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Giornale di Brescia, 03 Marzo 2011 Sezione Economia - pag.

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40 ECONOMIA GIOVEDÌ 3 MARZO 2011 GIORNALE DI BRESCIA

C’È BISOGNO DI FUTURO IL VIAGGIO. 11

BOVEZZO Lui è la conferma


PIERO che ci si dia un po’ più da fare,
che, qualche volta, l’operazio-
ne riesce; e cioè che quando si
eredita un’azienda - se vuoi
GANDINI anche. A Miami ho incontrato
un taxista che a me è parso se-
reno:aveva75 anni,avevaper-
farla per davvero diventare Bovezzo so il classico lavoro fisso e si
tua - te la devi, in qualche mo- era reinventato quel lavoro. Il
do,ricomprare.In sensometa- welfare americano - lo ricono-
forico, s’intende. Ma capisci sco - ha più di una lacuna, ma
che lui se l’è rifatta sua perché non si può sempre pensare
ci ha messo un sovrappiù di che tutto sia sempre dovuto.
suo, perché oggi Flos non è so- Non possiamo far passare
lo quel che è sempre stata - ov- l’idea che o si balla sul «cubo»
veroun grandemarchionell’il- o si è precari a vita. Conosco
luminotecnica - diventando, decine di giovani che faticano,
con 110 milioni di ricavi, che si sono fatti esperienze al-
un’aziendona nel senso che i l’estero e che poi tornano. An-
bresciani assegnano a questa che ai giovani va chiesto un
cosa e cioè che «una fabbrica è cambio di marcia, così come
quel che fattura». «Ci andrei alle imprese va chiesta più se-
unpo’piùcauto.Quandola ge- rietà, ad esempio in materia di
stione è passata a me, Flos era pagamento delle tasse. Userò
già una grande azienda e un untermineinconsuetoinchia-
grande marchio», dice. ve economica: serve un po’
Lui è Piero Gandini, figlio di più di generosità da parte di
Sergio. Adesso tocca a lui far tutti.
crescere l’azienda. Non è uno Veniamo alla Flos che resta

All’estero l’Italia è molto amata


che ama le perifrasi. Quando unasorta di«anomalia positi-
gli dico che abbiamo in ballo va»: è fra i pochi grandi mar-
questaseriesul futuropossibi- chi bresciani.
le non si tira indietro, anche se «Questo è un problema per
intuisco che la cosa non gli fa Brescia:avere pochi marchiri-
fare salti di gioia.
È asciutto nei giudizi: sulla po-
litica,i giovani, gli imprendito-
ri. Non mi pare ci sia arrogan-
ma assai poco rispettata. Perché? conosciuti. È stato un errore
dei nostri imprenditori. Lu-
mezzane non ha nulla da invi-
diare-industrialmenteparlan-
za; solo il tono di chi ama l’Ita-
liae se la vede«scenderegradi-
È il contrario di quanto capita alla Germania. Pensiamo di essere do - ad Omegna, nel Novare-
se. Eppure là sono nate la Bia-
no dopo gradino»; è radicale
(ma è un complimento) nella
furbi, ma stiamo perdendo spazi. Qui servono scelte «radicali» letti e la Alessi: è perché sono
statipiùbravi,piùvelocinel ca-
visione e nei giudizi. Non è più pire cosa poteva significarein-
tempo di pannicelli caldi, ser- ra: c’erano i sacrifici, c’era an- sogna partire? tempo veniva definita la gran- vestire sul marchio. È un fatto
vono - dice - «messaggi e azio- che la voglia di uscire dal disa- Iopartireidauna precondizio- de borghesia che oggi non tro- di cultura: qui pecchiamo. Co-
ni forti, perché il declino è co- stro, c’era un progetto, c’era- ne: i nostri riferimenti dovreb- va di meglio che investire nel I GIOVANI sìcomepecchiamo-cambian-
minciato». noideeecultura(sipensialno- beroessereilcoraggioe laqua- calcio anziché essere commit- do totalmente registro - su un
Cominciamo bene. Il futuro è stro cinema) che alimentava- lità. Le cose si fanno se rispon- tente intelligente di artisti op-
Il lavoro è un altrotema: quellodell’integra-
nero... no una prospettiva. Bisogna dono preliminarmente a que- pure lanciare progetti innova- problema, ma non può zione. Io amo la città e la riten-
«Dipenderàda noi.Io lo avver- tornare un po’ a quello spirito. stidue criteri:coraggio e quali- tivi sui giovani, ad esempio». passare l’idea che go bella e buona. Ma quei di-
toquestodeclino,miparesiac- E invece abbiamo interpreta- tà. A mio parere è l’emergenza o si fa la cubista sperati che sono andati sulla
centui. Rifletta su una cosa. toquellarinascitacomeun fat- Andiamo ancora più dentro. delle emergenze: i giovani, la gru qualche ragione l’aveva-
Perché l’Italia è molto amata todiastuziae nondiintelligen- È un riferimento alla politica? loro devastante precarietà. o si resta disoccupati. no, perché non puoi pensare
all’estero ma così poco rispet- za; abbiamo creduto che fosse «Anche. Ma in primo luogo è «Sono d’accordo, ma ci sono C’è una terza via: di tenerti la gente quando ti
tata? È l’esatto opposto di quel una questione di scorciatoie una valutazione che tutti noi molti distinguo. Io credo che darsi da fare serve e poi buttarla. Anche qui
che accade ai tedeschi: loro da individuare più che di un dovremmo fare. Dovremmo un’azienda che non si affida ai è una questione di cultura: chi
nonli amano, ma lirispettano. cammino, a volte faticoso, da chiederci: siamo d’accordo giovani manca di futuro. In capisce prima le opportunità
E quando dico rispetto inten- intraprendere. E quindi conti- che per cambiare rotta servo- Flos non assumiamo nessuno NESSUN OVER 40 dell’integrazionehaunvantag-
do dire mercato e lavoro, per- nuiamo a fare un po’ troppo i no coraggio e capacità? Se sì oltre i 40 anni. Certo, io ne ho In Flos non gio competitivo».
ché è grazie a quel rispetto - furbi. O riscopriamo il piacere cominciamo. Da dove? Partia- 47, ma qui - per evidenti ragio- assumiamo più Restiamosulla Flos. Cisi chie-
quindi all’immagine che si so- della rinuncia e quello della mo dalla politica. Lo spettaco- ni - devo restare. Ma se devo de come si possano fare utili
no costruiti, che a sua volta è progettualità o resteremo in- lo è modesto? Cambiamolo. Li pensare ad un futuro per que- over 40. così alti.
frutto di lavoro e metodo - i te- cartati nella mediocrità. abbiamo eletti noi. Se non ci st’azienda lo immagino se in Se un’azienda «Facciamo utili, sì. Ma le con-
deschi sono diventati quel che Tenterei di entrare ancor più vanno bene cambiamoli. Ma fabbrica vedo gente giovane. vuole avere un futuro fesso una cosa: quando deci-
sono. Noi continuiamo ad es- dentro. D’accordo: siamo un non è solo la politica che deve Poi c’è anche la questione del diamo di fare un prodotto,
sereamatiper quel po’di crea- po’troppofurbi. Ma perribal- cambiare. Io resto sorpreso precariato, però senza farne deve scommettere mai lo immaginiamo per fare
tività che ci resta e per la storia tare la prospettiva da dove bi- dalla pavidità di quella che un un monumento. Intendo dire: sui giovani tanti soldi. Il ritorno economi-
che abbiamo alle spalle, ma co immediato non è la nostra
siamo deboli perché non ab- matrice-guida. Immaginiamo
biamo strategia». di fare cose belle ed utili spe-
È una fotografia efficace, ma LE ORIGINI I NUMERI ALL’ESTERO rando anche di guadagnare.
che non spiega le cause. Guardi che è un lavoro fatico-
LA SCHEDA

L’azienda nasce nel 1962 a Merano; Nel 2009 la Flos ha conseguito un fat- Un’icona del made in Italy. La Flos
«Noi soffriamo perché abbia- due anni dopo viene trasferita a Bre- turato di 100 milioni con 6 milioni di di Bovezzo è presente all’estero con so, ma - come in tutte le cose -
mo rinunciato a soffrire. Non scia e nel 1968 si apre lo stabilimen- utile netto; lo scorso anno le vendite negozi propri a Parigi, Hong Kong, la fatica non è garanzia di suc-
è un gioco di parole. Stiamo ri- to di Bovezzo. Dalla nascita Flos col- sono cresciute del 10%. Del 75% la Stoccolma, Londra e New York e cesso.Manonconoscoaltreal-
nunciando a dare il meglio di labora con i migliori designers: i fra- quota export. 330 i dipendenti fra Bo- con proprie società commerciali in ternative e non voglio percor-
noi, come abbiamo fatto per telli Castiglioni, Tobia Scarpa. vezzo e Spagna. 12 Paesi. rere scorciatoie».
tanto tempo. Ci siamo dimen- Gianni Bonfadini
ticati dell’Italia del Dopoguer- g.bonfadini@giornaledibrescia.it

Pmi, il modello bresciano fa scuola a Dublino


Lo studio elaborato dalla società di consulenza Oxigenio presentato al convegno internazionale
BRESCIA Il palcoscenico è di quel- costruito a misura della piccola e ni -. Nel 2009 in via Puletti a Brescia che per le Pmi, ma finora non esi-
li prestigiosi: il «PMI Global Con- media impresa. è nata Officina Strategia, non un steva un modello adatto a queste
gress» in calendario il prossimo Ingegnere meccanico, con la gran- centro di formazione, ma un luogo realtà imprenditoriali», spiega Sa-
maggio a Dublino, dove la sigla de passione per il marketing strate- dedicato alle aziende che ricono- ra Baroni. Ora il modello esiste, ispi-
PMI non sta ad indicare «piccola gico ed il project management, Sa- scono il valore del fare strategia per rato dall’esperienza imprenditoria-
media impresa», bensì «Project Ma- ra Baroni ha fondato nel 2003 insie- conseguire obiettivi di business». le bresciana. «L’obiettivo era quel-
nagement Istitute», ovvero l’istitu- me al marito Marco Gafforini (an- Un anno fa, esattamente il 23 apri- lo di generare valore per le Pmi -
zione no profit che ha l’obiettivo di che lui ingegnere, ma gestionale) la le 2010, l’iniziativa di riunire al mu- conclude Sara Baroni -. Grazie alla
diffondere la cultura e la formazio- società di consulenza Oxigenio. seo Mille miglia di Brescia una cin- collaborazione di 8 aziende bre-
ne dei modelli project manage- «L’obiettivo era quello di guidare la quantina di imprenditori per la pre- sciane è nato un modello snello e
ment. Ed è in questa cornice che Sa- crescita delle piccole e medie im- sentazione di un progetto per la re- flessibile, al quale sono stati inte-
ra Baroni, presidente della brescia- prese proprio attraverso l’adozio- alizzazione di un modello innovati- grati sei strumenti visuali in grado
na Oxigenio, presenterà ufficial- ne della Teoria dei Vincoli ripensa- vo destinato ad accrescere il valore di supportare l’imprenditore e la
mente il nuovo modello gestionale to per la piccola e media impresa delle Pmi. «Il project management struttura organizzativa dell’azien-
Sara Baroni, presidente di Oxigenio ispirato al project management e tipica bresciana - spiega Sara Baro- rappresenta una grande risorsa an- da». r. raga.
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