consisteva «nel mantenere i segreti e
LORNE: «E allora perchè me le stai dicendo?».
nel nascondere la verità»; ma l’affascinante e seduttiva Heather, «tipo
NICK: «Perché in questo modo prenderà i soldi».
irlandese, capelli castani, belli occhi blu, bella pelle, tette spaziali»,
carpisce con facilità a Nick i suoi segreti professionali. Fin che puoi ammetti ciò che l‘altro crede. È la mossa vincente. Fai
Dopo aver visto l’articolo pubblicato dalla giornalista, Nick le telefona come il lottatore di aikido: non aggredire, ma sfrutta la veemenza del—
esterrefatto: l’avversario per farlo sbilanciare.
NICK: «Ci sono una marea di informazioni sull’articolo che erano con— NICK: «Li accetti. Quando quelli della televisione arrivano qui, rove—
fidenzialii». sci tutti i soldi sul pavimento. Mi creda, farà più effetto. E dica cosa
«Tu non hai mai detto che erano confidenziali».
HIiA’I‘III—1R:
ci farà: beneficenza. Si, la fondazione Lome Lutch contro il cancro. ..
NICK: «Davo per scontato che quello che dicevo mentre ero in inti—
Non può tenere questi soldi. .. Si, può denunciarci. Ma come? Ci de—
mità fosse privato».
nuncia e si tiene il corpo del reato?».
Morale: le bionde pericolose sono altre. LURNE: «Immagino che non posso denunciare la metà!».
NICK: «No… 0 prende tutti i soldi o li da tutti via».
Al figlio che gli chiede perché abbia raccontato tutti quei segreti alla
giornalista, Nick Naylor spiega: «Sei troppo giovane per capire». Ri— Tutto è molto sensato e ha una sua linearità logica:
batte il figlio: «Mia madre dice che si tratta di dipendenza e che è solo JOEY: «Papà, tu come lo sapevi che avrebbe preso i soldi?».
questione di tempo, un giorno o l’altro cadrai nella trappola». Nick NICK: «Bisogna essere pazzi per rifiutare tutti quei soldi. Quando ho
Naylor: «Sì, questa è una teoria». visto che non era pazzo, l’ho capito».
82 83
Avere ragione Fatti e discorsi ingannevoli

Fumare fa bene: Bugia? No, e solo una rappresentazione idiosincratica della realtà.

SENATORE FINISTIRRE: «Sig. Naylor, come vicepresidente dell’Accade— Licenziare? Non drammatizziamo. Noi vogliamo solo mettere il la-
mia per gli Studi sul tabacco, che cosa le veniva chiesto? Che cosa voratore in condizioni di riposizionarsi professionalmente.
faceva?».
NICK: «lo informavo il pubblico su tutte le ricerche in merito agli Oppure riqualifica:
studi sugli effetti del tabacco». Esempio ].
SENA’I‘ORE FINIS’I‘IRRH: «E quali sono, finora, le conclusioni dell’Acca- JILL, LA MADRE: «L'hai portato in una fabbrica di sigarette».
demia in merito agli studi sugli effetti del tabacco?». NICK: «No, l'ho portato in una coltivazione di tabacco, sono due cose
NICK: «Potrei dire molte cose. Ah... giusto l’altro giorno, hanno sco— ben diverse».
perto che il fumare ha effetti ritardanti sul morbo di Parkinson».
SENA'I'URE FINIS'1‘IRRE: «Sono sicuro che la comunità medica sarà elet— Fabbrica di sigarette e coltivazioni di tabacco e un buon esempio di
trizzata!». distinguo, degno di un disputante scolastico.

In effetti morbo di Parkinson è associato a non fumatori. Semplice


il Esempio 2.
associazione statistica () correlazione? È difficilmente dimostrabile, Per joey il viaggio con papa in California non è una vacanza, ma
un’ottima occasione di apprendimento e una possibilità per conoscere
come non e dimostrabile che il governo americano sia il migliore dei
suo padre. Bell’esempio di ridefinizione.
governi.
««Vorrei che tu offrissi a Joey un ambiente privo di fumo, solo questo»
JOEY: «Papà, perché il governo americano e il migliore del mondo?».
NICK NAYLOR: «Te l’ha dato la maestra il tema?». e l’invito di Brad, il compagno della ex moglie, a Nick.
JOEY: «Si». «Brad, io sono il padre! Tu sei quello che si scopa la madre» e la re-
NICK: «Non si può dimostrare. Sicuramente non in due pagine». plica di Nick.
_]oEY: «F allora che cosa posso scrivere?».
vuoi: del nostro sistema di appelli in-
Esempio ?>.
NICK: «Puoi scrivere quello che
La giornalista, rivolta al senatore Finistirre, novello “braghettaro”, che
finiti. .. o dell’incredibile capacità dell’America di trarre profitti dal—
sostituisce nei vecchi film la sigaretta con una cannuccia, il sigaro con
l’abbattimento delle tariffe doganali e dall’uso di manodopera in
paesi del terzo mondo. Oppure di quanto siamo bravi a giustiziare un gelato e così via: «Cosa risponde alle persone che sostengono che
i delinquenti. Sono tutte risposte esatte».
lei distrugge i classici del cinema?».
Ribatte il senatore: «No, noi usiamo solo la tecnologia digitale per ag—
Lasciamoci aperti a ogni eventualità! Si conferma che «questo e il bello giornare con gusto i film del passato, eliminando le sigarette. .. Penso
della discussione. Se argomenti in modo giusto... non hai mai torto». che stiamo migliorando la storia».
Nomi e ridenominazioni Ritorsioni
Regola uno: non nominare il nome dell’avversario invano. Un perfezionamento della mossa consistente nell'accettare per re—
Un’insignificante... giovane giornalista bruna di Washington, di cui spingere, ossia non negare ciò che afferma l'interlocutore, ma farlo
non farò il nome. proprio, è la ritorsione. Il Naylor non nega, anzi riconosce aperta-
mente che il fumo e pericoloso, un pericolo mortale, ma…
In subordine, se non puoi non nominare qualcosa, serviti di una ri—

NICK: «E che il fumo e dannoso lo dice un senatore che viene da


denominazione.
Vermont!»
Brutto nome nicotina. Chiamiamola Fattore N. «Non la seguo signore».
SENATORE L()'I‘III<II)CE:
NICK: «Ilvero killer numero uno, accertato, in America e il coleste—
Corruzione? Che brutta parola! Preferisco chiamarla scambio con- rolo. Ed ecco che arriva il senatore Finistirre, il cui bello Stato, mi di—
sensuale di favori. spiace dirlo, ostruisce le arterie della nazione con il formaggio
84 85
Avere ragione Fatti e discorsi ingannevoli

mentre piangeva la rovina del contadino americano». Come dare


fidu—
Cheddar del Vermont... Se parliamo di cifre che ne dite dei milioni
che muoiono d’infarto? Forse anche il Cheddar del Vermont
do—
cia a uno, un senatore, che prima propone di distruggere le coltivazioni
vrebbe avere teschio e tibia sulle confezioni, come le sigarette». di tabacco e poi si fa paladino degli interessi dei contadini americani?

Siamo in udienza in commissione parlamentare: Il lobbista sfrutta le domande complesse. L’assistente che decanta con

SENATORE Ftle'l‘uuuì: «Signor Naylor, chi provvede al sostegno finan- Naylor le doti creative del capo, Jeff Megall, viene da quest’ultimo
ziario per gli studi dell’Accademia del Tabacco?». così rimbrottato: «Smettila. Fra un po’ gli dirai in che posizione giocavo
classica pre—
NICK: «La Conglomerated Tabacco». per i liruins». Una palese affermazione complessa e una
SENA’l‘ORE Fers"nm:z «L’associazione dei produttori di sigarette?». terizione quasi pari all’ineguagliabile autoepitaffio dettato da uno stu—
NICK: «Per la maggior parte, si». dioso poliedrico, dotato di un palesemente alto concetto di sé:
SENATORE F1N1s'rnuut: «Pensa che questo possa influire sulle loro priorità?»
NICK: «Oh, no! Come i contributi per la sua campagna non
influi— Non si curò di essere globetrotter, architetto, storico,
americanista, deputato, docente,
scono sulle sue».
giornalista, scrittore e radicale,
Quando l'avversario attacca, ritorcere contro di lui l’arma puntata con— ma volle essere ricordato come amico.
tro di noi è un’arte raffinata ed efficace, tipica delle arti marziali
“dolci"
che si attengono alla regola del salice. Il salice e le canne di bambù Il portavoce sfrutta argomenti emotivi.
si piegano e non si spezzano; una possente quercia verrebbe sradicata NICK: «Come hai potuto farmi questo?».
DEL WASHING’I‘ON, (:…; HA vno1Aro Il.
dalla furia del vento. Il segreto e sfruttare non la propria potenza, ma HEA‘i'HER, LA GIORNALISTA “SLEALF.”

suvvosro RISERVATEZZA: «Ho un mutuo da pagare».


l‘irruenza dell’avversario contro di lui. ACCORDO ALLA

Per apprezzare la battuta, è opportuno ricordare un precedente


dia—
Argomenti scaltri e beffardi
Il film un’eccellente e istruttiva illustrazione di espedienti normal-
& logo tra la giornalista e Nick, lobbista del tabacco.
mente usati negli scambi polemici. Ad esempio, cosiddetti “rove- «Nick, perché lo fai? Qual è la tua motivazione?».
i

sciamenti di fronte”, del tipo: «F fumare moderatamente che e peri- Dopo aver spento il registratore: «Controllo demt)grzificol».
coloso». Dopo essere stato rapito, i sequestratori applicano a Nick
Che potrebbe diventare uno slogan: «Con il fumo combattiamo la so—
Naylor una quantità di cerotti alla nicotina, sostitutivi delle sigarette,
vrappopolazione mondiale dal 187(».
quelli che dovrebbero aiutare a smettere di fumare, che lo riducono
Risposta alternativa, una difesa di Norimberga in versione juppy:
«Un
in stato di coma, da cui si risveglia a fatica.
mutuo da pagare. Tutti hanno un mutuo da pagare. il mondo sarebbe
INFERMIERA: «Si è svegliato!». migliore se tutti fossero in affitto».
NICK:«Forse ha sbagliato tono di voce () voleva dire che potevo
anche non svegliarmi?». L’appello alla libera scelta va sempre bene
Al medico che gli ingiunge: «Lei non può più fumare». Nick Naylor
ri— Illibero arbitrio, si e detto, può essere sempre invocato e va bene
sponde, alla Bernard Shaw: «E che problema è, ho smesso tante
volte!».
contro tutte le cause, buone e cattive, va bene a favore di ottimi ideali
«Questo dimostra semplicemente quello che dico da tantissimo condivisi e contro progetti indifendibili, contro fanatismi, crociate, pro—
mi ha
tempo. Che questi cerotti alla nicotina sono micidiali. Fumare paganda. Noi vogliamo la libertà, abbiamo bisogno di libertà. Libertà
salvato vita! Posso usare questa
la frase?».
e libertà di scelta.
Nick Naylor sfrutta le vere () presunte contraddizioni dell’interlocutore, invitato nella classe del figlio, Nick racconta ai suoi compagni che
servendosi di fallacie apparentemente non fallaci: «lo—io-io trovo irresi- cosa fa nella vita.
stibile l‘idea di un gentiluomo del Vermont che da a me dell‘ipocrita NICK: «Vediamo, chi di voi vuole diventare avvocato da grande? [Un
quando... ah, prima ha chiesto in una conferenza stampa che le colti- bimbo alza la mano] Bene... E invece... star del cinema? [Mezza
vazioni di tabacco venissero distrutte e bruciate. Poi, con un jet privato classe alza la mano] Ah, ah... E chi vuol fare il lobbista?».
è andato al concerto del Farm Aid, dove ha guidato un trattore sul palco BAMBINO: «Che cos‘è?».

86
Fatti e discorsi ingannevoli
Avere ragione

mio lavoro. io parlo per NICK: «Se veramente vuole una sigaretta. .. gli comprerò il suo primo
NICK: «È un po’ come la star del cinema. È il
pacchetto».
vivere». SENA'I'ORE FINISTIRRE: «Grazie per la sua testimonianza, signor Naylor,
BAMBINO: «E di che cosa parla?».
NICK: «Parlo a favore delle sigarette». può andare», prima che l'appello alla libera scelta eserciti tutto il suo
effetto.
BAMBINA: «Mia mamma prima fumava. Dice che le sigarette ucci—
«Perfetto! Bravissimo, ragazzo mio: tutta la storia della scelta perso—
dono».
NICK: «Sul serio? Ma la tua mamma e medico?»… nale se la sono bevuta! Fanno il conteggio dei voti, la proposta va
BAMBINA: «No». a picco. Il tuo discorso è stato poco ortodosso, ma ce l’hai fatta»
NICK: «Fa ricerca scientifica, magari?» commenta con una pacca sulle spalle il suo impudente boss.
BAMBINA: «No». Il destino di Nick Naylor
NICK: «Allora non si può dire che sia un'esperta credibile, non ti
C’è sempre posto per uno come Nick Naylor, un mago della disin—
pare?».
formazione e della replica, un sultano della persuasione, un porta—
[La bambina si ritira sulla sua sedia imbarazzatissimal
NICK: «Ah, ah... Non ti vergognare. È giusto ascoltare
la mamma. Bi— voce spudorato e arguto che riesce a spuntarla sempre, un artista
ascoltarli i genitori. [guarda il figlio] verojoey? lo voglio solo della provocazione, dialetticamente attrezzato, determinato e disin—
sogna ..
farvi notare che vi sarà sempre qualcuno che vorrà dirvi cosa fare e volto. Un novello Protagora, con i suoi discorsi duplici. Anzi più: un
cosa pensare. Probabilmente lo stanno già facendo, ho
indovinato?» moderno Gorgia, perché Protagora riteneva che niente fosse assolu—
CI.Assr, INTERA: «Siiìl». tamente vero () assolutamente falso, mentre Gorgia pensava che tutto
NICK: «lo sono qui per dirvi che quando uno si comporta come una fosse dimostrabile vero o falso a piacere. La differenza tra Gorgia e
specie di esperto, voi potete rispondere: “ma chi l’ha detto?”». Protagora sta infatti in ciò: per Protagora tutto è vero e tutto falso,
@-

BAMBINO: «Quindi le sigarette fanno bene?».


«Nori!!!» per Gorgia — come per il nostro lobbista — tutto può essere reso vero
o falso e spacciato per vero o falso. Gorgia fu quello che si inventò
MAES’I'RA:
NICK: «No. Non e questo il concetto. ll punto è che dovete pensare
la vostra testa. Dovete sfidare l‘autorità. Se i genitori vi dicessero l’elogio di Elena, personaggio affascinante ma indifendibile perché
con
che la cioccolata e pericolosa, vi fidereste ciecamente?». aveva portato la migliore gioventù greca a morire sulle spiagge di
MAHS’I‘RA: «Nooo!!!». Troia. Voleva «cercare di eliminare l‘ingiustizia di un biasimo e l’ot—
NICK: «Ma certo! Quindi, magari, invece di reagire come pecore tusità di un pregiudizio» ideando un discorso che fosse si di perora-
quando si parla di sigarette, dovreste verificare da soli». zione difensiva per Elena, ma anche e soprattutto un bel gioco, un
Maestra linterrompendolol: «Molto bene. Allora grazie signor Naylor personale divertissement, come dichiara espressamente nella con—
di essere stato con noi». clusione del suo logos (Iz'ncomio di Elena, 8 21). Un divertissement
È confermato: la liberth di scelta è una ragione sempre invocabile e però che tiene fede al proposito di sgravare una donna di cattiva
l’aut<>determinazione un ripiego sempre valido. fama dalla sua presunta infamia, un divertissement fatto di numerosi
i propri figli da e inediti argomenti, in cui inizialmente prospetta tutte le quattro pos—
NICK: «[ compito di ogni genitore mettere in guardia
le sigarette, cosi che un giorno, sibili cause per l’infedeltà di Elena, e a una a una le smonta per arri—
tutti i pericoli del mondo, comprese
quando saranno grandi, potranno decidere da soli. Guardo mio... vare, alla conclusione, ineludibile, che non le può essere imputata
mio figlio... io sono responsabile della sua crescita e del suo svi— alcuna colpa. Anche Sherlock Holmes sarebbe d’accordo: una volta
luppo e ne sono orgoglioso». escluse tutte le altre opzioni, l’unica che sopravvive, per quanto in-
SIENA'I‘URF. FINIS'I'IRRIÈ: «(Bene. Detto questo, lei gli permetterebbe
di credibile sia, è quella vera.
fumare?». È un gioco molto logico, quindi.
NICK: «No. Non ha ancora diciotto anni. Sarebbe illegale». Una volta chiuso, per sua scelta, con il tabacco, Nick trova però altri
«Basta con i balletti. Cosa ha intenzione di fare
soggetti bisognosi del suo amorevole intervento. La sua missione e
SENA’I‘ORF. FINIS'I‘IRRE:

quando compirà diciotto anni? Il giorno del suo compleanno fume- assistere i “poveri indifesi”, proteggere le aziende abbandonate dai
rete una sigaretta insieme? l’asserete un delizioso pomeriggio in una loro clienti: i deforestatori, gli sfruttatori del lavoro minorile, gli sca-
nuvola di fumo, come in una di quelle vostre ridicole pubblicità?».
89
88
Fatti e discorsi ingannevoli
Avere ragione
A dispetto di tutti gli argomenti e in attesa di stabilire a chi spetta
costruttori di mine antiuomo, cacciatori
l’onere della prova, sarà prudente usare il telefonino a distanza dal-
i
vatori di pozzi petroliferi, i

di cuccioli di foche... l’orecchio, servirsi dell’auricolare, non tenere il cellulare sotto il cu—
il figlio di Nick Naylor,
Alla fine del film compare un trionfante joey, scino e preferire i messaggi sms. Perché? Un unico buon argomento
del torneo di di— “definiî
che solleva la coppa di “migliore oratore”, premio in attesa che le ricerche finanziate dai produttori offrano dati
di famiglia continua. tivi”: se non ci preoccupassimo dei dispositivi riceventi non dovremmo
battito. Di padre in figlio, la tradizione le
E Nick si ricicla con i produttori
di cellulari, nervosi e preoccupati per preoccuparci tanto nemmeno delle antenne emittenti. O no?
mobile provocherebbe danni cerebrali.
accuse secondo cui il telefono
del loro nuovo spin—doctor è:
L'apprezzato e rasserenante suggerimento
davanti allo specchio: “Sebbene pro—
il
«Signori, provate queste parole Per saperne di più su:
esistono prove che
blema sia al vaglio degli esperti, al momentoil non al cervello”».
Fatti e discorsi ingannevoli. Autoinganno
dimostrino che l’uso del cellulare provochi cancro Ballardini Bruno (2000, 20063), Gesù lavapiù bianco. Ovvero come la Chiesa
E il vaglio continua…
Gran respiro di sollievo per tutti. inventò il marketing, minimum fax, Roma.
E ci immaginiamo facilmente quale
sarà il prezioso contributo del no— Benedetti Fabrizio (2000), La realtà incantata. L’effetto placebo nella vita di
stro Nick Naylor. tutti i giorni, Zelig, Milano.
l telefonini fanno male o sono
innocui? Bennett, Bo (2017), Logically Fallacious. The Ultimate Collection of Over 300
il cellulare provocasse il Logical Fallacies, Archieboy Holding, Sudbury.
Ecco la sua meditata risposta: Se davvero Lilian (2014), FalaciasyArgumentaciòn, Plaza y Valdés , Ma-
cellulari fallirebbero». L’affermazione
cancro le aziende produttrici di di tabacco
Begm;jo—Luque
n
interesse delle aziende produttrici
.

fa il paio perfetto con «F


Capaldi Nicholas (19872), The Art of Deception. An Introduction to
Critical
fumatori».
mantenere i Robin Williams vivi e Thin/«ing, Prometheus Books, Amherst, New York.
effetti dell’uso dei cellulari fi- , Adelino (2011), 50 Discorsi ingannevoli. Argomenti per difendersi’ at—
Quali sono i risultati delle ricerche sugli Cattani
taccare, divertirsi, Edizioni GB, Padova.
,

nora condotte? Damer Edward T. (19955), Attac/eing Pau/ty Reasoning. A Practical Guide to
Gli unici risultati sicuri sono
l’au—
«Non ci sono ancora dati definitivi. del cel— Fallacy-Free Arguments, Wadsworth Publishing Company, Belmont Ydéhat Ca
mento di incidenti automobilistici a causa dell’uso improprio Marianne (1997), Le débat immobile. L’argumentation dans le
del «trent‘anni di ricerca Doury
lulare durante la guida». Cioè il corrispettivo les parasciences, Éditions Kimé, Paris.
risultati definitivi. Riusci— media}t(ique sur
sul fumo e il dottore tedesco non ha ancora
F
G a asms i
Lfndîn. f
Dariusz (2000), The Lan ad e o D eceptlorl. A DiscourSe Analy—
‘ '

rebbe a confutare anche la gravità. un genio». tica] Study, SAGE Publications,


Perché il Ministero della Sanità non interviene? Giannetti Eduardo (2000), Le bugie con cui viviamo. L’arte di autoingan-
«Ma se nemmeno l’OMS interviene, chi siamo noi per agire diversa- narst, Newton Compton, Roma. Perché ci autoinganniamo e cosa acca-
che si schernisce quando gli drebbe se l’autoinganno venisse completamente bandito dalla vita umana
mente». Ricorda l’impresario Jeff Megall e sociale.
nel pubblicizzare il fumo: «Sa—
si chiede se non abbia scrupoli morali Heinrichs Jay (2008), L’arte di avere sempre l’ultima parola. Da Aristotele a
altri».
rebbe presuntuoso se io volessi decidere per gli cioè vanno dalle
Homer Simpson, tutti i segreti della persuasione, Kowalski, Milano. Ed. orig.:
I ragionamenti, nostri e altrui, sono
al solito a ritroso, Than/e you for arguing. What Aristotle, Lincoln, and Homer Simpson can
convalidarle agli occhi degli teach us about the art ofpersuasion, Three Rivers Press, New York 2007
conclusioni alle premesse che dovrebbero to
Lutz William (1989), Doublespeale. From “Revenue Enhancement”
altri. “Terminal Living’ How Government, Business, Advertisers, and Others Use
dai dati e dalle congetture a
Chi ha ragioni per essere allarmato parte Lo Language to Deceive You, Harper & Row, New York.
il suo allarme e la sua paura.
sua disposizione per confermare Lutz William (1997), The New Doublespeale. Why No One Knows What
stesso farà chi ha ragioni per tranquillizzare. Anyone ’s Saying Anymore, Harper Perennial, New
York.
volta sentite le due campane Muccrarelli Giuseppe e Celani Giorgio (a cura di) (2002) Torino.Quando il pen—
E chi ha interessi, oltre che ragioni, una
fesso il suono del campanello fallacia tra psicologia scienza, UTET,
può, con mestiere e malizia, rendere
srero sbaglia. La e
gradita.
sgradito e argentino quello della squilla

90
Avere ragione

Pirie Madsen (1985) The Boole of the Fallacy. A Training Manual for Intel—
lectual Subuersives, Routlege and Kegan Paul, London.
Rende Fabrizio (2014), Manuale di autodifesa verbale, Newton Compton,
Roma. Capitolo quinto
Shuy Roger W. (1998), The language of Confession, Interrogation, and
Deception, SAGE Publications, London. Manuale di linguistica pratica, ap—
plicata al sistema legale, che offre principi, tecniche e indizi per capire se
CROCEFISSO SÌ, CROCEFISSO NO.
chi confessa o testimonia dice il vero o il falso. Fornisce inoltre suggeri- LE REAZIONI A UNA SENTENZA
menti su come condurre un interrogatorio che sia attendibile ed efficace.
Ulrich Walter (1993), Common Debate Fallacies, National Federation of State
High School Association, Kansas City.
Ziccardi Giovanni (2010), Il diritto al cinema. Cent’anni di couriroom drama
e melodrammi giudiziari, Giuffrè Editore, Milano. Dopo avere esaminato due situazioni di scambio dialogico—polemic<)
realistiche ma cinematografiche, vediamo quali sono stati gli scambi
effettivi nel corso e a seguito di una controversia reale e recente.
Una sentenza della Corte Europea dei Diritti dell’Uomo di Strasburgo, del
5 novembre 2009, vietava il crocefisso usualmente presente nelle aule
scolastiche in Italia perché violerebbe la libertà di religione, precisamente
«il diritto dei genitori a educare ifi'gli secondo le loro convinzioni» e «il

diritto dei bambini di credere () non credere». Il crocefisso sarebbe «una


violazione della libertà di religione degli alunni», essendo un segno reli—
gioso che può condizionarli, incoraggiandoi bambini cattolici e impor—
iunandoi non cattolici () gli atei. Ai fini di una disamina della questione,
e utile inquadrarla rispondendo a cinque interrogativi preliminari.
1) Chi l’ha deciso?
Il tribunale istituitodalla Convenzione Europea dei Diritti Umani, in—

caricato di stabilire se un atto leda i diritti dell’uomo.


2) Da chi era formato questo tribunale?
Da sette giudici, dei quali uno italiano e gli altri provenienti da Bel—
gio, Portogallo, Lituania, Serbia, Ungheria, Turchia. Quattro maschi e
tre donne (la presidente belga, la giudice lituana e quella turca).
3) Perché hanno deciso cosi? Sulla base di quale ragionamento?
La sentenza contro il crocefisso nelle scuole e stata così argomentata
dal punto di vista giuridico:
La presenza del crocefisso, che e impossibile non notare nelle aule,
potrebbe essere facilmente interpretata dain studenti di tutte le età
come simbolo religioso. Avvertirebbero così di essere educati in un
ambiente scolastico che ha il marchio di una data religione. Tutto
potrebbe essere incoraggiante per gli studenti religiosi, ma pertur—
bante dal punto di vista emozionale per gli studenti di altre religioni
() che non ne professano alcuna. Inoltre la Corte non è in grado di

95
92
Crocefisso si, crocefisso no. Le reazioni a una sentenza
Avere ragione
Quand’anche un solo individuo si sentisse ferito () sopraffatto da una
comprendere come l’esposizione, nelle classi delle scuole statali, di religione dominante che lo esclude, uno stato democratico avrebbe
un simbolo che può essere ragionevolmente associato con catto—
il
al educativo che è essenziale per l’obbligo di aprire un ombrello a sua difesa.
licesimo, possa servire pluralismo
la conservazione di una società democratica così come è stata con— La religiosità alberghi nei cuori e nei comportamenti.
cepita dalla Convenzione Europea per i Diritti Umani, un plurali- I crocefissi nelle aule sono proselitismo religioso.
smo che e riconosciuto dalla Corte Costituzionale italiana.
Sentirsi diversi non è bella cosa. E discriminante. La croce non fa che
L'esposizione di un “segno esteriore così forte” sarebbe, quindi, un marchiare il territorio.
atto di prevaricazione e possibile motivo di importuno disturbo. La scuola è di tutti e quindi non deve discriminare.
4) Perché è sorto il problema? La sentenza ci segnala come giustamente uno stato laico debba ri—
I sette giudici sono intervenuti in merito perché una signora, Soile
spettare tutte le diverse religioni ma non identificarsi con una di esse.
Lautsi, di origine finlandese ma residente ad Abano Terme, madre
di
l)ataico e Sami, sposata in Albertin, medico, nel 2002 aveva chiesto al In Europa, solo Austria e Polonia ammettono il crocefisso nei luoghi
pubblici. L’Italia & minoranza.
preside dalla scuola media Vittorino da Feltre di togliere crocefisso
il

che campeggiava sopra la lavagna. L’istituto si rifiutò. La madre avviò La croce oggi e simbolo del potere temporale della Chiesa, non sim—
una battaglia legale che passò per il TAR, il Consiglio di Stato e la bolo della rivolta contro il potere, come poteva essere un tempo.
Corte Costituzionale. Ottenne sempre una sentenza sfavorevole. Nel Gesù Nazareno era palestinese.
2007 si rivolse, anche a nome dei figli allora minorenni alla Corte Eu—
La storia del crocefisso di Stato è storia di divisione e di esclusione,
ropea, che nel novembre 2009 ribaltò
il verdetto. di sopraffazione dei più e di umiliazione dei meno.

5) Quali sono riferimenti legislativi? Nel 1924 si prescrive l’esposi—


i No, per ragioni anche socio«politiche. Per sottrarsi al rapporto di di—

pendenza funzionale con il Vaticano e l'Oltreteverc.


capo dello Stato e del crocefisso nelle aule
del scola—
zione della foto
stiche e nei tribunali. La presenza del crocefisso e garantita da una La presenza del crocefisso e una limitazione alla libertà di non
legge del 1949 e confermata dal Concordato del 1962 nelle aule sco- credere.
lastiche in cui la maggioranza degli alunni appartenga a una delle con- I cattolici sono intolleranti perché non mi hanno consentito di
fessioni cristiane. esporre in tribunale altri simboli a fianco del crocefisso. (Detto da un
il giudizio fu accolto ovviamente da opposte reazioni, alcune enunciate magistrato di Bologna che si rifiutò di presiedere in un'aula dove era
come semplici espressioni di totale condivisione () di sdegno, altre che esposto il crocefisso, giudicato un attentato alla laicità dello Stato).
giustificavano l’approvazione e soprattutto la disapprovazione. Qui ne Naturalmente ciascuna di queste prese di posizione suscitò altre rea—
abbiamo raccolte alcune a scopo di documentazione e di analisi. zioni, che vogliamo qui utilizzare per una verifica di applicabilità. Pre—
Reazioni_làuorezmli di pa ra approvazione cedentemente abbiamo proposto sei possibili mosse che un
“obiettore" può compiere di fronte a un’argomentazione ritenuta non
Giusto cosi. “buona”. Nel paragrafo Come replicare abbiamo visto che, quando
Sentenza storica. una parte avanza una tesi, la controparte può scegliere, nell’ordine, di:
Sentenza inevitabile. 1) Ignorarla
1.1) Ignoranza pura e semplice
Reazioni favorevoli di approvazione motivata 1.2) Tattica della sostituzione di problema
Una inversione culturale (i legali della famiglia Albertin—Lautsi). 2) Aeeenarla
5) Accettarla solo in parte
Non è p()SSibil€ maltrattare neanche 11% della popolazione non con—
5.1) mediante incorporamento
senziente (Massimo Albertin, ricorrente).
95
94
Crocefisso sì, crocefisso no. Le reazioni a una sentenza
Avere ragione
nella modalità 1.1 Ignoranza pura e sempliceè data dalle canoniche
ri-
5.2) mediante minimizzazione sposte interlocutorie: «In attesa di leggere
le motivazioni della sentenza».
4) Chiederne ragioni () prove del capo
«La presenza del crocefisso (insieme con le foto dei Savoia e
5) Rifiatarla o confutarla durante il fasci—
dello Stato) nei luoghi pubblici fu imposta nel 1924,
5.1) Puntando ai fatti, se e un’incluzione e invece un
5.2) Puntando al principio o al nesso, se è una
deduzione smo. Nel 2009 se ne impone l’assenza. Per me pari sono»
della sostituzione di problema, cosi come:
5.3) Puntando alle somiglianze, se è una analogia esempio di 1.2 Tattica
6) Attaccare chi la sostiene. Il segno matematico + è una croce: dobbiamo eliminarlo
dalle
di possibili moda— calcolatrici?
Proviamo a testare concretamente questo schema
lità di replica, anche con un verdetto, che è una decisione
ragionata, E la Croce Rossa che fine farà?
motivato.
una deliberazione argomentata, un giudizio Fa sorridere che sia stato liquidato un “danno morale“
di cinque—
ci permetterà anche di
Una rassegna delle svariate e opposte reazioni mila euro in nome della violazione di un diritto umano “fondamen-
modalità di contestazione.
tracciare un’articolata e utile tassonomia di
tale”. Cristo oggi, con la rivalutazione. non vale più trenta denari, ma
MOTIVATA cinquemila euro.
REAZIONI CONTRARIE DI DISAPPROVAZIONE
Nella modalità 2 (Accettare per respingere) rientrano solitamente
le
Vi sono state innanzitutto delle reazioni contrarie
di pura disappro— almeno
migliori fra tutte le possibili risposte in quanto non negano,
vazione, non motivata, del tipo: totalmente, la premessa dell’interlocutore, ma fingono di compren—
di re—
Decisione aberrante. derla, nel doppio senso di farla propria e di intenderla. Esempi
pliche che non rigettano, ma ritorcono, sono
i seguenti:

Un errore e un atto di insensibilità.


Il cattolicesimo non è più la religione di Stato, ma resta la religione
Una sentenza assurda.
storica della nazione; senza di essa non ci sarebbero la nostra iden-
Un atto di stupidità. tità di popolo e quella civiltà che ha permesso all‘Italia di primeg—
giare nel mondo.
È un peccato contro la storia.
La migliore
È un sintomo della dittatura del relativismo. Si usano le premesse dell’avversario per farlo sbilanciare.
trappola per un cattivo e quella stessa che lui tende, perché egli non
Un colpo mortale all’Europa dei valori e dei
diritti. dei
si attende che l'avversario si voglia servire proprio del linguaggio,
Que- valori e delle stesse mosse che lui usa. Chi concepisce la discussione
Vediamo le reazioni addotte sulla base di ragioni, motivi, cause.
la benché minima
come una guerra non si aspetta che l’altro faccia
sono in realtà ben distinti. Sia
sti tre concetti, a prima vista equivalenti,
alla domanda «Perché?».
ragione, sia motivo, sia causa, rispondono concessione.
crollo delle Torri Gemelle fu causato
Perché c‘è stato l’11 settembre? Il
Una seconda risposta, meditata e ponderata, che mostra di accettare
fu motivato da una volontà di punizione—
dall’impatto di due aerei, per poi respingere, fu:
pt)litico—ideologiche. Ragione e ciò
depurazione e le sue ragioni sono
L‘intenzione della Corte era quella di garantire la libertà di tutti.
Ma
che spiega giustificando logicamente, motivo è ciò che spiega in
e ciò che spiega in il risultato è stato quello di impedire la libertà dei singoli.
quanto fattore psicologicamente trainante, causa
Il ritorcere contro un avversario un suo stesso argomento ha un
effetto
quanto fattore oggettivamente determinante.
le reazioni dell’istituto scola-
Sotto la prima voce Ignorare si iscrivono dal— garantito, anche quando è fallace.
disposizioni
stico di Abano Terme, che tace, in attesa che giungano Deplorano l'ingerenza della religione nella società.
Curioso! Sono
l’alto, nonché quella di alcuni giornali di partito
che relegano la notizia della Chiesa e di Pio XII
di attendismo, di man— gli stessi che deplorano la non ingerenza
in un trafiletto interno: più segno di imbarazzo, sui campi di concentramento.
diversa categoria di risposta
canza di idee chiare che di tattica. Una 97
%
Crocefisso si, crocefisso no, Le reazioni a una sentenza
Avere ragione
della rilevanza
Obiezione avanzata: curiosa e contraddittoria difesa
di riduzione all’assurdo fu la seguente: non rilevanza.
Ancor più ritorsiva, con tentativo pubblica del crocefisso in nome della sua pubblica
Seguendo questa logica,
do—
Via dagli uffici la foto di Napolitano. togliere Modalità 4: Chiedere ragioni 0 prove
i sentimenti politici. Perché non
vremmo rispettare anche offendere ridicola. Peg—
anche la foto del capo dello Stato?
La sua esposizione può Questa giustizia all’europea la trovo goffa, irrispettosa,
d’accordo con le sue posizioni politiche e gio-. ignorante. In nome
di una presunta laicità presuntamene cor-
i sentimenti di chi non è
retta s1 tende a mortificare le ragioni e
la storia di un popolo.
con il partito da cui proviene.
da un carico aggiunto di sospetta per— La richiesta, indiretta, è di operare una
differenziazione dei diversi va-
Sulla stessa linea, gravata altresì
effetti: lori simbolici della croce.
versità e del rovesciamento degli il ruolo del cri—
del mondo cattolico e un risve— E una sentenza laicista (e non laica), che calpesta
Si otterrà l’opposto, una ribellione che considera la
st1anesrmo nella storia e nella cultura dell’Europa,
glio della identità cattolica. liberta nella sua degenerazione di licenza.
si può Accettarla solo in parte
mediante
In terza istanza (punto 5.1) Sopravvento di una visione parziale e ideologica,
che ignora () tra—
considerato non solo
incorporamento. scura il molteplice significato del crocefisso,
simbolo religioso ma anche segno culturale.
Esempi: afferma-
alla domanda di laicità dello
Stato. Mi auguro che la sentenza non venga salutata come giusta
Non e una buona risposta e valore ben diverso dalla
zione della laicità delle istituzioni, che
Risposta blanda l. nella nostra società.
cattoli— negamone del ruolo del cristianesimo
La presenza del crocefisso in
classe non significa adesione al Da segno di ap-
blanda lo, ateo, dico che la croce non offende più nessuno.
2.
tradizione. Risposta
cesimo, ma e un simbolo della nostra diventata icona culturale. E oggi il suo
partenenza confessionale e
mediante minimizzazione
Modalità 3.2: accettare solo in parte significato e quello della tolleranza.
Non eliminare il cristianesimo, ma aggiungere altri insegnamenti Replica sorprendente, che richiede una risposta.
religiosi. Modalità 5.1: Rifiutare o confutare puntando ai fatti
Risposta crmciliante-lungimirante. del crocefisso, che non
Possiamo allestire un muro co— Ignorato () trascurato il molteplice significatoculturale.
Possiamo aggiungere anziché togliere. e solo simbolo religioso, ma anche segno
di ogni religione e anche lo stemma
lorato dove campeggino simboli
i
basterebbe il faccione corrugato di Risposta cauta 1.
di chi non ha religione. Per laici
i
elica del DNA, simbolo degli es— buon senso finisce per essere
Voltaire (Michele Ainis). O la doppia questioni delicate qualche volta
il
Su
degli ebrei italiani.
seri umani, come proposto dal presidente vittima del diritto.
culturale, sportivo deve poter essere
Qualsiasi simbolo, religioso, Risposta cauta 2.
esposto. Non da fastidio neppure ai musulmani italiani.
assolutistica, che ammetterebbe
Risposta generalista, rischiosamente cosi to- Risposta minimalista.
«Anche i simboli nazi?». Affermazioni
come facile controreplica: alle “tutte belle realtà. Visto che il nostro Paese
talitarie sono a mala pena sopportabili
se riferite Soprattutto non e rispettoso della
dire Benedetto Croce.
del mondo” e ai loro “scaraffoni”. non puo non dirsi cristiano, come ebbe a
mamme
viola alcuna libertà religiosa. Replica basata sull'autorità.
È diventato un simbolo passivo, che non
del Signore”,
Non è forse vero che si riposa di domenica, “giorno E allora il cro—
il
fa male a nessuno: è diventata un
detta—
dalla nascita di Cristo?
Quella croce di legno non che si contano gli anni a partire
glio di arredamento trascurato. 99

98
Avere ragione Crocefisso si, crocefisso no. Le reazioni a una sentenza

cefisso è un simbolo civile, allora la laicità si nutre di valori religiosi: Obiezione possibile: diritto deve garantire le minoranze, non la mag-
il
nel 2006 lo ha scritto anche il Consiglio di Stato. gioranza. La garanzia del diritto, fosse pure quello di uno solo, è un
Si brandisce qualche fatto e si fa ancora giusta leva su qualche forma criterio di misura di civiltà.
di autorità. Modalità 6: Attaccare l’avversario
La cristianità ha cambiato il mondo, Gesù ha patito la croce, il cro- Mossa certamente deplorevole, non contemplata tra le regole, con—
cefisso non genera nessuna discriminazione, il crocefisso c'è sempre troproducente agli ()Cchi di un uditorio neutro, ma qualche effetto può
stato. ottenerlo (per questo la vediamo spesso messa in atto nei dibattiti
pubblici).
Obiezione istantaneamente sollevata: la croce (trionfante) e una cosa,
crocefisso (dolente) un’altra.
il l’ronunziamento di una Cone Europea ideologizzata.

Modalità 5.2: Rifiutare o confutare puntando ai principi Blanda invettiva contro giudici ritenuti non imparziali.
Un atto di violenza, deciso da giudici lontanissimi dalla tradizione
Non è un problema di maggioranza, ma di libertà individuali.
cristiana... sette giudici... tra cui un italiano di origini russe, Vladi—
Non c’è il Concordato che ci obbliga a tenere la croce in aula? Patti miro Zagrebelsky.
concordatari e Costituzione rendono inapplicabile la sentenza.
Crocefissi vietati a scuola? I giudici bevono troppo.
La decisione rivela un’ottica miope e sbagliata, accolta in Vaticano
(Sarcasmo alla Vittorio Feltri.)
con stupore e rammarico. Stupisce che una Corte Europea inter—
venga pesantemente in una materia molto profondamente legata alla Lei e ignorante, non ateo. L’ateo non e contro Dio, se ne sbatte di
identità storica, culturale, spirituale del popolo italiano. Dio, non si preoccupa di eliminare Dio.
Risposta perplessa e amareggiata del portavoce della Santa Sede. No, io non voglio mettermi alla pari dei talebani. non voglio essere
incivilc, io!
Secondo i soloni dei diritti umani addetti a stabilire ciò che offende
la persona mettendola a disagio nella società multietnica, il simbolo Bandiamo anche campanili, cappelle che sono ugualmente sotto gli
per eccellenza del cristianesimo, ossia Cristo sottoposto al giudizio occhi sensibili di stranieri emigrati... F. gentaglia come san France—
romano, va sacrificato in omaggio al dovere dell’ospitalità. Già. Se sco, Dante. .. via perché nocivi per il benessere altrui. li se invece si
un alunno, putacaso musulmano, alza gli occhi e vede quell’oggetto chiudesse il manicomio di Strasburgo?
(ormai classificato “stravagante”) rischia di esserne turbato e di per— Invettiva contro l’avversario combinata con una riduzione all‘assurdo
dere la propria identità, il proprio equilibrio psicologico.
sarcastica.
Risposta seriosa—risentita.
LE BUONE RAGIONI DELLO HUMOR
Modalità 5.3: Rifiutare o confutare puntando alle analogie
in alcune delle precedenti repliche e presente un tocco canzonatorio, un
Ci sono otto paesi d’Europa che hanno la croce nella loro bandiera. misto di arguzia e di aikido retorico. Anche nei dibattiti più seri lo humor
Finlandesi, inglesi, svizzeri eccetera dovrebbero forse cancellarla e svolge una preziosa funzione che di volta in volta può essere distensiva,
cambiare stendardo visto che ci sono stranieri che hanno preso la
autopr<mrozionale, diversiva. L‘arguzia di una critica anche pesante ne
cittadinanza di quei paesi e hanno altre fedi?
potenzia la forza dirompente e nel contempo ne attenua la carica ostile:
Confutazione analogica. oggettivamente & più devastante, soggettivamente e vissuta come meno
minacciosa. Lo humor serve a sdrammatizzare le situazioni più gravi. Ri—
É un diritto della maggioranza. Se io sono monarchico, forse che
chiesto di commentare la dichiarazione di guerra all’inghilterra da parte
posso pretendere che si elimini ogni simbolo della Repubblica per— di Mussolini, W. Churchill se ne fece una ragione: «Oggi gli italiani hanno
ché mi da fastidio?
dichiarato che entreranno in guerra a fianco della Germania. Mi pare
100 101
Crocefisso sì, crocefisso no. Le reazioni a una sentenza
Avere ragione
L’inutile Europa ci toglie il crocefisso. Togliamoci dall’inutile Europa.
noi la volta scorsa». E a chi lo accu—
giusto: ce li siamo dovuti prendere
Abramo Lincoln rispose: «Vi pare che In attesa delle motivazioni della sentenza, motiviamo la nostra op—
sava di avere una doppia faccia,
posizione alla sentenza.
se avessi due facce avrei indossato
questa?».
in
Ecco quindi una serie di risposte di spirito di fronte alla sentenza Icattolici devono comprendere le ragioni dei laici, i laici devono
esame: comprendere le ragioni dei cattolici.
Crocevia. (Titolo umoristico del quotidiano
Liberazione) Via il crocefisso dalle aule pericolanti e fatiscenti? Meglio, via le aule
di Giannelli, con Cristo dal crocefisso.
Hanno scelto di nuovo Barabba. (Vignetta sventola la bandiera
che porta la croce fuori dall’aula dove ora Un buon pseudo chiasmo invece potrebbe essere:
europea) Noi vogliamo un Islam d'Europa, non un Islam in Europa.
L’Europa abolisce Gesù Cristo. ( Il Giornale)
non basta appellarsi ai fatti, ai principi, alle analogie; se non
& suf—
Se
Cara maestra unica, intanto mi scusi se non il
sono venuto in classe in ficiente far rilevare la non verità, la non coerenza, la non completezza,
c’era ancora crocefisso picato sul
questi primi mesi di squola, ma la non pertinenza del ragionamento contestato, restano da metter in
Sa, va bene stare al fredo... va
muro ed ero profondamente offeso, campo e da far sventolare le possibili conseguenze. Bisogna però
alunni, ma cosa sono que-
bene anca che ci sipiano clasi de otanta esser pronti a controreplicare a una facile accusa di fallacia del piano
di un crocefisso in aula?. .. Adesso sono
ste cose di fronte alla gravizì inclinato o di brutta china.
molto più sereno e posso tornare a lessione parche la squola no in—
che il mio popzì mi vuole trasmettere (n— Soprattutto in ambito etico () sociale spesso si contesta un progetto,
terferirà con l’educassione di una
sul muro è poster delle femene
il magari intrinsecamente valido, presentandolo come il primo
cordo che a casa mia la cosa tacata immagini
in stretto serie di passi che porterebbero a esiti indesiderati: «Ma ti
di pleibòi... (Marco e Pippo, Il Padova-Epolis, 5/11/2009, alle
i giudici di Strasburgo) succederebbe se fosse vera la tua ipotesi? Pensa conseguenze
vernacolo locale, di ardua comprensione per cosa
costituito dalla sua natura e dal— politicamente dirompenti del tuo progetto»; dalla paventata catastrofe
Anche lo humor però ha un limite, si inferisce l’inopportunità o l’erroneitzì dell’iniziativa proposta. La
e raffinato e faceto. Peggio
l’uditorio. Funziona al contrario se non forma dell'argomento è di tipo consequenziale: «Se si accetta X, ne
fuori luogo. Lo è, ad esempio, con
ancora se una battuta mordace e fa conseguirà provocherà W; \W causerà Z. Ma nessuno vuole Z».
Y; Y
uditorio simpatetico () neutro lo spirito Abbiamo costruito una bella sequenza, come si fa nel gioco del do—
un pubblico ostile: con un in un contesto animosamente
miracoli, mentre è controproducente mino, accostando bene tessera a tessera. Quindi va tutto bene se
cia—

maldisposto. Humor, ironia, satira, sarcasmo sono armi a doppio ta—


scuno degli anelli di questa concatenazione è saldamente agganciato
usare con precauzmne.
glio e come tutte le anni si devono \ al precedente e al successivo, se non presenta cedimenti strutturali e
evitare rischi () non e dotato di humor puo ser- di questa
in alternativa, chi vuole
E chi non è ferrato in logica può ri-
soprattutto se e l’unico possibile; meno bene se nel corso
i piedi dal terreno e si mette
virsi dei semplici giochi di parole. lunga marcia proiettiva il podista stacca
chiasmo, che dopo la metafora e una a correre. Se la giuria se ne avvede e la squalifica e addio
al traguardo
correre al facile e sempre valido
retoriche (cfr. Grothe 2008).
delle più belle ed efficaci creazioni e addio alla conclusione forzata. Ma qualcuno ci proverà sempre.
Un effetto notevole si può ottenere adottando questa fallacia nella va-
Esempi:
riante definita “tesi della pewersitzì”, la quale non si limita a prospettare
A.: Non lasciare che uno stupido ti baci.
B.: Non lasciare che un bacio ti istupidisca. effetti indesiderati, ma dichiara che il risultato finale sarà esattamente
la
l’opposto di quello voluto. E una tattica allarmistica, giustificata se
da un inin-
A.: E un uomo che parla come un
libro stampato. sequenza di eventi fino a quello finale indesiderato è retta
che parla come un uomo. causale dimostrato; illecita in caso contrario.
B.: Preferisco un libro stampato terrotto rapporto
seguenti potrebbero essere
chia— L’argomento della china scivolosa
&
una tattica prevalentemente di-
Nel contesto che stiamo analizzando
i
fensiva, utile quando si vuole contrastare in sede di dibattito l’ado—
smi plausibili. 105
102
Crocefisso si, crocefisso no. Le reazioni a una sentenza
Avere ragione
S’I'ORICIZZANTF. 1 NARRATIVO: «Il crocefisso fa parte della nostra storia».
zione di un provvedimento. Basta tracciare sulla carta metro dopo S'I‘ORICIZZANTE 2 LEGI'I’I‘IMAN'I‘E: «Un’antica tradizione non può essere
metro una strada che finisca in un baratro e nessuno la imboccherzì. offensiva per nessuno».
Nel nostro caso tendono a scivolare sul fondo sdrucciolevole della S’I‘ORICIZZANTF. 5 MOTIVAN’I‘E: «La libertà di coscienza è nata col cristia—
brutta china le seguenti repliche. nesimo. Il cristianesimo è alle radici del Liberalismo, della demo-
il Natale e crazia, del pluralismo e del laicismo».
Oggi se la prendono con il crocefisso. Domani pure con Rll)lMlîNstONANTE: «Sentenza impregnata di vecchio Illuminismo».
fuori l’idea dell’ora di religione islamica.
intanto qualcuno ha tirato
Operiamo le debite distinzioni: «Laicismo illiberale, non liberale» (fa-
Si prospetta il rischio di una china fatale. cile “distinguo”, come si usava fare nelle dispute scolastiche).
ALLARMATO: «Non vogliamo morire islamici».
Non e per questa via che si viene attratti ad amare e a condividere lS'I‘IGAN'I‘E: «Adesso si teme il radicalismo cattolico. Non dormite. Al-
di più l’idea europea, che come cattolici italiani abbiamo fortemente
zate la voce».
sostenuto fin dalle sue origini; sembra che si voglia disconoscere
il
che «Essere miti non significa dormire. Senza cristianesimo l’Europa non
ruolo del cristianesimo nella formazione dell’identità europea,
e».
invece e stato ed è essenziale. Î)lSI’F.TTOSO—SOBILLANTF.: «Invito tutti gli insegnanti, i magistrati e tutti i
Risposta di brutta china blandamente ritorsiva. veneti a esporre crocefissi in aule e uffici».
REA'I’I‘1VO-OI’ERATIVO: «Se qualcuno tenterà di rimuovere il crocefisso,
Sarebbe un errore drammatico fare dell’Europa uno spazio vuoto di troverà un muro umano guidato da Forza Nuova».
simboli, pensieri, tradizioni e cultura. RlìA’l’l'lVO-NORMATIVO: «Una multa di cinquecento euro a chi non
china. espone la croce».
Risposta generalista e suscettibile di un’obiezione di brutta LEGALIS’I‘ICO QUALUNQUISTA: «Sentenza senza capo né coda. Se ne so—

La sentenza e fortemente ideologica e non è certamente condivisa spenda l’esecutività».


dalla maggior parte della gente. Sc continua su questa strada temo LEGALISTICO ESECUTIVO: «Quella sentenza non è in alcun modo vinco—
che l’Europa si allontani dalla gente. lante. l crocefissi resteranno nelle aule».
NONCURANTE: «Noi i crocefissi non li togliamo» (sindaco e ammini—
Per controbattere gli argomenti della china scivolosa si suggeriscono strazione comunale).
le seguenti mosse tattiche: LINEA DI RAPPRESAGLIA: «Io estremista? Caso mai, lo è la sentenza. Non

° negare che ne deriveranno le temute conseguenze; potevo che agire, rispondendo in modo uguale, attraverso una im—
posizione, ma di segno opposto» (un sindaco che emise un’ordi—
' citare del futuro;
l’incertezza
nanza di obbligo di presenza del crocefisso in aula).
. modificare loscopo per eliminare le conseguenze negative-, l’R()VOCATORIO—RI'I'ORSIVOZ «I miei abitano all’incrocio di via Lenin e via
. far prevalere piatti della bilancia le conseguenze
sui positive;
Stalingrado. Non mi sento infastidito quando vado a trovarli, pur
° scegliere mezzi alternativi, che siano esenti dalle temute conse—
essendo comunista».
non
guenze negative, per raggiungere lo scopo che ci si prefigge-, MISTlCO—O’ITIMIS’I‘ICO: «Caro Gesù, dai non prendertela. Sai perfetta—
. cercare di dimostrare che diversamente si avrebbero conseguenze mente che chi ci prova, con tutte le sue forze, ad allontanani, in ve—
ancor peggiori. rità non sta facendo altro che struggersi per la distanza che lo separa
da te» (lettera al direttore).
A utile completamento, riportiamo altre reazioni alla sentenza e con— INTERPELLANTE “(UNICO: «Demoliamo le cattedrali come i talebani
testazioni più o meno estemporanee, più o meno meditate, più o hanno demolito i Buddha?».
meno fondate, ma che hanno trovato spazio nel dibattito e quindi
ri—
FALLACE: «I cristiani sono ammazzati e perseguitati in ottanta paesi

tenute non del tutto inconsistenti. Questa sequenza di repliche con— del mondo» (due colpe non fanno una virtù, due asini non fanno un
&

fortante per chi teme di non sapere cosa dire quando si confronta in destriero).
di dire «Chi è contro il crocefisso vorrebbe gli italiani diversi. Chi è a fa-
un dibattito e attestano che abbiamo possibilità innumerevoli
ciò che vogliamo dire. Noi dobbiamo solo scegliere di dire una cosa vore, ha timore che lo diventino () lo siano già diventati. Cambia-
modo nostro. Ad esempio, in modo: mento contro inerzia».
in modo particolare, a
105
104
Avere ragione

La sentenza fu alla fine nuovamente ribaltata. La Corte Europea dei Di—


ritti dell’Uomo, il 19 marzo 2011, con quindici voti a favore e due con—
trari, ha definitivamente stabilito che il crocefisso può restare in aula
perché non è strumento di “indottrinamento” e la sua esposizione non in—
Appendice
fluenza gli studenti: «Se è vero che il crocefisso è prima di tutto un sim-
bolo religioso, non sussistono tuttavia nella fattispecie elementi attestanti INDIVIDUAZIONE DELL’ARGOMENTO
l’eventuale influenza che l’esposizione di un simbolo di questa natura INACCETTABILE. ESERCIZI
sulle pareti delle aule scolastiche potrebbe avere sugli alunni». Mante—
nendo il crocefisso nelle aule «le autorità scolastiche hanno agito nei li—

miti della discrezionalità di cui dispone l’Italia nel quadro dei suoi obblighi
di rispettare il diritto per i genitori di garantire l’istruzione conformemente
alle loro convinzioni religiose». Grazie a Dio e per merito/causa di corti Ogni classificazione delle fallacie è un’impresa disperata, perché in-
d’appello, di argomentazioni e di crmtroargomentazi<mi. numerevoli sono i modi di sbagliare e quindi non potrà mai essere
esaustiva, esclusiva e fondata su un unico criterio di suddivisione
come dovrebbe essere una buona tassonomia. Ma possiamo proporne
Per saperne di più su: una che si è dimostrata operativamente utile e utilizzabile sul campo,
Costruire e redigere l’argomento
nella quale si distinguono, come da tradizione, due grossi gruppi di
Brugnolo Stefano e Mozzi Giulio (2000), Ricettario di scrittura creativa, Za- vizi di ragionamento: quelli di natura formale, da un lato, e tutti gli
nichelli, Bologna. Seconda edizione in volume unico del Ricettario in due altri, dall’altro. Da una parte, cioè, gli argomenti che non reggono per—
volumi pubblicato dalle Edizioni Theoria nel 1997 e 1998. Si segnalano in
ché la catena è spezzata e, dall’altra, quelli che non reggono perché
particolare i capitoli 2 (Come descrivere), 3 (Dibattiti, Litigi), 8 (Le forme
la catena e si integra, ma non è fissata oppure, benché saldamente fis—
del narrare). Non è un piatto manuale e poi è spassoso. Utile anche per
l’«oralità creativa». sata, & collocata malamente () fuori posto. A loro volta queste seconde
Bruni Francesco et al. (1997), Manuale di scrittura e di comunicazione. Per sono suddivise in fallacie determinate da un uso improprio del lin-
la cultura personale, per la scuola, perl ’universitd, Zanichelli, Bologna. guaggio, fallacie dovute alla intromissione di considerazioni irrilevanti
Carter Joe e Coleman John (2009), How to Argue Like jesus. Learning Per- () alla ignoranza di fattori essenziali e, infine, fallacie per mancanza di
suasion from History’s Greatest Communicator, Crossway Books, Wheaton.
Cattani Adelino (2019), Come dirlo. Parole giuste, parole belle, Libreria Uni—
sufficiente fondamento.
versitaria, Padova. CLASSIFICAZIONE OPERATIVA DELLE FALLACIF.
Grothe Mardy (2008), Non lasciare che uno stupido ti baci 0 che un bacio ti
istupidisca, Orme Editori, Milano. I) FALLACIE FORMALI
Mulholland Joan (1991), The Language of Negotiation. A Handbook. of Prac— Il) FALLACIF. INFORMALI
tica] Strategies for Improving Communication, Routledge, London-New II.1) LINGUIS’I‘ICHE
York.
112) DI PERTINENZA
Mulholland Joan (1994), Handbook of Persuasive Tactics. A Practical Lan—
11.2.1) PER OMISSIONE
guage Guide, Routlegde, London-New York. Una raccolta di circa trecento
tattiche persuasive, di cui sono indicate funzioni ed efficacia, utilizzabile 1122) PER INTRUSIONF.
in due modi. Ad esempio, se uno vuole scusarsi senza perdere troppo la 11.3) PER INCONSISTENZA
faccia, va sotto la voce “apologize" e trova indicati brevemente scopi, de—
scrizione, valore persuasivo della scusa, con esempi e indicazione di altre I) FALLACIE Sono ragionamenti che non reggono, come una
FORMALI.

letture. Oppure, supponiamo che si voglia mettere ordine nel discorso scala priva di qualche gradino () con gradini incrinati. Si chia-
che si sta preparando: si va sotto l’elenco generale delle tattiche; al punto mano formali perché l’errore sta nella forma logica, nel mancato
3 ——
Representing one’s subject matter, sottopunto 3.1 — Ordering the difle— rispetto delle regole dell’inferenza sillogistica. Come una scala
rent parts of the material, sono illustrate diverse finalità e le corrispon- inutilizzabile non è più una scala, così questi argomenti, nei
denti tattiche.
107
106
Individuazione dell’argomento inaccettabile. nserctz1
Avere ragione
di fallacie indicate diamo
quali la catena consequenziale e spezzata, in realtà sono non ar—
A scopo di esercizio, per ciascuno dei gruppi
qui di seguito una serie di esempi illustrativi che meglio di una defi-
gomenti, pur avendone la parvenza. La classe, che chiameremo
nizione ne chiariscono la natura e consentono di coglierne mecca—
il
“Vizi di forma”, include l’affermazione del conseguente, la ne- noi
nismo generatore. Sono esempi di fallacie che gli altri (non noi,
gazione dell’antecedente, il termine medio non distribuito, l‘er— mai!) usano quando discutono. Solitamente è facile capire che qual-
rata conversione, la fallacia esistenziale.
cosa non va nell’affermazione; meno facile è dire che so cosa
preci—
INFORMALL Sono ragionamenti che si servono
cosiddette funziona. Per questo di ciascun esempio viene alla fine
Il) FALLACIE samente non
di una procedura formalmente valida applicandola però a con— individuato un possibile limite, vizio () fallacia, con relativa spiega-
tenuti non idonei a questo trattamento, come termini ambigui, zione e commento. Chi legge potrà confrontare la sua interpretazione
chi scrive. Ma
premesse irrilevanti () premesse false. Sono come una scala e il suo giudizio di accettabilità con quelli proposti da
buona collocata male o nel posto sbagliato. Possono essere di dovrebbe funzionare, come funzionano molte fallacie che gli altri (non
natura linguistica () di pertinenza. È “impertinente” una tesi che, noi, noi mai!) usano quando discutono.
indipendentemente dalla sua verità o falsità, non c'entra, non è
idonea a dirimere la questione sul tappeto. FALLACIE FORMALI

11.1) FALLACIE L’errore è dovuto a un uso improprio o


LIN(.ìUISTICHE. 1) L’omicida deve averne tratto un vantaggio. L’imputata era la be-
non abbastanza preciso del linguaggio. È una trappola concet— neficiaria di una assicurazione sulla vita dell’amante assassinato.
tuale determinata da un’insufficiente chiarezza terminologica L‘imputata e l’omicida.
esemplificata dalle fallacie d'accento, d‘ambiguità, di anfibolia, la) I dati in nostro possesso attestano che i forti bevitori ten-
di composizione e divisione, di etimologia, che possiamo defi— dono a essere sottonutriti. Ciò prova che una dieta insuffi—
nire “Pasticci linguistici”. ciente favorisce l’alcolismo.
li.2.1) FALLA(:1E m PER11NENZA mau ()MISSIONl-î DI mm RILEVANTI. Ragionamenti lb) Se procediamo nella corsa agli armamenti, e più probabile
che trascurano di prendere in considerazione dati essenziali pec— che le nazioni che ci temono ci attacehino. Procedendo al di-
cando di incompletezza sono: argomento ad ignorantiam, ad sarmo, allontaneremo questo rischio.
lapidem, brutta china, classificazione erronea, falso dilemma, 2) Chi va va sano e va lontano. Lui corre troppo: finirà presto
piano
eccezione, inversione dell’onere della prova, immunità parla— fuori strada.
mentare. veneto. Quindi non e italiano.
Za) Se è veneto è italiano. Non &

11.2.2) FALLACIF. m PERTINENZA PER INTRIISIONF. DI DATI “(RILEVANTL ossia di


5) Se tutti politici hanno la coda di paglia e tutti gli spaventapasseri
i
qualcosa che e ridondante, superfluo: ad chulum, ad emme—
hanno la coda di paglia, tutti i politici sono spaventapasseri.
nqm, ad bominem, ad Lazqmm, ad melum, ad misericordiam,
5a) Il vino e una bevanda. L’acqua e una bevanda. Quindi
l’ac—
ad populmn, ad vercczmoliqm, diversione spiritosa, ignoratio
elenchi, pensiero intriso di desiderio, tu quoque. qua è vino.
11.5) FALLACIF m INCONSISTFNZA.Sono vizi dovuti a presenza di assun— 4) F accertato che la moneta cartacea ha psicologicamente più va-
zioni che non consentono di fondare la verità della conclusione. lore della moneta metallica. Terrò sempre con me in portafoglio
Sono discorsi paragonabili a una scala collocata su un fondo che solo banconote da un euro.
non regge. Ne risultano argomenti malfermi () vacui e salti av— 4a) Gli ufo sono oggetti volanti non terrestri. Gli oggetti volanti
ventati nel buio, che possiamo denominare “Fondamenta cede— non terrestri vengono da altri mondi. Gli ufo vengono da
voli”: accidente, ad qntz'quitatem, falsa analogia, apriorismo, altri mondi.
argomenti d’autorità, domande complesse, due neri non fanno un 4b) La gestione della cosa pubblica deve essere affidata a per—
bianco, generalizzazione indebita, fallacia del giocatore d’az— che non abbiano né conflitto di interessi né interessi
sone
zardo, petitiopn'ncz’pz'z', post hoc emo propter hoc, secundum quid.
109
108
Individuazione dell’argomento inaccettabile. Esercizi
Avere ragione
lib) La bellezza del tuo viso si misura dalla bellezza delle sin—
personali. Alle prossime elezioni politiche dobbiamo pun—
gole parti (slogan di una campagna pubblicitaria per crema
tare su un candidato del tutto disinteressato. da labbra).
5) Tutti talebani sono estremisti.
i
11c) Gli agricoltori sono favoriti dalle sovvenzioni pubbliche.
Tutti gli estremisti sono talebani. La scuola, il turismo, l‘industria automobilistica e così via
5a) Ciò che è bello noi lo amiamo. sono favorite dalle sovvenzioni pubbliche. Ovviamente,
Ciò che noi amiamo è bello. l’intera economia sarà favorita se ogni produzione viene
sovvenzionata.
FALLACIE LINGUISTICHE 11d) Bella quest’auto. Quanto costa?
6) In Iraq sono finite le operazioni militari. I’erdurano solo i combat— Solo duecento euro mensili.
timènti. La compro.
7) Perdono tutti. 12) «Tutto a dieci euro» (cartello esposto sul banco).
7a) Tutti gli uomini nascono uguali. Nascono, appunto, e non 15) Leader deriva da lo lead e la sua funzione primaria è appunto
e detto che lo rimangano. quella di guidare, orientare e dominare la pubblica opinione.
,

7b) Il cartello vieta il transito delle auto. Il mio tir può quindi
.

13a) Gli esploratori devono mettere in conto fatica e lacrime. Lo


» - —
s… -
i
. .

%. ;

passare. Ì
dice la radice latina del termine, ex—plorare — piangere.
8) Se esiste una legge, esiste un legislatore. Poiché l’universo è retto i_ 13h) Il lavoro d’ufficio e naturalmente monotono. L‘ufficio (da
da leggi, deve esistere un legislatore del mondo, che chiamiamo *Lgffit) e il luogo preposto alla noia.
Dio. 13c) “Sagra” deriva dall’aggettivo “sacro", e una festa religiosa
8a) Ciò che ha una natura determinata non e libero. Anche la e va celebrata, appunto, intorno al sagrato.
volontà può essere determinata. Quindi chi possiede una
volontà determinata non e libero. FALLACIE DI PERTINENZA PER OMISSIONE DI DATI RILEVANTI
8b) Chi & guarito e sano. Il malato e guarito. Quindi il malato e 14) Non c’è nulla che smentisca la nostra convinzione circa la sua
sano. colpevolezza.
9) La sinistra ha l’ossessione della destra. La destra ha l’ossessione 14a) Non ha alibi. F sicuramente colpevole.
della sinistra. Il nostro Paese è una gabbia di ossessi. 14h) Nessuno ha sinora dimostrato che gli alieni non sono sbar—
cati sulla terra. Pertanto la teoria della possibilità di colo—
10) Io posso sollevare un elefante con una mano sola. L’unico pro- nizzazione aliena della Terra va presa seriamente.
blema e trovare un elefante con una mano sola.
1021) Per coloro che hanno figli e non lo sanno, e stata prediv I‘S) Volete il divorzio? Allora dovete sapere che, dopo, verrà l’aborto.
E dopo ancora, il matrimonio tra omosessuali. E magari vostra
sposta un’apposita area ricreazione nell’oratorio.
10b) A tutte le signore della parrocchia: per l’annuale vendita di moglie vi lascerà per scappare con la serva!
beneficenza portate tutto ciò che non vi serve più e che in— 15a) Se smetto di fumare non avrò più bisogno di accendini,
gombra la casa. Anche i mariti sono ben accetti. quindi meno accendini da fabbricare, fabbriche che chiu—
dono, operai a spasso, economia che rallenta, crisi euro—
11) Lui è un buon ragazzo, lei e una buona ragazza. Se si mettono as—
sieme sarà una buona coppia.
pea, rotture diplomatiche, Terza guerra mondiale.
15h) Se si accetta che si stacchi la spina in un caso pietoso di
Ila) Se ogni giocatore è pronto per la partita, allora anche tutta malato terminale, il passo successivo sarà la legalizzazione
la squadra lo e.
111
110
Individuazione dell’argomento inaccettabile. Esercizi
Avere ragione

FALLACIE DI PERTINENZA PER INTRUSIONE


dell’eutanasia e si darà via libera a forme di controllo sulla
DI DATI IRRILEVANTI
vita e la morte da parte del medico, e magari di qualche
folle governante. 24) Volete le centrali nucleari? Pensate a Cernobyl e a Fukushima.
24a) Ti opponi alla pena di morte, ma cambierai idea il giorno
16) Delle due, l’una: 0 accordo di larga maggioranza o elezioni.
in cui tu o i tuoi figli sarete vittima di un criminale al quale
16a) vale
Questo le tv pubbliche, generaliste, locali e satel-
per hai risparmiato la sedia elettrica.
litari.
25) l’ensala come vuoi, ma se non ti ricredi saremo costretti a tirarne
16b) Puoi scegliere tra un corso abilitante, uno professionaliz— le conseguenze.
zante e uno privato a pagamento con sbocco garantito.
25a) Tutti i bambini che non credono nella Befana non avranno
17) Il federalismo e () inutile () dannoso. Se infatti le scelte delle re— regali il 6 gennaio.
gioni federate concordano tra loro e inutile. Se sono in contrasto,
26) Bisogna assolutamente trovare i soldi per gli spot referendari. La
& dannoso.
gente non segue i poveri. E poi penserebbe che se comitato
il
17a) Lo studio della retorica e da abolire. La retorica o e inutile
per il si non sa trovare neanche i soldi per fare gli spot, figuria—
e quindi studiarla è tempo perso () e ingannevole e quindi moci che futuro sta preparando.
crea perversi.
2611) Sono ricco di famiglia e non ho bisogno di rubare.
17b) Il venditore al cliente: «Queste sono le calzature giuste per
lei. Gliele incarto () le indossa subito?». 26h) Certo che dovremo entrare in quel club. Ci sono tutti quelli
che contano.
18) Poiché nessuno ha finora dimostrato l'innocuità di quel colorante,
non può essere usato e commercializzato. 27) Non sono indispensabili i soldi per gli spot referendari. La gente
non si fida dei ricchi. E poi penserebbe che se i comitati per il si
19) Poiché nessuno ha finora dimostrato la nocività di quel colorante, dispongono di così tanti soldi per fare gli spot, le aspetterebbe un
può essere usato e commercializzato. futuro di sopraffazioni.
20) Finché non mi dimostri che ho torto, non mi smuovo dalla mia 27a) Vengo da una famiglia povera e onesta che mi ha inse-
convinzione. gnato a non rubare.
21) Sei ridicolo nella tua insistenza! (Risposta a un interlocutore mantenere la discussione su un piano di correttezza e non
osti—
28) Voglio
nato nel chiedere ragioni.) :,1a,m.

metto conto dei travagliati trascorsi giudiziari di chi fa questa af-


21a) Ritenere il presidente della società responsabile dei com— fermazione.

portamenti dei tifosi e semplicemente assurdo. 28a) Non prendere nemmeno in considerazione le sue idee. E no-
toriamente un estremista radicale a cui nessuno da credito.
21b) La tua è una cavolata.
29) «Ho anch’io famiglia e figlioli, () cittadini di Atene: tre figlioli ho,
22) O la borsa o la vita.
uno giù grandicello e due bambini; eppure io nessuno ve ne ho
del
25) Di norma ciò sarebbe inaccettabile. Ma questa circostanza è condotto qui per muovere la commiserazione vostra ad assol—
tutto particolare. vermi» (Socrate ai giudici).
2521) Siamo consapevoli che il segreto istruttorio va rispettato. 29a) Chiedetevi che cosa ne sarà del mio cliente se dovesse es—
Ma in questo caso prevale il diritto all’informazione. sere rinchiuso in prigione per anni, deprivato della sua li-
bertà, segregato dal mondo. Che Dio vi illumini e tocchi i
vostri cuori di giurati sensibili!
115
112
Avere ragione Individuazione dell’argomento inaccettabile. Esercizi

50) Capii soltanto che ripetere quello che tutti pensavano non era, in proprio come faceva Boccaccio. [. .] Possiedo tutte le qualità dei
.

politica, un segno di inferiorità, ma di superiorità. grandi del passato, sono destinato a conseguire grandiosi successi».
(K. Gibran, “La filosofia della logica", in Massime spirituali)
50a) Se tot milioni di italiani fanno uso del telefonino X una ra—
gione ci sarà! 56a) Conveniamo tutti che si può sfondare la portiera dell’auto
in caso di emergenza. Quindi non c’è nulla di riprovevole
50b) La democrazia è il miglior sistema di governo. Non per
in sé nell’essere sorpresi nottetempo a forzare un’auto.
nulla la stragrande maggioranza degli uomini è di questa
opinione. 56b) Di che cosa sono fatti i sogni?
Senza sponsor non ci sarebbero i giochi olimpici.
51) Chi si oppone all’iniziativa va contro il parere dei più valenti e sti— Senza i giochi olimpici non ci sarebbero sogni.
mati esperti. Senza sogni, non ci sarebbe nulla.
51a) Opinionisti di spicco a livello nazionale la pensano diver— (Firmato: Coca Cola, IBM, Kodak, McDonald, VISA, & C.)
samente. 57) Da noi si è sempre fatto così e così si continuerà a fare.
51h) Nel chiedere la chiusura dei circhi che utilizzano ancora
animali, abbiamo l’appoggio di scrittori e politici di rilievo. 58) Questo programma di scrittura e il migliore. E l’ultima versione.
59) Governare una nazione è come governare un’azienda.
52) «Tentare è il primo passo verso il fallimento». (Homer Simpson)
59a) liombardare in nome della pace e come fornicare in nome
52a) Il capitalismo è lo sfruttamento dell’uomo sull’uomo. Il co—
della virtù.
munismo e l’inverso.
59b) L’80% degli abusi sessuali avviene in famiglia. E come si
55) Il peggiore, il vero inquinamento e quello che ci avvelena den— comporta la famiglia? Tende a non denunciare e a mante—
tro, non quello provocato dalle automobili. nere il segreto. Anche la Chiesa e una famiglia.
55a) I cittadini hanno naturalmente tutto il diritto di contestare il sole non può presentare macchie. Se col suo
40) Messer Galileo,
il provvedimento. Ma parliamo dei contestatori violenti,
estremisti, fanatici.
nuovo strumento Ella vede cose diverse, gli dia una aggiustata.
..
40a) Il fatto che non ci siano prove evidenti di complotto (‘ la
54) Dio c’è, non può non esserci. Altrimenti che senso avrebbe la prova provata che un complotto c'è ed e generalizzato a tutti
vita? i livelli, tanto da mascherarlo grazie alla complicità di tutti.
54a) Ci dovranno concedere una proroga alla scadenza. Altri—
40h) E ancora saldo al suo posto, nonostante le vicende giudi-
menti non ce la faremo. ziarie. E un combattivo, e l‘uomo giusto.
55) Tu sei l’ultimo che può dirlo! 41) Ti ripeto che è cosi: l’ha detto lui.
55a) Neanche tu fai niente per risolvere la situazione! 4Ia) La metafora è la più bella di tutte le figure retoriche, come
55h) Perché autorizzare la caccia agli squali? Di meduse muo— dice Aristotele.
iono molti più bagnanti ogni anno, almeno cento (am- 42) La tua idiozia e congenita () acquisita?
bientalisti contro surfisti).
42a) Ha fatto buon uso delle bustarelle che ha preso? (Detto
FALLACIE DI INCONSISTENZA
dal giudice istruttore.)
42h) Giochi sempre d’azzardo? Sì 0 no?
56) «Sono basso di statura, come Napoleone. Ho gli occhi infossati
come li avevano Paolo l’Apostolo e Niet2sche. Ho le guance sca— 45) Vendiamo eroina al mondo occidentale per rendere il servizio
vate come Lincoln. Non riesco a scrivere o a leggere senza il bricco che gli americani resero ain indigeni pellerossa con il whisky
di caffè accanto come Balzac. Per rilassarmi ascolto pettegolezzi (detto da un portavoce talebano).
114 115
Avere ragione Individuazione dell’argomento inaccettabile. Esercizi

Chi da la morte merita la pena di morte.


4521) 1a, lb) Vizio formale del tipo «Chi mi segue, mi ama. Mi segue, quindi
mi ama». mentre lo fa perché esige la restituzione del prestito: affer-
44) Per tre anni consecutivi abbiamo avuto estati sempre più calde. mazione del conseguente.
Questo prova che e in atto il riscaldamento globale. In un discorso condizionale, del tipo “se — allora”, e consentito affer-
44a) L’amico del prete perde la religione. L’amico del dottore mare l’antecedente (la parte introdotta dal “se”), non
il conseguente

perde la salute. Sei amico dell’avvocato? l’erderai la causa. (la parte introdotta dall"‘allora”).
45) Penso che stavolta vincerò al lotto. Dopo tutte le volte che ho 2) Lo diceva la maglia nera alla maglia rosa.
11
ragionamento è logi-
perso, devo vincere per forza. camente e psicologicamente acerbo, come l’uva dell’apologo. Qui ab—
45a) Avendo avuto cinque figli maschi, la probabilità che
il biamo esattamente il vizio inverso rispetto al caso precedente:
prossimo sia femmina e quanto mai elevata. negazione dell’antecedente.
46) Vuoi sapere come mai è scomparsa l’URSS? E finita perché quin—
i Za) Negazione dell’antecedente. Anziché negare conseguente (la
il
del — allora”, segue
dici stati che la componevano hanno dichiarato l’indipendenza. parte che in un discorso condizionale, tipo “se
l’“allora”), la premessa nega l’antecedente (la parte che segue
il “se“,
46a) ] miracoli sono impossibili per il semplice fatto che le leggi
la protasi). Lo si può fare esclusivamente quando la relazione e esclu-
di natura sono principi inviolabili.
siva e biunivoca.
46h) 11 veggente non può mentire. Come potrebbe mentire uno
a cui la Madonna appare e parla ogni mese? E) «Non reagisco alle offese» potrebbe replicare un politico giusta—
mente risentito. Termine medio non distribuito e ambiguo po—
47) Non appena le agenzie di rating lo hanno declassato, il paese ha trebbe replicare con calcolato distacco un politico logicamente
subito il tracollo. Le agenzie sono le prime responsabili di questa consumato.
situazione.
5a) Cana con questo sillogismo Cristo ha risolto un bel problema per
A
47a) Da quando ci sei tu, le cose sono cambiate in peggio. Tu di-
gli sposi. Come mai oggi non funziona più? Termine medio non
sei un menagramo.
stribuito. Il termine medio (in questo caso “bevanda") deve essere
in—

48) La libertà e un valore primario. Pertanto ognuno e libero anche teso in tutta la sua estensione, cioè applicato alla totalità delle cose
che
di fumare () di rischiare la vita. designa, almeno in una premessa.
48a) Diffida di tutti quelli che sanno parlare bene, perché chi e 4) F. magari anche dei centesimi di carta, per le spesucce minime!
Si

bravo a parlare è bravo a ingannare, raggirare, imbrogliare. esistenziale. quando si da


pecca di fallacia (di assunzione) Capita
farlo, come
per scontato che chi parla abbia sempre delle ragioni laper
.

FALLACIE INDIVIDUATE E COMMENTO bacchetta


im“

quando a partire dall’affermazione che «nessuno ha ma—

1) Fallacia formale. Katharina Miroslawa fu condannata per omicidio ...;;…’:.w

gica» si assume che da qualche parte, magari nella foresta bretone di


il marito Witold Merlino.
e incarcerata alla Giudecca. Dopo quattordici anni lìrocéliande, ci sia o ci fosse la bacchetta di Mago
confessò di essere lui colpevole e
il ammise l’estraneità della moglie.
scagionabile anche 4a, 4b) Fallacia (di assunzione) esistenziale. Non si può desumere
Logicamente scagionata Katharina.
È logicamente
in infatti l’af- l’esistenza reale di un qualcosa dalla sua occorrenza in una premessa
il ragionamento? Lo sarebbe esclusivamente un caso:
solo c’è unico universale. Prima sarebbe bene verificare l‘effettiva sussistenza di ufo
fermazione del conseguente regge quando un con—

unico antecedente: se c’è un rapporto di condizio— e di politici del tutto disinteressati.


seguente per un
5, 5a) Errata conversione. La conversione, che consiste
nello scam—
nalità biunivoco, direbbe un esperto; quando il se significa se asolo se,
diremmo noi, quando cioè l’effetto (come le maree) è determinato da biare illecitamente tra di loro i termini soggetto e oggetto, non e una
forma di inferenza applicabile indifferentemente a tutti i
tipi di pro—
una sola causa (la vicinanza della luna).
posizione.
117
116
Esercizi
Individuazione dell'argomento inaccettabile.
Avere ragione
sulla stabilità della cop—
11) È prudente però non scommettere troppo
linguistici è esibito frequentemente di composizione. Il rapporto del
6) Un impiego scaltro di pasticci pia, per non cadere nella fallacia
abusi edilizi è chiamato regola— e interessante sia per la
da politici navigati. Un decreto sugli tutto con le sue parti e delle parti con tutto
il
da chi lo contesta. sa bene che inserito in
rizzazione da chi lo propone, sanatoria la sociologia: si
logica, sia per la psicologia e
cambia. «Senatores boni viri.
7) Quando un piccolo segno
tonico è decisivo e fa la differenza: per— un gruppo il comportamento del singolo
È solo una questione di accento.
Non si Senatus mala bestia», si diceva in altri tempi.
Vale per i libri inclusi in
d6no tutti () pèrdono tutti? dimostrò all’altezza televisive al traino di un pro—
tratta solo di facezie tipo
«il compito funzionario si una collana che tira, per le trasmissioni
accentuazioni diverse e ancor più la merce in vendita sul banco e vale per gli
del suo compito»; ci sono anche gramma di successo, per
Esempio: «La nostra
concettuale. umani di una comunità.
subdole di quelle toniche, di natura di democrazia globale». Si sostiene
difesa di un progetto
Ha, 111), 11c) Ancora esempi di fallacic composizione.
di
non e una guerra, ma la avviato l’offensiva
varianti: «Non abbiamo
erroneamente che le proprietà delle parti sono tranquillamente
appli—
Sono disponibili anche le amico».
ma per dare forza a un
bellica solo per sconfiggere un nemico, democratici, ma di impe- cabili all’insieme che queste parti costituiscono.
di esportare sistemi
Oppure: «Non si tratta i diritti fondamentali». Basta pa- 11d) Sottovalutare l’effetto composizione
delle piccole rate di acqui-
dire che ci siano sistemi che violano e insostenibile.
sto comporterà un esborso complessivo sorprendente
sistematicamente ciò che
lesare solo ciò che è presentabile e coprire
collettivo, comprali senza
lo e meno. 12) Se “tutti” significa “tutti insieme” in senso
Se significa “ciascuno” in senso di—
Fallacia di accento: si illumina una parte pensarci: e un affare irripetibile. della
7a, 7b) Pasticci linguistici. una parte due volte. Si tratta di una fallacia di divisione,
della scena. lìnfatizzando un termine o stributivo, pensaci
per oscurare resto
il di composizione:
medesima natura ma inversa rispetto alla fallacia
pa—
significato.
del discorso, se ne cambia sottilmente
il
sticci linguistici. Si può sostenere che ciò che vale per il tutto o per un
abbia usato più buon senso di individui che compongono il
8) Speriamo che il sommo legislatore uniformità di gruppo vale anche per le parti o per
gli
nostre leggi. Legge come fare con proprietà che restano invariate
quanto ne troviamo in alcune codificata sono due cose diverse: pec— gruppo solo se abbiamo a che di natura relativa () cu—
natura e legge come regola costruire un ragionamento sen— (come il colore, la solidità. .) non con attributi
.

chiamo di ambiguità. E non si può tre mulabile (come: alto e basso, leggero e pesante, economico e pre-
di significato, in quanto abbiamo non
sato se un termine cambia termine medio zioso, semplice e complesso).
termini, ma quattro e non possiamo
quindi elidere il

Una buona tecnica per


verifi—
13) Quelle che a prima vista sembrerebbero
ethnologie alla Isidoro
che compare in entrambe le premesse. termine di Siviglia 0 alla psicoanalista da rotocalco
si rivelano illuminanti e
è quella di provare a sostituire
il
care se si tratta di ambiguità
vedere se il discorso rimane sensato no.
()
preziose a fini persuasivi.
sospetto con un sinonimo e sfruttarla, Ma questo è niente rispetto alle possibili
definizioni etimologiche di
Qualche legale può tentare
di per lasciarsi aperta una scap—
Alczma sta
è stata pagata dal mio cliente». “mentire”.
“menteggia” [...]: “mentire”
patoia: «Alcuna tangente «Ma quando la mente “mentisce”? Quando
qualche tangente? senza oggetto, è
per nessuna tangente oppure nella significa appunto “menteggiare” [...] pensar puro,
il
termine equivoco con un significatoconclu— pensare un ente è men—
8a, Sb) Ambiguità. Si usa un appunto mentire, dir falso: pensare senza da
il
nell’altra premessa () nella filosofo In effetti è di
è ostica,
premessa e un diverso significato teggiare o mentire». La definizione
Marzorati, Milano 1960).
sione. Michele Federico Sciacca (In Spirito e verità,
da Maria Se-
la fallacia dei quattro termini,
risorsa pre— Più salottiera, ma non meno pregnante, e quella proposta
9) Con l’ambiguità e con Milano 1988, p. 107):
ci possiamo solo divertire. bregondi nel suo Etimologiario (Longanesi,
ziosa e inesauribile dei comici, sostantivo femminile mente
in due «Mentire. Verbo intransitivo (composto dal
Si ricorre a una frase interpretabile procedere proprio della
e dal verbo intransitivo ire, andare)
il
10, 10a, 10h) Frasi bisenso.

sintattica. Poco grave, finché va per conto pro—


diversi sensi a motivo della costruzione mente». Il problema sorge quando
la mente davvero
un solo gioco.
l’anfibolia viene usata come battuta e resta 119

118
Artere ragione Individuazione dell’argomento inaccettabile. Esercizi

17) Al pari del classico dilemma maritale «se la donna/l’uomo che


prio e quando la natura azzardata e fantasiosa delle etimologie non e
così funzionalmente e palesemente giocosa, come in 15h. sposi e bella/o, sarà motivo di gelosia per tutta la vita. Se non lo e,
sarà motivo di sconforto. Quindi non sposarti» è un classico falso di-
15a, 13h, 13c) Fallacia di etimologia. Costruire un ragionamento a lemma.
partire da un significato etimologico discutibile, ingannevole () errato. Infatti un partner avvenente può essere anche tranquillo e non dare
Non sempre veroè che “lo dice la parola stessa”. Anche quando lo problemi e un partner non avvenente può avere altre doti () qualità di
dice veramente (come in 13c), i significati cambiano tanto nel corso spirito che lo rendono affascinante. È possibile replicare all’amico di-
del tempo che l’etimologia diventa irrilevante. silluso anche con le parole che Molière mette in bocca ad Angelica nel
14) È da condannare con decisione prima il ragionamento che il pre— suo Il malato immaginario (II, 6):
sunto colpevole: un “non sapere” non può essere base sufficiente di un Ciascuno sposandosi insegue un suo scopo. lo voglio un marito per
bloccare chi amarlo davvero, pretendo che egli diventi la ragione della mia vita.
sapere; Ad ignorantiam sono le due paroline giuste per Ci sono ragazze che prendono marito soltanto per uscire dalla co—
ragiona così. Significa sostenere che qualcosa e vero (o falso) perché
strizione in cui le tengono i genitori, e poter fare i loro comodi. E
non se ne è dimostrata la falsità (o veridicità), il che equivale a voler ce ne sono altre, Signora, che fanno del matrimonio una ragione di
dimostrare qualcosa sulla base di un’assenza di prove. È una fallacia
sufficienti. puro interesse, e prendono marito per avere un’eredità. .. non vanno
per omissione di dati rilevanti. un ragionare senza ragioni
È
tanto per il sottile e non stanno a guardare com’è il marito.
Infatti, possiamo replicare che non può
si escludere nulla: non si può

escludere che tempo peggiori /


il che sia tutta una montatura / che si Quindi si potrebbe rispondere all’oppositore: «Se le scelte delle re—
debba rivedere provvedimento /
il che chi parla sia una canaglia... gioni federate concordano tra loro, sarà una conferma della bontà
delle scelte. Se sono in contrasto, vorrà dire che sarà bene pensarci su
14a, 14h) Ancora casi di fallacia ad ignorantiam. un po’ meglio prima di deliberare».
15) È uno degli argomenti usati nella campagna referendaria contro il 17a, 17h) Falso dilemma: argomento costruito per costringere l'in—
divorzio. Oggi potrebbe essere: «Se cominciamo col legalizzare l’eu— terlocutore a scegliere tra due sole opzioni, magari dalle conseguenze
tanasia finiremo con l’accettare le camere a gas». Si e presa una brutta spiacevoli, quando in realtà ve ne sono altre e diverse.
china, ma possiamo fermarci in tempo perché la discesa non e inar- 18, 19) Risultati stupefacenti si possono conseguire con l’inversione
restabile. Questa fallacia è particolarmente amata dai conservatori: se
dell’onere della prova.
si vuole bloccare un progetto innovativo, basta collegarlo con possi—
I’roclama il ministro della Sanità: «Poiché nessuno ha finora dimostrato
bili, benché non certe né inevitabili, conseguenze perverse () indesi— l’innocuità di quel colorante, non può essere usato e commercializ—
derate: «Cedere anche poco su questo punto e liberalizzare anche zato». Ragionatnento basato sul principio—nmssima di precauzione.
limitatamente porterà al Far West». Replica prontamente il ministro del Commercio: «Poiché nessuno ha
1521, 15b) Si asserisce che un certo evento provocherà inevitabilmente finora dimostrato la nocività di quel colorante, può essere usato e
commercializzatr)». Ragionamento basato sul principio-massima per
per effetto domino un evento finale sgradito, senza che in
realtà vi sia
un necessario collegamento logico o fisico in ciascun passo della se- cui quando non è necessario cambiare, e necessario non cambiare.
quenza. Attenzione al fondo sdrucciolevole della brutta china. Oggi ci sono pochi dubbi su chi debba portare le prove di quanto so—
stiene se la questione e tra oppositori della tratta degli schiavi, del
16) Classificazione incompleta. Mancano le ipotesi del governo tec— cannibalismo, dei sacrifici umani, del razzismo, della dittatura: & l’opi—
nico, del governo a termine, del governo balneare e quanti altri la nione generale che determina l’onere della prova. Infatti neanche due—
fantasia e la necessità ne possano produrre. Se una classificazione non cento anni fa, nelle piantagioni di cotone della civilizzata America, era
e corretta, in particolare non e esaustiva e omogenea, non se ne può alla minoranza antischiavista che competeva l’obbligo di far valere la
ricavare un argomento per esclusione. sua istanza libertaria. Oggi sarebbe un gran brutto segno se libertà e
16a, 16h) Classificazioni disomogenee. democrazia tornassero ad avere bisogno di argomenti a loro sostegno
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120
Individuazione dell’argomento inaccettabile. Esercizi
Avere ragione

28) Quando, anziché valutare le ragioni di una tesi, si punta alla per—
e tornassero a perdere il loro statuto di valori esentati dall’onere della
sonalità di colui che la sostiene e chiaro segno che siamo in un con—
prova, come un tempo lo furono i loro contrari.
testo di discussione polemica e non di discussione dialogica; in quanto
20) Inversione dell’onere della prova. Pretendere che siano ad- tale, non fa meraviglia che lo scambio si ispiri più alle regole e alla lo—
dotte prove della tesi contraria anziché portare argomenti a sostegno gica dello scontro (che sia una scaramuccia o una guerra a tutto
della tesi proposta. campo) che a quelle dell’incontro. E può capitare che uno colpisca
21, 21a, 21b) Ad lapidem. Dichiarare assurda una tesi senza portare l’awersario anziché la palla. Un vergognoso fallo ad hominem, per
nessuna prova argomentata, ma in modo evasivo e derisorio. quanto deprecabile e deprecato, sanzionabile e sanzionato, a volte
riesce a mettere fuori gioco l’avversario diretto in porta, che non si è
22) Il classico motto dei briganti di strada, oggi relegati, dicono, nelle riusciti a fermare in altri modi. Ma attenti all’arbitro, che nel nostro
fiabe. «O la borsa o la vita» e un buon esempio di cosiddetta fallacia caso è chi ci ascolta e guarda e giudica il nostro gioco e i nostri falli.
ad metum, che fa leva sulla paura, qui combinata con una ad bacu- in effetti, trascurare l’ethos e trascurare le possibili reazioni dell’udi-
lum e un falso dilemma. La cosiddetta fallacia ad metum è fallace torio neutrale di un pubblico dibattito non è una fallacia trascurabile.
solo fino a un certo punto, perché sembra molto ragionevole tenerne
conto se la minaccia e concreta. Ricorrere all’intimidazione e uno stru— 28a) Intervento falloso sull’avversario. Ad hominem. Si scredita chi
fa un’affermazione anziché l’affermazione stessa e si usa la denigra—
mento di pressione sull’interlocutore ricorrente nel corso di una trat—
tativa commerciale, quando lo scambio e di natura negoziale. zione come presunta arma logica.

23, 23a) Usare due pesi e due misure, ovvero fallacia dell’immunità 29) Bravo il nostro Socrate, che sfrutta (Apologia, XXIII, 34d), rifiu—
parlamentare. tandole sdegnosamente, le ragioni della pietà! E bene fa. Si ha un bel
Far valere pretestuosamente («ciò che vale per l’avversario non vale dire che cercare di suscitare la commiserazione non è in se un argo—
per me») un’eccezionalità del caso 23 e 23a. mento, ma solo un’implorazione strappalacrime e un indebito ricorso
ad misericordiam; ma a chi ammonisce: «Ti rendi conto che solo il
24, 24a) Fallacia ad metum, la chiamano i logici, perché si fa leva sul fornire la lenza per pescare e non dare il pesce risolve il problema?»,
timore anziché considerare il merito della questione. Ma sovente il ti— l’indigente può offrire un buon argomento per essere soccorso: «Certo,
more e molto sensato e giustificato, non fallace. L’esempio di Cernobyl la mia testa lo capisce perfettamente, ma la mia pancia deve essere un
e di Fukushima è un’ulteriore prova che le cosiddette fallacie a volte
po’ illogica perché non sente ragioni».
non sono fallaci, ma molto ragionevoli.
29a) Argomento lacrimogeno, ad misericordiam. Ci si serve della
25, 25a) Fallacìa ad baculum. Avanzare minacce (agitare il baculum,
pietà simpatetica come sostituto () surrogato della prova. Questo tipo
il bastone, la forza) anziché veri argomenti basati su ragioni. di argomento è tipico di una situazione di trattativa, dove, a differenza
26) Detto da una agenzia pubblicitaria si configura come una fallacia di altri contesti dibattimentali, conta molto la mediazione, il compro—
del borsellino, ad crumenam è detta da chi parla latino, fallacia della messo, la negoziazione. Nel contesto processuale dell’esempio pro—
disponibilità finanziaria, che calvinisticamente associa merito e ric- posto, un argomento del genere ha poche probabilità di successo.
chezza. L’argomento si fonda sul principio che il ricco avrebbe più
30) Brutta, pericolosa, irragionevole ragione questa di Marcel Proust;
capacità e quindi (!) più ragione del povero. Così dicasi per 26a e 26h.
brutta, pericolosa, irragionevole ragione quella dell’umore delle masse
27) Detto dal comitato promotore del referendum si configura come e del popolo dei fax, ma in politica non si può essere troppo avanti
una fallacia ad Lazarum, che, in modo esattamente opposto ma spe- rispetto alla “base”. La voglia di entrare a far parte della maggioranza
culare alla precedente, associa ricchezza e demerito. L’argomento si non è dettata solo dal desiderio di poltrone da parte di aspiranti as—
basa sul principio che il povero avrebbe più moralità e quindi (!) più sessori e ministri, ma risponde a una esigenza di appartenenza e di
ragione del possidente. non esclusione. Qui un arbitro potrebbe sollevare un cartellino rosso
27a) Stessa natura di 26h, con direzione di marcia invertita. con la scritta fallacia ad populum.
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Individuazione dell’argomento inaccettabile. Esercizr
Avere ragione
34) Noi tendiamo a sentire e a vedere solo quello che vogliamo sen-
30a, 30b) Stai con la maggioranza. Ad populum. Si fa valere la dif—
tire o vedere: il nostro è un pensiero intriso di desiderio. Il resto
fusione di un’idea come ragione per accettarla. Il popolo è la mag- la tendenza
gioranza, la gente, la folla, il bar, l’opinione corrente. .. La maggioranza per noi non conta o addirittura non c’è. Ma non sempre
a confondere le proprie aspirazioni con la realtà è deleteria: pensare
ha sempre ragione, anche quando ha torto, al pari del progresso de-
che la guerra sia eliminabile perché se ne desidererebbe l’elimina—
cantato da Filippo Tommaso Marinetti!
zione, ne è un esempio. Ci sono poi salutari esempi sulla capacità
31) Far valere l’autorità consacrata, il credito comunemente ricono- dell’uomo, quando è innamorato o fortemente impegnato in una
sciuto («riverenza e rispetto prima di tutto") o la reputazione che uno causa, di mentire a se stesso, trasformando in realtà
le sue aspirazioni
si è guadagnato in un settore per promuovere un’idea, () per avallare e rimuovendo certi fatti se gli appaiono indisponenti. Come osserva
una teoria relativa a un diverso ambito, si configura quale fallacia ad George Bernard Shaw, non possiamo farci niente; quando vogliamo
verecundiam. Viene alla mente un’eccitante attrice, promotrice pub— credere in qualcosa, improvvisamente vediamo tutti gli argomenti a
fa—

blicitaria di una banca nata e subito fallita. In un argomento di que- vore e siamo ciechi nei confronti degli argomenti contrari; quando
sta natura, la discussione diventa uno scambio asimmetrico, dove il non vogliamo più credere a ciò che in precedenza credevamo,
im-
peso di qualche speciale “stimabilità” prevale su altre considerazioni provvisamente scopriamo non solo che c’erano una quantità di prove
e dati rilevanti. evidenti contro, ma che questa evidenza ci era stata sempre davanti
31a, 31b) Si fa leva sul disonore che investirebbe chi si rifiuta di tri- agli occhi.
butare il dovuto rispetto deferenziale per il parere di chi ha una ri— 34a) Prova a chiedere la deroga alla banca! Il prezioso, confortante
conosciuta reputazione. Sono fallacie ad verecundiam, varianti del—
pensiero intriso di desiderio è elevato al rango di fallacia quando
l’argomento basato sull’autoritzì indebita.
prende il posto di un argomento. Si da corpo ai sogni.
32) Diversione spiritosa. un tentativo di confutare con una risata.
È
35) Senti chi parla! Tu quoque (“Anche tu..."). Si considera una ra—
Alla boutade di Homer, uno, solo un po’ meno apatico, potrebbe ri—
battere: «Il successo e passare da un fallimento all’altro senza perdere gione valida per accettare o per fare qualcosa una incoerenza, teorica
() comportamentale, dell’avversario dipinto come ipocrita.
l'entusiasmo». Oppure, mutuando la risposta da Thomas Alva Edison:
«Non ho fallito. Ho solamente provato migliaia di metodi che non 35a) Tu quoque.
hanno funzionato». la fallacia del “due falsi non fanno un
35h) Tu quoque combinato con
32a) Gioco di spirito e d’ambiguità. “Inverso” significa che comuni-
il vero”.
smo non e sfruttamento ma valorizzazione dell’uomo oppure che è
quanto disse a se stesso un aspirante filosofo, desideroso
36) È di co—
una forma di abuso a rovescio? (In un sistema l’uomo] sfrutta l’uomo2, intensa medita—
nell’altro e l’uomoZ a sfruttare l’uomol). noscere se stesso, secondo dettato socratico, dopo
il

zione e mezz’ora di riflessione davanti allo specchio. E, una volta


33, Fallacia di ignoratio elenchi, che consiste nel non capire ()
3321)
pervenuto alla coscienza del suo essere reale, per predisporsi a
corn—

non capire qual e il vero punto in discussione. Si aggira la Nostro si ad-


fingere di pletare ciò che non era riuscito ai grandi del passato,
il

questione, mettendo in campo un problema simile, ma irrilevante () un dormentò russando. Che accidenti di ragionamento! Altri meno
argomento che prova una conclusione diversa. idealisti, ma altrettanto colpevoli di fallacia di accidente, possono
Metaforicamente è come compiere un viaggio, ma sbagliare treno e dire a se stessi: «Sono musulmano di notte e cattolico di giorno. Così
arrivare comunque a una destinazione che non è però quella voluta.
posso bermi una bella birra ghiacciata anche durante Ramadan»;
il op—
Il perfetto polemista, di fronte a questo rilievo non si scompone e re- chi scarsa puntualità: «La mia
pure giustificarsi con li rimprovera per
plica: si, ma anche Cristoforo Colombo voleva arrivare in India e in- volontà e puntuale, ma le mie gambe sono in ritardo». Certo, il mio
vece, guarda un po’, finì in America. Anche il maldestro sperimentatore cuore sarà pure impegnato, ma i miei pomeriggi restano pur sempre
di nuove colle sbagliò composto, ma così scoperse l’attacca—stacca, l’in—
liberi per eventuali appuntamenti extra.
sostituibile post-it.
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tf””î;
Avere ragione Individuazione dell’argomento inaccettabile. Esercizi

36a, 36b) Fallacia d’accidente. Si generalizza sulla base di fattori non 42a, 42b) Domande complesse. È anche una tecnica d’interrogato—
essenziali, ma contingenti. rio, che consiste nel porre una domanda che implica la sussistenza di
un fatto o di una verità presupposta. L’interrogato comunque risponda,
37)La forza della tradizione. Ad antiquitatem. Considerare vero ()
con un si o con un no, ammette il presupposto insito nella domanda
buono qualcosa solo grazie al fatto che “si e sempre fatto così”. e non esplicitato.
38) La forza della novità. Ad novitatem. Fallacia della medesima na— 45) tratta di un occhio per occhio combinato con un bel tu quo-
Si
tura ma a vettore invertito: considerare valido qualcosa solo perché è
il prodotto più recente.
que: posto in forma interrogativa diventa una chiara domanda reto-
rica: «Due somari fanno un cavallo di razza?», «Due errori fanno una
39) Chi ci ha provato ha sperimentato che trattasi di una falsa ana- cosa giusta?». A chi usa di questi argomenti («perché non dovrei usare
logia. Consiste nel supporre erroneamente che due cose simili per argomenti fallaci? Anche tu lo fai spesso») si può replicare: «Il tuo è un
certi aspetti (x, v, w...) lo siano anche per altri aspetti (z). inaccettabile occhio per ()Cchi0». Oppure: «Due (occhi) neri non fanno
un bianco». 0 anche: «A furia di cavarsi occhi e denti, si diventa tutti
5%, 3%) Falsa analogia. ciechi e sdentati: lo diceva, prima degli studenti di Berkeley, Gandhi».
40) A volte i fatti disturbano le nostre convinzioni aprioristiche. 4321) Occhio per occhio. Due neri non fanno un bianco. Giustificare
C’è chi prova a risolvere il problema in questo modo: «Ho dimenticato una propria debolezza () errore con una debolezza () un errore della
di acquistare il prosciutto? Cancelliamo la voce dalla lista della spesa!».
parte avversa.
«Questa altura non è riportata nella mappa militare. Spianiamo il ter-
reno e la mappa tornerà corretta».
44, 444) Quante rondini servono per fare primavera? Generalizza—
zione indebita. Si deriva una generalizzazione () una conclusione da
4()a, 40h) Ancora fatti che disturbano. Apriorismo. Argomenti che un campione inadeguato () di dimensione troppo limitate. Recita il
non solo prescindono dall’esperienza, ma la rifiutano qualora essa mi— proverbio: «L’amico del prete perde la religione. L’amico del dottore
nacci di renderli falsi. perde la salute. L’amico dell’avvocato perde la causa». Recita l’auto—
41) Se l’ambito della discussione è di natura confidenziale () collusiva mobilista insofferente all’obbligo delle cinture: «Meglio perdere qual—
che punto in patente per omesso uso che immobilizzarsi con le cinture
(come può capitare in una classe, in sede di consulto di esperti,
di sicurezza. 80 di uno che si è salvato solo perché nell’incidente e
quando comunque ci sia sperequazione di conoscenze iniziali fra le
stato proiettato fuori dall’abitacolo». A chi ragiona così, direbbe anche
parti) e facile che ricorrano cosiddetti argomenti d’autorità. Questi
Aristotele, fain vedere altri fatti e presentain altri conducenti e pas—
implicano, a monte, un contesto di unanimità e comportano, a valle,
seggeri. Sono entrambe delle generalizzazioni indebite. Ma questo tipo
uno scivolar via inavvertiti proprio perché il livello di consenso & ele— di fallacie hanno altresì una funzione euristica e risultano utilissime nei
vato. Possono avere un certo valore, se utilizzati come argomenti ag-
processi di indagine, come lo sono le analogie.
giuntivi, ma non rivestono sicuramente un valore certo; tanto meno se
vengono usati, come spesso capita, in funzione di mosse catenaccio: 45) Che pensare di un viaggiatore che, terrorizzato dalla minaccia del—
«Ah, se l’ha detto lui, è fuori discussione!». l’esplosione di una bomba sul suo aereo e informato che le probabi—
lità dell’evento sono una su milioni, viaggia sempre con un ordigno
41a) Ipse dixit. Argomento d’autorità, basato sulla parola non vagliata
esplosivo in valigia per ridurne statisticamente il rischio? Lo stesso che
di chi sa (l’esperto) () di chi detiene il potere (il capo). si può pensare di chi ritiene che un numero uscito ai dadi due volte
42) Sono domande farcite, col ripieno dentro: se le assumi devi assu- consecutive non uscirà una terza volta: entrambi commettono «un
meme anche la farcitura. Cosa poteva rispondere Catilina alla memo— grossolano errore che sa d’imbroglio», per usare le parole di Edgar
rabile implorazione di Cicerone? Forse con un solerte «Non abuserò Allan Poe, perché non si vede come dei lanci conclusi, sepolti nel
più della vostra pazienza; la smetto subito»? Il “fino a quando” cice— passato, possano esercitare un’influenza su un lancio che esiste solo
roniano è una pericolosa domanda complessa. nel futuro. È la classica fallacia del giocatore d’azzardo. Questo vale
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Avere ragione Individuazione dell‘argomento inaccettabile. Esercizi

solo per estrazioni veramente casuali, non per i sorteggi dei membri IN CONCLUSIONE
di commissioni di concorso pubblico, soprattutto accademico. Abbiamo spesso la sensazione che chi ascolta sia in balia di chi parla.
45a) Rischi calcolati e calcoli rischiosi. Fallacia del giocatore Il potere d’incantamento del discorso, persuasivo () sofistico, sembra
d’azzardo. deplorevole e censurabile, ma tale potere diventa meno fatale e la si—
Ragionamento basato sulla convinzione che anche nell’ambito della tuazione si fa meno drammatica se si tiene conto che lo stesso potere
casualità gli eventi awenuti nel passato abbiano influenza sugli eventi e disponibile all’uso di entrambi gli interlocutori, sia di chi parla sia
a venire. di chi ascolta. Il grave in una discussione non e che compaiano di-
scorsi viziati (cosa che pare inevitabile), ma che non si sappia indivi—
46) E se mi chiedi quali sono le ragioni dell’aumento della criminalità? duarli e neutralizzarli. Il problema allora diventa quello della educa-
Sono chiare: oggi si rispetta molto meno la legge. Un bravo arbitro del zione al ragionare persuasivo e dell’addestramento alla difesa dal ra—
dibattito dovrebbe alzare il cartellino rosso di ragionamento circolare
gionare sofistico. Attività entrambe molto ecologiche perché ci con—
o, in gergo, petitio principii. Certo, è incontrovertibile che se uno è sentono di sopravvivere in un mondo pieno di parole avvelenate e di
scapolo, non e sposato. Se l’affermazione intende essere una semplice argomenti inquinati e magari di decontaminarlo un po’.
definizione di “scapolo” è perfettamente accettabile; non lo e invece La conoscenza dei giochi e degli inganni discorsivi risponde a tre fi—
se vuole essere una spiegazione argomentata, ossia se quelle che si nalità: difensiva, offensiva, ludica. Serve a scoprirli, evitarli, replicarvi.
vogliono conoscere sono le ragioni per le quali noi possiamo soste- Serve a divertirsi quando sono giocosi. Chi sa tendere una trappola,
nere che questo è il suo stato civile. Quello che manca è la prova sa meglio schivarla e disinnescarla.
della condizione di scapolo (dati, fatti, anagrafe, comportamenti ec— Di fronte a un ragionamento che si giudica non accettabile si possono
cetera). Quindi non è accettabile, ma solo se interviene in un tenta- fare tre cose, in ordine di pregnanza:
tivo di dimostrazione (circulus in probamclo), non durante un tentativo
di mera chiarificazione () di definizione. ]) indicare il vizio che lo rende inaccettabile ed etichettarlo con il
nome di una delle fallacie;
46a, 46h) Ancora un discorso che si morde la coda () petitio principii. 2) spiegare in maniera discorsiva le ragioni che ce lo fanno ritenere
La conclusione altro non e che una ripetizione, magari riformulata, di “non buono”;
quanto assunto () affermato nelle premesse. Ma & consolatorio pensare ?>) dire
comunque qualcosa all’interlocutore che avanza quell’argo—
che chi si aiuta il ciel l’aiuta. mento, in modo che il dialogo—polemica possa proseguire.
47) considera ciò che viene prima la causa di ciò che viene dopo:
Si La replica più rapida, più semplice e più efficace e certamente quella
non necessariamente un evento & effetto di un altro solo perché lo che individua e definisce il presunto vizio riscontrato. Se mi serve un
segue. Fallacia di post hoc ergo propter hoc, dopo di ciò quindi a medicinale per alleviare la mia cefalea, lo ottengo più rapidamente se
causa di Ciò. chiedo direttamente e precisamente dell“‘acido acetilsalicilico" anziché
47a) Ma anche: «Da quando ci sei tu, tutto questo non c’è più». Mare “un farmaco che agisca sulla vasocostrizione cerebrale che mi tor—
menta da ore”. Segnalare la specifica infrazione individuata & come al—
nero o acqua azzurra, acqua chiara? Post hoc ergo propter hoc solo
zare la paletta rossa di stop () meglio, spalancare il codice esattamente
per la logica. alla voce dell’articolo violato.
48, 48a) Si afferma un principio, una regola () una condotta come va- Ma non tutti i ragionamenti inaccettabili sono stati ufficialmente bat—
lidi sempre e indistintamente, senza considerare le condizioni spe- tezzati. In questo caso nel replicare si deve seguire la più lunga strada
ciali che li possono rendere inapplicabili. È un ragionare coi para- della spiegazione discorsiva, esplicitando la ragione che li rende tali.
occhi. A chi ragiona senza tenere conto delle necessarie limitazioni Ed e comunque possibile inserirli in una delle cinque classi di falla—
imposte dal caso specifico si può rinfacciare un bel 21 dicto simpli- cie, neutralizzandoli se non con il nome, almeno con il cognome di
citer ad dictum secundum quid, che può intimidire perfino un la— famiglia del tipo di vizio: fallacia formale, fallacia linguistica, fallacia
per omissione di dati rilevanti, fallacia per intromissione di dati
irrile—
tinista provetto.
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Avere ragione Individuazione dell’argomento inaccettabile. Esercizi

alzando la relativa paletta Giovanni è padre di Pietro e Pietro è il padre di Paolo. Quindi
vanti, fallacia di inconsistenza. Si bloccano
il
Giovanni è il padre di Paolo.
di tipo generico. Segue qualche esempio.
(Classe dei pasticci linguistici, ancora. Certe relazioni sono, come dice
il
di incidenti hai. Più veloce
Meno stai in autostrada, meno probabilità
vai, meno probabi- alto di” e “più
vai, meno stai in autostrada. Quindi più veloce nome, intrinsecamente relative. “Padre di“ e “figlio di”, “più
lità di incidenti hai. basso di”, “pesante" e “leggero” non si possono applicare indifferente-
di fattori rilevanti: il ra- mente a tutto, come si trattasse di stendere uniformemente un colore.)
(Classe delle fallacie informali per omissione
gionamento trascura l’incidenza dell‘andare veloce.) Alternativamente si può ricorrere a una motivazione meno tecnica e
La famiglia media italiana ha 1,2 figli. La famiglia Rossi è una
fami— più pittorica per rappresentare l’inaccettabilità del ragionamento con-
della
glia media italiana. La famiglia Rossi ha 1,2 figli. testato, raffigurandolo come una scala. L’argomento “non buono”
libero della pa— controparte:
(Classe dei pasticci linguistici: un uso un po’ troppo
rolina “media”.)
0 «è una scala inutilizzabile in quanto priva di qualche gradino», se
Vedo che tutti sono si individua un vizio logico;
Una legge finanziaria non può accontentare tutti. una scala cedevole», se si individua un vizio linguistico;
scontenti. La nostra e una finanziaria seria. ° e
delle Finanze
. una scala buona si, ma collocata sul posto sbagliato», se si indi-
«è

(Classe delle fallacie di irrilevanza. La replica del ministro vidua un vizio di pertinenza per intrusione di dati irrilevanti;
del falso
alle diffuse lamentele combina l’irrilevanza per omissione tipica ° «è una scala buona si, ma sempre collocata sul posto sbagliato»,
dilemma con l’irrilevanza per intromissione del gradimento popolare.) se si individua un vizio di pertinenza per di omissione di dati
ri-
levanti;
Quanto più uno ha fame tanto più uno mangia.
chi ha da mangiare. 0 «è una scala poggiata su terreno che non regge», se si individua un
Chi non ha nulla da mangiare ha più fame di
di chi ha da man- vizio di inconsistenza.
Quindi, chi non ha nulla da mangiare mangia più
giare. E si può aggiungere, concludendo: la nostra posizione invece e come
cedevoli, molto una scala perfetta con tutti i suoi gradini a posto, dai bei montanti so-
(Qualcosa viene trascurato. Classe delle fondamenta chi
cedevoli. La premessa maggiore è quantomai lacunosa e carente: lidi, poggiata la dove ci serve e solidamente ancorata su un terreno
ha fame mangia se dispone di cibo.) sicuro.
In breve, una tesi può essere respinta in quanto;
Se l’embrione è da considerare fin dal primo istante una persona,
bi—

sognerebbe contare gli anni dal momento del concepimento. 1) non valida;
— considerazione delle 2) confusa;
(Una sorta di ritorsione basata su una — congrua
?>) irrilevante per omissione;
conseguenze.)
da non 4) irrilevante per intrusione—,
Può un essere onnipotente creare un masso così pesante 5) infondata.
riuscire a sollevarlo?
Qualora, come capita, non si abbia a portata di lingua nome della
il
ci può
(Premesse contraddittorie. Se esiste un essere onnipotente, non fallacia da rinfacciare e
con prontezza, se, nel frastornante fuoco del
inamovibile, non ci
essere un masso inamovibile. Se esiste un masso dibattito, cinque classi risultino ancora troppe per poterla collocare al
può essere un essere onnipotente.) volo, si può agevolmente inquadrarla in una o l'altra di sole tre cate—

Tutto nell’universo & mortale. Dio non mortale. Quindi... gorie. Tutti i sistematizzatori, anche i pensatori, sono innamorati
del
&

Quindi se e vera la prima è falsa la seconda e viceversa. numero tre.


(Anche in questo caso si pongono come premesse
del ragionamento Poiché le fonti della persuasione sono tre, tre saranno anche le fonti
due affermazioni che non possono essere insieme vere.) della fallacia: logos, ethos e pathos. Naturalmente la maggior parte sa—
131
150
individuazione dell‘argomento inaccettabile. Esercizi
Avere ragione
Alla nascita siamo tutti bambini.
ranno vizi relazionati al logos, e quindi un bel «il tuo discorso manca
di logica» può essere una facile replica. Se invece abbiamo a che fare La vita non sarà un gioco insensato?
con un argomento ad bominem, un tentativo di avvelenare
la sor-
Una volta capito quanto sia facile costruire frasi del genere, sarà meno
gente () un argomento di autorità, una replica generica, ma adeguata, facile farsi irretire dal loro pseudo spessore.
sarà: «Qui l’ethos non c’entra, ci vuole logica». Infine «L’emotività non Non tutti gli argomenti fallaci sono da rifiutare () inutilizzabili. L‘ispido
è buona consigliera» può essere una replica minimale, ma sufficiente, pungitopo può essere decorativo e benaugurante e, viceversa, gra-
il
se qualcuno mette in campo timori, sentimenti di pietà, pregiudizi
()
zioso bucaneve è persino dannoso e da estirpare in un terreno agri—

presunta saggezza popolare. colo coltivato. Cosi certi argomenti sono fallaci (papaveri infestanti) se
Infatti, un altro modo rapido e funzionale di replicare è attingere ai usati in un contesto dimostrativo, esornativi (papaveri ornamentali)
proverbi. I proverbi possiedono una consistente forza argomentativa. nel quadro di un discorso argomentativo.
L’interlocutore ha avanzato una plateale generalizzazione indebita? L‘argomentazione retorica e infatti, diversamente dalla dimostrazione
In—

di sag—
vece di rinfacciarglielo in termini “tecnici”, si peschi tra le perle logica, 1) un discorso dotato di contenuti (non uno scheletro); 2)
si—

gezza popolare qualche motto condiviso e indiscusso, quale «una tuato (in contesto); 3) rivolto a un uditorio; 4) basato su buone ra—
rondine non fa primavera». Oppure un cautelativo «non e tutto oro gioni; 5) non totalmente esplicitato. L’argomentazione ci fa pensare
quel che luccica». La saggezza popolare espressa dai proverbi e pre— in termini congiuntivi di e questo e quello. Certo bisognerà poi valu-
ziosa in sede di replica soprattutto perché non c’è uno che non sia tare e scegliere, cioè trasformare questa giustapposizione in un mo-
contraddetto da un altro e pertanto se mi si dice che «chi fa da sé fa dulo disgiuntivo: o questo 0 quella, cosa che dovrebbe aiutare a fare
per tre» posso chiudere in pareggio ribattendo che
«l’unione fa la un buon dibattito.
forza». Sarà vero che «sotto la paglia maturano le nespole», ma e al— Un buon dibattito in fondo è fatto di efficacia unita a inattaccabilità,
trettanto sicuro che «passato il santo, passato il miracolo». Aveva ra— di ispirazione retorica e irreprensibilità logica. Un buon dibattito, come
gione Protagora: su ogni cosa ci sono due punti di vista opposti.
Il abbiamo cercato di mostrare, è fatto di genio e regolatezza. Serve la
pressante «chi ha tempo non aspetti tempo» compensato
(: dal tran— copiosità della mano aperta e la stringatezza del pugno serrato.
«la verità trionfa
quillizzante «non e mai troppo tardi». Al confortante
sempre» si oppone l‘inquietante «calunnia, calunnia qualcosa
resterà».
subito contrario, che quasi El &
Se uno cita un proverbio, si spari il suo
la funzione del proverbio è principalmente con—
sempre esiste, perché
solatoria. Eventualmente si può creare al momento un proverbio, com-
binando l‘efficacia della saggezza con lo strepitoso potere dello
humour.
Di uno che si trincera dietro una cortina fumogena fatta di paroloni,
espressioni gergali e finta profondità di pensiero, si può dire, come
disse un umorista di un politico—pensatore un po’ criptico: «Da filosofo
deve avere deciso che non basta studiare l‘Enigma. Bisogna incarnarlo».
Perché usare parole che suonano comuni e dotate di significato,
quando esistono paroloni che non significano nulla ma suonano ec—
cezionalmente bene? Perché conferiscono un’aura da esperto e con—
fondono l’interlocutore. Lo stesso effetto si ottiene con il ricorso a frasi
SI 5
Zenone, filosofo stoico (ca. 556—265 a.C.), rappresentava la retorica,
d’impatto, come apparenti paradossi intriganti, vuote domande reto— caratterizzata da ampiezza e dilatazione, con l‘immagine di una mano
riche, asserzioni banali enunciate con sussiego. aperta a dita distese e la logica, a indicarne la concisione
e la condensazione, con il pugno serrato.
La conoscenza non è altro che un‘altra forma di ignoranza.
152
"Il fare un dibattito 6 men che niente se il dibattito fatto non rifà la gente" …

Adelino Cattani insegna Teoria dell’argomentazione all’Università di


Padova. Ha ideato e conduce dal 2006 una Palestra di Botta e Risposta in
forma di tornei regionali e nazionali di dibattito argomentato e regolamentato
ed è presidente dellîAssociazione per una Cultura e la Promozione del
Dibattito (ACPD). E autore di monografie, tradotte anche in lingua spagnola
e cinese, e di saggi su pragmatica del linguaggio, rapporto logica e retorica,
fallacie, versatilità linguistica, regole e mosse del “botta e risposta”.

Difendere le nostre idee è un diritto e un dovere, specialmente di fronte a Chi ci



'

contesta. Ma‘e possibile dissentire senza litigare? E soprattutto: si può insegnare


e imparare a discutere? Questo libro sostiene di si, offrendo illustrazioni di

argomentazioni logicamente convincenti e persuasivam'ente efficaci ed esempi


di come non si discute.; ‘ ‘

Nonostante il dibattito abbia uri peso considerevole nella vita di ognuno


(specialmente' m ‘un periodo storico come il nostro, sempre più plùrahstmo e
controversiale), nessuno ce ne ha mai insegnato le regole, né tantomeno le
tecniche. Eppure queste esistono, ed‘e solo conoscendole che potremo imparare
a replicarein maniera logica, argomentata ed eflic‘ace. E con il giusto rispetto ; \

nei confronti dell’ altro.


Questo libroe destinato a chiunque Voglia (o debba) difendere le proprie idee111


.
_


modo polemicamente cooperativo e creativamente disciplinato; a chi vuole


" ‘
.

esercitarsi nel gioco dialettico; agli studenti che devono affrontare il “tema

(
argomentativo” e anche aChi intende allenarsi perle Olimpiadi scolastiche di
debate. L’obiettivo‘e recuperare il metodo e lo spirito del dibattito argomentato e
regolamentato, oltre che, naturalmente, il piacere vero e proprio di discutere.

N978-88-75257-434
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8875 2743
,

euro 16,00 ‘
.