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I NERVI CRANICI PARTE II

I nervi 9, 10 e 11 abbandonano la scatola cranica attraverso il foro lacero-posteriore e il foro giugulare,


mentre il 12 (ipoglosso) attraverso il canale dell’ipoglosso. Il 9 e il 10 sono dei nervi misti, vuol dire che
hanno accanto ad una componente sensitiva e motoria, anche una componente parasimpatica. Questi 2
nervi originano dagli archi branchiali, in particolare, il 9 dal terzo arco branchiale e quindi andrà ad
innervare i muscoli da esso derivati, il 10 dal quarto arco branchiale e di conseguenza i muscoli da esso
derivati ed in particolare, i muscoli intrinseci della laringe e della faringe, e i muscoli del palato molle.
NERVO 9 (GLOSSOFARINGEO)
Il nono nervo cranico presenta, a livello encefalico dei nuclei. Essendo un nervo misto ci sarà, a livello
encefalico un nucleo motore. Il nucleo motore è comune per il 9, il 10 e l’11 e si chiama nucleo ambiguo.
Il nucleo ambiguo è un nucleo motore somatico di cui neuroni inviano fibre sia all’interno del nervo
glossofaringeo, sia all’interno del vago, sia all’interno dell’accessorio. Quindi la componente motoria
origina dal nucleo ambiguo e raggiunge il muscolo stilofaringeo. Le fibre motorie che viaggiano nel
glossofaringeo raggiungono anche altri muscoli e quindi forma un circolo anastomotico. [Piccola parentesi:
La differenza tra un’anastomosi vascolare e una nervosa sta nel fatto che, quando 2 arterie si
anastomizzano spariscono, perdono la loro identità e nasce una nuova arteria, che andrà a veicolare il
sangue derivante dalle prime 2. (es. arterie vertebrali si anastomizzano formando l’arteria basilare). Quando
invece si parla di anastomosi di nervi essi non perdono la loro identità. Quindi ad esempio il nervo
glossofaringeo invia le fibre nervose ad un altro nervo, quindi le ritroverò nel nervo in cui sono state inviate,
quindi non perdono la loro identità.]
La componente parasimpatica del glossofaringeo nasce dal nucleo salivatore inferiore. Le fibre nervose
che nascono dai neuroni parasimpatici del nucleo salivatore inferiore entrano a far parte del 9. Sono delle
fibre nervose che raggiungono la fossa infratemporale, sinaptano nel ganglio otico e le post gangliari
raggiungono la ghiandola parotide. Quindi le fibre parasimpatiche pre-gangliari partono dal nucleo
salivatore inferiore, abbandonano il tronco principale come ramo timpanico ( nervo timpanico), formano a
livello della membrana del timpano il plesso timpanico e da questo plesso nasce il nervo piccolo petroso,
che attraverso il foro ovale raggiunge la fossa infratemporale, sinaptano nel ganglio otico, da qui partono
le fibre post gangliari, che si immettono nella branca auricolo-temporale del tronco posteriore del
mandibolare e quindi raggiungono altre ghiandole, ma in primo luogo la ghiandola parotide.
Il glossofaringeo, quando nasce, abbandona la scatola cranica mediante il forame giugulare e poi deve
raggiungere gli organi bersaglio e per farlo si ramifica e nasceranno, quindi, dei rami. Alcuni di questi rami
sono considerati come continuazione, come tronco principale, mentre altri come collaterali. Tra i rami che
nascono dal glossofaringeo abbiamo il ramo timpanico e poi tutti gli altri. Alcuni di questi rami sono
prevalentemente motori, altri sensitivi e così via.
Per quanto concerne la componente sensitiva si ha sia una componente sensitiva generale, sia una
speciale, quindi gustativa. In particolare la sensibilità generale viene veicolata a livello del nucleo
sensitivo del trigemino. La sensibilità speciale viene veicolata a livello del nucleo del tratto solitario. Il
gusto, raccolto dai 2 terzi anteriori della lingua viene veicolato, mediante il facciale, a livello del nucleo del
tratto solitario. Il gusto del terzo posteriore della lingua viene trasportato dal glossofaringeo sempre a
livello del nucleo del tratto solitario. Innervazione gustativa della lingua: il gusto dei 2 terzi anteriori
viaggia nel facciale, nella corda del timpano e le fibre raggiungono il nucleo del tratto solitario. Quella
del terzo posteriore viene raccolta dalla branca del glossofaringeo e viene sempre trasportata al nucleo del
tratto solitario. La sensibilità gustativa, proveniente dalla regione posteriore della porzione superiore della
laringe (epiglottide, dove ci sono i recettori gustativi), viene veicolata nel 10, trasportata da esso a livello
del nucleo del tratto solitario. Trattandosi di sensibilità, il primo neurone sensitivo si troverò nei gangli. Il
ganglio del 7 è il ganglio genicolato, mentre i gangli del glossofaringeo si trovano in prossimità del foro
giugulare. Questi gangli sono 2: il ganglio superiore e il ganglio inferiore. Il ganglio superiore è anche
detto giugulare, mentre il ganglio inferiore è anche detto ganglio petroso. Nel ganglio superiore
risiedono i neuroni sensitivi per la sensibilità somatica, mentre nel ganglio inferiore risiedono i neuroni
sensitivi per la sensibilità viscerale. Quindi nel ganglio inferiore risiede il corpo del neurone sentivo, il cui
prolungamento periferico raggiunge il terzo posteriore della lingua, il prolungamento centrale raggiunge il
nucleo del tratto solitario.
NERVO VAGO (decimo nervo cranico)
Per quanto riguarda il nervo vago c’è un’organizzazione simile al glossofaringeo, trattandosi appunto di un
nervo misto. Ci sono anche dei nuclei in comune, in particolare il nucleo ambiguo e il nucleo motore da cui
partono le fibre nervose. Il nucleo del tratto solitario è il nucleo dove giungono le informazioni sensitive
del gusto, mentre il nucleo sensitivo del trigemino è il nucleo dove termina la sensibilità generale. Anche
il nervo vago abbandona la scatola cranica attraverso il foro giugulare e anche qui ci sono 2 gangli
sensitivi: un ganglio superiore e uno inferiore, che prendono il nome rispettivamente di ganglio giugulare,
dove risiede la componente somatica, e ganglio nodoso dove risiede la componente viscerale. Una
differenza importante rispetto al nervo glossofaringeo, oltre alle componenti innervate, riguarda il nucleo
parasimpatico. Il nucleo parasimpatico del 10 è il più grande del tronco encefalico ed è il nucleo motore
dorsale del vago. Le fibre nervose che partono da questo nucleo, sono fibre parasimpatiche pre-gangliari
che devono raggiungere dei gangli, e le fibre post gangliari innerveranno gli organi bersaglio. I gangli del 10
sono dislocati in prossimità dei visceri della gabbia toracica e della cavità addominale. Si trovano quindi, in
prossimità o addirittura nella parete dei visceri.
Per quanto concerne la componente parasimpatica, nasce dal nucleo motore dorsale del vago,
abbandona, insieme a tutte le altre fibre, la cavità cranica e raggiunge gli organi bersaglio. La sensibilità
generale viene veicolata a livello del nucleo del 5, la sensibilità speciale gustativa è veicolata a livello del
nucleo del tratto solitario.
Per quanto concerne la componente motoria, motricità somatica, nasce dal nucleo ambiguo e raggiunge i
muscoli intrinseci della laringe, i muscoli della laringe e i muscoli del palato molle.
Il nervo vago, quando abbandona la scatola cranica, si trova in prossimità della base cranica e si immette
direttamente nel collo, in una porzione laterale chiamata regione sterno cleidomastoidea. La regione
sterno cleidomastoidea, che si trova sulla parete laterale del collo, corrisponde al muscolo
sternocleidomastoideo. Questo muscolo nasce dalla pars mastoidea dell’osso temporale, insieme al
muscolo digastrico, e si inserisce sulla clavicola. Se si toglie il muscolo sternocleidomastoideo si entra
nella loggia carotidea, dove è accolto il fascio vascolo-nervoso del collo. Il nervo vago fa parte del fascio
vascolo-nervoso del collo, quindi si ritrova nella loggia carotidea. Quindi quando abbandona la scatola
cranica il nervo vago si ritrova nella loggia carotidea, nel fascio vascolo-nervoso del collo, che è un insieme
di 3 strutture, costituite: dalla giugulare interna, nervo vago e carotide. Inferiormente si trova la carotide
comune, superiormente la carotide interna, che fa parte del fascio vascolo-nervoso. Esse sono avvolte dalla
guaina carotidea. Quindi il nervo vago poi scende inferiormente e si posiziona ai lati della faringe e, poi ai
lati della laringe. In questo percorso dà origine ad una serie di rami, tra i quali i nervi laringei (nervo
laringeo superiore e nervo laringeo inferiore o ricorrente). Il nervo ricorrente è un nervo che quando
nasce dal tronco principale, forma con esso un angolo maggiore di 90°. Quindi risale, torna indietro e va in
direzione opposta rispetto al tronco principale. Il nervo laringeo superiore, nasce immediatamente appena
il nervo vago abbandona il foro giugulare, in prossimità del ganglio superiore, raggiunge la laringe e
provvede all’innervazione sensitiva dalle pieghe vocali in su. Mentre con il ramo esterno, provvede anche
all’innervazione del muscolo cricotiroideo. Il nervo laringeo inferiore o ricorrente provvede
all’innervazione sensitiva della laringe al di sotto della regione inferiore alle pieghe vocali e
all’innervazione motoria di tutti i muscoli estrinseci della laringe, fatta eccezione per il muscolo
cricotiroideo. Dal punto di vista topografico il nervo laringeo ricorrente si trova inferiormente, ma vi è
una particolarità: non sono simili, hanno un percorso diverso a destra e a sinistra. Il nervo laringeo
ricorrente di destra quando nasce, nasce davanti all’arteria succlavia di destra e la abbraccia, quindi
volge posteriormente all’arteria succlavia, per poi risalire. Il nervo laringeo ricorrente di sinistra, invece,
nasce inferiormente e va ad abbracciare la porzione posteriore dell’arco dell’aorta, per poi risalire. Sia il
nervo laringeo ricorrente di destra, sia quello di sinistra, quando risalgono lo fanno ai lati della trachea per
raggiungere la parte inferiore della laringe. Quindi bisogna ricordare la diversa distribuzione, la diversa
topografia del nervo laringeo ricorrente di destra e di sinistra.
Nel collo il nervo vago dà origine anche ad altri rami, tra cui il ramo faringeo. I rami faringei nascono
anche dal nervo glossofaringeo e raggiungono la faringe, in particolare la regione intermedia della
faringe, dove andranno a formare il plesso faringeo. Prima di parlare di questo però bisogna parlare di un
altro nervo: il nervo accessorio.
NERVO ACCESSORIO (terzo nervo cranico)
Il nervo accessorio, abbandona la scatola cranica insieme al 9 e al 10, attraverso il foro giugulare. Il nervo
accessorio è un nervo esclusivamente motorio e provvede all’innervazione del muscolo
sternocleidomastoideo e la parte superiore del trapezio. Questo nervo lo si incontra anche nei nervi
oculo motori, perché insieme ad essi, anche il nucleo del nervo accessorio entra in comunicazione e viene
collegato mediante il fascicolo longitudinale mediale. Essendo un nervo esclusivamente motorio, a livello
del tronco encefalico ci sono delle fibre esclusivamente motorie che nascono dal nucleo ambiguo, che è il
nucleo motore da cui partono le fibre per il 9, il 10 e l’11. La particolarità di questo nervo: ha 2 radici una
radice cranica e una radice spinale. Questo vuol dire che si trovano fibre nervose esclusivamente motorie
che nascono sia dalla radice cranica, sia dal nucleo ambiguo, sia dal midollo spinale. Sono entrambe
motorie, la differenza sta nel fatto che, le fibre motorie che nascono dal nucleo ambiguo entrano a far parte
del nervo vago ed è per questo che si chiama nervo accessorio del vago. Quindi le fibre nervose, che
nascono dal nucleo ambiguo ed entrano a far parte dell’11, in realtà poi, appena abbandonano il foro
giugulare, come ramificazione, raggiungono il nervo vago ed entrano a far parte, soprattutto, del ramo
faringeo del nervo vago, quello che raggiunge la faringe. Invece le fibre nervose motorie, che nascono
dai motoneuroni del midollo spinale, si trovano nel corno grigio ventrale del midollo spinale cervicale fino
a C6. Ci sono delle fibre, che nascono da C6, che formano delle radicole, che unendosi si immettono e
risalgono nella scatola cranica, attraverso il forame magno e da lì raggiungono il foro giugulare, dove si
uniscono alla radice cranica. Nascono, quindi come nervo accessorio immediatamente dopo la fuoriuscita
dal nervo giugulare. La componente motoria che è nata dal nucleo ambiguo entra a far parte del nervo
vago. La componente motoria, invece, che nasce dal midollo spinale, indipendentemente, raggiunge i
muscoli sternocleidomastoideo e trapezio. Quindi ricapitolando: la radice spinale rientra attraverso il
forame magno, si unisce alla radice cranica, che nasce dal nucleo ambiguo, formano il nervo accessorio, che
abbandona il foro giugulare. Appena succede questo, la parte craniale si unisce al nervo vago, mentre la
parte spinale provvede all’innervazione delle fibre sternocleidomastoideo e la parte superiore trapezio.
La componente che raggiunge il nervo vago, entra a far parte di una branca del nervo vago, il ramo faringeo,
per l’innervazione della faringe. Provvederà alla formazione del plesso faringeo, che si trova nel tratto
intermedio della faringe.
NERVO IPOGLOSSO (dodicesimo nervo cranico)
L’ultimo nervo che, topograficamente, abbandona la scatola cranica è il nervo ipoglosso. È un nervo
esclusivamente motorio che provvede all’innervazione dei muscoli della lingua. Nasce dal bulbo e in
particolare dal nucleo dell’ipoglosso. Le fibre nervose, che nascono da esso, si immettono nel canale
dell’ipoglosso e quindi abbandonano la scatola cranica provvedendo all’innervazione della lingua.
Anche il nervo ipoglosso presenta delle particolarità: alcune fibre del grigio del midollo spinale, soprattutto
C1, entrano a far parte del nervo ipoglosso. Quando il nervo ipoglosso nasce e attraverso il canale
abbandona la scatola cranica, si uniscono le fibre del primo e del secondo nervo cervicale, ma queste fibre
nervose non raggiungono la lingua, entrano a far parte del nervo ipoglosso, chiedono “passaggio” ad esso,
ma poi lo abbandonano per innervare muscoli diversi dalla lingua (genioioideo e tiroioideo). Questi muscoli
si trovano, rispettivamente, sul pavimento della bocca e sulla regione infraioidea, sottoioidea del collo.
Quindi le fibre, che raggiungono tali muscoli, non sono innervate dall’ipoglosso, ma dalle fibre che nascono
dai nervi spinali C1 e C2. Non tutte le fibre che nascono da C1 e C2, raggiungono il genioioideo e il
tiroioideo, altre fibre abbandonano l’ipoglosso, formando la radice superiore dell’ansa dell’ipoglosso o
ansa cervicale. Sono fibre che si distaccano dall’ipoglosso, formando un ramo discendente o radice
superiore. Queste fibre nervose si riuniscono, con le fibre nervose che partono dai nervi spinali C3 e C4 e
vanno a formare l’ansa dell’ipoglosso. Questo avviene sempre in prossimità del muscolo
sternocleidomastoideo e quindi nel collo. Quindi ricapitolando, l’ipoglosso, con le fibre che nascono dal
nucleo motore bulbare, provvede all’innervazione esclusiva della lingua. Successivamente si riuniscono
fibre nervose, che nascono dai nervi spinali C1 e C2, viaggiano nell’ipoglosso, ma poi l’abbandonano, in
parte raggiungono il genioioideo e il tiroioideo, quindi pavimento della bocca e muscolo della regione
infraioidea, le altre fibre si distaccano dal nervo ipoglosso per formare la radice superiore dell’ansa
cervicale, che si riunisce alla radice inferiore, formata dai nervi spinali inferiori. Dall’ansa dell’ipoglosso o
ansa cervicale, nascono le fibre che provvedono all’innervazione dei muscoli della regione sottoioidea.
L’ipoglosso ha una particolarità: anch’esso, come il facciale, ha un nucleo motore, controllato dalla
corteccia (circonvoluzione precentrale), che riceve un’innervazione solo controlaterale. Guardiamo ora
le manifestazioni cliniche di una paralisi dell’ipoglosso, sia nel caso in cui la lesione riguardi il primo
motoneurone, sia nel caso riguardi il secondo motoneurone. Tra i muscoli coinvolti nel meccanismo di
protrusione della lingua, uno dei maggiormente coinvolti è il genioglosso. Il muscolo genioglosso spinge
la lingua in avanti e la sua contrazione tende a spingere la lingua verso il lato opposto. Quindi la contrazione
del muscolo genioglosso di destra tenderebbe a creare una deviazione verso sinistra, analogamente il
muscolo genioglosso di sinistra devia la lingua verso destra. Nel momento in cui si effettua la protrusione
della lingua verso l’esterno, l’azione combinata dei 2 muscoli si compensa. Per cui si ha una protrusione
della lingua direttamente lungo la linea mediana, perché l’azione, che tende a spingere verso il lato opposto
la lingua, dei 2 muscoli si compensa. Se si ha, però, un deficit a carico del muscolo genioglosso in un lato,
viene meno la forza che si contrappone all’altro muscolo genioglosso, quindi si avrà una deviazione della
lingua. Ad esempio se si ha il muscolo genioglosso di sinistra paralizzato, prevale la forza del muscolo
genioglosso di destra e si avrà una deviazione della lingua verso il lato colpito, in questo caso a sinistra. La
deviazione della lingua verso destra si ha, sia nel caso in cui si ha una lesione del secondo motoneurone di
destra, sia nel caso in cui si ha un danno a carico del primo motoneurone di sinistra. Questa è una
conseguenza dell’innervazione del secondo motoneurone, che è esclusivamente controlaterale.
Nel caso in cui si ha un danno del primo motoneurone (ictus dell’emisfero di sinistra), quindi della
circonvoluzione pre centrale, area motoria di sinistra, si perde il primo motoneurone. Il secondo
motoneurone di destra, che viene controllato dall’emisfero di sinistra, venendo meno l’innervazione da parte
del primo motoneurone, non funziona correttamente. Quindi si avrà una deviazione della lingua verso destra.
Nel caso in cui, invece, si ha un danno periferico a carico del secondo motoneurone di destra, si ha sempre
una deviazione della lingua verso destra.
IMPORTANTE: i nuclei motori del 7 e del 12 sono innervati solo contro-lateralmente. Hanno un
controllo centrale controlaterale. Mentre tutti gli altri nervi sono controllati omo e contro-
lateralmente.
Il muscolo che forma il pavimento della cavità orale è il muscolo miloioideo. Il muscolo miloioideo
riceve un’innervazione da parte della branca mandibolare del trigemino, in particolare dal nervo
alveolare inferiore. Superiormente al muscolo miloioideo c’è il muscolo genioioideo, che è innervato dalle
fibre nervose dell’ipoglosso che nascono dal primo nervo spinale cervicale. Inferiormente c’è il ventre
anteriore digastrico, che entra a far parte del pavimento della cavità orale. Il pavimento della cavità orale,
formato dai muscoli genioioideo e prevalentemente miloioideo, formano anche il tetto della regione
sovra-ioidea del collo.
Guardando il pavimento della cavità orale dall’esterno si vedono il muscolo miloioideo e il ventre
anteriore del digastrico (ha 2 ventri muscolari). Il muscolo digastrico si va ad inserire nella pars
mastoidea dell’osso temporale. Guardando la cavità orale dall’interno, il muscolo miloioideo si inserisce
anteriormente sulla linea miloioidea. Il muscolo genioioideo è un muscolo che parte dalla superficie interna
del corpo della mandibola, dalle spine mentali inferiori. Mentre sulle spine mentali superiori (apofisi
geni superiori) si inserisce il muscolo genioglosso, che entra a far parte della lingua. Quindi i muscoli che
formano il pavimento della cavità orale sono: il muscolo miloioideo in primo luogo e in superficie il
muscolo genioioideo. Sono muscoli che nascono dalla mandibola e raggiungono l’osso ioide.

I rami faringei del glossofaringeo e del vago raggiungono la porzione intermedia della faringe e
provvedono alla sua innervazione. La faringe è un tubo che comunica anteriormente con la cavità nasale
(rinofaringe), la regione intermedia con la cavità orale (orofaringe) e inferiormente con la laringe
(laringofaringe). Quindi, queste 3 diverse porzioni della faringe, presentano 3 aperture anteriormente e
comunicano con la cavità nasale, con la cavità ora e con la laringe. Il controllo dei muscoli della faringe è
esplicato dal plesso faringeo. Il plesso faringeo è un plesso nervoso in cui entrano a far parte fibre nervose,
che provengono dai rami faringei del glossofaringeo e del nervo vago. Il plesso faringeo si trova nella
parete intermedia della faringe ed è un’innervazione operata da fibre nervose del glossofaringeo e del vago.
Entrambi cedono queste fibre nervose mediante rami faringei, che originano nel collo, ma la maggior parte
delle fibre nervose, che formano il ramo faringeo del nervo vago, in realtà provengono dal nervo
accessorio. Queste fibre provengono sempre dal nucleo ambiguo. Da questo plesso si diramano una serie di
fibre che provvedono all’innervazione del tratto superiore e del tratto inferiore della faringe.
La faringe, dal punto di vista strutturale, ha la forma di un cono rovesciato ed è formata da 3 muscoli
principali, i muscoli costrittori della faringe, anche parzialmente sovrapposti: il muscolo costrittore
superiore, il muscolo costrittore medio e il muscolo costrittore inferiore. Questi 3 muscoli, parzialmente
sovrapposti, racchiudono posteriormente e lateralmente la faringe. Mentre anteriormente, come detto prima,
la faringe comunica con la cavità nasale, la cavità orale e la laringe. Il condotto tubulare della faringe
nasce dalla base cranica e in particolare, in prossimità della parte basilare dell’osso occipitale. La faringe,
quando nasce, prende inserzione sulla parte basilare dell’osso occipitale, sulla parte petrosa dell’osso
temporale, si inserisce anche un po'sulla grande ala dello sfenoide, si inserisce anche sul corpo dello
sfenoide e sui processi pterigoidei, su cui si inseriranno alcuni muscoli. In realtà i muscoli non prendono
direttamente inserzione in alto sulla base cranica. In alto la componente muscolare è completata da una
componente fasciale, che si chiama fascia faringo-basilare. Quindi la faringe, le cui pareti sono costituite
principalmente dai 3 muscoli costrittori, in alto vengono completati da una componente fasciale chiamata
fascia faringo-basilare. La membrana faringo-basilare chiude in alto la faringe e consente l’inserzione
della stessa alla base cranica. I 3 muscoli costrittori sono costituiti da varie fibre muscolari, che
posteriormente si inseriscono lungo un rafe. Quindi l’inserzione tendinea posteriore di queste fibre, forma
il rafe mediano faringeo, che è anche una continuazione della membrana faringo-basilare. Anteriormente le
fibre muscolari si inseriscono: per quanto riguarda il muscolo costrittore medio, sull’osso ioide, il muscolo
costrittore inferiore si inserisce sulla cartilagine tiroidea e un po' sulla cricoidea della laringe. Il muscolo
costrittore superiore ha, invece, 4 porzioni diverse: una parte delle fibre raggiunge i processi pterigoidei e
viene chiamata parte pterigo-faringea. Un’altra parte raggiunge il rafe pterigo-mandibolare. Il rafe
pterigo-mandibolare è un ispessimento connettivale, che mette in comunicazione l’uncino pterigoideo con
la mandibola. La seconda parte del muscolo costrittore superiore della faringe si inserisce sul rafo
pterigo-mandibolare. Poi c’è una terza componente delle fibre che si inserisce, invece, sulla linea
miloioidea della mandibola. Infine c’è una parte glossofaringea che si inserisce sulla lingua. Quindi le
fibre muscolari terminano sulla lingua. Riassumendo: questi tre muscoli costrittori, che formano le pareti
postero-laterali della faringe, terminano posteriormente sul rafo mediano, che in alto è inspessito e si
continua con la membrana faringo-basilare. La membrana faringo basilare permette l’inserzione alla
base cranica. Anteriormente, invece, il muscolo costrittore superiore della faringe si inserisce:
superiormente sul processo pterigoideo, la seconda parte sul rafe pterigo-mandibolare, la terza parte sulla
linea miloioidea della mandibola e la parte inferiore si inserisce tra i muscoli della lingua. Il muscolo
costrittore medio della faringe termina sull’osso ioide, il muscolo costrittore inferiore della faringe
termina sulle cartilagini della laringe (tiroidea in primo luogo, ma anche cricoidea). La parte bucco-
faringea si inserisce sul rafe pterigo mandibolare. Sul rafe pterigo mandibolare si inserisce
anteriormente il muscolo buccinatore, che è uno dei muscoli mimici. Questi 2 muscoli vengono avvolti
insieme dalla fascia bucco-faringea. Ecco perché questa parte del muscolo costrittore superiore della
faringe viene chiamata anche bucco-faringea.
Nel tetto della rinofaringe c’è la tonsilla faringea, che viene anche chiamata adenoide, se ingrossata.
Infatti se è ingrossata occlude le vie aeree e impedisce l’ingresso dell’aria attraverso le coane nasali ed ecco
perché si respira con la bocca quando si ha l’adenoide. A livello della rinofaringe c’è un’altra apertura sulla
parete laterale: l’orifizio faringeo della cartilagine tubarica, che è il punto in cui sbocca la tuba di
Eustacchio. Quindi sulla volta della rinofaringe si trova la tonsilla faringea, sulla parete laterale si trova
l’orifizio faringeo della tuba uditiva, la tuba di Eustacchio, che mette in comunicazione la faringe con
l’orecchio medio. Questa comunicazione è importante perché permette di equilibrare la pressione che esiste
a cavallo della membrana del timpano, quindi tra il condotto uditivo esterno e l’orecchio medio. Intorno
all’orifizio della tuba uditiva, si trova la tonsilla tubarica.
Il pavimento della rinofaringe, che corrisponde anche al tetto della orofaringe è il palato molle. Il palato
molle si trova dietro il palato duro, ed è formato da una serie di muscoli. Durante la deglutizione il palato
molle si innalza e si ha pavimento della rinofaringe e il tetto della orofaringe. Il palato molle, a differenza
del palato duro, non è osseo, è formato da formazioni connettivali e da muscoli. In particolare le
formazioni connettivali sono delle aponeurosi. Le formazioni anatomiche che formano il palato molle sono:
il muscolo elevatore del velo palatino, il muscolo tensore del velo palatino, il muscolo dell’ugola e poi ci
sono altri 2 muscoli che si ritrovano anche nell’istmo della fauci e cioè il muscolo palatoglosso
palatofaringeo. Il palato molle è formato da questi muscoli e, a segnare il confine tra l’orofaringe e la cavità
orale, una regione che prende il nome di istmo delle fauci. L’istmo delle fauci è la regione di transizione
tra la cavità orale e l’orofaringe. È delimitata da 2 archi: l’arco palatoglosso e l’arco palatofaringeo. Tra
questi 2 archi c’è una depressione che accoglie le tonsille palatine, quelle che si infiammano o vengono
infettate durante le influenze, poi c’è l’ugola. Strutturalmente l’istmo delle fauci è costituito da muscoli che
fanno parte del palato molle. Il palato molle è costituito dal muscolo tensore del velo palatino e il muscolo
elevatore del velo palatino. Tra questi 2 muscoli vi è una differenza: il muscolo tensore del velo palatino
deriva dal primo arco faringeo e di conseguenza è innervato dal quinto nervo cranico, in particolare dalla
branca mandibolare, prevalentemente motoria, del trigemino. Invece il muscolo elevatore del velo palatino,
insieme a tutti gli altri muscoli che fanno parte del palato molle, sono innervati dal plesso faringeo. In
particolar modo da fibre nervose che viaggiano nel 10, ma provengono dall’11 (accessorio). Per quanto
concerne i muscoli costrittori, ad esempio il muscolo costrittore superiore, è innervato anche da fibre
nervose che provengono dal glossofaringeo, sempre dai rami faringei del glossofaringeo che entrano a far
parte del plesso faringeo.
Il muscolo tensore del velo palatino è quello che va a formare la parte aponeurotica del palato molle. Nasce
dalla fossa scafoidea e anche dalla spina angolare, quindi dalla parte pterigoidea dello sfenoide, scende e
abbraccia l’uncino pterigoideo della lamina mediale diventando tendine slargato, che va a formare
l’aponeurosi palatina. L’aponeurosi palatina forma l’impalcatura scheletrica del palato molle.
Il muscolo elevatore del velo palatino, che nasce in prossimità della pars petrosa dell’osso temporale, si pone
medialmente rispetto al muscolo tensore e raggiunge l’aponeurosi, congiungendosi con quello
controlaterale.
L’impalcatura scheletrica del palato molle è formata dall’aponeurosi, fusa lungo la linea mediana, dei 2
muscoli tensori del velo palatino. Quindi nel palato molle si trova: l’aponeurosi dei 2 muscoli tensori del
velo palatino, scendono, abbracciano l’uncino pterigoideo e formano l’aponeurosi palatina. Sull’aponeurosi
palatina si inserisce il muscolo elevatore del velo palatino. Le fibre dei 2 muscoli elevatori controlaterali si
fondono lungo la linea mediana. Inoltre si trova il muscolo dell’ugola, che si inserisce sempre
sull’aponeurosi palatina. Quindi l’aponeurosi palatina forma l’impalcatura scheletrica del palato molle.
Quindi com’è fatto il palato molle? Il palato molle anteriormente comunica con il palato duro. Il margine
anteriore del palato molle comunica con il margine posteriore del palato duro, formato dalle lamine
orizzontali delle ossa palatine. Il palato molle è costituito da un’aponeurosi palatina, che è uno slargamento
dei tendini dei 2 muscoli tensori del velo palatino. I 2 muscoli tensori che nascono dai processi pterigoidei,
abbracciano l’uncino pterigoideo e si uniscono all’aponeurosi. Poi si trovano, a formare il palato molle, i
muscoli elevatori del velo palatino, che si inseriscono sull’aponeurosi e si fondono lungo la linea mediana.
Qui si trova il muscolo dell’ugola, che entra a far parte dell’ugola e che si inserisce sempre sull’aponeurosi
palatina. Poi ci sono altri 2 muscoli, quelli che entrano a far parte degli archi palatoglosso e palatofaringeo:
il muscolo palatofaringeo, che nasce dall’aponeurosi palatina dal palato molle e raggiunge la faringe; il
palatoglosso, che nasce dall’aponeurosi palatina dal palato molle. Tra i 2 muscoli si trova una depressione
della tonsilla palatina.

Ci sono 3 muscoli che nascono dal processo stiloideo del temporale: il muscolo stilofaringeo, che raggiunge
la faringe, il muscolo stiloglosso, che raggiunge la lingua e il muscolo stiloioideo, che raggiunge l’osso
ioide. Lo stiloglosso, facendo parte della lingua, è innervato dal 12 (ipoglosso). Lo stilofaringeo è
importante perché serve ad innalzare la faringe, ed è innervato dal glossofaringeo. Lo stiloioideo è innervato
dal 7. Questi 3 muscoli formano insieme il fascetto del Riolano. Quindi il fascetto del Riolano è un insieme
di 3 muscoli che nascono dal processo stiloideo. Questi sono: il muscolo stiloioideo, muscolo stilofaringeo e
muscolo stiloglosso.
Il muscolo tensore del velo palatino ha la funzione, quando deglutiamo, di mettere in tensione l’aponeurosi.
Il muscolo elevatore la solleva, si contrae anche il muscolo dell’ugola, viene chiuso e innalzato il palato
molle. Questo in maniera tale che ciò che deglutiamo non torni indietro. Il muscolo tensore del velo palatino
crea l’aponeurosi palatina, il muscolo elevatore raggiunge l’aponeurosi palatina e si fonde. Poi c’è il
muscolo dell’ugola. Poi ci sono le componenti che entrano a far parte degli archi. Quindi ci sarà l’arco
palatofaringeo (muscolo faringopalatino) e l’arco glossopalatino.

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