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t v IT E D E L L o
IN VITTISSIMO
, MARTIRE SANTO
R O M O LO PRIMO
. V E S C OV O D I
F I E S O L E,

ET DI PIV ALTRI SANTI VESCOVI


S v o I S v C c E s S o R 1.

Del Reuerendiſsimo Monſignore FRA N c e sc o de


C A rr A N 1 da Diacceto Gentilhuomo
Fiorentino & Veſcouo
º di Fieſole.

I N R I O R E N Z A
Nella Stamperia di Bartolomeo Sermartelli,
M D L X X VI I I.
l

SERENISSIMO
l SIGNOR D o N
FRANC E sco
M E D I CI, e
Gran Dve. D I re e ,
Signor mi ſgºlariſmo.
Fl E BEN E L'H VMA
no ingegno ha natural
mente valore (Giuſtiſsi
mo & Clementiſsimo
| Gran Duca) di venire
| per via di ragioni, e di
| ſcorſi in qualche co
gnizione delle coſe di
uine, il cui appetito ha di principio il lar
ghiſsimo donatore di tutti i beni inſerto nelle
menti noſtre: nondimeno tanto è largo il cam
po loro e ſi immenſo l'Oceano che quando
in quello ſi è camminato grande ſpazio, molto
piu ne ſoprauanza à fare, e prima nel corſo
s'anniega che ſi tocchi il deſiato porto con tal'
naue, e quel tanto ancora di che puo eſſer ca
pace per queſta via di humana dottrina, è ac
i a 2 COIIl
º
-
4 - i
compagnato da ſi fatte difficultà e da coſiva
ri impedimenti, che è picciol numero ſarebbe
conceduto il diuenire pure in minima porzio
ne e rata partecipe di tal notizia, ancora in
lunghiſsimo ſpazio di tempo, perche mai non
ſi condurrebbero a quel ſommo grado di hu
mana ſcienza, che câſiſte nel conoſcere Iddio,
coloro che dalla rozza e groſſa indiſpoſizione
ſono ſommerſi nelle denſiſsime tenebre del
figliuolo d'HerodeSofiſta, il quale per la du
rezza del ceruello non potette mai imparare
l'Alfabeto, ſe bene il padre creò con lui, venti
quattro fanciulli ponendoli il nome delle ven
tiquattro lettere, acciò nel praticare con eſsi
che erano della medeſima età lo veniſſe adim
parare La qual' groſſezza d'ingegno, hauer'
non ſolo occupati i particolari: ma anco tal'
horale prouincie intere: fanno fede i Traci, i
quali ſi dicono eſſere gia ſtati coſì ſtupidi, che
non ſapeuano annouerare oltre a tre o quattro:
Malageuole ſarebbe anco tal'impreſa a chi dal
l'occupazioni & cure famigliari diſtratto man
caſſe il tempo da ſpendere nelle ſottilità & ſpe
culazioni filoſofiche, non potendo eſsi nella
maniera che Demoſtene Oratore chiariſsimo
conſumare piu olio che vino nell'inueſtigare la
verità. Come puo ſperare alcun profitto in
queſta parte chi da ſcarſezza di facultà i mpedi,
a tO C
to è aſtretto colle propie braccia e ſudore pro
cacciarſi il vitto, e conſeguentemente rinun
ziare alle ſpeculazioni, eſſendo piu che vn'
oracolo vero il detto d'Ariſtotile, prima con
uienſi arricchire & poi filoſofare. Ne piccio
lo finalmente è il numero di quelli che con tut
to il lodare che fanno dell'inueſtigazione del
bene e del vero, da pigrizia, nondimeno di
ſtolti e da fatica sbigottiti ritirano il piede
dal ſeguitarla Eccellenti imitatori d'Ariſtogi
tone Sicofanta, il quale quantunque in bocca
non haueſſe altro mai che armi e guerre, all'oc
caſione poi ſi finſe infermo: conſiderando que
ſti tali che fa meſtiero ſudare e agghiacciare
molti anni in tale inueſtigazione e ſtudio, ſi
per la profondita del vero, ſi perche il tempo
della giouentu agitata da varie paſsioni è a ciò
poco atto: e ſi perche ſi ricerca ſapere innan
zi quaſi tutte le parti della filoſofia, la conſi
derazione della quale per lo piu è ordinata alla
cognizione di Dio, 8 però la Metafiſica che
tratta delle coſe diuine ſi impara nell'ultimo
luogo. Saluteuolmente per tanto ha la beni
gnità diuina prouueduto che tutti gli huomi
; ni in qualunque tempo e per ogni luogho ne
poſsino hauer piena ſcienza col mezzo della
fede, per vdito del verbo di Dio, anchora di
quella parte che per via naturale puo inueſti
gare
-

E.
gare la ragione, tale che l'Euangeliſta concor
dando col Profeta, teſtificaua, Tutti eſſer ha
bili adimprendere Iddio. Onde non ha piu'
luogo la procraſtinazione di Simonide Filoſo
fo dottiſsimo, che interrogato dal Gran Prin
cipe Hierone, che coſa foſſe Iddio: poi che piu
volte hebbe raddoppiato il tempo che preſo
haueua à riſpondere, fu aſtretto finalmente à
conchiudere che quanto piu conſideraua la co
ſa, tanto piu gli ſi rendeua oſcura: nè l'impoſ
ſibilità del famoſiſsimo Platone al quale ba
ſtaua piu l'animo dire che coſa né foſſe Iddio,
che quello che ſi foſſe; Anzi per contrario ven
gono partecipi della cognizione diuina ſenza
errori & ſenza dubitazioni le perſone tutte per
ſemplici &idiote che ſiano, non ſi potendo câ
ragione comparare in alcuna parte, quello che
con ingegno &agutezza hanno naturalmente
ritrouato i filoſofi, a quel che diuinamente ci
riuela quella confermatiſsima ſapienza che né
può nè ingannarſi nè errare, mercè delle viue
trombe dello Spirito Santo col viuifico ſuono
loro riſonate in ogni paeſe a baſtanza: Ma
intrale regioni precipuamente dalla ſoprahu
mana liberalità aggrandite, e ſommamente
priuilegiate di coſì nobile dono,dee meriteuol
mente eſſer annouerata l'antichiſsima città di
Fieſole, la quale ſe bene hoggi inſino da fonda
- -
Iſl6. Il
menti diſtrutta giace, 8 di fama moderna non
corriſpondente alli antichi ornamenti ſuoi; Fu
però già di non mediocre potenza & grandez
za, anzi nobile & fiorita molto, per le coſe tem
porali, 8 agran ragione anco ſi puo gloriare
di eſſer ſtata retta da molti ſantiſsimi Paſtori,
i quali dirittamente camminando ci ſi ſon fat
ti ſcorta e guida nella via che a Chriſto con
duce; e che molti Beatiſsimi huomini habbia
no non pure dentro di lei, ma nella ſua ſpazio
ſa e ampia Dioceſi portata larga ricolta e frut
to al Signore; Si che da ſuoi Paſtori e da lei
non pure di principio è vſcita nelle noſtre par
ti la Fede Chriſtiana; ma poi in varii tempi au
mentata e accreſciuta con nuoue congrega
zioni e riforme di religioſi: che veramente nel
le ſpirituali ſi può dire quel granello di Sena
pa, che eſſendo il minimo di tutti i ſemi, diuen
ne poi maggiore d'ogni herbaggio e crebbe in
albero da habitare ne rami ſuoi gli vecelli del
Cielo: Innanzi a tutti coſi di ſantità come di
tempo intrapientiſsimi Veſcoui di queſta in
credibilmente nobile Cattedra, ci ſi rende am
mirabile e degno d'ogni venerazione l'inuit.
tiſsimo Martire Santo R OM O L O, eletto
Pontefice di tal luogo dal glorioſiſsimo Pren
cipe delli Apoſtoli Santo Pietro. Onde poco
dopo la morte del Redentore, quaſi(à dircoſ)
Apoſto
Apoſtolo della Toſcana, ci fondò la Fede colla
Predicazione, e col ſangue; al qual ſegnala
tiſsimo benefizio per non eſſer ingrate non
pure la Dioceſi Fieſolana, ma molte altre delle
circonuicine hanno fino a qui continouato
ſempre in chiunque ſi battezza conſeruar la
memoria e nome di tanto padre. In proceſ
ſo di tempo po i il glorioſo Pontefice Santo
ALESS ANDRO, martirizzato da miniſtri
del Senatore di Fieſole in Lombardia, doue ſi
era perſonalmente trasferito per difendere le
ragioni e giuridizioni della ſua Chieſa, ador
nò il regno trionfante colla puriſsima anima
ſua, & il militante con l'immaculatiſsimo cor
polaſciatoci; Ne minore ſplendore vſcì davi
ui ardenti raggi delle due lucentiſsime ſtelle,
L E TO e ROM AN O, ſe bene a noſtri
occhi velato, colpa dell'inuidia dell'auuerſar
rio che vergognandoſi d'eſſer vinto da Santi
huomini occulta i geſti loro, e dell'ingratitu
dine de ſaui mondani, i quali con Aſiatica elo
quenzia, ſcriuendo quel che poſſa portaregio
uamento a corpi, è vtilita alle borſe, riſpar
miano la penna in quanto potrebbe edificare
lo ſpirito de poſteri; Marauiglioſi frutti vſci
rono ſucceſsiuamente della nobiliſsima pianta
del celeberrimo Confeſſoro Santo D ON A
TO di Scozia, eſempio & ſpecchio, nel quale
- COCA
con l'imitazione riſguardando non ſolo i ſuc
ceſſori ſuoi, ma i prelati tutti non reſteranno
punto aggrauati dal peſo delle coſe terrene.
Oltre ad ogni credenza fruttificò in queſta vl
tima età, nel nobiliſsimo terreno detto quel'
mirabile albero trapiantatoci dalla degniſsima
Carmelitana ſelua, il Beato AND REA de
Corſini, ſpandendo d'ogni intorno ſoauiſsimi
odori di purità, di humiltà, di dottrina, 8 di
miracoli. Aggiugne anchora molto ſplendore
al deuotiſsimo monte Fieſolano, oltre à quello
de ſopra nominati Pontefici il ſangue non pu
re de quattro compagni del Veſcouo RO
MOLO, d'ogni virtuoſo fioreadorni, DOL
.CISS I M O, C A R I SS I M O, CR E
SC E NZ I O, & MAR C H I Z I A NO,
ma d'innumerabili altri amici del Signore no
ſtro in tal'copia gròdatoui d'ogni intorno nel
volare eſsi al cielo con la palma del martirio
che fino a preſenti giorni ce ne ha vn'intero &
colmo pozzo, Santo G IV LI O ne ſuoi verº
di anni morto per la Fede, 8 ſepolto nella Ba
dia, Santo AND REA di Scozia Archidia
cono di quella Cattedrale diſnebbiando quaſi
mattutina ſtella le tenebre delli errori col me
rauiglioſo viuer ſuo deſcrittogia hiſtorialmen
ite dal virtuoſiſsimo M. Filippo Villani, Santa
lBR I GID A Vergine Scozieſe carnal'ſorella
-
- b del
del ſopradetto Santo Andrea miracoloſamen
ve condottaſi al tranſito di quello finì il rima
nente di ſua vita in vna ſelua folta & aſpriſsima
ſopra Fieſole, non lunge da San Martino in
Lubaco, nel qual'luogo horrido & ſeluaggio
e ſolo da Fiere all'hora habitato menò ella ſua
vita in penitenza duriſsima. Fino che conſu
mata dall'ultima vecchiezza fu dal ſopraceleſte
ſpoſo chiamata a godere il premio delle ben'
durate fatiche; & quiui da fedeli per gli aſ
ſai miracoli fatti in vita & in morte, fu a nome
di lei fondato quel tempio che anchora hoggi
ſi vede. ll Venerabile ne mai baſteuolmente
lodato, il beato GIOVANNI DO ME -
MICO Cardinale, ornamento de Theologi, l
il quale alla merauiglioſa ſcienza ſua teſtimo
niata all'uniuerſo da piu degniſsime & arden
ciſsime opere da lui ſcritte, congiunſe tal'Zelo
& diuozione che ſuſcitò l'oſſeruanza regolare
quaſi atterrata in Italia, nella religione del
Santiſsimo Patriarca Domenico, ſotto il veſsil
lo del quale a Fieſole doue e faticò aſſai, non
ſenza gran giouamento delle anime edificò da
fondamenti quel conuento che ancora hoggi
poſſeggono i Padri Predicatori, nel qual cam
poando a fruttificare la nobiliſsima pianta di
Santo Antonino Arciueſcouo di Fiorenza, di
quella letteratura & bontà che ſa il mondo, nel
- r1Ce -
riceuer per le mani di tanto agricoltore nelſo.
pradetto luogo il ſagro habito & le ſcienze. Il
zelatiſsimo San'B E RN A RD IN C da Sie
na, quel che nel millequattrocento per l'im
menſo ardore di carità ſerui gli appeſtati nel fa
moſo Spedale di Santa Maria della Scala, ſenza
curare la propia vita, che diſcorredo per città
& caſtellaeuangelizzò il regno di Dio, ripren
dédo rigidaméte i vizii, &amoroſamente eſor
tando all'opere della pietà: quel'che in Lom
bardia eſtinſe innumerabili parzialità & fazio
ni pacificando le nimicizie capitali & mortife
re; Coſtui dico che riduſſe alla priſtina forma
l'auſtera oſſeruáza nel deuotiſsimo ordine del
Serafico Santo Franceſco, hauendo molto tra
uiato i figliuoli dall'orme di tanto padre, eſſe
guendo ciò in buona parte come primo guar
diano del conuento che ancora tengono i Mi
nori oſſeruanti, doue già era la rocca, o fortez
za Fieſolana, 8 poi ridotto in forma di Mona
ſterio dalle Reuerende Monache di Santa Ma
ria di Lapo, le quali per piu commodita furo
no dal Beatiſsimo Andrea Corſini Veſcouo di
Fieſole trasferite nel piano di Mugnone, doue
fioriſcono in numero & virtu. ll beato CAR
L. O Conte di Granello preponendo la futura
alla preſente vita per inſpirazione diuina diede
in eſſo monte Fieſolano principio ad vna nuo
b 2 Uld
ua congregazione detta di San Girolamo da
Fieſole, approuata & priuilegiata da Gregorio
Duodecimo, 8 da Eugenio Quarto; Il beato
Arrigo menando in quel Santo Monte vita he
remitica, 8 ripoſandoſi nell'Oratorio di San'
Maurizio, non lunge dalla Cattedrale. Perſo
migliante modo hanno aggrandita in bonta &
diuozione la Fieſolana Dioceſi Santo EV
FR O SIN O Veſcouo di Panfilia, il quale
tornando dalla Santa Sedia Apoſtolica paſsò
con chi era in ſua compagnia in virtu del ſegno
della ſantiſsima Croce il fiume di Peſa, all'hora
per le ſoprauenute pioggie groſsiſsimo: & non
lunge da Panzano predicò piu giorni, & ſanò
aſſai infermi, 8 preuedendo la ſua morte diſe
gnò il luogo doue voleua eſſere ſepolto, nel
quale ſi ripoſa fino a queſto tempo in vn'tem
piofabricatouià ſua memoria. Il glorioſo &
imitabile perdonatore d'ingiurie Santo Gio
uanni Gualberto con eleggere in lei il luogo
(che è Vall'Ombroſa) per fondare la ſua lau
dabil'congregazione, la quale vi ha meriteuol
mente dilatati i rami in ſei Badie, 8 molti be
nefizzi: le cui ſalutifere pedate & norma ſe
guendo prima Santo B E RN A RD O Vber
ti, & poi il beato Attone amendue Generali di
Vall'Ombroſa co ſanti geſti loro l'illuſtrarono
grandemente de quali poi il primo fu promoſ.
« - ſo al
ſo al Cardinalato; & l'altro al Veſcouado di
Piſtoia. Dopo coſtoro la degniſsima Vergine
BERTA, viſſuta piu tempo in molta peni
tenza & grand'aſtinenza non recusò fatica di
trasferirſi a Cauriglia per reformarevn'Mona
ſterio di ſuore del detto ordine, 8 vltimamen
te fiorì di ſantita il beato GIOVANNI, Ro
mito delle celle di eſſa Vall'Ombroſa. Tro
uandomi adunque io continouamente intrale
ſantiſsime oſſa & memorie di queſti coſi accet
ti al Signore noſtro, 8. ſpendendo quel tanto
di tempo che mi reſta libero dalla cura imme
ritamente commeſſami, in vagando per le pra
terie & vbertoſi campi delle diuine ſcritture, 8.
delli autori cattolici: & ſpaziando per gli am
piſsimi & ben coltiuati giardini de geſti deſo
ranominati, ho delle prencipali piante di eſsi,
che ſono i Veſcoui, colti alcuni pochi, demol
ti fiori, gigli, viole, & roſe che non languiſco
no, & frutti che non marciſcono nè ſi corrom
pono giamai, quando nella cella della memo
ria & del cuore ſono diligentemente conſerua
tinello odorarli & guſtarli aſsiduamente col
- l'imitazione & operazione. Et conueneuol
mente à V. A. Sereniſsima, quaſi coſa ſua l'of
feriſco, come a quello che non ſolo in ſi gio
uine età qual'nuouo Hercole ad Atlante, al fe
liciſsimo padre ſuo aiutò ſoſtenere & reggere,
&
&hora da perſe ſignoreggiale belle contrade,
doue eſsi con tanto ſudore faticarono: & che
di me particolarmente per infiniti riſpetti ha
l'intera poſſeſsione & dominio ma che cercan
do con virtù heroica ſuperare la religione de
ſuoi antinati, i quali pareuano hauer laſciato a
poſteri piutoſto materia d'ammirazione che
ſperanza d'imitazione; è anchora difenditrice
& aumentatrice di quella viuifica Fede, per cui
e combatterono fino alla morte ſaluandola da
nemici & dalla quale eſsi furono ſcambieuol
mente ſaluati. Aggradiſca dunque V. S. A.
Ottimo & Grandiſsimo Prencipe che dal chia
riſsimo nome ſuo riceuino ſplendore i preſen
ti ſcritti, non altramente che dal Sole la Luna
& le ſtelle: anzi il ſuo veramente reale ſpirito,
del quale io ſento dentro all'animo mio molto
maggiori coſe, che hora non mi ſono poſsibili
in coſì poca carta racchiudere, come nè tutte
le acque in picciel vetro, ſi inciti & accenda ad
honore & gloria di coſi honorata ſchiera ad
abbracciare particolarmente ſotto la ſua tutela
potentiſsima la ſanta caſa, che eſsi viuendo ſen
za dubbio moſtrarono & hora in patria dimo
ſtrano incomparabilmente amare: & fauore
uolmente conferuar ſotto la ſua ſicuriſsima
protezzione me che con aſſai diſpari meriti, ſe
bene con molto sforzo di corriſpondere in par
te

-
te all'azzioni loro, ſeggo nelluogo che eſsi am
miniſtrarono glorioſamente. Col qual' fine a
V.A.S. humiliſsimamente raccomandando
mi le prego da N.S. Iddio eſaltazione & Feli
cita. Da Fieſole il dis. di Maggio 1578.

Di V.A.Sereniſſima

Deuotiſſimo Seruitore

Franceſco Diacceto Veſcouv


di Fieſole.
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c&S Carmeliti, omnium Epiſcºporum Faſu- e Sº
6 anorum per Reuerendiſs. in Chriſtopa
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compie di entcm, tamquam conſonum or
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ROMOLO PRIMO VESCOVO
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ID E L R E v E R E N D I ss 1 M o
Monſig, FRANCES co de CATTANI
da Diacceto Gentilhuomo Fiorentino
, 8 Veſcouo di Fieſole.

A P RoVIDE N2A
| eterna che con ragion' -º

º, perpetua & ſenKa al


cuno errore dispone e'
l il gouerna noi e le coſe
noſtre ſoauiſſimamen
sa te, ha costumato per
tutti i tempi di riuelare innanzi, o per boc
ca di Profeti, o conſegni ſenſibili, è in altra
maniera le mirabili opere: che l'intendeua
eſeguire nel mondo, accio quelli a chi leſi
º appar
2 VITA DI SANTO
apparteneuano nonfuſero giunti alla ſprou
uista, ma ſi poteſſero a quelle idoneamente
preparare. Le quali poi venute ha fatte di.
uulgare per congrui miniſtri di quel numero
e 'eccellenza che ricercaua il biſogno e la
ſi
degnità di eſſe. Di qui è che alla
Dan. 2o» piacque manifeſtare al Re Nabucdonosor
in viſione e tra l ſonno il ſucceſſo di quei
quattro ſegnalati imperi, de Caldei,de Per
ſi, de Greci, Side Romani ſotto ilſegnoſen
ſibile d'una siatua. Poco appreſo quando
Dan. 5 - volle priuare Baldaſ,ar Rede Caldei del no
biliſſimo e ricchiſſimo regno da lui ſigno
reggiato e darlo in preda a Medi ea Per
ſi,gli moſtrò innanzi tal disfacimento col
ſegno viſibile dvna mano che a ſuoi occhi
veggenti non ſenza incredibile spauento di
Ezecch. 4
lui ſcriueua nel muro, Manè, Tetèl, Farès.
Per ſomigliante moda notificò ad EXecchiel
il futuro aſſedio di Gieruſalem da Caldei,
ordinandoli perfino che di ſua propia mano
diſegnaſſe le munizioni, i forti, etcampo
tutto per ſua maggior certezza, Et tu fili
homini fumetibi laterem &t. Et coſi tem
po per tempo ha vſitato ſignificare, o ſottoſt
l . mili
R O M O L O : 3
mili ſegni ſenſibili, è per via di profezie le
altre coſe stupende & merauiglioſe. Secon
do cotale laudabile conſuetudine adunque
meritamente & con inestimabil conuenien
za le fu a cuore paleſar quello che auan a
&'eccede l'altre merauiglie, il progreſſo dico
della redenzione noſtra per Chriſto. Il qua
le ſegnalatiſſimo miſterio fu all'Uniuerſo pu
plicato non pure per bocca di Patriarchi &
di Profeti, ma ancora colme (zo diſegni in
numerabili, ne corpi celeſti,nelli elementari,
65'ne compoſti da loro: tutto & per degnità
di tanto misterio, e per beneficio dell'huo
mo, che toccando queſto dono generalmente
ad ognuno, fuſe ati vniuerſalmen
te noto. Cominciò il Patriarca di tutta la
generazione humana Adamo ad hauerne Gen.3.
notizia quando tutto ignudo ſi coperſe con
foglie di fico &'aſcoſeſi nel mezzo del legno
del Paradiſo: antiuedendo in queſto fatto
qualmente il figliuolo di Dio che nella ſua
eternità haueua la nuda &ſola diuinità do
ueua in tempo aſconderſi ſotto il velohuma
nonelmexzo del legno del Paradiſo cioè nel
ventre immaculato di Maria Vergine pu
A 2 riſma.
4 vITA DI SANTo
Eſa. 45 e
riſſima. Et per ciohebbe a dire Eſaia, Ve
retu es Deus abſconditus. Fu noto a Noè
nella fabbrica dell'arca come l'eterno Verbo
doueua entrare nell'arca dell'humanità da
eſſo fabbricata, conforme al detto di Sala
Prou.9.
mone, Sapientia edificauit ſibi domum.
Non paſſo anco ſenKa eſſer conoſciuto da
Abraam nell'uſcire della ſua terra, delſuo
Gen. 12.
parentado, 6 dicaſa ſuo padre per vbbidi
re à Dio, nel trasferirſi nella terra moſtra
tali diuinamente, nel veder moltiplicare il
ſuoſeme, nello eſſere egli benedetto, il nome
ſuo magnificato, e in lui benedette tutte le
cogna (ioni della terra, qualmente il Signor
Iddio era per vſcire (mediante ilprender
nuoua natura) della terra celeste, della com
pagnia delli Angeli, e di caſa l'eterno pa
dreſuo e venire nella terra di questo mon
do: Che il popol fedele mediante lui e ſuoi
Apoſtoli haueua à moltiplicare e da Diopa:
dre conſeguire la benedizione della grazia
e della gloria che il nome ſuo che è Gieſu
pat.Ap.4, ſarebbe magnificato diuinamente, Non eſi
aliudnomen ſub calo datum hominibus in
quo oporteatſaluos fieri credentes: Cheſa
ria:
R O M O L O, r
riabenedetto da eſſo Dio, Benedictus fru Luc. Il

étus ventri, tui, & benedetto da popoli,


Màtt.21.
Benedictus qui venit in nomine domini:
e che mediante la ſua venuta in questo vi
uer baſſo ſi benedirebbero tutti gli eletti.
Succeſſiuamente Iſaac nel ſapere di eſſere Gen. 18.
ſtato prenunXiato alla madre dall'Angelo:
& in modo ſopranaturale conceputo da ſte
rile: & vltimamente nell'andare per coman
damento del padre ad eſſer ſagrificato: an
tiuedde come l'incarna (ione del figliuolo di
Dio era per eſſer annunziata alla Vergine
Madre dal ſanto Angelo Gabriello: che la
conce&ione di eſſo eterno Verbo ſarebbe ſo
pranaturale per opera dello Spirito Santo:
e ſenKa perdita della verginita materna:
e in queſagrifizio hebbe cognizione della
Paſſione dell'ºvnigenito di Dio in carne hu
mana. Non fu aſcoſo a Giacob quellaſca Gen. 28. -

la che fiſſa in terra toccaua, il cielo con la


ſommità ſua, per cui gli Angeli ſaliuano &
ſcendeuano & doueil Signore staua appog
giato eſſer figura della Vergineſanta che ha
ueua à partorire il Redentore: la quale ha
itaua quanto al corpo ſopra la terra: &'col
. la:
di vITA DI SANTO
la mente penetraua il regno celeste median
te la contemplazione delle coſe ſuperne. Per
questaſcalaſceſe Iddio a noi o noi per eſſa
debbiamo ſalire a Dio. Per gli Angeli che
ſaliuano&ſcendeuano era ſgnificato come
gli Angeli hauettano a venire a queſta Ver
gine puriſſima & indiſalir di nuouo a cele
Luc. I. stiſcanni,ſi come di Gabriello è noto, e di
molti altri ſi legge in figura che d'ogni intor
Cant.3. no la circondauano, En lectulum Salomo,
nia ſexaginta fortes ambiunt. Veramente
stette il Signore appoggiato alla ſcala, da
che corporalmente habitò nell'intemerato
ventre di lei. In altrinares auuenimenti
.Gen. 39
ancora furonº noti al medeſimo Giacob vari
gesti del Saluator noſtro, percioche nel diue
mir'egli paſtore del gregge di Laban ſuo ſuo
cero venne ad intendere come il Saluator no
Siro ſarebbe pastore di pecorelle che ſono gli
Gio. Io.
eletti, Ego ſum Pastor bonus: Nella lotta
che gli hebbe con l'Angelo gli fu riuelato il
Gen. 32. combattimento di Gieſu Chriſto col dimonio
infernale nel diſerto, 6 ſu l'altfo legno del
la Croce: & finalmente nell'inferno ſpogli
andolo. Piacqueli ancora ſignificare queſta
ſegna
CRI o M o L o z
ſegnalatiſſima opera al mondo col mezzo
". ne corpi celeſti, nelli
elementari, e nelli elementati. Qual piu
illuſtreſegnopoteua eſſer ne corpi celeſti che
vedere nella malattia del Re Execchia il So
le cótro al corſo conſueto ſcendere dieci gra
di nell'FIoriuolo d'Acab, denotandoci in Eſa. 34. &
4.Reg.2os
queſto qualmente il vero Sole di giuſtizia che
riſcalda &'allumina ogni huomo che viene
nel preſente mondo ſceſe dieci gradi che ſono
i noue Cori Angelici che egli paſſo & poſoſi
nel decimo che è l'ordine delli huomini, nel
Heb. 2.
prender carnehumana, Nuſquam Ange
los apprehendit ſed ſemen Abrae. Mostrò
ſegnomirabile nel uoco, quando ilrogo ar
deua e non ſi conſumaua in quelripoſto di
ſerto doue Moisè paſceua il gregge. Sendo Eſe. 3s --

che il rogo spinoſo ſi confà alla condizione


della humana carne ſottopoſta alle punture
delle spine&pruni delle mondane contro
uerſie che in mille maniere trafiggono e pe.
netrano altrui fino nel cuore. La fiammaſi
migliaua l'anima di Christo piena di lume
di ſcienza e difuoco di carità: la luce de
- - , - - A . - - -

notaua la diuinità: la luce congiunta alro


go
-
f VITA DI SA NTO
go mediante la fiamma, veniua a manife
stare la diuinità congiunta alla carne di eſſo,
Signore Gieſu Chriſto mediante l'anima.
Raſſembraua anchora il rogo la ſpinoſa &
aspra vita dell'immaculata Vergine, la qua
leabondo in tante fatiche, pouertà, digiuni,
tribolazioni e angoſcie, che le roſe delle
prencipali allegre e che lhebbe in queſta
vita furono molto vicine alle spine agutiſi
me de dolori. Fu viſta la fiamma nel rogo,
quando la perſona del figliuolo di Dio incar
nò nel ſuo ventre. Ardeua il rogo perche la
portaua Iddio che è fuoco, Deus tuus igni,
IDeut. 4.
conſumens est: ma non abbruſciaua, per
che l'intemerata verginitàſua non riceucua
detrimento veruno, Rubum quem viderat
Moyſes incombutum &e. Nell'acqua mo
Giud. 6. ſtrò ſegno quando a preghi di Gedeone il vel
lo collocato da lui nella pia(gaſi bagnò tut
to, & la piazza restò aſciutta interamen
te: argomento euidentiſſimo che il vello cioè
Maria Vergine fu piena di rugiada & piog
Sal. 71. gia di grazia: doue la Giudea ne rimaſe
arida & ſecca. Però della venuta del Re
dentore nella Vergine hebbe a dir Dauid,
Deſcen
oR è M & i 6V º,
Deſcendet ſciplaia in tilui. Nepi
ciola dimoſtrazione fu nell'aria, quando
orando Heliafu dalſuoſeruo veduta quel
la picciola nuuoletta quaſi vn vestigio d'huò
mo, nella quale tiene ſignificata l'humani- , Rais.
tà del signor noſtro, dito in questo luoghi, º
quaſi veſtigio di uomo perciochegli hebbe in
ieramente tutto quello che è dellhuomo, ec
cettuata l'ignoranza el peccato. ANe era
stata eſente la terra di Priuilegio coſì ſegna
lato anzi apparue merauiglioſamente in
quei fili
mo naſcimento del mondo è adacquatº
tutta la ſua ſuperficie. Atte i iò no? -

med iºino i "


lata ſempre Vergine Mari i fini il suº
giacorriſp
domineterram tuam)
milta ſua alla baſe ondendo
della terra, lhu
(Celum s Prou.25.

ſurſum & terra deorſum) e tanto riſguar


datae eſaltata ſopra tutti i cori Angeli
quanto all' occhi ſubiſthumiliò oltre i tutti
gli huomini: nella maniera medeſima che
del Profeta ſi legge, Nonne cumparuulus Re.Is.
inses? e ella contenne nelBpropio venire
S. - quello
e
1e VITA E I SANTo
quello che non capiſcono i cieli, coſa contras
riaà quel che ſuole auuenire ne corpi, che
quanto ſono minori ſogliono eſſer manco ca,
paci. Ne fu ancomancoſtabile della terra
- come non moſa mai ne inchinata a eolp4.
º veruna e Siandio minima & venialiſſima,
per la quale noi poſſiamo camminare con
imitarlaſicuriſſimi º lontani da ogni peri
colo Doue tutti gli altri corpi ſi muouono ec
cettuato il cielo ehmpireo. L'ottaua ſpera ſi
muoue di quel moto che e' chiamano di tre
pidazione, laltreſimuouono circolarmite,
e ilſimile oltre all'alterarſi fanno il fuoco
e l'aria. L'acqua poi ſeguita il moto della
Luna, come appare nel fluſſo e nel refuſo.
... delmares che ſeihore creſce e ſei ſcema º
Solino teſtimonia il mare Oceano muouerſi
- - -
- r.: o, i
circolarmente, benche di propio moto, in
-- -

quanto che gliègrauetende al centro. I cor


pimiſti ancora ſimuouono di 7920t0 d'altera -

zione cioè di generazione e di corrozione:


Eccl. 1. 65'però diſſeSalamone : Generatio preterit
e generatioaduenit, terra vero in eternum
stat. Auanzia ancora eſſa la vaghe(za de
fiori &lvtilità defrutti terreſtri,ſendo in
s e - lei
º , s .
-
RoMoLo il
lei igigli della caſtità, le viole dell'humiltà,
le roſe della pazienza, il cinamomo della
carità, il balſamo dell'aſtinenza, ilcipreſſo,
della speranza, i vliuo della miſericordia,
e la palma della vettoria: e finalmente ci
produſſe quel frutto nobiliſſimo che ci paſce
e diſſeta,il Signor Gieſu,noſtro cibo e be
ueraggio. Per tanto di questa benedetta
terra vſciuavn fonte che adacquaua tutta
la ſuperficie di quella, Fons aſcendebat & Gen. 2.

terra irrigans omnem ſuperficiem terre.


Per queſto fonte è diſegnato il Saluator no
stro, conforme al detto di Zaccheria, In Zacch. 13.
dieilla eritfonspatens domui Dauideo ha
bitantibus Hieruſalem in ablutionem pec
catoris. Fonte veramente occulto, in quan
to che glièvnigenito dell'inuiſibil padre: e'
manifeſto come incarnato. Vſci dunque
questo fonte della terra incarnando egli e'
prendendo il velo della noſtra humanitade
puriſſimi ſangui della Vergine, Veritas de Sal. 84.
terra orta est: e dal Profeta è detto eſſer
aperto alla caſa di Dauid, perche eſſo Re
dentore venne a noi per lo legnaggio di Da
aide quellihabitano in ri inter
º iv N. - JE 2 pre
ma v ITA DI SAN 3 o
pretata iſon dipare, che tengono fiſſa la
mente nella viſione dell'intimaface, per
ºſiauelafontana dice Zaccheria per la
uaripeccatori, cºncordando appunto con
quelle parole di Aloisè, per adacquare la ſu
perficie della terra che è la moltitudine della
poli. Imperciocheſ come noi per la terra in
tendiamo limitaculata Vergine rispetto al
la ſtabilitàſua coſi per la ſuperficie di eſa
vengono ſigi icati i popoli atteſa la volubi
lità º malatilità loro cagionata dal vius,
regſicomnunente di vita ſenſuale, i cui di
ferti conſiſtono nel mutare. Onde l'huomo
affaticata cerca il ripoſo, doppo il quale la
quietegli generatedio & faſtidio. Si come
la fame lo ſtrigne a cercare per diletto & nes
ceſſità ilcibo, il quale bene speſſo preſº diſº
uerchio,gliſi volge in triſte a, º il ſimile
auuiene dell'altre dilettazioni corporee, do
uepercontrario quanto piu altri s'immerge
ne diletti ſpirituali, tanto piu contentº &
conſolazione ne riporta. Queſto fonte 44,
unque pandendo le ſue acque laua tutte le
lordure e macchie defeccatori che vºgliº
nosſerlauati. E delle perleſº C/ A720.
- S. iA /
erano neri oltre a carboni, Denigrata eff Trema.
ſuper, " facies eorum, diuengono
piubianchi che neue &piu candidi cheillat
te, NaGarei eius candidiores niue, lacie rena.
nitidiores. In queſte acque ſi lauò veramen
te Dautd, quando è tornò a lamenti della pe 2.Re, ia.
nitenza dopo le macchie delle ſue grauiſime
colpe. Nel profondo di eſſe gittandoſi la
AMaddalena di famoſa peccatrice, con aſſai Luc 7,
lagrime & dolore correggendo i peſſimi co
ſtumi ſuoi diuenne eſempio di penitenza è
tutti noi. Qui ſi tuffo Pietro piangendo Mat.,7.
amaramente di hauere rinnegato il ſuo
Maeſtro. Queſta fu lauanda del ladrone, Luc 23.
nel ſuo ultimo giorno, accuſando i commeſſi
misfatti, e confeſſando la verità. Neſo- -
lamente ci laua dalle macchie, ma di piu ci
refrigera coll'acque delle grazie, Il perche
neCantici è detto fonte d'Orti. Gli orti e cº
giardini ſolo l'anime degiuſti, in cuiſiſcor
gono le belliſſime fondi delle cirimonie eſte
riori, la ſoauità di millefiori, viole, roſe,
esigigli, e la moltitudine delli ottimi frutti
prodotti da lorº, che a guiſa d'alberi pianta
ti lungº la diſcorrenti acque germogliano &
"A frut
1A VITA DI SANTO
fruttificano. Si che coloro che ardono di ſete
per l'arido diſerto del mondo preſente non
cerchino diſſetarſi a torbidi e peſtilenzioſi,
fiumi terreni: ouecò tante esſi fatte fatiche
ci sforziamo di bere, che ben poſſiamo dire
Tren. 5.
col Profeta lamentandoci, Aquam no
ſtram pecunia bibimus: ma corrino ad at
tignere alla ſopradetta fontana ſalutifera, è
Gio. 7. cui ſono inuitati, Si qui ſitit, veniat ad
me,6bibat: ouebeuendogli Apoſtoliſi riem
pierono di carita, i Martiri di coſtanka, le
Vergini di caſtità, 63 i Santi tutti di mera
uiglioſo diſpregio di potenXa, digloria, di te.
ſori, 63 di honori mondani. Finalmente
quelli che ſono peruenuti alla ſplendidiſſima
& ſempiterna patria vengono mercè di que
sta ſopraceleſte acqua ſa (giati di gloria,
Sal. 35. Inebriahunturabvbertate domus tue quo
niam apud teest fons vita. Si come in figu
ra di queſto i fratelli di Giosèfguando era in
Gen.43. ſomma felicità beuendo ſeco s'inebriarono.
Per tanto dalla venuta dell'ºvnigenito fi-.
gliuolo di Dio in questo baſſo mondo dipen
de la ſalute e ogni bene eſſere dell'humana i
generazione. Si che niuno ſia che ſiºri
3
«R O M O I C. Ir
gli cheſi come per ladietro l'era stata da tan
ti antiueduta & preconi(giata, Profete
prenuntiauerunt deaduentu iusti: e'egli fºAP 7.
preſente dimoſtrato dalli Angeli, Euange Luc-2
li(go vobis gaudium magnum: coſi ancora
poi dopo il fatto haueſſe ad eſſere publicata
da molti & molti, i quali fuſero ſegnala
tiſſimi & eccellenti incomparabilmente ſo
pra gli altri huomini. Et quelli a chi fu
prencipalmente impoſto coſi honorato ficio
furono i beatiſſimi Apostoli ad eſſo Signor
noſtro Gieſù Chriſto accettiſſimi, ea da lui
amati & priuilegiati. Qui & idoneos nos ..cor.g.
lecitminiſtros noui testamenti. Le voci de
quali pertutto l'uniuerſo & per tutti i confi
ni di quello quaſi viue trombe in ogni lin
guaggio d'ogni intornoriſonarono, ſnon- Sal. 18.
nem terram exiuitſonus eorum. Predicò
San Giacopo maggiore piu abondantemen
te che in altro luogo in Hispagna, ſi come nel
modo medeſimo San Tommaſo &'San Bar
tolomeo nell'Indie, San Filippo in Tarteria,
San Giacopo minore in Gieruſalem, San
Giouanni in Aſia, Sant'Andrea in Acaia,
San Matteo in Etiopia, i Santi Simone &
- :
- -- - - -
Taddeo
-
I6 VITA DI SA NTO
Taddeo in Perſia. Etilglorioſiſsimo Pren
cipedelli Apoſtoli e Pastore vniuerſale di
tutta la chieſa in vari paeſi e prouincie e
nominatamente in Giudea, in Antiochia,
(doue prima cominciarono i ſeguaci del Si
gnor Gieſu Chriſto ad eſſer appellati Chri
stiani) e in Roma. Il quale nobiliſſimo vf.
ficio ancora come ſuperiore a tutti i fedeli
commeſſe egli adaſſai diſcepoli che con le fe
conde predicazioni accompagnate dalla
ſantità della vita fruttificaſſero per lo mon
-

do. Et tra gli altri da lui è coſi alto e'de


gnogrado fino di principio ſublimati fu il no
ſbiliſſimo anxi christianiſſimo Romolo, in
uittiſſimo Martire, e primo Veſcouo di
" meritiſſimo,conuertitore della Toſca
na, di cui partitamente teſſere le laudie i
geſti intendo al preſente. Ancora che mala
Ageuole ſia alla mia baſe (za por bocca nel
l'altezza di tanto ſanto, nel quale quaſi in
quel tranquillo mare Orientale doue il Pro
Zach. 14.
feta Zaccheria vedeua entrar lacque che
di Gieruſalem vſciuano, entrarono i fiumi,
delle propietà Angeliche nella maniera me
deſima che naturalmente al mare corrino i
- - fiumi
R O M O L O. 12
fiumi tutti. Ardeua egli co Serafini della
moroſo fuoco di carità, Onde con acceſo e'
infiammato animo ſostenne il martirio per
Chriſto. Spandeua splendentiſſimi raggi di
ſapienza co Cherubini nell'inſegnare,º con
molta dottrina ſcacciare le tenebre dell'igno
ranza &'delli errori. Giudicaua coTroni
le cagioni di coloro che erano commeſſi al ſuo
gouerno. Liberamente eſercitaua l'ufficio
ſuo con le dominazioni, onde e diſcorreua
per città & castella predicando il ſantiſſimo
nome di Gieſu ſenza tema veruna nelme -
zo de nemici. Reggeua & guidaua copren
cipati gli inferiori, 6'è ſuo potere gli ridu
ceua al primo principio Iddio. Raffrenaua
con le Podeſta la potenza e malizia diabo
lica, col diſcacciare que peſſimi daddoſſo
alle creature ragioneuoli. Adoperaua mi
racoli con le Virtù per conceſſione ſpeciale
largitagli da Dio: & finalmente con gli Ar
cangeli & con gli Angeli annunziata al
mondo i maggiori e minori miſteri e man
dati diuini. Costui adunque per ſcendere
al particolare, d'illustre legnaggio Romano
nato &'benchegiouane, dotto molto nelleſe
S C colari
i& VITA DI SANTO
colari ſcienze ſi conuertì alla vera fede, mer
cè della predicazione di eſoſantiſſimo Pie
tro allhora predicante nell'inclita città di
Roma: quando conforme alla promeſſa fat
tali da quello che mentir non può, diuenuto
peſcatore d'huomini, con le ſue parole effica
ci & virtuoſe riportaua ampiſſima preda:
tale che perfino alla prima che fatta hauea
ſolenne e publica ſi conuertirono ben tre
Fat.Ap... mila Giudei: & poco appreſſo mediante vn'
altra ſua predicazione, altri cinque mila
Fat Apa credettero in Christo. Coſa invero mera
uiglioſa che quelli che poco innanzi haueua
no uſata ogni maniera di crudeltà verſo il
Signor Cieſu Christoſi conuertiſſero coſito
sto alla fede. Et molto piu mirabile fu che
i Gentili i quali non haueuano cognizione
alcuna, o poca di Dio, ad vna ſola predica
ſua diueniſſero vaſi idonei a riceuere lo Spi
FatAp.io rito ſanto: come in verità leggiamo neſagri
fatti Apoſtolici eſſere autuenuto che predican
do egli a Gentili cadde eſſo Spirito Santoſo
pra tutti quelli che l'aſcoltauano: ma quello
poi che eccede amendue le merauiglie ſopra-,
dette, e che dimoſtra l'efficacia & il valore,
della
R O M o L O. 1o
della predica (ione di ſan Pietro, ſi è che
l'Angelo ſteſſo ſceſo da cielo per ſalute di Cor
neliocenturione l'inuiò à Pietro, il quale poi Fat.Ap-ro
chehebbe predicato, battezzò lui con tutta
la ſua famiglia & altri aſſai. Conuertitoſi
adunque Romolo alla predicazione del bea
tiſſimo Apoſtolo fu d'ordine di lui batte(gia
to e inſtruito nella ſalutifera e diuinaſci
enXa dal beato ſacerdote Giuſtino. Romo
loſi come era di fiorita età e di ſangue illu
re, coſi in breueſ azio ſi moſtro fioritiſſimo
in ſantità e illuſtriſſimo in ſapienza e dot
trina:&per vbbidire al prencipe delli Apo
stoliſi diede à predicare in piegando in quel
mobile e degno Ufficio ogni ſua opera & ſtu
dio, eo a batte(giare i credenti. A quali
doni piacque allaſoprahumana liberalità
aggiugner la grazia del far miracoli. Le
quali tutte coſe diuulgateſi per l'eccelſa città
di Roma peruennero all'orecchie d'vnſegna
lato perſonaggio nominato Cariſio, da gran
diſſima angoſcia oprapreſo, per lo trouarſi
vno de ſuoi figliuoli molto malconcio dal
dimonio, e l'altro ſoprafatto da incurabili
malattia, º dall'amore paterno traportato
- . C 2 7707
20 VITA DI SANTO
nonfinò mai tanto che e conduſſe il beatiſi
mo Romolo a caſa ſua ſupplicandolo di ſalu
teuol rimedio, con ſalda credenza che me
diante lui i figliuoli haueſſero ad eſſer li
berati, come aumenne iui a poco: che veden
do Romolo i ſopradetti giouani in peſſimo
termine s'inginocchiò & orò feruentemente
all'altiſſimo per la coloro ſalute. Poco ap
preſſo compiuta l'ora (ione ſurſe e posta la
mano ſopra il maggiore comandò a Satàn
nel nome del Signor Gieſu Chriſto che gli vſ.
ciſe d'addoſſo, 6 fu tantosto vbidito, tale
che in compagnia de diſcepoli ſanti dire po
Luc.ro. tea, Etiam demonia ſubiſciuntur nobis:
& quaſi nel tempo medeſimo il minore dal
toccamento della ſua benedetta mano diuen
neſano, conforme a quella infallibil pro
meſſa, Superegros manus imponent &
Marc. 16. bene habebunt. All'horaſenKa metter pun
to di tempo in me (go Cariſio con amendue
i guariti figliuoli laſciarono il paganeſimo
& credettero nel vero Dio,nonſen(a rende
rele douutegra (ie, albeatiſmo Romolo,da
cui non pure eſſi tre, ma tutta la loro caſa
riceuerono l'acqua del ſanto batteſimo, ma
- gni
e R O M O L O 2r

gnificando vnitamente la potenza diuina,


che perme(go del ſuo ſeruo opraua coſe tan
to mirabili. Al glorioſo prencipe delli Apo
ſtoli Pietro portò parimente diſuſata alle
rexza il copioſo frutto del verbo di Dio dal
fi Romolo con tanta abondanza ſe
minato & lo ſplendor de miracoli che alla
bontà diuina piaceua di operare mediante
quel ſanto. Onde a fine che gli haueſe oc
caſione di fruttificar maggiormente gli com
meſſe che in compagnia del ſopranominato
Giuſtino e di Marchiziano e di Cariſi
moandaſſe alla volta di Sutri,vna delle an
tiche città d'Italia, detta di principio Satura
na, &quiui cercaſſe di conuertire alla vera
fede quel popolo. Perche egli conſi eletta e'
riguardeuole compagnia per vbidire alſuo
maeſtro ſi meſſe di ſubito in cammino: &
arriuati a Sutri, furono di tratto amore
uolmente raccolti da vno horreuol cittadi
no detto Pergamo. Coſtui innanzi tratto
interrogò ilgiouane Romolo onde e fuſe: 65'
come & perche quiui capitato. Riſpoſeli il
ſanto qualmente era Romano & aguiſa di
aſſetato Ceruo corrente alle freſche fontane,
ſt/g
22 VITA DI SANTO
sui diportatoſi volonteroſamenteper l'arden
te ſete che haueua della ſalute di quella cit
ta, ſenza tema veruna predicando d'ogni
intorno il ſantiſſimo nome di colui che ne ha
ueua conceduti i doni dello Spirito Santo,e'
promeſſaci l'eterna vita: non ſenza eſortar
lo efficaciſſimamente a credere in eſſo, per di l
uenire ancora egli partecipe della vita ſem
piterna. Rimaſe stupefatto Pergamo al
ſuono di queſte parole, come quel che non ha
ueua mai hauuto ſentore alcuno chefuſe al
tra vita che la preſente, anzi teneua perfer
mo che morto il corpo norimaneſſe viua co
a veruna dell'huomo. Cominciò il ſanto è
tirarlo alla fede non gia càparole rettoriche,
nè con perſuaſioni humane: ma con la paro
la diuina piu penetrabile d'ogni aguto coltel
lo:esa moſtrargli quanto felice e glorioſa
ſiag". perpetua vita riſeruata alli amici
di Dio: &eon quanto ardente deſio la dee
eſſer bramata da ciaſcuno come lontana &
eſente da ogni doglia, pianto, fatica e faſti
dio: 63 colma di felicità, allegre (za & con
tento, tanto ineſtimabile, che intelletto hu
mano naturalmente non è capace: & inſie
AadA22ente
R O M O L O 23
memente gli fece toccar con mano quanto
meſchina ſia la preſente vita mondana, ſot
toposta a mille e mille caſi & diſauuentu
re, piena di tanti biſogni,abondeuole d'innu
merabili incommodi, perturbazioni & paſe
ſioni. Et veramente che poca fatica biſo
gna durare, a chi con ſano occhio riſpuar
dar vuole, a moſtrare gli incommodi &lin
coſtanza di queſta miſera vita, la quale per
breue tempo bella come fiore, in vn ſubitoſi
ſecca e languiſce, Quaſi fos egrediture º
conteritur: Et in ſu il piu bello del viuer no
itro resta abbandonata la ſcena della vita
humana, fuggendo come ombra. Oltre che
in viuendo chi è di continouo moleſtato 63'
afflitto da malattie certi stentano per la ſtre
mapouertà, alcuni ſono stra(iati per le car
cere, non pochiſonorubati, e altri final
mente dispregiati & vituperati, tale che
niuno ſi troua che ſi poſſa aſcondere dall'ar.
ſura della auerſa fortuna, Nec eſt qui ſe sal, 18.
abſcondata calore eius. Che ſe bene noi ve
diamo talbora alcuno fiorire, o per honori e'
pompe, o per degnità, è per delixie, o per ric
che ge, o per imperio: tutto è vanità, e in
- , “U72
2 / VITA DI SANTO
ºn momento spariſce e fugge non ſenza
hauer trafitto altrui in quel mezzo congra
miſſime punture di diſpiacerierajanni nel
la maniera medeſima che alla roſa veggia
mo interuenire la quale naſce accerchiata
da pungenti spine, e algiglio che sta con
giunto confetida herba. Quelli che pongo
nº ogniintento loro in acquiſtarſi honorie
gloria mondana reſtano priuiniſolo de beni
spirituali, ma bene speſſo de temporali anco
ra, atteſo che perProcacciarſi qualche hono
rato titolo º grado ſpendono cio che e' poſs
ſono,6 rouinano lo stato loro e incontanen
teſenza punto goderloſi muoiono, è vera
mente per conſeruarlo fanno ſpeſe ecceſſiue
&ſmiſurate, tale che l'entrate che e'poſſeg
gono per grandi cheſiano, non ſono loro la
steuoli: & non altramente che vn'gagliardo
ventoſogli gli alberi deſuoi frutti, priua il
vento della vanità coloro che ambiſcono gli
honori, della vana laude &gloria de propi
beni loro. Queſto ventoſe ben pare leggie
ro, nºndimeno nel mare del mondo preſente
fa affondare esperirenaui aſſai, e impedi
ſcele che lenipoſino peruenire nè cºdurſial
- diſi
R O M O L O V 2r
diſidereuole porto della ſalute: & ſueglie
molti e grandi alberi del regno di Dio: e'
trapiantali nel diabolico e di più nello sta
to preſente aſſai dalſommo della ruota della
grande(gia, caggiono nel baratro della in
Gc n. 39e
felicità & baſeXga. Renda di ciò testimo
nianza l'innocentiſſimo Giosef, il quale era
tanto grande appreſſo di Futifero che ego
uernaua la ſua caſa, e di tratto balzò in
prigione. Aman altreſi che dopo il Re Aſ Heft.3.
ſuero teneua il primo luogo, e'a cui s'ingi
nocchiaua tutto quel popolo dopo tanti ho
mori fu appiccato alla forca da lui prepara
ta per Mardocheo Giudeo. Qual ſoldato
u tanto honorato dal Reſuo, come Gioab
da Dauid, da cui fu fatto Generale del ſuo
eſercito, nondimeno fu poi da Salamone ſuo 3 Reg.2.
figliuolo e ſucceſſore fatto miſeramente mo
rire. Saul altreſi ſublimato glorioſamente

al regno,nefu infelicemente ſcacciato. Na


bucaonosor dopo immenſa gloria fu colloca 1.Reg. 15.
to tra le bestie: & in breue infiniti ſono quel
li che dalla ſommità delli honori in vn trat
toſi trouano precipitati quindi giu nel cen
tro della calamità. Di qui è i il Salua
D tor no
26' VITA DI SANTO
tor noſtro poi che hebbe riceuto quelſegna
latiſſimo & ſourano honore da popoli che fe.
ſteggianti &'allegri dell'entrata ſua in Gie
Matt.2 I. ruſalemlincontrarono con canti palme,ra
Luc. 19.
mi d'alberi & col diſtender fino a propi ve
stiri per le strade, cominciò incontamente à
piangere per darcia diuedere che l'humana
letizia in vn baleno ſi volge in triſte 3 a 65
|ll
che l'eſtremo delriſo aſſale il pianto: egli ho
mori in vn batter d'occhio ſi riſoluono in nie
te: e che biſogna temperare ogni mondana
proſperità colſofferire collaproua, è colpen
Eccl. 11. ſiero qualche auuerſità, Indie bonorum ne
immemorſis malorum: Altramente reſta
rebbe impiagata &ebbra la mente nella ma
niera medeſima che reſtarebbe inebriato da
vn potentiſſimo e' agliardiſſimo vino chi
nebeueſſe in quantità ſenza temperarlo col
l'acqua. Le ricche(ge perſomigliante mo
do altro non ſono che vanità & affi (gione
d'animo, come ben conchiuſe Salamone poi
chehebbe recitati gli immenſi teſori dequali
gli abondo oltre a tutti i Re d'Iſrael, Vidi
in omnibus vanitatem & affiictionem ani
Eccl. 1, mi. Per le quali punture con che le traſg
- - gono
º R o M o Llo? 27
gono e tengono anſia la mente per hauer an
neſſo e congiunto con eſſo loro fatica nell'ac
quistarle, timore nel poſſederle,65 dolore nel
perderle, furono eſſe dal Signor nostro com
parate alle spine. Ne ha dubbio, cheſendo
l'anima noſtra capace di Dio, non puògia
mai eſſer ripiena d'altro che di Dio: a com
parazione del quale non pure le ricche(ge,
ma il mondo tutto è come vna gocciola di ru
giada, Quaſi guttarori ante lucem. Di Sap. I
maniera cheſi come stolto & mentecattoſa
rebbe chi s'ingegnaſſe di racchiuder tutte le
acque in picciol vetro: coſi fuori di ragione
ſi trouarebbe chiunque ſi deſſe ad intendere
di riempiere l'anima di ricchezze. Imper
cioche i danari e l'altre faculta ſono coſa
corporea, e l'anima è spirituale: tale che ſi
come vn'arca corporea non ſi può empiere di
ſapienza, coſa i" , coſi nè l'anima
ſpirituale di ricche(ze corporali. Ridicola
coſa adunque ſarebbe a dire che le biade che
ſi ripongono ne granai & il vino collocato
nelle botti haueſſero adempiere giamai l'ani
ma, in cui non ſi poſſono collocare. Si che la
dinina grazia &'nò coſa alcuna pergrande
s . D 2 che
f
23' VITA DI SANTO
che ſia di queſto ſecolo la puo in modo alcuno
riempiere. Perciò hebbe a dire il deuoto
Bernardo che non piu ſiſazia d'oro l'anima
che il corpo d'aura. Salutifera coſa per tan
to ſarebbe a ricchi appigliarſi all'util'conſi
glio del pientiſſimo Chriſoſtomo di fare ſcri
uer per tutte le mura, pergli veſtimenti, per
lepta (ge, per le caſe, in ſu le porte, e pren
cipalmente nelle loro conſcienze quelle paro
- - -
-

Sppra S. le del Sauio, Vanitas vanitatum e omnia


Mattco
Hom. 3.
svanitas: Afine che ſempre le vedeſſero con
gli occhi, 6'le ſentiſſero colcuore. Non può
anco l'huomo confidarſi in hauer ſeguito
d'amici, e grazia con molte perſone. Per
cioche altempo ſereno della proſperità ognu
noſi fa amico de ricchi & potenti: ma come
e ſi rannuuola punto & che altri caſchi in
miſeria, opouertà, tutti voltano altrui le
spalle. Verificoſi questo ne tre amici di
Giob, i quali perduta che gli hebbe la roba, i
figliuoli, e la ſanità, e che ſi fu condotto
tutto ignudo in ſurun monte di litame a ra
derſi le piaghe con un coccio, alzatigli occhi
coſi da lontano verſo di lui non lo riconobbe
Giob. 2. ro, Cumque eleuaſent procul coulos ſuos
º - sº 72072
r R O M O L O. 2o
; non cognouerunt eum, Segno euidentiſſimo
che nelle tribolazioni &auuerſità no ſirico
noſcono gli amici,ma quado e ſono in prospe
rità, tutti gli ſecondano & preſentano per
gratificargliſi, e per mezzo loro riportar
ne vtile, honore & fauore. Onde niuno de
ſopradetti amicigli donò coſa alcuna men
tre che eſistette nel fango a rader le piaghe,
ancora che beneſtantifuſſero & agiati delle
coſe del mondo. Ma quando la fortuna gli
ſiriuolfe, che e' piacque alla bontà diuna
raddoppiargli le facultà perdute, corſero tut
ti i ſuoi parenti &'conoſcenti ad intertemer
lo & preſentarlo animali & dorure. Et de
derunt ei vnuſquiſque ouem vnam &'inau
rem auream vnam. Il ſimile interuenne à Ciob. 42 -
Tobia che mentre stette cieco fu tralaſciato sta

da tutti i ſuoi, 63 nella cecità in cambio di


confortarlo lo sbeffauano, Parentes & co Tob. 2.
gnati eius irridebant vitam eius. Anzi che
la moglie steſſa lo prouerbiaua e rimbrotta
ua, Hia & alijshuiuſcemodi verbis expro
brabatei. A Maſubito che e fu guarito &ol
tre al lume delle occhi rihauuto il figliuolo 63'
riſcoſſi i danari, eccoti Amores Nabatan Tob. I la

darono
go v ITA DI SANTo
Tob. 11. darono a rallegrarſi con eſſo lui delle ſue pro
sperità ea mangiar ſeco. Così parimente
alla cena del Signor noſtro interuennero gli
Apostoli tutti, ma poco dopo quando e fu
preſo nell'horto, tutti l'abbandonarono e ſi
fuggirono . Tali dunque ſono gli amici del
la fortuna e del mondo, che partendoſi la
bonaccia ſi dileguano & ſpariſcono anchora
Prou. I 9a
eſi: & tornando ella,ancora eſſi in vn trat
to compariſcono, Diuitia addunt amicos
plurimos, a paupere autem e hiquos habuit
ſeparantur. Questi tali ſono dalla ſcrittu
ra nominati amici di tauola, perche mentre
che gli sperano riportarne punto dvtile viſi
tano e confortano fingendo portar compaſs
ſione all'altrui diſauuenture & calamità,
Eccl. 6.
Est amicus ſocius menſe, e non permane
bit in die neceſſitati, Ma non perſeuerano
nell'amicizia quando altri danelpouero, è
in qualche altra controuerſia, nel qual'tem
podeurebbero perſeuerar più che mai, per
Prou. 17.
cioche nell'auuerſità ſi proua l'amico, Omni
tempore diligit qui amicus eſt. Sono queſti
tali molto ſimili al Lupo &al Cane che tan
to amano vn cadauero, quanto è vitroua
º 770
eR O M O L O. 3F
no cherodere e non punto piu. Onde quan
do e ſi viene all'oſa nude ſubito ſi partono.
Sono adunque ſenza numero le miſerie &
infelicità della vita preſente: nèſi troua in
queſta macchina ſublunare coſa veruna in
che altri confidareſi poſſa e che non ſia va
nità per lo eſſere i ſuoi piaceri breuiſſimi,
l'allegre(z e fugitiue, la noia ferma, la quie
te di punto in punto aſſalita dal trauaglio,
6'la vita dalla morte: tale che tutto il vi
uer dell'huomo è vna faticoſiſſima 6'conti
noua guerra: non potendo hauer pace nè
quiete chi ſul buono appunto delle proſperi
tà sta con timore che non ſi volga ſubitamen
te il giro delle coſe e non ſi meſcoli col dolce
l'amaro: come ben ſauiamente ne diede a di
uedere quel Rè Siracuſano, degno anchora
che gentile, di eſſere in queſto imitato da Chri
stiani, quando ritrouandoſi feliciſſimo &
contento molto per le aſſai vettorie conſegui
te alzò gli occhi al cielo pregando il ſommo
Iddiogli concedeſſe che quelle ſue allegre (ze
foſſero intorbidate da men graui dolori che
fuſſe poſſibile, ſapendo egli i. quelle non po
teuano durare in tale stato. Si che ſe non
- . . . . . fuſe
gs vITA DI SANTo
fuſe vn'altra vita ſempiterna e perpetua
e al tutto contraria a queſta, douegli affan
ni, le tribolazioni, elpatire finiſchino vna
volta per non ritornar mai: l'huomo ſareb
be infeliciſſimo & oltra modo meſchino, nè
gligiouarebbe punto l'eſſer nato come inuol
to e circondato da crudeliſſime infermità,
da dolori inſopportabili, da triſte(ze, da pe.
ricoli, da caſi, da diſauuenture, da molte
paſſioni dell'animo che lo tribolano e tor
mentano: &'di piu da tanti biſogni & ne
ceſſità che ha di qualſivoglia coſa,che d'ogni
intorno doue e ſi volge & ringira è aſtretto
mendicare,eo comunemente da corpi celesti
lume & influenza: dalla terra il ſioſtegno,
daſuoifrutti il vitto: dall'aria,onde reſpi
rare&refrigerare il cuore: dall'acqua, ma
teria da lauarſi 6'humettare i terreni per
ſuo vſo: dal fuoco lo ſcaldarſi & il cuocere i
cibi: dalli animali con che coprire la ſua nu
dità, 69’adornare la propia bellezza, e aiu
tare la propia debole(za & tarde (gia. Da
quali tanti biſogni è nata in lui la cura di
ſuiſcerare la terra per hauer metalli: affan
nare il mare per trouar pietre prezioſe &
traſmu
R O M O L O 37
traſmutare mercanzie da luogo a luogo:
trauagliar l'aria & l'acqua, º combatter
con lefiere per appoggiare queſta cadente ma
tura. Ma perche a ſeguaci del grande Dio
dopo le notturne tenebre di queſta morte che
da noi ſi chiama vita, viene il ſereniſſimo
giorno perpetuo, dopo gli affanni il dolce ri
poſo, dopo le tribolazioni le proſperità: a do
lori ſuccedono i diletti e al pianto il riſo,
Adveſperum demorabiturfietua, 69 ad ma Sal. 29.
tutinum letitia: però tanta e ſi immenſa è
la felicità & beatitudine in cui gli ha agode
reperpetuamente che l'auanza d'aſſai ogni
nostro dire. Il che tutto ageuolmente com
prender può chiunque conſidera che ſi come
il corpo nostro fu formato di fango e di ter
ra, Formauit dominus deus hominem de Gen. 2.

limo terre: Coſi l'anima viene immedia


tamente da Dio, il quale creando l'anime,
l'infonde ne corpi, e infondendole ne corpi
le crea. Et mediante l'anima è l'huomo ad Il Mac ſtro
nel ſecon
imagine & ſimilitudine di eſſo Dio, Facia do delle
mus hominem ad imaginem & ſimilitudi ſenterze
Diſt. i 7.
mem nostram. Onde Iddio è spirito, 6
l'anima ancora è spirito. Iddio è ſemplice,
65'
34 vITA DI SANTo -

e l'anima altreſi è ſemplice. Iddio è im


mortale, e coſi l'anima. Iddio è inuiſibile
e l'anima ſimilmente è inuiſibile. Iddio è
vno in ſoſtanza & trino nelle perſone, e'
l'anima è vna in ſoſtanza e trina nelle po
tenze. Iddio è tutto per tutto, e l'anima è
tutta in tutto il corpo, e tutta in qualun
e parte. Vltimamente Iddio è razionale,
ò per dir meglio la ragione steſſa, e l'anima
perſonigliate modo fu prodotta razionale.
L'imagine preciſamente ſi riferiſce a doni
naturali come è l'intendere, il ricordarſi e l
volere: e la ſimilitudine a ſopranaturali
e gratuiti: mercè de qualiſi come eſſo Id
dioè carità, buono, giuſto, paziente, miſeri
cordioſo, mondo e manſueto: coſi deelhuo
moabondare di carità, di giuſtizia, di bon
tà, di pazienza, di manſuetudine, di mon
dizia e di miſericordia. Et quanto piu ſi
ritrouano in alcuno coſi ſegnalate virtù,
tanto piu ſi aſſomiglia al creatore. L'huo
moper tanto dalla parte della materia che è
il corpo ha occaſione di profittare nell'humil
tà: & dallaparte della forma che è l'anima
d'impiegarſi tutto nella ſantità. Perche dal
l'eſſere
a R oM o L o gr
l'eſſere ella spirito viene in notizia che gli è
neceſſario caminare per le ſtrade dello ſpiri
to,eo dileguarſi da ſentieri della carne, Spi
ritu ambulate. Nell'eſſer ſemplice ſi viene a Gal. 5.
dimoſtrare che la dee procedere in ogni ſua
a gione còſemplicità & fuggire ogni ſimu
lazione. Dall'eſſere immortale trahe ammae
ſtramento diſchifare qualſivoglia allegre -
ze & contenti tranſitorij,63 bramaregli im
mortali: 6 inſiememente no temere i ſuppli
zitemporali, ma i ſempiterniſolamite, No
lite timere eos qui occidunt corpus. Dall'eſº Matt. 19.
ſere inuiſibile viene ammonita di oprare in
uiſibilmente quatoſipuò 6'occultamente le
buone opere che la fa in questo ſecolo, a fine
che il padre noſtro il quale vede nell'aſcoſo
ne renda ilguiderdone & la rimunerazio
ne, Pater tuus quividet in abſconditored Matt. 6,
dettibi. Dall’eſervna in ſoſtanza impa
ra a mantenerſemprevna medeſima forma
d'innocenza & di giustizia: percioche lo
tolto è quel che ſi muta come la luna: & dal
l'eſſer trina nelle potenze è auuertita diſchi,
uare qualunque diuiſione e ſciſſura & a
conſeruare l'anità dello spirito nel legame
. . . E a della
-
36 v ITA DI SANTo
della pace:ſi come nel numero ternario quel
delmexgio ſi congiunge col primo & colter
zo. Nell'eſſer tutta in tutto il corpo e tut
sta in qualunque membro, può coſiderare di
far parte a ſuo potere di ſe e delle coſe ſue è
tutti i proſſimi, ſendo noi tutti membra di
vn medeſimo capo Chriſto. Et finalmente
l'eſſer razionale gli inſegna a non appetire
quelle coſe che ſi hanno aſchifare, era fug
gire quelle che non ſi deono appetire. Coſi per
la ſcala di queste ſalutifere virtù ſi ſale a go
dere l'immortalita nel ſuperno regno celeſte:
i cui habitatori ſi ſaziano della viſione del
creatore & di continouo godono i cantici
angelici in quella ſuperna e immortal' cit
tà la quale non ha biſogno di Sole nè di Lu
na, ma è alluminata dalla chiare(za &
Apoc. 2 1. splendore di Dio, e la ſua lucerna è l'Agnel
lo: doue e godono perfettiſſimaſanità ſenza
sal. re.. poter hauer mai malattia veruna, Sanat
O/272675 infirmitates tua : Giouentù ſenza
Sal. Io2. vecchie gsa, Renouabitur vt aquile iuuen
tua tua: Sazietà ſenza fastidio, coſa C07 -
traria a quelche qui interuiene doue l'occhio
non ſiſaK3 ia di vedere, nè l'orecchio d'avai
è , s . re',
R o M o L o 37
re, Satiabor cum apparuerit gloria tua: Sal. 16.

Belle(gaſenza bruttura, è difetto alcuno,


Reformabit corpus humilitati, noſtra confi Filip. 3,

guratum corpori claritati,ſua: Abondan


zia lontana da careſtia di qual ſi voglia co
Giud. 18.
ſa, Tradet vobis deus locum in quo nullius
rei estpenuria: Cognizione ſenza ignoran
I.Cor. 13.
za, Videmus nunc per ſpeculum in eni
gmate, tunc autem facie adfaciem: Glo Col. 3»
riaſenza ignominia, Cum Chriſtus appa
ruerit vita veſtra, tunc & vos apparebiti,
cum ipſo in gloria: Allegre(ga ſenza tri
ste(ga, Obliuioni tradite ſunt angustia Eſa, 65.
priores: & finalmente vita ſempiterna lun
ge da ogni ſoſpetto di morte, Precipitabit Eſa. 2 5 e

mortem in ſempiternum. Pertanto al bea


tiſſimo Romolo che oltre all'eſſere ſcienziato
e'dottiſſimo, abondaua diſanto spirito, fu
coſa faciliſſima il mostrare la fallacia del
mondo e la gloria del cielo. Al ſuono delle
cui parole ſantiſſime stupito Pergamo & gia
per la merauglia quaſi alienato da ſenſi heb
be a dire che molto bene gli erano conti e tri
ti gli incommodi & le perturbazioni della
vita preſente però che con tutto il cuore bra
- fAZAZZA,
g4 vITA DI SANTo
maua di vedere alcun ſegno che gli fuſeſca
la 6 me(go a conoſcere in qualche parte la
potéza del ſommo Dio, a fine che gli haueſe
occaſione di credere la vita che e gli ſentiua
predicare. A queſta voce prostrato inter
ra il beatiſſimo Romolo sparſe ſupplicheuoli
6 feruentiſſimi preghi all'altiſſimo che in
fondeſſe la fede ſanta in quell'huomo. Eſau
di tantoſto la bontà diuina le preci del ſuo
cariſſimo ſeruo, 6 perſegno di ciò vna vile
veſta che Pergamo haueua indoſſo ſi cangiò
incontamente in veſtimento ſplendido come
oro, 65'vna bacchetta che e teneua in mano
ſi muto in ſcettro regale. Et nel medeſimo
inſtante vn vaſo di terrapieno d'acqua toc
co dalglorioſiſſimo Romolo ſi conuerti in pre
ziioſa gemma. Fu larghiſſima la liberalità
diuinaneſuoi ſanti di ſenſibili miracoli nel
principio della naſcente chieſa, accioche la
fede creſceſſe e ſi fondaſſe interiormente ne
cuori de credenti: nel modo medeſimo che a,
coltiuatori deterreni interuiene che quando
piantano gli arbuſcelli, ſeguitano d'innaf
farli tanto che gli vegghino appiccati &'ab
barbicati bene, 6 poi ceſſano dal ſommini-,
ſtrare
- R O M o L O. 39
ſtrare loro l'acqua. Aggiugneſi a queſto che
poi in proceſſo di tempo tanta è ſtata l'ingra
titudine&'coſi poca la riuerenza de popoli
Chriſtiani inuerſo Dio & i ſuoi ſanti,che da
per loro ſi ſono reſi indegni di tanto dono. In
oltre i fedeli che amano il ſignore come egli
dee eſſere amato non hanno biſogno diſegni,
i quali ſon dati alli infedeli & miſcredenti.
Si che niuno ſi merauigli che il chriſtianeſi
mo abbondaſſe all'hora di miracoli e hoggi
nò. Iſopradetti ſegni per tanto veduta da
Pergamo l'induſſero a credere nel vero Dio
& riceuette la ſanta acqua del batteſimo egli
con tutta la ſua caſa, che furono d'intorno a
cinquanta perſone, tra maſchi e femmine.
Quindi ſeguitò il ſanto di predicare per quel
la terra e batte(gare i credenti: & vi ſog
giornò centoquarata giorni. nel qual tem
poſimoſtrò in lui copioſiſſima la grazia de
miracoli, come tra gli altri quel memorabi
le e cagione della partitaſua, del renderla
ſanità alla figliuola di Cariſia uedouanime
no ricca che nobile, la quale ſupplicò il bea
-
tiſſimo Romolo che concedeſſe la facultà di
parlare ad una ſua figliuola nata mutola có
. . .. . pro
-

zo vITA DI SANTO
promettergli che ſe il deſiderio ſuo veniua
adempiuto, era riſoluta di adorare il nostro
Dio. Diportoſi all'hora il Santo a caſa di
Cariſia per reſtituire la ſanità alla figliuola,
6'oro al ſignore che ſi degnaſſe aprir la boc
ca di quella fanciulla, a fine che conoſcendo
eſa lui vero Dio autore della ſalute veniſſe
a confeſſare & magnificare il nome ſuo ſan
tiſimone ſecoli deſecoli: e mentre che alcu
nide circoſtanti riſpondeuano Amen, ſi ſno
dò & ſciolſe advn tratto il legame della ſua
bocca, 63 cominciò parlando ad affermare
che l'Iddio predicato da Romolo era il vero,
& gli altri tutti falſi & bugiardi. Et coſi
poſſiamo veridicamente dire di queſto San
Mar.7. to, Surdos fecit audire & mutos loqui.
All'hora molti depagani vedutoſi ſegnalato
miracolo rinunziarono alli Idoli & credet
tero nel Signor Gieſu Christo & ſottentra
ronohumilmente alleſagre onde battiſmali:
nella maniera medeſima che fece Cariſia &
la figliuola con tutta la lorº caſa, che rigene
rate credettero & diſpenſarono a pouerelli
la piu parte delle loro facultà. Perche ilGo
uernatore della terra che era luogotenente di º
ANerone
-
-
º R O M O L O- At
2Nerone & capitano della città, fatto testa
conſuegentiſcacciò lui & i compagni impe
tuoſamente di quiui dando loro bando del
"capo. Perche eſſo cedendo all'impeto e fuº
ria di quei peruerſi, vedendo non poter più
quiui fruttificare appigliatoſi al ſalutifero
detto del redentor noſtro che in tal caſo di
spone che quando noi ſiamo perſeguitati in Matt. 1o.
vn luogo fuggiamo in vn'altro, Cum au
tem perſequentur vos in ciuitate ſta fugite
in altam, e ſecondando le ſante orme di
Paolo Apoſtolo che trouadoſi in carcere fug 2.Cor. I 1.
gi calato da vna finestra pervna porta,ſe
ne tornò a Roma, doue al ſommo Pastore
Pietro riferi tutto il ſucceſſo. Conoſcendo
Pietro la piena perfezione di Romoloſiriſol
uette mandarlo in Toſcana, ordinandolo
Veſcouo di Fieſole. Della nobiltà e anti
chità della qual'città reputo ſuperfluo fare
ipecialmenzione come di coſa notiſſima per
le aſſai memorie che di eſſa fanno innumera
biliſcrittori, e tra gli altri Catane, Polibio,
Plinio, Appiano Aleſſandrino, Saluſtio, Li
uio, Annio, Fazio delli Vberti, Tolommeo,
Silio Italico, Pietro Marſo, Angelo Poli
º Gt4770
A2 vITA DI SANT o
ziano & fra Leandro Alberti: basterà dire
cio.va- che l'hiſtoriografo Fiorentino Grouanni Vil
"
cap. 7, lanitestimonia che la fu la prima città edi
ficata in tutta l'Europa: e fabbricata dal
Rè Atalante fgliuolo di Tagrannato dopo
il diluuio vniuerſale dediſcendenti di Iafet
vno defigliuoli di Noè. Il quale Atalante
partitoſi dalla confuſione della torre di Ba
bel arriuò in queio noſtro paeſe d'Italia: es'
fece la ſua prima stanza ſopra il belliſſimo
e ſalutifero monte Fieſolano, in ſul quale
60/22e fortiſſimo e ben poſto e per via

d'Aſtrologia ritrouato per miglior luogo e


piuſano che ſia in tutta Europa fece egliedi
fcar la città, cingendola di muraglia in
eſpugnabile con altiſſime e forti torri e'
vna rocca nella ſommità di merauiglioſa
fortexza e bellezza ineſtimabile. Di que
ſta ſegnalatiſſima e memorabilterra adun
quee nel tempo che l'era in fiore quanto al
le coſe del mondo fu dall'Apoſtolo inſtituito
Veſcouo ilprimo noſtro anteceſſore e padre
S.Romolo:accioche in tal paeſe(nòviſendo
fino all'hora penetrata ſcintilla alcuna della
ſantiſſima fede Chriſtiana) glicò la ſua pre
e di
oR O M o L O i 43
dicazione efficaciſſima e feconda liberaſſe
quella città aſſediata&poſſeduta dall'anti
coauuerſario: dandoli per compagni in tan
te fatiche Marchiziano & Cariſſimo: com
mettendoli di piu che neltrasferirſi a Fieſole
faceſſe la ſtrada da Volterra, città nobile &
antichiſſima, appellata già (ſecondo che ad
alcuni piace)Antonia douerinueniſſe quel
cheſsuto faſe di due ſuoi dilettiſſimi diſce
poli Creſcenzio & Dolciſſimo da lui già qui
ui iniziati a fine che col nodrimento della ce.
leſiapaſciona ſcancellando la ſuperſtizione
del velenoſo ſerpente rinfreſcaſſero i cuori di
quel popolo, il quale riceuendo il vero lume
abbandonaſſe il falſo culto delli Idoli. Con
aſſaihumiltà preſeſi fatto carico l'obedien
tiſſimo diſcepolo Romolo et promeſſe al Mae
ſtra di dare a ſe fatto negozio compimento
con tutte le ſue forze e potere. Come quel
che era ben conſapevole che chiunque vbi
diſce i Prelati vbidiſce Gieſu Chriſto che Luc. Io,
diſº, Quivos audit me audit. Et meri
tamrntaè obligato l'humma adahbidire a mi
nistri di colui a chi tutte le creature bidi
ſºno ſanti Angelagiaſſione e mini
-o º F 2 ſtrano
vITA DI SANTo
ſtrano e eſeguiſcono i ſuoi comandamenti
e volere, e Giandio impiegando l'opera loro
nel cuſtodir noi in tutte le nostre vie. Vbbi
diſceli il cielo col girar del continouo eſe
guitare il corſo ſuo ſenza poſarſi mai e col
l'influire in tutte le coſe inferiori ſecondo che
a ciaſcuna fa di meſtiero. Il ſole la luna e le
ſtelle infondono il lume in queſta macchina
ſublunare nè mancano depropi mouimenti
loro. Gli elementi diſtribuiſcono le virtu che
gli hanno ne corpi elementati nel modo che
ricerca la natura di qualunque di eſſi, ilfuo,
co calde (za, l'ariahumidità, l'acqua fred
dezza, e la terra ſiccità. Il cuore pari
mente come fontana & principio della vita,
viuifica tutte l'altre membra: e l'altre
membra non mancano dell'avificio loro.
Perſomigliante modo procedono tutti i ſenſi,
interiori es'eſteriori e tutte le potenze del
l'anima: tutto per non traſgredire la com
- .. meſſione hauutavna volta dal loro creato-.
Sal. 148.
re, Preceptum poſuit e non preteribit.
Dal qual comandamento non ſi partono
punto gli altri corpi, anzi l'adempiono apie,
sel 148° no, Igni, grando, mix, glacies, spiritual
- -
- - pr0
R O M O L O Ar
procellarum faciunt verbum eius. Si che
vergogna grandiſſima & danno inestima
bile è all'huomo non vbidire e non fare la
volontà di Dio, douendo anchora per bene
adoperare riceuere vita eterna: & vedere i
cieli & gli altri corpi che non guadagnano
di loro adoperare, non reſtar mai d'vbidire.
La natura adunque(oltre alla diuina ſcrit
tura) ci inchina e induce alla ſanta obe
dienza: dalle cui leggi e norma non ſi vo
lendo punto spiccare il beatiſſimo Romolo,
con la benedizione del ſanto Apostolo preſe
il viaggio con Marchiziano & Cariſſimo:
e nel cammino andò ſempre predicando da
ogni intorno il verbo di Dio, tanto che e per
uenne di Volterra,doue ricercando diligente
mente deſuoi condiſcepoli ritraſſe eſſeruidi,
poco innanzi comparſi duegiouani di fiori
ta età 69'di gran ſapienza, che predicando,
Chriſto crocifiſſo da Giudei, erano stati da
quel popolo stranamente flagellati. Per lo
che ſi stauano aſcoſi in vna cauerna d'vn
monte: e'quiui incontanentegli ritrouò Ro
molo mezzi morti e conſumati dal freddo
& dallo stento. Ma parue bene in quel
cs . punto
A6 VITA DI SANTO
punto che e riſuſcitaſſero per l'allegre (za e'
conſolazione che e preſero della preſenza &
parole del ſanto, in compagnia del quale ri
tornarono in Volterra, doue entrati in caſa
d'vn nobil patrizio detto Vittimo, aſſalito
da ineſtimabil dolore, per lo trouarſign ſuo
figliuolo da ſi crudeli malattia tormentato
chegli era inſulterminare: furono preſenti
alla ſubita & miracoloſa liberazione ſua,
mercè dell'orazione del glorioſo Romolo &
dell'impoſizione delle ſue mani ſopra il capo
di quello. All'horaſenza indugie Vittima
con tutta la ſua famiglia riceue il ſanto bat
teſimo col rendere le douutegrazie al Re de
Re&alſante non ſenza merauglia di tut
ti i circoſtanti, che pieni di stupore reputan
dologran profeta & amico del grande Dio
veddero in pochi giorni che e ſoggiornò qui
ui aſſai popolo comuertito alla fede vera, abº
bandonato il culto delli idoli. Succeſſiua
mente inſultraſferirſi alla ſua chieſa Fieſo
lana, preſenti l'iniquità e crudeltà di quel
popolo e quanto e fuſe contrario al ſana
tiſſimo nome di Chriſto, e perſeguitatore da
ſeruio predicatori di quello. Perche "
ta/240
1.
A R o M O L O Az
tando di non vi eſſer riceuuto,& bramando
pure di fare felice progreſſo nella predicazio
neſe n'andò a Breſcia. Quiui apena giun
to riſuſcitò il figliuolo advna vedoua, oltra
miſura tribolata e affitta: il qual miraco
lo fa cagione che cauaſſe di ſubito gran nu
mero di popolo delle fauci del Lupo inferna
le, conducendolo all'albergo di Chriſto. Po
coappreſo ſi traſferia Bergamo,doueinbre
ue ſpazio di tempo riſuſcitò due morti: e'
da malattie varie curò miracoloſamenteaſe
fai infermi e intertenendoſi iui ad in
ſtanzia di coloro che gli haueua convertiti
circa diciotto meſi,riduſſe al vero ouilegran'
relle, come quel che non a guiſa di mercen
mario, ma di buon Paſtore non temeua iſo
prauenenti Lupi. finalmente apparendo
li in viſione e traſonno il ſanto Angelo di
Dio. Si come innanzi era stato auertito il
pientiſſimo Giosef spoſo dell'immaculata Luc. 1.

madre di Dio, di non la laſciare occulta


mente ſecondo che diſegnaua difare: loam
mani che andaſſe alla volta di Fieſole, doue
era stato inuiato dal ſantiſſimo paſtore vni
- , º ſ/dra
ta V" SANTO
uerſale. La quale ſuperna viſione riferì
i. ſiºſuoi i f:
ſenza indugio, ſcorgedolo l'Angelo che a cio
eſortato l'haueua vi peruenne toſto di com
pagnia coeſſo loro. Et di primo tratto allog
giando con vn ricchiſſimo & splendido cit
tadino detto Adriano lo conuertì con tutta
la ſua caſa colmoſtrargli come iſerui di Dio
riſuſcitano i morti, mondano i lebbroſi, ſcac
ciano i dimoni da corpi di coloro che e' tor
mentano, e oprano virtu innumerabili.
ANel tempo medeſimo Celſo nobil garzonet
to Fieſolano aſpramente tribolato da Satàn,
viſitato dal Santo fu da lui liberato colporli
da mano ſopra il capo, e 'comandare a quel'
peſſimo che tantosto ſi partiſſe daddoſſo a
quel corpo il che eſegui egli incontamente
partendoſi con molte vrla & strida. Di
maniera che circa nouanta perſone tra ma
ſchi e femmine che vi ſi trouarono preſenti,
: laudando col liberato Celſo la potenza diui
napreſero occaſione di diuenir cittadini del
la ſuperna Geruſalem col ſottoporre il collo
alſoauegiogo della fede. Seguito il ſanto di
predicare per tutta la città & promoſſe alcu
Z/
R O M O L O , af 9
nia ſagri ordini, tale che il numero defedeli
ſi andaua grandemente ampliando, 65 per
conſeguente quel delli infedeli diminuendo.
In cotal guiſa dunque in molte maniere &
modi atterrò egli & espugnò inuittiſſima
mente l'infernale auuerſario perſeguitan
dolo di paeſe in paeſe colcoltello della diuina
parola ſouuertendo il ſuo regno e mettendo
ſoXg.opra il ſuo eſercito col conuertire alla
vera fede quelli che erano giaſuoiſerui, ac
cendendo col fuoco del diuino amore le per
ſone oſcurate nella tenebroſa ignoranza del
la infedeltà, Carbonesſuccenſi ſunt abeo: Sal. 17.
e diſtruggendo le munizioni e fortexz e di
quello, quali erano gli idoli & i templi in
honor di quelli fabbricati, oltre al diſcac,
ciarlo con gran potenza & virtu da corpi
delle perſone che e' poſſedeua. Il che tutto
tanto diſpiacque a Reperziano gouernator'
di Fieſole, che ragunato il conſiglio mando la
famiglia per Santo Romolo e per gli com
pagni, e comandò loro che eſagrificaſſero
alli idoli, è veramente ſi partiſſero pur all
hora di quiui. Recusò il Santo diſagrifica
re a falſi Dj & parimente di abbandonare
- G il
-- - - - - - - - - - - -

fa. vITA D 1 sANTo


il gregge datoli in cuſtodia. Perche Reper
ziano pieno di furore e diſdegno comandò
che Romolo coſuoi compagnifuſſero vilmen
te fruſtati e ſcacciati fuori della città: e'
accrochenonſi ſuſcitaſſe qualche tumulto,e
che eſſi non haueſſero occaſione di tornarui,
furono con buona cuſtodia ſerrate le porte.
Ma la notte ſeguente per virtù di colui che
vſci del ſepolchro ben chiuſo e cuſtodito e
eircondato d'ogni intorno da armate guar
die: & che a porte chiuſe entrò a ſuoi diſce
poli, orando il Santo furono le porte mira
i coloſamente aperte dall'Angelo: nella ma
niera medeſima che all'Apoſtolo Pietro era
interuenuto, quando incarcerato e legato
per commeſſione dell'empio Herode, ſi vedale
Fa.Api, per mano angelica diſcatenare & inuiſibil
mente paſſare trà leguardie,aprendoſi ſbon
taneamente la porta di ferro. Rientrato per
tanto Romolo coſuoi in Fieſole ſi staua oc
culto per le caſe d'alcuni fedeli, ammaeſtran
dolies'inuiandoli per la ſtrada del Signore:
quando un nobil giouinettofigliuolo d'vna
gentildonna detta Vienna, vedoua ricchiſ
ſima fu da lui in caſa riſuſcitato, coman
- dan
-

e R o M o L o ri'
dandogli eſſo nel nome del padre, del figliuo
lo, & dello Spirito Santo, che ſurgeſe e'
ſteſſe in piede: diuenuto in questo quaſi egua
le al ſuo maeſtro Santo Pietro, il quale come
leggiamo neſagrifatti Apoſtolici haueuaco
mandato a Tabita, donna in vita itata pie- Fat. Ap.9.
na di buone opere & aſſai liberale nel far li
moſine, che ſurgeſſe: & ella incontanente
aprrſegli occhi & da lui fu conſegnata viua
e moltiſanti & vedone, Thabitaſurge etc.
Il qual fatto (aggiunta ancora il batteſimo,
che e diede a tutta quella caſa) venne al
l'orecchie di Reperziano, il quale ripieno
dira a infiammato di molta rabbia, quaſi,
per loro hanaſe predetto il Profeta, ti Sal. 149.
ligandos regeseorum in compedibus & nobi-,
les eorum in manici ferrei, gli fece legare,
con ceppies manette & incarcerare nel piu'
profondo luºgo che vi " che,
non fuſe ſonniniſtrato loro cibo nè beue-,
raggio. Quini rinchiuſi non ceſſauano di
laudare & render grazie all'altiſſimo, ſup
plicandolo che all'ultimo biſogno ſi degnaſſe
ſoccorrerli. Ma ben fu tale e tanto ilgiu
bilo & l'allegre gradi che eſſi furono ripieni,
- , G 2 che
y2 VITA DI SANTO
che non ſi potrebbe mai eſplicare co noſtri
parlari:ſi che meriteuolmente potettero dire
Sal. 93. con Dauid, Secundum multitudinem do
lorum meorum in corde meo conſolationes
tua letificauerunt animam meam. Imper
ciocheſi come al Redentor noſtro orante nel
l'horto riſpetto alla ſoprauenente paſſione
apparuel Angelo confortandolo coſì eſſo Sal
uator noſtro volle far degno il ſuo ſeruo Ro
molo della glorioſa preſenza ſua con faccia
che di splendore vinceua ilſole, ereon veſti
ripiu candidi che neue, nella maniera, oſi
mile che gia innanziſi era moſtro a tre Apo
itoli nel monte Tabor. Et nell'apparir di
quello che beatifica iſanti nel ſuperno regno
caddero incontamente tutti i legami che gli
teneuano distretti. Si come al tempo della
" di eſſo Signor Gieſu erano caduti
nellhorto strama(zioni in terra iſergenti di
Gio. 18. Pilato alla voce di lui dicente, Ego ſum.
Confortolli adunque ſi il veder quello, nel
quale bramano gli Angeli di fermar lo
a. Pie. I. ſguardo loro. In quem deſiderant angeli
proſpicere : che e non haueuano biſogno di
cibo nè di beueraggio terreno,come quelli che
drag 10
R O M o L o r;
erano paſciuti del ſopraceleste pane angeli
co, e diſſetati dal torrente delle grazie &
delle conſolazioni: maſſimamente quando
dalla steſſa voce di lui ſi ſentirono eſortare a
ostenere virilmente i vicini tormenti con
ſalda speranza di riportarne la vittorioſa
palma del ſopraſtante martirio: con promet
ter loro che in breue trionfarebbero nel ſoura
no regno. In queſto me (zo Reperziano
penſando chegia di piu giorni e fuſſero pi
rati per lo stento e strazi riceuuti mandò
a far trarre di prigione i loro cadaueri.
Ma rimaſe non punto meno ingannato che
ſi fuſſegia ripieno di stupore il Rè di Babi
lonia, quando il ſettimo giorno che il Profe
ta Daniello era stato nel mezzo di ſette af, Dan. 13a
famati Leoni, andò al lago per piangerlo,
stimando che fino di principio e l'haueſſero
diuorato, º trouollo ſano e festeggiante.
--
Impercioche non pure eſſo Romolo, ma i com
pagni ancoraſi stauano tutti lieti in molta
gioia cantando & magnificando colui che ſi
era degnato viſitarli & conſolarli in tante
angoſcie, non altramente che nell'ardente
fornaceſisteſſero i tre garzonetti Anania,
Azaria
fa VITA DI SANT o
Azaria & Aiſ.ael. La quale diſuſata
merauiglia acceſe in Reperziano tanta ira
Iſo. 7. &
ſegu. coſi fatto ſdegno contra i detti ſanti che qua
ſi nouello Faraone,il quale quanto maggiori
ſegni vedeua, tanto piu in cambio di humi
liarſi&ammendare i ſuoi falli, incrudeli
uainuerſo l'eletto popolo: tutto infuriato cor
ſeafulminare precipitoſamente vna ſenten
za, cheſe e non ſi riſolueuano in quel punto
aſagrificare a Gioue, che fuſſero di nuoua
straziati & poco appreſo decapitati. Onde
perche gli stettero coſtantiſſimi nella fede, nè
volſero vbidire a quell'iniquo furono di nuo
uo vilmente & aspriſſimamente battuti, º
dipoi ſtraſcicati per le ſtrade e per le piak
ze della città. Mentre che l'inuittiſſimo,
martire Romolo era dall'empie & crudeli
mani di quelli iniqui miſeramente ſtraſcica,
to, nel trionfare del tiranno & de mimici fu,
e per le riceuute percoſſe e per lo ſi
to caldo cagionato dalla ſtagione, che era
pur di Luglio, da diſuſata &ſterminata ſe
te aſſalito, non minore di quella che ſopra
giunſe a Sanſone quando in ſu la glorioſa
vettoria appuntoſi arrendeua per ſete alla
Mmorte,
R 6 M o L O rr.
morte, quando del dente della maſcella aſi -
- -

nina ſcaturì miracoloſamente acqua in -

gran copia per ſua ſalute, Tu dediſti in ma Giud. 1 5e


nuſeruitui ſalutem hanc maximam atque
victoriam,e'en ſtimorior. Et abbatten
doſi advnafanciulletta che collhidria atti- .
gneua acqua, non altramente che ilſitibon
do Siſara chiedeſſe da bere ad Iabèl donna
di AberCineo, Da mihi obſecropaululum Giud. 4.
aquequiaſtio valde,la pregò che gliele con
cedeſſe vn poco: ma eſſa non ſeguendo in cio
le veſtigie della belliſſima Rebecca chegra-Gen 24.
zioſamentelargi in gran douizia freſche º
chiare acque ad Eliezer, non pure per vſo
fuo, ma de ſuoi Cammelli anchora: anzi
Gio. 4.
quaſi nuoua Samaritana che non volle con
teder dell'acque al Saluator noſtro: gliela
negò del tutto,ò per tema delfuribódo popolo
che lo ſeguitaua, è che che di ciò ſi fuſe cagio
ne:crudeltà veramente barbara e paga
na, nemica d'ogni laudabile legge e vſan
za. Impercioche altºpo della legge vecchia
vegliaua vna miſericordioſa conſuetudine
di confortare con ſolenni º prezioſi vini -

chi ſi trouauain angoſcia,ciforme a quanto


77 e'
56 v ITA DI SANTo
prouir me imponeuailſauio, Date vinum hi, qui
amaro ſunt animo, 6 l'euangelica pro
mette premio grandiſſimo a chi da pure vn'
bicchier d'acqua freſca per Dio a chi ne ha
di biſogno. Ma eſſi che come idolatri non
voleuano oſſeruare nè l'avna nè l'altra deue
rouas uano almeno ricorrere a quella della natu
º ra, la quale aborriſce tanta ferità, Aqua
frigida animeſtienti. Il che tutto con in
uitto e valoroſo animo ſofferendo ilſantiſ.
ſimo Romolo, non come il popolo Iſraelitico
che in Rafidim aſſetato per la careſtia del
l'acqua, impetuoſamente tumultuò contro a
Moisè che non prouuedeua loro da bere, 63'
l'haurebbero lapidato di tratto ſe le ſue ora
zioni non haueſſero impetrato che la pietra
spandeſſe acqua in abondanza: anzi alza
ti gli occhi al cielo orò pietoſiſſimamente al
donatore di tutti i beni che in quell'ultimo
punto nel quale ſi trouaua abandonato da
qualunque aiuto terreno loſoccorreſſe. On
de il pientiſſimo Redentore che non laſcio
mai ſconſolato chi confidò in lui, anzi ac
creſce forze es'virtù nelle piu importanti
neceſſità e anguſtie, non ſolamente diede
vigore
R o M o L o r»
vigore a lui diſuperare ogni calamità mon,
dana: ma ancora palesò publicamente al
popol tutto quanto ſi enorme crudeltà gli
diſpiaceſſe, col dinegare a quella ſcelerata
moltitudine l'acqua dello steſſo poKzo della
quale non fu ſouuenuto il ſanto, facendola
incontamente diuenir ſangue, nella manie
ra medeſima che defiumi d'Egitto interuen
ne al tempo della perſecuzione di Faraone
che in vn ſubitoſi conuertirono miracoloſa
smente inſangue. Il qual pokgoſi dice eſſer
uello che ancora ſi vede nella Chieſa Catte
drale di Fieſole. Non reſtaronogia per que
stoque peſſimi di non adempiere i lor per
uerſi conſigli: anziſi come i perfidi Giudei
volſero amma.(gar La (zero poi che e fu Giors.
riſuſcitato veggendo che per ſi ſegnalata
opera aſſai veniuano alla fede: coſi vn di
que pagani piu audace delli altri credendoſi
vendicare l'ingiurie deſuoi Dei tutto infu
riato ſguainò il pugnale, 6 gittatoſirouino
ſamente alla volta del ſanto il quale era da
i carnefici ſtraſcicato: con la punta di eſſo
traforò sì quel beatiſſimo corpo che il vene
rabil AMartire afflitto da molti stra(zi &
for
-------

gs . v ITA DI SANT o
tormiti et trafitto dalle punture rende lo spi
rito a Dio per regnare in ſempiterno inſie
memente con Christoneſopraceleſtiſcanni:
e poco dopo i ſuoi benedetti compagni Mar
chiziano, Cariſſimo, Dolciſſimo, 6 Cre
ſcenzio lo ſeguitarono con l'eſſere da quei
crudeliſſimi lupi decapitati: e coſi peruen
nero felicemente alla beatitudineperpetua a
ſei giorni di Luglio circa quaranta anni do
pola Paſſione del Redentor noſtro: laſcian
doiſagri corpi intorno ad vn miglio fuori
della città di Fieſole alla radice del monte
non lunge dal fiume di Mugnone, Nel qual
luogo i cattolicigli ſeppellirono, vngendogli
prima con balſamo e con vnguenti prezio
ſiſſimi, doue poi creſcendo il numero defe
deli fu fabbricata ad honore e memoria di
eſſo Santo Romolo la Cattedrale Fieſolana
& l'epiſcopal Palagio. nel qual luogo per
molte centinaia d'anni fiorì di miracoli,non
ſenza eſſere da moltiſanti Pontefici largita
copia d'Indulgenze a chiunque viſita quel
beatiſſimo corpo. Finalmente innazi al mil
le ventotto dopo l'incarnazione del Salua
tore la buona memoria del Reuerendiſſimo
- Iacopo
R O M O E O. ro
Iacopo Bauario Veſcouo di Fieſole moſſo da
varie cagioni finì di edificare e trasferire la
Cattedrale Fieſolana, l'habitazione del Ve
ſcouo & la Calonaca in ſu la piazza della
città di Fieſole 69'in eſſa traſlatò il corpo del
glorioſo Aſartire Romolo &'decòpagni, do
ue ancora hoggi ſi ripoſano in compagnia di
altri ſanti Martiri & Confeſſori. Et dcue
era di principio la Cattedrale, riſpetto a cer
taſuperna e mirabil viſione murò vna Ba
dia dedicandola a nome et honoredelſantiſ
ſimo Apostolo Bartolomeo. Et la cappella
propria doue giaceua il beatiſſimo corpo del
padre Santo Romolo intitolò a memoria del
“Protomartire Santo Stefano. Il che tutto te.
ſtifica egli steſſo per autentici ſtromenti i qua
li anchoraſi conſeruano nell'archiuo del Ve
ſcouado di Fieſole: e'detta Badia poi, poſe
ſeduta anticamente da Venerabili Monaci
di San Benedetto, 6 hoggi da Reuerendi
Canonici regolari fu dal Magnifico e'
Gran Coſimo de Medici veramente padre
della patria non ſolo ampliata, ma nobiliſi
mamente rinnouata da fondamenti 65’ar
ricchita d'entrate. -

H 2 VI
v I T A D E L

F O R T I S S I M O
MA RT I R E s A N T o
ALESSANDRO VESCOVO
v D I F 1 E s o L E.
-

º
TDel Reuerendiſsimo Monſignor FRA N c E sco
i de Carr a N 1 da D1 a cc e 1 o Gentil'
- - - huomo Fiorentino, 8 Veſcouo
di Fieſole. - º ,

si
Ti RT E N TI ss IMO
A | & continouo deſiderio
ſi trouaua nel popolo
Hebreo di peruenire
quanto prima alla ta
to da lui bramata Gie
- ruſalem: onde mentre
che in Babilonia ſi ritrouaua pregione, ſu
per le riue di quefiumi ſi ſtauapiangédoſen
Sal. I 3 6, zapoterſi pito di altra coſa allegrare,Si obli
tus fuero tui Hieruſalem obliuioni detur de
xtera mea: ammaeſtrandone noi infigura
che mentre stiamo rinchiuſi in questo carce
remondano pieno di confuſione & di tene
bre, circondato da vari fiumi infernali, di
º ſcor
A L E ss A N D R o o
ſcorrendo qui d'ogni intorno le acque del
l'amor delle ricchezze , nel quale ſi li
gli auari: ilcocentelago delle delizie, in cui
ſi tuffano i luſſurioſi: l'onde della bramoſia
delle degnità & honori, che ſommergono gli
ambizioſi: & il cupo & fondo pelago della
ſete delle mondane & ſecolari ſcienze, che fa
affondare gran numero di curioſi: ſenza
alcuno interrompimento di tempo tenghia
mo fiſſo l'affetto alla ſopraceleste Gieruſa
lèm patria noſtra ſempiterna, tanto bella &
nobile che ingegno,ò ſtile non ſia giamaichel
poſſa deſcriuere a pieno. Ma poi chepergo
dere mai ſempre in quella ſiamo stati pro
dotti, viliſſima coſa è l'andare inueſtgan
do qualche minima particella della eccellen 3.Reg.io.
za & vaghe gaſua. Ondeſi come altro
no di Salamone ſiſaliua per ſei gradi,coſi noi
altreſi alla cognizione di queſta ſuperna cit
tà, trono del vero e diuino Salamone ſalghia
mo per ſei gradi di creature: le quali tutto
che brutte & vili meritamente debbino pa
rere a comparazione di quella: nondimeno
nobiliſſime alla capacità nostra in tanto che
l'ingannato affetto humano altro non cerca
- -

- che
-
- - -

62 A VITA DI SANTO .
che di queste. Nella qual conſiderazione
faanco inſiememente gioieuole il contem
plare con quanto mirabile ordine habbia il
ſuperno architetto a ciaſcuna creatura aſſe
gnato luogo corriſpondente alla qualitàſua,
ſituando le piu imperfette ne luoghi piu baſſi
e le piu perfette di mano in mano ne ſupe
riori. Però cominciando a ſalire aſiemi
mente ſeggio dalla piu baſſa e infima crea
tura che è la terra, feccia delli altri elementi
e quaſi stalla del Palagio diuino, collocata
lontana dal cielo & vicina all'inferno: tan
to piu vile delle creature ſuperiori che noi la
calpestiamo co'piedi: e'in lei gittiamo ciò
che ſi troua diputrido, di corrotto, diſuper
fluo e che la natura recuſa e rifiuta ne'
corpi delli huomini &'delli animali: e ogni
fastidiofinalmente ſi couerte in lei: conſide
riamo quanti colori la produce ſempre, vio
le, gigli, roſe & fiori di bellezza diuerſa &
varietà ineſtimabile: non ſenza spandere
di ſe merauiglioſi odori nepiccioli grofani,
cannella, mirra, balſamo & spezierie, con
mille altre maniere di piante odorifere.
Somminiſtrane di piu diletteuoli&ſoauiſi
M25
A L E s s AiN D R o. 6,
miſapori ne limo ni,cedri, arancio in tan
tealtre diuerſità di pomi,quante ad ogni ho
ra veggiamo. Innumerabili ſono le diuer
ſità delle virtuoſo herbe,lane, lini, biade, 7 Aga
dici, alberi dimeſtichi & ſeluaggi: gemme,
pietre, metalli e miniere, di che ſifabrica
no abondantiſſimamente infiniti stromen
ti, organi, trombe, campane, cetere, ſambu
ce, arpi, liuti, lire, cornamuſe & ſalteri:
onde trahe l'::o&'intertenimen
to incredibile. Laſcio stare le varie ſchiere
d'animali che in leiper cibo, per vestito, e' -

per altri vſiſi generano escòſeruano. Se coſi


bella dunque ci pare la terra, ſtalla (come ho
detto) del Palagio diuino, tranſitoria & che
preſto paſſa, (Preteritenim figura huius 1.Cor. 3
mundi:) data per habitanza prencipalmen
te alli animali ragioneuoli, acciò in tal luo
goſi humilino ſotto la potente mano di Dio,
Animalia tua habitabunt in ea: di quan
sta bellezza meriteuolmente dee risplendere
la ſuperna camera del ſommo Rè la quale
ha a durare in ſempiterno, Regnum tuum Sal. 144
regnum omnium ſeculorum, Doue ſaran
-no eſaltati quei poueri di spirito che priui
. . del
ag . VITA DI SANT.o; i
dell'affetto delle coſe mondane qui ſi humi
Sal. 67. lieranno. Paraſti in dulcedine tua paupe
ri deus. Sopra la terra immediatamen
teſiſale all'elemento dellacque collocate iui
dalla maeſtria diuina con prefiggere loro tal
termine che le non " eſo ele
mento terrestre, Terminum poſuistiquem
Sal. Io3.
non tranſgredientur, neque conuertentur
operire terram; Mercè delle quali ſi diſſe
tano gli huomini & gli animali, ſi refrige
rano in molti modi eſſi & il terreno,ſi laua
no leſo (zure, ſi conducono da luogo a luogo
le coſe biſogneuoli, 6 ſi generano & nodrica
no innumerabili spezie di Peſci. Aſcende
ſi ſucceſſiuamente all'aria tanto di questa
piu pura & leggiera quanto di ſito ſuperiº
re, onde noi respiriamo e onde alle noſtre
orecchieſi conducono i ſuoni &i concenti,6
onde ancora per la ſua traſparenza peruen
gono all'occhio noſtro i colori tutti. Saglia
mo quindi a luogo piu eminente & eleuato,
doue è ſituata la ſera del fuoco, il quale
auanza i corpi inferiori non pure di gran
dexza, ma ancora dipurità,nobiltà e vir
tù, il qualeper eſſere ſommamente attiuoco'
caldo

|
A L E s S A N D R oa dir
ealdo fu dal creatore accommodato lontano
da noi, a fine che la ſua vicinanza non ci
faſe stata troppo nociua. Appreſo ſi aſcen
dea côtemplare il globo delli ottocieli adorni
de ſette pianeti, Luna, Mercurio, Venere,So
le, Marte, Gioue, Saturno,6 del cielo siella
to abbellito di dodici ſegni e d'innume
rabili stelle. Piu ſu è da conſiderare il cielo
christallino, titopiu bello chelſermamento
quanto piu alto. Et questo è dalla ſcrittu
ra compreſo ſotto nome d'acque, onde Iddio
fece ilfermamento che diuideſſe l'acque che
erano ſotto adeſſo fermamento da quelle che
gli erano di ſopra, e Dauid hebbe a dire, "ii.
Aque omnes qua ſuper calos ſunt laudent
nome domini. Chiamaſi acqua il cielo chri
ſtallino rispetto all'eſſeretraſparente e 'mo
bile come l'acque ſono, non guaehe e vi ſia
graue(za,òfredde (ga come nell'acqua,non
conuenendo alla eſſenza quinta, forma al
cuna che habbia contrario. Di che puntal
mente trattammo nel noſtro Eſſamerone, Emm.ii.
Dalla bellezza dunquevaghe(ga &'vtilità cap .
de corpiſopradetti poſſiamo in qualche mi
n ma parte andar inuesiigando quanto bel
I la 65'
dſ di VITA DI 3 AN TO 1 A
la e ampia ſia la ſtanza di Dio, ſituata ſo,
pral cielo " dettacielo enpireo,
iperche e ſia di fuoco, ma per l'immen
p2077

endor ſua onde e parchegliarda, Ce


0,6 pl
Eſa. 66.
"ſedeseff, 69’altroue, Ego in al
Eccl. 42. tiſſimi habito. E tanto ſpazioſo e immen
fo queſto inuiſibil Paradiſo di Dio che niu
no lo ſi potrebbe imaginar giamai: & però
Barùch pieno di stupore eſclamaua, O
Bar. 3. Iſraelguam magna eſt domus dei. Imper
cioche gli è diſiſmiſurata grande(ga che nºi
è circondato ſe non da Dio ſolo. Onde lin
Eccl. 24. creata ſapienza diceua, Girum celi cir
cuiuiſola. Le quali parole non ſi poſſon've
rificare in altro cielo, perche ciaſcuno di eſſi
è circondato dal ſuperiore. Et coſi come gli
è ampiſſimo di grande (ga, coſi è perfettiſſi
mo di virtu, º di grandiſſima influenza
ſopra corpi inferiori. Ma perche gli è re
motiſſimo dal ſenſo: però è incomprenſibile
il valor ſuo a chi lo vuol miſurare col rego
lo del ſenſo e ingegno humano. E lumino
" & di merauiglioſo ſplendore, tanto
ch'ilſole, la luna e le ſtelle paragonate con
quelloſon quaſi tenebre. Per ciò hebbe i
- - dirº
A LTE S. S. A N D R O e dz
dir Tobia, Beatur eroſi fuerint reliquie Tob. 13.
ſemini, mei advidendam claritatem Hie
ruſalem. E puriſſimo, onde non vi entra
macchia di ſorte alcuna, Nil coinquina- Apoc. 1.
tum introibit in ea. Gloria grandiſſima vi
hanno gli habitanti accompagnata da giu
bilo & contento ſempiterno, Species cali in Eccl.43.
viſione glorie. Di queſto regno raccontana
coſe glorioſe e piene di ſtupore tutti colora
che mediante le diuine rinelazioni e ſcrit
ture ne hanno contexza, Glorioſa ditta Sal.86.
ſunt dete ciuita dei. Però i perfetti ſchi,
uando i regni e domini temporali con ogni
forte di delizie mondane ſono di quello ſolo
aſſetatiſſimi, e quello giorno e notte bra
mano, in perſona de quali tutti hebbe a dire
Dauid, Vnampetia domino hanc requie salas.
ram, vtinhabitem in domo domini. Que Mattia.
ſta è quella gioia prezioſiſſima aſcoſa nel -

campo, che il trouatore vende ogni ſuahaue


reper ottenerla: & meritamente,ſendo che
le coſe nobili e cariſſineſi deono comperara
pregio ineſtimabile. Di qui è che infiamma
ti di tal deſiderio, Pietro la ſi procacciò colla
Croce Paolo con l'eſſer decapitato, Barton
i I 2. lomeo
- - - --
-
– - -

6º V ITA DI SA N TO .
lommeo ſcorticato, Stefano lapidato, Loren
zo arroſtito, e gli altri martiri col ferro,
col fuoco, colla carcere, collefuni, collieſilj,
colla fame, collo ſtento, coll'eſſer lacerati,
ſtraſcicati, vilipeſi, precipitati da luoghi al
tiſſimiquindi giu, gittati nell'acque, dati in
preda alle fiere, e finalmente con aſpriſſimi
tormenti e pene acerbiſſime. Gli altri elet
tiſimilmente l'hanno acquiſtata coldomare
e ſtraziare il propio corpo per le ſolitudini,
pergli diſerti, per le cauerne, per le grotte,
con cilicci, con veſtiri dipelli, e con mille
e mille aſtinenze. Di queſto diſiderio fu
incredibilmente & merauiglioſamente in
focato il beatiſſimo Aleſſandro natio della
gia inclita città di Fieſole, 6 in proceſſo di
tempo(che fu l'anno del Signore cinquecento
ottata dua)di quella Veſcouo: Onde intrepi
damente combattendo per la reintegrazio
ne della ſua Chieſa ſi acquiſtò un vn modo
inuſitato,trionfale & perpetua Corona. Co
rona dico non gia di caduchifiori che in bre
ſtelanguiſce & ſiſeecca, caſcando il fiore del
la bellezza, dellagiouentù, della ſanità del
le faculta, delli honori &'delli ſtati, la quale
è . - per
A L E S S A N D R O 6o
per la ſuperbia e' vanità di chi brama por
tarla in teſta vien maladetta dal Profeta, Eſa. 28.

Va corn e ſuperbie e fiori decidenti gloria


exultationis. Ne anco proccurò dinghir
landarſi con quella corona di roſe che ſi pro
cacciano con molto ſtudio i carnali & luſſu
rioſi, Coronemusnos roſisantequam mar
ceſcant. Maſi procacciò Corona d'oro di Sap. 2,

ſapienza ºſantità,però del ſauio parlan


dol'Eccleſiastico diſſe, Corona aurea ſuper Eccl. 45.
caput eius: & perche molti ordinano laſa
rin non d'honor di Dio e ſalute del
l'anime, ma a gloria & pompa mondana,
-

altramente che non fece queſto eccelſo Mar : ::

tire, però la loro è espreſſa & contraſegnata


col ſegno di vanità &ſuperbia,e questa col
ſegno e coll'impronta di ſantità, ſoggiu
gnendo laſcrittura, Expreſſa ſignoſanctita
tis. Sendo che egli quaſi altro Noè (che reſe
nel diluuio l'arca)gouernò et dri(3 o la Chie
cómeſſali tra l'amariſſime onde di queſto
ſecolo coltimone de meriti delle orazioni, 65'
delleſalutifere predicazioni, ammaestran
do i popoli non ſolamente con le parole, ma
quelcheè piu e che porgegran vigorevuole
º
a chi
zo vrTA D 1 sANTo ,
vuole ammonire altrui, co fatti e con l'ope
- re, adornando il grado spiſcopale col fregio
delle virtu conforme a precetti e eſempi
Apoſtolici. Procaccioſi ancora come vero
membro del capo spinoſo Chriſto, Corona di
bine nell'hauere egli menata vita auſtera
faticoſa & spinoſa in molta penitenza di
giuni & vigilie, 6 finalmente col ſoſtenere il
-
martirio. Vltimamente acquistò colme -
zo delle ben duratefatiche & della vita po
ſta per la Chieſa, l'immortale e ſempiterna
corona conteſta di prezioſe gemme, della
quale testificaua il Profeta. Poſuisti do
sul 2o mine in capite eius coronam de lapide pre
cioſo. La quale ſplendentiſſima corona è la
gloria e il premio che gode nel celeste regno:
& l'honore e la venerazione che gli ha qua
si s. giu dal Chriſtianeſimo, Gloria & honore
coronaſti eum. Per tanto eſſo pientiſſimo
Veſcouo Aleſſandro vedendo la ſua chieſa
Fieſolana eſſere stata ſpogliata della piu par
te deſuoi beni, occupatigli terreni & giuri
dizioni, come obligato a difendere & recu
perare i beni temporaliſtaua anſio e turba
to molto, non per conto ſuo, ma di poueri
- - - - - - COV2-.
AtL E S S A N DIRVO zr
commeſſi al ſuo gouerno inſieme con la Chie
ſa: che per ogni ſuo intereſſo volentieri ha
urebbe laſciata la tonaca a chi gli haueſſe tol
to il mantello. Et dopo che hebbe penſato a
“molti rimedi, non gli ſouuenendo miglior
partito fecereſoluzione di trasferirſi perſº
nalmente alcoſpetto del Rè de Longobardi,
Perche preſi alcuni pochi ſacerdoti in ſua
compagnia col rimanente della propia fami
glia partitoſi da Fieſole ſi meſſe in cammi
no: cò animo di giouare mediante tal viag
gio alla ſua chieſa, ſecondo che alla di
vniuerſalehaueſegiouato il ſommo Pontefi.
ce defuturi beni Chriſto, specchio,e eſempio
nel quale deono i Pontefici tutti tenere fiſſo
l'occhio e la mano, ne ſei ſalutiferi viaggi:
il primo de quali fu da cielo a terra, pren
dendo carne dell'immaculata Vergine, nel
che venne la naturahumana tanto eſaltata
che l'huomoſia Iddio, e Iddio huomo. Ilſe
condofu diſcorrendo per vari paeſi perare
ricchirci de celeſtiali teſori, 3 rimuouereda'
pouerelli le afflixzioni e meſchinità, ren
dendo a ciechi il vedere, a zoppi l'andare,
a ſordilvdire, a rattratti e altri infermi
º . - la ſa
z, v1TA D 1 s ANTo a
la ſanità, e finalmente a morti la vita.
-Doglioſo"fu poi quel viaggio, che efece
ſalendo di terra
ter ſu l'alto legno della
del Croce,
douegli offerſe per noi al padre ſe steſſo viua
e accetteuolehostia, & coſici riconcilio &
pacificò con quello. Poco appreſo sinui
alle partiinfernali viſitando la regione del
limbo, onde e traſſe e liberò le anime de Pa
dri Santi & legò Lucifero co ſuoi. Dopo
queſto dall'inferno ſe ne tornò al mondo,
quando la ſua anima ſi riuni al corpo, me
diante la quale riſurreſſione habbiamo a ri
ſurgere ancora noi glorioſi: in figura dicio
molti corpi di ſanti che dormiuano riſuſci
tarono. Finalmente dal mondo ſe ne tornò
al cielo a preparare il luogo a noi altri in
quella ſempiterna vita, doue egli ſiede glori
ficato alla deſtra dell'onnipotente padre.
Ad imitazione dunque di tanto eſemplare
non fu graue al Venerabile Pontefice Fieſo- .
lano Aleſſandro entrare in cammino per la
Chieſa ſpoſa ſua ſenza temere le fatiche, lin
ſidie & i pericoli che egli apertamente vede
ua ſopraſtare alla propia perſona rispetto
alla cagione che lo faceua incamminare.
A Ma
A L E ss A N D R o z;
Ma ſe nè la faticanè i manifeſti pericoli ri
tirano i ſoldati dal mettere a sbaraglio la
vita per la vettoria che e' bramano: i mer
canti dall'arriſchiarſi all'acque, al fuoco, a
ſaſſi e a maſnadieri per acquiſtar roba:
gli amanti dal freddo, dal caldo, 6 dalfer
ro per godere la coſa amata: le donne da mol
ti strebbiamenti e tormenti per apparir
º belle: non è merauiglia che questo inuittiſi
mo Santo non recuſaſe fatica, ne temeſſe pe
ricolo alcuno per riportarne il glorioſo trion
fo della eccleſiaſtica libertà: il conquiſto de
terreni vſurpatigli: la ſicurapoſſeſſione del
la amata spoſa: & finalmente la spirituale
& interna bellezza non punto macchiata
erviltà di cuore. Percioche in lui era tanta
perfe(gione & bontà che era apparecchiato
a porre il ſangue non pure per la confeſſione
del nome Christiano ſecondo che fatto haue
uano i ſanti Apoſtoli, è per l'oſſeruanza del
la legge come poſeroiſette fratelli con la ma
dre Maccabea & col vecchio Eleazaro, 2.Mac.6.7

ben ricordeuoli che piu toſto ſi deeporre la Gio. 1o.


vita che contrauenire alla ſanta legge, ove
ro per la ſpoſa ſua che ſono i popoli commeſſi
. - A li,
va v ITA DI SANTo
li, per la cui ſalute i buon prelati ſono obli
Gio. 1o. gatiſottentrare alla morte, dicendo il Salua
ior'noſtro che il buon Pastore da la propia ;
vita per le ſue pecorelle: ma ancora (come in
fatto fece) per gli ornamenti di eſſa ſua ipo
ſa, che ſono legiuridiVzioni & beni tempo
rali della Chieſa. Anzi che moſ, forſe dal
ſuo eſempio molti altri ſanti prelati lo hanno
poi in vari tempi imitato & ſeguitato: in
tra quali celebratiſſimo & notiſſimo è il San
to Arciueſecuo di Conturbia Tommaſo. Et
coſi dall'immenſa perfe(zione & ardore di
questo Santo, notabile eſempio & ſcorta de'
poſteri pºſſiamo ſcendere a conſiderare quan
to infelici & da eſſer pianti ſiano coloro che
doue per Chriſto steſſo non direbbero pure
vna parola nè teſtimoniarebbero alcuna ve.
rità,doue vedeſſero,ò pure simaginaſſero al
cun pericolo benche minimo: per le coſe ter
rene poi ſi tribolano & tormentano talmen
te che dopo l'hauer ſofferiti molti strazi e
paſſioni muoiono martiri del dimento 65'
dell'inferno, o la pena loro non finiſce mai,
come ſono i malfattori che per gli loro miſ
fatti & ſceleraggini giuſti&iati non han
720
-

A L E S S A N D R o zr
no altro pentimento defalli commeſſi che per
la vergogna,ò danno della vita. Bene è vero
! che ſe questi tali accettaſſero la morte debita
con contrizione de commeſſi misfatti diuer
-
rebbero ſe non martiri di Dio (non morendo
per conto di quello) almeno ſuoi cariſſimi
ſerui: come del ladron buono è notiſſimo:
che per le ſue iniquità crocifiſſo hebbe tale
compunzione e pentimento de ſuoi ecceſſi
che non gia come martire ma come amico e
ſeruo del Signor Giesù volò al Paradiſo di
ſubito, conforme alla promeſſahauuta, Ho Luc 23. -
die mecum eri in Paradiſo. Aggiugneſi a
queſto che la vergogna e confuſione huma
ma dell'eſſere ammazzati in publico dimi
s nuiſce a queſti tali qualche parte della pena
douuta nel foro di Dio, e accreſce il premio
che ſi dee riceuere in cielo, quando hanno la
pazienza accompagnata dalla carità &
dalla grazia. Fa ancora molti martiri al
l'inferno l'oſtinazione e perfidia ſecondo
che talhoraſi è veduto interuenire in alcuni
heretici tanto oſtinati & accecati, che piu
toſto hanno eletto di eſſer arſi, che abiurare i
peruerſi dogmi della loro heretica prauità.
A 2 Sotto
za vITA DI SANTO
Sotto a queſta triſta ſorte di martirio mili
taronogia quei Profeti di Baal che alla pre
enza del ſanto Profeta Helta dauanti al
;
loro idolo ſi tagliauano le propie carni con
3 Reg.18 coltelli e lancette tanto che d'ogni intorno
verſaſſero ſangue: & hoggi militano non
pure molti Giudei, Saracini, 65' Maomet
tiſti, i quali conforme alle loroſuperstizioſe
tradizioni ſottentrano a fatiche inſoppor
tabili, a digiuni aſtinenze & vari eſerci
zii corp orei: ma tutti quelli ancora che han
nopoſto il fine e ogni lorº cura in accumu
lar teſori, è in carnalità, o in conquiſtar
fama come gli hipocriti, che combattendo
tutti coſtoro contro aDio & contra loro ſteſſi
ſi affliggono e penitenziano tanto strana
mente, che dopo molti stenti & pericoli ar
riuano al grandiſsimo pericolo infernale: &
quelli ancora che ſi diſperano per la perdita
de parenti & delli amici ea de beni tempo
rali. Percheſe bene i ſopranominati hanno
le peneſomiglianti a ſanti martiri di Chri.
sto èpero intra di loro, diſſomigliante la ca
gione. Percioche non le paſſioni, pene &
morte ſono quelle che diſcernono i martiri di
r. - -- - - Chriſto
A L E S S A N D R. O zy
Chriſto da quelli dell'infernale, ma la cagio
ne del ſofferirle. Etperò meriteuolméte qua
lunque vero martire può dire al Signor Dio
che diſcerna non la pena ſua ma la cagione
da quella delli ſcelerati & empij, Iudica Sal.42
me deus & diſcerne cauſam meam degente
non ſancta. Et queſta è l'ardente carità
che gli hanno di piu toſto morire che negare
la fantafede & legge, 6 porre il ſangue per
Dio direttamente, o indirettamente. Onde
a gran ragione poſſono i veri martiri dire
anchora col medeſimo Dauid, Propterte
mortificamur tota die. Come puntalmente Sal.43
fece questo infocatiſſimo Veſcouo Aleſſan-
dro. Il quale finalmente ſi conduſſe a Pa
uia città di Lombardia, doue Autari Rè de
Longobardi, ſi come i ſuoi predeceſſori haue
uan fatto fermò il ſolio del ſuo regno, ha
uendo preſo per moglie Theodelinda la qua -
le fuſauia donna & honeſta molto. Regnò
egli l'anno della noſtra ſalute cinquecentoot
tanta al tempo di Pelagio Papa Secondo, 63'
/ ri all'imperio de Lon
/ gobardi piu città º luoghi d'Italia. Fu
potentiſſimo & aſſai fortunato: & ſe be
- - º
/ \
--
-
7g
za v ITA DI SANTo .
me non apertamente christiano, nondimeno
con laudeuoli opere morali e con molto
amore e pietà gouerno lo stato ſuo tantopa
cificamente, che ciaſcuno lontano da violen
ze, latrociniiinſidie e oppreſſioni ſicuro e,
ſenza paura andaua liberamente doue gli
era in piacere. La qual felicità ſi dee cre
dere che procedeſſe non tanto dalla ſapienza
& buona natura aggiunte alla fortuna di
lui: quanto dalla virtù e bontà di Theo-
delindaſua conſorte, Regina d'ottime qua
lità e aſſaifauoreuole alla fede Chriſtiana,
& vtiliſſima alla cattolica chieſa. A que
ſtopientiſſimo Rèadunque ſi trasferì il glo
rioſo Veſcouo Aleſſandro,e non prima giun
to in Pauia fu da molti cittadini accolto
grazioſamente e con aſſai honore a quali
eſſo espoſe la cagione della ſua gita, e lane
ceſſità che gli haueua dell'avdienza diſuaſe
renità. il che coloro con aſſai diligenza &
presie(za ſignificarono a quella corona. Il
Re auuiſato della ſantità dell'hucmo et del
la degnità epiſcopale, nella quale gli era pro
moſſo, gli mandò incontro alcuni ſuoi corti
giani che gratamente l'introduceſſero a lui.
Et
A L E s S A N D R o, zo
Et poco appreſſo e per honor di Dio e per
riuerenza della ſantità che in lui riſplende
ualoriceuè con ſomma letizia,Sºpreſolo per
mano inteſe disteſamente dalla viua voce
di quello qualmente no ſenza fatica & diſa
gio ſi era partito da Fieſole per impetrare
da ſua maestà che ſi degnaſſe concederli che
alla ſua spogliata chieſa foſſe restituita la
propia veſta, largitalegia da piu antichi Rè,
&'in vari tempi poi vſurpatale da inique &
ſcelerate perſone. Ammirò quel potentiſſi
mo Re la ſapienza che dal ſaggio ragiona
mento delſeruo di Dio compreſe eſſere in lui,
tale che ben di eſſo ſi vennero a verificare
- quelle parole, Factes principum mirabun
tur me: Et eſaudi il ſuo deſiderio confor- Sap. 3.
me alla giustiſſima petizione, nonſolo con
cedendogli priuilegi ampiſſimi d'intorno al
la reintegrazione di quelle giuridizioni &
acultà che di ragione ſi aspettauano alla
chieſa Fieſolana, ma ancora con honore &
con magnifichi doni lo eſaltò 63'conſolo aſſai:
Onde con gran " dire, De
iderium anime eius tribuiſti ei. Il ſanto Sal. 20e
rendute all'altiſſimo laudi infinite co a quel
- Rè
-

A o vITA DI SANTo .
Rèſomme grazie s'accomiatò da lui per ri
tornarſene con ſua buona grazia alla reſi
denza per la strada ondegli era venuto. Et
dopo la debita & conueniente dipartenza
vſcì con ſomma letizia fuori delle porte di
Pauuiadri (zando il piede alla volta della
ſua ſedia. Ma tanto gli riuſcì duro e'
aſpro quel viaggio che conuenientemente
Sal. 16. potè dire alla maeſtà diuina, Propter ver
balabiorum tuorum ego cuſtodiui via du
ras. Percioche egli dibotto s'incontrò in
vna maſnada di ſceleratiſſimi e peruerſi
huomini mandati a poſta dall'iniquiſſimo
Senatore di Fieſole perſona potente&'diſom
ma autorità a fine che iniquitoſamente am
maxziaſſero ilſeruo di Dio, come quel che
ben ſapeua che il ſanto ſenza rispetto huma
no in vigore delle conceſſioni & priuilegi che
quaſi trionfando riportaua era per fargli re
ſtituire quel tanto che con ſomma arrogan
zahaueua vſurpato alla ſua chieſa. Cer
carono questi empi varie vie & teſero piu
agguati al ſanto Veſcouo, accioche non tor
- s .
naſſe a Fieſole con la vita: ſperando con tal' -

me&o conquiſtarſi la grazia del Signor


º
Sena
t

A L E s s A N D Rro fr
Senatore & pregio non picciolo di tanta
siniquità. Finalmente queſta crudel maſ
mada, a cui propiamente conuengono quelle
dauidiche parole, Sedet in inſidis cum di Sal. t.
uitibus in occulti, vt interficiatinnocentem,
Si riſoluettero che per ogni rispettofuſe per
riuſcire la coſa piu netta & con piu ſaluex
za & manco pericolo 65 dishonor loro e di
chi mandati gli hauea a dar effetto al loro
peruerſo intendimento con meſcolarſi frodo
lentemente con la corte di Monſignore ſotto
spezie di eſſerlifedelieſeruitori, e in tal
modo, quaſi ſecondando il coſtume di quelli
Sap. 2 o
empi che nella ſapienza diceuano, Cir
cumueniamus iuſtum quoniam inutili eſt
nobis, vcciderlo a tradimeto. In cotal guiſa
dunque i rapaciſſimi Lupi veſtitiſi pelli di
ºhumili Agnellini come famiglia del Santo,
tl quale non ſi guardaua da loro,anzi intera
smeteſenefidaua lo circondarono d'ogni in
torno, e pieni di pestifero veleno con infin
ste amoreuolezze mostrandoſi grazioſi ordi
narono inganni di torli la vita: nella ma
niera medeſima che Doech Idumeo tradito 1 Reg.2:.
re mandò alla morte Achimelech ſacerdote:
- . L 65°
d't VITA DI SANTO
Giud. 4 -6 che Iael, dato che hebbe da bere allaſſeta
to Siſara frodolentemente l'avcciſe: & che
l'homicida Gioab toccando ſotto l mento
..Re..e Amaſa lo trafiſſe col pugnale: & Trifone
fatto licenziare a Gionata l'eſercito che gli
haueua per le care(ze & preſenti fattili,fe
ceamma (gar lui & chi era in ſua compa
Luc. 22,
gnia: & Giuda che col contraſegno del bacio
diede il ſuo Signore e maestro in preda a
mimici. Et coſicon humili e dolciſſime pa
role quaſi tagliente raſoio che in cambio di
adornar lhuomo talhora lo feriſce, Sicut
nouacula acuta feciſti dolum, Venendoſe
neſeco peruennero al Reno, il quale appunto
era rapidiſſimo riſpetto ad vn'acqua peſa
6 groſſiſſima ſubitamete venutaſi come noi
veggiamo taluolta di fare auuenire. Qui
un diſegnarono quei pieni di maligno spirito
potere effettuare il loro peruerſo volere, con
l'accoſtargliſi & fingendo di porgerli aiuto al
paſſare come pratichi nell'acque, ſommerger l
lo in eſſe. Nepaſſoguari che eglino inganne
uolmente colorirono il maluagio diſegno.
Impercioche quando egli cominciò a voler
-
guadare gli furono d'intorno: &
-
-: dA2
A L E s s A N D R o º,
fenſori della vita di lui lo preſero per mano
accerchiandolo dalli lati con affermare che
per la buona guardia e difeſa loro il corſo
dell'acque non gli poteua eſſere di nocimento
alcuno. Et mentre che coſi ſoauementepar
lauano, ve lo precipitarono dentro:ſimulan
do nel tempo medeſimo ſmiſurato dolore: 6'
e con infingeuolivoci e lamenteuoli ſtri
da cominciarono ad eſclamare e condolerſi
che il Santo di Dio (che pur coſi astretti dal
la verità l'appellarono all'hora) era in vn'
gran fondo annegato. Ma che gli potettero
fare quelli empit? Tolſero il corpo a lui era
ſe steſſi proccurarono l'inferno non ſenza
morte delle propie anime. non hebbero gia
valore con tutta la loro malignità di nuocerº
punto al beatiſſimo ſpirito del ſanto: anzi
che quanto piu ſi affrettarono di ſommerger
lo coſì miſeramente in quel fiume, con tanto
maggior velocità arriuo egli al termino da
lui cotanto bramato divſcire di questo me
chino carcere terreno, delegami, delle tene
bre, dell'eſilio, 69 di mano de nemici comu
ni. Et coſi in cambio del danno che ſi per
ſuadeuano, gli apportarono gioia e festa
- L 2 anesti
-
gy v ITA DI SANTo
ineſtimabile. Impercioche quelli che dell'ar
dentiſſimo amor diuino ſono acceſi e dive
rolume alluminati reputano non ſolo queſto
mondo per eſilio & pellegrinaggio, ſoſpiran
do ſempre alla celeſte patria ma anco tengo
no per fermo queſta vita eſſere morte ama
riſſima, e vna carcere piena d'affi (zioni
& trauagli: & viuendo eſſi veramente a
Dio ſono come morti al mondo, hauendo in
ſommo horrore& dispregio le ſue pompe, le
ſue grande ze,leſue luſinghe,et i ſuoi diletti
che ſi facilmente ne poſſono indurre la morte
Gol. 3. eterna, Mortui enim estis e vita veſtra
abſcondita ei cum Christo in Deo. Per
queſto conto prendono di gran lunga mag
gior contento e allegre (za d'eſſere ſcarce
rati e liberati dal peſo di queſta carne: che
non apporta la nuoua delloſcampo della vi
ta e della liberazione inſieme a chi è ſtato,
lungamente ne ceppi e nelle catene ſenza
ſperanza d'uſcirne mai, oa chi è destinato,
alla morte e in camminando a quella ſo
pragiugne lauuiſo che il Signor gli fa gra
asia e gli dona la vita. Di qui è che con
Dauiddel continouo eſclamano alla Mae-.
- . . . . sta :
A L E s s'A N D R o tr.
sta diuina che gli ſcarceri quanto prima,
Sal. 14t.
Educ de carcere animam meam: Et col
ſaggio interprete de ſogni Giosefcheſirac
comando alcoppiere di Faraone che otteneſſe
per lui grazia da quella corona di eſſer trat
to della pregione doue e ſi trouaua, Me
mento mei eum tibi benefuerit, 6 facies Gen.4e.
mecum miſericordiam vt ſuggeras Pha
raoni,vt educat medeiſto carcere: Suppli
cano a quelli chegiaſon peruenuti alla pa
tria, cheſiano di loro ricordeuoli & interce
dino per loro grazia dal Re de Rechegli ca
ui della pregione di questa carne: &a fine,
che piu glorioſamente n'eſca l'incarcerato
ſpirito, la domano & macerano con vigilie,
aſtinenze, ciliccio diſcipline, ſapendo che
il disfacimento di quella ſarà loro libera-.
zione & felicità, De carcere catheniſi Ecc.4
egrediaturadregnum Cheſe Balaam con
gli sproni & col baſtone stimolaua l'Aſina,
che e caualeaua quandoaſciua 'della stra- -

da che a lui era in piacere,per ridurla nella Numº


dritta: è ben ragione che "ſpiritua
limacerino e affligghino la carne, acciònò
vada trauiando per gli ſentieri de diſordi
- nati
-

td VITA DI SANT o
nati appetiti della ſenſualità. Etſe Agàr.
ancilla di Sarra ſpºſa di Abraam quando
fuggiua di caſa loro per non vbidir alla pa
drona, vi fu dal ſanto Angelo ripinta &am
Gen. I 6. mcnita che ſi humiliaſſe alla ſua ſgnora:
maggiormente la ſenſualità quando sfugge
e recuſa di ſtare ſotto il freno della dritta
ragione dee eſſer repreſſa e ridotta all'obe
dienza di quella. Etſe Gioſuè fece impicca
Gioſ.Io.
reque cinque Rè che egli preſe in battaglia,
perche e moleſtauano la città di Gabaon:
coſi dee la dritta ragione mortificare con
l'eſercito delle buone opere i cinque ſentimen
ti del corpo, quando e' vogliono eſpugnare la
città dell'anima, Mortificate membra
Col. 3.
veſtra. Et mediante queſto tanto affigger
ſi con ardente carità,63 tollerare con mera
uiglioſa ſofferenza i legami terreni vengono
nell'uſcire di questa miſera vita ſciolti &li
berati dal Signore che dice a ciaſcun di loro,
Eſa. 52. Soluevinculacolli tui captiua filia.Sion.Nel
tempo medeſimo dalle tenebre dell'ignoran
za del ſecol preſente, doue non sà l'huomoſe,
Eccl. 9. è degno d'amore, è d'odio, e doue ſcorge le
coſeſuperne COM26 in vno ſecchio .63 ſotto
par
-

A L E S S A N D R. O ºr
parlarioſcuri ſono dalla benigniſſima mano
diuina guidati a chiariſſima luce doue a
faccia a faccia ſi vedrà la Trinità beatiſi I.Gio. 3.
ma, Videbimuseum ſicuti est. Dall'eſilio
di queſto mondo, pericoloſo e colmo d'hor
rore e careſtie, (Inuenit eum in terra de Deut.3 2e

ſerta in loco horrorise vaſteſolitudinis)ſo


no introdotti nella celeſte patria, luogoſicu
ro, ameno & fecondo, Sedebit populua Eſa. 32.
meus in pulchritudinepacis, in tabernacu
lisfiducie, 6 in requie opulenta. Coſi ven
ghiamo accertati che igiusti nel morire fan
no il maggior guadagno che ſi poſſa compren
dere nè perdono coſa alcuna. Percioche eſſi
non perdono la vita: anzi da morte paſſano
ad vn perpetuo e feliciſſimo viuere: non
perdono l'anima perche il pietoſiſſimo Iddio
a cui e l'hanno humilmente raccomandata
in vita, la riceue e accoglie benignamente
per mano delli Angeli e deſanti che gli in
troducono in quella beata luce promeſſa ad
Abraam 3 alſuo ſeme: non perdono ilcor
po: ma lo rihauranno piu bello & lucente
che non è il Sole: non perdono le ricche (ze,
anzi riceuono teſori perfettiſſimi eſempi
- fermi,
-

43 VITA DI SANTo
Sal 3. terni, Gloria & diuitiein domo eius. Non
perdono gli amici perchelepie & giuſte opere -

che gli hano fatte di qua, gli accompagnano


Apce. 14. di là nè gli abandonano mai, Opera enim
illorum ſequunturillos. Non perdono l'ho
nore, ma riceuono honori tanto immenſo'
fourani che i Re & gli Imperadori bacino
humilmate e s'inginocchino alle loro oſſa,es'
il glorioſo Iddiofaccia miracoli innumera
bili per quelle. Per queſto conto nelleſagre
lettere quando e muoiono ſi dice che e' dor
Sa'. 4. mono&'che ſi ripoſano. In pace inidipſum
Fat. Ap.8. dormiam & requieſcam: & del protomar
tire Stefano leggiamo che ſi addormentò nel
Signore, Obdormiuit in domino: & il Si
Gio. I !.
gnor noſtro diceua che La zero dormiua
& che l'andaua a riſuegliare, La Kg.arus
amicus noſter dormit. E figurata la morte
loro nel ſonno del gran Patriarca Giacob:
il quale ſi addormento ſopra una pietra &
vedde il cielo aperto & la ſcala da ſalire al
.Gen. 28,
Paradiſo piena d'Angeli: nel che ci è dato a
1 Cor. tc.
diuedere qualmente i giuſtifondati ſopra la
pietra Christo (Petra autem erat Chriſtus)
Nella cui fedeſi addormentano per ſempre,
- ſon'
A L E ss A N b R o e,
ſon fatti degni in quel ſanto paſſaggio di
vedere i cieli aperti, 65 i ſanti Angeli presti
ad introdurgliui per la ſcala dellaſalutifera
Croce di Gieſu Christo: &'eſſo Signor Gieſu, -

apparecchiato a riceuerli, come di Santo Ste, º


ano è notiſſimo. Fu figurata anchora nel
ſonno d'Elia, che dormìſotto vn ginepro,6°
mediante l'Angelo ſi cibò dvn pane cottoſot.
to la cenere, dal quale ingagliarditoperuen
ne al ſanto monte di Dio Orèb: Significan 3.Reg. 19.
done che i giusti che muoiono ſotto ilpungen
te ginepro dell'aſtra penitenza in virtù di
quel ſagroſantopane che diſſe Ego ſumpa- Gis.s.
nis viuus, preſo da loro, arriuano al monte
celestiale. Dall'altra parte i ſeguitatori del s ,
mondo
lorº poſſaa aguiſa di stolti
munire attendono
& fortificar con ogni
la carne,in- V

cettando per la cura di lei ogni ſorte di deli


zie, morbide (ze, vini, viuande, veſtiri &
abbigliamenti: nel che ſomministrano al
lauuerſario occaſione di contento e riſo,
Ipſe autem ſuper omnem munitionem ve- º “
itramridebit: come quel che ſpera di ha
uerli in breue a straſcicare nell'oſcuriſſimo
sarcere infernale, Ligati manibus & pe
- AA dibus
go v ITA DI SANTo A,
Mat. 23, dibuemittite in tenebras exteriores Ilega
gami con che è tenuto diſtretto lhuomo in
questa vita ſono le comuni neceſſità corpo-.
- - -
ree, cioè la fame, la ſete, il caldo, il freddo, la
- a
fatica, il dolore e finalmente la morte. Da
quali ſi sforzano i mondani ſuilupparſi e
rompergli in varie maniere, la fame & la
ſete con cibi e beueraggi, il freddo co molti
veſtiri, il caldo con la ſottilità & dilicateC
zade drappi, il dolore e la faticaco ſolla
zi & ripoſi,65 a lor potere s'ingegnano di
rompere & spe(gare il legame della morte
- º con rimedi potentiſſimi & medicine effica
ciſſime delche tutto ſi doleua la maeſtà di
Gier. 2 e uina per bocca del Profeta, Aſeculo confre
giſti iugi, meum rapiſti vincula mea.Peroſa
rano alla fine legati nelle duriſſime & ineſtri
cabili catene di perpetua fame e ſete, di
ghiaccio inſuperabile,difuoco ineſtinguibile,
aiflagelli inci portabili, diverme che ſempre
conſuma & diuora, e finalmete d'una mor
º te che ſempre rinnuoua & non finiſce mai.
Non è di quemerauiglia che a questi tali ſo
pra tutti i penſieri moleſtie noioſi molestiſi
mo&horribiliſſimo ſia ilpnſare alla morte
-
- - - - 65'
A L E s S A N D R o pt
& rimemorarſi di quella, la quale è loro pri
uazione di quel che gli stimano eſſere il ſom
mo côtento et una porta che gli còduce a tut
te le miſerie: & in vece di ripoſarſi col mo
rire cominciano ad affaticarſi terribilmen
tees perdono tutte le coſe grate loro perdo-
no la vita, per iſtare in perpetua & conti
noua morte perdono l'anima: perche l'infer
nale la rapiſce e ſommergela per ſempre ne'
regni bui:perdono il corpo, il quale reſta pa
ſtodiviliſſimi vermini:esſe bene al gran
giorno del giudizio lo rihauranno: nondime
noſarà tanto penoſo, graue,ſcuro, e brutto
che meglio gli ſarebbe forſe non lo rihauere.
perdono le ricchezze, i parenti, gli amici, e'
bene ſpeſſo l'honore per la mala fama che re
ſta qui tra noi de peccatori. La coſtoro mor
te è figurata nel ſonno di Sanſone il quale ſi Giud. 16.
-addormentò in grembo a Dalila che lo tosò,
onde e restò priuo di ogni ſua forza & va
slore: tanto che i ſuoi nimici lo preſero e gli
traſſero gli occhi e lo fecero girare a guiſa
digiumento. nelche debbiamo conſiderare
che i peccatori che muoiono nella concupi
ſcaza carnale nella quale e ſonº viſſuti, ven
- A1 2 gono
,2 o viTA D1 s ANTo
gono ſpogliati d'ogni virtù e d'ogni bene:
e ſono ſopragiunti dalli auuerſari inferna
li che gli legano & cauano gli occhi col con
durgli alle perpetue tenebre, 6 fannoli cir
cuire di tormento in tormento. Fu anco
cind is figurata nel ſonno d'Holoferne, il quale in
dormendo fu dalla caſta Giudit decapita
to:ſi come dalla giuſtizia diuina ſono nella
morte per zati i peccatori, quando la gitta
l'anime loro a dimoni& i corpi a vermini.
Ma per tornare col ragionamento onde par
timmo quei peſſimi che haueuano con molta
sinduſtria ſommerſo il Santo Veſcouo Aleſ.
-ſandro nel Reno, attendeuano a ricoprire il
fallo loro convrla e strida, ſotto pezzie
di dolerſi della perdita fatta, ſendone alle
griſſimi. Allbora i ſacerdoti e il rimanen
y te della ſua compagnia ſi conturbarono tan
to fieramente aſistrano ſpettacolo, che lun
ghiſſima coſa & malageuole ſarebbe a dimo
ſtrare qualfuſe il dolore che gli hebbero: nè
s'imaginauano che quei maligniglihaueſe
, ro con arte & inganni proccurata la morte.
Perche tutti incontamente con ardentiſſimo
animoſi diedero a ripeſcarlo: & trouando
s . - - - quel
A L E S S A NI D R O 93
quel ſantiſſimo cadauero abbandonato dal
la ſua pura & innocente anima, la quale di
gia con penne di Colomba era volata alſo
praceleste ripoſo, tale che in lei hebbero luogo
quelle parole di Dauid, Aſcenditſuper Che Sal. 17.
rubim & volauit, volauitſuperpennaa ven
torum, Lo collocarono nel feretro, 6 con
incredibil diligenza & ſomma diuozione
lo riportarono in Toſcana. Doue auuici
mandoſi alla città di Fieſole, trouandoſi in
luogo onde ſiſaliua ad eſſa città & onde an
cora ſi pigliaua la ſtrada per andare alla
Cattedrale che erafuori, fu da tanto peſo mi
racoloſamente aggrauato quel beatiſſimo
corpo, che 772% t. non fu poſſibile lo poteſſero
punto muouere inuerſo la cattedrale doue
gli haueuano in animo di condurlo. Per
che furono neceſſitati portarlo come fecero
con grand honore dentro nella città alla
º chieſa di San Pietro in Gieruſalem, da lui
nouellamente riacquiſtata dal Rè de Lon
gobardi, 6 quiui lo ſeppellirono horreuol
mente: volendo Iddio col me (go di talmi
ºracolo mostrare che al ſuo ſeruo non haueua
-

ad eſſere negato in morte quello, che in vita


gli
pA VITA DI SANTo ,
gli era ſtato vietato dalle mani delli empi.
La qual chieſa poi fu da ſuoi ſucceſſori re
staurata e conſagrata a nome di lui come
i vede ancora hoggi, doueſi ripoſa il ſuo ſan
" corpo. ºfu ſcarſa la ""
ralità inuerſo il ſuo fedeliſſimo ſeruo Aleſ.
ſandro, quando paſſato certo tempo dopo la
ſua morte fu data da iniqui prencipi facul
tà a perſone di male affare di potere a lorº
piacimento per trouare argento e oro di
ſtruggere i ſepolcri. Perche quei maligni
cupidi di ſaziare l'inſaziabil ſete loro, di
ſcorrendo d'ogni intorno non ſenza danni
ficare molti luoghi arriuarono a Fieſole, do
sue riſedeua l'amico di Dio il glorioſo Santo
Romano cittadino & Veſcouo Fieſolano im
mediato ſucceſſore di eſſo beatiſſimo Aleſſan
dro. Arriuati al cospetto di questo Santo
Meſcouogli preſentarono le peſtilenzioſe pa
tenti concedute loro da piu maluagiprencipi
con ſignificarli che erano andati per metter'
ſoX3 opra in virtù di tali conceſſioni le ſepol
ture de Christiani. IlVeſcouo lettigliſcele
rati priuilegifu da tanto dolore ſoprapreſo
che non potetteformar parola
- - -
erºi Oro
A L E S S A N D R. O 9y
loro nel modo medeſimo appunto che agli Geb.
amici di Giob interuenne cheperlo dispiace
reche e preſero delle ſue diſauuenture ſtette
ro alla preſenza ſua ſette giorni e altretan
tenotti ſenza parlarli. Però ſe bene teneua
chiuſa la bocca, aperſe il cuore e sparſe al
ſignor Dio e alſi anteceſſore glorioſiſſimo
martire Aleſſandro preciferuentiſſime ſup
plicando che fuſſe posto freno a tanta inſo
lenza & audacia. Mentre che egli coſita
cito ſi ſtaua penſando quanto haueſſe a fare,
quelli iniqui giudicando che taceſſe per neo
gligenza e per tener poco conto di loro: la
ſciatolo quiui corſero furioſamente nella cit
tà: & di botto ſenza metter punto di tem
po in mezzo entrarono in San Pietro in
Gieruſalem & con molti ferramenti furono
resti d'intorno al Santo Sepolcro del marti
re Aleſſandro, e trattoli il coperchiovedde
ro quel glorioſo corpo, tutto luminoſo &
splendentiſſimo,che spiraua odore ſoauiſi
mo. Perche ripieni di diſuſata paura &
ſpauento caddero stramazzoni in terra co
me morti. Poi comunque e potettero ſur
gendo & tremando abbandonarono quel
- - ſanto.
go v1TA DI SANTo ,
ſanto luogo. Etin fuggendo impetuoſamen,
teveddero alcuno deſeruenti di quella chie-,
ſa, a cui e ſignificarono quanto era interue-,
nuto:& continuando di correre tutti ſmar
riti e pauroſi prima con parole graui &
dura riotta incominciarono, 6 da quelle,
acceſi nell'iraſivcciſero l'uno l'altro con ar
mi che haueuano: & coſì miſeramente ſile
uarono dinanzi a Chriſtiani: non hauendo
la diuinagiuſtizia permeſſo che la ſcelerag
gine di quel peſſimi reſtaſſe impunita. Si,
come ſpeſſiſſime volte ſi legge hauer'aſpra
mente ſentenziati i violatori e distruggi
ºs tori deluoghi ſagri, intra quali Nabucào
rosòrabbruſciato che hebbe il ſagro tempio
di Gieruſalem per giuſto giudizio di Dioſi
1.Mac.1. stette ſette anni come Boue. Antiocho al
treſi che haueua contaminato il ſanto tem
pioſoprapreſo da horribil morte cagionata,
dallo ſcaturire vermini con intollerabilfe
tore delſuo corpo, miſerabilmente paſſo a peg
2 Mac. 3. gior vita. Heliodoro ſimilmente che volle
ſpogliare il tempio fu miracoloſamente per
mano angelica ſi terribilmente battuto che
2 Mac.9. e cadde in terra giacendo mezzo mortoſen
K4
-
- -
-

A L E ss A N D R o pz
za alcuna ſperanza di ſalute con manifesti
ſegni della diuina vendetta. Aggiugneſi a
questo,che i corpi deſanti ſono degni di tan
ta venerazione & honore che non pure chi
ha temerariamete preſo ardire di volerlive
dere, è toccare è malcapitato: ma molte vol
te ancora di quelli che per diuozione etpietà
gli hano hauuto a ſcoprire, ſono incorſi nella
morte :come diffuſamente testifica ilbeatiſi Nel Regi
ſimo Dottore Santo Gregorio ſcriuédo a Co ſtro. Pil
stanzia Imperatrice eſſere ſpeſſe volte inter ſtola. 3o.
uenuto: & tra l'altre eſſere al ſuo predeceſſo - -

re apparſo ſegni di non picciol terrore nel


voler traſmutare certo argento che era ſo
pra al ſagratiſſimo corpo del Prencipe delli
Apostoli Pietro. Et altra volta volendo il
medeſimo predeceſſore migliorare alcune co
ſe d'intorno al corpo del beatiſſimo martire
Santo Lorenzo, tutti quelli che lo veddero
ancora che non preſumeſſero di toccarlo, mo
rirono in termine di dieci giorni. Et egli
steſſo mandando a reſtaurare e ornare il
ſepolcro del vaſo d'elezione Paolo Apoſtolo
& toccando il proposto di quel luogo certe
oſſa, apparendo alcuni ſegni mesti cadde
i /20rt0
va vITA DI SANTo
morto diſubito. Queſta ſi fatta debolezza
dello humanoſquardo verſo le coſe ſantere
gna in noi mediante il peccato - che doue
l'huomo è prodotto per vedere Iddio non può
mirare i ſuoi ſerui. Onde Manuè veden
dovno Angeloſisbigottitalmente che ſi pen
sò morirſi di ſubito rispetto a tal veduta,
Giud. 13
Morte morienurquia vidimu dominum.
Luc 2 -
I pastori nel naſcimento del Signor Giesis
per lo splendoree chiarezza che circonda
Mat. 28. ua l'Angelo s'impaurirono terribilmente ſi
Marc. 16. come anco alſagroſanto ſepolcro non pure ſi
riſcoſſeroe ſpauentarono le guardie che co
me stordite e sbalordite restarono quaſi
morte: ma quel che è piu, hebbero paura an
cora le ſante donne veggendo il ſembiante
dell'angelo come baleno & il ſuo veſtimento
candido come neue. Si che non ſia chi ſi me
rauigli ſe quelli ſcelerati & perfidi che vio
lentemente non ſenza preſonzione grandiſ
ſima ſcoperſero il ſepolcro del glorioſo marti
re Santo Aleſſandro, fuſſero da quella stra
na morte rapiti. Il che tutto fu tantoſto rap
portato al Santo Veſcouo Romano: il quale
velociſſimamente con ſomma letizia ſi di
, - - - porto
A L E s S A N D R o pg
portò alla volta di quel benedetto ſepolcro
coſiſcoperto e i da que peſi»
mi: & co propi occhi vedde Splen dor gran
diſſimo d'intorno a quel beatiſſimo corpo,
onde d'ogni intorno spiraua odore ineſtimaa
bile:e colle propie mani toccandolo deuo
tamente ſi certificò la carne eſſere ancora ſal
diſſima inſulaſſa. In queſto mentre anſa
cerdote trasferitoſi laſſù in compagnia del
beato Veſcouo Romano, sperimentando con
piu ardire che non conueniuaſe e poteua di
uellere i capelli della teſta del ſanto, o ſe pure
la denſità della pellegli riteneua:portò pena
della ſua miſcredenza ſeccandogliſi del tut
to in vn tratto quella mano, nella maniera
medeſima che ne libri de Regniſi legge eſſere
interuenuto al Rè Gieroboam. Ma tal'di 3.Reg. 13
ſauuentura gli fu di grouamento & vtilità
grandiſſima perche riconoſcendo il ſuo fal
lo, pieno di pentimento e dolore, riceuè da
Dio mediante Santo Aleſſandro, con profit
to dell'anima la ſeguente notte la priſtinaſa
nità. Percioche la mano ſecca riacquiſtò le
forze di prima. Concorſe iui il clero & ilpo
polo tutto: & con letizia vniuerſale d'ogn'u
N 2 A20,
1oo v1TA DI SANTO ,
no, auanti che quel degniſſimo corpo fuſe,
dal Veſcouoripoſto e riſerrato, furonome
nati quiuiz.oppi, attratti & ciechi e altri
di qualunqueinfermità, è difetto impediti,
i quali tutti dal toccamento di quello di
uenneroſani. Et infinite grazie concedette
allhora Iddio a chi viſitò quel luogo deuotiſ
ſmoſi comeconcedere
poi per molti ſpazi edi gloria
tempigli
è piaciuto ad honore del,
ſuo nome ſantiſſimo, e ſempiterna ,
- memoria deſuoi ſanti, ne qua
s.
li eſſo in modi innumera-
bili ſi moſtra mi- .
rabile e -- s
-

-
C .v IT A D E L - .

BC E A T. I S S I M O
O N F E SS O R O, SA N T O ,
D ON A T O DI SC o z I A
V E s c o v o D I
A F . E so . º. è
- A -

- - - - -

- -- - - - - - -

- - - - i;
Del Reuerendiſsimo Monſignor Fr a sc a sco
de Cerra N 1 da D1 A e caro Gentil
- huomo Fiorentino, & Veſcouo -
- . - - - - - -
- -- - - - - -
- - di Fieſole.
-
- - -
, - - - - -
º
-
- -
-
- -
- -
-

-A - -
- . . .) ; -
-
-
- -
\ -
- -

- ,
,

EST E R A v I G L ro sr
iſ ( ſpettacoli ha propoſto in abon
iR danza grandiſſima la diui
, na liberalità alla tanto da
ºi lei diletta anima,alluminanº
dola talmente collo ſplendore de ſuoi ſopra
humani raggi, di ſopra, di ſotto, dinanzi,
di dietro, da mano deſtra, da ſiniſtra, al di
rimpetto, in giro, da lontano, dappreſſo, di
dentro, e di fuori, che douunque la ſi volga
troui amoroſe fiamme da accenderſi del ſuo
releſtiale amore. Illuſtraneella dunque dal
la parte di ſopra colfarcinoto e conto qual
mentela ſempiterna beatitudine che in quel
e . laſu -
-

1 o2 VITA DI SANTO
la ſuperna regione ſi gode racchiude dentro
diſe ogni bene doue liberi & lontani da qual
ſi voglia imperfezione goderemo tutte le
perfe(zioni come è, ripoſo ſenza fatica,luce
ſenza oſcurità, pace ſenza perturbazione,
ſicurezza ſenza timore, libertà ſenza ſer
uitù, & finalmente pieniſſima cognizione
ſenza ignoranza,ò error'veruno. Le qua
li tutte & altre condizioni ſaranno quiui in
vn modo ſi eccellente & mirabile, che la bel
lexza di quelli che in tal patria ſi trouano
comparata a quella di Aſſalone tanto cele
brata & ammirata dal mondo è brutte(ga.
Perciochevn corpo glorioſo paragonato col
Sole lo vince talmente che quaſi lo rendeſcu
ro: & ilſimile interuerrebbe della forte(ga .
di Sanſone 65 della ſapienza di Salamone,
che l'una di queste ſarebbe al paragone di
quelle reputata debole (gia, º l'altra tolti
zia. Et ſomigliantemente la piu ſquiſita
agilità che poſſiamo imaginare, parrebbe pe
ſograuiſſimo. La bellezza poi di talehabi
tazione poſſiamo noi andar miſurando in
parte dalroueſcio che noi veggiamo che è il
cielo, detto coſi non tanto per le celarci e'
aconſ
- - -

D oNAT o ro,
aſconderci le coſe di ſopra, quanto per lo eſi
ſer egli celato cioè ſcolpito di stelle e piane
tie adorno dellume del Sole. Doue inte
riormente tale stanza è abbellita dalla pre
ſenza di Dio, delli Angeli, deſanti,e'illu
strata del lume della gloria. Si che quanto è
più bello Iddio, gli Angeli e l'anime de ſan
ti che non ſono le stelle: e quanto il lume
della gloria ſoprauanza quel della natura,
tanto maggiore bellezza viene ad eſſere in
teriormente che esteriormente, Sciant quan Sap. 13- -

tohi, dominator eorum ſpecioſior est. Che


Matt.2.
sè i Magiſi allegrarono aſſai in veggendo la
stella: infinitamente maggiore ſarà il giu
bilo de beati nel vedere Iddio in ſua gloria, Gio. 2o
Gauiſ ſunt diſcipuliviſo domino. Pertan
to questa conſiderazione riuelataci dal
rande Dio ci incita e inuita a bramareſi
fattahabitanza secondariamente ci illu
itra dalla parte di ſotto col proporci i ſotter
ranei tormenti infernali, la cui conſidera
zione inchina l'anima al timore diuino.
Conſistono leſoèpradettepene non ſolo nell'af
fixzione corporale e ſenſibile, ma piu an
cora nell'afflizzione dello ſpirito e della
º -
V2 077 -
1 o4 VITA DI SANTO
mente a fine che la pena corriſponda alla col
pa, la quale conſiste non tanto nell'atto este
riore & nel diletto ſenſuale, quanto, e piu
prencipalmente nell'atto interiore della vo
lontà. Diamendue queste maniere di tor
menti, ſpirituale & ſenſibile fece menzione
- teſa. Mt. Eſaia con dire, Vermi eorum non morie
tur&’igni non extinguetur. Queſta ſpiri
tual pena nelle ſagre lettere è detta Verme
di coſcienza in quanto che la naſce dalla pa
trefazione del peccato & affligge l'anima:
Si come il verme corporale ſi genera median
te la putrefazione della carne es affligge
la carne. Ei altro non è che vno immenſo
dolore e triſtezza che continouamente ro
de&'diuora l'anime dei dannati per vederſi
glino primi della viſione di Dio, e della bea
titudine per colpa & difetto loro. Et coſi ſi
dolgono di hauer peccato, nongia in quanto
che le colpe loro furono atti male regolati &
eontrari alla ſanta legge diuina: ma in
quanto che gli impediſcono il commodo 6'
leontento loro. Quanto a tormenti corporei,
ºgni creatura ſarà a dannati materia &ca
4ione dafflixione & pena. Pugnabit or
bis
-
-

D O N A T O - 1 or
bis terrarum contra inſenſatos. Saranno Sap. 5.
tribolati da tutti e quattro gli elementi fuo
co, aria, acqua & terra. Delfuoco & del Giob. 32.
l'acqua diceua Giob, Tranſbunt ab aqui,
miuium ad calorem nimium. Dell'aria
ſappiamo col teſtimonio euangelico che gli
hanno ad eſſer gittati nelle tenebre esteriori.
Le quali tenebre iui non importano intero
mancamento di lume, ma mancamento di
º in quanto che il vederlo è diletteuole.
Onde quelle tenebre ſaranno di maniera ſi
fatta cheſottovna certa tenebroſità & oſcu
rità vedranno i dannati quelle coſe che gli
potranno accreſcere miſeria & ſupplizio:
come ſono le pene loro & di quelli che per lo
malo eſempio da eſſi preſo ſi ſono dannati:
erlehorribili, e spauenteuoli forme de di
moni. Sarà anco loro di tormento la terra,
ſendo l'inferno ſituato nella piu infima e'
vil parte di quella. Et coſi in tutti i ſenti
menti verranno puniti. Poi che il vedere
haura per oggetto que moſtri infernali con
gli strazi che ſopraſtanno ad eſſi meſchinel
li: & per mezzo di tal ſenſo hauranno le
ſopradette tenebre palpabili: il tatto circon
a
-
O dato
-
-
- --

1o6 vitA DI SANTo


dato da ogni maniera di martirio: l'odito
da pianti e bestemmie : ilguſto e l'odora
topatiranno nell'hauere la bocca e lenare
piene diſolfo & di fetori intollerabili. Di
nanzi ſono nostra guida e ſcorta i ſantiſſi
mi precetti diuini, i quali quaſi lucentiſſimo
ſole ne moſtrano la strada per cui debbiamo
camminare, &'indirizzano i noſtri piedi

Sal.84.
ne ſentieri della pace, Iustitia ante eum
ambulabit& ponet in via greſſusſuos. Et
Deut. 6. però nel ſanto libro del Deuteronomio ci è
comandato che del continouo meditiamo
detti comandamenti tanto in caſa quanto
fuori: e coſi dormendo, come vegliando.
L'oſſeruanza de quali ci conduce al regno
celestiale,e'al premio propoſtone, Inclina
Sal. I 18,
ui cor meum ad faciendas iustificationes
tua in eternum propter retributionem. Di
dietro ci allumina co giudizii, ogastighi, i
quali meriteuolmente ſeguitano e ſono die
tro a comandamenti: percioche egli riſuar
dano in questo, che chi gli traſgrediſce dee
eſſere punito, Si dereliquerint filii eius le
Sal. 38,
gem meamein iudiciis mei, non ambula
ſuerint viſitabo in virga iniquitates eorum.
- . Et
-

-
-

D o N A T O 1 o7
Et per ogni tempo ha il grande Iddio punito
chi ha traſgredito i comandamenti ſuoi. Co
me (per eſempio) nel Leuitico quel bestem Leu. 23.
miatore fu da lui ſentenziato ad eſſer lapi
dato. Ne Numeri, Salfaat Giudeo per Num, 15.
raccogliere le legne in Sabato fu incarcera
to e poco appreſo lapidato. Saul per ha 1.Reg.6.
uere contrauenuto al diuino precetto d'intor
no a ſagrifi i fu ſcacciato del regno e'
poſſeduto da Satàn. Oza toccando l'arca,
coſa contraria all'ordine del Signore, cadde -
-
-

di morte ſubitanea. Quel Profeta che col


2.Reg.6.
mangiare traſgredì la commeſſione riceuu
ta da Dio fu di tratto priuo del ſepolcro pa 3.Reg. 13.
terno & della vita toltali da vn Leone. Si
che oltre alli eſempi propoſti riſeuardino i
ſuperbi l'alta caduta di Lucifero precipita Eſa, 14.
to dal lucentiſſimo Paradiſo all'oſcuriſſimo Eſo. I 4s -

carcere infernale. Gli inuidioſi e duri mi


rino Faraone con tutto il ſuo gagliardiſſimo
eſercito ſommerſo in mare. Gli auari la Luc. I 2.
dannazione di quel miſero ricchoeuangeli
ro, il quale mentre ſi allegraua dell'ampieri
colte, perdeualvna & l'altra vita. Gli ira
scondi attendino qualmötefu riprouato quel
2 malua
1 og vITA DI SANT o
N. lat- l 8. maluagioſeruo che non volle vſare miſeri
cordia inuerſo delſiuo compagno. Gli acci
'Matt.2 5e
dioſi come fu condannato quel pigro ſeruo
che aſcoſe la moneta del padron ſuo. I luſ.
Gen.7. 19e
ſurioſi ſi poſſono specchiare nell'uniuerſal
-

-
diluuio & nella ſouuerſione delle cinque cit
tà infami. Igoloſi ferminº l'occhio nella per
Eſo. 23. coſa delpopol Giudaico chiedente indebita
mente le carni. I quali tutti ſopradetti poſ.
ſono dire inſiememente con Tobia, Magna
Tob. 3° iudiciatua quia non egimus ſecundum pre
ceptum tuum. Il conſiderare adunque que
si giudi(zi fà che l'huomo fugga il male.
Appreſſo ci allumina da man destra nella
prosperità, la quale ſecondo il mondo conſi
ſte nelle delizie & piaceri, nella belle(gia,
nella fama e nell'honore, nell'hauer vaga
e elegante prole, palagi & imperii, e però
reputa beato chiunque di eſeabonda, Bea
tum dixerunt populum cui hec ſunt. Ma
Sal. I 43»
perche gli inſipienti ſi laſciano bene ſpeſſo vo.
lontariamente intricare ne lacci,ò dellaglo
riavana che nelli honoriſ troua, è trafigge
re dal velenoſo morſo del ſerpente che nella
verdura della concupiſcenza ſi occulta, è
rodere
-

D O N A T o 1oo
rodere dal verme dell'auarizia, il quale ri
ſiede nelle ricchezze e teſori (Creature dei Sap. 14.
in odiumfacteſuntº in tentationem ani
me hominum &'in muſeipulam pedibus in
ſipientum)peròfa mestiero che ſeguendo la
ſcorta del ſopradetto lume stiamo ſemprepa
uidi, per non rimanere inueſcati e pregio
ni, come ad innumerabili è interuenutoſola
mente per la copia delle felicità mondane.
Intra quali Salamone con tutto il ſuo ſenno 3 Reg. I fa
eo con tutto il ſuo ſapere dee eſſere annouera
to; da che mentre che notaua nel golfo delle
delizie & delle proſperità temporali tenne
tanto poco conto di ſe steſſo, che ſi conduſſe
perfino ad adorare Asterte Dea de Sidoni
e 'afabricare templi a Camòs idolo de Moa 3.Reg.11.
biti, e'a AMoloch idolo delli Ammoniti: &
incenſare eſagrificaread altri idoli, ſecon
do che e' vedeua di compiacere a varie don
ne da lui troppo sfrenatamente amate & te
nute in pregio. Chi non ſa che la rouina di
Maria Aaddalena fu cagionata dalla ſua
- corporal belle(gia, e dalla douizia delle
facultà temporali, De qua ſeptem demo
mia exierantº che il disfacimento delle cin
º ) que
I | 0 V ITA DI SANTO
quecittà hebbe origine dalla troppa douizia
di roba, Hecfuit iniquita ſodome ſororis
tue ſuperbia pani &t. Che il volere eſſere
adorati prima Amàn, e poi Herode Agrip
pa interuenne per l'eſſere il primo di questi
tica . troppo fauorito dal Rè Aſſuero: & il ſecon
º dopergodere troppo quietamente e pacifi.
camente il regno. Et finalmente che quel
ricco euangelico poneſſe tanto affetto allaro
ba, che la nottemedeſima che ſe ne gloriaua
Lac 1, e godeua, haueſſe ad eſſer portato via da
dimoni, ſe non la copia delle graſcie quell'an
noricolte e venuteli in mano, Stultehac
notte animam tuam repetentate? Ei coſi
pervno che caſchi in colpa dallato ſiniſtro
aellauuerſità, innumerabili caggiono dalla
destra delle proſperità, Cadent à latere tuo
º mille e decennilia à dectri, tuia. L'au
uerſità da man ſiniſtra ci danno ad inten
dere qualmente ci habbiamo a condurre al
ſuperno refrigerio col paſſare perloſº º
- per l'acqua delli acerbi trauagli e aſpre tri
solazionidichealoeda queſta morte che ſi
Sal. 65. - chiama vita. Tranſuinia per gnen &
- aquam, 6 edºlinº ºrfani º 6;

-
D O N A T O I I I

che dalli affanni e pianto della ſera di que


sto mondo arriuaremo albelliſſimo e tran
quillo mattino del celestiale, Adveſperum Sal. 29.
demorabiturfletus &admatutinum letitia.
Che ſe quel che è ſignor del tutto,e'innocen
tiſſimo quando vi andò a prepararci il luo
go, aperſele porte di quel regno per virtù del
propioſangue: è ben ragione che noi vaſſalli
& in vari modi macchiati lo ſeguitiamo
ſenza riſparmio del ſanguepropio, cioè me.
diante aſpre penitenzie, controuerſie & au
uerſità, non ſendo iſerui da piu che ilpadro
ne, Chriſtopaſſo in carne e vos eadem co 1. Pet. 4
gitatione armamini. In figura di ciò fu di
uinamente collocato alla guardia del terre
stre Paradiſo vn ci con la ſpada Gen.3.

ſguainata, per darne a diuedere che per filo


di spada habbiamo ad entrare nel Paradiſo 2.Tim.2.

celeste, Non coronabiturniſi qui legittime


certauerit. Recusò Vria Eteo di entrare nel
la ſua propia caſa e digiacere nel letto men 2.Reg.11.
tre che il Capitano Gioab s'interteneua nel
l'eſercito. Si che non pensì il Chriſtianoſtan
doſi in ozio e in ripoſo ottenere la vettorio
itana & di nare
i
iC0
II 2 V ITA DI SANTO
colme (zo del ſangue delli animali, ſecon
dando in queſto i ſacerdoti del vecchio teſta
mento, e non il Redentore che ſparſe ilpro
pio: nel bramare eſſo cibarſi di varie ſorti
d'animali e sfuggire i digiuni e altre ope
re di penitenza. Ne manco riceutamo luce
al dirimpetto,col conoſcere le ſquadre de crº
deliſſimi nemici che di continouo ci impu
gnano & aſſediano. il primo de quali è la
propia carne, la quale quaſi nuoua Apeme
2a Eſd. 4° ne figliuola di Bezace & concubina del Rè
che ſedendo alla destra di quellogſileuauala
corona di capo, e poneuala inteſtaaſe, cer
ca di leuare la corona allo spirito e prender
la ella in uſurpandoſi l'imperio & giudizio
Giud. l 6.
della ragione è ſottoporſi lo ſpirito. Ei qual
nouella Dalila che tanto & tante volte im
portunò Sanſoneilfortiſſimo che da lui inte
ſe la ſua forte a conſiſtere in ſette crini del
propio capo:perche ellaglielifece radere, 6
diedeloin potere de Filiiteiſuoi capitaliſmi
nemici, onde accecato da quelli, morìſotto
la rouina d'vn caſamento: ſtimola notte &
giorno lo spirito coſuoi peſſimi deſideriº
luſinghe afine che pregiata la prºpiaſalute
- s . ſi
-

D O N A T O ar;
ſi addormenti nel grembo dell'affe (zione
corporale: doue lo priua deſette doni dello
ſpirito ſanto, in cui conſiste laſpiritual vir
tù: e coſi il meſchinello accecato e ſcherni
to da dimoni cade ſotto al precipizio della
dannazione perpetua. Il ſecondo nemico è
il mondo, il quale ci tenta hora con oggetti
diletteuoli e grazioſi, 65'hora con terribili
Dan. 7.
e'miſerabili.e però dal Profeta Danièlfu
aſſomigliato al Leopardo dipinto di colori
diuerſi, per lo eſſere egli tutto pieno di falſi
tà, adulazione & doppie ga: Costui non
altramente che i Caldei aſſaliſſero gli armen
Giob. ſe
ti di Giobº gli conduceſſero via con eſſo lo
ro, ammaſsando quei garzonetti che gli
guardauano: cerca di portar via l'opere me
ritorie e vccidere la purità dell'affezzione.
Ondegli amatori del mondo diuengono ne
Giac. 4
mici di Dio, Quicumque voluerit amicus
eſſeſeculi huius, inimicus dei constituitur.
Grande inimico e continouo perſeguitatore
dell'huomo è il dimonio: il quale ſi sforza co'
venti delle tentazioni far cadere i fiori del
ſbuon propoſiti & delle inſpirazioni ſaluti
fere che e conoſce trouarſi nelli alberi huma
771,
ir A v ITA DI SANTo
acciò ſi perda il frutto delle laudeuoli & vir
tuoſe opere che di quindi ſeguirebbero, ſe coſi
impedite non fuſero: nella maniera medeſi
ma che ſi perdono i frutti che ſi maturarebbe
ro in ſugli alberi, quando ſono colti, è altra
Eſo. 1 mente offeſi i fiori da loro prodotti. Et come
Faraone fece buttare in fiume i piccioli fan
ciullini delli Hebrei, acciò quel popolo non
moltiplicaſſe troppo: coſì quest'auuerſario
comune s'ingegna d'eſtinguere i primi con
cetti buoni, bramando farli ſommergere
nell'acque delle mondane delizie, afine che
non creſchino per l'opera & conſuetudine.
n.Reg II Et come l'empio tiranno Naas molesto aſſai
li huomini di Iabès, nè mai volle promet
ter loro pace nè tregua, ſe non con patto di
cauare a ciaſcuno di loro l'occhio deſtro; per
ſomigliante modo il tiranno infernale, ſer.
pente di colori diuerſi, denotanti la varietà
develeni & tentazioni moleſta i caritatiui
perſouuertire le città delle loro anime, 63
trarre l'occhio della ragione, tale che l'anima
accecata non vegga doue conuiene che la
poſi l'affezzione del cuore. Etſi come Na
buzardam Prencipe dell'eſercito di Babil
-
lonia,
- .

D o N A T o rrr
lonia, preſa che fu Gieruſalem entrò nel tem 4 Regas.
pio e fece preda delle piu care & prezioſe.
coſe che vi fuſero, e intra l'altre delcan
delabro: coſi quest'iniquo cerca di penetrare
nel tempio dell'anima moſtra, per iſpogliarla
delle cariſſime e prezioſe gemme delle virtù
christiane: & precipuamente di estinguere -

il giudizio della ragione, veramente lume &


candelabro dell'huomo. Finalmente oltre a
molti altri nimici, ci ſono di danno inesti
mabile gli empi & maluagi huomini, i quali
non altramente che la pece, macchiano i co
stumi di chi pratica con eſi, Cumperuerſo Sal. 17.
peruerteria: e'conducono altrui a manife
starouina. Onde Dinafigliuola di Giacob
vſcita di caſa per conuerſare colle donnepa Gen.34.
ganeperdette il prezioſo teſoro della vergi
nità, nell'eſſer corrotta da Sichèm. Giuda
Maccabeo stato fortunatiſſimo nella guer
ra accompagnatoſi co Romani Pagani & .Mac.8.9
fatto lega con eſſi fu ammazzato. Pietro -

ardente di zelo diuino comunque ſi meſcolo Mattias.


con le turbe de Giudei rinnegò il Maeſtro.
Tutte queſte nemiche ſquadre adunque ne
ſono diuinamente moſtrate, a fine che noi º
º . P 2 ſiamo
ri6 VITA DI SANTO
- -
ſiamo preparati alla battaglia: & facciamo
reſiſtenza alle delizie della carne con l'au
ſterità, fatiche & angoſcie: con priuar lei
*
dell'armi con che la combatte che ſono laſu
- -
perfluità & varietà devini, delle viuande
e delle ozioſe piume: & ſoggiogarla e'ma
cerarla con le fatiche, con l'aſtinenze, con le
vigilie, con le diſcipline : Contraſtiamo col
mondo con lo ſpregiare le vanità, i teſori, gli
stati gli honori & la gloria: Guerreggiamo
col dimonio colreſistergli con le virtù contra
rie a vizi che ne propone: & co malihuo
minifinalmente col contrapporci aperuerſi
conſigli che ad ogni hora ci danno &'non ac
conſentir loro in parte alcuna. Parimente
ci illuſtra in giro, acciò non fuggiamo, nè ci
arrendiamo, ma stiamo forti & animoſi
veggendo in aiuto noſtro d'ogni intorno pre
ſidiigagliardiſſimi. Et veramente che gran
viltà ſarebbe a temere, ſomministrandone
ſempre l'immaculata Vergine auuocata &
ſignora nostra il ſuo aiuto inuittiſſimo: la
quale pauenta & genera incredibil terrore
nelli auerſarij, Terribili vt caſtrorum
Cant. 6. acies ordinata. Però ſenza intermeſſione
º - - - - la
D O N A T o r rz
la debbiamo con la ſanta chieſa humiliſſima
mente ſupplicare che ci ſia ſcudo & prote
zione contraque peſſimi, Tu nos ab hoste
protege: & rifuggire ſotto la ſiuaſicuriſſima
guardia che è ſempre apparecchiata & pre
sta aſoccorrerci ,Sub tuum preſidium con
fugimus faneta dei genitrix. Oueſoggior
nando noi quietiſſimamente, guſtaremo i
ſuoi dolciſſimi eſoauiſſimi frutti, Sub
Cant. 2.
ºvmbra illius quam deſideraueramſedi, 63'
fructus eius dulciagutturi meo; Stà ancora
in aiuto noſtro l'inſuperabile eſercito angeli
co:come ben perproua vedde et conobbe ilſer
uo di Heliſeo, quando circondato &'accer 4.Reg.6.
ehiato dall'eſercito delli aſſaſſini di Siria il
luogo douegli habitaua, gridando eſſo ad al
ta voce per paura, fu dal profeta padrone
auuertito a non temere: percioche molto
maggiore numero vi erano per difenderli
che non erano gli offenditori. Giacob altreſi
temendo il propio fratello vedde gli Ange
li che lo ventuano a ſoccorrere, e però diſſe,
Caſtra deiſunt hac. Eſempio chiariſſimo Gen 32e
nehabbiamo ancora in quel ſegnalato con
tratto che l'Apostolo testifica hauer fatto col
- ) - dimo
I I ' VITA DI SANTO
dimonio, il prencipe della milizia celeste
Ciuda nel Michele Arcangelo per conto del corpo di
la Piſtola. Moisè. Combattono di continouo per noi
Sal. 12o, ſin ogni nostro biſogno i ſanti tutti, Leuaui
oculos meos in montes, vnde veniet auxi
liummihi. Etprencipalmente ci difende il
Redentor noſtro Gieſu Chriſto, il quale ci ſtà
d'intorno, a fine che non ci arrendiamo,
Sal. 15. Prouidebam dominum in conspectu meo
ſemper, propterhoc eſta dextri mihinecom
mouear: & ct èguardia e difeſa ineſtima
sal. 9o o pile, Scuto circumdabit te verita eius
Da lontano riceuiamo immenſo ſplendore
dagrazioſiraggi delle creature, quali ſono
i cieli, le stelle, i pianeti, ilfuoco, l'aria, l'ac
qua, la terra gli uccelli, i peſci, "
di, i frutti, i fiori, l'herbe, lefrondi, i monti,
le valli, le pianure, varie miniere, differen
ziatepietre: la pioggia, la grandine, lane.
ne, l'arcobaleno, con tutte le altre coſe crea
te. Le quali tutte inſieme, e ciaſcuna per
è,ſonoallhuomo non pure di gran diletto,
Sal. 91, Delectaſti me domine in factura tua, ma
ancora ottimo mezzo etſcala a conoſcere ea
guſtare linuiſibile maeſtà del fattor loro: &
C07Z

- -
-
e D O N A T O Ir o
conſeguentemente a laudarlo & benedirlo
ſommamente. Dappreſo ci illuſtra co do
ni delle ſue grazie celeſtiali: mercè di cui noi
contempliamo & gustiamo il ſommo bene:
6 da quello conſeguiamo ſuperne riuela
zioni, facendoci vedere quaſi come ſe fuſi
mo preſenti i diletti che nella gloria ha Iddio
1.Cor. 1 Ie
nella deſtra, Nobi, enim reuelauit per spi
ritum ſanctum. Imperciocheſi come niuno
ha notizia delle coſe dell'huomo, ſe non lo
spirito che è in lui: per ſomigliante modo
non ſappiamo le coſe diuine, ſe non entra in
noi il diuino spirito. Dentro introduce in
noi ſplendori ammirabli con ispettacoli in
teriori, che ſono le parti radicali della fede:
eo esteriormente co'laudeuoli eſempi deſan
ti da imitarſi & ſeguirſi da noi. Afine che
chi ſi troua innocente & puro, per conſer
uarſi in tale stato tenga ſempre l'occhio fiſſo
nellucentiſſimo specchio di purità & inno
cenzaſanta Maria ſempre vergine auuo
cata & ſignora noſtra, la quale non peccò
giamat coll'atto nè colla volontà, Quere
turpeccatum illius & non inuenietur. Et Sal. 9.

chi pure per fragilità humana è incorſo in


- - alcuno
1 2o VITA DI SAN TO
-

alcuno errore, è precipitato nel baratro de


vizi ricorra allo ſpecchio de penitenti AMa
ria Maddalena. Chi è incitato a trauali
care i termini della ſanta legge rimiriilſan
tiſſimo vecchio Eleazaro, che eleſſe piutoſto
molti acerbi tormenti & la morte ſteſſa che
traſgredirla. Nelle ricchezze, per non re
ſtare coll'affetto inueſcato in eſe, riſquardi il
Patriarca Abramo,i beatiſſimi Poteſici Sil
uestro & Gregorio,l'humiliſſimo ſanto Lodo
uico Rè di Francia,6 Eliſabetta de reali di
Vngheria che nelli immenſi teſori hebberogli
animi tanto lontani da quelli che ricchiſſi
mi al mondo, furono a Diopoueriſſimi. nel
lepiu infelici miſerie et calamità in che poſſa
caderelhuomo ſpecchiſi in Giob& Tobtapa
zientiſſimi. Nelle cocenti tentazioni no eſca
altrui di mente l'arditiſſimo ſeruo di Dio Be
medetto che diede in preda sì il propio corpo a
pruni e alle ortiche che e' reſo tuttografia
to e mal concio. In preda denimtciſi con
ſideri e ſegua il protomartire Stefano & il
Patriarca de Valebroſani GiouanniGual
berto nelliſtimoli della gola ilſobriſſimo ſan
to Franceſco il quale meſcolatafino la cene
re
D o N A T o I rari
nelle ſue viuande ſolo per renderle diſpite
eſpiaceuoli alguſto. Etfinalmetenelle de-,
gnità eccleſiaſtiche ha proposto a prelati per
oggetto intra gli altri il tanto a lui diletto,
ſanto Donato di Scozia,il quale nella Catte
dra ".ſi mostrò ammirabile: come
quel che nel gouerno del gregge commeſoli,
fu diligentiſſimo con AAoisè,i cons
Abraam, castiſſimo con Giosef, giuſtiſſimo
con Fineès, fortiſſimo guerreggiatore con
pauide tutto carità e amore ſeguendo,
lepedate del Salutore noſtro Christo. Egli,
pertantonato nella detta regione di Scozia
di parenti nobiliſſimi auanzò di gran lunga
la nobiltà e gentile (ga del ſangue con quel
la della fede, che in lui ne piu teneri anni ri-.
splendè. La quale accompagnò con tale let
teratura, che e ſuperò merauglioſamente i
ſuoi coetanei non meno di dottrina che di de
uozione, vincendo i teneri anni colla matu
rità de coſtumi: & sfuggendo coſigiouinetto
le turbe de malignanti & di quelli che ado
perano coſe inique. tale che meriteuolmente Sal. 2 5e
poteua dire col Profeta, Non ſedi in conci
lio malignantium &eum iniqua agentibus -

72072
ra2 vITA DI SAN Po
non introibo. Et merauiglioſamente ſi ve
deua risplendere la grazia diuina in lui,
ando invece di ſeguire i diletti e piaceri
delſenſo, egli con ogni induſtria & con tutte
le forze ſi procacciaua la patria celestiale.
opera di vero non mai baieuolmente loda,
ta, e da eſſere da ciaſcuno ſeguitata di co
minciare nella piu tenera età ad offerire a
Dio leprimizie defatti delle buone opere.
come in figura di questo camando la maeſta,
ſuachegli fºſſero offerteleprini e delle bia
de e de frutti. La qual coſa per hauere,
Abèloſeruata nell'offerirle del meglio depri
mogeniti de ſuoi greggi, riſpuardo Iddio è
lui esa ſuoi doni, º per contrario non ri
ſguardº a Caino nè a doni ſuoi perche gli
offerſe del peggio. Simili ad Abèl ſono co
loro che al Signore dedicano il fiore della gio
uentù:e che la mattinapertempiſmo ſtan,
no vigilanti alle porte di quello colſeruirli
druotamente. Etperò le loro opere ſonº aº
cette a Dio. Eta Cainoſi aſſomiglia chiun
que applicail fiore della giouenti, a propipta
ceri & maluagi deſideri,riſeruando temera
riamente al creatore la feccia della propia
C, età
--
DO N A ;T oi ºr 23
età che è la vecchie ga:eleggºdoſeruire poi
alla caſtità, quando la libidine ſi vergogna
d'hauerlipiu perſeruitori. Ad aſſuefarſi in
tal guiſa da giouinetto alle virtù e alle buo
ne opere ne inuitaua Salamone, ammonen
done che altri ſi ricordi del creatore nei gi
ini della giouentù prima che e venga iltempo -

della propia afflixzione e delli " -

ceuoli, Memento creatori, tui in diehut


iuuentuti tue antequam veniat tempº
afflictioni tua e appropinquent'anni de
quibus dica, non mihi placents Antequam
tenebraſcanì ſole lumen & ſtelle e luna.
E dunque neceſſario eſſer ricordeuole del
creatore col conºſcerlo, amarlo, imitarlo, ſe
iguirlo, adorarlo e temerlo. auanti che gli
ſcuri il ſole cioè la cognizione della verità º
laſindereſi che ne stimola albene, e che la
-rarneſia come pietra per la mala conſuetu
sdine e che lhuomo diuenga inſenſibile agui
ºſa di ſaſſo: e coſì perda l'intelletto, l'inge
gno e gli altri beni naturali, ſeruendoſene a
smali uſi come aue(zo in quelli & prima che
gli ſcuri la luna delpropio corpo, a ſomiglian
oa della luna vario e mutabile ſendo nella & . I

è QL 2 gio
12 A VITA DI 3A NOTo
giouentù come luna piena: nella vecchiaia
ºuando è freddo &'debole quaſi lunaſcema:
nell'infermità, luna pallida: luna vermi
glia nelle prosperità: luna nera nellecontro
luerſie:6 nella mortefinalmente luna ecliſ
ſata. Si che fa di meſtiero aſſuefarſi dagio
uentù a laudeuoli coſtumi & non aſpettare
che le ſtelle deſenſi corporei ſiano aſſuefatti
per la ria èſanza alle operazioni inique:
ſeguendo in ciò le ſagre orme di questo per
fettiſſimo giouinetto Donato. In cui colla
creſcente età andò inſiememente creſcendo
laſapienza & la dottrina. Ondeſi come
"haueua nella memoria conſeruatele degniſ.
ſime coſe che da maggiori vaitehaueua,aſo
imiglianza della immaculata Vergine, che
conſeruaua le ſante parole del figliuolo nel
Luc.2. propio cuore, AMater eius conſeruabatom
nia verhahecincorde ſuo: coſi andaua in
iſegnando &ammaeſtrando chi conuerſaua
ſeco, vtiliſſimamente ſpendendo il talento
della ſcienza concedutagli. Si che con gran'
ragione ſi può dire di quelli che gli ſtettero
appreſo, Qui appropinquantpedibus eius,
Deut.33 , accipient de dottrina eius. Fortificato co
C. Iſtui
-l
e D o N A T o I 2r
stui per tanto nel timore del Signore fu ſo
prapreſo da immenſo diſiderio d'incami
narſi in lontani paeſi & abandonare la pa
tria, i parenti, gli amici & qual ſi vogliaco
ſa terrena per accoſtarſi ſolamente al ſigno
re. Come quel che bene era conſapeuole che
le ricche (ze, i dilettiſenſuali, le delizie del
corpo, gli agi,le pompe del mondo non ſono la
via del cielo, ma piutoſto dell'inferno, Arcta Matt 7.
“estvia qua ducit ad vitam, º che non ſi
può dalle morbide e carnali paſſare alle
celeſtiali: stimando con diritto giudizio la
roba, l'honore, la potenza, la fama, la ſani
ta & la belle(ga del corpo tutto vanità: 65'
l'altiſſimo Iddio, vero e perfettiſſimo bene:
e ilviuere virtuoſo e humile, il mezzo da
eſſo conſeguire. Onde quaſi nouello Abraam Gen 12.
il quale alla diuina voce uſcì della ſua ter
ra, della ſua caſa, º del ſuo parentado, 6'
e conduſſeſi alla terra di promeſſione abonde
uole di latte e di mele: abbandonò egli al
ſuono della tromba euangelica con tutto il
cuore ogni ſperanza che da molti ſi pone nel
- le coſe delſecolo, distribuendo il ſuo hauere
- nelle opere della pietà e de pouerelli, perſe
- guitare
I 26 VITA DI SANTO
guitare pouero leſante orme di colui che di
ricchiſſimo diuenne per noi pouero. Propter
vos egemus factus est cum eſſet diues, tanto
che fino di principio quando venne ad habi
tare tra noi nacque in trema pouerta nel
me(zo del verno, nella mezzanotte, in luo
gofreddiſſimo , in terra ignudo, coperto poi
dalla Vergine madre ſua con pochi & poueri
pannicelli, posto nella mangiatoia delle be
ſtie, accioche dal fiato dell'Aſino & Buefuſe
alquanto riſcaldato: & in viuendo conti
nouò ſempre in quella, mancando delle coſe
neceſſarie & biſogneuoli al vitto: alla morte
finalmentefu tutto ignudo in croce poſto, 65'
poi coperto ſolamente col velo della madre
ſua. Donato adunque entrando in viaggio
preſe in compagnia vn garzonetto leggia
dro&gentileſco molto detto Andrea (la cui
vitafugia hiſtorialmenteſcritta da M. Fi
-lippo Villani nobil Fioritino per la aſſai diuo
zione che non pure egli ma altre perſone ſpi
rituali e amici ſuoi hebbero in quel ſanto)
al quale Donato inſegnato hauea come filo
-ſofo perfettiſſimo non pure le dottrine natu
rali degentilii ma comeſcienziato nellaſo
pra
r. D O N A T o raz
pranaturale o riuelata ſapienza, la chri
stiana principalmente e nelle quali eſſo An
drea haueuaprofittato in modo incredibile.
Infiammati pertanto amendue di puriſſimo
amore ſi riſoluettero di andar a viſitare i
ſanti corpi delli Apoſtoli in habito di pelle
grini mendici. Onde accomiatatiſi da pa
renti & dalli amici non ſenza diſturbo &
dolore di eſſi, portando con eſſo loro tenuiſſi
mamente danari per lo viaggio, hauendo di
gia dispenſate apouerelli di Chriſto e a luo
ghipi le lorofacultà, di cui erano abondan
tiſſimi ſi imbarcarono per la volta di Roma
con ſaldo proponimento di andare mendi-
cando e finire i giorni loro in molta peniten
za. Auuenne in questo loro pellegrinaggio
che per l'immenſo deſiderio che gli haueuano
di viſitare i luoghi dotati di ſagroſanterelli
quie & d'indulgenze: & andandone minu
tamente inueſtigando venne loro, in notizia
qualmente il belliſſimo monte Fieſolano era
abondantiſſimo & numeroſo molto di corpi
di Martiri & priuilegiato d'indulgenze e'
stazioni in aſſai copia & larghezza. Per
che a quello trasferitiſi ſi abbatterono appun
- . . t0
I 24' VITA DI SAN TO
to a trouar quel popolo in aſſai angoſcie per
lo mancare in quel tempo delle benedizioni
delloro morto pastore: & con molta temen
zia che nella elezione del nuouo non ſi ſuſci
taſſero intraque popoli tumulti e diſcordie
da non ſi poter poi coſi facilmente quietare
con ineſtimabil danno loro. Per lo che tut
ti meſti diuotamente ſupplicauano la diui
ma miſericordia che ſi come haueua tenuto
ſotto la ſua protezione Iſrael liberandolo da
mille controuerſie, coſi sì degnaſſe cuſtodire
e tenere ſpecial cura di quella ſua chieſa
prouuedendo loro benignamente divn'otti
mo pastore, e liberando la città da pericoli
ſopraſtanti. Arriuarono tantoſto i giusti
preghi di quella moltitudine all'orecchie di
colui che mai non dorme: & coſi nelme (zo
dell'orazioni autuicinandoſi Donato & An
drea alla chieſa di Fieſole adiuenne che le
campane di eſſa, tutte ſenza eſſere da alcu
no tirate cominciarono a ſonare: al qual
miracolo piacque all'onnipotenza diuina
aggiugnerne vn'altro per manifeſtazione
demeriti di questo beatiſſimohuomo, e'que
ſtofu chetutte le lampane che all'hora vi ſi
troua
e D o N A T O i 29
trouauano, ſenza veruno aiuto e miniſte
rio humano incontamente ſi acceſero &'allu
minarono per opra ſoprahumana: che ſendo
egli preparato da Dio quaſi nuoua luce per
alluminare le anime gli piacque manifestar
lo collume viſibile. Il che in luogo di mira
colo&prodigio inaudito hauendo tutti, º
ricercandone la cagione con deuozione in
credibile furono da celestial' voce ammoniti
Donato douer eſſer loro pastore. Infratan
to entrò in quel tempio nobiliſſimo eſſo Do
nato, picciolo di corpo, ma di doni spiritual
ligrandiſſimo. Concorſero ſchierati i popoli
aſimerauiglioſo ſpettacolo e ſi adunarono
alla chieſa, come le biade all'aie al tempo del
la rivolta vniuerſalmente tato maſchi quan
lo femmine, coſi vecchi come giouani, tutti
inſieme e ciaſcuno per ſe ſupplicandolo che
hauendolo Iddio dato loro per pastore non
iſdegnaſſe accettare talgrado. Ma egli co
mehumiliſſimo fece ogni ſorte di reſiſtenza
con pregarli non ſenza gran manſuetudine
che non gli impediſſero l'incominciato viag
gio:6 perſuader loro che no conueniuaſu
blimare a tal ſeggio vn huomoRpicciolo &
- - - s . - di
Igo vITA DI SANTo
di ſtatura e di merito foreſtiero nè conſa
peuole decoſtumi loro. Ma quanto egli più
tentaua diſchiuare tal peſo con tanto mag
giore ardore & vehemenza inſiteuano
dintorno alla detta elex5 tone,tale che egli fu
piutoſto rapito che eletto alla degnità pontia
ficale e coſi fottentrò a tal peſo preponen
do al propio il volere diuno che fu l'anno
del ſignore ottocento dua. Nel qual'efficio
aſſunto egli nouellaneteſi dimoſtrò coſi atto
come ſe lhaueſſe eſercitata lunghiſſimi tem
pi. Percioche egli era larghiſſimo nelle limo
ſine, frequente nelle vigilie, diuoto nell'ora
zioni, ſingolare nella dottrina, pronto nel
parlare, è ſantiſſimo nella conuerſazione.
Paleſaua ſincerità e pietà del cuore colla
manſuetudine del parlare ſerenità di mente
nel volto a penitenti, ſi come a peccantiſi
moſtraua terribile di aspetto. Piangeua
dirottamente le colpe & traſgreſſioni deſuoi
ſudditi, 6 per quelle penitenziata aſpra
mente ſe steſſo: nella manieramedeſima che
pergli altrui peccati hannoſempr62 preſa afs
flixzione e penitenzie volontarie li altri -

ſanti: intra
).
quali Moisè ſupplica º"
che

i - - \
D o N A T o rgf
che o miſericordioſamente perdonaſſe la col
pa dell'idolatria al popolo, o che radeſe lui
dellibro che gli haueuaſcritto, Aut dimit Eſo 3 3 e
te ei hanc noxam, autſi non facia, dele me
delibro tuo quem ſcripſiſti. Dauidamara
mente piangeua che i peccatori nemici di
Dio traſgrediſſero la ſanta legge di quello,
Exitus aquarum deduxeritoculi mei quia º
non cuſtodierunt legem tuam. Dirottopian
to oſciua ancora dalli occhi di Gieremiaſo
pra quelli delſuo popolo che erano morti non
ianto corporalmente,quito alla duinagra
sia per li peccati loro, Piorabo dieac notte Gier. 9.
interfectos filie populi mei. Paolo altreſi
piangeuai nemici della Croce di Christo per
eſſere il fine loro la dannazione eterna,
Nunc autem
chriſti, & fini
quorum fiens interitus.
dico inimicos crucis Filip.
In queſta .. 3.
-maniera ſi tribolaua la pientiſſima madre
di Santo Agoſtino della perdizione del fi
º gliuolo, tanto che egli steſſo ne libri delle Can
feſtoni teſtimonia che molto piu piangeua
eſſa la dannazione ſua, che l'altre madrinò
- ſi lamentano & affliggono della morte de
figliuoli. Et del Patriarca de Predicatori
- - - - R 2 ſanto
1,2 vITA DI SA Nafo
ſanto Domenico ſi legge come ºgni notte ſi
daua tre diſcipline con catena aspra di fer
ro, vna perſe, l'altra per gli peccatori della
vita preſente, 6 la terza per quelli ſtanno
nelpurgatorio. Per queſta ſalutifera fra
aa adunque camminando, il ſanto Veſcouo
Donato ſi affliggeua pergli peccati delli al
stri. Felice Scozia che generò un tanto huo
mo, Allegrinſi i ſuoi veramente fortunati
genitori che ci mandarono vn ſi fatto Dot
rore: ma ſopra ogni altro ſtia lieta Fieſole e
con eſſa la Toſcana tutta, che fu ripiena del
la dottrina ſua 6'de miracoli ancora: In
tra quali ſegnalatiſſimo fu quello che coſtu
mando egli di paſcere il gregge commeſſogli
non ſolo colpane materiale e col pane della
diuinaparola, di cui era larghiſſimo &abon
dantiſſimo diſpenſatore, ma come pieno di
paterna carità delpaneſagramentale anco
ra: auuenne che hauendo vn giorno confe
i rito a molti il Venerabile Sagramento della
Confermazione, aspettandoſi il conferirlo
ordinariamente a Veſcout ſoli: ſi come al
s tempo delli Apoſtolieſi e non altri lo confe
-
riuano, Imponebant manuaſi per illos
a - -
&
ACCf
-
e D O N A T O - s º 33
accipiehant spiritum ſanctum : & eſſi fu- Ft. Apa
rono i primi che in compagnia dell'immacu
lata Vergine lo conſeguiſſero il giorno della -

Pentecoſte, Ego confirmaui columnas eiua: sal.74 .


per traſcuraggine della madre vn picciolo -

fanciullino fu per aſtuzia de Lupirapito e'


portato via perche ella meſſaſi in corſa,ſca
pigliataſi & ſtracciatiſi i panni indoſſo, gri
:

dando ad alta voce con immenſa dogliator


nò a questo ottimo & caritatiuo pastore rac
comandandogliſi. Etegli ſoprapreſo da in
timo dolore ſparſe all'altiſſimo deuoti preghi
º che quella pecorella commeſſa alla ſua dili
genza ea da lui poco innanzi confermata
con quel ſagramento nobiliſſimo non diue
smiſe cibo delfamelico Lupo: ſupplicando la
maestà dell'incarnato verbo cheſi come e re
ſe viuo alla ſconſolata vedoua di Naim il Luc. 7
mortofigliuolo: coſi le piaceſſe non diſpregia
reilpianto di quella tribolata & mal con
tenta donna. Dopo queſto imperioſamente
comando a quella non ragioneuolfiera che
e restituiſſe la preda non diceuole a lei, 3 ſene
tornaſſe ne diſerti. Fu eſaudito tantosto il
ſuo prego & comandamento sì, che il lupo
ſen
- ---

134 VITA DI SANTO


ſentendo l'imperio diuino e pauentato dal
le minaccie del Santo, con velociſſimo corſo
riportò li quel garzonetto che bramaua di
uorare: e laſciatolo quiui, tantoſto ſi dile
guò. Onde in queſto mirabiliſſimo amico di
Diohebbe luogo quello Apoſtolico detto, Ob
Hcb. 11. turauerunt ora leonum. Et qui debbiamo
conſiderare quanto merauiglioſa ſia la poten
za del grande Dio ne ſuoi ſanti, a quali le
beſtie ferociſſime ſanno vbidire. Et quanto
ammirabile la virtù ſua,in concedendo tali
priuilegi a ſuoi ſerui che ſiano illuſtri non ſo
lo per lo eſſere honorati dalli huomini, ma
ancora vbiditi dalle fiere, 6 dalle creature
inſenſibili. Onde il Sole per vbbidire a Gio
Gioſio ſuè, ſifermò lo ſpazio d'un giorno fino che
fuſſero ammazzati i nemici di Dio. All'im
perio d'Helia vbbidi la pioggia & ilſecco,du
rando vna volta a piouere lungo tempo, 65'
Giac.5 altra regnado per tre anni e ſei meſi l'aſciut
to. L'olio della vedoua Sarettana, coman
3.Reg.4. dandolo Heliſeo, moltiplicò tanto che la ne
º empiè tutti i ſuoi vaſi. tale che del ritratto
pagò i ſuoi creditori, º dell'auanza viſſe el
la & i ſuoi figliuoli: La coloquintida con al
fre
-
r D o NA T o I2
treherbe amare, cotte dal medeſimo Heliſeo 4 Reg.4
per cibo de profeti, advn ſuo cenno diuenne
ro dolci. Et quello poi che auanza tutte
l'altre merauiglie è che Iddio steſſo fa il vo
lere di quelli che lo temona, Voluntatem ti Sal. 144
mentiumſefaciet: 65'dalla ſcrittura hab
liamo certo testimonio, Iddio hauere vbbi Gioſ IOe
dito alla voce dell'huomo, Obediente deo
voci hominiº. Il che ancora nella preſente
vita non recusò di fare l'humanato Iddio,
itando ſoggetto alla Vergine madre. Et Luc.2.
eratſubditusilli. Per contrario ſi conoſce
eſſere molto miſerabile l'audacia delli huomi
mi che non temono ſpregiare le ſalutifere pa
role de dottori cattolici: &'doue le fiere irra
zionali in ſecondando i cenni deſanti, in
vn certo modo ſi ſeruono della ragione hu
mana: l'huomo per contrario formato ad
imagine di Dio, dotato di ragione, compa
rato alli animali ſenza ſenno, 6 fatto ſimi
'le à loro non intende il ſuo honore 6 degni
tà. Onde meriteuolmente per attutare &
rintuzzare l'enfiata ſuperbia humana ha
“ordinato la prouidehza eterna che lhuomo
ſia noiato e malconcio da creature abiet
QS , tiſſime
g4 vitA D1 s ANTo
- i
tiſſime e minime, a " mentre vuole
eſſer ribello e contrastante alcreatore, stia
foggetto ad vna minima Pulce, come pro
uiamo tutto giorno con la ſperienza, e nelle
fagre carte leggiamo qualmente il ſuperbo
popolo di Faraone che poteua eſſere diuina
Eſo.s. mente domato colme (zo d'Orſi, Leoni, e
Serpitifu dato in preda a Moſchea Ranoc
chie & ad animali viliſſimi. Haueua (co
me habbiamo detto di ſopra), Donato per
compagno nel viaggio, il ſuo amato diſcepo.
lo Andrea, il quale per la ſua rara bontà era
grandemente amato e ammirato dal po
polo Fieſolano. Tale che Donato veggendolo
fiorire di ſantità e di miracoli non ſolo lo
promoſſe al ſagro ordine del diaconato, ma
ancora gli concede nella Cattedral Fieſola
ma il grado d'Archidiacono: e che dopo lui
e teneſſe il primo luogo. Perche vn giorno
toltolo in ſua compagnia ſi trasferirono per
via di diporto vicino alfiume di Menſola al
le radici decolli Fieſolani,doue anticamente
era statofabricato vn tempio a memoria &
nome del glorioſiſſimo Pontefice, ſanto Mar
tino: e poi per opra dell'empio & crudeliſi
f/20
-

- -

D oNAT o raz
moAttila deſolato e diſtrutto la cui roui
ma offendeua tanto gli animi de Christiani
che Donato ſentendolo, moſſo a compaſſione
pianſe amaramente, non ſenza moſtrare in
menſo deſiderio di vedere rifatto talediſi
zio. All'hora Andrea vedendo il ſuo veſco
uo coſi infiammato e da lui confortato ſcor
gendolo ilſanto spiritoſi offerſe (come chea
perſona pouera e ſtraniera foſſe natural
mente impoſſibile non che difficile)are tau,
rare, è per dir meglio rinnouare quella di
frutta fabbrica. Poco appreſa con la bene
dizione di quel ſanto prelatofeceiuinuoua
muraglia con limoſine larghiſſimamente
ſa edificò e dotò vn monaſterio:doue tolti in
ſua compagnia alcuni deuoti huomini e da
to loro il ſanto habito monacale menò vita
sausteriſſima e puriſſima, tale che la penna -

non reggerebbe a ſcriuere i glorioſi fatti che


egli fino nell'ultima vecchie(ga eſercitò,
cacciando dimoni, alluminando ciechi, li
terando febricitanti, e finalmente ſanan
do molti infermi fino che a colui che creato
-
d'hauea, piacque ritorloſi. Il cui ſantiſſimo
"A - cada
i -

- . -

--

,gr vitArn sa Nto


cadauerofu incontamente viſitato da tutte
il monte di Fieſole & da altri aſſai circone
nicini, che furono fatti degni di ſentire odor
reſoauiſmo che di quello ſpiraua, & conſe,
guire molti benifici e grazie & poco ap
preſſo honoreuolmiteripoſto nella detta chie
ſa di San Martino a Menſola doue ſi ripo
ſa ancora hoggi poſſeduta al preſente da Ve
nerabili Monaci Caſineſi: & a chi lo viſita
ſono ſtate concedute molte indulgenze, e'
nominatamente da beatiſſimi Pontefici Vr
bano Seſto e Bonifazio Nono, che largi
ſcono tutte quelle che conſeguono coloro che
viſitano gli oratori Fieſolani che ſono innu
mero grandiſſimo. Ma per tornare colra
gionamento onde partimmo il ſanto Veſcouo
ſi affaticaua aſſai in recuperare i beni Eccle
- ſiastici & vedde aſpramente per opra diui
ma puniti gli uſurpatori di eſſi: &vno intra
gli altri tanto crudele &perfido, che da lui
ammonito piu volte a volerli reſtituire alcu
ne poſſeſſioni che gli occupaua ingiuſtamente
per non incorrere in quelli acerbi flagelli Da
Sal.32, uidici, Qui dixerunt hereditate poſidea
musſandtuarium
-
- º
dei, deus meu pone illos
- -- «Uſº - -

N -

- - o

-
D oNAT o rgo
vt rotam volle con pertinace intenzione di
fendere quel che gli haueua iniquamente
predato aggiugnendo oltraggioſe parole con
iroilſanto. Ma ben toſtoportò la pena del
fuograuefallo, da cheapena partito da lui
gliſi forſe miracoloſamente la bocca: la lin,
gua che haueua parlato del ſanto ſi legò: gli
ºcchi che erano stati cagione di diſiderarſi
ferrarono: e le manichehaueuanopreſe le
robe della chieſaſi rattrapparono. All'hora
egli " dell'errore,
roſi balbuziende non potendo ſnodar paro
la impoſe a ſuoi che lo portaſſero all'huomo
di Dio, che per talelo cominciò pure a cono
ſcere (ſpinto dalla neceſſità) confeſſando di
laueregrauemente peccato priuandolo delle
ſue ſoſtanze. Fu portato a braccia, egit
tatoſi a piedi delſantoriuerentemente loſup -
plicò, che non ſolo ſi ripigliaſſe quelle facuità
che gli reſtituiua, ma ancoſi degnaſſe accet.
tar in dono buonaparte delleſuepropie. Nel
quale atto ſi moſtrò immenſa la diuinami
fericordia inuerſo di quel meſchinello, da
che e conſeguì tal lume e compunzione del
fallo commeſſo, che doue prima gli haueua
e -

-
a
-- -
rapito
, -

rao vITA DI SAN io


rapito l'altrui offriſſe pºi ſºnº amants
il ſuo propio Ridouºpº ºnerºſº
sua vicina alla dentagiatº ſºlº º
realla ſalute, Regiºchefresi
quel puntº ſi ha la ſerierinº
tra - l

lo tremendºgiorneadedeaº -

siamºſai";
otehen da can Daiid, Niſº,4ia demia
inili ſi
inferno animanº. Nºn a càſſantadº
º". ſcarel'altiſſime è impºs
ſia alcalpeue condºgna penitenºglºdiº
dela benedizione epiſcopale mire di caiº
an ſubito dissandoſi interamenteſanºſº.
i"
il ſanto Kaſsano Roma e anime altº
anziòſioccupata nell'arazioni º perde
-
ua il tempo nei leggere le di
i"
giancata col predicare e dettº ºſº
poi, ſi fatica nel mºdº chi
ſarò ſioccupaua con gran ſolº
le cure delle vedoueº del fani, e ſºpra
tatto tensaacaraſºcialiſmº depetºriº
gilandº contiacamentº
R,
ſpregiateſº MA
e sv .
a di si N A Tre i li "
nea di meſtiere lgoiernº commeſſogºgſgliss Alt
l'ultima polendo ddiº per fine alle kea da
"i
dana infermità di dolori nelle parti itali,
Et egli conoſcendº di ſºrgentº all'ºlti,
nel giornº chiare paſserdoticº
e

triſ irivali ſiglia li hiſe\ riceteria


i ſentiſſimº affºga & datiglia
ijioglimnoniche inſºſanta si
stamente ſciorandº diſºnteſi armò
collinaitiſſimº trionfalºne della ſana
" erediziºne (art.
cadaani e colmº di piega le degli ºpera
fa da ſanti Angeli portato nel fºntanatº
gnº nºn ſºnº agendºne irida la
inenti daſa fagºle che era in cºrſº a
- quali tutti fare seſſº dºriº
- - - -

alileilriera della preſso


polachef piacius alla diume Mafai
le tirare lº scarpa di quello ºſsnala
i prigionia in onds
sreilsedere ciechi, andare a sºppiapriri
l'orecchie a ſardi & innumerabili altreope.
se ſºpravata di satira solº le quali
esteſºſºlºgº che cantonamesfº -

- - Nw -

-
ra, vitA pi saNto ,
tepredicano a noialtri che lo veneriamo e
imitiamo: non baſtando il venerare i ſanti,
anco non ſi ſeguono i ſagri eſempi e orme
ſ" "ſuperne
conſolazioni che dalla deſtra diuina e con
èguono in ſempiterno e peruenire alglorio
fino trionfo di quelli, è neceſſario che pri
magliſiamo compagni nelle tribolazioni e'
affanni, che e ſopportarono in questo viuerº
baſſo:enelloſpregiare, come eſi ſi
piacere all'altiſſimo, ogni dolcezza della
vitapreſente, e crocifiggere la propia car
ne co vizii e concupiſcenze. Si che ten
ghiamo delcontinouolocchio e la mentefſ.
fanelleammirabilia (zioni di quelli, le qua
li come gagliardiſſime funici ritirano da di
ſideriterreni: e' quaſi in vno riſplendente .
specchio miriamo gli atti noſtri nella puriſi
ma vita loro, e'doue gli veggiamo concor
dare con quella, rendiamoci certi di cam:
minare per la strada della ſalute. Ma ſe
per contrario (il che ſia da noi lontano) la
vedeſſimo eſſere da quella diſcrepante,hab
tiamo per vero di aumicinarci al tenebroſo
controinformale. Veneriamoliidunque e'
inſie-
-

-
-

1) o N A T O I 43
inſiemamente con tutte leforzi ludiamoci
d'imitarli nella vita preſente e fine che eſſi
riconoſcendo in noi di quelle ſalutifere e'
virtuoſe operazioni, di cui eglinofu
rono copioſiſſimi, ci ſiano inter
ceſſori e difenditori
e º
º o I -
nella, i futura.
i i
-

e
-

s. -

- a - - . . A - -

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- - - - - .. a - e r . , - - - - - -

- - . . . . . . . . . -

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- -

s . e rn A º Bo o
GEORI
º E e Are AONip
SISSIMO
R. ºb e Sà

“sº corsiNI, CARME EFTANoºsº


»- - Assº v, a sc o visite i va
-sº ss.Rº.Rºssº, ow si
se si è ri",
Del Reuerendiſsima Monſignor Fa a nc a sco
de Carr A N 1 da D1 a cc e r o Gentil'
huomo Fiorentino, 8 Veſcouo
di Fieſole.
2-3, e

= L CANDIDO e
si innocentiſſimo stato
ali della immaculatapri
il mitiua chieſa, il quale
22esi - º se -

i & pergloria del gran


de Dio e per benefi
zio humano haurebbe
hauuto a continouarſi ne cattolici fino alla
fine del ſecolo, viene meriteuolmente per la
ſomma ſua purità datoci a conoſcere in
uel bianco Cauallo diuinamente al dilet
Apoc. s. tiſſimº Apostolo Giouanni mostrato, ſopra
il quale ſedeua il Redentor noſtro colpoſe
dere quietamente i cuori defedeli, i quali eſº
- ſo
AND R EA 12r
ſo Chriſtoſaettatore d'amore trafiggetta con
aguzzi&cociti dardi tratti con diuino ar
co che e teneua in mano, di cui diceua Da Sal 119. - ,

uid, Sagitte potentis acute, 6 co quali ſi


ſentiuapiagata la ſpoſa, Nuncieti ei quia cin. i
amore langueo, e il dottiſſimo Agoſtino
nelle Confeſſioni parlando a Dio teſtificaua , - -

che la carità di quello gli haueuaferito il cuo


re, e che nelle propie viſcere portaua le ſue
,
parole quaſi agu eſaette. Erano i Chri- ritari
stiani all'hora tutti d'un volere perſeueran
ti nell'orazioni, º tutti a comune godeua
no quel tanto che e' poſſedeuano ſenza che
-- - -, - -f .
alcuno ſi appropriaſſe niente. In cotal guis - - - -
-
-

ſa dunque correua velociſſimamente quel


bianco Cauallo, perche la parola di Dio nel
la bocca delli Apoſtolicon grandiſſima pre
ste(za d'ogni intorno diſcorreua, Veloci.
Sal. 147.
ter curritſermo eius, tale che in ogni regio
v - -

neſi ſentì ella riſonare, In omnem terram Sal. 18,


exiuitſonu eorum. & coſi l'Agnello vin
ceua e trionfaua di gran moltitudine. Per
che eſſo Chriſtopouero, diſarmato, dispre
giato&vilmente vcciſo ſoggiogo il mondo:
coſa che in lunghiſſimi ſpazi danni non ha
º, - - T-
ueuano
raa vitA DEL BEAT o ,
utuano potuto conſeguire giamai i Caldei,
nei Medi, nei Perſi, nè i Greci, nei Roma
mi, nè molti Imperadori, Reº Prencipi che
con incredibilarte, ineſtimabili fatiche, im
s i menſi eſerciti, ſmiſurati teſori e innume
rabili occiſioni d'huomini ne haueuanofar- -

aree 6. to ogni sforzo. Però perſegno di tal vetto


- - ria e dominio ſoggiugne l'Euangelista, che
gli fu data la corona, Data est ei corona &'
extuit vincens vt vinceret. Ma l'emulo
del bene humano inuidiando al felice&pro
ſpero corſo del Caual bianco, º dolendoſi
della vettoria di chi vi ſedeuaſopramandò
Arses, fuori vn ſuo caual roſſo Eº exiuitalius
squuarufu, Suſcitando i grandi, i potenti
del mondo i Prencipi, i Re, gli Imperadori
contra quel Caual bianco armandogli con
tralpopoldhriſtiano con darli vn gran col
tello denotante la grande a della podestà,
perchegli Imperadori e altri Prencipi co
minciarono a perſeguitar per tutto i credº
ti. Onde ſotto Nerone fu in Roma crocifiſſo
Santo Pietro, e decapitato San Paolo: in
Gieruſalem vcciſo Santo Giacopo: in Aleſ.
ſandria San Marco Euangeliſta e qui
- -
-

-
-

-
-

Fie
a -
-
ANDRE A azz
Fieſole martirizzato il glorioſo padre noſtro
.Santo Romolo con innumerabili altri tale
che oltre a molti corpi loro che ripoſandociſi
decorano questo monte: ci ha vn'pox3 opie
no di ſangue di martiri: & nel modo mede
ſimo il Santo Euangelista Giouanni fu poi
ſotto Domiziano meſſo in vn vaſo d'olio
pollente, e poco appreſſo mandato sbandito
in Patmòs. Sotto Traiano fugittato in ma
re San Clemente e Santo Ignazio corona
to di martirio nobiliſſimo. Succeſſiuamen
tenetempi d'Antonino Pio, dAdriano, di
seuero, di Maſſimino, di Decio,di Valeria
no, d'Aureliano di Diocliziano, di Giulia,
no Apoſtata ea d'infiniti altri, ſenza numer
rafurono quei ſerui di Dio, la cui coſtanza
ſplende tanto che dopo moltiſtrazio'oltrag
gi colme o del ſangue e della propia vita
coſeguirono in vari tempi la palma del mar
-
tirio. Fu ancora dal medeſimo auuerſario
noſtro data podeſtà a chi caualcaua quel ſuo
caual roſſo di leuare la pace di terra non gia
quella del cielo che teneua in tal maniera oc
cupati i cuori di que Chriſtiani, che ben po
teua dire con Dauid ciaſcun di loro, Cum
T- A2 - his
rza v1TA DEL BEATo
si ris, his quioderunt pacemerampacificus: & di
fare che gli huomini ſi ammazzaſſero l'ono.
l'altro, inſino il padre i propi figliuoli, come
(per eſempio) della Vergine Barbara è noto,
che dal padre Dioſcorofu in vari modiſtra
ziata, tormentata & morta. Et talmente
era roſſo ilcaualloperloſangue di tanti mari.
tiri, che ſecondo il computo di San Girola
mo, ogni diſipotrebbe far memoria di cin
quemila eccettuato il primo giorno di Gen
naio eſente appreſſo a Romaniallhora d'ogni
eſecuzione di giuſtizia. Ma il pientiſſimo
Iddioconuertì in bene queſta malizia di Lu
cifero, e dell'immenſa crudeltà di tiranni
coronò infiniti Martiri eſercitando la pa,
zienza loro. Et quanto piu ſangue ſi ſtar º
geua con tantopiu abondante frutto ſi ſemi
naua la fede, e piu creſceua la chieſa. Il
che conſiderando l'oſtinato e continouoper
ſecutore e vedendo le ſue astuzie e arti ri
uſcire alcòtrario del ſuo diſegno muto modo,
Imperciocheſendorenduta la pace alla chie
fa e fatti chriſtianigli Imperadori e Pren
cipi, cominciarono le chieſea diuenir ricche
per l'aſſai deuozione de Signori e depriua
- - ti
r
-
-

AN D R EA 12 o
ti che veggendo i virtuoſi e deuoti miniſtri
di che l'erano adorne, le nobilitauano & do
tauano larghiſſimamente nella maniera me
deſima che fatto hauea la Reina Sabba qua
dopoichehebbe veduto il mirabilordine di
quelli che ministrauano nel Palagio di Sa
lamone gli largì doni magnifichi. Et coſi
alla chieſa accrebbe grand honoree ricche -
-
za temporale, l'eſſere per le mani di quei
"roui&parrocchiani diſpenſateſa
luteuolmente le facultà in ſouuenzione di
poueri pupilli, vedoue, pellegrini, ornamen
ti di templi e ſostentazione di ministri.
Però mentre che la chieſa fioriua di pace, di
ricche (ze, decorata di paramenti, vaſies”
altri innumerabili ornamenti cominciaro
no alcuni de ministri ad appiccarſi talmen
te&porre affetto alla roba & allihonori che
con gran ragione poteuan dire, Adheſit Sal. 113.
pauimento anima mea: onde quel candore
di vita e di costumi & purità di cuore e'
d'intenzione cominciò a macchiarſi e ad
annerire, perche quei prelati non riguarda
uano al benefizio per vtilità de pouerie del
la chieſa, ma per vile & commodo propio
- º
-
-

-
-
1ro VITA DEL BEATo
piom s e per ambizione, la quale ſecondo Agoſtino
º" è il carro trionfale di tutti idimonj: &ipo
- poli abbandonarono la ſemplicità del vitto,
del vestito e dell'habitazione, e coſiegual
mente ſi diedero all'auarizia, e le faccie
delle loro coſcienze diuennero nere piu che i
carboni non ſono nèfurono riconoſciute con
venerazione nellepia(3 e della conuerſa
Tren.4 zione eſteriore, Denigrata est ſuper carbo
nesfacies eorum, 6'nonſunt cogniti in pla
teia. Mentre dunque che quei prelati in ſi
fatta manieraſiripoſauano dormendo qua
to alle coſe diuine per lo aſſai affetto delle ter
rene accompagnato da profonda negligenza
non mancò l'auuerſario di non ſeminare in
tra l'ottimo & fruttifero ſeme defedeli ilper
mizioſo & dannoſo loglio dell'hereſie, Cum -
Mat.13. autem dormirent homines venit inimicus
eius, & ſuperſeminauit zizzania in medio
tritici: & coſimandò fuori vn'caual nero,
cótrario in tutto 65 per tutto al bianco, Veni
Apoc. 6. & vide,6’ecce equus niger. Ettanto veloce
fu il corſo di queſto nero cauallo, 63 il veleno
che e portò alla chieſa che piu lenocque la pra
uità ſheretica che fatto non hauea la rabbia
- - tiran- -
A N D R E A IfI
tirannica. Furono all'hora colpa di talpe
ſte infetti e prouocati contra cattolici molti
prencipi potentiſſimi: spogliati, uſurpati e'
distrutti i templi: e quei ſantiſſimi veſcoui
Atanaſio, Ambruogio, Hilario, 65' Martino
con quei fedeli che gli ſeguitauano, chi ſcac
ciati dalle loro chieſe, e chi in vari modi tri
- bolati e afflitti - AAa non per questo potè
l'horribile & portentoſo mostro ſommergere
laſanta naue, anzi adonta di quello la ſo
- prahumana clemenza che a ſanti martiri
haueua ſomminiſtrata carità e forte(ga
da ſofferire l'impeto de tiranni illustrò con
diſuſato ſplendore di ſapienza e d'intellet
tole luminoſe stelle del cielo militante da al
- luminare e far chiaro ogni ſcuro & peruer
ſo ſentimento delli heretici, dalla perſecuzio
ne de quali collaſana dottrina loro liberaro
no la chieſa. Et coſi la peruerſità heretica fu
cagione che quei beatiſſimi dottori Baſilio,
Atanaſio, Chriſoſtomo, Ambrogio, Agoſti
mo, Girolamo con altri aſſai in innumerabi
li volumi loro ci apriſſero gli immenſi teſori
della ſcrittura stati fino a quel tempo aſcoſi
o riſerrati; & nel modo medeſimo trag
- ghiamo
- - - -

1º 2 vITA DEL BE A To
ghiamo dalle ricche (5 e 6 dominio tempo
rale della chieſa frutto & vtilità grandiſi
ma. Percioche ſe eſſe non fuſero gli heretici
e altri ribelli che non temono il coltello pi
rituale delle ſcomunicheſarebbero troppo in
ſolenties a guiſa di fiere ſeluaggie darebbe
sal.7, ro il guaſto ad eſſa ſanta vigna, Singularia
- ferus depaſtus est eam: & pure col coltello
temporale ſono domati º raffrenati come
conuiene. Impercioche ſe non ſi deono la
ſciare i Lupi intra gli armenti: nè le acceſe
fiaccole nel mezzo delle ſecche ſelue, nei leb
broſi, è appeſtati in compagnia deſani, mol
tomeno ſi hanno a comportare & tollerare
gli heretici nel giardino cattolico. Questi
due coltelli spirituale&temporale eſſere al
la ſanta chieſa neceſſari ſi raccoglie dalle
steſſe parole del redentor noſtro, quando di
cendoli nella ſua paſſione i diſcepoli di haue
Luca. re due coltelli rispoſe, Satia eſt. Cominciò
dunque quel caualloarallentare il corſo &
laſciare in parte la ſua nere(gia, mercè (co
meſi e detto)di quei ſantiſſimi dottori,alche
furono anco di molto aiuto le venerabili ope
re de ſanti monaci che legittimamente mi
- litan
-

A N D R E A Ff ?
litando ſotto i due gran Patriarchi, Baſilio,
in Oriente, 65'Benedetto in Occidente, di
ſfregiando il mondo con ogni ſua pompa &
faculta viueuanopoueramente non pºſſeden
do niente in particolare: & perche dispregia
uano l'oro e l'argento, i ricchi ne porgeuano
loro in abondanza grandiſſima, che lo di
- ſpenſaſſero a biſognoſi, vedendo le badie eſº
ſererefugio di poueri, conforto d'infermi e'
alleuiamento di tribolati, prendendo i mo
naci a pena quel tanto che al loro ſemplice
vitto & pouero veſtito era biſogneuole. Vl
timamente non hauendo la mala beſtia ha
uuto poſſanza di diſtruggere la ſanta chieſa
nè col me(go delle tribolazioni aperte, nè
delle manifeste hereſieſi volſea perſeguitar
la col mezzo dell'hipocriſia & tiepidexza
per atterrarla mediante i falſi fratelli hipo
criti & tiepidi in vn modo domeſtico fami
gliare & ſegreto: & mandò fuori il Caual
pallido ne bianco nè nero, Et ecce equus Apoc. 6.
pallidus &quiſedebatſupereum nomen illi
mors &'infernus ſequebatureum, che ſono
gli hipocriti e tiepidi che alla bianche (ga del
la ſana dottrina, è apparenza di qualche
buon'
1rz vITA DEL BEATo
buon coſtume meſcolano la dottrina falſa,
ò peruerſi coſtumi, 6 tanto fanno maggior
danno, quanto ſono manco conoſciuti & me
noſchifati. Caualcaualo il dimonio prin
cipio e origine della morte e che dietroſi
straſcica douunque e vada gli infernali tor
menti. Vſa egli ogni arte divccidere altrui
col coltello della duina parola peruerſamen
te inteſa, colla fame della vera & cattolica
dottrina, colla morte de peſſimi coſtumi &
colle beſtie demali eſempi. Fu di gran lun
gapiu pernizioſa alla chieſa queſta "
na guerra delli hipocriti ſimulantivitaſan
ta & detiepidi che le eſterne ſtate non erano,
percioche eſſi habitauano intra fedeli & in
gannauano buon numero di quelli & ſotto
colore di bontà 6'pietà crudeliſſimamente
gli danneggiauano, 6 apportauano tormen
ti atroci & crudeli con l'inique ſimulazioni
e inganni. Percheſi come EleaKgaro veg
n.Mac.6.
gendo vn'Elefante che ſoprauanzauagli al
tri veſtito con l'armadure regali pensò che vi
fuſe ſopra il Re, il quale in verità non vi
era: &'iſergenti di Saulcredendo di troua
1 Reg.19 re Dauid nelletto, vi trouarono in º t40
- -

A N D R E A , 1 r
ſuo vna statua coperta di pelli, e Giacob Gen.31,
trouò la vesta del figliuolo ſuo Giosèfeo non
lui, 65 i diſcepoli del Signor Gieſù quando Gio. 28.
credettero trouar il Maeſtro nel ſepolcro,
veddero quiui non eſſer altro che i lenzuoli
&loſciugatoio che era stato poſto ſopra ilca
po di quello: coſì in quei peruerſi che appari
uano armati coll'armadure del ſommo Re
lequali ſono l'humiltà e la buona vita ſipo
teua penſare che ſotto quella ſapienza&ap
parente virtu habitaſſe Iddio: ma taſtan
do poi diligentemente la vita loro ſi trouaua
la ſola beſtia cioè l'huomo viuente beſtialmen
te: trouauaſi la statua mancante di vita
irituale, di virtu & diſcienza : la veſta, i
lenzuoli &'loſciugatoio: ma non già il ſan
to&ſauto Chriſtiano che appariua difuori.
Talche meriteuolmente la ſanta chieſa di
ceua col Profeta, Ecce in pace amaritudo
mea amariſſima. Amara di vero prima
nell'ºvcciſion de Martiri, piu amara poi nel Eſa. 38.
conflitto delli Heretici, e finalmente ama
riſſima ne coſtumi de domestici: de quali ve
deua ella aſſai dediti all'auarizia, gran
parte ambizioſi, piu vanaglorioſi, annoue
2 rare
tra vita DEL BEATo
rare non ſipoteuano i carnali, 6'delli diſu
bidienti a diuini comandamenti numero
certo non ſi trouaua. Impercioche quel ven
to hipocrito accompagnato da ſmiſurata tie
pidexza haueua ſpinto quelli eccleſiaſtici che
e poſſedeua ad eſercitare il ſanto vſficio loro
per auarizia, perambizione, per fama, per
conquiſtare honore&grado, º per eſſer piu
liberi e hauer maggior commodità ad eſ
ſeſeguire le loro peruerſe concupiſcenze. On
deeſi che erano come vna delle colonne fa
bricate da Dio per ſostenimento del mondo,
Apoc.4. Faciam illum columnam in templo dei mei,
col douere eſſi orare per gli altri stati e gra
di delli huomini,65'colla luce loro allumina
re chiunque camminaſſe per le notturne te
nebre dell'ignoranza & del peccato: & ri
condurgli alviuo&verolume con li splen
didi raggi del buono eſempio & ſanta predi
cazione & dottrina: per contrario colla peſ
ſima e diſſoluta vita e coll'eſſer lontani
dalla ſalutiferaſcienza cadendo in precipi
zio furono in gran parte cagione della ca
duta & morte del popolo Chriſtiano, nella
maniera medeſima che volendo vn cieco eſº
e ſer
A N D R E A 1 r7
ſer guida dell'altro amenduni caggiono nel
Gioel. 2.
la foſſa, Stelle retraxerunt ſplendorem
ſuum: &'coſi l'edifizio mondano che gli ha
ueuano a reggere cadde & ſi fracaſſò: ſi co
me materialmente da ſoffianti venti fugit
- tata per terra la caſa doue banchettauano i Giob. I.

figliuoli di ſanto Giob. Rouinata queſta co


-

lonnaſeguitarono di andare per terra anco


ra l'altre, vna delle quali era l'ordine deſol
--
dati dato diuinamente al mondo per difeſa
de popoli, afine che ciaſcuno poteſſe ſicura
mente & in pacifico stato attendere alſuo
mestiero. Ma la ſanta regola & norma da
ta loro fu ben presto meſſa in oblio. Per
cioche eſſi ſeguitando le pestifere pedate di Luc.24.
Giou. 19
que peſſimiſoldati che porſero all'aſſetatoſi Matt. 28.
gnore aceto & fiele, 6 incoronatolo di spine
lo spogliarono depropi panni &lvcciſero,o
vltimamente lo perdettero al ſepolcro nè lo
ritrouarono giamai poi: con le loro peruerſe
a gioni in molte maniere & modi diedero
aſſai amaritudini, con pungenti spine tra
fiſſero il popolo di Dio membra di Chriſto: &
diuenuti predatori & rubatori spogliauano
imiſerelli, Vim fecerunt predantes pupil Giob. 14
- los
1rs vITA DEL BEATo
los e vulgum pauperem ſpoliauerunt. Di
piu con gli ſpergiuri & beſtemmie quanto a
loro crocifiggeuano eſſo Signore Giesù, e'
Heb.6. ammaxzauano le ſue membra, Iteri cru
cifigentes filium dei. Et coſì vennero aper
dere eſſo Signore Gieſu in terra per non lo ri
trouaregiamai piu in cielo: anzi furono me
N., nati eſſi prigioni al carcere infernale, Mi
les captiuus abductus est. Con questa colon
naſi fracaſſo ancora la terza, l'ordine inten
do de mercatanti, a cui tocca prouuedere al
l'opportunità delli altri, riempiendo le parti
biſogneuoli occidentali con la abondanza
dell'Oriente: e prouuedendo alle neceſſità
del Settentrione con le ricchezze condotte
dalle parti meridionali. doue eſſi in vece di
ſilaudabile eſercizio, pieni di menzogne, di
frodi, inganni & giuramenti falſi, dalla mor
te ventuano paſciuti & portati alle parti
sal.48. baſſe, Sicut oues in infernopoſiti ſunt mors
depaſceteos. Ne resto in piede la quarta 63'
vltimacolonna, anzi ancora ella ſi roppe in
molti pezzi, il grado cioè de lauoratori de
terreni, instituiti accioche affaticandoſi pro
curaſſero giuſtamente colle braccia il vitto
720/2
A N D R E A I5 9
non pure a loro steſſi ma al rimanente delli
altri, adempiendo quello a che e ſono nati,
Homo naſciturad laborem. Ma eglino do Giob. 5.
ue poteuano viuere nella maniera diuiſata
giustamente delloro ſudore&quindi paſce.
re il popolo di Dio, 85'coſi per la parte loroſo
stenere il real palagio del mondo che non ca
deſe: per contrario vbidiuano in quella par
te ſola del viuer di braccia: ma nel reſtante
ſi fattamente trauiauano in rattenendo con
ogni lorº poſſa al Signor Giesù lorº padre &
alla ſanta chieſa lor madre le debite decime
e primizie, non ſi vergognando chiedere il
pane cotidiano a quello, a chi gli vſurpaua
no ilſuo: 63'oltra ciò talmente inuidiando
a campi & vigne de vicini che doue e pote
uano furtiuamente tramutare vn termino
per ampliare i loro confini lo faceuano con
uella medeſima industria che gli vſauano
in valerſi delle graſcie delli hoſti loro. Tro
uandoſi adunque il mondo nella maniera
che noi diuiſiamo lacero & guaſto, piacque
all'altezza di colui che creato l'haueaſoccor
rerlo miſericordioſamente: & rimediò a ſi
fatte calamità col ſomminiſtrarne i ſagri
Ordtn4
I6o VITA DEL BEATO
ordini de medicati rinnouellatori della vita
ſpirituale,rauuiatori del modo errate e re
ſtauratori mercè della dottrina & ſagri eſe
ſempi loro della chieſaſanta. Nel quale meri
tiſſimo coro viene a gran ragione annouera
to il venerabile e antichiſſimo collegio Car
melitano, onde ſono uſciti prodi & valoroſi
caualieri della fede chriſtiana, combattitori
cótra i viſibili &'inuiſibili nemici diquella,
perſonaggi ſegnalatiſſimi in ſantità & ſcien
za: & tra gli altri quel vertuoſiſſimo & ve
ramente beatiſſimo Andrea di cui incomin
- p- - - - 4

ciamo a raccotare le aſzioni. Coſtui delma


gnifico Niccolò Corſini nobiliſſimo Fioritino
& di madonna Pellegrina ſua conſorte fu
generato: amendue tanto diuoti&'oſſerua
tori dediuini & eccleſiaſtici precetti che at
Eſo.22. tendendo a quelle ſante parole dell'Eſodo le
quali impongono che a Dio ſi offeriſchino le
primizie,bramauano grandemente digene
rar figliuoli, per poter fare a Dio & alla ſua
madre glorioſiſſima, grata offerta: nonſen
za voto di dedicare alla religione di eſſa bea
ta Vergine il primogenito loro, ſecondando
1. Reg. 1.
incio le vestigia della sterile Anna la quale
C072
o A N D R E A I IV re tv
con molte lagrimepreghie voti impetrò dev, Reg.
Dio Samuel; e per ottenere tali grazia fe
cero aſſai orazioni le quali dall'inclita Reis,
nà de cieli, la cui benignità larghiſſimamen
te ſoccorre a dimandanti, furono eſaudi-.
te. Nè aſſò guari che Pellegrina ingraui
dò: conſeguendo di più dalla diuina liberali
tà vn chiaro ſegno della miracoloſa riuſcita
che doueua fare il ſuo futuro figliuolo. Poi,
che a lei vicina alpartorireparaeintralſon
no in cambio d'on picciolo fanciullino ha
ner partorito un Empo, il quale entrato in
chieſa diueniſſe incontamente Agnello. Pre
ſagio euidentiſſimo che egli non altramente
" gliuolo di Giacob prima La
po rapace e diuoratore di prede, e poi di
ipenſatore di spoglie, Beniamin lupus ra- Gen.49.
paamane comedet preda e veſpere diuidet
ſpolia: fuſe nel mattino di ſua vita pergu
stare coſe terrene, e nell'auanzo delgiornò
poi per dispenſare apopoli le coſe ſagre: e'
ſquaſi nuouo Saolo che di perſecutore diurne
Paolo vaſo d'elexgione e come altra Mad
dalena trasferita d'albergo diſo (zure in ri
cetto di nobili odori: &quilnouello Agoſti
X 720
ra, viTA DEL BEAT o
no che di auuerſario de cattolici fu duriſiº,
momartello a tutte le ſette heretiche: eradi.
nemico permutarſi in amiciſſimo delgran
de Dio&colonna ea ſoſtegno della ſanta ca-,
ſa di quello. Queſta cotal viſione conſiderò
ellatacitamente ſeco medeſima poi che la fa,
deſta, nè la conferi pure col marito steſſo. La
ſeguente notte che venne ad eſſere l'ultimo
giorno di Nouembre partorì ella vn figliuo,
lo maſchio, il quale al ſantofonte riceuè il,
nomed Andrea, per lo ſolenni arſi in tal
giorno la feſtiuità del glorioſo ſanto Andrea
2Apostolo. Ilgarzonetto creſcendo fu inge
nuamente alleuato e inuiato alle ſcuole è
fine hepateſefaracanitionelelettere i
perche gli era molto ſaputo esauueduto &
anco di aspetto grazioſo, lo teneuanoaſſai
caro i ſuoi genitori. Succeſſiuamentevenu
to all'adoleſcenza ſi dilettaua di Cani, di
Caualli, di compagni, di maneggiare arma
dure, far delle quistioni, tenerpoco conto
non ſolo del padre e della madre, ma delle
coſe diuine ancora. Il che tutto attendendo
i ſuoi genitori, temendo di mille pericoli, 65'
dubitando che perſi fatti portamenti e non
. - - finiſſe
A N D R EA rag
finiſſe con poco honore igiorniſuoi, ſi riſol
ſuetteroſendo egli già venuto al quindiceſi
mo anno di fare l'avltimo sforzo per ritirare
lo daſi poco regolati modi. Perche preſa oc
caſione, con deſtre(ga e amoreuolexza lo
auuertirono in che maniera e deueua per in
nanzi incamminar la vita. Ma egli sbef
fandogli, in vece di eſeguire il voler loro co
minciò a prouerbiarli e oltraggiarli, tale
che la madre vinta dal faſtidio fu coſtretta a
dirli, che in fattogli era pur quel Lupo che
intralſonno le pareua d'hauer partorito.Al
ſuono di queſte parolespauitatoſi il giouinet
to che importunamente ſi partiua, ritirò il
piede in dietro: ſupplicheuolmente pregan
dola che gli eſplicaſſe quel che importauano
le parole che la gli diceua. Doue eſſa con aſ
ſai dolceV3ia lo ragguagliò disteſamente co
me era viſſuta piu anni sterile: espergran'
voglia di figliuoli hauer fatte aſſai orazioni
& noti: & principalmente con ſalda volon
tà promeſſo alla Maeſtà diuina e alla im
maculata Vergine di offerire loro le ſue pri
º mizie, 6'ilſomigliante hauer fatto Nicco
lo ſuo padre, e di eſſere mercè del ſantoſoc
. X 2 corſo
to A VITA DEL BEATO
corſo di Maria, ingrauidata e inſalpatº
torire hauere in fiſione veduto uſcir diſè
vn Lupo, che entrando in chieſa diurniua
Agnello, il ſeguente giorno hauer partori,
to lui, il quale fino a quell'hora non era viſſu
ta da huomo non ſi ſcruendo della ragione
ma da brata animale. tale che altro non gli
restaua ſe non tramutarſi in Agnello:alche
con pio e materno affetto lo pregò stretta
mente: eſortandolo oltra ciò ad eſeguire i
'voti fatti per lui ſendo nato non a parenti
ima alla vergineſanta. Penetraronli quaſi
aguto coltello le viſcereſi fatte parole, 63'con
ſiderando i ſuoi portamenti e la viſione e'
parole materne,l'altra mattina pertempiſi
moleuatoſi ſen'andò nel Carmine: &quiui
buttatoſi inginocchioni dauanti alla Regina
di miſericordia ſupplicò l'Alte(gaſua che
di Lupolo mutaſſe in Agnello,intercedendo
ligrazia dal figliuolo che non ſi voleſſe ricor
dare delle traſgreſſioni della ſua fanciulle C
za. Eſaudì il pio deſiderio del giouinetto co
lei che niuno abbandonò giamai che a lei ri
correſſe. Onde egli ſurgendo dall'orazione
gia mutato in altra perſona: quaſi "
Saù
- º AN D R EA I6 F
Saula cui Samuel hebbe a dire, Mutabe- Reg. e.
ri, in virum alium, conſiderando non eſe
ſer coſa ſicura l'habitare intràgli Scarpioni
e ſcampare dal loro mortifero veleno: &
paſſare a piedi aſciutti il rapido torrente del
la mondana conuerſazione: & tra le mor
“bide.(ge & luſinghe del ſecolo prestare a Chri
stograto oſſequio ſi riſoluette paſſare al ſicu
roporto della religione, come conſentendo &
ratificando il voto de ſuoi genitori, all'oſſer
uanzsa del quale non era altramente obliga
to. Si come nèanco gli heredi non ſono te.
nuti adempiere i voti & carichi perſonali,
º quali ſono la castità, la religione, il digiuna
re,ilpellegrinare & ſimili, ſespontaneamete
non ſi obligano da per loro: doue a carichi
reali ſono obligati, come è edificar chieſe, al
tari, monasteri, o maritar fanciulle 63'di
penſare danari e terreni. Per ſomiglian
temodo ſi gouernò ancora il diuotiſſimo &
veramente ſerafico ſanto Buonauentura:
- il quale venuto alli anni della diſcrezione,
6'intendendo qualmente nella ſua puerizia
º mentre era infermato a morte & abbando
nato da ogni ſperanza de medici, la madre
- . - l'hauea
--
“ – -- - ,- .
º- -
-
- - - -
- º -.

I66 V ITA DEL BEATO


l'hauea humilmente raccomandato all'ar.
dentiſſimo ſanto Franceſco, con ſalda pro
meſſa e voto che rihauendoloſano, e ſiren
derebbe frate dell'ordine ſuo, approuando la
promeſſa materna preſe quel ſanto habito.
Andrea pertanto diliberatoſi entrare nelſa
gro ordine de Carmelitani, congregazione
antichiſſima e nobiliſſima, come quella che
hebbe la ſua prima origine nel monte Carme
lo di Soria: douehabitarono Helia, Heliſeo,
il coro de Profeti, e molti altri contempla
tiui ſucceſſiuamente continuarono tale habi
tanza fino alla incarnazione del Signor
Giesù: dopo la quale vi edificarono vna chie
ſa in honore della Imperatrice del mondo
Maria Vergine, da cui tale religione prende
re il nome: ſe n'andò alla volta del Reuerendo
frà Girolamo Migliorati in quel tempo pro
uinciale di tal'ordine, ricercadolo che lo ac
cettaſſe nel numero deſuoi. Coſtui conoſcen
dolo di legnaggio nobile &'auue (zo in dili
cate(ze, parendoli malageuole che fuſſe per
ſottentrare a peſi della religione, auanti lo
riceueſſe volle la buona grazia de ſuoi. I
quali non potettero hauer miglior nuoua che
-- tratº72
c AN D R E A raz
intendere lo Spirito Santo hauer coſi diſu
bito tanto mirabilmente oprato in tal mu
tazione, che ben di eſſa ſi potè dire, Hec Sal. 76,

mutatio dectere excelſi. Vestito dunque


Andrea del ſagro habito della Vergine ma
dre, s'infiammaua ogni di piu del diuino
amore. I padri per ſperimentare la coſtan
za & ſalde (za dell'animo ſuo gli commet
teuanoſeruigi viliſſimi: ma da lui con tan
ta pronte a eſeguiti, che malageuolmente
ſi eſplicarebbe l'obidienza & humiltà ſua.
Onde interuenne che il comune auuerſario
inuidiando i ſuoi ſanti gesti, per farlo preci
pitoſamente rouinare da quell'altiſſimo sta
to di bontà & grazia doue egli ſi trouaua, di
quella moltitudine di lacci che gia antichiſ
ſimamente haueua moſtri alpientiſſimo An
tonio,65 di quel gran numero d'ampolle che
fece vedere al diuotiſſimo Maccario piene
di vari liquori, diuſanti le aſſai & diuerſe
maniere di tentazioni con che gli aſſaliſce
altrui: & di quelli ſdruccioli & trappole che
fa trouare all'huomo ad ogni paſſo douun
ique e ſi volge, diſegnòfar parte allhumiliſ
ſimo Andrea. Ne ſia chi ſi merauigli che
vadia
1a e vit A DEL BEAºro -

vadia ſi animoſamente alla volta deſerui


del Signor Giesi, poi che fu tanto preſon
tuoſo etemerario, che ſi arriſchiò affrontare
eſſo autore dellaſalute nonſolamente nel di
ſerto (doue trionfato hauea deprimi noſtri
padri) ma di piu poi mentre" in cro
ce. Preſo adunque tempo che i padri foſſero,
a menſa e Andrea alla cura della porta ſi
rappreſentò dauanti al monaſterio del Car
mine comandando imperio amente, come è
vſanza di lui ſuperbiſſimo che gli foſſe aper
to. Andrea meraugliandoſi e stupefatto
dell'inſolenza e importunità di coſtui l'in
terrogo quel che voleua di là. Al che quel
peſſimo riſpoſe con faccia turbata e altiera,
Come non mi conoſci ? Io pure ti ſono paren
te, e ſentendo molta pena & trauagliode
panni che tu hai preſi mi ſon meſſo a dipor
tarmi qua, per trartidi questa cattiuità &
º miſera ſeruitù e ritornarti alle priſtine de
lizie, imponendoli che apriſſe che lo voleua
ricondurre a caſa, doue e menaſſe vita hor
reuole in compagnia d'una donzella nobi
liſſima che con ampiſſima dota gli hauea di
gia trouata, a fine che con la futura stirpe &
A N D R E A I6 o
ſucceſſione accreſceſſe ſplendore alla propia
famiglia. Al ſuono diſfatte parole riſpoſe
Andrea modestiſſimamente che non lo co
noſceua ne voleua conoſcere: che di ſuole
gnaggionò era egli,da che lo voleua diſuiare
da quella ſalutifera impreſa: che ſuo fratel
lo, ſorella e madre era chi adempieua ilvo
lere del padre celestiale:6 che iſuoi veripa
renti l'haueuano innanzi che naſceſſe desti
nato alla religion ſanta, doue entrato haue
ua abbracciata l'humiltà e ſpoſata lºvbbi.
dienza. Allora quell'iniquo coſi ſcaccia
to e vinto, incontamente sparì. Etegli,
mercè delle ſue virtù e ottime qualità bene
erimentate da ſuperiori fu ammeſſo alla
agra profeſſione dopo la quale domaua egli
il corpo con incredibile astinenza e digiu
ni, intra gli altri coſtumando tre giorni del
la ſettimana non prendere altro cibo che pa -
ne & acqua. Superaua con inuitto animo
le cupidigie terrene: & tanto fu ſeguitatore
del ſilenzio che non parlaua mai ſe no aſtret
to dal biſogno. Spendeua tutto il tempo nel
lorazioni & nel leggere le ſagre carte, eccet
tuato quello ſolo che gli impiegauanelli eſer
- -
cizi/
rzo VITA DEt BEATO
- eizi della regola, di cui era oſſeruantiſſimo.
Taraua l'orecchie per non ſentire le parole
ºi, & specialmente nell'andare
egli ſecondo la conſuetudine de mendicanti
raccattando alle ſei de cittadini, dou eſteſe
volte, maſſimamente in via Maggio doue
-habitauano ptu ſuoi parenti º conoſcenti
villanamente fu oltraggiato, ſcacciato pro
scrittata e ſchernito per lo conceputo ſdegno
che gli haueſſe preſo il ſagro habito, aggiu
gnendo parole ci probrioſe in diſtregio della
vita regolare, dando nome di poltroneria, a
quello itato perfettiſſimo. Il qual peruerſo
coſtume è vſitato e frequente appreſogliſco
fiumati e ſcorretti ſeguitatori del mondo, i
quali ſecondando l'empie pedate delli Egizi
Eſo. 8. -
che voleuano lapidare i figliuoli d'Iſrael per
chefaceuano ſagrifizio al grande Dio: ricor
rono ſouente alle duriſſime pietre delli ol,
traggi, per lapidar con eſſe i deuoti religioſi
che all'altiſſimo fagrificano la volonta pro
pia mediante il voto della obedienza: la pro
pua carne con la caſtità e le faculta tempo
rali, mercè della volontaria pouerta. L'oſs
ſeruanza de quali tre voti e quella ſtrada di
- e trº
A N D R EA 2,
tre giornate, per cui i veri religioſi cammi
mana al cielo, Viam trium derum perge Eſo. 8.
ma inſolitudine et Et è quella fortiſſi
mafane di tre doppi difficile aromperſi, con
che eſſi spontaneamenteſi legano, Funicu. Eccl. 4e
lustriplex difficilerumpitur. Ata l'amico
di Dio Andrea coninuita ſofferenza come
portauaſi fatteparole, reputandoche la per
fe&ione della religione conſisteſſe inſoppor.
tar' lingiurie, Alle quali virtù le fu da Dio

aggiunta ancora la grazia del far miracoe


lº Lanuale publicamente ſi ſcoperſe nella
ona di Giouini Corſini ſuo parente mal
trattato da vma lupa che gli duoranazina
gamba. A quale per miti ar la doglia che
la gli apportana, intertenena in caſa agiuo
copiaprſº e da lui viſitato, nel gir.
mente ripreſo cheper alleggiamento delcor
poincºſene danni dell'anima, vliden
do ad Andrea, e ricorrendo ſecondo che gli,
impºſe alla ſantiſſima genitrice di Dio, ni
reabondantiſſimo di grazie, per gli meriti
di lirecupero la ſanità. Neiempimedeſi
mi hebbe in Fiorenza vna nobiliſſima puli,
cellatanto mal concia dall'etica, che nonſi
- I 2 fy 0
17s VITA D EL: BEATO
trouaua medico nè medicina atta a guarira
- la: perche ella ſperando da Dio quella ſalu
te, a che non aggiugneuahumano aiuto, pre
gò il padre che introduceſſe a lei Andrea, ni
dubitando punto di non hauere aguarireſu
bito alla venuta di lui: come in fatto inter
uenne, quando gli arichieſta del padre di
portatoſi a lei, dopo lunga orazione la resti
tuì alla ſanità. Coſi creſciuto egli in meriti
63' virtu fu promoſſo all'ordine ſacerdotale,
e preſentendo che la famiglia de Corſiniap
parecchianaſolenne feſta, pompe & appara
ti per lo giorno che egli celebraua la prima
volta, ſi ritirò ſegretamente al contento del
le ſelue &quiu deuotiſſimamente offerſe le
primizie del ſuo ſacerdozio nel qual ſagri
fizio gli apparue circondata da cori angelici
quella celeste Imperatrice che auanza il
Sole di belle(gia, le regine tutte di gentile -
za di ſangue, gli Angeli di purità,e'dipie
tà iſanti, ſignificandoligratamente che per
l'immenſa deuozione che gli haueua a lei, lo
accettaua perſeruo. Et qui reputo io ſuper
fluo lo spaziare in dimoſtrando l'ampie(gia
delle conſolazioni che allegrarono il cuor ſuo
- .. -
-
f/2
fA N D R E A 129
ºn tanta viſita. Perche ſe naturalmente ſi
recrea e conforta aſſai l’humana vista in
mirare vn verde prato di stagion di prima
uera, è vn vagogiardino vbertoſo d'acque,
copioſo di varie maniere di fiori gialli,bian
chi, vermigli, e'a gurri: e'vna maſſa di
rilucentigemme orientali, e lo splendidiſi
molume del ſole materiale: tanto lunge da
ogni comparazione maggiormente è neceſſa
rio che gioiſca l'anima & lo ſpirito di chi è
fatto degno per grazia speciale e ſegnalatiſ.
ſima di vedere preſenzialmente il verdeg
gianteprato di virtù Maria Vergine,horto
ſerrato abondeuole d'acque di grazie, pieno
d'ogni intorno di fiori di perfe (zioni, ad
dobbata de ſopracelesti doni dediuini ca
riſmati, la cui belle (ga stupiſcono il ſole
e la luna, che impoſſibil ſarebbe ad espri
merlogiamai. Però dall'allegre (ga che la
ſciano i ſanti Angeli in coloro, a chi gli ap
pariſcono: onde l'Eunuco di Candace Rei
na dell Etiopi, poi che l'Angelohebbe rapito
- l'ApoſtoloFilip po, rimaſe molto lieto, Ibat Fat.Ap.8
enim per viam ſuam gaudens: e le ſante
donne che d'intorno al ſepolcro del Signor
- . Giesù
rza vitA DEL BEATO
Giesù stauano doglioſe & mettefonomo dal
l'Angelo merauiglioſamente racconſolate,
Mar. vlt. Noi espandere può andare ſaran
do (ancora che immenſaſse la gioia che ape
porti la Regina loro, alcui coſpetto eſultò nel
Luc. 1. ventre materno il ſanto Batiſta, e la ſua
madre Eliſabetalſaluto di lei fu ripiena di
Spirito Santo baſterà dire che Andrea per
la grande gia della viſione non ſi innalzò,
ma diuenendone piu humile andaua ſempre
sfuggendo le laudi humane, procacciandº
l'immortalità. Poco appreſofº e aalſa -

capitolo mandato nell'alneavviuerſità di


Parigi: doue in ſpazio di tre annifece tali
profitto nell'artico nella ſagra Teologia, che
da ſuperiori come ſcienziato & dottiſſima
fu richiamato qua in promincia. Nel ritors
no intertenendoſi in Augnone, liſi troua
ua Legato della ſanta ſedia Apoſtolica l'Illus
ſtriſſimo Cardinal de Corſini ſuo Congiun
to,advn cieco che mendicaua alla porta del
tempio(quaſi imitando il glorioſo Prencipe
a Ara delli Apostoli Pietro, che allo stroppiato diſe
e non hauere oro nè argento da donarſi, ma
che ſurgeſſe e camminaſſe) in vece di dar
\ .. . . AZZO
oTA NIDIR E Ari º rar
“moneta reſtituirlº adere. Si come poco do
po ritornato in Fiorenza e creato Priore era
idel Carmineſano dall'idrop ſia il padre fra -

“Ventura da Piſa Carmelitano, AFu ancora ſf fee


aotaa queifoſanto haano di ſpiritoprofeti
co come piu volte ſi veddese, tra l'altre quae
do in battezzandoſi vnfigliolino don ſuo
famigliare cominciò dirottamente a piange
re, antiuedendo che gli era perrouinarſeº
la ſua caſata. Et tutto che il padre per all- º
shoraſirideſe delle parole dell'huomo di Dio,
il fine nondimeno al tempo dimoſtrò la veri
ta del fatto, che egli per caſo di stato fuſen
tenziato a morte, 69'iſuoi parenti ammoni
ti. Ma poi che gli hebbe con aſſai ſudorefa
ticato aſſai nell'inclito ordine Carmelitano
non ſenza gran frutto dell'anime diſpoſe la
diuna prouideza di prepararli maggior co
rona & publicar piu al mondo la virtu ſua
col chiamarlo a piu alto grado, acciò comag
gior efficacia poteſſe giouare alla chieſa On
depaſſato a miglior vita Monſignor Fuli- Veze
noVeſcouo di Fieſole, il quale con molta ca
rità e destre(zareſe queſta Fieſolana chie
ſa come da più atti di lui appariſce dequali
º - --
al Ctº 71 º
-

rzo v ITA DEL BEAT o


alcuni ſono regiſtrati nell'archiuio del noſtro
Veſcouadorfu di tratto eletto a tanto carico
Andrea, il che preſentendo egli e reputan
doſi per humiltà indegno di tal grado ſi tra
fugo in Certoſa, poco fuori della città di Fi
renze per non eſſer trouato, e in tal guiſa
ſcampare ilſottentrare aſifatto peſo. Ma
quegli che della bocca de lattenti fa riſonare
le laudi (Ex ore infantium & lactentium
Sal. 8.
perfectsti laudem) lo fece ſcoprire e publi
care miracoloſamete per bocca divn picciolo
fanciullino: onde e fu trouato, e còtra ſua
voglia accettò tal carica nel cinquantotte
ſimo anno di ſua vita. Nel qual grado fiorì
di tanta ſantità e diuozione che non ſi po
trebbe con parole eſplicare. Calcò co piedi
quaſi fango ogni cupidigia terrena e con
diſuſata forte(za ſuperò inuittamente le
erturbazioni dell'animo. Maceraua il
corpo col ſottrargli il cibo: colo star cinto in
u la nuda carne con aſpra catena di ferro:
e colſeruirſi di ſermenti duriſſimi in cam
ſbio di morbide piume. Era tanto affettuo
ſo in ſouuenire apouerelli, che non pureſoc
correua a dimandanti, ma preueniua a lorº
-- a.
biſogni
-

A N D R-E A rz?
biſogni con l'inueſtigare chifuſe per le citra
de di Fieſole in neceſſità, era quelli ſegreta- ,
mente mandaua il vitto, Beatus qui in- Sal 4°.
telligitſuper egenum e pauperen. Niuno
pouerello ſi parti mai da lui aman vote, ta
le che quaſi nouello Giob poteua dire, Ocu- Giob.29.
lus fui ceco & pesclaudo, Pater eranpaa-
perum. Anzi che altempo d'una careſtia
grandiſſima,hauendogia egli dispenſato per
Dio tutto il pane che gli haueua in caſa es'
moltiplicando pur tuttavia la turba depor
ueri, per non gli licenziare & rimandare
ſconſolati comando a ſeruenti che portaſſero
del pane. I quali incontanente riſpoſero, in
caſa non eſſer punto. AAa egli non ostante
il dir loro, comando dirono cheandaſſerot - ,
all'arca per eſſo. Doue eſſi andati non gia
penſando di trouaruene, che pur all'hora
l'haueuano laſciata vota: ma per non diſu
bidire al padrone, ve ne trouarono quantità
grandiſſima, ſecondo ſi dee credere perfet
tiſſimo,da vincere di bianche (ga i gigli, di
odore le roſe, 6'diſapore il Xucchero: come
non manualmente fabricato,terminandoſi i
miracoli di Christo & deſuoi ſerui (a quali
- Q Z egli
1za vitA DEL BEATo
egli concede di oprar coſe miracoloſe quante
Gio. 14 fece egli & maggiori. Opera que egofacio
&'ipſefaciet, 6'maiora horumfaciet) in
piu nobil condizione che non arriua la natu
ra, come del vino fatto alle nozze dell'ace
cio. qua è noto, che eraſoauiſſimo e molto raro.
Intento aſſai alli edifizifagri ſpeſe non poco
3- 3 - in riſarcire la Cattedrale di Fieſole che in
qualche parte minacciaua rouina: e per
inanimare e dar eſempio aſiucceſſori & al
li altri di coſi pia & ſaluteuole opera laſciò
per memoria di tal reſtaurazione la propia
arme di pietra nella facciata ſopra la porta
maggiore di quel tempio. Sforzandoſi egli
in ogni ſua "eguitare le pedate del
Saluator noſtro Chriſto appigliatoſi a quel
Iſoas. neceſſario precetto, Inſpice & fac ſecundis
exemplar quod tibi in monte monſtratum
A- fe est, Ognigiouedi per memoria dell'immen
ſa humiltà di Chriſto lauaua i piedi ad alcu
nipouerelli. Onde interuenne che vn certo
pouero per non lo stomacare riſpetto advna
pamba putrida che haueua, fece aſſai reſi
stenza ne voleua eſſer lauato, poi vbbiden
dolo diuenne tantoſto libero da tal malattia
COW2M/7
A N D; R E A I79
comunque fu tocco da quelle ſante mani.
UCoſtumata ſpeſſo la notte dopo mattutino
con vn ſolo miniſtro viſitare alcune chieſe
per diuozione: dalle quali vn tratto tor
nando trouarono attrauerſo alla stradavn ſa... 4éºnae aſi
muro edificato, di che pauentatoſi il mini
iirointerrogò ſua Signoria Reuerendiſſima
chi haueſ coſi tosto fabbricato quiui quel
muro. A cui il ſanto Veſcouoriſpoſe, ſer
da orare per non entrare in tentazione es'
buttatiſi inginocchioni in terra in orando
eſi con quei ſalmi Dauidici, Domini est
terra, 63 Deus in adiutorium, Il muro
ſº come ºpera diabolica, la quale quaſi
ghiaccio, al ſole cocente della parola diuina
ſi distrugge in vn' punto. Vſa il dimonio
ºgni arte in impedire i diſegni de ſanti ami
ci di Dio, i qualiſempre igono le ſue
iniquitoſe opere & mettono ſo zopra ilſuo
regno & egli come armato di aſſai malizia,
potº a cºſcienza naturale ha forza e va
lore di cagionare effetti ammirabili e tu
pendi, operandoſegretamente per virtu del
la natura molte coſe le qualiſa piu di noi, e'
applicando le virtu naturali attiue alle paſs
- . .. Z a ſue,
I fo VITA DELCI BEATO
ſue sſendo ancora in poterºſuo operarº guel
le coſe che ſi conducono a fine col moto locale:
de corpi inferiori: vna delle quali è figurarº
corpi che paino d'huomo, o d'animale, o d'al
tra coſa abeneplacito ſuo, conſiſtendo laſi
militudine del corpo nella figura e nelcolo
re. La figura sinducehediante il moto lo
cale collaggiugnere colleuare,colmutaree
coldiſporre , col rarefare & condenſare la
materia e applicare le coſe attiue naturali,
I colori ancora sinducono mediante il moto
locale. Ondei pittori col mezzo de pennelli
e d'altri stromenti colorano i corpi. In
queſta maniera dunque figura e colora i
corpi, e in eſſi appariſce ad altrui informa
d'huomo,acerti di dona & ad alcuni d’ani
male, è d'altra coſa, ſecondo che vede poter
piu dannificare quel tale a chi egli in coſi fat
taforma ſi moſtra: non hauendo altro in
tento che la rouina e disfacimento dell'huo
mo. Per queſto nel terreſtre Paradiſo parlò
ad Adamo e alla ſua ſpoſa in forma di Ser
pente: nel diſerto al Redentore in ſembian
zia di deuota perſona: al ſantiſſimo Anto
nio nell'heremofeeeprima
s - .. s .
vedere vn d'ar
deſco
il oTA NI DI REATIv si ſi

'argento e poco appreſo omagran maſſa


d'oro per "."",
di quello a cupidigia ad altri padriſanti
iu volte e in vari paeſi in forma di donna -
-
-
-

i" e alla castiſſima - -- - -

vergine Margherita nella carcere ſi dice eſº


fere apparſo in forma di Dragoneperiſpaué
tarla. Questi ſi fatti corpi ſe bene ſon veri
(altramentecoſenſi eſteriori non ſi compren
derebbe la figura nei colori nèanco quelliac
cidenti ſi reggerebbero da per loro steſſi ſen
za ſoggero) non però ſono di quella vera
natura che appariſce ali occhi humani, tale
che ſianod huomo,ò di fiera. Ma ſono for
mati d'aria meſcolata con alcuni vapori, 63'
però coſi tostoſiriſoluono e ſuaniſcono. Può
oltre a questo quel peſſimo per illuſione &
preſtigio cagionare nella fantaſia humana
alcune apparizioni, coſì nel dormire, come
nel vegliare, tramutando localmente gli ſpi
riti &gli homori, & conducendoli alla fan
taſia e al ſenſo comune, e coſi moſtrar al
trui quel che gli vuole far noto, in modo
fimile a quel che nel ſognare opera la natu
ra. Et coſi fa alcune coſe ſolo per ſione
-- , , R.
illu
re, vita DEL BEATo
ſione e preligideſenſi, º alcune infatta
ºvere. Dal che tutto ſi può facilmente racco,

neº-e- a - miniſtro vedeſſero in vn ſubito fabricato


quel muro, e in vn punto ſuanito. Nel
tempo medeſimo ſendoſi ſuſcitate in i
gna molte diſcordie, nèſ potendo quietare
tal tumulto il beatiſſimo Pontefice Vrbano
hauendo nota la bontà erare parti dell’e
ſcouo di Fieſole, lo mandò iui con podeſtà di
legato. Doue egli trasferitoſi per vbbidire è
ſua Santità, poſe ogni cura in mitigare &
ammollire i feroci animi de cittadini, i qua
li mercè dell'autorità di tanto Prelato, 63'
della ſoauità delle ſue parole, deposta ogni
fierezza ſi riconciliarono inſieme, e certi
pochi che a coſi ſanta opera tollon contra
ſtare furono tantoſto percoſſi da atroce ma
tattia, ma finalmente pergli meriti di queſto
ſanto huomo liberati ſi rappacificarono in
ſieme: & Andrea ſpedito felicemente talmer
gozioſe nè tornò a Fieſole. In cotalguiſa
perſeuerando egli in pte &ſante opere per
uenne alla matura età, 65 nel ſettantuneſi
mo anno di ſua vita piacque al glorioſo ri:
77744726
-
AN D R EA fa, -
“muneratore premiarlo col diurno denario
della beatiſſima viſione di Dio dell'hauer
egli ſollecita e fedelmente e con perſeue
ranza lauorato fino alla duodecima hora
nella vigna eccleſiaſtica: & mutare le ſue
molte fatiche in perpetua allegre.(ga &
“quiete. Che celebrando eſſo ſolenniſſima- la f-44
mente la notte del Natale di Noſtro Signore “
nella ſua Cattedrale gli apparue la Reina
delli Angeli, ſignificandoli che nella proſſi
ma feſta dell'Epifania e paſſarebbe a mi
glior vita, come poco appreſo ſeguì infatta
che al tempo predettoli dall'Imperatrice del
l'vniuerſo,conſumato il corſo del ſanto com
battimento, ſeruata la fede con aſſai frutto
di giuſte operazioni & guadagno dell'ani
meſi come lungo tempo haueua bramato,la
ſua puriſſima anima penetrando i cieli ren
de ilcorpo alla terra, con riceuer per allora
la biancastola dell'anima che è la beatitudi
ne ſempiterna, º con certe a di hauere
“nella futura reſurreſſione a riceuere l'altra
stola che è l'immortalità del corpo, che ſi ha a
riunire con quella beata anima & godere in
perpetuo. La notte che gli spirò molte Ver
ginº
-
14 A vITA DEL BE A To
Age.it ) - gini hebbero ſegnalate viſioni, vua delle qua
a ºrº ºli d'età di dieci anni vedde nel ſonno il cie
l
lo aperto, evna ſcala che diquagiu arriua
ua alla ſommità di quello, per la quale ſali
ua vn Veſcouo parato in Pontificale nel
me(zo di due altri veſcoui. Il che referì
- - -
tantotto alla madre con ſoggiugnere Mon
ſignore Andrea Corſini è ſalito in Paradiſo,
&la mattina ſeguenteſi certificarono che a
quell'hora e in quel punto che la fanciul
letta lo vedde in viſione gli era terminato.
Vn'altra aſſai nobile a cui Andrea ancor
viuendo haueua predetto il giorno della mor
te, in ſul paſſare eſclamò ad alta voce, O
Paſtor ſanto aſpettami acciòche inſieme en
triamo nella celeſte patria. Le quali parole
dette alzando le ſupplicheuoli mani al cielo,
ſi parti di quì. & quaſi nel tempo medeſimo
moriilbeatiſſimo Andrea che fu ilſettantu
neſimo anno di ſua vita, il dodiceſimo del
la ſua prelatura nel milletrecentoſettanta
dua dall'incarnazione, a ſei giorni di Gen
naio, la cui anima in compagnia de beatiſi
mi ſpiriti contempla la faccia del Rede Re
ſuperno coro, º il corpo fu honoremol
- . ſºle77te
A N D R E A 1 , I dºr
mente ſeppellito a Fieſole benche iui a poco
fuſefurtiuamente di quindi da ſuoi padri
Carmelitani di nottetempo portato in Firen
ze nella lorº chieſa, ſotto preteſto di certo te
ſtamento che diceuano lui hauer fatto di eſe
ſere ſepolto appreſſo di loro. Nell'ultimo
punto laſcio egli aſſai ſalutiferi ricordia cir
coſtanti & eſortazioni alla religione fu cir
condato da diſuſata luce, e del corpo ſuo
defuntoſpiroſoauiſſimo odore, 63 molti &
molti dal toccamento di quello furono mira
bilmente liberati da varie malattie. Molto gaze- e
tipo poi che fu ſepolto cioè l'anno millequat- -
trocentoquaranta nel Pontificato di Papa -

Eugenio Quarto, Filippo Aſaria Duca di


Milano, venne a danni della chieſa & de
Fiorentini, e colme zio di Niccolò Piccini
no ſuo Capitano aiutato aſſai per tradimen
ti dal Conte di Poppi presto e con poca fati
ca preſe Bibbiena & tutte le Castella che i
Fiorentini haueuano in Caſentino, eccettua
to Caſtel San Niccolò d'intorno all'aſſedio
del quale conſumo circa trentaſei giorni: &
finalmente biſogno che anco, quel luogo co
ſiretto della fame ſi arrendeſſe, onde inimici
- Aa ſcorre
i 36 VITA DEL BEATO
ſcorreuano d'ogni intorno la campagna per
loro. e cominciandoſigia eſſi ad auuicinarº
troppo alla città, entrò in Fiorenza ſbauen
tograndiſſimo & niuna reſoluzione di quel
loſi deueſſe fare, veggendoſi a ridoſſo ilva
lidiſſimo eſercito auuerſario, e poco modo
da reſistergli. Mentre che la città staua in
coſi fatte angoſcie,apparue il beatiſſimo An
drea advn giouinetto che in lui haueuagra
diſſima diuozione es'appunto oraua a piè
del venerabil ſepolcro di quello, ordinando
li che con preſte(ga andaſſe a Dieci della
guerra (che coſi era appellato quel magiſtra
io a chi apparteneua tal cura)6 riferiſſe lo
ro che Iddio il quale haueua cauato Iſrael di
mano di Faraone diſſiperebbe i loro auerſa
rij, però che non temeſſero affrontarſi coni
mici che l'Alte(za diuina torrebbe a quelli
ogni forza e poſſanza: & che iui ad otto
giorni nella ſolennità deglorioſi Apoſtoli Pie
tro e Paolo riportarebbero felice vittoria.
Ilgiouane ancora che spauentato corſe ſubi
to al magiſtrato detto & raccontolli quanto
dalbeatiſſimo Andrea gli era ſtato riuelato.
Preſtarono indubitata fede quei Signori al
le
* A N D R E A: : r fr
le parole delgiouane, e preſero gridanimo -
ſperando che il celeste Imperadore haueſſe a
tener cura speciale di loro. Perche meſſe in
ſiemegeti ſi riſoluettero di venir a giornata.
onde a ventinoue di Giugno il giorno de San
ti Apostoli Pietro & Paolo del millequattro
cento quaranta con pochi ſoldati miracolo
ſamente meſſero in rotta il validiſſimo eſer
cito delli aumerſarij, & ne menarono gran'
parte pregioni: & Niccolò Piccinino veg
gendosbandato il ſuo eſercito e le ſue forze
indeboliteſi rifuggì con pochi deſuoi nel Bor
go a San Sepolcro. La qual vettoria(come
ben narra Monſignor Santo Antonino nel
le hiſtorie) venne dalla diuina mano, 63'non
da forze, virtù, o induſtria de noſtri. Se
bene non ſolamente i magistrati di dentro
ma quelli di fuori anchora ſi affaticaſſero
grandemente per conſeguirla. Intra quali
Paolo da Diacceto Auolo del mio Auolo in
quel tempo commeſſario d'Arexg o mando
accortamente (ſecondo che nella vita di lui
testifica Meſſer Bartolomeo Fonzio) lette
re a Bernardetto de Medici&'a Neri Cap
poni Commeſſari dell'eſercito Fiorentino a
poſta perche fuſſero intercette, come furono
Aa 2 dal
i ff VITA DEL BE A To
dal Piccinino per impaurirlo e pauitarla.
Le quali conteneuano che di punto in punto
manderebbe loro idi genti
che gli aſpettaua. e nel medeſimo tempo per
piu ſpedita via ſignificò veramente a Com
meſſariqualmente inimicicò forze da non
reſiſtergli erano in ſu l'aſſaltargli. Ve
nuta in Fiorenza la nuouadi ſi miracoa
loſa vettoria ſi cangiò la mestizia in alle
grezza non ſenza feſteggiare e bandirfe
rie & ſpettacoli come ſi coſtuma inſi fatti
auuenimenti & innanzitrattoſi ſtatui che
il clero con tutti i magiſtrati dalla Cattedra
le proceſſionalmente andaſſero alla chieſa de
Carmeliti doue giace il venerabil corpo di
questo Santo Veſcouo e quiui ſi i"
ſolenniſſima Meſſa: e di piu ſi mostraſſe ho
noratamente al popolo quel beato corpo con
molti lumi,incenſi,e cirimonie. Neſiſco
perſe quella ſola volta, ma ſi ſeguita ancora
di ſcoprirlo nel giorno dell'Aſcenſione con
gran feſta e conſolazione depopoli che con
ſeguono dalla bontà diuina molte grazie e'
benfzi mediante l'interceſſione e patro
cinio di questo beato degniſſimo.
ESOR
Esort Azron e ne l ,
V7 E D E NIT, i Q Q ſt M.ſ
REVERENDISSfMO
MoNSIGNOR FRANCEsco
DE CATTANI DA DI Accero
Gerr i cavo no Eion e sr i no .
- E r V E s co v o D t A º
F 1 E s o L E. s- . 3
-
-
- - --
.
Patta al Clero, nel ſuo Sinodo Dioceſano in Santa
MariaMa
in Campoa
º fio iI
di 14 di a - e

- , essº sis . , --- -

3; º si
- - , ,
– --- º
5 GLi e cosa ceare

º poree che ſi trouano dal


cerchio della luna ingiu, quali ſono gli ele,
menti, fuoco, aria, acqua, terra: &icorsº
pi composti di loro, come le pietre, le piante,
& gli animali ſono regolate nelle loro opera
zioni da corpi celesti, 6 da moti & infuſi
di quelli: & i corpi celesti dalle ſoſtanze ſere
parate dalle beate intelligenze mouitrici:
Coſi
1 go º EsorTAZIoNE
Coſiparimente queſta terrena Gieruſalem è
retta & gouernata dalla glorioſa Gieruſa
lem celestiale madre noſtra,onde in noi deri
uano quelle influenze, mercè delle quali di
uenghiamo figliuoli di Dio, Illa autem qua
sale ſurſum est Hieruſalem libera esi, que eſt ma
ternoſtra. Etſi come i naturali effetti ſi in
gegnano di aſſomigliarſi alle cagioni loro
quanto poſſono il piu': coſi eſſa chieſa militan
tepone ogni ſuo ſtudio & induſtria in ren
derſi ſimile in qualunque ſua az ione alla
trionfante. Hora intra gli altri ammira
bili e ſoprahumani miſteri che di quel ſo
urano regno ſeriuono i Teologi, di tre fanno
ſpecialmenzione: es queſti ſono che Iddio
benedetto, o immediatamente per ſe steſſo,ò
mediatamente colme o delli Angeliſupre
mi purga i beati ſpiriti habitatori di quello,
dipoi gli allumina,e'melterzo luogo median
te tal purgamento 65’alluminazione gli ren,
deperfetti. Non ſi deegia intendere che ſia
no purgati quiui da immondizia, è colpa
veruna,ſendo eglino specchi chiari & rilu
centi, 63'non penetrando in quella beata pa
tria macchia di ſorte alcuna, Non intrabit
- - in eam
-
s IN o D A L E rpi
in eam aliquid coinquinatum: ma ci ſi dà Apoca,
a conoſcere che gli habilita a riceuere&com
prendere l'alluminazioni ſopranaturali º
diuine, le quali per propria natura loro non
conoſcerebbero altrimiti, diciao l'Eccleſia
ſtico, Plurima ſuperſenſum homini, oſten
ſaſunt tibi. Onde poi che e ſono diuenuti Eccl.3.
habili a riceuere i miſteri e ſegreti diuini,
perche gli atti delli agenti ſono nel paziente -

ben disposto, all'horagli allumina e pan


deſopra di loro i raggi del ſuo diuino ſplen
dore. Quando poi e ſono alluminati in vni
modo merauiglioſo ſi riſoluono in amore e'
laude diuina, e coſì diuengono perfetti.
non gia nel premio ſoſtanziale che conſiſte
nell'immediata viſione della diuina eſſen
za, che queſta perfe (gione è gia in loro pie
namente: ma quanto al premio accidentale.
In oltre perche la legge della diuinità è tale,
che le coſe inferiori ſi riduchino alle ſupreme
mediante quelle di me (zo: però gli Angeli
ſuperiori 6 che ſono aſſiſtenti al trono di
Dio come hanno conſeguita alcuna perfeº
zione in qualche ſegreto, è miſterio diuino,
lo riuelano di mano in mano a quei che ſono
ſotto
19, i rso Rt AzioNE
coll'aprire & manifeſtar loro ſi diuini ſe
greti, 6'infiammandoli & accendendoli al
l'amore & ammirabile laude di Dio. Non
cagionanogianelli Angeli inferiori lume al
cuno di natura, è di grazia, è di gloria: ma
ſicome carboni piu' acceſi auuicinandoſi a
meno infocati gli confortano & infiamma
no: cgſ, gli Angeliſuperiori come piu allumi
nati e infocati aiutano, confortano,ºfor
tificano talmente l'intelletto delli inferiori,
che coſicºfortati º fortificati & conſeguen
temente alluminati cominciano a ſapere al
cuna coſa che non ſapeuano prima non ſolo
circa le diuine leggi d'intorno algouerno del
mondo 63 dell'anime ſignificata ad eſi,ac
cioche poſino eſercitare gli uffici commeſſi
loro, ma ancora quanto a miſteri ſuperni,
molti de quali eziandio appartenenti all'in
carnazione, paſſione & reſurreſſione del
Signor nostro non conobbero pienamente di
principio, ma ne hebbero notizia in proceſſo
di tempo. Se però dice Paolo, Vi innoteſcat
Efe. 3.
principatibus & potestatibus in celestibia.
'Etpoi
. .
vedendolo ſalire al cielo per ſua vir
- tù
º
S 1N o D A L E 1 pg
tù propia e aprire quel beatiſſimo regno, - Eſa. 63,
pieni di stupore diceuano, Qui etiste qui
ºvenit de Edom, tinctis vestibus de bofra?& -

coſi quando l'immaculata madre di Dio dal


l'arido e aſciutto diſerto del preſente mon- -

1 /1
do colma di delizieſaliua cô eſtimabile gioia
e ſolennità, alla feliciſſima gloria diman
lauano che donna miracoloſa era quella,
guaestiſta qua aſcendit de deſerto delicjs Cant. s. :

affluens, innixa ſuper dilectum ſuum ? Et


questo e il chiamare de Serafini l'uno verſo
l'altro per eſſere da quello inſtruito, che dice Eſa. 6.
ua Eſaia, Seraphim clamabant alter ad
alterum. Succeſſiuamente gli Angeli infe
riori adoperano questo medeſimo nel Profe
ta e nell'huomo, come quelli che piu di lui
partecipano della perfeºzione della bontà
diuina, e che ſono di piu ſottile & penetra
tiuo intelletto. Onde prima confortano, ha
bilitano e fortificano la debolezza dell'in
telletto di quello, di poi che l'hanno coſi pur
gato, l'alluminano riuelandoli il ſegreto di
uino, 6 moſtrandoli col mezzo di quel luº
me quel che vogliono ſignificarli, 6 che eſſa
adoperi: oltre che talhora parlano ancoſeca
s) - Bb vocal
- -
oa EsortAzione
--
-
vocalmente 63 articolatamente, come in piu
- -
luoghi delle ſagre carte leggiamo eſſere intere
uenuto. In cotalguiſa dunque l'ºvnguento
ſcende dal capo della ſupremagierarchia nel
la barba della mezzana:e'di quindi stilla
nella veſta che è la gierarchia inferiore: on
devltimamente ſi diffonde & deriua nella
balzana e fimbrie del vestimento, che è il
Sal: 132. regno eccleſiaſtico, Sicutvnguentum in ca».
pite quod deſcenditin barbam barbam Aa
ron. Nella maniera medeſima quanto com
porta il preſente stato procede ancora la ſana
ta chieſa militante ad imitazione della cer,
leſtiale in molte maniere&modi. intra qua
li all'ordine delli Ostiariiſi appartiene ſepa
rare i fedeli dalli infedeli e intramettere
in chieſa coloro che ne ſono degni, e ſchiu
derne chine è indegno che a tale effetto gli
ſono conſegnate le porte della chieſa ad apri
re & ſerrare, e queſto è quaſi purgare. I -

Lettori colleggere al popolo le coſe della fede


Sal. I 18. alluminano, Lucerna pedibus mei ver
bum tuum & lumenſemiti meis. Seguen
temente gli Eſorciſti, a cui tocca diſcacciare
imperioſamente i Dimoni(acciònd tribolina
---- : - - 65'
s I N o D A L E r or
|
e trauaglino i battezzati nè i catecume
ni, che delli altri i quali come infedeli ſono
uori della chieſa non vi è l'intereſſe di eſſi, I.Cor. 5.
dicendo l'Apoſtolo, Quid enim mihi deiis
qui foria ſunt iudicare, per conſeguenza
far dar luogo al diuino ſpirito che è tutto Heb. 12,
fuoco, Deus noſter igni, conſumens est, ac
cendono in vn certo modo altrui nell'amore
e laude di Dio & delle coſe diuine. Ime
deſimi frutti ſi traggono dalli altri ordini.
Perciochegli Accoliti purgano col diſcaccia
re le tenebre non corporali da che e' porta
ino illume di giorno male spirituali. Allu
minano i ſoddiaconi col cantare nella chieſa -

ſanta le lexzioni coſi del vecchio come del Sal. I 18.


nuouo teſtamento, Declaratio ſermonum
tuorum illuminat. Et i Diaconi, a quali ſi
appartiene predicare (comefaceuano i San
ti Stefano, Lorenzo, 63'Vincenzoio) & leg
gere il ſagroſanto Euangelio, parola del Si
nor Gieſu Chriſto, accendono 6'infiamma
no all'amore & laudi di Dio, Eloquium Sal. Io4.
domini infiammauit eum. Vltimamente
(per non raccontar hora, accio non trauiaſi
ſimo troppo dalpreſente intento noſtro, le per
- Bb 2 fe(gioni
- 1 go ESORTAZIONE
fexzioni che i gradi inferiori & i popoli trag -

-
gono da V.eſcoui, &'tutta la gierarchia della
chieſa in modo ſingolare & eccellente dal
beatiſſimo e ſantiſſimo Papa ſignore & Pa
store vniuerſale di tutti) ilſacerdote rende
-
- --
- -
perfetto il popolo mediante moltiſuoi atti.
Ma perche niuno da ad altri quello che non
ha: però i predetti ordinati & tantopiu.iſa
cerdoti deono eſſere in loro steſſi molto pure
gati es'habili a riceuere le coſe dinine: e'aſ.
ſai dotti &alluminati in eſe, accio le poſſi
no diuulgare& publicare al popolo diritta
mente ſenza errore. In oltre conuiene che
ſiano perfetti oltra gli altri e acceſi del di
tlt/10 AM 20re, a fine che da loro eſchino opereſi
. . . . .
perfette, che chiunque le vede habbia cagione
di glorificare il padre eterno che è ne cieli,de
uendo eglino eſſere quell'ottimo condimento.
del mondo che diceua Gieſu Chriſto benedet
Matt.5. to, Vos eſtia ſalterre. Mediante la perfeG
zione & ſegnalate condizioni che a tal gra
doſi ricercano fu ordinato nella vecchia leg
ge dalla prouidenza eterna che la tribu ſa-.
cerdotale non haueſſe parte ſpeciale come le
altre tribu: ma che la poſſeſſione ſua ſi sten
- deſe -
- -

S I N O D A L E F or
deſe per tutto ilregno, nel godere i ſacerdoti
interamente le primizie & le decine di tut
Num. 18,
te le coſe, come nel ſanto libro de Numeri
puntalmente leggiamo, a fine che poteſſero
horreuolmente ſoſtentarſi, nèfuſero astretti
ad impiegarſi in eſercizi meccanici & vili:
ma ſpediti da tutte altre cure liberamente
spendeſſero il tempo nel culto diuino. Mer
cè di tanta preminenza dello stato clericale
ſono iſacerdoti nella ſcrittura chiamati tal
1. Pet 2»,
hora Rè, Vos eſtia genus electum, regaleſa Apoc. I • -

serdotium. & nell'Apocaliſſi habbiamo,


Fecit nos regnum & ſacerdotes deo& patri
ſuo: e di qui è che la tribù ſacerdotale po
teua contrarre colla regale, per darne a di
uedere che queſta non era in degnità inferio
re a quella. Et la ſanta chieſa altreſi per
denotare il regno ſpirituale de ſacerdoti ha
statuito che e portino in testa la raſura in
guiſa di corona. Quando ſono detti Angeli, Mila.. -

Angelus domini exercituum est, diſſe Ma


Sal. Io2 e
lacchia parlando del ſacerdote. La ragione
è che gli Angeli ſono miniſtri di Dio, Qui
facit angelosſuos spiritua: coſi ancora ſono
ſuoi miniſtri ſacerdoti: Sic non exiſtimet, 1. Cor 4.
-. - - homo
1,4 E so RT Azione
ſhomo vt miniſtros Chriſti e dispenſatores
miniſteriorum dei. Oltre che gli Angeli del
Sal. 148. continouo hanno a laudare Iddio, Lauda
te eum omnes angeli eius: & ſimilmente i
ſacerdoti ſono tenuti laudarlo ogni giorno,
ſpecialmente nell'horecanoniche, gli Angeli
informano e cuſtodiſcono l'huomo median
tele buone inſpirazioni se l'obligo deſacer
doti è ammaestrargli con la diuna parola.
gli Angeli miniſtrano allhuomo in mille e'
Heb. I e -
mille modi, Omnes ſunt adminiſtratori
spiritua in miniſterium miſi: & i ſacerdoti
hanno a ministrare i ſantiſſimi ſagramenti,
e finalmente ne ſacerdoti dee riſplendere la
purità & mondizia angelica, nello eſſere
eglino eſenti dalle carnali nozze, è 'douer'
menare ſua vita ſimile alla celeſtiale e an
gelica. Et quel che è piu ſono talhorano
iminati Dii. onde habbiamo nell'Eſodo,
Eſo.22. Ad deosvtriuſque cauſa perueniet: e nel
luogo medeſimo parlandoſiſimilmente deſa
cerdoti, Diis non detraes. Conoſceſi chia
ramente l'eccellenza & alte ga dello stato,
acerdotale dall'hauere Giesù Christo bene
detto conſegnate al miniſterio & gouerno dei
ſa
S I N o D A L E rpo
ſacerdoti lepiu nobili, le piu prezioſe e ca
riſime coſe che ci poſſiamo imaginare. La
piu nobile e la piu bella creatura che ſia qua
giu tra noi è l'anima dell'huomo: degniſſi
ma come prodotta ad imagine di Dio quan
to alle ſue potenze naturali, intendere, vo.
lere e ricordarſi:e a ſimilitudine di quel
lo quanto a coſtumi e virtù in cui l'è tenuta
ad aſſomigliarſi alla maeſtà ſua. La belle(s
zia di lei altreſi quando mica di colpe auan,
zia non pure le gemme Orientali, ma gli ele,
menti ancora, il cielo, le stelle, la luna e il
ſoleſteſſo, e queſta come coſa degniſſima es'
nobiliſſima è commeſſa algouerno del ſacer
dote. Il quale come ſagro duce & guida de
fedeli è tenuto colleſueſante opere è ottimo
eſempio moſtrare altrui la ſtrada del viuere
dirittamente. Onde a lui è neceſſaria la buo
Ma e ſanta vita e l'interno fregio delle virt
tu per ſalute dell'anima propia: &l'orna
mento esteriore del buono eſempio ad infor
mazione dello stato ſecolare. Sendo egli ri
spetto al popolo come vn capitano d'eſercito:
come vn Pastore digregge: &come vn por
tatore di lume. Impercioche ſe il capitano va
Si è ani
-2 o o E SORT A ZI O N E
animoſamente daitialli altri, arriſchianº
vdoſi eſattentrando a fatichegrandiſſime e
pericoli ineſtimabili, come di Aleſſandrº
Magno raccontano le ſtorie de Gentili che
in guerreggiando eſponeua la propia vita a
eicoli incredibili & ſtraniſſimi: tutti gli
altri lo ſecondano e procedono come fa egli
mettendoſi a periglioſo riſchio, fregiando
ziandidlavitapropia, ondeſe ne può ſpes
come rodardo & d'animo vilefugge 6 vol
la le ſpalle, tutto l'eſercito ignominioſamente
sbanda esſene va in rotta. Il medeſimº
diſordine ſegue quando il ſacerdote ritira il
piede dalla ſtrada ondeſi cammina il cielo:
che anco i popoli che vanno dietro alle ſue ore
meſi allontanano da quel beataregno ſi cor
per contrarioriportano ampia ricolta di
---

piee giuste operazioni in veggende farſi


abbacuole º douizioſo frutto nel cleroſi Pa
store ſomigliantemente ſe eſce di strada da
va alla volta di qualche precipizio tutto il
A regge ancora conuiene che vada errà do63'
pericolando:coſineltraualicare i ſacerdoti
i terminipgſti da Padri Santi ſono cagione
-, a - che
S I N O ID A L E 2or
che i laici commeſſi al lorº gouerno ſi allonta
nino & diſcostino dalla ſanta legge. Il por
tatore del lume altreſi quando di notte va
trauiando con eſſo, fa uſcire del dritto ſen
tiero chiunque lo ſeguita: 6'il medeſimo in
teruiene demali ſacerdoti che hanno ad illu
minare gli altri per lo viaggio della ſalute,
Mat. 5.
Vos eſti, lux mundi. E dunque neceſſario
che il ſacerdoteſia molto cauto, che ſi guar
di non ſolo dalle coſe vietate,ma ancotal ho
ra da quelle che ſono lecite: & ciò tanto per
nóſcandali (gare i popoli conformidoſi al
l'Apoſtolo, Non manducabo carne in eter
num ne fratrè meum ſcandalizem: quan
to ancora per edificarli: che di molte commo
dità ſi priuano gli amici di Dio &5 da molte
coſe ſi astengono per tale effetto: in traqua
li, del padre San Domenico ſi legge che col
ſuo compagno digiunò paleſemetevna Qua
reſima in pane &'acqua, dormendo ſempre
in terra & portando il ciliccio continoua
mente, più volte dºvna predicando il giorno
accioche certe heretiche vedendo la vita ſan
ta deſſero fede alla dottrina & vſciſſero del
loro mortale errore, come ne ſeguitò. & altre
Cc volte
2o2 Eso RT AzroNE
volte ſtanco dal viaggio e dal predicare
ſpegneua la molta ſete ſua alle chiare fonta
ne: & poi a tauolabeueua poco vino per non
eſſer riputato gran beuitore, ma di quella
astinèza e ſobrietà che ſi ricerca a perſona
religioſa. E dunque neceſſario abbracciare
1.Teſſ 5. quel ſanto ammonimento di Paolo, Ab
omniſpecie mali abſtinete vos. Il mondo fu
di principio couertito alla fedeſanta non ſo
lamente per la dottrina & miracoli: maan
cora per l'ottimo eſempio e per la ſanta vi
ta. Trouauaſi lavniuerſo pieno d'infedeltà
e d'errori: ſignoreggiauano i vizi d'ogni
intorno: in ogni luogo erano adorati gli ido
ti: compariuano gli Apoſtoliſanti,ò i diſcepo
“li da loro mandati: & con la ſantità loro,
coll'aſtinenze, colle diſcipline, colle lagrime
& colorazioni confondeuano la gentilità
e edificauano ilchristianeſimo:e coſtera
no cagione che leprouincie laſciaſſero gli ido
li & veniſſero a Chriſto Nobiliſſimo off
cio altreſi è l'inſegnare, quelle coſe maſſima
mente che concernono l'honore di Dio e la
ſalute dell'anime; &'questo tocca al ſacer
-
dote, Labia) , ſacerdoti,
e' è
custodiunt ſcien
tian
S I N O D A L E 2o3
tiam & legem requirunt ex ore ipſius. In Mal.,
figura di queſto, il vecchio ſacerdote quando
entraua in ſanta ſantorum haueua appic
cati all'eſtremità della vesta alcuni tintin
naboli per lo ſuono de quali veniuaſignifica
to il ſanto ſuono della predicazione euange
lica in bocca deſacerdoti. So però chi viene
alli ordini dee eſereauanti instrutto & bene
ammaeſtrato, ricordeuole qualmente Moi
sè innanzi chefuſe dato per guida & paſto
realpopolo eletto, stette molti e molti anni
nel diſerto a paſcere il gregge: & gli Apoſto
li di peſcatori di Peſci al lago di Gene (gia
rèt paſſarono a peſcare gli huomini. Somi
gliantemente chi viene al ſacerdozio impa
riprima, e studioſamente cerchi di eſſere
erudito in quelle coſe che poi dee inſegnare.
Altramente quelli che no vogliono eſſere pri
ma diſcepoli della verità, conforme al detto
di Beda, diuengono poi maeſtri d'errori.
Vltimamente priuilegio ſegnalatiſſimo 65'
prerogatiua memorabile è l'amminiſtrare le
coſe ſagre. Il ſacerdote è coſtituito mediato
re intra Dio e l'huomo. percioche egli dee
amminiſtrare al popolo le coſe di Dio, quali
- Cc 2 ſono
zo A ESORTAZIONE
ſono i ſantiſſimi ſagraméti e ſimili e offe
rire a Dio in perſona del popolo le coſe che ſo
no del popolo, eſempigrazia l'orazioni per
gli peccati, l'oblazioni & i ſagrifizii. Adun
que in quanto che il ſacerdote amministra i
ſagramenti 69'le coſe di Dio al popolo ſi ricer
ca in lui ſomma mondizia, nette(ga & pu
Eſa. 52.
rità di mente &'di carne, Alundamini qui
ferti, vaſa domini. Percioche in quelli che
viuono beſtialmente & carnalmente habita
noi dimoni&'non Iddio, Nec habitabit in
Sap. 1. corpore ſubdito peccati. Per ſegno di ciò il
Signor Gieſumando i dimoni ne Porci, 63'
eſſo che è la bianche zia della eterna luce,
Candorest enim luci, eterne, entro nella pu
riſima Vergine Maria. Et in quanto che
il ſacerdote è mediatore ad offerire le preci
e l'orazioni per gli peccati del popolo, 6 in
tal guiſa placare l'ira di Dio, nella maniera
Num.16. medeſima che fece Aaròn,il quale stando nel
me(go de viui &'demorti oro pergli pecca
ti di quelli, 69 la piaga ceſſo, fa di mestiero
che e ſia molto amico di Dio, 6'tale amici
zia non ſi può hauere ſenza l'oſſeruanza de
comidamenti diuini, Vos amici mei estia ſi
º l. s º fece
S IN O D A L E sor
fecerità queprecipio vobis: altramite di chi
è traſgreditore di quelli & conſeguentemente
nemico di Dio non ſono accette ne eſaudite le
preci, Iniquitatem ſi aſpexi in corde meo
non exaudiet dominus. onde in cambio di
placare l'ira di Dio, piu tosto l'irriterà 63'
inaſprirà. Pertanto a fine che le ſopradet
te condizioni che ſono la purità & nette(ga
della vita, il buono eſempio, la dottrina, la
predicazione, 63'la cdgrua amminiſtrazio
ne deſagramenti ſantiſſimi e ilgouerno &
cura delle anime, ſi conſeruino e accreſchi
no nel clero: & doue non foſſero s'introdu
chino: hanno ſaluteuolmente con gran ra
gione ordinato i fagricanoni,ºvltimamen
te il ſanto Concilio Tridentino che ſi frequen
tino & ſpeſſeggino queste adunanze Sino
dali, nelle quali ſi ſante&pie opere ſi rinfre
chino nella memoria di tutti: doue colme -
- - - - -

zo & parere di ciaſcuno ſi vada inueſtigan


do quanto ſia per eſſer gioueuole al felice
mantenimento & accreſcimento di quelle.
Però piaccia a ciaſcuno di voi ſignificarli
leramente con carità a queſta congregazito
lo, -t 1» . a ciò
.
ºne,
--
non-

ſolo quanto
i ti
d'intorn
º º
o giudicae
a ciòſpedient- -
2o6 B SORTAZIONE
ipediente: ma ancoſe conoſceſſe eſſere da cor
reggere&'ammendare alcuno abuſo,ò co
stume: accioche con l'aiuto di colui che tut- l
topuò, e che delle ſue grazie è lar- l

ghiſſimo & abondantiſſimo do


natore, vi ſi poſſa porre
efficace e ſalutife
- -
- -
rorimedio.

ºg, Sºſi,

L A T A v o LA.
Ccoliti 195 Andrea Corſinibeato nacque.
, Acqua conuertita in I 62
- - ſangue 57 Sì rendè frate I 66
Elemento dell'acqua 64 Vedde il dimonio 167
o
Adam preue dde la venuta di Suoi miraco li. 171. 174
" 3 Apparueli la Verg. 173. 183
S.Aleſſandro fatto Veſcouo di Fatto veſcouo di Fieſ. 176
Fieſolc - 58 Morì - 183
Andò a Pauia 77 Anima ſimile al giardino 13 -

Gittato nel Reno 4, Spirituale 27 l


Suoi miracoli
Angeli
95 Sue "
19o. & ſegu. . Sua bellezza
33
I99
Ci idfendono i 17 Amici veri & finti 28. & ſegu.
Apparue a Santo Romolo 4 Apemene I I 2,

S.Andrea di Scozia Archidia- Apoſtoli I 5.3o


cono di Fieſole 13o Aria 64
Edificò vn Monaſterio 137 Aſterte Dea de Sidonij 1o9
Sua morte 138 Auuerſità I IO

-
Bal
B S.Donato di Scozia & ſua dot
Baldaſſar Rè de Caldei 2 trina I 26,
Beatitudine perpetua 33.37. Fatto veſcouo di Fieſole 13o
I O2 2 . Suoi miracoli i I 32. I4o
S.Buonauentura i 165 c ) : E -

C e Eſorciſti - I94
"Cariſsimo, compagno di Sang Ezecchiel prcuedde la diſtruz
to Romolo i 43 - zione di Gieruſalèm 2.
Città ſuperna i 36 E si
Chriſto antiueduto da Profe- Fieſole - 4E
ti 3 Fuggire i 4I
Figurato nel fonte o 1 I Fuoco i 64
s Sua pouerta i c 126 e 1 G i -

Suoi viaggi o 71 Gloria mondana & ſua vani


Corpo humano ſimile alla Lu- - tài e , . . . 24
Ila - V I 23 o? - 2 - -

Carne macerata da Santi e 85 Hereſia 15o. & ſegu.


Fortificata da mondani 89 Hipocreſia - , i 53
Cieli 65 Huomo è mendico a 32
º Criſtallino i 65 - I
; Empireo 66 Idoli gueſ 1o9
Carmeliti 16o. 166 Imagine di Dio 34. I 99
Cauallo bianco 144 knferno & ſue pene 1o;
Roſſo i i- 146 º i - L i: : :
º Nero - i i 5o Legami dell'huomo 9o
i Pallido : v153 Lettori 194
Colonne del mondo I 56 M
Coltelli due nella Chieſa 152 Maria Vergine figurata nella
Creature ci ſono ſcala alla co- Scala 5
gnizione di Dio I 18 Nel rogo 8.
Vbidiſcono a giuſti 134 Nelvello 8.
D cöpreſa ſotto nome di terra 9
Dauid tornò a penitenza r; Ci difende e º 2 a 1 i 6
Dimonio 11; S. Michele combattè col dia
Perſeguitato da S. Romo - sºuohr r.gi.tv, i 18
lo 4o Miſerie humane o 3 l. & ſegu.
Tentò Chriſto 168 Miracoli 38.88
Tentò il beato Andrea 167 Morte de giuſti 87. & ſegu.
Opere ſue 169 De mondani 9o
Potenza ſua 179 Martiri 67
appariſce in varie forme 18o Di piu ſorti 73
S.Domenico 132, 2o1 Del Diauolo 74
Diffe
-

Differenza tra que'di Chriſto Ordinato Veſc.di Fi ſole 41


& quei del diauolo 76 Suoi miracoli - 38
Mondo 113 . Martirio ſuo , - 54
Mercatanti 159 Sua ſete - 54
Mendicanti 16o Traſlazione. 59
N S
Nabucdonoſor 2.25 Soldati 157
Nimici I 12 Sagramenti 2o3
P - Soddiaconi - 195
S. Pietro 13 Sacerdoti - . 196. 2 o4
'Prcdica ſua - 16.18 . .
Praticare co cattiui 115 Trono di Salamone 6o
Precetti diuini O Io6 Terra & ſuoi frutti 62,
Proſperita e ro8 S. Tommaſo di Conturbia 74
Porte di Fieſole aperte mira- Traditori . - 8I
coloſamente 5o V
, R - Vita perpetua 22.32
Regno celeſte t - 67 Vita mondana - i 23
Ricchezze 26. & ſegu. e Sue miſerie 84
Rogo di Moisè i 7 Vbidire 43
S. Romano Veſcouo di Fieſo- le fiere vbidiſcono i ſanti 134
le 94 Verme di coſcienza Io4
S Romolo ſimile alliangeli 16 Violatori de templi puniti 56
Si conuertì 18 Votide religioſi 17o
Predicaua 39 Se ſiamo tenuti a oſſeruare i
i suoi miracoli 2o voti fatti da altri 165

. I L F IN E.

e Errori della fiampa. - -

è a carte 6. verſo 14. In altrimenti, leggi, In altri, aver.23. al


- tro legno, alto. 12.ver.12.comunente, comunemente. ver. I 3. di
º certi, diletti. 13. ver. 2o. ſolo, ſono. 47. ver. 6. fa, fu, 163. ver.
2. 1 noti, voti, i 93 ver, 6. eſtimabile, ineſtimabile
- -

i
º suf.

o - ,
i - 1 - - -

-- st . -
-

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