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Italiano

Il condizionale nelle frasi indipendenti


Prof. Anna
grammatica, La lingua italiana , Verbi

1 Dicembre 2016
Care lettrici e cari lettori di Intercultura blog, questa settimana vedremo quali sono i casi, e non sono infrequenti, in
cui il verbo della proposizione reggente è al condizionale.

Buona lettura!

Prof. Anna

Sappiamo che il condizionale segnala che la realizzazione dell’azione espressa dal verbo è condizionata da altri fatti:
verrei al cinema (se avessi tempo). Si usa sia in proposizioni indipendenti sia in quelle subordinate. Oggi vediamo l’uso
del condizionale nelle frasi indipendenti.

USO DEL CONDIZIONALE NELLA REGGENTE

Per quanto riguarda ciò che questo modo verbale esprime nelle reggenti, si può usare, sia al presente che al passato,
per:

• attenuare una richiesta (condizionale di cortesia): vorrei un caffè;

• prendere le distanze e sottolineare che quello che si sta per dire non è certo condizionale
( di dissociazione):
secondo le testimonianze il criminale sarebbe scappato subito dopo l’arrivo della polizia;

• esprimere un desiderio o un augurio (condizionale ottativo): sarebbe divertente andarci tutti insieme!;

• nella proposizione principale di un periodo ipotetico (apodosi): al presente: cucinerei io, se fossi capace; o al
passato: avrei cucinato io, se fossi stato capace.

CONCORDANZA DEI TEMPI QUANDO NELLA REGGENTE C’È IL CONDIZIONALE

Ma vediamo ora come si comportano i verbi che sono retti dal condizionale, quali tempi e modi sono necessari.

La concordanza dei tempi quando il verbo della reggente è al condizionale (presente o passato), è la stessa che
abbiamo quando il verbo è all’indicativo (presente o passato), quindi il condizionale, ai fini della dipendenza, si
comporta come l’indicativo per esprimere anteriorità, contemporaneità, posteriorità.

Distinguiamo i casi in cui nella subordinata abbiamo un verbo all’indicativo o un verbo al congiuntivo:

• SE LA PROPOSIZIONE SUBORDINATA HA IL VERBO ALL’INDICATIVO

→ per esprimere contemporaneità:


PRESENTE REGGENTE: affermerei SUBORDINATA AL PRESENTE: che hai ragione
REGGENTE: avrei SUBORDINATA ALL’IMPERFETTO: che avevi
PASSATO
affermato ragione

→ per esprimere anteriorità:

SUBORDINATA ALL’IMPERFETTO: che avevi ragione

AL PASSATO REMOTO: che avesti ragione


PRESENTE REGGENTE: affermerei
AL PASSATO PROSSIMO: che hai avuto ragione

AL TRAPASSATO PROSSIMO: che avevi avuto ragione

REGGENTE: avrei SUBORDINATA AL TRAPASSATO PROSSIMO: che avevi avuto


PASSATO
affermato ragione

→ per esprimere posteriorità:

PRESENTE REGGENTE: affermerei SUBORDINATA AL FUTURO: che avrai ragione


REGGENTE: avrei SUBORDINATA AL CONDIZIONALE PASSATO: che avresti avuto
PASSATO
affermato ragione

• SE LA PROPOSIZIONE SUBORDINATA HA IL VERBO AL CONGIUNTIVO

→ per esprimere contemporaneità:

PRESENTE REGGENTE: crederei SUBORDINATA AL PRESENTE: che tu abbia ragione


REGGENTE: avrei SUBORDINATA ALL’IMPERFETTO: che tu avessi
PASSATO
creduto ragione

→ per esprimere anteriorità:

SUBORDINATA AL PASSATO: che tu abbia avuto


ragione
PRESENTE REGGENTE: crederei ALL’IMPERFETTO: che tu avessi ragione

AL TRAPASSATO: che tu avessi avuto ragione

SUBORDINATA ALL’IMPERFETTO: che avessi ragione


REGGENTE: avrei
PASSATO
creduto AL TRAPASSATO: che avessi avuto ragione

→ per esprimere posteriorità:

SUBORDINATA AL CONDIZIONALE PASSATO: che avresti avuto


PRESENTE REGGENTE: crederei
ragione
REGGENTE: avrei SUBORDINATA AL CONDIZIONALE PASSATO: che avresti avuto
PASSATO
creduto ragione

• CONCORDANZA CON I VERBI CHE ESPRIMONO VOLONTÀ O DESIDERIO AL CONDIZIONALE

Le regole sulla concordanza dei tempi appena illustrate non valgono quando nella reggente c’è un verbo che esprime
volontà o desiderio (volere, desiderare, preferire ecc.) coniugato al condizionale. In questi casi per indicare un
rapporto di contemporaneità o posteriorità si usa il congiuntivo imperfetto e per indicare un rapporto di anteriorità si
usa il congiuntivo trapassato:

→ vorrei che tu venissi con me (contemporaneità e posteriorità);

→ vorrei che tu fossi venuto con me (anteriorità);

→ avrei voluto che tu venissi con me (contemporaneità e posteriorità);

→ avrei voluto che tu fossi venuto con me (anteriorità).

Seleziona la risposta corretta fra quelle disponibili. Se rispondi bene, vedrai lo sfondo diventare di colore verde.

1. Scegli la frase corretta per esprimere contemporaneità: preferirei che


loro studino di più.
loro studiassero di più.

2. Scegli la frase corretta per esprimere anteriorità: supporrei che


abbia torto.
avesse torto.

3. Scegli la frase corretta per esprimere posteriorità: avrei giurato che


saresti arrivato in ritardo.
arriverai in ritardo.

4. Scegli la frase corretta per esprimere anteriorità: avremmo voluto che


le cose andassero meglio.
le cose fossero andate meglio.

5. Scegli la frase corretta per esprimere contemporaneità: avrebbe affermato che


non sapeva niente di quello che era successo.
non sa niente di quello che era successo.

6. Scegli la forma corretta per esprimere posteriorità: desidererebbe che


tu le parlassi chiaramente.
tu le avresti parlato chiaramente.

7. Scegli la forma corretta per esprimere anteriorità: direi che


avevano torto.
avessero torto.

8. Scegli la frase corretta per esprimere anteriorità: vorrei che


tu leggessi la mia lettera.
tu avessi letto la mia lettera.

9. Scegli la frase corretta per esprimere posteriorità: avrebbe preferito che


loro la accompagnassero a casa.
loro la avrebbero accompagnata a casa.

10. Scegli la frasi corretta per esprimere contemporaneità: penserei che


sia giusto fare come dici tu.
è giusto fare come dici tu.