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Domande aperte diritto commerciale

1. Avviamento: L'avviamento di un’azienda è la sua attitudine a consentire la realizzazione di un profitto e di


regola dipende sia da fattori soggetti sia da fattori oggettivi. Avviamento soggettivo è quello dovuto
all’abilità operativa dell’imprenditore sul mercato e alla sua abilità nel formarsi, conservare e accrescere la
clientela, mentre l’avviamento oggettivo è quello ricollegabile a fattori che permangono anche se muta il
titolare dell’azienda.
2. Società di persone: le società di persone comprendono le società semplici, le società in nome collettivo e le
società in accomandita semplice; si tratta di società prive di una personalità giuridica e quindi sono dotate
di un’autonomia patrimoniale imperfetta. La loro attività organizzativa riconosce a ogni socio la possibilità
di amministrare la società, richiedendo il consenso della totalità dei soci per le modifiche costitutive e per il
trasferimento della partecipazione sociale. La causa di liquidazione, per questo tipo di società, è la
cessazione della pluralità dei soci, se questa non viene ricostituita entro sei mesi.
3. Responsabilità soci spa: nelle società per azioni nessuno dei soci assume una responsabilità personale per
le obbligazioni sociali, sono solo obbligati ad eseguire i conferimenti promessi e possono predeterminare
quanta parte della propria ricchezza personale intendono esporre al rischio dell’attività sociale (art. 2325
c.c.).
4. Differenza accomandatari e accomandanti: i soci accomandatari e i soci accomandanti sono due categorie di
soci la cui presenza è prevista nelle società in accomandita semplice. I primi rispondono solidalmente e
illimitatamente per le obbligazioni sociali, e a loro spetta l’amministrazione della società; i secondi, invece,
rispondono limitatamente alla quota conferita e sono obbligati solamente a eseguire i conferimenti
promessi, perciò non possono compiere atti di amministrazione né trattare o concludere affari in nome
della società e non possono prendere decisioni autonomamente in merito alla condotta degli affari sociali.
5. Spa (dual - monis): le s.p.a. sono dotate di tre organi organizzativi: l’assemblea dei soci, alla quale si
sommano due organi di nomina assembleare volti all’amministrazione e il controllo. Dopo la riforma del
2003, sono stati introdotti altri due sistemi alternativi tra i quali la società può scegliere, cioè il sistema
dualistico e quello monistico. Nel dualistico, l'amministrazione è esercitata da un consiglio di gestione,
che ha le funzioni proprie del cda nel sistema tradizionale, e da un consiglio di sorveglianza, di nomina
assembleare, al quale sono attribuite le funzioni del collegio sindacale. Inoltre gli spettano parte delle
funzioni dell’assemblea ordinaria: nomina e revoca dei componenti del consiglio di gestione e ne
determina il compenso, approva il bilancio e delibera in ordine alle operazioni strategiche e ai piani
finanziari e industriali della società. Nel monistico amministrazione e controllo sono esercitati
rispettivamente dal c.d.a. e da un comitato per il controllo sulla gestione costituito al suo interno (costituito
da membri del cda in possesso di requisiti di indipendenza che non siano membri del comitato esecutivo e
che non svolgano funzioni gestorie). In entrambi il controllo contabile è affidato ad un revisore contabile o
ad una società di revisione.
6. Società unipersonale: è unipersonale la s.p.a. in cui tutte le azioni sono detenute da un unico socio, il che
può verificarsi in due ipotesi: a) quando la s.p.a è costituita mediante atto unilaterale da un unico socio
fondatore; b) quando le azioni di una s.p.a. pluripersonale si concentrano, in un momento successivo alla
costituzione, nelle mani di un unico socio. La limitazione di responsabilità dell’unico socio fondatore opera
solo per le obbligazioni sorte dopo l’acquisto della personalità giuridica da parte della società. Sia in sede
di costituzione sia in sede di aumento del capitale sociale, l’unico socio è tenuto a versare integralmente,
al momento della sottoscrizione, i conferimenti in denaro. Sono previste tuttavia due eccezioni che
comportano, in caso di insolvenza della società, la responsabilità illimitata dell’unico socio: quando non
sia osservata la disciplina dell’integrale liberazione dei conferimenti; fino a quando non sia stata attuata la
specifica pubblicità dettata per la spa unipersonale dall’art. 2362.
7. Consiglio di amministrazione: il cda è un consiglio formato da più amministratori che deliberano
collegialmente sugli affari sociali. Esso è retto da un presidente, eletto dallo stesso, e l’attività esercitata è
collegiale; il cda viene convocato dal presidente che fissa l’ordine del giorno, il coordinamento dei lavori e
si assicura di informare ogni amministratore. Le decisioni non devono ledere alla società e, per poter
essere deliberate, devono ottenere la maggioranza assoluta di consensi.
8. Cooperative: Le società cooperative sono società a capitale variabile che perseguono uno scopo
mutualistico. Il nostro ordinamento tende a favorire lo sviluppo di questo genere di attività, emanando
leggi che riconoscono particolari agevolazioni creditizie. Le società cooperative si distinguono dagli altri
tipi di società per lo scopo economico perseguito (le società lucrative perseguono uno scopo di lucro, le
società cooperative uno scopo mutualistico); mentre è identico lo scopo mezzo (esercizio in comune di
una determinata attività economica).
9. Imprenditore occulto: L'imprenditore occulto è un imprenditore che non agisce direttamente nella propria
attività, ma attraverso un prestanome, riuscendo a compiere l’attività d’impresa anche se non appare
come colui che la esercita. Questa figura permette di associare l’imprenditore occulto al fallimento, perché
obbligato in solido con il prestanome, anche se non ne ha requisiti formali. Tra imprenditore occulto e
imprenditore palese c’è un contratto di mandato senza rappresentanza e l’imprenditore occulto è il
mandante mentre l’imprenditore palese è il mandatario. L’imprenditore occulto mette i soldi per l’attività
d’impresa, prende le decisioni aziendali e incassa gli utili, l’imprenditore palese, che di solito è
nullatenente, esegue le decisioni e viene pagato con una somma fissa mensile.
10. Obbligo di conferimenti: i conferimenti sono le prestazioni alle quali si obbligano le parti del contratto di
società e ne costituiscono uno degli elementi essenziali. Con la costituzione della società il socio assume
l’obbligo di effettuare i conferimenti determinati nel contratto sociale (se questi non sono determinati, i soci
devono conferire in parti uguali tra loro). Il conferimento può consistere in qualsiasi prestazione di dare,
fare o non fare. Il socio che conferisce i crediti risponde verso la società dell’insolvenza del debitore
ceduto.
11. Partecipazione agli utili spa: gli utili prodotti dalla società sono costituiti dalla eccedenza del patrimonio
netto rispetto al capitale sociale nominale e alle eventuali riserve, oltre che alle perdite dell’esercizio. Nelle
società di persone, i soci godono di ampia discrezionalità nella distribuzione degli stessi, presumendo che
il diritto agli stessi sia proporzionale ai conferimenti. Nelle società semplici e nelle s.n.c. il diritto del socio
a percepire gli utili nasce con la rispettiva approvazione del rendiconto e del bilancio predisposto
normalmente con cadenza annuale. L’approvazione di tali documenti è condizione necessaria e
sufficiente affinché ogni socio possa godere di una percentuale degli utili conseguiti dalla società; solo con
il consenso di tutti i soci è possibile deliberare la non distribuzione ed il conseguente investimento degli
stessi.
12. Socio moroso (primo obbligo socio): l’art. 2344 c.c. disciplina l’ipotesi del socio moroso, ovvero l’ipotesi in
cui vi sia un ritardo nell’adempimento della prestazione da parte del debitore. In questo caso, gli
amministratori con un atto formale mette in mora il debitore, che dovrà risarcire il danno derivante dal
ritardo, corrispondere gli interessi moratori e sarà gravato dal rischio del perimento della cosa. Gli
amministratori possono decidere di offrire le azioni del socio moroso agli altri soci in proporzione alla loro
partecipazione. Il socio moroso non può esercitare il diritto di voto, anche se gli spetta il diritto di
intervento.
13. Conferimenti (s. moroso): l’ipotesi del socio moroso è disciplinata dall’art. 2344 c.c., la disciplina dettata
dalla norma è volta ad agevolare l'acquisizione dei conferimenti qualora il socio non esegua il pagamento
delle quote dovute. Dalla riforma del 2003, gli amministratori possono offrire le azioni del socio moroso
agli altri soci in proporzione alla loro partecipazione. Se mancano offerte di acquisto da parte dei soci si
procede alla vendita all’incanto; in mancanza di compratori, il capitale deve essere ridotto in misura
corrispondente. Se le azioni non vendute non possono essere rimesse in circolazione entro l'esercizio in
cui fu pronunciata la decadenza del socio moroso, devono essere estinte con una riduzione del capitale
corrispondente alle azioni. Si ritiene possibile che gli amministratori acquistino le azioni del socio moroso
nella qualità di soci o di rappresentanti di enti soci. Le azioni possono essere offerte a un prezzo inferiore
al valore reale delle azioni, ma anche ad un prezzo superiore e, in tale seconda ipotesi, la società con il
ricavato si soddisfa del proprio credito e dei danni derivanti dal ritardo.
14. Amministrazione disgiuntiva e congiuntiva: in una società, quando si sia in presenza di una pluralità di
amministratori, l’amministrazione può essere compiuta o solo con il necessario consenso di tutti gli
amministratori, nel caso dell’amministrazione congiuntiva, o da ciascuno autonomamente, nel caso
dell’amministrazione disgiuntiva.
15. Amministrazione spa: i sistemi di amministrazione e controllo delle società per azioni sono tre: il sistema
tradizionale, impostato sul consiglio di amministrazione e il collegio sindacale; il sistema dualistico,
impostato sul consiglio di gestione e comitato di sorveglianza; il sistema monistico, impostato su un
consiglio di amministrazione e un comitato per il controllo sulla gestione al suo interno. Secondo la
dottrina, opera il principio di tipicità per cui è possibile optare tra uno dei tre modelli organizzativi previsti
dal legislatore, ma non affidarsi a modelli ibridi o atipici.
16. Assemblea nelle spa: l’assemblea nelle s.p.a.è l’organo composto dai soci, che ha funzioni deliberative
nelle materie ad essa riservate. Essa rappresenta il principio maggioritario, attraverso il quale la volontà
espressa dai soci che rappresentano una percentuale del capitale sociale vale come volontà della società
e vincola tutti i soci, a condizione che vengano rispettate le regole del procedimento assembleare.
L’assemblea, in base alla competenza, si suddivide in assemblea ordinaria e straordinaria.
17. Assemblea ordinaria: secondo l’art. 2364 c.c., ha competenze riguardo all’approvazione del bilancio, la
nomina e la revoca degli amministratori, dei sindaci e dei soggetti a cui è affidato il controllo contabile,
determina il compenso degli amministratori e dei sindaci, delibera sulle responsabilità degli amministratori
e dei sindaci, nonché sugli altri oggetti attribuiti dalla legge alla competenza dell’assemblea. Questo vale
nel sistema tradizionale e per il sistema monistico, perché quando c’è il consiglio di sorveglianza,
l’approvazione del bilancio, la nomina e la revoca degli amministratori non spettano più all’assemblea, ma
a questo.
18. Assemblea straordinaria: l’assemblea straordinaria delibera sulle materie di cui all’art. 2365 c.c. Tali
materie sono le modifiche dell’atto costitutivo e dello statuto, la nomina e la revoca dei liquidatori, nonché
sulle altre materie attribuite espressamente alla sua competenza. Le competenze di questa assemblea
possono essere circoscritte statutariamente mediante attribuzione di alcune delle sue competenze agli
amministratori.
19. Assemblea speciale: le assemblee speciali servono quando i soci in assemblea straordinaria assumono
deliberazioni che possono ledere gli interessi di una (minoranza) determinata categoria di azioni (azionisti
di risparmio), allora i titolari di quelle categorie sono chiamati a esprimere il loro voto su quella decisione
dell’assemblea speciale. Serve quindi a formare la volontà dei portatori di quella categoria di azioni, su
materie che possono pregiudicare i loro diritti.
20. Lucro oggettivo e lucro soggettivo: il lucro oggettivo è il perseguimento di uno scopo di lucro mediante
l’esercizio di un’attività economica da parte di un’organizzazione collettiva, mentre il lucro soggettivo è il
perseguimento di uno scopo di lucro mediante l’esercizio di un’attività economica e in vista della
ripartizione dei guadagni conseguiti tra i partecipanti all’attività.
21. Economicità: L’economicità assieme all’organizzazione e alla professionalità è una delle tre caratteristiche
che identificano l’attività d’impresa. Consiste nel condurre un’attività produttiva con metodo economico,
cioè che i ricavi devono ricoprire i costi.
22. Registro imprese: Il nuovo registro delle imprese è stato istituito nel 1993 (operativo dal ‘97) ed è l’unico
strumento di pubblicità legale delle imprese commerciali. Inoltre è anche strumento di informazione sui
dati organizzativi di tutte le altre imprese (imprese agricole, piccole, società semplici). Il registro delle
imprese è tenuto con tecniche informatiche. E’ istituito in ciascuna provincia presso la camera di
commercio. L’attività è svolta sotto la vigilanza di un giudice. Il registro è articolato in una sezione
ordinaria e in tre sezioni speciali. Nella sezione ordinaria sono iscritti gli imprenditori (non agricoli) per i
quali l’iscrizione produce effetti di pubblicità legale (imprenditori commerciali). Le sezioni speciali sono tre:
in una sono iscritti gli imprenditori che secondo il codice civile ne erano esonerati (imprenditori agricoli
individuali, piccoli imprenditori, società semplici); la seconda sezione accoglie le società tra professionisti,
la cui iscrizione assolve la funzione di pubblicità notizia e la terza è dedicata alla pubblicità dei legami di
gruppo. Vi si indicano le società o gli enti che esercitano attività di direzione e coordinamento e quelle che
vi sono soggette.
23. Pubblicità notiziaria e legale: Il mercato richiede informazioni veritiere e non contestabili su fatti e
situazioni delle imprese con cui entra in contatto. Per le imprese commerciali questa esigenza è
soddisfatta con l’introduzione di un sistema di pubblicità legale, situazione che l’impresa raggiunge e
ottiene iscrivendosi al registro delle imprese. È cioè previsto l’obbligo di rendere di pubblico dominio
determinati atti o fatti relativi alla vita dell’impresa, così da rendere le informazioni accessibili ai terzi
interessati (pubblicità notizia) ed opponibili a chiunque (conoscibilità legale).
24. Institore: È institore colui che è preposto dal titolare all’esercizio dell’impresa o di una sede secondaria o
di un ramo particolare della stessa. È un lavoratore subordinato con la qualifica di dirigente, posto al
vertice della gerarchia del personale. L’institore è tenuto all’adempimento degli obblighi di iscrizione al
registro delle imprese e di tenuta delle scritture contabili. Ha anche un generale potere di rappresentanza,
sia sostanziale (l’institore può compiere in nome dell’imprenditore, anche senza espressa procura, tutti gli
atti pertinenti all’esercizio dell’impresa) che processuale (l’institore può stare in giudizio sia come attore
sia come convenuto per le obbligazioni dipendenti da atti compiuti nell’esercizio dell’impresa a cui è
preposto).
25. Procuratore: I procuratori sono coloro che, in base ad un rapporto continuativo, abbiano il potere di
compiere per l’imprenditore gli atti pertinenti all’esercizio dell’impresa pur non essendo preposti ad esso. il
loro potere decisionale è circoscritto ad un determinato settore operativo dell’impresa. Il procuratore non
ha la rappresentanza processuale dell’imprenditore. L’imprenditore non risponde degli atti compiuti dal
procuratore senza spendita del nome dell’imprenditore stesso, anche se pertinenti all’esercizio
dell’impresa.
26. Commesso: Sono ausiliari subordinati cui sono affidate mansioni esecutive o materiali che le pongono in
contatto con i terzi. possono compiere gli atti che ordinariamente comporta la specie di operazioni di cui
sono incaricati. Non possono modificare le condizioni generali di vendita, non possono concedere sconti.
L’imprenditore può limitare o ampliare tali poteri.
27. Imprenditore agricolo: L’attuale formulazione dell’art.2135 stabilisce che è imprenditore agricolo chi
esercita una delle seguenti attività: coltivazione del fondo, selvicoltura, allevamento di animali e attività
connesse; intendendosi attività dirette alla cura e allo sviluppo di un ciclo biologico o di una fase
necessaria del ciclo stesso, che utilizzano o che possono utilizzare il fondo, il bosco o le acque dolci,
salmastre o marine. Si può essere imprenditori agricoli anche per connessione, cioè quando l’attività
riguarda la manipolazione, conservazione, trasformazione, commercializzazione dei prodotti delle attività
agricole di base.
28. Imprenditore familiare: È l’impresa nella quale collaborano il coniuge, i parenti (fino ai nipoti) e gli affini
(fino ai cognati) dell’imprenditore: la c.d. famiglia nucleare (art. 230). Non necessariamente l’impresa
familiare è una piccola impresa. Gli sono riconosciuti diritti sia sul piano patrimoniale che amministrativo.
L’imprenditore ha la proprietà esclusiva dei beni aziendali e il compito di provvedere alla gestione
ordinaria. L’imprenditore agisce nei confronti di terzi in proprio e solo lui sarà responsabile verso questi
delle relative obbligazioni di contratto. Se l’impresa è commerciale sarà esposto al fallimento.
29. Piccolo imprenditore: È sottoposto allo statuto generale dell’imprenditore, ma è esonerato, anche se
esercita attività commerciale, dalla tenuta delle scritture contabili e dall’assoggettamento al fallimento.
Sono piccoli imprenditori i coltivatori diretti del fondo, gli artigiani, i piccoli commercianti e coloro che
esercitano un’attività professionale in cui sia prevalente il lavoro proprio e/o dei componenti della propria
famiglia rispetto al lavoro altrui e ai capitali utilizzati (art. 2083). In base all’attuale disciplina non è
soggetto al fallimento l’imprenditore commerciale che dimostri il possesso congiunto dei seguenti requisiti:
- Investimenti per 300mila euro;
- Ricavi lordi per 200mila euro;
- Debiti (anche non scaduti) non superiori a 500mila. Queste cifre vengono calcolate nella media di tre
anni (per adeguarle alla svalutazione monetaria). Basta il superamento di un solo parametro per essere
esposti al fallimento.
30. Società di fatto: La società di fatto si perfeziona per fatti concludenti. È regolata dalle norme della società
semplice se l’attività esercitata non è commerciale. È regolata dalle norme della collettiva irregolare se
l’attività è commerciale. È esposta al fallimento al pari di ogni imprenditore commerciale. Il fallimento della
società determina automaticamente il fallimento di tutti i soci: dei soci noti e dei soci occulti (la cui
esistenza venga successivamente scoperta).
31. Società apparente: capita spesso che il giudice si convinca che dietro un imprenditore individuale,
insolvente o già fallito, ci sia una società. Se si rende però conto che gli indici probatori sono fragili può
decretare la società apparente. Una società, ancorché non esistente nei rapporti tra i presunti soci, deve
tuttavia considerarsi esistente all’esterno quando due o più persone operino in modo da ingenerare nei
terzi la ragionevole opinione che essi agiscono come soci e quindi da determinare in essi l’incolpevole
affidamento circa l’esistenza della società (che è assoggettata a fallimento come una società realmente
esistente).
32. Società occulta: Si ha società occulta quando tra i soci vi è la volontà di costituire una società, ma tale
volontà consapevolmente non viene manifestata all’esterno e il vincolo sociale rimane occulto per i terzi.
Può essere una società di fatto ma può anche risultare da un atto scritto tenuto ovviamente segreto dai
soci. L’attività d’impresa è svolta per conto della società ma senza prenderne il nome. La società esiste
nei rapporti interni tra i soci ma non viene esteriorizzata.
33. Responsabilità cda e amministratore unico: Nel sistema tradizionale, la s.p.a. non quotata può avere sia
un consiglio di amministrazione (c.d.a.), retto da un presidente scelto tra i suoi membri, che un
amministratore unico. L'amministrazione ha la funzione di deliberare su tutti gli argomenti attinenti alla
gestione della società che non siano riservati dalla legge all'assemblea, ha la rappresentanza generale
della società, dà l'impulso all'attività dell'assemblea, deve curare l'aspetto contabile e redige il bilancio
annuale da sottoporre all'assemblea e deve prevenire il compimento di atti pregiudizievoli per la società.
34. Disciplina imprenditore commerciale non piccolo: l’imprenditore commerciale è soggetto sia allo statuto
generale dell’imprenditore e sia allo statuto dell’imprenditore commerciale non piccolo (iscrizione al
registro delle imprese con effetti di pubblicità legale, la disciplina della rappresentanza commerciale, le
scritture contabili, il fallimento e le procedure concorsuali).
35. Rappresentanza:In presenza di un CdA, gli amministratori investiti di un potere di rappresentanza devono
essere indicati nello statuto. Deve essere specificato se essi hanno il potere di agire disgiuntamente o
congiuntamente. Di regola la rappresentanza della società è attribuita al presidente del CdA e/o a uno o
più amministratori. Il potere di rappresentanza degli amministratori è generale e hanno inoltre la
rappresentanza processuale della società.
36. Differenza trasferimento partecipazioni società semplici e società di capitali: Il trasferimento delle
partecipazioni cambia a seconda della natura della società, infatti se la società è una società di persone, il
trasferimento della partecipazione è molto più complesso per via del carattere personalistico del socio, la
posizione soggettiva cui afferisce il complesso dei diritti, delle facoltà e degli obblighi che comportano o
gravano il socio che è, nel caso delle società di persone, illimitatamente e solidalmente responsabile (non
ha autonomia perfetta). Se la società è di capitali, il trasferimento è meno complesso perché ne risponde
solo la quota versata dal socio (autonomia perfetta) e non il patrimonio personale.
37. Collegio sindacale: Il collegio sindacale è l’organo di controllo delle s.p.a., vigila sull’adeguatezza
dell’assetto organizzativo, amministrativo e contabile adottato dalla società e sul suo concreto
funzionamento. La vigilanza del collegio sindacale può estendersi in ogni direzione: è il potere-dovere dei
sindaci di intervenire alle riunioni dell’assemblea, del CdA e del comitato esecutivo, nonché di impugnare
le relative delibere.
38. Definizione di imprenditore: “E’ imprenditore chi esercita professionalmente un’attività economica
organizzata al fine della produzione e dello scambio di beni o di servizi” art 2082 c.c. La definizione
distingue tra chi è soggetto alla tutela dell’imprenditore e chi no.
39. Fusione: è una concentrazione giuridica di imprese societarie. La legge prevede due tipi di fusione:
1) Fusione intesa in senso stretto: la nuova società persegue nei rapporti delle società fuse;
2) Fusione per incorporazione: l’incorporante persegue nei rapporti dell’incorporata;
40. Definizione di società: Con il contratto di società due o più persone (o per atto unilaterale valido solo nelle
società di capitali) conferiscono beni o servizi per l’esercizio in comune di un’attività economica con lo
scopo di dividerne gli utili. Art 2247 cc.
41. Scopo delle società: Lo scopo fine della società può essere diverso:
1)Lucrativo: lo scopo è quello di conseguire utili (lucro oggettivo) e dividerli tra i soci (lucro soggettivo)
2)Mutualistico: è, di solito, lo scopo perseguito dalle società cooperative e cioè quello di fornire ai singoli
soci un vantaggio patrimoniale diretto che può consiste in un risparmio di spesa o di maggiore
remunerazione del lavoro svolto dai soci nella cooperativa (è necessario il metodo economico per la
realizzazione di scopi economici).
3) Consortile: lo scopo consortile può essere realizzato da tutti i tipi di società, ad eccezione della società
semplice. Deve essere perseguito il metodo economico per la realizzazione di uno scopo economico degli
imprenditori quali minori costi o maggiori ricavi. Non devono perseguire scopo di lucro in senso proprio.
Queste sono le tre categorie fondamentali degli scopi della società che sempre perseguono un risultato
economico a favore esclusivo dei soci.
4) Lo scopo non di lucro: è una norma eccezionale prevista dalla legge ed ha scopo esclusivamente
pubblico o incompatibile con la causa economica.
42. Liquidatori: I liquidatori sono soggetti nominati con il consenso di tutti i soci nel momento in cui deve
avvenire la liquidazione della società, i liquidatori prendono il posto degli amministratori i quali devono
presentare loro il bilancio dell’ultimo periodo; insieme devono poi redigere l’inventario dal quale risulta lo
stato attivo e passivo del patrimonio sociale. I liquidatori hanno il compito di definire i rapporti che si
ricollegano all’attività sociale: conversione in denaro dei beni, pagamento dei creditori, ripartizione fra i
soci dell’eventuale residuo attivo. I liquidatori possono compiere dunque tutti gli atti necessari per la
liquidazione. In particolare, per procedere al pagamento dei creditori sociali, i liquidatori possono chiedere
ai soci i versamenti ancora dovuti, ma solo se i fondi disponibili risultano insufficienti. Se occorre possono
richiedere ai soci stessi le somme ulteriormente necessarie.
43. Finanziamenti srl:I finanziamenti nelle srl non sono i conferimenti. Il socio della srl può conferire capitale
proprio nella società, nel momento in cui dovesse servire liquidità all’impresa, per poi riprenderlo quando
la società presenta più liquidità ma non prima di aver restituito ai creditori. Al socio spetta la restituzione
del finanziamento anche in caso di fallimento.
44. Postergazione srl: Il diritto di postergazione si ha quando la società è obbligata alla restituzione della
liquidità prima verso i creditori esterni e poi al socio che ha conferito finanziamenti all’interno della società.
45. Scioglimento società di persone:Lo scioglimento della società di persone può avvenire per diverse cause:
termine, impossibilità dell’oggetto sociale, impossibilità del funzionamento dell’assemblea, riduzione del
capitale sotto minimo legale e delibera assembleare straordinaria in seguito allo scioglimento di uno o più
soci anticipato e per cause previste dallo statuto.
46. Divieto patto Leonino: nelle società di persone, tutti i soci hanno diritto di partecipare agli utili e alle perdite
della gestione aziendale. La disposizione dell'art. 2265 c.c. impone il divieto del "patto leonino", cioè è
nullo il patto con il quale uno o più soci sono esclusi da ogni partecipazione agli utili o alle perdite.
47. Utili proporzionali in società di persone: Vi sono dei criteri legali di ripartizione:
- se il contratto nulla dispone, le parti spettanti ai soci nei guadagni e nelle perdite si presumono
proporzionali ai conferimenti;
- se il valore dei conferimenti non è stato determinato, le parti si presumono uguali;
- se è determinata soltanto la parte di ciascuno nei guadagni, si presume la partecipazione alle perdite
nella stessa misura (o viceversa).
48. Consiglio di sorveglianza:Il consiglio di sorveglianza è un organo che fa parte del sistema dualistico
(alternativo di governance). E’ un organo necessariamente collegiale che consente di distaccare gli
azionisti dal management . Ha accentuazione dei controlli rispetto al collegio sindacale: controllo di
legalità e controllo di merito. Nomina, revoca e compensa gli amministratori ed ha il compito di approvare
il bilancio.
49. Patti parasociali: i patti parasociali sono determinati da accordi intercorsi tra soci ma che non risultano
nell’atto costitutivo della società. Infatti, avranno effetti solamente tra i soggetti che li hanno conclusi e non
nei confronti della società e non sono opponibili a terzi. Esempi: sindacati di voto: I sindacati di voto sono
accordi con i quali alcuni soci si impegnano a concordare preventivamente il modo in cui votare
all’assemblea; sindacati di blocco: impongo limiti alla circolazione delle azioni e hanno lo scopo di evitare
l’ingresso in società di terzi non graditi.
50. Patto leonino, definizione e applicazione alle società:Il patto leonino è un accordo attraverso il quale uno o
più soci vengono esclusi dal partecipare agli utili e/o alle perdite. è vietata l’applicazione del patto leonino
nelle società, di fatto tutti i soci sono obbligati a partecipare in modo proporzionale o non proporzionale
agli utili e/o alle perdite.
51. Amministrazione nelle società di persone:Nell’atto costitutivo di una società di persone è importante
l’indicazione dei soci che hanno l’amministrazione e la rappresentanza della società. La disciplina legale
del codice civile dispone che tutti i soci rispondono in modo univoco al compito di amministrare e
rappresentare la società, tuttavia, i soci, hanno su questo punto ampia autonomia negoziale, nel senso
che possono decidere liberamente chi di loro deve assumere la carica dell’amministratore ed avere la
rappresentanza dei soci.
52. Amministrazione nelle società di persone: Il potere di amministrare nelle società di persone è il potere di
compiere tutti gli atti che rientrano nell’oggetto sociale. Per legge ogni socio illimitatamente responsabile è
amministratore della società. Quando l’amministrazione della società spetta a più soci (tutti o alcuni),
ciascun socio amministratore può intraprendere da solo tutte le operazioni che rientrano nell’oggetto
sociale, senza essere tenuto a richiedere il consenso o il parere degli altri soci amministratori
(amministrazione disgiuntiva).
53. Principio di autonomia patrimoniale perfetta ed imperfetta: Il principio di autonomia patrimoniale perfetta
ed imperfetta definisce la responsabilità di un socio in base alla natura della società in cui opera. Un socio
che fa parte di una società di persone (esclusi gli accomandanti nelle sas) risponde solidalmente e
illimitatamente con tutto il loro patrimonio per le obbligazioni che la società ha contratto (autonomia
patrimoniale imperfetta). Un socio che fa parte di una società di capitali, invece risponde in modo limitato
alle obbligazioni che la società ha contratto, cioè ne risponde esclusivamente per la quota conferita
all’interno della società (autonomia patrimoniale perfetta→ personalità giuridica).
54. Descrivere il beneficio di preventiva escussione della snc e della ss: Il beneficio di preventiva escussione
nelle snc è automatico, quindi il creditore dovrà prima soddisfarsi sul patrimonio della società e nel caso
sia incapiente avrà titolo per richiedere ai soci il pagamento del credito. Nelle ss invece, non essendo
iscritte al registro delle imprese e conseguente mancanza della pubblicità, non si sa quali siano i beni
della società, quindi il socio che deve pagare i debiti sociali può domandare, anche se la società è in
liquidazione, la preventiva escussione del patrimonio sociale, indicando i beni sui quali il creditore possa
agevolmente soddisfarsi.
55. Definire il Capitale sociale e il patrimonio sociale: Il patrimonio sociale è inizialmente costituito dai
conferimenti eseguiti o promessi dai soci e successivamente subisce continue variazioni qualitative e
quantitative in relazione alle vicende economiche della società. Il capitale sociale nominale è il valore in
denaro di tutti i conferimenti apportati dai soci nella società. Il valore rimane immutato fin quando, con
modifica dell’atto costitutivo, non se ne decide l’aumento o la riduzione: è un valore storico.
56. Divieto di immistione: è il divieto secondo il quale gli accomandanti non possono compiere atti di
amministrazione e né trattare o concludere accordi in nome della società. Se l’accomandante viola questo
divieto risponde di fronte ai terzi illimitatamente e solidalmente per tutte le obbligazioni sociali che siano
imputabili alla società.
57. Formazione e cessione d’impresa: L’inizio effettivo dell’impresa si acquista con l’effettivo inizio
dell’esercizio dell’attività di impresa (diverso dall’iscrizione nel registro delle imprese) determinato da una
serie di atti organizzativi che per numero e significatività manifestino lo stabile orientamento dell’attività
produttiva di beni o servizi. La fine dell’attività di impresa cessa con l’effettiva cessazione dell’attività
determinata dalla chiusura della liquidazione e dalla disgregazione del complesso aziendale.
58. La soluzione (inizio e fine delle imprese) è la medesima per le imprese individuali e per le società? Per
quanto riguarda l’inizio dell’attività di impresa, sia per le imprese individuali che per le società è la
medesima: vale il principio di effettività o basta anche un solo atto, se particolarmente significativo, a dare
inizio all’attività d’impresa. Per la fine dell’attività d’impresa la soluzione è differente: per le imprese
individuali la qualità di imprenditore si perde con l’effettiva cessazione dell’attività, mentre per le società si
ha cessazione dell’impresa con la cancellazione dal registro delle imprese.
59. Quali sono le scritture contabili obbligatorie? Tutte quelle richieste dalla natura e dalla dimensione
dell’impresa. In ogni caso devono essere tenuti determinati libri contabili: il libro giornale (registro
cronologico-analitico in cui vengono indicate giorno per giorno le operazioni relative all’esercizio
d’impresa) e il libro degli inventari (registro periodico-sistematico redatto all’inizio dell’esercizio
dell'impresa e successivamente ogni anno che fornisce il quadro della situazione patrimoniale
dell’imprenditore e si chiude con il bilancio e il conto dei profitti e delle perdite).
60. Che efficacia probatoria ha l’iscrizione contabile?Le scritture contabili, siano o meno regolarmente tenute,
possono essere sempre utilizzate dai terzi come mezzo processuale di prova contro l’imprenditore che le
tiene, senza però scinderne il contenuto; non può (il terzo) avvalersi solo della parte a lui favorevole.
Inoltre, l’imprenditore potrà dimostrare con qualsiasi mezzo che le proprie scritture non rispondono a
verità. Affinché l’imprenditore possa utilizzare le proprie scritture contabili come mezzo processuale di
prova contro i terzi sono necessarie tre condizioni: scritture regolarmente tenute; la controparte deve
essere un imprenditore obbligato alla tenuta delle scritture contabili; la controversia è relativa a rapporti
inerenti all’esercizio dell’impresa.
61. In cosa si caratterizza la specificità della rappresentanza commerciale? La rappresentanza commerciale
si ha quando l’imprenditore si avvale di altri soggetti che possono essere interni alla struttura
organizzativa (subordinati da un rapporto di lavoro) o esterni all’organizzazione imprenditoriale. I soggetti
della quale la società si avvale sono institori, procuratori e commessi che assumono automaticamente il
potere della rappresentanza dell’imprenditore. Chi conclude affari con uno di questi soggetti deve
controllare se l’imprenditore ha modificato pubblicamente modificato i loro naturali poteri amministrativi.
62. Cosa qualifica la preposizione institoria? La preposizione institoria è qualificata dal titolare all’esercizio di
un’impresa commerciale. La preposizione può essere limitata all’esercizio di una sede secondaria o di un
ramo particolare dell’impresa. Se sono preposti più institori, questi possono agire disgiuntamente, salvo
che nella procura sia diversamente disposto. art. 2203 c.c..
63. Regole di trasferimento dell’azienda? in primo luogo, è importante stabilire se l’atto di disposizione
dell’imprenditore sia da qualificare come trasferimento di un’azienda o come trasferimento di singoli beni
aziendali, dato che solo nel primo caso si potrà applicare la disciplina della circolazione di un complesso
aziendale. Inoltre, per trasferimento d’azienda non è necessario che venga trasferito l’intero complesso
aziendale, è possibile applicare tale disciplina anche se viene trasferito un ramo particolare dell’azienda
purché sia di organicità operativa. I contratti che hanno per oggetto il trasferimento d’azienda devono
essere redatti secondo le norme stabilite dalla legge e tutti le imprese soggetta all’iscrizione nel registro
delle imprese devo prescrivere anche i relativi contratti di trasferimento entro 30 giorni.
64. Trasferimento d’azienda e divieto di concorrenza? Il divieto di concorrenza è disciplinato all’art. 2557 c.c.
e, vieta all’alienante dell’azienda, dopo il trasferimento, di iniziare qualsiasi attività imprenditoriale che
potrebbe sviare la clientela dell'azienda ceduta per una durata di 5 anni.
65. Effetti del trasferimento sui contratti in corso? Cosa sono i contratti a carattere personale?Se non pattuito
diversamente, l’acquirente subentra nei contratti stipulati per l’esercizio dell’azienda stessa che non
abbiano carattere personale. I contratti con carattere personale sono contratti legati alla figura
dell’imprenditore e non all’azienda stessa.
66. Effetti del trasferimento su crediti e debiti? Sui crediti: la cessione dei crediti relativi all’azienda ceduta ha
effetto nei confronti dei terzi, anche in caso di mancanza di notifica al debitore o di sua accettazione
perché la registrazione del trasferimento nel registro delle imprese è una sorta di notifica collettiva. Inoltre,
il debitore ceduto è liberato, se paga in buona fede all’alienante.
Sui debiti: è mantenuto il principio generale per cui non è ammesso il mutamento del debitore senza il
consenso del creditore. Ed infatti l’alienante non è liberato da tali debiti se non risulta che i creditori vi
hanno consentito (doppiamente responsabile).
67. I soggetti del consorzio: I soggetti che possono stipulare un contratto di consorzio sono gli imprenditori e
solo coloro che traggono interesse a disciplinare o a svolgere in comune determinate fasi delle rispettive
imprese. Il principio è tuttavia frequentemente derogato perché consente ad enti pubblici o enti privati di
ricerca a partecipare a determinati consorzi.
68. Il rilievo della posizione delle consorziate: istituiscono un’organizzazione comune per la disciplina e lo
svolgimento di determinate fasi delle rispettive imprese. L’attività del consorzio deve dunque svolgersi
nell'interesse delle imprese associate. Il consorzio ha come funzione minima la “disciplina” di determinate
fasi delle rispettive imprese, mentre soltanto i consorzi con attività esterna regolano anche lo
"svolgimento" di determinate fasi delle rispettive imprese.
69. Tipologie di consorzi: I consorzi possono essere classificati in: Consorzi anticoncorrenziali (limitano la
reciproca concorrenza tra imprenditori che svolgono la stessa attività o attività similari tra di loro);
Consorzi di coordinamento (consorzi nati dall’accordo fra due o più imprenditori per conseguire un fine
parzialmente o totalmente diverso per lo svolgimento di determinate fasi delle rispettive imprese);
Consorzi con attività interna (organizzazione comune che ha il compito di regolare i rapporti fra i
consorziati e nel controllare il rispetto di quanto convenuto); Consorzi con attività esterna (organizzazione
comune; le parti prevedono l’istituzione di un ufficio comune destinato a svolgere attività con i terzi
nell’interesse delle imprese consorziate);
70. Responsabilità nei confronti dei terzi: La responsabilità delle parti del contratto consortile nei confronti dei
terzi, cambia in base al tipo di contratto consortile (se attività interna o esterna). Un contratto consortile
con attività esterna ha l’obbligo di iscrizione al registro delle imprese (pubblicità legale) per permettere a
terzi di venire a conoscenza delle informazioni necessarie riguardanti l’attività.
71. I soggetti della associazione in partecipazione: I soggetti del contratto dell’associazione in partecipazione
sono l’associante e l’associato. L’associante si impegna a garantire una parte degli utili dell’impresa ,o di
uno o più affari, all’associato. Inoltre, l’associato è esposto anche al rischio d’impresa perché
partecipando agli utili partecipa anche alle perdite, sia pure nei limiti dell’apporto.
72. Il rilievo della posizione dei lavoratori: La figura dell’associato è nata proprio per far si che non ci sia una
sorta di potere d’abuso da parte dell’associante.
73. L’apporto e i diritti degli associati: L’apporto è la quota versata dall’associato all’interno della società
dell’associazione in partecipazione e la quota spettante all’associato è proporzionale al valore
dell’apporto. Per quanto riguarda i diritti associativi: i terzi acquistano diritti ed assumono obbligazioni
verso l’associante, al quale spetta la gestione esclusiva dell’impresa, mentre l’associato ha diritto a
ricevere un rendiconto dell’affare compiuto per poter controllare i risultati della gestione.
74. Differenza tra associato e lavoratore: L’associato è una della parti del contratto di associazione in
partecipazione alla quale spetta, da parte dell’associante, una partecipazione agli utili della sua impresa o
di uno o più affari, verso il corrispettivo di un determinato apporto. Il lavoratore non partecipa agli utili
d’impresa bensì riceve un corrispettivo apporto di denaro.
75. In cosa consiste la funzione distintiva dei segni? La funzione distintiva consente di separare elementi
dotati di comuni caratteristiche. I segni distintivi favoriscono la formazione ed il mantenimento della
clientela in quanto consentono al pubblico ed in particolare ai consumatori di distinguere fra i vari
imprenditori e operare scelte consapevoli.
76. Nozione di capacità distintiva: È la capacità di riferire i segni distintivi a solo quel determinato
imprenditore, infatti espressioni generiche non consentono di distinguere un imprenditore dall’altro.
77. Principio di relatività della tutela: in caso di confusione fra diversi segni distintivi appartenenti a singoli
imprenditori o società commerciali, sovviene la possibilità di applicazione della tutela, regolata dall’art.
2564 c.c., che privilegia i diritti dell’impresa commerciale che dimostra di utilizzarli da più tempo. Per
l’applicabilità della norma non è necessario che si confondano più segni distintivi, ma è sufficiente che
possa verificarsi tale ipotesi, con la condizione che le parti interessate operino nello stesso ambito
imprenditoriale e territoriale (relatività della tutela).
78. Trasferibilità dei segni distintivi: L'imprenditore può trasferire ad altri i propri segni distintivi, ma tale diritto
non è pieno ed incondizionato poiché il legislatore tende ad evitare, sia pure con regole diverse, che la
circolazione possa trarre in inganno il pubblico.
La ditta è trasferibile, ma solo insieme all’azienda. Se il trasferimento avviene per atto fra vivi, è
necessario il consenso espresso dell’alienante. Regola opposta vale invece se l’azienda è acquistata per
successione a causa di morte: la ditta si trasmette al successore, salvo diversa disposizione
testamentaria.
Il marchio è trasferibile sia a titolo definitivo sia a titolo temporaneo (c.d. licenza di marchio). È fissato al
riguardo il principio cardine che dal trasferimento o dalla licenza del marchio non deve derivare inganno
nei caratteri dei prodotti o servizi che sono essenziali nell'apprezzamento del pubblico. Nel caso della
licenza il licenziatario si obbliga ad utilizzare il marchio per prodotti con caratteristiche qualitative uguali a
quelle dei corrispondenti prodotti messi in commercio dal concedente o dagli altri licenziatari.
Nulla è disposto circa il trasferimento dell’insegna. È tuttavia pacifico che il diritto sull’insegna può essere
trasferito.
79. Società e comunione: Le società non possono essere costituite al solo scopo di consentire il godimento
dei beni conferiti dai soci, infatti, in tal caso si applica la disciplina della comunione. Dunque, sono vietate
le società di mero godimento, in quanto non sussistono gli elementi costitutivi delle società previsti dall’art.
2247 (con il contratto di società due o più soci conferiscono beni o servizi per l'esercizio in comune di
un’attività economica allo scopo di dividerne gli utili).
80. Società e impresa: Le società che hanno per oggetto attività non commerciali sono regolate dalle
disposizioni sulla società semplice, mentre le società commerciali devono costituirsi secondo uno dei tipi
di società regolati dal c.c., come snc, sas e società di capitali. È società quel tipo di impresa collettiva che
ha al centro lo scopo egoistico di suddivisione degli utili (scopo lucrativo) o auto-attribuzione del risultato
(scopo mutualistico o scopo consortile)
81. Società e associazione: Si distinguono dalle altre società le organizzazioni che hanno uno scopo
altruistico, ancorché eventualmente perseguito in forma di impresa, come le associazioni, fondazioni, ecc.
82. Società fra professionisti: La società fra professionisti deve prevedere l’esercizio in via esclusiva
dell’attività professionale da parte dei soci, i quali devono essere professionisti iscritti ad ordini, albi e
collegi. Particolare è quella suddivisione della responsabilità nell’ambito di questa società, perchè si deve
cercare di contemperare, da un lato, il mantenimento di quel carattere personalistico della prestazione e,
dall'altro, il fatto che è una forma societaria vera e propria.
83. Capitale di rischio e capitale di debito: Il capitale di rischio è la parte di capitale conferita da soggetti che
partecipano direttamente al rischio d'impresa e non consiste solo in apporto di fondi, ma anche di
esperienza, strategia e know how, da parte di operatori specializzati che scelgono di investire in imprese a
loro giudizio particolarmente promettenti. Il capitale di debito, invece, è la porzione del capitale di
un’impresa costituita da crediti concessi da soggetti terzi. Esso comprende i debiti di regolamento e i
debiti di finanziamento: nei primi rientrano i debiti concessi dai fornitori, ossia le dilazioni di pagamento;
nei secondi rientrano i prestiti bancari, i mutui, gli scoperti di conto corrente e i prestiti obbligazionari.
84. Capitale sociale e capitale nominale: il capitale sociale è l'ammontare espresso in termini monetari,
indicato nell'atto costitutivo, del valore dei conferimenti promessi o eseguiti dai soci (si distingue il capitale
sottoscritto da quello versato). All'atto di creazione della società, il capitale coincide con il patrimonio
sociale, ma via via che la società prosegue, i due concetti iniziano a divergere: difatti, il patrimonio può
aumentare o diminuire, mentre il capitale resta un'entità fissa, modificabile solo con una delibera
assembleare che modifica l'atto costitutivo. Il capitale nominale, invece, è proprio il capitale definito
nell’atto costitutivo ed è pari al prodotto tra il numero di azioni sottoscritte dai soci ed il loro valore
nominale.
85. Funzione: Il capitale sociale ha una funzione sia vincolistica che organizzativa:
-Vincolistica perchè è una “voce” che vincola i valori dell’attivo e risulta, quindi, una garanzia patrimoniale
supplementare per i creditori.
-Organizzativa perché è rilevante verificare se la società ha conseguito utili o perdite.
Funge da base di misurazione di alcune fondamentali situazione soggettive di carattere amministrativo
(diritto di voto) o patrimoniale (partecipazione agli utili) in quanto i diritti spettano in modo proporzionale
alle quote conferite.
86. Socio d’opera: Nelle società di persone possono esserci soci che operano all’interno della società,
apportando in società il loro lavoro. Per questo motivo il socio d’opera viene remunerato per questo tipo di
attività svolta. Nell’atto costitutivo deve apparire la prestazione del socio d’opera e il suo valore attribuito
nella costituzione della società.
87. Il conferimento d’opera: Si parla di conferimento d’opera quando un socio presta la propria attività
lavorativa all’interno della società. La sua retribuzione è data dalla sua partecipazione ai guadagni della
società. Se egli diviene inidoneo a prestare l’opera può essere escluso dalla società.
88. Il concetto di utile distribuibile: Un utile è distribuibile quando può essere ripartito fra i soci.
89. Tipi sociali e tipicità della società: Per costituire una società vale il principio di tipicità, cioè bisogna seguire
uno dei tipi sociali previsti dal codice civile (art. 2249). Le società lucrative sono le società di persone (ss,
snc, sas) e le società di capitali (spa, sapa, srl). Le società di persone godono di un’autonomia
patrimoniale imperfetta, cioè i soci rispondono illimitatamente e solidalmente per le obbligazioni sociali,
mentre le società di capitali godono di un’autonomia patrimoniale perfetta, cioè il patrimonio sociale è
nettamente distinto da quello dei soci, che rispondono solamente per quanto conferito, e i creditori sociali
potranno rivalersi solamente sul patrimonio della società.
90. Partecipazione società di persone: Il valore della partecipazione nelle società di persone riguarda la
persona del socio, quindi ha un valore strettamente personalistico. Infatti per quanto riguarda la disciplina
del trasferimento della partecipazione nelle società di persone è molto più stringente rispetto a quella delle
società di capitali, giustificato anche dal fatto che l’autonomia patrimoniale delle società di persone è
imperfetta. Costituisce la forma di titolarità del patrimonio sociale che misura il conferimento del socio, è
una posizione soggettiva che attribuisce diritti, facoltà e obblighi che competono o gravano il socio. Inoltre
è una posizione contrattuale che è dotata di autonomo valore di scambio e quindi che è trasferibile come
bene giuridico.
91. Trasferimento della partecipazione sdp: Il trasferimento di una partecipazione sociale ad altri soci o a terzi
configura un’ipotesi di modificazione soggettiva del contratto di società e, in quanto tale, deve avvenire
con il consenso unanime dei soci, come previsto dall’art. 2252 (questa è la differenza di maggior rilevanza
che distingue le società di persone dalle società di capitali). È ammessa la clausola che prevede la libera
trasferibilità delle partecipazioni sociali, la quale può essere interpretata o come consenso anticipato alla
cessione del contratto o come una manifestazione del consenso preventivo alla cessione, da parte degli
altri soci contraenti. Ciò significa che non si verifica una modificazione immediata del contratto sociale, ma
rimane pur sempre attuale l’obbligo di aggiornare successivamente la compagine sociale nell’atto
costitutivo.
92. Forme di costituzione della s.n.c.: Il contenuto dell’atto costitutivo è previsto dall’art. 2295 e deve
contenere i soci, l’oggetto sociale, i conferimenti e la loro valutazione, ecc. L’snc va costituita con atto
pubblico o scrittura privata autenticata e va iscritta nel registro delle imprese.
93. Società irregolare (snc): È considerata snc irregolare quando non viene iscritta nel registro delle imprese.
I rapporti fra società e terzi, fermo restando la responsabilità illimitata e solidale dei soci, sono regolati
dalle disposizione sulla ss. Tuttavia si presume che ciascun socio che agisce per la società abbia la
rappresentanza anche nei confronti dei terzi. Inoltre i patti che conferiscono la rappresentanza a un socio
non sono opponibili a terzi, a meno che si dimostri che questi ne fossero a conoscenza.
94. Snc di fatto, apparente: È possibile la snc di fatto perché la registrazione non è necessaria e si applicherà
la disciplina della società irregolare. Inoltre è possibile anche la snc apparente alla quale si applicheranno
solamente gli effetti svantaggiosi della disciplina della società.
95. Funzione del capitale sociale: il capitale sociale è il valore in denaro dei conferimenti effettuati dai soci e
rimane invariato finché non viene modificato l'atto costitutivo. La sua funzione è quella di fungere da
garanzia per i creditori sociali, ma anche di predisporre i mezzi necessari per l'esercizio dell'attività
comune.
96. Criteri di ripartizione di utili e perdite: Sono regolati secondo l’ art. 2263, secondo il quale le parti che
spettano ai soci negli utili e nelle perdite si presumono proporzionali ai conferimenti. Se il valore dei
conferimenti non è determinato da contratto, essi si presumono eguali. Sorge il problema del socio
d’opera riguardante la ripartizione, che se non è determinata dal contratto, è fissata dal giudice secondo
equità. Tuttavia la regola della proporzionalità è derogabile, ma nel limite del patto leonino.
97. Responsabilità del socio per obbligazioni sociali: I soci rispondono illimitatamente e solidalmente per le
obbligazioni sociali. Successivamente allo scioglimento del rapporto sociale limitatamente ad un singolo
socio, questi o i suoi eredi sono responsabili per le obbligazioni sorte anteriormente allo scioglimento.
Vale il beneficio di preventiva escussione, cioè i creditori potranno soddisfarsi prima sul patrimonio sociale
e nel caso sia insufficiente avranno titolo di rivalersi sul patrimonio dei soci.
98. Creditore particolare del socio: L’art. 2305 prevede che il creditore particolare del socio finché dura la
società non può chiedere la liquidazione della quota del socio debitore. Prevale l’interesse, rispetto a
quello del creditore particolare del socio, a mantenere il vincolo di destinazione produttiva nei limiti del
programma di investimento. Possibilità di opposizione alla proroga espressa della società, o di
liquidazione in caso di proroga tacita.
99. Poteri di amministrazione: Prevede un modello legale ampiamente derogabile, di regola prevede
l’amministrazione disgiuntiva, salvo diversa pattuizione che prevede invece un’amministrazione
congiuntiva. Nell’amministrazione disgiuntiva gli amministratori possono compiere atti per il
perseguimento dell’oggetto sociale disgiuntamente dagli altri, ma questi possono opporsi prima che
questo atto venga compiuto. Invece nella congiuntiva, perchè si compi quel determinato atto, è necessario
il consenso di tutti i soci amministratori.
100. Rappresentanza nelle snc: La rappresentanza, cioè il potere di spendere il nome della società nei
confronti di terzi, non necessariamente spetta a tutti gli amministratori e può essere congiunta o disgiunta.
Inoltre può essere estesa a tutti gli atti rientranti nell’oggetto sociale o soltanto una parte di essi. Infine le
limitazioni sono opponibili se iscritte secondo i principi generali.
101. Responsabilità degli amministratori: Diritti e obblighi degli amministratori sono regolati dalle norme sul
mandato. L’amministratore è investito per legge del potere di compiere tutti gli atti che rientrano nel
progetto sociale. Nella s.n.c. gli amministratori devono tenere le scritture contabili e redigere il bilancio
d’esercizio; devono inoltre provvedere agli adempimenti pubblicitari connessi all’iscrizione nel registro
delle imprese. Inoltre, gli amministratori sono poi solidalmente responsabili verso la società, con
conseguente obbligo di risarcire i danni alla stessa arrecati.
102. Modifiche dell’atto costitutivo: Nella società semplice e nella s.n.c. il contratto sociale può essere
modificato soltanto con il consenso di tutti i soci, se non è convenuto diversamente. Nella s.n.c. e ora
anche nella società semplice le modificazioni dell’atto costitutivo sono soggette a pubblicità legale e finché
non sono iscritte al registro delle imprese non sono opponibili ai terzi, a meno che si provi che questi non
erano a conoscenza.
103. Aumento e riduzione di capitale sociale: Si tratta sempre di una modificazione dell’atto costitutivo, per la
quale è necessario il consenso unanime di tutti i soci. Alla riduzione del capitale si possono opporre i
creditori entro 3 mesi. Sia l'aumento sia la riduzione del capitale sociale possono assumere carattere
reale o nominale. In particolare, l'aumento di capitale reale (o a pagamento) implica un corrispondente
aumento del patrimonio della società, mentre l'aumento di capitale nominale (o gratuito) lascia, invece,
invariato il patrimonio sociale.
104. Morte, recesso, esclusione del socio: Il socio può cessare di far parte della società per morte, recesso od
esclusione. Con il venir meno di un socio non si ha lo scioglimento della società: è rimesso ai soci
superstiti il decidere se porre fine alla società o continuare. Se muore un socio, i soci superstiti sono
obbligati a liquidare la quota ai suoi eredi nel termine di sei mesi, oppure possono sciogliere
anticipatamente la società: gli eredi partecipano alla divisione dell’attivo che residua dopo l’estinzione dei
debiti sociali, o continuare la società con gli eredi del socio defunto: è necessario il consenso di tutti i soci
superstiti e degli eredi.
Il recesso è lo scioglimento del rapporto sociale per volontà del socio: se la società è a tempo
indeterminato ogni socio può recedere liberamente comunicando la sua volontà ai soci con un preavviso
di almeno tre mesi, se la società è a tempo determinato, il recesso è ammesso per legge solo se sussiste
una giusta causa.
Un’altra causa di scioglimento del rapporto sociale è costituita dall’esclusione del socio dalla società.
Sono esclusi di diritto il socio che sia dichiarato fallito e il socio il cui creditore particolare abbia ottenuto la
liquidazione della quota. Si può avere esclusione facoltativa quando si riscontrano: gravi inadempienze
degli obblighi che derivano dalla legge o dal contratto sociale, l’interdizione e l’inabilitazione del socio e la
sopravvenuta impossibilità di esecuzione del conferimento per causa non imputabile al socio. L’esclusione
è deliberata dalla maggioranza dei soci calcolata per teste.
105. Scioglimento della società: Le cause di scioglimento sono: il decorso del termine fissato nell’atto
costitutivo (la proroga della durata della società può essere espressa o tacita); il conseguimento
dell’oggetto sociale o la sopravvenuta impossibilità di conseguirlo; la volontà di tutti i soci (o della
maggioranza dei soci, se previsto nell’atto costitutivo); il venir meno della pluralità dei soci, se nel termine
di sei mesi questa non è ricostituita; le altre cause previste nel contratto sociale. Al verificarsi di una delle
ipotesi la società entra automaticamente in stato di liquidazione, ma non si estingue immediatamente; si
deve infatti prima provvedere al soddisfacimento dei creditori sociali ed alla distribuzione fra i soci
dell’eventuale residuo attivo.
106. Poteri dei liquidatori: I liquidatori hanno il compito di definire i rapporti che si ricollegano all’attività sociale:
conversione in denaro dei beni, pagamento dei creditori, ripartizione fra i soci dell’eventuale residuo attivo.
I liquidatori possono compiere dunque tutti gli atti necessari per la liquidazione. In particolare, per
procedere al pagamento dei creditori sociali, i liquidatori possono chiedere ai soci i versamenti ancora
dovuti, ma solo se i fondi disponibili risultano insufficienti. Se occorre possono richiedere ai soci stessi le
somme ulteriormente necessarie.
107. Soddisfazione dei creditori: Con la cancellazione dal registro delle imprese la società si estingue,
quand’anche non tutti i creditori sociali non siano stati soddisfatti: essi possono agire nei confronti dei
soci, che restano personalmente e illimitatamente responsabili per le obbligazioni sociali insoddisfatte.
Possono inoltre agire nei confronti dei liquidatori, se il mancato pagamento è imputabile a colpa o dolo di
questi ultimi. I creditori della s.n.c. possono richiedere il fallimento della società entro un anno dalla sua
cancellazione dal registro delle imprese.
108. Sas: La società in accomandita semplice è una società di persone che prevede la presenza di due
categorie di soci:
-i soci accomandatari, che rispondono solidalmente e illimitatamente per le obbligazioni sociali (a loro
spetta l’amministrazione della società);
-i soci accomandanti, che rispondono limitatamente alla quota conferita (sono obbligati solamente ad
eseguire i conferimenti promessi). Questo tipo di società consente l’esercizio in comune di un’impresa
commerciale con limitazione del rischio e non esposizione al fallimento personale per i soci
accomandanti. Proprio per questo ultimo fatto è un modello societario spesso soggetto ad abusi.
109. Sas irregolare: La sas è irregolare nel caso in cui non sia iscritta nel registro delle imprese. In caso di
mancata registrazione ai rapporti tra società e terzi si applicano le disposizioni previste per la snc
irregolare all’art. 2297. Tuttavia per le obbligazioni sociali i soci accomandanti rispondono limitatamente
alla quota conferita, salvo che abbiano partecipato alle operazioni sociali.
110. Trasferimento sas: Il trasferimento per atto tra vivi della quota degli accomandatari può avvenire solo con
il consenso di tutti gli altri soci, salvo che l’atto costitutivo non disponga diversamente. Per la trasmissione
mortis causa è necessario anche il consenso degli eredi. La quota degli accomandanti è liberamente
trasferibile per mortis causa senza che sia necessario il consenso dei soci superstiti. Invece, per il
trasferimento per atto tra vivi è necessario il consenso dei soci che rappresentano la maggioranza del
capitale, salvo che l’atto costitutivo non disponga diversamente.
111. Procedimento costituzione spa: La costituzione della s.p.a. si articola in due fasi essenziali: la stipulazione
dell’atto costitutivo e l’iscrizione dell’atto costitutivo nel registro delle imprese. La stipulazione dell’atto
costitutivo può avvenire secondo due diverse procedure: stipulazione (o costituzione) simultanea: l’atto
costitutivo è stipulato immediatamente da coloro che assumono l’iniziativa per la costituzione della società
(soci fondatori, provvedono all’integrale sottoscrizione dell’iniziale capitale sociale); stipulazione (o
costituzione) per pubblica sottoscrizione: stipulazione dell’atto costitutivo al termine di un complesso
procedimento che consente la raccolta fra il pubblico del capitale iniziale sulla base di un programma
predisposto da coloro che assumono l’iniziativa (promotori). Si tratta di un procedimento largamente
utilizzato.
112. Atto costitutivo e statuto: contenuto necessario e facoltativo: L’atto costitutivo deve essere redatto per atto
pubblico a pena di nullità della società e deve indicare: le generalità dei soci e degli eventuali promotori,
nonché il numero delle azioni assegnate a ciascuno di essi; la denominazione e il comune ove sono poste
la sede della società e le eventuali sedi secondarie; l’oggetto sociale: tipo di attività economica che la
società si propone di svolgere; l’ammontare del capitale sottoscritto e versato; il numero e l’eventuale
valore nominale delle azioni; il valore attribuito ai crediti e ai valori conferiti in natura; le norme secondo le
quali gli utili devono essere ripartiti; i benefici eventualmente accordati ai promotori o ai soci fondatori; il
sistema di amministrazione adottato, il numero degli amministratori e i loro poteri; il numero dei
componenti del collegio sindacale; la nomina dei primi amministratori e sindaci; l’importo globale, almeno
approssimativo, delle spese poste a carico della società; la durata della società. L’atto costitutivo della
s.p.a. ha nella pratica un contenuto più ampio e articolato di quello minimo richiesto per legge. Sovente si
preferisce procedere alla redazione di due distinti documenti: l’atto costitutivo (più sintetico, contiene la
manifestazione di volontà di costituire la società e i dati fondamentali della costituenda società) e lo
statuto (più analitico, contiene le regole di funzionamento della società e si considera parte integrante
dell’atto costitutivo; deve essere redatto per atto pubblico a pena di nullità).
113. Le operazioni anteriori all’iscrizione: Responsabilità: Può verificarsi che nel periodo fra la stipulazione
dell’atto costitutivo e l’iscrizione della società nel registro delle imprese vengano compiute operazioni in
nome della costituenda società. Per tali operazioni sono illimitatamente e solidalmente responsabili verso i
terzi coloro che hanno agito (è da escludersi ogni responsabilità della società non ancora venuta ad
esistenza). Prima dell’iscrizione nel registro delle imprese è vietata l’emissione delle azioni, ad eccezione
della costituzione per pubblica sottoscrizione.
114. Nullità spa: Prima dell’iscrizione al registro delle imprese vi è un contratto di società che può essere
dichiarato nullo o annullato e comporta gli effetti della disciplina generale dei i contratti. Dal momento
dell’iscrizione al registro delle imprese la spa può essere dichiarata nulla se: manca la stipulazione
dell’atto costitutivo nella forma per atto pubblico; l’oggetto sociale è illecito; l’atto costitutivo è privo di
indicazioni riguardanti la denominazione della società, i conferimenti, l’ammontare del capitale sociale o
l’oggetto sociale.
115. Nullità di s.p.a: In seguito all’iscrizione nel registro delle imprese, la s.p.a. può essere dichiarata nulla se:
manca la stipulazione dell’atto costitutivo nella forma dell’atto pubblico; l’oggetto sociale è illecito; l’atto
costitutivo è privo di indicazioni riguardanti la denominazione della società, i conferimenti, l’ammontare del
capitale sociale o l’oggetto sociale. La possibilità di dichiarare invalida una società è circoscritta a casi
eclatanti e di difficile accadimento e tale dichiarazione non pregiudica l’efficacia degli atti compiuti in nome
della società dopo l’iscrizione nel registro delle imprese. Inoltre i soci non sono liberati dall’obbligo dei
conferimenti fino a quando non sono soddisfatti i creditori sociali, né hanno diritto di chiedere indietro i
conferimenti già eseguiti. In sintesi, la dichiarazione di nullità della società opera come semplice causa di
scioglimento della società. La nullità della società iscritta non può essere dichiarata se la causa di essa è
stata eliminata e di tale eliminazione è stata data pubblicità mediante iscrizione nel registro delle imprese.
116. Patrimoni destinati (e chi li chiede): La società può: costituire uno o più patrimoni ciascuno dei quali
destinato in via esclusiva ad uno specifico affare (Patrimonio destinato operativo); convenire che nel
contratto relativo al finanziamento di uno specifico affare al rimborso totale o parziale del finanziamento
medesimo siano destinati i proventi dell’affare stesso, o parte di essi (Patrimonio destinato finanziario).
Sono complessi di beni separati dal patrimonio generale finalizzati all’esclusivo svolgimento di uno
specifico affare. Può essere integrato con apporti di terzi. Limite quantitativo: non possono essere
costituiti per un valore cumulativamente superiore al 10% del patrimonio netto. Limite qualitativo: non può
essere costituito per lo svolgimento di attività speciali riservate per legge.
Effetti: si creano 2 classi di creditori (generali e speciali) e 2 patrimoni (generale e speciale). Se i
creditori della società non si oppongono decorsi i 60 giorni dall’iscrizione nel registro delle imprese del
patrimonio destinato, esso si distacca dal restante patrimonio della società e i creditori non possono far
valere alcun diritto sul patrimonio destinato. Per le obbligazioni contratte in relazione allo specifico affare
la società risponde nei limiti del patrimonio ad esso destinato, salvo che per tali obbligazioni la delibera
istitutiva preveda espressamente una responsabilità sussidiaria del patrimonio generale.
117. Patrimoni destinati: Nozione efficacia e pubblicità: Sono individuati uno o più patrimoni separati che
rispondono solo delle obbligazioni relative a pre determinate e specifiche operazioni economiche.
L’attuale disciplina offre due modelli di patrimoni destinati: a) la s.p.a. può costituire uno o più patrimoni
ciascuno dei quali destinato in via esclusiva ad uno specifico affare, sia pure entro i limiti del 10% del
proprio patrimonio netto; b) la società può inoltre stipulare con i terzi un contratto di finanziamento di uno
specifico affare, pattuendo che al rimborso totale o parziale di un finanziamento siano destinati i proventi
dell’affare stesso o parte di essi. La prima modalità prevede la costituzione di un patrimonio destinato
mediante la deliberazione adottata dall’organo amministrativo della società, a maggioranza assoluta. Tale
delibera deve contenere dei dati che identifichino l’affare, dei beni e dei rapporti giuridici compresi nel
patrimonio destinato e deve essere verbalizzata da un notaio, è soggetta ad iscrizione nel registro delle
imprese e diventa produttiva di effetti da quando sono decorsi sessanta giorni dall’iscrizione. Decorso tale
termine si producono gli effetti della separazione patrimoniale. I creditori della società non possono più far
valere alcun diritto sul patrimonio destinato al singolo affare. Più semplice è la disciplina dettata per la
secondo modalità: contratto di finanziamento di uno specifico affare, con previsione che al rimborso totale
o parziale del finanziamento sono destinati, in via esclusiva, tutti o parte dei proventi dell’affare stesso. Il
patrimonio separato è in tal caso formato dai proventi dell’affare, dai relativi frutti e dagli investimenti
eventualmente effettuati in attesa del rimborso al finanziatore. Delle obbligazioni nei confronti del
finanziatore risponde esclusivamente il patrimonio separato.
118. Conferimenti e capitale: I conferimenti costituiscono i contributi dei soci alla formazione del patrimonio
iniziale della società; la loro funzione è quella di dotare la società del capitale di rischio iniziale per lo
svolgimento dell’attività d’impresa. Il valore in denaro dei conferimenti promessi dai soci costituisce il
capitale sociale della società. Esiste una specifica disciplina dei conferimenti che persegue una duplice
finalità: quella di garantire che i conferimenti promessi dai soci vengano effettivamente acquisiti dalla
società; quella ulteriore di garantire che il valore assegnato dai soci ai conferimenti sia veritiero.
119. Conferimenti in danaro: Nella s.p.a. i conferimenti devono essere effettuati in denaro se nell’atto
costitutivo non è stabilito diversamente. Per garantire l’effettività almeno parziale del capitale, è disposto
l’obbligo di versamento immediato presso una banca di almeno il 25% dei conferimenti in denaro o
dell’intero ammontare se si tratta di società unipersonali. Costituita la società, gli amministratori possono
chiedere in ogni momento ai soci i versamenti ancora dovuti.
Non tutte le cose diverse dal denaro possono essere conferite in s.p.a. È infatti espressamente stabilito
che non possono formare oggetto di conferimento le prestazione di opera o di servizi, per la oggettiva
difficoltà di valutarle economicamente. Esistono limitazioni anche per quanto riguarda i conferimenti dei
beni in natura e dei crediti. Al momento della sottoscrizione, il socio deve porre in essere tutti gli atti
necessari affinché la società acquisti la titolarità e la piena disponibilità del bene conferito. Per quanto
riguarda i beni immateriali, è conferibile ogni prestazione di dare suscettibile di valutazione economica
oggettiva e di immediata messa a disposizione della società.
120. Conferimenti in natura e crediti: I conferimenti in natura sono previsti per le spa. è necessaria la stima da
parte di un esperto nominato dal tribunale al fine di una valutazione veritiera e oggettiva. In questo modo
viene garantita l’integrità del capitale sociale. Se il valore della stima è inferiore di oltre un quinto rispetto
al valore del conferimento ci sono 3 possibilità: la società riduce proporzionalmente il capitale; il socio o gli
altri soci versano la differenza; il socio recede e ottiene la restituzione delle azioni sottoscritte.
121. Prestazione accessorie: Oltre l’obbligo dei conferimenti, l’atto costitutivo può prevedere l’obbligo dei soci
di eseguire prestazioni accessorie non consistenti in denaro, determinandone anche contenuto, durata,
modalità e compenso. Le prestazioni accessorie costituiscono un utile strumento per vincolare
stabilmente i soci ad effettuare a favore della società prestazioni che non possono formare oggetto di
conferimento. Le azioni con prestazioni accessorie sono nominative, trasferibili soltanto col consenso
degli amministratori.
122. Diritti dell’azionista: Ogni azione costituisce una partecipazione sociale e attribuisce al suo titolare un
complesso unitario di diritti e poteri di natura amministrativa, di natura patrimoniale e anche a contenuto
complesso amministrativo e patrimoniale. Le azioni conferiscono ai loro possessori uguali diritti. Si tratta
di un’uguaglianza relativa in quanto è possibile creare categorie di azioni fornite di diritti diversi.
L’uguaglianza è poi oggettiva in quanto uguali sono i diritti che ogni azione attribuisce, non i diritti di
ciascun azionista globalmente dispone, dovendosi al riguardo tener conto anche del numero delle azioni
di cui ciascuno è titolare. Se è vero che alcuni diritti dell’azionista sono indipendenti dal numero di azioni
possedute è altrettanto vero che i diritti più significativi spettano in proporzione del numero di azioni
possedute ed è proprio con riferimento a questi diritti che si coglie la disuguaglianza soggettiva degli
azionisti.
123. Sovraprezzo: Per tutte le azioni, vale la regola che in nessun caso il valore complessivo dei conferimenti
può essere inferiore all’ammontare globale del capitale sociale. Il che comporta che le azioni non possono
essere complessivamente emesse per somma inferiore al loro valore nominale (per evitare che il capitale
realmente conferito dai soci sia inferiore a quello dichiarato). Le azioni possono essere invece emesse per
somma superiore al valore nominale (emissione con sovrapprezzo).
124. Aumenti reali e nominali: L’aumento del capitale sociale può essere reale oppure nominale. Si ha
aumento reale quando la società intende procurarsi nuovi mezzi finanziari a titolo di capitale di rischio
(nuovi conferimenti) che da luogo all’emissione di nuove azioni a pagamento. Competente a deliberare
l'aumento del capitale è l’assemblea straordinaria dei soci o anche gli amministratori se previsto dallo
statuto. Il versamento del 25% dei conferimenti in denaro deve essere effettuato direttamente alla società.
L’aumento nominale è posto in essere dall’assemblea straordinaria imputando a capitale le riserve.
125. Il diritto di opzione: Il diritto di opzione spetta al socio in quanto è interessato al mantenimento della
propria quota di partecipazione (che varierebbe con un aumento/riduzione di capitale). Il diritto di opzione
riconosce al socio la prelazione sulle azioni inoptate.
Il socio deve provvedere almeno tre giorni prima della scadenza al versamento delle somme necessarie
per l’esercizio del diritto di opzione. In mancanza, gli altri soci possono offrire di acquistarlo. Il socio deve
provvedere al versamento delle somme dovute sulle azioni non liberate. In mancanza il creditore
pignoratizio può far vendere le azioni tramite una banca o altro intermediario autorizzato, con
trasferimento del pegno sul ricavato (della vendita dell’azione).
126. Esclusione del diritto di opzione: sussistono alcune ipotesi utili per poter limitare o escludere il diritto di
opzione: se le azioni di nuova emissione devono essere liberate con conferimenti in natura; nella misura
del 10% per le società quotate, se il prezzo di emissione è corrispondente al valore di mercato delle
azioni; nell’interesse della società. In tutti i casi, è necessario che le nuove azioni siano emesse con un
sovrapprezzo, che sia utile per poter ridurre il pregiudizio patrimoniale subito dagli azionisti attuali, che
non potranno esercitare (o potranno farlo solo in parte) il diritto di opzione.
127. Riduzioni reali e nominali e riduzione del capitale per perdite: La riduzione per capitale sociale può
avvenire in modi diversi: 1)Nominale o per perdite: quando risulta che il capitale sociale è diminuito di più
di ⅓ in conseguenza di perdite, gli amministratori, e in caso di loro inerzia, il collegio sindacale, devono
convocare l’assemblea per opportuni provvedimenti e se la perdita non è recuperata entro l’esercizio
successivo la riduzione è obbligatoria. Se la riduzione è sotto il minimo legale la riduzione è immediata
con contemporaneo aumento a meno che si attui la trasformazione o scioglimento della società.
2) Reale o per esuberanza: Reale perchè si riducono i mezzi finanziari e deve essere deliberata
dall’assemblea straordinaria. La riduzione del capitale sociale può avvenire sia mediante liberazione dei
soci dall’obbligo dei versamenti ancora dovuti sia mediante rimborso dei capitali ai soci. I creditori hanno il
diritto di opposizione alla riduzione e la valutazione del pregiudizio viene fatta dal tribunale.
128. Giustificazione e ipotesi di recesso: In presenza di delibere modificative di particolare entità, la minoranza
è tutelata dalla previsione di maggioranze più elevate e dal riconoscimento del diritto di recesso alla
società. La riforma del 2003 distingue cause di recesso inderogabili, derogabili dallo statuto e cause
statutarie. Nella cause inderogabili, il recesso può essere esercitato dai soci che non hanno concorso alla
modifica dell’oggetto sociale, alla trasformazione della società, e ad altre modificazioni. Nelle cause
derogabili, il diritto di recesso spetta ai soci che non hanno concorso all’approvazione delle delibere
riguardanti la proroga del termine di durata della società, l’introduzione o la rimozione di vincoli alla
circolazione delle azioni. Nelle società che non fanno appello al mercato del capitale di rischio, lo statuto
può prevedere ulteriori cause di recesso. Il diritto di recesso deve essere esercitato mediante una lettera
raccomandata alla società entro quindici giorni dall’iscrizione nel registro delle imprese della delibera che
lo legittima. Le azioni per le quali è esercitato il diritto di recesso devono essere depositate presso la sede
della società.
129. Criteri di liquidazione della quota: La liquidazione della quota o il rimborso delle azioni ha luogo sulla base
del bilancio dell’esercizio in cui si sono verificati il recesso, l’esclusione o la morte del socio. La
liquidazione della partecipazione sociale, eventualmente ridotta in proporzione alle perdite imputabili al
capitale, avviene sulla base dei criteri stabiliti nell’atto costitutivo. Salvo diversa disposizione, la
liquidazione comprende anche il rimborso del soprapprezzo, ove versato, qualora sussista nel patrimonio
della società e non sia stato destinato ad aumento gratuito del capitale ai sensi dell’articolo 2545-
quinquies, terzo comma.
130. Nozione e caratteristiche dell’azione: Le azioni sono quote di partecipazione dei soci apportate nelle spa.
Le azioni sono omogenee, standardizzate e liberamente trasferibili. In particolare, le azioni sono di
identico importo, attribuiscono identici diritti e sono distinte e autonome anche quando appartengono alla
stessa persona. Le azioni sono indivisibili e se intestate a più soggetti, viene nominato un rappresentante
comune. Hanno la stessa circolarità dei titoli di credito nominativi.
131. Le azioni nelle s.p.a.: sono partecipazioni sociali di uguale valore che conferiscono ai loro possessori
uguali diritti. Le azioni sono liberamente trasferibili e la loro circolazione è assoggettata alla disciplina di
titoli di credito.
132. Limiti alla circolazione di azioni spa: Le azioni sono in linea di principio liberamente trasferibili. La libera
trasferibilità è in alcuni casi esclusa o limitata per legge.I limiti sono: legali, convenzionali e statutari. I limiti
sono legali quando la trasferibilità delle azioni è limitata dalla legge per: 1) Le azioni liberate con
conferimenti diversi dal denaro prima del controllo della valutazione; 2) Le azioni con prestazioni
accessorie senza il consenso delle CDA. Si parla di limiti convenzionali quando la libera trasferibilità delle
azioni è limitata da accordi intercorsi fra i soci (cd sindacati di blocco); essi hanno lo scopo di evitare
l’ingresso a terzi non graditi e vincolano le parti contraenti (in-opponibili ai terzi). I limiti sono statutari
quando la libera trasferibilità può essere limitata da norme contenute all’interno dello statuto; si
inseriscono clausole( di prelazione, di gradimento e di riscatto) che acquistano efficacia reale e che
possono essere opponibili ai terzi non graditi. Lo statuto può vietare la libera circolazione delle azioni fino
a una durata di 5 anni.
133. Circolazione azioni spa: Le azioni sono i documenti che rappresentano le quote di partecipazione nelle
s.p.a. e ne consentono il trasferimento secondo le regole proprie dei titoli di credito. Nelle società quotate
nei mercati regolamentati le azioni non possono essere rappresentate da titoli e la loro circolazione è
basata su un sistema di semplici registrazioni contabili con la soppressione materiale dei titoli. Il
trasferimento delle azioni nominative si opera tramite girata si autentica da un notaio o da un altro
soggetto secondo quanto previsto dalla legge.
134. Categorie speciali di azioni: Sono categorie speciali di azioni quelle fornite di diritti diversi da quelli tipici
previsti dalla disciplina legale. La presenza di categorie speciali di azioni comporta una modifica
nell’organizzazione interna della società, per la contemporanea presenza di diversi gruppi di azionisti con
interessi parzialmente non coincidenti. È stabilito che, se esistono diverse categorie di azioni, le
deliberazioni dell’assemblea che pregiudicano i diritti di una di esse devono essere approvate anche
dall’assemblea speciale della categoria considerata.
135. Specialità di diritti patrimoniali e dei diritti amministrativi: Ogni titolo azionario conferisce al possessore
una serie di diritti riconducibili alla possibilità di partecipare all'amministrazione della società (diritti
amministrativi) e altri diritti a contenuto patrimoniale (diritti patrimoniali). I primi consistono nel diritto di
intervenire alle assemblee, di partecipare con il proprio voto alla formazione della volontà sociale, di
impugnare le delibere, di sollecitare il collegio sindacale a svolgere le proprie funzioni, di far accertare lo
scioglimento della società e altri. I diritti patrimoniali, invece, si sostanziano nel diritto agli utili e al
rimborso del capitale (in sede di scioglimento o di liquidazione della società). Il contenuto dei diritti
amministrativi e dei diritti patrimoniali può differire a seconda della particolare categoria di azioni
possedute.
136. Acquisto azioni proprie: Non vige un divieto assoluto dell’acquisto delle azioni proprie, a differenza della
sottoscrizione, è consentito a certe condizioni: a) azioni completamente liberate; b) autorizzazione
assembleare; c) Impiego di risorse disponibili risultanti dall’ultimo bilancio approvato; d) Solo per le
società che fanno ricorso al mercato per un massimo del 20% del capitale (per evitare che incidano sul
mercato dei propri titoli).
137. Operazioni delle società sulle proprie azioni: le operazioni della spa sulle proprie azioni ed in particolare
per la loro sottoscrizione e compravendita sono particolarmente pericolose sotto più profili: per l’integrità
del capitale sociale (es. divieto di restituzione anticipata dei conferimenti eseguiti), per il corretto
funzionamento dell’organizzazione societaria, per la massa dei diritti di voto di cui gli amministratori ed il
gruppo di comando verrebbero così a disporre a spese del patrimonio sociale e per il mercato dei titoli,
potendo dar luogo a manovre speculative volte ad alterare la quotazione dei titoli. Per tutti questi motivi le
operazioni della società sulle proprie azioni sono considerate sfavorevoli dal legislatore e pertanto sono
vietate, sia pure con alcuni temperamenti.
138. Presupposti e limiti dell’acquisto di azioni proprie e la loro giustificazione: Le azioni sono in via di principio
liberamente trasferibili, tuttavia vi sono determinati limiti imposti dalla legge. I limiti convenzionali sono
determinati da accordi intercorsi fra i soci; possono risultare dall’atto costitutivo della società o da patti
parasociali. I limiti imposti dai patti parasociali alla circolazione delle azioni vengono definiti sindacati di
blocco e hanno lo scopo di evitare l’ingresso in società di terzi non graditi, vincolando solo le parti
contraenti. L’inopponibilità ai terzi dei patti parasociali incentiva la conclusione di accordi all’interno
dell’atto costitutivo. In tal modo le clausole limitative acquistano efficacia reale: vincolano tutti i soci, anche
futuri. Le clausole statutarie più diffuse sono le clausole di prelazione, di gradimento e di riscatto.
139. In termini di governance: l’art. 2359 bis c.c. prevede che la società controllata da altra società non può
esercitare il diritto di voto nelle assemblee di questa, ma le azioni della controllata sono computate nel
calcolo dei quorum costitutivi e deliberativi delle assemblee. Gli amministratori della controllante
sostanzialmente eleggono gli amministratori della controllata, che a loro volta eleggono gli amministratori
della controllante.
140. In termini di tutela del capitale sociale: l’art. 2359 bis c.c. prevede la creazione di una riserva in portafoglio
per evitare l'annacquamento del capitale sociale. Infatti l'acquisto di azioni della controllante non dà luogo
ad un effettivo incremento patrimoniale, per cui all'iscrizione all'attivo del valore delle azioni, deve seguire
l'iscrizione al passivo dello stato patrimoniale di un'apposita riserva contabile. Tale riserva consiste in una
mera posta correttiva del bilancio e non può essere utilizzata come le riserve ordinarie.
141. Logica dell’estensione all’acquisto di azioni della controllante da parte della controllata: l’art. 2359 bis c.c.
prevede che possano essere acquistate soltanto azioni interamente liberate, al fine di evitare che la
società controllata diventi debitrice verso la controllante del pagamento dei versamenti residui e l'acquisto
deve essere autorizzato dall'assemblea ordinaria. La delibera non deve necessariamente esplicare le
motivazioni e le finalità dell'acquisto, che deve avvenire in modo da assicurare la parità di trattamento fra i
soci.
142. Altre operazioni: Le operazioni della s.p.a. sulla sottoscrizione delle loro azioni potrebbero dar luogo
all’elusione dell’obbligo di conferimento o del divieto di restituzione anticipata dei conferimenti eseguiti, o
mettere in pericolo il corretto funzionamento dell’organizzazione societaria, concentrando i diritti di voto
nelle mani degli amministratori e dei gruppi di comando, oppure potrebbero dar luogo a manovre
speculative volte ad alterare le quotazioni delle azioni.
143. Logica del divieto di sottoscrizione, sottoscrizione reciproca e sottoscrizione di azioni della controllante: In
nessun caso la società può sottoscrivere le proprie azioni e il divieto ha carattere assoluto; l’unica deroga
è concessa per l’esercizio del diritto di opzione sulle azioni proprie detenute dalla società. Tale divieto
colpisce tanto la sottoscrizione diretta quanto la sottoscrizione indiretta. Nel caso della sottoscrizione
reciproca del capitale due società si costituiscono od aumentano il capitale sociale sottoscrivendo l’una il
capitale dell’altra, creando una moltiplicazione illusoria di ricchezza e, nel contempo, ciascuna delle due
società dispone di un pacchetto di voti da gestire nell’altra. L’acquisto reciproco di azioni è possibile senza
alcun limite quando fra le due società non intercorre un rapporto di controllo e nessuna delle due è
quotata in borsa. Se l’incrocio è realizzato fra società controllante e sue controllate, l’acquisto da parte
della società controllata è considerato come effettuato dalla controllante stessa ed è perciò assoggettato
alle limitazioni previste per l’acquisto di azioni proprie.
144. Gruppi di società: Il gruppo di società è un’aggregazione di imprese societarie formalmente autonome ed
indipendenti l’una dall’altra, ma assoggettate tutte ad una direzione unitaria, che le controlla e dirige
secondo un disegno unitario la loro attività di impresa, per il perseguimento di un interesse di gruppo. Il
gruppo di società combina i vantaggi dell’unità economica della grande impresa con quelli offerti
dall’articolazione in più strutture formalmente distinte e autonome: snellezza operativa e autonomia
decisionale, e delimitazione e separazione del rischio d’impresa. Essi possono essere a catena o a
raggiera.
145. Definizione del cci: L’articolo 2 (d lgs. 14/2019) definisce il gruppo di imprese come “l’insieme delle
società, delle imprese e degli enti, escluso lo Stato, che, ai sensi degli articoli 2497 e 2545-septies del
codice civile, sono sottoposti alla direzione e coordinamento di una società, di un ente o di una persona
fisica, sulla base di un vincolo partecipativo o di un contratto; a tal fine si presume, salvo prova contraria,
che: 1) l’attività di direzione e coordinamento di società sia esercitata dalla società o ente tenuto al
consolidamento dei loro bilanci; 2) siano sottoposte alla direzione e coordinamento di una società o ente
le società controllate, direttamente o indirettamente, o sottoposte a controllo congiunto, rispetto alla
società o ente che esercita l’attività di direzione e coordinamento”.
146. Cc 2474 e aspetti di disciplina: responsabilità, pubblicità, recesso, fine: In nessun caso la società può
acquistare o accettare in garanzia partecipazioni proprie, ovvero accordare prestiti o fornire garanzia per il
loro acquisto o la loro sottoscrizione. La ratio del divieto è quella di evitare l'annacquamento del capitale
sociale. Il negozio concluso in violazione del divieto è nullo per contrarietà a norme imperative poste
anche nell'interesse di terzi. Anche l'eventuale decisione dei soci che autorizzasse l'acquisto sarebbe
invalida per illiceità dell'oggetto.
147. Concetto di obbligazione: La s.p.a. può emettere obbligazioni (strumento per la raccolta di capitale di
prestito fra il pubblico). Le obbligazioni sono titoli di credito che rappresentano frazioni di uguale valore
nominale e con uguali diritti di un’unitaria operazione di finanziamento a titolo di mutuo. I titoli
obbligazionari documentano quindi un credito verso la società. L’obbligazione attribuisce infatti la qualità
di creditore della società e il diritto ad una remunerazione periodica fissa, svincolata dai risultati economici
della società finanziata.
148. Obbligazioni convertibili e chi le emette: Le obbligazioni convertibili in azioni attribuiscono il diritto di
sottoscrivere azioni della stessa società, in base ad un prefissato rapporto di cambio, utilizzando come
conferimento le somme già versate al momento dell’acquisto delle obbligazioni. Chi esercita il diritto di
conversione cessa perciò di essere obbligazionista e diventa azionista della società. Competente a
deliberare l’emissione di obbligazioni convertibili è l’assemblea straordinaria, che deve determinare anche
il rapporto di cambio, nonché il periodo e le modalità di conversione.
149. Obbligazioni convertibili: Le obbligazioni convertibili in azioni attribuiscono il diritto di sottoscrivere azioni
della stessa società, in base ad un prefissato rapporto di cambio, utilizzando come conferimento le
somme già versate al momento dell’acquisto delle obbligazioni, quindi chi esercita il diritto di conversione
cessa perciò di essere obbligazionista e diventa azionista. La delibera di emissione delle obbligazioni
convertibili non può essere adottata se il capitale sociale precedentemente sottoscritto non è stato
integralmente versato e non possono essere emesse per somma inferiore al loro valore nominale. Chi
delibera sull’emissione di obbligazioni convertibili è l’assemblea straordinaria, che deve determinare
anche il rapporto di cambio, nonché il periodo e le modalità di conversione. Deve inoltre contestualmente
deliberare l’aumento del capitale sociale per un ammontare corrispondente al valore nominale delle azioni
da attribuire in conversione.
150. Limiti all’emissione delle obbligazioni: In base all’attuale disciplina, la s.p.a. può emettere obbligazioni per
somma complessivamente non eccedente il doppio del capitale sociale, della riserva legale e delle riserve
disponibili risultanti dall’ultimo bilancio approvato. La società può tuttavia emettere obbligazioni per
ammontare superiore quando: le obbligazioni emesse in eccedenza sono destinate ad essere sottoscritte
da investitori istituzionali, soggetti a vigilanza prudenziale, i quali a loro volta, se trasferiscono le
obbligazioni sottoscritte, rispondono della solvenza della società nei confronti degli acquirenti; ricorrono
particolari ragioni che interessano l’economia nazionale e la società è autorizzata, con provvedimento
dell’autorità governativa, a superare il limite.
151. Organizzazione degli obbligazionisti: È prevista un’organizzazione di gruppo degli obbligazionisti volta a
tutelare l’interesse degli stessi verso la società, ed articolata in due organi: l’assemblea e il
rappresentante comune.
152. Competenze dell’assemblea degli obbligazionisti: L’assemblea delibera: sulla nomina e sulla revoca del
rappresentante comune; sulle modificazioni delle condizioni del prestito e sulla costituzione di un fondo
per le spese necessarie alla tutela dei comuni interessi. L’assemblea è convocata dagli amministratori
della società o dal rappresentante comune degli obbligazionisti. Il rappresentante comune degli
obbligazionisti è nominato dall’assemblea degli obbligazionisti. Tutela gli interessi comuni degli
obbligazionisti nei confronti della società e dei terzi, in particolare: esegue le deliberazioni dell’assemblea
degli obbligazionisti e ha la rappresentanza processuale degli obbligazionisti.
153. Strumenti finanziari partecipativi:Dalle azioni vanno tenuti distinti gli strumenti finanziari partecipativi (non
possono formare oggetto di conferimento e non sono imputabili al capitale sociale). Questi non
attribuiscono la qualità di azionista e presentano ampia elasticità per quanto riguarda i diritti propri delle
azioni che possono essere loro riconosciuti. Possono essere forniti solo di diritti patrimoniali o anche di
diritti amministrativi con esclusione però del diritto di voto nell’assemblea generale degli azionisti.
Possono essere dotati di diritto di voto su argomenti specificamente indicati (es. nomina di un
componente del CdA).
154. Procedimento assembleare: Il procedimento assembleare è un procedimento caratterizzato da fasi
talmente rigide che nel momento in cui una delle fasi dovesse presentare delle irregolarità, tutto il
procedimento diventerebbe, a sua volta, irregolare. Le fasi del procedimento assembleare sono: in primo
luogo la convocazione assembleare e una volta costituita l’assemblea deve essere presieduta da una
persona eletta con un voto per testa per numero di membri o in mancanza (assenteismo dei soci) con la
maggioranza dei presenti. Il presidente può essere affiancato da un segretario che però non è una figura
rilevante qualora l’assemblea venisse redatta da un notaio.
Successivamente le delibere assembleari devono essere messe per iscritte in un verbale redatto dal
presidente, dal segretario oppure dal notaio (se si tratta di ass. straordinaria il verbale va sempre redatto
dal notaio) ed essere registrate in un apposito libro tenuto a cura dagli amministratori.
155. Convocazione: La convocazione assembleare è deliberata dal CDA con indicazione di luogo, giorno e ora
dell’adunanza e dell’ordine del giorno. E’ deliberata dai sindaci nelle società quotate se: non vi
provvedono gli amministratori e la convocazione è obbligatoria, se sussistono fatti censurabili e se non vi
sono amministratori. Inoltre, la convocazione può essere facoltativa qualora il CDA decida di deliberare
l’assemblea solo durante le occasioni più opportune; ed è obbligatoria almeno una volta l’anno entro il
termine previsto dallo statuto o comunque entro 120 giorni dopo la chiusura dell’esercizio. La
convocazione può, dunque, avvenire per istanza degli amministratori, dei sindaci o dei soci che
rappresentino almeno il 10% del capitale sociale e indichino le materie su cui discutere. Può essere svolta
anche dalla maggioranza dei soci: assemblea totalitaria.
156. Poteri del presidente di assemblea: Il presidente dell’assemblea ha il potere di: garantire la regolarità della
costituzione dell’assemblea; verificare l’identità e la legittimazione dei presenti; regolare lo svolgimento
dell’assemblea e accertarne le delibere.
157. Intervento e voto: L’art. 2370 c.c. sancisce che: “Possono intervenire all’assemblea azionisti cui spetta
l’esercizio del diritto al voto” e inoltre, l’art. 2352 precisa che: “ Possono intervenire all’assemblea i
soggetti che pur non essendo soci hanno il diritto di voto (creditori, pignoratizi e usufruttuari)”.
158. Voto per rappresentanza: I soci possono partecipare all’assemblea sia in modo diretto e sia in modo
indiretto attraverso rappresentanza. L’istituto di rappresentanza in assemblea consente la partecipazione
indiretta dei piccoli azionisti alla vita della società e agevola il raggiungimento delle maggioranze
assembleari nelle società con diffuso assenteismo dei soci. È però, nel contempo, istituto che può
prestarsi ad abusi. La delega deve essere conferita per iscritto e deve contenere il nome del
rappresentante, che può farsi sostituire solo da altra persona indicata nella delega stessa. La
rappresentanza non può essere conferita ai membri degli organi amministrativi e di controllo e ai
dipendenti della società. La stessa persona non può rappresentare più di venti soci; se si tratta di società
che fanno ricorso al capitale di rischio, non più di cinquanta, cento o duecento soci a seconda del capitale
sociale.
159. Conflitto di interessi:Con l’esercizio del diritto di voto il socio concorre alla formazione della volontà sociale
in proporzione del numero di azioni possedute. L’esercizio del diritto di voto è rimesso all’apprezzamento
discrezionale del socio, il quale deve esercitarlo senza arrecare danno al patrimonio sociale. Se la
maggioranza sia ispirata esclusivamente ad interessi extrasociali, danneggiando la società, le
deliberazioni sono annullabili. Se un azionista, in una determinata delibera, ha un interesse personale
contrastante con quello della società, si ha conflitto di interessi. In questo caso la delibera approvata con il
suo voto determinante è impugnabile qualora possa recare danno alla società.
160. Abuso di maggioranza: L’abuso di maggioranza è l’abuso che la maggioranza dei soci reca a danno della
minoranza (es. aumento del capitale sociale a pagamento per far diminuire la quota degli azionisti di
minoranza). In questo caso, interviene direttamente la giurisprudenza affermando che: “ le delibere prese
con il solo scopo di danneggiare i singoli soci, sono annullabili”.
161. Invalidità delle delibere di assemblea: L’invalidità delle delibere assembleari può essere determinata dalla
violazione di norme che regolano il procedimento assembleare o da vizi che riguardano il contenuto della
delibera. Sono annullabili tutte le deliberazioni che non sono prese in conformità della legge o dello
statuto. Possono determinare l’annullabilità delle delibere: la partecipazione all’assemblea di persone non
legittimate qualora tale partecipazione sia stata determinante per la costituzione dell’assemblea;
l’invalidità dei singoli voti o il loro errato conteggio se determinanti per il raggiungimento della
maggioranza; incompletezza o inesattezza del verbale. L’impugnativa può essere proposta dai soci
dissenzienti o astenuti, amministratori, consiglio di amministrazione e collegio sindacale.
162. Modalità di nomina degli amministratori: I soci investiti dell’amministrazione possono essere nominati
nell’atto costitutivo o con atto separato. La distinzione acquista rilievo ai fini della revoca della facoltà di
amministrare: se l’amministratore è nominato nell’atto costitutivo la revoca deve essere decisa dagli altri
soci all’unanimità e non ha effetto se non ricorre una giusta causa; l’amministratore nominato per atto
separato è invece revocabile secondo le norme del mandato, quindi anche se non ricorre una giusta
causa.
163. Revoca degli amministratori: Sono cause di cessazione dall’ufficio prima della scadenza del termine: la
revoca da parte dell’assemblea; la rinuncia da parte degli amministratori; la decadenza dall'ufficio; la
morte. La revoca degli amministratori da parte dell’assemblea può avvenire anche senza giusta causa,
salvo il diritto degli amministratori al risarcimento dei danni qualora non ci sia una giusta causa
164. Sostituzione degli amministratori: Se rimangono in carica più della metà degli amministratori nominati
dall’assemblea, i superstiti sostituiscono quelli venuti meno con delibera approvata dal collegio sindacale
(cooptazione). Gli amministratori così nominati restano in carica fino alla prossima assemblea che potrà
confermarli o sostituirli. Se viene a mancare la maggioranza degli amministratori nominati dall’assemblea,
quelli rimasti in carica devono convocare l’assemblea perchè provveda alla sostituzione dei mancanti.
Quelli nominati scadranno con quelli in carica all’atto della nomina, salvo diversa disposizione dello
statuto o dell’assemblea. Se vengono a mancare tutti gli amministratori o l’amministratore unico, il collegio
sindacale dovrà convocare d’urgenza l’assemblea per la ricostituzione dell’organo amministrativo. Per
evitare vuoti di poteri il collegio sindacale può compiere nel frattempo gli atti di ordinaria amministrazione.
165. Cooptazione: la cooptazione riguarda la disciplina della sostituzione degli amministratori nel caso
rimangano in carica più della metà degli amministratori nominati dall’assemblea. Gli amministratori
superstiti sostituiranno quelli venuti meno con delibera approvata dal collegio sindacale. Gli amministratori
così nominati restano in carica fino alla prossima assemblea che potrà confermarli o sostituirli. È un
metodo di scelta dei membri di un organo collegiale da parte di coloro che fanno già parte del medesimo
organo o di un collegio ristretto costituito al suo interno.
166. La disciplina degli interessi degli amministratori: Gli amministratori hanno l’obbligo di perseguire
l’interesse sociale. Quando c’è un interesse dell’amministratore in una determinata operazione della
società occorre distinguere: se è amministratore deve dare notizia dell'interesse agli altri amministratori e
al collegio sindacale precisando natura, termini, origine e portata dell’interesse; se invece è
amministratore delegato deve astenersi dal compimento dell’azione e investire di questa il cda; se si tratta
di amministratore unico deve darne notizia anche alla prima assemblea utile. In caso di inosservanza di
queste disposizioni le delibere, qualora rechino danno alla società, potranno essere impugnate e
l’amministratore risponderà dei danni alla società derivanti dalla sua omissione.
167. Invalidità delibere c.d.a.: La delibera del c.d.a., qualora possa recare danno alla società (danno
potenziale), è impugnabile sia quando l’amministratore interessato ha votato e il suo voto è determinante,
sia quando sono stati violati gli obblighi di trasparenza, astensione e motivazione. L’impugnazione può
essere proposta dal collegio sindacale e dagli amministratori assenti e dissenzienti (entro novanta giorni
dalla delibera). La società può agire contro l’amministratore per il risarcimento dei danni derivanti dalla
sua azione o omissione.
168. Amministrazione delegata: Se l’atto costitutivo o l’assemblea lo consentono, il c.d.a. può delegare le
proprie attribuzioni ad un comitato esecutivo o ad uno o più amministratori delegati. Gli amministratori
delegati (uno o più) sono organi unipersonali cui di regola è affidata la rappresentanza della società. Gli
a.d. sono designati dallo stesso c.d.a., che determina inoltre l’ambito della delega. Con la concessione
della delega larga parte della gestione corrente della società è svolta dagli organi delegati, nei quali in
fatto si concentra il potere decisionale.
169. Limiti alla delega: La delega può essere anche generale, salvo i limiti riportati dall’art. 2381 comma 4, che
prevede alcune materie non delegabili, come la redazione del bilancio di esercizio, la facoltà di aumentare
il capitale sociale e di emettere obbligazioni convertibili per delega, gli adempimenti posti a carico degli
amministratori in caso di riduzione obbligatoria del capitale sociale per perdite, ed infine la redazione del
progetto di fusione o di scissione.
170. Reciproche competenze di delegante e delegato: i delegati predispongono gli aspetti organizzativi,
adeguatezza valutata dal delegante «sulla base delle informazioni ricevute», predispongono i piani
strategici che vengono esaminati dal consiglio e ci possono essere contatti interni che hanno funzioni
istruttorie e non decisionali. I deleganti, invece, hanno una competenza concorrente e sovraordinata,
hanno il potere di avocare a sé le direttive, inoltre possono revocare la delega in ogni momento, hanno il
potere di impartire direttive, devono ricevere informazioni almeno ogni sei mesi sul generale andamento
della gestione poiché la devono valutare, oltre all’adeguatezza degli assetti, sulla base della relazione dei
delegati; hanno l’obbligo di agire in modo informato, quindi hanno il diritto di richiedere informazioni
quando e se lo ritengono opportuno.
171. Flussi informativi: I deleganti devono ricevere informazioni almeno ogni sei mesi per essere
adeguatamente informati sull’andamento della gestione al fine di valutarla. Infatti hanno l’obbligo di agire
in modo informato e quindi, nel caso in cui non ricevano informazioni o in ogni caso quando lo ritengono
necessario e opportuno, hanno il diritto di richiedere informazioni.
172. Rappresentanza amministratori: Si distingue in rappresentanza organica e rappresentanza volontaria.
Rappresentanza organica nel senso che è necessaria perché gli amministratori si presentano come
organo, rappresentanza volontaria nel senso che la volontà di spendere il nome della società viene
attribuita ad uno o più amministratori. La rappresentanza organica quindi ha carattere generale e non
potranno essere opposti limiti, salvo exceptio doli (cioè che si provi che questi amministratori abbiano
agito intenzionalmente a danno della società).
173. Solidarietà e suoi limiti: La responsabilità degli amministratori è solidale, con alcune possibili eccezioni: se
sono state impartite specifiche competenze, se ci sono organi delegati, se alcune funzioni sono state
attribuite a più amministratori. C’è comunque l’obbligo di intervento e l’obbligo di agire in modo informato.
L’unico modo per dissociarsi è aver fatto annotare senza ritardo il proprio dissenso nel libro delle
adunanze e delle delibere del consiglio, dandone immediata notizia per iscritto al presidente del collegio
sindacale.
174. Valutazione della diligenza: Il criterio per valutare il mancato adempimento è il criterio di diligenza
richiesta dalla natura dell’incarico e dalle loro specifiche competenze, quindi il criterio di diligenza è
parametrato ad un aspetto soggettivo, cioè le specifiche competenze dell’amministratore, e ad un aspetto
oggettivo, cioè la natura dell’incarico.
175. Azione sociale di responsabilità: L’esercizio dell’azione di responsabilità contro gli amministratori deve
essere deliberato dall’assemblea ordinaria (anche in sede di approvazione del bilancio) oppure dal
collegio sindacale a maggioranza di due terzi dei suoi componenti, nonché da una minoranza qualificata
di soci che rappresenti almeno un quinto del capitale sociale. Inoltre l’amministratore può essere revocato
di diritto se la delibera è approvata con un quinto del capitale sociale. Sono possibili rinunce e transazioni
all’azione autorizzate dall’assemblea.
176. Responsabilità sociale amministratori spa (verso la società): Gli amministratori sono responsabili
civilmente del loro operato verso la società, verso i creditori sociali e verso i singolo soci o terzi. Gli
amministratori incorrono in responsabilità verso la società e sono tenuti al risarcimento dei danni quando
non adempiono i doveri ad essi imposti dalla legge o dallo statuto con la diligenza richiesta dall’incarico.
Se gli amministratori sono più, sono responsabili solidalmente se essendo a conoscenza di atti
pregiudizievoli non hanno fatto quanto potevano per impedirne il compimento o attenuarne le
conseguenze dannose.
177. Responsabilità verso i creditori: Gli amministratori sono responsabili civilmente del loro operato verso la
società, verso i creditori sociali e verso i singolo soci o terzi. Gli amministratori sono responsabili verso i
creditori sociali, infatti rispondono per l’inosservanza degli obblighi inerenti alla conservazione del
patrimonio sociale e l’azione può essere proposta dai creditori quando il patrimonio sociale risulta
insufficiente al soddisfacimento dei loro crediti.
178. Responsabilità verso i soci o terzi: Gli amministratori sono responsabili civilmente del loro operato verso la
società, verso i creditori sociali e verso i singolo soci o terzi. Se il singolo socio o il terzo sono stati
direttamente danneggiati dagli amministratori, possono esperire l’azione di responsabilità verso questi.
Per richiedere il risarcimento del danno devono ricorrere due presupposti: il compimento da parte degli
amministratori di un atto illecito nell’esercizio del loro ufficio; la produzione di un danno diretto (e non
riflesso) al patrimonio del singolo socio.
179. Sistema dei controlli nella s.p.a.: I controlli nelle spa sono tre: controllo interno esercitato dal collegio
sindacale che vigila sull'adeguatezza dell’assetto amministrativo, organizzativo adottato dalla società e sul
suo concreto funzionamento; controllo contabile affidato ad un revisore esterno o società di revisione;
controllo giudiziario esercitato dall’autorità giudiziaria in presenza di situazioni patologiche che alterino il
corretto funzionamento della società.
180. Controlli esterni e interni: accanto al controllo interno degli amministratori e a quello contabile,
l’ordinamento prevede un sistema di controlli esterni sulle s.p.a.; quello comune a tutte le società per
azioni è il controllo esterno sulla gestione esercitato dall’autorità giudiziaria in presenza di situazioni
patologiche che ne alterano il corretto funzionamento. Dal 1974 le società con azioni quotate in borsa e
che operano sul mercato mobiliare sono soggette al controllo da parte della Consob.
181. Composizione, nomina, revoca, decadenza: il collegio sindacale delle s.p.a. non quotate si compone di tre
o cinque membri effettivi, che siano soci o meno, e deve nominare due membri supplementi. I primi
sindaci sono nominati nell’atto costitutivo e poi dall’assemblea ordinaria; almeno un sindaco deve essere
scelto fra gli iscritti nel registro dei revisori contabili. I sindaci restano in carica per tre esercizi e sono
rieleggibili; l’assemblea può revocarli solo per una giusta causa, e tale revoca deve essere approvata dal
tribunale per verificarne il motivo. In caso di morte, rinuncia o decadenza di un sindaco, subentrano i
supplementi in ordine di età, che restano in carica fino all’assemblea successiva, che provvede alla
nomina.
182. Ambito dei controlli: il collegio sindacale vigila sull’adeguatezza dell’assetto organizzativo, amministrativo
e contabile della società e sul suo funzionamento. Tale vigilanza consiste nel “potere-dovere” dei sindaci
di intervenire alle riunioni dell’assemblea, del CdA e del comitato esecutivo, oltre che di impugnare le
relative delibere. I sindaci, inoltre, hanno il potere di procedere in ogni momento all’ispezione e di
richiedere agli amministratori notizie sull’andamento delle operazioni sociali o altri affari. I sindaci possono
avvalersi di dipendenti ed ausiliari per le operazioni di controllo.
183. Precisazioni sul controllo contabile: La riforma del 1974 ha introdotto per le società quotate anche un
controllo contabile esterno da parte di una società di revisione, dando però vita ad una sovrapposizione di
funzioni col collegio sindacale che si è rivelata scarsamente funzionale. Con la riforma del 2003 il controllo
contabile è stato sottratto al collegio sindacale ed è stato attribuito: per le società che non fanno ricorso al
mercato del capitale di rischio, ad un revisore dei conti o ad una società di revisione; per le società che
fanno ricorso al mercato del capitale di rischio, ad una società di revisione. L’art. 2409 bis c.c. sancisce
che lo statuto delle società che non siano tenute alla redazione del bilancio consolidato può prevedere
che la revisione legale dei conti sia esercitata dal collegio sindacale. in tale caso il collegio sindacale è
costituito da revisori legali iscritti nell'apposito registro.
184. Poteri: L’art. 2403 bis c.c. individua una specifica disciplina dei poteri di informazione circa le vicende
delle società controllate e i rapporti tra sindaci, amministratori e società per lo svolgimento dell'attività
ispettiva. La norma estende il potere informativo del collegio sindacale, dando la possibilità di procedere a
scambi di informazioni con i sindaci delle controllate in merito ai sistemi di amministrazione e controllo e
andamento generale dell'attività sociale. La disposizione prevede che i poteri di ispezione e controllo
siano attribuiti individualmente ai singoli sindaci al fine di facilitare il concreto svolgimento dell'attività
ricognitiva. La legge non specifica il contenuto di tali poteri, si ritiene, quindi, che il relativo modus
operandi sia rimesso alla discrezionalità dei sindaci.
185. Nomina e revoca dei revisori: Nelle società non quotate, il soggetto responsabile del controllo contabile è
nominato per la prima volta nell’atto costitutivo. Successivamente l’incarico è conferito dall’assemblea,
che determina il corrispettivo spettante al revisore o alla società di revisione. Non possono esercitare il
controllo contabile i sindaci della società revisionata. L’incarico ha una durata di tre esercizi ed è
rinnovabile senza limiti. L’incarico può essere revocato dall’assemblea solo per giusta causa, sentendo il
parere del collegio sindacale.
186. Ambito dei controlli e responsabilità: funzione principale del revisore è quella di controllare la regolare
tenuta della contabilità e di esprimere un giudizio sul bilancio di esercizio e sul bilancio consolidato. Il
rilascio di un giudizio positivo modifica sensibilmente la normale disciplina dell’impugnativa della delibera
di approvazione del bilancio. Il soggetto incaricato del controllo contabile ha diritto di ottenere documenti e
notizie utili per la revisione e può procedere autonomamente ad accertamenti e controlli. La società di
revisione deve informare la Consob dei fatti che ritiene censurabili. Il revisore contabile documenta
l’attività svolta in un apposito libro tenuto presso la sede della società. Il soggetto incaricato del controllo
contabile deve adempiere ai propri doveri con diligenza e professionalità.
187. Controllo giudiziario (art. 2409): Il controllo giudiziario sulla gestione delle s.p.a. è una forma di intervento
dell’autorità giudiziaria nella vita delle società volta a ripristinare la legalità dell’amministrazione delle
stesse. Il procedimento può essere attuato se vi è fondato sospetto che gli amministratori in violazione dei
loro doveri abbiano compiuti gravi irregolarità nella gestione che possano arrecare danno alla società. Per
attivare il procedimento previsto dall'art. 2409 c.c. le gravi irregolarità devono presentare i seguenti
caratteri: a) devono riguardare la sfera societaria; b) devono essere attuali; c) devono violare una
disposizione di legge; d) devono arrecare un danno patrimoniale alla società. Le gravi irregolarità possono
essere denunciate: dai soci che rappresentano almeno un decimo del capitale sociale; dal collegio
sindacale; nelle società che fanno ricorso al mercato del capitale di rischio dal pubblico ministero o dalla
Consob.
188. Poteri e responsabilità: Il gruppo di comando può evitare l’ispezione ordinata dal tribunale ed ottenere dal
tribunale stesso la sospensione del procedimento per un periodo determinato, se l’assemblea sostituisce
amministratori e sindaci con soggetti di adeguata professionalità, che si attivano senza indugio per
accertare se le violazioni sussistono e, in caso positivo, per eliminarle, riferendo al tribunale sugli
accertamenti e le attività compiute. Poteri e durata in carica dell’amministratore giudiziario sono
determinati dal tribunale. L’amministratore giudiziario ha il potere di proporre l’azione di responsabilità
contro amministratori e sindaci, e ha la rappresentanza anche processuale della società.
189. Trasformazione omogenea: si ha trasformazione omogenea di una società quando viene modificato il tipo
di società. Per esempio, quando una società di persona viene trasformata in una società di capitali. Le
trasformazioni omogenee si distinguono in: trasformazioni progressive (da società di persone a società di
capitali) e regressive (da società di capitali a società di persone). Avviene una modifica statutaria che è di
competenza dei rispettivi organi: assemblea straordinaria, unanimità dei soci nelle società di persone).
Ma, per quanto riguarda le società di persone la modifica può avvenire solo a maggioranza di
partecipazione agli utili perchè è una forte modifica del regime di responsabilità.
190. Trasformazione eterogenea: si ha quando la società continua a perseguire nell’attività dell’impresa, ma lo
scopo-fine è diverso, cioè cambia proprio la causa della forma associativa societaria di partenza. È
assoggettata a opposizione dei creditori perché può esserci mutamento del rischio d’impresa.
191. Trasformabilità delle cooperative: Espressamente vietata è la trasformazione di una società cooperativa a
mutualità prevalente in società lucrativa, è invece consentita la trasformazione delle altre società
cooperative in società lucrative o in consorzi. Inoltre è consentita la trasformazione di società di capitali
(non di persone) in società cooperative, che configurano uno dei casi di trasformazione eterogenea.
192. Trasformazione progressiva e regressiva: La trasformazione progressiva è quando avviene una
trasformazione da società di persone a società di capitali, mentre la trasformazione regressiva è quando
avviene una trasformazione da società di capitali a società di persone. In entrambi i casi è necessario un
procedimento trasparente che garantisca i creditori, perché cambiando tipo di società cambierà anche il
regime di responsabilità dei soci. Nella trasformazione progressiva alla delibera di trasformazione deve
essere allegata una relazione giurata di stima del patrimonio. Vengono quindi assegnate le azioni o le
quote in proporzione alla partecipazione. L’effetto principale da tenere monitorato è che i soci verranno
liberati da responsabilità illimitata. Nella trasformazione regressiva è necessario il consenso dei soci, i
quali assumeranno responsabilità illimitata. Inoltre è necessaria una relazione sulla motivazione e sugli
effetti della trasformazione
193. Tutela dei creditori della società di persone trasformata in società di capitali: Durante la trasformazione
progressiva l’unico diritto in capo ai creditori è quello di opporsi alla trasformazione entro 60 giorni dalla
comunicazione.
194. Presupposti della trasformazione regressiva: I presupposti della trasformazione regressiva sono: il
consenso dei soci, i quali assumeranno responsabilità illimitata; una relazione sulla motivazione e sugli
effetti della trasformazione.
195. Tutela del capitale in caso di trasformazione progressiva: Nella trasformazione progressiva può esserci un
problema della copertura del capitale sociale, quindi alla delibera di trasformazione deve essere allegata
una relazione giurata di stima del patrimonio.
196. Presupposti di trasformazione eterogenea? In particolare, da associazioni in società lucrative: Le
trasformazioni eterogenee da società di capitali richiedono quorum rafforzati (art. 2500-septies, co. 3),
mentre le trasformazioni in società di capitali richiedono particolari maggioranze. In particolare, da
associazioni a società di capitali è prevista la maggioranza richiesta per lo scioglimento anticipato e sono
escluse le trasformazioni di associazioni che abbiano ricevuto contributi pubblici o donazioni dal pubblico.
197. Scissione totale e parziale: Con la scissione il patrimonio di una società è scomposto e assegnato in tutto
o in parte ad altre società, con la contestuale assegnazione ai soci della prima di azioni o quote delle
società beneficiarie del trasferimento patrimoniale. Nella scissione totale, l’intero patrimonio della società
che si scinde viene trasferito a più società (la prima società perciò si estingue senza che però si abbia la
liquidazione della stessa). Nella scissione parziale invece solo parte del patrimonio della società che si
scinde viene trasferita ad una o più altre società (la società scissa resta in vita con un patrimonio ridotto).
198. Società beneficiaria preesistente e di nuova costituzione: con la scissione di una società si ha la
suddivisione di un unico patrimonio sociale e di un’unica compagine societaria in più società. Le azioni o
quote delle società beneficiarie del trasferimento patrimoniale sono acquisite direttamente dai soci della
società che si scinde, e ciò può avvenire mediante una scissione parziale o totale. Le società beneficiarie
possono essere: società di nuova costituzione, che nascono per gemmazione dalla società che si scinde
(scissione in senso stretto); una o più società preesistenti (scissione per incorporazione), che vedono nel
contempo incrementati il loro patrimonio e la compagine sociale per l’ingresso dei soci della società
scissa.
199. Procedimento: Gli amministratori delle società partecipanti alla scissione devono redigere un unitario
progetto di scissione, che deve contenere: l’esatta descrizione degli elementi patrimoniali da trasferire a
ciascuna delle società beneficiarie e dell’eventuale conguaglio in denaro; i criteri di distribuzione ai soci
delle azioni o quote delle società beneficiarie. A tutela dei creditori è stato stabilito che ciascuna società è
solidalmente responsabile, nei limiti del valore effettivo del patrimonio netto ad essa assegnato o rimasto,
dei debiti della società scissa non soddisfatti dalla società cui fanno carico.
200. Destinazione degli elementi del passivo e dell’attivo: Gli elementi dell’attivo non desumibili dal progetto di
scissione sono ripartiti proporzionalmente al patrimonio in ipotesi di scissione totale e restano in capo alla
società scissa in caso di scissione parziale. Per quanto riguarda gli elementi del passivo assumono
responsabilità solidale le società beneficiarie, nei limiti del patrimonio, nonché della società scissa. In ogni
caso responsabilità per debiti non soddisfatti dalle società cui fanno carico.
201. Scissione proporzionale, non proporzionale, asimmetrica: nella scissione proporzionale le azioni o quote
delle società risultanti da tale operazione (scissa e beneficiarie) sono attribuite ai soci in misura
proporzionale alla loro partecipazione originaria. Costituiscono eccezioni a tale principio la scissione non
proporzionale e la scissione asimmetrica: la prima si concretizza ogni qualvolta il progetto di scissione
preveda un’assegnazione ai soci in misura non proporzionale, senza che tale disparità di trattamento sia
interamente compensata con conguagli in denaro, mentre la scissione asimmetrica prevede che con il
consenso unanime dei soci sia possibile non assegnare ad alcuni di essi partecipazioni in una delle
società beneficiarie, ma partecipazioni della scissa.
202. Cause di scioglimento (società di capitali): Le cause di scioglimento della società sono: il decorso del
termine, il conseguimento dell’oggetto sociale o la sopravvenuta impossibilità di conseguirlo, l’impossibilità
di funzionamento dell’assemblea, la riduzione del capitale al di sotto del minimo legale, per delibera
assembleare.
203. Effetti delle cause di scioglimento: Una volta verificatasi una delle cause di scioglimento gli amministratori
devono procedere all’accertamento e all’iscrizione nel registro delle imprese della causa stessa. Gli effetti
decorrono dal momento dell’iscrizione. Da questo momento c’è una limitazione immediata dei poteri di
gestione. Gli amministratori devono convocare l’assemblea per l’adozione degli opportuni provvedimenti,
intanto il loro potere di amministrare è limitato ai fini della conservazione dell’integrità del patrimonio
sociale, perché il fine della liquidazione è provvedere al pagamento dei creditori sociali.
204. Nomina, poteri e responsabilità dei liquidatori: I liquidatori vengono nominati dall’assemblea straordinaria,
ma in caso di inerzia assembleare vengono nominati dal tribunale. I liquidatori possono essere revocati
solo per giusta causa. Hanno il potere di compiere ogni atto utile per la liquidazione con l’obbligo di
diligenza professionale, a pena di responsabilità secondo le norme previste dalla disciplina della
responsabilità degli amministratori. L’attività dei liquidatori deve essere diretta al pagamento dei creditori
sociali, perciò essi non possono ripartire fra i soci i beni della società fin quando non siano pagati tutti i
creditori. Inoltre, devono redigere annualmente il bilancio e sottoporlo all’approvazione dell’assemblea
205. Esercizio provvisorio dell’impresa: L’esercizio provvisorio dell’impresa deve essere previsto durante la
nomina dei liquidatori in assemblea straordinaria, in quanto durante essa vengono fissati i criteri di
liquidazione che i liquidatori devono seguire.
206. Estinzione della società: L’estinzione della società avviene dopo la redazione del bilancio finale che ha
una funzione informativa per i soci e per i creditori sociali e deve essere depositata presso il registro delle
imprese (possibile reclamo entro 90 gg.). Da questo momento può essere effettuata la richiesta di
cancellazione dell’impresa dal registro delle imprese e con essa si ha l’effettiva estinzione della società.
207. Particolarità della disciplina dei conferimenti in srl: La disciplina dei conferimenti nella srl prevede un
capitale minimo di diecimila euro, con eccezione della srl semplificata che richiede un euro. Può essere
oggetto di conferimento qualsiasi entità suscettibile di valutazione economica, quindi anche prestazioni
d’opera e servizi (ammesso il socio d’opera), purchè questi conferimenti siano garantiti con fideiussione o
polizza assicurativa (con le quali possono venire sostituiti i versamenti dei conferimenti in denaro). Sono
possibili anche i conferimenti in natura, in questo caso, come nelle spa, è necessaria la stima di un
esperto o di una società di revisione di fiducia del socio. Non c’è neppure il controllo degli amministratori.
È possibile un sovrapprezzo.
208. srl a capitale ridotto: Nelle srl a capitale ridotto i conferimenti devono avvenire esclusivamente in denaro,
anche di un solo euro. Negli anni si devono portare un quinto degli utili a riserva legale, fino a che il
capitale sociale non raggiunga la soglia minima di diecimila euro prevista dalla disciplina ordinaria.
209. Diritti particolari del socio di srl: Nelle srl possono essere attribuiti particolari diritti ai soci (non correlati alle
quote ma alla persona del socio) ed è questo carattere personalistico che distingue la srl dalla spa.
Possono essere attribuiti diritti relativi all’amministrazione della società, come la scelta degli
amministratori, il diritto ad amministrare, il diritto di veto o la decisione su atti gestori, oppure possono
essere attribuiti diritti relativi agli utili, per esempio maggior dividendi o priorità nell’acquisizione dei
dividendi
210. Quote di srl: Nelle srl le partecipazioni sono rappresentate da quote, ma le quote non possono essere
rappresentate da azioni. La quota è l’unità di partecipazione misurata in percentuale, si presume sia
proporzionale ai conferimenti ed è divisibile. Inoltre, si presume che i diritti sociali siano proporzionali alla
partecipazione.
211. Trasferimento quote srl: Le partecipazioni sono liberamente trasferibili sia per atto tra vivi che per mortis
causa. L’atto costitutivo può prevedere l’intrasferibilità della partecipazione oppure può subordinare il
trasferimento al gradimento di organi sociali (clausole di gradimento) oppure prevedere il diritto di
preferenza in capo ad altri soci (clausole di prelazione). Per l’atto di trasferimento vale l’atto per iscritto,
per il quale è necessaria la sottoscrizione autenticata del notaio che poi provvederà al deposito nel
registro delle imprese. Da questo momento avrà affetto nei confronti della società ed è vietata qualsiasi
operazione sulle proprie partecipazioni.
212. Finanziamenti soci: Nelle srl spesso capita che i soci anziché effettuare un conferimento per
implementare il capitale sociale effettuino un finanziamento, questo scaturisce un problema di
sottocapitalizzazione e conseguente pregiudizio per i creditori quando la società rimborsa i finanziamenti
prima ai soci che ai creditori. Quando questo avviene in presenza di uno squilibrio della società, il
legislatore tutela i creditori attraverso la postergazione del socio, cioè vengono soddisfatti prima i creditori
e solo dopo viene rimborsato il socio di quanto ha prestato alla società. Il socio, quindi, viene postergato.
Inoltre, se al momento della restituzione del finanziamento la società è fallita, nell’anno pre-fallimento la
restituzione al socio va revocata, quindi il curatore potrà richiedere al socio quanto gli era stato
rimborsato.
213. Titoli di debito: La funzione dei titoli di debito nelle srl è analoga a quella delle obbligazioni delle spa. È
necessaria una previsione nell’atto costitutivo ed è possibile una previsione statutaria di modifica a
maggioranza delle condizioni del prestito. I titoli di debito delle srl sono destinati a investitori professionali,
per garantire la solvenza della società.
214. Decisioni dei soci e derogabilità del metodo collegiale: Le decisioni dei soci sono adottate col voto
favorevole di una maggioranza che rappresenti almeno la metà del capitale sociale, ma possono avvenire
anche secondo modalità più snelle, cioè per consultazione scritta e consenso espresso per iscritto, salvo
che non richiedano diversamente uno o più amministratori o ⅓ del capitale sociale e salvo ipotesi
particolari che richiedono il metodo collegiale. Tali ipotesi particolari sono: la modificazione dell’atto
costitutivo, la modificazione sostanziale dell’oggetto sociale o dei diritti dei soci, nonché la riduzione del
capitale per perdite obbligatoria.
215. Amministrazione: L’amministrazione è affidata a uno o più soci, nominati con la decisione dei soci, che
restano in carica a tempo indeterminato. Quando è affidata a più persone, queste costituiscono il Cda, per
cui si rinvia alle norme sulle spa. Il metodo collegiale è derogabile, quindi l’atto costitutivo può prevedere
che gli amministratori operino disgiuntamente o congiuntamente, come nelle società di persone, e in
questo caso infatti si rinvia alle norme sulle sdp. Se l’atto costitutivo lo prevede, vi è la possibilità di
amministrare anche ai non soci. Gli amministratori hanno competenza generale anche se è possibile
attribuire competenza gestorie ai soci. Per la revoca degli amministratori valgono gli stessi principi delle
spa, quindi non è necessaria la giusta causa, salvo il risarcimento del danno. Inoltre, è possibile la revoca
giudiziaria in caso di gravi irregolarità.
216. Rappresentanza nelle srl: Nello statuto vanno indicati gli amministratori a cui spetta la rappresentanza che
di regola hanno la rappresentanza generale della società. Le limitazioni e i poteri degli amministratori
devono risultare dall'atto costitutivo o dallo statuto. Tuttavia, anche se pubblicate non sono opponibili ai
terzi, a meno che questi non abbiano intenzionalmente agito a danno della società.
217. Responsabilità degli amministratori: L’amministratore ha l’obbligo di gestione diligente. Sono responsabili
solidalmente, salvo che l’amministratore dissenziente abbia manifestato il proprio dissenso e l’abbia reso
pubblico. Gli amministratori sono responsabili solidalmente verso la società e verso i singoli soci o terzi
direttamente danneggiati, ma non si fa menzione della responsabilità verso i creditori sociali (sebbene non
sia richiamata, si ritiene che valga anche nelle srl). L’azione sociale di responsabilità contro gli
amministratori può essere promossa anche dal singolo socio, salvo rinuncia e transazione. Inoltre,
secondo l’art. 2476, co.7 la responsabilità viene estesa anche ai soci che abbiano deciso e autorizzato il
compimento di atti dannosi per la società, i soci o i terzi.
218. Controllo individuale del socio e controlli nella srl: Secondo l’art. 2476, co. 2 ogni socio non
amministratore ha diritto di avere dagli amministratori notizie sullo svolgimento degli affari sociali e di
consultare i libri sociali e i documenti relativi all’amministrazione. L’atto costitutivo può prevedere la
nomina di un organo di controllo o di un revisore determinandone competenze e poteri. Se lo statuto non
dispone diversamente, l’organo di controllo è costituito da un solo membro effettivo. La nomina
dell’organo di controllo è necessario solo in presenza dei presupposti fissati dall'art. 2477, co.3 (quindi
bilancio consolidato, controllo, superamento dei limiti del bilancio in forma abbreviata). Si distingue tra
controllo di gestione e controllo contabile, i quali nell’ s.r.l. possono essere svolte dallo stesso soggetto
che può essere anche un organo monocratico. Ad esso si applicano le norme sui sindaci. Dal 2019 il può
essere applicato anche il controllo giudiziario (art. 2409).
219. Sapa: Nelle società in accomandita per azioni le quote di partecipazione sono rappresentate da azioni. Gli
amministratori acquisiscono la qualità di accomandatari. La revoca e modifica degli amministratori è
modifica statutaria, quindi richiede l’approvazione dell’assemblea straordinaria e l’approvazione degli altri
amministratori. Le modifiche dell’atto costitutivo vanno approvate da tutti gli amministratori. Quest’ultimi
non votano su nomina, revoca e responsabilità dei sindaci o consiglieri di sorveglianza, comportando una
maggior indipendenza dei sindaci che funge da contrappeso al maggior potere degli amministratori.
220. Scopo mutualistico: Lo scopo mutualistico è lo scopo perseguito dalle società cooperative e cioè quello di
fornire ai singoli soci un vantaggio patrimoniale diretto che può consiste in un risparmio di spesa o di
maggiore remunerazione del lavoro svolto dai soci nella cooperativa (è necessario il metodo economico
per la realizzazione di scopi economici).
221. Mutualità prevalente: Lo scopo mutualistico può tuttavia convivere con lo scopo lucrativo, infatti, se
previsto dall’atto costitutivo, si possono svolgere anche attività con terzi. Tale attività è finalizzata alla
produzione di utili. Le cooperative a mutualità prevalente sono caratterizzate:
-dalla presenza nello statuto di clausole che limitano la distribuzione di utili e riserve ai soci cooperatori;
-dalla circostanza che la loro attività deve essere prevalentemente a favore dei soci (cooperative di
consumo), oppure deve utilizzare prevalentemente prestazioni lavorative dei soci (cooperative di lavoro) o
beni o servizi dagli stessi apportati (cooperative di produzione e lavoro). La distinzione con le altre società
cooperative ha un rilievo essenzialmente fiscale.
222. Possibilità di distribuzione dell’utile: C’è la possibilità di distribuire gli utili ma con delle limitazioni. Gli utili
saranno parametrati a buoni postali, sono aumentabili attraverso l'emissione di strumenti finanziari. Inoltre
sono applicabili anche in caso di scioglimento della società, attraverso l’obbligo di devoluzione delle
riserve.
223. Principio della porta aperta: Nelle società cooperative il principio della porta aperta è molto importante, in
quanto, essendo una società a capitale variabile, agevola l’entrata e l’uscita dei soci ed è funzionale a
incrementare le occasioni di scambio (da cui deriva la necessità che ci sia un numero minimo di soci,
almeno 9 soci). Questo principio presuppone un interesse a scambiare e non c’è un diritto soggettivo ad
accedere.
224. Ammissione alla cooperativa: L'ammissione di nuovi soci è rivolta agli amministratori con un possibile
ricorso all’assemblea. Il nuovo socio deve essere in possesso dei requisiti fissati per legge o dall’atto
costitutivo. Non c’è un diritto soggettivo all’ammissione. L’ammissione avviene con versamento della
quota e del sovrapprezzo. Inoltre, essendo una società a capitale variabile, con l’entrata di un nuovo socio
non è necessaria la modifica dell’atto costitutivo.
225. Trasferimento della partecipazione: Il trasferimento della partecipazione realizza un interesse capitalistico.
Necessita dell’autorizzazione degli amministratori e contro il diniego è possibile proporre l’opposizione
dinanzi al tribunale. Inoltre, è possibile il divieto di trasferimento, salvo il diritto di recesso in capo al socio.
226. Strumenti finanziari delle cooperative: Le società cooperative possono emettere strumenti finanziari sia di
partecipazione al capitale (rientrano qui le azioni di partecipazione cooperativa) sia di apporti di capitale di
debito. Per quest’ultima categoria vi sarà un’assemblea speciale e ragionevolmente non sono possibili
diritti amministrativi in assemblea generale per i possessori di questi titoli di debito. Per quanto riguarda gli
strumenti finanziari di partecipazione al capitale è possibile che ai titolari vengano attribuiti diritti
amministrativi (ma non più di ⅓ dei voti) e privilegi nella ripartizione degli utili.
227. Assemblea e voto capitario: Nelle società cooperative, non essendoci il principio capitalistico, vige il voto
per teste, infatti ogni socio persona fisica ha un solo voto qualsiasi sia il valore della quota o il numero
delle azioni possedute. Solo ai soci persone giuridiche possono essere attribuiti più voti, ma non oltre
cinque, in relazione all’ammontare della quota o delle azioni. Solo nelle cooperative consortili il diritto di
voto è attribuito in ragione della partecipazione allo scambio mutualistico. Il voto è esercitabile solo se si è
iscritti nel libro dei soci da almeno 90 giorni. Inoltre, vi è la possibilità di istituire assemblee separate per
agevolare la partecipazione dei soci che si trovano territorialmente in più zone.
228. Recesso ed esclusione dalla cooperativa e valore della quota: Nella società cooperative costituiscono
cause di riduzione del numero dei soci e del capitale:
- il recesso, ammesso quando l’atto costitutivo vieta la cessione delle quote o delle azioni e nei casi
previsti per le s.p.a. (o per le s.r.l. per le cooperative regolate secondo questo modello);
- esclusione, in caso di mancato pagamento delle quote o delle azioni, nei casi previsti per le società di
persone, per gravi inadempienze del socio, per mancanza o perdita dei requisiti previsti per la
partecipazione alla società. La deliberazione di esclusione deve essere comunicata al socio, che può
proporre l’opposizione dinanzi al tribunale;
- la morte del socio, il rapporto sociale si scioglie, salvo che l’atto costitutivo non disponga la
continuazione della società con gli eredi, purchè essi siano provvisti dei requisiti per l'ammissione alla
società.
La liquidazione della quota avviene secondo i criteri stabiliti nell’atto costitutivo e il pagamento deve
essere effettuato entro centottanta giorni dall’approvazione del bilancio e deve comprendere il rimborso
del sovrapprezzo ove è possibile.
229. Riserve, dividendi e ristorni (Presupposti e limiti di ripartizione): Per le riserve vige l’obbligo di formazione
di una riserva legale che deve corrispondere al 30% degli utili netti, funzionale al rafforzamento
patrimoniale della cooperativa. Inoltre è stato introdotto l’obbligo di destinare il 3% degli utili netti annuali
ad appositi fondi mutualistici per la promozione e lo sviluppo della cooperazione.
Sono posti limiti nella distribuzione fra i soci degli utili residui, i quali sono distribuibili solo se il patrimonio
netto supera il quarto dell’indebitamento.
I ristorni costituiscono rimborso ai soci di parte del prezzo pagato per i beni o servizi acquistati dalla
cooperativa (cooperativa di consumo) a prezzo di mercato, o integrazione della retribuzione corrisposta
dalla cooperativa per le prestazioni del socio (cooperative di produzione e di lavoro). Costituiscono quindi
uno degli strumenti tecnici per attribuire ai soci cooperatori il vantaggio mutualistico (risparmio di spesa o
maggiore remunerazione) derivante dai rapporti di scambio intrattenuti con la cooperativa. Sono ripartibili
anche se il patrimonio non supera il quarto dell’indebitamento. Presuppongono comunque un avanzo di
gestione e sono ripartiti in proporzione agli scambi o anche mediante incremento del valore delle quote.
Inoltre, non possono derivare da attività con terzi.