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CLASSE: III SEZ.

I
NOME: MISURA DELL’ACCELERAZIONE
DI UN CORPO 07 / 01 / 2012

OBIETTIVI: Applicazione delle leggi fisiche e acquisizione di dimestichezza con il metodo sperimentale.
Verificare che l’accelerazione calcolata sperimentalmente equivale a quella calcolata teoricamente.
SCHEMA E/O DISEGNO: MATERIALE E STRUMENTI:

- Rotaia a cuscino d’aria (munita di scala graduata)


- 2 Fotocellule
- Bilancia
- Pompa-Compressore
- Carrello
- Cronometro digitale
- Peso
- Filo di nylon
- Carrucola

CONTENUTI TEORICI:
COMPOSIZIONE DELLO STRUMENTO
Lo strumento è essenzialmente costituito da un tubo a sezione triangolare , di lega d’alluminio,
fissato su una trave rigida d’acciaio. Il tubo triangolare, che è la rotaia propriamente detta,
porta due serie di fori praticati su ciascuna delle due facce superiori. Una scala millimetrata è applicata su
ciascuna delle due facce, al di sotto della serie di fori, per tutta la lunghezza del tubo.
Una estremità del tubo è ermeticamente chiusa, l’altra è provvista di un foro con guarnizioni per
l’innesto della manichetta del compressore d’aria. Il compressore che si raccorda alla rotaia è
propriamente un aspiratore-compressore centrifugo.

FUNZIONAMENTO
Il tubo collegato alla pompa-
compressore, spinge l’aria
all’interno della rotaia. L’aria,
uscendo dai forellini, solleva un
carrello posto sulla rotaia, di
qualche decimo di millimetro. La
rotaia a cuscino d’aria ci consente
di ridurre notevolmente l’azione
delle forze d’attrito (anche se non
vengono eliminate del tutto).

LA DINAMICA
La dinamica è il ramo
della meccanica che si occupa dello
studio del moto dei corpi e delle
sue cause o, in termini più concreti,
delle circostanze che lo
determinano e lo modificano.
Le basi concettuali della dinamica vengono poste per la prima volta da Isaac Newton. Dopo aver definito i
concetti fondamentali di massa, quantità di moto, e forza, Newton introduce le tre leggi del moto, ma per l’
esperienza serve applicare solo i primi due:
- Primo principio o legge d’inerzia: Ciascun corpo persevera nel suo stato di quiete o di moto
rettilineo uniforme, salvo che sia costretto a mutare quello stato da forze applicate ad esso

- Secondo principio: Il cambiamento di moto è proporzionale alla forza motrice risultante applicata,
ed avviene lungo la linea retta secondo la quale la forza stessa è stata esercitata.

Essendo il peso ed il carrello soggetti alla stessa tensione ed alla stessa accelerazione,
l’accelerazione ricavata teoricamente è uguale a:
mg
−Ma+ mg=ma→ ( M +m ) a=mg → a=
M+m

mentre l’accelerazione ricavata sperimentalmente è uguale a:


1 2s
S= a t 2 →a= 2
2 t

DESCRIZIONE DELLA PROVA:


Collocare il carrello in prossimità della prima fotocellula in modo da garantire che parta pressoché da
fermo ( v 0=0). Fatto ciò lasciare il carrello. Appena viene passato il primo traguardo ottico il cronometro
parte e, oscurato il secondo, si ferma, indicando il tempo impiegato nel percorrere lo spazio tra le due
fotocellule nel cronometro digitale. L’oggetto viene prontamente bloccato facendo attenzione che il peso
non tocchi il pavimento prima che il carrellino oscuri la seconda fotocellula perché se ciò si verificasse,
lungo il suo percorso, non sarebbe sottoposto per un certo tratto alla forza costante e si muoverebbe in
moto rettilineo uniforme. Prendiamo nota del tempo indicato dal cronometro e ripetiamo per 10 volte la
misura, per poi calcolare la media. Misurare il peso del carrello e del trainante con la bilancia e calcolare le
accelerazioni.
RACCOLTA DEI DATI:
Dati iniziali: Dati prodotti:
s0=¿) cm t 1=(1,51 ± 0,01) s t 6=(1,44 ±0,01)s
s1=¿ ,8± 0,2) cm t 2=( 1,38 ±0,01 ) s t 7 =(1,32 ± 0,01)s
m ( trainante )=( 13,3 ±0,1 ) g t 3=(1,51 ± 0,01) s t 8=(1,50± 0,01) s
M ( carello )=( 208,4 ± 0,1 ) g t 4=(1,51 ±0,01) s t 9=(1,46± 0,01) s
t 5=(1,44 ±0,01)s t 10=(1,72 ± 0,01)s

ELABORAZIONE:

Ea △ s=Ea s0 + Ea s 1= 0,2 + 0,2 = 0,4


△ s = ( 66,2 ±0,4 ) cm
△ s = s1−s 0=94,8 cm−28,6 cm=66,2 cm= 0,66 m

valore max−valore min 1,72−1,32


Ea= = =0,2
2 2
t 1 +t 2+t 3 +t 4 +t 5+ t 6 +t 7 +t 8+t 9 +t 10 1,51+1,38+1,51+1,51+1,44+1,44 +1,32+ 1,50+1,46+1,72
△t¿ = =1,48 s
10 10

△t = (1,48±0,2) cm
m
13,3 g· 9.8
mg s2 m
a teorica= = =0,59 2
M + m 208,4 g+13,3 g s

Ea 0,2
Er ¿△t) = =¿ =0,14
misura 1,48

Ea 0,4
Er ( △ s )= = =0,006
misura 66,2

2 s 2· 0,66 m
a sperimentale= 2
= 2
=o , 6 2
t 1,48 s
2s
Nel calcolare Ea(a sperimenta) si deve moltiplicare per 2 l’Er(t) in quanto nella formula a= t è al
t2
quadrato.

Ea ( a sperimentale )= [ Er ( s ) +2 Er ( t ) ] a=( 0,006+2 · 0,14 ) ·0,6=0,2

CONCLUSIONE:
m
Dopo aver applicato le leggi fisiche studiate si è calcolata l’accelerazione teorica 0,59 e l’accelerazione
s2
m
sperimentale (0,6 ± 0,2) e facendo il confronto sono risultate molto vicine tra loro.
s2

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