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SOCRATE

Molti storici distinguono la filosofia tra presocratica e socratica. Non cambia


tutto ma c'è un altro di qualità straordinario. Siamo ad Atene ( città più
importante del mondo greco e potenza marina che controlla in mare Egeo). La
legge è un prodotto dell'assemblea. Solo gli uomini adulti di Atene possono
votare mentre le donne, i giovani e gli stranieri non possono votare. Vuota
quindi solo una minoranza degli uomini adulti. Socrate è un cittadino ateniese
modello: appena Atene era in pericolo e veniva programmata una battaglia lui
era sempre il primo a combattere con onore. Nella vita di tutti i giorni
chiedeva, faceva domande a coloro che si credevano sapienti. Chiedeva ad
esempio: come si fa a stabilire se una legge è giusta, quale è la differenza tra il
bene e il male. Chiedeva ai sapienti: i sofisti, coloro che col loro sapere
cercavano di convincere gli uomini a votarli. Lui chiedeva non solo il “che cosa”
ma anche il “perché” delle domande. Lui stesso sapeva che lui non era
sapiente e che non conosceva la natura ma voleva capirla. La leggenda
racconta che prima di una battaglia gli ateniesi si sono recati dall’oracolo e
hanno espresso la seguente domanda: “Chi è il più sapiente?”. L’oracolo
rispose: “Socrate”. Ma Socrate stesso continuava a ripetersi di essere ignorante
e che a differenza degli altri lui sapeva di non sapere. E questo era il suo
vantaggio rispetto agli altri: chi sa di non conoscere va a ricercare il sapere
mentre chi crede di conoscere non lo va a ricercare e quindi rimangono col loro
“falso” sapere. Si racconta anche che Socrate una volta incontrò un famoso
avvocato e che gli chiese diverse cose; l’avvocato inizia a palare ma ad un certo
punto Socrate lo ferma e gli chiede di spiegare: cosa sia il furto, L’armonia
sociale, ecc.. . L’avvocato cerca di creare un discorso ma fallisce miseramente
capendo che lui non ha risposta a quelle domande e quindi il suo sapere non è
fondato.

DIALOGO SOCRATICO
Il dialogo socratico è una forma di filosofia creata da Socrate e consiste in due
parti:
• Fase ironica: In questa fase si distrugge la consapevolezza e la sicurezza
di chi parla facendogli capire che lui non sa e quindi decostruisce il suo
sapere. Socrate fa solo dialoghi corti (discorsi condivisi) ma non si rivolge
mai al pubblico (alla massa) perché parla con una persona a volta.
Decide la cortezza nel dialogo perché vuole che si dica solo la verità e
non si utilizzi l’armoniosità delle parole. Durante questo dialogo si
scambia il Logos (discorso capibile da entrambi). Quindi sia Socrate che il
suo interlocutore utilizzano lo stesso criterio di fondo per ragionare
(hanno qualcosa di simile: la ragione che capisce la ragione) e quindi
Socrate mira a far risvegliare la loro ragione quando vede che loro non
capiscono (ammettono di non sapere).
• Maieutica: letteralmente è l’arte del far nascere i bambini (lui fa nascere
l’anima dell’interlocutore con cui parla). In questa fase Socrate continua
a porre domande all’interlocutore cercandolo di guidare alla scoperta di
sé, verso la consapevolezza di ciò che quell’uomo è e quale sia il suo
utile. Per capire l’utile però bisogna conoscere l’uomo e la sua verità (la
ragione). E quindi la ragione è ciò che ci guida verso l’utile e ci fa entrare
in relazione.
Con Socrate il relativismo viene superato. Infatti per Socrate abbiamo
un’essenza comune: “anima irrazionale indicamene relazionata” e quindi non si
può determinare l’essenza dell’uomo e se non si sa cosa è l’uomo anche l’utile
rimane in sospeso. Con Socrate si arriva a capire cosa sia l’uomo e quindi si
supera il relativismo. Si può capire e criticare. Socrate ci fa capire che la virtù è
una ricerca razionale perché la virtù stessa è la realizzazione della propria
essenza. Scopriamo anche che la virtù è latina e quindi più agiamo meglio più
conosciamo la nostra virtù; quindi la virtù non la possediamo dalla nascita ma è
più un atteggiamento che si sviluppa crescendo. Se il senso dell’uomo allora è
conoscere la virtù corrisponde alla conoscenza. A conseguenza di tutto ciò
possiamo dire che l’uomo virtuoso è quello che conosce e che riflette
criticamente sull’esistenza e sul diverso

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