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Sono diversi i brani strumentali che Bruce Cockburn ha composto e inserito nei suoi

numerosi albums. Qualche anno fa, nel 2005, il folksinger canadese ha avuto l’idea di
assemblare una raccolta delle sue migliori tracce eseguite con la sua magica chitarra e
pochi altri strumenti acustici. E’ nato così “Speechless”, episodio imperdibile per i fan del
songwriter dell’Ontario, che nei testi delle sue canzoni ha spesso denunciato i soprusi
perpetrati contro i popoli indigeni dell’America Centrale, la deforestazione dell’Amazzonia e
la cieca follia distruttiva ai danni dell’ambiente. Grazie anche ad un eccellente lavoro di
rimasterizzazione, Cockburn ha completamente rimesso a nuovo 11 brani “storici” e
registrato 4 pezzi inediti, ottenendo un risultato di alta qualità musicale e sonora. Da
“Sunwheel Dance” (1971) a “Deep Lake” (1999), passando per capolavori quali “Foxglove”
e “Sunrise on the Mississippi”, la scintillante sei corde di Bruce tratteggia paesaggi tersi
come un cielo sereno e freschi come acqua sorgiva, momenti felici ed emozionanti da
lasciare veramente “senza parole”. Tra questi la splendida “Rouler sa bosse”, con Jack
Zaza al clarinetto, e “Salt, sun and time”, ambedue tratte dall’album - pubblicato nel
lontano 1974 - con la copertina incorniciata da quattro enormi polpastrelli (una delle più
brutte mai realizzate nella storia della musica, direi). 

Salt, sun and time – Bruce Cockburn (True North, 1974)

1. All the Diamonds (2:41)


2. Salt, Sun and Time (3:09)
3. Don't Have to Tell you Why (4:32)
4. Stained Glass (3:12) 
5. Rouler Sa Bosse (3:47)
6. Never So Free (3:57)
7. Seeds on the Wind (7:00)
8. It Won't be Long (3:49)
9. Christmas Song (3:52)