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OBIETTIVI

Agenda
 Lunghezza focale
 Diaframma
 Circolo di confusione
 Iperfocale
Lunghezza focale
In una lente convergente i raggi provenienti
da un soggetto molto lontano convergono
in un punto. La distanza tra il centro della
lente e il piano focale è la lunghezza focale
di quella lente
Lunghezza focale
Nella realtà, ogni obiettivo fotografico è
formato da un certo numero di lenti e
non da una sola; per semplicità
consideriamo una singola lente
Luminosità
La luminosità di un obiettivo dipende da due
fattori: il diametro della lente frontale e la
lunghezza focale . In particolare, si definisce
luminosità il rapporto tra la lunghezza focale e il
diametro dell'obiettivo:

LUMINOSITÀ = lunghezza focale : diametro


Diaframma
E’ un dispositivo meccanico che limita le
dimensioni di questo fascio luminoso: si
tratta del diaframma. La presenza del
diaframma è necessaria per diversi motivi,
che vedremo in dettaglio più avanti:
profondità di campo, esposizione,
resa ottica
Diaframma
Il diaframma effettivamente impostato viene
contraddistinto da un valore f/ corrispondente al
rapporto tra lunghezza focale e il diametro
lasciato aperto dalle lamelle a iride.

Così, un diaframma f/4 indica


che il foro del diaframma è
compreso 4 volte nella
lunghezza focale mentre f/2
indica che vi è compreso solo
2 volte
Diaframma
Il diametro dell'apertura f/2 è il doppio del diametro dell'apertura f/4;
per la proporzione tra lunghezze e rispettive aree, risulta che la
quantità di luce che passa attraverso un f/2 è quattro volte più
grande di quella che passa attraverso un f/4.

La scala dei diaframmi viene espressa da una serie di numeri


che parte da 1 (diaframma uguale alla lunghezza focale) e procede
con valori che corrispondono alla metà della quantità di luce
trasmessa:

Scala dei diaframmi

1 1.4 2 2.8 4 5.6 8 11 16 22 32


Circolo di confusione
E’ la dimensione del cerchio che forma
un’immagine fuori fuoco sul piano focale.
Circolo di confusione
Circolo di confusione
Iperfocale
Trucco per avere sempre le foto a fuoco 
Che tipi di macchine esistono?

LA MACCHINA
FOTOGRAFICA
Agenda
 Camera oscura
 Reflex
 Telemetro
 Medio Formato
Camera Oscura
E’ la macchina fotografica più semplice che
si possa imamginare...
Reflex
Funziona sul principio della riflessione
dell’immagine attraverso un pentaprisma,
in modo da vedere esattamente quello
che passa attraverso l’obiettivo
Bene, ma cosa devo sapere per poter scattare?

L’ESPOSIZIONE
Agenda
 Esposizione
◦ Tempi
 Profondità di campo, ovvero relazione
tempi/diaframmi
Esposizione – i tempi
L’esposizione è dettata da 3 parametri:
 Tempi
 Diaframmi
 Sensibilità della pellicola

I tempi sono regolati dall’otturatore

I diaframmi ... Dal diaframma

La sensibilità ....
Esposizione - Otturatore
L'otturatore è il dispositivo che permette di fare
arrivare luce alla pellicola quando si preme il
pulsante di scatto; in quel momento l'otturatore
regola il tempo di esposizione.
Come si è visto a proposito dell'esposizione, la
giusta quantità di luce che deve arrivare alla
pellicola viene regolata dall'azione congiunta
dell'otturatore e del diaframma; agendo sul tempo
di otturazione si fa arrivare luce alla pellicola per
un tempo più o meno lungo.
Esposizione - Sensibilità
La sensibilità è in funzione della scelta della
pellicola, piuttosto che l’impostazione
della stessa sulla macchina digitale.
Foto Digitale
Circolo fotografico Gino Ascani – Cassano d’Adda
Agenda
 Formati immagine, JPEG e RAW
 Bit, byte, pixel e megapixel
 Sensore
 Fattore di crop e equivalenza focale
 Range dinamico
 Esposizione
 Istogramma
 Supporti di memoria
 Manutenzione del dato
 Stampa
Come vengono formati i dati ricevuti dal sensore?

FORMATI IMMAGINE
Formati immagine
I formati più usati sono il JPEG e il formato
RAW proprietario di ogni fotocamera.

Il JPG è altamente trasportabile e leggibile


da tutti i computer, il file è compresso ma
vengono persi alcuni dati dell’immagine.

Il formato RAW viene letto solo da


software adatto e mantiene molti più dati
del formato JPG.
Formati immagine
Vantaggi Svantaggi

JPG • trasportabilità • perdita di dati


• dimensione file ridotta • postwork limitato

RAW • nessuna perdita dati • non trasportabile


• postwork facilitato • dimensioni file
Come sono formate le immagini? Un po’ di teoria...

BIT, BYTE, PIXEL E


MEGAPIXEL
Bit, Byte
Il sistema binario prevede l’utilizzo di due
soli stati : 1 e 0

L’insieme di 8 bit costituisce un byte

0 0 0 1 1 0 0 1

Questo byte rappresenta il numero


decimale 25
Bit, Byte
Nella formazione delle immagini, viene
usata una matrice di bit che definisce la
luminosità di ogni colore dell’insieme
RGB
0 0 1 0 1 0 1 0
0 0 0 1 1 1 1 0
0 0 0 0 1 1 1 0
1 0 0 1 0 1 1 0
1 0 1 1 0 0 0 1
0 1 0 1 1 0 0 0
0 0 0 1 0 1 1 1
1 1 0 0 0 1 0
0 0 0 1 1 1 0 0
Pixel, Megapixel
Il concetto di megapixel è diverso da quello
di byte, che ne è una sua
rappresentazione.
Il pixel è la più piccola parte intera di una
immagine, ottenuta tramite un fotodiodo
posizionato sul sensore.

Durante lo scatto il fotodiodo è investito


dalla luce, genera un segnale elettrico che
viene convertito in numero binario, il byte
Pixel, Megapixel
Quando si dice che un sensore ha 6
megapixel, si intende dire che ha 6 milioni
di fotodiodi che concorrono alla
definizione dell’immagine.

Tutti i byte derivanti dalla conversione del


segnale elettrico provenienti dal sensore
vanno a riempire la matrice descritta
poco fa
Come sono fatti questi sensori?

SENSORE
Sensore
Il sensore è composto da milioni di
piccolissimi diodi sensibili alla luce,
disposti secondo un determinato criterio.

Ogni diodo è dedicato a raccogliere


informazioni relative ad un certo colore
(rosso, verde o blu) e la quantità di luce
che esso riceve genera un segnale
elettrico proporzionale ad essa, per poi
venire convertita in valore binario.
Sensore
Notizia bomba! Il sensore vede solo in
bianco e nero!

Esattamente. I fotodiodi sono in grado di


registrare solo la quantità di luce che
ricevono, non la sua lunghezza d’onda.

Quindi?
Sensori
Quindi davanti ai vari fotodiodi si mette un
filtro colorato, verde, rosso o blu, in modo
che ogni sensore sia associato ad un
colore e possa ricevere solo la luce
relativa.

Il colore viene quindi dedotto


matematicamente, controllando le
informazioni dai pixel adiacenti e
interpolando.
Sensori
Sensori
Demosaicizzazione
Sensori
Prima e dopo la demosaicizzazione
Sensori - Foveon
Sensori
Il segnale elettrico che i diodi inviano viene
convertito in numero binario, ma se il
segnale è ‘sporco’ allora si ha la possibilità
di generare il cosiddetto ‘rumore’ digitale.

Il rumore viene intercettato in una qualche


misura dalla circuiteria, ma oltre certi
limiti sarà presentato nell’immagine finale.

Alti ISO e lunghe esposizioni facilitano


l’insorgenza di rumore digitale
Sensori
Il rapporto Segnale/rumore è il rapporto
che indica quanto rumore (in percentuale)
è presente nel segnale inviato dal sensore.

Più il rapporto è basso più il rumore è


presente.

Il segnale viene ‘sporcato’ soprattutto


quando c’è un’elevata amplificazione dello
stesso, quindi ad alti ISO
E’ vero che gli obiettivi si ‘allungano’?

FATTORE DI CROP
Fattore di Crop
I sensori delle reflex digitali (a parte
qualche eccezione) non sono grandi
quanto un normale negativo 35mm

Quindi sono più piccoli, cosa significa in


termini di immagine?

L’unica cosa che cambia, a parità di


lunghezza focale, è l’angolo di copertura
della lente
Fattore di crop
Quindi, con un fattore di crop di 1,5 si
ottiene l’angolo di copertura di una lente
1,5 volte più lunga in focale.

Per questo motivo è da notare che non si


hanno focali più lunghe con relative
variazioni ottiche, ma solo angoli di
copertura più stretti
Fattore di Crop
Questo fa sì che i grandangoli diventino un
problema, poichè si rendono necessarie
focali molto corte rispetto al 35mm
Il digitale è come la pellicola?

RANGE DINAMICO
Range dinamico
La gamma dinamica è la capacità di valutare
le differenze di luminosità di una scena.

Si misura in ‘stop’

In natura si arriva ad avere scene con 10


stop di gamma dinamica e più.

Le pellicole arrivano a registrare 9-10 stop


in alcuni rari casi, le dia si fermano a 6-7
Range dinamico
E i sensori digitali?

Migliorano, al momento siamo intorno ai


range delle diapositive, 6-7 stop

Ricordate come viene registrata


un’immagine? I dati vengono inseriti in una
matrice binaria, e le luci sono equamente
distribuite in essa.
Range dinamico
Immaginiamo un’immagine RAW codificata
a 12 bit, capace di registrare 4096 livelli
(212) di tono.

Essendo il CCD uno strumento lineare ogni


stop rappresenta la metà del successivo e
il doppio del precedente, quindi la
distribuzione della gamma non è
equamente distribuita
Range dinamico
Ai bit più alti (e più significativi)
corrispondono maggiori informazioni
rispetto ai bit più bassi (luci basse).
Immaginiamo 5 stop su un sampling a 12 bit

Primo f/stop luci altissime 2048 livelli disponibili


Secondo f/stop luci alte 1024 livelli disponibili
Terzo f/stop luci medie 512 livelli disponibili
Quarto f/stop luci basse 256 livelli disponibili
Quinto f/stop luci molto basse 128 livelli disponibili
Range dinamico
A queto punto si comprende che la
maggior parte delle informazioni tonali
risiedono nella parte alta della matrice
binaria.

Laddove la scena lo permette, quindi, è


consigliabile sovraesporre quanto basta
fino a non bruciare le alte luci
Range dinamico
Questa tecnica offre alcuni vantaggi, tra cui
la possibilità di ottimizzare il rapporto
segnale/rumore di cui abbiamo parlato
nella sezione dei sensori.

In post produzione si potrà portare


l’esposizione al valore corretto senza
perdere dettaglio nelle basse luci.
Come so se ho esposto correttamente?

ESPOSIZIONE
Esposizione
L’esposizione con la macchina digitale non è
diversa da una macchina analogica, ma gli
strumenti che fanno parte di una DSLR
permettono di controllare qualcosa in più
che il semplice affidamento alla misura
esposimetrica.
Lo strumento principe è l’istogramma
Come so se ho esposto correttamente?

ISTOGRAMMA
istogramma
L’istogramma è un grafico che viene
presentato sul monitor della macchina
dopo lo scatto e rappresenta la
distribuzione tonale della luce
nell’immagine appena registrata.
Istogramma
Non esiste un istogramma ‘giusto’ di per sè.
L’istogramma rappresenta quanto si è
fotografato, però fornisce informazioni in
merito ai dati registrati. Si può infatti
capire se si sono bruciate le luci alte o
basse.

Nessuna bruciatura Bruciatura alte luci


Istogramma
Qualcosa di sbagliato in questo
istogramma?
Ok, ho scattato seguendo tutti gli accorgimenti. E adesso?

FLUSSO DI LAVORO
Flusso di lavoro
E’ il modo con cui si arriva ad avere una
foto finita (magari stampata) da
manutenere per i posteri.

Una serie di passi per essere sicuri che tra


5 anni potrò ristampare la mia foto ;-)
Flusso di lavoro
 Selezione
Non abbiate paura di fare selezione.
Il lavoro che avete fatto è solo metà di
quello che va fatto, se avete fatto una
buona selezione, allora avrete pochi file a
cui dedicare le tante ore di lavoro che su
ogni file dovrete fare. Salvate subito i file
originali poi selezionate e cominciate a
lavorare per ottenere quanto cercato.
Credete che Adams lavorasse su tutti i
suoi negativi?
Flusso di lavoro
Conversione RAW

Il primo passo è la conversione da RAW (se


si è scattato in questo formato)
Lo strumento può essere Photoshop o il
prodotto fornito assieme alla fotocamera.
In questo momento si hanno le maggiori
possibilità di mantenere le informazioni
raccolte ed è basilare per una buona
riuscita della foto
Flusso di lavoro
 Crop
è il ritaglio della porzione di foto che
interessa. Può anche essere saltato a piè
pari se la composizione rispecchia i nostri
desideri
 Postwork
qui il discorso è infinito, si possono
aggiustare i livelli di tono in mille modi e
in piccole parti dell’immagine, insomma si
è in camera oscura.
Flusso di lavoro
 Salvataggio
note dolenti: adesso avete dei dati
elettronici da manutenere, quindi è
necessario provvedere a salvare i file in
più luoghi per evitare la perdita
accidentale dell’immagine. Fate più copie
dello stesso file su supporti differenti.
Soprattutto delle immagini finite
 Stampa
ci sono mille modi di ottenere una stampa
dal file digitale, dal lab su internet alla
propria stampante
Flusso di lavoro
 È importante comprendere che con la
foto digitale si ha totalmente il potere
sull’immagine, dallo scatto alla stampa.
 Il postwork è importante quanto lo
scatto, vale la pena lavorarci sopra con lo
stesso impegno
 La salvaguardia del dato è
importantissima, non avete più il negativo
e se lo perdete è impossibile ritrovarlo
 La stampa prevede che conosciate la
gestione del colore digitale.