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Salve a tutti.

Per una ricerca scolastica mi servirebbero alcune risposte sulle seguenti


domande sulla rivoluzione industriale:
- Dove e quando nasce la Rivoluzione Industriale?
- Che cosa è la Rivoluzione Industriale?
- Quali cambiamenti nei modi di vita dell'uomo ha prodotto la Rivoluzione Industriale?
- Quali sono state le prime macchine costruite dall'uomo in questo periodo?
- Perché la Rivoluzione Industriale nasce proprio in Inghilterra?
- Quali erano le condizioni di lavoro degli operai?
- Come nasce il Capitalismo e il Comunismo (Marxismo)

1.2 ) La riv ind naque in Inghilterra alla fine del '600 e inizi 700
la rivoluzione industriale è un processo mediante il quale si migliorò la qualità della merce
mediante nuovi macchinari che riducevano la pesantezza del lavoro e quindi si era più
veloci e di conseguenza venivano creati più merci.... insomma si migliorò la produttività e il
guadagno...

L'epoca di questo cambiamento iniziò verso il 1780 e si concluse con i primi decenni (e
secondo alcuni i primi anni) dell'Ottocento. La regione in cui avvenne fu l'Inghilterra.
Dall'Inghilterra questa grande trasformazione si propagò a tutte le economie del
continente: al Belgio, alla Francia, alla Germania, all'Italia, alla Russia. In questi paesi
d'industrializzazione più tarda la rivoluzione industriale non seguì le caratteristiche della
prima, quella inglese.

3) inanzitutto l'uomo non doveva più stressarsi come prima, sopratutto nel trasporto di
merci pesanti o aratura dei campi, di conseguenza il lavoro era meno duro... ma ciò
vale solo per una parte dei lavoratori.... infatti l'industrializzazione portò anche alla
morte e a molte malattie agli operai delle industrie e a coloro che lavoravano in
miniera, in quanto i minerali come carbone erano nocivi anche se non
combustionati.

L'aspetto distintivo di questa rivoluzione è costituito dal rapido aumento della capacità
produttiva grazie all'introduzione nei processi lavorativi di tecniche sempre più
perfezionate ed efficienti. Proprio in ciò sta la differenza fra la vita economica che
procedette la rivoluzione industriale e quella che la seguì. Questa discontinuità si rivelò
prima di tutto nel movimento demografico. Il numero degli esseri umani, era raddoppiato

Nella disponibilità di energia si ebbe il passaggio da un mondo a bassa intensità di energia


a uno ad alta intensità. Alla fine del Settecento cominciò, infatti, l'impiego su ampia scala
di combustibili fossili (non riproducibili); prima il carbon fossile e poi, nella seconda metà
dell'Ottocento, il petrolio. Anche nella produzione industriale tutte le serie note rivelarono
un forte balzo in avanti: da quelle del settore tessile a quelle della siderurgia. Proprio
quest'ultima acquistò una posizione centrale nella vita economica, come non era mai stato
prima. Lo stesso forte aumento si verificò negli scambi, sia in quelli con aree esterne che
in quelli all'interno delle economie che si venivano industrializzando. A tutto ciò si
accompagnarono anche modifiche nelle forme di organizzazione, soprattutto del settore
industriale.
4) In questo periodo si costruirono sopratutto telai, in quanto era molto importante la
lavorazione della stofa... si perfezionarono i canali per irrigare e talvolta si
costruirono degli aratri che facilitavano l'aratura...

Di particolare rilievo fu la diffusione della produzione accentrata: il lavoro di


fabbrica. Per quanto la produzione accentrata, di cui la fabbrica è un caso
particolare, esistesse già in precedenza, la sua diffusione si accrebbe. Le tecniche
nuove, infatti, per i loro costi elevati, non erano più alla portata di piccoli artigiani
indipendenti. Solo alcuni, gli imprenditori, furono in grado di sostenere quei costi. La
maggioranza fu solo capace di partecipare all'attività industriale con la propria
capacità lavorativa. Fra capitale e lavoro si verificò una separazione netta.

Nasce proprio in Inghilterra perchè economicamente era quella meno disagiata


politicamente ed economicamnete perchè non stava affrontando guerre; inoltre era anche
la più aperta alla cultura e alla tecnica in quanto la monarchia inglese non era oppressante
e non limitava troppo...

Gli operai erano stressati dai loro turni di lavoro, infatti lavoravano 14 ore al giorno
dall'alba al tramonto, gli restavano quindi solo dieci ore per uscire e tornare a casa propria,
vivere con la famiglia, mangiare e dormire. le condizioni dei bimbi erano pessime,
lavoravano 14 ore, lavoravano nei posti più stretti e innagibili, innoltre venivano ultra
sottopagati poiché privi di qualifiche e si sottomettevano facilmente al proprietario della
fabbrica.

hey ciau! spero di esserti stata d'aiuto!! anke xkè ho cerkato un'ora su google!!! Kmq
questo è il riassunto:
.

Quanto alle ragioni che concorsero a generare la rivoluzione industriale, non c'è dubbio
che il progresso tecnologico abbia svolto una funzione centrale. Esso contribuì più di altri
elementi a generare la discontinuità. Carbon fossile e macchine ne furono gli ingredienti di
base. D'altra parte, però, il progresso tecnologico non fu un fenomeno esogeno rispetto
all'economia: un fenomeno che si sviluppò, cioè, al di fuori della vita economica. Deve
essere spiegato col ricorso a tanti altri elementi in gioco. Certamente l'investimento del
capitale svolse una funzione di rilievo: fornì alimento ai processi innovativi in corso e
sostenne il progresso tecnologico. Ma anche il capitale, da solo, non sarebbe stato
sufficiente. È possibile che l'aumento demografico, già in corso da qualche decennio prima
della rivoluzione industriale, abbia stimolato la crescita della domanda di beni e l'offerta di
manodopera.

È consuetudine degli storici richiamare l'attenzione sui progressi nell'agricoltura inglese


( rivoluzione agraria), almeno a partire dalla seconda metà del Seicento. È evidente, infatti,
che uno spostamento dell'equilibrio della vita economica dal settore primario (l'agricoltura)
al settore secondario (l'industria) è solo possibile quando nei campi si produce tanto da
nutrire le famiglie che che lavorano la terra e anche quelle che non la lavorano. Queste
ultime diventano sempre più numerose quando l'industria si espande. La produttività delle
prime deve, perciò, aumentare. Infine la forte crescita del commercio estero inglese e
anche di quello interno fornirono alimento alla trasformazione complessiva.
Nessuno di questi elementi basta, però, da solo a spiegare un fenomeno così complesso
come quello della rivoluzione industriale. In sostanza essa fu l'effetto di una serie di
cambiamenti, o innovazioni convergenti, nell'agricoltura, nei commerci, nella popolazione,
nella tecnica. Tutti questi cambiamenti agirono cumulativamente in Inghilterra prima che
altrove. Sarebbe un errore, tuttavia, concentrare l'attenzione solo sul quadro inglese. In
realtà si trattò di un fuoco che dal luogo dove all'inizio era divampato si propagò
rapidamente a gran parte dell'Europa. Condizioni favorevoli dovevano, perciò, esistere
anche fuori dell'Inghilterra.

La rivoluzione industriale fu figlia di una lunga serie di cambiamenti intervenuti


nell'economia e nella società europea a partire dai secoli centrali del Medioevo: lenti
progressi nell'agricoltura, più rapidi cambiamenti nell'industria, allargamento delle relazioni
commerciali all'interno e fuori del continente, attenzione crescente al problema delle
soluzioni tecniche nelle attività economiche. Quella dell'industrializzazione fu solo la fase
in cui tante trasformazioni quantitative lente provocarono un vero salto di qualità.