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Univ.

di Firenze/CRIACIV/DIC: Ingegneria del Vento


CAP. 4: Aerodinamica dei corpi tozzi (1/97)

Equazioni del moto

• Forze d’inerzia (nella direzione x)

⎛ ∂u ⎞
Fxi = ρu 2 ⋅ dydz − ρu ⎜ u + ⋅ dx ⎟ ⋅ dydz
⎝ ∂x ⎠
⎛ ∂u ⎞
+ρuv ⋅ dxdz − ρu ⎜ v + ⋅ dy ⎟ ⋅ dxdz
⎝ ∂y ⎠
⎛ ∂w ⎞
+ρuw ⋅ dxdy − ρu ⎜ w + ⋅ dz ⎟ ⋅ dxdy
⎝ ∂z ⎠
∂u
−ρ ⋅ dxdydz
∂t
⎛ ∂u ∂v ∂w ∂u ⎞
= −ρ ⎜ u +u +u + ⎟ ⋅ dV
⎝ ∂x ∂y ∂z ∂t ⎠

ρu 2 ⋅ dydz = flusso della quantità di moto

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CAP. 4: Aerodinamica dei corpi tozzi (2/97)

Equazioni del moto

• Le forze di superficie vengono definite


attraverso il tensore di sforzo

⎡ σ xx σ xy σ xz ⎤
σ = ⎢⎢ σ yx σ yy σ yz ⎥⎥
⎢⎣ σ zx σ zy σ zz ⎥⎦

• Forze di superficie (nella direzione x)

⎛ ∂σ xx ⎞
Fxs = −σ xx ⋅ dydz + ⎜ σ xx + ⋅ dx ⎟ ⋅ dydz
⎝ ∂x ⎠
⎛ ∂σ xy ⎞
−σ xy ⋅ dxdz + ⎜ σ xy + ⋅ dy ⎟ ⋅ dxdz
⎝ ∂y ⎠
⎛ ∂σ xz ⎞
−σ xz ⋅ dxdy + ⎜ σ xz + ⋅ dz ⎟ ⋅ dxdy
⎝ ∂z ⎠
⎛ ∂σ xx ∂σ xy ∂σ xz ⎞
=⎜ + + ⎟ ⋅ dV
⎝ ∂x ∂y ∂z ⎠

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Equazioni del moto

• Le forze di massa vengono definite in funzione


del vettore di accelerazione

G = [ Gx Gz ]
T
Gy

• Forze di massa (nella direzione x)

Fxm = ρGx ⋅ dV

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Equazioni del moto

Fi + Fm + Fs = 0

⎛ ∂u ∂v ∂w ∂u ⎞
ρ⎜u + u + u + ⎟
⎝ ∂x ∂y ∂z ∂t ⎠
∂σ xx ∂σ xy ∂σ xz
= ρGx + + +
∂x ∂y ∂z

⎛ ∂u ∂v ∂w ∂v ⎞
ρ⎜ v + v + v + ⎟
⎝ ∂x ∂y ∂z ∂t ⎠
∂σ yx ∂σ yy ∂σ yz
= ρG y + + +
∂x ∂y ∂z

⎛ ∂u ∂v ∂w ∂w ⎞
ρ⎜ w + w + w + ⎟
⎝ ∂x ∂y ∂z ∂ t ⎠
∂σ zx ∂σ zy ∂σ zz
= ρGz + + +
∂x ∂y ∂z

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Equazione di conservazione della massa

⎛ ∂ (ρ u ) ⎞
ρu ⋅ dydz − ⎜ ρu + ⋅ dx ⎟ ⋅ dydz +
⎝ ∂x ⎠
⎛ ∂ (ρv ) ⎞
ρv ⋅ dxdz − ⎜ ρv + ⋅ dy ⎟ ⋅ dxdz +
⎝ ∂y ⎠
⎛ ∂ (ρw) ⎞
ρw ⋅ dxdy − ⎜ ρw + ⋅ dz ⎟ ⋅ dxdy +
⎝ ∂z ⎠
∂ρ
⋅ dxdydz = 0
∂t

∂ (ρu ) ∂ (ρv) ∂ (ρw) ∂ρ


+ + + =0
∂x ∂y ∂z ∂t

• Per fluidi incompressibili

∂u ∂v ∂w
div( V ) = + + =0
∂x ∂y ∂z

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Equazioni del moto – fluidi Newtoniani

• Si assume che gli sforzi tangenziali siano di


natura viscosa
• Nel caso di un flusso bidimensionale lo sforzo
tangenziale viene scritto come (legge di attrito di
Newton)

∂u
σ xy = µ
∂y

in cui µ è la viscosità dell’aria (µ ≈ 0.0018 Kg/ms)

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Equazioni di Navier-Stokes

• Nel caso di flusso tridimensionale il tensore di


sforzo viene espresso come la somma di un
tensore di pressione ed un tensore deviatorico

σ = σp + σd

con

⎡1 ⎤
σ p = − p ⎢⎢ 1 ⎥⎥
⎢⎣ 1 ⎥⎦

⎡ ∂u 1 1 ⎛ ∂u ∂v ⎞ 1 ⎛ ∂u ∂w ⎞ ⎤
⎢ − div(V ) ⎜ + ⎟ ⎜ + ⎟⎥
⎢ ∂x 3 2 ⎝ ∂y ∂x ⎠ 2 ⎝ ∂z ∂x ⎠ ⎥
⎢ 1 ⎛ ∂v ∂u ⎞ ∂v 1 1 ⎛ ∂v ∂w ⎞ ⎥
σ d = 2µ ⎢ ⎜ + ⎟ − div(V ) ⎜ + ⎟⎥
⎢ 2 ⎝ ∂x ∂y ⎠ ∂y 3 2 ⎝ ∂z ∂y ⎠ ⎥
⎢ ⎥
⎢ 1 ⎛ ∂w + ∂u ⎞ 1 ⎛ ∂w ∂v ⎞ ∂w 1
⎜ + ⎟ − div(V ) ⎥
⎢⎣ 2 ⎜⎝ ∂x ∂z ⎟⎠ 2 ⎝ ∂y ∂z ⎠ ∂z 3 ⎦⎥

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Equazioni di Navier-Stokes

• Le equazioni del moto si riscrivono come


(equazioni di Navier-Stokes)

⎛ ∂u ∂v ∂w ∂u ⎞ ∂p ∂ ⎡ ⎛ ∂u 1 ⎞⎤
ρ⎜u +u +u + ⎟ = ρG x − + ⎢ 2µ ⎜ − div(V ) ⎟ ⎥
⎝ ∂x ∂y ∂z ∂t ⎠ ∂x ∂x ⎣ ⎝ ∂x 3 ⎠⎦
∂ ⎡ ⎛ ∂u ∂v ⎞ ⎤ ∂ ⎡ ⎛ ∂u ∂w ⎞ ⎤
+ ⎢µ ⎜ + ⎟ ⎥ + µ⎜ + ⎟
∂y ⎣ ⎝ ∂y ∂x ⎠ ⎦ ∂z ⎢⎣ ⎝ ∂z ∂x ⎠ ⎥⎦

⎛ ∂u ∂v ∂w ∂v ⎞ ∂p ∂ ⎡ ⎛ ∂v ∂u ⎞ ⎤
ρ⎜ v + v + v + ⎟ = ρG y − + ⎢µ ⎜ + ⎟ ⎥
⎝ ∂x ∂y ∂z ∂t ⎠ ∂y ∂x ⎣ ⎝ ∂x ∂y ⎠ ⎦
∂ ⎡ ⎛ ∂v 1 ⎞ ⎤ ∂ ⎡ ⎛ ∂v ∂w ⎞ ⎤
+ 2µ
⎢ ⎜ − di v( V ) ⎟ ⎥ + ⎢µ ⎜ + ⎟⎥
∂y ⎣ ⎝ ∂y 3 ⎠ ⎦ ∂z ⎣ ⎝ ∂z ∂y ⎠ ⎦

⎛ ∂u ∂v ∂w ∂w ⎞ ∂p ∂ ⎡ ⎛ ∂w ∂u ⎞ ⎤
ρ⎜ w + w + w + ⎟ = ρ G − + µ⎜ + ⎟
∂z ∂x ⎢⎣ ⎝ ∂x ∂z ⎠ ⎥⎦
z
⎝ ∂x ∂y ∂z ∂t ⎠
∂ ⎡ ⎛ ∂w ∂v ⎞ ⎤ ∂ ⎡ ⎛ ∂w 1 ⎞⎤
+ ⎢µ ⎜ + ⎟ ⎥ + ⎢ 2µ ⎜ − div(V ) ⎟ ⎥
∂y ⎣ ⎝ ∂y ∂z ⎠ ⎦ ∂z ⎣ ⎝ ∂z 3 ⎠⎦

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CAP. 4: Aerodinamica dei corpi tozzi (9/97)

Equazioni di Navier-Stokes

• Nel caso di un fluido incompressibile a


viscosità costante le equazioni di Navier-
Stokes diventano

⎛ ∂u ∂v ∂w ∂u ⎞
ρ⎜u + u + u + ⎟
⎝ ∂x ∂y ∂z ∂t ⎠
∂p ⎛ ∂ 2u ∂ 2u ∂ 2u ⎞
= ρG x − + µ ⎜ 2 + 2 + 2 ⎟
∂x ⎝ ∂x ∂y ∂z ⎠

⎛ ∂u ∂v ∂w ∂v ⎞
ρ⎜v + v + v + ⎟
⎝ ∂x ∂ y ∂z ∂t ⎠
∂p ⎛ ∂ 2v ∂ 2v ∂ 2v ⎞
= ρG y − + µ ⎜ 2 + 2 + 2 ⎟
∂y ⎝ ∂x ∂y ∂z ⎠

⎛ ∂u ∂v ∂w ∂w ⎞
ρ⎜ w + w + w + ⎟
⎝ ∂x ∂y ∂ z ∂t ⎠
∂p ⎛ ∂2w ∂2w ∂2w ⎞
= ρG z − + µ ⎜ 2 + 2 + 2 ⎟
∂z ⎝ ∂x ∂y ∂z ⎠

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CAP. 4: Aerodinamica dei corpi tozzi (10/97)

Equazioni di Bernoulli

• Nel caso di un fluido privo di viscosità e in


assenza di forze di massa le equazioni di
Navier-Stokes diventano (equazioni di
Bernoulli)

⎛ ∂u ∂v ∂w ∂u ⎞ ∂p
ρ⎜u +u +u + ⎟=−
⎝ ∂x ∂y ∂z ∂t ⎠ ∂x

⎛ ∂u ∂v ∂w ∂v ⎞ ∂p
ρ⎜ v + v + v + ⎟=−
⎝ ∂x ∂y ∂z ∂t ⎠ ∂y

⎛ ∂u ∂v ∂w ∂w ⎞ ∂p
ρ⎜ w + w + w + ⎟ = −
⎝ ∂x ∂y ∂z ∂t ⎠ ∂z
• Integrando le equazioni di Bernoulli, nel caso di
flusso parallelo ad x, si ottiene l’espressione del
teorema di Bernoulli

1 2
ρu + p = cost
2

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CAP. 4: Aerodinamica dei corpi tozzi (11/97)

Moti vorticosi

• Dall’equilibrio nella direzione radiale di un


filetto fluido curvilineo si ottiene

⎛ ⎞
2
dp u
p ⋅ dA − ⎜ p + ⋅ dr ⎟ ⋅ dA + ρ ⋅ drdA = 0
⎝ dr ⎠ r

ossia

dr
dp = ρu 2
r

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CAP. 4: Aerodinamica dei corpi tozzi (12/97)

Moti vorticosi

• Dal teorema di Bernoulli si ottiene

du dr
=−
u r

ur = cost

• La velocità si riduce col raggio in maniera


iperbolica
• Nella realtà questo avviene solo nella zona
periferica del vortice, in quanto il moto nella
zona centrale è governato dall’attrito

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CAP. 4: Aerodinamica dei corpi tozzi (13/97)

Strati limite laminari – numero di Reynolds

• Le equazioni di Navier-Stokes regolano il moto


di un fluido in condizioni di strato limite
laminare
• Le caratteristiche del moto sono dettate dal
numero di Reynolds, pari al rapporto tra le
forze d’inerzia e le forze viscose

ρV 2 VD
Re = =
µV D ν

con ν = µ/ρ = viscosità cinematica (ν =1.5×10-5)

• L’interazione di un flusso con un ostacolo


dipende fortemente dal numero di Reynolds

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CAP. 4: Aerodinamica dei corpi tozzi (14/97)

Strati limite laminari – separazione

• Quando il flusso in prossimità di una superficie


viene fortemente rallentato si ha l’inversione
del flusso ed il fenomeno della separazione

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CAP. 4: Aerodinamica dei corpi tozzi (15/97)

Il distacco dei vortici e la formazione della scia

• Dal punto di separazione si staccano dei vortici


con modalità dipendenti dal numero di Reynolds
• A valle del corpo di crea una scia turbolenta,
ossia una regione in cui il flusso è caratterizzato
da un forte scambio di energia cinetica tra i vari
strati, ottenuto attraverso un massiccio
trasferimento di particelle fluide da uno strato
all’altro

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CAP. 4: Aerodinamica dei corpi tozzi (16/97)

Il distacco dei vortici e la formazione della scia

• Le modalità della separazione e del distacco dei


vortici e le caratteristiche della scia dipendono
dalla geometria del corpo e dal numero di
Reynolds
• Per i profili aerodinamici (ali) non vi è
separazione, il distacco dei vortici è quasi
assente ed avviene dal bordo di coda della
sezione; la scia è estremamente sottile
• Per i corpi a spigoli vivi (bluff bodies) i punti
di separazione sono dettati dalla geometria, le
modalità di distacco dei vortici dipendono dal
numero di Reynolds
• Per i corpi arrotondati i punti di separazione,
le modalità di distacco dei vortici e le
caratteristiche della scia dipendono dal numero
di Reynolds

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CAP. 4: Aerodinamica dei corpi tozzi (17/97)

Il numero di Strouhal

• Nei casi in cui il distacco dei vortici avviene in


maniera regolare, è possibile definire una
frequenza media di distacco, detta numero di
Strouhal

fs ⋅ D
St =
V

• Il valore assunto dal numero di Strouhal


dipende dalla geometria della sezione e, per le
sezioni arrotondate dal numero di Reynolds

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CAP. 4: Aerodinamica dei corpi tozzi (18/97)

Il numero di Strouhal

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CAP. 4: Aerodinamica dei corpi tozzi (19/97)

Il distacco dei vortici e la formazione della scia


profilo alare

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CAP. 4: Aerodinamica dei corpi tozzi (20/97)

Il distacco dei vortici e la formazione della scia


piastra

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CAP. 4: Aerodinamica dei corpi tozzi (21/97)

Il distacco dei vortici e la formazione della scia


piastra

21
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CAP. 4: Aerodinamica dei corpi tozzi (22/97)

Il distacco dei vortici e la formazione della scia


sezioni circolari

22
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CAP. 4: Aerodinamica dei corpi tozzi (23/97)

Il distacco dei vortici e la formazione della scia


sezioni circolari

23
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CAP. 4: Aerodinamica dei corpi tozzi (24/97)
Il distacco dei vortici e la formazione della scia
sezioni circolari

24
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CAP. 4: Aerodinamica dei corpi tozzi (25/97)
Il distacco dei vortici e la formazione della scia
sezioni circolari

25
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CAP. 4: Aerodinamica dei corpi tozzi (26/97)

Il distacco dei vortici e la formazione della scia


sezioni circolari

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CAP. 4: Aerodinamica dei corpi tozzi (27/97)

Il distacco dei vortici e la formazione della scia


sezioni allungate

• Per le sezioni allungate il flusso separato può


riattaccarsi, con modalità dipendenti dalla
geometria e dal numero di Reynolds (es.
sezioni da ponte)

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CAP. 4: Aerodinamica dei corpi tozzi (28/97)

I coefficienti di pressione

• La distribuzione delle pressioni su un corpo


immerso in un flusso viene descritta attraverso
i coefficienti di pressione

p − po
Cp =
1
ρU 2
2

con:
p = pressione nel punto
po = pressione del flusso indisturbato (pressione
statica di riferimento
U = velocità del flusso indisturbato

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CAP. 4: Aerodinamica dei corpi tozzi (29/97)

I coefficienti di pressione – sezione circolare

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CAP. 4: Aerodinamica dei corpi tozzi (30/97)

Forze aerodinamiche e coefficienti di forza

• Integrando la distribuzione delle pressioni si


ricavano le tre componenti dell’azione del
vento sulla sezione, ossia le forze
aerodinamiche
D = resistenza (drag)
L = portanza (lift)
M = momento torcente (torque)

• Le forze aerodinamiche sono forze per unità di


lunghezza, e vengono descritte attraverso i
coefficienti aerodinamici

D
CD =
1
ρU 2 B
2
L
CL =
1
ρU 2 B
2
M
CM =
1
ρU 2 B 2
2

in cui B è una dimensione caratteristica della sezione

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CAP. 4: Aerodinamica dei corpi tozzi (31/97)

Forze aerodinamiche e coefficienti di forza

31
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CAP. 4: Aerodinamica dei corpi tozzi (32/97)

Forze aerodinamiche e coefficienti di forza

32
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CAP. 4: Aerodinamica dei corpi tozzi (33/97)

Forze di attrito

• Alle forze aerodinamiche dovute alla pressione


si aggiungono quelle dovute all’attrito
• Queste sono di norma più basse e vengono
trascurate
• Un’eccezione è quella delle sezioni
estremamente allungate, per le quali le forze di
attrito non sono trascurabili

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CAP. 4: Aerodinamica dei corpi tozzi (34/97)

Correlazione della distribuzione di pressione

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CAP. 4: Aerodinamica dei corpi tozzi (35/97)

Strutture estese nella direzione ortogonale al flusso

• Nel caso di strutture puntiformi l’azione del


vento è perfettamente coerente, per cui è
possibile ragionare in termini di forze totali
• Nel caso di strutture estese nella direzione
ortogonale al flusso l’azione non è
completamente coerente, il che comporta la
necessità di analizzare la distribuzione delle
pressioni sulle due facce sopravento e
sottovento
• L’azione sulla faccia sopravento può essere
ricondotta direttamente alle caratteristiche del
flusso incidente
• L’azione sulla faccia sottovento è legata alle
caratteristiche della scia

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CAP. 4: Aerodinamica dei corpi tozzi (36/97)

Strutture estese nella direzione ortogonale al flusso

• Per il calcolo dell’azione sulla faccia


sopravento non è quindi sufficiente considerare
le caratteristiche locali della turbolenza
atmosferica, ma occorre portare in conto anche
la distribuzione verticale della velocità media e
l’organizzazione spaziale della turbolenza
• A tal fine la velocità media U(z) viene descritta
mediante una funzione deterministica della
quota; è possibile utilizzare un profilo delle
velocità medie descritto attraverso la legge
logaritmica oppure attraverso la legge di potenza
e i parametri del profilo dipendono dalle
caratteristiche del terreno
• La turbolenza u’(y,z,t) viene descritta come un
processo aleatorio bidimensionale
(monovariato), i cui parametri dipendono dalle
caratteristiche del terreno
• Trascurando l’effetto della componente
trasversale della turbolenza e l’effetto del
distacco dei vortici, l’azione totale sulla struttura
si riduce ad una forza di resistenza e a due
momenti

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CAP. 4: Aerodinamica dei corpi tozzi (37/97)

Resistenza sulla struttura rigida

• La pressione istantanea in un punto della


struttura è in generale la somma di una parte
media e di una parte variabile a media nulla

p(t ) = p + p '(t )

• Per i punti della faccia sopravento è valido il


teorema di Bernoulli, per cui la pressione
istantanea può essere calcolata dalla velocità
istantanea del flusso incidente

1
p u ( y, z , t ) = ρV 2 ( y, z, t )C pu ( y, z )
2
1
= ρ (U ( z ) + u '( y, z , t ) ) C pu ( y, z )
2

2
1
≅ ρU 2 ( z )C pu ( y, z ) + ρU ( z )u '( y, z , t )C pu ( y, z )
2
= p u ( y, z ) + p u '( y, z , t )

in cui la distribuzione dei coefficienti di pressione è


quella riferita alla quota variabile z

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CAP. 4: Aerodinamica dei corpi tozzi (38/97)

Resistenza sulla struttura rigida

• I coefficienti di pressione sulle due facce


vengono calcolati come

p u ( y, z )
C pu ( y, z ) =
1
ρU 2 ( z )
2

p d ( y, z )
C pd ( y, z ) =
1
ρU 2 ( z )
2

• Le caratteristiche del flusso (profilo della


velocità media e dell’intensità di turbolenza) in
galleria per la determinazione dei coefficienti di
pressione devono riprodurre in scala quelle del
flusso reale
• Nella realtà si usano distribuzioni di pressione
standard, derivanti da condizioni di flusso
caratteristiche di una zona di periferia urbana

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CAP. 4: Aerodinamica dei corpi tozzi (39/97)

Resistenza media sulla struttura rigida

• La pressione media sulle facce sopravento


e sottovento risulta essere

1
p u ( y, z ) = ρU 2 ( z )C pu ( y, z )
2
1
p d ( y, z ) = ρU 2 ( z )C pd ( y, z )
2
• La resistenza media sulle facce sopravento
e sottovento risulta essere

1
Du = ρ ∫ U 2 ( z ) ∫ C pu ( y, z ) ⋅ dy ⋅ dz
2 H B

1
Dd = − ρ ∫ U 2 ( z ) ∫ C pd ( y, z ) ⋅ dy ⋅ dz
2 H B

• E quindi la resistenza media totale è

D = Du + D d

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CAP. 4: Aerodinamica dei corpi tozzi (40/97)

Resistenza media sulla struttura rigida

• Per strutture sufficientemente estese il


coefficiente di pressione può essere considerato
costante su ciascuna faccia, ed inteso come
coefficiente di resistenza relativo alla singola
faccia. Si ottiene quindi

1
Du = ρC Du B ∫ U 2 ( z ) ⋅ dz
2 H

1
Dd = − ρC Dd B ∫ U 2 ( z ) ⋅ dz
2 H

• Da cui

1
D = Du + Dd = ρC D B ∫ U 2 ( z ) ⋅ dz
2 H

con C D = C Du − C Dd

• L’azione media sulla faccia sopravento è quindi


una forza di resistenza non baricentrica a causa
della variabilità della velocità media con la
quota

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CAP. 4: Aerodinamica dei corpi tozzi (41/97)

Resistenza variabile sulla struttura rigida

• La pressione variabile sulla faccia sopravento


può essere espressa in funzione della
turbolenza del flusso incidente

p u '( y, z, t ) = ρU ( z )u '( y, z , t )C pu ( y, z )

• La resistenza variabile sulla faccia sopravento


risulta essere

Du '(t ) = ∫ ∫ ρU ( z )u '( y, z, t )C pu ( y, z ) ⋅ dy ⋅ dz
H B

• Nel caso di strutture di grandi dimensioni si


ottiene

Du '(t ) = C Du ∫ ∫ ρU ( z )u '( y, z, t ) ⋅ dy ⋅ dz
H B

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CAP. 4: Aerodinamica dei corpi tozzi (42/97)

Ammettenza aerodinamica

• L’ammettenza aerodinamica rappresenta la


capacità della struttura di trasformare le
fluttuazioni turbolente in carico dinamico, e può
essere vista come il filtro che l’aerodinamica
opera sulla turbolenza per produrre carichi
aerodinamici

u (t)
χ 2
(f) D(t)

• L’ammettenza aerodinamica è di fatto un


fattore riduttivo dell’eccitazione, in quanto
porta in conto la non completa coerenza della
turbolenza atmosferica
• Per una struttura posta in un flusso uniforme
(U=cost.), risulta χ2(f) < 1
• Per una struttura in un flusso in strato limite i
valori assunti dall’ammettenza aerodinamica
possono essere maggiori dell’unità, ma ciò è
legato esclusivamente alla scelta della velocità
media di riferimento

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CAP. 4: Aerodinamica dei corpi tozzi (43/97)

Ammettenza aerodinamica

• L’ammettenza aerodinamica, come la funzione


di coerenza, è una funzione decrescente della
frequenza

• Ne risulta che il contenuto in frequenza della


resistenza agente su una struttura estesa è
diverso dal contenuto in frequenza della
turbolenza che la genera, ed in particolare che
la struttura opera un taglio dell’eccitazione alle
alte frequenze

Su

SD

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CAP. 4: Aerodinamica dei corpi tozzi (44/97)

Resistenza variabile sulla faccia sottovento

• Le fluttuazioni di pressione sulla faccia


sottovento non sono direttamente ricollegabili
alla turbolenza incidente
• In particolare le fluttuazioni di pressione sulla
faccia sottovento possono essere maggiori o
minori di quelle sulla faccia sopravento a
seconda del livello di turbolenza del flusso
incidente
• Al limite, nel caso di flusso laminare le
fluttuazioni di pressione sulla faccia sopravento
sono nulle, mentre la turbolenza della scia crea
delle fluttuazioni di pressione sulla faccia
sottovento

44
Univ. di Firenze/CRIACIV/DIC: Ingegneria del Vento
CAP. 4: Aerodinamica dei corpi tozzi (45/97)

Resistenza variabile sulla faccia sottovento

• Il livello di correlazione tra le fluttuazioni di


pressione sulla faccia sopravento e quella
sottovento dipende dalla scala della turbolenza
incidente
• Se la turbolenza incidente ha dimensioni
caratteristiche maggiori della struttura, allora i
vortici della turbolenza hanno la possibilità di
avvolgere completamente la struttura, e la
correlazione tra le pressioni sopravento e
sottovento è elevata
• Se la turbolenza incidente ha dimensioni
caratteristiche minori della struttura, allora i
vortici della turbolenza non hanno la possibilità
di avvolgere completamente la struttura, e la
correlazione tra le pressioni sopravento e
sottovento è bassa

45
Univ. di Firenze/CRIACIV/DIC: Ingegneria del Vento
CAP. 4: Aerodinamica dei corpi tozzi (46/97)

Resistenza variabile sulla faccia sottovento

• Ai fini del calcolo della resistenza variabile


agente sulla faccia sottovento sarebbe necessario
disporre di una descrizione probabilistica della
turbolenza in scia
• In mancanza di questa, si ipotizza che le
fluttuazioni di pressione sulla faccia sottovento
siano perfettamente coerenti con quelle sulla
faccia sopravento

p d '( y, z , t ) = ρU ( z )u '( y, z , t )C pd ( y, z )

• Di conseguenza la resistenza variabile agente


sulla faccia sottovento risulta essere

D d '(t ) = − ∫ ∫ ρU ( z )u '( y, z , t )C pd ( y, z ) ⋅ dy ⋅ dz
H B

• Questo modo di procedere sovrastima la


resistenza totale, in quanto non porta in conto la
non perfetta coerenza tra la forza agente sulla
faccia sopravento e quella agente sulla faccia
sottovento

46
Univ. di Firenze/CRIACIV/DIC: Ingegneria del Vento
CAP. 4: Aerodinamica dei corpi tozzi (47/97)

Resistenza variabile sulla faccia sottovento

• Nel caso di strutture di grandi dimensioni si


ottiene per la faccia sottovento

D d '(t ) = −C Dd ∫ ∫ ρU ( z )u '( y, z, t ) ⋅ dy ⋅ dz
H B

• Lo spettro di potenza della resistenza sulla


faccia sottovento assume un’espressione
analoga a quella relativa alla faccia sopravento

S Dd ( f ) = ρ 2U ref
2 2
C Dd B 2H 2 ⋅ Su ( f ) ⋅ χ 2 ( f )

in cui l’ammettenza aerodinamica ha la stessa


espressione utilizzata per la faccia sopravento

47
Univ. di Firenze/CRIACIV/DIC: Ingegneria del Vento
CAP. 4: Aerodinamica dei corpi tozzi (48/97)

Resistenza variabile totale sulla struttura

• In definitiva è possibile ottenere l’espressione


dello spettro di potenza della resistenza totale

S D ( f ) = ρ 2U ref
2
C D2 B 2 H 2 ⋅ S u ( f ) ⋅ χ 2 ( f )

Su

χ2

0
f

SD

48
Univ. di Firenze/CRIACIV/DIC: Ingegneria del Vento
CAP. 4: Aerodinamica dei corpi tozzi (49/97)

Momenti variabili sulla struttura

• A causa della non perfetta correlazione delle


pressioni, la forza di resistenza istantanea totale
agente sulla struttura non è centrata
• In ciascun istante la resistenza genera due
momenti rispetto al baricentro della struttura che,
nell’ipotesi di perfetta correlazione delle
pressioni sopravento con quelle sottovento,
assumono le espressioni

M z '(t ) = ∫ ∫ ρU ( z )u '( y, z, t ) ( C pu ( y, z ) − C pd ( y, z ) ) ⋅ z ⋅ dy ⋅ dz
H B

M y '(t ) = ∫ ∫ ρU ( z )u '( y, z, t ) ( C pu ( y, z ) − C pd ( y, z ) ) ⋅ y ⋅ dy ⋅ dz
H B

• Nell’ipotesi in cui la distribuzione dei


coefficienti di pressione sulle due facce sia
costante (strutture di grandi dimensioni)

M z '(t ) = ρC D ∫ ∫ U ( z )u '( y, z, t ) ⋅ z ⋅ dy ⋅ dz
H B

M y '(t ) = ρC D ∫ ∫ U ( z )u '( y, z, t ) ⋅ y ⋅ dy ⋅ dz
H B

49
Univ. di Firenze/CRIACIV/DIC: Ingegneria del Vento
CAP. 4: Aerodinamica dei corpi tozzi (50/97)

Momenti variabili sulla struttura

• La non completa coerenza della turbolenza


atmosferica da un lato comporta una
riduzione della parte variabile della
resistenza, ma dall’altro comporta la nascita
di momenti variabili su una struttura
simmetrica immersa in un flusso simmetrico

50
Univ. di Firenze/CRIACIV/DIC: Ingegneria del Vento
CAP. 4: Aerodinamica dei corpi tozzi (51/97)

Azioni sulla struttura flessibile

• Nel caso in cui la struttura sia flessibile, la


pressione istantanea sui punti della faccia
sopravento è
1
p u ( y, z , t ) = ρV r2 ( y, z, t )C pu ( y, z )
2
1
= ρ (U ( z ) + u '( y, z , t ) − x& ( y, z, t ) ) C pu ( y, z )
2

2
1
≅ ρU 2 ( z )C pu ( y, z ) + ρU ( z )u '( y, z , t )C pu ( y, z )
2
− ρU ( z ) x& ( y, z, t )C pu ( y, z )
= p u ( y, z ) + p u '( y, z , t ) + p ua '( y, z, t )

• Con l’ipotesi di perfetta correlazione tra le


fluttuazioni di velocità sulle facce sopravento e
sottovento, si ottiene un’espressione analoga
per le pressioni istantanee sulla facci
sottovento
1
p d ( y, z , t ) ≅ ρU 2 ( z )C pd ( y, z )
2
+ρU ( z )u '( y, z , t )C pd ( y, z ) − ρU ( z ) x& ( y, z, t )C pd ( y, z )
= p d ( y, z ) + p d '( y, z , t ) + p da '( y, z , t )

51
Univ. di Firenze/CRIACIV/DIC: Ingegneria del Vento
CAP. 4: Aerodinamica dei corpi tozzi (52/97)

Azioni sulla struttura flessibile

• Alle pressioni dovute al flusso medio ed alla


turbolenza si aggiungono pressioni dovute al
moto della struttura
• Considerando un sistema dotato dei tre gradi
di libertà di traslazione longitudinale,
rotazione attorno all’asse y e rotazione attorno
all’asse z si ottiene
x& ( y, z, t ) = x& (t ) + ϕ& y (t ) ⋅ z + ϕ& z (t ) ⋅ y

• Integrando le pressioni è possibile valutare le


forze aeroelastiche che si associano al moto
della struttura nella direzione longitudinale

D a (t ) = −C D ∫ ∫ ρU ( z ) x& ( y, z, t ) ⋅ dy ⋅ dz
H B

= −C D ∫ ∫ ρU ( z ) ( x& (t ) + ϕ& y (t ) ⋅ z + ϕ& z (t ) ⋅ y ) ⋅ dy ⋅ dz


H B

U ( z)
≅ −ρC DU ref Bx& (t ) ∫ ⋅ dz = c xa x& (t )
H
U ref

52
Univ. di Firenze/CRIACIV/DIC: Ingegneria del Vento
CAP. 4: Aerodinamica dei corpi tozzi (53/97)

Azioni sulla struttura flessibile

• Analogamente è possibile valutare le forze


aeroelastiche che si associano alla rotazione
della struttura

M ya (t ) = −C D ∫ ∫ ρU ( z ) x& ( y, z, t ) ⋅ z ⋅ dy ⋅ dz
H B

= −C D ∫ ∫ ρU ( z ) ( x& (t ) + ϕ& y (t ) ⋅ z + ϕ& z (t ) ⋅ y ) ⋅ z ⋅ dy ⋅ dz


H B

U ( z) 2
≅ −ρC DU ref Bϕ& y (t ) ∫ ⋅ z ⋅ dz = c ϕay ϕ& y (t )
H
U ref

M za (t ) = −C D ∫ ∫ ρU ( z ) x& ( y, z, t ) ⋅ y ⋅ dy ⋅ dz
H B

= −C D ∫ ∫ ρU ( z ) ( x& (t ) + ϕ& y (t ) ⋅ z + ϕ& z (t ) ⋅ y ) ⋅ y ⋅ dy ⋅ dz


H B

U ( z) 2
≅ −ρC DU ref Bϕ& z (t ) ∫ ⋅ y ⋅ dz = c ϕaz ϕ& z (t )
H
U ref

53
Univ. di Firenze/CRIACIV/DIC: Ingegneria del Vento
CAP. 4: Aerodinamica dei corpi tozzi (54/97)

Risposta della struttura flessibile

• Le forze ed i momenti aeroelastici si vanno a


sommare ai corrispondenti termini di
smorzamento strutturale, e comportano un
aumento dello smorzamento totale della
struttura
• Contrariamente alle azioni dovute alla
turbolenza, le azioni dovute al moto della
struttura risultano perfettamente correlate, in
quanto tali sono le velocità dei punti della
struttura
• Analogamente a quanto fatto per le strutture
puntiformi, è possibile scrivere l’espressione
della parte variabile della risposta

∞ ∞

∫ S x ( f )df = ∫ H ( f ) ⋅ S D ( f )df
2

0 0
∞ f 0 +∆f
1
= 2 ⋅ ∫ S D ( f )df + S D ( f 0 ) ⋅ ∫ H ( f ) df
2

k 0 f 0 −∆f

= B2 + R2

54
Univ. di Firenze/CRIACIV/DIC: Ingegneria del Vento
CAP. 4: Aerodinamica dei corpi tozzi (55/97)

Risposta della struttura flessibile

• Le parti quasistatica e risonante della risposta


assumono le espressioni

1
B = 2 ⋅ ∫ S D ( f )df = ( 2 I u x ⋅ ε B )
2 2

k 0

f 0 +∆f
π f 0S D ( f 0 )
R = SD( f0)⋅ ∫ H ( f ) df =
2 2

f 0 −∆f
2 ξk 2
f0
= 2π Su ( f 0 ) ⋅ χ 2 ( f 0 ) ⋅ x 2
ξU 2

in cui εB2 e χ2(fo) sono dei fattori di riduzione della


risposta che portano in conto la non completa
coerenza dell’azione

B⋅H
ε 2B funzione di
Lxu
fo ⋅ B⋅ H B⋅H
χ2( fo) funzione di e
U ref Lux

55
Univ. di Firenze/CRIACIV/DIC: Ingegneria del Vento
CAP. 4: Aerodinamica dei corpi tozzi (56/97)

Il distacco dei vortici

• Da un corpo cilindrico a sezione compatta


(bluff body) immerso in un flusso laminare
ortogonale all’asse del cilindro, si distaccano
vortici alternativamente dai due lati del
cilindro
• Per i corpi a spigoli vivi (indipendentemente
dal numero di Reynolds), e per i corpi
arrotondati agli alti numeri di Reynolds, il
distacco dei vortici è regolare, e può essere
individuata una frequenza media di distacco
detta frequenza di Strouhal

U
f s = St
D

• I vortici vengono poi trascinati dalla corrente


fluida, con una velocità media di circa 0.85U.

• !!! Figura 7.1.2 di D&H!!!

56
Univ. di Firenze/CRIACIV/DIC: Ingegneria del Vento
CAP. 4: Aerodinamica dei corpi tozzi (57/97)

Il distacco dei vortici – flusso turbolento

• Se il cilindro viene immerso in un flusso


turbolento con contenuto energetico a
frequenze sensibilmente minori della frequenza
di distacco, il flusso turbolento può essere
inteso come un flusso laminare a velocità
lentamente variabile nel tempo
• La frequenza di distacco dei vortici segue la
legge di Strouhal, ma varia da istante ad istante
in quanto la velocità del flusso varia da istante
ad istante

U + u '(t ) u '(t )
f v (t ) = St = f s + St
D D

• La frequenza di Strouhal va intesa come


frequenza centrale del distacco dei vortici

57
Univ. di Firenze/CRIACIV/DIC: Ingegneria del Vento
CAP. 4: Aerodinamica dei corpi tozzi (58/97)

Forza trasversale dovuta al distacco dei vortici


flusso laminare

• Durante la formazione ed il distacco del vortice


si genera sul cilindro una distribuzione
asimmetrica di pressioni, che da luogo ad una
forza trasversale rispetto alla direzione del
flusso
• La forza trasversale dovuta al distacco dei
vortici si alterna nelle due direzioni ed ha media
nulla
• Nel caso in cui il cilindro sia fisso, ed il
distacco sia regolare, la forza trasversale risulta
centrata ad una frequenza pari alla frequenza di
Strouhal
• In un modello bidimensionale, l’azione
trasversale dovuta al distacco dei vortici in
flusso laminare può quindi essere vista come un
processo aleatorio a media nulla e a banda
stretta
• Per comodità, la forza trasversale per unità di
lunghezza dovuta al distacco dei vortici viene
posta nella forma

1
Ls (t ) = ρU 2 D ⋅ C Ls (t )
2
in cui il coefficiente aerodinamico CLs è un processo
aleatorio ergodico, Gaussiano e a media nulla

58
Univ. di Firenze/CRIACIV/DIC: Ingegneria del Vento
CAP. 4: Aerodinamica dei corpi tozzi (59/97)

Forza trasversale dovuta al distacco dei vortici


flusso laminare

• Sperimentalmente si riscontra che lo spettro


della forza trasversale dovuta al distacco dei
vortici viene ben descritto da un’espressione
Gaussiana (Vickery)

C% Ls2 ⎡ ⎛ 1− f f s ⎞ 2 ⎤
S C Ls ( f ) = exp ⎢ − ⎜ ⎟ ⎥
π Bo f s ⎢⎣ ⎝ B o ⎠ ⎥⎦

in cui Bo è una misura della banda spettrale, e C% Ls è


il coefficiente di portanza associato al distacco
dei vortici

• Per cilindri a sezione circolari

Bo = 0.05 ÷ 0.10 ; C% Ls = 0.05

• In alternativa è possibile seguire un approccio


deterministico, e trattare la forza trasversale
dovuta al distacco dei vortici come una forza
sinusoidale (Ruscheweyh)
1
Ls (t ) = ρU 2 DC Ls ⋅ sin(2πf s t )
2

59
Univ. di Firenze/CRIACIV/DIC: Ingegneria del Vento
CAP. 4: Aerodinamica dei corpi tozzi (60/97)

Forza trasversale dovuta al distacco dei vortici


flusso turbolento

• Nel caso di flusso turbolento, seguendo un


approccio quasistatico, la forza trasversale
istantanea che agisce sul cilindro in regime
turbolento può essere calcolata come la forza
che agirebbe sul cilindro in regime laminare
con velocità pari alla velocità istantanea del
flusso turbolento
1
Ls (t ) = ρV 2 (t ) D ⋅ C Ls (t )
2

V(t )

Ls ( t )

60
Univ. di Firenze/CRIACIV/DIC: Ingegneria del Vento
CAP. 4: Aerodinamica dei corpi tozzi (61/97)

Forza trasversale dovuta al distacco dei vortici


flusso turbolento

• Lo spettro della forza trasversale dovuta al


distacco dei vortici in regime turbolento è
simile a quella che si riscontra in regime
laminare, ma caratterizzata da differenti valori
dell’ampiezza di banda e del coefficiente di
portanza

• Il coefficiente di portanza non dipende dalla


turbolenza a bassa frequenza, ma solo da
quella a frequenza prossime alla frequenza di
distacco dei vortici

61
Univ. di Firenze/CRIACIV/DIC: Ingegneria del Vento
CAP. 4: Aerodinamica dei corpi tozzi (62/97)

Forza trasversale dovuta al distacco dei vortici


flusso turbolento

• Per cilindri a sezione circolare l’ampiezza di


banda della forza trasversale dovuta al
distacco dei vortici è data da

B 2 = Bo2 + 2 I u2

• Per cilindri a sezione quadrata si ha invece

B 2 = Bo2 + I u2

62
Univ. di Firenze/CRIACIV/DIC: Ingegneria del Vento
CAP. 4: Aerodinamica dei corpi tozzi (63/97)

Forza trasversale dovuta al distacco dei vortici


flusso turbolento

63
Univ. di Firenze/CRIACIV/DIC: Ingegneria del Vento
CAP. 4: Aerodinamica dei corpi tozzi (64/97)

Il distacco dei vortici da cilindri in movimento

• Nel caso in cui il cilindro sia sospeso nella


direzione ortogonale al flusso, le forze dovute
al distacco dei vortici inducono il cilindro in
vibrazione
• La frequenza di vibrazione è, in generale, la
frequenza propria del cilindro
• Quando la frequenza di Strouhal coincide con la
frequenza propria del cilindro si ha una
risonanza meccanica
• La velocità del vento alla quale si verifica la
coincidenza tra la frequenza di Strouhal e la
frequenza di propria del cilindro prende il nome
di velocità critica di sincronizzazione

foD
Uc =
St

• In condizioni di risonanza l’ampiezza di


oscillazione del cilindro, nel caso in cui questo
sia poco smorzato, cresce notevolmente
• Al crescere dell’ampiezza di oscillazione nasce
una interazione aeroelastica tra il cilindro ed il
flusso, che rende l’approccio quasistatico
inutilizzabile

64
Univ. di Firenze/CRIACIV/DIC: Ingegneria del Vento
CAP. 4: Aerodinamica dei corpi tozzi (65/97)

Il distacco dei vortici da cilindri in movimento

• Nel caso in cui il cilindro sia in grado di


vibrare, la frequenza di distacco dei vortici
non coincide sempre con la frequenza di
Strouhal

• Esiste un intervallo di velocità del flusso nel


quale la frequenza di distacco dei vortici non
cresce linearmente seguendo la legge di
Strouhal, ma resta costante e pari al valore della
frequenza di propria del cilindro

65
Univ. di Firenze/CRIACIV/DIC: Ingegneria del Vento
CAP. 4: Aerodinamica dei corpi tozzi (66/97)

Sincronizzazione del distacco dei vortici

• Il fenomeno descritto prende il nome di


sincronizzazione del distacco dei vortici (lock-
in), e rappresenta un esempio di instabilità
aeroelastica
• Al raggiungimento della velocità critica il
cilindro poco smorzato comincia a vibrare con
forte ampiezza
• Il moto dell’aria attorno al cilindro viene
fortemente condizionato dal moto del cilindro, al
punto che è il moto del cilindro a suscitare il
distacco dei vortici (sincronizzazione)
• Aumentando la velocità del flusso oltre la
velocità critica la frequenza di distacco dei
vortici non aumenta, ma rimane legata a quella di
vibrazione del cilindro
• All’ulteriore aumentare della velocità del flusso
la differenza tra la frequenza di oscillazione e la
frequenza di Strouhal cresce e il sistema
abbandona il comportamento instabile
• In condizione di sincronizzazione l’ampiezza di
oscillazione di stabilizza su un valore limite

66
Univ. di Firenze/CRIACIV/DIC: Ingegneria del Vento
CAP. 4: Aerodinamica dei corpi tozzi (67/97)

Effetti della sincronizzazione del distacco dei vortici

1. La frequenza di distacco dei vortici non coincide


con la frequenza di Strouhal ma con la
frequenza propria del sistema
2. L’entità delle forze variabili di portanza
aumenta
3. La correlazione tra le forze di trasversali agenti
su due sezioni del cilindro aumenta
notevolmente
4. Le forze aerodinamiche cambiano fase,
spostandosi verso la quadratura

67
Univ. di Firenze/CRIACIV/DIC: Ingegneria del Vento
CAP. 4: Aerodinamica dei corpi tozzi (68/97)

Effetti della sincronizzazione del distacco dei vortici

68
Univ. di Firenze/CRIACIV/DIC: Ingegneria del Vento
CAP. 4: Aerodinamica dei corpi tozzi (69/97)

Effetti della sincronizzazione del distacco dei vortici

69
Univ. di Firenze/CRIACIV/DIC: Ingegneria del Vento
CAP. 4: Aerodinamica dei corpi tozzi (70/97)

Effetti della sincronizzazione del distacco dei vortici

70
Univ. di Firenze/CRIACIV/DIC: Ingegneria del Vento
CAP. 4: Aerodinamica dei corpi tozzi (71/97)

Effetti della sincronizzazione del distacco dei vortici

• La capacità di un sistema di raggiungere la


sincronizzazione dipende dal livello di
smorzamento strutturale

• In particolare si vede che il parametro più


significativo del comportamento aeroelastico nei
confronti del distacco dei vortici è numero di
Scruton
2mδ
Sc =
ρD 2

oppure il rapporto massa-smorzamento (mass-


damping ratio)
mξ Sc
Ks = =
ρD 2

71
Univ. di Firenze/CRIACIV/DIC: Ingegneria del Vento
CAP. 4: Aerodinamica dei corpi tozzi (72/97)

Effetti della sincronizzazione del distacco dei vortici

72
Univ. di Firenze/CRIACIV/DIC: Ingegneria del Vento
CAP. 4: Aerodinamica dei corpi tozzi (73/97)

Modello di Skop e Griffin

• E’ un modello non lineare in cui la forza


trasversale dovuta al distacco dei vortici è una
funzione incognita, retta dall’equazione
dell’oscillatore di Van Der Pol
1
y (t ) + 2ξω⋅ y& (t ) + ω 2 ⋅ y (t ) =
&& ρU 2 D ⋅ C L (t )
2m
C&&L (t ) + a1⋅C& L (t ) + a 2 ⋅ C& L3 (t ) + a 3 ⋅ C L (t ) = a 4 ⋅ y& (t )

in cui a1, a2, a3 e a4 sono coefficienti da tarare sulla


base di dati sperimentali

• L’oscillatore di Van Der Pol è in grado di


riprodurre il comportamento non lineare dei
cilindri soggetti al distacco dei vortici, il cui
comportamento apparente è quello di sistemi con
smorzamento negativo per piccole ampiezze di
oscillazione e smorzamento positivo per grandi
ampiezze di oscillazione

73
Univ. di Firenze/CRIACIV/DIC: Ingegneria del Vento
CAP. 4: Aerodinamica dei corpi tozzi (74/97)

Modello di Skop e Griffin

74
Univ. di Firenze/CRIACIV/DIC: Ingegneria del Vento
CAP. 4: Aerodinamica dei corpi tozzi (75/97)

Modello spettrale (Vickery)

• E’ un modello lineare in cui la forzante viene


considerata coincidente con quella che si avrebbe
sul cilindro fisso, ed il comportamento
aeroelastico viene portato in conto attraverso un
termine di smorzamento aeroelastico
• La risposta viene calcolata assumendo che la
forzante sia un rumore bianco di intensità pari al
valore che lo spettro effettivo della forzante
assume alla frequenza risonante del sistema

π f oS L ( f o )
y% 2 =
4 k 2 (ξ s + ξ a )

S Ls

2
H

75
Univ. di Firenze/CRIACIV/DIC: Ingegneria del Vento
CAP. 4: Aerodinamica dei corpi tozzi (76/97)

Forza trasversale dovuta alla turbolenza

• Per cilindri immersi in un flusso turbolento, alla


forza dovuta al distacco dei vortici va sommata la
forza dovuta alle componenti longitudinale e
trasversale della turbolenza
• Nell’ipotesi di validità della teoria quasistatica
linearizzata queste assumono le espressioni

Lu (t ) = ρU DC L ⋅ u '(t )
1
Lv (t ) = ρU D ( C D + C L ') ⋅ v '(t )
2

in cui CL' è la derivata angolare del coefficiente di


portanza

• Per cilindri a sezione simmetrica

CL = 0 ⇒ Lu (t ) = 0

• Per cilindri a sezione circolare


1
CL ' = 0 ⇒ Lv (t ) = ρU DC D ⋅ v '(t )
2

76
Univ. di Firenze/CRIACIV/DIC: Ingegneria del Vento
CAP. 4: Aerodinamica dei corpi tozzi (77/97)

Forza trasversale dovuta alla turbolenza

• Gli spettri delle aliquote di portanza dovute alle


componenti di turbolenza sono

S Lu ( f ) = ( ρU DC L ) ⋅ S u ( f )
2

2
⎛1 ⎞
S Lv ( f ) = ⎜ ρU D ⎟ ( C D + C L ') ⋅ S v ( f )
2

⎝2 ⎠

• Per cilindri a sezione circolare

2
⎛1 ⎞
S Lv ( f ) = ⎜ ρU DC D ⎟ ⋅ S v ( f )
⎝2 ⎠

77
Univ. di Firenze/CRIACIV/DIC: Ingegneria del Vento
CAP. 4: Aerodinamica dei corpi tozzi (78/97)

Forza trasversale dovuta alla turbolenza

• Nel caso in cui la frequenza di oscillazione sia


prossima alla frequenza di distacco dei vortici la
teoria quasistatica cade in difetto, e le forze di
buffeting vanno misurate sul cilindro in
movimento
• In questo caso, per cilindri a sezione circolare,
risulta 2
⎛1 ⎞
S Lv ( f ) = ⎜ ρU D ⎟ ⋅ S v ( f ) ⋅ χ T2 ( f )
⎝2 ⎠
in cui χ T ( f )è l’ammettenza aerodinamica relativa
2

alla turbolenza laterale


χ ( f ) = ∫ χ 2S ( f ) ⋅ pU ( f ) ⋅ df
2
T
0

in cui χ 2S ( f ) è l’ammettenza aerodinamica in flusso


laminare

K1
χ 2S ( f ) =
1 + [10 ⋅ ( f − 0.95 f s ) 0.95 f s ]
2

K 1 = 4.7 ÷ 6.2

78
Univ. di Firenze/CRIACIV/DIC: Ingegneria del Vento
CAP. 4: Aerodinamica dei corpi tozzi (79/97)
Forza trasversale dovuta alla turbolenza

79
Univ. di Firenze/CRIACIV/DIC: Ingegneria del Vento
CAP. 4: Aerodinamica dei corpi tozzi (80/97)

Forza autoeccitate

• Si suppone che le forze autoeccitate dovute


alla sincronizzazione del distacco dei vortici
siano proporzionali alla velocità e allo
spostamento
La (t ) = c a ⋅ y& + k a ⋅ y

• Nel caso di moto armonico di ampiezza Y

La (t ) = c a 2πf oY cos(2πf ot ) + k aY sin(2πf ot )

• In funzione dei parametri adimensionali

ca
C =a

4πf oρD 2
ka
K = 2 2 2
a

8π f o ρD

si ottiene

La (t ) = 8π 2 f o2ρD 2Y ⎡⎣C a cos(2πf ot ) + K a sin(2πf ot ) ⎤⎦

80
Univ. di Firenze/CRIACIV/DIC: Ingegneria del Vento
CAP. 4: Aerodinamica dei corpi tozzi (81/97)

Smorzamento aeroelastico

C a = C a (U U c , Re, Y ) = C oa (U U c , Re) ⋅ f (Y )

C0a
C0amax

81
Univ. di Firenze/CRIACIV/DIC: Ingegneria del Vento
CAP. 4: Aerodinamica dei corpi tozzi (82/97)

Smorzamento aeroelastico

• Si utilizza l’espressione

k 2 ⎧
⎪ ⎛ 6 ⋅ (1 − k ) ⎞
2
⎪⎫
Co =
a
exp ⎨− ⎜ ⎟ ⎬
1 + 6I u ⎪⎩ ⎝ 1 + 6 I u ⎠ ⎪⎭

con

k =U Uc

u%
Ca
0
U
C0amax

• !!! Figura 2.7 della tesi di Basu (modificare


legenda)!!!

82
Univ. di Firenze/CRIACIV/DIC: Ingegneria del Vento
CAP. 4: Aerodinamica dei corpi tozzi (83/97)

Smorzamento aeroelastico

• La dipendenza dall’ampiezza di oscillazione


viene espressa in funzione della deviazione
standard dello spostamento trasversale

2
⎛ y% ⎞
f (Y ) ≡ 1 − ⎜ ⎟
⎝ αD ⎠

• Alle forze di smorzamento autoeccitate dovute


alla sincronizzazione del distacco dei vortici
corrisponde un coefficiente di smorzamento

ca 4πf oρD 2C a ρD 2 a
ξ as = − =− =− ⋅C
4πf o m 4πf o m m

ρD 2
k 2 ⎧⎪ ⎛ 6 ⋅ (1 − k ) ⎞
2
⎫⎪ ⎡ ⎛ y% ⎞ 2 ⎤
=− ⋅ ⋅ exp ⎨− ⎜ ⎟ ⎬ ⋅ ⎢1 − ⎜ ⎟ ⎥
m 1 + 6I u + α
⎩⎪ ⎝ u ⎠ ⎪ ⎢
⎭ ⎣ ⎝ ⎠ ⎥⎦
1 6 I D

1
usualmente ≅ 0.75
1 + 6I u

83
Univ. di Firenze/CRIACIV/DIC: Ingegneria del Vento
CAP. 4: Aerodinamica dei corpi tozzi (84/97)

Smorzamento aeroelastico

• Alla forza di smorzamento aeroelastica dovuta


alla sincronizzazione va aggiunta quella dovuta
alla componente nella direzione trasversale della
forza di resistenza

1
L1a (t ) = ρUD ( C D + C L ') ⋅ y& (t )
2

• Alle forze di smorzamento autoeccitate dovute


alla componente trasversale della resistenza
corrisponde un coefficiente di smorzamento

1 2 ρUD ( C D + C L ') ρD 2 ( C D + C L ')


ξ a1 = = k
4πf o m m 8πSt

• Per cilindri circolari, CD=0.65, CL’=0, St=0.20

ρD 2 k
ξ a1 ≅
m 10

84
Univ. di Firenze/CRIACIV/DIC: Ingegneria del Vento
CAP. 4: Aerodinamica dei corpi tozzi (85/97)

Smorzamento aeroelastico

• Lo smorzamento aeroelastico totale risulta

ξ a = ξ a1 + ξ as

ρD 2 ⎧⎪ k k2 ⎧⎪ ⎛ 6 ⋅ (1 − k ) ⎞ 2 ⎫⎪ ⎡ ⎛ y% ⎞ 2 ⎤ ⎪⎫
= ⋅⎨ − ⋅ exp ⎨− ⎜ ⎟ ⎬ ⋅ ⎢1 − ⎜ ⎟ ⎥⎬
m ⎪10 1 + 6 I u + ⎠ ⎭⎪ ⎣⎢ ⎝ α ⎠ ⎦⎥ ⎪
⎩⎪ ⎝
1 6 I D
⎩ ⎭
u

• Lo smorzamento aeroelastico minimo risulta

ρD 2
ξ a ,min −0.65 ⋅
m

85
Univ. di Firenze/CRIACIV/DIC: Ingegneria del Vento
CAP. 4: Aerodinamica dei corpi tozzi (86/97)

Rigidezza aeroelastica

• La rigidezza aeroelastica è pesa di meno ai fini


della risposta strutturale, in quanto va a sommarsi
alla rigidezza strutturale, che è di entità
notevolmente maggiore

Ka

86
Univ. di Firenze/CRIACIV/DIC: Ingegneria del Vento
CAP. 4: Aerodinamica dei corpi tozzi (87/97)

Risposta delle strutture allungate al distacco dei


vortici

• Il modello bidimensionale utilizzato per una


sezione può essere esteso al caso di una
struttura allungata
• In questo caso è necessario considerare la
coerenza delle forze lungo la struttura
• Inoltre, se la struttura è ad asse verticale, le
sezioni sono investite da flussi a velocità medie
diverse

87
Univ. di Firenze/CRIACIV/DIC: Ingegneria del Vento
CAP. 4: Aerodinamica dei corpi tozzi (88/97)

Risposta delle strutture allungate al distacco dei


vortici

• Il non sincronismo del distacco dei vortici da


sezioni poste ad una certa distanza comporta
una non perfetta correlazione delle forze indotte
sul cilindro
• In flusso turbolento vengono comunemente
utilizzate le seguenti espressioni per la funzione
di coerenza e lo spettro di fase delle forze
dovute al distacco dei vortici

⎡ ⎛ 1 δ ⎞2 ⎤
γ Ls (δ, f s ) = exp ⎢ − ⎜ ⎟ ⎥
⎢⎣ ⎝ 3 D ⎠ ⎥⎦

2 δ
Φ(δ, f s ) =
3D
che comporta una lunghezza di correlazione


⎡ ⎛ 1 δ ⎞2 ⎤ ⎛2 δ ⎞
L=∫ exp ⎢ − ⎜ ⎟ ⎥ ⋅ cos ⎜ ⎟ ⋅ dδ
0 ⎢⎣ ⎝ 3 D ⎠ ⎥⎦ ⎝ 3 D ⎠

pari a circa un diametro (in flusso laminare


L=0.5÷6 D)

88
Univ. di Firenze/CRIACIV/DIC: Ingegneria del Vento
CAP. 4: Aerodinamica dei corpi tozzi (89/97)

Risposta delle strutture allungate al distacco dei


vortici

• Per la lunghezza di correlazione, per


caratteristiche usuali di turbolenza, viene
utilizzato un valore L=1.2

• Per le ciminiere è possibile assumere un


comportamento a mensola, e se la sezione è
costante con l’altezza il primo modo di vibrare
può essere approssimato con la formula

1.5
⎛ z ⎞
µ1 ( z) = ⎜ ⎟
⎝H⎠

89
Univ. di Firenze/CRIACIV/DIC: Ingegneria del Vento
CAP. 4: Aerodinamica dei corpi tozzi (90/97)

Risposta delle strutture allungate al distacco dei


vortici

• Le forze aeroelastiche sono perfettamente


coerenti, in quanto sono legate al moto della
struttura, che è in fase in tutte le sezioni

⎧ ⎡ ⎧ ⎫ ⎛ ⎛ y% 1 ⎞ 2 ⎞ ⎤ ⎪⎫
( )
2
ρd 2 ⎪ k k 2
⎪ ⎛ 6 ⋅ 1 − k ⎞ ⎪
ξ oa = ⎨ −⎢ exp ⎨− ⎜ ⎟ ⎬ ⋅ ⎜⎜1 − ⎜ ⎟ ⎟⎟ ⎥ ⎬
me ⎪⎩10 ⎢⎣1 + 6 I u ⎪⎩ ⎝ 1 + 6 I u ⎠ ⎪⎭ ⎝ ⎝ αD ⎠ ⎠ ⎥⎦ ⎪⎭

in cui me è la massa equivalente per unità di


lunghezza, per la quale può essere preso il valore
relativo all’ultimo terzo della struttura, oppure
calcolata come
h

∫ m( z )µ
2
1 ( z )dz
me = 0
h

∫µ
2
1 ( z )dz
0

90
Univ. di Firenze/CRIACIV/DIC: Ingegneria del Vento
CAP. 4: Aerodinamica dei corpi tozzi (91/97)

Risposta delle strutture allungate al distacco dei


vortici

• Le risposta nel primo modo trasversale viene


calcolata come

π f o S oL ( f o )
η% o2 =
4 k o2 ( ξ os + ξ oa )

in cui

S oL ( f ) = S oLs ( f ) + S oLv ( f )

ed in cui ko, ξos e ξoa sono la rigidezza, lo


smorzamento strutturale e lo smorzamento
aeroelastico nel primo modo

91
Univ. di Firenze/CRIACIV/DIC: Ingegneria del Vento
CAP. 4: Aerodinamica dei corpi tozzi (92/97)

Modello armonico (Ruscheweyh)

• E’ un modello lineare in cui la forzante viene


considerata armonica alla frequenza di distacco
dei vortici
1
Ls = ρU 2 ( z ) ⋅ D( z ) ⋅ C L ( z ) ⋅ sin(2πf s t )
2

• Il coefficiente aerodinamico CL porta in conto il


comportamento non lineare, ed è funzione
dell’ampiezza di oscillazione, dell’intensità della
turbolenza longitudinale, del numero di
Reynolds, del numero di Strouhal e della
geometria della sezione
• Considerando la portanza come perfettamente
coerente in tutte le sezioni, la forza modale
risulta essere

H 1
µ omax ⋅ ∫ ρU 2 ( z ) ⋅ D( z ) ⋅ C L ( z ) ⋅µ o ( z ) ⋅ dz
Los =
0 2
H
∫ µ o ( z) ⋅ dz
2
0

in cui µomax è il massimo ordinata del primo modo

92
Univ. di Firenze/CRIACIV/DIC: Ingegneria del Vento
CAP. 4: Aerodinamica dei corpi tozzi (93/97)

Calcolo della risposta

• Lo spostamento massimo della struttura risulta


essere
y max Los Los
= =
Dref 2k o ξ os 2(2πf o ) 2 m e ξ os

H U 2 ( z ) D( z )
1 ∫0 2
⋅ ⋅ C L ( z ) ⋅µ o ( z ) ⋅ dz
U ref Dref 1 1
= µ omax ⋅ ρ H

2
2 4π µ o ( z ) ⋅ dz
2 Sc St
0

con

4πξ os m e
Sc =
ρD ref
2

f o D ref
St =
U ref

93
Univ. di Firenze/CRIACIV/DIC: Ingegneria del Vento
CAP. 4: Aerodinamica dei corpi tozzi (94/97)

Correlazione della portanza

• Per portare in conto la non perfetta coerenza delle


forze di portanza, la forza modale viene calcolata
estendendo l’integrale ad una porzione limitata
della struttura L' pari al doppio della lunghezza di
correlazione L

!!! Figura 7.17 di D&H !!!

• Trascurando la variabilità della velocità media del


vento e del diametro della struttura sulla lunghezza
L' , l’espressione della risposta diventa

y max 1 ∫L ' C L ( z ) ⋅µ o ( z ) ⋅ dz 1 1
= µ omax ⋅ ρ H

2
Dref 2 4π µ o2 ( z ) ⋅ dz Sc St
0

1
= µ omax ⋅ ρc lat k p
∫Le
µ o ( z ) ⋅ dz 1 1
H
4π∫ µ o ( z ) ⋅ dz
2
2 2 Sc St
0

in cui kp è un fattore di picco

94
Univ. di Firenze/CRIACIV/DIC: Ingegneria del Vento
CAP. 4: Aerodinamica dei corpi tozzi (95/97)

Formulazione dell’Eurocodice 1

• Il fattore di picco kp viene portato in conto


estendendo l’integrale della forza di portanza ad
una lunghezza efficace di correlazione Le

∫Le
µ o ( z ) ⋅ dz = k p ⋅ ∫ µ o ( z ) ⋅ dz
L'

• Ponendo
H

K ξ = µ omax ⋅
∫0
µ o ( z ) ⋅ dz
H
4π∫ µ o2 ( z ) ⋅ dz
0

Kw =
∫ Le
µ o ( z ) ⋅ dz
H
∫ 0
µ o ( z ) ⋅ dz

• Si ottiene l’espressione fornita dall’Eurocodice 1


per il massimo spostamento trasversale

y max 1 1
= K ξ K wc lat
Dref Sc St 2

95
Univ. di Firenze/CRIACIV/DIC: Ingegneria del Vento
CAP. 4: Aerodinamica dei corpi tozzi (96/97)

Formulazione dell’Eurocodice 1

St = 0.20

f o D ref
U crit =
St

D ref U crit
Re = ν = 1.5 ⋅ 10 -5 m/s 2
ν

⎧0.7 per Re ≤ 3 ⋅ 10 5

c lat ,o = ⎨0.2 per 5 ⋅ 10 5 ≤ Re ≤ 4 ⋅ 10 6
⎪0.3 per Re ≥ 10 7

c lat ,o variabile linearmente con ln(Re)


tra 3 ⋅ 10 5 e 5 ⋅ 10 5 e tra 4 ⋅ 10 6 e 10 7

⎧c lat ,o se U crit ≤ 0.83U m



⎪⎛ U crit ⎞
c lat = ⎨⎜ 3 − 2.4 ⎟ ⋅ c lat ,o se 0.83U m ≤ U crit ≤ 1.25U m
⎪ ⎝ U m ⎠
⎪⎩0 se U crit ≥ 1.25U m

U m = velocità del vento al centro di Le

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Univ. di Firenze/CRIACIV/DIC: Ingegneria del Vento
CAP. 4: Aerodinamica dei corpi tozzi (97/97)

Formulazione dell’Eurocodice 1

⎧ y max
⎪ 6 per ≤ 0.1
D

Le ⎪ y max
= ⎨12 per ≥ 0.6
D ⎪ D
⎪ y max
⎪linearmente variabile tra 6 e 12 per 0.1 ≤ D ≤ 0.6

µ o ( z) = z 2

K ξ = 0.13

⎧ Le ⎡ Le ⎛ Le ⎞ ⎤
2
Le
⎪ ⎢3 − 3 + ⎜ ⎟ ⎥ per ≤ 0.263
⎪H H ⎝ H ⎠ ⎦⎥
K w = ⎨ ⎣⎢
H
⎪ Le
⎪ 0.6 per ≥ 0.263
⎩ H

• La procedura viene applicata in maniera iterativa

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