Sei sulla pagina 1di 1

Arriva per tutti il momento in cui i tuoi genitori ti danno la prima paghetta settimanale.

Ci pensi su un attimo, e il
giorno stesso ti presenti con i tuoi amici al Club 33. Fa già buio quando ti incammini verso casa, con sottobraccio i
primi due dischi comprati “con i tuoi soldi”. Ora di cena, è pronto in tavola e tuo padre, grande appassionato di
musica classica, ti fa: “Luca, perché mentre mangiamo non ci fai sentire uno dei due LP?”. Accendo il Mc Intosh a
valvole e appoggio “In the court…” dei King Crimson sul Thorens. 
All’inizio tutto bene, “call her moonchild…” una ballata dolce e malinconica. Poi, dopo un paio di strofe …plin…
dulin…meeeg… Ehm, dieci minuti di trilli, campanelli e tremolii, una sequenza ininterrotta di musica strumentale
dodecafonica. Mio padre era una persona di larghe vedute e quindi non fece commenti particolari. Anzi, forse in
cuor suo era contento che suo figlio ascoltasse musica di quel genere. Ma per me fu una cena, come dire, un po’
sulle spine. L’altro 33 giri era “Diamond Dogs”.

Diamond Dogs – David Bowie (RCA, 1974)

1. Future Legend - 1:05


2. Diamond Dogs - 5:56
3. Sweet Thing - 3:39
4. Candidate - 2:40
5. Sweet Thing (reprise) - 2:31
6. Rebel Rebel - 4:30
7. Rock 'N' Roll With Me - 4:00
8. We are the Dead - 4:58
9. 1984 - 3:27
10. Big Brother - 3:21
11. Chant of the Ever Circling Skeletal Family - 2:00