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Progetto FUGA GEOGRAFICA

Contesto classe: 3 (1°, 2°, 3°) classi della scuola media indirizzo musicale.
Potrebbe essere un lavoro di prima accoglienza della classe 1° dove si
punta alla collaborazione e una iniziale conoscenza tra compagni
dunque presenza mista di ragazzi aventi pre-requisiti in termini di nozioni
ritmiche-musicali e altri che iniziano questo tipo di percorso
Insegnanti coinvolti: musica generica, 4 insegnanti di strumento

Ripartizione del corso: 6 incontri da 2 ore ciascuno. Si sfruttano le ore di


musica generica, più quella di orchestra.

Finalità del lavoro:


- Collaborazione e conoscenza tra classi
- riconoscimento elementi ritmici e coordinazione motoria
- consapevolezza sincronica dell’abbinamento testo-ritmo
- creare coscienza del concetto di dinamica
- creare coscienza del concetto di strumentazione e possibilità timbriche
differenti

Spazi e materiali necessari:


-Palestra dotata di proiettore e casse
- alcuni strumenti di natura percussiva
-cartoncini colorati
-pennarelli
Obiettivo finale: una breve lezione-concerto di fronte ai genitori dove
questi ultimi siano stimolati alla comprensione attiva e al riconoscimento
di quello che viene loro proposto.

INCONTRO 1
In palestra, viene somministrato un primo ascolto del brano, alla fine del
quale ci si confronta semplicemente sulle impressioni del singolo, anche
solo se è piaciuto o meno. La finalità di questo è creare una esperienza
condivisa e iniziare a favorire un dialogo tra ragazzi giovani, quali possono
essere quelli appena fuoriusciti dalle elementari, e quelli che già hanno
avviato un percorso nelle medie.

Subito dopo viene consegnata la partitura del brano e si fa un secondo


ascolto, questa volta guidato: la partitura infatti contrassegna col colore la
testa di quello che è il Tema e si chiede ai ragazzi di ricercare nel corso
della fruizione, altri elementi che vengono reiterati, aiutandosi anche con
la presenza del testo.
Così facendo l’ascolto si fa attivo.
Dopò ciò ci si confronta e insieme si delineano gli elementi costitutivi del
brano, per poi scriverli su un cartellone.

Lezione due:
Si riparte laddove ci si era interrotti. Questa volta però gli elementi
ritrovati all’incontro precedente vengono inquadrati ritmicamente
sfruttando le body percussion seguendo la linea del Tenore in primis. Per i
ragazzi di prima va benissimo che il primo approccio sia di natura
imitativa, essendo poi aiutati dall’intervento degli insegnanti di musica
competenti. Non è necessario che capiscano esattamente tutto quello che
stanno facendo, ma che sviluppino la capacità di ascolto e di sincronizzarsi
su quello che gli altri fanno, senza interrompersi e riprendendosi laddove si
bloccano.
Lo step successivo è l’abbinamento testo-ritmo. Vengono messe da parte
le body percussion e si lavora sulla pronuncia del testo, ben scandita e
netta. Il brano, non avendo altezze di note, intonazione, favorisce un
approccio meno problematico ai ragazzi. Ricordiamo che molti soffrono il
fatto di dover cantare in pubblico, soprattutto di fronte a persone che per il
momento sono a loro sconosciute.
A fine lezione i ragazzi vengono divisi in 4 gruppi misti, dove in ognuno
sono presenti ragazzi di tutte e tre le classi e in tutti sono presenti dei
percussionisti. È fondamentale la presenza di questi ultimi, in quanto
aiuteranno ritmicamente gli altri, e avranno anche un ruolo tutto loro nel
corso dell’esibizione, favorendo una maggior varietà in un’ottica di
performance finale.

Lezione 3
I gruppi assegnati la scorsa lezione lavorano a coppie in questa modalità:
- 2, con l’ausilio di 3 insegnanti di musica, lavorano sulle parti di tenore e
contralto, mettendole già insieme
- 2, con l’ausilio degli altri maestri disponibili, creano dei cartelloni
colorati con gli elementi ritmici trovati. I cartelloni fabbricati occorreranno
durante l’esecuzione finale per rendere accessibile a tutti, usando lo
strumento visivo condiviso, la performance. Essi verranno alzati durante il
corso dell’esecuzione al momento in cui gli elementi ritmici-testuali
faranno la loro comparsa.

A fine prima ora i due gruppi si scambiano, facendo lo stesso lavoro


dell’altro.

Prima della fine della lezione, si prova a mettere insieme le 4 voci


sincronicamente e sottotempo, con l’aiuto del maestro di percussioni che
tiene il tempo facendo da metronomo, un altro maestro che dirige dando
molto chiaramente gli attacchi (ricordiamo che per i più giovani questa è la
prima esperienza), mentre gli altri girano tra le sezioni aiutando laddove
serve, in un’ottica di accoglienza e favorendo un clima collaborativo.
L’obiettivo è arrivare fino alla sezione E di pagina 4.

LEZIONE 4
Inizialmente si riprende dove ci si era interrotti, dunque lavorando sul
consolidamento delle prime quattro pagine e inserendo il gesto scenico
dell’alzare i cartelloni colorati precedentemente fabbricati durante il corso
dell’esecuzione.
Dopo questa prima fase della durata di circa 30-40 minuti, l’attenzione si
sposta sulla struttura scelta per la performance. Si propone dunque ai
ragazzi di suddividere il brano in sezioni vocali, ritmiche percussive,
ritmiche percussive di body percussion. Queste scelte, si spiega ai ragazzi,
non sono determinate dal caso, ma hanno anche un’attinenza a differenze
di tipo dinamiche, le quali possono essere ottenute anche grazie a una
diversa strumentazione. In questo modo, l’obiettivo è quello di far
acquisire ai ragazzi la coscienza dell’esistenza di diversi piani sonori, la
dinamica.
Dunque, la sezione che va da E a G viene affidata a quella parte di
percussionisti presenti all’interno dei singoli gruppi.
Da notare è che da E appunto, la dinamica indica un pp; con la
diminuzione dell’organico l’effetto collaterale ottenuto è, per forza di cose,
un diverso piano sonoro, oltre che colore timbrico differente.
Gli strumenti impiegati saranno tamburi, triangoli, cajon e legnetti.
In questo momento il gruppo di percussionisti si scinde dagli altri e lavora
singolarmente col docente di percussioni mentre gli altri si occupano della
sezione successiva, quella che va da G a I, resa tramite body percussion.
Questo secondo gruppo invece è seguito dagli altri maestri.

L’incontro si chiude con il tentativo dell’esecuzione di queste due sezioni


e il consolidamento del passaggio tra una e l’altra.
Lezione 5
Riepilogo della struttura scelta l’incontro precedente, con successiva
esecuzione dall’inizio a I.
Dopo ciò si lavora sul resto della composizione sia ritmicamente che
testualmente, fino alla fine.
Si pone l’attenzione in particolare dalla sezione K in poi, facendo notare ai
ragazzi il cambio di dinamica, che passa dal pianissimo fino al fortissimo
finale.

Lezione 6:
La prima ora si svolge con un riassunto del lavoro svolto negli incontri
precedenti, nella mezz’ora successiva si prova ad eseguire il brano da capo
a coda, senza interruzioni, pur non avendo come finalità quella di avere
un’esecuzione perfetta dinanzi ai genitori.
L’obiettivo infatti non vuole essere di natura performativa, ma la
dimostrazione di come la musica sia un linguaggio condiviso, accessibile a
tutti, vario e soprattutto coesivo sia tra coloro che la eseguono che tra
coloro che ne fruiscono.

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