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Non di solo Pane

Settimanale di Preghiera Domenica 14 marzo 2021 4^ settimana di Quaresima Anno XXIII n. 981
Apostolato
della preghiera
Vieni in nostro aiuto, Signore!
Quando veniamo a te con il nostro peccato,
tu fai sovrabbondare la tua grazia.
Quando ti presentiamo la nostra infermità,
Marzo tu la curi con tenerezza e la guarisci.
Primo venerdì Quando fuggiamo la tua paternità,
05/03 nella tua misericordia ci vieni a cercare.
Quando il nostro cuore ci rimprovera,
tu, o Dio, sei più grande del nostro cuore.
Quando conosciamo la malattia e la vicinanza della morte,
donaci la forza di parlare con te del nostro esodo.

Quando tocchiamo il silenzio di Dio


Non andiamo a credere che la preghiera sia un lettere ai suoi confessori, l'aridità e l'espe-
cammino lineare: la vita stessa è piena di alti e bas- rienza di solitudine che l'hanno sempre ac-
si. Chiunque coniughi il verbo pregare sa che esso compagnata. Può sembrare un paradosso,
include un passaggio purgativo. La preghiera non è ma la preghiera non è meno vitale quando
un momento in cui riesco a liberarmi e fuggire. È tocchiamo il silenzio di Dio, quando i nostri
invece quell'istante in cui lo Spirito si unisce alla piedi toccano, in certo modo, il lembo della
mia debolezza e mi dà forza perché io possa ab- sua assenza: molte volte sono questi i mo-
bracciare la ferita stessa, cioè accettare quello che menti in cui la vita spirituale si intensifica.
mi schiaccia, che è più grande di me e che non rie-
(José Tolentino Mendonça)
sco a spiegare, ciò che si abbatte su di me senza
che io possa farci niente. La maggior parte della
nostra preghiera, non illudiamoci, è vuoto e silen-
zio. Basta leggere gli scritti spirituali di santa Teresa
di Gesù Bambino o, più vicina a noi nel tempo, di
santa Teresa di Calcutta. La prima testimoniava che
per anni e anni la preghiera le lasciava in bocca un
gusto di paglia secca. La seconda racconta, nelle

Non di solo pane 4^ settimana di Quaresima - Numero 981 pagina 2


I santi del giorno: Sant’Alessandro di Pidna, mar-
tire; san Lazzaro di Milano.

“L’amore è l’unico tesoro che si moltiplica per divi-


sione.”(Gv 3,16)
Domenica
Marzo
Tempo di Quaresima
14
TQ

Parola di Dio Il Santo del giorno: santa Matilde di Germania


in briciole La cura degli ultimi, dei deboli e dei fragili è il primo dei doveri di
un governante, che, quando agisce alla luce del Vangelo, trova così
il suo itinerario verso la santità. Così fu per santa Matilde di Ger-
mania, regina della Sassonia del X secolo. Nata attorno all’895,
“Per tutte queste cose ti rendo crebbe presso il monastero di Herford e nel 909 venne data in spo-
grazie ….” sa a Enrico, che divenne duca di Sassonia nel 912 e re di Germania
nel 919. Ebbero cinque figli: Ottone, futuro imperatore, Gerbera,
Ineffabili viscere della miseri- Edvige, Enrico e Bruno, poi arcivescovo di Colonia e santo. Nel
cordia divina! Pietà immensa
936 morì il marito e Matilde si trovò al centro di una contesa tra
degna dello stupore più pro-
fondo! Per liberare lo schiavo Ottone ed Enrico per la successione. Lei stessa, poi, venne accusa-
hai consegnato il Figlio. Egli ci ta di sperperare i beni della famiglia per assistere i poveri e i malati.
illumina e benevolmente ci in- La famiglia si riconciliò solo nel 962 quando Ottone venne incoro-
segna la via dell’umiltà, nato imperatore. Ritaratasi prima a Nordhausen e poi a Quedlin-
dell’amore e di ogni virtù....E’ burg, entrambi monasteri da lei fondati, morì nel 968.
stato catturato perché noi fos-
simo liberati dal giogo della
schiavitù. E’ stato fatto prigio-
niero, per strappare noi prigio-
nieri in mano al nemico. E’
Vangelo Gv 3,14-21
stato venduto con denaro, per
comprare noi con il suo san- In quel tempo, Gesù disse a Nicodèmo: «Come Mosè innalzò il
gue. E’ stato spogliato, per ri- serpente nel deserto, così bisogna che sia innalzato il Figlio
vestire noi con la veste dell’uomo, perché chiunque crede in lui abbia la vita eterna. Dio
dell’immortalità. E’ stato deri- infatti ha tanto amato il mondo da dare il Figlio unigenito perché
so per sottrarre noi alla deri- chiunque crede in lui non vada perduto, ma abbia la vita eterna.
sione dei demoni. E’ stato co- Dio, infatti, non ha mandato il Figlio nel mondo per condannare il
ronato di spine, per sradicare mondo, ma perché il mondo sia salvato per mezzo di lui. Chi cre-
da noi le spine e i triboli de in lui non è condannato; ma chi non crede è già stato condan-
dell’antica maledizione. E’ sta- nato, perché non ha creduto nel nome dell’unigenito Figlio di Dio.
to umiliato, per innalzare noi. E il giudizio è questo: la luce è venuta nel mondo, ma gli uomini
E’ stato innalzato sulla croce, hanno amato più le tenebre che la luce, perché le loro opere erano
per attirare noi a sé. Per tutte malvagie. Chiunque infatti fa il male, odia la luce, e non viene alla
queste cose ti rendo grazie ed luce perché le sue opere non vengano riprovate. Invece chi fa la
esalto il tuo nome, o Padre verità viene verso la luce, perché appaia chiaramente che le sue
Santo. (Giovanni di Fecamp, opere sono state fatte in Dio».
Confessio theologica, 26; trad.it.;
Mi 1986,65s. passim)

Non di solo pane 4^ settimana di Quaresima - Numero 981 pagina 3


Mendicanti di luce meditazione curata da don Luciano Vitton Mea -Parroco di Bovegno

Cristiani si diventa per attra- tuzione del corpo di Gesù. pare balbettare diritto di asi-
zione. Dall’alto della croce Dopo aver rovesciato da- lo, soffocata da pudore e
Gesù attira a sé tutta la sto- vanti al Messia la bisaccia soggezione. I molti operato-
ria umana e, soprattutto, il delle sue grettezze e medio- ri di verità, che si ostinano a
dolore innocente, restituen- crità, farà esplodere, incon- rimanere fedeli al Vangelo,
do ad esso senso compiuto. tenibile, la gioia. Nicodemo non compaiono sulle pagine
Credere è lasciarsi attrarre ha sperimentato per anni dei quotidiani. Sul mercato
da lui, mantenendo le brac- nella propria carne che “chi del mondo il bene è sospet-
cia aperte. fa il male odia la luce” (Gv tato, deriso e censurato. Il
3,20). Ora, comincia ad as- male, per contro, trova spa-
Gesù non censura la vita di
saporare che “chiunque o- zio, viene promosso e osan-
Nicodemo. Sa che non è un
pera la verità viene alla lu- nato. Ma la falsità non paga.
eroe, ne rispetta le paure, ed
ce”.
attende pazientemente il su-
o ritorno. Nicodemo finirà E’ in atto nel mondo una
per diventare il più corag- lotta senza quartiere tra la
gioso dei discepoli. Guarito, menzogna e la verità. Il ma-
sarà proprio lui a presentarsi le incontra complicità ed
a Pilato e a chiedere la resti- attenuanti. La verità, invece,

Maestri di Contemplo: Altri segni


spiritualità
Sono così tante le assurdità che si vivificante del suo Spirito, la co-
“Il pellegrino aperto sono dette nel nome di Dio che munità dei credenti che rinnova i
alla ricerca di Dio sa desiderare qualche segno non è suoi gesti di pietà.
che non è la conoscenza poi una grande assurdità. Non
che illumina il mistero, Ma non pretendiamo quei segni
accontentiamoci dunque di belle
ma il mistero che illu- che dovrebbero liberarci dalla
parole, cerchiamo pure qualcosa
mina la coscienza.” fatica della ricerca e dalla inquie-
che concretamente ci parli della
tudine della vera fede, che è sem-
(Pavel Evdokimov, teo- presenza di Dio.
pre un fatto di libertà e di amore.
logo ortodosso, 1901- Per seguire Gesù bisogna invece
1970) (L. Pozzoli, Dio il grande seduttore, p.
affidarci ad altri segni quelli che 127)j
lui ha voluto lasciarci: la croce,
l’eucaristia, il sepolcro vuoto, la
sua pace, il suo perdono, l’azione

Non di solo pane 4^ settimana di Quaresima n. 981 pagina 4


I Santi del giorno: San Menigno di Pario, martire
(III sec.); san Zaccaria, papa.

“Getta il tuo affanno nel Signore ed egli ti darà


sostegno e ristoro.” (Salmo 55,23 Matteo 11,28-
Lunedì
Marzo
Tempo di Quaresima
15
30)
TQ
I santi del giorno: santa Luisa de Marillac
Parola di Dio . Nel volto del povero, nello sguardo del malato, nella voce
in briciole dell'emarginato: è qui che il riflesso della vita divina è più vivi-
do. Per questo servire gli ultimi significa accostarsi al Dio di
Gesù Cristo, che morendo si è fatto compagno di tutti i soffe-
renti. Oggi questo messaggio profetico è ancora l'anima del ca-
Riconciliarci con il nostro risma della Figlie della Carità di San Vincenzo de' Paoli, che
passato percorrono in tutto il mondo la strada indicata dalla loro prima
Pagina curata da Don Luciano V. M. guida, santa Luisa de Marillac. Nata a Parigi nel 1591, nel 1613
Luisa, nonostante desiderasse una vita da religiosa, fu data in
“..ecco io creo nuovi cieli e nuova terra; non
si ricorderà più il passato....” sposa allo scudiero e segretario della regina Maria de' Medici,
Antonio Le Gras, che morì nel 1625. Vedova, Luisa, guidata da
(Is 65,17-21)
san Vincenzo de' Paoli – incontrato nel 1624 – si dedicò al pro-
Spesso il passato con il suo getto della nuova congregazione religiosa: il primo nucleo vide
carico di ricordi negativi e do-
la luce tra il 1633 e il 1642. Morì nel 1660 ed è stata proclamata
lorosi, è un peso che ci portia-
mo dietro e che ci impedisce santa nel 1934.
di guardare con fiducia al no-
stro presente e al nostro futu-
ro. Dio sa perfettamente quan-
to ciò possa condizionarci, per
cui esorta il popolo di Israele a
guardare avanti, ad attendere la Vangelo Gv 4,43-54
realizzazione delle sue promes- In quel tempo, Gesù partì dalla Samarìa per la Galilea. Gesù stesso
se di restaurazione e di pace, infatti aveva dichiarato che un profeta non riceve onore nella propria
senza farsi più rattristare dagli patria. Quando dunque giunse in Galilea, i Galilei lo accolsero, perché
eventi luttuosi del passato. So- avevano visto tutto quello che aveva fatto a Gerusalemme, durante la
lo lui può darci la grazia di ri- festa; anch’essi infatti erano andati alla festa. Andò dunque di nuovo a
conciliarci con il nostro passa- Cana di Galilea, dove aveva cambiato l’acqua in vino. Vi era un funzio-
nario del re, che aveva un figlio malato a Cafàrnao. Costui, udito che
to, con tutto quello che esso Gesù era venuto dalla Giudea in Galilea, si recò da lui e gli chiedeva di
ha significato per noi: pregan- scendere a guarire suo figlio, perché stava per morire. Gesù gli disse:
do e amando possiamo fare di «Se non vedete segni e prodigi, voi non credete». Il funzionario del re
quei ricordi un’occasione pro- gli disse: «Signore, scendi prima che il mio bambino muoia». Gesù gli
pizia per ringraziare il Signore rispose: «Va’, tuo figlio vive». Quell’uomo credette alla parola che Ge-
di quanto è avvenuto. Ciò ci sù gli aveva detto e si mise in cammino. Proprio mentre scendeva, gli
aiuta a rileggere la nostra storia vennero incontro i suoi servi a dirgli: «Tuo figlio vive!». Volle sapere
come un dono della misericor- da loro a che ora avesse cominciato a star meglio. Gli dissero: «Ieri,
dia di Dio e persino le nostre un’ora dopo mezzogiorno, la febbre lo ha lasciato». Il padre riconobbe
esperienze dolorose assume- che proprio a quell’ora Gesù gli aveva detto: «Tuo figlio vive», e cre-
ranno un significato diverso e dette lui con tutta la sua famiglia. Questo fu il secondo segno, che Ge-
più positivo ai nostri occhi. sù fece quando tornò dalla Giudea in Galilea.

Non di solo pane 4^ settimana di Quaresima n. 981 pagina 5


Una fede a distanza a cura di don Luciano Vitton Mea –Parroco di Bovegno

Nel suo viaggio di ritor- ne, una sorta di doppio cercava: la fede di
no dalla città santa Gesù fa miracolo: accendere in quell’uomo. La salvezza
sosta a Cana, una cittadina quell’uomo la fede, fuoco non è la salute del corpo,
della Galilea nota per il indispensabile per ottenere un bene già tanto prezioso,
miracolo dell’acqua cam- la grazia che riconosce Ge- ma l’adesione a Colui che è
biata in vino nel corso di sù come il Figlio di Dio, la pienezza della vita. La
un banchetto nuziale. Ad pietoso e onnipotente. A fede viene dall’ascolto, si
attendere il giovane messia quel padre capace fonda sulla Parola che, rac-
di Nazaret c’è un funzio- soltanto di balbettare la contando la salvezza, la
nario del re, angosciato per fede, Gesù offrirà “una dona e la conferma a chi
il figlio morente. Quel pa- guarigione a distanza”, e gli l’ascolta ancora. Nella vita
dre aveva deciso di giocar- chiederà in cambio “una di ciascuno si rinnova il
si su Gesù le residue spe- fede a distanza”. medesimo percorso del
ranze di guarigione, ma un In quel “va’ tuo figlio vive” funzionario del re: cercare
brivido gli corre lungo la c’è l’invito a tornare a casa Dio per le cose del tempo,
schiena al primo impatto con la certezza interiore e ritrovarlo comunque be-
con il Maestro perché pro- del miracolo. Quel padre nefattore, anche quando la
prio da lui gli arriva una accetta la sfida, si fida e sua volontà non è in linea
risposta quasi infastidita, parte. Sarà sufficiente la con le attese umane.
una doccia gelata: “Se non parola del Messia a risana-
vedete segni e prodigi, voi non re il ragazzo. La reazione
credete” (Gv 4,48) del funzionario, “credette
In realtà Gesù si è pre- lui con tutta la sua fami-
posto un obiettivo ancora glia” dice come Gesù ab-
più grande della guarigio- bia ottenuto tutto ciò che

Maestri di Contemplo: Cristo è presente


spiritualità

“Sento aridità, oscurità Forse il Signore che cammina Cristo fa sentire la sua presenza
sulle nostre strade e che cerca la perché ci sono due amici c’è la
e solitudine. Vivo silen-
nostra compagnia (perché Cri- comunione di due anime con le
zio e vuoto intenso. Sof- sto stesso è presente in ogni e- loro sofferenze e i loro smarri-
fro per cercare e non sperienza di amicizia), aspetta menti. Come potremmo aprirci
trovare Cristo, per a- che cadano le nostre illusioni alla verità della croce e del se-
scoltare senza udire. Il per dirci, in un momento in cui polcro vuoto, che parlano un
sorriso è una maschera il nostro cuore appare inappaga- linguaggio diverso, quello della
che copre ogni cosa.” to e vuoto: “Cosa c’è di più bel- povetrà, della gratuità, della do-
(santa Teresa di Calcutta,
lo della passione di fare della nazione, della vita come servi-
religiosa, 1910-1997) propria esistenza un dono? Co- zio?
sa c’è di più grande e di più divi-
(L. Pozzoli, Dio il grande seduttore, p.
no? Si può immaginare qualcosa 131)
di più duraturo per la fragile av-
ventura umana?”

Non di solo pane 4^ settimana di Quaresima n. 981 pagina 6


Santi del giorno: Sant'Eusebia, badessa; san
Giovanni de Brebeuf, martire.

“Sicurezza e pace riposano nella sapienza della


Scrittura.” (Giacomo 1,5)
Martedì
Marzo
Tempo di Quaresima
16
TQ
I santi del giorno: santi Ilario e Taziano
Parola di Dio Davanti all'avanzare di forze che vorrebbero cancellare la
in briciole memoria storica per riscriverne una a uso e consumo dei
propri interessi, che cosa salvare se non le voci dei testimoni
e i ricordi delle loro vicende? Fu proprio questo che nel 568
Una sorgente d’acqua viva fece il patriarca di Aquileia, Paolino, quando fu costretto a
lasciare la sua sede a causa dell'invasione dei Longobardi del
Pagina curata da Don Luciano V. M. re Alboino. Il pastore aquileiese, infatti, decise di portare
“….perchè dove giungono quelle acque con sé le reliquie dei santi Ilario e Taziano. Il primo era stato
risanano…..” vescovo di Aquileia, il secondo era il “suo” diacono: secon-
do la tradizione essi subirono il martirio il 16 marzo dell'an-
(Ez 47,1-9.12) no 284, durante il regno dell'imperatore Numeriano che ri-
Si può comprendere facilmen- mase sul trono tra il 283 e il 284. Questi due testimoni del
Vangelo fondamentali per l'intero Nordest, oggi sono patro-
te l’importanza che ha l’acqua ni di Gorizia.
in regioni desertiche come
quelle in cui viveva il popolo
d’Israele. Essa significa vita,
fecondità e cibo. Per questo
Dio, nella visione al profeta Vangelo: Gv 5,1-16
Ezechièle, mostra la restaura- Ricorreva una festa dei Giudei e Gesù salì a Gerusalemme.
zione del popolo eletto attra- A Gerusalemme, presso la porta delle Pecore, vi è una pisci-
verso l’immagine dell’acqua na, chiamata in ebraico Betzatà, con cinque portici, sotto i
che, partendo dal fianco destro quali giaceva un grande numero di infermi, ciechi, zoppi e
del tempio, diviene un mare le paralitici. Si trovava lì un uomo che da trentotto anni era
cui acque guariscono e riporta- malato. Gesù, vedendolo giacere e sapendo che da molto
tempo era così, gli disse: «Vuoi guarire?». Gli rispose il mala-
no la vita. Quando dal fianco to: «Signore, non ho nessuno che mi immerga nella piscina
del Signore sulla croce uscì quando l’acqua si agita. Mentre infatti sto per andarvi, un
sangue e acqua questa profezia altro scende prima di me». Gesù gli disse: «Àlzati, prendi la
si avverò definitivamente. E’ tua barella e cammina». E all’istante quell’uomo guarì: prese
lui, infatti, il tempio nuovo; la sua barella e cominciò a camminare. Quel giorno però era
l’acqua che sgorga da quel un sabato. Dissero dunque i Giudei all’uomo che era stato
fianco benedetto guarisce tutti guarito: «È sabato e non ti è lecito portare la tua barella».
coloro che vi si accostano per Ma egli rispose loro: «Colui che mi ha guarito mi ha detto:
essere purificati e rinnovati. “Prendi la tua barella e cammina”». Gli domandarono allora:
Nei sacramenti tale sorgente «Chi è l’uomo che ti ha detto: “Prendi e cammina”?». Ma
colui che era stato guarito non sapeva chi fosse; Gesù infatti
d’acqua viva c’inonda e ci rin- si era allontanato perché vi era folla in quel luogo.
nova ogni volta, e noi possia- Poco dopo Gesù lo trovò nel tempio e gli disse: «Ecco: sei
mo rinascere scrollandoci di guarito! Non peccare più, perché non ti accada qualcosa di
dosso tutto il nostro peccato e peggio». Quell’uomo se ne andò e riferì ai Giudei che era
il male che opprime il nostro stato Gesù a guarirlo. Per questo i Giudei perseguitavano
cuore. Gesù, perché faceva tali cose di sabato.

Non di solo pane 4^ settimana di Quaresima n. 981 pagina 7


Vuoi guarire? a cura di don Luciano Vitton Mea

Betzatà, detta “la casa della Gesù dirà: “Alzati, prendi sperimenti la liberazione
misericordia”, era un luogo la barella e torna a casa.” dell’intelligenza, della re-
del ritrovo per ammalati. sponsabilità, dell’amore.
A quanti incontra il Messia
Al suo interno c’era una Talvolta Gesù rimane un
di Nazaret ripete la stessa
piscina che un’usanza po- nome importante, ma con-
domanda, che non riguar-
polare credeva di acqua fuso tra altri. Se è così vin-
da in realtà la salute fisica.
miracolosa. Tra quei di- ce l’immaturità della fede,
“Vuoi guarire?” è un invito
sgraziati c’era il paralitico un vivere a metà del guado
a prendersi sul serio, impa-
del Vangelo. La sua vita che impedisce lo scatto
rando a discernere le cose
trasudava impotenza e ras- della fede e la gioia conse-
decisive da quelle precarie.
segnazione. Aveva esaurito guente. Senza di Lui, poi
A quanti lo seguono egli si
preghiere e richieste. Non non solo non si va da nes-
propone l’unico Signore e
conosceva Gesù, che gli suna parte, ma si rimane
Salvatore. “Ma colui che
chiederà: “Vuoi guarire?”. pure sconosciuti a se stes-
era stato guarito non sape-
A quella domanda il mala- si, ricattati dall’umore e
va chi fosse” (Gv 5,13).
to rispose: “Signore non dalle circostanze. Si è para-
Succede talvolta che colui
ho nessuno che mi immer- litici ogniqualvolta non si
che dà senso alla vita ri-
ga nella piscina quando vuole vedere il passaggio
manga “sconosciuto” an-
l’acqua si agita”. A lui, pri- di Dio.
che per i discepoli. Passa il
vo di amici e di appoggi, tempo senza che la vita

Contemplo: In ascolto
Maestri di
Essere figli di Dio (H.J.M. Nouwen, Vivere nello Spirito)
spiritualità
Chi è il cristiano? Si potrebbe perché è il silenzio che mette in
“Chi è nella luce non dare questa definizione: è colui rapporto con la voce. Bisogna
è certo lui ad illumi- che sta in ascolto della voce, di inoltre che l’ascolto diventi do-
nare la luce e farla una voce che viene prima di o- cilità e pazienza, che è libertà
risplendere. E’ la luce gni parola, di una voce che rive- nel lasciarsi educare da essa.
che lo rischiara e lo la una presenza che è soltanto
Una volta che si è ascoltata la
rende luminoso.” amore. E’ chiaro che per ascol-
voce, quella voce, allora non si
tare questa voce bisogna rimuo-
(sant’Ireneo di Lione, può rimanere indifferenti: cam-
vere diversi ostacoli.
vescovo, 130-202) bia tutto!
Bisogna avere il coraggio di spe-
(L. Pozzoli, Dio il grande seduttore, pp.
gnere quelle fonti rumorose che 135-136)
invadono tutti gli spazi di silen-
zio, anche quelli interiori. Biso-
gna amare il silenzio, abbeverar-
si di silenzio, ascoltare il silenzio

Non di solo pane 4^ settimana di Quaresima n. 981 pagina 8


Santi del giorno:
Sant’Agricola, vescovo; santa
Gertrude di Nivelles, religiosa.

Qualunque cosa oggi, tu debba affrontare, non pensare


neppure un secondo di non potercela fare. Qualora venis-
Mercoledì
Marzo
17
sero a mancarti le forze il Signore t’invierà le sue riserve. Tempo di Quaresima
Tieniti sempre proto a chiedergliele. (Sal 16,8)

TQ
Il santo del giorno: san Patrizio
Parola di Dio Da prigioniero ad apostolo: la parabola esistenziale di san
in briciole Patrizio, vescovo e patrono dell’Irlanda, mostra come il
Vangelo riesca sempre a trovare la giusta strada anche
quando il cammino sembra troppo difficile e buio. Patri-
zio era nato in Britannia attorno al 385 e a 16 anni venne
rapito dalla casa paterna, per essere portato come schiavo
L’amore di Dio è fedele e in Irlanda. Nelle sue “Confessioni” il futuro vescovo in-
terpreta in quell’evento tragico un seme della grazia di
dura per sempre Dio: fu durante quei sei anni da prigioniero, infatti, che la
Pagina curata da Don Luciano sua vita spirituale crebbe in modo particolare. Per questo,
“....io invece non ti dimenticherò dopo essere riuscito a fuggire, decise di tornare in Irlanda
mai...” facendosi evangelizzatore tra le tribù locali. Formatosi in
Gallia, tornò sull’isola nel 432, e iniziò il suo ministero,
prima da prete, poi da vescovo: un’opera che conobbe
diversi ostacoli a causa di molti attacchi da parte di predo-
(Is 49,8-15) ni e detrattori. Morì nel 461.
Le parole di Dio sono com-
moventi: per far comprendere
quanto amore nutra nei con-
fronti del suo popolo, fa una
Vangelo Gv 5,17-30
serie di promesse di restaura- In quel tempo, Gesù disse ai Giudei: «Il Padre mio agisce anche ora
e anch’io agisco». Per questo i Giudei cercavano ancor più di ucci-
zione e di gioia. Il culmine del derlo, perché non soltanto violava il sabato, ma chiamava Dio suo
brano è rappresentato da que- Padre, facendosi uguale a Dio. Gesù riprese a parlare e disse loro: «In
verità, in verità io vi dico: il Figlio da se stesso non può fare nulla, se
sta autentica dichiarazione non ciò che vede fare dal Padre; quello che egli fa, anche il Figlio lo
d’amore: una madre non può fa allo stesso modo. Il Padre infatti ama il Figlio, gli manifesta tutto
dimenticarsi il suo figlioletto, quello che fa e gli manifesterà opere ancora più grandi di queste, per-
ché voi ne siate meravigliati. Come il Padre risuscita i morti e dà la
ma se anche ciò accadesse, vita, così anche il Figlio dà la vita a chi egli vuole. Il Padre infatti non
Dio non lo farebbe mai. Egli, giudica nessuno, ma ha dato ogni giudizio al Figlio, perché tutti ono-
rino il Figlio come onorano il Padre. Chi non onora il Figlio, non
infatti, ha per ciascuno di noi onora il Padre che lo ha mandato. In verità, in verità io vi dico: chi
un amore e una tenerezza tal- ascolta la mia parola e crede a colui che mi ha mandato, ha la vita
eterna e non va incontro al giudizio, ma è passato dalla morte alla
mente grande da poter essere vita. In verità, in verità io vi dico: viene l’ora – ed è questa – in cui i
paragonata all’affetto viscerale morti udranno la voce del Figlio di Dio e quelli che l’avranno ascol-
che i genitori nutrono per i tata, vivranno. Come infatti il Padre ha la vita in se stesso, così ha
concesso anche al Figlio di avere la vita in se stesso, e gli ha dato il
propri figli. Se ci capita di non potere di giudicare, perché è Figlio dell’uomo. Non meravigliatevi di
sentire questa attenzione da questo: viene l’ora in cui tutti coloro che sono nei sepolcri udranno
la sua voce e usciranno, quanti fecero il bene per una risurrezione di
parte di Dio, non dobbiamo vita e quanti fecero il male per una risurrezione di condanna.
temere: egli ci ama anche Da me, io non posso fare nulla. Giudico secondo quello che ascolto
e il mio giudizio è giusto, perché non cerco la mia volontà, ma la vo-
quando non ce ne rendiamo lontà di colui che mi ha mandato.
conto o quando pensiamo
che si sia dimenticato di noi.

Non di solo pane 4^ settimana di Quaresima n. 981 pagina 9


Noi siamo orfani a cura di don Luciano –Parroco di Bovegno

Nell’acceso dibattito con un’invenzione della Chie- sta la grandezza del Si-
Gesù, seguito alla guari- sa averne mitizzato la fi- gnore, ma nel suo entrare
gione del paralitico in gura. nel cuore di ogni creatura
giorno di sabato, Giovan- Leggendo in Vangeli, in- attraverso la persuasione
ni annota che i farisei ac- vece, Gesù in più di di un amore profondo e
cusavano Gesù non solo un’occasione ha agito e concreto. “Il mio giudizio
di violare il sabato, ma an- parlato identificandosi è giusto, perché non cerco
che di chiamare Dio suo con Dio. la mia volontà, ma la vo-
Padre, facendosi uguale a Gesù ha fatto la rivelazio- lontà di colui che mi ha
Dio. In realtà Gesù è stato ne più straordinaria di tut- mandato” dice Gesù, indi-
ucciso proprio a causa di ti i tempi, dicendo che cando il criterio con cui
questa pretesa: di farsi u- l’umanità non è orfana, giudicare, imparando da
guale a Dio. Tante perso- ma ha un Padre misericor- quello largo e generoso
ne si fermano a ricono- dioso. della misericordia di Dio e
scere unicamente non da quello angusto e
L’amore tra il Padre e il modesto dell’agire umano.
l’umanità di Gesù, ne esal- Figlio fa si che la volontà
tano la forza interiore, ne dell’uno diventa una sola
ammirano la coerenza, la con quella dell’altro. Non
serenità, rimangono toc-
è infatti nel prevalere,
cati dalla predicazione, ma nell’imporsi che si manife-
c o n s i d e r a n o

Contemplo: Una risposta


Maestri di
spiritualità Perché io credo? C’è una risposta Un certo tipo di fede può uccide-
che vale più delle altre? Una rispo- re, perché è una deviazione della
“Quando un padre do- sta che forse non è la nostra, ma verità. Ma c’è Gesù Cristo, e cam-
na a un figlio, entrambi che meriterebbe di essere chiamata bia tutto, perché Gesù ci rivela
ridono. Quando un la risposta per eccellenza, la ragio- un’altra immagine di Dio. I linea-
figlio dona ad un pa- ne decisiva? menti del vero Dio li conosciamo
dre, entrambi piango- attraverso il suo volto, i suoi gesti,
Questa risposta esiste. E’ di coloro
no.” le sue parole.
che possono dire: io credo perché
c’è Gesù Cristo. (L. Pozzoli, Dio il grande seduttore, pp.
(William Shakespeare, 143-144)
poeta, 1564-1616) Se non ci fosse Gesù Cristo, se il
Dio in cui crediamo fosse solo
quello di una certa tradizione o
movimento di pensiero, pensiamo
che sarebbe facile credere?

Non di solo pane 4^ settimana di Quaresima n. 981 pagina 10


Santi del giorno: Sant'Anselmo II di Lucca (o

18
da Baggio), vescovo; san Salvatore da Horta.
Giovedì
Il segreto della preghiera è restare abbastanza tem- Marzo
po immobili e raccolti per disporsi all’ascolto. (Sal Tempo di Quaresima
17,6 2Samuele 22,7)
TQ

Il santo del giorno: san Cirillo di Gerusalemme


Parola di Dio Tutti abbiamo bisogno di buoni maestri che ci indichino la via
in briciole e che ci mettano in guardia dalle soluzioni facili ma sbagliate.
Ancora attuale in questo senso è l'esempio di guide sagge co-
me san Cirillo di Gerusalemme, vescovo e dottore della Chie-
sa, che ebbe particolare attenzione per i catecumeni, coloro,
Dio dà sempre nuove cioè, che hanno appena iniziato il proprio cammino di crescita
spirituale e per questo più esposti agli errori. Il suo episcopato
possibilità di redenzione
(348-386) fu segnato dalle aspre dispute cristologiche causate
Pagina curata da Don Luciano V. M.
dalla diffusione dell'eresia ariana, già condannata dal Concilio
“....Mosè allora supplicò il Signore, suo di Nicea nel 325. Lo scontro, però, era proseguito e Cirillo
Dio…….” venne esiliato per tre volte con l'appoggio dell'imperatore. Fu
l'imperatore Teodosio (379-395) a porre fine al suo esilio du-
(Es 32, 7-14)
rato 16 anni, e Cirillo poté così partecipare al Concilio di Co-
Questa lettura ci dice un parti- stantinopoli nel 381.
colare, riguardo a Dio, che ci
fa riflettere. Dio si pentì del
male che aveva minacciato e
desistette dal suo proposito. Vangelo Gv 5,31-47
Questa espressione potrebbe In quel tempo, Gesù disse ai Giudei: «Se fossi io a testimoniare
stupirci: può Dio pentirsi? In di me stesso, la mia testimonianza non sarebbe vera. C’è un
altro che dà testimonianza di me, e so che la testimonianza che
realtà, l’espressine traduce un egli dà di me è vera. Voi avete inviato dei messaggeri a Giovan-
modo di pensare e di espri- ni ed egli ha dato testimonianza alla verità. Io non ricevo testi-
monianza da un uomo; ma vi dico queste cose perché siate sal-
mersi tipico della lingua semiti- vati. Egli era la lampada che arde e risplende, e voi solo per un
ca di tanti secoli fa. Dietro momento avete voluto rallegrarvi alla sua luce. Io però ho una
testimonianza superiore a quella di Giovanni: le opere che il
questa affermazione vi è un Padre mi ha dato da compiere, quelle stesse opere che io sto
profondo significato: quando facendo, testimoniano di me che il Padre mi ha mandato. Ma
si tratta della salvezza voi non avete mai ascoltato la sua voce né avete mai visto il suo
volto, e la sua parola non rimane in voi; infatti non credete a
dell’uomo, Dio è sempre pron- colui che egli ha mandato. Voi scrutate le Scritture, pensando di
to a cambiare idea, a dare una avere in esse la vita eterna: sono proprio esse che danno testi-
monianza di me. Ma voi non volete venire a me per avere vita.
nuova possibilità di redenzione Io non ricevo gloria dagli uomini. Ma vi conosco: non avete in
e di salvezza. Dio è in grado di voi l’amore di Dio. Io sono venuto nel nome del Padre mio e
pensare a soluzioni e a strade voi non mi accogliete; se un altro venisse nel proprio nome, lo
accogliereste. E come potete credere, voi che ricevete gloria gli
nuove che possono permettere uni dagli altri, e non cercate la gloria che viene dall’unico Dio?
al suo popolo di ricominciare Non crediate che sarò io ad accusarvi davanti al Padre; vi è già
chi vi accusa: Mosè, nel quale riponete la vostra speranza. Se
una nuova storia di fedeltà con infatti credeste a Mosè, credereste anche a me; perché egli ha
lui. scritto di me. Ma se non credete ai suoi scritti, come potrete
credere alle mie parole?».

Non di solo pane 4^ settimana di Quaresima n. 981 pagina 11


La voce del Padre pagina curata da Don Luciano—Parroco di Bovegno

Gesù sperimenta chiusure dall’ipocrisia, avide di glo- merà: “Anche il Padre


irrazionali e preconcetti ria umana. E la Parola di testimonia per me” (Gv
ideologici da parte dei ca- Dio si sente soffocata in 8,16). Il Padre è il primo e
pi religiosi di Israele, gli cuori chiusi al Mistero. vero referente di Gesù.
stessi, del resto, che gli A propria difesa Gesù Da lui ha preso avvio il
increduli di ogni tempo presenta quattro testimo- progetto di salvezza, lui
manifestano. La domanda ni: il Padre, Giovanni ne è il regista, a lui fa co-
degli avversari di Gesù Battista, le Scritture, le stante riferimento il Fi-
suona più o meno così: stesse opere compiute: glio. Passa notti intere in
“Tu fai affermazioni di quattro lampade che bril- dialogo intenso con lui.
grande rilevanza, ma chi è lano nel buio dell’umanità Non può farne a meno.
il tuo garante? Quali le e che consentono di se- Non ci sono altre strade.
tue referenze? Da chi sei guire e abbracciare il be- Occorre passare attraver-
introdotto?”. Sono perso- ne. Quella del Padre, co- so Gesù, il mediatore tra
ne dal cuore indurito, re- munque, è la testimonian- Dio e l’umanità.
frattarie al messaggio di za più limpida. Poco ol-
Gesù perché malate di tre, sempre nel Vangelo
presunzione, bloccate di Giovanni, Gesù affer-

Maestri di Contemplo: In cammino


spiritualità
Chi ascolta quella voce si mette un’esperienza che allarga le di-
Il vero amore deve sem- in cammino. E su questo cam- mensioni e le possibilità del no-
pre fare male. Deve mino incontra una porta da at- stro vivere. Se Cristo ci fosse
essere doloroso amare traversare: “Io sono la por- più familiare del pane che man-
qualcuno, doloroso la- ta” (Gv 10,7). Attraversare que- giamo, potremmo ascoltare la
sciare qualcuno. Solo sta porta vuol dire stabilire con sua voce e prendere coscienza
allora si ama sincera- Gesù un rapporto ancora più che Dio è amore, nient’altro che
mente. L’amore non stretto di quello ottenuto me- amore, e che il sentimento di
vive di parole, né può diante l’ascolto della voce: si Dio è che noi viviamo.
essere spiegato a paro- passa attraverso Gesù Cristo, si
le. (L. Pozzoli, Dio il grande seduttore, p.
diventa come lui si entra nei 136)
(santa Teresa di Calcutta,
suoi pensieri, nelle sue scelte,
religiosa, 1910-1997)
nel suo modo di interpretare la
vita. Si abita nel suo amore.
Se abbiamo il coraggio di com-
piere questo passo, entriamo in

Non di solo pane 4^settimana di Quaresima n. 981 pagina 12


Il santo del giorno: San Giovanni, abate; beato
Marcello Callo, laico martire.

Se sai di essere esposto a una prova confidati con il Signo-


Venerdì
Marzo
Tempo di Quaresima
19
re e tratta con Lui: consegnagli la tua fragilità e lui in
cambio ti darà la sua forza. (Giacomo 1,5 2 Tessalon. 3,3)

Il Santo del Giorno: san Giuseppe


Parola di
Parola di Dio
Dio
in briciole
briciole Mai come in questi giorni abbiamo osperimentato quanto fragile
in sia la vita, un tesoro prezioso che ha bisogno di essere custodita e
difesa. Nella solennità di san Giuseppe, sposo della Beata Vergine
Maria, siamo chiamati a riflettere sull’importanza di questa missione
e a elevare una preghiera per tutti coloro che nella loro vita, con il
Colui che porta a compi- loro lavoro, incarnano l’impegno della cura della vita. Un impegno
mento tutte le promesse che in fondo corrisponde proprio al cuore della paternità, di cui san
dei profeti Giuseppe è simbolo e patrono. Festeggiare i papà, allora, oggi signi-
Pagina curata da Don Luciano V. M. fica riconoscere nella vita e nei gesti di ogni padre la presenza di un
Dio che si è fatto compagno di cammino per l’intera umanità. E
“..quando i tuoi giorni saranno compiuti e noi, come bimbi, sappiamo che nell’abbraccio sicuro di quel Padre
tu dormirai con i tuoi padri, io susciterò un
tuo discendente dopo di te, uscito dalle tue possiamo trovare rifugio, accoglienza e protezione da tutte le intem-
viscere ..” (2Sam 7,4-Sa.12-14a16) perie della vita.

Come tutte le profezie anche


questa si presta a molte inter-
pretazioni. Apparentemente il
profeta Natan si riferisce al
Vangelo: Mt 1,16.18-21.24a
frutto delle viscere di Davide Giacobbe generò Giuseppe, lo
cioè suo figlio Salomone che sposo di Maria, dalla quale è nato
costruirà un tempio a Dio. Ma Gesù, chiamato Cristo. Così fu
tali parole lasciano intravedere generato Gesù Cristo: sua madre
Maria, essendo promessa sposa di
un altro grande personaggio: il
Giuseppe, prima che andassero a
Messia. Questa parola, dun- vivere insieme si trovò incinta per
que, si realizza in Gesù, il qua- opera dello Spirito Santo. Giusep-
le porta a compimento tutte le pe suo sposo, poiché era uomo
promesse dei profeti. Sarebbe giusto e non voleva accusarla pubblicamente, pensò di ripu-
diarla in segreto. Mentre però stava considerando queste cose,
inconcepibile pensare al Cristo
ecco, gli apparve in sogno un angelo del Signore e gli disse:
senza che il nostro pensiero si
«Giuseppe, figlio di Davide, non temere di prendere con te Ma-
rivolga a Giuseppe. Egli, con ria, tua sposa. Infatti il bambino che è generato in lei viene dal-
la sua presenza discreta ma lo Spirito Santo; ella darà alla luce un figlio e tu lo chiamerai
forte, ha protetto il Figlio di Gesù: egli infatti salverà il suo popolo dai suoi peccati».
Dio e ha permesso il realizzar- Quando si destò dal sonno, Giuseppe fece come gli aveva ordi-
nato l’angelo del Signore.
si di tali profezie.

Non di solo pane 4^settimana di Quaresima n. 981 pagina 13


Una chiamata nella fede a cura di don Luciano Vitton Mea

Oggi sostiamo sulla figu- Si trova a vivere in una


ra di Giuseppe, uomo situazione dolorosa e im-
giusto che entra nel dise- barazzante: l’obbedienza
gno di Dio, ponendosi alla legge del Signore lo
nella linea di Abramo induce a tirarsi fuori da
che, contro ogni eviden- una storia che lo turba.
za, ha creduto alla pro-
La rettitudine della sua
messa di un figlio; sulla
coscienza è messa alla
scia della profezia di Na-
prova, ma Dio gli rivela
tan che assicura a Davide
come il figlio che la sua
una discendenza sul tro-
sposa aspetta viene dallo
no d’Israele.
“Giuseppe, figlio di Davide, Spirito Santo.
non temere di prendere con te Come i padri nella fede,
Maria, tua sposa. Infatti il Ed egli, aderendo nella
Giuseppe, umile falegna-
bambino che è generato in lei fede alla chiamata, dà
me discendente di Davi-
viene dallo Spirito San- nome e protezione pa-
de, è chiamato a collabo-
to….” terna al bambino.
rare con Dio nel suo far-
si carne per la nostra sal-
vezza.

Contemplo: Ho bisogno di te
Maestri di
spiritualità Questo mondo non è perfetto, Saranno i credenti che si con-
ma perfettibile. E’ un mondo in vertiranno in apostoli. Siamo
“A quel tempo visse cui l’uomo può essere anche lui tutti chiamati a diventare apo-
Gesù, un uomo santo, creatore. E’ un mondo da colti- stoli. Gesù si rivolge a ciascuno
se pure uomo può esse- vare come un campo di grano in di noi e ci dice: vedi, la messe è
re chiamato, perché egli attesa del giorno della mietitura. molta. Ho bisogno di te. Vieni a
fece cose meravigliose; lavorare nel mio campo. Conto
fu seguito da molti E- Ma chi salverà questo mondo
molto su di te: ci verrai?
brei e da molti Greci. dall’egoismo, dall’angoscia per
Egli era il Messia.” mancanza di senso? (L. Pozzoli, Dio il grande seduttore, p.
220)
(Giuseppe Flavio, sto- Chi ricorderà agli uomini che
rico giudeo-romano, 37 l’avventura umana può godere
-103) di una grande speranza?

Non di solo pane 4^settimana di Quaresima n. 981 pagina 14


I santi del giorno: San Giovanni Nepomuceno,
martire; santa Maria Giuseppina del Cuore di Ge-

Conta le tue benedizioni: resterai sorpreso nello sco-


prire quanto il Signore ti voglia bene. (Deuter. 28,2
Sabato
Tempo
Marzo
di Quaresima
20
2Cor. 9,8)

Vangelo: Gv 7,40-53
I santi del giorno: santa Claudia e compagne
In quel tempo, all’udire le parole
di Gesù, alcuni fra la gente diceva- La voce delle donne è una potente difesa per i più deboli
no: «Costui è davvero il profeta!». e i sofferenti, perché il mondo femminile conosce bene il
Altri dicevano: «Costui è il Cri-
sto!». Altri invece dicevano: «Il valore infinito di ogni singola vita. Così ad Amiso, oggi in
Cristo viene forse dalla Galilea? Turchia, all’inizio del IV secolo, al tempo dell’imperatore
Non dice la Scrittura: “Dalla stirpe Massimino Daia (305–313) la voce di un gruppo di don-
di Davide e da Betlemme, il villag- ne cristiane si levò contro la violenza della persecuzione
gio di Davide, verrà il Cristo”?». E
tra la gente nacque un dissenso anticristiana, segnata da crudeltà e condanne ingiuste. Per
riguardo a lui. Alcuni di loro vole- questo santa Claudia venne arrestata assieme alle compa-
vano arrestarlo, ma nessuno mise gne Alessandra, Eufrasia, Matrona, Giuliana, Eufemia e
le mani su di lui. Le guardie torna- Teodosia. Avendo osato opporsi all’autorità vennero por-
rono quindi dai capi dei sacerdoti
e dai farisei e questi dissero loro:
tate davanti al giudice e venne chiesto loro, dopo essere
«Perché non lo avete condotto state flagellate, di rinnegare la propria fede e di sacrificare
qui?». Risposero le guardie: «Mai agli dei pagani. A causa del loro netto rifiuto, nonostante
un uomo ha parlato così!». Ma i le minacce e le brutali torture, vennero gettate in una for-
farisei replicarono loro: «Vi siete
nace ardente.
lasciati ingannare anche voi? Ha
forse creduto in lui qualcuno dei
capi o dei farisei? Ma questa gente,
che non conosce la Legge, è male- Medita a cura di Don Luciano-Parroco di Bovegno
detta!». Allora Nicodèmo, che era Il non riconoscimento della persona di Gesù produce una pro-
andato precedentemente da Gesù, fonda divisione tra gli uomini di fede: ognuno di loro si arroc-
ed era uno di loro, disse: «La no- cherà sulle proprie posizioni, e tornerà a casa stizzito e irrigidi-
stra Legge giudica forse un uomo to. Cresce la tensione. Alla domanda legata al non sequestro di
prima di averlo ascoltato e di sape- Gesù, i soldati se ne escono con un commento imprevisto,
re ciò che fa?». Gli risposero: «Sei quasi esilarante: “Mai un uomo ha parlato così”. Dunque, un
forse anche tu della Galilea? Stu- manipolo di guardie si trova in difficoltà ad applicare la richie-
dia, e vedrai che dalla Galilea non sta dei capi religiosi. A prendere le difese di Gesù sarà quel
sorge profeta!». E ciascuno tornò a Nicodemo che era andato da lui di notte per fare luce nel suo
casa sua. cuore in confusione.
Chi è Gesù? E’ un maestro che non segue le regole umane, né
si attiene alle aspettative, non fa suoi gli schemi prevedibili, né
può essere ricondotto a percorsi consolidati. Il potere politico
non ha nessuna forza su di lui e mette a soqquadro i percorsi
delle fedi collaudate.
Come entrare in relazione con lui? Egli è il totalmente altro.
Non si può entrarne in possesso. Semmai si viene soggiogati e
affascinati. Se la cosa si fa seria, se ne diventa discepoli e testi-
moni.

Non di solo pane 4^ settimana di Quaresima n. 981 pagina 15


Appunti Quaresimali
cuore, una fornace di calori,
un'accompagnatrice di idoli, un'a-
zione infeconda, una forma adom-

di “Non di solo Pane” brata, una relazione immaginata,


un letto di sogni, un rapporto
senza sentimento, lusinga degli
occhi, impudenza dello sguardo,
disonore della preghiera,vergogna
del cuore, guida dell'ignoranza».
Partendo da quest’ampia e approfon-
dita definizione possiamo ben dire
che la lussuria è la prima tentazione
che Gesù ha dovuto affrontare nel
deserto : «Se tu sei il Figlio di Dio,
di’ che queste pietre diventino pane
Le tre fiere: la lonza (Mt 4,3)».
Meditazione di don Luciano Vitton Mea
La lussuria possiamo combatterla,
farla indietreggiare, con il digiuno;
attraverso l’astinenza infatti noi di-
L’inizio della Quaresima, come ogni rabbioso per la fame che sembrava
ventiamo padroni di noi stessi, im-
cammino impegnativo e importante, che tutta l'aria ne tremasse:la perfet-
pariamo a dominare i nostri impulsi,
è caratterizzato dai buoni propositi, ta proiezione della mia superbia. Ma
diamo pienezza a tutti i nostri atti
da un desiderio sincero di cambia- a riempirmi di sgomento e a farmi
d’amore.
mento, dall’aspettativa concreta che davvero perdere la speranza di rag-
Il Padre del deserto Giovanni Nana ci
nasca un nuovo germoglio dai nodosi giungere la vetta del colle e la sal-
ha tramandato questa bellissima si-
ceppi radicati, come in un bosco, nel vezza, fu una lupa, magrissima, affa-
m i li t u d i n e p e r f a r c i c a p i r e
nostro cuore. Ma è proprio quando mata, come se in lei fosse raccolta
l’importanza del digiuno: «Quando
imbocchiamo il sentiero della “retta tutta l'avidità del mondo. Quella be-
un re vuole conquistare una città ne-
via” che incontriamo il lato più oscu- stia insaziabile, venendomi incon-tro,
mica, prima di tutto taglia l’acqua e i
ro di noi, il “peggio” che esce, come mi sospingeva verso il buio della
viveri; così i nemici, consumati dalla
animale feroce, per sbarrarci la stra- selva, dove taceva il Sole. Mi sentivo
fame, gli si assoggettano. Avviene la
da, per divorare, come il dragone del come un giocatore che, all'improvvi-
stessa cosa per le passioni della car-
Libro dell’Apocalisse, il nuovo che so, avesse perso tutto».
ne: se l’uomo combatte col digiuno e
sta per nascere. Questa dinamica con la fame, i nemici sono resi impo-
viene descritta con maestria da Dan- Lussuria, Superbia e avarizia:
tenti contro l’anima».
te nel primo canto del suo capolavo- sono gli ostacoli che dovremo
ro: «Ed ecco, quasi all'inizio della sali- combattere nel nostro cammino Un’ultima precisazione: il digiuno
ta, mi sbarrò il cammino un grosso e fe- spirituale verso la Resurrezione, non deve riguardare solo l’astinenza
roce felino, una belva dal pelo maculato, verso la luce che brilla sul colle dal cibo, il rinunciare a un pasto o a
simile a una lince: l'avevo sempre sentita della Grazia di Dio. una parte di esso. Deve essere so-
chiamare lonza. Non si muoveva, mi im- Come affrontarli? Procediamo prattutto un digiuno dello sguardo
pediva di procedere. Era la mia lussuria con ordine. La Lonza, cioè la lus- evitando programmi o visioni che ci
che mi spingeva a tornare indietro. Era suria, rappresenta i naturali biso- possono turbare; un’astinenza dai
piena primavera e il mattino era appena gni del nostro corpo che, assolu- discorsi volgari, da quelle sottili ma-
spuntato. Il Sole stava sorgendo […] La tizzati, si ripiegano su se stessi, lizie che possono renderci vulnerabili
stagione e l'ora del giorno, perciò, mi diventano venti impetuosi che o sollecitare le nostre naturali fragi-
dicevano di non disperare: ce l'avrei fatta “sottomettono la ragione alla lità.
a superare la lonza. Avevo fiducia, ma passione della carne”. Evagrio
non abbastanza per non essere spaventa- Pontico la tratteggia così: «La
to dalla vista improvvisa di un leone. Si lussuria è concepire un'idea di
muoveva verso di me a testa alta, tanto voracità, rammollimento del