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Dipartimento di Ingegneria

Strutturale e Geotecnica

Corso di Costruzioni in zona sismica


Prof. Franco Braga

LEZIONE N. 6

STIMA DELLA PERICOLOSITÀ


SISMICA ITALIANA - 2° PARTE
3 - ATTENUAZIONE

2
RELAZIONI DI ATTENUAZIONE
3. Relazioni di attenuazione
Servono per determinare il contributo attenuato al sito (in termini di intensità,
accelerazione
l i massima
i d l terreno,
del t ecc.)) di tutte
t tt le
l zone sismogenetiche.
i ti h Tali
T li
relazioni vengono generalmente stimate con analisi di regressione sui dati raccolti
nella regione di interesse.

Anche questa legge è trovata per regressione


Zona sismogenetica sui dati disponibili. I dati considerati
significativi per rappresentare ll’effettoeffetto di
attenuazione sono:
Magnitudo M
distanza d dal sito
Sito
profondità ipocentrale h,
il tipo di terreno al sito.
Solo in alcune leggi si considerano il tipo di
meccanismo di faglia, il tipo di terreni
attraversati, l’orografia del territorio, etc.

Questa particolare modellazione, unitamente alla carenza di dati, aggiunge


un’incertezza di tipo epistemico all’aleatorietà intrinseca del fenomeno. 3
RELAZIONI DI ATTENUAZIONE
Le leggi di attenuazione (in termini di accelerazione di picco del terreno PGA) hanno
un’espressione del tipo:

log( PGA) = a + bM + log( d 2 + h 2 ) + eS

Log (PGA)
dove: Legge di attenuazione per M fissata
M è la
l Magnitudo
M it d del
d l terremoto
t t
d è la distanza dal sito
h è la profondità epicentrale
S è il parametro che caratterizza il
terreno al sito (S=0 per terreni rigidi
S=1 p per terreno superficiali
p soffici)) Log (d)

Alla legge di attenuazione è associata un’incertezza esprimibile ancora in termini di


intervallo di confidenza.
confidenza I limiti dell
dell’intervallo
intervallo di confidenza si assumono paralleli alla
legge.
4
RELAZIONI DI ATTENUAZIONE
La legge di attenuazione frequentemente utilizzata in Italia è quella trovata da Sabetta e
Pugliese (1987) per regressione sui 17 terremoti (per un totale di 95 registrazioni),
disponibili al 1987,
1987 di Magnitudo M compresa tra 4,6
4 6 e 6,8.
68

5
RELAZIONI DI ATTENUAZIONE
Relazione di attenuazione di Sabetta e Pugliese:

( )
1
log PGA = −1,
1 562 + 0,
0 306 M − log R + 5,8
58 2 2 2
+ 0,169
0 169 S ± α σ - (σ = 0,173)
0 173)

S = 0 (terreni rigidi) – α = 0 S = 1 (terreni soffici) – α = 0


0 35
0.35 0 35
0.35
M=4.0 M=4.0
0.30 M=5.0 0.30 M=5.0
0.25 M=6.0 0.25 M=6.0
M=7.0 M=7.0
PGA (g)

PGA (g)
0.20 0.20

0.15 0.15

0.10 0.10

0.05 0.05

0.00 0.00
1 10 100 R (km) 1000 1 10 100 R (km) 1000

- la PGA decresce con la distanza R con legge logaritmica: la diminuzione è prima lenta,
poi ripida e quindi di nuovo lenta;
- la PGA di terremoti con magnitudo elevata tende a smorzarsi di più con la distanza;
- a parità di Magnitudo e di distanza, la PGA in terreni soffici è maggiore di quella in
terreni rigidi. 6
RELAZIONI DI ATTENUAZIONE
La legge di attenuazione fornisce la densità di probabilità associata al verificarsi di un
terremoto con una data PGA per effetto di un terremoto di magnitudo M che si verifica in
un’areola
un areola a distanza R dal sito.
sito
Essa è definita da una distribuzione log-normale, secondo la quale i logaritmi della PGA
sono distribuiti normalmente con

( )
1
media µ = −1, 562 + 0, 306 M − log R + 5,82 2 2
+ 0,169 S
dev. standard σ = 0,173
2
1 ⎛ Y −µ ⎞
1 − ⎜ ⎟
Cioè, avendo posto Y = logPGA, f (Y ) =
2⎝ σ ⎠
e
σ 2π

La probabilità condizionata con la quale il parametro descrittivo del terremoto (PGA)


ecceda un certo valore (PGA*) per il verificarsi di un terremoto di magnitudo M ad una
distanza R dal sito è data da
+∞
P ⎡⎣ PGA > PGA M , R ⎤⎦ = P ⎡⎣Y > Y M , R ⎤⎦ = ∫
* *
f (Y )dY
Y*
Come per la PGA, esistono leggi di attenuazione per altri parametri descrittivi del
terremoto, quali le ordinate dello spettro di risposta per un dato periodo T.
7
4 - PERICOLOSITÀ

8
VALUTAZIONE DELLA PERICOLOSITÀ
4. Valutazione della pericolosità
Calcolo della frequenza con cui il valore del parametro scelto viene superato nel sito
in esame. Calcolo (attraverso la distribuzione di Poisson) della probabilità di
eccedenza per diversi valori dei parametri e dei tempi di esposizione.

La pericolosità di un generico sito si ottiene combinando leggi di ricorrenza e leggi di


attenuazione.

In altre parole si collega la sismicità delle zone sismogenetiche alla sismicità del
generico sito in esame: i terremoti generati periodicamente nelle diverse zone
sismogenetiche
g contribuiscono tutti alla individuazione della “periodicità”
p con cui
avvengono i terremoti in un generico sito.

DEFINIZIONI
Le leggi di ricorrenza danno la frequenza annua (inverso del periodo di ritorno) dei
terremoti generati in una zona sismogenetica
Le “curve di pericolosità” danno la frequenza annua (inverso del periodo di ritorno) dei
terremoti che si risentono al sito.
9
VALUTAZIONE DELLA PERICOLOSITÀ
Le areole che compongono le singole zona
all'anno

Legge
Leggedi
di ricorrenza - zona
ricorrenza della 51
zona sismogenetiche sono scelte in modo che ognuna sia
associata ad una distanza R dal sito.
sito
Log N - Eventi a

N = α 51e −β51M

M - Magnitudo
Log (PGA)

Legge
egge d
di atte
attenuazione
ua o e pe
per M fissata
ssata

Log (d)
log( PGA) = a + bM + log( d 2 + h 2 ) + eS
no
Log N - Eventi all'ann

Legge
Legge di
di ricorrenza - zona
ricorrenza della 69
zona

N = α 69 e −β69 M

M - Magnitudo 10
VALUTAZIONE DELLA PERICOLOSITÀ
La curva di pericolosità è legata alla probabilità con la quale un parametro descrittivo del
terremoto (p.e. Y) eccede un certo valore (p.e. Y*) nel sito in esame.
P una singola
Per i l sorgentet (zona
( sismogenetica),
i ti ) questat probabilità
b bilità è ottenuta
tt t con un
Zona sismogenetica
integrale di convoluzione:

P [Y > Y *] = ∫ ∫ P ⎡⎣Y > Y * M , R ⎤⎦ f M ( M ) f R ( R )dMdR Sito

dove: M R

P ⎡⎣Y > Y * M , R ⎤⎦ è la probabilità condizionata che si verifichi Y>Y* per effetto di un


terremoto di magnitudo M che si verifica in un un’areola
areola a distanza R dal
sito (data dalla legge di attenuazione);
fM (M ) è la probabilità che si verifichi un terremoto di magnitudo M nella zona
sismogenetica che nel caso della legge
sismogenetica, βe (
β M −M0 )
−β

di Gutenberg-Richter troncata è f M (M ) =
1− e ( u 0)
−β M − M
f R ( R) è la probabilità che nella zona sismogenetica ci sia un’areola a
di t
distanza R dal
d l sito
it
Se la zona sismogenetica i-esima ha una frequenza media annua Ni(M0) (frequenza
media annua con la quale avvengono terremoti di magnitudo M>M0) la frequenza media
λ(Y*))i con la quale al sito in esame si risentono terremoti con Y>Y
λ(Y Y>Y* è data da:
λ (Y *)i = N i ( M 0 ) ∫ ∫ P ⎣⎡Y > Y * M , R ⎦⎤ f M ( M ) f R ( R )dMdR
M R 11
VALUTAZIONE DELLA PERICOLOSITÀ
Nel caso più generale bisogna considerare la presenza di una molteplicità di sorgenti
sismogenetiche (in numero di Ns) che contribuiscono alla definizione della curva di
pericolosità del sito.
sito
Nel metodo di Cornell si assume l’indipendenza statistica delle diverse sorgenti
sismogenetiche e pertanto la curva di pericolosità al sito si ottiene semplicemente
sommando i contributi di pericolosità dovuti alle singole zone che interessano il sito:

Ns
λ (Y *)) = ∑ λ (Y *))i
i =1

zona sismogenetica 1
zona sismogenetica i

sito

zona sismogenetica N
ns 12
VALUTAZIONE DELLA PERICOLOSITÀ
Se il sito d’interesse risente della sismicità di Ns zone sismogenetiche, ognuna delle
quali ha una frequenza media annua Ni(M0), la frequenza media annua λ(Y*) con la
quale
l all sito
it in
i esame sii risentono
i t t
terremoti
ti con Y>Y*
Y Y* è dunque
d d t dalla
data d ll somma delle
d ll
frequenze dovute alle singole zone sismogenetiche
Ns
λ (Y *)) = ∑ N i ( M 0 ) ∫ ∫ P ⎡⎣Y > Y * M , R ⎤⎦ f M ( M ) f R ( R )dMdR
i =1 M R

Questa frequenza è chiamata anche “frequenza media annua di eccedenza”, essendo


la frequenza media annua con cui avvengono terremoti con Y che “eccede”
eccede il valore Y*.
Y*

Generalmente gli integrali sono troppo complessi per essere risolti analiticamente, per
cui si effettua una integrazione numerica.
numerica Un modo semplice per effettuare questa
integrazione consiste nel suddividere i campi delle possibili magnitudo in NM segmenti
ed il campo delle possibili distante in NR segmenti, cosicchè si ha
Ns NM NR
λ (Y *) = ∑∑∑ N i ( M 0 ) P ⎡⎣Y > Y * M j , Rk ⎤⎦ f M i ( M j ) f Ri ( Rk )∆M ∆R
i =1 j =1 k =1

avendo t M j = M 0 + ( j − 0,5
d posto: 0 5 ) ∆M , Rk = Rmin + ( k − 0,5
0 5 ) ∆R
∆M = ( M u − M 0 ) / N M , ∆R = ( Rmax − Rmin ) / N R 13
CURVA DI PERICOLOSITÀ DEL SITO
La curva di pericolosità del sito è data dalla rappresentazione delle λ in funzione dei
valori Y*. Generalmente questa rappresentazione è fatta in un piano bi-logaritmico:

log λ

log Y *

Le curve di pericolosità consentono di stabilire quale valore del parametro descrittivo di


un terremoto Y* corrisponde ad una frequenza media annua di eccedenza λ, ovvero al
periodo medio di ritorno TR=1/λ.
Per un generico sito, esse forniscono una relazione biunivoca tra la severità del
terremoto ed il suo periodo di ritorno. 14
VALUTAZIONE DELLA PERICOLOSITÀ
Sismicità storica Sorgenti sismiche
IN SINTESI…
L
Legge di ricorrenza
i CATALOGO
all'anno

Legge
Legge di ricorrenza
di ricorrenza della zona
Log N - Eventi a

N = αe −βM
CATALOGO DIVISO
PER ZONE

M - Magnitudo Zonazione sismogenetica

CURVA DI PERICOLOSITÀ
log λ
Log (PGA)

Legge di attenuazione per M fissata


L

Log (d)

logY
Legge di attenuazione
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STIMA DELLA PERICOLOSITÀ

16
RICHIAMI POISSONIANI
PERICOLOSITÀ SISMICA DEL TERRITORIO NAZIONALE
DESCRIZIONE STATISTICA DELLA SEVERITÀ DEL SISMA
(in base alle osservazioni)
“CURVE DI PERICOLOSITÀ”

⎛ 1 ⎞
Log λ ⎜ ,0.11g ⎟
⎝ 475 anni ⎠
Nel sito in esame si prevede che,
mediamente,, ogni g 475 anni si
verifichi un terremoto con ag≥0.11g

Log ag

frequenza media annua di ricorrenza λ=1/TR


(TR è il periodo medio di ritorno del sisma, in anni) Ogni sito del territorio
nazionale è
misura di severità dei terremoti:
caratterizzato
tt i t da
d
ag accelerazione massima del terreno
proprie curve di
pericolosità
CURVA DI PERICOLOSITÀ DEL SITO
Poiché la curva di pericolosità fornisce la frequenza annua di eccedenza, essa fornisce
ancora una misura statistica della pericolosità sismica.
Per spiegare la differenza
differen a tra frequenza
freq en a annua
ann a e probabilità annua
ann a si presentano alcuni
alc ni
esempi di frequenza di occorrenza:
Td=77 anni
Td=1anno
(vita umana)
Piccolo incidente domestico 1/15 1/5
Incidente stradale 1/6.212 1/81
Incidente con macchinari 1/265.000 1/3.500
Incidente aereo 1/390.000 1/5.100
A
Annegare nella
ll vasca da
d bagno
b 1/802 000
1/802.000 1/10 500
1/10.500
Animali e piante velenosi 1/4.200.000 1/55.900
Essere colpiti da un fulmine 1/4 300 000
1/4.300.000 1/56 000
1/56.000

Prendendo il caso del “piccolo incidente domestico”, anche se la frequenza di


occorrenza è “1 ogni 15 anni” non c’è la certezza assoluta (per fortuna!) che ci capiti di
avere un incidente domestico in 15 anni, ma solo una probabilità abbastanza elevata.
18
CURVA DI PERICOLOSITÀ DEL SITO
Nella teoria della probabilità, la distribuzione di probabilità che consente di trasformare
la frequenza annua in una probabilità annua è la distribuzione di Poisson.
Essa è una distribuzione di probabilità discreta: esprime la probabilità che si verifichi un
numero n di eventi in un periodo di tempo fissato Td se questi eventi si ripetono nel
periodo con una data frequenza di occorrenza media λ e sono indipendenti dal tempo
che intercorre tra l’uno e l’altro.
Questa distribuzione è stata scoperta da Siméon-Denis Poisson (1781–1840) e
pubblicata, insieme con la sua teoria della probabilità, nel 1838 nel suo lavoro
R h h sur la
Recherches l probabilité
b bilité des
d jugements
j t en matières
tiè criminelles
i i ll ett matière
tiè civile
i il
(“Ricerche sulla probabilità dei giudizi in materie criminali e civili").
Alla base di q
questo modello ci sono le seguenti
g 3 ipotesi:
p
- un evento può accadere in qualunque istante di tempo;
- l’intervallo di tempo durante il quale un evento si verifica è assolutamente
i di
indipendente
d t dall’intervallo
d ll’i t ll di tempo
t d
durante
t il quale
l sii verifica
ifi un qualunque
l
altro evento;
- la frequenza di occorrenza di un evento in un intervallo limitato di tempo Td è
proporzionale
i l a Td e puòò essere espressa come λTd, dove
d λ frequenza
λ, f media
di di
occorrenza di quell’evento, è assunto costante.
19
CURVA DI PERICOLOSITÀ DEL SITO
Nella sua formulazione generale il modello di Poisson è espresso dalla probabilità che
si verifichino n eventi con tasso di occorrenza λ, in un tempo di osservazione o periodo
di riferimento VR.

( λVR )
t =100
λ=0,128 anni,
1/anni, ν=0, 128
VR =100 anni n
0,2
Pn (-)
P ( n ) = Pn = e −λVR
0,18 n!
0,16
0,14 ESEMPIO:
0,12 Distribuzione di probabilità di un
0,1
,
terremoto californiano di intensità
0,08
0,06 maggiore o uguale a VI che si è
0,04 verificato 16 volte in 125 anni
0 02
0,02 n (λ=16/125=0
16/125 0,128)
128) per un tempo
0
di osservazione o periodo di
riferimento VR =100 anni.
0

9
12

15
18

21

24

27

30
33

La probabilità che non si verifichi alcun evento è Pn =0 = e −λVR

La probabilità che si verifichi almeno un evento è Pn >0 = 1 − Pn =0 = 1 − e −λVR


La probabilità che si verifichi 1 unico evento è Pn =1 = ( λVR ) e −λVR
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VALUTAZIONE DELLA PERICOLOSITÀ
L’applicazione all’ingegneria sismica è immediata: nota la curva pericolosità di un
generico sito è immediato passare ad una stima probabilistica della pericolosità
sismica.
Posto λ=λ(Y), la probabilità che si verifichino in VR anni un numero n di terremoti di
severità Y è data da
( λVR )
n

Pn = e − λ VR
n!
e la probabilità che se ne abbia almeno uno (n ≥ 1) è Pn ≥1 = 1 − e −λVR
Per esempio per un TR=475 anni, cioè λ = 1/475=0.0021, ed un VR=50 anni, risulta:
Pn≥1 = 10%. λ 1
Questa probabilità si chiama 0 0001
0.0001 0 001
0.001 0 01
0.01 01
0.1 1

“probabilità di eccedenza” in un 0.1

periodo di riferimento VR.


Se si pone Td=1 anno, si trova la 0.01

“probabilità di eccedenza annua”,


0.001
che differisce dalla frequenza di
eccedenza solo per valori di λ molto Pn ≥1 = 1 − e −λ
−λ
piccoli: Pn ≥1 = 1 − e
0.0001
21
VALUTAZIONE DELLA PERICOLOSITÀ
Distribuzione di Poisson al variare del periodo di riferimento VR
100%
aa
ccorrenza

VR= 10 anni
ccedenza

Td=10 anni
90% VR= 50 anni
Td=50 anni
VR= 100anni
Td=100 anni
80%
ec
dioc

VR= 200anni
Td=200 anni
bilitàdi

70%
Pn ≥1 = 1 − e − λ VR
ilità

60%
Probab
Probabi

50%
40%
30%
20%
P=10% di avere in 10 anni
10% almeno un terremoto con
Tr=95 anni
0%
P=10% di avere in 50 anni
0.001 almeno un terremoto con 0.01 1/Tr 0.1
22
Tr=475 anni
PROBABILITÀ DI ECCEDENZA
È possibile allora esprimere la probabilità di eccedenza per diversi periodi di riferimento
V
VR e periodi di ritorno TR: − R
P ( N ≥ 1) = 1 − e TR

100%
90% VR = 10
Td=10 annianni
80% TdVR==5050anni
anni
enza
nza

TdVR= =100
100anni
anni
70%
occorre
di diecceden

TdVR= =200
200anni
anni
60%
50%
Probabilitààd
Proobabilità

40%
30%
20%
10%
0%
0 500 1000 1500 2000 2500 Tr 3000

23
RICHIAMI POISSONIANI
PERICOLOSITÀ SISMICA DEL TERRITORIO NAZIONALE
RAPPRESENTAZIONE PROBABILISTICA DELLA SEVERITÀ DEL SISMA
(sulla base di un modello probabilistico) Distrib.. di probabilità di Poisson.
Distrib Poisson
Distribuzione discreta che esprime la
“PROBABILITÀ DI SUPERAMENTO Pn” probabilità che,, in un periodo
p p di tempo
p
ovvero la probabilità che, nel periodo di riferimento fissato (periodo periodo di riferimento VR),
si verifichino n eventi di severità
VR, si abbia almeno un evento (n ≥ 1) di ag data e prefissata aventi frequenza media di
−λ
λVR −λ
λVR
ann a λ Pn =0 =e
freq en a annua
frequenza dda cuii Pn ≥1 = 1 − e ricorrenza annua λ .
Gli eventi sono assunti indipendenti dal
100%
VR= 10 anni tempo che intercorre tra l’uno e l’altro.
( λ VR )
90% VR= 50 anni n
80% VR=100
100 annii
VR=200 anni Pn = e− λ VR
70% n!
60%
Fissato il periodo di riferimento VR
Pn≥≥1

50%
40%
Utilizzando la distribuz. Poissoniana
30% ⎛ 1 ⎞
la relazione tra Pn≥1 (probabilità)
⎜ ,10% ⎟ e TR=1/λ (statistica)
20%
% ⎝ 475 anni ⎠
RISULTA BIUNIVOCA
10%
0% TR = - VR /ln(1-Pn ≥1 )
0.001 0.01 λ=1/TR 0.1
FINE