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Scale

La scala è una successione di suoni che si muovono per gradi congiunti ascendendo o discendendo; può essere diatonica o cromatica.
Si dice diatonica se è formata da otto suoni organizzati in cinque toni e due semitoni (l’ottavo suono è la ripetizione del primo all’ottava
più acuta o più grave), cromatica se è formata da dodici semitoni.
A seconda della posizione dei cinque toni e dei due semitoni la scala prende il nome di maggiore o minore (naturale o melodica). Nella
scala maggiore i semitoni si trovano tra il III e il IV grado e tra il VII e l’VIII grado, nella scala minore naturale si trovano tra il II e il III
grado e tra il V e il VI grado, nella scala minore melodica si trovano tra il II e il III grado e tra il VII e l’VIII grado ascendendo, tra il VI e il V
grado e tra il III e il II grado discendendo.
Vi è un tipo di scala minore formata da tre toni, tre semitoni e da un intervallo di seconda eccedente denominata scala minore
armonica.

Ad ogni scala maggiore corrisponde la relativa minore che dista da essa una terza minore discendente (la relativa minore di Do maggiore
è La minore, di Sol maggiore è Mi minore). La relativa minore ha in chiave le stesse alterazioni della scala maggiore corrispondente.

Gradi della scala

I suoni di una scala prendono il nome di gradi della scala.

Il I grado chiamato Tonica è la nota fondamentale che dà il nome alla scala.

Il II grado chiamato Sopratonica è quello che segue immediatamente la tonica.

Il III grado chiamato Mediante o Modale è collocato a metà tra la tonica e la dominante e determina il modo della scala; a seconda della
distanza che intercorre tra la mediante e la tonica, la scala prende il nome di maggiore o minore.

Il IV grado chiamato Sottodominante è collocato immediatamente sotto il V.

Il V grado chiamato Dominante è quello che domina sugli altri ed è importantissimo per l’affermazione della tonalità.

Il VI grado chiamato Sopradominante è quello che segue immediatamente la dominante, è diverso nelle due scale (maggiore e minore)
quindi è molto importante per determinare il modo.

Il VII grado chiamato Sensibile ha la tendenza a risolvere sulla tonica e dista da questa un semitono diatonico. Il VII grado prende il
nome di Sottotonica quando dista di un tono dalla tonica.

Intervalli e loro classificazione

Gli intervalli si dividono in maggiori e minori, giusti, diminuiti ed eccedenti.


Tra i metodi per classificare gli intervalli vi è quello di considerare il suono più grave come tonica.
La seconda, la terza, la sesta e la settima costruiti su una tonica di una scala maggiore sono chiamati maggiori; l’unisono, la quarta, la
quinta e l’ottava costruiti su una tonica di una scala maggiore sono chiamati giusti.
Considerato l’intervallo Do - Mi, essendo il Mi nella scala di Do maggiore naturale, l’intervallo Do - Mi è una terza maggiore.
Considerato l’intervallo Do - Fa, essendo il Fa nella scala di Do maggiore naturale, l’intervallo Do - Fa è una quarta giusta.
Togliendo un semitono ad un intervallo maggiore si ottiene un intervallo minore. Do - Mi è una terza maggiore, Do - Mib è una terza
minore; Do - La è una sesta maggiore, Do - Lab è una sesta minore.
Togliendo un semitono ad un intervallo minore o ad uno giusto si ottiene un intervallo diminuito. Do - Mib è una terza minore, Do# - Mib
è una terza diminuita; Do - Fa è una quarta giusta, Do# - Fa è una quarta diminuita.
Aggiungendo un semitono ad un intervallo maggiore o ad uno giusto si ottiene un intervallo eccedente. Do - Mi è una terza maggiore,
Do - Mi# è una terza eccedente; Do - Fa è una quarta giusta, Do - Fa# è una quarta eccedente.
Tutti gli intervalli diminuiti possono essere trasformati in più che diminuiti e tutti quelli eccedenti in più che eccedenti togliendo ed
aggiungendo rispettivamente un semitono. Do# - Sol è una quinta diminuita, Do# - Solb è una quinta più che diminuita; Re - La# è una
quinta eccedente, Reb - La# è una quinta più che eccedente.
L’intervallo armonico può essere consonante o dissonante.

Intervallo consonante: dà all’ascolto un senso di riposo. Le consonanze si dividono in perfette ed imperfette: le consonanze perfette o
giuste rimangono invariate sia nel modo maggiore sia nel modo minore e sono la quarta, la quinta e l’ottava; le consonanze imperfette
sono la terza e la sesta perchè variano a seconda del modo maggiore o minore.

Intervallo dissonante: dà all’ascolto un senso di movimento. Sono intervalli dissonanti la seconda, la settima, tutti quelli eccedenti e quelli
diminuiti.

Rivolti degli intervalli

L’intervallo può essere rivoltato spostando la nota più grave nella parte acuta.

Notare che il numero dell’intervallo diretto sommato al numero dell’intervallo rivoltato dà sempre nove: l’unisono rivoltato diventa ottava,
la seconda settima, la terza sesta, la quarta quinta, la quinta quarta, la sesta terza, la settima seconda, l’ottava unisono.
Gli intervalli maggiori rivoltati diventano minori e viceversa, quelli eccedenti diventano diminuiti e viceversa, quelli giusti rimangono
giusti.
Gli schemi che seguono rappresentano gli intervalli diretti con i rispettivi rivolti.

1 2 3 4 5 6 7 8
8 7 6 5 4 3 2 1

diminuiti minori giusti maggiori eccedenti


eccedenti maggiori giusti minori diminuiti

Triadi

L’accordo è la combinazione simultanea di due o più intervalli armonici. Nell’armonia tonale, gli accordi più semplici sono formati da tre
suoni (la fondamentale, la terza e la quinta) e prendono il nome di triadi. A seconda della natura degli intervalli (terze maggiori e terze
minori) che costituiscono l’accordo, si distinguono quattro tipi di triade. La triade maggiore (accordo perfetto maggiore) è formata da una
terza maggiore e da una terza minore, la triade minore (accordo perfetto minore) è formata da una terza minore e da una terza
maggiore, la triade diminuita (accordo di quinta diminuita) è formata da due terze minori e la triade eccedente (accordo di quinta
eccedente) è formata da due terze maggiori.

Triadi sui gradi della scala maggiore

Prendendo in considerazione la scala di Do maggiore e costruendo una triade su ogni suono della scala ne consegue che nelle scale
maggiori:
- la triade maggiore risiede su I, IV e V grado,
- la triade minore risiede su II, III e VI grado,
- la triade diminuita risiede sul VII grado.

Triadi sui gradi della scala minore armonica

Prendendo in esame la scala di La minore armonica e costruendo una triade su ogni suono della scala ne consegue che nelle scale
minori armoniche:
- la triade maggiore risiede su V e VI grado,
- la triade minore risiede su I e IV grado,
- la triade diminuita risiede su II e VII grado,
- la triade eccedente risiede sul III grado.
Rivolti delle triadi

La triade si dice allo stato fondamentale quando la nota fondamentale è al basso ed origina un accordo di terza e quinta (3ª 5ª).
Le triadi hanno due rivolti: nel I rivolto la terza si trova al basso ed origina un accordo di terza e sesta (3ª 6ª - la nota fondamentale è
data dalla 6ª) o semplicemente denominato accordo di sesta, nel II rivolto la quinta si trova al basso ed origina un accordo di quarta e
sesta (4ª 6ª - la nota fondamentale è data dalla 4ª).

Raddoppi negli accordi allo stato fondamentale e nei rivolti

Molta musica del Settecento e dell’Ottocento è stata composta su un’armonia a quattro parti, ma essendo le triadi formate da tre suoni
si è reso necessario raddoppiarne uno.
Negli accordi allo stato fondamentale il raddoppio ricorrente è quello della nota fondamentale (in alcuni casi sono raddoppiate o la terza
o la quinta).

Negli accordi in I rivolto il raddoppio frequente è quello della terza (la quinta dell’accordo) o quello della sesta (la fondamentale
dell’accordo), meno frequente il raddoppio del basso (la terza dell’accordo).

Negli accordi in II rivolto il raddoppio frequente è quello del basso (la quinta dell’accordo).

Voci del coro

La scrittura corale a quattro parti è composta dalle seguenti voci: soprano, contralto, tenore e basso. Le estensioni delle voci sono:
- soprano compresa tra il Do3 e il La4,
- contralto compresa tra il Sol2 e il Re4,
- tenore compresa tra il Do2 e il La3,
- basso compresa tra il Fa1 e il Re3.
L’esempio precedente mostra che le due voci maschili sono un’ottava sotto rispetto alle due voci femminili.
Il soprano e il basso possono raramente e per gradi congiunti raggiungere i limiti estremi indicati dalle note con la testa piena (il
soprano al Sib4 e il basso al Mi1).

Posizione stretta e posizione lata

Un accordo si dice in posizione stretta se la distanza tra le tre voci superiori è compresa all’interno di un’ottava. Se la distanza si
estende oltre l’ottava, l’accordo si dice in posizione lata.
In posizione lata, bisogna fare molta attenzione a non superare mai l’ottava tra la prima e la seconda voce e tra la seconda e la terza;
tra la terza e la quarta voce la distanza di ottava può essere superata arrivando alla decima e occasionalmente anche alla dodicesima.

Moti delle parti

In una parte il moto può essere ascendente o discendente. I moti possibili generati dal movimento di due parti sono:
- moto retto se entrambe le voci procedono nella stessa direzione (ascendente o discendente),
- moto parallelo se entrambe le voci procedono nella stessa direzione con lo stesso intervallo,
- moto contrario se le voci procedono in direzioni opposte quindi una sale e l’altra scende,
- moto obliquo se una voce si muove mentre l’altra sta ferma.

La verifica del moto delle parti è necessaria per evitare il formarsi di errori tra le voci che procedono per moto parallelo.

Accordo di terza e sesta (uso del I rivolto)

Un accordo si dice in I rivolto se la terza si trova al basso. L’accordo in I rivolto di norma raddoppia la terza o la sesta (quinta o
fondamentale).
Il III e il VII grado si armonizzano con il I rivolto perché influenzati rispettivamente dalla triade di tonica e dalla triade di dominante.

Il I rivolto può essere utilizzato anche nei casi seguenti:


- sul IV grado che va al V perché il IV può essere influenzato dalla triade di sopratonica,
- sul VI grado che va al V perché il VI può essere influenzato dalla triade di sottodominante,
- sul VI grado che va al VII, in modo tale da ottenere due primi rivolti consecutivi collegando la triade di sottodominante con la triade
di dominante.

Armonizzazione dei gradi V - IV - III

Se il basso presenta la successione dei gradi V - IV - III è preferibile armonizzare il V grado con l’accordo perfetto maggiore di
dominante e il IV con lo stesso accordo trattandolo come nota di passaggio. Sul IV grado si forma l’accordo di settima di dominante che
sarà trattato successivamente. La stessa armonizzazione si applica nelle modulazioni in cui il I grado è allo stesso tempo V della nuova
tonalità ed è seguito da un IV e da un III.
È bene tener presente che nel collegamento tra due tonalità di modo minore è necessario, sull’accordo di settima dominante, innalzare
la terza di un semitono cromatico per trasformarla in sensibile della nuova tonalità.
Salti melodici da evitare

Una buona condotta delle parti richiede l’osservanza di alcune regole fondamentali:
- sono da evitare tutti i salti melodici diminuiti, eccezion fatta per quelli discendenti che convergono sulla sensibile che risolve sulla
tonica;

- sono da evitare tutti i salti melodici eccedenti;

Cadenze

Le formule armonico - melodiche poste alla fine di frasi o di periodi musicali sono denominate cadenze e corrispondono ai segni di
punteg-giatura dei componimenti letterari.
Le cadenze si dividono in affermative e sospensive. Sono affermative quelle che si concludono sul I grado: la cadenza semplice o
perfetta, composta consonante, composta dissonante, doppia e plagale. Sono sospensive quelle che non si concludono sul I grado ma
su gradi diversi: la cadenza d’inganno, imperfetta, evitata e sospesa.

Cadenza semplice o perfetta

La cadenza semplice o perfetta è data dalla successione dei gradi V - I, il V è armonizzato con l’accordo perfetto maggiore di
dominante (3ª 5ª) e risolve sul I, anch’esso armonizzato con la triade allo stato fondamentale.

Cadenza composta consonante

La cadenza composta consonante è data dalla successione dei gradi V - I quando il V è armonizzato con due accordi (4ª 6ª - 3ª 5ª) che
si muovono per gradi congiunti. Il primo accordo è il II rivolto dell’accordo di tonica (4ª 6ª) posto sul primo movimento della battuta (tempo
forte), il secondo è l’accordo perfetto maggiore di dominante (3ª 5ª) posto sul secondo movimento della battuta (tempo debole).

Cadenza composta dissonante

La cadenza composta dissonante si ha armonizzando il V grado, di almeno due movimenti, con l’accordo perfetto maggiore di
dominante che ritarda la terza (4ª 5ª - 3ª 5ª). La quarta deve essere preparata dall’accordo precedente e risolta sulla terza scendendo di
grado.
Cadenza doppia

La cadenza doppia si ha armonizzando il V grado, di almeno quattro movimenti, con diverse armonie. Il primo movimento è
armonizzato con l’accordo perfetto maggiore di dominante (3ª 5ª), il secondo movimento con il II rivolto di passaggio dell’accordo di
tonica (4ª 6ª), il terzo movimento e il quarto con l’accordo perfetto maggiore di dominante che ritarda la terza (4ª 5ª - 3ª 5ª).
Questa cadenza rappresenta l’unione delle due precedenti: la cadenza composta consonante con gli accordi invertiti e la cadenza
composta dissonante.

Cadenza plagale

La cadenza plagale è data dalla successione dei gradi IV - I entrambi armonizzati con i rispettivi accordi perfetti allo stato fondamentale
(3ª 5ª).
Sul IV grado di modo maggiore è di ottimo effetto utilizzare la terza minore per dare un colore particolare alla conclusione del periodo.

Cadenza d’inganno

La cadenza d’inganno è data dalla successione dei gradi V - VI. Il V grado è armonizzato con l’accordo perfetto maggiore di dominante
(3ª 5ª) e il VI grado, per evitare gli errori di moto retto, è armonizzato con l’accordo perfetto di sopradominante con il raddoppio della
terza (3ª 3ª 5ª) anziché quello dell’ottava.

Cadenza imperfetta

La cadenza imperfetta è data dalla successione dei gradi V - III. Il V grado è armonizzato con l’accordo perfetto maggiore di dominante
(3ª 5ª) e il III grado con l’accordo perfetto di tonica in I rivolto (3ª 6ª).

Cadenza evitata

La cadenza evitata si ha quando dal V grado di una tonalità si passa al V di un’altra tonalità. I gradi V - V sono armonizzati con gli
accordi perfetti maggiori di dominante delle rispettive tonalità.
Cadenza sospesa

La cadenza sospesa è data dal V grado seguito da una sospensione momentanea (un punto coronato, una pausa). Questo tipo di
cadenza si riscontra frequentemente in due frasi consecutive con forte somiglianza tematica e in relazione tra loro
(antecedente/conseguente). La prima frase si conclude solitamente sulla cadenza sospesa e la seconda sulla cadenza perfetta.

Cadenza Picarda

La cadenza Picarda si ha quando una composizione di modo minore si conclude con l’accordo perfetto maggiore di tonica tramite
l’innalzamento della terza.

Modulazioni ai toni vicini

Si dice modulazione il passaggio da una tonalità ad un’altra.


Le tonalità sono dette vicine quando hanno non più di un’alterazione di differenza nell’armatura di chiave, ogni tonalità ha quindi cinque
tonalità vicine.
Partendo da una tonalità di base le cinque vicine sono:
1) la relativa maggiore o minore,
2) la tonalità posta una quinta giusta sopra,
3) la relativa maggiore o minore della tonalità posta una quinta giusta sopra,
4) la tonalità posta una quinta giusta sotto,
5) la relativa maggiore o minore della tonalità posta una quinta giusta sotto.
Le tonalità vicine di Do maggiore, ad esempio, sono:
1) La minore,
2) Sol maggiore,
3) Mi minore,
4) Fa maggiore,
5) Re minore.

Modulazioni indicate da note alterate

Le modulazioni indicate da note alterate del basso sono le più semplici da individuare.
Se il basso presenta una nota innalzata di un semitono cromatico che risolve ascendendo di grado, questa si trasforma in VII grado
(sensibile) della nuova tonalità.

Se il basso presenta una nota innalzata di un semitono cromatico che non sale di semitono, questa si trasforma in II grado di modo
minore della nuova tonalità.

Se il basso presenta una nota abbassata di un semitono cromatico, questa si trasforma in IV o VI grado della nuova tonalità. Il
movimento melodico del basso determina con esattezza la nuova tonalità.
Modulazioni non indicate da note alterate

Le modulazioni del basso non sono necessariamente indicate da note alterate, ci si affida spesso all’orecchio e all’intuito per
individuarle. Nonostante ciò, si riportano di seguito quelle che ricorrono con maggiore frequenza.
Un VI grado maggiore che compie due salti consecutivi di quarta ascendente e di quinta discendente o viceversa, si trasforma in II
grado della nuova tonalità. La stessa regola è applicabile ad un IV grado di modo minore.

Un VI e un VII grado non seguiti dal I si trasformano in IV e V della nuova tonalità.

Un II grado minore che va al III può, in alcuni casi, trasformarsi in un VII grado che va al I. Un II grado maggiore che va al III può
talvolta trasformarsi in IV grado che va al V.

La modulazione può avvenire anche per accordo comune, cioè tramite un accordo che appartenendo alle due tonalità le collega.

Verificare costantemente il movimento melodico del basso per determinare con esattezza la tonalità.

Accordi di settima

Gli accordi di settima si formano sovrapponendo agli accordi di tre suoni un’ulteriore terza.
Negli accordi di settima i quattro suoni risolvono come segue:
- la nota fondamentale sale di quarta o scende di quinta se è al basso, risolve invece rimanendo ferma se si trova in una voce
superiore;

- la terza solitamente sale di grado, in alcuni casi può scendere di terza;

- la quinta scende di grado, in alcuni casi può salire di grado;

- la settima, essendo una dissonanza, deve essere preparata e risolta scendendo di grado.
Gli accordi di settima si dividono in quattro specie:
- l’accordo di settima di 1ª specie (accordo di settima di dominante) è formato da terza maggiore, quinta giusta, settima minore e
risiede sul V grado sia maggiore sia minore che risolve sul I;
- l’accordo di settima di 2ª specie (accordo di sopratonica maggiore) è formato da terza minore, quinta giusta, settima minore e
risiede sul II grado maggiore che risolve sul V;
- l’accordo di settima di 3ª specie (accordo di sopratonica minore) è formato da terza minore, quinta diminuita, settima minore e
risiede sul II grado minore che risolve sul V;
- l’accordo di settima di 4ª specie (accordo di settima sulla tonica) è formato da terza maggiore, quinta giusta, settima maggiore e
risiede sul I grado maggiore che risolve sul IV.

Gli accordi di settima, poiché formati da quattro suoni, hanno tre rivolti.
La numerica utilizzata è la seguente:
- accordo allo stato fondamentale (7), accordo allo stato fondamentale senza la quinta (7 - 8);
- accordo in I rivolto (3 - 5 - 6), in forma abbreviata (5 - 6);
- accordo in II rivolto (3 - 4 - 6), in forma abbreviata (3 - 4);
- accordo in III rivolto (2 - 4 - 6), in forma abbreviata (2).

Accordo di settima di 1ª specie e suoi rivolti

L’accordo di settima di 1ª specie è formato da terza maggiore, quinta giusta, settima minore. Risiede sul V grado sia maggiore sia
minore e risolve sul I. A differenza delle altre specie, la settima dell’accordo di settima di dominante non necessita di preparazione in
quanto è una dissonanza naturale che si forma dalla successione dei suoni armonici (dal 4° al 7°).
Questo accordo allo stato fondamentale, se utilizzato completo, è seguito dall’accordo di risoluzione incompleto poiché la
fondamentale risolve salendo di quarta o scendendo di quinta, la sensibile sale di grado, la quinta e la settima scendono di grado. Per
evitare l’accordo incompleto sul I grado si preferisce utilizzare l’accordo di settima di dominante con il raddoppio della fondamentale
senza la quinta.

Sono esclusi i rivolti perché la fondamentale risolve rimanendo ferma.


Il I rivolto dell’accordo di settima di dominante si forma sul VII grado che va al I, il II sul II che va al I o sul II che va al III, il III sul IV che
va al III.

L’accordo di settima di dominante può essere utilizzato anche in cadenza d’inganno purché completo.
Accordo di settima di 2ª specie e suoi rivolti

L’accordo di settima di 2ª specie è formato da terza minore, quinta giusta, settima minore. Risiede sul II grado maggiore e risolve sul V.
La settima dell’accordo di sopratonica maggiore necessita di preparazione. La fondamentale risolve salendo di quarta o scendendo di
quinta, la terza è preferibile farla scendere di terza, la quinta e la settima risolvono scendendo di grado.

Il I rivolto si forma sul IV grado che va al V, il II sul VI che va al V, il III sul I (preceduto anch’esso da un I necessario alla preparazione
della settima) che va al VII e che, in quanto sensibile, risolve sul I. Si ottiene il cosiddetto basso legato che torna al tono.

Come detto precedentemente, nell’accordo di settima di 2ª specie la settima necessita di preparazione, pur tuttavia è possibile farne a
meno alterando la terza dell’accordo trasformandolo così in un accordo di settima di 1ª specie. La terza innalzata corrisponde al IV
alterato (IV+) che può risolvere salendo di grado o scendendo di semitono cromatico per ritornare al IV grado naturale.

Accordo di settima di 3ª specie e suoi rivolti

L’accordo di settima di 3ª specie è formato da terza minore, quinta diminuita, settima minore. Risiede sul II grado minore e risolve sul
V.
La settima dell’accordo di sopratonica minore necessita di preparazione. La fondamentale risolve salendo di quarta o scendendo di
quinta, la terza è preferibile farla scendere di terza, la quinta e la settima risolvono scendendo di grado.

Il I rivolto si forma sul IV grado che va al V, il II sul VI che va al V, il III sul I (preceduto anch’esso da un I necessario alla preparazione
della settima) che va al VII e che, in quanto sensibile, risolve sul I. Si ottiene il cosiddetto basso legato che torna al tono.
L’accordo di settima di 3ª specie si differenzia da quello di 2ª specie perché risiede sul II grado minore. Anche in questo caso la settima
necessita di preparazione, pur tuttavia, è possibile farne a meno alterando la terza dell’accordo con la differenza che, rispetto all’accordo
di settima di 2ª specie, si ottiene un accordo di settima di dominante con la quinta diminuita (il cosiddetto accordo di sesta francese). La
terza innalzata corrisponde al IV alterato che può risolvere salendo di grado o scendendo di semitono cromatico per ritornare al IV grado
naturale.

Basso legato che torna al tono

La tonica sincopata che scende al VII grado per poi risolvere sul I si definisce basso legato che torna al tono. Il secondo movimento del
I grado è armonizzato come III rivolto degli accordi di settima di 2ª o di 3ª specie.

Basso legato che non torna al tono

La tonica sincopata che scende di grado e non torna sul I creando una modulazione si definisce basso legato che non torna al tono. Il
secondo movimento del I grado diventa un IV che scende al III ed è armonizzato con il III rivolto dell’accordo di settima di 1ª specie; si
ottiene una modulazione alla dominante.

Scala armonizzata o regola dell’ottava

La scala armonizzata, detta anche regola dell’ottava, può essere considerata un riepilogo delle funzioni armoniche utilizzate durante il
periodo barocco. Costruita su un basso scalare ascendente e discendente, nella sua apparente semplicità, riassume le concatenazioni,
posizioni e risoluzioni degli accordi che erano alla base delle nozioni teoriche del periodo barocco.
Nell’esempio seguente la scala armonizzata di Do maggiore ascendente e discendente è riprodotta nelle tre posizioni.
Scala maggiore

L’esempio riportato sopra mostra l’armonizzazione della scala maggiore:

- ascendente
I accordo perfetto maggiore allo stato fondamentale
II accordo di settima di 1ª specie in II rivolto
III accordo perfetto maggiore in I rivolto
IV accordo di settima di 2ª specie in I rivolto
V accordo perfetto maggiore allo stato fondamentale
VI accordo perfetto maggiore in I rivolto
VII accordo di settima di 1ª specie in I rivolto.

- discendente
VII accordo perfetto maggiore in I rivolto
VI accordo di settima di 1ª specie in II rivolto
V accordo perfetto maggiore allo stato fondamentale
IV accordo di settima di 1ª specie in III rivolto
III accordo perfetto maggiore in I rivolto
II accordo di settima di 1ª specie in II rivolto
I accordo perfetto maggiore allo stato fondamentale.