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Alexander Selkirk

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Nota disambigua.svg Disambiguazione – Se stai cercando informazioni sull'omonima
isola, vedi Alexander Selkirk (isola).

Coperto da una pelle di capra, Selkirk attende il salvataggio; scultura in


bronzo di Thomas Stuart Burnett (1885)
Alexander Selkirk, nato Alexander Selcraig (Lower Largo, 1676 – Oceano
Atlantico, 13 dicembre 1721), è stato un corsaro britannico.

Sottufficiale della Royal Navy, visse da naufrago per quattro anni e quattro
mesi, dall'ottobre 1704 al 2 febbraio 1709, dopo essere stato abbandonato dal
suo capitano nei mari del sud dell'oceano Pacifico su un'isola deserta facente
parte dell'arcipelago Juan Fernández. Sopravvissuto a questa prova, si arrese a
una malattia tropicale una decina di anni più tardi, mentre serviva a bordo
della HMS Weymouth, al largo dell'Africa occidentale.

Selkirk era un giovane indisciplinato e si unì ai bucanieri che incrociavano


verso il Pacifico del Sud durante la guerra di successione spagnola. Una di
queste spedizioni era imbarcata sulla Cinque Ports, una delle navi corsare agli
ordini di William Dampier. Quando la nave approdò per approvvigionamenti presso
le isole Juan Fernández, Selkirk giudicò correttamente che l'imbarcazione fosse
ormai inadeguata al servizio e chiese di essere lasciato nell'arcipelago.

Quando fu finalmente salvato dal pirata inglese Woodes Rogers, Selkirk era ormai
diventato esperto nella caccia e nell'uso delle scarse risorse che aveva trovato
sull'isola. Dopo il suo ritorno in Inghilterra, la storia della sua
sopravvivenza fu ampiamente pubblicizzata, ed è probabile che la sua figura
abbia fornito l'ispirazione per il personaggio immaginario Robinson Crusoe di
Daniel Defoe.

Indice
1 La giovinezza e la carriera nella pirateria
2 L'abbandono sull'isola deserta
2.1 La sopravvivenza
2.2 Il salvataggio e il ritorno in patria
3 Ultimi anni ed eredità
4 Nella cultura di massa
4.1 Altre opere letterarie
4.2 Nel cinema
5 Commemorazioni
5.1 Ritrovamenti archeologici
6 Note
6.1 Annotazioni
6.2 Fonti
7 Bibliografia
8 Altri progetti
9 Collegamenti esterni
La giovinezza e la carriera nella pirateria
Nato nel 1676 da un calzolaio e conciatore di pelli di Lower Largo, nella
regione di Fife, in Scozia[1], Selkirk dimostrò fin da giovane un carattere
litigioso e indisciplinato. Nel mese di agosto 1693 fu convocato una prima volta
dal locale consiglio ecclesiastico dei presbiteri anziani per il suo "indecente
comportamento in chiesa", ma fu giudicato "non sembrare adatto a essere mandato
per mare"[2]. Ritornato a Largo nel 1701, tornò nuovamente all'attenzione delle
autorità della chiesa per aver picchiato i suoi fratelli[3].

Molto presto si imbarcò come corsaro nelle spedizioni verso i Mari del Sud[4] e
nel 1703 prese parte alla spedizione del famoso corsaro ed esploratore William
Dampier, che salpò da Kinsale in Irlanda l'11 settembre[5]. Dampier era capitano
del galeone St. George, mentre Selkirk era imbarcato sul Cinque Ports, agli
ordini del capitano Thomas Stradling. Da quel momento si pensa che Selkirk abbia
iniziato ad acquisire una notevole esperienza in mare[6]. Le navi avevano a
bordo lettere di corsa del Lord Grand'ammiraglio che autorizzavano le loro navi
mercantili armate ad attaccare i nemici della Gran Bretagna nella guerra di
successione in quel momento in corso contro la Spagna[7].

Nel febbraio del 1704, dopo un tempestoso doppiaggio di Capo Horn, i corsari
combatterono una lunga battaglia contro il St Joseph, un vascello francese ben
armato, solo per lasciarselo sfuggire e permettergli di avvertire i suoi alleati
spagnoli del loro arrivo nel Pacifico[8]. Anche un raid sulla città mineraria
d'oro panamense di Santa María non riuscì, perché la loro forza da sbarco cadde
vittima di un'imboscata[9]. La facile cattura della Asunción, una nave
mercantile pesantemente stipata, rinfrancò le speranze di saccheggio
dell'equipaggio, e Selkirk fu incaricato di spartire il bottino e di gestire il
diritto di preda sul vascello catturato. Dampier si impadronì delle necessarie
provviste di vino, brandy, zucchero e di farina; poi improvvisamente lasciò la
nave libera, sostenendo che il guadagno non valeva lo sforzo di trattenerla. Nel
maggio del 1704 Stradling decise di abbandonare Dampier e di veleggiare da
solo[10].

L'abbandono sull'isola deserta

Mappa dell'arcipelago Juan Fernández, dove Selkirk visse come naufrago


Nell'ottobre seguente, dopo che le due navi si erano separate per il diverbio
fra Stradling e Dampier[11], il Cinque Ports fece una sosta sull'isola di Más a
Tierra, nell'arcipelago disabitato di Juan Fernández, 670 km al largo delle
coste cilene, per fare scorta di viveri e acqua[12]. A quel punto Selkirk
manifestò al capitano le sue preoccupazioni circa le capacità di navigazione del
galeone e probabilmente avrebbe voluto fare le riparazioni necessarie prima di
riprendere il mare, spingendosi a dichiarare che avrebbe preferito rimanere a
Juan Fernández piuttosto che continuare a navigare su una nave pericolosa e che
imbarcava acqua[13]. Selkirk provò anche a convincere alcuni compagni a
disertare con lui e a restare sull'isola, confidando nell'imminente arrivo di
un'altra nave. Nessuno però fu d'accordo e Stradling, stanco dei continui
problemi che causava e ben lieto di liberarsi di un piantagrane, prese Selkirk
alla lettera e lo sbarcò sull'isola con un moschetto, della polvere da sparo,
un'accetta e alcuni strumenti da falegname, un coltello, un piatto da cucina,
una Bibbia, un materasso e alcuni vestiti[14]. Selkirk quasi immediatamente
ritornò sulla sua posizione, ma non venne ascoltato e il Cinque Ports salpò,
lasciandolo solo sull'isola di Más a Tierra. Vi sarebbe rimasto per quattro anni
e quattro mesi.

Il Cinque Ports, come paventato da Selkirk, fece poi effettivamente naufragio,


affondando al largo dell'odierna Colombia. Stradling e alcuni uomini del suo
equipaggio sopravvissero alla perdita della nave, ma furono costretti a
consegnarsi agli spagnoli. I sopravvissuti furono deportati a Lima, in Perù,
dove subirono una dura prigionia[15].

La sopravvivenza

Selkirk legge la sua Bibbia in una delle due capanne costruite su una montagna
Selkirk rimase inizialmente sul litorale dell'isola, per paura dei suoni
provenienti dall'entroterra, che pensava fossero emessi da bestie feroci. In
questo primo periodo si riparò in una piccola caverna, cibandosi di aragoste e
molluschi e scrutando ogni giorno l'orizzonte nella speranza di avvistare una
nave che potesse soccorrerlo. Soffrì di profonda solitudine, depressione e
rimorso per il suo comportamento. Alla fine fu spinto a rifugiarsi all'interno
dall'arrivo sulla spiaggia di una colonia di rumorosi elefanti marini, spintisi
sull'isola per la stagione dell'accoppiamento[16].

Qui la sua vita migliorò radicalmente, perché riuscì a procacciarsi una grande
varietà di nuovi cibi: carne e latte dalle capre selvatiche introdotte da
navigatori precedenti, e inoltre rape, cavoli e pepe selvatici, che gli
offrirono una dieta meno monotona e più speziata. I ratti, anch'essi
probabilmente sbarcati con precedenti navigatori, furono all'inizio un problema
perché mordevano Selkirk durante la notte e non gli permettevano di dormire.
Tuttavia Selkirk riuscì a semi-addomesticare dei gatti selvatici che posero fine
a questa difficile situazione[17].

Selkirk fece un uso straordinario dell'equipaggiamento che aveva preso dalla


nave e di quello che riuscì a realizzare con i materiali trovati sull'isola.
Forgiò un nuovo coltello ricavandolo dai cerchi di alcuni barili lasciati sulla
spiaggia da navi approdate precedentemente[18], ricavò due capanne dagli alberi
di pepe e impiegò il moschetto e il coltello per cacciare e tosare le pecore e
ripulire le loro carcasse. Tuttavia, una volta terminata la polvere da sparo, fu
costretto a inseguire le sue prede a piedi. Fu in una di queste occasioni che
precipitò da un dirupo, ferendosi gravemente e perdendo conoscenza per circa 24
ore. Fortunatamente la preda attutì la sua caduta, risparmiandogli probabilmente
la rottura della schiena[14].

Quando i vestiti di Selkirk si logorarono definitivamente, n