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P. Italiane - Sped. in A.P. - «D.

L
353/2003 (conv. in L. n. 46,
27.2.2004) art. 1, c. 2 - D.C.B. TO»

Anno XXXVI – N. 2
II Semestre 2018

1
AG L I AM ICI
D E L B E AT O
F R A N C E SCO Spedizione in abbonamento postale
Anno XXXVI - n. 2 - II semestre 2018
PA L E A RI

SOMMARIO

– Editoriale p. 3
– La parola di Padre Carmine p. 4
– Gli auguri del Beato Paleari
per il nuovo anno p. 5
– Don Paleari insegnante p. 6
– VII° anniversario della beatificazione
del Paleari p. 8
– La peggiore alluvione in 100 anni
Direttore Responsabile nel Kerala p. 11
d. Lino Piano
– La Giornata dei Poveri p. 14
Redattore
d. Francesco Gemello – La Mostra “Con i miei occhi” p. 15
Redazione e Postulazione
Piccola Casa Della Divina – Notizie cottolenghine:
Provvidenza
Via Cottolengo, 14 Apertura “Casa Accoglienza” p. 16
10152 Torino
Dalla Florida a Torino p. 18
Tel. 011-52.25.111
– Assemblea
della Famiglia cottolenghina p. 19
Il bollettino non ha quota
di abbonamento ma è
sostenuto con offerte – Presso la tomba p. 20
libere dei lettori:
C.C.P. 20956108 – Cenni Biografici Paleari p. 21
intestato a: Piccola Casa
Divina Provvidenza – Il «Deo Gratias» riconoscente p. 22
specificando la causale
del versamento – Auguri Natalizi p. 23
2
EDITORIALE
Gli auguri per il nuovo anno li troviamo in una omelia del Beato Paleari
per l’anno 1897.
Anche quest’anno l’anniversario della beatificazione del Paleari è stato
celebrato con gioia e riconoscenza da tutte le comunità cottolenghine, in partico-
lare dal suo paese natale di Pogliano Milanese.
Sono note le molteplici attività pastorali del nostro Beato: predicazione,
confessione, direzione spirituale, ma non meno importante è quella di insegnante,
ricordata nel presente numero della rivista.
Come sempre nel corso di un anno si alternano avvenimenti lieti ed avveni-
menti tristi.
Tra gli avvenimenti lieti del 2018 segnalo la riapertura della Casa Accoglienza
per i poveri senza fissa dimora, la venuta alla Piccola Casa degli ospiti del
“Marian Centre” (Florida) nel 55° anniversario di vita del Centro, la prima
assemblea della Famiglia cottolenghina.
Tra gli avvenimenti tristi ricordo la disastrosa alluvione del Kerala (India),
con gravi danni per le presenze cottolenghine.
A conclusione di questa sintetica presentazione formulo i migliori auguri di
liete e sante feste natalizie a tutti gli Amici del Beato e loro famigliari, come pure
a tutte le comunità cottolengine.

Don Francesco Gemello


Via Cottolengo 14 – 10152 TORINO
“dongemello@gmail.com”

3
LA PAROLA DI
PADRE CARMINE
Cari amici,

il Natale del Signore ci fa volgere lo sguardo


verso Colui che ha voluto venire in mezzo a noi
per donarci vita, luce, speranza e salvezza. Solo
guadando a Cristo la Piccola Casa può ritrovare
in pienezza il senso della sua presenza: essere un
segno dell’Amore che viene dal cielo. Riflettere sul senso della Piccola Casa oggi è un
impegno irrevocabile, perché i cambiamenti in atto sono così grandi che non possiamo
ignorare il pericolo di vedere una realtà cottolenghina tanto diversa da come è stata
pensata e voluta dal nostro Santo. Pensiamo, per esempio, alla diminuzione così forte
dei religiosi a fronte di migliaia di laici che oggi operano nelle nostre realtà e con i
quali dobbiamo, vogliamo e possiamo condividere le finalità carismatiche dell’Opera.
Ma le difficoltà non devono spaventarci perché la nostra vita è nelle mani della
Divina Provvidenza e siamo certi che a quanti cercano il Regno di Dio e la sua giustizia
il Signore dà quello che è necessario. La testimonianza del Beato Paleari ci ricorda la
forza della preghiera e l’importanza della formazione del cuore al Vangelo: sono “due
ingredienti” che possono operare tali doni di grazia che nemmeno immaginiamo, fino
a renderci strumenti della Divina Provvidenza per chi ci incontra. Con questa fiducia
nel giugno scorso abbiamo celebrato la Prima Assemblea della Famiglia Cottolenghina
con numerosi religiosi e laici provenienti da tutto il mondo, al fine di cercare insieme
la via da percorrere e rimanere fedeli alla missione annunciare il Vangelo della mise-
ricordia servendo i poveri.
Cari amici sono tempi nei quali più che mai abbiamo bisogno del contributo
e dell’aiuto di tutti perché quella storia sacra iniziata dal Canonico buono 190 anni
fa possa continuare a rendere questo mondo, così complesso e talvolta anche molto
indifferente ai poveri, meno crudele e disumano, come ha scritto papa Benedetto XVI
nella Lettera Enciclica Spe salvi. Con “i piccoli” che abitano le nostre Case sparse nel
mondo abbiamo la gioia di vivere per una umanità nuova dove la legge del profitto
cede il passo a quella del dono.
Sia questo l’impegno che rinnoviamo davanti al “Bambinello” che tanto com-
muoveva il cuore del Beato Paleari e mentre contempliamo la sua carne nella Grotta di
Betlemme ci adoperiamo a fasciare le piaghe della sua stessa carne presente nei poveri.

Buon Natale di cuore a tutti!


Vostro Padre Carmine Arice

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PRIMO GIORNO DELL’ANNO (1897)
Esordio: quest’oggi, per grazia del Signore, incominciamo un anno nuovo e chi è
che non desideri passarlo bene?... Certamente Iddio da parte sua è ben disposto a
versare largamente le sue grazie sui nostri giorni, ma da parte nostra noi vogliamo
davvero passarli bene? Tante parole, tante lettere, tanti regali si fanno in questi
giorni per augurare felice e benedetto l’anno nuovo.
Ma gli auguri fatti agli uomini e i voti stessi innalzati a Dio non bastano ad accertarci
che l’anno bene augurato continuerà senz’altro giocondo e santo. Che altro dunque
ci resta da fare?
Ce lo dice la nostra Chiesa, questa buona madre che oggi ci ha qui raccolti per farci
rinnovare la professione di fede, quelle promesse, quelle rinunce che bambinelli
IDFHPPR DO IRQWH GHO EDWWHVLPR 3URPHVVH H ULQXQFH FKH PLUDQR VROR DO ÀQH GL
farci odiare il male ed amare il bene. Ecco pertanto quello che oltre agli auguri agli
uomini e le preghiere a Dio deve ciascuno proporsi per passare felicemente il nuovo
anno…. Ma qual è il male che dobbiamo fuggire e qual è il bene che dobbiamo fare?
A queste due domande risponderò col breve mio discorso….
1 - Fuggire il male. Qual’è dunque il male che la Chiesa ci comanda di fuggire
SHUYROHUHXQDQQROLHWRHJLRUQLEXRQL"1RQVRQRFHUWRLPDOLÀVLFLHQDWXUDOLQRQ
la fame e la sete, non il freddo o il caldo… le croci, le infermità, la morte, perché
tali malanni temporali non si possono sempre sfuggire, anzi il tollerarli per amor
di Dio li cambia in vero bene. I mali che noi possiamo e dobbiamo fuggire sono i
mali morali, tutte quelle opere che ci fanno perdere o almeno rischiare di perdere
la grazia del Signore. Ma quali e quanti sono questi mali spirituali? Mi pare che si
possano ridurre a tre: il peccato, l’occasione, l’ozio.
Il peccato. Non è forse il peccato il pessimo di tutti i mali, anzi l’unico male del
mondo? Tutte le miserie della terra e la morte stessa non vengono forse dal
peccato?... È il peccato che turba la pace della coscienza, disordina i sentimenti,
acceca l’intelletto, deprava la volontà, ci spoglia di tutti i meriti e ci impossibilita
DIDUQHDOWULËLOSHFFDWRFKHSULYDO·DQLPDGHOODJUD]LDVDQWLÀFDQWHHGjODPRUWH
spirituale; toglie il diritto al paradiso e spalanca l’inferno, ci fa schiavi del demonio
e odiosi a Dio. Lontani dunque dal peccato se vogliamo vivere un buon anno e
goderci dei bei giorni.
L’occasione. Quante volte si detestano e si piangono i peccati, eppure si ripetono e
forse peggiori di prima? Non basta fuggire il male del peccato, ma anche l’occasione,
5
perché essa è la strada del peccato…Non basta la santità passata, l’occasione la
vince. Eva guarda il pomo vietato e lo mangia.
Non basta la fortezza, l’occasione la vince. Sansone con tutta la sua forza cade
e diventa lo zimbello dei Filistei. Non basta la sapienza, l’occasione la vince.
Salomone con tutta la sua sapienza si prostra agli altari degli idoli….
L’ozio. Ma stare in ozio non è peccare. Vero, quando non si omette qualche dovere.
&KHYDOHODIHGHVHQ]DOHRSHUH"6LJQLÀFDWLYHVRQROHSDUDEROHGHLWDOHQWLVRWWHUUDWL
e delle lampade senza olio.
2 - Fare il bene. Nulla manca a chi possiede la grazia di Dio, dunque è contento,
è felice, quanto si può essere in questa valle di lacrime. Le tribolazioni, le croci, le
miserie della vita le trova leggere, dolci. Chi vive in grazia già pregusta la dolcezza,
la felicità della gloria del paradiso, giacché tra la grazia e la gloria vi è quella
GLIIHUHQ]DFKHSDVVDWUDLOÀRUHHLOIUXWWRODJUD]LDSXzGLUVLXQDJORULDLQFRPLQFLDWD
e la gloria può dirsi una grazia perfezionata…
Can. Francesco Paleari, Scritti, vol. 24, pp. 1-12.

Don Paleari insegnante


Don Paleari iniziò a insegnare nel seminario dei Tommasini già da chierico
HFRQWLQXzGDVDFHUGRWHFRQO·LQVHJQDPHQWRGHOODWLQRHSRLGHOODÀORVRÀD
Il can. Allamano, fondatore dell’Istituto della Consolata, lo chiamò a insegnare
ÀORVRÀD DQFKH DL VXRL FKLHULFL /DVFLz FRQ ULQFUHVFLPHQWR O·LQVHJQDPHQWR QHO
l’Istituto della Consolata nel 1931, quando fu creato provicario della diocesi di
Torino.
Padrone della materia e di se stesso, non si agitava, né alzava la voce,
ma sapeva attirare l’attenzione degli allievi con un’esposizione serena e
convincente, supportata anche da esempi. Voleva che gli alunni lo guardassero
H D XQ DOXQQR FKH FRQWLQXDYD D WHQHUH JOL RFFKL ÀVVL LQ EDVVR GLVVH ´*XDUGD
un po’ anche me che sono un mostro di bellezza!”. A un altro, che stava facendo
il ritratto dell’insegnante, chiese di vederlo e disse:”Non c’è male, ma ora bada
alla lezione, perché le buone attitudini vanno sviluppate, ma a suo tempo”.

6
Chiedeva serietà e impegno, non risparmiava nemmeno le correzioni,
ma fatte con cuore paterno. Sapeva anche incoraggiare e lodare, perché diceva:
´/D FDUQH GL ´/RGLµ SLDFH D WXWWLµ 1RQ HUD SUROLVVR QHOOH VSLHJD]LRQL VL SUHRFFX
pava soprattutto della chiarezza. Non saliva mai in cattedra impreparato, anche
GRSR DQQL G·LQVHJQDPHQWR SUHPHWWHYD VHPSUH DOPHQR GLHFL PLQXWL GL SUHSDUD
zione. Negli esami non ostentava la propria scienza, ma con domande appropriate
si accertava della preparazione dell’esaminando.
In camera gli alunni potevano andare a trovarlo quando volevano, senza
timore di disturbarlo. Dopo la morte di don Paleari, Mons.Leone Proserpio S.I.,
vescovo di Calicut nell’India scrisse:”Mi rincresce della morte di Mons. Paleari…
gli volevo molto bene. Ricordo con piacere che spesso, perché mi vedeva debole,
mi mandava nella sua stanza a prendere una tazza di latte”.
Don Paleari aveva particolari attenzioni verso gli alunni ammalati. Il chierico
3HOOHJULQR VL WURYDYD D FDVD VXD SHU PDODWWLD HG HUD VFRUDJJLDWR SHU LO SHJJLRUD
mento della salute. Don Paleari lo tranquillizzò, assicurando che sarebbe arrivato
alla celebrazione della Messa, come appunto avvenne nella Pasqua del 1931.
Un altro alunno, Ignazio Sivera, era gravemente ammalato. Don Paleari, nonostante
i suoi molteplici impegni nella Curia di Torino, si recava spesso a trovarlo,
a confortarlo, a benedirlo; voleva essere informato sul suo stato di salute dalla
suora vegliante anche di notte.
Durante la guerra fece pure scuola ad un gruppo di chierici soldati, nel
loro tempo libero, dalle dodici alle quattordici. Nelle vacanze estive si prestava
per ripetizioni e spiegazioni varie.
0ROWLDOXQQLWHUPLQDWLJOLVWXGLHRUGLQDWLVDFHUGRWLFRQWLQXDURQRDIUHTXHQ
tare don Paleari per stima, affetto e consigli. Partecipavano volentieri ai corsi di
Esercizi spirituali predicati da don Paleari al Santuario di S.Ignazio, sopra Lanzo.

/*DOOLFHW,)LRUHWWLGL')UDQFHVFR3DOHDUL/DERUDWRULR%LJOLDUGL&KLHUL 72 SS
(WWRUH%HFKLV,OFDQRQLFR)UDQFHVFR3DOHDUL(G$O]DQL3LQHURORSS

7
VII° Anniversario
della beatificazione del Paleari

Il 18 settembre scorso tutte le comunità cottolenghine, sia in Italia che


DOO·HVWHUR KDQQR FHOHEUDWR FRQ JLRLD H JUDWLWXGLQH OD EHDWLÀFD]LRQH GHO 3DOHDUL
DYYHQXWD QHOOD 3LFFROD &DVD LO  VHWWHPEUH  0HULWDQR GL HVVHUH ULFRUGDWH
soprattutto le celebrazioni avvenute nel suo paese natale di Pogliano Milanese e
quella della parrocchia di Flavio Alfaro in Ecuador.

NEWS POGLIANESI

/D&RPXQLWj3DVWRUDOH´%HDWR'RQ)UDQFHVFR3DOHDULµGL3RJOLDQR0LODQHVH
H%HWWROLQRKDFRPSLXWRDQQL,OSDUURFRGRQ$QGUHDULYROJHQGRVLDOODFRPXQLWj
KD VFULWWR ´L QRVWUL  DQQL FL GLFRQR FKH DEELDPR IDWWR GHL SDVVL QHO FDPPLQDUH
insieme come parrocchie che si riconoscono vicine per territorio, cultura,
frequentazione delle scuole, conoscenze.
Una comunità per crescere e crescere bene ha bisogno di tanto, di tutto:
la preghiera, la formazione spirituale, il gioco, lo sport, l’attenzione alle vecchie
e nuove povertà....
Per vivere tutto questo abbiamo bisogno allora di tenere sempre lo sguardo
ÀVVR D *HV QRVWUR 0DHVWUR GL YLWD H DQFKH YHUVR WXWWL TXHL WHVWLPRQL D SDUWLUH
GDLVDQWLFKHDYHQGRIDWWRGL*HVO·XQLFRORURYHUR0DHVWURFLLQVHJQDQRFRPH
percorrere la nostra strada verso la santità.
3HUQRLLQSDUWLFRODUHODÀJXUDGHO%HDWRGRQ3DOHDULYXROHHVVHUHGLULIHULPHQWR
e di guida.
Lui che nel suo ministero sacerdotale è stato direttore spirituale del
Seminario di Torino e del Cottolengo può di sicuro esserci di guida e di riferimento
per continuare il nostro percorso di Comunità Pastorale”.

8
DOMENICA 16 settembre, presente tutta la comunità e la partecipazione
XIÀFLDOH GHOO·DXWRULWj FRPXQDOH q VWDWD FHOHEUDWD XQD PHVVD VROHQQH SUHVLH
duta da don Pasquale Schiavulli, prete del Cottolengo, e concelebrata dai nostri
sacerdoti don Andrea, don Simone e don Emmanuel.

MARTEDÌ 18 settembre. 0HPRULD /LWXUJLFD GHO %HDWR 3UHVVR LO 6DQWXDULR DOOH
RUH  DOO·DOWDUH GHOOD UHOLTXLD DEELDPR YLVVXWR XQ PRPHQWR GL SUHJKLHUD H
XQDULÁHVVLRQHWHQXWDGDOSDUURFRGRQ$QGUHD

SABATO 22 settembre  3RJOLDQHVL KDQQR SDUWHFLSDWR DO WUDGL]LRQDOH


SHOOHJULQDJJLR D 7RULQR SUHVVR OD WRPED GHO %HDWR GRYH LO SDUURFR GRQ $QGUHD
ha celebrato una S. messa.
Mario Ottolini

9
il ricordo
del VII anniversario
in Ecuador”

Il 22 settembre 2018 don


Antonio Crameri, parroco di
Flavio Alfaro, in Ecuador, invia
la seguente email:
“Oggi abbiamo benedetto la
prima pietra di una cappella di
campo, nella comunità Pata de
Gallina, dove dedicheremo la
cappella a mons. Paleari e alla
Virgen de Rosario. Abbiamo
celebrato una messa, ben
animata, con tutta la comunità.
Dopo la messa in processione
ci siamo diretti al terreno che
una signora ha donato alla
chiesa per la costruzione della
cappella: 30 m per 15 m circa.
Sulla pietra abbiamo messo la
scritta di mons. Paleari: “Non
per forza, ma per amore; meglio
per forza di amore”, con la data
21 settembre 2018.
Ai membri della comunità ab-
biamo regalato una immaginet-
ta di mons. Paleari e una meda-
glietta.
Deo gratias!

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0
La peggiore alluvione in 100 anni nel Kerala

/DGLVDVWURVDDOOXYLRQHQHOOR6WDWRGHO.HUDOD ,QGLD KDFUHDWRULIXJLDWL


HYLWWLPH
3L GL  FDVH VRQR VWDWH GLVWUXWWH H GDQQHJJLDWH /·DOOXYLRQH KD GL
strutto negozi, scuole, ospedali, strade e ponti. C’è una grave scarsità dell’acqua.
Tante case sono inabitabili e la gente ha perso tutto.

11
11
/DSDUURFFKLDGL6DQ*LXVHSSH&RWWROHQJRFRPSUHQGHIDPLJOLHGLHVVH
IDPLJOLHKDQQRDYXWRGDQQLJUDYL8QDFDVDqWRWDOPHQWHGLVWUXWWDHFDVH
QRQVRQRDELWDELOL2UDVWLDPRUDFFRJOLHQGRDWWUDYHUVREDVLFFKULVWLDQIDPLO\XQLW
gli aiuti per i nostri fratelli e sorelle indu e musulmani.
La parrocchia del Cottolengo ha offerto prontamente la chiesa per i rifugiati
GHOPXQLFLSLRLOJLRUQRDJRVWR$EELDPRLQL]LDWRDVDOYDUHODJHQWHVSHFLDOPHQWH
DQ]LDQLHLGLVDELOLQHOJLRUQRDJRVWR,OPXQLFLSLRKDFKLHVWRGLDSULUHODFKLHVD
QHOJLRUQRPDWWLQD$OODVHUDODFDVDGHLIUDWHOOLHGHOVHPLQDULRHUDQRDSHUWH
per la gente.
,OJLRUQRO·DFTXDqHQWUDWDQHOSLDQRWHUUHQRGHOVHPLQDULRHODJHQWHVLq
trasferita al primo piano. I seminaristi hanno dormito nel corridoio del primo piano.
L’acqua continuava a crescere e tutta la gente pregava. La mattina del giorno 19,
quando ci siamo alzati, abbiamo visto un miracolo: l’acqua era totalmente sparita
dal terreno del seminario. Abbiamo celebrato la messa di ringraziamento domeni
FD/DJHQWHKDFRQWLQXDWRDGDELWDUHQHOODFKLHVDILQRDODJRVWR
&·HUDQR  SHUVRQH QHO FDPSR H  IDPLJOLH GHOOD SDUURFFKLD KDQQR
dato rifugio alla gente. Desidero ringraziare queste famiglie e fr. John e d. Jobin
che hanno aperto la casa dei fratelli e del seminario per la gente. I sacerdoti
Cottolenghini sono stati in prima linea a portare consolazione alla gente e d. Taj e
d. Paulson sono partiti da Nilambur con un viaggio pericoloso per portare aiuti a
noi. Anche se eravamo isolati dalla citta di Paravur e Aluva, la Divina Provvidenza
ci ha donato tutto; non sono mancati cibo e medicine.
'DO JLRUQR  DJRVWR VRQR DUULYDWL YRORQWDUL GD .DQQXU 3DOD H 0DQQXU
per pulire le case. L’alluvione ha colpito fortemente la frazione Mattupuram
della parrocchia. Il fiume ha oltrepassato tutte le case e ancora c’e il fango alto
PHWUL/DJHQWHKDVRORLQL]LDWRDULWRUQDUHQHLSULPLJLRUQLGLVHWWHPEUHHO·XOWLPD
famiglia è ritornata solo il giorno 9 settembre. Questa frazione è famosa per la
coltivazione di banane; le piante sono state tutte distrutte.
Come prima fase dell’aiuto siamo riusciti a portare alle famiglie cibo, vestiti,
libri per gli studenti e materiali per la pulizia. Nella seconda fase abbiamo orga
QL]]DWR´PHGLFDOFDPSµLQFROODERUD]LRQHFRQ'RQ%RVFR+RVSLWDOHDLXWRSVLFROR
gico attraverso i professori di psicologia di St. Albert’s college. Stiamo visitando le
famiglie e facciamo la benedizione delle case. Come terza fase stiamo cercando di
portare alle famiglie gli aiuti economici del governo. Tanta gente ha perso lavoro,
agricoltura e animali. Stiamo organizzando la raccolta di soldi per costruire
le case e dare lavoro alla gente.

12
2
/D FRVD SL EHOOD FKH
abbiamo sperimentato è la fra
ternità. L’alluvione non soltan
to ha distrutto i muri materiali,
ma anche i muri psicologici che
dividevano in nome della religio
ne. Nel campo la maggioranza
erano famiglie indu e cristiane
e c’erano anche famiglie musul
mane.
La gente mi ha detto:
´SDGUH LO SL JUDQGH GRQR FKH
ci ha dato non è il cibo, ma il
permesso di dormire nella chie
VDGDYDQWLD*HV4XHVWRHUDLO
nostro sogno, nei nostri templi
non ci permettono neanche di
entrare nel sacro”.
Fr. Shony

13
13
La Giornata dei Poveri
,OQRYHPEUHOD3LFFRODFDVDGL7RULQRKDFHOHEUDWRODVHFRQGD*LRUQDWDGHL
poveri, istituita da Papa Francesco, insieme alla Caritas diocesana e alla comunità
Sant’.Egidio. Tre realtà caritative che quotidianamente soccorrono i poveri nelle
loro necessità.
´3HUOD3LFFROD&DVD²KDGHWWR3DGUH&DUPLQH²ULFRUUHLOƒDQQLYHUVDULR
GHOODIRQGD]LRQHHOD*LRUQDWDGHLSRYHULqSHUQRLXQLQYLWRDGRPDQGDUFLQRQFRVDKD
fatto il Cottolengo, ma cosa farebbe oggi. Inoltre, pur riconoscendo che una giornata è
importante, la domenica 18 novembre sia soprattutto un momento per ricordare che
QRQVHUYHXQ·DWWHQ]LRQHDQQXDOHDLSRYHULPDTXRWLGLDQDXQ·DWWHQ]LRQHFKHFRLQ
volge tutti ogni giorno”.
´/DJLRUQDWDVLFRQFOXGHFRQXQDFHQD²SUHFLVD3LHUOXLJL'RYLVGLUHWWRUHGHOOD
&DULWDVGLRFHVDQD²PDQRQVLWUDWWDGLXQJHVWRDVVLVWHQ]LDOLVWLFRGLJDUDQWLUHXQ
SDVWRqXQPRPHQWRGLDPLFL]LDGLFRQGLYLVLRQH/D*LRUQDWDGHLSRYHULqXQLQYLWR
non ad azioni assistenzialistiche, ma a gesti fraterni”.

14
4
´(G q OD SDUROD IUDWHUQLWj ² VSLHJD 'DQLHOD 6LURQL UHVSRQVDELOH GHOOD
FRPXQLWj 6DQW·(JLGLR LQ 3LHPRQWH ² SHU QRL LO WHUPLQH FKLDYH GL TXHVWD JLRU
nata e dell’impegno che quotidianamente viviamo. Siamo tutti insieme invi
tati alla mensa del Signore, siamo tutti parte di una comunità. I poveri hanno
ELVRJQR GL XQD &KLHVD FKH q FRPXQLWj /D 0HVVD H OD FHQD FRQ  SHUVRQH
in difficoltà.
Sia un ulteriore messaggio”.

La Mostra: “Con i miei occhi”


,O  QRYHPEUH SUHVVR LO SDOD]]R GHOOD 5HJLRQH LQ 3LD]]D &DVWHOOR D 7RULQR
venne inaugurata la mostra: “Con i miei occhi”. Un’esposizione curata dalla
3LFFROD &DVD SHU FHOHEUDUH L  DQQL GHOOD IRQGD]LRQH GHOO·2SHUD /D PRVWUD
UDFFRJOLHYD RSHUH UHDOL]]DWH GDJOL RVSLWL GL  &DVH FRWWROHQJKLQH H GDJOL
alunni delle scuole Cottolengo. Attraverso disegni, dipinti su tela, poesie, video,
IRWRJUDILHJOL2VSLWLHVSULPHYDQRLOSURSULRVJXDUGRVXXQDYLWDFKHSHUPROWLDSSD
re diversa e triste ed invece è stupore, gioia, testimonianza di amore ricevuto e
donato, uno sguardo raccontato con le proprie sensibilità e capacità.

15
15
NOTIZIE COTTOLENGHINE

Aperta “Casa Accoglienza”

Dopo alcuni mesi di chiusura, la mensa dei poveri del Cottolengo è stata
ULDSHUWD D JHQQDLR GHO  /· LQDXJXUD]LRQH XIILFLDOH q DYYHQXWD LO  DSULOH
festa del Santo Cottolengo, con la benedizione dell’arcivescovo Mons. Cesare
Nosiglia e la dedicazione della casa a suor Cherubina, che ha consumato la
sua vita proprio a servizio del poveri senza dimora.
Luana Garofalo, responsabile dei servizi di Casa Accoglienza ci presenta
le modalità e le finalità di questi servizi.
´'RSR GHFHQQL H GHFHQQL GL LQDUUHVWDWD DWWLYLWj &DVD $FFRJOLHQ]D FKLXGH
per la prima volta le sue porte ai poveri, ma solo momentaneamente. La chiusura,
GHOODGXUDWDGLTXDVLFLQTXHPHVLGDVHWWHPEUHDGJHQQDLRqVWDWD
finalizzata ad una riqualificazione dei locali della mensa dei poveri e, al contempo,
ad una ridefinizione progettuale dei servizi e delle modalità organizzative.
Diverse erano le difficoltà che questo servizio stava vivendo al suo interno,
soprattutto negli ultimi anni, difficoltà incrementate dalla frequentazione in mensa
da parte di alcuni gruppi di persone che approfittavano del servizio per creare
disordine, seguito a volte da episodi violenti. Riqualificare e ridare una giusta
dimensione alla vera attività per i poveri sono state le finalità da cui sono iniziati
L VXGGHWWL ODYRUL ODYRUL FKH KDQQR YROXWR ULGDUH XQD GLPHQVLRQH SL VLFXUD H
giusta ai veri bisognosi, all’operato dei volontari e degli operatori stessi.
&DVD DFFRJOLHQ]D KD DSHUWR OH VXH SRUWH LO  JHQQDLR  SHU LO VHUYL]LR
mensa e, nei mesi a seguire, con il servizio doccia, distribuzione vestiario uomini
e bambini e, ancora, con il servizio a sostegno delle famiglie con la distribuzione
GLPDWHULDOL FRPHSHQWRODPHOHQ]XRODDVFLXJDPDQL« 
Con la nuova ridefinizione progettuale sono stati definiti anche nuovi
requisiti e nuove modalità per l’accesso ai servizi. L’accesso a tutti i servizi
richiede la registrazione dell’ospite.

16
Per quanto riguarda il servizio mensa è importante registrarsi presso gli
uffici di Casa Accoglienza prima dell’apertura del servizio mensa. La registrazione
costituisce il momento in cui non solo si registrano i dati ma, al contempo, si crea
un primo approccio conoscitivo.
Vengono concessi periodi di autorizzazione che possono essere prorogati
o meno in relazione alle singole situazioni. In un secondo momento si cerca,
LQROWUH GL FRQRVFHUH SL GD YLFLQR DWWUDYHUVR XQ FROORTXLR WXWWH TXHOOH VLWXD]LR
QL LQ FXL VL ULFKLHGH XQD YDOXWD]LRQH SL VSHFLILFD &RQ LO FROORTXLR  VL FHUFD QRQ
solo di valutare i casi ma di creare spazi di ascolto che possano indirizzare,
guidare e, soprattutto, sostenere chi sta vivendo un periodo difficile; ha inoltre
l’intento di conoscere quali altri servizi ci sono sul territorio, eventualmente,
a sostegno della stessa persona per creare una rete che spesso si rivela
PROWR IRUWH SHU LO VRVWHJQR GHOOH VLWXD]LRQL GL LQGLJHQ]D /D UHWH SL LPPHGLDWD
è il nostro Centro di Ascolto con il quale si collabora insieme per alcuni casi in
cui è necessario un intervento professionale e umano proprio degli operatori
che lo gestiscono.
L’accesso agli altri servizi avviene sempre attraverso una registrazione e
prenotazione presso gli appositi sportelli in giorni prestabiliti della settimana.
Manca ancora l’attivazione del dormitorio che tuttora è in fase di definizione.
Casa Accoglienza, dunque, ha modificato la veste ma non la finalità.
&RPLQFLDDPXRYHUHLVXRL´SULPLµSDVVLFKHFRQWLQXDQRDGLQVHULUVLQHOOXQJR
e storico percorso a sostegno dei poveri che la contraddistingue da sempre.
Luana Garofalo
(Resp. Servizi Casa Accoglienza)

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Dalla Florida a Torino

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dalle nostre suore, dai loro famigliari ed educatori, sono venuti a Roma in udienza
dal Papa e successivamente alla Piccola Casa di Torino.

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cottolenghine si recò in Florida a gestire un centro per disabili, che oggi accoglie
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Centro!
Ma il desiderio di vedere i luoghi del Santo Cottolengo e la Casa Madre di
Torino è sempre rimasto vivo nel cuore degli ospiti e del personale assistente.
Finalmente il desiderio è stato soddisfatto.
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i cari ospiti americani hanno suonato con maestria il loro pezzo forte: ”il coro
delle campane”.

18
Assemblea della Famiglia cottolenghina

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la prima assemblea della famiglia cottolenghina, con la partecipazione di
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Tema dell’incontro: “La Piccola Casa oggi: senso di una presenza”.
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duta dal Cardinale Francesco Montenegro e la presenza di numerosi vescovi
e sacerdoti.
Successivamente nel salone teatro il Cardinale ha commentato il documento
“Evangelii gaudium” di Papa Francesco.
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poveri del nostro tempo.
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la Piccola Casa hanno pre
sentato la situazione delle
tre congregazioni cottolen
ghine; i Direttori generali le
problematiche dei loro set
tori.
Dai tavoli di lavoro
delle due giornate dell’as
semblea è emersa una inte
ressante panoramica della
realtà cottolenghina, con luci
ed ombre ed una rinnovata
fiducia nel sostegno della
Divina Provvidenza.
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clusa in chiesa con la cele
brazione eucaristica e una
Lectio VXL GLVFHSROL GL (P
maus, tenuta da Sr. Maria
degli Angeli del Monastero di
Cavoretto.

19
Presso la tomba
O Dio Padre misericordioso, che hai reso
il Beato Francesco Paleari, sacerdote,
capace di farsi tutto a tutti,
concedi a noi per sua intercessione
di imitare generosamente la dedizione apostolica
di cui rifulse la sua vita.
Per Cristo nostro Signore. Amen

20
CENNI BIOGRAFICI
Francesco Paleari nasce a Pogliano Milanese il 22 ottobre 1863. Il padre
Angelo è contadino e falegname; la madre Serafina Oldani casalinga,
8 figli, di cui 3 morti dopo pochi anni di vita. Prima comunione a 11 anni.
Il parroco don Luigi Fumagalli vede in questo bambino intelligente e
buono i segni della vocazione e chiede a P. Anglesio di accettarlo presso
i Tommasini, seminario della Piccola Casa. Fu accolto nell’Epifania
del 1877. Pianse nel lasciare la mamma, soffrì la nostalgia di casa e
tentò di fuggire Tralasciava le ricreazione per leggere e studiare. Desiderò
andare in Cina e morire martire per Gesù. Fu ordinato sacerdote il
18 settembre 1886, e accolto nella comunità dei sacerdoti del Cottolengo.
Insegnante di filosofia presso i Tommasini e i Missionari della Consolata.
Predicatore di Esercizi e Ritiri. Direttore spirituale dei seminari di Torino
per 40 anni. Fu pure provicario generale della Diocesi e vicario per la
vita consacrata. Considerato l’Angelo della Piccola Casa, sempre sorri-
dente, la serenità esteriore era il risultato di un lungo lavoro interiore:
“Anch’io avevo un carattere irascibile, ma a forza di lottare sono riuscito
a domarlo”, disse ad una suora. Fece il proposito di salutare sempre per
primo e di cedere nelle dispute, ritenendo il giudizio altrui migliore del
suo. Davanti ai vescovi ed anche ai giovani sacerdoti s’inginocchiava
e chiedeva la benedizione. Un’ora di meditazione quotidiana. Dinanzi
al SS. Sacramento sembrava andare in estasi.
Diceva: “Rompete tutto, ma lasciate intatta la carità” “Facciamo qualsiasi
sacrificio, ma conserviamo la carità, la dolcezza, la pazienza”. Povero,
ma sempre pulito e in ordine. “L’ordine e la pulizia ci avvicinano di più
alle persone”. Non voleva paramenti preziosi, ma decorosi. Non si lamen-
tava mai del cibo. Mai agitato, diceva: “I lavori fatti con calma si eseguono
presto e bene”. Al curialista che gli diceva: “che perditempo!”, rispondeva:
“Non si perde mai tempo quando si fa la volontà di Dio”. A gennaio 1936
disturbi cardiaci e circolatori fermarono la sua attività. Brevi amnesie,
commentò: “Il Signore mi toglie la memoria perché ho ricordato poco i
suoi benefici”.
Morì la domenica sera del 7 maggio 1939, lasciando un mirabile esempio
di dedizione e carità apostolica.

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Il «DEO GRATIAS»
riconoscente
OFFERTE per la CAUSA del Beato Francesco Paleari
dal 1/3/2018 al 31/10/2018

Dalla cassetta in Chiesa Grande


2018
MARZO euro 12,00
APRILE euro 17,60
MAGGIO euro 48,50
GIUGNO euro 26,60
LUGLIO euro 17,00
AGOSTO euro 6,00
SETTEMBRE euro 530,00
OTTOBRE euro 12,50

Varie 2018
08/03/18 Rampini Valeriano ccp
10/03/18 Zanini Bruno ccp

Deo gratias!
La nostra RIVISTA «AGLI AMICI DEL BEATO PALEARI» viene inviata gra-
tuitamente a quanti ne fanno richiesta. Saremo grati ai lettori che vorranno
inviarci indirizzi di persone che gradirebbero la pubblicazione.

Per la relazione di “Grazie ricevute” o richiesta di immagini, biografie e ricordi,


indirizzare a:
Postulazione Causa di Canonizzazione del Beato Francesco Paleari
Via Cottolengo, 14 - 10152 TORINO Tel. 011.52.25.111 - 011.52.25.121

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Natale d a n n o
2018 Capo
2019
A S. Ecc.za Mons. Cesare Nosiglia, Arcivescovo di Torino,
a Mons. Guido Fiandino e alla Ven.da Curia Metropolitana
Al Padre della Piccola Casa Carmine Arice
Alla Madre Generale Suor Elda Pezzuto
A Fr. Giuseppe Visconti, Superiore Generale dei Fratelli
Alle Suore, ai Fratelli e ai Sacerdoti cottolenghini presenti nel mondo
A tutti gli ospiti e alle ospiti del “Cottolengo” con il corpo medico,
infermieri e infermiere, volontari, volontarie
A tutti gli Amici di Don Paleari con le famiglie
Ai devoti, ai benefattori e alle benefattrici della “CAUSA”
del Beato Francesco Paleari
A quanti soffrono nel corpo e nello spirito
Ai collaboratori della Rivista e al redattore Don Francesco Gemello

un fervido augurio di
Buon Natale e di un Felice Anno Nuovo
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Reliquiario contenente il cuore del Beato Francesco Paleari

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