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BRAVI!
LUNA ROSSA LO SFIDANTE
Per la terza volta l’Italia arriva
a giocarsi la Coppa America.
 
  


 

 
 


48 VELA
D
opo aver sbaragliato
American Magic con
un secco 4-0 in se-
mifinale e massacrato
7-1 gli inglesi di Ine-
os Team UK in finale,
Luna Rossa ha vinto
la Prada Cup guadagnando l’accesso alla
Coppa America. È la terza volta che l’Italia
sfida il defender. Successe nel 1992, con il
Moro di Venezia di Raul Gardini (timoniere
Paul Cayard) e nel 2000, proprio con Luna
Rossa di Patrizio Bertelli (al timone c’era
Francesco De Angelis). L’ad di Prada è alla
sua sesta sfida in Coppa, a 75 anni: si gioca
veramente tutto. O tutto o niente.
Le regate degli AC75 volanti si svolgono
a partire dal 6 marzo ad Auckland, in casa
di Emirates Team New Zealand, detentore
della Coppa America e nostro avversario.
Ancora brucia, quel secco 5-0 che i kiwi
ci rifilarono nel 2000, quel ghigno di Rus-
sell Coutts. Dalla nostra parte abbiamo un
team unito e fortissimo, capitanato da Max
Sirena. Con un’arma micidiale, i due timo-
nieri. C’è Checco Bruni che si è dimotrato
un asso nelle partenze. C’è il glaciale Jimmy
Spithill che non vede l’ora di vendicarsi dei
kiwi che l’hanno sconfitto quando era al ti-
mone di Oracle Team USA nel 2017.
Comunque vada, forza Luna Rossa.

VELA 49
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NEMICO!
50 VELA
E
mirates Team New Zea-
land, il defender dell’A-
merica’s Cup (vinta nel
2017), è l’avversario di
Luna Rossa. In Nuova
Zelanda la vela è lo sport
nazionale (assieme al ru-
gby), questo spiega perché i kiwi siano sta-
ti i grandi protagonisti della storia recente
della Coppa.
La vinsero strappandola agli yankee nel
1995 e la difesero con successo contro Luna
Rossa nel 2000 (rifilandoci un secco 5-0).
Persa la sfida del 2003 con Alinghi, ci ripro-
varono senza successo nel 2007, quasi ce la
fecero nel 2013 (il “comeback” degli ameri-
cani che ribaltarono il risultato da 1-8 a 9-8)
e finalmente la riconquistarono nel 2017,
battendo BMW Oracle Racing (USA). Cosa
sappiamo dei nostri avversari? Che il loro
AC75 è velocissimo. E che hanno svilup-
pato un set di foil unico, che nessuno degli
altri team ha mai mostrato: delle appendici
a T, con la parte orizzontale molto arretra-
ta e un piccolo bulbo della parte anteriore.
Team New Zealand fa paura, perché sono
loro con il loro direttore del design Dan
Bernasconi ad avere tirato fuori dal cilin-
dro gli AC 75, pur con il benestare di Luna
Rossa. Il timoniere Peter Burling è il pro-
totipo di velista perfetto da AC75: giovane,
abituato alle più competitive classi veloci e
con un’intelligenza velica fuori dal comune.
Ma i kiwi sono pur sempre uomini, e in
molti sperano che dal 6 marzo qualcosa si
possa incrinare in questa macchina appa-
rentemente perfetta.

TEAM NEW ZEALAND


IL DIFENSORE



 

  

  

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"#
 


  

VELA 51
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LUNA ROSSA
“SIAMO ITALIANI
CHE CAVOLO!” Francesco “Checco” Bruni

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È
Coppa America, 21 anni “Checco” Bruni e Pietro Sibello che si stan-
dopo. Nello stesso posto, no prendendo oggi tante rivincite. Il primo è
dove tutto era iniziato. rimasto troppo spesso in panchina nelle sfide
Luna Rossa è lo sfidante di Coppa America e finalmente a quasi 48
ufficiale della 36ma Ame- anni ha avuto l’occasione di potere timonare
rica’s up, che si disputa una sfida italiana.
dal 6 al 21 marzo. Lo Il secondo è risorto dopo la beffa olimpica
è dopo avere battuto per 7 a 1 in finale di di Pechino 2008 (leggi la storia a pag. 72)
Prada Cup il challenger più temibile, quell’I- e i problemi di salute che lo hanno tenuto Lo spirito quasi “anglosassone” dell’equi-
neos Team UK guidato da Sir Ben Ainslie. a lungo lontano dai campi di regata: voluto paggio di Luna Rossa ci aveva stupito, ma in
Luna Rossa ci riprova quindi, ancora contro fortemente da Max Sirena, è stato l’uomo realtà la passione latina covava sotto.
gli amici/nemici di sempre, quei neozelan- della svolta quando ha iniziato a fare anche Ed è esplosa sul traguardo dell’ultima regata
desi che nella storia della vela italiana sono il tattico e non solo il randista sull’AC 75 ita- della finale: “Siamo italiani, e che cavolo” ha
stati per noi gioie e dolori. La vittoria della liano. È la vittoria degli amanti della vela e esclamato il timoniere palermitano, dando
Prada Cup è stata un’impresa molto italiana, del mare italiani si sono compattati intorno di fatto il via ai festeggiamenti. Fa sorridere
come la stragrande maggioranza dei membri all’impresa di Luna Rossa tornando a sogna- il quasi imbarazzo di James Spithill quando
di Luna Rossa Prada Pirelli, e come la mag- re nelle notti incollati alla tv. Ci era mancato Bruni corre da lui a scuoterlo in un abbraccio
gior parte delle aziende che hanno fornito il tantissimo, e in un anno terribile come quel- forse troppo caloroso per l’uomo di ghiaccio
loro materiale tecnico alla sfida. È la vittoria lo che abbiamo vissuto. australiano. Ma siamo italiani, come dice
di Max Sirena, il “leader normale”, l’antitesi Bruni, e un po’ di festa non può mancare.
della rock star. Il romagnolo è stato la mente LUNA ROSSA L’ANIMA LATINA
della sfida italiana che ha costruito lui, sce- CHE ESPLODE TECNOLOGIA GLI ITALIANI
gliendo ogni componente degli oltre 120 uo- Per giorni Checco Bruni ogni volta che Luna LA FANNO MEGLIO
mini e donne che compongono il sindacato. Rossa tagliava il traguardo vittoriosa escla- La vittoria di Luna Rossa è anche quella del
È la vittoria della tecnologia e del design ita- mava: “Niente festeggiamenti ragazzi pensiamo Made in Italy. Le cime di Gottifredi Maffioli,
liano, è la vittoria di velisti come Francesco alla prossima regata!”. l’idraulica e i sistemi di movimento dei foil

52 VELA
IL MOMENTO CHIAVE

IL SORRISO RITROVATO
Checco Bruni, dopo avere masticato
amaro durante i round robin, si
presenta in conferenza stampa dopo
il primo giorno di Finale di Prada Cup.
Mentre Ben Ainslie è una maschera
di tensione, il palermitano sfoggia un
sorriso pieno: è il segnale che qualcosa
sta cambiando definitivamente.

di Cariboni, le tecnologie costruttive della I DELUSI IL FALLIMENTO


Persico Marine, Harken (che ormai è mol- DEI “PADRONI” DELLA COPPA COPPA GOSSIP
to italiana) per i sistemi di coperta, e i tanti
designer italiani che hanno collaborato alla Il Checco furioso della prima giornata
di regate nei Round Robin è difficile
progettazione della barca e dei foils, come il
dimenticarlo. Il siciliano è arrabbiato verso
genovese Mario Caponnetto. i software di bordo e l’audio che ne viene
Parlano italiano anche le vele di Luna Rossa, fuori è di quelli vietati ai minori.
la tecnologia di produzione è North Sails,


  si accende anche a
ma i velai che le rifiniscono e soprattutto chi terra durante i Round Robin. Luna Rossa
le disegna, Marco Capitani, sono italiani. protesta spesso gli inglesi in acqua, Ben
Ainslie definisce “rozzi” i reclami degli
Inutile girarci intorno, la sfida americana e italiani in conferenza stampa.

quella inglese sono state un flop totale. Gli   


 “rovina” i Round Robin
uomini chiave di American Magic, Dean a Luna Rossa che aveva pensato di non
Barker e Terry Hutchinson, sono sembrati in usarle ma si vede costretta a farlo invece a
causa dei reclami degli avversari.
balia di un mezzo di cui non avevano il con-
trollo. Vedere Terry Hutchinson, a 53 anni,   di Luna Rossa per un sistema
fare la tattica mentre lavorava ai coffee grin- illecito del tesa base di Ineos porta agli
der in affanno, in cerca di raffiche che non inglesi un’ammonizione, se dovessero
ricevere la seconda i britannici verrano
può vedere con la mente appannata dal poco
esclusi dalla manifestazione.
Come ha detto Paul Cayard durante la no- ossigeno, ha fatto quasi tenerezza. Così come
stra intervista in diretta (la trovate sul canale Dean Barker, sempre più curvo su un timo- 
  ma pronti ad aiutarsi
YouTube del Giornale della Vela), Luna Ros- ne che quasi lo disarcionava a ogni manovra. nel momento del bisogno, gli equipaggi
si compattano nel dare assistenza ad
sa è in stile “Pininfarina”, ovvero un oggetto E che dire di Ben Ainslie? Il Baronetto è ri-
American Magic che dopo la scuffia nel
di design esteticamente perfetto, ma anche masto schiacciato dal peso dei 120 milioni di Round Robin 2 rischia di affondare ma
molto efficace sull’acqua. sterline di budget di Ineos, quasi il doppio viene salvata in extremis da tutti.

VELA 53
Se ha gradito questŽƋƵŽƚŝĚŝĂŶŽŽƌŝǀŝƐƚĂ e se la hĂ trovatŝaltrove, ƐŝŐŶŝĨŝĐĂ ĐŚĞ Đŝ ƐŽŶŽ ƐƚĂƚŝ
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di Luna Rossa, e da un sogno, riportare la ni virtuali? Perché limitare i prestart, che si a bordo.
Coppa in patria, che si è trasformato in una sono rivelati avvincenti, a soli 2 minuti? La Dall’altra parte un equipaggio che è sembra-
maledizione. L’Inghilterra come troppe volte sensazione è che a forza di ricercare il pubbli- to in parabola discendente aldilà della scuffia
accaduto nella storia dell’America’s Cup si è co generalista gli organizzatori della Coppa dei Round Robin, quasi in balia della barca,
presentata con la solita sfida ricca economi- si siano dimenticati dei velisti. Male. alla fine ha vinto il team più in forma e pro-
camente, piena di talento, ma con una barca babilmente la barca più veloce. Una disfatta
figlia di un parto travagliato. I soldi non ba- totale per il New York Yacht Club.
stano se le idee non sono quelle giuste e se Cronaca di una
gli uomini non hanno chiara la via su come RACE 1 LUNA ROSSA PARTE
svilupparle. Prada Cup da sogno FORTE, INEOS INCASSA

REGATE CHE COSA


NON HA FUNZIONATO SEMIFINALI DISASTRO USA,
PASSA LUNA ROSSA
Nessuna concessione all’avversario, nessun
tentennamento. Luna Rossa doveva essere
cinica, spietata, e lo è stata con un secco 4-0.

Vento leggero in partenza, al limite del re-


gatabile. Luna Rossa opta per fare solo una
strambata sul limite destro del box di parten-
Gli AC 75 sono sembrate delle macchine za. Gli inglesi entrano mure a dritta, stram-
veliche sbalorditive. Nessun velista al mon- bano e poi decidono di virare per approccia-
do pochi anni fa avrebbe mai pensato che si re la linea, perché Luna Rossa con le mure a
potesse bolinare a 37-38 nodi con oltre 30 dritta chiude loro la possibilità di strambare,
di VMG. La manovrabilità delle barche è la La Coppa America è un gioco crudele, e ma cadono dai foil. Luna domina così la par-
vera sorpresa, nonché la possibilità di potere questa semifinale ne è stata la massima dimo- tenza mostrando ancora una volta un’ottima
fare vero match race. Perché allora confina- strazione. Da una parte un team in continuo manovrabilità. Nonostante il distacco im-
re questi bolidi a vela in un recinto grande crescendo, Luna Rossa, sia come velocità portante il pozzetto italiano applica una mar-
come una pozzanghera delimitato da confi- che come confidenza con il mezzo e intesa catura morbida anche a distanza, cercando di

54 VELA
IL MOMENTO CHIAVE

IL VOLO DI BRITANNIA
Gli inglesi sono sotto 3-0,
Ben Ainslie la butta in bagarre
nella quarta partenza. Il Baronetto
eccede in aggressività e perde
il controllo della barca che decolla
sui foil. Un autogol che spiana
la strada per il 4-0 di Luna Rossa.
Ineos inizia davvero a tremare.

rimanere comunque ben posizionato rispetto Di poppa attento il pozzetto italiano a non
all’avversario senza concedere troppe separa- lasciare scappare Ineos, cercando sempre un COPPA GOSSIP
zioni laterali. La regata scivola via liscia per buon posizionamento in controllo.
Luna Rossa, sempre in controllo anche con il La seconda poppa è senza sussulti, pur con
 
  (foto 1) alla
vento in aumento fino a 12-14 nodi. Ben Ainslie sempre a contatto.
fine dei Round Robin, che vedono Ineos
L’ultima bolina sembra iniziare con uno spa- vincerle tutte contro la barca italiana, il
RACE 2 LA LUNA BRILLA vento, Luna Rossa sceglie il gate di sinistra e Team Director non le manda a dire e c’è
&'()*+- lascia un grosso split a Ineos, ma all’incrocio chi giura di avere sentito le sue urla dalla
base di Luna Rossa. Sirena pretende un
ha ragione la barca italiana, che poi va subito
cambio di passo dal suo equipaggio.
in copertura. Ineos cerca ancora lo split in
poppa, ma Luna Rossa resta chirurgica nel   (foto 2), il campione rinato
bordeggio e non concede grandi chance e dopo le delusioni olimpiche del 2008 e del
2012, viene spinto quasi a furor di popolo
chiude la giornata d’esordio con due vittorie. a occupare il ruolo di tattico. Sirena sa
quanto vale e chiede a Pietro di fare un
RACE 3 MATCH RACE SPIETATO, sacrificio e scrutare il vento oltre che la
LUNA VINCENTE randa. Sibello è l’uomo della svolta.


 ! "

(foto 3) fa
Partenza pari ma con Ben Ainslie molto ag- il giro del mondo. Lo skipper di American
gressivo che riesce ad attaccare Luna Rossa Magic dopo il 4-0 incassato da Luna Rossa
si lascia andare nelle interviste post regata
da sottovento.
e piange a dirotto, mentre Luna Rossa alle
Bruni e Spithill si difendono bene e riesco- sue spalle fa un inchino all’avversario.
no a partire sopravvento. Ancora buone le
velocità di Luna Rossa nonostante il vento #
 ! !
$ %
dice Sir Ben Ainslie nella conferenza
fosse aumentato fino a 15-20 nodi. Al primo 18 nodi in partenza, Ineos attacca ma Spithill
stampa prima della finale di Prada Cup
incrocio di bolina Luna Rossa passa e man- e Bruni reggono la botta e si difendono dalle (foto 4) . Ma l’inizio della serie fa segnare
tiene un piccolo margine fino al primo gate. provocazioni di Ben Ainslie finendo per vin- un secco 4-0 per Luna.

VELA 55
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cere ancora una volta lo start con un ottimo li tra le due barche, ma Luna Rossa che col Ineos cerca di stare molto vicina a Luna Ros-
time on distance e un perfetto controllo del vento in calo ha un migliore VMG. sa. Ancora ottimo però il posizionamento di
mezzo. Gli inglesi fanno una poggiata di Spithill-Bruni che riescono a tenere il sotto-
troppo per cercare di attaccare Luna Rossa vento a Ineos e orzano per chiudere la porta
e alla fine arrivano in ritardo e ricevono una in partenza con un time on distance chirur-
virata in faccia. Nella seconda poppa Luna gico. Le due barche finiscono alla fine per
Rossa concede una piccola separazione a Ine- partire entrambe in anticipo, ma lo start non
os, andando a strambare in anticipo rispetto è pari perché Ineos riceve una penalità da un
al confine e spingendosi a destra, scelta che super Spithill. Alla seconda bolina Ineos vira
fa perdere qualcosa. Al gate JK (virata con male e prende 200 metri di distacco in pochi
entrambi i foil in acqua n.d.r.) di Luna Rossa Ancora in grande giornata Pietro Sibello, secondi. Regata chiusa e serie sul 5-0.
per restare in marcatura, con Ineos che rien- che con Bruni e Spithill sembrano pennellare
tra a contatto. Luna torna quindi a control- traiettorie sul campo di regata e grazie a un RACE 6 IL PRIMO E UNICO
lare stretta, con l’avversario pericolosamente salto di vento notevole a destra, la barca ita- SQUILLO DI INEOS TEAM UK
vicino. Ma le performance della barca italia- liana congela il vantaggio e va a vincere con
na di bolina sono importanti, Spithill e Bruni 41 secondi.
rispondono virata su virata a Ben Ainslie e il
match è tiratissimo fino alla fine. Luna Rossa RACE 5 LA RISPOSTA ITALIANA
chiude con 13 secondi di vantaggio all’arrivo. ALLE POLEMICHE

RACE 4 LUNA ROSSA SPIETATA


VINCE ANCORA
13-15 nodi in partenza, Luna Rossa entra Gli inglesi ancora aggressivi in partenza e
mure a sinistra, va a cercare il confine esterno vanno a cercare il sottovento di Luna Rossa
del box per strambare e Ineos prova subito che sembra volere scegliere la destra. Parten-
ad andare in pressione da sottovento ma Ben za che si chiude pari ma con gli inglesi attac-
Ainslie perde il controllo del mezzo con la cati sottovento alla barca italiana e Ineos che
barca che sembra impazzita. Partenza ancora Dopo una settimana contraddistinta dalle allunga leggermente e costringe Luna Rossa
vinta da Luna Rossa, che ricomincia la prima polemiche su un eventuale rinvio delle rega- a virare. Ineos si gioca il tutto e per tutto e
bolina in controllo sull’avversario e continua te a causa di un’allerta Covid su Auckland si sigilla il vantaggio nonostante in un’ultima
così fino al primo gate. Velocità ancora simi- registra la partenza aggressiva degli inglesi. bolina d’impeto Luna Rossa sia quasi riuscita

56 VELA
IL MOMENTO CHIAVE

21 FEBBRAIO 2021,
UN GIORNO STORICO
Sono da poco passate le 18 ad
Auckland, l’alba in Italia. Francesco
Longanesi consegna nelle mani
di Max Sirena la Prada Cup. James
Spithill innaffia l’equipaggio
con una bottiglia di Mumm.

a riapirla. La barca inglese per la prima volta RACE 8 21 ANNI DOPO


conduce dall’inizio alla fine. UN ALTRO TRIONFO COPPA GOSSIP
Gli inglesi sperano che aumenti il vento sul
!
$  ! (foto 5)., le
RACE 7 L’INIZIO DELLA FINE campo di regata A, ma la brezza è sorda alle ultime migliorie fatte dalla barca italiana,
PER INEOS TEAM UK preghiere britanniche e resta appena a 10 soprattutto alle vele, fanno perdere il
nodi di intensità. Luna Rossa è leggera sui sonno agli inglesi e anche i kiwi iniziano a
foil e precisa in virata, Ineos appare goffa e essere sospettosi e guardinghi. Tanto da
iniziare a stringere sempre di più l’alleanza
ormai stanca. La race 8 non ha nulla da dire, con Ineos anche in ottica futura in caso i
Luna Rossa riesce addirittura a rimediare di difesa della Coppa.
una penalità per partenza anticipata per poi
.  !(!/
, il Governo
andare comodamente a dominare la regata.
neozelandese annuncia tre giorni
di lockdown e succede di tutto. Gli
organizzatori della Coppa, ovvero i kiwi, e
9 nodi sul campo di regata A. Partenza meno Ineos vogliono un rinvio per non regatare
senza pubblico (foto 6).
combattuta rispetto a race 6, Luna Rossa
opta per la destra e lo start si chiude in parità 0  !

 
1 
!  
con Ineos subito sottovento a Luna Rossa. il Challenger of Record la spunta e si
La barca italiana resiste fino al boundary e torna in acqua perdendo solo un giorno
di regate. Netta la presa di posizione di
dopo la virata attacca da sottovento e passa.
Alessandra Pandarese (foto 7) che cura
Gli inglesi sono costretti a virare con il poz- gli affari legali del C.O.R: “Il rinvio del
zetto italiano che va subito in copertura. Una calendario non è neanche in discussione”.
volta fatto il sorpasso Luna Rossa soffoca gli Dopo il Moro di Venezia nel 1992, dopo lo
2 "(foto 8)    
inglesi in marcatura che perdono metri pre- stesso Team Prada nel 2000, per la terza vol- serio nell’intervista post finale di Prada
ziosi a ogni virata. Sul traguardo il ritardo ta nella storia una barca italiana si gioca la Cup, ma è investito dall’abbraccio in
sfiora i 2 minuti e la barca italiana adesso è a Coppa America, per la seconda volta contro diretta di Francesco Bruni che lo strapazza
un passo dalla Prada Cup. Team New Zealand, a partire dal 6 marzo. al grido di: “È bellissimo”!

VELA 57
VELISTA DELL’ANNO
TAG HEUER 2021
EPIC 30TH EDITION
Quest’anno il premio
più prestigioso della
vela italiani compie 30
anni. Lo festeggiamo
con un’edizione epica,

  


grandi velisti della storia
recente (e non solo)

a cura di Eugenio Ruoccco

58 VELA
NESSUNO COME LEI
Alessandra Sensini
è stata eletta quattro
volte Velista dell’Anno
a seguito dei suoi
successi olimpici
(un oro, nel 2000 alle
Olimpiadi di Sydney,
due bronzi e un argento):
1997, 2001, 2005
e 2009. Un record
ad oggi imbattuto.

LA
STORIA
SIAMO
NOI
VELA 59
UN’IMPRESA STORICA
Un momento di tempesta a bordo del Mini
650 modificato Findomestic a bordo del quale
Alessandro Di Benedetto compì il giro del
mondo in 268 giorni nel 2010: mai nessuno
ci era riuscito su una barca così piccola. Per
questo lo eleggemmo Velista dell’Anno 2011.

N
on credo sia proprio cor-
retto affermare che Paul
Cayard, a seguito dell’av-
ventura del Moro di Ve-
nezia del 1992, sia stato
l’unico straniero a essere
eletto Velista dell’Anno,
riconoscimento più prestigioso della vela italiana.
Questo perché all’epoca, il “baffo” californiano era
stato naturalizzato italiano da Raul Gardini e aveva
la residenza a Castellanza, in quel di Varese, proprio
dove sorgeva la Montedison di Gardini: un escamo-
tage per aggirare il regolamento della Coppa Ame-
rica, che vietava l’impiego di stranieri a bordo. Ecco
che, proprio come i calciatori brasiliani, Paul Pierre
Cayard, figlio dello scenografo dell’Opera di San
Francisco, divenne per tutti Paolino.
Questa è solo una delle tante storie in cui io, troppo
giovane per vivere l’epopea del Moro, mi sono im-
battuto scartabellando negli archivi del Giornale del-
la Vela assieme alla redazione, per selezionare il “li-
stone” dei 100 candidati del Velista dell’Anno TAG
Heuer 2021 – Epic 30th Edition. Un lavoro titanico,
per la cronaca.
Ma che c’entra Paul Cayard, direte voi? Il Velista
dell’Anno non è legato ai risultati sportivi della sta-
gione passata? Quest’anno no. O meglio, non del
tutto. Per celebrare i 30 anni del premio, abbiamo
radunato tutti i più grandi velisti viventi degli ultimi
30 anni, quelli con le “mani della vela”, come le ha
definite Luca Oriani a pag. 11. Ci sono ovviamente,
anche coloro – pochi – che hanno avuto la fortuna
di regatare, e vincere, nel corso del 2020 stravolto
dal Covid. Volevamo un’edizione epica, vi regaliamo
un’edizione epica.

COSA VUOL DIRE ESSERE “GRANDI”


Ma qual è stato il criterio di scelta dei “più grandi
velisti degli ultimi 30 anni”? Come mai non abbiamo
ricevuto tonnellate di mail di segnalazioni e di prote-
ste sul “perché lui non lo avete messo?”?

1999: IL MARINAIO DIVENTA MITO


Il Velista dell’Anno 1996 Giovanni Soldini
divenne “grande”, più che per la vittoria alla
Around Alone 1998/99 (è oggi l’unico italiano
ad aver vinto un giro del mondo in solitario),
per il clamoroso salvataggio, durante la regata,
di Isabelle Autissier nel Pacifico del Sud.

60 VELA
VELISTA DELL’ANNO
TAG HEUER 2021
EPIC 30TH EDITION
Per celebrare i 30 anni del premio,
abbiamo radunato tutti
i più grandi velisti viventi
dell’ultimo trentennio,
quelli con le “mani della vela”

L’Avvocato su Soldini
“È l’unico uomo al
mondo capace di
trovare una donna
anche in mezzo
all’oceano”, disse di
lui l’Avvocato Gianni
Agnelli.. dopo che il
navigatore milanese
Giovanni Soldini (Velista
dell’Anno 1995), aveva
recuperato la velista IL LEONE DEL MARE
francese Isabelle Uno dei pià grandi marinai
italiani non è mai stato eletto
Autissier, naufragata nel
Velista dell’Anno (fu “Leone
“deserto” del Pacifico del Mare” TAG Heuer 2013,
del sud, durante premio alla carriera) perché
l’Around Alone (giro del l’avventura di Azzurra risale a 8 anni prima della
creazione del premio. Mauro Pelaschier è stato
mondo in solitario a
uno dei grandi protagonisti della vela degli ultimi
tappe) del 1998/99. 30 anni: che sia questa la volta buona?

VELA 61
Troverete tantissimi “ragazzi
del Moro di Venezia”
tra i candidati: sono tutti
rimasti dei grandissimi velisti

Semplice, ci siamo affidati, in primis, a quello che


avevamo in casa.
La storia del Velista dell’Anno, che in 30 anni rac-
conta come si è evoluta la vela italiana. Salvo rare ec-
cezioni (come quella di Giorgio Zuccoli, primo Veli-
sta dell’Anno, che non è più tra noi ma che è stato un
grandissimo, capace di andare a vincersi un Mondiale
Melges nel 2000, pochi mesi prima che il male di cui
soffriva lo portasse via) e di “meteore” della vela, nel
panel di candidati troverete tutti i Velisti dell’Anno
dal 1992 ai giorni nostri, molti dei premiati nelle ca-
tegorie accessorie (progettisti dell’anno, premi TAG
Heuer Innovation, Performance, #don’tcrackunder-
pressure, Passion, Young, Tribute) e alcuni nomi che
– con colpevole ritardo, facciamo ammenda – non
sono mai stati presi in considerazione. Un nome
che mi viene in mente: Vittorio Malingri, probabil-
mente l’unico marinaio “vecchio stile”, un po’ hippy,
che abbiamo in Italia.
Centinaia di migliaia
di miglia per i mari del
mondo sul groppone,
una vita per la vela e un
Cayard, l’economista
vero e proprio “guru”
mancato
per le comunità di veli-
Così Paul Cayard dopo
sti. Uno che alla soglia essere stato eletto
dei 60 si è sparato la Velista dell’Anno nel
traversata atlantica dal 1993: “Se la situazione
Senegal alla Guadalu- economica mondiale
pa su un catamarano dovesse peggiorare a
non abitabile assieme tal punto da bloccare lo
al figlio. Oppure Alex sviluppo della vela potrei
Carozzo, che non solo riprendere in mano la
mia laurea in Economia.
prese parte al mitico
Ci ho già pensato, c’è
Golden Globe (giro
un master ad Harvard
del mondo in solitario)
che fa proprio al caso
del 1969, ma che negli mio”. Per fortuna non è
anni ’90, ormai non più andata così: meglio un
di “primo pelo”, attra- economista in meno, un
versò l’Oceano su una grande velista in più.
mini barca.

62 VELA
TUTTI PAZZI PER IL MORO
Il Moro di Venezia, nel 1992, fu la
prima barca italiana a giocarsi la
Coppa America in finale. L’Italia
scoprì la vela, nei bar si parlava
di bompressi e strambate, invece
che di calcio. Fu il sogno di
Raul Gardini, e la fortuna di Paul
Cayard (Velista dell’Anno 1993),
all’epoca il “baffo” più famoso
d’Italia, per tutti Paolino.

VELA 63