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LE GRIGLIE MENTALI E LA FINE DELL’ESOTERISMO

Ovverosia:

QUANDO CAMBIARE TUTTO E CAMBIARE TUTTI E’ POSSIBILE E NECESSARIO

Giorni fa una mia amica mi fece


ce notare un articolo proveniente dal
al mondo scientifico che esordiva
testualmente così:

“Navigare tra i pensieri come nello spazio


Proposto un modello del pensiero umano secondo cui la nostra mente organizza le caratteristiche delle
esperienze in dimensioni simili a quelle spaziali. Questa nuova teoria è basata sulla scoperta che nei test di
memoria vieneene attivata la corteccia entorinale, la stessa che permette di orientarci nell'ambiente
nell'ambiente.”
E ancora:
“Sulla rivista Science, una review firmata da ricercatori del Max
Max-Planck-Institut
Institut per le scienze cognitive e le
neuroscienze umane di Leipzig, in Germania, e del Kavli Institute for Systems Neuroscience di Trondheim, in
Norvegia, definisce un modello del nostro sistema di navigazione che h haa un ruolo importante
import in molte
facoltà cognitive e spiega perché la nostra conoscenza sembra essere organizzata secondo una modalità
spaziale.”

In sintesi:

“Nel
Nel cervello alcuni neuroni specializzati possono
mappare l'ambiente costruendo una griglia
esagonale
onale che aiuta un animale a localizzarsi nello
spazio. Ma le esperienze possono distorcere la
griglia per dare maggiori dettagli alle aree di
interesse. (Cortesia Lucy Reading--Ikkanda/Quanta
Magazine).”

Un tipo di scoperta che, sinceramente


sinceramente, non mi lascia indifferente, soprattutto oggi,
oggi nel momento in cui i
miei studi probabilmente sono approdati aad un tipo di risposta, che presumo possa essere utile non solo a
me, ma a tutti, compresa la scienza..

In pratica, sembra che la scienza ufficiale stia entrando molto timidamente in un campo, quello mentale,
mentale
dove i pensieri (ee vorrei dire non solo quelli animalianimali, chiaramente), sembrano creare,
creare o aggirarsi in
“mappe“, o “griglie” dove la geometria assume un una certa importanza.
Detto ciò, partendo da questo “suggerimento
uggerimento”, vorrei condividere la sintesi del mio percorso conoscitivo,
conoscitivo
per evidenziare il divario esistente fra ciò che il mio mondo conosce da tempo e ciò che la scienza ricerca,
ma ancora non riesce a cogliere nella sua totalità e lo dico senza nessun tipo di alterigia,
alterigia di sfida o senso di
riscatto, verso nulla e nessuno.
Scrivo semplicemente ciò che segue perché un profondo senso di responsabilità mi spinge a mettere a
disposizione di tutti il risultato dei miei studi e delle mie ricerche
ricerche.

Quello che leggerete, sarà trattato molto più diffusamente nel mio prossimo libro libro, che sarà pubblicato
questo autunno 2019, dal titolo: L’O
Ottava, le geometrie mentali e il potere cubico.

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Fatta questa premessa, è necessario armarsi di un po’ di pazienza, affinchè ciò che sto per descrivere possa
avere un minimo di chiarezza e coerenza poiché il mio percorso di studio e le mie conclusioni si basano
molto sull’analogia e, per poter comprendere le mie conclusioni, ritengo, necessario partire… dall’inizio.
Cercherò, quindi, di riassumere brevemente i punti principali delle tappe che hanno contrassegnato la mia
ricerca.

QUANDO ERANO SOLO NUMERI

Tredici anni fa, codificai il rosone centrale della


Basilica di Collemaggio a l’Aquila, la mia città.
Allora vidi al suo interno, qualcosa di incredibile: un
sistema numerico riassumibile attraverso le sue 36
braccia e 72 parti binarie, che si dipartono da Otto
“petali” centrali e capii che, utilizzando quelle
informazioni, era possibile ottenere la Precessione
degli Equinozi, (36 x 72) e non solo.

La ricerca di quei numeri - che non sapevo essere


presenti ovunque in tutto il mondo, in mille modi, a
tutte le latitudini, da sempre e in qualsiasi testo
sacro, o misterico - era destinata a trovare delle
corrispondenze in una serie illimitata di esempi o
simboli.

Non sapevo ancora di occuparmi dell’Ottava e non


sapevo nulla del suo linguaggio simbolico: io cercavo
solo ed assolutamente quei riferimenti ovunque
fossero e trovai nello Zodiaco di Dendera un magnifico
esempio, poichè era indubbio che l’informazione
aquilana veniva anticipata di migliaia di anni da quello
zodiaco, antropomorfizzandosi.

Infatti, 12 Esseri con 24 braccia, abbracciano 72 corpi


celesti, esattamente come nel mio rosone.
Inoltre, la parte interna e quella esterna
dell’informazione, manifestavano dinamiche
comportamentali diverse.

Tempo, spazio, movimento e materia è, infatti, ap-


pannaggio solo dell’interno, mentre all’esterno i 12 Esseri mantengono un certo tipo di immobilità, ma non
è solo questo che mi colpì, quanto il fatto che all’esterno, fra gli Esseri responsabili numericamente di
quella visione celeste, si nascondeva un intervallo essenziale, per capire questa legge.
Infatti, le direzioni sottolineano 4 donne sulle linee diagonali, 4 Neter su quella verticale ed altri 4 Neter
sull’orizzontale.
Nasceva per me, il famoso intervallo d’Ottava di 3 volte 4 o 3\4, meglio conosciuto come Settenario, se
sommato nella sua composizione numerica.

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Oggi, dopo anni, ho la chiarezza di poter affermare che quell’intervallo è “legge” in natura, come dentro di
noi. Oggi posso dire con chiarezza che noi esseri vibranti, parte integrante di un universo vibrante, siamo
Settenario. Quello stesso Settenario che si avvale di sette note o sette colori per fare il famoso salto
d’ottava, nello specifico il Do successivo, e il bianco per lo spettro solare.

Inizialmente non sapevo che da millenni in tutti i mondi spirituali come in quelli iniziatici, quello stesso
salto veniva e viene provocato attraverso 7 virtù o 7 chakra, ma l’importante è comprendere che dire 3
volte 4, o quattro stagioni di 3 mesi, equivale a dire numericamente, il Rosone di Collemaggio, o Dendera,
o il Settenario.
Capisco che questa affermazione possa risultare decisamente azzardata, ma, attraverso i miei studi ho
potuto appurare che, per esempio, il mondo cattolico sa immensamente più di quanto io abbia mai potuto
leggere in merito. Un mondo cattolico che stimo e studio con molta attenzione, cercando di distinguere il
messaggio, dai portatori del messaggio, non sempre in sintonia con lo stesso.

Proseguendo con gli studi approdai alla Lista Reale Sumerica dove i “miei” numeri apparivano in un
contesto estremamente più antico dello Zodiaco Egizio.

Lì, 8 Re in 5 città regnarono 241.200 anni. Di nuovo i 12 esseri con le loro 24 braccia, questa volta
trasformati in anni.
Tanti anni.
Per gli esperti, troppi, per essere presi sul serio, per capire o domandarsi perché tutte le civiltà della Terra
siano “nate“ all’interno di pacchetti di tempo enormi.
Eppure, quegli stessi anni mesopotamici, erano e sono, figli di una meccanica numerica che, prima di
apparire sotto il profilo decimale millenni più tardi in Egitto, in Mesopotamia veniva riassunta da 66 Sars e 6
Ners ( Sar = 3600 anni, Ner = 600 anni ), e questo, a mio avviso, è il vero significato del 666.

Quella civiltà aveva scelto un computo sessagesimale per essere, sia a livello temporale, che spaziale, a sua
volta evinto dalla 216millesima parte di 12.960.000 anni, pari a 60 anni, ma all’inizio dei miei studi non
sapevo cosa si celasse dietro quel “216” nè tantomeno dietro… il Tempo.

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Proseguendo nella mia ricerca, venni a conoscenza delle anatomie sottili orientali e, improvvisamente, il
rosone divenne Agopuntura.
8 meridiani curiosi sono la matrice d di 12 organi principali, e di 12 meridiani secondari,
secondari ai quali si aggiungono
i 48 terminali. Sul tutto si interagisce attraverso 360 agopunti.
Sommando organi e meridiani si ottengono 72 unità che, con i 360 agopunti, costituiscono la matrice
numerica di Collemaggio, o di Dendera
Dendera, o della Lista.
In questo caso però, vi era una grandissima novità
novità: i meridiani e gli organi rappresentano quell’anatomia
sottile dalla quale prendono forma il nostro corpo e tutto il creato, ma, soprattutto,
soprattutto il mondo cinese vi
interagisce, pensando che gli stessi ospitino le nostre emozioni, che, se negative, negative possono sfociare in
malattia, in questa realtà.

Cominciavo a rendermi conto che sulla terra esiste un medicina che presuppone una realtà posta alla base
di quella che percepiamo, simile a quella posta all’esterno di Dendera
Dendera.
Oggi direii che di medicine multidimensionali sulla terra ce ne sono moltissime e da millenni.
Occupandomi dei simbolismi orientali scoprii che tutto era collegato
all’Ottagono
all’Ottagono, o all’Ottava, a questa legge che era presente ovunque. Infatti,
oltre ad essere matrice del Feng shui
shui, lo è dello Scintoismo,
Scintoismo come dell’I ching .
In particolare appresi che l’ I –Ching, che ha il compito di leggere il futuro,
futuro usa
8 trigrammi
trigrammi: quel 3 volte 8 presente nel labirinto di Collemaggio,
Collemaggio ma
soprattutt
soprattutto che quei trigrammi sono fatti da 12 linee unite e 24 spezzate,spezzate
quindi 36 unità.
Inoltre, l’I-Ching, quando viene consultato, ha bisogno di 64 esagrammi che,
devono essere raddoppiati, passando da 36 a 72 unità consultabili.

Per cui, i numeri aquilani


lani non solo erano utili a definire una dinamica spaziale come quella di Dendera
Dendera, non
solo erano usati come anatomia umana e creante
creante, ma esordivano nella visione del Futuro.

Proseguendo nella mia ricerca giunsi ad occuparmi di sempre nuovi personaggi appartenenti al mondo
iniziatico, proprio perché utilizzavano i ““miei” numeri. Ormai cominciavo
avo a rendermi conto che tutto quel
mondo, ovunque esso fosse rappresentato
rappresentato, utilizza tali parametri, da sempre.

Scrissi un libro sull’Architettura sacra


cra ee, attraverso Vitruvio, altro grande iniziato, nel suo De Architectura
appresi e scoprii che i 3 stili principali di cui lui si occupò nella sua opera, Corinzio,
Corinzio Dorico e Ionico, sono
suddivisi in varie parti: colonne, capitelli, fusto, scale, trabeazione, ecc., (in numero diverso per ogni stile),
la cui somma totale ammonta a 216 unitàunità.
Nel numero di componenti ritrovai il 72 come frazione del 216.
Quello studio mi consentì di capire che quegli stessi numeri sono o essenziali dal tempo delle Ziggurat fino ad
arrivare al grattacielo
elo di Renzo Piano a Londra
Londra, per ispirare qualsiasi tipo di costruzione,
costruzione civile o religiosa, in
tutto il mondo, ma Vitruvio mi permise di fare un ulteriore passo avanti, con un’affermazione che vorrei
riportare integralmente:

“Del resto anche Pitagora e i suoi seguaci vollero esporre i loro precetti in volume secondo un sistema cubico
e costruirono un cubo di 216 versi stabilendo che un trattato non dovesse essere ccomposto da più di tre
cubi. Il cubo è un solido composto da superfici piane uguali e quadrate e quando viene gettato rimane fermo
poggiando su una delle sue ue facce, finché qualcuno non lo sposti, come avviene nel gioco dei dadi quando i
giocatori li gettano sul tavolo. E pare appunto che i pitagorici si siano ispirati a questa similitudine perché
quel dato numero di versi rimanga impresso e fisso nella memoria, proprio come il cubo, qualunque sia la
mente in cui è riversato. Anche i comici greci interruppero la lunghezza di un atto inframmezzandovi le parti
4
corali. Quindi, dividendo l’azione secondo una proporzione cubica, alleggeriscono grazie alle interruzioni la
recitazione degli attori.”

E’ chiaro, quindi, livello al quale è approdato il mondo iniziatico, da millenni, per quanto riguarda la
modalità attraverso la quale gli uomini possono ottenere più “salda memoria”.
Altro che griglie mentali!
Nel mio mondo, da millenni, si pensa che le griglie siano… cubiche, ma non sto scrivendo per questo
motivo, o solo per questo; i motivi, come avete penso dedotto dal titolo, sono tanti e altri, la scienza lo
spunto.

Tornando a noi, da quel momento, un momento non molto lontano dall’oggi, fui in grado di collegare i
numeri aquilani ad una forma geometrica ben precisa: il Cubo, il Cubo al numero 72 e 3 cubi al 216.

A questo punto si possono riassumere alcuni passaggi e aggiungerne altri per avere una visione d’insieme
più ampia:

1. Il mondo mesopotamico condensava il suo sapere temporale e spaziale con il 3 volte 6, che,
moltiplicato, è pari a 216 (6x6x6),
2. da ciò si può evincere che il 60, altro non è che un piccolo cubo, nell’immensità temporale descritta,
3. che il Tempo e quindi lo spazio descritto con questi numeri, è fatto di piccoli cubi, o anni, che si
ripetono,
4. che la Precessione degli Equinozi, a livello numerico, è divisibile in mesi cubici pari a 2160 anni
ciascuno,
5. che Dendera non è altro che un’espressione spaziale, temporale e materiale, proveniente da un evento
numerico cubico,
6. che le anatomie sottili orientali, tutte, come tutte le metodologie curanti, sono impostate su una
struttura cubica,
7. che la mente, o perlomeno la memoria umana, è cubica,
8. che tutte le strutture architettoniche, ovviamente quelle costruite secondo i canoni numerici esaminati,
avevano una matrice cubica,
9. che il futuro può essere letto seguendo una dinamica cubica.

Un altro personaggio del quale mi sono occupato è Giordano


Bruno, il quale mi regalò una perla di saggezza attraverso uno
dei suoi sigilli, chiamato Venere o Amore.
Brevemente: Venere o amore si può definire il sunto
geometrico della legge dell’Ottava, che è figlia di un triplice
inizio, che usa una legge settuplice per approdare, in natura,
con 5 geometrie ben precise, quelle platoniche.
Per ora vorrei solo che notaste come su quei 7 cerchi
spicchino tutta una serie di triangoli, uniti a formare
geometrie ben precise. L’Ottavo cerchio comprende il tutto.
Solo in questa occasione e sotto questo simbolo, o Sigillo,
Bruno disse che le lettere che vedete rappresentano le iniziali
dei nomi degli Dei e che le linee che li uniscono sono le loro
EMOZIONI.
Osservando attentamente l’immagine, si può osservare che i 3 Rombi, A-O-N-S, A-O-P-Q, A-S-R-Q, formano
un Cubo che contiene altri cubi, costituiti da geometrie platoniche, che a loro volta nascono da triangoli.
In seguito a tale osservazione fui in grado di aggiungere alla lista di cui sopra il punto dieci:

5
10. Le emozioni sono Cubiche.

Quindi tutto il mondo iniziatico sa da millenni che il corpo umano, la sua memoria e le sue emozioni sono il
frutto di una matrice cubica.
Sa che la Creazione è di tipo cubico, considerando Dendera.
Sa che dire cubo vuol dire Tempo e che quindi noi siamo fatti di… tempo.

DIO E’ UN IPERCUBO

Chiaramente anche la scienza conosce i “miei” numeri e non solo l’Astronomia. Un giovane matematico
indiano dei primi del secolo scorso, Srinivasa Aiyangar Ramanujan, ebbe modo di creare le basi equazionali
della Teoria delle Stringhe, oggi delle Membrane, attraverso le sue equazioni, che definì “modulari”, che,
guarda caso, nascono tutte da una trina numerica ben precisa: l’8, il 12 e il 24.

Quindi, quelle equazioni sono cubiche: punto 11.

Sicuramente la scienza è più attenta quando si parla di dimensioni, infatti, già dalla fine dell’Ottocento, ha
ipotizzato persino una quarta dimensione, (chiaramente non ne ha un’idea fisica, ma solo teorica) ed ha
postulato una figura geometrica fatta da un cubo con dentro un cubo, per poterla definire, all’interno della
quale noi ci troviamo, anche se non ne siamo consapevoli.
E’una dimensione nella quale spazio e tempo non si comportano come nella nostra, anzi, “non si
comportano” e basta.

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Di nuovo: ciò che importa, è la struttura geometrico
geometrico-numerica
numerica che costituisce il
“tesseratto”, o “Ipercubo”, come viene comunemente chiamato
chiamato.
Esso è costituito da 24 facce bidimensionali e 8 facce tridimensionali
tridimensionali, come a dire: è
fatto da 24 quadrati e 8 cubi.
Numericamente è quindi costituito da 48 parti bidimensionali e 24 parti
tridimensionali: totale 72 parti.
Adesso aggiungiamo il punto 12, il quale dice che: “ii numeri del Rosone di Collemaggio,
Collemaggio usati da tutti gli
iniziati della terra, da sempre, per fare qualsiasi cosa
cosa, in qualsiasi
siasi campo dello scibile umano - i numeri
dell’Ottava insomma - altro non sono che un modo con cui utilizzare una matrice almeno quadrimensionale
(conosco i Polychora e potrei aggiungere altro, ma li tratterò più diffusamente nel libro),
libro) non solo della
nostra realtà, ma anche del nostro essere psicofisico. “

Dopo
opo una dichiarazione del genere, credetemi, parlare ancora in termini esclusivamente misterici di
Alchimia, di Tarocchi, di I-Ching,
Ching, di Anatomie Sottili e di Chakra, di presunti Graal, di Tetraedri Stella e di
Merkaba, penso sia a dir poco riduttivo.

Esiste, infatti, un unico pseudo-mistero


stero ed è la Legge dell’Ottava e, in base a quanto ho appurato attraverso
i miei studi, penso di poter dire che sarebbe opportuno decret decretare
are la fine dell’Esoterismo e riprendere il
dialogo tra la scienza ed il “mio mondo”. Esattamente come avveniva un tempo, perché è con i simboli che
si creano le Griglie – e non quelle esagonali, come l’ufficialità presume, ma quelle ipercubiche, come l’uomo
è destinato a fare quando intraprende percorsi come i m miei.

Proseguendo nella mia ricerca, mii sono chiesto (come molti, e da millenni) di cosa è fatto il Tempo ed
un'idea
n'idea credo di averla maturata, nel corso degli anni, ed è la seguente: per prima cosa noi possiamo
trasformare, con molta semplicità, un cubo, in Tempo. Basta infatti trasformare i ssuoi
uoi dodici lati, in 12 mesi
di 30 giorni e il gioco è fatto.
In tal modo i suoi 8 apici diventano 8 date ben precise. Allora è possibile trasformare ““Venere o Amore” in
Tempo, e di conseguenza, anche le emozioni in Tempo.
Forse non ce n'eravamo mai accorti, ma iil Tempo è vivo e se è fatto di emozioni, è emozionabile.
emozionabile

E allora emozioniamolo con una bella p preghiera, come fanno gli ebrei attraverso le loro preghiere cubiche,
cubiche
o il loro Dio fatto da 72 nomi di tre lettere, oppure come fanno gli arabi girando per 7 volte intorno alla
Mecca. O noi Cristiani quando entriamo in chiesa.

La chiesa è una croce, che quando viene chiusa diventa un Cubo; ma avendo sempre un Ottagono, tra
navata e transetto, diviene un luogo ipercubico, dove tempo e spazio... non si avvertono.

Perché stupirsi poi dell’Ottuplice Via Buddista?


Lo stesso Induismo, attraverso i 108 passi del Dio Shiva (36+72) vede creare il cielo e la Terra e che dire
dello Scintoismo, che vede l’essenza della sua spiritualità in 8 milioni di Kami
Kami, o anime?
anime

E allora emozioniamolo, il Tempo!!

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Forse non ci è chiaro, ma le tecniche per emozionarlo le conosciamo da millenni e, a volte funzionano,
sapete – eccome, se funzionano.

A questo punto è possibile aggiungere alla nostra personale tabellina, il punto 13, affermando che:

13. l’Umanità, da sempre, adora un Ipercubo e non se n'è accorta, lei che è un Tesseratto nel cuore
(incredibile vero?), ma soprattutto, l’Ottava è Dio ed è Tempo... come noi.

Non c’è nulla di male a dirlo.


Infatti, tutti i mondi religiosi e iniziatici – attraverso 7 virtù ben precise,– cercano di cambiare le “nostre“
vibrazioni affinchè l’Ottava, cioè la santità, diventi tutt'uno con noi.
Peccato però che né la scienza né tantomeno il mondo iniziatico abbiano mai preso carta e penna per dire
che quelle Sette Virtù, pregate e vissute in modo mantrico, altro non sono che vibrazioni corrispondenti a
dimensioni ben precise, dalle quali, guarda caso, arrivano capacità ben note, che il mondo cristiano chiama
Doni o Carismi.

Io amo l’Ottava e, senza saperlo, ho amato Dio grazie a Collemaggio, per cui, forse, oggi ho abbastanza
fede, speranza e carità per dire che tutti debbono “capire, per essere”.

A questo punto, visto che stiamo parlando di dimensioni e di corrispondenti vibrazioni, non stiamo forse
parlando di griglie mentali la cui geometrizzazione spaziale è quadrimensionale?
Quindi, ritengo necessario ed auspico che, come ai tempi della Proto-scienza, scienza e mondi iniziatici
possano di nuovo riunirsi per creare una nuova tecnologia, compatibile e pienamente umana, visto che la
vera macchina da scoprire siamo noi.
Perché nel momento in cui aumentiamo la consapevolezza, l’autocoscienza ci
permette di evolverci attraverso quelle nuove griglie.
Così possiamo assolvere il mondo massonico da un compito davvero ingrato: quello
di trasformare la pietra grezza in pietra d’angolo.
E tutti sono in grado di operare questa trasformazione con le dovute conoscenze.

IL MONDO DEI DESIDERI

A questo punto, giustamente, voi direte: “e adesso, con tutto ciò che hai scritto che ci faccio?”
Allora cominciamo col dire che tutti coloro che vogliono il libretto delle istruzioni, il cacciavite, le pinze,
ecc., non sono invitati.
Qui o si diventa Ottava, o non si riesce a fare ciò che l’Ottava sa fare meglio, cioè: creare nuovi mondi, o
nuove realtà. Io, nel mio piccolo, ci sono riuscito semplicemente perché ho fede in Dio.
E sapete cos’è la fede? Semplicemente un'emozione, capace di eliminare spazio e tempo da questa
tridimensionalità: si chiama onnipresenza.
Quindi: una dimensione al cui interno è presente l’onniscienza del mio rosone e l’immortalità del mio
peregrinare, nel tempo come nello spazio.

Noi siamo Tempo e, nel momento in cui siamo coscienti di poterlo fare e scegliamo di farlo, noi siamo esseri
capaci di muoverci nel Tempo, di modificarlo e plasmarlo, semplicemente perché il Tempo è l’essenza di
ogni dimensione. Per cui non ho deciso di diventare immortale; ho deciso di percepire l’immortalità in vita
e quella sensazione è così potente da ridare vita, un domani, a un viaggiatore come me, che ha deciso di
essere stato spesso qui.
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Perché l’Ottava questo può, anche decidere di permettere.

Così da un po’, mi muovo nel tempo, come ho fatto in questi anni, ma quando ho deciso di creare qui, il mio
nuovo futuro, mi sono accorto di non poterlo fare. E sapete perché? Semplicemente perché non ce l'avevo.
Pensavo che il presente, questo meraviglioso presente, fosse sufficiente alla mia vita, ma ora ho deciso che
non è più così: dal futuro da cui vi sto scrivendo, vi dico che tutto quello che amo io l'ho avuto. Perché la
realtà che sto creando in questo preciso istante, è già passato, prima di diventare futuro e l'ho vissuto.
Anche perché il Tempo non è solo trino, ma soprattutto… uno.

Ora immaginiamo qualcuno che sappia usare il tempo molto meglio di me: che cosa farebbe, secondo voi?
Se avesse un desiderio, sapendo che il Desiderio è una struttura ipercubica da “riempire”, allora lo
chiamerebbe, per esempio, 12.960.000 anni del mondo mesopotamico e, al suo interno, ci metterebbe una
civiltà, che nascerebbe estrapolando tutto il suo sapere cubico esattamente da quella Dimensione,
costituita da un numero di anni ben preciso.
Quindi il Tempo è una variabile dimensionale pensante e modificabile, che è capace di rispecchiare, dentro
di noi, le geometrie spaziali e dimensionali presenti in natura.

Siamo ben oltre le griglie mentali.

Siamo quindi emettitori di tempo e suoi ricettori.

Immaginate quante cose possiamo fare: possiamo per esempio (come ha fatto
Gioacchino da Fiore), inventare un Terzo Tempo, o Spirito Santo, utile a portare in
questa realtà la Gerusalemme Celeste - che chiaramente è cubica - attraverso un
protocollo mantrico fatto dalla ripetizione del numero 7, per nove volte.
Oppure possiamo fare un salto da nostro padre che non c’è più (come ho fatto), e
dirgli di stare tranquillo, perché: da grande io ce la farò.

Possiamo regalare tempo ad una persona attraverso una dimensione come


l’amore.
Possiamo credere che Dio sia vivo e che ci ascolti, perché lui è Ottava, e possiamo
parlargli attraverso le sue dimensioni – che in noi sono virtù.
Possiamo darci e dare degli appuntamenti, nel Tempo, pur sapendo che non ci saremo fisicamente, come
ho fatto con mio nipote.
Possiamo utilizzare pensieri provenienti dal passato, e altri che provengono dal futuro, per sapere e capire.
Possiamo pensare di essere sempre vissuti, renderlo vero, e muoverci nel futuro come nel passato.
Possiamo creare mondi come quelli cinematografici, dove, attraverso un Cubo, intere epopee di super-
personaggi – dai Trasformers agli Avengers – fanno guadagnare alla Walt Disney miliardi di dollari.
O creare un videogioco come Fortnite, con centinaia di milioni di giocatori che inseguono una struttura
cubica.
Oppure, visto che a breve uscirà questo mio libro, possiamo immedesimarci con la morte, in vita, e
percepire, attraverso un Ipercubo, la sensazione meravigliosa di chi sa che la morte non esiste veramente.
Possiamo rifare tutto e meglio, in questo mondo e di questo mondo.

Michele Proclamato

(Giugno 2019)
www.micheleproclamato.com

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