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LA STRUTTURAZIONE DELLE CATEGORIE DI SPAZIO E TEMPO NEL PROCESSO DI

COSTRUZIONE DEL GIUOCO DI SQUADRA

La didattica operativa rappresenta una modalità di conduzione del processo di insegnamento-


apprendimento ispirata al concetto di apprendimento situato, distribuito e collaborativo e finalizzata
alla costruzione dello snodo conoscenze-competenze Nella sua realizzazione autentica questo
approccio metodologico si caratterizza in termini di flessibilità intervenendo su due piani :
• a livello dei singoli principi tenta di superare le rigide ripartizioni indotte da una didattica
tradizionale, scandita per singole unità disposte secondo percorsi lineari ;
• a livello situazionale ambisce ad impostare un “dialogo interattivo” come in realtà richiede
la natura integrata e fluida della gara .

Le esigenze da rispettare

1. “tematizzare” convenientemente il sapere da insegnare, il che vuol dire non solo scegliere la
conoscenza da impartire e da far imparare, ma anche delimitarla in modo né frammentario né troppo
ampio e confuso;
2. suddividere la conoscenza in porzioni (o blocchi testuali) che corrispondono a
sottotematizzazioni ciascuna delle quali prepara e fonda le condizioni di comprensione e
apprendimento delle porzioni seguenti. Per questa loro idoneità a promuovere risultati conoscitivi
già sufficientemente significativi, le porzioni di conoscenza insieme con le operazioni di
apprendimento possono essere pensate come moduli, componibili in diversi modi.

I moduli non sono considerati come contenuti da aggiungere, essi si mescolano tra di loro
costituendo delle unità multiple realizzando il principio della: Unità nella Molteplicità.
Questa metodologia fa riferimento alle nuove scoperte delle neuroscienze che hanno arrecato un
notevole contributo circa il funzionamento della mente nei suoi processi cognitivi di
apprendimento, memorizzazione ed elaborazione dei concetti.
Con questa metodologia si fa compiere un notevole passo in avanti al concetto di apprendimento,
inteso non più come capacità meccanica di assimilazione, memorizzazione e ripetizione ma come
un processo personale di costruzione delle conoscenze, che si sviluppa attraverso quattro tappe:
- percezione: fase della decodificazione dei concetti ;
- elaborazione: fase della discriminazione (individuazione delle caratteristiche)classificazione,
( estrapolazione di alcune caratteristiche ) aggregazione ( unione delle caratteristiche con
quelle già archiviate ), generalizzazione ( trasferibilità );
- inferenza: fase della previsione;
- decisione: attuazione, fare comprendere agli altri la scelta compiuta.

Considerato che i principi di gioco non sono compartimenti stagni, ma relazionati tra di loro in
maniera dinamica, gli apprendimenti vanno promossi in maniera tale da trasferirli ai diversi
contesti.
Quindi situazioni reali con un approccio olistico, sistemico, attraverso la pedagogia dell’indagine
per educare la creatività del calciatore a trovare risposte adattandosi al variare delle situazioni
particolari.

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Proposte metodologiche

- significatività: collegamento con le conoscenze pregresse e con quelle future;


- motivazione: attribuire un senso concreto;
- direzione: descriverne le finalità;
- continuità: ritornare più volte sul concetto con modalità e forme sempre nuove;
- integrazione: parte di un progetto generale;
- stabilizzazione: guida e sostegno del ricordo;
- trasferibilità: applicazione a situazioni nuove.

Matrice culturale di riferimento

• carattere attivo del sapere, il calciatore elabora e non subisce quando è chiamato a
cimentarsi con situazioni problematiche da protagonista;
• carattere partecipativo della creazione, il calciatore risponde in modo non stereoripato
quando è in una situazione di autoapprendimento;
• carattere investigativo della creazione dei saperi, il calciatore matura nuovi saperi e non
riproduce saperi in forma ripetitiva quando è posto di fronte a questioni da risolvere;
• carattere rappresentativo della realtà nella creazione dei saperi, il calciatore perviene e
saperi inediti quando lavora attorno alla sua (individuale e/o di gruppo) rappresentazione
della realtà e non con saperi da essa disgiunti;
• carattere trasformativo della creazione dei saperi, il calciatore che modifica
arricchendola la sua rappresentazione della realtà personale e quella del gruppo in cui opera,
anziché chiudersi nella sua semplice conservazione.

Utilità delle Categorie

• Strutturano il sistema di rappresentazione


Costruzione di insiemi più o meno ampi di elementi sulla base di criteri generali.
Si possiede una categoria, quando s è in grado di riconoscere in una cosa la presenza degli attributi
che definiscono la classe di quella categoria.
Le categorie servono per facilitare il recupero delle informazione che si conoscono dalla memoria,
perché con esse le cose hanno un preciso scopo ed un ordine, ma servono anche a prepararci ai
futuri incontri con la realtà, nel senso che le cose in cui ci imbatteremo risulteranno non nuove se
potremo includerle in categorie che già possediamo e questo ci metterà nella condizione di
governare anche le situazioni non previste.

La struttura gerarchica delle categorie

Le categorie di spazio e tempo sono analizzate utilizzando due dimensioni: verticale e orizzontale
• Nella dimensione verticale le categorie vengono strutturate su base gerarchica partendo da quelle
più semplici fino alle più complesse in funzione della promozione delle capacità di gestire anche le
situazioni impreviste.
Per esemplificare: impariamo a nuotare per affrontare il mare calmo ed agitato, oppure o correre in
pista o su un terreno accidentato e questo avviene perché cosi operando educheremo le capacità sia
di intuizione che di memoria che ci consentiranno di scegliere , organizzare ed adottare le strategie
più idonee alle varie e diverse richieste ambientali.

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A questo proposito è utile fare un passo indietro allorquando abbiamo affermato che la metodologia
operativa ci convince perché capace di superare tutte le diatribe tra le varie scuole di pensiero che si
richiamano al cognitivismo.
Infatti essa coniuga, perché riconosce sia la funzione della esperienza che dell’intuizione, l’opera
sia del Piaget che della Gestalt che avevano determinato nel campo dell’educazione motoria e
sportiva la nascita di quel dualismo metodologico: da una parte i fautori del metodo analitico, e
dall’altra i sostenitori del metodo globale.
Noi riteniamo invece che tutti i metodi sono importanti e che compito dell’allenatore è quello di
scegliere di volta in volta quello più idoneo quando in certi casi addirittura diviene necessario usarli
contemporaneamente.
• Proprietà psicologiche importanti nella struttura gerarchica delle categorie:
- Le relazioni tra gli elementi diventano sempre più efficaci quando si sale nei livelli della
gerarchia
- I vari livelli hanno un diverso peso dal punto di vista tecnico tattico.
- Ci sono dei meccanismi che permettono di mettere in relazione i vari livelli.

Salienza cognitiva dei livelli

• Tra i livelli gerarchicamente ordinati, uno è privilegiato dal punto di vista cognitivo: il livello di
base
• Il livello di base fornisce l’accesso a tutti quelli successivi. E’ quello che in cui in avviene
l’identificazione attraverso l’interazione tra conoscenze esistenti e informazione percettiva.
Quali sono i meccanismi alla base dei legami tra i concetti e dell’interconnessione tra i diversi
livelli?
Principio della diffusione dell’attivazione: quando un nodo concettuale viene attivato, l’attivazione
si propaga agli altri nodi in funzione del tempo e della vicinanza (e della forza dei legami
associativi).
L’attivazione decade nel corso del tempo e quindi attiva soprattutto i nodi concettuali vicini.
I nodi più vicini (e quelli maggiormente associati) al nodo da cui è partita l’attivazione riceveranno
maggiore attivazione.
I nodi più attivi sono anche quelli più facilmente recuperabili.
Come abbiamo detto in precedenza e come dati sperimentali hanno confermato il cervello è
organizzato per moduli. Ciascun modulo è costituito da uno specifico circuito che si occupa di un
aspetto parziale della conoscenza.
Gli innumerevoli circuiti modulari di cui si serve la mente per le sue funzioni cognitivi sono anche
organizzati per livelli.
Alcuni moduli agiscono a livelli superiori rispetto ad altri.
Per quanto riguarda un singolo oggetto, il livello più basso riguarda la percezione/anticipazione
generale, il livello più alto riguarda la percezione/anticipazione particolare.
Questo circuito ci consente di richiamare alla mente azioni ed eventi già percepiti o di immaginarne
nuovi. Esso si “esercita” a questa funzione durante la percezione anche se, ovviamente, può agire in
modo autonomo.
Le scene e gli eventi si susseguono temporalmente sulla base dell’esperienza pregressa.
Tanto nell’atto percettivo, quanto in quello rappresentativo, in questo circuito, l’ipotesi modale
( tempo ) precede quella spaziale

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Le 7 categorie di spazio e tempo

Spazio e tempo
di situazione
imprevista

Spazio e tempo
Spazio e tempo di sistema
di reparto

Spazio e Tempo
di base

Spazio e tempo Spazio e tempo


di catena di gara

Spazio e Tempo
di
ruolo

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Categorie di spazio e tempo di base e di ruolo

VALUTAZIONI SPAZIO-TEMPORALI CONTINGENTI A QUELL’ATTIMO


ED IN QUELLA MOMENTANEA SITUAZIONE PER RUBARE SPAZIO E TEMPO
ALL’AVVERSARIO

Dov’è la palla? Come è? Come sta arrivando? Dove sono io ? Come sono disposto con il corpo?
Le percezioni variano da momento a momento, queste possono essere alterate dal cambiamento
della traiettoria della palla per una deviazione, o che rimbalzi in modo inatteso, e devono tener
conto di:

- IN QUALE ZONA DI CAMPO CI TROVIAMO


- DOVE SI TROVANO GLI AVVERSARI
- COSA FANNO
- DOVE STANNO I MIEI COMPAGNI
- SIAMO O NO IN SUPERIORITA’ NUMERICA

La reale e momentanea posizione di vantaggio di una squadra sull’altra è determinata dal giocatore
che in situazione è capace di guadagnare tempo e spazio sul diretto contendente

Dove muoversi

Zona luce: spazio dove il possessore è in grado di vedere nel tempo di cui dispone per la giocata e
contemporaneamente dove può trasmettere il passaggio

La sua ampiezza è determinata dalla vicinanza dell’avversario rispetto al possessore

Gli spazi vengono creati dai movimenti consapevoli di più uomini

Questi movimenti vanno coordinati attraverso una sequenza organizzata

L’uomo più vicino alla palla compie il primo movimento, gli altri adeguano i comportamenti in
successione facendo in modo da offrire al possessore più soluzioni angolari

Egli determina la catena dei movimenti successivi, chi è più distante si muove di conseguenza

Il primo uomo è un concetto dinamico

Colui che si muove nel tempo successivo, deve saper valutare sia lo spazio utile e raggiungibile del
possessore, sia lo spazio occupato dal compagno che si è già mosso, cioè deve anch’egli porsi in
zona luce

L’interpretazione e la lettura univoca delle situazioni rappresenta il linguaggio comune da


trasmettere alla squadra

Ciò perché l’ambiente variabile e difficilmente prevedibile nelle attività sportive aperte condiziona
il gesto tecnico che deve essere costantemente modificato ed adattato per conformarsi alle richieste
della situazione.

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Le fonti di maggiore variabilità derivano dall’avversario, che con le sue iniziative, ad esempio
manifestando false intenzioni, può condizionare l’andamento dell’azione.
Nel calcio continuamente si deve associare all’elaborazione automatica anche un’elaborazione di
tipo controllato.
Quest’ultima può realizzarsi soltanto attraverso un controllo cosciente che è necessariamente più
lento e dispendioso ma che offre la possibilità di porre delle modifiche all’azione e durante il suo
stesso svolgimento in relazione alle variabili delle situazione ed in base alle ipotesi previsionali dei
soggetti coinvolte nell’azione stessa.
Quindi le azioni tattiche rappresentano un agire interattivo e comportamentale dei contendenti
mirato ad influenzarsi reciprocamente, con lo scopo di creare delle difficoltà all’avversario
concedendogli un tempo d’azione il più possibile ridotto e restringendo il suo spazio di manovra.
Quanto più un giocatore riesce ad acquisire dei vantaggi temporali e spaziali all’avversario tanto più
riesce a gestire efficacemente la situazione di gioco e ad avere l’iniziativa nei suoi confronti
Questi concetti sono validi anche per i difensori che non vanno considerati come soggetti passivi in
grado di adattarsi semplicemente alle situazioni determinate dagli attaccanti, ma come elementi
attivi: che provocano le azioni piuttosto che subirle.
L’atteggiamento tattico è chiaramente comune ad entrambi i contendenti; durante una competizione
tutti i giocatori adottano comportamenti tattici, sia che si trovino in situazione di attacco che di
difesa

L’imprevedibilità del gioco del calcio è legata alla presenza della palla, che rotola, rimbalza e vola
con velocità e traiettorie che cambiano, fornendo incertezza allo sviluppo delle azioni.
Nella dinamica dell’incontro di calcio, i giocatori devono percepire e valutare le traiettorie del
pallone per ricevere un cross e calciare in porta, per calciare al volo, per colpire di testa, per
intercettare un passaggio dell’avversario, per parare.
Inserendo delle esercitazioni specifiche, si migliorano la conoscenza e la padronanza del proprio
corpo, attraverso il suo contatto continuo con la palla ed il terreno.
Le esercitazioni con la palla aiutano i bambini a conoscere e valutare le traiettorie descritte dal
pallone.
La capacità di anticipazione motoria è richiesta ai giocatori, come dote che consente loro di valutare
in anticipo la traiettoria della palla ed il suo impatto con il corpo.

È la capacità di determinare e variare la posizione ed i movimenti differenti del corpo nello spazio e
nel tempo, in relazione a punti di riferimento definiti e noti.
Il giocatore di calcio gioca la partita spostandosi con o senza palla, in relazione ai punti di
riferimento fissi (limiti del campo), parziali (aree ristrette d’azione) ed in funzione dei punti di
orientamento mobili (palla, compagni, avversari). Il giocatore è costretto a percepire i propri
movimenti in riferimento a variabili che caratterizzano i contesti di gioco differenti. Questa capacità
nel calcio si può chiamare anche “senso della posizione” che permette di giocare molti palloni,
grazie alla capacità di trovarsi al posto giusto nel momento giusto.
È una delle abilità che permette di individuare potenziali giocatori di talento. Permette agli
attaccanti di individuare gli spazi liberi per smarcarsi e ricevere la palla e capire quando può tirare
in porta. In fase difensiva è utile per il meccanismo dei movimenti dei difensori.
Per migliorare questa capacità è necessario esercitarsi:
- in spazi e con porte di dimensioni variabili;
- variando le regole: giocare con due palloni, con più porte, con aree dietro le porte, …;
- giocando in superiorità – inferiorità numerica.

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Percezione e gestione dello spazio:

è estremamente importante nei giochi d’invasione quale è il calcio poiché consentono al giocatore
nelle fasi di gioco di intervenire sullo spazio dell’avversario.
Lo spazio viene classificato, secondo Ceciliani, in cinque categorie fondamentali:
- spazio tecnico, distanza minima tra difensore ed attaccante;
- spazio tattico, è quello che si crea nella difesa a seguito dei movimenti organizzati degli
attaccanti;
- spazio proiettivo, è quello che il calciatore prevede di utilizzare;
- spazio dinamico, spazio che si restringe e si allarga a seconda delle circostanze;
- spazio topologico, spazio che l’avversario delimita con il suo corpo.
Per quanto mi riguarda, ed in ossequio al principio metodologico di rendere le esercitazioni fedeli
alle reali situazioni, ritengo che le esercitazioni debbano essere svolte sempre in uno spazio
rettangolare perché così si consolidano e si affinano i parametri spazio-temporali dell’ambiente di
gara.

Orientamento nello spazio

- orientarsi significa collocare se stesso o un oggetto in un ambiente ben determinato in modo


volontario e consapevole;
- sapersi rappresentare mentalmente l’ambiente circostante in relazione al proprio corpo;
- saper rappresentare mentalmente la propria posizione all’interno di uno spazio ben determinato.

Spunti metodologico didattici … si può lavorare:


- differenziando, in movimenti globali e segmentari direzione e fronte;
- variando, negli spostamenti nello spazio, direzione e fronte;
- contrastare posizioni e direzioni proprie con quelle di attrezzi portati e/o lanciati;
- contendere posizioni e direzioni proprie con quelle del compagno e/o del gruppo;
- verbalizzare le diverse situazioni messe in atto e/o viceversa;
- riportare graficamente le situazioni motorie messe in atto.

Percezione e gestione del tempo:

l’adeguatezza delle risposte motorie e tecniche dipendono dalla capacità di controllare e organizzare
i movimenti attraverso la regolazione dei parametri temporali: velocità, ritmo esecutivo, ampiezza
dei gesti, impulsi di forza. Le variazioni poi delle situazioni prodotte dalle azioni degli avversari e
dei compagni di squadra possono richiedere degli aggiustamenti temporali dei movimenti attraverso
l’anticipo o il posticipo delle risposte, l’accelerazione o il rallentamento dei gesti, la modificazione
del ritmo esecutivo. Il calciatore poi può anche modificare le caratteristiche temporali di un gesto
tecnico indipendentemente dalle iniziative degli altri giocatori, come nel caso delle finte per
sfruttare momentaneamente il vantaggio temporale che si viene a creare.
Siccome l’essenza del gioco del calcio è rappresentata dalla continua ricerca di soluzioni ai
problemi che si presentano durante le azioni di gioco e di cui non è possibile prevederne la
successione, la complessità e neppure la frequenza con la quale si manifestano diviene necessario
l’efficienza delle capacità di percezione, analisi, elaborazione e selezione delle risposte per
strutturare un adeguato piano d’azione.
Queste vengono fortemente sollecitate in situazioni dinamiche, di gioco,collettive e con
caratteristiche simili a quelle reali di competizione.
L’intervento educativo deve essere pertanto diversificato e la complessità delle proposte operative
deve tener conto delle caratteristiche dei soggetti a cui sono indirizzate a seconda che si tratti di
bambini, adolescenti, principianti o atleti esperti.

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Siccome il cuore della proposta è l’educazione e l’affinamento delle categorie di tempo e spazio
ho avvertito la necessità di designare con relativa simbologia la ricezione, la guida della palla e il
controllo orientato che sono le azioni che concorrono a dare “i tempi di gioco “:
- ricezione: una linea continua sottolineata senza indicatore di direzione;
- guida della palla: una linea curvilinea più ampia del simbolo del dribbling;
- controllo orientato: un arco di cerchio con indicatore.
Per un approfondimento e sviluppo si rimanda a successivi articoli.

Differenziazione spazio temporale

é la capacità che permette di organizzare il movimento:


- nello spazio;
- nel tempo.
E di differenziarlo su variabili:
- spaziali;
- temporali;
- spazio-temporali.

Spunti metodologico didattici … si può lavorare


- variando velocità e ritmo esecutivi;
- modificando velocità e ritmo su distanze pre-definite e/o variabili;
- cambiando e/o adeguando la propria velocità e ritmi esecutivi a velocità e ritmi altrui o di attrezzi;
- lavorando sui parametri spaziali topologici e/o euclidei larghezza-altezza- profondità (salti, lanci,
parabole) sul posto e/o in movimento;
- agendo su parametri temporali variabili nel ritmo, durata, ordine, sequenza, ecc.
- effettuando dei mixage delle ultime due situazioni.

Ritmizzazione

é direttamente correlata e dipendente dalla capacità di differenziazione spazio-temporale …


è una sua specificazione se il ritmo si può definire come l’elemento “organizzatore” del tempo e
dello spazio … la ritmizzazione è la capacità motoria di saper “organizzare” il movimento nel
tempo e nello spazio determinandone la successione, la sequenzialità, la periodicità, l’ordine, le
pause, la velocità, la durata.

Spunti metodologico didattici … si può lavorare:


- valorizzando nel movimento e/o in sequenze motorie i ritmi esecutivi personali attraverso la
rilevazione e la presa di coscienza;
- ricercando gli aspetti di ritmicità nei movimenti usuali,ed in quelli tecnico-sportivi che prevedono
ritmi costanti, variazioni di ritmo, accelerazioni, progressivi di velocità, decelerazioni, ecc.);
- variando i ritmi esecutivi con stimoli esterni di natura temporale (suoni) e/o spaziali (segnali);
- con l’utilizzo di ritmi musicali e tutte le forme di attività motorie che si svolgono con la musica.

Modulazione tattica con l’utilizzo di variabili numeriche,spaziali e procedurali


• Superiorità ed inferiorità numerica;
• Opposizione passiva,semiattiva, attiva;
• Delimitazione dello spazio;
• Limitazione dei tocchi;
• Tema tattico particolare.

Raffaele Di Pasquale

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