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Le teorizzazioni di Beebe & Lachmann rappresentano un modello integrato tra infant research e psicoanalisi.

Grazie alle nuove conoscenze sullo sviluppo umano l'integrazione tra più modelli teorici permette di estendere
la comprensione clinica e le modalità di intervento terapeutico.
Tra i diversi campi d’indagine a cui si rivolge la ricerca empirica sul bambino, alla luce del principio di
parzialità di ogni orientamento teorico, viene presa in considerazione soltanto l’analisi secondo per secondo
delle interazioni faccia a faccia. La ricerca faccia a faccia ci offre un quadro molto diverso e rinnovato rispetto
al bambino “completamente indifferenziato” del punto di vista psicoanalitico, dimostrando come le interazioni
madre-bambino vengono “costruite” da entrambi, attraverso il volto, la voce e l’orientamento spaziale. L’infant
research è usata per studiare il processo interattivo implicito e non verbale che si compie parallelamente al
livello esplicito, verbale e simbolico. L’integrazione tra le ricerche sulla percezione e sulla cognizione e la
descrizione dei vari modelli d’interazione nella prima infanzia ha permesso di elaborare un modello delle
origini delle rappresentazioni del Sé e dell’oggetto. La rappresentazione è un processo trasformativo dinamico,
basato sulla continua influenza reciproca tra i due partner. Nella prima infanzia i modelli esperienziali si
organizzano come aspettative di sequenze di scambi reciproci e vengono associati a stili autoregolatori
particolari. Il concetto di aspettativa focalizza l’attenzione sul processo di organizzazione dei modelli di
interazione, nelle relazioni passate e nella relazione terapeutica. Grazie a questo processo, ogni membro della
diade arriva ad attendersi modelli di risposta in cui influenza il partner e ne viene influenzato con un certo
timing, cioè una ritmicità definita e scandita e un certo tono emotivo. Simultaneamente, ciascun partner
sperimenta una gamma autoregolatoria che nella regolazione dello stato interiore e del livello di attivazione
(arousal), va dalla facilità al disagio. Quest’influenza reciproca, o bidirezionale, in cui ogni partner dà il proprio
contributo allo scambio in corso, può essere definita “co-costruzione”. In questo processo un’importanza
centrale ha il ruolo congiunto di

Autoregolazione Regolazione interattiva

Il processo di organizzazione consiste nella creazione, elaborazione, rappresentazione e anticipazione delle


autoregolazioni e regolazioni interattive costruite da entrambi i partner. Ciascuno di noi influenza le parole e le
azioni dell’altro e ne è influenzato. Soprattutto a livello non verbale, madre e bambino, così come analista e
paziente, coordinano continuamente i loro ritmi comportamentali. E’ questa l’essenza del comportamento
sociale. Ciascun partner possiede i propri ritmi comportamentali, per es. suono e silenzio, o movimento e
arresto. Persino i momenti di “silenzio” verbale o gestuale sono comunicativi. I ritmi comportamentali dei due
partner sono sempre coordinati in qualche modo, solitamente al di fuori della consapevolezza. Ogni
comportamento dell’individuo modifica continuamente quello dell’altro e viceversa... Siamo impegnati a
monitorare il nostro partner (il modo in cui lo influenziamo e ne siamo influenzati) e, al tempo stesso a regolare
in nostro stato interno. Autoregolazione e regolazione interattiva sono processi reciproci e simultanei: l’uno
influenza il processo dell’altro. In condizioni ottimali, in cui le aspettative di interazione vengono rispettate i
due processi sono in equilibrio dinamico e flessibile.
Definizione di autoregolazione: la capacità di regolare il proprio stato in termini di affetti, livello di attivazione
fisiologica ed elaborazione psichica simbolica. Dalla nascita in poi il processo di autoregolazione gestisce:
✓il controllo del livello di attivazione
✓ il mantenimento dello stato di vigilanza
✓ la capacità di inibire l’espressione comportamentale
✓le variazioni nella prontezza a rispondere
✓le variazioni nella visibilità dello stato del bambino: es. quanto è evidente dal suo comportamento: che ha
fame, ha sonno, vuole avvicinarsi o allontanarsi rispetto al partner.
Definizione di regolazione interattiva: si riferisce a qualcosa di “reciproco” “bidirezionale” “co-costruito” in
modo intercambiabile, come un flusso di comunicazione tra i partner che scorre in entrambe le direzioni. Il
comportamento di ogni partner è “contingente”, è influenzato da quello dell’altro, cioè può essere previsto in
base a quello dell’altro. I termini “reciproco”, “bidirezionale”, “co-costruito” non implicano simmetria: infatti
spesso si tende a enfatizzare una direzione dell’influenza bidirezionale rispetto all’altra per cui ogni partner può
influenzare l’altro in modi diversi e in gradi diversi. Non è implicato un modello causale, ma probabilistico: la
regolazione è definita dalle probabilità che il comportamento di un partner sia prevedibile in base a quello
dell’altro. La regolazione interattiva non ha una valenza specifica, per cui sia gli scambi positivi (come il
rispecchiamento facciale), che quelli negativi (come l’interazione “caccia e fuga”) sono regolati in modo
bidirezionale. Nell’arco di vita, l’autoregolazione è un aspetto fondamentale della capacità di prestare
attenzione ed entrare in rapporto con l’ambiente. L'individuo per tutto il corso della sua vita affina le sue
capacità di autoregolazione, fino comprendere in età adulta l’accesso, l’articolazione, la valutazione e “l’uso”
degli stati interni. Nell’adulto infatti l’autoregolazione include le fantasie (inconsce), i sogni a occhi aperti,
l’elaborazione simbolica e le difese. La capacità di rispondere e di avere rapporti sociali, dipende non solo
dall’input proveniente dal partner e dalle proprie risposte a esso, ma anche dalla regolazione dello stato interno
di entrambi i partecipanti.
L’autoregolazione e la regolazione interattiva vanno considerate con uguale attenzione. Infatti l’organizzazione
dell’individuo è sempre in dialogo con la diade: influenza la regolazione interattiva, e ne è a sua volta
influenzata. Il comportamento è autoregolatorio e comunicativo al tempo stesso. Variazioni nel modo di
influenzare il partner e di esserne influenzato sono accompagnate da variazioni simultanee
nell’autoregolazione, nel livello di attivazione e nel comportamento. La regolazione degli affetti, l’angoscia, le
tensioni e il senso di solitudine, possono diventare misure difensive isolate, escluse da ogni sostegno esterno.
Quando si è vulnerabili, si può organizzare l’aspettativa di essere abbandonati e al posto della fiducia in sé e
nelle proprie capacità, si alimenta un senso di avversione, di angoscia o uno stato di depersonalizzazione
protettiva.

Nel corso del primo anno e oltre, allo stesso modo in cui categorizzano volti, colori, forme e animali, i bambini
sono in grado di formarsi schemi o categorie di interazioni interpersonali. Questo tipo di rappresentazione si
compie a livello presimbolico, sottoforma di informazioni implicite e non verbali, di tipo motorio (procedurale),
istintuale, visivo o acustico, non necessariamente tradotte in forma linguistica e memorizzate dunque nei canali
percettivi, nella forma di immagini, suoni, odori, esperienze tattili e temperature corporee. Informazioni verbali
e non verbali sono rappresentate da sistemi specializzati separati ma entrambi virtualmente accessibili alla
coscienza. Nel momento in cui certe condizioni fanno si che i processi di elaborazione implicita vengano resi
inaccessibili all’attenzione o al linguaggio questi continuano ad operare e ad influenzare ciò che facciamo e
sentiamo in assenza di consapevolezza.
Beebe & Lachmann nella loro teorizzazione definiscono 3 principi di salienza, detti anche principi organizzativi
fondamentali ovvero regole di funzionamento e organizzazione che stabiliscono quali eventi sono salienti per il
bambino e organizzano le sue aspettative sull’incontro interattivo. Essi sono:
• il principio di regolazione attesa, è, tra i tre, il principio sovraordinato ed è basato sui modi caratteristici e
prevedibili in cui si dispiega l’interazione; crea un sistema di norme condivise che regola il comportamento dei
due partner. In un’interazione efficacemente regolata, il comportamento comunicativo di ciascun partner si
conforma alle aspettative dell’altro.

• il principio di rottura-riparazione, si riferisce a una specifica sequenza “fuoriuscita” dal modello generale;
esso organizza i modelli di interazione in base alle violazioni delle aspettative e ai relativi sforzi per risolvere
queste rotture. Il modello di rottura-riparazione organizza esperienze di contrasto, differenza, disgiunzione. Il
divario tra ciò che è atteso e ciò che accade realmente può essere riparato.

• il principio dei momenti affettivi intensi, singoli eventi che lasciano il segno e resistono nel tempo.
l’affetto intenso è un aspetto sufficientemente peculiare del processo di creazione delle aspettative. Il
“Momento affettivo intenso” è l’espressione completa, da parte del bambino, di qualsiasi pattern facciale o
vocale, per es. un “sorriso a bocca aperta” o un pianto accompagnato da un’intensa attivazione corporea. (stati
prototipici ad esempio)

Anziché vedere questi principi come operanti in modo separato, è preferibile considerarli insieme per avere un
quadro completo del potenziale organizzativo dell’interazione:
Le esperienze si organizzano in base a momenti affettivi intensi, positivi o negativi, che caratterizzate da
ripetitività diventano regolari, prevedibili e “invarianti” nelle relazioni e che nel momento in cui si modificano
o “rompono” l'interazione, costituiscono una violazione delle aspettative, con un conseguente sforzo di riparare
la rottura. Dunque è necessario che sia all’opera un principio di regolazione attesa perché una rottura possa
essere percepita. La stessa rottura e la conseguente riparazione può diventare a sua volta un modello interattivo
atteso e i momenti affettivi intensi, positivi o negativi, possono fungere da rottura o da riparazione.

La percezione, da parte del bambino, del processo di regolazione, si basa sulla capacità di osservare e prevedere
ciò che si ripete nell’ambiente e sulla capacità di comprendere che il comportamento produce conseguenze,
ovvero di comprendere l'esistenza di una consequenzialità causa-effetto.
Il neonato è in grado di individuare “contingenze”, cioè relazioni attese tra i propri comportamenti e le
corrispondenti risposte ambientali. Può sviluppare aspettative su quando accadranno determinati eventi e sulle
conseguenze prodotte dal suo comportamento. La presenza di risposte ambientali contingenti e prevedibili
influenzerà l’attenzione, la memoria, le emozioni e l’apprendimento del bambino. Il principio di regolazione
attesa comprende tutti i modi caratteristici in cui i due partner regolano le loro comunicazioni, sia positivi che
negativi, tanto per l’autoregolazione quanto per la regolazione interattiva. I bambini sono attenti alle conferme
o alle violazioni delle aspettative e ne sono influenzati profondamente: la conferma di un’aspettativa è associata
a un affetto positivo la sua violazione è associata a un affetto negativo. Il modello di rottura – riparazione è
utilizzato per indicare una diversa gamma di fenomeni, dai più moderati a quelli più gravi: ✓ violazione di
aspettativa e non corrispondenza indicano processi meno gravi. Esistono tre fonti di dati che comprovano il
principio di rottura-riparazione:
✓gli esperimenti in cui vengono prodotte rotture di interazioni attese, che forniscono una misura operativa del
concetto di violazione di aspettativa (volto inespressivo).
✓Lo studio delle normali interazioni, in cui viene considerata una rottura una non-corrispondenza degli stati
dei due partner: la disgiunzione normativa.
✓Dati provenienti da casi clinici (madri depresse: descritte come arrabbiate, invadenti e poco coinvolte, il loro
bambino è descritto come oppositivo e poco coinvolto).
La finalità del sistema è la disgiunzione ottimale o “normativa”.
La capacità di riparare al divario tra ciò che è accaduto e ciò che era atteso sviluppa nel bambino l’aspettativa
che sia possibile mantenere il rapporto con il partner anche in presenza di tensioni e incompatibilità. Nel
momento in cui momenti affettivi intensi e inattesi fungono da rottura o riparazione il bambino sperimenta una
profonda trasformazione del proprio stato.
Esempi di momenti intensi ✓sono gli stati “prototipici” di fusione tra madre e bambino come quando parlano o
emettono vocalizzi all’unisono, o quando il b. si addormenta sul seno della madre.
I momenti di intensa attivazione negativa, corrispondono ad esempio all'assenza di gratificazione e conforto •
Anche il trauma è un momento affettivo intenso, ma più che il prototipo di una categoria di esperienze simili,
esso rappresenta un singolo evento. • Alcune singole esperienze possono produrre cambiamenti a livello
cerebrale, soprattutto se possiedono determinate qualità, come per es. un certo grado di novità.