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Omeopatia, Boiron e il caso dell’Oscillococcinum

L’Oscillococcinum funziona davvero? Esistono prove dell'efficacia di


questo farmaco? Quali sono? Cerchiamo di fare chiarezza
sull’argomento riportando anche uno scambio tra UPPA e la Boiron,
azienda produttrice del rimedio omeopatico
Mattia Maccarone, neurobiologo e giornalista scientifico

Parlare di omeopatia non è mai facile. Non tanto per lo sforzo di riuscire a
ripercorrere storia e sviluppi di questa pratica medica alternativa, ma per la difficoltà
di comunicare in maniera efficace con persone che hanno già preso posizione
dietro uno dei due schieramenti. Da una parte, infatti, troviamo i favorevoli, ossia
quelli che usano l’omeopatia e dichiarano di trarne beneficio, e dall’altra i contrari, o
indifferenti, che solitamente la ritengono un inutile e dispendioso rimedio oppure,
più semplicemente, non hanno alcun interesse ad affiancarla alla medicina
tradizionale. In questo articolo cerchiamo di fare maggiore chiarezza facendovi
conoscere la storia e le caratteristiche di uno dei suoi prodotti di
punta, l’Oscillococcinum, e riportandovi la testimonianza di uno scambio tra
UPPA e la Boiron, una delle aziende leader nello sviluppo e distribuzione di rimedi
omeopatici.
Anas Barbariae e le origini dell’omeopatia moderna
«Anas Barbariae Hepatis et Cordis Extractum». È questo il principio attivo che
viene indicato nelle confezioni di Oscillococcinum che si trovano in farmacia. Ma di
cosa si tratta? La dicitura è in lingua latina e vuol dire «estratto di cuore e fegato
di Anas barbariae». L’Anas barbariae, però, è un tipo di anatra che non esiste in
natura e l’estratto indicato, in realtà, è ricavato dall’anatra muschiata (Cairina
moschata, anche detta Canard de Barbarie in lingua francese) che non è neanche
dello stesso genere (genere Cairina) di quello intuibile dalle confezioni di
Oscillococcinum (genere Anas). I due generi di anatre, infatti, sono molto differenti
l’uno dall’altro. Questa potrebbe essere considerata una delle prime incongruenze
del prodotto a meno che il nome della specie non rientri nel cosiddetto “gergo
omeopatico”.

La scoperta dell’Oscillococcinum
Ma cosa c’entrano le anatre con l’Oscillococcinum? Per scoprirlo bisogna andare
indietro di circa un secolo, quando il medico francese Joseph Roy cominciò a
esaminare al microscopio le strisce di sangue delle vittime di influenza spagnola,
epidemia che in quegli anni uccise decine di milioni di persone in tutto il mondo. In
tutti i campioni esaminati, Roy notò dei corpuscoli di forma sferica che sembravano
vibrare. Li chiamò “oscillococci” e li ritenne gli agenti responsabili dell’influenza.
Non solo. Esaminando le strisce di sangue di pazienti con diagnosi di cancro,
tubercolosi, sifilide e gonorrea individuò altri oscillococci e li associò anche
all’insorgenza di queste malattie. In realtà quello di Roy era stato semplicemente un
abbaglio e la sua inesperienza lo portò a considerare dei comuni artefatti (così si
chiamano le impurezze che possono emergere durante la preparazione di un
campione da analizzare al microscopio) come degli elementi di enorme valore per
le sue ricerche.
Dall’uomo all’anatra il passo fu breve perché queste “bolle d’aria”, essendo dovute
a un errore umano di preparazione del vetrino, furono notate anche nei preparati
provenienti dal corpo dell’animale. In particolare, il cuore e il fegato furono scelti
perché considerati il fulcro della vita e dei principali problemi di salute e, rifacendosi
alle idee del fondatore dell’omeopatia Samuel Hahnemann, Roy ideò un estratto
(un nosode, detto in termini omeopatici) che, secondo il suo parere, avrebbe potuto
curare numerose malattie. Il prodotto omeopatico Oscillococcinum, venduto ancora
oggi nelle farmacie di tutto il mondo, è il risultato finale dell’esperienza che vi
abbiamo appena raccontato, e attualmente è commercializzato dall’azienda
francese Boiron.

Indicazioni terapeutiche dell’Oscillococcinum


In base alle indicazioni della casa produttrice Boiron, l’Oscillococcinum “può essere
usato come trattamento preventivo dell’influenza o come trattamento curativo
degli stati influenzali incipienti o conclamati”. Anche in questo caso, però,
emerge un’incongruenza che trae le sue origini nella storia ripercorsa poco sopra. Il
medico Joseph Roy, infatti, ritenne che gli oscillococci fossero i microrganismi
responsabili dell’influenza spagnola perché affermò di aver potuto osservare il loro
comportamento al microscopio. L’evidente contraddizione, oltre a quelle elencate
nei paragrafi precedenti, sta nel fatto che l’influenza spagnola era causata dagli
effetti sull’organismo di un ceppo del virus H1N1: i virus sono microrganismi
talmente piccoli che non era in alcun modo possibile vederli con lo strumento
utilizzato da Roy (un microscopio ottico). Anche le forme influenzali che
caratterizzano alcuni dei nostri malanni stagionali sono causate da ceppi di virus
molto simili a quello dell’influenza spagnola e l’Oscillococcinum è un prodotto che
ancora oggi si basa sullo stesso principio di efficacia dedotto dalle intuizioni di Roy.
Nel corso degli anni, nonostante queste intuizioni si siano rivelate incongruenti
sotto diversi punti di vista, l’Oscillococcinum viene tutt’ora consigliato per il
trattamento degli stati influenzali.

Opinioni diverse sull’Oscillococcinum


Nel 2011 giunse una lettera da parte di uno dei dirigenti della Boiron. Era indirizzata
alla redazione di UPPA. Si trattava di una risposta all’articolo, pubblicato sul
numero 5/2011, relativo ai farmaci da banco e alla storia dell’Oscillococcinum.
Riportiamo la lettera qui sotto:
Spett.le redazione di Un Pediatra Per Amico,
i “prodotti omeopatici” sono medicinali a tutti gli effetti, come definito dal D.Lgs.
219/2006 e presentano numerosi vantaggi. Sono a dosi infinitesimali e, proprio per
questo, hanno una rara incidenza di effetti collaterali, sempre di intensità modesta e
assenza di tossicità; queste caratteristiche li rendono adatti a tutti, anche in età
pediatrica, come confermato da un recente studio osservazionale che ha
evidenziato un effetto terapeutico positivo dei medicinali omeopatici su un
campione di 2141 bambini con malattie respiratorie. La terapia omeopatica, inoltre,
può essere assunta in concomitanza con altri farmaci e di conseguenza è adatta
anche a pazienti politrattati. I medicinali omeopatici sono efficaci, risolutivi in molte
patologie – come allergie, rinofaringiti, traumi, disturbi d’ansia – e di supporto nella
terapia di malattie gravi, come negli effetti indesiderati di chemioterapia e
radioterapia.
Nonostante l’omeopatia ponga ancora tanti interrogativi, come d’altro canto fa la
scienza tutta, la sua efficacia è testimoniata dai sempre più numerosi medici che la
prescrivono quotidianamente (oggi se ne contano circa 400.000) e dal numero
sempre più grande di pazienti che la utilizzano in quasi tutti i paesi del mondo.
In questo periodo dell’anno, per le infezioni respiratorie recidivanti nel bambino, i
medicinali omeopatici possono rappresentare una valida scelta terapeutica; in
particolare Oscillococcinum, medicinale del quale si è a lungo parlato nell’articolo
“Naturale è bello” pubblicato sul n. 5/2011 di questo giornale, è utilizzato da circa
80 anni in 60 paesi nel mondo per la prevenzione e il trattamento dei sintomi
influenzali, ed è particolarmente indicato per i soggetti più sensibili al contagio, tra
cui i bambini. È inoltre un aiuto per coloro che non rientrano nelle raccomandazioni
ministeriali per la vaccinazione anti-influenzale, o anche per chi si è già vaccinato,
ma desidera estendere la protezione a tutte le malattie da raffreddamento, causate
da virus diversi da quelli influenzali.
Sempre più mamme si affidano ai medicinali omeopatici per i propri piccoli; a
questo proposito esiste un’indagine ISTAT, pubblicata nel 2007, che evidenzia
come il 71.3% delle mamme che hanno utilizzato i medicinali omeopatici si dichiari
soddisfatto dei risultati ottenuti, mentre il 21.9% riferisce di benefici solo parziali.
Omeopatia e allopatia sono entrambe necessarie alla medicina, ognuna con punti
di forza e di debolezza. Non ha senso contrapporle; l’unica strada percorribile è
quella dell’integrazione, che si può ottenere solo favorendo un dialogo che ha come
obiettivo quello di curare i pazienti.
Luigi Alberto Marrari, responsabile del Servizio Scientifico Boiron
Vitalia Murgia, autrice dell’articolo originale e pediatra esperta di fitoterapia, rispose
con alcune considerazioni che trovate riassunte nei prossimi paragrafi.

La risposta del pediatra


Le considerazioni espresse da Luigi Alberto Marrari richiedono alcune riflessioni e
risposte. Dal punto di vista delle “regole” il fatto che una legge dello Stato definisca
il prodotto omeopatico come “medicinale omeopatico” non è di per sé una conferma
della efficacia terapeutica dei prodotti omeopatici stessi. Al contrario il Decreto
Legge 24 aprile 2006 n. 219 quando parla di medicinali omeopatici li divide in due
categorie, quelli soggetti a procedure semplificate di registrazione e quelli a cui non
si applica la procedura semplificata di registrazione. L’Oscillococcinum, così come
appare dalla confezione del prodotto venduto in Italia, per tipo di etichettatura e per
assenza di foglietto interno, sembra essere commercializzato come prodotto
omeopatico soggetto a procedure semplificate e in quanto tale non dovrebbe
vantare nessuna azione terapeutica. L’azienda per difendere la bontà del suo
prodotto non può quindi avvalersi di affermazioni quali: «…i medicinali omeopatici
sono efficaci, risolutivi in molte patologie – come allergie, rinofaringiti, traumi,
disturbi d’ansia…».

L’Oscillococcinum funziona?
Per poter affermare che il prodotto ha una “efficacia terapeutica” occorre
procedere alla registrazione secondo le norme indicate dagli articoli 8, 10, 11, 12,
13 e 14 del DL 24 aprile 2006 n. 219 e a conferma della efficacia del prodotto
vanno anche portati i risultati di prove farmaceutiche (chimico-fisiche, biologiche o
microbiologiche); prove precliniche (tossicologiche e farmacologiche) e di
sperimentazioni cliniche. Cosa che, a quanto pare, non è possibile fare per
l’Oscillococinum e per moltissimi prodotti omeopatici.
E questo ci porta alle riflessioni scientifiche. Non basta che molti medici lo
prescrivano e tanti pazienti lo comprino per dire che un prodotto è realmente
efficace. Le prove che una sostanza di sintesi o naturale funzioni realmente vanno
ricercate con diversi tipi di sperimentazioni: farmacologica in vitro, farmacologica in
vivo e cliniche. Sono queste ricerche che permettono di dire se una sostanza è
davvero efficace, se i risultati positivi dichiarati sono riproducibili, cioè se esiste
costanza di risultato tra un paziente e l’altro, a parità di intensità del problema e
caratteristiche della persona, e se i suoi effetti sono diversi dal placebo.

Oscillococcinum e bambini
È doveroso rendere noto ai pazienti e ai genitori dei bambini che acquistano
l’Oscillococcinum che non esistono sufficienti studi farmacologici, in vitro e in
vivo e trial clinici a sostegno dell’efficacia di questo prodotto. Senza un’adeguata
informazione è impossibile fare una scelta autonoma, razionale e consapevole.
Se un cittadino adeguatamente informato sceglie di utilizzare l’omeopatia per sé e
per il suo bambino la sua scelta va ovviamente rispettata. Quanto all’integrazione
tra medicina allopatica e medicina non convenzionale, non c’è dubbio che
un’integrazione ci possa essere, ma sempre nel rispetto della corretta informazione
dei pazienti e dell’aderenza a regole scientifiche condivise.