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LA CRISI DELLA REPUBBLICA DI ROMA (133-27 AC)

SECONDA GUERRA MITRIDATICA ( 83 – 81 AC.)

“Per seconda guerra mitridatica si intende quella fase delle ostilità che furono
combattute dal generale di Lucio Cornelio Silla, Lucio Licinio Murena,
della Repubblica romana contro il regno del Ponto tra l'anno 83 e l'anno 81 a.C.”
… (https://it.wikipedia.org/wiki/Seconda_guerra_mitridatica).

Causa della guerra (Causas belli):

Silla lasció a Lucio Licinio Murena le truppe, per rimettere ordine nella provincia
d’Asia. Nel frattempo, Mitridate VI si spostava per tutto il Bosforo Cimmerio
facendo la guerra con i popoli che occupavano questa porzione, allestendosi
militarmente. Queste azioni fecero pensare a Licinio Murena, e ai Romani stessi,
che fossero azioni per combattere contro Roma, …  tanto più che il re del Ponto
non aveva ancora restituito ad Ariobarzane I tutti i suoi territori, secondo il trattato
di Dardano.” Archelao, generale pontico, allarmato di queste azioni di Mitridate,
informó a Murena, e con questo si inizio la seconda guerra (Idem).

Murena cominció a percorrere i territori che erano del re del ponto, il quale
mandandogli un’ambasciata, gli recordó il trattato di pace di Dardano. Il
proconsole, che aveva avuto uno svolgimento vittorioso nei territori di Mitridate, e
in contro del suo esercito, comadato da lui stesso e da Gordio, non riconobbe il
trattato e continuó con il saccheggio ai tempi della Cappadocia, rimanendovi per
l’inverno (Idem).

Mitridate invió l’ambasciata al Senato di Roma e a Silla, lamentandosi di queste


scorribande di Murena, il quale continuó a percorrere l’Anatolia centrale fino a
caricare un bottino ottenuto nei territori sacchedggiati di Mitridate, tornando in
Galazia e Frigia.

Per cercare di non rovinare il trattato di pace, y romani inviarono Quinto Calidio a
Murena. Calidio gli raccomandó di non molestare piú al re pontico, ai fini di
evitare un altro scontro con egli, raccomandazione che non ascoltó Murena,
invadendo nuovamente i territori di Mitridate (Idem).
Reazione di Mitridate: Il re pontico, convinto che queste azioni compiute da
Murena, erano state ordinate dal Senato romano, mandò le sue forze comandate
dal generale Gordio. Ben presto egli occupó alcuni villaggi del dominio romano.
Durante questo percorso, Gordio saccheggió numerosi beni (tra cui un gran
numero di animali domestici), oltre a numerosi uomini tra cittadini e soldati, e si
posizionò in maniera di affrontare lo stesso Murena nei pressi di un fiume, posto
tra le due armate (Idem).

La battaglia cominciò quando arrivò Mitridate con il suo esercito più grande di
quello di Gordio, lungo le sponde del fiume; dal principio le armate di Mitridate
prevalevano, e attraversando il fiume, incalzavano le truppe di Murena, il quale
preferí disporre la ritirata, verso una collina che era vicina. Questi spostamenti
furono annientati da Mitridate, il quale continuó attaccando Murena, che così
perse molti uomini.
In questa maniera, Murena fuggí prendendo una via sconosciuta, verso la Frigia,
continuamente bersagliato dai missili del nemico (Idem ).

Con questa vittoria Mitridate cacciò fuori dalla Cappadocia a Murena, dopodichè
Silla invió a Aulio Gabinio perché cercasse di persuadere Murena per fare la pace
tra Mitridate e Ariobarzane I.

Fine della Seconda Guerra Mitridatica: La pace è stata possibile, giacché


Mitridate restituí a Ariobarzane i territori che gli appartenevano, secondo la pace
di Dardano, e in questa maniera finì la Seconda Guerra Mitridatica, dopo tre anni
di dissacordi e qualche combattimento (Idem).

“Questa vittoria rafforzò, però, il convincimento nel re asiatico che i Romani non
fossero invincibili, e la sua speranza di creare un grande regno asiatico che
potesse contrastare la crescente egemonia romana nel bacino del Mediterraneo.

Da qui il re prese le mosse per una nuova politica espansionistica in chiave anti-
romana.” (Idem).
TERZA GUERRA MITRIDATICA (75 – 63 AC)

La fase risolutiva si combatté a partire dal 75 al 63 a.C., quando, morto il


re Nicomede IV di Bitinia, che lasciò il suo regno in eredità al popolo e senato
romano, l'opposizione di Mitridate VI, portò ad un nuovo conflitto contro i romani.
Nella prima fase l'esercito romano era al comando di Lucio Licinio
Lucullo (dal 75 al 66 a.C.), che riuscì a fermare l'avanzata di Mitridate nella Bitinia.
Ma a seguito di una ribellione delle legioni romane poste sotto il comando di
Lucullo, la conduzione della guerra fu affidata a Gneo Pompeo
Magno (dal 66 al 63 a.C.). Pompeo condusse l'esercito romano alla vittoria, e
Mitridate VI, sconfitto, nel 63 a.C. si fece uccidere. Le forze del regno del Ponto
furono distrutte, il Ponto fu aggregato alla Bitinia, venendo a formare
la provincia del Ponto e della Bitinia.

Primavera del 74 AC :

La Bitinia era stata lasciata dal suo re Nicomede IV, ai romani e al suo senato,
quello stesso anno in cui morì, quindi era divenuta provincia romana .

La regione della Bitinia fu invasa di nuovo dal re del Ponto Mitridate VI


(it.wikipedia.org/wiki/Terza_guerra_mitridatica).

Battaglia di Calcedonia, primavera dell’anno 74 AC:

Roma aveva lasciato come autoritá al proconsole Marco Aurelio Cotta, il quale
sfuggí a Calcedonia, e mandò per affrontare a Mitridate il suo prefetto navale,
Nudus, consegnandoli parte dell’esercito,  poiché Cotta era inesperto nelle
questioni militari.
Mitridate riuscí a sconfiggere l’esercito di Cotta e di Nudus, per via terrestre, e
dopo questa vittoria, trasferí la sua flotta fino al vicino porto della cittá di
Calcedonia lo stesso giorno, ottennendo una nuova vittoria navale (Idem).

In questo primo scontro i Romani persero circa 3.000 soldati, tra cui Lucio Manlio,
un uomo di rango senatorio, al contrario di Mitridate che ne perse soltanto venti
(Idem).

Dopo questa battaglia, Mitridate accampó nei presi di Cizico, cittá sita al nord
della provincia Romana d’Asia sulle sponde del mare di Màrmara.

Anno 73 AC:

Roma invía alla provincia Romana dell’Asia, il console e generale romano Lucio
Licinio Lucullo. Giunto in Asia, il generale romano si trasferí a Cizico, vicino al
campamento di Mitridate.

Mitridate aveva in mente invadere Cizico, mentre manteneva l’assedio di questa


città (Idem).

Nel frattempo, alla fine dell’autunno di questo stesso anno, un generale di


Mitridate, Eumaco, invase alcune parti della Frigia, Pisidia, Isauria e Cilicia, in
cui esecutó stragi tra la popolazione romana di questi luoghi. Ma queste azioni
sono state intervenute da uno dei capi della Galazia, Deiotaro, che guidó il suo
esercito contro il generale del re pontico, uccidendo molti dei suoi soldati (Idem).

Nell’inverno dell’anno 73 AC, Mitridate non riuscí a culminare l’assedio a Cizico,


l’esercito era indebollito perché si trovò “... privato dei suoi approvvigionamenti via
mare, ... “, e alcuni soldati perirono perché erano troppo indeboliti.

Mitridate decise di non fare l’assedio, quando gli abitanti di Cizico distrussero le
macchine di guerra, facendo anche frequenti sortite contro le forze del re del
Ponto, sapendo che erano in grave difficoltà per la mancanza di cibo.
Decise di andare a Lampsaco*, dove c’erano parte dei suoi soldati, e Lucio Licinio
Lucullo, vi aveva già assediato. Poi, anche Mitridate decise di fuggire di notte per
andare a Palio vicino a Lampsaco, e i suoi , via terrestre, lo raggiunggerebbero a
questa cittá, ma molti morirono nell’attraversamento dei fiumi Aesepus e Granico,
e sotto l’attaco delle forze di Licinio Lucullo che li aveva inseguiti (Idem)

Mitridate decise di andare a Nicomedia via mare, pero le sue navi sono state
distrutte da una tempesta, dalla quale egli è stato salvo, secondo Plutarco, grazie
all’incontro di pirati che erano alleati suoi (Idem).

Mentre, gli abitanti di Cizico, uscirono dalle mura e uccisero a una parte dei soldati
di Mitridate, tra i quali c’erano malati. I superstiti dell’armata pontica,  in ritirata
raggiunsero il re a Lampsaco, mentre Lucullo fu accolto dalla folla dei Ciziceni in
modo trionfale. E in questa maniera, gli abitanti di Cizico riuscirono a scampare
all'assedio di Mitridate, grazie al loro coraggio, alla carestía dei soldati di Mitridate
ed al sopraggiungere delle forze romane (Idem).

E così fu la vittoria a Cizico per i Romani

73/72 AC: Nel trascorso di questo inverno Lucullo assedia Themiscyra e Amisus
(https://it.wikipedia.org/wiki/Terza_guerra_mitridatica).

72 AC : In primavera, vince la battaglia di Cabira**

Mitridate si dette alla fuga, i suoi consiglieri sono stati informati di questo, e
cominciarono a mandare i suoi bagagli fuori del campamento. I soldati di Mitridate
appressero i piani di evacuazione del loro re, e pieni di terrore e rabbia,
demolirono tutto e si precipitarono fuori dall'accampamento, e si dispersero
attraverso tutta la pianura di Cabira, , senza aver ricevuto alcun ordine dai loro
superiori. Sapendo Mitridate di questa sbandata, si dette alla fuga anche egli .
(Idem).
__________________________
(*) Lampsaco (in greco antico  Lámpsakos, in latino Lampsacus o Lampsacum, inizialmente
conosciuta come Pityussa, Pityoũssa) fu una polis greca della Misia, Asia minore, situata sulla riva
sud dello stretto dei Dardanelli, nell'Ellesponto, vicino all'attuale città turca di Lapseki.
(**) Themiscyra, Amisus e Cabira, si trovavano al Nord Est della penisola di Anatolia, vicino alla
regione del Ponto
Dopo tutto questo, Mitridate si recò a Comana, e trovò rifuggio presso il re Tigrane
II armenio, il quale non lo ricevette anche se gli offrì una residenza imperiale, la
quale si trovaba in un area paludosa. Mitridate, vedendo questo, si accorse che i
popoli e i principali, potevano arrendersi alle truppe romani, e per evitare
l’umiliazione delle donne sue - tra parenti e amanti -, le fece suicidare con
pugnali, velleni, e tutto ciò che procurasse a loro la morte per non diventare
schiave o prigioniere (Idem).

In questa maniera, le truppe comandate dal console Lucio Licinio Lucullo,


occuparono la pianura di Cabira (Idem).

La vittoria per Roma fu dovuta a una strategia applicata dal console romano, il
quale fece che le truppe di Mitridate raggiungessero quelle romane, in una
porzione delle montagne di Cabira, dove le cavallerie di Mitridate non riuscirono a
battagliare contro l’infanteria dei romani, più abili dei soldati pontici in questa
divisione dell’esercito (Idem).

Fine della Terza Guerra Mitridatica e Vittoria di Roma.

Le conduzioni delle operazioni guerriere da parte di


Roma, fu trasferita da Lucio Licinio Lucullo a Gneo
Pompeo Magno nel 66 a.C., il quale, riesce ad avere la
vittoria definitiva per Roma, in questa terza guerra
mitridatica, conquistando la Bitinia, la regione del Ponto,
l’isola di Creta, la Cilicia e la Siria, lottando contro i
pirati di Mitridate VI, nelle campagne militari tra gli anni
66 e 63 a.C. (Idem).
LA LETTERATURA DEL PERIODO CLASSICO (78 AC-14 DC)

Considerato il periodo di massimo splendore della Letteratura Latina.

Ci furono due correnti, la corrente del “Mos Maiorum” e la corrente dei “Poetae
Novi”.

Secolo I AC: Con i cambiamenti sociali (cittadinanza romana agli Italiaci), Sorge
a Roma la preoccupazione per la purezza del Latino. Così si avviò un proceso di
regolarizzazione della Lingua: Cicerone, Catullo, Varrone e i “Poetae Novi”, ed
altri, che rivoluzionarono la lingua letteraria, tutto sotto la spinta della
speculazione linguistica greca.

Ma, anche Giulio Cesare scrisse con stile terso: “La guerra gallica” e “La guerra
Civile”.

La corrente del “Mos Maiorum”: Rappresenta il nucleo della morale


tradizionale della Civiltà Romana.

La Societá Romana, di tipo Patriarcale, vedeva nelle tradizioni, il fondamento


dell’etica.

Le tradizioni – costumi degli antenati –, erano: il senso civico, la pietas, il valore


militare, l’austerità dei comportamenti, e il rispetto delle leggi, e si identificavano
come un corpo di principi e di valori essemplari per la comunità romana, e se non
si rispettavano, si infrangeva il codice degli insegnamenti etici e morali (Da
Wikipedia, l’enciclopedia libera).

Rappresentanti del Mos Maiorum:


Il clima tra il 78 e il 30 avanti Cristo, era rovente, inicialmente gli “Optimates”,
manifestarono l’ansia del potere.

- Marco Terenzio Varrone: (116-27 a.C.), detto “Reatino” . Rappresentó uno dei
più importante osservanti del “Mos Maiorum”.

 È stato un letterato, grammatico, militare e agronomo romano


(https://it.wikipedia.org/wiki/Marco_Terenzio_Varrone).

Fece l’analisi della società a lui contemporánea, intrisa di turbinose vicende


politiche
e di decadenza morale.
La sua opera più caratteristica, “Saturae Menippeae” , composta di 150 libri, in cui
Fece questo analisi. Era eclettico. Trattava di opere storiche, letterarie e
linguistiche, didascaliche, di opere artistiche, ecc.

- Marco Tullio Cicerone (103-43 AC.) :  Nato ad Arpino, Lazio,  3 gennaio 106


a.C. E morto a Formia (Lazio), 7 dicembre 43 a.C.).
È stato un avvocato, politico, scrittore e oratore romano.
Esponente di un'agiata famiglia dell'ordine equestre, Cicerone fu una delle figure
più rilevanti di tutta l'antichità romana.  È stata una delle personalità più
complesse e ricche del mondo romano.
(https://it.wikipedia.org/wiki/marco_tullio_cicerone). Era dominatore della cultura,
del pensiero e dell’arte di una época gloriosa:

 Difese fino alla morte, una repubblica giunta ormai, all’ultimo respiro.
 Creò un lessico filosófico latino, trovando la traduzione di ogni parola
greca, di tipo filosófico, con il suo corrispondente in lingua latina.
 Ammiratore della cultura greca, con la cui conoscenza, permesse ai
romani, una migliore conoscenza di essa.
 Tramite le sue opere retoriche, orazioni politiche e produzione letteraria,
offrì un prezioso ritratto della Società Romana nei travagliati anni della
repubblica.
 Le “Lettere” (“Epistulae”), in particolare, quelle all’amico Tito Pomponio
Attico, dove offre riflessioni, per comprendere quali fossero le reali linee
politiche dell’aristocrazia romana.

90-88 AC: Cicerone servì a Gneo Pompeo Strabone e a Lucio Cornelio Silla nella
campagna delle Guerre Sociali (Idem).

76 AC: Fu questore onesto, per la città di Lilibeo in Sicilia (attuale Marsala).

63 AC: Fu console, e sconfisse Catilina nella congiura di quest’ultimo.

Cicerone apparteneva alla classe equestre, la piccola nobiltà locale, e, anche se


lontanamente imparentato con Gaio Mario, il leader dei Populares durante
la guerra civile contro gli optimates di Lucio Cornelio Silla, non aveva alcun
legame con l'oligarchia senatoriale romana; era dunque un homo novus. La
famiglia era composta dal padre Marco Tullio Cicerone il Vecchio, uomo colto ma
di origine sconosciuta, dalla madre Elvia, di nobile casato e integri costumi, e dal
fratello Quinto (Idem).

Homo Novus: Nell’antichità romana era il nome con cui si nominava un individuo,
che dentro la sua familia nessuno mai aveva avuto un carico pubblico, come
quello di console, senatore, pretore, edile o qualunque altra magistratura,
avendolo egli, che poteva essere nobile o anche di una agiata familia
(https://it.wikipedia.org/wiki/Homo_novus).

Cicerone e l’oratoria: Nel 81 AC, fece il suo primo ingresso alla carriera forense.

Pro Quinctio: È stata la sua prima orazione pubblica, il suo avversario è stato
Quintio Ortensio Ortaio, celebre oratore .
Pro Roscio Amerino: È stato il suo vero esordio nell’oratoria a carattere político, in
cui difese a Roscio, che era stato accusato di parricidio, ma Cicerone dimostrò la
sua innocenza, e Roscio fu assolto
(https://it.wikipedia.org/wiki/marco_tullio_cicerone).

Opere di Cicerone:

Academica Priora: Prima stesura di libri sulla dottrina della conoscenza


dell’accademia platónica.

Cato Maior de senectute, “Catone il censore sull’anzianità”.

De Divinatione: Opera sull’osservazione fatta da Cicerone, sulla pratica religiosa


dei romani. Da quest’opera, i primi cristiani attinsero argomenti per combattere il
politeísmo.

De re publica: “Sulla Repubblica”, trata sul modelo della Republica di Platone.


(https://it.wikipedia.org/wiki/marco_tullio_cicerone).

“Cicerone segnò un’impronta incancellabile nella storia della lingua latina, e si


propose come coscienza critica per l’uomo di ogni tempo.” (Idem).

La corrente dei “Poetae Novi”:

Costituita da poeti romani, nati però quasi tutti nella Gallia Cisalpina, che
operarono a Roma nella prima metà del secolo I AC. Inaugurarono una nuova
poética.

Caratteristica: Tono scherzoso e lieve, raffinati i componenti e preziosi, di gusto


aristocrático ed ellenizante, chiamati i componente di questa poesía, per il tipo di
poesía “nugae”, che in latino significa “Sciocchezze”, “Cosucce”. I poeti della
“Poetae Novi”, erano legati fra di loro, per una reciproca amicizia, ma erano
avversari di Giulio Cesare.

Principali Rappresentanti:

- Orazio Flacco: Nacque a Venosa, nell’attuale Lucania o Basilicata, nel 65 AC.


Morí a Roma nell’anno 8 AC. Il padre, quando si trasferí a Rom.a, fece l'esattore
delle aste pubbliche (coactor auctionarius), lavoro che era poco stimato, ma
redditizio; quindi, il poeta era di umili origini, ma di condizione económica agiata.

Considerato uno dei maggiori poeti dell’età antica, maestro di eleganza stilistica,
dotato di una inusuale ironia, “seppe affrontare le vicissitudini politiche e civili del
suo tempo, epicúreo amante del piacere. All’età di vent’anni, studiò greco e
filosofía presso Cratippo* di Pergamo (https://it.wikipedia.org/wiki/Orazio_Flacco).

Anche se in questa epoca, conosce, tramite lo studio filosófico, la corrente


dell’epicureismo, sarà a Roma, dopo divesi anni, che Orazio aderirà a questa
corrente filosófica epicureista, la quale permisse trovare un rifugio nell’otium
contemplativo (Idem).

Guerra Civile: Scoppiò dopo l’assassinio di Giulio Cesare nell’anno 44 AC.

Orazio si arruolò all’esercito di Bruto, il quale morì insieme a Cassio, (i due furono
tra gli assassini di Giulio Cesare). Cioè, Orazio Flacco si arruolò all’esercito degli
“Optimates”, combattendo come tribuno militare, e incarnando la libertà in
opposizione alla tirannide (tirannia) esistente (Idem).
Con la sconfitta dell’esercito degli “Optimates”, nella battaglia di Filippi (42 AC),
Orazio dovette fuggire. Ma, una amnistía estesa da Ottaviano, gli permesse di
tornare a Roma, dove fece il lavoro di segretario di un questore (Idem).

_______________
(*) Cratippo di Pergamo, era un filosofo peripatético greco, nato a Pergamo.Visse nel secolo I
AC,
insegnò a Mitilene ed Atene. Fu amico di Cicerone
(https://it.wikipedia.org/wiki/Cratippo_di_Pergamo).

Opere di Orazio Flacco:

Orazio è considerato dal classicismo uno dei più importanti poeti latini. Tra le sue
opere:

Satire: (Saturæ o Sermones, come le definisce l'autore), Il poeta espresse la sua


gratitudine verso il padre, in un tributo nelle Satire (I, 6).
Le Satire sono composte da due libri di 18 satire, scritte tra gli anni 41 e 30 AC.
Il primo libro era di 10 satire, e fu dedicato a Mecenate, mentre il II libro era di 8
satire

Epodi (Epodon libri o Iambi, come li definisce l'autore), 17 componimenti,


pubblicati nel 30 a.C. (Idem).

Gli Epòdi sono una raccolta di diciassette poesie, scritte dopo il 42-41 a.C. e


pubblicati intorno al 30, quindi, sono compresi cronologicamente fra la guerra
civile (battaglia di Filippi) e la definitiva affermazione di Augusto con la battaglia di
Azio (https://it.wikipedia.org/wiki/Epodi).

Odi (Carmina, come li definisce l'autore), in tre libri con 88 componimenti,


pubblicati nel 23 a.C. Un quarto libro con altri 15 componimenti venne pubblicato
intorno al 13 a.C. (https://it.wikipedia.org/wiki/orazio_flacco).
Carmen secolare (Carmen sæculare), del 17 a.C., scritto per incarico
di Augusto e destinato alla cerimonia conclusiva dei ludi sæculares (Idem).

- Virgilio (Publio Virgilio Marone). 70 AC. Andes, vicino a Mantova


(Lombardia).
-19 AC. Brindisium (Brindisi, Puglia). Poeta romano.
Studiò grammatica, filosofia e Ed Oratoria. Era avvocato, aveva conoscenza della
scuola di Epicuro (https://it.wikipedia.org/wiki/Publio_virgilio_marone). La familia
aveva delle terre in questa stessa porzione dove nacque.

Opere di Virgilio:
- Egloga: Antico componimento poético, di argomento pastorale,

- Bucoliche: Divulgata intorno al 38 AC , è costituita da una raccolta di dieci


egloghe esametriche, con trattazione e intonazione pastorali (Idem). Le
Bucoliche sono chiamate anche “Egloghe”, overo, “poesie scelte” .

- Le Georgiche: Composto tra il 36 e il 29 AC, diviso in quattro libri dedicati


rispettivamente al lavoro nei campi, all’arboricoltura, all’allevamento del bestiame
e all’apicoltura, con un totale di 2188 versi.

- L’Eneida: Poema épico, scritto tra l’anno 31 e il 19 AC. Narra la storia del’eroe
troiano Enea, figlio di Anchiso, dopo che lasciò la città di Troia, caduta dopo la
guerra (Letteratura Latina, Wikipedia).

Altri autori del periodo classico della corrente dei Poetae Novi:

Lucrezio (94-50 AC.); Catullo (84-54 AC.); Giulio Cesare (101/100-44 AC.);
Orazio Flacco (65-8 AC.); Publio Virgilio Marone (70-19 AC.); Ovidio (43 AC.-18
DC.); Tito Livio (59 AC.-17 DC.).
- Giulio Cesare (101/100 – 44 AC Roma) : Anche egli scrisse con stile terso e
raffinato” La guerra Gallica” e “La guerra Civile” (Letteratura Latina, Wikipedia).

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