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IL MOTIVO DEI SINCRETISMI

Viaggio tra le immagini sacre afro-americane


e relazioni con le icone cristiane
Tesi di Valentina
L.A.B.A
Libera Accademia di Belle Arti
Brescia - Sede di Rimini

Diploma di primo livello in:


Graphic design

IL MOTIVO DEI SINCRETISMI


Viaggio tra le immagini sacre afro-americane
e relazioni con le icone cristiane

Relatore:
Franca Fabbri

Studente:
Valentina Bracci

Anno accademico
2009- 2010
INDICE

Premessa 5

Musica danza 47
Una terra tra magia e sincretismo 7 8) TRADIZIONE SOCIALE: CANTI E DANZE, GERARCHIE E RITI 49
CANTI YORUBA 49
1)SINCRETISMO: UN CONNUBIO DI VECCHIE TRADIZIONI NELLE NUOVE TERRE 9 CANTI VUDÙ 50
I SINCRETISMI A CUBA 9 CANTI NAGO-JEJE 50
AMERICA FRANCOFONA E ANGLOFONA 10 CANTI BANTÙ 50
I CULTI IN BRASILE 11 DANZE COME RITUALE 51
ALTRI SINCRETISMI 12 GERARCHIA NELLA CASA DEL SANTO E NEI SOTTO-CULTI CUBANI 51
GERARCHIA NEL TERREIRO 51
2)I COLORI DEI SINCRETISMI: DALLA PITTURA AL VIDEO CLIP 13 GERARCHIA NELL’ HOUGFORT 52
MARIA GIULIA ALEMANNO 13
GUIDO BOLETTI 16 9) LA TRANSCULTURAZIONE: DALLA TRADIZIONE AI
Matthew Barney 17 PENTAGRAMMI CONTEMPORANEI 53
JEAN MICHAEL BASQUIAT 22 SAMBA 53
WIFFREDO LAM 24 RUMBA 61
LAPITTURA NAIF AD HAITI 25 CONGA, BOMBA E PLENA 61
LOS VAN VAN: VIDEO CLIP DI CHAPEANDO 26 EVOLUZIONI E RIVOLUZIONI: NASCE E CRESCE LA SALSA 62
CARYEBE 31
CONFRONTI 32

Mitologia 83
Icone, sincretismi e confronti 33 10) LA LEGGENDARIA SANTERIA 85

3)LE STORIE DELLA CREAZIONE 35 11) MITI DEL CANDOMBLE 91
CUBA 35
BRASILE 35 12) VUDUISMO TRA REALE E FIABESCO 95
HAITI 35
IL DIO CRISTIANO E CONFRONTI 36 13) STORIE CRISTIANE 99
LA CREAZIONE DEL MONDO 36
( santeria, vudù, palo monte, kimbanda, cristianesimo)

4) SANTI E DEI DELL’ ARIA 39


Bibliografia 111
5) SANTI E DEI TERRESTRI 41
Sinossi 112

6) SANTI E DEI ACQUATICI 43
legenda Confronti
7) SANTI E DEI DEL FUOCO 45 Confronti tra figure cristine
Confronti figure africane
Confronti figure africane e santi
Jean Michel Basquiat: Senza titlolo (il grande spettacolo) storia del polpolo nero, 1983, acrilico e pastello
ad olio su tela, trittico montato su tre supporti di legno, 175x358 cm
PREMESSA
La storia insegna che, tra il 1400 ed il 1500 per una serie di eventi si da inizio con il Nuovo Mondo. Inoltre le varie credenze africane venendo a contatto
alla modernità. Precisamente la si fa risalire al 1492, quando l’ esploratore ge- sotto le dominazioni si contaminano vicendevolmente (già erano contaminate
novese Cristoforo Colombo con l’ aiuto del governo spagnolo riesce a salpare nel Continente Nero, dove popoli nomadi e popoli guerrieri assorbivano cul-
il 3 agosto da Palos de la Frotera con le tre caravelle. Il suo scopo era arrivare ture di altri popoli) e vengono contaminate anche dalla vicinza con gli indios. Si
in India passando da occidente per confermare la teoria copernicana. Il 4 ot- evolveranno così le varie nazioni di culti come: santeria cubana, vudù haitiano
tobre la Pinta giunge su un' isola che venne battezzata San Salvador, in seguito e candomble brasiliano.
esplorerà le terre caraibiche. Convinto di essere in India Cristoforo viene ac-
colto in queste nuove terre da popolazioni di carattere amichevole chiamate
Tainos e Arawak. Purtroppo però in seguito la ferocia dei conquistadores farà
strage di tutti i popoli del nuovo mondo lasciandone in vita veramente pochi
ed oggi quindi la razza americana è un misto di culture come si capisce da
alcune canzoni:

“ y de lo blanco tengo en l’ alma, y del negro los sabores y del idio la nobleza: soy
raza de mil colores”; “del bianco è la mia anima, del nero la mia sensualità e
dell’ indio lo spirito nobile: sono razza di mille colori". Riky Martin: Raza de mill
colores;

“Amazona rio da minha vida imagem tao linda que meu deus creio fez o creu a
mata mea terra, uniu os caboclos construio amor...” ovvero “Amazzonia fiume
della vita immagine tanto bella che il mio dio creò a Mata la mia terra hai dato
vita ai creoli, unito i caboclos costruito amore” Carrapicho: Tiki tic tac (i cabo-
clos sono gli antenati indios).

Nel XVII secolo con la tratta degli schiavi arrivarono i negrieri con gli africani.
Dall’ attuale Nigeria quindi dal regno Oyo giunsero gli yoruba (che oggi sono
Diego Rivera: America precolombiana (sovraccoperta canto general Pablo Neruda), 1950, olio su
i più numerosi) e gli Ibo, dal Dahomey attuale Benin furono portate le tribù tela, collezione Licio Lagos, Città del Messico
fon-ewe e gen, dall’ area compresa tra Mozambico, Zaire, Angola e Congo
la tribù bantù e dal Calabar attuale Camerun furono importati i carabalì. La
provenienza africana è molto sentita come spiegano alcune canzoni cubane:

“así me dicea mi abuela desde el dia en que nací el que non viene de Congo viene
de Carabalì” ovvero “questo me lo diceva mia nonna dal giorno in cui nacqui quello
che non è congolese viene dai carabalì. El Mena: Que Bola

“vengo de Nigeria, yoruba, arara y carabali; Nigeria y Congo son mi tierra, Mozam-
bique y Angola soy de alli” ovvero: “vengo dalla Nigeraia, yoruba, dall’ ararà e dai
carabalì, Nigeria e Congo sono la mia terra dal Mozambico e dall’ Angola vengo da
lì.” Juan Formell e los Van Van: Esto le pone la cabeza mala.

Ovviamente gli schiavi furono sottoposti a repressioni religiose ed a feroci


persecuzioni per cui nacquero i sincretismi e le divinità africane furono man-
tenute ma pregandole con i nomi dei santi cattolici. Tutt’ ora i praticanti di
queste religioni pregano nei dialettti di origine africna o in slangs creoli che
mescolano le varie lingue europee agli ideomi africani. Alcune popolazioni
hanno addiritura quasi perso del tutto la lingua madre ed utilizzano le lingue
ufficiali integralmente. Questo dipende dal periodo in cui vennero a contatto

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Una terra tra magia e sincretismo
“ Non si può dare una risposta alla domanda: chi è un latino americano? Senza contare da dove essi provengono
o cosa vive nelle loro origini. Quello che gergalmente chiamano Nuovo Mondo nasce da un incontro di tradizioni
che convivono e si influenzano a vicenda non ostante si possa notare come sia molto forte la radice africana”
Valentina Bracci
SINCRETISMI
un connubbio di vecchie tradizioni nelle nuove terre

I CULTI A CUBA i caracoles (conchiglie) e di cui manifesterà le caratteristiche essendone figlio.


Le cerimonie dedicate agli orisha sono dette tambor de santo o guamillere;
Cuba fu l' ultima isola ad essere liberata, a fine ottocento arrivò l’ etnia yoruba
che è la più numerosa e fu nominata lucumì poiché venivano caricati al porto - Regola di arará: dove il termine arará (nome di un rito) deriva dalla parola
di Lucami. Gli spagnoli denominavano i culti africani sotto il nome di santeria rara diventata arada e poi rada ad Haiti. Questo culto è stato importato dalla
tendendo alla generalizzazione, una generalizzazione che oggi ha fatto si che i stirpe fon-ewe ed in parte da coloro che a fine 800 fuggirono da Haiti e dalla
culti africani si contaminassero a livello di sincretismo e di mitologia. Certo la Repubblica Dominicana in seguito alle rivoluzioni. Le divinità vengono chiama-
mitologia e l’ iconografia yoruba sono molto più ricche delle altre, ma al loro te vudun (spiriti) o lua (santi) e sono sincretizzate con santi cattolici e orisha
interno troviamo credenze di origine differente come il mito dell’ aura tignosa visto che per la loro diffusione sono definiti un culto minore;
che è di origine bantú. La santeria è diventata patrimonio culturale nazionale e
molti turisti visitano l’ Isola Grande per questo motivo. Ora però specifichiamo - Abakua o nañigo: è una setta prettamente maschile nata ai fini di mutuo
bene quali sono i culti al suo interno: soccorso nel periodo della schiavitù. Le sue origini sono nel popolo carabalí.
Tutt’ oggi questa è temuta con la nomea di un’ associazione criminale. I simboli
- La regola di ocha: dove ocha nasce dalla contrazione della parola orisha, so- geometrici che come nelle culture fon e bantú determinano le divinità sono
stantivo che denomina le divinità. Questo culto è di origine yoruba le divinità chiamati firme, il testo sacro è chiamato estatuto e gli irene o diablitos sono
vengono sincretizzate con i santi cattolici. Importante è sapere che non si può le rappresentazioni degli schiavi repressi. I fondamentali per diventare abakua
diventare santeri senza il battesimo cristiano ed almeno un anno di catechismo, sono essere: buon fratello, buon padre, buon amico e buon figlio;
infatti ogni praticante della regla si definisce prima di tutto un buon cattolico. È
molto forte la cultura del sincretismo tanto che vicino alle chiese cattoliche si - Regla conga, Palomonte, Kimbisa o Mayombe: è un culto di origine bantú
possono trovare templi santeri e, che la patrona di Cuba: la Madonna di Carità dove le forze naturali vengono denominate mpongos. Si divide in rami a se-
del quartiere di El Cobre nei pressi di Santiago oggi corrisponde a Oshun dea conda della contaminazione. La forma denominata Kimbisa è la più mista ed ha
della bellezza e dell’amore. Molti altri orisha con i loro santi corrispondenti in se un sincretismo che comprende tutti i culti afro cubani ed il cattolicesimo.
proteggono le città. Il tempio santero è chiamato casa del santo. Ogni creden- Il termine kimbisa non a caso significa mescolanza. Le pantimpemba sono le
te ha un angelo protettore o orisha de cabeza che viene divinato attraverso firme che identificano gli dei e nei rituali vengono tracciate sul fondo della

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IL MOTIVO DEI SINCRETISMI

nganga o prenda, il pentolone in cui vengono posti vari ingredienti: erbe, radici, sono le divinità serpente simbolo della terra e l’ arcobaleno simbolo del cielo
pali, animali sacrificati fino al sangue umano. La nganga è un rituale di magia che si fondono in una unica entità. Nel vudú troviamo forte il culto dei gemelli,
che si è fuso con il culto di ocha della santeria contemporanea e spesso viene esistono si i gemelli sacri, ma, tutte le divinità hanno un gemello ed insieme
descritto come rituale di magia nera. Le tre linee principali sono: la byriumba e rappresentano gli opposti. Il termine vudù è di origine africana e significa spiri-
mayombe di origine africana e appunto la kimbisa che è la forma più caraibica. to, ma anche divinità e soprattutto segno profondo.
Gli stregoni sono detti ngangoleros. La linea del palo principalmente dedita alla È difficile teorizzare il vudú poiché le fonti si contrastano a vicenda e le divinità
magia nera è detta ndoke, la kimbisa è caratterizzata prettamente dalla magia provenienti da altre nazioni sono così ben assorbite che a volte non si riesce
bianca mentre il mayombe le comprende entrambi. Altro elemento congolese nemmeno a determinarne l’ appartenenza. La nascita del vudú contempora-
nella cultura yoruba secondo gli studiosi è il monte casa delle divinità, elemen- neo è stata riscontrata negli anni 50 del 900 ed oggi ad Haiti è la religione
to fondamentale della santeria; ufficiale. In oltre il vuduismo o huduismo è praticato in Benin, Togo e Luisiana:
dove arrivò anche grazie agli haitiani, per cui l’ hudú luisiano è una proiezione
- L’ Espiritismo: é una pratica religiosa bantú diffusa nella parte orientale del culto haitiano ed è fonte di turismo come la santeria a Cuba. Inoltre si pra-
dell’isola che fu teorizzata da Cardec e si divide in: cordon, un ramo ricco di tica in Francia ed a Milano. Tornando alla Luisiana ed il suo turismo vuduista
danze e canti che inducono la trance da parte degli spiriti e cruzzado la cui fondamentale la gente va a conoscere la storia del vudú in particolare di Marie
caratteristica principale è proprio il sincretismo. Lo stato di passione o trance Laveu una sacerdotessa che visse agli inizi dell’ 800, la bella parrucchiera nera
è ottenuto in forma collettiva tenendosi per mano. La finalità dello spiritismo è che lavorava per i bianchi e che curava i problemi con i gris gris (talismani) ed
principalmente comunicare con le anime dei morti, questo nasce tra il 1868 e è nota a noi oggi come regina del vudù. Oltre al culto dei loa e di Bon Die (il
il 1878, quando durante una guerra molti ex schiavi furono trucidati a sangue dio creatore) esiste anche tra il culto degli antenati e quello dei Roi (antichi re
freddo dagli spagnoli. Il terrore che questi atti seminarono tra neri e bianchi dahomeani che sono considerati divinità). Per le credenze vudu l’ anima è divi-
spingeva gli ex schiavi a pregare gli antenati per sapere il proprio destino. Tutte sa in due parti in grande angelo (gros bon age) e il piccolo angelo (ti bon age).
queste religioni hanno una loro iconografia ed una teatralità rituale legata alla Il primo è l’ anima vera e propria che lascia il corpo dopo la morte, mentre il
musica ed alle danze che rappresentano le varie divinità con i loro colori, i secondo è quella parte dell’ anima che lascia il corpo anche durante il sonno
numeri, le feste, le loro piante e oggetti rituali vari. ed è molto più facilmente influenzabile. Ogni praticante ha un loa che lo pro-
Certamente è difficile riassumere in un capitolo la complessità e la varietà del- tegge chiamato met tet (dalla contrazione di metre tete, maestro della testa).
le culture religiose dell’ America latina anche perché spesso i materiali si con- I boschi sono sacri per il vuduismo e vengono usati per svolgere spesso rituali.
traddicono e su alcune argomentazioni come la cultura arará, la cultura bantù Le chiese vudu si chiamano hougfort.
e soprattutto l’ abakua si trova pochissimo per non dire quasi nulla. Nell’ ambi-
to cubano la cultura più recensita è quella yoruba sia a livello iconografico che Altre nazioni presenti nel vudù sono i bocongo del centro Africa e gli igbo
a livello rituale e spesso tra di essi compaiono documenti di altre provenienze della Nigeria. Dal centro Africa ci sono le divinità simbi e petro che sono due
che però non vengono specificate. In tutti i culti afro è fondamentale pregare famiglie contaminate anche dalla cultua inda, ma, molti studiosi pensano che
i morti invocati prima degli dei per intercedere. A Cuba dopo gli anni 70 fu non si tratta solo di una contaminazione bensì di una vera e propria cultura
proclamata la libertà di culto anche se, l’ avvento del comunismo ha vietato derivata dagli arawack, mentre i demoni sono della razza igbo. I loa principal-
qualsiasi credo. Oggi la santeria è il culto di bandiera ed patrimonio protetto. mente si dividono in tre grandi classi: rada di carattere buono, preto di origine
violenta e zandor che hanno dei poteri speciali come per esempio poter vo-
AMERICA FRANCOFONA E ANGLOFONA. lare. Si pensa che il culto dei loa violenti sia stato originato da Don Pedro un
hougan spagnolo, anche se in realtà spagnolo sta per indios in quanto gli indios
Il vudú nasce nell’ antico regno del Dahomey ed oggi è una delle religioni più che, con l’ arrivo dei francesi gli indios rimasero legati al periodo spagnolo e
antiche del mondo. Le sue divinità si chiamano lwa. Purtroppo, come spesso furono quasi totalmente sterminati. I loa dalla famiglia sevi-gine, makaya e rara
succede con tutti i culti magici pagani si tende, per superstizione dovuta all’ fanno parte dei culti di alcune società segrete come le sette rosse. I nomi de-
ignoranza a catalogarlo con la falsa immagine dipinta in pellicole cinematogra- gli appartenenti alle sette rosse cambiano a seconda delle zone (cachon gris,
fiche horror su zombi e creature mostruose varie ad etichettarli come magia saspoal, bizango, golipote, vlandimbingue) e questi uomini hanno un aspetto
nera ed ad ignorare tutto ciò che esse comprendono realmente. Le popo- bestiale e terrorizzante, sono ritenuti criminali. Le sette non ammettono gli
lazioni beninesi avevano la fama di essere bellicose, molte delle loro divinità estranei. I bizango si vestono di bianco usando corone di ceri, feluche di latta
infatti non sono di origine fon-ewe, ma sono assorbite dalle popolazioni con e cappelli conici di paglia. Sembra che in oltre abbiano la possibilità di trasfor-
cui si scontravano in battaglia. Inoltre ad Haiti si sono fusi anche con la cultura marsi animali feroci e idrofobi. Devoti di Carfour e Baron Samdì celebrano
conga, yoruba e quella di popoli indios quali: arawack, tainos e caribi originan- i riuali nei crocicchi chiedendo il permesso di catturare un essere umano. I
do un pantheon unico dove sotto il nome di loa compaiono divinità che prima membri di cotali società devono rispondere correttamente ad alcune doman-
erano orisha, nkisi o altre entità di popoli schiavizzati. Dalle testimonianze pare de per poter arruolarsi e suggellano patti di sangue. Ad Haiti nulla può sfuggire
che parlando con gli haitiani si arriva presto a capire la loro provenienza afri- al controllo di queste società segrete così potenti. Se un individuo è protetto
cana, ma, che meno è sentita quella india nonostante nei 150 anni del periodo dai temutissimi e rispettati bizango riuscirà a superare qualsiasi ostacolo.
spagnolo fosse molto diffusa come cultura. Fondamentali in questa religione

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SINCRETISMO

I CULTI IN BRASILE - Batuque de naçao o Batuque: è il culto vudum di Para ed il culto delle nazioni
Oio Ijexa di Rio Grande do Sur. Batuque era un nome che usavano i bianchi
Quando i portoghesi portarono le colonie di schiavi in Brasile esse venne- per le manifestazioni dei neri. In questo culto Exu viene chiamato Bara:
ro divise in gruppi a seconda della provenienza, le conosciute nazioni. Sicu-
ramente la nazione più numerosa fu quella yoruba- keto chiamata nago in - L' umbanda: è un culto più recente rispetto al candomble, ma spesso ven-
portoghese, altra nazione è quella dahomeana della tribù fon-ewe che i nago gono confusi. Può essere considerata una evoluzione dove si sovrappongo-
chiamarono Je-je (contrazione di edje edje che in lingua nigeriana significava no cattolicesimo, religioni africane, spiritismo e talvolta anche culti e filosofie
straniero), ultima delle tre nazioni principali è la Congo-Angola con la tribù orientali. Ci sono diversi rami come: l’ umbanda de caboclos, che fa capo alla
bantu. Ovviamente lo stesso culto nelle varie città viene chiamato diversamen- cultura india, umbandole che è quella legata in maniera più diretta all’ Africa e
te. La nazione yoruba nago, kutú prega gli orixa, la nazione je je prega i vudum l' umbanda popolare è il sincretismo tra cattolicesimo e dei africani. L’ umban-
e la nazione bantú prega gli nkisis. Come in tutti i culti dell’America latina da nasce a Sao Paulo ed è influenzata dalle culture bantù e nago possiede un
troviamo alcuni riti di natura feticista. I templi sono detti terriero o tendas. Le codice simile ai nostri dieci comandamenti. É divisa in linee che si dividono in
cerimonie sono dette giras. falangi e sotto-falangi, sono 7 linee ed ogni una associa orisha, angeli, pianeti e
santi. Questo culto non ha dogmi ne liturgie universali, è molto aperto. Si può
- Macumba: normalmente si tende a pensare alla macumba con un’ accezione dividere anche in:
negativa come nel il vudú principalmente per il suo legame con il feticismo. In linea di destra: le falangi degli orixa, spiriti petro, caboclos, spiriti orientali,
Brasile il termine macumba usato per definire in generale i culti afro, spesso si cingaos, baiani, boiaderos, mineiros, creature e marinai;
tende ad utilizzare il termine macumba per denominare anche altre manifesta- linea di sinistra: popolo di strada, Exu e malandrini.
zioni come il candoble e l’ umbanda o per riferirsi ai feticci usati nei riti. Non si
trova molto in proposito ma pare che il termine macumba sia il modo in cui - Kimbanda: è un altro modo di definire la macumba, un culto di origine bantù
in alcune zone di Rio de Janeiro chiamano il candomble. Artur Raamos parla basato su riti magici e feticismo che si divide in sette linee come l’ umbanda,
di un culto di origine bantú che assorbì le divinità yoruba. La macumba quindi ma dove ogni linea fa capo ad una personalità di Exu (Aluviana) o Pomba Gira
risulta somigliare al candomble de angola o candomble de caboclos di Bahia; (Pombo Njila) che si pensa sia la sua metà femminile. Exu è sincretizzato con il
diavolo e Pomba Gira è la sua moglie sono entità negative, ma non per questo
- Candomble: è la religione afro di Salvador de Bahia. La parola candomble è è utilizzato per scopi maligni, anzi al contrario il suo fine è quello di progredire
di origine bantú e significa danza dei neri ed era anche il nome di un antico e di lavorare all’ evoluzione. Gli spiriti maligni sono i Kiumbas le entità figlie di
strumento. Negli ultimi anni secondo studi statistici il candomble come il vudù Exu che secondo una leggenda si sono ribellate al suo volere. La kimbanda
si è diffuso in città europee quali Londra, Parigi, Lisbona e Milano. La partico- risulta essere la linea di sinistra dell’ umbanda chiamata “povo da rua” (popolo
larità del culto della nazione bantú o Angola è credere ai caboclos gli antenati di strada). Esistono anche gli zombie.
indios, alle divinità indios e agli orixa. Si parla infatti di candoble de caboclos le
cui lingue sono kicongo e kimbndo. Il candomble yoruba è ha il maggior nume- - Omoloko: è un culto che principalmente è diffuso a Rio de Janeiro. Questo
ro di credenti nella Bahia ne fanno parte le nazioni Ketu o Queto, Efà e Ijexa; termine fa capo al culto di Iroko infatti la radice Omo significa figlio mentre la
desinenza Loko sta proprio per la divinità. Altre tesi affermano che omoloko
- Xango do norteste: è il culto delle nazioni Nago-Egba presenti a Pernambu- stia per figlio di Oko quindi ne fa un culto rurale legato alla terra ed all' agri-
co, Paraiba, Alagoas, Rio de Janeiro e Sao Paulo. Furono i bianchi a denominare coltura poiché Oko è il dio degli agricoltori e si è diffuso soprattutto nei pressi
in questo modo questa credenza perché avevano notato la popolarità che delle fattorie. In molti casi l’ omoloko è anche un culto agli orixa, ai caboclos
godeva Xango (dio del fuoco) in questa regione; e i petro che fa parte delle falangi umbandiste e per cui usa gli stesi orixa del
candomble. La storia sostiene che l' omoloko si forma quando il culto degli
- Xamba: è un culto di origine yoruba che è quasi estinto praticato ad Alagas orixa viene a contatto con lo spiritismo francese. Le liturgie si svolgono preso
e Pernambuco. Oggi esiste il memoriale de Xamba voluto dai credenti di la roça do santo.
questa religione, la danza tipica di questo gruppo è definita coco. Nel 1936 la
sacerdotessa Maria Oya morì lasciando orfana questa divisione che come altre - Capoeira: Gli schiavi africani portarono tra i vari culti anche la danza della
divisioni del candoble presenti a Pernambuco in quell’ epoca ebbero un duro capoeira. Il nome capoeira tra i suoi significati denota un cesto che essi por-
periodo di persecuzioni; tavano sulla testa, ma vuol dire anche:”terra dove l’ erba fu tagliata o bruciata
per coltivare terra”. Sembra proprio un gioco di parole che, però ha radice
- Tambor de mina: è una nazionedel camdomble di Maranhao chiamato anche proprio nel culto africano, oggi in effetti nelle sue gerarchie porta ancora i
Mina Nago-Jeje. I gruppi etnici che più caratterizzano questa zona sono fon- resti degli orixas che danno il colore alle corde dei vari livelli. Col passare del
ewe e gen del Benin e yoruba. Infatti le divinità che si pregano sono orixa e tempo la capoeria da forma pericolosa così detta gioco di bricadera, ha per-
vudum. La parola tambor denomina l’ importanza della presenza dei tamburi so molti elementi africani per diventare molto brasiliana e gioco di bandiera.
in questo culto, mentre mina denominava una nazione di schiavi neri della Inizialmente gli schiavi la nascondevano sotto una danza ma relmente si per
costa di Sao Jorge de Mina; ribellarsi alle soppressioni infatti oggi è un’ arte marziale. Una cosa che lega la

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IL MOTIVO DEI SINCRETISMI

capoeira de Angola al cadomble è la presenza dell' atabaque il tamburo reli- ALTRI SINCRETISMI
gioso per eccellenza. La capoeira si differenzia da candomble per la presenza di
uno strumento particolare: il birimbao. I praticanti sostengono che essa nasce Abbiamo già parlato dei culti afro latini maggiormente conosciuti, ma ne esi-
ai suoi piedi. Fondamentalmente, infatti è proprio il birimbao che denota il rit- stono anche altri che si basano sempre sull’ associazione di cattolicesimo e
mo che seguiranno i jogadores della roda, cantando, muovendosi e suonando religioni africane.
diventando una unica cosa inscindibile. Il significato della disposizione in roda,
altro elemento per cui si avvicina al candomble è legato al fatto che gli schiavi si - Batista espiritual: è il culto praticato a Tinidad e Tabago che subì una proibi-
radunano in cerchio in modo da nascondere questa pratica ai padroni, inoltre zione per via dello statuto legislativo dal 1917 al 1951;
la ruota gira proprio come il mondo. Certo tra capoeira e cadomble si nota
la fisicità del primo rispetto alla spiritualità del secondo, tuttavia si può dire - Winti: di origine afro-surinamense e lega il cattolicesimo e le varie religioni
che convivono e che in entrambe si impara facendo più che studiando teorie. degli schiavi;
Analizzando le locuzioni sopra si potrebbe dire anche terra dove: “si stermina
Osaim per coltivare Obalu Aye” , “dove di stermina la vita per coltivare la - Kumina: è il culto bantù giamaicano. La danza rituale principale si chiama bai-
morte”. Dopo che Mestre Cojiquinha creò la capoeira Angola, nacquero altre lo. La principale pratica magica ad essa legato è chiamata obash in oltre questo
scuole come lo stile capoira Brasil e lo stile capoeira Regional di mestre Bimba culto congo è molto influenzato dalla religione yoruba infatti una delle sue
particolare nel mescolare capoeira e batuque un’ antica arte marziale che oggi principali divinità è Sahngo l’orisha che simboleggia il fuoco e i fulmini;
si è estinata. Ogni scuola di capoeira ha una gerarchia differente per quanto
riguarda le corde e gli orixa. Altro elemento per cui possiamo paragonare la - Rastafarismo: è un culto giamaicano che deriva da un re etiope di nome
capoeira con le manifestazioni religiose è l’ entrata di nuovi yao che coincide Tafari. Questo culto è una rivisitazione del cristianesimo ortodosso, si basa
con un battesimo dopo il quale prendereanno la loro prima corda. sull’antico testamento e sull’ apocalisse ed i praticanti portano i capelli con
lunghe trecce che non possono tagliare per una tradizione legata al mito di
- Maculele: è una danza rurale nata nelle piantagioni, la tradizione vuole che la Sansone. Il re Haile Salasie considerato l’ultimo erede della casa di Davide
si pratica il 2 febbraio in occasione della cerimonia di purificazione a Bahia. Ci quindi è la figura rasta che corrisponde a Gesù Cristo il Messia.
sono molte leggende intorno a questa manifestazine, alcune dicono che nel
corso del tempo i lunghi maceti utilizzati dagli schiavi per tagliare le piantagioni
vennero sostituiti da bastoni di legno di birimba per motivo di sicurezza. Oggi
questa danza viene associata spesso alla capoeira e praticata dai capoeristi che
si dispongono in roda e mimano un combattimento al suono dell’ atabaque
tenendo due bastoni in mano o un bastone e un macete.

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I COLORI DEI SINCRETISMI
dalla pittura ai videoclip

MARIA GIULIA ALEMANNO e un manifesto di Elegguá, il piccolo dio che tiene le chiavi del destino. Nel gennaio
2004 Elegguá mi aprì le porte del Museo Casa de Africa e del Convento di San
“Ti mando gli Orishas che ho fin'ora dipinto. Francisco-Orula a La Havana dove le mie opere furono esposte in occasione dell’VIII°
Si tratta di un corpo di opere unico nel suo genere, mai nessuno, nemmeno a Cuba, Taller di Antropologia Sociale e Culturale sule radici afro-cubane, dedicato a Fernan-
ha fatto un lavoro così imponente dedicato agli Orishas. É un progetto in itinere per- do Ortiz. Fu in uno di quei giorni di fermento ed energia straordinari che, per strada,
chè, come forse ti ho detto, è mia intenzione costruire un vero e proprio Pantheon mi avvicinò un’anziana santera dagli occhi trasparenti.
Yoruba. Mi disse che in sogno le erano apparsi i miei orishas. Lentamente uscivano dalle
Non so come pensi di strutturare la tua tesi, ma ritengo importante che tu giustifichi il cornici e si dilatavano per poi muoversi tra la gente. Il suo racconto mi parve asso-
mio lavoro con una introduzione ed un curriculum. Non vorrei fosse confuso con un’ lutamente naturale. E naturale è stato, tornata a casa, cercare grandi e ruvide tele di
operazione decorativa. C’è dietro un lungo studio non ancora concluso della cultura sacco che potessero accogliere, come su liberi stendardi, le mie divinità cresciute. Ne
afro-cubana e molte ricerche nel campo dell’ antropologia e dei rituali di santeria. ho scelte dodici, una per ogni mese, perché possano accompagnare le nostre ore e
Ogni orisha ha un suo significato, una sua forza, i propri colori, i propri attributi, le i nostri passi. Per primo Elegguá ad aprire il cammino, seguito da Oggún e Ochosi,
proprie simbologie e quasi tutti il proprio sincretismo. É un tema complesso anche cupi guerreros della foresta, poi Obatalá immacolato e giusto, Yemayá, nel cui ventre
per chi si occupa di santeria da anni.” azzurro ruota l’universo, Ochún splendente di girasoli, Changó signore del fulmine e
del fuoco. E ancora Babalú Ayé, come uno di quei mendicanti laceri e sofferenti del
“Da mesi dipingo ininterrottamente, nel mio studio ricavato dal fienile della vecchia nostro presepe napoletano, Iewá, pensierosa e austera in perenne colloquio con gli
casa che mi ha vista nascere, nel silenzio della pianura vercellese. Da grandi vetrate antenati, Oyá Yansá battagliera e ribelle, Orula domatore di venti per leggere il miste-
rincorro geometrie di risaie che in primavera si trasformano in un mare a quadretti, ro dell’esistenza. Infine Ochumare, il dio serpente capace di trasformare l’arcobaleno
appena increspato dal vento. É un mare da trasferire su pagine di quaderno, un mare di ogni cielo del mondo in una luminosa bandiera di pace. Dodici orishas, dodici sten-
estraniante e senza fondali, dove Yemayá non potrebbe nuotare ne Ochún amerebbe dardi per catturare il soffio dei venti e continuare la danza del tempo.”
bagnarsi. Se qui, tra questi campi, si manifestano i miei orishas, è perché l’ anima del
Caribe ha talmente invaso il mio cuore da regalarmi ogni giorno il ricordo delle sue La pittrice italiana Maria Giulia Alemanno diplomata come grafica pubblicitaria
onde, delle sue barriere coralline, dei suoi cieli. Avevo cominciato ad evocarli con e laureata a Torino in lettere e filosofia ha collaborato come illustratrice e art
timidezza due anni fa, dopo un soggiorno a Cuba, dove per la prima volta mi ero director con quotidiani e riviste varie della sua città. Nel 1973 dopo avere
accostata al mondo della santería. Dapprima furono i colori ad attrarmi ma presto s’ conosciuto il pittore Francesco Tabuso, il maestro la vuole al suo fianco nella
impose il desiderio di capire. L’ unica cosa immediatamente chiara fu che stavo per realizzazione di una pala d’ altare per la chiesa di San Francesco al Fopponino
intraprendere un viaggio infinito. Ne nacquero venticinque immagini dipinte su carta
di Milano progettata da Gio Ponti per il ciclo delle pale laterali e per quello del-
nelle quali cercavo di comprendere la complessità degli orishas, anche attraverso gli
sguardi e i gesti della gente che li onora nelle proprie case, in piccoli altari sempre le pale di Grunewald. Tre anni dopo tiene la prima esposizione di quattordici
adorni di fiori. Li portai in giro per l’ Italia, in cinque mostre, venticinquemila cartoline opere presso la Sala Biellese in una collettiva al Piemonte Artistico di Torino.
Nel 1980 realizza il manifesto della copertina di un LP del gruppo “i Canta-
13
IL MOTIVO DEI SINCRETISMI

bannchi” ed in un continuo vortice di stimoli pittorico-musicali realizza per


loro una serie di strumenti stravaganti. Dopo anni di mostre e collaborazioni
la pittrice decide nel 2005 di dedicarsi alla cultura cubana dipingendo un vero
e proprio Pantheon Yoruba, progetto che tutt’ ora è in corso e che è stato
attuato dopo anni di studio sulla cultura afro-latina ed in particolare su quella
cubana. Dal gennaio 2005 un ciclo di 12 dipinti gira varie esposizioni il suo
titolo è Mis Orishas ovvero: i miei orisha. Maria Giulia Alemanno espone il suo
lavoro presso la Casa museo Alejandro de Humbolt organizzato dal Museo
Casa de Africa e dal Officina dell’ Historiador come evento centrale del IX
trailer della Apologia Sociale e Culturale Afro Cubana in una personale. Fin
ora Maria Giulia è l’ unica pittrice in Europa ed a Cuba che ha dedicato un così
grande progetto alla divinità della Santeria.
Dal 19 agosto al 3 settembre 2005 mis orishas è ad una personale alla
Thomson Hous, Beaux di Montreal in Canada, ad ottobre presso all’ Università
degli studi di Milano espone due grandi tele dedicate a Yemaya ed Ochun. Nel
gennaio del 2007 presso la Casa Museo de la Obrapia de L’ Havana espone in
una sua personale il ciclo dei sette cammini di Yemaya. A Febbraio la personale
dedicata a Yemaya si sposta davanti al santuario di Regla, località cubana di cui
la dea è patrona. Maria Giulia con Yemaya Owoyo (uno dei sette cammini della dea del mare)
In aprile lo stesso gruppo di tele è presso l’ istituto nacional de apologia ed a
Maggio la personale si sposta presso galleria Concha Ferrant di Guanabacoa e Un catalogo vero e proprio per ora non c’è. Sarà realizzato quando riuscirò
“Mis Orisha” è esposta a Villa Burda di Rho dal 18 di Maggio al 3 di giugno. Il 23 a completare il progetto di un Olimpo Yoruba, il primo in assoluto, visionario
ottobre apre una personale intitolata “Mis orishas e gli altri della santeria cuba- e alquanto folle. Ci sono presentazioni alle varie mostre non ancora del tutto
na” presso il museo preistorico etnografico Luigi Pigorini di Roma in occasione inserite nel sito per mancanza di tempo ma se hai bisogno di notizie ed imma-
della VIII edizione delle giornate della cultura cubana in Italia. Casa de Africa nel gini non esitare a metterti in contatto con me e sarà un piacere collaborare.”
Gennaio 2008 organizza il XII trailer di Apologia sociale e culturale delle radici
afro-cubane ed anche qui è ospitata una personale di Maria Giulia dedicata Una breve intervista di Adalberto Sanchez: LA FIGLIA DI YEMAYÁ
ai sette cammini di Yemaya dal titolo YEMAYA EN MATANZAS. Matanzas è
il cuore della santeria cubana. Il 6 gennaio gli artisti di L’ Habana organizzano L’ artista italiana si avvicina alle divinità del Pantheon Yoruba con dodici grandi
un evento creativo come omaggio alla pittrice sfilando con i costumi degli dipinti in acrilico e tempera su tela di sacco, nei quali appare l’anima del Caribe
orisha e così l’ artista viene definitivamente riconosciuta appartenente alla che ha invaso il suo cuore.
cultura cubana. Conclude l’ anno 2008 con una personale dedicata agli orisha “Dalle grandi vetrate inseguo le geometrie delle risaie che in primavera si tra-
inaugurata il 10 ottobre a Palazzo Primavera di Terni. La mostra intitolata “Mis sformano in un mare a quadretti, appena increspato dal vento. É un mare da
orisha e gli altri della santeria cubana” chiude il sei novembre. Dal 6 gennaio al pagina di quaderno, un mare inquietante e senza fondo nel quale Yemayá non
6 febbraio 2009 partecipa ad una collettiva della II fiera de Arte del Mar del potrebbe nuotare ne Ochún amerebbe bagnarsi.”
sur du Buenos Aires con l’ opera Ochun. Questa fiera la porterà a vincere il
primo premio del pubblico e della critica a Febbraio. La più recente delle sue Già Maria Giulia conosce i suoi Orishas. Li ha incontrati a Cuba, tra la sua
esposizioni è stata presso la World Art Expo in California in una collettiva il gente, nella magia dei colori simbolici e nel sorriso di un’anziana sacerdotessa,
14 giugno 2009. nel proverbio letto dall’ oracolo di Ifà quando indicò il suo viaggio nelle radici
della maggiore delle Antille, burlando l’ impossibile con danze rituali di tamburi
“Lo so, è un argomento complesso che necessita di anni di studio e non è e liturgie reverenziale – Aggó ilé! – per addentrarsi in un universo negro. Da
mai abbastanza. Nella tua serie ad esempio compaiono orixas del candomblè allora non ha smesso di dipingere orishas nella sua casa natale, nella pianura
e orishas afrocubani che hanno origine comune, ma, rituali ormai diversi. Si vercellese del Piemonte italiano.
rischia di fare confusione. Il primo ad aprire il cammino ad esempio deve es- “Due anni fa quando venni per la prima volta a Cuba, come la maggior parte
sere sempre Elegguà che tiene le chiavi del destino. Gli afrocubani sono molto dei turisti, non sapevo nulla di Santería. La prima cosa che mi attrasse di questa
rigorosi su questo. religione furono i colori, solo dopo scoprii l’ esistenza degli Orishas. Visitai la
In Italia, forse anche in Europa, credo di essere l’unica artista ufficialmente casa di una santera a L’ Avana e vidi Obatalá, Ochún…Non compresi quasi
riconosciuta dalla cultura cubana. Per molti laggiù sono l’ambasciatrice degli nulla ma certo i colori erano splendidi! Poi a Guanabo conobbi una profes-
Orishas, quasi incredibile! Conosco dunque artisti cubani come: Luis Gordillo, soressa che mi regalò GlI ORISHAS A CUBA di Natalia Bolívar, il libro che
Choco, Mendive, Zaida del Rio, ora anche Frometa ed alcuni altri anche bravi mi svelò la ricchezza dell’olimpo africano. Così sentii di doverlo dipingere, e
che trattano il tema della Santeria, ma qui da noi nessuno. sebbene le mie idee non fossero ancora molto chiare , ne feci venticinque ac-

14
I COLORI DEI SINCRETISMI

querelli, convertiti in seguito in cartoline che furono distribuite in Italia durante cubana, è così originale da poter essere considerato una forma d’ iniziazione
una rassegna teatrale”. alla regla de ocha o Santeria . Maria Giulia Alemanno: “L’VIII Taller mi ha aperto
Le mie divinità erano in realtà ritratti della gente di Cuba perché ciò che più una finestra su un mondo che ora sto scoprendo sui libri e per strada. Perché
m’interessava era addentrarmi nella psicologia del cubano, soprattutto scopri- la strada è una grande maestra di vita e per le strade di Cuba si incontra molta
re la saggezza delle donne, avvolta in turbanti colorati. gente che sa di Santería”.
“Durante una mostra in Italia conobbi un professore invitato all’ VIII Convegno
di Antropologia Sociale e Culturale organizzato a Cuba dal Museo Casa de Elleguá: Il gruppo di orishas di Maria Giulia fa il suo ingresso a seguito di Eleg-
Africa. Le mie opere gli piacquero e pensò di parlare al direttore Alberto Gra- guá –Echu, il piccolo dio vestito di rosso e nero, simboli del bene e del male,
nado, di questa italiana che dipinge cose di Santeria. Una storia bizzarra, vero? dipinto con la chiave che apre il cammino e la maschera dietro cui si nasconde
Da quel momento tutto si susseguì con velocità sorprendente: m’invitarono per fare dispetti.
ad esporre nel Convento di San Francesco –Orula- a L’Avana e poco dopo al Yemayá:Yemayá” nel cui ventre azzurro cupo ruota l’universo” è l’ onnipotente
Taller del Papel Artisanal e alla Galleria Mercedita Valdés dell’Asociación Cul- regina dei mari, scura sirena materna, patrona della buona pesca.
tural Yoruba di Cuba.” Yewá: ci sorprende il modo in cui Maria Giulia risolve l’interpretazione di Yewá,
signora dell’ oltretomba che , per la sua complessità, pochissimi artisti affronta-
Come nasce l’ idea del ciclo MIS ORISHAS con opere di grande formato? no. Ce la mostra casta e austera ,“con tutto il rispetto che merita”.
“M’interessa molto ascoltare ciò che la gente della strada pensa e sente davan- Ochún: in Ochún, dea dell’amore, Maria Giulia cattura l’ essenza della femmi-
ti alla mia pittura, credo che la spontaneità sia molto stimolante per un artista, nilità. Il corpo voluttuoso e lo sguardo sensuale e profondo, caratteristiche di
a volte più di un approccio intellettuale. Un giorno, mentre stavo esponendo questa divinità, hanno contribuito alla definizione della psicologia della donna
al Taller del Papel Arisanal entrò una signora, una iniziata, molto gentile. Si chia- cubana.
ma Elena. Lavora alla Bottega del Tabacco. Elena guardò i quadri e, senza dire Babalú Ayé: l’artista lo immagina come un mendicante cencioso e sofferente,
una parola, se ne andò. La mattina seguente tornò e mi raccontò che aveva associandolo all’immagine di San Lazzaro che a Cuba trova sincretismo nella
sognato i miei orishas. Si muovevano in mezzo a noi, grandi come esseri uma- religione Yoruba.
ni. E’ grazie a lei se ne ho dipinti dodici, uno per ogni mese dell’anno, perché Ochumare: “Ochumare, il dio serpente, capace di trasformare l’arcobaleno di
accompagnino in ogni ora il nostro cammino ”. ogni cielo del mondo in una luminosa bandiera di pace”
Orula: “Orula, domatore dei venti per leggere il mistero dell’esistenza”, possie-
La mostra MIS ORISHAS è stata esposta nella Casa Museo Alejandro De de il Segreto di Ifà, la divinazione per eccellenza. E’ padre dei babalaos.
Humboldt dell’ Oficina del Historiador della Città dell’Avana, dove molti fedeli Oyá: “Oyá’Yansá, battagliera e ribelle”, una delle dee più valorose, padrona dei
della Santería hanno lasciato a Maria Giulia, in lunghi scritti sul libro delle pre-
senze, la testimonianza della loro ammirazione. Il prossimo appuntamento è
per settembre, in Canada.
Quale impatto ha avuto la sua opera in Italia?
“Per gli italiani la Santería continua ad essere una religione avvolta nel miste-
ro. Se non la si studia, è indubbiamente di difficile comprensione. Ho tuttavia
notato un notevole interesse. Anche se ne sanno molto poco tendono istinti-
vamente ad identificarsi con gli orishas attraverso la suggestione dei colori. Se
poi racconto alcune leggende o pattakies relative alle varie divinità, è più facile
per loro comprenderne la psicologia”.

Dunque a quale orisha Maria Giulia si sente più vicina?


“Direi Yemayá , signora del mare e del blu, il colore che più m’ incanta. L’acqua
è una delle mie fonti d’ispirazione. Di Yemayá mi piace il sentimento materno, il
suo essere comprensiva e al contempo forte. Anche Ochún mi affascina, ben-
ché frivola.Yemayá è certamente più affidabile ed amica, disposta a proteggere,
senza distinzione, giovani ed anziani. La vera vita non è esteriore e Yemaya’ è
spirituale, saggia . La sua testa ed il suo ventre possono contenere tutto l’amo-
re e il dolore del mondo”.
Tra i progetti dell’artista c’è quello di lavorare sugli angeli custodi o divinità Maria Giulia dipingengo Yemaya Asesu, il camino dove la dea é con Olokun il dio delle profondità
marine e dei misteri dell’oceano
protettrici– tema ricorrente tra la gente di Cuba in collaborazione con il foto-
grafo Filippo Gallino ed il critico d’arte Massimo Olivetti. Nelle opere di Maria
Giulia Alemanno, “l’italiana transculturata” non compaiono motivi astratti o
surreali. Ma il viaggio ancestrale dell’ artista nella profondità della mitologia afro

15
IL MOTIVO DEI SINCRETISMI

lampi e dei venti, è la guardiana dei cimiteri. Con Obbá e Yewá forma la trilogia
delle divinità della morte.
Oggún: il volenteroso signore della selva e del ferro, generale di tutte le bat-
taglie.
Ochosi: il cacciatore che provvede al sostentamento della famiglia, è anche
guardiano del carcere.
Changó: Changó, signore del fulmine e del fuoco, è il simbolo del “macho”
cubano, festaiolo, donnaiolo e maschilista.
Obatalá: “Obatalá, immacolato e giusto”, orisha della pace, del pensiero e della
saggezza, è androgino. Rappresenta il principio della creazione.

GUIDO BOLETTI

Nato a Milano nel 1961 è artista autodidatta dal 1988, trova nella musica la
sua prima fonte d’ispirazione per dedicarsi alla pittura. Nel suo percorso par-
tecipa a numerose mostre individuali e collettive toccando oltre alla provincia
lodigiana, varie città italiane e straniere, da alcuni anni opera in Brasile. Il suo
lavoro si concretizza anche in altre forme espressive producendo opere in
vetro-fusione, serigrafia, ceramografia, design di gioielli d’artista, l’ illustrazione,
happening pittorici televisivi e teatrali. Sono presenti opere in collezioni private
e pubbliche: al Teatro alle Vigne di Lodi, nel Museo di arte Sacra Diocesana a
Lodi, nella collezione di arte contemporanea della Provincia, al M.i.M. (Museo
in Motion) di San Pietro in Cerro (PC), nella sede dell’Associazione ACIBRA di
Belo Horizonte, Museo di Juelich (Germania) “Galleria di Minerva”. Tra alcuni
premi e riconoscimenti ricevuti si segnala nel 1990 il 3° premio del Ministero
delle Poste del Giappone in un concorso indetto per la creazione di nuove
edizioni filateliche; 1993: 1° premio concorso ‘Circolo culturale E. Archinti’ di
Lodi; 2001 premiato con la medaglia d’oro dall’associazione culturale ‘Monsi-
gnor Luciano Quartieri’.

DUE CHIACCHIERE CON VALENTINA

Il tuo stile a che correnti artistiche si è ispirato ?


“In buona parte il surrealismo in generale. Poi la pittura di Kandinsky (nella sue
varie fasi) quella di Mirò, Klee e Chagall ad esempio sono altre fonti potenti.
Non trascuriamo che come scrivo (non a casaccio) nella bio, la musica è nella
genetica del mio dipingere.”

Come hai deciso di studiare la cultura degli orixa?


Essendo a conoscenza di questi culti tu in che divinità ti riconosci? e perchè?
“Frequentando prima e vivendo poi il Brasile non ho resistito al richiamo forte
che qui si respira nell’aria, orixás e candomble, ma anche congado, sono una
contaminazione africana che genera una corrente culturale non trascurabile.
Dato che vivo di arte e sono curioso... il gioco è fatto.
Chi mi ha letto i buzius ha visto Ossaim (l’orixa che conosce tutto il potere
delle piante e delle erbe) come mia guida e quindi lo eleggo insieme a Lemanja Guido Boletti: Lemanja, acrilico su tela, 35x70, 2001
che invece affascina me per mio conto.” ad un’altra manifestazione tradizionale afrobrasileira che si svolge nel Minas Gerais,
la Congada.  Miti e leggende, riti che comprendono danze e musica, soprattutto
“La serie di dipinti sul tema degli orixás ha visto la luce subito dopo i miei primi percussiva, hanno influenzato in modo sempre maggiore i miei lavori da allora in poi.
contatti ravvicinati con Salvador de Bahia nel 1996 e in seguito è cresciuta alimentata La prima tacca importante sul pennello è rappresentata dalla mostra tenutasi all’Ibrit
dalle letture, dai soggiorni successivi in Brasile e persino dalla partecipazione diretta (Istituto Brasile - Italia) di Milano e poi in seguito a Cannes nel 2001, il cui corpo mag-

16
I COLORI DEI SINCRETISMI

giore di tele esposte era proprio sull’argomento in questione. Certo, affronto sempre rituali del candomble; secondo la critica vengono usate a sfondo politico, con-
con ampia libertà di temi la mia voglia di dipingere, facendo suonare musica ai colori tro il disboscamento della foresta amazzonica e proprio per questo motivo la
che uso e lasciandoli danzare in molti modi diversi, ma il ciclo su Exu e compagnia è donna vestita da guerriera che scala la grande sequoia secolare è un omaggio
linfa vitale e generatore di immagini fantastiche di un universo meno lontano di quan- a Julia Batterfly Hill, eco attivista Californiana che nel 1977, trascorse 738 giorni
to si pensi anche per chi non ha radici ioruba.” su una grande sequoia californiana fino a che fu sicura che non l’avrebbero
abbattuta, per ciò è soprannominata dagli americani Reddwood. Rosso come
MATTHEW BARNEY IN DE LAMA LAMINA (2005) la sua “guerra di protesta ed il sangue della vita", dato che è stata due anni im-
mersa nel bosco. Dai testi critici uno che non ha mai visionato la pellicola po-
Ogun, master fo the world, trebbe dedurre che sul carro ci sono quattro personaggi umani: Julia, Oggum,
support of the newborn child Osain e Greenman, invece noi ci troviamo solo Julia e Greenman entrambi
Ogun is virile Ogun, rappresentano un unione tra Oggun e Osain. Gli ingranaggi del grande carro
master of the yam I cuts Ogun, infangato allegorico che sfila nella parata di martedì grasso rappresentano l’
with coronet of blood ingegneria, quindi Oggum dio del ferro che si fece strada impugnando il suo
Burns the forest, burns the bush machete e tagliando le erbe cattive proprio come la donna vestita da militare
Leaves the forest screaming
In the sound of flames
Hoe is the child Ogun
Gun is the child of Ogun

Ogun, maestro del mondo,


protettore dei neonati
Ogun virile Ogun,
comandante delle yam io taglio Ogun,
con un trofeo di sangue
Brucia la foresta, brucia il bosco
Le foglie della foresta urlano
Al suono delle fiamme
La zappa è il bambino Ogun
La spada è il figlio di Ogun

In questo componimento poetico Oggun viene considerato maestro del


mondo, forte e protettore dei neonati, colui che decide se tagliare le yam, una
specie di patate molto presenti nei paesi tropicali. Probabilmente, non solo per
procurarsi cibo, ma anche per estirpare le erbe malate che danneggerebbero
il bosco. É considerato dio del fuoco tanto è vero che dice che brucia il bosco
anche se in queste religioni bruciare Osain sarebbe distruggerlo e provocarne
l’ira. Diventa così simbolo di civilizzazione e costruzione, ma anche simbolo
di distruzione e guerra tramite il fuoco. Questo guerriero protegge tutti gli
strumenti tecnologici e l’ ingegneria in particolare le cose in metallo. Gli appar-
tengono la zappa e la spada che sono sue figlie anche se si dice che lui è stato Alcuni fotogrammi di Lama Lamina
creato da una spada che sarebbe Gu.
perché Oggun è il patrono dei soldati. Greenman e la sequoia rappresentano
Ennesimo lavoro di Matthew Barney sui processi di metamorfosi ed ibridazio- Osanyin, il dio del bosco esperto conoscitore di ogni potere di qualsiasi pianta
ne è De Lama Lamina, una pellicola 35 mm girata nel 2004 durante il martedì medicinale, quindi anche dei processi chimici. Lama Lamine è Gu, la spada mi-
grasso di Salvador de Bahia. Senza commenti di un narratore, parla tramite tica del dio che l’ ha concepito e che lui maneggia e conficca nel terreno dall’
la composizione sonora di Arto Lindsay, compositore newyorkese di origine impugnatura in modo che la lama fuoriesca. Julia rappresenta la sfera che esce
brasiliana. Il brano apre con una samba tipicamente caratterizzata dalla presen- dalla terra mentre Greenman è tutto ciò che riguarda la sfera sotterranea. Vi
za dei tamburi e delle percussioni africane che diventa musica elettronica per è una profonda relazione tra i due che si compenetrano metaforicamente
chiudersi in una pura preghiera yoruba a Oggum. tramite le azioni compiute che sono simili. Dalla terra e dalla conoscenza del
Le riprese della telecamera eseguono zoom e sono: laterali, diagonali, dall’ alto bosco l’uomo nel percorso esistenziale ha creato la civiltà tramite la tecnologia
e dal basso. L’ opera è un lavoro sulla mitologia afro-bahiana che deriva dai e la conoscenza della natura. L’ unione delle figure umane, alla natura e alla

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IL MOTIVO DEI SINCRETISMI

testi su argomenti scen- inquadrature su una forma


tifici come la termo ambigua con rumore della titoli di testa
dinamica pioggia come sfondo

a Cantanti e musicisti

l carro e motore con greenman

titoli di coda t Parata musicale e danze

r ruote del carro che procede


n Scalata dell’albero
a
immagini simili a piantine
t geografiche che si alternano
e però verso la fine c’è una
ripresa di green man che è
quasi completamente bosco
Sopra: schema della struttua del filmato

Nella pagina affianco: successione delle scene e intrecci

18
I COLORI DEI SINCRETISMI

Julia vestita da militare in cima con dei pali Mentre costruisce il


(oggun) scala la sequoia bianchi costruisce un giaciglio tira fuori le aste
(osain) perchè il pro- giaciglio simile ad e le osserva toccandole
gresso della natura è un’amaca a cui si aggrap- e strisciandole
dovuto alla tecnologia pa (ingegnieria) (masturbazione)

la casa è il simbolo della sua protesta


contro il disboscamento

Mentre crea il vaso green-


Con il procedere della man si masturba compene-
sfilata l’ uomo diventa trando il motore e lubrifi-
greenMan è appeso sempre più grottesco si
all’albero del motore candolo e questro proces-
trasforma il una pianta so sessuale fa scorrere i
(ingegnieria oggun) (osanyn). il suo becco festeggiamenti prorpio
sembra un fiore come il ciclo della vita.
l’albero può essere visto
come gu la spada leggen-
nel seguto del filmato Mentre procede
daria che scese sulla
l’albero del motore nell’ azione pian
terra è fu maneggiata da
diventa tornio ovvero piano cresce una
oggun per costruire la
tecnologia che modella figura animale, una
cività. Si vede fuoriuscire
la natura per creare la scimmia morta
la lama identificata nel
scultura de lama prodotto di tutto il
de lama lamine.
lamina. suo lavoro.

19
IL MOTIVO DEI SINCRETISMI

tecnologia scaturisce con una figura poli-forme simbolo di Eros e Thanatos una forma ambigua in metamorfosi che nasce dalla terra e pian-piano cresce.
che rappresenta il consumo legato all’ evoluzione. In questo caso se Oggun è Non si capisce se è una spada o una parte organica antropomorfa. E’ comun-
tecnologia e ingegneria, Ossae rappresenta la conservazione e la prevenzione que un simbolo di vita. (Del resto tutto il prodotto è metafora di vita, morte e
dalle malattie. La lenta metamorfosi delle due persone nel corso del video è rinascita tramite i processi di metamorfosi dell’ evoluzione umana).
una metafora del fragile equilibrio tra tecnologia e sostenibilità che rappresen- Intanto sullo sfondo il rumore della pioggia simbolo di vita. Seguono i titoli di
tano la vita reale. La scelta di un omaggio a Julia non è casuale, fa parte di un testa. Il resto del film è un alternarsi di scene girate durante le parate dove si
processo metamorfico perché nei due anni trascorsi sull’albero affermò che vedono danze, persone con volti coperti da cascate di perline che riprendono
era in grado di sentirne i dolori quasi come se fosse diventata lei stessa l’ albe- il processo della pioggia, tamburi e una band elettronica con un cantante che
ro.Trovo inadeguata la definizione di "documentario" usata dai critici in quanto canta, l’albero che viene scalato e Greenman aggrappato all’albero del motore
si tratta di una vera e propria “composizione musicale” dove i brani samba che usa come tornio per modellare l’argilla e fare un vaso, poi, ci sono dei pri-
identificano l’ immenso panorama ritmico brasiliano che è caratterizzato da mi piani sulle ruote del camion che procede nella sfilata del carro allegorico.
tante influenze. I cambi di inquadrature precedentemente accennate rendono la costruzione
Ovviamente la traduzione è quella di una persona che studiando e avendo simile alla trama di un pizzo o delle cascate di perline usate come maschere
incontrato nel suo percorso l’ opera Barneyana ne sa interpretare almeno in nelle danze rituali. Julia è vestita da militare quindi rappresenta Oggun nel ten-
parte la metafora, conoscendo il paradigma stilistico ed inoltre da appassio- tativo di scalare l’albero estrapolato dalla foresta ovvero Osain per progredire
nata comprendo l’ immensa vastità legata alla cultura religiosa, musicale delle nella costruzione della civiltà ma anche nella sua protesta contro la deforesta-
danze rituali brasiliane. zione. La donna è legata a Greenman nelle sue azioni.
L’ opera si apre con una serie di testi che spiegano processi fisici e chimici come L’ Uomo-foresta utilizzando l’albero motore come tornio e quindi la tecnolo-
la termodinamica (ricordiamo che Barney conosce benissimo l’ anatomia uma- gia, modella un vaso, metafora della scultura (Barney si pensa come un Miche-
na e la medicina perché è stato abile giocatore di football, ha studiato medicina lagelo contemporaneo quindi ogni suo elaborato è scultura) proprio come il
a Yale laureandosi poi in Belle Arti.) Dopo questo, le inquadrature riprendono giaciglio (amaca) che è costruito in cima all’ albero. La donna mentre estrae le
Schema dell’ installallazione de Lama Lamina presso il centro Inhotim di Bahia

Trattore con scultura dell’albero

Donna stesa

20
I COLORI DEI SINCRETISMI

aste e costruisce, osserva e tocca queste caratterizza la pellicola non lascia trasparire la fisicità dei personaggi e non
come in un atto di masturbazione, atto che è esplicito, diventa quasi un gioco psicologico legato ai passaggi di stato ed
nella sfera sotto compie Barney compene- ai movimenti della creazione. Lo si può intuire dai gesti dei protagonisti dalla
trando il motore e lubrificandolo permet- costruzione e dall’ uso della tecnologia, il movimento dei pistoni che diventano
tendone la progressione. Julia si stende nel tornio riprende l’ascesa e la discesa dei testicoli. I movimenti della mano che
giaciglio mentre Greenman che è sempre realizza il vaso assomigliano a quelli della Hill che realizza il giaciglio sull’albero.
più grottesco è coperto di piante, pellic- Parlando della denotazione mitologica l’uomo-bosco fa in realtà capo a molte
cia ed ha un becco che fiorisce in un culture africane; qui si identifica nell’ unione delle entità yoruba di Oggum e
simbolo di vita come tutti i germogli che Osayn, la medicina naturale e la tecnologia nella mitologia nera sono figure
lo coprono, e maneggia una scimmia mor- distinte anche se tra i vudum abbiamo una figura come Ague il signore della
ta. Tutti i personaggi sono simbolo di vita, freccia e delle erbe mediche che unisce Ochose il dio cacciatore e Osae che
morte e rinascita compreso il carnevale. vive nei boschi ed ha insegnato agli uomini a parlare e a fare musica, quasi un
La zona-albero e la zona-motore, simboli predecessore di Ogau Je Je (in realtà assorbito dalla cultura yoruba) è padrone
della complementarità delle due divinità dei tamburi.
sono il processo di evoluzione che nasce Si può accennare che questa figura duplice in realtà comprende una trinità
dalla terra proprio come Oggun e Osain quale Ochosi, Osain e Oggum appunto già citati e si collega a Osun poiché
e tramite la conoscenza di Osain e l’abilità è la terza figura insieme a Ochosi. Nella parte superiore del carro, l’ albero
di Oggun permettono la vita. Possiamo dire che le due entità sono comple- simboleggia Osainnin, la natura e viene scalato dall’uomo che tenta di progre-
mentari per cui da uno nasce l’altro e viceversa. Quindi Hill e Greenman sono dire nella vita grazie alla tecnologia, diventando quindi nella metafora Ogum.
complementari e si compenetrano tramite le loro azioni simili. Per Batterfly, La grande sequoia che rappresenta il medico del monte e che viene scalata
Gu e nelle aste metalliche mentre l’ uomo verde diventa l’albero motore, che dal guerriero ha inoltre un significato politico, diventando simbolo della lotta
sono come la spada conficcata nel terreno. contro il disboscamento della grande foresta amazzonica. In questo caso si
Sul suo lavoro Barney ci dice: “Non ho fatto altro che reinterpretare a modo appellano entrambe le divinità in quanto guaritori dell’ umanità, poiché sia
mio il processo vitale che, in ognuno di noi, porta necessariamente una trasfor- la natura che la tecnologia permettono un buon sviluppo della vita con un
giusto equilibrio tra le due parti. La lotta per la sopravvivenza della natura è
rappresentata anche dal trattore del disboscamento poichè esso è un mezzo
che solitamente è legato alla distruzione, ma che può essere anche simbolo di
rinascita proprio come Oggun che costruisce e distrugge, combatte e guari-
sce mentre Osain è simbolo del ciclo vitale che da un seme diventa albero poi
frutto per poi tornare seme ed è proprio l’anima di ogni pianta che punisce
coloro che distruggono la vita alla radice bruciando piante e distruggendo
boschi. Tutto questo si relaziona alla metafora dello scultore, poiché la crea-
zione di un’ opera che viene plasmata piano piano è come la nascita della vita
nella natura. Il fumo del trattore simboleggia il processo di un cammino che
si evolve, infatti a fine film Patricia si costruisce il suo nido con aste metalliche
proprio come un uccello costruisce il giaciglio in paglia. Matthew Barney apre
così un dialogo tra umano e divino dove la metamorfosi formale è dovuta ad
un processo sessuale e permette agli esseri viventi di accedere all’ axe (energia
sacra) e per la metafora Barneyana l’axe potrebbe essere il mercato dell’arte
che è una torta mai pronta, quella torta che ci rende il linguaggio dell’artista
così complicato.

Installazione al centro Innhotim di Bahia L’ installazione con il titolo dell’ opera è ora presso il centro culturale Inhotom
di Bahia e si tratta di un trattore infangato che gira e porta una scultura di
mazione”. un albero, per terra stesa una donna che in questo caso oltre la fusione delle
divinità rappresenta la fusione di Julia e di GreenMan. Ricordiamo che il tutto
Racconto il modo in cui una forma combatte per trovare una propria defini- avviene in una grande doppia cupola in vetro e metallo nel cuore della foresta
zione” che vive, quindi come Oggun e Osae. L’installazione è stata ripresa con le stes-
Certamente come abbiamo constatato precedentemente, il lavoro di Barney se inquadrature della pellicola cinematografica. Come in generale nelle opere-
è legato alla masturbazione, non a caso svolgendo ricerca lo si trova a fare scultura di Barney, ogni elemento scenografico, persona, oggetto, ambiente o
parte di rassegne cinematografiche sul tema dell’ erotismo. L’erotismo che evento diventa: spazio, personaggio e zona.

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IL MOTIVO DEI SINCRETISMI

BASQUIAT GRAFFIANTE E “ANTIGRAZIOSO”, UNA LEG- insomma, che tra l’altro vede la raffigurazione di angeli e di maschere apparte-
GENDA SUI MURI DELLAGRANDE MELA nenti alle sue radici in una vera riscoperta dell’ “orgoglio black”. Lui desiderava
essere un artista di successo, non un artista nero di successo. Certo, il suo
“Ognuno di noi ha il suo Exu e deve affrontarlo per conoscere il bene e il male” tratto così infantile è molto duro da capire: rifiutava qualsiasi regola; le regole
del padre troppo autoritario che parecchie volte lo spinsero a scappare da
Possiamo pensare che la vita fulminea di Jean Michel Basquiat sia una vera e casa e le regole della prospettiva che rendevano, secondo la sua maestra, i
propria leggenda metropolitana, proprio come quei tratti così grintosi con cui suoi disegni poco rassicuranti. Nelle sue storie c’è una cultura vastissima: arte
ha scritto leggende sui muri di una New Yorck ossessionata dal consumismo moderna e contemporanea, illustrazione e animazione, fumetti, romanzi, leg-
e dall’ economia del successo dove tutto corre fin dagli anni ottanta in cui gende africane, musica (faceva parte di una Band ed ha collaborato con Arto
l’artista ha raggiunto la sua maturità. Di madre portoricana e padre haitiano- Lindsay). Nella sua breve ascesa ha collaborato con Andy Warhol, prima che
dominicano, Basquait usa tele e muri della città per narrare leggende o storie l’eroina lo uccidesse nel 1988 a soli 28 anni.
di uomini neri che, consapevoli del loro passato come schiavi, hanno sfondato Il titolo di Angelo fa si che l’elemento circolare posto in alto più o meno al
nella musica e nello sport. Inoltre racconta il passato delle torture toccate agli centro venga percepito come un’ aureola. Qui possiamo ricordare la forma-
schiavi e le loro rivoluzioni per arrivare al riscatto. Una vera lotta al razzismo zione che la madre diede al giovane fin da piccolo, visitando con lui musei

Basquiat: Exu,1988, acrilico e pastello a olio su tela, 199,4x254 cm

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I COLORI DEI SINCRETISMI

e gallerie d’arte, ma anche il fatto che l’artista osservasse la donna mentre


ricamava figure sacre cristiane sulle tovaglie. Su uno sfondo non uniforme di
pennellate rosse, il corpo del personaggio è composto da due grandi macchie
nere che vengono intervallate qua e là da macchie bianche e macchie rosse
riprendendo lo sfondo. L’incontro di queste forme da vita alle espressioni del
volto ed ai movimenti del corpo, sembra quasi che l’angelo voglia abbracciarci.
Le pennellate bianche, inoltre, sembrano essere mentalmente riconducibili a
delle cicatrici che danno vita a forme tipiche della religione cristiana come del-
le croci ed il rosso è il colore causato dal sangue che ne sgorga salendo fino
agli occhi. Questa creatura sovrannaturale è proprio come un umano dato che
non ha colori candidi ne soprattutto le ali, fa ricordare il Legba vudun che è
rosso e nero e che è buono come un angelo se è il vecchio contadino, ma di-
venta cattivo e dispettoso diavoletto nei panni del giovane Carfur, suo fratello.
Sono dei del destino, il destino che dondola e si sta scrivendo pian piano nella
sua vita d’ artista con il desiderio affermarsi.
Nel grande puzzle intitolato “Grande spettacolo” (pagina 4) si incammina a
riscoprire le sue origini che lo condurranno all’ orgoglio black, troviamo la po-
esia e lo spartito musicale di una storia dura fatta di sottomissione e di difesa
segreta del proprio credo per farlo sopravvivere. Le figure umane si unificano
con lo sfondo nero e danno l’idea di un comandante che impone ordini ai
marinai massacrandoli se non rispettavano il culto dei padroni e se non si
convertivano abbandonando le maschere del passato (nel dipinto a sinistra).
La grande macchia nera sulla destra è una specie di fantasma di un culto che
non vuole morire nonostante lo sfondo lasci intravedere gli spargimenti di Basquiat: Cavalcando con la morte, 1988, Acrilico e pastello ad olio su tela, 248,9x289,6 cm, collezio-
ne privataTony Shafrazi Galery, New york
sangue. Del resto dal 1600 al 1980 la condizione dei neri non era cambiata
affatto, ricordiamo che la prima firma del Basquiat adolescente era SAMO, una
abbreviazione di una frase che ironicamente faceva riferimento a questo fatto latina come Arto Lindsay, musicista di origine brasiliana e molto probabilmen-
il cui significato è “the same old shit” (qualche vecchia merda) proprio come te in questo periodo viene a conoscenza del candomble. Infatti rappresenta
venivano trattati gli schiavi. Nella storia del popolo nero lui ha inciso proprio Exu, una divinità del culto yoruba in Brasile,(ma non fa solo parte dei sincre-
quei culti che pur di sopravvivere si sono fusi con il cristianesimo dando vita tismi brasilani, è una delle più diffuse divinità latino americane ovviamente
a nove religioni. Così nasce Exu, l’angelo caduto che si origina tra incroci di ogni cultura ne da un nome differente) che anche se è fondamentalmente un
graffi e macchie di colori proprio come lo scarabocchio di un bambino che bambino dispettoso e giocherellone viene associato ad un piccolo diavoletto.
determinano l’essenza del dio dei crocevia. Non a caso sembra che il volto abbia le sembianze grottesche di un lupo con
L’ artista suonando nella sua band viene a contatto con persone di origine orecchie appuntite simili a corna. I colori che compaiono sono il rosso e il
nero. Essendo una divinità padrona del destino, probabilmente l’averla dipinta
prima di morire significava che desiderava una morte nella piena fortuna e
una buona chiusura della sua vita. Nel nome in alto è circondata la seconda
lettera quasi a sottolineare la condanna che si era creato negli anni con la
droga. La x è la croce di S. Andrea, che nella simbologia rappresenta un pe-
ricolo e il piccolo orisha lo accompagnerà alla morte come giusta punizione
perché diventa santo buono quando lo rispetti e demonio se non lo ascolti. Il
giallo dietro può essere il suo legamne con Oxum che rappresenta la madre
a cui si chiedono consigli e se non viene ascoltata provoca le ire del diavolo
che ha mille occhi e perciò vede tutto: il passato, il presente ed il futuro so-
prattutto. Ancora il giallo può radicarsi nella cultura haitiana dove è uno dei
colori di Legba-Carfur che tra l’ altro si lega anche a quegli scarabocchi che
prendono la forma di una sigaretta poichè Legba ha tra gli attributi una pipa.
Tra i colori che cospargono la tela possiamo dire che essi denotano forse le
relazioni con altre divintà quali: Changó, Gran Bois, Baron Cimitero,Oggun,
Basquiat: Senza titolo (Angelo), 1981, acrilico su tela, 244x429 cm, collezione privata
Tony Shafary Galllery - New York Oxosi e appunto Oxum. Simbolicamente le lettere scritte in alto si possono
identificare nella seguente maniera: E come le strade della vita tra le quali ti

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IL MOTIVO DEI SINCRETISMI

conduce Exu; X come il pericolo per eccellenza ed il croce via e U come il di schemi astratti. Per la ricchezza del suo contenuto sovrannaturale questo
coronamento finale, le corna, attributo principale del Lucifero cattolico con cui dipinto è definito, neobarocco, neometafisico e neormatico.
viene sincretizzato. I legami di Exu sono infiniti poichè è guerriero, divinatore e Questa composizione è da considerarsi un universo onirico proprio come
dio del bosco che segna inizio e fine a tutto. Il corpo del dio pare scomposto in la dimensione che si forma per una persona quando viene a contatto con il
tre parti riprese da punti di vista differenti e probabilmente Basquiat riprende mondo dell’ occultismo. Contiene in sé tutte le angosce e le preoccupazioni ad
l’estetica cubista di Picasso. esso legate. Nell’ illustrazione compaiono delle maschere ed attributi che ap-
Una tela dal fondo grigiastro simile al tono freddo dell’ intonaco di un vecchio partengono al diavolo. La purezza rappresentativa da vita ad un collage di ele-
muro o una pittura che sembra essere uno schizzo non finito di dipingere menti africani e polinesiani, un elemento fantasmatico: l’anima di Belial con le
“questo è cavalcando con la morte”. In groppa ad uno scheletro bianco che tipiche corna che lo rappresentano mentre ripone un uovo; un Eleggua con il
può essere Barone Cimitero, una divinità vudun che prende solitamente le suo coltello in una mano e una testa di pappagallo. Lam diventa un cantastorie
sembianze di un teschio, c’ è Basquait nel tentativo di dominare la morte che che racconta miti popolati anche di quelle figure leggendarie taine (dei tainos)
ormai sopraggiungeva. Sono chiari riferimenti al vudù, lo stile graffiante di que- che una volta abitarono l’ Isola Grande e questo affiora nei diavoli che dipinge.
sto giovane che attinge a modo suo dal cubismo picassiano sarà una fonte di
ispirazione per il pittore cubano Wiffredo Lam di cui parleremo nei prossimi
paragrafi.

WIFFREDO LAM : LA SUA “JUNGLA”, MITI E SURREALI-


SMO (Traduzione di Valentina Bracci.Tratto da “pintura de Paola Gruchard)

Wiffredo Lam lasciò Cuba nel 1923 per esporre per la prima volta a Madrid.
La sua pittura è caratterizzata da un incredibile potere di sintesi che riassume
le varie influenze delle sue origini. Le sue composizioni presentano la struttura
di un quadro tipicamente attribuibile al cubismo sintetico, fu influenzato infatti
da artisti come Matisse e Picasso. Il culto della “negritù” ed il primitivismo
erano molto in voga in quegli anni in Europa e non solo per quanto riguarda la
pittura, ma anche la musica jazz francese di avanguardia. Questo fu fondamen-
tale per l’esordio di Wiffredo. In effetti nel dipingere dell ‘artista troviamo un
vero e proprio culto ancestrale che racchiude tutta la magia dei riti afro cubani.
Egli proprio come Picasso riproduce alcune maschere e come i pittori del ri-
nascimento dipingevano la mitologia greca, Lam riproduce quello che riguarda
la santeria di cui era praticante e nei suoi quadri ci sono dei forti riferimenti
alla cultura bantù. Su di lui Breton scrisse:

“É probabile che Picasso abbia incontrato in Lam l’ unica conferma di un uomo


che ha compiuto una relazione del suo cammino partendo dal meraviglioso
che porta in sé, il punto della coscienza più alto, assimilando in loro le più alte
discipline artistiche europee.”

Nel 1947 il pittore partecipò ad una mostra surrealista sull’ occultismo. Esper-
to nel campo dell’ occulto, Pierre Mabille scrisse su pittori tra cui anche Wif-
fredo Lam che gli dedicò due opere: “la giungla” e “pittura rituale”. Non era
in stretti rapporti con artisti e poeti cubani, ma conosceva etnologi che in quel
periodo studiavano i culti afro-cubani e le influenze che avevano portato gli
schiavi deportati nel periodo della colonizzazione dell’ isola. Fondamentali per
Lam furono gli studi di Fernando Ortiz come il libro “ “Caotraputeo cubano
del tabaco u del azucar”, ma anche Lydia Cabrera con il libro “El monte”. Ortiz
penetrò a tal punto nella pittura del maestro che i suoi elaborati appaiono pu-
ramente magici. Era influenzato dall’ iconografia africana: i suoi dipinti avevano
la delicatezza e la precisione della scrittura cinese e l’energia della cultura nera.
La giungla fu una composizione cromatica stupenda ed un grande esempio di Hector Hyppoliter: Papa Zaka
tecnica che sconvolse tutti. Qui vi è una grande ricchezza di figure plastiche e

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I COLORI DEI SINCRETISMI

Introduce tra i suoi demoni anche i Guijes che abitano i laghi nella mitologia
afro cubana. Breton ci parla dei lavori di Wiffredo come di grandi vever (i
simboli che identificano i vudù, ricordiamo che nella sua pittura c’è tantissimo
sulle firme che determinano la regla kimbisa ed anche l’influenza abakua.) La
sua pittura diventa un folgore tropicale scatenato da spiriti ancestrali di tutte
le culture tribali venute con i negrieri.

LA PITTURA NAIF HAITIANA:TRA I COLORI VIVACI DEL


VUDU (A cura della redazione di El salesrito latin magazin)

“Se pensiamo ad Haiti due cose ci vengono subito in mente: il vudu e la pittu-
ra Naif. La terra dei sortilegi dove si narra di morti resuscitati che diventano
zombie e dove i tamburi segnano il ritmo delle apparizioni degli spiriti dei Loa
(nome che identifica le divinità vudù), è anche la patria di una pittura cono-
sciuta ed apprezzata in tutto il mondo per la sua spontaneità e la vivacità dei
suoi colori: la pittura Naif appunto. Il termine Naif in francese significa ingenuo,
a identificare la semplicità e la mancanza di ogni regola accademica che iden-
tificano le opere haitiane: i quadri Naif si riconosco per il loro stile “primitivo”,
in cui spesso non esiste la prospettiva, le figure umane sono stilizzate e il co-
lore domina in tutte le sue estensioni cromatiche. Senza ombre ne pennellate
nette. Altra caratteristica della pittura Haitiana è la sua ampia diffusione nel
territorio: che ti trovi a Porto Principe, la capitale o in un piccolo villaggio, i co-
Francisco Ollernn: El Jardin
lori e le forme della pittura Naif ornano strade, case, camion tanto che alcuni
studiosi definiscono il popolo haitiano come un popolo di pittori. riti di evocazione dei Loa) tracciano per terra con della farina prima di iniziare.
La pittura ad Haiti è legata alla pratica vudù sia per la stilizzazione delle forme La religione vudù inoltre assegna un significato preciso ad ogni colore: il bianco
che per l’uso dei colori. Per primo bisogna risalire ai vevers: i disegni simbolici è legato all’ innocenza, il verde è la speranza, il blu è la penitenza, il rosso la
che hougan e mamabo (rispettivamente uomini e donne pienamente iniziati ai vittoria e la guerra. Il vudù inoltre è fonte di ispirazione per molti pittori, sia nel
presente che nel passato non sono rari casi di hougan che sono anche pittori
come Hector Hyppoliter, artista famoso nonché capostipite riconosciuto della
scuola pittorica Naif haitiana. I temi ricorrenti sono anche opere pittoriche
sulla vita quotidiana degli isolani, la natura e i paesaggi.
La cosa che più colpisce lo sguardo e che impressionò anche grandi artisti del
passato, come André Breton, pittore francese non che teorico del movimento
surrealista novecentesco, è l’allegria che in questi dipinti traspare. Che sia l’uso
dei colori sempre sgargianti ed accostati con grande fantasia, o l’atmosfera
innocente, o le figure quasi infantili, guardare l’opera Naif ispira un grande
senso di solarità. Anche questo è da rispondere in parte al vudù: infatti anche
nell’ immaginario comune queste pratiche sono associate alle tenebre ed alla
magia nera, nel novanta per cento dei casi si tratta di magia bianca, attuata per
ottenere benefici e dialogare con gli spiriti supremi che secondo questo culto
convivono costantemente con i fedeli. Inoltre questa religione è nata nelle co-
munità di origine africana, dove ci si rifugiava dai soprusi della schiavitù prima
della povertà di oggi.
Per i neri la pittura rappresenta un momento felice di evasione dalla quoti-
dianità dove si mescolano di continuo reale e sovrannaturale. Nella storia del
movimento Naif ad Haiti da ricordare è il 1944, quando Devis Petters , un
americano giunto sull’ isola ad insegnare inglese, affascinato dall’ opera di Philo-
mé Obin intitolata: “Arrivo del presidente Roosvelt a Cap Haitien”, scopre un
mondo di pittori autodidatti e decide di aprire il Port-ao-Prince Centro D’arte
Wiffredo Lam: la Jungla
per diffondere la pittura isolana. Grazie al suo intervento i pittori acquistano
maggior conoscenza della loro arte, che con l’arrivo dei turisti nordamenricani

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IL MOTIVO DEI SINCRETISMI

riesce a varcare il confini della nazione, a giungere in Europa ed espandersi il mare oscuro a trovarsi in un mondo luminoso come il precedente dove
in tutto il mondo, incontrando il gusto di molti collezionisti ed appassionati. continuano con buona fortuna a suonare e a sfondare, divertendosi e bal-
Gli studiosi individuano tre scuole (anche se non è corretto definirle così in lando, ma sempre con i piedi ben saldi nella cultura cubana che li rende forti.
quanto ogni artista interpreta la pittura in maniera assolutamente personale): Attraversano un tunnel scuro che sembra essere scavato in una ceiba, l'albero
la scuola del nord di Cap-Haitien con a capo Philome Obin i cui temi caratteri- sacro che è forte come loro ed è l’ unico albero che non si può abbattere
stici sono la vita quotidiana e la storia di Haiti; Movimento Saint Soleil, nato nel che aiuta e consiglia. Continuano a ballare condividendo la loro gioia con i
1972, che incita a dipingere seguendo l’istinto e non le lusinghe del mercato; piccolo Orischa che alla fine li saluta mentre loro continuano il loro cammino
Scuola del sud con a capo Prefete Dufaut il cui tema dominante è il vudù.” di buona sorte. Un musicista della formazione chiude il sipario nero con le
decorazioni come quello che apre inizialmente. Eleggua si aiuta sempre con il
LOS VAN VAN VDEOCLIP “CHAPEANDO” guarabato simbolo di fortuna. In tutto il video l’ orchestra storica compare con
immagini fotografiche scontornate ed applicate ad un mondo fantastico che li
Nel 2004 Los Van Van producono un brano intitolato Chapeando e lo incido- rende onirici a tal punto che in alcuni fotogrammi li vediamo volare o volano
no come prima traccia sull’ albun omonimo. Un pezzo dove si invoca l’aiuto i loro strumenti o le mani di Formel si trasformano in machete che annulla gli
degli orisha per procedere nel cammino e di cui nei capitoli seguenti viene ostacoli. Inoltre i garabatos vengono utilizzati come se fossero degli strumenti
estrapolata l’analisi poetica. Ovviamente viene promosso con un video clip musicali e non strumenti a caso, ma diventano la clave, strumento e figura
realizzato in collaborazione con alcuni artisti che hanno fornito una serie di musicale su cui si basa piramidalmente tutta la musica cubana.
loro illustrazioni che si intrecciano e si sfumano tra loro creando uno sfondo
animato. L’ animazione probabilmente è dovuta la fatto che il protagonista del
video è il piccolo Elleggua, il monello messaggero divino. Eleggua dopo i titoli
di coda su uno sfondo nero con alcuni segni gialli simili ad un dipinto rupestre
apre la porta e corre verso un grosso albero, probabilmente una ceiba, dove
riceve i suoi simboli, machete e guarabato che userà per farsi strada nel bosco
verso il monte ed aprire la strada della fortuna ai musicisti. Segue il ritratto
di un profilo femminile che è Yemaya a cui è dedicata la prima strofa della
canzone. Poi la telecamera esegue uno zoom sull’ orecchio fino ad entrarci
dentro, quasi fosse una grotta sotto ad un fiume. Gli strani esseri che si trova-
no dentro, somiglianti a degli alieni, sono stati disegnati da Manuele Mendive
e sembrano rappresentare dei piccoli angeli custodi con cui gli artisti parlano.
Giunti alla fine della grotta suonando e ballando trovano una cascata. Nei
fotogrammi successivi presentano alcuni disegni di Alexis Leiva (Kicho) i quali
più che pitture sembrano essere tratti animati di uno di uno schizzo eseguito
dalla mano provocante di un graffitista. La cascata è generata da un secchiello
da cui esce un pesce che si tuffa in un mare invaso da secchi usati come bar-
che, in uno dei quali troviamo Formell che chiede esplicitamente l’ aiuto della
grande madre dei pesci per poter di nuovo attraversare l’ oceano con le sue
composizioni musicali.
Cade in mezzo ad un pentolino enorme circondato dalle barche che ha svaria-
ti significati: dal ritmo salsa formato da tanti ingredienti proprio come in cucina
(Yemaya e Ochun, le due sorelle sono dee della cucina), alla pentolaccia dove
vengono mischiati oggetti, erbe e talvolta anche sangue per riti di magia (è la
così detta nganga). Ma cosa c'entra Yemaya con la stregoneria? Semplice, è la
regina delle streghe. Eleggua procede nel suo compito liberando la strada ai
musicisti che seguono il loro cammino resistendo anche alla più grande delle
calamità e mantenendo i piedi in terra anche quando gli alberi più grossi e
meglio radicati vengono spazzati via da un uragano. Camminano suonando,
ballando e cantando perché questo è il loro modo di vivere e vogliono con-
tinuare. Giungono alla Yemaya raffigurata Eduardo Roca Salazar (Choco), che
sembra uno schizzo ad acquerello dai toni cupi perché non si sa quale sarà il
loro destino. Il totem che è il tempio della dea si apre, quasi come una chiara Da pagina 27 a pagina 30 > Los Van Van con illustratori vari: Chapeango, (alcuni fotogrammi) , 2004

metafora del monte e li fa entrare. Questo fotogramma si ricollega a quelli ini-


ziali perché ricordiamo che le porte sono tutte di Eleggua. Gli artisti chiedono
l’ occhio di Yemaya che con la sua benevolenza di madre li aiuta ad attraversare
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i colori dei sincretismi

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IL MOTIVO DEI SINCRETISMI

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I COLORI DEI SINCRETIMI

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IL MOTIVO DEI SINCRETISMI

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i colori dei sincretismi

HECTOR JULIO PARIDE BRENABÓ (CARYBE)

(Lanús, 7 febbraio 1911 — Salvador, 2 ottobre 1997). Fu: pittore, incisore,


disegnatore, illustratore, ceramista, scultore, muralista, ricercatore, storico e
giornalista argentino di origine brasiliana. Durante l’ epoca in cui viveva Rio de
Janeiro, fu “escoteiro”. Là, arrivò sconosciuto e fu chiamato Carybé (il nome di
un tipo piragna). L’ artista allora come soprannome assomigliava al suo fratel-
lo anche egli pittore. Lavorò molto nel campo delle arti. Illustrò libri di Jorge
Amado e Cem Anos di Solidão di Gabriel García Márquez. Era “obá di Xangô”,
titolo d’onore del candomblé. Morì per problemi al cuore durante una seduta
in un tempio.
Una parte delle sue opere sono presso il Museo Afro-Brasileiro de Salvador,
sono ventisette pannelli sugli orixás del candomblé bahiano. Ogni tavola pre-
senta una divinità con la sua arma ed il suo animale liturgico. Le tavole sono
in legno di cedro, ha usato tecniche miste e materiali differenti per renderle
come un vecchio Banco di Bahia S.A., attuale Banco BBM S.A., che fu installato
alla agenzia della Avenida il sette settembre 1968. La sua arte è penetrata della
vibrante cultura mistica deila Bahia.

Alcune date fondamentali:


Carybe: Oxum, tecnica mista su tavola, 1968, Museo Afrobrasiliano di Salvador Barhia, Brasile
1921 Viene Battezzato con il nome di Carybe da un gruppo di “escteiros” del
Club Flamengo di Rio de Janeiro fondamentale è l’aver scritto ed illustrato “Cadomble na Bahia” lanciato da
1938 Lavorando per il giornale Pregon viene inviato a Salvador. Brunner editore di Sao Paulo.
1939 Presso il museo Municipale di Buenos Aires partecipa alla sua prima 1977 Si diploma e riceve l’ Onore e il Merito spirituale nel culto afro.brasiliano,
esposizione e lavorerà come illustratore per il libro “Macumba, Relatos de Xando de Padrinha au Oba de Xangó Carybe.
la Tierra Verde” di Bernardo Kardon che sarà pubblicato dalla casa editrice 1978 Realizza la scultura di Oxosi nel parco delle catacombe.
Tiempo Nuestro. 1981 Dopo 30 anni di ricerca realizza il libro: ”iconografia degli dei africani
1943 Insieme a Raul Brié traduce in spagnolo il libro “Macunaima” di Mario de nella Bahia”.
Andrade e illustra molti libri e romanzi come “Movimenti Tipici e Carnevale- 1982 Riceve il titolo di dottore onoris causa di UFBA.
schi” di Newton Freitas pubblicato da Pigmaleon. 1985 Realizza parti scenografiche per lo spettacolo teatrale La Boeme nel
1944 Continua la carriera di Illustratore e frequentando lezioni di capoeira e teatro Castro Alve e illustra il libro “leggende africane degli Orixa” di Pierre
conoscendo il candomble realizza pitture a tema. Verger edizione Curruppio.
1950-960 Lavora attivamente al movimento di rinnovazione di arti plastiche 1992 Illustra “la sottomissione di una santa: storia di una feticista” libro di Jorge
affiancando Mario Calvo Junior, Genaro de Carvalho e Janer Augusto. Amado
1951 Produce le illustrazioni per libri come: “opera della Collezione Reconça- 1995 Illustra un libro di Piere Verger:”Uso delle piante nelle società yoruba.”
vo” edito dalla Tipografia Beneditina ma soprattutto “Bahia, immagini della ter- 1996 Agnaldo Siri realizza un cortometraggio intitolato “Capeta Carybe” e
ra e del popolo” di Odorico Travares editato da Jose Olimpo di Rio de Janeiro Jorge Amado scrive un omonimo libro sull’ artista plastico Carybe, nato in
che gli permetterà di ottenere la medaglia d’oro alla prima Biennale di Libri Argentina e che è diventato il più Bahiano dei Brasiliani.
d’Arte Grafica.
1958 Realizza un murales ad olio per lo scrittoio della Petrobras di New Yorck CONFRONTI
e le illustrazioni per il libro “Le tre donne di Xango”di Zora Seljan editore
G.R.D Come si sa la santeria ed il Candomble hanno origini comuni, ma i rituali sono
1963 Diventa cittadino Bahiano. differenti come la storia dei due paesi. Entrambi però sono considerate reli-
1967 Riceve il premio Odorico Travares come migliore artista plastico dell’ gioni iconiche poiché si possono trovare rappresentazioni dei santi con simboli
anno. Realizza i pannelli degli Orixa per il museo Afro Brasiliano della UFBA e colori ad essi legati. A farsi interpreti della realtà Yoruba ci sono tra i pittori
di Salvador Bahia. sudamenricani anche due italiani, che, ormai sono considerati ambasciatori.
1968 Illustra i libri Carte di Pedro Vaz da Caminha a Re Don Manuel edito Questi due pittori hanno portato qualcosa in più dell’ immagine afro latina all’
da Sabia di Rio de Janero e Capoeira de Angola di Waldeloir Rego edito da Europa ed al mondo intero partecipando a varie esposizioni personali, collet-
Itapoa Editore di Bahia. tive e soprattutto a mostre internazionali. Hanno saputo mostrarci con le loro
1971 Continua la sua carriera di Illustratore, lavorando a molti testi tra cui tecniche la teatralità di un mondo quasi fiabesco ed onirico pari a quello della
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IL MOTIVO DEI SINCRETISMI

mitologia greca. Gli interessati sono Maria Giulia Alemanno, che si dedica alla Van commissionando una serie di illustrazioni ad artisti che hanno collaborato
santeria e Guido Boletti che è interprete del Candomble. Entrambi studiano in maniera eccelsa creando un’ opera unica e integrando tra loro vari stili in
e per questo si sono iniziati ai culti per soddisfare la curiosità tipica degli arti- maniera ottima. Certo Lama Lamina ha una dimensione molto più elitaria ri-
sti. Guido racconta di essere stato riconosciuti figlio di Osaim, mentre Maria spetto a quella popolare dei los Van Van, che uniscono uno stile onirico ad uno
Giulia è la figlia di Yemaya così spiega in un’ intervista. Guido ammette però di stile graffiante producendo una clip tutto sommato dalle scene abbastanza
riconoscersi in Lemanja ed entrambe sono ispirati dallo spirito della creazione colorate e luminose. Nelle scene del totem che tendono ad una gamma più
come si vuole per un artista, del resto la dea del mare non è che questo, un cupa però possono ricordare De Lama Lammina dove pur essendoci molti
simbolo di creatività universale e diventa protettrice degli artisti insieme alla colori il clima è più buio nonostante l’ allegria e lo scenario pieno di persone
figlia e sorella Ochun con cui divide i doni. Notando la tecnica di Maria Giulia tipico di ogni carnevale. Nel documentario dello scultore Matthew Barney
Alemanno troviamo l’uso degli acquerelli quasi come se la dea Yemaya avesse appare il confronto tra Ossaim, la medicina e Oggum, la guerra, i metalli ed il
voluto bagnare della sua acqua sacra il colore della pittrice sua protetta. Del lavoro i ambedue che vivono nel bosco, un luogo che nell’ immaginario co-
resto vi è forse una tecnica più affine per la figlia del mare? mune è cupo. Inoltre sia Osain che Oggun sono maghi e vivono nel bosco che
Realmente sono tecniche miste ma l ’acquerello è quello che permette di si lega alla magia nera. Questi si legano a Yemaya dei Van Van che è la regina
amalgamare quei tratti graffianti che si avvicinano ad una pittura rupestre. Gui- delle streghe e madre di Oggum ed a Eleggua padrone del destino. Los Van
do invece ci rappresenta un mondo tra tra sfondi musicali ispirati a Kandinsky Van fanno appello alla magia giocosa di Elleggua ed a Yemaya per proseguire
e delle figure che ci richiamano l’ oniricità di Chagall. Del resto non esistevano con la fortuna.
stili migliori per definire un modo mitologico e musicale come quello che
va descrivendoci con le sue pennellate di acrilico. Stranamente le sue forme Infine l’ultima coppia di artisti analizzati sono Baquaiat e Carybe entrambi
appuntite proprio come i segni graffianti della Alemanno si avvicinano a delle lavorano su gradi superfici l’uno è muralista e l’altro è graffitista. Certamente
pitture rupestri pur usando tecniche totalmente differenti, da una parte c’è un il segno di Basquiat ha una maggiore denotazione graffiante quasi come te-
acquerello e tecnica mista che crea della macchie sfuggevoli come gli sguardi stimonianza di un disagio politico, mentre Carybe rimane con un tratto tre-
puntati nel vuoto degli ocha di Alemanno, mentre dall’altra abbiamo la com- molante ma più rassicurante anche a livello di campitura. Dove l’ argentino-
pattezza di una stesura acrilica che talvolta viene graffiata da bordi neri e che brasiliano ci diletta con contorni un pò spezzati e con tinte per lo più piene, l’
consolida la musicalità degli orixa di Boletti. Pur essendo la campitura acrilica haitiano di adozione newyorchese ha un tratto più sporco e un colore molto
più piena rispetto ad un acquerello veloce, talvolta le immagini di Maria Giulia più “schizzato” degno del appellativo anti-grazioso che si era dato. Anche gli
con i loro contorni così classici sembrano diventare monumentali mentre Gui- sfondi sono più sporchi rispetto a quelli su qui lavorava Carybe. Carybe era
do da la sensazione di dipingere degli spiriti volanti che escono intersecandosi molto descrittivo a livello iconografico, ma, non ha creato dimensioni oniriche
su uno sfondo astratto fatto di tinte piatte e virgole di colore. mentre Basquiat dipinse quasi un incubo: quello di vivere in un luogo ostile
come la Grande Mela degli anni ottanta ed avere avuto un padre che non l'
Nel percorso che sto intraprendendo è dunque possibile confrontare due ha certamente aiutato.
opere caratterizzate dall’uso del video: il documentario DE LAMA LAMINA e
CHAPEANDO. Entrambi ruotano intorno alla storia afro americana ed ai suoi
colori: Barney con le maschere che partecipano al carnevale di Bahia e Los Van

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Icone sincretismi e confronti
“ Il ritmo che pulsa nei toni cromatici ti invade lo spirito poi ti chiedi:
chissà perchè quello spirito equivale a certi santi?. La risposta è nascosta
tra quelle pennellate di luce e die energia che raccontano la storia di
un popolo multicomatico”
Valentina Bracci
LE STORIE DELLA CREAZIONE

CUBA anche Oga Ogo ovvero l’ alto glorioso e Olowa signore. I bantú lo chiamano
Zambi O Zambiapongo. KOSI OBA KAN AFI OLORUN “non c’è altro signo-
L’ entità suprema, è una divinità di cui non si trovano rappresentazioni iconiche re che Dio”; con questa frase il candomble e la santeria dimostrano di essere
dato che è impossibile rappresentare l’immensità, i suoi tre nomi corrispon- religioni monoteistiche. Nelle nazioni Je Je, la figura del creatore porta il nome
dono a tre volti ed è la nostra trinità. Oloddumare è il principio supremo, ha di Evovudum o Evievodum.
creato il mondo e gli orisha, sta al centro del sistema come Dio onnipotente e
onnipresente detto anche Elleda ovvero energia divina. È associato a Olorun HAITI
che è il signore dei cieli in cui lui vive. Olofi è la terza figura paragonata a Gesù
Cristo. Le sue creature sono: Orula, Obatalà, Olokun e, secondo alcuni Elleg- Per i vuduisti il principio primo è rappresentato dai gemelli Mawu-Lizza: il sole
guà. Olorun divise il giorno e la notte, le stagioni e fissò la vecchiaia e la morte e la luna. Questo è il nome africano del Dio creatore. Questa entità viene
per il genere umano perché la vita infinita stava causando il sovrappopola- anche identificata con nomi provenienti da contrazioni di parole francesi quali
mento. Nella Kimbisa o Palo Monte è chiamato Sambi. Nei culti provenienti da Grand Met ossia Grande Maestro e Bomdye cioè Buon Dio. Tutta la teolo-
Haiti e dal Benin l’ essenza suprema si chiama Seguarinzu. gia vudù si basa intorno ai movimenti del serpente rappresentato da Dam-
bala chiamato anche Obatalá o Yenve (potenza della buca). Altri suoi nomi
BRASILE sono Danda Sembo (Grande Spirito Vitale), Sé-medô (Princípio d’ Esistenza)
e Gbé-dotó (Creatore della Vita). Ci troviamo davanti all' ennesima figura po-
Anche in Brasile la figura del creatore viene associata a Oloddumare, l’ univer- tentissima e non rappresentabile che fa del vudù una religione considerabile
so che è sempre giusto che è chiamato Olorun ovvero colui che creò Orun monoteista come spesso accade per i sincretismi dato che le divinità che da
(il cielo) e Aye (la terra). Il signore del cielo. Si pensa che dopo aver creato lui scaturiscono sono i vari aspetti della sua forza nonche della natura. Mawu è
Oxalà lui si ritirò lasciandogli il compito di creare la terra. Viene chiamato la parte femminile e Lizza è maschile.

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IL MOTIVO DEI SINCRETISMI

Il Dio cristiano e i confronti Yemaya decisero che il fuoco spento di alcune zone venisse assorbito nella
terra attraverso Il temuto e venerato Aggayù, il vulcano. Mentre il fuoco man
Anche nel cristianesimo non troviamo raffigurazioni di Dio Padre come enti- mano diventava cenere, si formò la terra e apparve Orichaoko che permise la
tà umana purchè il creatore ci abbia plasmato a sua immagine e somiglianza nascita di alberi, frutti ed erbe.
spesso viene rappresentato per astrazione, per esempio nei film su Mosè ve- Quando ormai Oko aveva creato i boschi, lì vi si aggirava Osain con la sua
diamo che appare lo spirito divino sotto forma di un fuoco di cui si sente solo saggezza e la conoscenza delle erbe mediche. In seguito si crearono le paludi
la voce. Il dio onnipresente, onnisciente e onnipotente secondo i dogmi è uno e dalle acque più stagnanti arrivarono le epidemie con Babalu Aye. Yemaya
e trino e qui la figura della trinità il dio creatore e Padre, il Figlio Gesù e la co- decise di creare i fiumi e l’acqua dolce perchè Olofi potesse creare gli esseri
lomba dello Spirito Santo. I miti della creazione hanno delle notevoli differenze umani. Nacque Ochun. Le due divinità si unirono in un abbraccio e diedero al
dalla parabola di Adamo ed Eva da cui secondo la Bibbia parte la stirpe ed il mondo un inestimabile ricchezza. Olofi si ritirò dietro il sole ed Olorun lasciò
peccato. Vediamo come nella Bibbia il serpente è simbolo del male, mentre l’incarico a Obatalà tanto puro, bianco e pulito di creare gli uomini, e fu un
nelle figure africane le divinià serpente hanno una accezione buona e pacifica. vero disastro. Vedendo tanta sporcizia si stancò e si ritirò a vivere tra le nuvole
Il nostro Dio è invisibile ma è ovunque, esattamente come le entità africane. da lì iniziò ad osservare gli uomini e si rese conto che qualcosa non andava.
Per i cristiani esistono angeli e demoni, mentre, le religioni tribali talvolta con- Olofi non aveva creato Iku (la morte) (Natalia Bolivar Arostegui Opolopo
cepiscono un essere completo che comprende bene e male che può essere Owo 1994 La creazione per la santeria)
singolo o descritto come una coppia di gemelli. Per il discorso vudù risulta
molto complesso perché le divinità vengono spesso unite in coppie di gemelli L’ etnia Fon era una etnia bellicosa e tra i suoi credo nel susseguissi delle bat-
maschile e femminile e tal volta come Legba e Carfour (bambino e anziano, taglie prendeva alcune figure religiose dai popoli sconfitti. I gemelli Mawu-Lisa
uno e violento e l’altro è buono). Esistono categorie differenti di Loa: i Rada, ovvero la luna e i sole vengono infatti da un’ altra popolazione beninese gli Aja.
spiriti buoni, i Petro, spiriti violenti e i Zandor che si pensa conferiscano ai loro Ci sono varie leggende della creazione e sempre c'entrano i gemelli creatori.
figli poteri speciali. Ognuno di questi culti è influenzato da altri culti minori e Si racconta che dopo la creazione divisero i compiti tra i loa, ma, anche di
spesso capita che ci siano le stesse divinità nel vudù o nella Kimbisa (palo mon- un principio primo, Nana Buluka che generò questa creatura e divise il giorno
te) nella santeria e nel candomble e viceversa. Come tutti sanno la parabola dalla notte perché Mawu, la luna, veniva da Occidente mentre Liza, il sole, da
cristiana racconta che Dio creò il mondo in sette giorni, ogni giorno si rese oriente. Il sole, fiero e paterno e la luna, gentile e materna, si congiungevano
conto di aver fatto un buon lavoro. nelle eclissi e così diedero vita alla gerarchia divina, tutti gemelli. Nel loroprimo
La differenza tra Dio e lo Spirito Supremo delle religioni africane è che nella parto Dada Sembo (altro nome di Mawu che sta per Grande padre o Spirito
mitologia africana dopo aver creato il mondo si è allontanato lasciando il com- Vitale) diede alla luce i gemelli Shapana: DaZodji e Niohwe Ananu. Poi creò
pito ad un’altra divinità di creare gli uomini per paura di poterli distruggere, So che era un essere androgino come lui. Nel terzo parto nacquero Agbe e
consapevole del suo potere immenso. Rileggendo tutto si può notare come in Naete Il quanto fu Egue il vecchio seguito dal vecchio Gu ed erano maschi e
realtà ne alla fine della creazione per i popoli africani ne alla fine della creazio- procedette con Djo, l’atmosfera che non aveva un genere definito ed in fine
ne del Dio Biblico sia stata creata la morte. Infatti nei miti yoruba, ad esempio, creò Legba.
possiamo prendere atto del fatto che Obatalà, creati gli uomini dopo aver Dopo la creazione di Aykumgban, il mondo passò al dominio di Sakpana. So,
notato un sovraffollamento e tanta confusione che infastidiva la sua purezza, per la sua somiglianza al progenitore, rimase in cielo per governare il clima. A
consultò Olofin chiedendogli di creare la morte e fu ascoltato. Dai miti afri- Agbe Naete fu concesso il dominio di Hu, il mare che rinfresca la terra. Ague si
cani alle parabole cristiane vi è un’altra differenza che sta nel fatto seguente: occupava di fauna e flora della terra, Gu fu inviato sulla terra tramite una spada
gli orixa o i loa vennero creati ognuno con un regno e con una lingua e per di metallo perché gli uomini sapessero abbattere gli alberi e per dominare il
mezzo di un messaggero comunicavano tra loro e con il Dio supremo, mentre creato avendo felicità e tecnologia. Djo separò il cielo e la terra e diede vestiti
nel cristianesimo all’ inizio tutti gli umani parlavano la stessa lingua, ma per una invisibili ai fratelli.
serie di eventi ebbero una punizione divina e fu fatto in modo che non potes- Legba è restato al fianco di Mawu e mentre gli altri fondavano i loro regni
sero più condividere il codice linguistico. In conclusione, sia gli orisha o i loa, ed ognuno parlava la sua lingua, lui acquistò il dono di essere messaggero del
che il Dio cristiano (nel Vecchio Testamento e nell’Apocalisse) somministrano Sommo e di parlare tutte le lingue che gli umani non conoscono. (La creazio-
delle punizioni. ne per il vudù)

CREAZIONE DEL MONDO Il grande Olodumare inviò Oxalá perché creasse il mondo. Gli fu promessa
molta sabbia, una gallina e cinque dita di un camaleonte. La sabbia era il sim-
Olofi viveva in un grande universo fatto di fiamme e vapore densissimo, ma un bolo del mare e la gallina il simbolo della terra mentre il camaleonte era un
giorno si annoiò di questo e così decise di abbellire il paesaggio cupo e ostile. simbolo di conferma. Prima di iniziare la sua missione non fece una offerta a
Fece scendere l’acqua e gli elementi solidi così tra le varie zolle si crearono Exú così egli si vendicò facendogli sentire molta sete e Oxalufà si ubriacò con
le voragini e l’oceano vasto e misterioso, casa di Olokun nei suoi punti più un vino ricavato dal tronco di palma. Olodumare inviò Oduduwa per verifica-
accessibili dimora Yemaya, la madre universale e madre degli Orisha. Dal suo re e vide che il dio era ubriaco così l’ incarico fu suo. Fu data un’ altra occasione
ventre sgorgarono la luna e le stelle. Poi Oloddumare, Obatalà e Olofi con a Oxalufà; doveva creare gli uomini, ma si ubriacò nuovamente e creò delle

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LE STORIE DELLA CREAZIONE

Diego Rivera: creazione, 1922-1923, afferesco con encausto e foglia d’oro, 109, 64 m2 anfiteatro Simon Bolibar, escuela Nacional Preparatoria, museo di San Ildefonso Città del Messic

creature mostruose.Odudua annullò le creature di Oxalá creando gli esseri di Kadi e fu rapita da Mpemba da cui così si originò Biavonsuno (il mondo
umani belli. Questo fù la causa delle loro lotte ove vinse Odua, il primo oni concreto e visibile) che proprio per questo riuniva il bene e il male. Nzambi,
(re) di Ife. Distribuì i suoi figli per creare vari regni poi tornò in cielo lasciando vedendo quello che era successo, scese sulla terra e Ntoto per rimediare
regnare la terra alle sue creature. (la creazione per il candomble Kutu) decise di dividere Baiawonsono creando: Menso (la vista), Nsumu (l’olfatto),
Vova (il suono), Mutu (L’udito) e Mboma (la percezione). In seguito Nsambi
Nzambi Mkuluundu creò Ntetembua (le stelle) come una grande tribù che fu con l’acqua e creò i pesci e con Ntembo creando i passeri perché se no
chiamo Nsulu e le divise in famiglie. Tra tutti i suoi figli prefersiva Muini (il sole) sarebbero stati soli. Poi per la terra creò gli elementi del paesaggio e tutti gli
e Ntoto (la terra) che si sposarono e crearono: Ngonde (la luna),Tia (il fuoco, animali. Dopo aver creato gli Mpongos, il mondo creò uomini e donne e gli
Maza (L’acqua ) e Ntembo (il vento). Poi dalla luna con il fuoco nacque Lufa Mpognos regalarono loro una parte dei loro poteri. Nzambi vedendo ciò fu
(la morte) e Mbi (il male). contento perché c’era armonia e si creavano le famiglie. (la creazione per il
La luna era malvagia, voleva che il fuoco si divertisse con altri parenti e non la Palo monte)
rispettasse, ma la terra però riuscì ad evitare questo proteggendo il corpo del
figlio. Il fuoco lottò con il sole che voleva oscurare la luna, al vedere questo il Nzambi dopo la creazione dell’ universo divenne Ngomi (l’universo visibile) e
male e la morte che venivano trattati come schiavi scapparono e si sposarono poi creò Exu Aluviana con sette facoltà:
dando vita a due creature che avevano dentro l’odio verso i parenti, che liti- - possedeva la chiave per aprire tutte le porte
gavano sempre ferendo i genitori. I due nati erano Kadi e Mpemba. Quando si - poteva osservare tra il bene e il male
sposarono l’ acqua e il vento, nacquero Moyo (la vita) e Ntandi (la pietra) che - aveva la conoscenza di tutti e di ogni cosa a partire dalla sua nascita
a loro volta generarono Lunfuanesu la bella (l’ equilibrio), che suscitò l’invidia - poteva manipolare la materia inerte

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IL MOTIVO DEI SINCRETISMI

- poteva viaggiare nel tempo e conosceva perciò il passato e il futuro di tutto. che era cosa buona. E fu sera e fu mattina: terzo giorno.Dio disse: «Ci siano
- poteva comunicare con qualsiasi creatura inferiore poiché conosceva tutti i luci nel firmamento del cielo, per distinguere il giorno dalla notte; servano da
linguaggi. segni per le stagioni, per i giorni e per gli anni e servano da luci nel firmamento
- poteva dividersi creando un alter ego dai poteri inferiori, ma facendo questo del cielo per illuminare la terra». E così avvenne: Dio fece le due luci grandi,
non avrebbe potuto più tornare unico. la luce maggiore per regolare il giorno e la luce minore per regolare la notte,
Exu poteva quindi attraversare tutti gli spazi dove Nzambi non poteva passare e le stelle. Dio le pose nel firmamento del cielo per illuminare la terra e per
e soprattutto l’ oscurità, dato che Nzambi era la luce. Il potere di Exu di passa- regolare giorno e notte e per separare la luce dalle tenebre. E Dio vide che
re nell’oscurità era dovuto al suo colore rosso scuro. Con tutti questi poteri era cosa buona. E fu sera e fu mattina: quarto giorno.
si sentiva forte come Nzambi e la sua vanità lo portò ad incoronarsi re dell’ Dio disse: «Le acque brulichino di esseri viventi e uccelli volino sopra la terra,
oscurità. Con il tempo si accorse che era solo, allora fece uso dei suoi poteri davanti al firmamento del cielo». Dio creò i grandi mostri marini e tutti gli
divini per creare sette copie di sé con gli stessi poteri ma in misura più limitata. esseri viventi che guizzano e brulicano nelle acque, secondo la loro specie, e
Così ogni copia aveva il suo spazio e la sua dimensione e così sono nate le tutti gli uccelli alati secondo la loro specie. E Dio vide che era cosa buona. Dio
prime sette linee della Kimbanda: li benedisse: «Siate fecondi e moltiplicatevi e riempite le acque dei mari; gli
- re e regina dei 7 incroci; uccelli si moltiplichino sulla terra». E fu sera e fu mattina: quinto giorno.
- re e regina dei 7 cruzeriros; Dio disse: «La terra produca esseri viventi secondo la loro specie: bestiame,
- re e dei 7 Liras/ regina Maria Padilha; rettili e bestie selvatiche secondo la loro specie». E così avvenne: Dio fece
- re e regina della Kulunga; le bestie selvatiche secondo la loro specie e il bestiame secondo la propria
- re e regina delle anime; specie e tutti i rettili del suolo secondo la loro specie. E Dio vide che era cosa
- re e regina delle matas; buona. E Dio disse: «Facciamo l’uomo a nostra immagine, a nostra somiglianza,
- re e regina delle spiagge. e domini sui pesci del mare e sugli uccelli del cielo, sul bestiame, su tutte le
Ogni regno aveva sette territori, così ogni re si divise in sette. Ogni una delle bestie selvatiche e su tutti i rettili che strisciano sulla terra».
parti acquisì personalità proprie. Gli Exu si continuavano a dividere fino a che Dio creò l’uomo a sua immagine; a immagine di Dio lo creò; maschio e femmi-
non vi era più energia per farlo. I primi 57 erano più potenti e furono i capi na li creò.Dio li benedisse e disse loro: «Siate fecondi e moltiplicatevi,
diedero nomi a tutti quelli che avevano energia sufficiente, mentre gli altri ve- riempite la terra; soggiogatela e dominate sui pesci del mare e sugli uccelli del
dendo che non venivano contati si diressero dal primo Exu Re che era come cielo e su ogni essere vivente, che striscia sulla terra».
un dio. Fecero offerte e il re accettò dicendogli che se non avessero perso la Poi Dio disse: «Ecco, io vi do ogni erba che produce seme e che è su tutta la
calma un giorno avrebbero avuto potere. Si accorse del difetto dei suoi sudditi terra e ogni albero in cui è il frutto, che produce seme: saranno il vostro cibo.
che erano androgini e i loro organi erano a metà. Così decise di separarli per- A tutte le bestie selvatiche, a tutti gli uccelli del cielo e a tutti gli esseri che
ché si potessero riprodurre e potessero evolversi. Gli uomini cominciarono strisciano sulla terra e nei quali è alito di vita, io do in cibo ogni erba verde».
a provare dolore e delusioni perché avevano il desiderio sessuale così Exu E così avvenne. Dio vide quanto aveva fatto, ed ecco, era cosa molto buona. E
decise di creare un nuovo spazio mandando i sette perché vivessero li come in fu sera e fu mattina: sesto giorno. (La creazione cristiana tratto dalla genesi)
castigo per non averlo ascoltato. Non sarebbero più scesi sulla terra e non sa-
rebbero stati ne uomini ne donne senza quindi potere riprodursi ne evolversi.
Questi ribelli erano i Kiumbas (sucubus o nkumbus)il cui nome è sinonimo di
oscurati. (La creazione per la Kimbanda)

In principio Dio creò il cielo e la terra. Ora la terra era informe e deserta e le
tenebre ricoprivano l’abisso e lo spirito di Dio aleggiava sulle acque. Dio disse:
«Sia la luce!». E la luce fu. Dio vide che la luce era cosa buona e separò la luce
dalle tenebre e chiamò la luce giorno e le tenebre notte. E fu sera e fu mattina:
primo giorno. Dio disse: «Sia il firmamento in mezzo alle acque per separare
le acque dalle acque». Dio fece il firmamento e separò le acque, che sono
sotto il firmamento, dalle acque, che son sopra il firmamento. E così avvenne.
Dio chiamò il firmamento cielo. E fu sera e fu mattina: secondo giorno.Dio
disse: «Le acque che sono sotto il cielo, si raccolgano in un solo luogo e appaia
l’asciutto». E così avvenne. Dio chiamò l’asciutto terra e la massa delle acque
mare. E Dio vide che era cosa buona. E Dio disse: «La terra produca germogli,
erbe che producono seme e alberi da frutto, che facciano sulla terra frutto
con il seme, ciascuno secondo la sua specie». E così avvenne: la terra produsse
germogli, erbe che producono seme, ciascuna secondo la propria specie e al-
beri che fanno ciascuno frutto con il seme, secondo la propria specie. Dio vide

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SANTI E DEI DELL’ARIA

Sappiamo dai capitoli precedenti che la razza latino americana è multicolore comunicazione dei due mondi. Può essere associato alla trinità dei guerrieri o
delle divinità della morte e alle divinità del bosco, agli angeli buoni del giorno
e che tra le varie etnie la più numerosa è quella nigeriana, anche se ad Haiti
troviamo un maggior numero di dahomeani. Le varie tribù hanno contribuito o alle divinità diaboliche della notte, ad un furbo uomo in forze o ad un ma-
lato vecchio contadino ed ingenuo. Inoltre è legato alle divinazione, tanto che
al formarsi delle religioni, delle vere e proprie nazioni, mantenendo molto delle
per il vudù legge l’oracolo Ifa. Se per gli yoruba è una divinità maschile, per
culture originali e mescolandole anche con le credenze indios. Non a caso, per
alcuni dei troviamo molto forte la derivazione caboclos o antillina come per i dahomeani e soprattutto per le razze bantù è una divinità androgina. Nella
kimbanda spesso è confuso con i Qiumbas, i sette spiriti malvagi che gli si sono
esempio i culti petro-haitiani che sembrano venire dai Caribi, dai tainos, dagli
ribellati, ma in realtà lui e Pambu Gira, la sua metà femminile, lavorano per il
aawak etc ... o le divinità serpente che si rifugiano nell’ isola sottomarina. Per
mia supposizione la credenza del vudù che prevede che le divinità nascono progresso ed il bene dell’umanità. I cubani lo identifcano anche con l’ Anima
sotto il mare può anche derivare dal neo-paganesimo irlandese e si parla Sola, il figio che Oyá abbandonò. Il Legba dahomeano presenta le caratteri-
stiche di un mendicante malato di peste, questo suo lato è paragonabile con
dell’ isola di Man che era sotto l'Irlanda. La credenza della santeria legata agli
orisha che abitano il monte è invece originaria del Congo. Alcuni studi dimo-Elleguà, in quanto il piccolo fu l’unico a salvare il grande Olofi dalla morte.
Anche l’ Exu della Kimbanda protegge dalle malattie e da altre cose negative.
strano che le divinità dei culti caraibici e brasiliani presentano sia parti buone
Legba è Pambu Njila (il negativo di Aluviana bantù) nel candomble hanno
prettamente nate in Africa come i culti Rada o parti violente e diaboliche che
entrambe come animale il cane ed inoltre nelle nazioni bantù il nome Lussero
per alcuni si originano in Congo e per altri vengono dai riti delle popolazioni
autoctone dell’ America precolombiana. Per cui queste religioni si riassumono(Cuba) svela il suo lato divinatorio poiché è il nome di una stella. Il significato
del nome Exu fa riferimento ancora alla magia; infatti significa sfera, mentre nel
in quelle usanze legate alla cabalistica, esoterismo e alchimia che a contatto
nome Pambu Njila (Bombo Njila o Pomba Gira) c’è la caratteristica del dio
con il cattolicesimo hanno dato vita a sincretismi con santi, angeli e demoni.
degli incroci e del destino visto che significa incrocio del cammino. Nella na-
Sappiamo per certo che la prima divinità sia legata al rosso ed al nero come zione bantù brasiliana Poba Gira è rappresentata come una prostituta cosmica,
simbolo di gioia e dolore, bene e male, ma soprattutto di comunicazione. simbolo delle perversioni ma, come Aluviana o Exù, auita la comunicazione il
Questa divinità può assumere due volti, rappresentando il ciclo vitale e la progresso. Confrontando le diverse figure possiamo notare come in alcune
forza fallica cosmica. L’ abbiamo quindi nei panni di un giovane demone, un si legga la caratteristica dell’ androgenia. Il Legba dahomeano è androgino,
anziano contadino o un dispettoso bambino giocherellone che si occupa della mentre nel candomble bantù c’è uno sdoppiamento e troviamo una gemella

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IL MOTIVO DEI SINCRETISMI

donna. Il Legba haitiano ed Elleguá si assomigliano in quanto hanno cammini in particolare nelle culture fon e yoruba sono legati alla pianta sacra. Iroko. Il
anziani, ma Legba prende inoltre le caratteristiche di orischa come Orula e legame tra Iroko (Loko) e Orula (Ayzan) è così palese che a Cuba i due ocha
Omolú in quanto è un grande divinatore, viene chiamato prorpio come l’ora- hanno entrambi sincretismo con San Francesco e in Brasile si dice addirittura
colo Fa ed è coperto di piaghe. Inoltre l’accostamento di Legaba e Fa può che Iroko protegga le streghe, cosa di cui nel vudù si occupa Ayzan, una entità
essere paragonato anche al significato del nome Exu ovvero sfera (esattamen- femminile che si sincretizza con Santa Chiara, sorella di San Francesco. Certo
te la sfera della divinazione). Elegguá e tutte le divinità delle differenti tribù Ayzan e Loko nel vudù cubano non hanno la stessa diffusione che hanno in
che gli corrispondono hanno la caratteristica di avere un carattere piuttosoto Brasile o ad Haiti proprio come nel candomble bantù è meno diffuso il culto di
malizioso. Il gemello cattivo di Legba, Kafu è un giovane proprio come l’ Exu Kisamba (Oruala bantù). Nel sincretismo questi padri spirituali si relazionano a
brasiliano, mentre nella cultura bantù abbiamo due nomi come Luccero e santi che hanno rinunciato a tutto per Dio: San Francesco, che fu seguito dalla
Aluviana che derivano dalla luce. La differenza principale tra Lusero e Aluviana sorella Santa Chiara ed entrambi vissero da eremiti, Santa Lucia che rinunciò
è che Aluviana compare con una gemella. Legba e Exú, Aluviana e Poba Njila a sposarsi per stare con Dio ed il cui nome deriva dal termine luce. "San Giu-
sono entità falliche. Siccome tutte queste sono divinità del cammino, della seppe della montagna" è il nome di un monastero spagnolo dedicato a Maria
vita e del destino che aprono e chiudono tutto, in un qualche modo sono Addolorata e agli abbandonati; infatti Orula ha una relazione con Yewa, dea
legate anche alla nascita e alla morte. In questa riflessione emerge il motivo della morte, per il semplice fatto di essere stato abbandonato e seppellito a
del sincretismo tra Legmba e San Lazzaro che per certi versi relaziona questa metà sotto una ceiba da Obatalà che non voleva figli maschi dopo l’ incesto
divinità a Sackpata, il dio della malattie che si confronta proprio con questo accaduto tra Oggum e Yemayá. La scelta di sincretizzarlo con San Filippo rende
santo cattolico ed il fatto che Elleguá si definito "Anima sola" lo collega a Oyá, chiara la sua vicinanza al padre Oxalá, Gesù Cristo ed ad altri dei paragonati a
il capitano degli Eggun e probabilmente sua madre. cattolici come San Giovani Battista, esempio Osain o Oggun Bantù.

Risulta complicato trovare relazioni tra figure così diverse ma, ad esempio, Il padre divino creatore è caratterizzato dal colore bianco e dall’ essere inve-
nella storia di Pietro ci sono i cani che fanno parte anche dell’ iconografia di stito con lo Spirito Santo che porta la pace in tutte le popolazioni africane;
San Lazzaro e sia Pietro, che Benito, che Antonio hanno un libro. San Lazzaro inoltre si identifica nel vecchio guerriero pacifico che ha creato il mondo al
e Pietro portano indumenti legati alla chiesa, l’ uno è Papa e l’ altro è vescovo. posto di Dio. É il padre degli dei o il nonno dell’ umanità. La sua purezza e la
Possiamo dire che sia Lucifero che Pietro siano legati al tradimento, anche se sua bontà lo rendono giusto e democratico. Obatalá, Oxalá, Dambalah, Lemba
Pietro in misura minore per avere rinnegato Cristo mentre Lucifero si ribellò e Tiembla Terra, cioè i signori bianchi, sono i figli più vicini al grande Dio, per
a Dio diventando il simbolo del male. Queste figure convergono tutte nella questo sono comparati a Gesù Cristo nonostante la loro anzianità. Sia Oxalá
prima divinità africana in quanto essa può apparire ingenua, e qui vediamo brasiliano che Lemba e Dambalah sono accompagnati da un serpente pitone,
il giglio bianco di Sant’ Antonio e la raffigurazione di Sant’ Atocha, che però boa o kundalini che li lega alla terra, anche se sono dei del cielo. In particolare
come iconografia assomiglia a Legba che porta un bastone ed anche a San questa caratteristica di serpente è legata al vudù dove si pensa che però abbia
Lazzaro per le sue piaghe e per i cani. Il parallelismo con San Pietro è dovuto un' origine arawakiana (indios) perchè in effetti gli indiani d’ America avevano
alla padronanza delle chiavi del paradiso, mentre Lucifero, perchè figlio dell’ il culto delle divinità serpente e non solo avevano dei culti molto vicini alla
inganno bugiardo, quando Zambi gli diede i poteri di governare e di moltipli- pratiche petro (o "preto", pratiche di natura violenta). Il serpente di Dambalah
carsi, fu tradito da sette dei suoi figli diventati di conseguenza angeli caduti. Il si spoglia della sua pelle andando in cielo e creando l’ arcobaleno ovvero la sua
colore nero non è soltanto paragonabile a Satana ed alle sue ali da pipistrello, gemella, insime a lui nonna dei viventi e simbolo di perfezione cosmica, definita
ma anche alla tunica di Benedetto. San lazzaro e Legba condividono le piaghe "Ayda Wedo". Ayda per essere così anziana può essere paragonata alla Grande
e con Bombo Njila i cani che scagliò contro Nkosi. Le divinità africane sono di Erzuli o a Naná, anche se queste due sono divinità acquatiche. Se Dambalah
carattere allegro e sono luminose; non a caso troviamo nomi come Aluviana è Gesù, Ayda è Maria Immacolata, madre di suo padre. Inoltre la divinità fon
o Lucero e in Legba c’è il sole, ma possono diventare oscure e veri bokor è paragonata anche a Mosè il quale, nell’ iconografia cristiana, è caratterizzato
(stregoni che praticano la magia nera). Nella storia cristiana Pietro tradì Gesù, da serpenti. Mosè ha parlato con Dio, che si presenta sotto forma di fiamma;
mentre nella santeria troviamo Elleguá legato a Oggun che diventa Pietro, con in effetti lo spirito petro di Damabalah, “La Flambeu”, è una fiamma di fuoco.
i cani che Changó gli tolse perchè guidassero Babalù nella sua terra e perché Ayda inoltre ha un aspetto che la lega ad Oyá con la sua gonna di veli colorati.
rinnegò per tre volte Gesù al cantare di un gallo. Anche Oggun rinnegò tre Si racconta che Changó Aggallú, il gigante del vulcano, le regalò l’ arcobaleno e
volte Obatalà che fu avvisato da un gallo, diventato oggi animale sacro dei due da allora entrambi l’ indossano. Altro santo legato al Dio Bianco è Patrizio di
orisha. Irlanda, che nella tradizione si relaziona ai serpenti ed alle acque.

Sicuramente il discolo yoruba ed i suoi simili delle altre nazioni sono legati alla
divinazione essendo dei del destino. Certo il Legba dahomeano interprete
dell’ Ifa prende delle caratteristiche di Orumilla yoruba. Orula e Legba sono
androgeni, infatti la parte femminile di Legba è Ayzan, la mambo ancestrale.
Sia Orula che Ayzan fanno parte del culto ancestrale e hanno partecipato alla
creazione. Le tre personalità delle diverse nazioni sono legate al sacerdozio ed

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SANTI E DEI TERRESTRI

Oggun, Oggoun o Oggum è una divinità yoruba che è presente in Brasile, a boschi e medico, assumendo le sembianze di divinità che sono minori e che
Cuba e ad Haiti. Specialmente nel vudù riassume le caratteristiche di altri loa per i lucumì sono Oshosi e Osanha, il medico ed il cacciatore che vivono nei
che pur essendo minori si comparano facilmente con orixa della famiglia di boschi. Oggau ha il potere politico ed è il re della giustizia che assomiglia così
Changó. L’ Oggau vudù effettivamente diventa non solo dio della tecnologia, ancora di più ad Ochosi e d a Changó. Tra i cibi che accomunano le divinità
dei metalli, dei trasporti, patrono degli ingenieri, dei programmatori e di tutti sopra elencate troviamo i fagioli, che sono cibo di Oggum e di Nkosi ed i polli
coloro che usano la tecnologia, ma rappresenta anche la virilità per eccellenza, che accomunano Ogau e Oggun cubano. Oggun, Gau e Nkosi possono essere
lo spirito del bosco che negli yoruba accompagna Oxosi e Osain, la musica, relazionati attraverso il cibo poichè il miglio nel ricettacolo di Nkosi può essere
i tuoni e i fulmini assorbendo in se: Aggassau, Xevious (Hevioso) e Sobo che accomunato con un mangime per polli. Questa divinità viene sincretizzata con:
equivalgono a Aggallú e Changó. Nel palo monte viene chiamato Zarabada e San Pietro, che porta le chiavi, San Giorgio e Giacomo Maggione, due soldati a
nel cadomble bantù è Nkosi Mokumbi, il leone divoratore di anime. Una cosa cavallo, San Michele Arcangelo, che porta le armi con cui sconfisse Satana, San
che accomuna i fon e i bantù è quella di paragonare Oggaun al leone mentre Paolo che porta la spada e l’ angelo Samael che è legato alla sfera di Marte.
per gli yoruba la divinità che è accompagnata dal leone è Xangó. Se Chango
è il re della religione yoruba ed il guerriero per eccellenza nonchè fratello di Nelle culture yoruba e bantù troviamo due divinità che vivono nel bosco, una
Oggun, l’ Oggau haitiano è un cavalierie. Passando da divinità yoruba a divinità legata alla giustizia ed alla caccia e l’altra è la figura in assoluto più legata alla co-
fon, Oggau diventa sposo di Erzulie; va inoltre precisato che tutte quante le noscenza dei poteri delle erbe mediche. Si tratta degli orisha Oshosi e Osain,
divinità dominano i metalli e le forze della guerra. I loa hanno lo stesso santo nonchè Brazo Fuerte e Guru Nfida per il palomonte e Mutalambo e Kaende
cattolico e questo si verifica raramente, gli nkisi invece differiscono per il sin- per la nazione bantù del candomble. Nel vudù invece queste due figure si uni-
cretismo, vengono paragonati a Oggun ma il santo è differente da ciascuno di scono sotto un’ unica personalità; nella tradizione di origine beninese si parla
quelli corrispondenti con l’orisha. Caratterialmente si assomigliano i loa e gli di Gedbo Aya, ad Haiti la figura più vicina a questi è Gran Bois. A Cuba ed in
orisha, anche se nell’ entità vudù troviamo la padronanza dei fulmini e dei tuoni Brasile i vuduisti ci parlano di Ague o Agge. Gran Bois è uno spirito petro men-
che nella cultura yoruba da cui arriva appartengono alle divinità che sono della tre Agbe è proprio il Gedbo Aya americano, poichè è cacciatore e padre delle
famiglia di Changó tra cui Oyá moglie di Oggun. Changó nella cultura vudù si erbe medicinali e dei loro segreti lasciatigli da Aziza. Agge inoltre si rappresenta
riassume nei cammini di Xevius, ma forse Xevius tra i fon è un entità minore come Osain: storpio e con l’aspetto di un cacciatore. I santi legati a queste
rispetto al Changó yoruba che è il dio più amato. Ad Haiti Gu è anche dio dei divinità sono: Norberto, Pantaleone, Silvestro, Giovanni Battista, Francesco D’

41
IL MOTIVO DEI SINCRETISMI

Assisi, Sebastiano, Cristoforto, San Giorgio , San Expedito, Anglelo Raffele, An-
tonio Abate, San Giuseppe e San Raimondo. Queste figure di santi ricordano
storie di persone che hanno scelto la vita da eremita ed in povertà: Norberto,
Giovanni Battista. San Francesco o Expedito, figure legate alla medicina e alla
guarigione come Pantaleone, Raimondo, Silvestro, Antonio Abate e l’angelo di
Mercurio Gabriel, oppure legate alle frecce o all’ uccisione di strane bestie leg-
gendarie, per esempio Sebastiano, Giorgio e Silvestro, relazionate al battesimo,
come Giovanni e Silvestro ed ai fiumi in quanto padroni della pesca come San
Crstoforo. Possiamo notare che tra i loro colori esiste in primis il verde scuro
o chiaro delle piante del bosco accompagnato dal rosso che forse in questo
caso è il sangue delle creature cacciate e dal nero come la morte. Sia Ochosi
che Osain che altri dei corrispondenti sono legati sia alla caccia, che alla pesca
e alla medicina. In particolare, di Osain non conosciamo le origini è forse per
questo che lo si paragona a Raimondo.

Il dio delle malattie infettive che porta con se i segni della peste e della lebbra
si veste di sacchi di yuta o paglie, perciò viene paragonato a Lazzaro di Betania
e Rocco in quanto i due si rappresentano con cani o altri animali e con segni
della peste. Nella cultura vudù le sue funzioni di agricoltore e guaritore sono
in parte assorbite da Legba che viene inoltre rappresentato vecchio. In Brasile
si dice che lui ha due personalità: vecchio o giovane e bello ma in entrambi i
casi si copre il volto di paglia, ha una relazione con Oyá che ha trasformato in
dea della morte. Il suo coprirsi con la paglia lo rende vicino alla madre Nanà
che si pensa sia di origine mahi, in ogni caso una signora molto anziana che
venne punita da Obatalá per aver abbandonato il figlio piccolo e malato che
fu cresciuto da Yemayá. Naná è Sant’ Anna, perchè viene paragonata alla madre
della Vergine. Naná si paragona facilmente anche alla Grande Erzuli o ad un
cammino anziano di Yemayá che partecipò alla creazione.

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SANTI E DEI ACQUATICI

L’ acqua è da sempre un principio vitale, perciò le divinità acquatiche sono vecchia spesso è paragonabile anche a Naná Buruku così come alla Grande
sempre legate alla creazione ed al ciclo vitale. É il caso della madre universale Erzuli la Sant’ Anna Dahomeana. Gli dei del mare possono considerarsi fratelli,
Yemayá, che prende le sembianze di Olokun diventando il mistero dell’ oceano figli o gemelli delle dee del fiume. Grande Erzuli vive nei fiumi mentre Nanà
e che con le sue sette gonne e i suoi sette bracciali è regina dei sette mari ed nelle sorgenti.
ha dato vita a tutto quello che vediamo. Solitamente Yemayá è femminile ma
quando è Olokum è androgina poichè Olokum è maschile e femminile e lei Erzuli, proprio come Oxum, è simbolo di bellezza e di amore supremo. Ricca
è sua figlia nonché messaggera. Se Yemayá è creazione, Olokun può diventare e incontentabile, figura simbolo della felicità ma eternamente infelice, imma-
distruzione e per questo che non possiede figli. colata ma anche prostituta. Come Xangó rappresenta il più grande numero
Con tutti i suoi azzurri Yemayá è simile al re Agwe del vudun che ama stare di virtù e imperfezioni umane: il suo amore è immenso ma può essere molto
in compagnia ed ha un comportamento reale. Nel vudù succede il contrario: gelosa, è una allegra ballerina gioiosa e festaiola e le sue lacrime sono incolma-
Agwe è il dio del mare e la Sirena è legata ai misteri della distruzione, se Yema- bili. Questa dea è la donna per eccellenza, patrona di Cuba e identificazione
ya e Agwe sono la creazione vestita di blu, la Sirena e Olokun portano il rosso delle donne Haitiane. Ama circondarsi di bellezze e frivolezze, ama i fiori e le
della distruzione. Queste divinità portano con sé una straordinaria bellezza e appartiene ogni cosa preziosa. Insieme alla madre e sorella, Lemanjá protegge
una coda di sirena. Lemanja è la dea della cucina e Agwe ama molto pranzare le partorienti, le cuoche e gli artisti. La differenza principale dell’icona daoho-
in compagnia. I loro santi sono volti della Vergine Immacolata poiché rappre- meana e di quella yoruba sta proprio nel colore: yoruba e bantù utilizzano
senta la nascita della altre divinità e proteggono tutto ciò che è legato al mare come colori il verde acqua, ma soprattutto i giallo e l’oro, mentre invece Ezuli
oppure diventano Sant’ Urlico, vescovo che ha come simbolo un pesce. ha il rosso e il blu che che sono i colori che identificano gli abiti della Madonna
Cristiana, il suo simbolo come quello di Oxun è un cuore che identifica i suoi
La scelta degli angeli Rafael e Gabriel è dovuta al fatto che nell’ esoterismo dolori proprio come quelli di Maria. Queste dee sono il chiaro riferimento ad
cattolico Gabriel protegge le donne facendo parte della sfera lunare ed è un’ altra dimensione, ecco perchè vengono denominate Vergini nonostante
legato a tutto ciò che riguarda il concepimento. Anche i suoi colori sono gli abbiano mariti e figli.
stessi di Lemnajá, cioè il bianco, l’argento ed il blu; Rafael è invece custode dell’
intelligenza, si relaziona alle leggi della magia e protegge i maghi. La Lemayá

43
IL MOTIVO DEI SINCRETISMI

Erzuli ricca e bella ha dovuto rinunciare ai suoi beni ed è comparabile alla


Maddalena proprio per il suo fare così frivolo, ma è anche Santa Cecilia pa-
trona della musica in quanto ha una voce celestiale ed è una ballerina aggra-
ziatissima insieme a Oggau come Oxum e Changó. Gli abiti che vengono
indossati da colei che interpreta Erzuli sono a fiori a differenza degli abiti
gialli che rappresentano Ochun. Le dee acquatiche che siano padrone delle
sorgenti (Nanan), del mare (Yemayá, Erzuli La Sirena, Madere de Agua) o dei
fiumi (Erzulie, Oxum, Ndanda Lunda) sono legate tra di loro e ad un’ altra
entità: l’arcobaleno, Ayda Wedo-Dan, Oxumare o Hagoro che quando mutano
le loro vesti terrestri di serpente diventano l’arcobaleno simbolo di bellezza,
ricchezza ed equilibrio legato alla pioggia ed al sole, agli dei bianchi del cielo e
quindi al ciclo vitale.

Come l’arcobaleno identifica il cielo, il serpente sacro Dan accompagna divi-


nità come Ayda Wedo che per questo può essere simile a Naná Buruku, data
la sua ancestralità, e Oxumare o Oshumare degli yoruba, che è accompagnato
appunto da un pitone o da un boa ed appunto è il figlio di Naná. Egli si divide
tra terra e cielo ed è simbolo di ricchezza e dello scorrere del ciclo vitale, per
cui si lega a Yemayá e a Ochun. In Brasile corrisponde a San Bartolomeo, che
ha come attributo la propria pelle come il serpente che dopo essersi spogliato
delle sue pelli da vita all’ arcobaleno.

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SANTI E DEI DEL FUOCO

Non si può parlare di ocha o di orixa senza nominare quello che si può consi- Shangó, proprio come Obatalá, vive in cielo e dentro un castello che lo avvi-
derare il re della religione: Shangó, il leggendario guerriero del fuoco festaiolo cina nell’ iconografia cristiana a Santa Barbara, che fu rinchiusa in una torre dal
e luminoso come ciò che rappresenta e di cui porta le sfumature cromatiche. padre. Shatiel è l’angelo del denaro per questo gli umbandisti lo paragonano
Dagli studi conseguiti pare che nella cultura vudù alcune sue caratteristiche a Changó. .La sua prima moglie Oyá in Brasile è proprio Santa Barbara per-
confluiscono in Oggun, che è comunque rimasto quasi totalmente yoruba. Da chè protegge dai fulmini. Nella cultura bantù cubana il nome 7 Rayos denota
alcune fonti pare che il culto di Changó c’è anche ad Haiti, ma più probabil- la caratteristica di dio dei fulmini (ragios). L’ attributo di Taddeo, associato dal
mente il fuoco, i fulmini ed il tuono fanno parte della famiglia del dio Xevius, martirio avvenuto per lapidazione e mazzate, è la mazza. Quindi la mazza di
luminoso e giallo che nel cadomble e nella santeria è diventato il loa Hevioso. Taddeo richiama l’ oxe di Xangó e le lapidazioni lo rendono dio della pietra
Nel culto bantù, Nzanzi e SIiete Rayos hanno la pietra del fulmine e il potere del fulmine.
sul fuoco e come negli orisha hanno tre mogli, caratteristica che nel vudù
tocca ad Oggau, che tra l’altro è dio della musica e protettore dei bambini La dea dei venti, dei fulmini, del fuoco e della morte nel vudù può essere sia
proprio come Xangó. Le tre mogli sarebbero Oyá (Mutalamba), Ochun (Na- Ayda sia la Baronessa Brigitta, in quanto dea della morte dal volto bianco e
danda Lunda) e Oba, mentre le tre mogli di Oggun sono Oyá Oxum e Erzuli. labbra viola. Il comparare Oyá a Giovanna D’ Arco fa di lei una grande e valo-
Nel vudù succede anche che il dio dell’acqua Agwe prende la virilità di Changórosa guerriera che segue il marito in battaglia guidando eserciti di spiriti. Certo
la Oyá cubana è triste ed austera rispetto alla audace, allegra e sensuale Iansá
e la sua caratteristica di marito ideale. I santi degli dei del fuoco sono: Santa
Barbara, Marco Evangelista, l' angelo Shatiel e Giuda Taddeo. brasiliana. Resta comunque dal carattere impetuoso. Si paragona per questo
alla Baronessa Brigitta che è comparata a Santa Brigida d’ Irlanda, nata da una
Si sa che santa Barbara è patrona degli artificieri, ma non che viene parago- divinità celtica: Brigette dea del fuoco. Santa Brigitta protegge anche il bestia-
nata ad un uomo perchè secondo la mitologia cubana fu Oyá a mascherarlo me. Non è un caso che questo vudun si paragoni a Oyà, che secondo alcune
da donna in modo che i nemici lo confondessero per lei. Marco Evangelista leggende è diventata padrona della morte dopo avere aiutato Omolú senza
e Girolamo sono acompagnati da un leone proprio come Changó, lo stesso temerlo. Inoltre San Lazzaro è legato anche a Changó e ad Oggun in quanto
leone che nella mitologia vudù appartiene a Oggun. Giuda Teddeo l’ aposto- i levrieri di Babalú gli furono dati dal dio del fuoco che li tolse a Oggun, ed
lo del cuore grande, cugino di Gesù, è Xangó legato a Oxalá suo padre, ma in quanto Oyá e Obba sono entrambe dee della morte e sono legate sia a
anche suo cugino probabilmente se si considera Xhangó Aggallú. In effetti Oggun che a Changó.

45
IL MOTIVO DEI SINCRETISMI

Oya a Cuba è la Candelaria in quanto si festeggia il 2 di Febbraio ed è anche


Teresa D’avila. Le sue iruche (code di cavallo) possono richiamare le candele. Il
rituale della Candelaria è legato alla fertilità e deriva da un’antica festa celtica,
ma è diventata una Madonna nera a cui si offrono fiori e che è accompagnata
da due angeli, Oggun e Changó.

Oyá e Changó hanno due figli gemelli che proteggono i bambini: sono gli Ibeis,
legati dal cordone ombellicale. Nelle culture africane sono fondamentali i ge-
melli divini che proteggono i bambini e soprattutto nel vudu fanno parte del
culto ancestrale. Sia Ibeis, che Marasa, che Nvunji, coppie con maschile e fem-
minile, diventano figli di Changó e Oyá, ma anche simbolo di Ochun e Chan-
gó. Nel vudù questi piccoli discoletti non hanno origini certe ma come del
resto anche nelle altre religioni si dicono figli di Oyá che furono abbandonati
e cresciuti da Iemaia, altri dicono che sono figli di Ochun mentre infine c’è chi
sostiene che li partorì Naná. Sono sempre legati all’ infanzia che proteggono in
particolare nella santeria e nel cadomble sono legati al vizio alla ricchezza, all’
allegria e al gioco come le divinità da cui provengono (Changó, Oyá e Ochun).
Si sincretizzano con Cosimo e Damiano in quanto anche essi erano gemelli e
perchè sia la figura mitologica che i santi sono legati alla medicina.

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Musica e Danza
“ Ho scoperto che ciò che faccio è musica e che la musica non è
una delle arti, ma la sintesi della conseguente scoperta del corpo”
Helio Oiticica

+
TRADIZIOENE SOCIALE
Canti e danze gerarchie e riti

ALCUNI CANTI YORUBA (Cuba) Changò


Alado lube bube yambalà
Eleggua Mofo yofou rel chango mofoyu guorele
Ibara ago o moyuba Ogodo e agua meta aoguodo e agualona
ichon chon abe
abukede Oya
Eki fola oyeo ero ero koguande oyare
Oggun E i Ekpa
Ogun de arere Oya oyeo imba okei Mbale tapka
Acho egue ogun de ogun meyea
Eipequa Yemaya
Sakuta mi bo agua se si
Ochosi Guoliyo ayo Yemaya guole yo o yo olomi
Ochosi ayialoda a la mala de Acho egue guere guere acho ague
Iguarà odefà
O de de Ochun
Lade coyu lo chara kate mi aguo
Babalù Aye E ounle guere guere
Baiba oguede mo mole yansa moleya
Babalù Aye bori eleko oni babà Ye ye olube chagba de olube guasi
Iyann fomore baba chire chierre
Questo è un piccolo esempio del repertorio Yoruba dove abbiamo canti che
Obatalà rappresentano gruppi di orisha così come vedremo in seguito i passi di danza
Baba fururu ed alcuni canti che rappresentano solo un’ entità divina.
Oru gua mi Obatalà ologuami oba orisa
Oma seyre baba omaseye

49
IL MOTIVO DEI SINCRETISMI

CANTI VUDÚ (Haiti) Lissa\ Oxala


Jan da maramadã aê, jan da maramadã aê
I canti non sono in lingua fon ma in creolo ovvero un dialetto che mischia le O Badé Abacossu, naveó Messan Oruarina
lingue africane ed europee in questo caso il francese ed portoghese ma anche Erun obatá ô Lissá sideô avereço
inglese e spagnolo Jan da maramadã Lissá, jan da maramadá Lepá

Ghede Yemaja\ Agbe


Gede vi ya wè ago-è” Édelá, ède manjá
Gede vi ya ve! Agbê Sesila olodô
Papa Gede c’ est un loa! Édelá, ède manjá
Agá Sesila olodô
Legaba
Legba apri il cnacello Ogum
Atibon Legba apri i cancelli Okê Okê otobi odé, ai céu céu Ogum ô
perchè possiamo passare. Papa Fala maré kwê, Fala maré kwê, Ogum abá é Ogum ô, Ogum abá Ogum ô
quando sarò pasato ringrazierò i loa. Kwê kê Ogum, kwê kwê
Kwê kê Ogum, kwê kwê
Agwe Xango
(di questo canto ho trovato la versione già tradotta in italiano purtroppo non Faraê faraê aê
quella in creolo.) Shangô numa velê, kabê!
Éde mariolê, é demariolá, okê
Cina, Cina, Cina, Orisá, ori Shangô, kié meó keshé keshé
dogwe canta, Cina lo-ge Ora missã orubajô
Agwe Arroyo proteggi i tuoi figli Kabê kabecile
Buccina in mano abbi cura dei tuoi figli Éde pá epá êp êp!
Cina, Cina Faraê
Cina Dogwe Cantava
Cina lo-ge CANTI BANTU (Cuba)

Erzili Patti patti patti


Erzili Kalikae elu mpemba simbico
o ke loa ki red (o che loa severo) patti patti patti
Erzili u madè Kocho (mi chiedi un maiale) mpenba simbico
m’ape ba u (io te lo darò) como padre te mando abajo mi nganga
Erzili made Kabri de pie (mi chiedi un capretto a due piedi) bajalo bajo mi man bajalo como padre te manda
Kete pon pra pu bali (dove posso trovarlo?) bajalo bajalo mama, trailo trailo nganga
trai nganga como paso linguena
CANTI NAGO-JE JE DEL TAMBOR DE MINA
Makuta canto a Mama Chola
Legba
Egba e koshé Tembele maria tembele ala vamo
Omodê boji koi abô abô é mojubá tembele maria tembele - tele cito
Legba Eshu Lonã Egba e koshé tembele maria tembele - paso paso
Omodê boji koi abô abô é mojubá Tembele meria tembele - comcumagna
Legba Eshu Lonã tembele maria tembele - vamo vamo
tembele maria tembele
Averequete Alli imbirigua igua igua mi Cuba iende
A Chola aweke aweche Chola, Cola vaya y vamo
Verequetinho é sualá Chola weke a weke Chola - Chola concumana
Euá mandô sualá Chola weke a weke Chola - Chola paso paso
Verequetinho, verequetinho Chola a weke aweke Chola - Chola lelecito

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TRADIZIONE SOCIALE

Chola a weke a weke chola - tutti gli strumenti seguono la ritmica dettata dell’atabaque ;
a vamo a sambar mama Lola con mamyombe, vamo como ayer - ci sono alcune danze che mimano dei combattimenti come il maculele;
vamo a sambar mama Lola con mayombe - con mayobe we - la danza del fuoco ha come oggetto principale le gamele e le torce
infuocate che i ballerini si passano sul corpo.
LA DANZA COME RITO
Vudù
Canti in forma responsoriale e danze sacre sono un capitolo fondamentale
quando si parla dei sincretismi. Ogni spirito ha le sue danze e i suoi passi an- - i templi sono chiamati hougfor;
che se talvolta capita che ci sono toque (ritmi) e danze che sono di più santi. - la ruota danza intorno al palo da cui nasce il loa (peteau mitan);
Ciò che maggiormente differenza le varie entità nel loro aspetto teatrale è la - i tamburi si suonano con le bacchette e sono: maman (humtor, mo-
gestualità oltre in alcuni casi agli abiti e ad attributi. L’ entrare sempre più in sin- yen, secounde o hountegui) il tamburo madre, bebe che è padre e bula che è
tonia del danzataore con i tamburi lo porterà alla passione o trance dove sarà figlio. La particolarità del tamburo madre è che lo si percuote con una pesante
completamente posseduto dalla divinità e ne sarà il cavallo. In questo caso si mazza mentre gli altri con le mani nude o con le bacchette .
pensa che il piccolo angelo dell’anima trasmigra per lasciare spazio allo spirito
divino. Vi sono anche casi di possessioni violente dato che il credente assorbe GERARCHIA DELLA CASA DEL SANTO E NEI SOTTO-
tutte le caratteristiche dell’ energia superiore. In tal caso è considerato il dio CULTI CUBANI
stesso e spesso lo si allontana in quanto può diventare pericoloso.
Anche per i canti succede lo stesso che per le danze troviamo canti di invo- Con la cerimonia di acientamento (accettazione) l’ iniziato o yawo riceve l’
cazione riservati ad un solo spirito, mentre ci sono spesso canti che accomu- orisha di cui sarà figlio. L’ orisha protettore è come il nostro angelo custode e
nano più divinità su ciò è di ottimo aiuto nella comprensione della cultura cu- viene divinato tramite i caracoles, le conchiglie. Ora la persona potrà accedere
bana il libro della professoressa Graciela Chao Calbonero “el baile de y para alla pratica della regla e per un anno dovrà vestire di bianco e rinunciare alla
los orishas en el tombor de santos” che spiega l’evoluzione della danza cubana solita vita. Nel interno della gerarchia santera troviamo i babalos e le apedepi
partendo dall’ afro. I riti sono collettivi e tal volta possono essere aperti ai cioè i sacerdoti di grado più alto figli di Orula e interpreti dell’ oracolo di Ifa.
turisti. Chiaramente come per i riti e per l’ iconografia si potrebbero scrivere Sotto di loro vi sono babalocha e yayalocha il padrino e la madrina del santo.
montagne di libri su questo argomento a livello teatrale e spettacolare ed a La cerimonia per uno yawo è celebrata in tre giorni e l’ anno in cui dovrà ri-
livello folcklorico. In seguito un piccolo schema delle principali caratteristiche nunciare alle sue normali abitudini è chiamato yawoage. Gli oba o obaluteros
che riguardano i sincretismi. sono coloro che seguono lo svolgimento della cerimonia che dirigono i canti
ed interpretano il dilogun. Altro gradino è quello riservato agli aleyo che si
Santeria: occupano degli oggetti di cerimonia, ma, non conoscono tutti i loro segreti,
mentre l’ arete è colui che controlla che il nuovo santo (figlio dell’ orisha) si
- i templi sono chiamati Casa del Santo; faccia nella maniera corretta. Le Iaebifa sono le sacerdotesse che pur essen-
- si danza talvolta in ruota e le manifestazioni possono essere per soli dosi consacrate all’ Ifa non ne possiedono tutti i segreti.
iniziati o per turisti; Per quanto riguarda i sotto culti al suo interno una delle influenze più forti nel-
- le cerimonie si chiamano: tambor de santo o guamillere; la santeria che è caratterizzata da un sistema complesso dovuto all' incrocio
- i tamburi sacri possono essere suonati solo dagli iniziati; di molte razze è il mayombe che è entrato nel vocabolario dialettale cubano
- nella regola di ocha i tamburi batà sono costituiti da una doppia dove ad esempio il maymbe indica una persona potente o dove all’ interno
membrana e si tengono sulle ginocchia. Sono tre: il più grande: iya (madre) che della mitologia santera troviamo figure conghe come l’ aura tignosa. Anche all’
marca un ritmo costante seguito da itolele e okonkolo; interno di questa regla c’è una gerarchia. I tatanganga o padre nganga sono i
- i tamburi abacua si chiamano Ekue; sacerdoti maggiori che hanno grande prestigio sono aiutati dalle madre ngan-
- sono i tamburi santeri del popolo di ocha ad essere posseduti da ga che li seguono nella liturgia. Padrini e madrine aiutano invece i tatas per
Añá ed appartenere a Changó; quanto riguarda le iniziazioni o rayonamiento.
- nelle danze palere i ballerini utilizzano dei lunghi bastoni di legno. Gli aspiranti addetti abaquá sono chiamati indicimes, mentre gli iniziati obo-
neques. Nell’ ordine troviamo il re o iyamba, il mocongo con potere militare,
Cadomble: isuè ovvero il potere ecclesiastico ed empegò ovvero il potere legislativo. I vari
gradi della società nañigo sono chiamati piazze.
- i templi sono chiamati tenda o terreiros;
- le cerimonie sono dette rodas; GERARCHIA DEL TERREIRO
- lo strumentro principale è l’atabaque: il più grande è il “rum” che
comanda, il medio è il rupin e il piccolo si chiama “le”; Ogni credente, dopo aver ricevuto il suo orixa de cabeza o orixa de frente
- un altro strumento è l’agogo: una campana doppia in metallo; che gli viene assegnato con rituali come il jogo de buzios (lancio delle conchi-
- e poi viene il gan: la camapana signola glie) è definito figlio o figlia del santo. I sacerdoti e le sacerdotesse sono chia-

51
IL MOTIVO DEI SINCRETISMI

mati madre e padre del santo. I babalorixa e le yalorixha seguono la funzione,


aiutano nella divisione gerarchica seguendo gli adepti e facendo da consiglieri
sono coloro che dialogano con l’orixa tramite il lancio delle conchiglie per
risolvere i problemi a chi li consulta. Sotto le figure principali della gerarchia
abbiamo i babaagbe e le iyalagbe (piccolo padre e piccola madre). La yabese
è colei che si occupa degli alimenti sacri e aiutata dai filhos e dalle filhas de
santo, ma, in caso di eventuali errori è l’ unica responsabile. In fine vi è la figura
dell’ axogun o mao de faca (mano di coltello) che si occupa dei sacrifici. A lui
non sono concessi errori.
Il novizio viene recluso dal terreiro per 21 giorni. Nel periodo antecedente
si occupa dele offerte per i vestiti per lui e la famiglia di cui contribuisce al
sostentamento e con cui sarà a contatto nel periodo del rito di iniziazione. É
una religione dove l’ economia ha un ruolo fondamentale. In teoria i filhos e le
filhas sono l’ ultimo gradino della gerarchia ma in pratica è grazie a loro che il
tempio vive sotto il profilo economico.

GERARCHIA DELL’ HOUGFORT HAITIANO CONTEMPO-


RANEO

Il vudù come religione rurale che ad Haiti ha risolto i problemi di molte per-
sone è in realtà una religione chiusa basata su confraternite di fedeli chiamate
societé de haugfor dove l’ haugan o babaloa è il padre spirituale. All’ interno
della scala gerarchica affiancata al sacerdote c’è anche la figura della mambo
o mamaloa la sacerdotessa. Questi hanno il compito di mettere in contatto
il mondo degli invisibles (vudun) con gli umani e di dare consiglio ai credenti
per risolvere i problemi. La prise des yeux è il massimo dono di chiaroveg-
genza. Il successore viene selezionato con cura dai sacerdoti sin dall’ infanzia
per ottenere la carica tramite la cerimonia di hausentament. Successivamente
diventerà haussì titolo che si traduce con sposa del loa. É il loa che decide di
farti accedere alle cariche sacerdotali tramite la presa dell’ asson. Ogni fase di
crescita è determinata dalla prise de asson (la presa del campanello) che indica
il loa e ne porta il suo colore. Dopo di che il secondo grado e quello di houssi
vengono categorizzate in base alle iniziazioni subite.
La più importante è la huaguenicon che si occupa del bogu o caye-mystere
perciò segue il rituale in generale identificando loa con i rispettivi canti ed
è il braccio destro dei sacerdoti. Si occupa oltretutto di suonare i tamburi. I
piccoli figli o piccole figlie sono quei credenti che ancora non hanno avuto il
rituale lavaggio della testa ma sono presenze abituali nel santuario. Laplace è il
maestro cerimoniere che si occupa dello svolgersi del rito. Confiance, uomo o
donna è il braccio destro del sacerdote. Pere-savane è la carica che aspetta ad
un ex seminarista a cui si affida la memoria di un vasto numero di preghiere
cattoliche, una figura gemella ai nostri preti. La sosietè sautien è quell’ organo
che tiene in vita il santuario a livello economico. La cerimonia di iniziazione o
kanzo dura una settimana.

52
TRANSCULTURAZIONE
dalla tradizione ai pentagrammi contemporanei

Agogo
Panderas o panderetas: Le panderas sono di tre dimensioni diverse
e possono essere con e senza sonagli, quelle con i sonagli posso-
no chiamarsia anche agogo dal n---ome proprio di questi dischetti Berimbao
metallici.
Atabaque

LA SAMBA brasiliani questo scrive l’ artista plastico Helio Oiticica che nelle sue installa-
zioni e performance spesso prevedeva spettacoli di Samba. Ricordiamo la sua
La samba nacque ben prima che gli fosse attribuito questo nome. Difficilmente opera Parangole in cui i partecipanti dovevano vestire con indumenti pesanti
possiamo stabilire le sue origini. Secondo alcune fonti iniziò con due tribù: gli e particolari andando in giro per la città a sambare.
Amocreves ed i Curambas (indios), altri dicono che nacque in angola. Si dice I generi di samba nascono nelle diverse famigle. La samba de angola di mestre
che nelle origini della samba brasiliana ci sia la ricerca di un modo di svago Canjiquinha è caratterizzata tra gli strumenti dalla presenza del berimbao e si
e di un impiego per far soldi. L’ incontro degli indios e dei popoli africani ha danza in roda mescolandola con mosse di capoeira. Ci sono sambas caratte-
generato una grande creatività. Fondamentali ritmicamente sono la battuta rizzati da testi in rima e temi frivoli. La samba de morro è la struttura che nasce
delle mani, l’ atabaque (il tamburo), l’ apito (un fischietto) e agogo. La base del- quando la cultura nera arriva a Rio de Janeiro prendendo le attuali sembianze
la samba è la batucada che identifica la sua radice nelle etnie nere. Il termine ed essendo chiamato come tale. Veniva ballata nelle feste che si tenevano in
batucada deriva da batuque sostantivo con cui i portoghesi identificavano i casa ed in queste riunioni si creavano gli stili. L’ urbanizzazione portò i neri di
ritmi africani influenzati da danze religiose come quelle presenti nel camdom- Rio a spostarsi sulle colline del Morro ed a creare le favelas. Oggi ci sono tanti
ble. I portoghesi hanno avuto la tendenza a generalizzare e non a identificare generi di samba che nascono dalle varie contaminazioni musicali che tutt’ ora
le varie manifestazioni culturali. Nelle piantagioni, tra gli schiavi neri e idios arrivano dalle terre straniere generi come la samba reggue, la samba rock, la
nacquero le prime rodas. Quando la samba arrivò a Rio de Janeiro acquisitò samba hip hop, la samba- bosanova ect. Ovviamente i temi trattati sono sva-
un carattere artistico. La parola samba in Angola ha molti significati: capriolare, riati: romantico, erotico, politico, religioso etc ed anche il modo di ballare sono
giocare, divertirsi. Samba in Angola è un tipico ballo dove i danzatori sbattono differenti alcuni stili prevedono il ballo in coppia sociale altri a coppia staccata
il petto gli uni contro gli altri e questo ha generato il quimbondo o colpo d’ o anche individuale.
ombelico tipico della samba rurale. La samba si tramandava tra le famiglie oggi
vi sono molte scuole, ma la più antica è la umbigada di Salvador de Bahia.
A Carnevale nelle varie città si organizzano le sfilate dei carri e le sfide tra
sambodromi. Nelle moderne formazioni di samba vi sono anche la viola e la
chitarra. La mentalità all’ inizio del novecento identificava i sambisti come mala-
vitosi dagli anni 40\50 coloro che non ballano samba non venivano considerati

53
IL MOTIVO DEI SINCRETISMI

Two of sound DISCO SAMBA


Pe pe pe pe pe pe pe pe pe pe Pe pe pe pe pe pe pe pe pe pe
Upa negrinho pra estrada upa negretto per la strada
Upa pra là, upa pra cà upa di quà upa di là

Virgem que coisa mais lida Madonna che cosa più bella
upa negrinhp comensando andar Upa, negretto cominciando a camminar
comenzando adar, comenzando andar cominciando a camminar, comincaindo a camminar
zazuera zazuera zazuera zazuera
a-e-i-o-u, ipselon Fio Maravilha ci piaci
a-e-i-o-u, ipselon Fio Maracilha fai qualcosa per mostrarcelo

Fio Maravilha nos gostamos de voce Brigitte Bardot Bardot


Fio Maravelha faz um pra’ gente ver Brigitte baciò baciò
al cinema si sono fiondati tutti
Brigitte Bardot Bardot
Brigitte Beijou Beijou AY AY CARAMBA AY AY CARAMBA (2 VOLTE)
Na fila do cinema todo o mundo se afogou
Abito in un paese tropicale
AY AY CARAMBA AY AY CARAMBA (2 VOLTE) benedetto da dio
e bello di natura, ma che bellezza
Moro num pais tropical io sono fla fla pae-e (RIPETERE 4 VOLTE)
Ambenconao por deus
e bonito por naturaleza, mais que beleza Brasile la la la la la la la la
sou fla fla pae-e-e (RIPETERE 4 VOLTE) Brasile Brasile

Brasil La la la la la la la la Tu hai abusato di me


Brasil Brasil mi hai fregato, hai abusato (RIPETERE 3 VOLTE)

Voce abusou Na na na
tirou partido de mim abusou (RIPETERE 3 VOLTE) nega nega nega
Di Obalù Bae-e
na na na
nega nega nega Na na na na na na na na
Di Obalù Bae-e na na na na na na na
voglio di nuovo cantar
na na na na na na na na
na na na na na na na Eh il mio amico Charlie
quero de novo cantar Eh mio amico Charlie Brown Charlie Brown
Charlie Brown
Eh meu amigo Charlie
Eh meu amigo Charlie Brown Charlie Brown O le le o la la
Charlie Brown prendi un ganzè prendi un sonaglio (RIPETERE 2 VOLTE)

O le le o la la Mariana Mariana
pega no ganzè pega no ganzà (RIPETERE 2 VOLTE) che nostalgia di quella bella bahiana

Mariana Mariana O o o o o o aria aio


que saudade daquela linda bahiana Obà Obà Obà (2 VOLTE)

O o o o aria ahio Per questo adesso lascia stare, lascia stare


Obà Obà Obà (RIPETERE 2 VOLTE) perchè io ti denuncerò(RIPETERE 2 VOLTE)

por iso agora deja estar deja estar Olè olà il Flamengo sta massacrando ( RIPETERE 2 VOLTE)
que eu vou entregar voce (RIPETERE 2 VOLTE)
Bahia
olè olà o Flamengo ta botando pa quebrar ( RIPETERE 2 VOLTE)

Bahia

54
TRANSCULTURAZIONE

Una canzone che è conosciuta da tutti in tutto il modo, simbolo della festa e ha una personalità molto festaiola (senza di lui le feste non partono). In quella
del carnevale. Il testo è veramente un purpurì che unisce politica, religione e stessa strofa si cita una famoso brano musicale di Gal Costa del 1975 appunto
divertimento. L’ espressione “upa negrinho” e tutta la prima strofa citano una “voce abusou”, che tra l’altro ha rirproposto in spagnolo la regina della salsa
canzone omonima di Elis Regina che parla del fatto che nella tradizione grazie Celia Cruz grande ambasciatrice della cultura yoruba cubana.
ai neri si impara a cantare e a ballare. La frase continua “per la strada di qua e Two of soud erano un trio di musicisti belghi che hanno rivoluzionato la disco
di la” come se volesse identificare la comunità creola e quindi l’identità politica music unendola con i ritmi brasiliani di samba e bossa nova e rendendo una
che si riconosce tramite la samba quindi il folklore che getta le sue radici pro- canzone tipica internazionale, infatti la canzone come già detto fa riferimenti a
prio tra le persone di origine africana. In oltre il testo della canzone continua pezzi storici del panorama musicale brasiliano come “upa nerinho” e “zazuei-
facendo citazioni culturali riferite al Brasile, ma, anche al campo internazionale ra” inoltre nominando come già detto celebrità brasiliane e non.
quasi come se il compositore avesse scritto il tutto con l’intezione di essere Il testo continua citando Charile Brown una canzone del gruppo dove gli
ambasciatore della sua terra nel mondo. autori raccontano un giro turistico del Brasile, nel suo paesaggio e tra la sua
Dice: “che bello cominciamo a camminare” e poi cita FIO MARAVILHA orgo- gente. Ancora continua riferendosi ad una donna bahiana la tipica bellezza
glio nazionale del calcio brasiliano chiedendogli di fare una piccola esibizione brasiliana che fa innamorare la gente proprio come la ragazza descritta dalla
perchè loro possono guardarlo. In seguito parla di Brgitte Bardot il cui bacio ha canzone di Jorge Ben Jor. Il testo fa dei rimandi alla cultura religiosa nominando
attirato tutti dentro il cinema. Lui considera una fortuna abitare un paese tro- dei campanelli e i campanellini sono simboli di alcune divinità e poi ritorna a
picale bello per natura. Continua dicendo: “tu hai abusato di me mi hai preso parlare di Oba.
in giro” probabilmente riferendosi ad una ragazza che lo ha colpito, infatti la
strofa successiva è identificata con un canto che si riferisce a Oba dea del ma-
trimonio nella raffigurazione Obalude ovvero quando è compagna Xhangó e
forse anche per questo festeggia dato che nella religione nigeriana il re di Oyó

55
IL MOTIVO DEI SINCRETISMI

Daniela Mercury OYA POR NOS


Ela asanha o ceu Lei eccita il cielo
tudu ela aluma tutto lei illumina
ilumina a noite illumina la notte
incendia o dia incendia il giorno
ela veio do vendo lei viene dal vento.

Oyá mulher Oyá donna


Oyá Maria Oyá Maria
Oyá beleza Oyá bellezza
Oyá alegria Oyá allegria
Oyá nobreza Oyá nobiltà
Oyá poesia Oyá poesia
Oyá a crenza que se anuncia Oyá nascita che si annuncia
Oyá toda a tera Oyá tutta terra
serà que un dia sarà un giorno
Oyá Insà Oyá Iansà
Oyá Ave Maria Oyá Ave Maria
 
Oyá tete Oyá tete
Oyá tete oya (2 volte) Oyá te te Oyá (2 volte)
 
Oyá que vem de longue Oyá che viene da lontano
Oyá mulher gurreira Oyá donna gueriera
Oyá que é enteira Oyá che è tutta
Oyá de se amar. Oyá del suo amore.

Una canzone dedicata ad Oyá patrona delle tempeste e del fuoco dove lei
viene definita nobile guerriera che tutto inlumina e che scatena i cieli Oyá
praticamente è tutto, un pò come la Vergine Maria. Questa dea è simbolo di
allegria e di luce e ci mostra tutto il suo amore.

56
TRANSCULTURAZIONE

Daniela Mercury PRETA


Eu sou preta Io sono nera
Trago a luz que vem da noite porto la luce che viene dalla notte
Todos os meus santos tutti i miei santi
Também podem lhe ajudar anche te possono aiutare
Basta olhar pra mim pra ver basta ascoltare me per vedere
Por que é que a lua brilha perchè brilla la luna
Basta olhar pra mim pra ver basta ascoltare me per vedere
Que eu sou preta da Bahia che io sono nera da Bahia
Eu tenho a vida no peito das cores vivas io porto vita nel petto dai colori vivi
No meu sangue o dendê se misturou nel mio sangeu il ritmo si è mischiato
Tenho o fogo do suor dos andantes ho il fuoco del signore degli esploratori
E a paciência do melhor caçador e la pazienza del migliore cacciatore.
Eu sou preta Io sono nera
Vou de encontro à alegria vado incontro alla allegria
Minha fantasia é mostrar o que eu sou la mia fantasia è mostrare cio che sono
Vim de Pirajá cantando pra Oxalá Vengo da Piraja cantando a Oxala
Pra mostrar a cor do alá de Salvador per mostrare il coro a quelli di la a Salvador.
Eu sou preta, mãe da noite, irmã do dia Sono nera, madre della notte, sorella del giorno
Sou do Cortejo Afro encantador Sono del Cortejo Afro incatatore
Filho de Ilê Ayê, Ghandi Mestre Pastinha meu amor figlio di Ile Aye, Gandi Maestro Pastinha mio amore
Vou misturar o que Deus não misturou mescolerò dei che Dio non mescolò.
Um abraço negro Un abbracio nero
Um sorriso negro Un sorriso nero
Traz. felicidade porta felicità.
Negro sem emprego Neri senza occupazione
Fica sem sossego restano senza avvenire
Negro é a raiz da liberdade Nero è la radice della libertà
Negro é uma cor de respeito Nero è un colore di rispetto
Negro é inspiração nero è ispirazione
Negro é silêncio, é luto nero è silenzio e lutto
Negro é a solidão nero è la solidarietà
Negro que já foi escravo nero che sono stato schiavo
Negro é a voz da verdade nero è la voce della verità
Negro é silêncio é a luta. nero è il silenzio e la lotta
Negro também é saudade nero è anche la nostalgia
Começou com a tal escravidão. Cominciai con l’essere schiavizzado
Onde todo o sacrifício era nas costas do negão Dove tutti i sacrifici erano nelle coste dei negati
Hoje ta tudo mudado e o negro ta ligado. Oggi è todo cambiato e il nero è legato
Atrás de um futuro melhor considerado. Dietro a un fututo meglio considerato
Respeito amor dignidade atitude. Rispetto, amore, dignità e attitudine
Trabalho dinheiro cidadania e saúde. Lavoro, salute cittadinanza e denaro
E para o nosso país integração. E nel nostro paese integrazione
E para o nosso povo paz e união. E per il nostro popolo pace e unione.
Preta. Nera

La splendida voce di Daniela insieme a Seu Jorge interpretando una compo- Comprende luce e oscurità è madre della notte e sorella del giorno. Mescola il
sizione di Caetano Veloso, Mariene de Castro, Adison Barbato, Jair Carvalho, Candomble con i credo orientali e non solo. Così nascono nuovi culti come l’
Jorge Portela, Seu Jorgue, Gabriel Maura e Wallance Jeferson. Il testo descrive umbanda. Continua a incoraggiare la razza nera e dice che senza impiego non
la razza nera bahiana di cui fa parte Daniela Mercury. La razza nera che porta si ha futuro. Questa razza è simbolo di rispetto e di libertà che nasce dal fatto
colori vivi e mescola ritmi e religioni è descritta come luce della notte dicendo che la loro storia li ha resi fratelli solidali ed ha insegnato loro a lottare tacendo.
che gli orixa possono aiutare tutti e se li ascolti capisci perchè la luna brilla e La storia nera è fatta da sacrifici, ma il tempo ha portato cambiamento i neri
perchè lei è bahiana dal sague vivo colorato come il carnevale è focosa come non soffrono più vivono bene e si spera di andare avanti con l’ integrazione, la
Xangó e pazienete come Oxosi (il cacciatore). La nera è allegra e canta a pace e l’ unione nel popolo brasiliano.
Oxalá il vecchio padre della pace perchè veda i colori di Salvador.

57
IL MOTIVO DEI SINCRETISMI

Carlinhos Brown CHARLES YLE


Minha crioula Mia creola
Vou contar para você canterò per te
Que hoje eu completo che oggi compio
Trinta anos de Ylê trent’ anni di Yle

Ogum onilê Oggum onile


Onilê ogum Onile Oggun
A boa do Ylê La bella di Yle
É que ela vai estar me esperando mi sta abbracciando
No invisível, no encantado, no céu azul nel invisibile, nel incantato,cielo azzurro
Bogum bogum Bogum Bogum
Que realeza, Charles E’ insolito Charles
Beleza negra Bellezza nera
Negra marrin nena marrin
Negra salim nera salim
Salamaleikum, Charles Salamaleikum, Charles
Salamaleikum Salamaleikum
Salamaleikum Salamaleikum
É o amor, quem quiser que siga E l’amore chi vuole che continui
A verdade, a luz e a vida la verità, la luce della vita
Negra é a luz nera è la luce
Negra é a luz nera è la luce
O fundamento canta Il fondamento canta
O barro preto levanta l’ argilla nera alza
Bença, vovó benedizione vovò
Jeje nagô Jeje nagò
Salamaleikum, Charles Salamaleikum, Charles
Salamaleikum Salamaleikum

Testo di difficile interpretazione scritto da Carinhos Brown ed interpretato da sponde. Quel ritornello: “Oggun Onille” può essere visto in maniera differente
Daniela. In certe parti porta alla mente delle formule magiche. Sicuramente esempio: Onille è il cammino di Ochosi che combatte al fianco di Oggum
una grande devozione alle radici africane che incidono molto nella musica bra- oppure come unione della preposizione inglese “on” al nome di Ille l’angelo
siliana nomina la tribù fon che dagli yoruba chiama je je da adje adje che nella protettore della casa, così diventa l’ Oggum che insieme ad Exu è il custode
antica lingua nigeriana identifica una tribù straniera. Mentre nago è il termine delle porte di casa e che ci protegge dagli spiriti maligni. Quindi in sintesi Oggun
che i portoghesi usavano per denominare gli yoruba stessi. Benedice entrambe Onille è il dio del bosco che custodisce e difende ogni casa da quegli spiriti
le tribù. Il contributo africano nella razza creola è ben voluto: la razza nera è cattivi che vi abitano.
bella e luminosa e la civiltà creola è ricca di amore. Nella prima strofa festeggia Anche se molte interpretazioni tendono più alla santeria cubana che al can-
30 anni di Yle ovvero la casa e segue invocando Oggun perchè è l’orisha che domble non è assolutamente sbagliato pensarle perchè pur avendo rituali dif-
lotta per proteggere tutti gli Yle. ferenti comunque hanno un’ origine in comune e chissà, magari non sono nem-
La bella di Yle probabilmente potrebbe essere la sua compagna di vita, ma se meno così sbagliate. L’ultima interpretazione vede Onile come gli spiriti della
contiamo che vengono nominati gli dei può trattarsi di Oxum la Afrodite nago morte è qui c’è un riferimento alla relazione con dee della morte come Oiá,
che ha molti amanti ma che è innamoratissima di Yle che però non la corri- la sua compagna di vita e di lavoro.

58
TRANSCULTURAZIONE

Carlinhos Brown MAIMBE DANDA


Corre Cosme Chegou Corri Cosimo è arrivato
Doum laba Doum Alba
Damiao Jacana Damiano Jaçana
P’ra levar e deixar per alzare e lasciare
Alegria de re allegria del re
ver gente sambar vedere gente sambare
Meu Look Lake Il mio look Laque
Mandei Cachear ho mandato a cacciare
Me Alise p’ra ver mi avvicinai per vedere
Meu forte beijar il mio forte bachar
Vou cantar Maimbe canterò Maimbe
P’ra voce se Acabar per farci andar via
Maimbe, Maimbe Danda Maimbe, Maimbe Danda
Maimbe, Maimbe Danda Maimbe, Maimbe Danda
Maimbe, Maimbe Danda Maimbe, Maimbe Danda
Maimbe, Maimbe Danda Maimbe, Maimbe Danda
Zum, zum, zum, zum, zum, ba-ba Zum, zum, zum, zum, zum, ba-ba
Zum, zum, ba-ba Zum, zum, ba-ba
Zum, zum ba-ba Zum, zum ba-ba
Traga a avenida com voce porta avena con te
Tava esperando Maimbe stavo aspettando Maimbe
Zum, zum, zum, zum, zum, ba-ba Zum, zum, zum, zum, zum, ba-ba
Zum, zum, ba-ba Zum, zum, ba-ba
Zum, zum ba-ba Zum, zum ba-ba
Traga a avenida com voce Traga a avenida com voce
Tava esperando Maimbe Tava esperando Maimbe
Corre Cosme Chegou Corri Cosimo è arrivato
Doum laba Doum Alba
Damiao Jacana Damiano Jaçana
P’ra levar e deixar per alzare e lasciare
Alegria de re allegria del re
ver gente sambar vedere gente sambare
Oia Eparrei me ensina a espiar Oia (saluto a Oia) mi nsegna a espiare
Com os olhos de quem come gli occhi di chi
Me Cega de amar mi acceca di amore
Vou cantar Maimbe Canterò Maimbe
Pra voce se acabar..... Per farvi andar via

Straordinario esempio di samba elettronica scritto dal famoso compositore uno dei suoi cammini, ma anche un invocazione a Ndanda Lunada una delle
brasiliano Carlinhos Brovn ed interpretato dalla stupenda voce di Daniela Mer- sue tre mogli che per la nazione bantù corrisponde a Oxum.Viene salutata Oiá
cury. Un testo di difficile interpretazione di cui ho cercato di capire il significato. (Santa Barbara) con il grido tradizionale Eparrei ed è chiamata per insegnare
La prima strofa apre con una invocazione a Cosimo e Damiano due santi che a espiare i peccati esattamente come coloro che amiamo e qui ritorna Xangó
per il Candomble sono i gemelli Ybeji protettori dei neonati e soprattutto por- (San Marco Evangelista) il dio più amato del pantheon yoruba che con la lumi-
tatori dell’ allegria del gioco e rappresentanti del vizio. nosità del suo fuoco fa innamorare tutte le donne non a caso ha tre mogli uffi-
Sono figli di Yansa e Xango divinità del fuoco e delle tempeste che spesso ciali: Oba, Oxum e OyáYansá. Praticamente possiamo dire che questa canzone
combattono al fianco. Xangó è anche il re della musica per questo il testo dice venera Xangá il virile dio dal carattere irascibile nominando i suoi cammini e i
che il re è felice di vedere la gente ballare. Xangó ha dei servitori che manda a membri della sua famiglia aprendo con gli Ybey simbolo di allegria fondamenta-
cacciare ed è molto adorato dai suoi sudditi. Il primo ritornello mamibe sembra le in una festa per onorare il dio più festaiolo dell’ olimpo yoruba.
richiamare un rito e probabilmente riferito a Danda il fratello di Xangó non che

59
IL MOTIVO DEI SINCRETISMI

Carmen Miranda O QUE A BAHIANA TEM?


O que é que a baiana tem? Quello che la bahiana ha?
O que é que a baiana tem? Quello che la bahiana ha?
Tem torso de seda tem (tem) Ha il torso di seta (Ha)
Tem brinco de ouro tem (tem) ha orecchini d’ oro (ha)
Corrente de ouro tem (tem) amici d’ oro (ha)
Tem pano da Costa tem (tem) ha vestiti di Costa ha (ha)
Tem bata rendada tem (tem) ha un vestito di pizzo ha (ha)
Pulseira de ouro tem (tem) polsiere d’ oro ha (ha)
E tem saia engomada tem (tem) e ha la gonna inamidata ha (ha)
Tem sandália enfeitada tem (tem) ha sandali decorati ha (ha)
E tem graça como ninguém...! E ha grazia come nessuno!
O que é que a baiana tem? (bis) Quello che la bahiana ha?
Como ela requebra bem...! Come rifallisce bene
O que é que a baiana tem? (bis) Quello che la bahiiana ha?
Quando você se requebrar caia uando tu rifallendo cadi
por cima de mim (tris) su di me
O que é que a baiana tem? Quello che la bahiana ha
Mas o que é que a baiana tem? Ma cose'è quello che la bahiana ha
O que é que a baiana tem? Quello che la Bahiana ha
Tem torso de seda tem (tem?) Ha il torso di seta
Tem brinco de ouro tem (ah!) Ha orecchini dorati
Corrente de ouro tem (que bom!) Ha vestiti di Costa
Tem pano da Costa tem (tem) Ha abiti di pizzo
Tem bata rendada tem (e que mais?) bracciali d'oro
Pulseira de ouro tem (tem) Ha sandali decorati
Tem saia engomada tem (tem) Ha la gonna inamidata
Sandália enfeitada tem Sandali decorati
Só vai no Bonfim quem tem... Va al Bonfim che ha
O que é que a baiana tem? (bis) Que cosa è che ha la bauhiana?
Só vai no Bonfim quem tem... Va al Bunfim che ha
O que é que a baiana tem? (bis) Cosa ha la baiana?
Um rosário de ouro, uma bolota assim Un rosario d’ oro ed ina offerta così
Ai, quem não tem balangandãs Ai chi non tiene feste
não vai no Bonfim non va al Bonfim
Ôi, quem não tem balangandãs Ehi, chi non idossa bigiotteira
Não vai no Bonfim non va al Buonfim
Ôi, não vai no Bonfim (6 vezes) Ehi non va al Buon fine

Una composizione di Dorival Caimmy che ancora una volta descrive il popo-
lo bahiano e le sue usanze. Le ragazze di Bahia sono belle, eleganti e decoro-
se, portano vestiti firmati e gioielli. Chi vive bene in tutti i sensi sarà aiutato
da Oxalá il signore del Bonfim che ha il suo tempio su una collina prorpio in
Bahia ed a cui i credenti si recano tutti gli anni il secondo giovedì dopo l’epi-
fania per fare un’ offerta la buon padre. Chi non festeggia non può andare alla
collina del Buonfim.

60
TRANSCULTURAZIONE

LA RUMBA CONGA, BOBA E PLENA

La rumba è la danza nata nelle vicinanze de l’ Havana, precisamente a Matanzas Non si può evitare di citare i ritmi del carnevale poiché anche qui vi è mol-
che è più vicina alle origini africane caratterizzata dalla presenza delle conagas, to forte l’influenza dei ritmi africani. Specificatamente nominiamo ritmi tipici
dei bongo, dei shekere e soprattutto dallo strumento che più rappresenta la come la bomba e la plena nati rispettivamente a Mayaguen e San Anton de
musica latina: la clave. Spesso i canti di rumba lasciano riconoscere i toque degli Ponce nella patria boricua (Puerto- Rico) e la conga o comparse tipica a
orisha. Il tipico abbigliamento della rumba è per l’uomo solitamente elegante Santiago di Cuba che per alcuni ha origine in un ritmo proveniente da Haiti
con il cappello mentre la donna usa una gonna molto ampia. Oggi giorno la Kompa. Mentre si pensa anche che le danze rada Haitiane derivino dalla
spesso la gonna viene sostituita da bandane o foular. La rumba è un gioco di Comparsa.
seduzione tra i due ballerini che danzano in coppia aperta. Il termine rumba La conga e la bomba sono caratterizzati dalla presenza degli strumenti a per-
identificava una festa dove ovviamente vi è la presenza del rum, ma non solo cussione che portano lo stesso nome. Le congas sono una famiglia: kinto,
“mujer de rumbo” identificava una prostituta. Fino agli anni 90 ballare rumba a requinto, conga, tomba e tumbadora. Nella conga cubana troviamo strumenti
come lo stil drum un tamburo di grande diametro che viene suonato con le

Congas

Bongo Clave
Shekere

bacchette sia sulla pelle che sul bordo metallico. Bomba conga e plena hanno
L’ Havana era considerato un taboo. Oggi alcuni turisti che visitano la capitale un ritmo binario e si evolvono insieme ai ritmi afro latini unendosi a quelli
vengono attratti da luoghi come il callegon de Amel dove tutte le domeniche europei dando vita alla salsa poi unendosi all’ hip hop daranno vita al dembow
si celebra la festa della rumba. Nella tradizione esistono quattro stili di rumba: più comunemente reggaeton.
il primo è lo yambù che è nato tra le persone anziane ed ancora oggi quando
la si balla si imitano i movimenti affaticati di una persona stanca e appesantita La bomba e la plena spesso vengono confuse con il merengue perché hanno
dal tempo. É uno stile molto elegante il cui ritmo è molto cadenzato e non un ritmo compare, mentre la conga ha dei suoni che assomigliano alla samba.
esiste la coppia chiusa la massimo l’uomo appoggia le mani sulle spalle della Il tamburo chiamato bomba ha un fusto piuttosto ampio e nel passato era
donna. usato per la macerazione del rum. I generi tipici portoricani hanno altri due
Il secondo caratterizzato da un ritmo molto incalzante è il guaguanco in questo strumenti fondamentali: il cuatro la tipica chitarra a quattro coppie di corde
caso il gioco di seduzione tra l’uomo e la donna è un pò più esplicito. La donna sovrapposte a due a due e le panderetas tamburelli che vengono tenuti in
istiga l’uomo che cerca di distrarla per poi usare il gesto tipico del guaguancò mano molti dei quali sul bordo hanno dei sonagli metallici. Ponce è stata capi-
ovvero la vacunata con la quale possiede la ballerina che cercherà di pararsi. tale culturale dell’ isola bella fino al 1864. Allora la danza aveva come modello
In un locale chiamato casita Columbia nasce lo stile omonimo che è un ballo la cotradanza spagnola e l’ havanera cubana (in particolare la upa). Si divideva
prettamente maschile dove i ballerini dopo aver salutato i tamburi li sfidano in in due sezioni: il passeo ed il merengue. A quell’ epoca esisteva la “borinquena”
una vera e propria gara di abilità. oggi diventata l’inno nazionalle.
L’ultimo stile che non riguarda la musica, ma, solo il ballo è chiamato mimetico
perché i ballerini mimano la vicenda della canzone. Da qui nasce il seis che diventerà la sesta figura di contradanza. Il walzer
Ovviamente certe gestualità trasmigrano da uno stile all’altro così per esem- si fuse con il seis. Fusione dopo fusione, la bomba genere afro si unisce
pio nel guaguanco il ballerino per distrarre la rumbera può esibirsi con pezzi al calypso, al sucu sucu e al merengue. Nasce nel quar tiere di Ponce un
di columbia o avvicinarsi a lei e appoggiare la mano sulla sua spalla. Ricordiamo genere caratterizzato dal suono di: guiro, chitarra, cuatro por toricano,
la cosa fondamentale lo stile yambù non presenta la vacunata come dice una armonica e panderetas si chiama plena. La plena ha un andamento sin-
famosa canzone: copato che si divide tra coro e solita. L’ incessante gioco di piedi ricorda
“en el yambù non se vacuna”. la conga cubana. A Mayaguez nel1873 con l’abolizione della schiavitù e
l’altissima presenza africana nasce il genere della bomba, tipicamente, di

61
IL MOTIVO DEI SINCRETISMI

suono africano, prende il nome dal tamburo principale usato per suonar-
la. La bomba è simile alla tumba francesa e alla rumba cubana anche se
non presenta la tipica gestualità del acunao.

La plena que yo cononzco no es de la Cina ni de Japon porque la plena viene


de Ponce y es del barrio de San Anton. Questo ritornello rende chiaramente
omaggio alle origini ponseñe della plena; mentre per quanto riguarda l’origine
della bomba ricordiamo il brano Maria Antonia di Cepeda che recita: “ mira
Maria Antonia como baila mi balance ella viene de Ponce a bailar la bomba de
Mayguez”. Per quanto riguarda i gruppi di questi generi ricordiamo: Plena libre,
viento de agua, el gran combo, La familia Cepeda..... Un verso molto famoso
di Cepeda recita un tributo al fondatore : “ Esto es un tributo un tributo con
plema para duna Caridad y Don Rafael Cepeda.” .

EVOLUZIONI E RIVOLUZIONI: NASCE E CRESCE LA SALSA

Come già affermato la salsa è un'unione di ritmi. Già dalla seconda metà degli
anni '60 personaggi di spicco della musica latina iniziarono a sperimentare
nuove fusioni dei ritmi e dei balli che esistevano allora. Mescolavano: meren-
gue, mambo, son, jazz, cha cha cha, Saul (sulla quale musica si ballava l’ hustle)
etc. Alcuni sostengono che la salsa nacque a New York nel 1971 quando, in
occasione di una manifestazione contro la malaria nei quartieri latini si inizia-
rono a suonare questi ritmi che per questo presero testi di natura politica.
Contemporaneamente alla salsa nasce anche il movimento hip hop. La salsa
è considerata la più diretta evoluzione del son cubano e di ritmi come la
cumbia e il vallenato colombiano. Con il passare degli anni si evolve e da vita
a espressioni che non contengono più solo strumenti tradizionali afro latini
come guiro, guira, bongo, tres, cuatros, panderetas etc... Si aggiungono oltre ai
timbales batterie e strumenti elettronici dando vita a ritmi come il songo ov-
vero son contemporaneo creato dai Van Van e la timba che richiama la clave di
rumba. La salsa prende anche connotazioni jazz o hip hop. Negli anni ottanta la
Giamaica si fece conoscere con il reggue musica che nel decennio successivo si
iniziò a cantare in spagnolo. Iniziarono a sperimentarsi unioni musicali di ritmi
afro-reggue ed hip hop così tra Panama e Puerto Rico nacque il reggaeton di
cui il primo grande tormentone fu il ballo di gruppo “meneito”. Oggi tramite
il reggaeton possiamo vedere come ancora una volta i ritmi latini diventano
immortali dando sempre vita alle nuove espressioni dovute a varie contami-
nazioni come per esempio il salsaton.

62
TRANSCULTURAZIONE

PLENA

Cepeda Eleggua santo bonito


Elegguà Elegguà santo bonito (2v) Elegguá, Elegguá santo bonito
montando un caballo negro cavalcando un cavallo nero
con bandera colora (2v) con bandiere colorate

ripetere

Elegguà, abre y cierra los caminos (2v) Elegguà Elegguà apre e chiude i cammini
montando un caballo negro montando un cavallo nero
con bandera colorà (2v) con bandiere colorate

Elegguà pequeno o grande Elegguà piccolo o grande


sea el guerrero sia il gueriero
Elegguà niño llegò desde el cielo Elegguà bambino arrivato dal cielo
montando un caballo negro montando un cavallo nero
con bandera colora con bandiera colora

Manana por la manana llenas tu casa de flores Giorno per giorno riempi la tua casa di fiori
que seguro te visita la virgen de los dolores che sicuro ti visiterà la vergine dei dolori
que la vida, la vida es un jardin y las mujer son su flores che la vita è un giardino e le donne sono y suoi fiori
de bellissimos, bellissimos colores di bellissimi, bellissimi colori
y aromaticos olores e aromatici odori

Coro (2v) Manana por la manana llenas tu casa de flores Giorno per giorno riempi la tua casa di fiori
que seguro te visita la vigen de los dolore così sicuramente ti visiterà la virgen de los dolores.

Canto a ritmo de mi plena Canto a ritmo della mia plena


o virgen de los dolores vergine dei dolori
mira isla, llenala guarda la mia isola riempila
la de bendiciones di benedizione
por eso te canto mi gente y mis amores per questo ti canto la mia gente e i miei amori

Coro

Padre abrele el camino a la virgen de mis amores Padre aprile il cammino alla vergine del mio amore
cuidale a mi nino, dale fuerza pa’que efoche bada il bio bambino e dagli forza per
vivo en mi isolazione vivo nella mia isolazione
2 Coro

De seguro, de seguro te visita la virgen de los dolores (2v) Di sicuro, di sicuro ti visita la vergine dei dolori
La virgen, la virgen, la virgen de los dolores La vergine dei dolori, la vergine dei dolori
Ciudale a mi Puerto Rico mi isla llanala de bendiciones Veglia la mia Puerto Rico riempila di benedizione
La virgen, la virgen, la virgen de los dolores La vegiene dei dolori, la vergine dei dolori
La virgen de los dolores la vergine dei dolori
abrele camino y ensenale valores. aprigli il cammino e insegnagli i valori.

De seguro de seguro mira te visita Sicuramente, sicuramente gaurda ti visita


la virgen de los dolores la vergine dei dolori
y los blancos sian su cena pa’ la virgen de mis amores e che bianche siano le sue cene per la vergine dei miei amori
la virgen delos dolores. la vergiene dei dolori
Mira mi puertorico vigencita llenala de bendiciones guarda la mia Puertorico Madonnina riempila di benedizioni
la vigen de los dolores la vergine dei dolori
a ritmo de mi plena yo te canto estos pregones al ritmo della mia plena io ti canto queste preghiere
la virgen de los dolores la vergine dei dolori
flores pa’ la virgen de los dolores fieri alla vergine dei dolori
la virgen de los dolores la verdigine dei dolori

63
IL MOTIVO DEI SINCRETISMI

La canzone apre invocando Elegguá santo buono messaggero degli dei rap- zone fa un omaggio al gruppo Plena Libre che fra i temi più famosi ha scritto
presentato da un bambino e da un anziano poiché apre e chiude i cammini “manana por la manana” cambiando leggermente il testo. Dalle mie indagini
della vita, della fortuna e della sfortuna. Nella seconda parte notiamo come sia infatti è scaturito che la tra la gente di Portorico è molto più famoso il tema
forte il sincretismo nella santeria e dopo aver pregato un orishia prega una raf- scritto da Plena Libre questo risulta una cosa molto più ricercata e non tutti
figurazione della Madonna: la Vergine dei dolori che nella santeria è Yewa una la conoscono. Ritornando al testo spesso viene invocata la Vergine dei Dolori
delle dee della morte e la vuole omaggiare con fiori bianchi chiedendole di per proteggere la nazione probabilmente si tratta della patrona.
proteggere Puertorico e la sua gente in una preghiera cantata a ritmo di plena.
Cepeda è uno dei maggiori esponenti di questi generi tipici ed in questa can-

Conjunto Marsilia MASSILIA Y CUBA GUAGUANCO

Acolona ve eh eh eh eh Acolona vedi, eh eh eh eh


Guiro! Guiro!

Massilia y Cuba, como sos hermana Marsila e Cuba , coem due sorelle
vamos asì al sol, caliente andiamo così sottto il sole, bollente
Massilia divina, Havana preciosa Marsila divian, Havana presiona
son parte de mi corazion, y lema fanno parte del mio cuore e del mio dialetto
Asesù Yemaya Asesù Asesù Yemaya Asesù
u la la la e. unla la la e
Guiro! Guiro!

Marsilia y Cuba, lindas como nunca Massilia e Cuba, belle come mai
fresca de cultura, sabrosa fresca di cultuatura, snsuale
Massilia latina, Havana africana Massilia latina Havana africana
las tengo sinempre seran, divina. sono dentro di me, sempre saranno, divine.

Si tienes problemas, pide a Ochun Se hai problemi, confidati con Ochun


en Massila ya portar a venisr a Massilia ora ti porta a venire
Iboru Iboya en el viejo puerto Iborù Iboya nel vecchio porto
al menos que seas en Camaguey a meno che non sia a Camaguey.

Massila latina, Havana africana (6 volte) Massila latina, Havana africana (6 volte)

Oye Massilia ciudad hermosa Ascolta Massilia, città bellissima


Havana africana Havana africana
te lo canto de corazon te lo canto col cuore
Havana africana Havana africna
a mi me gusta el Malicon a me piace il lungomare
Havana africana, Havana africana
africana en cada rincon africana in ogni angolo
Havana africana Havana africana
de Miramar hasta Punta Roja da Miramar fino a Punta Roja
Havaba africana Havana aricana
orgullosa con mucha razon orgogliose con molte ragioni
Habana africana Habana africana
vaya afuera vai fuori!
Massila latina, Havana africana (4 volte) Massila latina, Havana africana (4 volte)

La canzone su un ritmo alternato rumba e salsa in clave (ritmo) rumba spiega vocalizi nomina il guiro strumento tipico cubano della salsa e della rumba ed
come Marsiglia la città europea sia gemella di Cuba, sia a Marsilia che nell’ isola invoca Yemayá la nostra grande madre dea del mare e sorella di Ochun con cui
si tengono feste bellissime e sono paesi latini dove si possono trovare celebra- condivide le ricchezze (lo fa con un canto Yoruba). Nell’ ultima strofa descrive
zioni di riti religiosi africani infatti il testo apre con una invocazione a Odudua Marsiglia una città veramente bella che gli ricorda l’ Havana sono due sorelle
moglie di Obatalà. Marsilia è latina e Habana è africana sono città solari e fanno che hanno ragione di essere orgogliose.
entrambe parte del suo cuore. “Se ci sono problemi ti aiuta Ochun la prima
sacerdotessa di Orula che ti consiglierà di approdare qui”. Habana e Marsi-
lia sono sorelle con Camaguei altra città cubana. Tra le parti strumentali, nei
64
TRANSCULTURAZIONE

SALSA

Hector Lavoe AGUANILE


Santo Dios, Santo fuerte, Santo Inmortal Santo Dio, Santo Forte, Santo Immortale
Aguanile, Aguanile, Mai Mai Aguanile Aguanile Mai Mai
Aguanile, Aguanile, Mai Mai Aguanile Aguanile Mai Mai
Eh Aguanile, Aguanile Mai Mai Eh Aguanile Aguanile Aguanile Aguanile Mai Mai
Aguanile, Aguanile, Mai Mai
Aguanile, Aguanile, Mai Mai Eh Kyrie Eleison Christe Elaison non te ne approfittare di me
Che anch’io me ne rendo conto
Eh kyrie eleison christe eleison no te metas a mi mona Ascolta, tutto il mondo continua a pregare
Perché finisca la guerra
Que yo también me se de’so Ma non finirà, sarebbe una stranezza
Aguanile, Aguanile, Mai Mai
Aguanile, Aguanile, Mai Mai Ci sono tamburi Umaculli, tamburi Umaculla
Che si mettano tutti attorno
Oye todo el mundo reza que reza Che la terra tremerà
pa’que se acabe la guerra Che Abonbon Chele Abonbonchacha [dovrebbe essere un altro canto yoruba]
Eso no se va acabar eso será una rareza Io porto aguanile per spruzzare le ragazze

Aguanile, Aguanile, Mai Mai Ah, che i tre chiodi della croce
Aguanile, Aguanile, Mai Mai Vadano davanti da me
Hay tambores umaculli, Tambores umaculla Che parlino con Lui e Lui risponda
Que se echen todo pa’lao Ah Dio, chi mi critica
Que la tierra va a temblar Io ho Aguanile mai mai
Aguanile, Aguanile, Mai Mai
Aguanile, Aguanile, Mai Mai Aguanile, Aguanile, Mai Mai
Que abonbon chele abonbonchacha Aguanile, Aguanile, Mai Mai
un ebreo che a cavallo gridava senza compassione
Yo traigo pa’rociar a las muchachas Come crocifissero a morte Gesù per un tradimento
Aguanile, Aguanile, Mai Mai
Ay que los tres clavos de la cruz Aguanile, Aguanile, Mai Mai
Vayan delante de mí eh abongonchele abongochacha
que Le hablen y Le responda aguanile benedicimi le ragazze
ay Dios quien me critique a mí Aguanile, Aguanile, Mai Mai
yo tengo aguanile mai mai Aguanile, Aguanile, Mai Mai
ay aguanile, aguanile dammi l’acqua
Aguanile, Aguanile, Mai Mai ho sete e voglio bere
Aguanile, Aguanile, Mai Mai vai quintero!
Un judío que a caballo gritaba sin compasión Aguanile, Aguanile, Mai Mai
como Jesús crucificaron muerto por una traición Aguanile, Aguanile, Mai Mai
Aguanile, Aguanile, Mai Mai Aguanile, Aguanile, Mai Mai
Aguanile, Aguanile, Mai Mai Aguanile, Aguanile, Mai Mai
eh abongonchele abongochacha Aguanile, Aguanile, Mai Mai
aguanile bendíceme a las muchachas
Aguanile, Aguanile, Mai Mai
Aguanile, Aguanile, Mai Mai
ay aguanile, aguanile dame agua
estoy seco y quiero beber
¡ataca quintero!
Aguanile, Aguanile, Mai Mai
Aguanile, Aguanile, Mai Mai
Aguanile, Aguanile, Mai Mai
Aguanile, Aguanile, Mai Mai
Aguanile, Aguanile, Mai Ma

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IL MOTIVO DEI SINCRETISMI

Hector Lavoe nato a Ponce (Puerto-Rico) il 30 settembre del 1946 e morto a Aguanile è la via di Oggun il dio fabbro che il cantante ha scelto come termine
New York il 29 giugno 1993 è oggi considerata la leggenda dei cantanti di salsa. famigliare che sarebbe stato popolare e riconoscibile dal suo pubblico che si
Lavorava insieme a musicisti come Jonny Paceco e Willie Colon sotto l’etichet- sarebbe identificato con questa parola.
ta Fania Record. Probabilmente praticava santeria come si può notare nella
composizione sovrastante. La canzone introduce e intervalla le strofe proprio Aguanile secondo alcuni era un Taino del territorio boricua che era conside-
con un canto yoruba. Per un babalocha (santero) aguanile fa parte dei canti a rato una specie di dio e veniva venerato con il canto Mai Mai. Così questa
Oggun il violento dio guerriero che protegge la porta di Ile (angelo custode canzone farebbe ancora più riferimento al popolo autoctono di Porto Rico.
o casa). Sono molte le interpretazioni su aguanile, ma tutte fanno comunque Nel film “el cantante” il protagonista si reca da una strega che gli offre le perle
capo alle origini del popolo latino. di Santa Barbara Santa cattolica che nella religione afro caraibica è identificata
con Chango il guerriero maggiore dio del tuono, del fulmine, del fuoco e della
L’introduzione della prima strofa Krye Elleison è un antico modo addirittura giustizia.
precristiano che si usa fin dall’ antica Grecia per invocare la pietà degli dei. La
traduzione corretta è proprio “Signore abbi pietà” infatti viene spesso usato in La frase dopo il primo aguanile ci permette di comprendere come in realtà
tutte le preghiere cristiane il sincretismo tra cristianesimo e religioni africane sia forte tanto che sembra
che siano una stessa religione. Dopo una così accurata analisi di questo testo
Aguan in lingua nago significa purificazione e Inle casa per cui Aguanile sarebbe possiamo concludere dicendo che Hector si rivolge ad Oggun per chiedere
la purificazione della casa o del corpo stesso dagli spiriti maligni. pietà perché il mondo finisca di guerreggiare anche se è una cosa difficile.

Aguanile sempre riferito alla purificazione può essere definita acqua santa. La
traduzione che alcuni ne traggono è “acqua del Nilo” che per i santeri è santa
in quanto il Nilo è il fiume più lungo del mondo.

66
TRANSCULTURAZIONE

SONGO
Los Van Van Soy todo
Yo soy el poeta de la rumba coro 2:
soy danzon, el eco de mi tambor eh eh eh, Orula que
soy la mision de mi raiz orusale amparame
la historia de mi solar
soy la vida que se va, ay que se va. soneos:
amparame
Soy los colores del mazo de collares Que si mañana yo me muero
para que mi raiz no muera yo soy asi’ en le cielo siempre te seguirè
yo soy picante.
y en el dia de tu santo
Soy el paso de changó no te prometo una ceremonia bonita
y el paso de Obatalá con tanto lujo y cache’
la risa de Yemayá no, no hace falta
la valentia de Ogun
la bola o el trompo de Eleguá mira, tal vez
yo soy Obbá, soy Sire Sire solo te prenda dos velas
soy Aberinan y Aberisan para todos los cubanos santeros
soy la razon del crucigrama te pedire
el hombre que le diò la luz
a ObbedÌ, el cazador de la duda porque tu tienes la llave
soy la mano de la verdad. tu tablero todo sabe
por favor, ayudame
coro:
Soy arere coro 3:
soy conciencia amparame
soy Orula.
soneos:
soneos: tu dominas en la tierra
Mira ha llegado la hora tu dominas en el cielo
que analizes bien tu ley
tu dices que eres el rey orula yo lo que quiero es
ven, enseñame la corona que tu me des la licencia
para cantar como es
a traves de mis canciones y todo lo que me pidas
siempre digo la verdad yo te juro que lo hare
soy el paso de Eleguá
por eso tengo fortuna. dame tu la bendicion, mi orula
arrancame el corazon
Soy de la timbalayè
tremendo guaguancò te prometo que la esencia del yoruba yo
orula no se equivoca siempre la defendere’
amparame, protegeme, ayudame
yo soy los tambores batà
soy la clave, soy el quinto y el pregon coro 4:
yo soy Van Van ay dios amparame
yo soy Cuba
rap:
y tengo un amigo santero somos o no somos
y otro que es abakuà
son mas hombres y mas amigos
que muchos que no son nà

y si tu tienes problemas
por que tu no vas directo corriendo
a ver a orula
se’ valiente y cuentacelo
cuentacelo todo a orula

67
IL MOTIVO DEI SINCRETISMI

coro 2:
TRADUZIONE eh eh eh orula che
orusale abbi pietà di me
Io sono il poeta della rumba
sono il danzon, l’eco del mio tamburo soneos:
sono la missione della mia radice abbi pietà
la storia della mia casata che se domani dovessi morire
sono la vita che se ne va, ay che se ne va nel cielo ti seguirò

Sono i colori del mazzo di collane e nel giorno del tuo festeggiamento
perche’ la mia origine non muoia, sono cosi’ non ti prometto una bella cerimonia
io sono mordace con tanto lusso e
no, non ce n’è’ bisogno
Sono il passo di Changò
e il passo d Obatalà guarda, forse
la risata di Yemayà ti prendo solo due candele
il coraggio di Ogun per tutti i cubani santeri
la palla o la trottola di eleguà ti chiederò
sono Obbà, sono SreSre’
sono aberinan e aberisan perche’ tu hai la chiave
sono la risposta al cruciverba tu sai tutto
l’uomo che glia dato la luce per favore aiutami
a Obbedi, il cacciatore dei dubbi
sono la mano della verita’ coro 3:
abbi pietà
coro:
Sono arere soneos:
sono la coscienza tu domini sulla terra
sono Orula tu domini ne cielo

soneos: orula quello che chiedo è


guarda e’ arrivata l’ ora che tu mi dia il permesso
che tu analizzi bene le tue leggi di cantare la verità
tu dici che sei il re e tutto ciò’ che mi chiederai
vieni mostrami la corona ti giuro che lo farò

tramite le mie canzoni dammi la benedizione, mio orula


dico sempre la verità strappami il cuore
sono il passo di Eleguà
per questo ho fortuna ti prometto che l’essenza dello yoruba io
la difenderò sempre
sono il mastro timbalero abbi pietà’, proteggimi, aiutami
tremendo guaguanco’
orula non si sbaglia coro 4:
ay dio mio abbi pietà
sono i tamburi bata’
sono la clave, sono il quinto e il pregon rap:
io sono van van siamo o non siamo
io sono cuba

e ho un amico santero
e uno che e’ abakua’
e sono piu’ uomini e amici
che molti altri che non sono niente

e se hai dei problemi


perche’ non avi direttamente correndo
a trovare orula
sii coraggioso e raccontaglielo
raccontagli tutto a orula

68
TRANSCULTURAZIONE

Una canzone tratta dall ‘album “ Ay dios Amparame” il cui testo fa capo alla infatti il ritornello fa riferimento all’ albero sacro arere o ceiba ai pied della
composizione del poeta Eloy Machado. Aprendo con un dolce accompagna- quale secondo le leggende Orula vive sepolto per metà nella terrà e fa le sue
mento a ritmo di songo diverso da quello di chapeando che è una timba. divinazioni ed Orula è la coscienza.
Chiaramente un omaggio alle radici della musica cubana ed alle danze si afro, Ecco il testo si riferisce al re Changó quasi prendendolo in giro e non volendo
ma anche alle aristocratiche influenzate dalla cultura francese e importata a confidare nei suoi poteri, chiedendogli di mostrare la corona altrimenti non
Santiago da coloro che fuggivano dalla Repubblica Dominicana dopo la vittoria potrà dettare legge e tutti sanno che Changó è il grande re e dio della giustizia.
degli spagnoli e dagli spagnoli stessi in fatti introduce dicendo: “ sono il poeta Continua a parlare con il re dicendogli la verità e paragonandosi ad Elleguá
della rumba” la rumba si riferisce alla cultura degli schiavi mentre il danzon era sostenendo la sua fortuna e fa conto di aver chiesto a Orula che gli dice di
il ballo delle corti dove ovviamente non si usavano le percussioni africane, ma essere il maestro del ritmo. In queste frasi della canzone si riferisce ai ritmi cu-
le charanguas (orquestre di danzon) prevedevano: timbales, flauti e violini. Si bani come il guaguanco ed agli strumenti della salsa come i timabales, la clave.
riferisce alla produzione musicale come ad una missione che faccia conoscere Il quinto un tamburo della famiglia delle congas. Pregon è un termine che va a
le sue radici e quelle della sua famiglia. La cultura afro ha tanti colori che si identificare un tipo di canto popolare che viene usato dai mercanti di strada
trasmettono anche con le collane per seguire con decisione così sfila ad una per pubblicizzarsi e qui dice che Van Van rappresenta Cuba.
ad una le qualità degli ocha più importanti, seguendo a camminare con il passo Nella strofa successiva si riferisce ai culti praticati nell’isola affermando di avere
di Chango il re della musica, con la risata di Yemayá la amorevole e dura madre amici santeri amici abacua anche se questi ultimi sono meno amichevoli e che
degli orischa. conosce anche molti agnostici. Suggerisce a noi che se abbiamo problemi dob-
Il coraggio di Oggun che aiuta Osain a estirpare le erbe cattive e che com- biamo direttamente parlare ad Orula a cui chiede pietà usando termini ioruba
batte per noi nella religione e nella vita, la palla e la trottola di Elegguá che quì perchè il potentissimo dio lo protegga e lo porti in paradiso il giorno della
viene rappresentato come un bambino burlone e giocherellone a qui bisogna sua morte. Parla con Orula promettendo grandi celebrazioni in suo onore o
stare attenti se non si vuole che ti apra le porte della sfortuna e continua no- semplicemente di presentarsi con due candele che per i babalocha rappresen-
minando altre divinità come Obba la saggezza e la fedeltà coniugale. Nei tre tano il Santo che sa tutto. L’ invocazione chiede il permesso di poter cantare
versi finali di questa strofa fa un riferimento figurato agli orisha. Elegguá torna la verità per essere felice ed avere il cielo e la terra. In conclusione offre la sua
nel gioco del cruciverba. L‘ uomo che gli ha dato la luce: questa frase forse fa vita per Ifa in cambio della benedizione perché lui è l’essenza dello ioruba.
rifermento a Obatalà padre divino ad Orula che illumina il nostro passato. Il
cacciatore dei dubbi e Oggun. La mano della verità è la figura di un divinatore

69
IL MOTIVO DEI SINCRETISMI

TIMBA

Los Van Van Chapeando


Je je je je je je...
Coro: vengo abriendo los caminos de la música cubana
Ooh, ooh... mira, pa’ que siga con iré
Je je je je je je
Ahí na’ má’ y eso lo vengo chapeando,
¡Cultura! gozando
Ahí na’ má’, Ahí na’ má’ y con tremendo aché, aché, achéee
¡Sí!
¿cómo? [mambo]
Coro:
Oro mi mama yo ko dá, oro mi** Coro:
Ay o mama yo ko dá** chapeando con iré
Yemayá, Yemayá,
aunque sabemos que estamos iré Mira, vengo dictando sentencias
necesitamos tu protección, mamá para todo el que comenta
para volver a cruzar chapeando aquí, chapeando allá
agua sala’a quitando lo malo, pero
sala’a ¡dame bajo, dame bajo, ¿ok? dame aún bajo!
Coro:
Oro mi, oro ¡’júa!
Van Van viene iré, viene con oro ahí na’ má’
Atención pueblo de Cuba: ¡vaya!
yo quiero que todos canten mi coro sí
yo vengo allá de los montes
con la bendición de Olofi, Coro:
vengo chapeándolo todo chapeando
a enseñarte la verdad
pa’ que nadie te confunda ¿cómo?
vengo aclarándolo todo
mira como dice, mira como vengo,
¡mira! iya mi ile odo, vengo chapeando, vengo acabando, vengo acabando
Van Van viene con iré y viene con to’ con to’
¡sí! porque yo sólo soy un Van Van,
abriendo caminos nuevos siempre con la verdad,
Es que yo soy así por eso vengo arere, porque arere soy
fuerte como el guayacán ¡’júa!
por eso vengo valiendo, vengo chapeándolo todo
pero vengo con iré

Coro: Van Van viene abriendo camino nuevo otra


vez,
chapeando con iré

¡sí!
Van Van viene como va
de la mano de Elegguá,
viene con tremendo iré

aché, vine aché


aché pa’ Obba
aché pa’ la Ocha
y aché pa’ usted

ya yo vengo chapeando
ay gozando
y regalando aché

¡seguro que sí!

70
TRANSCULTURAZIONE

io vengo falciando,
TRADUZIONE festeggiando
e con tremendo aché, aché, achéee
Je je je je je je...
Coro: [mambo]
Ooh, ooh...
Je je je je je je Coro:
Ahí na’ má’ chapeando con decisione
¡Cultura!
Ahí na’ má’, Ahí na’ má’ Guarda, vengo dettando sentenze
¡Sí! per tutti quelli che commentano
¿Come? falciando quí, falciando la
Coro: osservando i cattivi, ma
Oro mi mama yo ko dá, oro mi** ¡dammi basso, dammi basso, ¿ok? dammi un basso!
Ay o mama yo ko dá**
Yemayá, Yemayá, ¡’júa!
anche se sappiamo di essere decisi ahí na’ má’
abbiamo bisogno della tua protezione, madre ¡vaya!
per poter ancora sí
attraversare il mare
Coro:
Coro: falciando
Oro mi, oro
Van Van arriva con decisione, ariva con con oro ¿come?
attnzione popolo di Cuba:
io voglio che tutti cantate nel mio coro guarda come dice, guarda come vengo vengo,
io arrivo al di là del monte vengo chapeando, vengo finendo, vengo finendo con tutto
con la benedizione di Olofi, perché io solo sono un Van Van,
vengo falciando tutto aprendo nuovi camini sempre con la verità,
a mostrarti la verità perque questo vengo arere, perque arere sono
perché nessuno ti confonda ¡’júa!
chiarendo tutto

¡guarda! iya mi ile odo,


Van Van arriva con decisione arriva con tutto
¡sí!

É che sono così


forte come il guayacán
per ciò vengo valendo, vengo falciando tutto
ma vengo con decisione

Coro: Van Van arriva aprendo un cammino nuovo ancora,


falciando con decisione
¡sí!
Van Van arriva come va
dalla mano di Elegguá,
arriva con tremenda decisione
fortuna, viene fortuna
fortuna per Obba
fortuna per la Dea
fortuna per te

già vengo falciando


festeggiando
e regalando fortuna

¡certo che sí!

vengo aprendo il camino della musica cubana


guarda, perchè segua decisa

71
IL MOTIVO DEI SINCRETISMI

La composizione introduce con vocalizzi tipici come “ahi na ma” e esclamazio- zione popolare estendendo i rami ai quatro venti ed alle piogge fecondatrici e rinnovatrici. Le
ni di altro genere che precedono un testo. La prima strofa è una preghiera ad creazioni formelliane testimoniano il vissuto dei cubani delle ultime quattro decadi. Falciando
si apre sempre nuove strade nel mondo musicale della maggiore delle Antille in una aspirale
un Ocha. Oro mi mama yokota identifica il canto dell’ oro, il ritto introduttivo rotonda. Erede legittima dei canti e dei balli afro cubani che portano consigli e di tutto ciò che
in tutte le cerimonie santere. Il testo chiama il primo passo di Yemayá la dea rappresenta questa cultura simboli e attributi. Figlie di padre tamburo e madre chitarra, di flau-
del mare che porta questo nome. Successivamente invoca proprio la vergine ti, piano, violini, clave, maracas guiros e chencerros. Musiche radicalmente cubane e universali
perché aiuti lo storico gruppo ad arrivare un’ altra volta al di là dell’ oceano in dove si fonde tradizione e contemporaneità, si rinnova il classico popolare e la musica attuale
occasione della pubblicazione del disco avvenuta nel 2004 quando non a caso acquista nobiltà ancestrale. Musica fondatrice di identità. Un vecchio canto lucimì dice: -Gban-
gban: fermato è fermato, Iroco: l’albero sacro Iroco, Gbangban: esta firme.- Con la decisione di
l’orchestra tipica compiva i suoi 35 anni. Juan Formell il fondatore è deciso Eleggua falciatore tento di parafrasare il testo classico e di confrontarlo con quello dei Van Van:
ad aprire cammini nuovi e perché tutta Cuba canti in coro con Van Van per -affermato è affermato Juan Formel e los Van Van sono affermati.- Affermare sempre falciado
attraversare il Monte dove vivono gli orisha con la benedizione dell’ onnipo- nuovi cammini e fusioni nel cuore della musica cubana sotto l’ ombra della poderosa ceiba di
tente Olofi. Abbattendo gli ostacoli per scoprire la verità chiaramente per non Itoko re degli alberi caraibici. Qualcuno dubita? Van Van, Iroko, GbanGban.”
confondere nessuno. Rogelio Martine Furè

Continua la cerimonia “ e ya mi ile odo invocando” Ochun patrona di Cuba e


“ L’ idea che io progetto con il disco “chapeando” che è il tema principale dobbiamo
dea della ricchezza e dell’ amore. Di nuovo riapre i cammini alla musica cubana sempre rivolgerci al monte per sapere quello che passerà i prossimi anni ma il monte
per questo non poteva mancare il piccolo Elegguá messaggero di Olofi che non parla il linguaggio degli umani dobbiamo decifrare i suoi messaggi per ciò quan-
decide della nostra fortuna ed apre e chiude le porte alla disgrazia o alla feli- do Van Van è nato coincidendo con la nascita di Changò il quattro di dicembre per
cità era inevitabile che lo invocassero per avere la strada buona. Infatti chiama coincidenza abbiamo chiesto a Osain di parlare con il monte ed di aiutarci ad aprire
la fortuna per tutti dagli orisha agli uomni come un buon regalo per festeggiare il cammino nella nostra nascita e così fu il monte che ci aprì il cammino della sorte
sempre con la sorte dalla propria parte e per eliminare tutti gli ostacoli con e della prosperità, amore, unione, sacrifici, disinganni e intrighi. Le ambizioni ci hanno
decisione, falciando ovunque lungo il cammino dando sentenze per tutti quelli tradito però sempre abbiamo confidato nel monte che ci aprisse il cammino e ci
che commentano ed osservando i cattivi per continuare con il ritmo. Per apri- proteggesse. Allora compiuti 30 anni della vita artistica dell’ orchestra, non so se Van
re cammini sicuri si definisce forte come l’albero del guayacan e dice di essere Van ricordano che uno stregone congo ci ha convertiti in camaleonti, jutias e hurro-
anche arere la ceiba che è l’albero sacro ed inabbattibile nes fino a che la ceiba ha rotto l’incantesimo chiarendo l’ accaduto che ci ha voluto
regalare un garabato per aprire nuovi cammini. Eso son palos! L’idea della mescolanza
Tratto dalla crtitica e dalla parole di Juan Formell (Album Chapeando 2004) tra- che ci ha suggerito l’avanzamento del monte che ci regalò un garbato per aprire
dotta da Valentina Bracci: nuovi camini. Il monte che ci aprì i cammini quando coloro che camminavano erano
superstiziosi cancellavano le proprie tracce e non stavano a terra.
“Ancora Juan Formell e i suoi Van Van “Chapeando” al monte e sradicando le erbe malvagie Van Van nei suoi 35 anni di esistenza per diverse ragioni rimase poco a poco senza
durante il cammino. Juan Formel con il suo garabato ascoltando Osain e gli Ybeys come se il suo fondatore ed il cammino vecchio si chiuse benchè ci fossero cammini nuovi
fosse Eleggua inaugurando nuove strade, nuove storie ed un’ aria nuova. Musicista geniale, migliori dei precedenti non sapevamo quale fosse giusto per noi. Il monte ricordò
versatile e profondo ha saputo registrare le incidenze e i destini dell’ isola essendo il migliore che dovevamo aprire un nuovo cammino... però come... CHAPEANDO. Per questo il
cronista della sua epoca: una epoca combulsa e drammatica nella quale ci ha stregati con la disco doveva piacere al monte. Nel monte conoscerai il concetto di chi è Osain e di
grazia creativa, un’ accento di allegria e umore.Tutta la magia del monte la casa degli orisha, tut- cosa rappresenta come un obbrobrioso mutilato dalle guerre e per di più che non ha
ti i suoi misteri e i suoi poteri sono nell’ opera di Juan Formell. I cubani ed il resto del mondo,
una famiglia. L’ unico che conosce tutte le erbe e tutti i pali del monte che non muore
ma soprattutto i cubani di questa epoca dobbiamo sempre ricordare il grande contributo che
questo straordinario compositore ed interprete ha regalato alla musica latina. Vav Van seguirà mai perché è il monte stesso. Se bruci, pesti o distruggi un'erba del monte lui rinasce
sempre rivoluzionando, rapendo i cortei di un olimpo che smise di essere cubano per essere in una nuova. Oasain ci autorizzò ed ora solo Eleggua, Changó, Obatalà, Ochun e
di tutti ed il suo creatore fedele al congiuro di Iroko, con il garabato ed il macete aprirà sempre Yemaya conoscono i nostri cammini. Io devo stare nel monte pagando tributo per in-
nuovi cammini cantando e falciando” vocare questi orisha per iniziare il mio cammino con i suoi occhi attraverso il bosco e
Miguel Barnet dolcemente con gli Ibeis Chapeando per creare un cammino con tutti i santi nominati
che ci guariranno e ci aiuteranno sempre saranno con Van Van sempre”
“CHAPEANDO SEMPRE CHAPEANDO. Nel mezzo del monte della musica cubana Van Van Juan Formell
si unisce con Iroko re degli alberi caraibici. Poderosa ceiba che affonda le sue radici nella tradi-

72
TRANSCULTURAZIONE

TIMBA

NG la banda SANTA PALABRA


coro: santa palabra lo que me dice un dicho, coro: parola santa è quella che dice un detto:
no escondas los santos o te haran el juicio “non ignorare i santi o te li farai nemici”
(bis).

hay muchas personas que esconden los santos, ci sono molte persone che ignorano i santi,
por el dia rien y por la noche llanto, il giorno ridono e la notte piangono,
para abrir camino (echun beleke) busca un per aprirti il cammino cerca elleguá,
elleguà, poichè senza di lui niente arriverà
pues sin este santo todo va pa’tras. se tu vai per mare prendi a yemayá,
al cruzar el mar prende a yemayá, poichè come ti porta così ti riporterà.
pues como te lleva, asi te traera. cosi è!
eso es coro:
coro: ama obbatalá, che è un santo maggiore
quiere a obbatalá, que es santo mayor chiedigli la pace e chiedigli l’amore.
pídele la paz y pídele el amor. changò, padre mio, mostrami la luce,
ay, changò, mi padre, dame buena luz, dammi il rispetto e dammi la salute.
dame la nobleza y dame la salud. parla con oggún se hai un problema,
habla con oggún si tienes un problema, poichè col il suo machete risolve il tuo
pues con su machete él resuelve es dilema. dilemma.
coro: coro:
no levantes nunca la mano a una mujer. non alzare mai la mano contro una donna
ochùn te esta mirando, ella si tiene poder. ochún ti sta guardando, lei può ogni cosa.
quiere a babalú, santo milagroso, ama a babalú, santo miracoloso,
pídele salud, pues sin salud no hay gozo. chiedigli salute, poichè senza salute non c’è
no busques problemas con la señora oyá, gioia.
pues para el cementerio a ti te llevará non cercarti problemi con la signora oyà,
si quieres saber, oye bien, lo que va a pasar, poichè al cimitero lei ti condurrà.
se desideri sapere quello che succederà,
pregunta al gran orula, adivino estelar, domanda al gran orula, indovino stellare,
oye, que todo lo sabe che tutto sa.
coro: coro:
no, no, no, no, no, no esondas los collares no, no, no, no, no, non nascondere le catenine
ni lo santos por temor al que diran, dei santi per il timore delle chiacchiere
oye, porque los santos lo malo te quitan poichè i santi ti allontanano il male
y muchas cosas buenas que te dan e ti fanno del bene.
coro: coro:
para seguir adelante el camino hay que contar per continuare il cammino bisogna contare su
con elleguá, elleguá, elleguá vaya q’ sabor. elleguá
coro: coro:
dame la firmeza cuando estoy cantando, dammi la calma quando sto cantando
asi que todos los santos così che tutti i santi, in questo stesso
ahora mismo, señores, vengan a mi. attimo,
coro: vengano a me!
yo me despojo, señores, oye, con flores blancas coro:
io mi scuoto, signori, con fiori bianchi
para que ahora mismo, mira, perchè ora
se me caliente la garganta. mi si riscaldi il canto.
uia: oye despojate, quitato lo malo, coro: ascolta, scuotiti, allontana il male
échalo para atras, limpiate mi hermano. e buttalo dietro di te, purificati, fratello
jai dios, dale mio!
feliciano! coro: ascolta, scuotiti, allontana il male e
coro: despojate, quitate lo malo, buttalo dietro di te, purificati, fratello mio!
échalo pa’tras, limpiate, mi hermano. prendi sette noci di cocco e una piccola mela
y siete cocos y una manzanita per santa barbara benedetta,
para santa Barbara bendita quattro candele nella mano e tutto
quatro velas en la mano y todo ti riuscirà bene, fratello mio!
te sale bien mi hermano

73
IL MOTIVO DEI SINCRETISMI

Il testo spiega come i Santi di questa religione siano simili agli umani diversa- può dare i consigli perché sa tutto del passato e del futuro. Mai nascondere le
mente da quelli cattolici hanno in se il bene e il male e se tu non li ascolti loro collane consacrate sono un buon amuleto e continua a confidare non credere
si vendicano così tu soffrirai molto. Elegguá vuole una preghiera per aprirti la alle chiacchiere con Il Picccolo Bambino tu potrai sempre aver fortuna sul tuo
strada della fortuna e dietro di lui c’è Yemaiá che ti aiuta a navigare. Interviene sentiero. Il cantante vuole la calma e cerca di avere tutti i santi dalla sua parte
il coro che consiglia di amare Obatalá il vecchio perché lui ti darà la pace, se allo stesso momento per prosperare. Bisogna venerare sempre gli ocha per-
sei un figlio ubbidiente per Changó lui ti illuminerà la strada e renderà giu- ché possano cancellarti tutti i mali e ti purificherai. Chiude con un rito in onore
stizia a te, Oggun con il suo machete risolverà i problemi. Di nuovo il coro di Santa Barbara il grande re.
con il ritornello segue il consiglio stai attento a picchiare una donna Ochun ti
osserva e sa come vendicarsi se tu ami Babalù Aye vivrai felice perché la sua
mano prende le malattie e tu avrai sempre la salute. Oyá è dea della morte e
se te la porti il suo spirito battagliero tii ucciderà ed infine Orula colui che ti

Adalberto Alvarez Y QUE TU QUIERES QUE TE DEN TIMBA

ya mi ile odo” Dime qué es lo que tú quieres que te den,


“Iya mi ile odo” pídele a Changó para que te sientas bien,
“gbogbo aché” desde el África vinieron y entre nosotros
Y ché mi sa ra ma bo (????) quedaron,
“Iya mi ile odo” por eso pídele a tus santos, pídele a tus
santos otra vez
Desde el África vinieron
y entre nosotros quedaron Coro:
todos aquellos guerreros Voy a pedir pa’ ti lo mismo que tú pa’ mí
que a mi cultura pasaron
Por si a caso
Obatalá Las Mercedes,
Ochún es la Caridad, Si yo sé que nos queremos, cómo no lo voy a
Santa Bárbara Changó hacer así,
y la Regla es Yemayá, de corazón lo siento yo pediré para ti lo
mejor, lo mejor,
va a empezar la ceremonia y te repito que yo yo yo yo pediré
vamos a hacer caridad y para amarte el camino por siempre en mi vida
encontraré, lo mismo
La casa está repleta y ya no caben más,
y todos se preguntan qué dirá Elegguá: Coro:
él abre los caminos, ésa es la verdad, ¿Y qué tú quieres, mami?
vamos a darle coco a ver qué nos da.
Santa Barbara Bendita
La gente sale, la gente viene Ochún es la caridad
y todos piden lo que les conviene Tu Para tener el camino abrierto
Voy a pedir lo bueno para mi mamá Hay que hablar con Elegguá
y para mi familia la tranquilidad, Asegurate, Asegurate
Con Oggún y con Changó
que todo el mundo en esta tierra con eso te gano Yo
se porte bien y se acabe la guerra.
Hay gente que te dice que no creen en na’ Paz y tranquillidad le pido a Obatalá
y van a consultarse por la madruga’a, Señora Omito Nardé mi canto va para usted
no tengas pena, pide pa’ ti, “Yanza Jecuagey, Yanza Jecuagey”
no pidas cosas malas que te vas a arrepentir
Para todo los religiosos de mi cuba y del
Coro: mundo
¿Y qué tú quieres que te den? vamos a cantarle a los Orishas
y empezamos por Elegguá
Rosa Zayas: mi madre... ojela bien y mira come dice el coro
[omaggio di Adalberto alla propria madre, e ad vaia!
altri personaggi che qui tralascio di nominare]
Gloria Andreu “Elegguá go Elegguá go aña”
Mamita Mandela ala ala yo Ye ma san nkio (????)
“Elegguá go aña”

74
TRANSCULTURAZIONE

“Elegguá Elegguá aso kere-kere me yé” Pa’ donde van los hijos de Oggun?
Elegguá Elegguá elegguara ile bonke Pa’ la guerra

Venimos con Obatalá Oje, però pa’ donde van los hijos de Oggun
pa que nos vez mucha paz y mucha tranquillidad caballero?
y mira como dice el coro Pa’ la guerra

Obatalá Ta wiri wiri Oje pa’ donde me lleva pa’ donde me lleva
Pero dice que Obatalá caballero Ye ta wiri Pa’ la guerra
wiri Pa donde (4V)
Obatalá
Dicelo Tu que eres un santo tan milagroso y todo
ta wiri wiri Ye ta poderoso
ta wiri wiri Ye ta Mi viejito San Lazaro (BABALU’ AYE’)
ta wiri wiri Obatalá Mira como dice el coro
(a were were ye ta: ci sarebbe questo che però
è di Yemaya) “baba arere”
“baba sorroso”
Obatalá oye però que baba arere baba sorroso
ta wiri wiri Ye Ta Ta wiri wiri Ye TA baba sorroso
ta wiri wiri Obatalá “baba arere baba sorroso”

La dueña del mundo Que te estoy cantando bonito


Y te voy a pedir Y mira Yo como lo gozo
Yemaya mi madre
Te voy a pedir però mucha “baba arere baba sorroso”
però mucha y voy a pedir
te estoy pidiendo tu bendicion
Agua pa’ Yemaya por ser un santo tan milagroso
Però que agua aguita pa’ Yemaya
Agua pa’ Yemaya Me voy pa’ la loma, me voy pa’l monte
“Yemaya asesu asesu Yemaya” (3V) Y mira como dice el coro l’habana!
Agua
Vaya! Como!?
Vientos, vientos buenos con la mismissima Oya
Y mira como dice el coro mi cuba baila Paloma allì que me lleva pa la loma
Me lleva caminando, Me lleva
“oya oya oya ilé”
“oya mo ba loroke” Paloma allì que me lleva pa la loma
Anda diciendo la gente que yo tengo una casa
Però que voy a irè allì en la loma
Però que voy a irè Paloma allì que me lleva pa la loma
oye però pa que tu me llamas
“oya oya oya ilé” si tu no me conoces
“oya mo ba loroke” ahi, que me lleva guarachando
a mi me llevan cumbachando
“Yansá ma tererema”
“Yansá ma tererema” A no me lleva na, me lleva pa’ la loma (6V)

“Oyá Oyá Oyá ilé” Camina


“Oyá mo ba loroke”
Llegò el momento de cantarle a la patrona de
repite Cuba
Las hijas de Ochún con la mano pa’ arriba
“oyansá ma tererema” Por ustedes son, ustedes son
“oyansá ma tererema” que a kete mi orunla

Bueno senoras y senores Por que tu baila con tremenda sabrosura


pa que yerro no me toque La bendicion de las hijas de Ochún
y yo no toque yerro Que le llega a la ??????
te voy a decir una cosa, mira! Que llega a la mo????

75
IL MOTIVO DEI SINCRETISMI

Mira caballero sensillamente llegó el rey de la sta iniziando la cerimonia


musica andiamo a fare la carità
el rey de las mujeres
el rey de el tambor la casa è piena e ora non entrano più
llegó e tutti si chiedono cosa dirà Eleggua
Tu saber quien? Changó (Elegguà è il santo che apre il cammino, colui
che va invocato prima di iniziare ogni
Y mira como dice el coro caballero cerimonia)
y dice que lui apre il cammino, questa è la verità
gli daremo del cocco per vedere lui cosa darà a
Y el que tenga algo rojo noi
Que lo saquen
repito Yo la gente esce, la gente entra
El que tenga algo rojo e tutti chiedono quello che a loro conviene
Que lo saquen io gli chiederò cose buone per mia madre
anda! e tranquillità per la mia famiglia
Y el que tenga algo blanco che tutto il mondo in questa terra
Que lo saquen si comporti bene e finisca la guerra
Y el que tenga un color de changó c’è gente che dice che non crede in niente
Que lo saquen e vanno a fare la consulta la mattina all’alba
Y el que tenga la mano de Orunla (la consulta è la lettura delle carte, o dei
Que la saquen caracol, comunque mettersi in contatto con gli
Y el que tenga cascarilla Orichas per chiedere consiglio)
que la saquen non chiedere cose cattive che te ne pentirai
(il male che si manda torna indietro sempre. La
Y quien se meta conmigo se meta con changó parte della religione in cui si fanno riti che
Si tu te mete con migo te mete con changó portano male o atti a lanciare disgrazie non è
Yo soy el dueño del tambor Santeria)
e tu cosa vuoi che ti diano?
ahi una sunga rungue (?????) (2V)
Rosa Zayas: mia madre, ascoltala bene
Conmigo no con changó
Dimmi cosa è che tu vuoi che ti diano?
No te meta mamasita no te metas mas Chiedi a Changò perché ti senta bene
Si tu no sabes pa’ que te mete conmigo Dall’Africa vennero e tra noi rimasero
Per questo chiedi ai tuoi santi, chiedi ai tuoi
Repite mi estribillo (2V) santi un’altra volta
Chiederò per te lo stesso che tu chiederai per
Echate pa’ alla’ mama me
Se io so che noi vogliamo, come no, lo farò
Tu conmigo no cosi
Lo sento nel cuore, io chiederò per te il
Y que tu quieres mami meglio, il meglio
Paz y tranquillidad le pido a Obatalá E ti ripeto, che io io io chiederò
Señora Omito nardé mi canto va para usted E per amarti il cammino per sempre nella mia
Yanza Jecuagey, Yanza Jecuagey vita troverò, lo stesso
Ibború Ibboya, Ibboya Ibbocheché
E cosa vuoi tu mami?

TRADUZIONE Santa Barbara benedetta


Ochun è la carità
Vennero dall’Africa Tu per avere il cammino libero
E rimasero tra di noi Devi parlare con Elegguà
Tutti quei guerriere Assicurati, assicurati
Che attraversarono la mia cultura Con Oggun e Changò
Con questo ottengo io
Obatalà La misericordia
Ochun è la carità Pace e tranquillità chiedo a Obatalà
Santa Barbara Chango La signora Omito Narde il mio canto è per lei
E La Regla è Yemama “yanza….”
(sincretismo tra Santeria e Cristianesimo) (parole probabilmente in lingua Lucumi, la

76
TRANSCULTURAZIONE

lingua della religione santera, dalla religione Andrò per le colline, andrò per le montagne
Yoruba in Africa –Nigeria, Congo…) E senti come dice il coro..L’Habana…
per tutti i religiosi della mia Cuba e del Dai!
mondo Colomba li che mi porta al colle
andiamo a cantare agli Orichas Mi porta camminando, mi porta
e iniziamo da Eleggá
e guarda come dice il coro Colomba li che mi porta al colle
dai! Va dicendo la gente che io ho una casa lì, sul
colle
Canto per invocare Elegguá, in lingua Lucumì
Colomba che mi porta al colle
Ora veniamo con Obatalá Senti però perché tu mi chiami
Perché ci sia molta pace e molta tranquillità Se tu non mi conosci
E guarda come dice il coro Ahi, mi porti guarachando
Mi portando cumbanchando
Canto per invocare Obatalà, in lingua Lucumi Non mi porta niente, mi porta al colle
La padrona del mondo Cammina
Ti chiederò È arrivato il momento di cantare alla patrona
Yemayá madre mia di Cuba
Ti chiederò tanto Le figlie di Ochun con le mani in alto
Tanto ti chiederò Per Voi, per Voi è
Acqua per Yemaya (dea del Mare, madre degli ….
Orichas, protegge le maternità e i navigatori)) Perché tu balli con tremenda sabrosura
Però acqua, acqua per Yemayá La benedizione alle figlie di Ochun
Canto per invocare Yemayá, in lingua Lucumì Che arriva la…
Che arriva…
Venti, venti buoni con la stesa Oyá
E guarda come dice il coro, Cuba mia balla Vedi cavaliere, facilmente è arrivato il re
Canto per invocare Oyá, in lingua Lucumi della musica
Il re delle donne
Bene signore e signori Il re del tamburo
Perché l’errore non mi tocchi È arrivato
E io non tocchi l’errore Tu sai chi? Changò..
Ti sto per dire una cosa, ve (Changó è il dio del fulmine, del sesso, del
Dove vanno i figli di Oggun corteggiamento, del ballo dei tamburi)
(Un santero viene scelto da un Santo per mezzo senti come dice il coro cavaliere
della mano di Orula, viene chiamato “figlio dice che
di…..”)
alla guerra e chi tiene qualcosa di rosso
ascolta, però dove vanno i figli di Oggun che lo tiri fuori
cavaliere? bianco e rosso sono i colori rappresentativi di
Alla guerra Changó
ripeto io, chi ha qualcosa di rosso
Ascolta, dove mi porta, dove mi porta? che lo tiri fuori
Alla guerra su!
Dove? E chi ha qualcosa di bianco
Che lo tiri fuori
Tu che sei un santo tanto miracoloso e E chi ha qualcosa dei colori di Changò
onnipotente Che li tiri fuori
Mio vecchietto San Lazzaro (Babalu’aye) E chi ha la mano di Orula (speciale tablero)
Senti come dice il coro Che la tiri fuori
E chi ha cascarilla (sassolino da sbriciolare
Canto per invocare Babau Aye, in lingua Lucumi che protegge, utilizzato in tantissimi riti.
(Babalu Aye è s.Lazzaro, protegge la salute) Limpiezas) che la tiri fuori

Che sto cantando bene E chi si mette con me si mette con Changò
E guarda come mi diverto (dichiara di essere un figlio di Changò)
se tu ti metti con me, ti metti con Changò, io
Ti sto chiedendo la tua benedizione sono il re dei tamburi
Per essere un santo tanto miracoloso con me no con Changò

77
IL MOTIVO DEI SINCRETISMI

non ti ci mettere tesoro, non ti ci mettere


più se tu non sai perché ti metti con me

ripeti il mio ritornello


vattene di là mami
tu con me no

e tu cosa vuoi mami?


Pace tranquillità chiedo a Obatalà
Signora Omito Narde, il mio canto è per lei

Cuba1976: il governo proclama la libertà di culto anche se in realtà si manifesta espressione che indica l’apertura della cerimonia. La gente chiede alle carte per
il fenomeno opposto cioè un totale divieto di manifestazione di qualsiasi culto. contattare gli Orisha quello che vuole ma per la via di rettitudine religiosa è
Negli anni 90 inizia il “Periodo Especial” e queste repressioni finiscono con l’ meglio non chiedere cose brutte altrimenti il male torna indietro (qui si riferi-
apertura di Cuba verso il mondo e la nascita di nuove espressioni musicali sce ai riti di magia nera sempre con l’aiuto dei santi) per questo uno alla volta
come la timba e il songo dove vediamo l’utilizzo di strumenti tipici e strumenti chiede buoni consigli agli dei per sentirsi bene, per la salute, per la pace e per
elettronici. La musica diventa a tutti gli effetti il modo in cui la cultura cubana assicurasi tutti i cammini buoni e nessuna vendetta e infine invoca Yansá o Oyá
viene trasmesssa al di là dell’ oceano e con l’avvento del turismo santero noi con un canto yoruba ed il grido “Jecuaguey” che si usa per salutarla. In queste
veniamo a conoscenza dei ritmi afro che insieme alla radici europee hanno strofe Adalberto rivolge una critica a quelli che ipocritamente affermano di
dato la vita a questo popolo. Molti compositori iniziano a scrivere liriche dove essere atei per nascondersi invocando aiuto degli orisha e questo è diffuso tra
parlano di ocha così noi oggi abbiamo un’ immagine del popolo yoruba che la borghesia bianca prima dell'apertura del governo nel 1991. Segue chiedendo
insieme ad altri africani ha dato vita alla parte nera di Cuba. Nel 2005 in Italia il coro di tutti i religiosi dell’ isola intervallando i canti africani alle strofe della
arriva la nuova versione del pezzo “y que tu quieres que te den” di Adalberto canzone e chiama uno ad uno tutti i maggiori guerrieri iniziando come sempre
Alvarez una canzone che è un vero e proprio viaggio nella Santeria e risale al da Eleggua, e chiedendo la pace a Obatalá un guerriero tranquillo (ricordiamo
1993. che nelle passate strofe chiedeva che finisse la guerra). Continua chiedendo
La parte sonora apre con il suono dei chaworroa i campanellini che tradizional- acqua a Yemaia probabile come simbolo di vita poichè secondo la mitologia è
mente vengono cuciti al yia il maggiore dei tre tamburi batà consacrati. La lirica la madre di tutti, chiede che Oyá porti buoni venti sulla sua amata terra e che
introduce con un “rezzo” una preghiera alla patrona dell’ isola Ochun che per Babalù chiamato con il nome del cattolico che gli corrisponde (San Lazzaro)
il sincretismo è la Nostra signora della carità di El Cobre un paesino nei pressi dia la salute a tutti per avere benedizione e i suoi miracoli.
di Santiago il cui nome si trduce con rame ed il rame fa parte dei simboli della Afferma di amare i paesaggi della sua Cuba dove una colomba bianca che per
dea. La Vergine fu proclamata patrona dell’ isola il 10 magio 1916 da Benedetto i cristiani è simbolo dello Spirito Santo e qui è Obatalá lo porti verso le col-
XV. Il canto Yoruba apre con “yia” che in lingua yoruba è madre non a caso line dove abita e che probabilmente si identificano con il monte casa di tutti
il tamburo che porta questo nome è il più grande, “ile” è la casa e “odo” è il gli dei e di tutti coloro che veramente credono. Verso le colline arriva sempre
fiume. Quindi la casa di mia madre (Ochun) è il fiume non a caso è la dea del cantando ovvero “guarachando” (la guaracha è un ritmo cubano) e “cumban-
fiume. Gli Orisha sono chiamati guerrieri perchè combattono per noi ci si rife- chando” festeggiando. Non poteva che invocare così alla patrona Ochun dea
risce in particolare ai primi tre Eleguá, Oggun e Ochosi che sono la triade che senza di cui non esiste la festa, la migliore ballerina del pantheon perciò le sue
apre le celebrazioni susseguendosi nell’ ordine detto. Il testo spiega che questi figlie sono ottime ballerine e vengono seguite da Changó suo sposo padre di
dei sono stati portati dagli africani e ci racconta che sono sincretizzati con santi sacri tamburi e spirito festaiolo e ballerino per questo chiede che si tirino fuori
cattolici e con volti di Maria Vergine per esempio Obatàlà è Nostra Signorra elementi colorati di rosso e di bianco che nella simbologia sono i colori di Santa
della Misericordia, Ochun è la carità, Santa Barbara Changó e Yemayá Nostra Barbara. Ancora chiede di tirare fuori oggeti per allearsi a lui ed a Changó. Un
Signora di Regla una baia vicino a L’ Havana di cui è patrona dal 23 dicembre musicista non può evitare di rivolgersi a Changó. In conclusione dopo una delle
del 1714. Apre le celebrazioni e la canzone diventa un pezzo rap volutamente tipiche frasi mambo insensate invoca un babalao: Iboru Iboya e ibochechè sono
perchè il cantante riconosce di non avere grandi doti canore. le invocazioni a Orula che ricordiamo in Africa si chiamata appunto Iborù Iboya
Ci racconta che il tempio o casa del santo è piena di gente che va e viene e che è il babalawo maggiore rappresentando la divinazione.
aspettando i consigli di Elegguá e “offrendogli il cocco”. Offrire il cocco è un’

78
TRANSCULTURAZIONE

SALSATON

Celia Cruz MANI PICAO


club remix di Dj Ricky Campanelli
Pi picao, yo alle conque, ahi en el palo de nuevo
Siacara
mambo siacara,
timbal timbal timbal timbal
mani, mani
picao piacao eso è nganga esto è anganga
ango Zarabanda
Ago Zarabanda esto è nganga
Ago Mama Chola ango Mama Chola
Ago Zarabanda ango Pararico
eso è nganga
Pi pi picao ago 7 Rayos
Cho Chola esto es nganga

Lo quiere la gente Mambo


lo baila la gente
lo goza la gente Estoy a pila y la gente no ponga malo el picao
y asì lo dice la gente cao cao cao mani picao cao cao
y hoy ya viene el cao cao coa
Mani picao mani picao cao cao , que bueno
Dj Riky cao cao cao mani picao cao cao, me voy
Taca plena, taca plena
Eso es nganga, ango Zarabanda (2 v)
Cao cao cao, mani picao cao cao (2 v)
Mani Mani ma Mambo..ma Mambo
pi picao, nos vamos a quedar en la historia
esto es lo que ahi en el pigo
Lo quiere la gente (cao cao) el dueno que sube en la prenda
lo baila la gente (cao cao) Dj ricky
lo goza la gente (cao cao)
y asì lo dice la gente Se Acavo

Lo dice la gente, ta comentanto


gozando, charanguendo
y hasta cuando
a ver quien se acumula, ta mariando
y a ver lo bombero en la pista se estan quiemando
y a la comparacione, en los maicrofones
parando que malo ta nena como un canon
pronto a la solucion, le gusta mi cancion,
se vaya en mi attencios, que situacion
cao cao lo haze en tumbao
pa la nena beso, bailando en el melao
a caramelao
esto es nganga, dicen como el melao
eso è nganga, con este tumbao,
eso es nganga, pa la prenda

llevame una candelita aqui tuve (3 volte)


preo dame una candelita, ahi tuve

Chichi ricky pixao (3 v)


ariba en la tabla mani picao

Oye quien no baila, quien no goza


Mani en la tabla sbrosa
cao cao cao mani paicao cao cao

79
IL MOTIVO DEI SINCRETISMI

TRADUZIONE siacara,
timbal timbal
Pi piccante,
questo è nganga esto è anganga
Siacara
ango Zarabanda
mambo
questo è nganga
timbal timbal
ango Mama Chola
mani, mani
ango Pararico
picao piacao
questo è nganga
ago 7 Rayos
Ago Zarabanda
questo è nganga
Ago Mama Chola
Ago Zarabanda
Mambo
Pi pi picao
Sto bene e la gente non dica male del piccante
Cho Chola
cao cao cao nocciolina piccante cao cao
e oggi gia viene il cao cao coa
Lo vuole la gente
nocciolina picante cao cao , che boma
lo balla la gente
cao cao cao nocciolina piccante cao cao,
lo appreza la gente
e così lo dice la gente
Vado via
Nocciolina piccante
Questo è nganga, ango Zarabanda (2 v)
Dj Riky
Taca plena, taca plena
ma Mambo...ma Mambo
pi picao,andiamo a rimenere nella storia
Cao cao cao, noccionlina piccante cao cao (2 v)
è ciò che c’è pigo
nocciolina nocciolina
il padrone che sale nella prenda
Dj ricky
Lo vuole la gente (cao cao)
lo balla la gente (cao cao)
Finì
lo apprezza la gente (cao cao)
e così lo dice la gente

Lo dice la gente, sta commentando


divertendosi, facendo confusione
e fino a quando
a vedere chi si accumula, ta mariando
a vedere i bomberos in pista a scaldarsi
e i paragoni,tra i microfoni
parando è brutto bimba come un canon
pronto alla soluzione, gli piace la mia canzone,
vogliano la mia mia attenzione, che situazione
cao cao lo fa in tumbao
per la bimba baci, ballando nel miele
al spore di caramenlo
questo è nganga, dice come il miele
Quesrto è nganga, con questo tumbao,
quesro è nganga, per la prenda prenda

portami una candela, sono qui (3 volte)


ma portami una candela, sono qui

Chichi ricky pixao (3 v)


sopra la tavola noccioline piccanti

Ascolti chi non balla, chi non si diverte


noccioline sulla tavola saporita
cao cao cao noccioline piccanti cao cao

yo alle conque, ahi en el palo de nuevo

80
TRANSCULTURAZIONE

Sull’ originale mambo jazz di Celia Cruz dj Riky aggiunge parti rap trasforman- una tavola imbandita. per una qualche offerta. L’ espressione “yo alle conque,
dolo in un contemporaneo salsaton. Le strofe del famosissimo Mani Picao ahi en el palo de nuevo” è chiaramente derivata come tante altre dalle forme
vengono intervallate da vocalizzi stile mambo e da vere proprie preghiere dialettali bantù, in questo caso si tratta di un verso di yuka e makuta due balli
bantù dove si invocano Zarabanda (Oggun), Mama Chola (Oshun) e 7 Rayos della cultura bantù che fanno riferimeto al corteggiamento dei galli e delle
(Changò) che proteggeranno il rito magico che avverrà con la fusione tra galline ed alla fertilità della terra. Il dj è un vero tata nganga e incoraggia tutti
musica e danza che trasformerà la lista in una vera nganga o prenda dove a fare in modo di passare nella storia proprio come quegli schiavi che hanno
avvengono incantesimi ed innamoramenti. Sembra che le noccioline piccanti arricchito la cultura cubana facendola diventare così piccante proprio come le
di Celia siano le protagoniste principali di questa festa e che facciano parte di nocccioline di Celia Cruz.,

Nina Simone: Dambala ALTRO

Oh Dambala come Dambala Oh Dambala vieni Dambala


Oh Dambala come Dambala Oh Dambala vieni Dambala
Think of the wings of a Pensa alle ali di rane palmate
three toed frog Mangia alghe della parte più profonda del mare
eds from the deepest part of sea Oh Dambala vieni Dambala
Oh Dambala come Dambala Oh Dambala vieni Dambala
Oh Dambala come Dambala

On the seventh day God will be there Nel settimo giorno Dio sarà lì
On the seventh night Nella settima notte Satana sarà lì
satan will be there Nel settimo giorno Dio sarà lì
On the seventh day God will be there Nella settima notte Satana sarà lì
On the seventh night
satan will be there

You slavers will know Voi schiavi saprete


What its like to be a slave che cosa vuol dire essere uno schiavo
Slave to your heart schiavo del tuo cuore
Slave to your soul schiavo della tua anima
Oh Dambala come Dambala Oh Dambala vieni Dambala
Oh Dambala come Dambala Oh Dambala vieni Dambala

You slavers will know what its Voi schiavi saprete


Like to be a slave che cosa vuol dire essere uno schiavo
Slave to your mind schiavo della tua mente
Slave to your race schiavo della tua razza
You won’t go to heaven Voi non andrete in paradiso
You won’t go to hell voi non andrete all’inferno
You remain in your graves voi rimarrete nelle vostre tombe
With the stench and the smell con il fetore e la puzza
Oh Dambala come Dambala Oh Dambala vieni Dambala
Oh Dambala come Dambala Oh Dambala vieni Dambala

Invoca Dambala un loa della testa che è rappresentato da un serpente e che ne fisica, ma nel concetto mentale che ti chiude il cuore. Si è schiavi di chi per
viene dalle acque, per chiedere la libertà di pensiero, poter pensare alle cose primo è uno schiavo e questi sfortunati non potevano avere un credo costretti
più sciocche, ma, anche alle cose profonde così che la mente possa essere dai padroni a professare una fede che non appartiene loro. Per le punizioni che
aperta. Dopo Dambala c’è il sincretismo cattolico, l’ultimo giorno, la domenica ricevevano erano costretti a giacere eternamente nelle tombe senza scontare
il cui nome viene dalla contrazione di dominus die cioè il giorno del Signore, pene dell’inferno ne vivere le grazie del paradiso.
nel quale c’è Dio il Buono affiancato dal male e dal Diavolo come umana. Parla
con gli spiriti degli schiavi che hanno subito umiliazioni e morte perché oggi
tutte le razze sono pari. Il significato della parola schiavo non sta tanto nell’azio-

81
IL MOTIVO DEI SINCRETISMI

ALTRO

Widespread Panic: PAPA LEGBA


You’ll be, hmm-hmm-hmm-hmm, magnet for money Tu sarai, hmm-hmm-hmm-hmm, una calamita per il denaro
You’ll be, mm-mm-mm-mm, magnet for love tu sarai, hmm-hmm-hmm-hmm, una calamita per l’amore
YJust gettin to feel, hmm, light in your body tu sentirai, hmm-hmm-hmm-hmm, la luce nel tuo corpo
Now I’m gonna say, ohh im gonna say these words: ora dico, dico queste parole:
Rompiendo la monotonia del tiempo rompendo la monotonia del tempo
Rompiendo la monotonia del tiempo rompendo la monotonia del tempo

It might hmm-mmm-mm-mm, it might rain money Potrebbe hmm-hmm-hmm-hmm potrebbe piovere denaro
It might hm-hi-hi-hi, it might rain fire potrebbe hmm-hmm-hmm-hmm potrebbe piovere fuoco
Now I’m gonna call, i’m gonna call on Legba. ora chiamerò, chiamerò legba.
Get yourself a sign, Get your love and desire. datti un segno, prendi il tuo amore e desiderio.
Rompiendo la monotonia del tiempo rompendo la monotonia del tempo
Rompiendo la monotonia del tiempo rompendo la monotonia del tempo

Papa Legba, Papa legba,


Come and open the gate. vieni ed apri la porta.
Papa Legba, papa legba,
To the city of camps. alla città dei camps.
Now, when your children ora, noi siamo i tuoi figli
Come and ride your horse vieni e cavalca il tuo cavallo
In the night, in the night nella notte, nella notte
Come on and ride your horse vieni e cavalca il tuo cavallo

There is a queen, of six sevens and nines c’è una regina, di sei sette e nove
Poison in your garden, Bust in your mind polvere nel giardino, veleno nella tua mente
There is a king, don’t let him steal your soul c’è un re, che ruberà la tua anima
Don’t let him catch you, don’t let him get control. non lasciare che ti catturi, non lasciargli prendere il controllo
Rompiendo la monotonia del tiempo rompendo la monotonia del tempo
Rompiendo la monotonia del tiempo rompendo la monotonia del tempo

Papa Legba, Papa legba,


Come ride your horse. vieni ed apri la porta.
Papa Legba, papa legba,
To the city of camps. alla città dei campi.
Now, we’re your children ora, noi siamo i tuoi figli
Come and ride your horse vieni e cavalca il tuo cavallo
In the night, in the night nella notte, nella notte
Come and ride your horse vieni e cavalca il tuo cavallo
In the night, in the night nella notte, nella notte
Come and ride your horse vieni e cavalca il tuo cavallo
In the night, in the night nella notte, nella notte
Come and ride your horse vieni e cavalca il tuo cavallo

Legba è il primo loa pregato rappresenta il destino ed è un fallo cosmico per amore raffigurato con la pioggia di fuoco. Legba è un dio del sole che vive con
questo viene invocato come aiuto nell’ amore con l’azione della monetina che le divinità del giorno e i suoi figli lo invocano perché apra la porta che sempre
si lancia per esprimente un desiderio. Nel caso delle monetine tante volte gli appartiene. Lo invitano ad entrare nel suo figlio mentre lui dorme durante
quando si è bambini il lancio delle monetine è legato ai desideri e quindi a la possessione. Sei, sette e nove, non per mia certezza ma potrebbero essere
Legba che però in questa sfumatura potrebbe essere Kalfu un loa di natura proprio i numeri di Legba, il dio androgino che è raffigurato come una regina, in
violenta. Queste due figure possono essere legate al capriccio di un bambino: questo caso. La polvere potrebbe essere la polvere che i bokor preparano per
Legba come un vecchio contadino un po’ ingenuo ed il suo fratellino come la zombificazione e qui si va nella sfera della magia nera dove gli incantesimi di
diavoletto capriccioso fanno riferimento quindi alla liberazione dai pensieri. possessione agiscono sulla parte più influente dell’anima perché lo zombi non
Queste due figure del destino diventano simbolo di fortuna se decidono di possa reagire. Si chiede a Legba per cui di non perdere il controllo altrimenti
aprirti la buona sorte con le loro chiavi, in questo caso ti portano denaro ed sarà sostituito dallo stregone Kalfu.

82
Mitologia
“ Ed alla fine in questo mondo di suoni e colori arrivano favole e storie tra leggenda e realtà”
Valentina Bracci
LEGGENDARIA SANTERIA

Eleggua messaggero di Olofi ammalò allora Orula gli consigliò di liberarsi di Elegguá e Obatalá lo pagò e gli
chiese semplicemente che da quel momento in poi lo venisse solo a trovare.
Olofi soffriva di un male misterioso che non gli permetteva niente e si aggra- Obatalá guarì e Elegguá continuò a ballare.
vava sempre di più. Mentre tutti i santi si impegnavano ad aiutare il Dio con
pochi risultati Elegguá scoprì alcune erbe miracolose, fece un decotto e riuscì Ochun,Yemanyá e Obatalá vivevano insieme e si occupavano della divinazione
a guarire Olofi che da allora sopporta stranezze e pazzie del piccolo. Lo fece del futuro. Changó, Ogun e Ochosi andavano spesso portando cibo. Elegguà
signore delle comete, dei cammini, del destino, delle porte ect dicendo: “Es- che era il guardiano della casa delle divinazioni quando vide che non gli davano
sendo tu il più piccolo e mio messaggero sarai il più grande nella terra e nel da mangiare cominciò a dire ai clienti che i santi non erano in casa così la di-
cielo e senza chiamarti nulla sarà possibile” spensa pian piano si svuotò. Allora Ochun capì che perchè Elegguá facesse da
guardiano doveva mangiare. Da quel momento il piccolo tornò al suo turno.
Mezzanotte, non uscire di casa Questo volto dispettoso di Elegguá di chiama Eshú ed è il diavolo.

Si narra che durante il regno di Obatalá le persone vivevano benissimo, men- Lo STORPIO medico del monte
tre Iku: la morte, Ano: la malattia, Ofò: la vergogna e Arafè: il crimine erano in
un bruttissimo periodo. Così decisero di placare la loro fame scendendo in Secondo alcune credenze Osain si era innamorato di Oyá che però non lo vo-
strada e facendo baccano. Obatalà avvertì tutti di non uscire e non affacciarsi leva fu così che arrivò Changó a difenderla. Era così collerico che in una vera e
alla finestre, ma per la loro curiosità i sudditi disobbedirono e così Iku iniziò a propria guerra gli portò via un braccio e una gamba lanciandogli le sue saette
tagliare teste. É a mezzanotte che Elegguá e Oggun abbandonano il loro turno mentre stava fuggendo nel bosco. Infine l’ infuriatissimo lanciò l’ ultima saetta e
di guardiani e diventano stregoni lanciando le maledizioni. Così I cubani lascia- lo rese cieco di un occhio. Osain e Changó per la tradizione sono molto amici
no un secchio d’ acqua fuori dalla porta per deviare il cammino degli spiriti così si tende a colpevolizzare Orula che prese Osain tra due fuochi (da qui il
pure lasciano un bicchiere d’acqua e burro di cacao vicino al letto. sincretismo con sant’ Antonio Abate) e lo rese cieco.

I dispetti del piccolo ElgguÀ-EshÚ La ceiba albero sacro

Si dice di non fare indispettire il piccolo Orisha. Un pataky racconta che Eleg- Quando dio mandò il diluvio universale l’ acqua travolse tutto il mondo. L’uni-
guá era pagato da Obatalá per tenergli la casa pulita: il primo giorno fece un co alberò che rispettò fu la ceiba che da allora non può assolutamente essere
buonissimo lavoro poi la sera andò a ballare e si ubriacò. Il giorno seguente era abbattuta in quanto è il sacro albero dove alloggiano Iroko, Obatalá e La Ver-
stanco così quando Obatalà vide che non aveva lasciato la casa immacolata si gine Maria con Gesù Bambino. La ceiba deve essere rispettata ed ascoltata se

85
IL MOTIVO DEI SINCRETISMI

no si può vendicare e la sua vendetta non è piacevole. Si narra che in un tem- con il guscio macinato di un uovo e, siccome sei l’unico che può avvicinarsi
po lontano la Vergine con in braccio Gesù trovarono rifugio nella ceiba che si a Obatalà, mettigliene un po’ sulla lingua, sulle tempie e sugli occhi”. Grazie
burlava di tutti coloro che li stavano perseguitando e li protesse riscoprendo all’ebbó e al gesto di coraggio, Obatalá recuperò la memoria e raccontò tutto
il suo albero di spine. Così si dice che una volta all’ anno all’ interno del suo a Changò. Si vergognava molto per le azioni compiute sotto la spinta della
tronco appare la Madonna che benedice il legno della pianta sacra. gelosia ed era molto dolente per il danno creato a Orula senza che questi
avesse commesso alcuna colpa. Changò sentì molta rabbia e tanto odio nei
La vendetta della ceiba confronti di Ogun e giurò di vendicarsi per le sofferenze di Obatalà e di Yemu
Obatalá, dal canto suo, giurò di fare penitenza come prova del suo rimorso.
Eborrà era una fruttivendola che si recava tutti i giorni a fare offerte ad iroko Elegguà, che osservava il tutto con molta attenzione, non perse l’opportunità
(la ceiba) con la promessa di andare sempre a offrire ed in cambio di avere un di intercedere a favore di Orula, che Obatalá credeva morto. Gli parlò con
figlio. La ceiba la ascoltò e la donna partorì, ma, si dimenticò di esaudire la pa- calma e gli fece capire che non avrebbe dovuto lamentarsi in modo esagerato:
rola così quando un giorno passò di lì con la piccola le venne in mente il debito “C’è stata sufficiente sofferenza con l’ assenza del ricordo, e altrettanta con il
e fuggi, ma Iroko si prese la piccola e quando la madre si voltò vide che ballava pianto di mia madre, smettiamola con il dolore”. Obatalá spalancò gli occhi e
con le radici, tornò indietro la figlia che purtroppo venne intrappolata dalla chiese: “Quale segreto nascondi da potermi impedire di continuare a vivere
terra prima che riuscisse a salvarla. La ceiba si è ripresa quello che ha concesso. nel rimorso e da evitare la sofferenza di mia moglie?”
E così Elegguá parlò, con un tono sicuro e tranquillo, perché convinto di quale
Il tablero de Orula sarebbe stata la reazione di suo padre. Parlò in modo che Obatalá non sa-
pesse che in tutti quegli anni Orula era stato molto presente nella casa, no-
Obatalá aveva giurato che tutti i figli maschi nati da Yemu avrebbero dovuto nostante non si potesse menzionare il suo nome: “Tempo fà, padre mio, sono
morire. Non intendeva più passare dall’esperienza che uno di loro commet- passato vicino a una grande Ceiba; lì ho incontrato un uomo immerso nella
tesse un incesto con la propria madre, come era accaduto con Ogun. Dopo terra sino alla cintura. Mi ha dato molta pena vedere la sua espressione che
parecchio tempo nacque una creatura, a cui venne posto il nome di Orula rifletteva innocenza e limpidezza d’ animo; anche se era rassegnato a soffrire
e che, per il solo fatto di essere maschio, era destinato a non appartenere al la cattiveria che stava pagando. Da quel giorno gli ho portato cibi e, ho parlato
mondo dei vivi. Obatalá lo prese, lo portò lontano da casa e lo seppellì in un con lui senza conoscere però le ragioni della sua situazione. Lui tiene un Achè,
buco nella terra, sotto l’ombra di una Ceiba, così che la fame, il freddo e la un dono molto speciale: vede il passato, il presente e il futuro. È diventato fa-
notte facessero il resto. Elegguá, travestito da topo, lo aveva seguito e osser- moso per i suoi insegnamenti e per le sue divinazioni.
vava tutto quanto veniva fatto a suo fratello. Addolorato corse da Yemú che, Da lui c’è sempre gente che lo consulta per conoscere meglio la propria
nell’ascoltare tutto il racconto, si mise a piangere e chiese a Elegguá di aiutare situazione e per trovare la via per risolvere i problemi. Alcuni hanno persino
Orula. Da subito gli portarono del cibo e cercarono di salvarlo da quel cal- pensato di toglierlo dalla terra, ma non l’ hanno fatto per evitare che suo padre
vario, approfittando del fatto che Obatalá aveva cancellato dalla mente tutto lo ammazzi, così come aveva giurato di farlo con tutti i suoi figli maschi. Padre,
quanto era accaduto a partire dal momento in cui aveva scoperto l’incesto ascoltando oggi delle vostre sofferenze, ho pensato che quest’ uomo potrebbe
per opera di Ogun. essere Orula”. Sorpreso, ma allegro e triste nello stesso momento, Obatalá
Mesi dopo nacque anche Changó, un bimbo forte, allegro, giocherellone. Oba- corse verso il luogo dove aveva mezzo sepolto Orula. Non era semplice ri-
talá decise di allontanarlo da casa perché una cosa aveva ben chiaro in mente: conoscere la strada, perché la memoria non si era sanata completamente.
che i suoi figli maschi non potevano rimanere nel suo llé (abitazione). Per Elegguà, pazzo di gioia per quanto stava per accadere, gli segnalava il cammino
questo lo affidò a Dadá, sua sorella, che da quel momento lo crebbe e si pre- assumendo sempre dei diversi aspetti. Quando Obatalá giunse al cospetto di
se cura di lui. Una volta cresciuto, Dadá ritenne che Changó avrebbe dovuto Orula lo riconobbe immediatamente e lo salutò. Questi rispose al saluto.
conoscere suo padre e così lo portò in visita nella casa dei genitori. Solo al Terminati i convenevoli lo tolsero dalla terra e Obatala gli chiese perdono
vederlo, Yemu divenne un mare di lacrime. Changó era preoccupato per es- invitandolo a tornare a casa. Orula lo guardò e disse: “Non devo perdonarti
sere la causa di quel pianto dirotto, ma Obatalà lo tranquillizzò dicendogli di alcunché; so che cosa ti è passato per la testa, ma non ti porto rancore. E, così
togliersi quella idea di colpa dalla testa e che un giorno gli avrebbe raccontato dunque, non devo separarmi dalla Ceiba, lei mi ha dato il suo legno e le con-
tutto. Un giorno, perché in quel momento non ricordava cosa fosse accaduto, chiglie con cui ho divinato per tutto questo tempo”. Obatalá, come segno di
per quanti sforzi facesse. ringraziamento, diede dei soldi alla Ceiba e le promise che da quel momento
Changó ogni giorno si dimostrava sempre più curioso: ogni volta che andava sarebbe stato un albero sacro, rispettato da tutti, le chiese di poterle staccare
a trovare i genitori, sua madre non smetteva di piangere. Dopo tante richieste un pezzo di tronco per poter fabbricare un tablero a Orula, così da favorirlo
per conoscere il motivo di quelle lacrime,Yemu gli rispose: “Non posso parlare, nella divinazione. La Ceiba acconsentì. Obatalá costruì il tablero proprio in
ma, Elegguà sa tutto e te lo può raccontare”. Elegguà non disse nulla, o molto quel luogo e lo diede a Orula. Raccolse un poco di sabbia e sentenziò: “Divi-
poco: neppure lui poteva parlare. Obatalá era quello indicato e avrebbe parla- nerai nella tua casa con questo tablero di Iroko; non esisterà un vero babalawo
to se Changó gli avesse fatto un ebbó e così Elegguà gli disse: “Cogli la pasta di che non si consulti con te prima di fare qualsiasi cosa”. Orula gli rispose: “Ma-
tre güiras, tre pezzi di cocco, acqua di pioggia e burro di corojo; prepara il tutto jeferefun Eleggua Majerefefun Changó, Maferefefun Baba”. E da allora ciascun
vicino a una Ceiba; lascialo tre giorni e tre notti; quando lo ritiri fai un impasto babalao per poter esercitare le sue funzioni deve rivolgersi a Orula.

86
TITOLO CAPITOLO

La benedizione dell’ aura tignosa ma ormai era troppo tardi: da quel momento, anche Oyá governava il fuoco.
Non a caso, la santeria la identifica anche con Nostra Signora de la Candelaria,
L’ aura tignosa è una specie di corvo molto presente a Cuba, è compagno della che in spagnolo significa «conflagrazione». Oyá è una orisha guerriera e ha
ceiba. Si dice che anticamente il cielo e la terra fossero in guerra ed il cielo per un comportamento molto aggressivo, che la porta talora a ingaggiare feroci
danneggiarla non faceva piovere. Fù grazie al volatile che recatosi da Olod- battaglie con Changó di cui non apprezza l’ eccessivo interesse per le donne.
dumare gli disse che gli esseri umani non erano coinvolti in questa faccenda Poiché la loro potenza si equivale, i loro scontri di solito non hanno esito. La
ma ne erano solo vittime. Oloddumare perdonò gli uomini e benedisse l’aura sola cosa che suscita i timori di Changó è un teschio umano, che Oyá si affretta
tignosa che per questo oggi non ha le piume sulla testa assicurandogli cibo in a mostrargli quando vuole spaventarlo. Changó, d’ altra parte, le rende pan per
eterno. É grazie alla benedizione di Dio che l’avvoltoio sacro ha sempre da focaccia mostrandole una testa di ariete, uno dei suoi attributi che ha il potere
mangiare anche se tutti muoiono di fame. Deve sempre mangiare perchè è di terrorizzare la consorte e di ridurla in soggezione.
sacra pur accontentandosi di carogne e spazzatura. Quando arriva la pioggia
l’aura tignosa sta sui rami della ceiba rivolti verso il cielo a pregare per avere Il tronco bianco delle palme reali
un riparo e quando viene il sole si espone ad asciugarsi e si mette a croce per
ringraziare che la pioggia è finita e quando ritornano gli acquazzoni pregherà Changò per la simbologia yoruba ha il suo trono sulle palme reali. Per questo
ancora per la sua casa. sono alberi sacri. Ci sono due versioni che raccontano perchè la palma reale
ha il tronco bianco.
Le tre mogli di ChangÒ 1) Oyá era la concubina di Changó, ma nonostante era comunque gelosa. Un
giorno incuriosita dal fatto che Changó troppo spesso faceva strani segnali
Obatalá viveva in un palazzo con 16 finestre Obá disse al bianco Padre di fare dalle cime dell’ albero per vedersi con le donne. decise di spiarlo. Changó che
sapere a Changó che lei le voleva bene e regalò all’ orisha un cavallo nero si accorse di ciò riempì il tronco della palma di lucertole che lei non soppor-
lasciandolo nel cortile del palazzo. Obatalá esaudì il desiderio della donna ma tava. Allora la guerriera le bruciò con un fulmine così il tronco divenne bianco.
Changó confessò di essere innamorato di Oyá. Così Obá si recò da Ochun 2) Changó stava corteggiando una donna e tramite la lucertola sua messag-
per chiederle consiglio e la bella le disse di tagliarsi un orecchio ed offriglielo gera le mandò un regalo. La lucertola correndo con il regalo in bocca finì per
a pranzo perchè in questo modo Changó l’ avrebbe ricambiata. Changó era ingoiarlo erroneamente. La donna iniziò ad accusare Changò di essere un
con Oya e decise di ritornare a casa da Obá che intanto aveva preparato un bugiardo. L’ orisha si arrabbio tanto che dalla sua bocca uscivano le fiamme.
banchetto, vide che la donna era triste e chiese spiegazioni e lei rispose che La messaggera tentò di nascondersi ma il dio le tirava contro i fulmini così per
era perchè non lo vedeva mai. evitarli si mise a correre su e giù per il tronco della palma facendolo diventare
Allora Changó si recò da Ochun che chiese perchè lui rispettasse una donna bianco. Da allora le lucertole quando ci sono i temporali alzano sempre una
con tanti difetti che gli aveva fatto mangiare il suo orecchio. Changó tornò a zampa al cielo per chiedere perdono, a mezzogiorno scendono a baciare il ter-
casa e tolse la bandana ad Obá e le disse che non la avrebbe abbandonata reno disegnano una croce sulla bocca e subito tornano a rifugiarsi nel punto
ma comunque se ne sarebbe andato di casa. Dopo che grazie a Sant'Isidoro più alto della palma.
liberatore la questione si risolse Changó tornò in cielo e dimenticò Obá ora
quando scende nella testa di qualcuno è per portarlo nell’ altro mondo e La terra prospera di San Lazzaro
quando si balla per Obá ci si copre le orecchie.
Changó divinava il futuro e incontrò un vecchio lebbroso, era Babalú Aye
Obá lamentava a Yemayá che Changó passava molto tempo fuori casa per che gli chiese consiglio per avere un pò di fortuna che non aveva. Allora lo
ubriacarsi e ballare alle feste. Fù proprio così che conobbe Oyá che le consi- stregone disse di seguire la strada che gli aveva tracciato, lo avrebbe condotto
glio di fare una festa e di tagliarsi un orecchio. Oyá era gelosa perchè Changó lontano a Dajome. Babalú però non sapeva come attraversare i boschi nelle
non se ne veniva via dalla festa così gli mostrò una testa di montone e lo di- sue condizioni perciò Changó prese i due levrieri del fratello Oggun, che gli
sgustò. Quando Changó aprì un pentolone dove bolliva del quinbombo e vide dichiarò guerra ma, perse in fumo la sua fonderia e questi lo condussero lon-
un orecchio galleggiante se ne andò. Obatalá così donò a Obá un fazzoletto tano. L’ orisha si accasciò così sull’ uscio di una porta e dormì. La mattina dopo
bianco per coprirsi e lei si ritirò lontano da tutti diventando nemica di Oyá. svegliandosi vide che lì c’era un bambino con la sua stessa malattia e gli chiese
acqua, farina e yuta. Fu esaudito. disse al bambino di togliersi i vestiti e di met-
Il libro degli incantesimi di Changò tersi il sacco si yuta, poi gli diede il pane che aveva fatto con acqua e farina e gli
disse di tenerlo sulla porta di casa. Quando il bambino tornato a casa si tolse
Un giorno Changó, prima di andare in battaglia, preparò la pozione che ha il sacco la mamma fu sbalordita non vedendogli più le pustole e uscì in strada
il potere di fargli sputare fuoco dalla bocca e dal naso. Oyá, che lo spiava da gridando il miracolo. Babalù aveva finalmente trovato la sua terra di fortuna.
dietro la porta, non appena fu sola uscì dal suo nascondiglio e bevve quanto
era rimasto della magica bevanda. Subito anche dal suo naso e dalla sua bocca
uscirono lingue dì fuoco. Quando, al suo ritorno a casa, Changó vide che la
moglie aveva gli stessi suoi poteri andò su tutte le furie. Chiese una spiegazione,

87
IL MOTIVO DEI SINCRETISMI

Il grande guerriero sotto il nome di Santa Bar- ricoprì di gioielli, coralli e innumerevoli ricchezze. Questo è il motivo per cui
bara. Ochún vive nel fiume e ama tanto Yemayá’’ (Bolivar, ib.).

Una volta Changó per sfuggire ai nemici fu ospitato da Oyá che lo fece vestire Il giallo vestito di Ochun
da donna in modo che non lo riconoscessero dato che uscì fuori imitandone il
portamento elegante e passò tra i sui nemici senza destare sospetto. Quando Si narra che dovette prostituirsi per nutrire i suoi figli, e così le altre orisha
uscì Oyá capirono di essere stati burlati. Per ciò a Cuba è sincretizzato con glieli portarono via di casa. Allora Lei si ammalò di dolore e vestì lo stesso
Santa Barbara, quella santa in realtà è Changó vestito da donna. abito bianco per giorni e giorni, finché questo divenne giallo. Ma Ajè-Shaluga,
un altro Orisha, la vide mentre lavava il suo vestito al fiume e si innamorò per-
La famiglia di Changó dutamente di Lei. La ricoprì di denaro e di gemme che raccolse dal fondo del
fiume in cui viveva. Si sposarono e lei riebbe i suoi figli.
Changò non sapeva chi fosse il suo vero padre. Agganyú sapeva di essere te-
muto e rispettato così lasciava sempre la porta di casa aperta con la dispensa ChangÒ vive alla larga dai cimiteri
alla portata di chiunque. Tanto non sarebbe entrato nessuno. Ma Changó non
era molto rispettoso entrò e mangiò, si addormentò. Quando Agganyú (che Oyà accompagnò Changò in un cimitero dove lui iniziò a cantare e a ballare.
anche lui è re e vive sulla palma) lo vide lo buttò nel focolare per bruciarlo, ma Ad un certo punto uno spirito bianco gli chiese perchè stava festeggiando e
non bruciava. Così lo portò in riva al mare per affogarlo, ma apparve Yemayá lui rispose che festeggiava dove voleva. Lo spirito gli disse di essere capitato a
che gli svelò l’ identità dell ‘uomo e che in realtà era il loro figlio così Agganyúcasa sua e che doveva stare alle regole così il dio fuggì correndo da Orula che
non lo affogò perchè vide la somiglianza. gli disse che era stato in un cimitero ed aveva incontrato Yewá la signora dei
morti. Changó con tutto il suo coraggio provava orrore per Iku da allora non
Yemayá e Agganyù ebbero un figlio che abbandonarono. Obatalá lo raccolse entrò mai più in un cimitero.
lo crebbe e decise il destino del piccolo che sarebbe divenuto re del mondo
così gli costruì un castello. Una volta adulto Changó incontrò Yamayá e se ne Oyà amava Changò ma era gelosa e non voleva che uscisse con altre donne
innamorò. Durante una relazione la dea gli rivelò di essere sua madre così che così chiamo gli Eggun che circondarono il palazzo ed ogni volta che Changò
evitò l’ incesto. usciva rimaneva terrorizzato. Un giorno Ochun andò a fargli visita ed Oyà non
era in casa. Lo fece vestire in modo che i morti non lo riconoscessero, nello
Si narra che spesso Oggun e Changó siano in lotta non solo perchè lui ha stesso tempo Oyà aveva lasciato l’ Eggun di guardia la portone con dell’ agua-
rubato Oyá a Oggun, ma anche per il motivo spiegato dal mito del tablero in diente (un tipo di rhum). Quando Changò scoprì tutto diede guerra contro
cui Oggun ha una relazione incestuosa con la made Yemú non che Yemayá e Oyà che però conoscendo i sui punti deboli andò a prendere un teschio e lo
per questo il bel bambino era stato allontanato di casa ed affidato alla sorella presentò a lui che si spaventò abbandonando il capo di battaglia.
Abanene (Dadá).
Come iniziarono le liti tra Oggun e Chango
Anche i gemelli ibejy vivono sulla palma con Changó figli suoi con Oyá e fedeli
seguaci nelle battaglie. Si narra che i gemelli entravano nella casa del vecchio Obatalà era fuori casa ed aveva lasciato sulla porta il suo gallo bianco perchè
Obatalá a rubare denaro e benché egli lo nascondesse sempre lo riuscivano cantasse in caso che succedeva qualcosa. Oggun entrò in casa ed andò a letto
sempre a trovare. Così un giorno decise di mettere una cassa in cima ad una con la madre, il gallo cantò, ma Oggun fece in tempo a nascondersi e quanto
palma circondata da belve. I gemelli se ne accorsero e andarono a spifferare a Obatalà tornò non si accorse di nulla. Il giorno dopo Yemaya gli fece trovare
Changó che decise di preparare una pietanza da dare alle belve per distrarle il pranzo pronto all’ uscita di casa perchè sarebbe stato via tutto il giorno e la
così loro si arrampicarono e presero il tesoro. notte, Obatalà andò via, ma in realtà si nascose dietro la cieba più vicina per-
chè se i gallo cantava poteva scoprire l’ amante delle moglie. Arrivò Oggun
La ricchezza di Ochun e successe l’ incesto, il gallo cantò ed Obatalà tornò a casa. Fu il figlio aprire.
Oggun chiese scusa per l’ accaduto e disse che avrebbe accettato la condanna
Yemaya e Ochún sono protagoniste di uno dei rari miti di solidarietà femmini- di lavorare eternamente senza mai dormire così Obatalà lo perdonò. Quando
le sopravvissuti nelle culture mondiali: “Un giorno Oggún, il guerriero instan- nacque Changò Obatalà per paura che commettesse anche lui un incesto lo
cabile, la vide passare e se ne sentì trafitto il cuore. Impetuoso e brutale, corse mandò a vivere con la sorella Obanene. Quando il bel principino aveva ormai
dietro a colei che suscita il desiderio, deciso a possederla. Ochun, che era 18 anni e seppe dell’ accaduto pensò bene di portare via Oyà al fratello per
innamorata di Changó, fuggì spaventata. Ma Oggún, eccitato e violento, stava vendetta. Obanene era allibita. Il ragazzino concluse dicendo; “ se mio fratello
per raggiungerla. Fu allora che Ochun, disperata, si lanciò nel fiume. Trascinata è un uomo che venga a riprendersela”. Questa fu l’ origine delle discordie tra
dal gorgo della corrente, giunse fino alla foce, dove si incontrò con la potente i due Orisha che vengono alla guerra per un nonnulla.
Yemaya madre di tutti gli orishas. Mossa a pietà, questa la prese sotto la sua
protezione e le regalò il fiume, perché ci potesse vivere e, per rallegrarla, la

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TITOLO CAPITOLO

Leggenda di Orula

Gli yoruba sostengono che fu Eshu a insegnare a Orunmila l’ arte della divina-
zione, quando questi viveva sulla terra delle offerte degli uomini. Eshu/Elegguà
gli disse di procurarsi sedici semi di palma che chiese a Orungam. Eshu gli
insegnò così la divinazione ed i due Orisha divennero amici stretti. Un’ altra
leggenda vuole che Orùnmila scambiò il dono della danza con la tavola di Ifa,
che originariamente apparteneva a Changò. Più nota è la leggenda per cui
sconfinse Ikù, la Morte, a risparmiare chiunque portasse il suo idè, un braccia-
letto fatto di perle gialle e verdi, e la sua collana.

Leggenda di eleggua

Secondo alcuni Elegguà era figlio del re Oquiboru. Un giorno trovò una noce
di cocco che emanava strane luci e la portò dal re per mostrarla. La noce di
cocco smise però di brillare, così il re pensò lo stesse prendendo in giro e gli
ordinò di buttarla. Poco dopo il principino si ammalò e morì e il regno iniziò
ad andare alla malora. I saggi divinarono che la colpa fosse do cocco gettato
da Elegguà e quando lo trovarono lo scoprirono pieno di vermi e di insetti.
Il cocco fu sostituito da una pietra, un otàn e il regno recuperò la prosperità.
Elegguà fu deificato e l’ otàn ne fu il simbolo e la noce i cocco l’ offerta. Un’
altra leggenda spiega la preminenza di Elegguà sugli altri Orisha col fatto che
guarì Oloddumare da una grave malattia, così questi gli diede le chiavi di tutte
le porte. Secondo altri fu scelto da Oloddumare in virtù della piuma rossa che
portava sul capo al momento della riunione con gli altri Orisha. La piuma era
infatti simbolo dell’energia cosmica chiamata ashè.

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MITI DEL CANDOMBLE

I figli di YansÀ e Xango Yewá è la regina del cimitero.

Yansa e Xangó ebbero due gemelli. Quando ancora erano molto piccoli du- Ewá è figlia di Naná e Obatalá. La storia racconta che la bella principessa
rante un loro congedo ci fu un’ epidemia che uccise molti bambini e portò pura viveva nel castello in clausura e la sua bellezza era leggendaria in tutto
disperazione a tutte le madri. Morì anche un gemello e Yansà era triste e chie- il regno ed arrivò anche a Xangó, che per conoscerla progetto di lavorare al
se aiuto ad una amica Eggun, quando le venne l’ idea di scolpire una statua di servizio di Obatalá come giardiniere. Ewá quando lo vide rimase affascinata,
legno con le sembianze del figlio e di vestirlo a festa. Ogni giorno gli portava non aveva mai visto un uomo più bello. Allora siccome non le era possibile ve-
da mangiare e ci conversava come se fosse vivo. Gli orixa vedendo l’amore per derlo chiese a Obatalá di rinchiuderla in un posto dove non l’ avrebbe potuto
questa creatura decisero di farla rivivere. vedere. Così venne confinata al cimitero. Adesso lei porta i cadaveri ad Oiá e
Obaluaye li da a Oricha Oko perché li mangi per tornare di nuovo sulla terra.
I due principi gemelli
Nana creò gli uomini con Oxalá
In un regno vivevano due principi gemelli che erano amatissimi da tutti poiché
davano fortuna ai sudditi e li aiutavano con problemi grossi. Un giorno uno dei Quando Oloddumare incarico Oxalá di creare gli uomini questi fece vari ten-
due fratelli cadde in un fiume e morì affogato. Tutti erano disperati il principe tativi: tento di farli di aria come lui, ma svanivano, tento di farli di fuoco, ma si
vivo non aveva più volontà così si recò da Oriumilla chiedendogli di portarlo incenerivano; tentò con il legno, ma erano troppo duri. Allora mescolò acqua e
da suo fratello. Il dio vedendo tanta solidarietà esaudì la richiesta portando il legno di palma, ma non venne nulla. Arrivò Nana in suo soccorso e porto della
ragazzo in cielo. Rimasero lì solo due immagini e da allora quelle sono le im- argilla dalle profondità del suo fiume così Osalà modellò uomini di creta. Dove
magini a cui si fa l’offerta per gli Ibeji. non vi era Orokum loro camminavano e con l’aiuto degli orixas dominarono
la terra. Così Nana è il principio a cui tutti tornano dopo la morte.

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IL MOTIVO DEI SINCRETISMI

Oia forgiatrice di armi Rivalità di Orumilla e Osain.

Prima di innamorarsi di Sango, Oiá era insieme ad Ogum e lo aiutava a fabbri- Oumilla si recò al mercato dove tra i mercanti incontrò Osaim a cui chiese che
care armi ed utensili. Lei maneggiava il fuoco. Un giorno Oiá offrì ad Ogum una durante la notte tagliasse tutte le erbe del bosco. Osaim che ne conosceva i
lastra di ferro molto simile a quelle che possedeva e lui decise di farla in sette poteri non lo fece ed il mattino seguente quando il sacerdote si recò da lui
parti per gli uomini e in nove per le donne. Sango era affascinato dal mestiere si arrabbiò chiedendo perchè non avesse obbedito. Il mercante rispose che
del fratello e si recava spesso ad osservare. Vedendo Oiá iniziò a corteggiarla non poteva estirpare quelle erbe poichè ognuna possedeva un potere. Sentito
furtivamente e lei rispose altrettanto furtivamente. Xangó e Oyá fuggirono ciò il babalao chiese ad Osaim di aiutarlo nelle sue divinazioni. Così Osaim si
insieme. Ogum lancio loro una persecuzione. Tirò fuori la sua spada magica lei recò dal re Ajalade dicendogli che sarebbe diventato servo di Orumilla che
pure si muovevano contemporaneamente così Ogum fu diviso in sette parti e data la sua anzianità meritava rispetto. Il re lanciò una prova ed Orula accolse
Oiá in nove. Da qui i nomi Ogun Mege Irè e Oyá Mesan. la proposta così i figli: Sacrificio (Orula) e Rimedio (Osain) avrebbero dovuto
stare interrati una settimana. Orula chise ad Ifa notizie sul figlio, che però non
Iroko aiuta la feticistA a cui è morto il figlio rispose perchè altrimenti avrebbe vinto Osaim il quale comunque aveva un
metodo per sotterrare Rimendio: i suoi talismani. Rimedio insistette e riescì ad
Iroko aveva due sorelle: Ogboi ed Aje e lui era un bellissimo ragazzo e viveva ottenere il cibo. Quando fu il giorno del confronto rispose alle chiamate solo
in un frondoso albero. Le sorelle vivevano insieme. Ogboi ebbe 10 figli, mentre Sacrificio e l’ altro tacque. Osaim chiese spiegazioni al figlio che gli narrò del
Aje, la feticista aveva solo un passerotto. Un giorno quando Aje era fuori la patto in cambio di cibo così si dice che Sacrificio non fa parlare Rimedio ed
sorella preparava cibo ai figli che volevano un passero. Lei, non sapendo come Orumila è più importante di Osain. nella gerarchia delle divinità.
fare andò nella foresta per trovare un passerotto, ma quando Aje tornò a casa
i bambini si erano mangiati il suo. La poveretta che teneva all’ uccello come ad Il re dei KutÚ
un figlio si recò da Iroko raccontandogli tutto così lui mandò una punizione al
ragazzino. Oboi visto questo offrì un capretto sacrificato a Iroko che perdonò Il re di Ijeixa salutava ogni anno l’abbondanza di cibo con una festa a cui non
i figli. Da allora Oloboi è la rappresentante delle normali donne, Aje delle feti- partecipavano le feticiste. A questa festa decise di organizzare un torneo di
ciste e Iroco vive nel ficus religioso per risolvere i problemi a tutti caccia per trovare un cacciatore provetto. Il primo cacciatore famoso aveva
10 frecce ma nessuna di esse colpì; il secondo ne aveva venti, ma non uccise il
Osun fa risuscitare Obaluaie passero. Un giovane ragazzo aveva solo una freccia gialla. Sua madre sapendo
questo si rivolse ad Ifa offrendo una gallina e un'ora di preghiere perché quel
Obaluaye era un donnaiolo per questo per punirlo Orumilla lo ricoprì di volo andasse a segno. Intanto il popolo inizio a gridare “oxo wosi” (sentinella
piaghe e lui morì. Le sue donne chiesero ad Orumilla di intercedere con popolare). Così fu nominato Oxssi . Il suo colpo andò a termine ed il re decise
Olodumare. Allora Orumilla. cosparse il palazzo di Oloddumare con il miele di dargli metà delle sue terre facendolo diventare l’ orixa re dei Kutú.
di Osun ed il Dio convocò tutte le donne per capire di chi fosse quel miele
non vedendo la dea capì che era suo. Osun spiegò che se lui avesse risuscitato Oxum la bellezza e la divinazione.
Obaluaie lei gli avrebbe dato in cambio tutto il suo miele.
Oxun conviveva da sette anni con Exú per imparare l’arte della divinazione.
Alleanza dI Iansa e Omolu. Un giorno passo di lì Xangó e la vide mentre si lavava nel fiume. Se ne inna-
moro, le chiese di andare a vivere a palazzo ma lei rifiutò perché la compagnia
Omolu voleva entrare ad una festa ma per le sue condizioni non poteva. Così di Exú le piaceva. Il re di Oyó arrabbiato la rapì e la portò a palazzo, vedendo
Oggun gli diede dei vestiti e lui riuscì ad entrare, ma, vedendolo gli stavano l' umore triste della donna Xangó la rinchiuse in una torre. Quando Exú seppe
tutti lontani. Solo Iansa lo avvicinò e toccandolo si prese le sue malattie così lui di questo si recò dal padre della principessa Orumilla e gli chiese aiuto per
divenne bello e giovane e passò le malattie agli altri tramite i venti e le piogge trasformare Oxun in qualsiasi cosa che potesse sfuggire da Xangó. Fu con l’
di Oia. Così Omolù e Yansá regnano insieme sui morti. aiuto della magia che il piccolo diavolo riuscì a trasformare Oxun in una forma
chiamata Adada, così che lei poté tornare al lato di Exú.
Ladri delle foglie
Il figlio di Naná
Oia e Xangó si misero in accordo su come scatenare una tempesta per por-
tare via i segreti delle foglie a Osain. Scatenando mulinelli e temporali così le Nanà era ossessionata dall’ idea di essere madre di un orixa e già era madre
fogli volarono tutte via. Ogni orisha prese una particolare foglia e tutti i suoi di Obaluaye che per la sua apparenza fu da lei disprezzato. Consultando Ifá
segreti, ma Osain è ancora il signore delle piante dei segreti delle piante e seppe per certo che il suo secondo figlio sarebbe stato bellissimo e sarebbe
regna su di esse. stato famoso come l’ arcobaleno. Dicendogli che comunque non sarebbe mai
restato al suo fianco. Il suo sogno si realizzo e partorì Oxumare. Nei sei mesi
successivi prese la forma di arcobaleno e la sua funzione era portare acqua

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TITOLO CAPITOLO

al palazzo di Oxalá, che viveva nell’ orun (il cielo). Poi tornava sei mesi sulla a casa di Obá con un cavallo bianco e Odudua e Oxalá passando da lì lo vide-
terra assumendo la forma di un cobra. Apparendo così mordere la propria ro, Quando Xangó se ne accorse fu pervaso dal suo temperamento collerico
cosa e muovendosi circolare divenne il simbolo degli opposti: uomo-donna, e inizio ad inseguirli. Infine vedendoli bene si accorse che erano i due orixa.
bene e male, pioggia e sole, giorno e notte attraverso il volto del serpente e Xangá aveva il collare rosso e Obatalá mischiò anche perle bianche perché il
l’ arcobaleno. mondo sapesse che era suo figlio e che da ora in poi avrebbe seguito le leggi
del vecchio re.
Il re del popolo je je Eterno schiavo di Oxalufá

Osumare è nato col destino di essere per sei mesi mostro e sei mesi una bella Airà, quello che si veste di bianco era incaricato di portare Oxalá il vecchio
donna chiamata Bassem. Bassem tornava ogni sei mesi a vivere con la madre ovunque. Lo portava alle feste. Un giorno vide una bella donna, si trattava di
Naná però non era felice per il fatto che quando si trasformava in un mostro Oiá figlia di Oxalufà. Xangó se ne innamorò e perse la testa così abbandonò
veniva abbandonata. Un giorno Oxumare raccontò a Exú del suo conflitto con Oxalá rotolando tra le pietre. II vecchio punì il guerriero che gli fece prepa-
Nanà e lui gli consigliò di prendere la corona di re del popolo Je je apparte- rare un banchetto dai suoi servitori. Nonostante Oxalá fu felice di questo e
nente a sua madre. Oshumare andò al palazzo di Nanà terrorizzando tutti e la lo apprezzo tanto non tolse il castigo a Shangá che da allora fu condannato a
dea disse ai servitori di non dissuaderlo così gli diede la sua corona di regina. non potere mangiare in piatti di lusso e dovette accettare di mangiare come
Così diventò il re pur continuando a tenere le sue identità. gli schiavi.

Venti ed Eggun LEMANJá figlia di Olokum

Oiá era andata in un regno vicino con Obaluaye a prendere tre zucche da La leggenda narra che Yemanjá era sposata con Orula e poi con Olofin in re
dare a Xangó. Ricevette l’ordine di portargliele sane e di non osservarne il di Ife. Era stufa di vivere a Ife così scappò a ovest e Olokum suo padre le regalo
contenuto e quindi non doveva farle cadere. Lei curiosa voleva conoscere il una caraffa con una pozione che avrebbe dovuto rompere in caso di bisogno.
segreto così piano piano ruppe le tre zucche non rispettando il volere di Oba- Olofin mandò le sue truppe a cercarla e la dea fu ricondotta a palazzo. Leman-
luaye. La prima conteneva i venti che la fecero volare in cielo, dalla seconda já ruppe la caraffa e ne uscì un fiume che la ricondusse nell’ olokum (l’oceano)
uscì un Eugun e lei grido: Rei!! Infine nel momento della terza arrivò Sango e il luogo di residenza del padre.
picchiando si accorse che era la zucca del fuoco e dei fulmini. Lei con il suo
temperamento impulsivo è l’ unica delle tre donne di Xangó che lo segue nella Protettrice della mente
sua fuga ovunque nelle battaglie.
Lemajá fu inviata da Oloddumare per occuparsi della casa di Oxalá crescendo
Coraggiosa e audace condottiera degli Eggun i figli e lavorando come domestica, ma si lamentava perché mentre tutti gli altri
dei ricevevano offerte lei viveva come schiava. Lemonja parlò tanto che Oxalá
Furono invitate tutte le divinità ad una festa e Omolù venne vestito con il suo impazzì e il suo Ori (testa) non riusciva a sopportare Lemanjá. La dea vedendo
cappuccio di paglia così che nessuno lo riconobbe e lo chiamò a danzare, nes- questo aiutò il bianco e lo curò con una pozione. Oxalá andò da Oloddumare
suno tranne Oiá. La dea ballava e scatenava i venti sicché alzò il cappuccio dell’ desiderando che la donna potesse guarire le teste di tutti quanti. Così oggi
uomo è ne scoprì la bellezza, tutto il popolo lo acclamò. Omolú le fu grato e quando si celebra il borì (il rito della testa) tutti fanno offerta a lei.
divise il suo regno con lei. Oiá divenne la regina e la condottiera degli spiriti dei
morti, gli Eggun e si tramutò in Oya Igbale. Continuò a danzare manifestando l’ LA LEGGENDA DI PAMBU NJILA (nazione bantù)
allegria e quando agitava l’ iruquere o spada-mosca mandava gli Eggun all’altro
mondo. La regina fu sempre la grande passione di Obalù. Quando Pambi Njila fumava e suonava il suo flauto restituiva tutto quello che
gli era stato offerto e ciò che aveva mangiato, se tu non dividevi gli alimenti
I colori di Chango con lui o non le facevi offerte finivi a chiedere elemosina al mercato.

Xangó voleva sposare Oxum, lei accettò ma gli pose una condizione, voleva LEGENDA DI INKISI NKOSI (nazione bantù)
che suo padre il vecchio Oxalá potesse assistere. Xangó accettò e si sposaro-
no. Xangó prese delle perle bianche e delle perle rosse e ne fece un collare Gli inquilini di un villaggio non sopportavano più di dover pagare il dazio doga-
dicendo alla sposa che aveva mantenuto la promessa dato che il rosso rap- nale, Pambunjila aveva messo un cane feroce a riscuotere quindi le entrate e
presentava lui ed il bianco rappresentava il vecchio Orixá. così lui si sarebbe
le uscite. Presero allora allora un guerriero, Jamba, che aveva il titolo di Nkosi
sempre coperto di questi due colori. e accettò per la sua bravura di combattente di passare senza pagare pedaggio.
Si nascose nei vestiti una spada e tirò fuori in bastone magico che solitamente
Al palazzo di Oxalá arrivavano notizie di Xangó che parlavano del suo tempe- utilizzava per accertarsi del suo cammino. Quando fu lì il cane gli chiese di
ramento irruento e del fatto che faceva guerra con tutti. Anche se Xangó era pagare allora arrivarono altre guardie che avanzarono verso lui ma furono

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IL MOTIVO DEI SINCRETISMI

disarcionate con un colpo di spada. Arrivò Pambunjula che prese il bastone


a Jmaba il quale fuggi nella foresta. Dopo la fuga Pambunjila liberò la porta. Il
guerriero rimase nella foresta con i cani e decapitava tutti così depistava tutti
i nemici. I suoi vestiti da battaglia si coprirono di foglie di palma. Oggi a Jamba
si consacrano i cani e i suoi fedeli si coprono di foglie proprio in ricordo della
battaglia contro Pambunjila e il suo esercito di cani. Grazie a Jramba il villaggio
era senza guardie. Da allora Pambùngila è colui che fece scappare i nemici a
colpi di manganello.

IL PADRONE DEL TEMPO (nazione bantu)

Kitembo era un uomo molto agitato che voleva fare tutto in uno stesso mo-
mento. Era l’esattore di Nzambi e poteva risolvere qualsiasi cosa volesse. Un
giorno Nzambi si accorse che lui era molto apprezzato. Egli riteneva di non
aver colpa della brevità di un giorno non aveva abbastanza tempo per com-
piere tutto. Così per volere di Nzambi Kitembo divenne padrone del tempo.

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VUDUISMO TRA REALE E FIABESCO

LA NASCITA DELL’ ARCOBALENO GLI OCCHIALI SCURI

Dambhala creò il paesaggio terrestre dai movimenti di un serpente così di- Una volta Brav Ghede sembrava di umore gioviale e quindi qualcuno gli chiese
segnando monti, colline e avvallamenti poi fece sgorgare l' acqua. Siccome lui perché portava gli occhiali da sole al che egli rispose che i suoi occhi erano
era il sole specchiandosi nelle sorgenti creò l' arcobaleno. Nacque così Ayda abituati tanto al buio che erano molto infastiditi dalla luce del sole. Continua-
Wedo di cui si innamorò. I due sceserò insieme sulla città di Fe creando le rono chiededogli perché la lente destra spesso la togliesse e lui disse che con
forze spirituale e la vita. un’ occhio controllava il cibo e con l’altro l’universo.

LE CASSAVE DI GHEDE IL PIANTO DEGLI DEI

Un giorno mentre si stava festeggiando a Dambhala e Oggun apparve Ghede, Una volta una mambo stava celebrando una festa per Agwe. In quell’ occa-
l’ haugan molto preoccupato cercò di calmarlo dicendo che quando sarebbe sione ci fu un gran fermento le housi si dedicavano a preparare il cibo per
stato il suo momento gli sarebbe stata fatta una grande cerimonia. L’ haugan il banchetto e le persone venivano con le loro offerte dolci e bibite varie.
notò che era affamato e il loa disse di andare a prendere delle cassave che Tra le offerte vi era un manto bagnato come vuole la tradizione. Le persone
fortunatamente per lui non erano costose e sarebbero bastati pochi penny rimasero stupite dalla tinta indaco del montone non si capiva se si trattava di
e così Ghede si sedette mangiando ad assistere alle celebrazioni. Poi si alzò un errore o di una scelta in quanto anche questo è colore del dio del mare.
e comiciò a disegnare dei grandi cerchi per descrivere la grandezza delle sue Un pittore stava dando gli ultimi ritocchi alla barca delle offerte che misurava
cassave. Fece tumulto così gli altri dei furono trascurati. Il sacerdote non pote- sei metri quadrati ed uno di profondità. Sul lato esterno il pittore completava
va fare altro che comperare altre cassave che fortunatamente e prese anche i simboli delle divinità che partecipano al banchetto perché si sa che Agwe
qualche biscotto. Il volto di Ghede all' offerta si illuminò e si tranquillizzò. Una preferisce essere ospite d’onore più che mangiare tanto in solitudine. Nel
donna che si occupava del santuario parlò dicendo che aveva visto Ghede disegno egli era a capotavola affiancato dalla moglie sotto le sembianze di
allontanandosi con il suo cibo, il sacerdote tentò di convincerlo di non portare una sirena La Sirena con vicino un piccione ed una colomba uccello sacro
nessuno con sè, ma era troppo tardi la morte aveva già gridato. delle divinità bianche. Sul lato destro di Agwe vi erano Dambala Wedo e Ayda
famiglia suprema del pantheon simboleggiati dall’ uovo del mondo. Sul lato

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IL MOTIVO DEI SINCRETISMI

sinistro un cuore variegato simbolo di Erzuli accompagnata da Oggun. I primi purtroppo non riuscì a liberarsi perché prendendo quel giaciglio era incorso
rumori dei preparativi furono alle tre del mattino e pian piano iniziarono con nella collera di Manmy Wata.
i tamburi seguiti dal montone, la barca con un'enorme torta di nozze bianca
a sette strati, polli e piccioni. Gli addetti ai lavori comunicavano a gesti tra di IL POTENTE SIGNORE DELLA FRECCIA. (leggenda africa-
loro, intanto cantavano varie lodi tra cui quelle alla Sirene a Aggasou ed Agwe na)
soprattutto. Agwe pronunciò qualche parola gorgogliante. Ad un certo punto
due delle persone presenti montate da Agwe si strinsero e appoggiarono la Agli albori dell’ umanità tra le foreste viveva Gedbo Aya, il grande cacciatore
testa reciprocamente sulle spalle dell’altro piangendo. che cacciava per sopravvivere. Questo lo rese tanto abile come arciere che tra
Tutti gli dei del pantheon piangono e questo è spiegato nel fenomeno di emer- gli animali che a quel tempo erano dotati di parola non era permessa pronun-
sione dall’ isola sotto il mare. Quando piove si pensa che siano le lacrime dei ciare il suo nome perchè temuto. Un giorno mentre cercava cibo, una folata
loa che permettono all’uomo di continuare la vita. Quello che non si capisce è di vento lo trasportò sopra ad un grande albero si una radura in mezzo all’
che si pensa che anche Ogau pianga ma nessuna leggenda spiega il perché. La intricata foresta. Non si era ancora totalmente ripreso ma si accorse di essere
gente accetta il pianto divino proprio come se fosse quello di un bambino ed in mezzo ad una festa della fauna forestale, per questa volta il suo interesse fu
inoltre purtroppo non siamo in grado di comprendere tutti gli umori dei loa. distolto dalla routine e si fece prendere da balli e canti. C'erano: leoni, antilopi,
Le celebrazioni seguivano senza disturbare le due Agwe. Ad un certo punto il scimmie, gazzelle, iene, eleganti, leopardi, ippopotami ogni specie e Gedbo si
montone fu sollevato su un parapetto e poi scomparve nell’ acqua. Anche una mise ad osservare la loro festa. Parlando il leone argomentò di una strategia
donna si fece alzare sul parapetto, la sua gonna oscillo e quando l’ acqua arrivò per elimirare l' innominabile che sceso dall’ albero colpì tutti, si fece un tro-
al livello della balaustra la barca fu messa in acqua. Mentre le danze continuava- feo con un pezzo della pelle di ogni animale e poi portò agli uomini tutti gli
no si levò una mano in lontananza che prese la barca e scomparve. Un uomo strumenti musicali rimasti per insegnare loro a ballare e cantare. Di ritorno fu
era vicino al pittore che aveva una visione propria del palazzo di Papa Agwe grande il suo sgomento nel vedere Aziza, il genio della foresta di cui aveva ter-
e ne andava orgoglioso. Ad un certo punto il dio dalla sua reggia sottomarina rore. Aziza decise di svelargli il segreto delle erbe mediche, degli arcani e degli
fece cenno di aprire il banchetto. L’ uomo distolse la sua attenzione dal pittore, amuleti gri gri (talismani). Gli consegnò una ciocca di capelli che avevano il
guardo gli allegri festeggiamenti e poi in seguito il mare. Pianse. Così comprese potere di rendere invisibile, di moltiplicare ed una palla nera con misteriose fa-
che gli dei amavano questo popolo e il suo pianto. coltà magiche l’ Aiynoukon che in lingua fon si traduce come occhi della terra.
Infine incise la mano del cacciatore tra il pollice e l’ indice succhiandogli tutto il
IL SERPENTE SACRO (leggenda tradizionale africana) sangue e pretendendo lo stesso da lui. Fu il primo patto di sangue della storia
e un patto di sangue vuole l’alleanza nel bene e nel male.
Un giorno Dan lasciò la terra per coniugarsi con il cielo, ma nell’ atto di stac-
carsi dal suolo per penetrare la volta celeste fece cadere un dono agli uomini LE SCIMMIE DI SOKO (leggenda tradizionale africana)
si dice che questo oggetto da lui dispensato dia grandi poteri a chi lo troverà.
Una volta in cielo Egli si spogliò delle sue umide e colorate vesti e le stese ad Una volta gli abitanti di Soko si rivolsero allo stregone del villaggio per sapere
asciugare nel cielo creando così l’arcobaleno. come sfuggire al massacro dei nemici. Lo stregone li trasformò momentane-
amente in scimmie ma fu scoperto e ucciso prima di scampare al massacro.
LA PRINCIPESSA ED IL LEOPARDO (leggenda africana) Così gli abitanti del villaggio rimasero eternamente scimmie e oggi stanno nei
boschi, ma di tanto in tanto scendono dagli alberi mescolandosi agli umani.
In un tempo lontano una bellissima principessa fu rapita da un leopardo (ani- Così oggi a Soko la scimmia è un animale sacro ed intoccabile.
male sacro del clan reale). Le sue creature si innamorarono e nacquero Ag-
gassou simboleggiato appunto dal leopardo e Bassu che aveva l’ aspetto di una IL VECCHIO DELLA GUINEA
tartaruga.
C’ era un vecchio ai tempi della dominazione francese che aveva portato con
LA SIRENA DEL FIUME (leggenda africana) sè tutta la sua sapienza di stregone. Un giorno quando gli schiavi si riunirono
in segreto. Benchè un gruppo di loro scappò ed il vecchio seppe dire quando
Un giorno un giovane che se ne andava per un fiume fu rapito dal color malva sarebbero tornati indietro. Le sue predizioni evitarono le ire dei padroni verso
di alcuni giacigli d’acqua che stavano galleggiando. Vi si avvicinò con la sua piro- i fuggiaschi e verso quelli che stavano lì. Questo è uno dei tanti casi in cui il
ga e ne prese uno pensando di donarlo alla sua donna. La notte stessa mentre vudù viene usato a fin di bene.
il cacciatore dormiva nella sua barca sognava la sua donna in luoghi bellissimi e
si sentiva leggero come trasportato dal vento. Gli sembrò di sentirsi chiamare
dalla voce dolce della sua amata. Il giovane in trance si alzò e si accorse che
seguendo la voce veniva portato al fiume, la vide la sua donna tra le acque
gorgoglianti nuotando. Si tuffò per raggiungerla e si accorse di essere incastra-
to tra le folte radici dei giacigli d’acqua. Ormai era lucido e consapevole, ma,

96
TITOLO CAPITOLO

GEDEGBE IL BAGNO DELLA LUNA

Gedegbe era un vecchio indovino della corte di Abomey un giorno predisse Una signora di origine di Milano era affetta da un disturbo alle mani che i
al re Behanzin in periodo pre-coloniale che sarebbe stato sconfitto, esiliato e medici definirono una forma eczematica, provò in tutti i modi ma i medici
che la sua terra sarebbe sarebbe stata presa dai francesi che infatti arrivarono non riuscirono a curarla, nemmeno dopo che tornò apposta in Italia. Il suo
nel 1870 in Dahomey. cameriere indigeno le aveva spesso parlato dei prodigi di una mambo, ma lei
non diede mai troppo peso a ciò perchè era scettica. Tuttavia era stufa di na-
GLI OCCHIALI E LE CARTE scondere le sue mani sotto un paio di guanti bianchi di cotone anche perchè
il clima caldo e umido li rendeva insopportabili. Decise così di consultare la
Una bravissima veggente di Petion Ville amava molto raccontare ai clienti la sacerdotessa. Si diresse con il marito verso il villaggio, dove avrebbe trovato la
sua predilezione per le carte. Un caldo pomeriggio gli si avvicinò una persona donna e la sua carrozza fu circondata dagli abitanti di quel piccolo paesino che
che a giudicar dall ‘abito doveva essere un frate. Le pose un paio di domande le seppero dire dove abitava la curatrice. Mostrato il problema la vecchia invitò
e gli tentò di vendere un paio di occhiali. La donna non voleva accettare, ma l' l’ uomo ad uscire dalla capanna e fece spogliare la donna che si stese sopra
uomo era così insistente e fastidioso che alla fine ella accettò per mandarlo via. una stuoia. Dopo aver acceso una candela ed aver mormorato strane parole
Indossandoli la sua visione cambiò, così il frate gli offrì anche un nuovo mazzo incomprensibili la vecchia si diresse verso la paziente. La signora fu congedata
di carte che, a lei apparvero come le pagine di un bel libro e allora decise di con il dovere di esporsi all’ ultimo quarto di luna calante ovvero al plenilunio
dedicarsi solamente alla cartomanzia tenendo le braccia alte verso il cielo, concentrandosi e pensando alla veggente.
Benchè fosse un pò scettica la signora ogni notte di luna crescente usciva fuori.
I MERCANTI DI PIOGIA Così nella breve durata della fase lunare il suo problema svanì e stupì tutti
compreso i medici che non si sapevano spiegare il fatto.
Un dirigente francese di un’importante società europea, pare fatturasse re-
golarmente a voce spese per rappresentanza una certa somma devoluta ai QUANDO I LOA DELLA MORTE FANNO TRIONFARE LA
maghi della pioggia. Li aveva regolarmente assunti per recitare che in quel VITA.
periodo di importanti impegni e missioni capitasse la grande pioggia. Il Centro
Culturale francese di Cotonou aveva stabilito le date di importanti rappre- In una calda notte d’ estate una signora si recò a far curare il figlio moribondo.
sentazioni teatrali che per le storie che narravano dovevano lavorare in spazi Improvvisamente tutti gli abitanti del villaggio si riunirono intorno alla casa del
aperti. La compagnia aveva avuto sfortuna dato che giunsero dalla Francia sacerdote con l’ aria di timore, speranza e curiosità caratteristica degli haitiani
nella stagione delle piogge e molto probabilmente non sarebbero riusciti a in queste situazioni. Il sacerdote si avvicinò al bambino con il tipico fare dei
portare a termine al loro mansione. Fra il serio e lo scherzo qualcuno penso ai rituali svolti molto lentamente egli prese il polso, in seguito lo stese su una
maghi della pioggia e nel pomeriggio fu fatto un rito contro le precipitazioni. stuoia, preparò un infuso di erbe con il quale lo lavò. Siccome la situazione si
La sera della rappresentazione il temporale si abbatté sulla piccola cittadina faceva più critica il sacerdote disse che bisognava patteggiare con i loa della
risparmiando il luogo del teatro morte ordinando di scavare immediatamente una fossa. Mentre gli abitanti
eseguivano l’ordine lui sgozzò una gallina sull’ altare del tempio come vuole il
IL MITO DEGLI EGU ( racconto tradizionale del Togo) rito. La notte ordinò di adagiare il bimbo sul fondo della buca. Mentre stavano
chiedendo la fossa il corpo del bambino cominciò emergere fino a che la terra
Il rito ebbe inizio dopo il tramonto ed un hougan iniziò a chiamare i morti che cadeva sotto di lui non chiuse la buca. All’ alba il bambino tra lo stupore
accompagnato dalle solite forme rituali e dal suono dei tamburi. Giunta la generale si rialzò e cercando lo sguardo della madre sussurrò di aver fame.
mezzanotte le tombe si aprirono e iniziarono ad uscire i cadaveri che erano L’hougan con le sue conoscenze aveva permesso a tutti di vivere una sconvol-
stati evocati. Il capo della schiera aveva una grande maschera. I presenti al gente avventura di magia che grazie alla devozione si concluse bene.
rito si tenevano a distanza dagli Eggu poiché il loro contatto era rischioso. Se
qualcuno fosse stato toccato da uno dei bastoni che essi imbracciavano sareb- MARIE LAVEAU: LA REGINA DEL VUDU (storia vera)
be morto sul colpo. Aiutati dall haugan alcuni aiutanti isolarono due Egu con
lunghi bastoni e riuscirono a salire su un albero già preventivamente cosparso Marie nacque libera nel quartiere del Vieux Carré di New Orleans intorno al
di petrolio. Quando la pianta era ingoiata dalle fiamme i morti scomparirono 1801, figlia di un proprietario terriero bianco e di una donna creola di colore
e da essa caddero un coccodrillo ed un camaleonte che si dileguarono dalla libera. Il 4 agosto del 1819 sposò Jacques Paris, un nero libero che era arrivato
boscaglia. Se i due animali non fossero stati lasciati liberi i due morti viventi in Louisiana da Haiti, come molti altri bianchi, schiavi neri e neri liberi che ave-
sarebbero ricomparsi e la cerimonia sarebbe fallita. Si dice che il ritorno in vita vano lasciato l' isola caraibica in seguito alla sua dichiarazione d' indipendenza.
di questi spiriti placa i rancori e le insoddisfazioni degli altri defunti che così Il certificato del matrimonio tra Marie e Jacques è conservato nella cattedrale
ritornano nei loro giacigli riscattati perché due di loro gli hanno permesso di di Saint Louis, a New Orleans. L' anno seguente Jacques morì, in circostanze
riconquistare la vita. non chiare.

97
IL MOTIVO DEI SINCRETISMI

Dopo la morte del marito Marie iniziò a lavorare come parrucchiera per le
famiglie bianche agiate della città. Prese come amante Louis Cristophe Dume-
snil de Glapion, con il quale convisse fino alla di lui morte, avvenuta nel 1835. Si
dice che i due abbiano avuto insieme quindici figli, tra i quali la già citata Marie
Laveau II, nata intorno al 1827.
Circa la carriera magica della Laveau poco si può affermare con certezza. Si
dice che possedesse un serpente e che lo chiamò Zombi, in onore di una
divinità africana. La tradizione orale suggerisce che le sue pratiche magiche
mescolassero credenze cattoliche, in particolare l'adorazione dei santi, con la
fede negli spiriti africani. C'è chi, tra gli studiosi, ha affermato che la sua poten-
za e influenza derivasse non tanto dalla magia quanto da una solida rete di
informatori che aveva costruito quando lavorava come parrucchiera e che la
tenevano al corrente di tutto quello che accadeva nelle case della gente che
contava. Alcuni hanno addirittura sostenuto che ella gestisse una propria casa
di appuntamenti che usava come strumento per avere le informazioni che le
servivano.
Il 16 giugno 1881 il quotidiano di New Orleans annunciò la notizia della morte
di Marie Laveau. Il fatto strano è che ci furono varie testimonianze di persone
che affermavano di averla vista in città dopo quella data. Gli storici suppongo-
no che una delle sue figlie di nome Marie (molte delle sue figlie portavano tra
i loro nomi quello di Marie, secondo la tradizione cattolica), avesse preso il suo
nome e portato avanti le sue pratiche magiche, prendendone il posto come
voodoo queen. Secondo gli archivi dell'anagrafe di New Orleans una Marie
Glapion Lavau morì effettivamente il 15 giugno del 1881, all'età di 98 anni. La
grafia leggermente diversa del cognome e la discrepanza con la reale età di
Marie sono probabilmente dovute al carattere approssimativo dei documenti
di nascita dell'epoca.
Secondo la tradizione Marie Laveau è sepolta al Saint Louis Cemetery #1, il
più antico cimitero cattolico di New Orleans. La sua presunta tomba attrae
ancora innumerevoli visitatori che tracciano sulle pareti della cappella tre X
nella speranza che lo spirito di Marie esaudisca i loro desideri. Secondo altri
la tomba di Marie Laveau sarebbe altrove, ma potrebbero confondersi con
altre sacerdotesse vudù di New Orleans che portarono lo stesso nome di
battesimo

98
STORIE CRISTIANE

Da destra > I tre Arcangeli, rispettivamente: Aanael, Samuele e Cassiel

ALBERTO MAGO dentale acquistò devozione più tardi affiancata a Gioacchino, venne inserita nel
calendario liturgico nel 1584 nonostante il duro attacco che Lutero oppose al
Alberto era di origini svedesi, nobile, nacque nel 1206. Nel 1223, contro il suo culto ed onore. Anna aveva concepito Maria dopo 20 anni di matrimonio
parere dei genitori entrò nell’ ordine dei domenicani di Padova. Inizialmente e per questo motivo Gioacchino fu cacciato dal tempio con l’ accusa di essere
insegnò a Hidosheim, Ratisbona e Colonia (dove ebbe come studente Tom- maledetto da Dio perché in 20 anni non avevano avuto figli.
maso D’Acquino), poi fu maestro di teologia a Parigi. Tra il 1254 e il 1257 fu
priore provinciale, nel 1260 fu eletto vescovo di Ratisbona. Due anni più tardi ANTONIO ABATE
non vedendo miglioramenti abbandonò la conduzione della diocesi e tornò
ad insegnare. Condivideva il pensiero di Tommaso sulla filosofia cristiana e si Le notizie scritte su questo santo derivano da una biografia scritta da Sant’
impegnò a diffonderla. Si interessò di fisica commentando le opere di scienziati Antasiano vescovo ad Alessandria d’ Egitto tra il 326 e 372. Antonio nacque
arabi e scrisse a sua volta circa astronomia, chimica, geografia e filosofia. Per a Coma, in Egitto nel 251, a vent’ anni vendette i suoi beni per consacrarsi
questo indossa vesti di vescovo e un copricapo da dottore. Fu beatificato nel alla vita di asceta. Tra il 286 e il 306, visse in solitudine nel forte abbandonato
1622 e canonizzato solo nel 1931 da Pio XI che lo proclamò dottore della di Pispir, sopportando e superando ogni genere di tentazione. Si originò così
chiesa, ma la sua iconografia è precedente alla canonizzazione. l’ iconografia delle tentazioni di Antonio diffusa dal XV secolo a causa della
dottrina astrologica dei Quattro temperamenti. In quel tempo la sua fama si
ANNA diffuse così tanto che dovette lasciare la sua vita d’ eretico e dedicarsi ai nume-
rosi discepoli. Visse coltivando e intrecciando stuoie, mantenendo l’austerità
Le prime notizie di Anna, Madre della Vergine, risalgono al II secolo a.C. e com- dell’ asceta, ma sempre pronto ad intervenire con passione nelle importanti
paiono su un testo apocrifo del Protovangelo di Giacomo narrando l’ infanzia questioni della Chiesa: nel 311 si recò ad Alessandria per sostenere i cristiani
di Maria con i genitori Gioachino e Anna. Gli episodi narrati dall’apocrifo si perseguiti da Massimo Daia e vi tornò nel 355 per confutare la dottrina dell’
basano su storie ricorrenti nella Bibbia, come la maternità miracolosa e tardiva arianesimo. Considerato in vita santo e in grado di operare miracoli convinse
annunciata da un angelo. Il culto di Anna però è più antico e risale circa al VI molti a convertirsi. Morì ultracentenario nel 356. Il suo culto si diffuse nel Me-
secolo in Oriente. Nel secolo X la festa di S.Anna era ancora legata al culto dioevo ed oggi è ritenuto padre dei monaci, una delle più grandi figure dell
di Maria, la “festa della concezione di S.Anna” (il concepimento di Maria) ed ‘ascetismo cristiano antico. Era legato a Paolo Eremita di cui vide salire l’ anima
era particolarmete diffusa a Napoli, in Inghilterra e in Irlanda. La Chiesa Occi- in cielo dopo di che fu aiutato da due leoni per seppellirlo.

99
IL MOTIVO DEI SINCRETISMI

ANTONIO DA PADOVA braccio alla cattedrale di Can-


terbury. Altre ancora risultano
Nato nel 1195 a Lisbona in una nobile famiglia entrò a far pare dei Canonici in Francia. In Italia la città di Pisa
Agostiniani e compì gli studi a Coimbra. Dopo il martirio di cinque francescani vantava il possesso di parte del-
in Marocco ne fu impressionato e decise di passare all' ordine francescano e la sua pelle. La città di Beneven-
si fece frate nel 1220. Cominciò a predicare in Africa, ma per ragioni di sa- to, che ha sempre sostenuto di
lute dovette rientrare in Italia. Fu lettore di teologia all’ università di Bologna, aver dato ad Ottone III un altro
Mountperier e Tolosa. In Francia combattè l’eresia degli albigesi. Fu superiore corpo, rivendica il possesso dei
provinciale nell’ ordine di Alta Tulia (Emilia e Lombardia) dal 1227 al 1230. suoi resti custoditi nella chiesa a
Decise poi di fermarsi a Padova per dedicarsi solo alla predicazione dove lui dedicata. A Roma, a causa di
morì a 36 anni. La devozione che gli spetta inizialmente era locale, ma grazie uno straripamento del Tevere,
ai sermoni di San Bernardino si diffuse. Oggi a Padova è conservata la lingua nel 1557 i resti furono traslati
che gli tagliarono alla morte poiché fu un ottimo predicatore. A volte la sua a S. Pietro in Vaticano. Nel 1560
iconografia presenta il cuore infiammato simbolo dell’amore per Dio perché Pio IV li fece riportare con una
lo si confonde con Antonio Abate ed a volte è influenzata dalle leggende di solenne processione all’Isola Ti-
altri Santi come come ad esempio gli uccelli di San Francesco. berina. A seguito dei danni cau-
sati alla chiesa dai francesi nel
BARBARA 1798 alcune sue reliquie furono
portate a S. Maria in Trastevere.
Non vi sono dati storici certi su Barbara, probabilmente fu martirizzata du- In questa basilica, nella Dome- Sant' Expedito
rante le persecuzioni di Massimiliano in Turchia all’ inizio del IV secolo. La sua nica in Albis, si mostrava una
figura divenne leggendaria in seguito alla compilazione degli atti nel VII secolo sua reliquia insigne. Sempre secondo l’Inventario (1870), nel giorno di Pasqua
ed alla successiva compilazione della Leggenda Aurea. Barbara era figlia di parte della testa era esposta a S. Prassede. Il 1 maggio e il 24 agosto si espo-
Dioscuro re di Nicodemia. Il padre la rinchiuse in una torre perché nessuno neva (Diario Romano, 1926) parte di un braccio ai Ss. XII Apostoli.
la potesse vedere. Ma ciò non le impedì di essere chiesta in sposa da molti
pretendenti. In assenza del padre, Barbara, convertitasi al cristianesimo, scelse BENITO DA NORCIA
la vita da eremita nella torre, convincendo gli architetti ad aggiungere la terza
finestra in onore della trinità. Quando il re scoprì la conversione della figlia Benito nacque a Norcia da una famiglia ricca nel 480. Divenne santo come la
fu preso da una forte rabbia consegnandola al giudice per farla condannare sorella gemella Scolastica. Fu ben istruito alla retorica ed alla filosofia. Si ritirò
a morte e si sostituì al suo boia. Barbara fu decapitata e subito dopo il padre ad Affile per consacrarsi all’ ascetismo. A vent’anni si ritirò in una grotta sul
morì colpito da un fulmine. monte Subiaco sotto la guida di un eremita. Fù priore dei monaci di Vicovaro
dove tentarono di avvelenarlo per la sua concezione rigida della disciplina. Con
BARTOLOMEO APOSTOLO Placinio e Mauro fondò il primo monastero di Cassino nel 529 e diffuse la sua
regola “ora et labora” con la quale divenne patriarca del monachismo occiden-
Bartolomeo era uno dei dodici apostoli, va identificato con il Natanaele di cui tale. I monasteri e i centri culturali da lui fondati furono capaci di diffondere la
parla San Giovanni. Nato a Cana di Galilea, fu condotto a Gesù dall'apostolo fede in tempi di crisi.
Filippo. Dopo l'Ascensione del Signore, è tradizione che egli abbia predicato
il Vangelo nell'India. Il "Martirologio romano" di lui scrive: "predicò nell'India il BRIGIDA D’ IRLANDA
Vangelo di Cristo; recatosi nell'Armenia maggiore, avendo convertito moltissi-
mi alla fede, fu dai barbari scorticato vivo, e, per ordine del re Astiàge, colla de- Sono pochissimi i dati certi su questa figura: biografie su lei furono pubblicate
capitazione compì il martirio." Subì il martirio nella città di Albanopoli in Arme- dopo la sua morte circa nel 525. É legata alle leggende popolari d’ Irlanda di
nia. Il suo sacro corpo fu trasferito prima nell'isola di Lipari, quindi a Benevento, cui è patrona e quindi a Patrizio. Risulta nata in una povera famiglia di Unmeras
e infine a Roma nell'Isola Tiberina. E' patrono dei macellai e dei conciatori. Nel vicino a Kildare. Fu battezzata da San Patrizio. Giovanissima si consacrò alla vita
410 le spoglie di Bartolomeo furono trasportate a Martyropolis e Maiafarqin religiosa e fondo il monastero di Kildare. Il suo profilo è legato alla carità e pare
dal vescovo Maruta. Nel 507 vennero traslate dall’imperatore Anastasio I a che avesse il potere di moltiplicare il cibo, allontanare le tempeste, distribuiva
Darae in Mesopotania. Nel 546 risultano a Lipari e nel 838 a Benevento. Dal il burro ai poveri e trasformava l’acqua in birra.
983, portate a Roma da Ottone III, sono nell’antica vasca di porfido dell’altare
maggiore della chiesa di S. Bartolomeo Apostolo all’Isola. Sue reliquie risultano CAYETANO
sparse in varie chiese europee. Nel 1238 quella della calotta cranica fu portata
nella cattedrale di Francoforte sul Meno. Altre sono nella certosa di Colonia Cayetano nacque a Vicenza nel 1480 figlio di nobili. Studiò: teologia e diritto
e nel monastero di Lune, presso Luneburg. S. Edoardo donò una parte di un civile e canonico a Padova. Dal 1504 al 1506 studiò a Roma per diventare

100
TITOLO CAPITOLO

sacerdote. Fu segretario del papa Giulio II. Fondò la confraternita dell’ amo- CRISTOFORO
re divino e poi ritornò a Vicenza dove lavorò all’ oratorio di San Geronimo
che funzionava come un ospedale. Fù considerato il fondatore dell’ ospedale. La leggenda di Cristoforo trae spunto dal suo nome che ha un significato
Dopo la riforma e la nascita del protestantesimo a Roma con Obispo de Te- mistico allegorico, infatti la parola dice “portatore di Cristo". Le uniche notizie
ato fonda l’ ordine dei Regolari Teatini, che si ponevano di rinnovare il clero, la certe sono la morte in Asia Minore e il culto che partì ne IV secolo in Bitinia.
predicazione della dottrina, seguire i malati e la restaurazione dei sacramenti Si chiamava Reprobo ed era un cananeo di esagerata statura che mise la sua
approvata dall ‘ordine di Clemente VII. Cadde nel 1547 per il troppo lavoro ed forza al servizio dell’ essere più potente della terra. Servì a lungo un re ma lo
i medici gli consigliarono la calma, lui rispose: “come il signore morì in croce, abbandonò perché aveva paura del demonio. Così decise di servire il diavolo,
lasciatemi morire su una tavola”. Morì a Napoli il 7 agosto. Fu canonizzato nel ma, quando vide che temeva il crocifisso, capì che non era il più potente. Un
1671 dopo il riconoscimento di numerosi miracoli. eremita allora gli parlò di Cristo e gli consigliò di stare al fiume come traghet-
tatore dei viandanti e servendoli avrebbe servito Cristo. Un giorno un bambi-
CECILIA no gli chiese servizio e a lui parve
di traghettare il mondo. Si rivelò
Le notizie su di lei sono un rimaneggiamento della Legenda Aurea in base alla allora che fosse Cristo e da allora
Passione. Secondo le fonti la giovane cristiana Cecilia aveva fatto voto di vergi- il gigante si chiama Cristoforo. In
nità, ma venne fidanzata con un pagano di nome Valeriano. La sera delle nozze seguito visse predicando e subì il
gli confessa di essere consacrata a Dio che era difesa da un angelo. Egli chiese martirio probabilmente sotto De-
spiegazioni, ma, inseguito si convertì e acconsentì al battesimo. Potè vedere l’ cio.
angelo ricevendo una corona di rose e a Cecilia una di gigli. Si convertì poi an-
che Tiburzio, fratello di Valeriano e tutti e due furono martirizzati a causa della EMANUELE
loro conversione. In seguito anche Cecilia fù condannata alla decapitazione.
Nel testo della Passione troviamo una triplice ripetizione di “cantigus organis” Il 26 marzo è il giorno in cui Ema-
riferito alla musica della celebrazione del matrimonio. nuele fu martirizzato in Anatolia
insieme a San Quadrato e San
CHIARA D’ASSISI Teodosio. Con loro compare sul
Martilogio Romano e sui Sinassari
Chiara era di una nobile famiglia di Offreduccio, ormai diciottenne si allon- bizantini. Con grande coraggio si
tanò di casa seguendo le orme del fratello Francesco, rinunciò ai suoi beni presentarono dal governatore del-
per diventare monaca. Si formò presso il monastero benedettino di Bastia e la loro città dichiarandosi cristia-
Sant’ Angelo di Panzio. Poi con alcune amiche si trasferì in un convento di San ni. Furono imprigionati, perché la
Damiano, preparato per loro da Francesco. Nel 1215 divenne badessa di una morte era una pena troppo lieve
nuova comunità. Anche la sorella e la madre decisero di partecipare ad una a quel tempo, furono torturati e
vita votata alla povertà nella comunità fondata da Chiara. Ordinò una regola decapitati. Quadrato era perse-
che fu approvata da papa Gregorio IX e confermata da Innocenzo VI nel 1253 guitato dalle guardie che lo spro- Sant' Emanuele
anno della sua morte. Fu canonizzata da Alessandro IV nel 1255. narono a smettere le predicazioni,
pena la morte, quando scoprirono che andava nelle prigioni a battezzare i
COSMA E DAMIANO carcerati venne arrestato e decapitato. Manuele e Teodosio giudicarono ingiu-
sta questa violenza pur sapendo di incontrare morte certa si schierarono con
Secondo una tradizione tarda e con pochi fondamenti storici, erano due medi- il loro vescovo e si recarono dal governatore per difenderlo professandosi
ci fratelli gemelli che offrivano cure gratuite ai poveri. Dovevano essere di Ciro cristiani.
in Siria. La Leggenda Aurea dello Spirito Santo racconta che per loro qualità
mediche furono straordinarie la loro fama giunse al proconsole del posto che EXPEDITO DI MILITENE
tentò di farli convertire al paganesimo. Avevano altri tre fratelli, cristiani che
furono rinchiusi, loro furono torturati ma ogni volta la Divina Provvidenza li Martire in Turchia nel 303, è un santo di cui non abbiamo molte fonti, il suo
aiutava. Tentarono di lapidarli, di martirizzarli con frecce e strumenti vari, ma culto è presente in Brasile e dal 1970 in Argentina.
ogni volta gli arnesi si rompevano. Alla fine il proconsole li fece decapitare
insieme agli altri tre. FILIPPO APOSTOLO

Galileo di Battista: Filippo si unì a Gesù dopo l’ incontro con Giovanni Battista
e diventò apostolo. A Filippo Gesù chiese di procurare cibo per il miracolo
dei pani e dei pesci. Filippo chiese a Cristo: “mostraci il Padre e ci Basta” e

101
IL MOTIVO DEI SINCRETISMI

Gesù rispose: “chi vede me vede il Padre”. Molte leggende lo confondono con GIACOMO MAGGIORE
un diacono menzionato dagli altri degli Apostoli. Comunque è probabile che
dopo la Pentecoste andò a predicare in Frigia e a Hierapolis si pensa l’ abbiano Giacomo era figlio di Zebedeo e fratello maggiore di Giovanni evangelista
lapidato e crocifisso. La Leggenda Aurea racconta che prima di andare a Hie- è citato diverse volte nel Vangelo. Gesù lo aveva soprannominato “figlio del
rapolis fu in Scizia sconfiggendo il demonio degli idoli e pare avesse due figlie tuono” per il suo carattere impetuoso. Insieme al fratello ed a Pietro assistì
vergini che lo seguivano sempre. Subì il martirio ottantasettenne. alla Trasfigurazione sul monte Tabor ed all’agonia del giardino di Gestemani.
La Leggenda Aurea racconta che evangelizzò la Spagna e predicò in Samaria
FRANCESCO D’ASSISI e Giudea dopo l’ascensione di Gesù, ma tornò presto a Gerusalemme per il
poco successo ottenuto. Qui fu li primo apostolo ad essere decapitato per or-
Nacque nel 1181 figlio di un mercante di stoffe Pietro Bernardone. Durante dine di Erode Agrippa verso il 42. La leggenda narra che i discepoli caricarono
la giovinezza frequentava allegre compagnie sognando di diventare cavaliere. le sue spoglie su una barca per condurlo in Galizia e seppellirlo in un bosco.
Ventitreenne ebbe una visione mentre combatteva in Puglia con Gualtiero di Nel IX secolo fu ritrovata la tomba in circostanze miracolose intorno alla qua-
Brienne a Spoleto. Tornato a casa in seguito a conflitti avuti con il padre dovuti le nacque Santiago de Compostela dove ancora oggi trova una grandissima
all’ incrocio con un lebbroso che gli diede il crocifisso di San Damiano si votò devozione. Gesù lo guarì dalla cecità. L’ iconografia che lo rappresenta come
alla povertà. Nel 1208 iniziò a predicare la penitenza vestito con un sacco e un cavaliere contro i mori si diffuse in seguito alla sua apparizione alla battaglia
vivendo di elemosina mentre a lui si univano altri compagni. La prima regola di Clavijo dell’ 844.
d’ordine venne sottoposta a papa Innocenzo III che l’approvò e diede ai frati
il mandato di predicazione penitenziale. Iniziano così le missioni in Italia e all’ GESù
estero. Francesco fu anche in Terra Santa dove annunciò Cristo al sultano. BAMBINO
Quando rientrò ad Assisi dovette sistemare disguidi all’ interno dell’ ordine e
nel 1220 cedette il governo a Pietro Cattani. Quattro anni più tardi, ricevette Il bambino Gesù viene solitamente
la stigmate sul monte della Verna. Poco dopo contrasse una grave malattia che rappresentato tenuto in braccio o
lo costrinse a comporre il Cantico delle Creature. Morì il tre ottobre 1226. per mano da Maria, da San Giusep-
Due anni dopo fu canonizzato e così divenne uno dei santi più popolari della pe o da altri Santi, ad esempio Sant’
cristianità. Francesco era battezzato come Giovanni, ma la madre provenzale Antonio di Padova. La sua età può
lo chiamava Francesco. variare da neonato a fanciullo di do-
dici anni circa. Una variante di questa
GABRIELE ARCANGELO rappresentazione è il Bambino Gesù
di Praga, in piedi, vestito con abiti re-
Gabriele è l’ Arcangelo che Dio inviò a Daniele per spiegargli che la visione gali e con in mano un globo sormon-
che aveva avuto riguardava la venuta del Messia così racconta il vecchio testa- tato da una croce. Sono frequenti
mento. Nel Nuovo Testamento appare a Zaccaria per annunciare la nascita di anche le rappresentazioni della Sa-
Giovanni Battista ed a Maria perché avrebbe dato alla luce Gesù. Si attribuisce cra Famiglia, cioè Gesù bambino con
a Gabriele il seppellimento di Mosè e la distruzione dell’ esercito assiro. L’ Maria e Giuseppe: questa originaria
angelo Gabriele viene promosso Arcangelo dai Vangeli Apocrifi però questo “famiglia nucleare” solidificò l’unità
non ha determinato distinzioni iconografiche. Il suo culto risale più o meno all’ familiare con un significato spirituale
anno 1000. profondo. San Norberto di Premontre
I Testi sacri e altri lavori apocrifi fu-
GEROLAMO rono tramandati sia per via orale sia
musicale, e più tardi in opere artistiche che sono state molto utili per istruire
Nato a Stridone nei pressi di Aquileia, in Dalmazia da una nobile famiglia cristiana, Ge- i credenti. Il simbolismo del Bambino Gesù nell' arte raggiunse il suo apice
rolamo frequentò la facoltà di lettere per volere del padre poi andò a Roma per per- durante il Rinascimento dove la Sacra Famiglia fu un tema centrale delle opere
fezionare la sua cultura con il grammatico Donato, studio in Gallia e a Treveri dove tra- di Leonardo da Vinci e di molti altri artisti. Dal IV secolo fino al Rinascimento
scrisse le opere della sua biblioteca. Si battezzò nel 366 e viaggiò molto per mantenere molte storie furono tramandate a proposito dell’infanzia “segreta” di Gesù
i contatti con gli studiosi, teologi ed esegeti. Decise di farsi monaco e di vivere cinque dove, anche se ancora bambino, già possedeva e usava i suoi poteri messianici
anni da eremita nel deserto della Calcide dal 353 ala 358. Studiò a Costantinopoli con per proteggere i genitori durante il loro viaggio da e verso l’ Egitto, fino al mo-
Gregorio Nazianzeno poi si trasferì a Roma e fu segretario di Papa Damaso, che gli mento in cui a dodici anni lasciò i suoi parenti impauriti per tre giorni mentre
fece tradurre l’antica bibbia sui testi greci. La Leggenda Aurea sostiene che era diventa- lui discuteva con i saggi del tempio.
to segretario dopo la carica di cardinale. Dopo Roma si ritirò in Betlemme presso un La maggior parte di queste tradizioni derivava dai testi apocrifi “proibiti” o
monastero dove morì ottantenne nel 420. Fu dottore della Chiesa Romana legato ad “non approvati” basati sulle traduzioni latine o greche dei rotoli del Mar Morto
Agostino, Ambrogio e Gregorio Magno. Scrisse “ la vulgata”. e, poiché solamente una minoranza dei cristiani del tempo poteva dirsi lette-

102
TITOLO CAPITOLO

rata, queste storie acquisirono un suono oscuro e seducente simile alle favole Mischia il carnevale con l’ Epifania.
dei Fratelli Grimm. Un tema comune alle storie medioevali ritrae Gesù come La processione del lavaggio delle
un bambino intrepido e spensierato che innocentemente ne combina qual- chiese tipica parte dalla chiesa della
cuna e inesorabilmente porta alla morte i suoi compagni di gioco. Una storia Conceçao di Praia. Si nota come la
molto comune è la storia della nuvola: Gesù, volendo giocare tra le nuvole, si colonna sonora di questa proces-
arrampica in cielo su un raggio di sole, ma tutti i suoi compagni di gioco che sione siano canti liturgici che me-
lo hanno seguito presto perdono la fede e muoiono cadendo. Un’altra storia scolano lingua latina con canti ritua-
narra di un bambino (a volte riferito come Giuda bambino - come se Gesù e i li delle macumbe. Tutto è ricoperto
suoi discepoli abbiano avuto liti durante le loro esistenze), che sbarrò il canale di coriandoli e di colore. Suonano
che forniva acqua alle piscine dove Gesù bambino usava fare il bagno fino a armoniche e berimbao. Un samba
quando un’onda di marea spazzò via il ragazzo e contemporaneamente liberò annuncia che si da inizio al lavaggio
il canale. Naturalmente questi eventi provocarono panico negli altri genitori così la piazza che prima era in festa
che impedirono ai loro bambini di giocare con lui, così quando Gesù arrivava si svuota. La festa del Bomfim è una
nella piazza della città per giocare, i genitori velocemente nascondevano i loro cerimonia feticista all’ interno della
figli in un grande forno per ripararli. Gesù, accortosi di ciò, chiedeva dove fos- chiesa cattolica. Assomiglia al carne-
sero i suoi amici e gli veniva risposto che i bambini erano andati via. Quando vale ma anche alla festa dei Re Magi
chiedeva cos’era il rumore che proveniva dal grande forno, gli veniva detto probabilmente perché capita tra l’
che erano i maiali che stavano cuocendo. Quando Gesù andava via e i genitori Epifania e il carnevale.
aprivano le porte del forno, essi trovavano (a secondo delle versioni) o dei
porcellini strillanti o delle bistecche arrosto. GIORGIO DI LIDDA Santo Banbino di Atocha
Le storie create attorno alle attività di Gesù bambino non erano tutte racca-
priccianti, ma evidenziavano come, anche da bambino, Gesù avesse adempiuto Il sepolcro ai Lidda ne conferma l’ esistenza reale e ne spiega le ragioni del
alla Volontà Divina di “suo Padre”. Altre storie narrano come perfino da neo- culto in terra palestinese dove fu decapitato all’ inizio del secolo IV, poiché
nato il suo sorriso poteva far smettere la pioggia e le tempeste e far splendere gli Atti del Martiri e la Passione erano considerati apocrifi già nel VI secolo. L’
il sole, oppure poteva guarire i malati. Altre ancora raccontano di come un immagine che lo ritrae contro il drago si diffuse nel Medioevo e la Leggenda
bambino che stava morendo fu messo in una vasca contenente l’ acqua in cui Aurea la racconta con toni favolosi. Un drago con il suo alito stava distruggen-
aveva fatto il bagnetto Gesù, e fu riportato alla vita e addirittura che qualunque do una città, le vittime erano estratte a sorte, così la figlia del re fu condotta
bambino in sua presenza non avrebbe strillato o piagnucolato. al lago dove il mostro viveva ma, prima che potesse sbranarla giunse Giorgio
cavaliere della Cappadocia che a spada sguainata lo domò. Legata alla cintura
BAMBINO DI ATOCHA del valoroso, la bestia fu condotta al villaggio dove Giorgio rassicurò il popolo
perché aveva vinto il drago in nome di Cristo per convertirli. Dopo di che
Durante il XIII secolo la Spagna era sotto i mori. Quando la città di Atocha fu ripartì ma durante il viaggio le guardie di Diocleziano riuscirono a prenderlo,
invasa dai mussulmani i cristiani furono imprigionati gli fu vietato il cibo. Solo sottoporlo ad atroci torture per infine decapitarlo. Approvato nel 494 da Papa
i bambini sotto 12 anni potevano sfamarsi. Così si misero a pregare Maria e Gelasio il culto del santo si diffuse in Inghilterra tra il VII e l’VIII secolo e durante
Gesù Bambino. Presto tra le donne della città si cominciò a spargere la voce le crociate.
che un bambino sotto i 12 anni vestito da pellegrino portava cibo ai loro figli,
guardando la statua di Nostra Signora di Atocha notarono che le scarpe che GIOVANNA D’ARCO
indossava Gesù erano impolverate. Si pensa che il piccolo esca di notte e aiuti
i bisognosi soprattutto i bambini facendo miracoli. Giovanna era una contadina che a tredici anni fu esortata dai Santi che le
apparivano in visione a liberare la Francia. Carlo VII le diede la possibilità di
NOSTRO SIGNORE DEL BUON FINE (da Bahia di Joge consultarlo poiché pianificava di risanare l’ esercito per liberare il Nord della
Amato traduzione di Valentina Bracci) nazione, Parigi e Orleans dagli inglesi. Alcuni la ritenevano pazza, per esempio
i suoi genitori, ma con il suo grande potere persuasivo la ragazzina riuscì a
La mattina del terzo giovedì di gennaio tutto il popolo di Bahia si incammina liberare Orleans. Grazie a lei Carlo VII fu consacrato il 17 luglio 1429. Giovan-
verso la collina del Bomfim. Questa rappresentazione sta al di sopra di ogni na non assistì all’ ingresso di Carlo a Parigi del 1437 perché otto anni prima
divergenza religiosa e politica. La festa dura otto giorni, e gli ultimi tre hanno i borgognoni la tradirono e la consegnarono agli inglesi che la processarono
l’aspetto del carnevale, è la maggior festività di tutta la nazione e celebra Oxa- come scomunicata ed eretica, fu così bruciata a Roma nel 1431. Nel 1455 il
lufa, Oxala vecchio e nella sua massima dignità. Il signore del Buon Fine non suo processo fu rivisitato da Celestino III ed in fine Pio X la beatificò nel 1909.
gode di molta popolarità da parte del clero poiché tende ad evitare questo
tipo di festeggiamenti. Forse perché si tratta di un santo democratico e privo di
pregiudizi religiosi, che diventa una divinità nera delle feste di samba e capoeira.

103
IL MOTIVO DEI SINCRETISMI

GIOVANNI BATTISTA

Secondo i Vangeli era figlio di Zaccaria ed Elisabetta, cugina di Maria che nac-
que circa sei mesi prima di Cristo. Secondo la tradizione apocrifa alla nascita
lo prese in braccio la Madonna che si era recata a far visita all’ anziana cugina.
I Vangeli raccontano che Giovanni fin da piccolo avrebbe lasciato casa per
vivere in penitenza. Fu il precursore di Gesù, vivendo nel deserto, predicando
e battezzando sul fiume Giordano. Giovanni morì poco tempo dopo aver
battezzato Gesù per decapitazione su ordine di Erode Antipa. Il re si fece
consegnare la testa del Battista da Salomè su un piatto d’argento. Il suo culto
nacque dopo la sepoltura nel IV secolo.

GIUDA TADDEO

Nato, vissuto è morto in Persia. Visse fino al 70 d.C. Gli vengono attribuite le
lettere di Giuda e l’ apocrifo di Taddeo. Fu il primo cattolico armeno e apostolo
di Gesù. Se Matteo e Marco non lo avessero nominato Taddeo o Giuda di Gia-
como sarebbe ancora più facile confonderlo con Iscariota che aveva tradito
Cristo nella notte dell’ orazione nell’ oliveto. Alcune fonti lo rivelano figlio di
Maria di Cleofa e Alfeo fratello di Giuseppe, quindi Giuda sarebbe così fratel-
lo di Giacomo Minore e cugino del Messia. Giuda era un contadino, si narra
che nella sua missione guarì il re di Eddessa dalla lebbra e che prima del suo
incontro con Gesù fosse sposato. Risulterebbe che egli fu protagonista delle
nozze di Cana. La sua grande fede nel cugino lo porto a chiedere al figlio di
Dio di manifestarsi al mondo e non solo agli apostoli. Si diceva che l’amore per
il Signore realizza unione e coloro che sono divisi dalla discordia non avranno
mai luce ne stabilità. Per ciò che ha fatto è chiamato come Bartolomeo “no-
stro primo inluminario”. Eusebio però nella storia di Eddessa confuse Taddeo
con Addeo uno dei 72 discepoli fondatore della chiesa di Eddessa. Nell'ultimo
periodo della sua vita per tredici anni al fianco di Zelota evangelizzò la Persia
con risultati ottimi. Ma i maghi li perseguitavano, li imprigionarono nel tempio Nostra signora dei Naviganti
del sole e della luna e tentarono di martirizzarli a mazzate perchè sostenevano
che il sole e la luna sono figli di Dio. Scamparono alle mazzate e Taddeo morì LAZZARO DI BETANIA
naturalmente.
Oggi Lazzaro è commemorato insieme alle sorelle Marta e Maria Maddalena.
GIUSEPPE Si ricorda la vicenda in cui Gesù piangendo la sua morte lo resuscitò. Le sue
origini erano regali la Leggenda Aurea lo descrive come figlio di Siro ed Ecaria
Le poche notizie di questo Santo le riportano i Vangeli di Marco e Luca: sposo e viveva insieme a loro nella fortezza di Magdala nei pressi di Gerusalemme.
della Vergine e padre adottivo di Gesù, era un uomo giusto discendente della Nella divisione dei beni Maria ebbe in sorte Magdala da cui il nome, mentre
famiglia del re Davide e viveva a Nazareth. Promesso a Maria, quando seppe Lazzaro e Marta ebbero Betania e Gerusalemme. Spesso San Lazzaro viene
che era incinta non la ripudiò in seguito alla visione dell’ angelo. Sempre in so- confuso con il mendicante che appare nei vangeli di Luca. Il fatto che Gesù lo
gno, dopo la nascita di Gesù l’angelo lo esortò a fuggire dall’ Egitto per salvarlo aveva resuscitato e gli era amico suscitò molta gelosia e parecchi tentarono di
da Erode ed alla morte di Erode riportarlo a Nazareth. Giuseppe è presente ucciderlo. Dopo il miracolo Gesù fece visita a Lazzaro in Betania dove Maria
anche quando Gesù dodicenne si allontanò per discutere con i dottori del gli profumò i piedi con un unguento prezioso con la disapprovazione di Giuda
tempio. Le altre sue notizie sono per lo più Apocrife e fonti di credenze popo- Iscariota. Da questo punto non si hanno più notizie certe però la tradizione
lari che determinano la sua iconografia. Le descrizioni lo disegnano, un uomo sostiene il martirio in Cipro dove poi fu sepolto insieme a Maddalena morta
maturo, più grande di Maria per evidenziare la paternità di Cristo o anche ad Efeso. La Leggenda Aurea dice che si recò in Provenza dove fu vescovo di
come un anziano vedovo. Il culto incominciò nel IX secolo per entrare nella Marsiglia e perciò il soprannome Marsiglinsis, dove fu martire: le sue spoglie
liturgia nel XV e nel 1870 San Giuseppe è patrono della chiesa universale. furono portate ad Autun nel XII secolo perché i saraceni non le trafugassero.
Il suo culto è molto presente in America Latina.

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TITOLO CAPITOLO

LUCIA sua sapienza di medico aiutò gli stu-


denti di teologia, aveva il dono della
Lucia morì martire a Siracusa circa nel 304 durante le persecuzioni di Diocle- profezia e della bilocazione e si de-
ziano. Gli Atti del suo martirio presentano le vicende di una giovane nobile dicò a poveri e perseguitati chiaman-
siciliana che si era convertita al cristianesimo decidendo di dare i beni ai poveri dosi “cane malato”. Fu consultato dal
e di rinunciare al matrimonio. Fu denunciata dal promesso sposo al console di vescovo e dal vice re e questo lo rese
Siracusa, imprigionata e decapitata, dopo tentativi di portarla in un postribolo, patrono dei giureconsulti. Durante la
violentarla e bruciarla al rogo rivelati vani. Secondo una credenza popolare peste curò sessanta malati e gli anima-
riguardo al significato del nome, le furono strappati gli occhi e poi rimessi. li che non voleva vedere maltrattare
Questa credenza influenzò la sua rappresentazione del medioevo. Insieme a dato che come noi sono creature di
Jacopo Varigine dell’ intervento dello Spirito Santo, che mentre discuteva con il Dio.
prefetto, la rese così pesante che nessuno, nemmeno i buoi, riuscì a spostarla.
MICHELE ARCANGELO
LUCIFERO
Michele è citato nella Bibbia nel libro
Negli scritti di Isaia Lucifero viene citato una sola volta e da lì si ha origine il di Davide, come primo dei princi-
demonio: Lucifero il cui nome significa “portatore di luce” era un bellissimo an- pi custodi del popolo di Israele. Nel
gelo che per causa del suo volontario peccato si oppose a Dio e cadette dalla Nuovo Testamento appare nella lette-
sua funzione di creatura celeste diventando il principe del male. Tale evento ra di Giuda e nell’ Apocallisse è il cu-
non scalfì comunque l’iconografia ad esso legata che poco si avvicina al suo stode degli altri angeli che sconfigge San Martino di Porres
splendore originario. É più frequente la dannazione che ricorre ben cinquanta il demonio. Il culto e l’ iconografia di-
volte tra l’ antico e il nuovo testamento. Gli Evangelisti lo chiamano Belzebù pendono direttamente dal’ Apocalisse.
mentre il vangelo apocrifo Satana. Non si sa precisamente l’ origine dei nomi Michele è il maestoso e potente angelo che pesa le anime il giorno del Giu-
se sia latina, greca o ebraica (almeno per quanto riguarda Santana). dizio. Nel periodo bizantino si diffuse la sua immagine vestita da dignitario di
corte, ma Michele può apparire anche come il giudice delle anime o come il
MARCO EVANGELISTA guerriero che sconfisse Satana. Il suo culto si diffuse dapprima in oriente nel V
secolo e poi in Europa in seguito alla apparizione sul Gargano.
Marco fu autore del secondo Vangelo, Forse scritto a Roma in seguito all’ in-
segnamento di Pietro. Non fu solo apostolo, ma da lui fu scritto che conobbe MOSÉ
Gesù da ragazzo durante una predicazione seguendolo e sfuggendo agli arresti
rifugiandosi nel giardino di Getstsemani. Era figlio di Maria, la donna che dopo É la figura biblica che salvò il popolo ebreo dal giogo del faraone egiziano
l’ Ascensore accolse i discepoli nella sua casa. Negli Atti degli Apostoli è Gio- Ramses. La leggenda narra che grazie alla sua fede in Dio compì miracoli vari
vanni detto Marco risulta dalla predicazione che fece con Paolo e Barnaba in come trasformare l’acqua in sangue, l’ invasione delle cavallette, trasformare il
Panfilia a Cipro. Secondo la traduzione di Eusebio ripresa nella Leggenda Area bastone che è diventato il suo simbolo in serpente, evitare che i bambini ebrei
pare che fondò la prima chiesa cristiana dopo la predicazione ad Alessandria, fossero uccisi durante un’ epidemia ed aprire le acque del mar rosso per per-
città dove fu torturato legato e trascinato per la strada. Come dice il titolo mettere al popolo ebreo schiavo di raggiungere la terra santa.
è legato agli evangelisti. Si narra che il culto di Marco Evangelista risalga al IV
secolo e che nacque ad Alessandria per poi diffondersi in Italia, a Venezia so- NORBERTO DI PREMONTRE
prattutto, dove il duomo e la piazza principale sono dedicati a lui. Nella famosa
cattedrale gotica si trovano le sue spoglie che furono trafugate ad Alessandria. Norberto nacque in Germania nel 1080, era imparentato con l’ imperatore.
Da giovane voleva deliziare tutti con il suo modo di vestire e le sue poesie. Si
MATINO DI PORRES convertì in seguito ad una tormenta che lo aveva sorpreso durante il viaggio in
Vespalia, quando cadde da cavallo per via di un lampo che gli cadde nelle vici-
Nato a Lima dal cavaliere spagnolo Giovanni di Porres ed Anna Vasquez di ori- nanze e spaventò l’animale. Quando dopo un’ora si risvegliò decise di rinuncia-
gine africana, fu battezzato nella stessa chiesa di Rosa di Lima. La sua infanzia fu re alla sua vanità dando i suoi beni ai poveri e ritirandosi in un monastero. Fu
povera dati i problemi legati ad una nascita illegittima e per il razzismo: il padre sacerdote e il Papa gli diede compito di evangelizzare. Girò la Francia Setten-
non lo riconobbe subito come figlio. Potè studiare medicina e conseguì il tito- trionale scalzo e senza denaro, molti lo rifiutarono e in certi casi rinunciò per
lo diventando: barbiere medico, chirurgo e farmacista. Decise di entrare tra i evitare violenze. Assistì al concilio di Rheis del 1119 in seguito ebbe il permes-
domenicani di Lima, dove iniziò come terziario e grazie alle sue grandi doti nel so di fondare un monastero nella valle di Pemotnre era l’ordine dei Canonici
1603 prese i voti. Adorava il Signore e meditando la Passione per flagellazione Regolari Premostratesi. Nel 1126 divenne arcivescovo di Magdeburgo. Fu un
sembra che fu visto levitare con il crocifisso che gli baciava le piaghe. Con la vescovo giusto: nè blando nè transigente. Dopo che cercarono di ucciderlo

105
IL MOTIVO DEI SINCRETISMI

parecchie volte, morì naturalmente nel 1134. Beneficiò di una canonizzazione che fa parte anche delle tradizioni pagane e secondo alcune tesi pare che sia
equipollente nel 1582. stata proprio sostituita alle celebrazioni pagane. I celti la chiamano Iboc ed è
quella dea che rappresenta il passaggio dall’ inverno freddo al dolce tepore pri-
MARIA DI MAGDALA maverile. I romani dell’antichità la chiamavano Februa (Giunone). Nel calenda-
rio romano il primo giorno del mese corrispondeva con il novilunio le famose
L’immagine della Maddalena è frutto della interpretazione di Gregorio Magno “calende” o calendario. Nel Neopaganesimo Iboc è uno degli otto sabba che
identificata nella sorella di Marta di Betania. Abitualmente si raffigura ai piedi è legato alla fertilità della terra.
di Cristo nella casa di Simone il fariseo. La tradizione vuole che Maddalena era
una nota peccatrice presentatasi nella casa di Simone con la richiesta di espia- DEI DOLORI
re i peccati davanti a Cristo, bagnandogli i piedi con le lacrime, asciugandoglieli
con i capelli e profumandoglieli con un unguento prezioso. Fu protagonista di Chiamata anche Maria Dolorosa, Maria Addolorata o Madonna dei sette do-
un episodio simile anche in Betania e si crede che questo sia stato un annun- lori, La Vergine dovette passare sette dolori:
cio della morte di Gesù. Maria fu infatti una delle tre donne ad entrare nel - La profezia di Simone che racconta che una spada le trafiggerà il cuore;
sepolcro il sabato per ungere il corpo di Cristo e fu la prima a vederlo risorto. - La fuga in Egitto per la salvezza di Gesù.
Il suo culto è molto diffuso in Provenza dove se ne presume la morte. - La perdita di Gesù al tempio.
- L' incontro con Gesù durante la via Crucis.
VERGINE MARIA - La sofferenza ai piedi della croce.
DEL CARMINE E SIGNORA DEI NAVIGANTI. - L’ accoglienza tra le sue braccia di Gesù morto.
- Assistere alla sepoltura del figlio.
Sono rappresentazioni della Vergine legate all’ ordine dei Carmelitani Scalzi i Fu Pio VII nel 1814 a inserire il
monaci del monte Camelo erano infatti molto devoti alla Immacolata. I car- culto devoto a questa imma-
melitani diffondono il messaggio che Maria lasciò sul monte: "Gesù nasce dall’ gine di Nostra Signora. A San
incontro con l’ uomo e Dio, vivendo sempre anima e corpo con il Signore”. Severo è quasi più invocata
La antologia di Maria Sella Marina nasce come riferimento per i naviganti che della stessa patrona: La Vergi-
non volevano perdere il cammino. Per via dei saraceni i Carmelitani dovettero ne dei Soccorsi. Nel trecento,
lasciare il monte. Una antica tradizione dice che mentre cantavano il “Salve nell’ Europa tedesca si diffuse
Regina” apparve la vergine promettendo loro di essere guida per il mare. Così un soggetto iconografico chia-
il monte Carmelo si alza diventando una stella insieme al mare. mato Vesperbild, il tema pren-
de il nome da una parola te-
DELLA CARITà DI EL COBRE desca che significa vespero e
rappresenta Maria seduta con
Una mattina del 1628 due indiani, Rodrigo e Juan de Hoyo e uno schiavo il corpo di Cristo morto ste-
nero di 10 anni, Juan Morteno da Barragagua si recarono alla Bahia de Nipe so sulle sue ginocchia, esatta-
per cercare il sole. Il mare agitato però non permetteva di trovarlo, cercarono mente quello che noi intitolia- Nostra signora della Candelaria
un rifugio e dopo tre giorni riuscirono a imbarcarsi su una canoa per le saline mo come Pietà. Un soggetto
della costa. Videro qualcosa che parve loro un cadavere di un uccello marino, molto in voga in periodo barocco e rinascimentale. Le più conosciute sono le
sopra c’era un immagine di Maria Vergine. Messa la tavola sulla canoa videro l’ rappresentazioni fatte dall’ artista italiano Michelangelo Buonarroti.
‘iscrizione: “io sono la Vergine della Carità”. Dopo questo evento quell’ imma-
gine fu portata alla chiesa e divenne La Carità di El Cobre. DELLA MISERICORDIA

DELLA CANDELARIA Il 18 marzo del 1536 la Madonna apparve ad Antonio Botta che in seguito fu
beatificato e gli fu dedicato un santuario del savonese. In quel periodo Savona
Si parla erroneamente di una santa chiamata Candelora. In realtà si tratta di era impegnata nella guerra contro Genova. La Madonna non apparve più volte
una festa cattolica che si celebra il 2 febbraio. Coincide con la presentazione solo a Savona ma anche a Genova invitando tutti a esercitare giustizia e mise-
di Gesù Bambino al tempio di Gerusalemme quando per la prima volta venne ricordia. Le fu dedicato non solo il santuario, ma, anche ospedali ed orfanotrofi
chiamato Vecchio Simeone. Il nome candelora popolarmente vi si attribuisce e papa Pio VII dopo che i savonesi lo liberarono, chiamò la rappresentazione
per il rito della benedizione della candele che simboleggiano Cristo che illumi- della Madonna della cripta del Santuario come Vergine della Misericordia nel
na il popolo. Il giorno è anche dedicato alla purificazione di Maria che veniva 1809.
considerata impura per avere dato alla luce un maschio. Cade quaranta giorni
dopo Natale. In periodo più antico si festeggiava 14 febbraio quaranta giorni
dall’ Epifania, ma l’imperatore Giustiniano anticipò la data. Questa è una festa

106
TITOLO CAPITOLO

IMMACOLATA CONCEZIONE dovuti anche alla diffidenza dei


cristiani nei suoi confronti. Molti
Un giorno la Vergine Maria riceve la la visita di Gabriele Arcangelo che le tentarono di ucciderlo, ma solo
predisse che in lei si sarebbe incarnato il figlio di Iddio. Poco dopo l’ angelo Nerone nel 65 circa ci riuscì. San
apparve anche a Giuseppe spiegando ciò. Il dogma cristiano vuole che nei Paolo ha fondato molte chiese
giorni seguenti Maria assistì ad un miracolo e si recò da Giuseppe perché era in Asia Minore.
incinta ma come dice il Vangelo, Vergine e Madre una cosa che scientificamen-
te è inspiegabile ed impossibile. Maria però aveva ricevuto lo Spirito Santo e PANTALEONE DI NOR-
dalla sua unione con l’Altissimo di cui aveva deciso di essere una umile serva MANDIA
diede alla luce Gesù che fu poi adottato da Giuseppe. Si può dire che la sacra
famiglia sia una rappresentazione della Trinità: Giuseppe che è il padre umano Pantaleone visse ai tempi di
che fa le veci di Dio, Maria che porta in se la purezza e lo spirito santo che Diocleziano, figlio di madre cri-
la investe ed il piccolo Gesù il Figlio di Dio non che Dio che si è fatto uomo. stiana e di un senatore decise di
Nelle scene dell’ annunciazione Gabriele dona a Maria un giglio bianco simbo- studiare medicina sotto Eufrosi-
lo della sua purezza. La sua iconografia nasce da un dibattito tra Sant’ Ansel- mo uno dei migliori medici del
mo accompagnato da Bonaventura dell’ ordine benedettino con Tommaso d’ tempo. Pantaleone che non era
Aquino dei domenicani. Spesso la storia dell’ Immacolata è legata a Gioacchino battezzato dopo l’ incontro con
ed Anna e a Maria bambina. Il dogma di Maria Vergine e madre del Redentore persone che praticavano capì
è confusa con il dogma dell’ immacolata. L’immacolata concezione non è come che il vero medico era Cristo ri-
precedentemente sostenuto legato al parto di Gesù, ma a quello di Maria nata cordando anche gli insegnamen-
senza il peccato originale grazie alla divina provvidenza. ti della madre ed iniziò a riporre
una grande fede in questo culto, San Patrizio
DI REGLA così tanto che lo si ricorda legato
alla resurrezione di un bambino
Secondo la storia l’ immagine di Santa Maria di Regla fu originata da Sant’ Ago- morso da una vipera che lo aveva reso moribondo e la vipera morì. Si battez-
stino vescovo di Hipona. Dopo la morte di Agostino San Cipriano e gli ago- zò e convinse anche il padre alla conversione. In seguito guarì un cieco con il
stiniani furono costretti ad abbandonare la città per l’ attacco dei vandali che segno della croce. I colleghi lo invidiavano e lo condussero davanti a Massimi-
li costrinse ad andare in Spagna. Secondo l’iconografia l’ immagine di Nostra liano. Nonostante la guarigione di un paralitico Massimiliano non si convertì e
signora di Regla è sempre stata quella di una madonna nera e ricorda i cantici lo fece torturare, ma lui si salvava sempre grazie all’intervento di Cristo che gli
di Salomone: “nera sono però figlia di Gerusalemme”. Nel VII secolo per l’inva- appariva sotto le sembianze di Emolao l’ amico medico cristiano. Il suo nome
sione dei mori i monaci nascosero l’ immagine dentro un monastero. Nel XIII di battesimo non era questo ma fu Gesù in seguito ad una apparizione dentro
secolo la Vergine apparse ad Alfonso il Saggio chiedendogli di dissotterrarla e il carcere a darglielo il suo significato è “colui che è misericordioso”. Subì molti
portarla nel monastero originale. Fu fatto e quando il canonico era nel luogo supplizi: legato ad un cavallo, arso, immerso nel piombo fuso, annegato con la
dal centro della terra sentì: “questo è il mio luogo”. Il suo nome secondo alcu- macina al collo, ma Cristo lo salvò sempre fino a farlo camminare sulle acque.
ne credenze è legato al probabile fatto che custodisse le regole degli agostinia- Dunque lo diedero in pasto alle fiere che gli leccarono i piedi, tentarono di
ni che a partire dal loro fondatore sono molto devoti alla Vergine Maria. Don dilaniarlo con la ruota dentata che si spezzò, lo legarono ad un olivo gli inchio-
Alonzo Perez de Guzman a Cipiona in Spagna costruì un santuario chiamato darono le mani alla testa per decapitarlo e dal suo tronco sgorgò del latte.
il castello di Regla. A Cuba è patrona di una baia omonima che si trova nei Prima di morire dal cielo si udì chiamare: Pantaleon.
pressi di L’ Havana e viene sincretizzata con le divinità africane: principalmente
Yemaya della cultura yoruba o 7 Sayas degli dei bantù. Alcuni pensano che per PATRIZIO
il sincretismo possa corrispondere anche ad Olocun.
Insieme a San Culumbia di Iona e Brigida d’Irlanda è patrono di Irlanda, è in
PAOLO DI TARSO oltre patrono di: Nigeria, Monteerrat, New York e Boston. Il suo nome era Ma-
ewyin Succat, figlio di nobili romani solo più tardi prese il nome latino. Rapito
Originalmente il nome di Paolo era Saul, era un ebreo fabbricatore di tende. dai pirati irlandesi all’ età di 16 anni, fu poi venduto come schiavo al re del nord
Subito dopo la morte di Cristo prese parte alle persecuzioni contro i cristiani. Dai Raida, apprese la lingua gaelica e la religione celtica. Quando ritornò alla
Gli Atti degli Apostoli lo citano mentre assiste alla lapidazione di Santo Ste- famiglia si fece diacono come il padre ed il nonno. In Gallia San Germano d’
fano. Aveva tanto potere da riuscire a condannare alle catene i nuovi adepti Auxere lo nominò vescovo. Successivamente Papa Celestino primo lo incarica
del cristianesimo. Mentre si recava a Damasco ebbe una visione che fu fonda- di evangelizzare le isole Britanniche e l’ Irlanda. Tra il 431 e il 432 iniziò il suo
mentale per la sua conversione. Dopo essere stato guarito dall’ accecamento apostolato in Irlanda tra terre quasi completamente pagane e grazie a lui l’
si battezzò ad Anania e divenne predicatore incontrando non pochi problemi Irlanda divenne cattolica e si formò inoltre una forma di sincretismo chiamata

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IL MOTIVO DEI SINCRETISMI

Paganesimo celtico o cristianesimo celtico. Nacquero anche dei nuovi simboli Pare che fosse di famiglia
come la croce celtica sovrapposizione della croce solare con quella latina. All’ nobile, con alte parentele
età di 50 anni intraprese un pellegrinaggio a Roma poi si stabilì in Irlanda del nell’aristocrazia catalana.
nord. Sulla sua morte non abbiamo dati certi sembra che morì a Downpatrick Ma non abbiamo molte
in Irlanda, ma è un’ ipotesi perché alcuni studiosi dicono che morì in Inghilterra informazioni sicure sul suo
od in Galles. La tradizione irlandese vuole che in Irlanda non ci siano serpenti casato e anche sulla vita.
perché il santo li cacciò in mare. La leggenda è legata alla collina Croagh Pa- Nella sua Catalogna libera
trick dove Patrizio visse 40 giorni e dalla sua cima gettò una campanella sulla dalla dominazione araba,
Baia di Claw per scacciare i serpenti e le impurità dando vita alle isole che la Raimondo vive i tempi del-
contraddistinguono. Secondo un’ altra storia dal pozzo di San Patrizio che non la Reconquista, cioè della
ha fondo si accede al Purgatorio. Sulla bandiera Irlandese appare un’ altro dei riscossa guidata dalla coali-
simboli di Patrizio il trifoglio grazie al quale spiegò agli irlandesi il concetto di zione dei re di Navarra, di
trinità. Aragona e di Castiglia, che
lascerà infine sotto control-
PIETRO APOSTOLO lo arabo soltanto il mode-
sto regno meridionale di
Simone, detto Pietro era un pescatore di Cafarnao che conobbe Gesù tramite Granada.
il fratello Andrea. Gesù lo chiamò con la promesso di eleggerlo “pescatore di Lui però non combatte in
uomini”. Fu testimone della Trasfigurazione e dell’ agonia in Getsemani cercan- queste guerre.Verso il 1224
do di opporsi alla cattura di Cristo. Simone riconobbe Gesù per poi rinnegar- si arruola in un esercito tut- Un misaico che raffigura San Pantaleone
lo e pentirsene amaramente. Gesù lo chiamava Kefa che in ebraico significa to speciale: l’Ordine religioso
pietra ed in latino divenne Pietro fondatore della chiesa. Riconosciuto dagli della Mercede (detto anche
apostoli fu il primo ad operare miracoli, battezzare ed organizzare la chiesa. Si dei Mercedari), fondato pochi anni prima dal suo amico Pietro Nolasco con
spinse a predicare fino a Roma durante l’impero di Nerone, tra il 64 e il 67 e uno scopo principale: il riscatto e la formazione religiosa e morale degli schiavi
qui morì. La tradizione vuole che fu crocifisso a testa in giù poiché non degno nelle regioni spagnole ancora occupate dagli Arabi. Riscatto in senso letterale:
di avere la stessa torture del signore. i Mercedari, infatti, pagano una somma per liberare gli schiavi e li riportano
nei luoghi d’origine, dedicandosi pure all’assistenza e all’ istruzione religiosa di
RAFFAELE ARCANGELO questi infelici.
Non abbiamo notizie precise sugli studi di Raimondo. Ma c’è una notizia che
Nel Vecchio Testamento è uno dei sette angeli di Dio e solo gli apocrifi lo consente di attribuirgli una certa preparazione giuridica, una conoscenza del
denominano arcangelo. Nella Bibbia, nel libro di Tobia, Dio invia Raffaele in diritto canonico. L’ Ordine dei Mercedari, infatti, lo manda a Roma come pa-
seguito all’invocazione di Tobi un uomo giusto divenuto povero e cieco, ac- trocinatore di una sua causa presso la Santa Sede.
compagno il suo figlio Tobia a riscuotere un debito di vent’ anni prima di dieci Quando le guerre dei re spagnoli liberano gran parte del territorio, uno dei
monete d’ argento. Durante un viaggio dall’ Assiria fino a Rages, Raffaele, che campi d’azione dei Mercedari resta il Nord-Africa, dove ci sono molti prigio-
non si era mostrato a Tobia nelle forme angeliche rivelò a quest’ultimo la stra- nieri in mano a capi locali. Raimondo va a stabilirsi in Algeria, ma qui viene fatto
da più sicura perché scampasse i pericoli. Mentre il ragazzo si bagnava nel Tigri prigioniero, lo tengono come ostaggio. Comunque si vuole impedirgli di parla-
lui lo aiutò a pescare un pesce che gli stava mangiando un piede, poi gli fece re e predicare agli schiavi. Ma siccome lui continua ugualmente la sua opera, si
sposare Sara la figlia di Raguel, insegnandogli a liberarla da un demonio che cerca di farlo tacere con la forza. (E anche, secondo un racconto, con una sor-
uccideva il marito il giorno prima delle nozze tanto che era sette volte vedova. ta di morso che gli serra la bocca). Ritrovata la libertà, torna in Catalogna, dove
Riscosso il debito l’angelo accompagnò gli sposi a casa di Tobia, e lo aiutò a l’avventura africana lo ha reso popolarissimo. Già gli si attribuiscono miracoli.
ridare la vista a Tobi. La diffusione del suo culto è soprattutto in oriente dove Papa Gregorio IX nel 1239 lo nomina cardinale, chiamandolo a Roma come
viene venerato come guaritore. suo consigliere. Raimondo incomincia appena il viaggio nell’estate del 1240, e
già a Cardona, presso Barcellona, è bloccato da violente febbri, che troncano la
RAIMONDO NONNATO da Famiglia cristiana sua vita ad appena quarant’anni. Lì viene sepolto, in una chiesetta che diventerà
santuario in suo onore, con un culto popolare che avrà la sanzione pontificia
Secondo il Martilogio Romano a Cardona in Catalogna, San Raimondo Non- solo nel 1657 (inserimento del suo nome nel Martirologio romano) e nel
nato, che fu tra i primi compagni di San Pietro Nolasco nell’Ordine della Beata 1681 (estensione della sua festa a tutta la Chiesa). Date le condizioni in cui è
Maria Vergine della Mercede e si tramanda che abbia molto patito. nato, san Raimondo è considerato anche il patrono delle ostetriche.
Nonnato è un soprannome, che ricorda in mezzo a quale tragedia familia-
re Raimondo è venuto al mondo. Nonnato, ossia non partorito dalla madre
viva, bensì estratto dal corpo senza vita di lei, morta prima di darlo alla luce.

108
TITOLO CAPITOLO

ROCCO rava questa cosa molto importante. Rientro il padrone stanco e fu sorpreso di
trovare una tavola imbandita e l’angelo gli racconto tutto ciò che era successo.
Nonostante la larga diffusione del culto di San Rocco, le notizie certe che lo La sera guardandosi allo specchio vide che gli erano spuntate le ali. Samuele,
riguardano sono poche. Rocco nacque a Montpellier nel XIV secolo in una allora continuo a fare del bene e giorno dopo giorno e piuma dopo piuma
nobile famiglia.Visse da eremita, vendendo i beni e intraprendendo un pellegri- le ali ricrebbero completamente finchè in una piena di stelle apri la finestra e
naggio verso Roma. Venne una epidemia di peste e molti pellegrini si chiusero spiccò il volo lasciando un messaggio
in casa per paura del contagio. Rocco invece dedico la sua premura e la sua di ringraziamento a colui che l’aveva
assistenza ai malati e così divenne famoso come taumaturgo. Sulla strada del ospitato.
ritornò fu contagiato ma nessuno lo aiutò. Si rifugiò allora solo nel bosco at-
tendendo la morte e pregando così venne a curarlo un angelo mentre il suo SILVESTRO
cane tutti i giorni gli portava il pane. Guarì ed andò a Montpelier. Secondo
alcune credenze lo catturarono ad Angera e lo imprigionarono come spia Silvestro fu il primo papa dopo l’
morendo in carcere. L’ altra sostiene che morì a Montpellier. editto di Milano proclamato da Co-
stantino. Dovette fare i conti con una
SEBASTIANO chiesa che stava andando verso la
legalizzazione e contro le eresie nell’
Sebastiano era un soldato di origine gallica, probabilmente Narbonese che si impero d’ oriente e che aveva biso-
trasferì a Milano arruolatosi nell’esercito di Dioclelziano. Convertitosi al cri- gno di organizzarsi. Costantino e la
stianesimo approfittò della sua posizione per aiutare i cristiani imprigionati. ma libertà di culto andavano a scardina-
l’imperatore lo condannò a morte. Fu legato ad una colonna e sottoposto a re i principi della religione romana in
frecciate. Il suo corpo abbandonato venne trovato dalla vedova Irene che lo cui l’imperatore aveva anche il pote-
curò e riuscì a guarirlo dopo di che lui si ripresentò da Diocleziano. L’ impe- re temporale essendo per tradizione
ratore lo fece bastonare e gettare nella Cloaca Massima dove lo recuperò un il discendente diretto di Dio. Infatti fu
cristiano avvisato in sogno dal santo e sepolto nelle catacombe. Costantino a convocare il concilio di
Nicea nel 325. Costantino e Silvestro San Cayetano
SAMUELE ANGELO benchè l' imperatore avesse un pò
sottomesso il papa i due erano in ottimi rapporti sicché nacque la leggenda
La leggenda di Samuele ha proprio l’aspetto di una fiaba. Racconta la vicenda del Papa che guarisce la lebbra. Poco prima di morire il 31 dicembre del 337
di un Angelo che fu costretto a scontare una pena per aver detto una piccolis- Silvestro battezzò l’imperatore.
sima bugia. Samuele da giorni vagava per le strade, i suoi piedi erano gonfi e lui
soffriva moltissimo, ma non poteva volare perché aveva perso le ali. Giunse da TERESA D’AVILA
un vecchio saggio vestito con i colori dell’ arcobaleno che rimproverò Samuele
perché un angelo non deve assolutamente mentire, ma gli disse anche che Teresa de Cepeda y Ahumada di origine aristocratica nacque ad Avila il 28
non doveva scoraggiarsi e che se aveva speranza le ali sarebbero ricresciute. marzo 1515. Ventenne entrò in un convento carmelitano e ricevette una edu-
Samuele continuò a camminare sempre più esausto. Samuele non mangiava da cazione dalle monache agostiniane. Ammalata di malaria lasciò per un periodo
tre giorni, sicché giunse all'indirizzo lasciatogli dal saggio. Bussò, ma, non apriva il monastero, al suo ritorno era ingrandito e frequentato da laici. Decise di
nessuno, stava quasi per andarsene quando un anziano gli aprì. Samuele chiese ritirarsi a pregare e studiare le lettere dei padri della chiesa. In questi anni
aiuto ed il signore nonostante fosse povero gli offrì un boccone ed un letto ebbe esperienze mistiche e visioni estatiche. Nel 1560 cominciò a scrivere la
per dormire dicendogli che l’ indomani sarebbe uscito a lavorare ed avrebbe riforma d’ordine, Due anni più tardi fondò il monastero di San Giuseppe dove
lasciato la casa nelle sue mani. Samuele nel frattempo si addormentò. Quando si trasferì con alcune consorelle. Fu approvata anche la sua riforma e venne
si era destato aveva appetito così guardò in dispensa ma c'erano solo le patate accettato l’ordine maschile nel 1568 collaborando con Giovani della Croce.
della sera prima. Fortunatamente bussò una signora che portava frutta, verdu- Teresa mori ad Alba di Tormes nel 1582.
ra, pane e uova. Samuele ringraziò assaggiando del pane e una mela. Durante
la mattina arrivarono altri mercanti con vestiti, giocattoli e tante altre cose. Sa- URLICO VESCOVO
muele era molto felice nel constatare che al mondo esistevano tante persone
così buone e decise di aiutare i poveri. Dopo tante persone che bussarono fu Urlico come abbreviazione Ulderico Vescovo la cui ricorrenza è il 4 luglio,
la volta di una famigliola composta da babbo, mamma e figli in cerca di vestiti anniversario della morte nel 973. Egli era di origine nobile e ricevette l’educa-
e cibo. Il buon Samuele li fece entrare e sedettero insieme a lui a mangiare le zione cattolica dallo zio vescovo che gli permise di studiare e grazie al quale si
poche cose che avevano: pane, riso con fagioli, patate e frutta. Poi gli consegnò avvicino all’ ordine Benedettino di cui prese i voti presso il monastero di San
abiti perché si riparassero dal freddo e un orsacchiotto al bambino. Augurato Gallo in Svizzera. Ulderico alla morte dello zio rifiutò l’offerta del papa Sergio
il buon viaggio ai tre, Samuele richiuse la porta di casa, ora era felice e conside- III di diventare vescovo della diocesi di Augusta in successione a lui. In segui-

109
IL MOTIVO DEI SINCRETISMI

to nel 923 dovette accettare l’incarico


di diventare Vescovo dal re di Germa-
nia Errico I. Nei suoi cinquant’ anni di
vescovado grazie alla sua lungimiranza
divenne un’ottima guida spirituale e non
solo per il suo popolo. Combatte con
Ottone I contro il nipote che gli voleva
usurpare i trono e non solo con il suo
aiuto che porse alle truppe per assistere
orfani, feriti e malati l’esercito Alemanno
riuscì a scacciare i barbari Ungari. Ulde-
rico è stato fatto santo dopo la morte
per il volere dei suoi fedeli che gli erano
molto affezionati. Fu il primo santo che
ottenne i voti in seguito ad un processo
canonico. Il pesce suo simbolo è lega-
to ad una legenda popolare che vuole San Raimondo Nonnato
che Ulderico cercando di accontentare
un messaggero affamato che chiedeva carne ricevette quel venerdì in cesto
di pesce in quanto la tradizione cattolica vieta di consumare carne il venerdì.

VIZI CAPITALI

Le figure dei sette vizi attribuiti all’ uomo e rappresentati in gruppi e in succes-
sione si diffuse dal medioevo grazie a Giovanni Cassiano ed a Gregorio Magno.
Tutto parte dalla prima lettera di San Giovanni che probabilmente aveva dei
riferimenti nella Genesi in riguardo al peccato originale.
“Tutto quello che è nel mondo: la concupiscenza della carne, la concupiscenza
degli occhi e la superbia della vita non viene dal Padre.”
Giovanni diceva concupiscenza la conseguenza del peccato originale, indican-
do con tale termine anche l’amore squilibrato verso se stessi, verso le cose e
le creature. Su questa base si radicano i sette vizi detti capitali poiché base di
tutti i peccati umani.
La concupiscenza della carne comprende la lussuria e l’impertinenza, la concu-
piscenza degli occhi è l' avarizia; Sant' Urlico Vescovo
la superbia o concupiscenza dello spirito comprende: la vana gloria, l’invidia, l’
acidia e l’ira.
Nel corso del Medioevo la superbia fu considerata il peccato più grave seguito
in ordine da: avarizia. lussuria, gola,invidia ed acidia

110
BIBLIOGRAFIA

L' arcangelo rappresentato dovrebbe essere Sachiel o Shatiel

Bibbliografia Itinerario nell' Arte (1, 2, 3) Autori Vari Zanichelli 1996


Art Dosier Autori Vari Giunti ( 49, 57, 68, 88, 97,137)
Cbaba Magica: conversazione con un santero Gordiano Lupi edizione Musica 2002 Linee kucu e volumi: percoso nella storia dell' arte Autori Vari Editore Lanterza 2003
Los baile de i para los orishas en el tambor de santo Graciela Chao Calbonero edizione Sculpture from Antiquity to dthe present day Tashen 2006
Adagio 2008 Il grande libro dell' ate Giunti 2007
La funzione sociale della danza, stile di danza, modelli di vita e racconti di un gruppo di antro-
pologi Autori vari Savelli Edizione 1981 Videografia:
I cavalieri divini del vudù Maya Deren collana Uomo e mito edizione EST 1997
Il vudù Luisa Faldini Pizorno edizione XENIA tascabili 1999 Dvd Afro-cuban dance (1-2) Chiqui Dixon 2006
Magia Vaudu: magia nera africana e haitiana, i rituali, gli zombi Rosamaria Nasetti edizioni Me- Dvd “la storia della salsa” spettacolo teatrale del gruppo Ballet de Cuba 2009
diterranee 1988 Il serpente e l’arcobaleno film di Wes Craven studio universal 1988.
Vudù y paganesimo afro caribeño Lilith Dorsey edizione prana 2004-2005
Salseando y bailando di Enzo Conte edizione Gremese 2002 Jose Arroyo: La rebellon
Helio Oiticica di Valentina Bracci 2007 Los van van: chapeando 2004
Santeros: santeria e sistemi religiosi afro- cuabani di Aldo Bianchini edizioni Memoria del Adalberto Alvarez: y que tu quieres que te den
mondo 2008 Altri video di danze o documentari che trattano i sincretismi visti da you tube
Come si rappresentano i santi edizione JAKABOOK
I dizionari dell ‘arte: Santi Rosa Giorgi edizione Electa 2007 The lama lamina Mathieu Barney 2005
I dizionari dell’ arte: Angeli e demoni Rosa Giorgi edizione Electa 2007 El cantante Marck Anthony e Jennifer Lopez 2006
Pintura de Paula Brchard
Basquiat Gianni Mercurio Art Dossier Giunti 2006

Per Immagini:

Basquiat Leonard Emerling Tashen Book 2007


Rivera Tashen Book 1997
Guido Cagnacci: protagonista del seiciento, tra Caravaggio e Reni Autri Vari Salvana Editorie
2008
Artistica : storia delle arti visive 2 Autori Vari Atlas 1995
SINOSSI

Il mio viaggio all' interno dei colori delle culture afro-latine è cominciato forse - Fon- Ewe e Gen originari dell'antico regno del Dahomey, attualmente Benin,
un pò per gioco e un pò per curiosità, quando i primi anni della scuola di ballo ed a Cuba sono chiamati Ararà dal nome di uno dei loro riti principali. Gli
latino per aprirmi le porte della creatività ho iniziato a studiare i vari stili. Un arara cubani in parte sono coloro che fuggirono da Hispañola dopo l' ascesa
mondo ricco di storia e di leggende tra "bailarines y bailadores," tra "artistico e degli spagnoli successiva alla guerra con i francesi.
popolare" che è veramente affascinante come le macchie di un pennello che si - Bantù che furono caricati dai porti di Congo, Angola, Mozambico e Zaire,
muove sulla tela.Tutti gli stili attingono da origini euro-africane e cadenze e ge- - Carabalì (presenti soprattutto a Cuba) che sono originari del Carabal (at-
stualità sono ad essi legate. É nato così un percorso di studio che mi ha porta- tualmente Camerun).
to, partendo dal ballo, a studiarne ogni aspetto, fino a capire cosa comportano Molto probabilmente i sincretismi sono contaminati anche dal neo paganesi-
i sincretismi religiosi che tanto hanno dato alla danza. Ora mi sto accorgendo mo irlandese: infatti il vudu sostiene che gli dei nascono sotto il mare e guarda
che questo mio viaggio sarà infinito e, che nemmeno questa tesi mi porterà a caso nel cristianesimo celtico l' isola di Mann, dove vivono gli dei si trova sotto
delle conclusioni certe perchè molto spesso i materiali si contraddicono e ciò il mare. Con il passare del tempo il sincretismo ha preso sempre più piede e
vuol dire che non basterà una vita per studiarli. dopo la liberazione degli schiavi è diventato sempre più forte sicché oggi pare
che divinità africane e santi siano la stessa identica cosa almeno per chi pratica
Il mio viaggio comincia dopo la scoperta dell' America, quando con il colonia- sincretismi. In alcuni casi, come la santeria, non puoi diventare praticante senza
lismo furono sterminati quasi completamente gli indios originari del Nuovo il battesimo cattolico ed un anno di catechismo.Vudù haitiano, santeria cubana
Continente ed arrivarono le etnie africane schiavizzate dai padroni europei. e candomble brasiliano oggi sono considerati patrimonio culturale ed identità
I dominatori imposero alle popolazioni le loro leggi ed il cristianesimo. Se il dei popoli latini. Con la transculturazione queste religioni arrivano al mondo
nuovo culto non veniva rispettato, la persona interessata era perseguitata e tramite raffigurazioni di pittori come: Maria Giulia Alemanno, Guido Boletti, J.
uccisa. I neri e gli indios schiavizzati si contaminarono a vicenda e questo lo no- M. Basquiat, Carybe, Zaida del Rio, Medive, Salazar.... Con studiosi come: Pierre
tiamo soprattutto in Brasile o ad Haiti, dove sono in numero maggiore rispetto Veguer, Graciaela Chao Calbeonero, Aldo Bianchini, Gordiano Lupi, Maya De-
a Cuba. Per far sopravvivere i loro culti crearono delle forme di sincretismo, ren, Maria Rosa Nasetti, Luisa Faldini Pizzorno, Greofrey Gorer, Harold Cau-
facendo credere ai padroni di pregare i santi cristiani quando invece sotto rlander, Lilith Dorsey.... Ballerini come,; Chiiki Dixon, Alberto Valedez, Lazaro
avevano l'immagine di una loro divinità. La stessa cosa vale per le danze rituali, Martin Diaz..... Musicisti come: Daniela Mercury, Los Van Van, Adalberto Alva-
dato che gli schiavi avevano il diritto ad un giorno di riposo, per cui quando rez, Celia Cruz..... Videoartista come Matthew Bareney, immagini dipinte, canti
facevano festa e si divertivano agli occhi dei padroni in realtà era anche un e danze africane che vengono assorbiti da altri balli nel loro naturale processo
memento per ricordare le proprie radici e cantare e ballare a dei ed antenati evolutivo.
chiedendo loro aiuto. Chiaramente erano molte le etnie africane importate
ma le principali sono: Nonostante questa sintesi spero di riuscire ad incuriosirvi e farvi capire che
- Yoruba ("Nago" in portoghese, caricati dal porto di Lucami e per questo a non potremmo mai comprendere veramente quello che siamo se non com-
Cuba chiamati "Lucumì") che provenivano dai regni Oyò e Ketù nell' attuale prendiamo le nostre origini.
Nigeria