Sei sulla pagina 1di 13

LEZIONI N° 41 E 42

LA VERIFICA E IL PROGETTO CONDIZIONATO DELLA SEZIONE INFLESSA CON


ARMATURA SEMPLICE

VERIFICA DELLA SEZIONE INFLESSA DUTTILE


Dopo il caso particolare della rottura bilanciata, consideriamo il caso generale in cui
la percentuale di armatura effettiva sia minore di quella critica, corrispondente alla
rottura bilanciata e maggiore di quella minima, cosicché la rottura della sezione sia
di tipo duttile.
Il calcolo di verifica ha come dati di ingresso:

o la geometria della sezione,


o la quantità e la posizione dell’armatura,
o le caratteristiche dei materiali,
o il valore del momento esterno di calcolo MEd.

Il problema consiste nel determinare il valore del momento interno ultimo Mult e quindi
nel controllare che esso non sia inferiore ad Md.

La procedura si articola in tre fasi consecutive:

1) determinazione della posizione dell’asse neutro mediante la condizione di


equilibrio alla traslazione:

C=T

2) calcolo del momento ultimo mediante la condizione di equilibrio alla rotazione:

Mult = C x z = T x z

3) controllo che il momento flettente applicato sia inferiore al momento resistente


ultimo:

MEd  Mult

148
La causa primaria della crisi è lo snervamento dell’acciaio teso, che si allunga a
tensione costante e che induce crescenti accorciamenti unitari nel calcestruzzo
compresso, fino al 3.5 ‰, che corrisponde alla rottura del calcestruzzo e dell’intera
sezione.
Sappiamo dunque che nella situazione di collasso della sezione duttile la
deformazione massima del calcestruzzo è pari al 3.5 ‰ e che la tensione nell’acciaio
è pari a quella di snervamento, ma non conosciamo il valore della deformazione
dell’acciaio, a causa della perfetta plasticità del legame costitutivo.
Non conosciamo quindi la posizione dell’asse neutro, ma sappiamo che il diagramma
delle tensioni nel calcestruzzo ha la forma di una parabola-rettangolo completa,
perché le deformazioni corrispondenti variano tra lo 0 ed il 3.5 ‰.

Queste informazioni sono sufficienti per determinare la posizione dell’asse neutro


y = kd tramite l’equazione di equilibrio alla traslazione delle forze interne, C = T.

Difatti la risultante delle forze di trazione nell’acciaio, T, è nota e vale:

T = fyd As

La risultante delle forze di compressione nel calcestruzzo, C, può essere scritta in


funzione dell’incognita y:

C = 0.81 fcd by

Si ricava quindi immediatamente l’incognita posizione dell’asse neutro:

0.81 fcd by - fyd As = 0


149
y = fyd As/(0.81 fcd b)

Nota la posizione dell’asse neutro, risulta nota in modo completo la sezione


resistente e si conosce anche il valore della deformazione dell’armatura tesa,
mediante la proporzione:

s : (d - y) = cu : y

s = cu (d - y)/y

La valutazione di s non è indispensabile, in quanto il DM 17/01/2018 consente, al


punto 4.1.2.1.2.2, di utilizzare per l’acciaio un legame costitutivo elastico-
indefinitamente plastico. Peraltro esso precisa che la deformazione ultima
dell’acciaio, ud, non deve superare il valore di 0,9 uk., con uk = (Agt)k.
Nel caso dell’acciaio B450C si ha (Agt)k  75 ‰ e quindi uk = 67,5 ‰.
L’esperienza mostra che questo valore non viene praticamente mai raggiunto nel
caso della flessione semplice.

La conoscenza dell’asse neutro permette dunque di valutare il braccio delle forze


interne:

z= (d -0.416 y)

e quindi il momento ultimo, con una delle due espressioni:

Mult = Cz = Tz

Quindi si ha che:

Mult = 0.81 fcd by (d -0.416 y)

oppure che:

Mult = fyd As (d -0.416 y)

Infine si controlla che sia:

MEd  Mult

150
VERIFICA DELLA SEZIONE INFLESSA FRAGILE
Consideriamo ora il caso della crisi di tipo fragile, che si verifica in presenza di
sezioni inflesse in cui la percentuale di armatura tesa è superiore a quella bilanciata.

Tutte le informazioni che servono a riconoscere il comportamento fragile della


sezione sono contenute nel diagramma delle deformazioni unitarie: il valore c = 3.5
‰ al bordo compresso indica la crisi per schiacciamento del calcestruzzo, mentre la
limitazione relativa alla deformazione dell’acciaio teso (  s   s ,bil ) precisa che, al

momento della rottura del calcestruzzo, esso è ancora in campo elastico.

Sono incognite tanto la distanza y = kd dell’asse neutro dal bordo compresso che il
valore della deformazione dell’acciaio teso.

Possiamo però scrivere, come nel caso della rottura duttile:

s : (d - y) = cu : y

da cui si ricava:

s = cu (d - y)/y

L’incognita y può essere determinata scrivendo come al solito l’equazione di


equilibrio alla traslazione C - T =0.
L’espressione della risultante di compressione vale, anche in questo caso:

C = 0.81 fcd by
151
Invece la risultante di trazione, T, dipende dalla deformazione unitaria dell’acciaio
teso, s, in quanto l’acciaio stesso, non snervato, si trova in campo elastico lineare:

T = s As = Es s As = Es As cu (d - y)/y

Introducendo queste espressioni nella equazione di equilibrio si trova:

0.81 fcd b y - Es As cu (d - y)/y = 0

e semplificando si ha:

0.81 fcd by2 + Es As cu y - Es As cu d = 0

Come si può osservare, si tratta di un’equazione di 2° grado.

Pertanto la posizione dell’asse neutro è:

 Es As cu   Es As cu   4  0,81 f cd b  Es As cu d


2

y
2  0,81 f cd b

Determinata la posizione dell’asse neutro si calcola il momento interno ultimo con


una delle due consuete espressioni M = Cz = Tz.

Quindi si ha che:

Mult = 0.81 fcd by (d -0.416 y)

Infine si controlla che sia:

MEd  Mult

152
PROGETTO CONDIZIONATO DELLE ARMATURE NEL CASO DELLE SEZIONI
DUTTILI

Consideriamo la sezione in figura.

Il progetto condizionato ha come dati di ingresso:

 la geometria della sezione,


 la posizione dell’armatura,
 le caratteristiche dei materiali,
 il valore del momento esterno di calcolo MEd.

Il problema consiste nel determinare l’area dell’acciaio.

Determiniamo preliminarmente il momento flettente ultimo massimo Mmax che la


sezione può sopportare in condizioni di rottura duttile, valore che corrisponde al
momento ultimo in condizioni di rottura bilanciata.

  cu 
M max  T  z  f yd  As  d   1  0, 416 
  cu  f yd / Es
 

153
Se Mmax < MEd la sezione non è in grado di sopportare il momento di progetto in
condizioni di rottura duttile ed occorre far ricorso alla doppia armatura.

In caso contrario (MEd < Mmax ) il problema si risolve imponendo l’equilibrio alla
rotazione:

MEd = Tz.

La risultante delle tensioni di compressione nel calcestruzzo è:

C = 0.81 fcd by

La forza di trazione nell’acciaio è:

T = fyd As

Poiché l’equilibrio secondo l’asse della trave deve essere rispettato (C = T),
possiamo scrivere:

0.81 fcd by = fyd As

e ricavare:

f yd As
y
0,81 f cd b

Nell’espressione del braccio delle forze interne:

z = d - 0.416 y

possiamo sostituire il valore dell’asse neutro ed ottenere:

f yd As
z  d  0, 416 
0,81 f cd b
Possiamo ora utilizzare l’equazione di equilibrio alla rotazione e scrivere:

 f yd As 
M Ed  f yd As  d  0, 416  
 0,81 f cd b 

154
Sviluppiamo l’espressione e quindi ricaviamo il valore dell’area dell’acciaio:
f yd2 0, 416
M Ed  f yd As d  As2 
f cd 0,81 b

f yd2 0, 416 2
  As  f yd d  As  M Ed  0
f cd 0,81 b

Si tratta di un’equazione di 2° grado in As, la cui soluzione è:

f yd2 0, 416
 f yd d   4  M Ed
2
f yd d  
f cd 0,81 b
As 
f yd2 0, 416
2 
f cd 0,81 b

Semplificando si ottiene:

0, 416 M Ed
d  d2  4 
0,81 f cd  b
As 
0, 416 f yd
2 
0,81 f cd  b

155
COMPLETAMENTO DEL CALCOLO DELL’ARMATURA MINIMA DELLA
SEZIONE INFLESSA

Le nozioni che ora sono disponibili sul calcolo dell’armatura della sezione inflessa
consentono di completare la valutazione della armatura minima della sezione
rettangolare.
Come si ricorderà il Momento esterno che produce la fessurazione vale:
Jc
M fess  1, 20  f ctm
H  y
Esso deve essere uguale al Momento ultimo che può essere sopportato dalla
sezione quando è armata con l’armatura minima As,min.
Occorre quindi eseguire il progetto condizionato dell’armatura risolvendo l’equazione
di secondo grado:

0, 416 M fess
d  d2  4 
0,81 f cd  b
As ,min 
0, 416 f yd
2 
0,81 f cd  b

Risulta interessante confrontare questo risultato con quanto prescritto al punto


4.1.6.1.1 dalla Normativa italiana. Essa prevede che l’area dell’armatura longitudinale
f ctm
in zona tesa non deve essere inferiore a As ,min  0, 26  bt  d e comunque non
f yk

minore di 0, 0013  bt  d .
L’interpretazione di questa formulazione può essere eseguita apportando alcune
semplificazioni alla procedura che dà il valore esatto dell’area minima della sezione
rettangolare.
Detto z il braccio delle forze interne ed y la posizione dell’asse neutro al momento
della fessurazione, si può scrivere:
Jc
1, 20  f ctm  f A z
 H  y  yd s ,min
f ctm Jc
As ,min  1, 20
f yd  H  y  z
Si ottiene quindi:

156
Si può porre, in via approssimata:

Jc bt  H 2
W  ed inoltre d  0,95  H e z  0,9  d .
H  y c 6

Sostituendo si ottiene:

f ctm Jc f ctm bt H 2
As ,min  1, 20  1, 20 
f yd  H  y  z f yd 6  0.9 d
2
f b  d  1 f ctm
 1, 20 1,15 ctm  t     bt  d
f yk 6  0,95  0,9  d
0, 28
f yk

valore che è molto vicino a quello indicato dalla Normativa.

157
PROGETTO LIBERO E PROGETTO CONDIZIONATO CON L’AUSILIO DI
TABELLE

E’ possibile sviluppare delle tabelle che facilitano il progetto di sezioni rettangolari


con armatura semplice soggette a flessione retta.

Poniamo:

d   M Ed / b
As   M Ed b

Fissiamo l’attenzione sulle rotture duttili, caratterizzate da una deformazione


massima del calcestruzzo pari al 3,5 ‰ e da una deformazione dell’acciaio  s

f yd
maggiore di quella di snervamento  yd  .
Es
Fissando i valori delle deformazioni marginali, il coefficiente di posizione dell’asse
neutro è:

 cu
k
 cu   s

Scriviamo quindi le risultanti delle tensioni interne di compressione e di trazione ed il


braccio delle forze interne:

C = 0.81 fcd b kd
T = As fyd = fyd  bd
z= d(1 - 0.416 k)

in cui  è la percentuale di armatura.


Imponiamo poi l’uguaglianza tra il momento esterno di calcolo MEd ed il momento
interno ultimo:

MEd = Cz = Tz

Dalla prima uguaglianza si ha:

MEd = 0.81 fcd b kd2(1 - 0.416 k)


158
da cui si ricava:
M Ed
d
0.81 f cd kb 1  0.416 k 

Confrontando questa relazione con la

d   M Ed / b

si ottiene:

1

0.81 f cd k (1  0.416k )

Dalla seconda relazione si ha:

MEd = fyd Asd(1 - 0.416 k)

da cui si ricava:

M Ed M Ed
As     M Ed b
f yd (1  0.416 k ) d f yd (1  0.416 k ) M Ed / b

In cui β vale:

1

f yd (1  0.416k ) 

Scrivendo infine C=T:

fcd 0.81 b kd = fyd  bd

si ricava la espressione della percentuale d’armatura:

0.81 f cd k

f yd

Le formule precedenti permettono di costruire le tabelle dei coefficienti  ,  ,  in


funzione delle coppie di valori prefissati di c ed s, scelti col criterio di rappresentare
lo stato limite ultimo di sezioni duttili.

159
Esempio
Si voglia determinare, con l’uso delle apposite tabelle, l’armatura tesa della trave di
cemento armato, dotata di semplice armatura, rappresentata in figura.
I dati sono:
H = 600 mm; b = 300 mm; c = 40 mm; d =H – c = 560 mm;
Rck = 30 N/mm2; fyk = 450 N/mm2;
MEd = 150,00 kNm.
d
Si calcola innanzitutto il parametro   :
M Ed / b

560
   0, 792
150, 00 106 / 300

Dalla tabella appropriata alle unità di misura utilizzate e relativa al valore desiderato
della resistenza caratteristica del calcestruzzo si legge il valore di  corrispondente
ad .

Si ottiene   0, 003442 .

Si applica quindi la formula As   M Ed b e si ottiene:

As  0, 003442 150, 00 106  300  730 mm 2

Consultando le tabelle dei tondini di armatura si vede che tale area di acciaio
corrisponde a 4  16 (As = 804 mm2).
Dalla tabella si legge anche che il valore della deformazione dell’acciaio è il 20 per
mille e la posizione dell’asse neutro è y = 0,149 x 560 = 83 mm.

160