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S. Fortunelli, C. Masseria (edd.

Ceramica attica
da santuari
della Grecia, della Ionia e dell'Italia
Atti Convegno Perugia 14-17 marzo 2007

OSANNA EDIZIONI
CATERINA TROMBI

Ceramica attica dai santuari di Agrigento

Nello studio della diffusione e distribuzione della nonostante l'esaustiva pubblicazione sul comples-
ceramica attica figurata in Sicilia l'apporto di dati so monumentale di Porta V4, la ceramica presente
quantitativamente più significativo è stato fornito nei santuari ubicati dentro e fuori il circuito
(salvo alcune eccezioni) dalle Necropoli, da qui la murano3 rimane in buona parte inedita o nota solo
parzialità delle informazioni sulle importazioni di attraverso notizie preliminari.
ceramica attica nell'isola, sia relativamente alla quan- Alla luce di quanto osservato sopra, ho ritenuto
tità che alla qualità; infatti, il quadro fornito dalle utile illustrare in questo contributo, soprattutto, la
Necropoli è diverso da quello dato dai Santuari, in ceramica attica figurata inedita di due Santuari noti
quanto nei due contesti i recipienti svolgono una solo attraverso notizie preliminari, per poi passare
funzione diversa e assumono un diverso significato. rapidamente alla ceramica nota del Santuario delle
Anni fa Vallet1 aveva auspicato un'indagine ri- Divinità Ctonie presso Porta V.
gorosa e sistematica che rendesse note le evidenze Il materiale inedito proviene dal Santuario ex-
dai vari tipi di contesto e su questa strada si sono tra-urbano di Sant'Anna6 ubicato ad ovest di Porta
mosse numerose indagini degli ultimi anni2; in V e da quello scoperto sul versante S-E della Rupe
ambito siciliano si deve a Filippo Giudice e alla sua Atenea (Acropoli della città greca), immediatamen-
équipe l'ampliamento della classificazione te a nord di Porta F.
beazleyana finalizzato, tra l'altro, alla ricostruzio- Per questi due santuari ho potuto usufruire di
ne delle rotte battute dalle navi per il rifornimento dati quantitativamente certi e confrontare la pre-
dei mercati del Mediterraneo. Indicativi per lo sta- senza di ceramica attica con quella di altre classi,
to degli studi in Sicilia si rivelano gli istogramrni acquisendo informazioni utili sull'utilizzo delle
presentati dallo studioso in occasione del convegno varie classi e delle diverse forme ceramiche8.
di KieP; il grafico relativo alla distribuzione della Nel caso del Santuario ubicato immediatamen-
ceramica attica in Sicilia si riferiva, infatti, alla Sici- te a est di Porta V, nonostante la recente pubblica-
lia anellenica, risultando ancora problematica la ri- zione citata sopra, non potrò fornire dati che per-
costruzione di quello relativo alle colonie greche. mettano di elaborare analisi di tipo statistico in
Da questo quadro non si discosta Agrigento, quanto recenti scavi, in corrispondenza della Por-

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ta, hanno restituito ceramica e ter recotte figurate databili, com'è noto, tra il 540 a.C. e il 530 a.C.,
provenienti dall'area sacra che andrebbero, comun- sono caratterizzate da una catena di cerchielli su
que, analizzate e quantificate. cui si impostano motivi fitomorfi. Alcuni frammen-
ti caratterizzati da orlo indistinto13 sono pertinenti
a coppe a fascia su piede senza stelo e si datano ver-
// Santuario extra-urbano di Sant'Anna
so il 510/500 a.C14.
È stato portato alla luce nel corso di due campagne Alcuni frammenti databili tra il 540 e il 530 a.C.
di scavo (1965, 1967) seguite al rinvenimento casua- appartengono a coppe a fascia dei Piccoli Maestri,
le di terracotte figurate di grandi dimensioni. È ma le scene figurate rappresentate, tranne in qual-
ubicato ad ovest di Porta V, fuori dalla cinta muraria, che caso, non sono interpretabili a causa dello stato
sulla spianata di una altura posta di fronte al tratto di conservazione. Vanno, comunque, segnalati i
sud-orientale della Collina dei Templi. La ceramica frammenti in cui s'intravede la testa di Dioniso con
presa in esame proviene dai piani d'uso, dalle depo- in mano il corno potorio (fig. 4) e i due frammenti
sizioni9 effettuate all'interno di un edificio rettan- caratterizzati rispettivamente da una figura in corsa
golare di età arcaico-classica e da alcune favisse di verso destra e da una figura che procede verso de-
IV sec. a. C. entro cui erano stati raccolti gli ex-voto stra15. Questi ultimi, probabilmente, sono da attri-
e gli oggetti provenienti dall'edificio arcaico distrut- buire al Pittore dei Gomiti in fuori o alla sua offici-
to nel 406 a.C. na. Alcuni frammenti di orli con brevi porzioni di
Il Santuario ha restituito una quantità notevole pareti, caratterizzati da volti con i tratti sommari
di terrecotte figurate, di ceramica tardo corinzia ricordano lo stile del Pittore di Haimon16 o della
(kotylai e kotyliskoi) e di ceramiche di uso comu- sua officina.
ne10, in minor misura ceramica attica a vernice nera Nel Santuario, i recipienti m assoluto più diffu-
e figurata11, oggetti d'ornamento in bronzo (anelli) si risultano gli skyphoi (fig. 1), questi sono riferibili
e in pasta vitrea (vaghi di collana), oggetti in ferro alla classe dell'Airone bianco17 e si datano tra il 500
(coltelli) e in bronzo (phialai). e il 490 a.C.; fra i frammenti meglio conservati ri-
La ceramica attica a figure nere comprende esem- cordiamo quello con Eracle che lotta con il toro di
plari molto frammentari riferibili per lo più a forme Mantinea18 e quello con la rappresentazione di
aperte, anche se, la presenza di alcune forme chiuse menadi danzanti (fig. 5). Oltre ai frammenti carat-
[pipai] potrebbe rivelarsi significativa dal punto di terizzati, lungo l'orlo, da un ramo di foglie d'edera
vista cultuale, dal momento che non trova eguale stilizzate vanno ricordati esemplari con l'orlo ver-
riscontro negli altri due Santuari presi in esame. niciato di nero, fra questi, segnaliamo due frammenti
I frammenti di ceramica attica a figure nere s'in- caratterizzati rispettivamente dalla testa di una sfinge
quadrano tra la seconda metà del VI sec. a.C. e i volta a destra e da due figure (una di fronte all'altra)
primi decenni del V sec. a.C., il gruppo più nume- con alle spalle una figura di sfinge (fig. 6).
roso si colloca nei primi decenni del V sec. a.C. Un solo frammento è attribuibile ad una coppa
confermando il progressivo aumento dell'importa- ad occhioni databile attorno al 530 a.C.
zione di ceramica attica in Sicilia tra il 500 e il 475 Al Leafless Group19 riportiamo un frammento,
a.C. Il repertorio vascolare e figurativo appare ripe- assai rovinato, con menadi e satiri danzanti e, il fram-
titivo e il livello qualitativo solo in pochi casi risul- mento di piede e stelo di una coppa tipo B con la
ta apprezzabile. raffigurazione, in corrispondenza del tondo inter-
I frammenti cronologicamente più arcaici sono no, di un satiro con corno potorio20, databili en-
riportabili alle coppe a fascia con decorazione trambi verso il 490 a.C.
floreale (le "flore/zi band cups" di Beazley)12; queste A questo punto dobbiamo accennare ad alcuni

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frammenti di coppe databili tra la seconda metà del inedite provenienti dalla necropoli di Monte
VI sec. a.C. e gli inizi del V sec. a.C., la cui origi- Adranone, sito tra i più occidentali del territorio
ne/provenienza è ancora dibattuta21. agrigentino28.
Questi, entro una fascia risparmiata, sono carat- Di buon livello artistico è il frammento di lekythos
terizzati rispettivamente da due file contrapposte o oinochoe con Teseo che combatte contro il
di foglie d'edera stilizzate e da un motivo a baston- Minotauro 29 , vicino alla maniera del Pittore di
celli. La produzione è stata attribuita a fabbrica Antimenes, si data negli ultimi decenni del VI sec.
attica, siceliota, beotica, calcidese e più di recente, a.C. Nel Santuario di Sant'Anna sono attestate solo
non escludendo altri centri di produzione, si è pen- cinque lekythoi; da una deposizione interna all'edi-
sato anche a Reggio. I crateri, nel Santuario di San- ficio sacro proviene un esemplare lacunoso, ricom-
t'Anna, sono presenti con tre soli esemplari. I due posto da più frammenti con scena di combattimen-
frammenti meglio conservati, databili nell'ultimo to30; questo, attribuibile all'officina di Phanyllis31 si
ventennio del VI sec. a.C.. restituiscono rispettiva- data nell'ultimo venticinquennio del VI sec. a.C.
mente una figura di profilo con asta e la rappresen- Alla classe del Piccolo Leone32 è attribuibile una
tazione di un corteo dionisiaco22. lekythos di piccole dimensioni, databile tra il 490 e
Interessante, per le implicazioni cultuali che può il 480 a.C., decorata sulla spalla da serie di boccioli
sottintendere, la presenza dei frammenti di alcuni di loto e con il corpo completamente verniciato di
piatti databili tra l'ultimo quarto e la fine del VI nero. Si data tra il 525 e il 500 a.C. un'anfora a collo
sec. a.C. Va, inoltre, ricordato un frammento di distinto decorata da una serie di palmette33. Una
coperchio di anfora databile tra il 520 e il 500 a.C23. ìrydria. caratterizzata, entro un riquadro metopale,
Nel Santuario di Sant'Anna la forma chiusa più da una menade con satiro è databile verso il 520-
diffusa risulta l'alpe, ma lo stato estremamente 500 a.C. e può attribuirsi al Gruppo di Leagros34.
frammentario non consente attribuzioni a Pittori Va, infine, ricordato l'unico frammento a figure
o, almeno, a Gruppi. rosse rinvenuto nel Santuario, pertinente ad uno
I frammenti caratterizzati lungo l'orlo da un skyphos di pieno V sec. a.C.35 con la rappresentazio-
motivo a scacchiera24 (fig. 7) si datano verso la fine ne di una scena mitica di cui ci sfugge il significato:
del VI sec. a.C., leggermente più tardo (inizi-primo sono raffigurati guerrieri orientali con il tipico abbi-
quarto del V sec. a.C.) l'esemplare con doppia fila gliamento costituito da costume a brache aderenti.
di foglie d'edera sull'orlo25.
Dei sette frammenti attribuibili a oinochoai, va
Area sacra presso Porta I
ricordato il frammento di parete con Dioniso che
tiene in mano il kantharos (fig. 8) databile verso il È stata individuata nel corso di tre successive cam-
530 a.C.26 pagne di scavo (1996, 1998 e 2000) sul terrazzo im-
L'esemplare con Eracle caratterizzato da leontè mediatamente a nord del tratto di fortificazioni ad
e figura elmata si data verso la fine del VI sec. a.C. est di Porta I, quindi, nell'area sovrastante il San-
ed è attribuibile al gruppo del Pittore di Atena o tuario Rupestre e leggermente a valle del recinto
alla sua officina27. del Santuario di Demetra presso San Biagio.
Due frammenti di pareti appartengono a L'area sacra comprendeva un edificio rettangolare
oinochoai di piccole dimensioni; su uno dei fram- (edificio A), orientato in senso N-S, del quale è stato
menti, entro una zona metopale, si staglia la figura individuato un tratto di pavimentazione e, una sorta
di un guerriero cimato, sull'altro sono visibili la di area terrazzata caratterizzata da muri paralleli a
testa e il busto di un atleta con asta. quello orientale dell'edificio A e da muri trasversali,
Lo stile e le dimensioni ricordano due oinochoai probabilmente d'imbrigliamento del terreno.

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L'edificio è stato datato, sulla base dei materiali Al fondo di una coppa attribuiamo un fram-
rinvenuti nelle sacche di fondazione dei muri del- mento caratterizzato da figure in corsa o danzanti
l'edificio A, alla fine del VI sec. a.C.; precocemente delle quali sono visibili due gambe, pertinenti a due
abbandonato, ebbe una nuova frequentazione nel individui diversi.
IV sec. a.C. come testimoniano i muri rinvenuti a In questo santuario sono attestati anche fram-
S delle strutture sopra descritte e la pavimentazione menti di piatti; un frammento a figure nere44,
all'interno dell'edificio A36. databile nell'ultimo ventennio del VI sec. a.C., è
La ceramica oggetto di studio proviene da uno caratterizzato lungo l'orlo da foglie lanceolate e al-
strato individuato immediatamente ad est del muro l'interno da una figura maschile di cui si conserva
orientale dell'area terrazzata. Lo strato era compo- solo la testa; i dettagli della capigliatura sono resi
sto da vasellame rituale e dai resti di numerose de- con sovradipinture in rosso.
posizioni votive; prevalevano la ceramica comune, Due frammenti di orli con brevi porzioni di col-
quella tardo corinzia, le terrecotte figurate, le lu- lo sono pertinenti a crateri a volute. Il primo fram-
cerne e le phialai bronzee; la ceramica attica a figu- mento presenta la tesa verticale decorata da un moti-
re nere restituita dallo strato comprendeva trentasei vo a meandro, il secondo, di discreto livello artisti-
frammenti, quella a figure rosse risultava quasi as- co, restituisce la testa di un cavallo45 (fig. 10); en-
sente37, meglio rappresentata sembra la ceramica trambi i frammenti si datano alla fine del VI sec. a.C.
attica a vernice nera38. Analogamente a quello che avviene negli altri
In questo santuario le importazioni attiche sono santuari agrigentini, le forme chiuse risultano meno
attestate a partire dalla fine del VI sec. a.C. Sono pre- diffuse rispetto a quelle aperte; solo due frammenti
senti coppe con piede senza stelo (510 a.C.)39 e coppe- sono attribuibili ad olpaì e di questi, solo uno con-
skypboi della Classe di Cracovia (500-490 a.C.)40. serva la scena figurata con menadi danzanti46. Il
Come emerge dal grafico presentato (fig. 2), gli frammento, databile verso la fine del VI sec. a.C.,
skypboi sono i recipienti più diffusi; gli esemplari ricorda lo stile del Pittore di Gela. Due frammenti
rinvenuti nel santuario sono tutti attribuibili alla di pareti, caratterizzati da teste barbate (Gigante-
Classe dell'Airone bianco41. Ben documentate ri- machia? o scena di lotta), appartengono ad una stessa
sultano le late cups di Beazley databili nel 490 a.C.42; anfora databile verso la fine del VI sec. a.C.47.
i due frammenti meglio conservati restituiscono Ad un'anfora a collo separato, databile nell'ulti-
rispettivamente una scena con Dioniso barbato e mo ventennio del VI sec. a.C., riportiamo un fram-
menade (il dio volto a destra tiene in mano il corno mento in cui sono visibili le gambe di tre individui.
potorio, la menade una corona)43 e un'immagine L'anfora, in prossimità del fondo, è decorata da un
con grappoli d'uva i cui acini sono resi con fregio di fiori di loto intrecciati e da un motivo a
sovradipinture bianche (fìg. 9). Su entrambe le cop- raggi, elementi che trovano confronti nella produ-
pe sono visibili i tipici occhioni che contrad- zione del Pittore di Rycroft e nel Gruppo di Leagros48.
distinguono questo tipo di coppa e i tralci stilizzati
utilizzati come riempitivi. A questo tipo di coppe
Santuario delle Divinità Ctonie ad est di Porta V
appartengono due frammenti di piccole dimensio-
ni con cortei dionisiaci. Com'è noto fa parte di un complesso monumentale
I frammenti descritti appartengono al Leafless suddiviso in terrazze che si estende tra il tempio di
Group già menzionato a proposito del Santuario Zeus ad est e il vallone della Colimbetra ad ovest.
extra-urbano di Sant'Anna, ma nell'area sacra a nord Di questo fa parte anche il settore, ad O della Por-
di Porta I, queste coppe risultano particolarmente ta, scavato dal Marconi e dal quale sembrano prove-
diffuse. nire pochissimi frammenti di ceramica attica, resi

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noti a suo tempo dallo scavatore e tutti attribuibili ro scaricati gli ex-voto per sfoltire le apposite aree
a kylikes49. destinate alla loro accoglienza, proviene una lekythos
In questo contributo illustrerò brevemente la con la rappresentazione di Thanatos e Hypnos che
ceramica attica rinvenuta all'interno del tempietto trasportano il corpo di Sarpedonte58; attribuita al
immediatamente ad est di Porta V e nell'area gruppo del Pittore di Haimon si data nei primi de-
santuariale delimitata a nord e ad est dal Portico a cenni del V sec. a.C. Un'ultima lekythos con corteo
L; trattandosi, inoltre, di materiale già studiato50 mi dionisiaco59, attribuita al Pittore di Gela e databile
limiterò a mettere in luce, soprattutto, gli eventuali agli inizi del V sec. a.C., proviene dal selciato di
elementi di differenzazione rispetto ai Santuari pre- lastre davanti al Tempietto.
cedentemente illustrati. Credo, inoltre, che un'even- Il Santuario ctonio presso Porta V si distingue,
tuale futura analisi di tipo statistico non possa pre- tra l'altro, dai Santuari esaminati sopra per la pre-
scindere né dall'esame del materiale rinvenuto a senza di frammenti di vasi a figure rosse databili,
ridosso del muro di fortificazione né da una verifi- tranne qualche eccezione, nel primo e secondo
ca del materiale rinvenuto durante l'ultima campa- venticinquennio del V sec. a. C. Lo stato di conser-
gna di scavo tenutasi nel 200451. vazione non consente, tuttavia, un'attribuzione si-
All'interno del tempietto è stato rinvenuto l'uni- cura a Pittori o Gruppi.
co frammento databile nella prima metà del VI sec. All'interno del tempietto sono stati rinvenuti
a.C.; attribuibile ad una coppa di Siana, con scena vari frammenti di skyphoi e crateri. Ricordiamo,
di cavalcata52, si data tra il 575 e il 550 a.C. Ad una innanzitutto, il frammento di skyphos con figura che
coppa a fascia, vicina alla maniera del Pittore dei regge nella mano sinistra una kylix; attribuito al
Gomiti in Fuori, attribuiamo il frammento carat- Pittore della Fonderia60 si data nei primi decenni
terizzato da due gallinacei, databile tra il 530 e il del V sec. a.C.; pressocché coevi o di poco poste-
520 a.C.53 Gli skyphoi della Classe dell'Airone Bian- riori i due frammenti con la testa di un giovane di
co sono presenti con tredici esemplari. Dal piazza- profilo e con figura femminile di spalle61.
le lastricato proviene la parete di un cratere con testa I due frammenti62, rispettivamente con parte ter-
di Eracle con leontè e cavallo; si data nell'ultimo minale della veste di una figura stante e con la gam-
decennio del VI sec. a.C. ed è stata attribuita al Pit- ba destra di una figura in movimento verso sinistra,
tore di Rycroft54. sono riferibili a crateri.
Pur nella prevalenza delle forme aperte, nel San- Dall'area del piazzale lastricato ricordiamo la
tuario presso Porta V, si registra un incremento di parete di un cratere, databile nel 470 a. C., con la
forme chiuse rispetto agli altri Santuari (fig. 3). rappresentazione di un atleta1" e due frammenti di
Ad un'anfora panatenaica del 500 a.C. apparten- kylikes rispettivamente con la rappresentazione di
gono i frammenti con la figura di un gallo55 (verosi- una civetta e con la parte terminale, delle vesti di
milmente rappresentato su una colonna) e con due figure panneggiate e a piedi nudi in posizione
un'iscrizione di cui si conserva la "N" e la "E", rin- stante64. Alla fine del V sec. a.C. si data il frammen-
venuti all'interno del Tempietto ad est di Porta V. to di pisside con la rappresentazione di un'Amaz-
Nell'area presa in esame sono state rinvenute zonomachia65.
cinque lekythoi; all'officina del Pittore della Megera
attribuiamo due lekythoi databili tra il 500 a.C. e i
Considerazioni conclusive
primi decenni del V sec. a.C.56, alla Classe del Pic-
colo Leone una lekytbos con guerrieri provvisti di L'esame della ceramica proveniente dai tre Santua-
lancia, scudo e elmo57. ri permette di mettere a confronto le nuove acqui-
Da un pozzo nel quale, verosimilmente, venne- sizioni con dati già noti, integrando le informazio-

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ni fornite dalle Necropoli66. I prodotti seriali presenti nei tre Santuari di
Per quanto riguarda l'inizio delle importazioni Agrigento risultano diffusi in maniera capillare, sia
attiche ad Agrigento viene confermata la cronologia in ambito coloniale che indigeno611, tuttavia, l'uso
fornita dai rinvenimenti in Necropoli con ceramica di ceramica di modesta qualità, notato nei nostri
attica a partire dall'ultimo quarto del VI sec. a.C. santuari dedicati a Demetra e Kore è da mettere in
Per tutta la seconda metà del VI sec. a.C. e per i relazione con le pratiche rituali (svolte prevalente-
primi decenni del V sec. a.C. sia nei Santuari che in mente con l'impiego di ceramica di produzione lo-
Necropoli sono presenti prodotti di officine mo- cale) e, soprattutto, con la posizione socio-econo-
deste (classe di Phanillis, Pittore di Haimon, Grup- mica e culturale dei fruitori70. Solo poche agiate
po Leafless, skyphoi del Gruppo dell'Airone Bian- devote potevano, infatti, utilizzare nelle pratiche
co, Gruppo del Piccolo Leone, Pittore di Gela e rituali o, eventualmente, come ex-voto ceramiche
Pittore della Megera). importate.
Dal 480 al 430, in Necropoli, si registra un note- Le scene mitologiche nei contesti esaminati ri-
vole salto di qualità nell'importazione di prodotti sultano molto rare, non vengono recepite, infatti,
attici figurati, da mettere in relazione con il pro- come funzionali alla vita rituale dei santuari. Tut-
spero momento economico e con motivazioni ideo- tavia, la prevalenza assoluta di scene dionisiache
logiche67 che spingono i gruppi aristocratici a sot- potrebbe dipendere non solo dall'ampia circolazio-
tolineare il proprio status sociale. I vasi attestati sono ne di prodotti caratterizzati da temi meno impe-
riconducibili alla cerchia di Hermonax e ad offici- gnativi e, quindi, di largo consumo e (come è stato,
ne del primo e tardo manierismo. a volte, ipotizzato) dalla forma vascolare (la super-
Di questo incremento di prodotti attici di buon ficie limitata di coppe e skyphoi mal si adatterebbe
livello artistico non rimane traccia né nel Santua- a narrazioni più complesse) credo, invece, che vada
rio di Sant'Anna né in quello presso Porta I. rivalutata, come è stato fatto in alcuni contesti
I dati quantitativi a nostra disposizione eviden- magno-greci, l'associazione/identificazione traman-
ziano, infatti, che nelle pratiche rituali si ricorreva data dalla tradizione letteraria71 di Dioniso con
a recipienti acromi (coppe, coppette, skyphoi, baci- Hades72, associazione che nei nostri Santuari, dedi-
ni, olpai) e solo di rado alla ceramica d'importazio- cati alle divinità ctonie, ben si spiega.
ne. Nel Santuario di Sant'Anna la ceramica a figure Questa osservazione mi permette di passare ad
rosse è quasi assente e a partire dai primi decenni un'altra considerazione. Alcuni dati forniti dai San-
del V sec. a.C. prevalgono in maniera schiacciante, tuari e dalle Necropoli (nel caso dei Santuari
per usi rituali, la ceramica di produzione locale e, agrigentini, ad esempio, la diffusione degli skyphoi
come ex-voto, le terrecotte figurate del tipo dell' che sostituiscono, nelle pratiche cultuali, alla fine
offerente con porcellino, sostituite più tardi (IV sec. del VI sec. a. C., le kotylai corinzie; nel caso delle
a.C.) dal vasellame miniaturistico68 e dalle terrecot- necropoli, invece, la presenza di vasi di buon livel-
te figurate del tipo dell'Artemide sicula e del tipo lo artistico e la scelta di immagini che rispecchiano
con fiaccola. esigenze personali di autorappresentazione di ruoli
Nel santuario presso Porta V (il Santuario di o di status) inducono a pensare che le botteghe
Porta I cessa di vivere nei primi decenni del V sec. attiche sulla base delle richieste dei clienti d'oltre-
a.C.) a partire dai primi decenni del V sec. a.C. sono mare diversificassero la produzione e la distribu-
presenti, anche se in quantità irrisorie, alcuni fram- zione73. Senza entrare nel merito della complessa e
menti di skyphoi di discreto livello artistico; indi- assai dibattuta questione deH'"autonomia" della pro-
zio, comunque, evidente del grande sviluppo del duzione ateniese o meno, se è vero che la diffusio-
commercio ateniese in Sicilia intorno al 480-470 a.C. ne di determinati soggetti e, perfino, i tempi erano

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subordinati a esigenze di propaganda politica o a par- ceramici destinati al banchetto e al simposio (crate-
ticolari interessi della società ateniese, è anche pro- ri, anfore, skyphoi, kylikes, coppe, coppette) più che
babile che nella "scelta delle immagini" e delle for- essere interpretata come generica offerta alla divi-
me un ruolo notevole giocassero le località di transi- nità76 va messa in relazione con pratiche cultuali
to, di cui parla Filippo Giudice, da qui le merci pro- caratterizzate dal consumo di pasti rituali e, a que-
venienti dai vari luoghi di produzione "e lì provviso- sto proposito, dobbiamo ricordare come nel San-
riamente collocate venivano nuovamente reimbarcate tuario presso Porta V, a differenza, degli altri due
verso i definitivi mercati di destinazione"74. contesti, sia presente ceramica da fuoco; viceversa,
Com'è ovvio, non ci sorprendono le discrepan- nel Santuario di Sant'Anna, dove sono molto dif-
ze notate tra Necropoli e Santuario relativamente fusi i coltelli in ferro e il sacrificio di vittime ani-
alle forme vascolari, in quanto, strettamente con- mali è evocato dalla presenza di statuette di offe-
nesse rispettivamente al rituale funerario e, in am- renti con porcellino, la ceramica da fuoco è quasi
bito cultuale, all'espletamento di pratiche specifi- assente77.
che; interessanti spunti di ricerca suggerisce, inve- D'altra parte in un recente articolo sulle " Tìiesmo-
ce, la presenza o assenza di determinate classi di phorie" della Sicilia, Ernesto De Miro78 ha ricostru-
oggetti e forme ceramiche in tre Santuan dedicati ito il percorso che le devote, durante le feste dedica-
presumibilmente alle stesse divinità. te a Demetra e Kore, ripercorrevano per rievocare
A Sant'Anna, ad esempio, risultano diffuse le le vicende mitiche delle due dee. Secondo lo stu-
olpai e le piccole oinochoai (quest'ultime destinate dioso, la processione sacra iniziava proprio dal San-
a contenere olii e profumi) quasi assenti nel com- tuario di Sant'Anna per proseguire, passando per
plesso monumentale di Porta V e nell'area sacra di porta V, nei tre terrazzi a E e a O della Porta. La
Porta I; nel Santuario di Porta V è rilevabile, nono- dislocazione topografica delle tre aree veniva messa
stante l'indiscussa prevalenza di forme aperte, un dallo studioso in stretta relazione con le tre giorna-
incremento nell'uso di forme chiuse e crateri (fig. te delle Thesmophorie (dedicate alla sistemazione
3); nell'Area sacra presso Porta I e nel Santuario "anodos", al digiuno "nesteia" e alla festa "kallige-
extra-urbano di Sant'Anna sono attestati piatti a neia- della generazione delle cose belle"). Non è,
figure nere e acromi; infine, nel Santuario di San- quindi, inverosimile ipotizzare che di queste tre
t'Anna è stata rinvenuta una quantità significativa "fasi" siano rimasti indizi nelle classi di materiali e
di vasetti miniaturistici e oggetti d'ornamento fem- nelle forme ceramiche attestate. Viene, infine, da
minili non riscontrata negli altri Santuari. chiedersi che funzione svolgesse l'altro santuario
La presenza/assenza di determinate classi e for- (quello immediatamente a N di Porta I) o in quale
me vascolari, com'è noto, oltre a fornire indizi sul relazione fosse con le due aree ubicate immediata-
sesso, sulla posizione socio-economica e culturale mente a nord (tempio di Demetra) e ad est (Santua-
dei fruitori è senza dubbio da mettere m relazione rio rupestre).
con le pratiche rituali specifiche di ogni Santuario. Mi auguro, pertanto, che la presentazione del
Nonostante il rituale connesso al culto di Demetra materiale rinvenuto nei tre Santuari possa offrire
e Kore risulti in generale ben conosciuto75, nel caso non solo materia di dibattito ai gruppi di lavoro
specifico dei Santuari oggetto di studio, è difficile impegnati nello studio della distribuzione della ce-
risalire alle eventuali azioni rituali peculiari di cia- ramica attica in Sicilia, ma possa fornire nuovi ele-
scuna area. menti per la ricostruzione del panorama sociale,
La presenza e l'associazione di determinati tipi culturale e religioso della città.

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50 -,
45 -
40
35 -
30 -
25 •
20
15 -
10 -
5-
0-
Coppe Skyphoi
i—rzi—i i—i
Crateri Piatti Anfore Leltythoi Oìpaì Oinochoai E CHIUSE

Fig. 1. Santuario extraurbano di Sant'Anna - Ceramica a figure nere - forme vascolari.

16
14
12-
1Q.
8-
G.
4
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Fig. 2. Santuario presso Porta I - Ceramica a figure nere - forme vascolari.

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Coppe Skyphoi Crateri Pissidi Anfore Lekjthoi Olpai V. plastici Askoi F. aperte E chiuse

Fig. 3. Santuario presso Porta V (tempietto e area antistante) - Ceramica a figure nere - forme vascolari.

766 CATERINA TROMBI


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Fig. 4. Dal Santuario extraurbano di Sant'Anna: frammenti di coppa a fascia dei Piccoli Maestri.
Figg. 5-6. Dal Santuario extraurbano di Sant'Anna: frammenti di skypboi della Classe dell'Airone bianco.
Fig. 7. Dal Santuario extraurbano di Sant'Anna: frammento di olpe.
Fig. 8. Dal Santuario extraurbano di Sant'Anna: frammento di oinochoe (parete).
Fig. 9. Dal Santuario presso Porta I: frammento di "late cup".
Fig. 10. Dal Santuario presso Porta I: frammento di cratere a volute.

CERAMICA ATTICA DAI SANTUARI DI AGRIGENTO 767


NOTE

* Desidero ringraziare gli organizzatori del Convegno per l'invito a esporre i primi risultati di un'indagine avviata solo
da alcuni mesi. Sono, inoltre, profondamente grata alla Dott.ssa G. Fiorentini per avermi concesso lo studio della ceramica
qui presentata e per i continui incoraggiamenti con cui sostiene la mia attività di ricerca ad Agrigento.
1 Vallet 1969.
2 Fan vini-Giudice 2003; Panvini-Giudice 2005.
3 Giudice-Barresi 2003.
I De Miro 2000.
5 Vanno ricordati: ad ovest del Quartiere Ellenistico-Romano, sul poggetto di San Nicola, il santuario obliterato
dall'ekklesiasterion, sul versante sud-orientale della Rupe Atenea (sotto la chiesa di San Biagio) il tempio di Demetra e, fuori
dal circuito murario, ad est di Porta I, il santuario rupestre. Per l'analisi della struttura di quest'ultimo: Siracusano 1983.
6 Fiorentini 1969.
7 Fiorentini 2005.
8 E in preparazione da parte della scrivente l'edizione completa dei materiali provenienti dal santuario extra-urbano di
Sant'Anna.
9 Da una deposizione proviene solo il frammento di lekytbos con scena di combattimento: cfr. Fiorentini 1969, tav.
XXX, 2c.
10 Cali 2002.
II La ceramica attica d'importazione non supera il 4%.
12 Beazley 1932; lacobazzi 2004, 168-170.
131 nostri frammenti si confrontano puntualmente con quelli pubblicati da lacobazzi (lacobazzi 2004,215, nrr. 560,561).
14 Si tratta delle "top-band stemless" di Beazley (Beazley 1971, 100-102, nn. 1-45) definite da Villard "coppe piatte"
(Villard 1946, 169). Per quanto riguarda il profilo i nostri frammenti sono riportabili al tipo C di Bloesch (Bloesch 1940,
113-118).
15 Per quanto riguarda la maggior parte della documentazione fotografica e grafica (profili) dei reperti qui descritti e
presentati nel corso del convegno rimando a Trombi (in preparazione), // materiale votivo e di uso rituale del Santuario
extra-urbano di S. Anna, presso Agrigento.
16 Per le attribuzioni a questo pittore: Haspels 1936, 94; Beazley 1956, 346, 482, 538; Beazley 1971, 269 ss.
17 Beazley 1956, 617 ss.; Beazley 1971, 306 ss.
18 Fiorentini 1969, tav. XXX, fig. 2c.
19 Per le attribuzioni a questo gruppo cfr. Beazley 1956, 632; Beazley 1971, 310. Numerosissimi frammenti provengono
dal Santuario di Gravisca: lacobazzi 2004, 307-347.
20 CVA Louvre 10, tav. 113, 5.
21 Per la suddivisione in due tipi e per la diffusione cfr. La Torre 2002, 127-128; per la diffusione in ambito siciliano cfr.
Lamagna 2005, 333, fig. 5, nrr. 30 e 31.
22 Per il frammento con corteo dionisiaco cfr. Fiorentini 1969, tav. XXX, fig. 2e.
23 Simile ad alcuni esemplari da Gravisca (lacobazzi 2004, 430), si veda in particolare l'esemplare n. 1254, tav. XXX.
24 CVA Capua, tav. 8, 1; CVA Bologna., tav. 37, 2 e 3; ibidem tav. 38, 2 e 3.
25 Si confronta con un frammento da Oria: Semeraro 1997, 194, n. 554.
26 Lo stile trova confronti in quello di una lekythos attribuita alla cerchia del Pittore diAntimenes (CVA Adria, tav. 18,
2). Per il Pittore di Antimenes cfr.: Beazley 1951, 115, nr. 1; Moore 1983, 35, fig. 7; Campus 1981, 1; Verbanck-Piérard
1985, 149-159; lacobazzi 2004, 269-271.
27 Per l'officina del Pittore di Atena: Haspels 1936, 259 e 260-261; Beazley 1956, 449, 526-535; Beazley 1971, 195.
28 Fiorentini 1998 (con bibliografia precedente).
29 Fiorentini 1969, tav. XXX, fig. 2b.
30 Fiorentini 1969, tav. XXXIII, fig. 2c.
31 Giudice 1983 (con bibliografia precedente) e lacobazzi 2004, 455. Potrebbe attribuirsi al sotto-gruppo "delFoplita
che si congeda".
32 Si confronta con esemplari da Gravisca: lacobazzi 2004, 460 nn. 1362-1364.
33 Si confronta con frammenti da Gravisca: lacobazzi 2004, 419, nn. 1196-1197.
34 Haspels 1936, 52; Beazley 1951, 81; Campus 1981, 16-17; Moore-Philippides 1986, 93; lacobazzi 2004, 273-275.

768 CATERINA TROMBI


35 Fiorentini 1969, tav. XXX, fig. 2d.
36 Fiorentini 2005, 150.
37 Sono attestati solo tre frammenti di pareti di piccole dimensioni.
38 Non è stata ancora completata la quantificazione.
39 Per queste coppe si veda la nota 13.
40Heesen 1996, 195 (con bibliografia precedente), lacobazzi 2004, 211- 212.
41 Cfr. nota 17.
42 Si tratta del Gruppo Leafless cfr. nota 19.
43 Fiorentini 2005, fig 12a.
44 Fiorentini 2005,160, fig. 12m; per il motivo decorativo del piatto cfr. Callipolitis-Feytmans 1974,1413, tav. 97, 1418.
45 Si confronta con un esemplare proveniente dal Santuario di Gravisca: lacobazzi 2004, 393, n. 1114.
46 Fiorentini 2005, 160, fig. 12o.
47 Fiorentini 2005, 160, fig. 12c-d.
18 Per la decorazione a raggi e a fiori di loto intrecciati cfr. Panvini-Giudice 2003, 255, D2; 420, pDl5, pD16.
49 Marconi 1933, 71-72.
50 De Miro 2000, 114-115, tavv. CXXII-CXXK.
51 Lungo la strada che passa per Porta V, sono stati rintracciati strati caratterizzati da ceramica e terrecotte figurate
tipologicamente e cronologicamente assimilabili al materiale proveniente dall'area ad Est della Porta.
s2 De Miro 2000, tav. CXXII, 928.
53 Panvini-Giudice 2003, 412, pC8.
54 De Miro 2000, tav. CXXIV, 1729.
55 De Miro 2000, tav. CXXIII, 191.
56 De Miro 2000, tav. CXXIV, 1730, 1731.
57 De Miro 2000, tav. CXXV, 1554.
58 De Miro 2000, tav. CXXVI, 1204.
59 De Miro 2000, tav. CXXVI, 1937.
60 De Miro 2000, tav. CXXVIH, 218.
6: De Miro 2000, tav. CXXVIH, 219, 220.
62 De Miro 2000, tav. CXXIX, 216, 212.
63 De Miro 2000, tav. CXXVII, 1735.
64 De Miro 2000, tav. CXXIX, 1737, 1736.
65 De Miro 2000, tav. CXXVII, 1738.
66 De Miro 1988; De Miro 1989; Torelli 1996.
67 Per queste problematiche cfr. Torelli 1996 e Torelli 2003 (quest'ultimo, in particolare, per gli interessanti confronti
tra realtà gelese e agrigentina).
68 Sulle difficoltà a datare questa classe votiva cfr. Cali 2002, 151-152.
69 Per l'ambito di diffusione: De Cesare 1997, 359 e nota 36 e, vari contributi in: Panvini-Giudice 2005, 73-75, 89- 93,
96-112; Panvini-Giudice 2003, 215-227.
70 A questo proposito si vedano le osservazioni fatte da Ernesto De Miro (cfr. supra) partendo dalla "lex sacra"dì Selinunte.
71 Clemente Alessandrino Protrettico II, 34, 4; Etymologycum Magnum 406, 46. Euripide (fr. 912) attribuisce a Dioniso
il comando dei morti.
72 lannelli-Cerzoso 2005, 677-688.
73 Sulle dinamiche che stavano alla base delle richieste della clientela del Ceramico di Atene vd. alcune osservazioni in
Mannino 2006, 252-255 (con bibliografia precedente).
74 Giudice 1999, 269.
75 Marinatos-Hagg 1993, 45-61; più di recente per i contesti siciliani: De Miro 2008, con dettagliati riferimenti alle
fonti letterarie. Si vedano, infine, in questo stesso volume (cfr. supra) le osservazioni supportate da fonti letterarie e
iconografiche sull'utilizzo di varie forme riferibili ai singoli atti previsti dal rituale.
76 Nei santuari ctoni dedicati a divinità femminili venivano offerti alimenti vegetali crudi (cereali, grani di sesamo, semi
di papavero, aglio) o cucinati (dolci di grano, d'orzo, di frumento) e altri alimenti tra cui fichi secchi, olio, vino, miele e
formaggi; per questo elenco cfr. Michon 1923, 1-23.
77 L'assenza di coltelli nel contesto di Porta V potrebbe far pensare ad un'azione di sacrificio incruento, svolto senza
uccisione di animali; d'altra parte alla pratica dei pasti rituali, segno del rapporto tra offerente e divinità, sembrano
alludere le terrecotte di recumbenti (cfr. De Miro 2000, tav. LXXVI, 1475,1476); "sui pasti e banchetti rituali" cfr. Osanna
2001, 109-113.
78 Cfr. nota 75.

CERAMICA ATTICA DAI SANTUARI DI AGRIGENTO 769


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772 CATERINA TROMBI


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