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La musica profana nel

Medioevo

L’Ars Antiqua
Conductus
Il mondo dei goliardi
Trovatori e trovieri

Bernart de Ventadorn (c.1150- c.1180) → Trovatore (langue d’oc)

Can vei la lauzeta mover

Adam de la Halle → Troviere (langue d’oil)

Jeu de Robin et Marion

Melodie di trovatori e trovieri: sillabiche con brevi figure melismatiche in


corrispondenza della penultima sillaba del verso. Estensione limitata tra sesta e
ottava. Difficile stabilire il ritmo (non notato). Ritmo libero in prevalenza derivato
dal testo poetico. Trovieri maggiore libertà ritmica. Uso di strumenti in
accompagnamento al canto
Principali forme della lirica trobadorica

Cansó o chanson → lunga forma narrativa. Strofico. Chanson de geste, de amour

Alba o Aube → strofico. Risveglio degli amanti, momento dell’addio

Jeu-parti → dialogante, tema amoroso

Pastorela o Pastourelle → strofico, tema amoroso

Sirventese → strofico, tema satirico

In generale: prevalente organizzazione strofica (coblas + refrain) da cui derivano


forme cicliche come ballata e rondò.
Influenza dei Trovatori: Minnesänger e Meistersinger
Minnesänger → tradizione cortese

Meistersinger → tradizione urbana (mantenuta fino al XIX secolo → Hans Sachs e


I maestri cantori di Norimberga)

Minnelied: We ich han gedacht

Struttura melodica dei Minnelied: Bar-form AAB. Caratterizzazione musicale più


svincolata dalla struttura strofica del testo. Prevalenza di soggetti amorosi e legata
alla memoria delle crociate e dei pellegrinaggi (vicina all’idea della chanson de
geste)
https://www.youtube.com/watch?v=J_zjgZJOFl4&list=FLH5oQ0X9gTuxZpanMYQce-Q&index=723
Influenza dei Trovatori: tra sacro e profano

Penisola iberica (1210-1250 circa): tradizione poetica ispirata all’esempio


provenzale: Cantigas

Alfonso X ‘el sabio’: cantigas de Santa María

Italia: Federico II di Svevia e la Scuola siciliana, Laudi

Europa: chierici vagantes e i carmina burana


Strumenti musicali nel Medioevo
Fonti: iconografiche
(miniature, sculture,
bassorilievi)

Arpa, salterio, viella,


ghironda, flauti, tromba,
percussioni, ecc.
Organi: fisso (chiese)
portativo, positivo
(da positum)
La polifonia nel Medioevo
Pratica polifonica ‘presunta’ accanto alle forme della monodia
Testimonianze letterarie prima del IX secolo: nel trattato Musica Enchiriadis e in un
suo commentario Scholia enchiriadis vengono descritti per la prima volta due
diversi modi del cantare insieme entrambi indicati dal termine organum.
Organum: seconda voce al grave della vox principalis (gregoriana)

Vox principalis raddoppiata da una vox organalis


a una quinta o una quarta inferiore. Procedimento omoritmico
Organum
Vox principalis e organalis partono all’unisono,
poi la principalis sale all’acuto fino a una quarta
e ridiscende all’unisono in cadenza. Procedimento omoritmico
Ad organum faciendum* → comporre un organum
Fine secolo XI
Sviluppo della polifonia. I compositori erano in grado di comporre organa
combinando due linee melodiche indipendenti per moto obliquo e contrario.
Diversi procedimenti di condotta delle voci (attraverso gli intervalli)

XII secolo: Vox organalis (seconda) passa sopra alla vox principalis (gregoriano)
→ Organum florido: la melodia gregoriana (tenor) è prolungata, la voce
superiore melismatica.

XII-XIII secolo: entrambe le voci iniziano a muoversi proporzionalmente


→ discanto

*manoscritto di ‘prassi compositiva’ databile al 1100 circa, Milano, biblioteca Ambrosiana.

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