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Aurel Şerban, Cura practic de limba italiană

Texte de specialitate: MEDICINĂ

ALLEGATO: MEDICINA

AL POLICLINICO

Ieri sera sono andato a letto subito perché mi pareva di avere un po’ di febbre*.
”Basterà prendere un’aspirina, una bevanda calda e stare a riposo ”dissi tra me e me, e ordinai
al cameriere di portarmi in camera una camomilla. Ma durante la notte mi svegliavo ogni
cinque minuti a causa del raffreddore e del mal di testa. Per di più, verso la mattina
incominciai a tossire e a causa del catarro respiravo a fatica. Mi ero beccato questo
raffreddore senza accorgermene. Speriamo che non si tratti di un’influenza..Si sa che
l’influenza è la malattia che prende all'improvviso, che colpisce a tradimento; ma è poco
probabile che si tratti di influenza con questa stagione calda.
Mah…,chi lo sa! Vedremo. Stamattina so soltanto che mi sento girare la testa, che
sono terribilmente stanco e che avverto un malessere generale. Ah! ricordo adesso che ieri, a
mezzogiorno, nel filobus un giovane aveva chiesto il permesso di aprire il finestrino e lo
aveva aperto senza tanti complimenti, al che una vecchia signora rispose che avrebbe finito
per prendere una polmonite con quella corrente. Facciamo le corna! Ieri pomeriggio, il
direttore della ditta mi disse che temeva che io avessi lavorato troppo, perché avevo gli occhi
arrossati e gli sembrava che fossi pallido. Strano però; io non sentivo nessun malessere. E’
vero che, avendo una salute di ferro non mi preoccupo mai di evitare imprudenze. Tuttavia le
febbri leggere sono spesso un brutto sintomo che ci mette sull’avviso, ma noi il più delle volte
non facciamo caso.
Quando, alle sette, suonò il telefono mi svegliai tutto sudato, con un mal di gola che
non mi lasciava inghiottire, con dolori al petto e alla schiena. Avevo i brividi e sentivo che la
febbre saliva. Non avendo il termometro per misurarmi la temperatura, mi tastai il polso e mi
guardai la lingua allo specchio. Mi rendevo conto di essere febbricitante anche per la
respirazione pesante .Starnutivo e tossivo e come se tutto ciò non bastasse incominciò a farmi
male anche un dente. Guardai l'orologio. Erano già le otto e un quarto e non me la sentivo di
muovermi dal letto. Alle nove il direttore mi telefonò e, sentendo che appena riuscivo a
parlare a causa della mia voce rauca, mi mandò subito la macchina per portarmi al Policlinico.
Non avevo voluto accettare che mi mandassero medico all’albergo. E poi c’è anche questo
mal di denti che non mi lascia un attimo. Il policlinico è proprio quello che ci vuole per me.
L’autista mi portò al policlinico.
Qui, attraversammo un lungo corridoio dalle pareti bianche, leggevo sulle porte il
nome dei vari riparti: laboratorio, chirurgia, cardiologia, dermatologia, otorinolaringoiatria,
pediatria, oftalmologia, ginecologia, stomatologia. Apriamo la porta su cui sta scritto:
medicina interna. Qui si curano le malattie generali, si fa la diagnosi. Dentro c’è il medico con
la sua assistente.

DAL MEDICO

- Buon giorno, dottore !


- Buon giorno, signore! S’accomodi.
- Piii!
- Salute, signore. Non devo più domandarLe che cosa ha, ho capito.
- Ho un raffreddore, credo. Non mi sento bene mi dolgono tutte le ossa, soprattutto le
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articolazioni, provo una grande stanchezza e mi sento stringere alla gola.


- Ha appetito?
- No, non ho appetito. Ho flusso di ventre dopo alcuni giorni di costipazione.
- Si è misurato la febbre ieri sera, stamattina?
- No, perché mi mancava il termometro.
- Da quanto tempo è che sta male?
- Da ieri sera soltanto.
- Si tolga, per favore, la giacca, la camicia ed anche la canottiera e si metta seduto sul
divano. Si metta il termometro sotto braccio…Va bene così…che è successo? Ah, è freddo
il mio stetoscopio…Respiri, per favore…ancora…ancora una volta. Basta così. Non respiri
adesso La pressione di solito è normale?
- Sì, l’ultima volta era 130 e 8o.
- Proviamola. E’ un po’ bassa. Si metta sdraiato con le ginocchia piegate… Così… Suora,
mi dia il martelletto…Le fa male quando premo sullo stomaco?
- Un po’, proprio lì vicino al fegato.
- L'appendice? A posto. Va bene. Si può vestire, signore. Suora, mi dia l’abbassalingua.
Mi faccia vedere la gola…le tonsille sono un po’ infiammate, ha una tonsillite.
- E’ grave, dottore?
- No, non è grave, però dovrà restare a letto per due giorni. Le do una ricetta. Dovrà fare
queste tre iniezioni: è un antibiotico leggero – e prendere queste medicine: uno sciroppo
per la tosse e delle pastiglie per la tonsillite e per lo stomaco. Le tonsille però, prima o poi,
dovrà asportarle, altrimenti Le daranno sempre più fastidio e magari potranno provocarLe
dei reumatismi. Si tratta di una infezione collegata spesso a poliartrite reumatica.
- Dovrò osservare una dieta?
- Sì, per questi due giorni non potrà mangiare nient’altro che tè con poco zucchero, riso
cotto e, dopodomani, una fettina di pane tostato. Deve prendere assolutamente le medicine
che Le ho indicato. Va tenuto presente che il regime è, di per sé, insufficiente. Si deve
completare con le medicine.
- Grazie, dottore. Devo ritornare?
- Sì, se la febbre non diminuisce, torni o telefoni; verrò a visitarLa a casa.
- Oh…scusi caro dottore, Le spiacerebbe raccomandarmi qualcosa per i calli?
- Affatto! Ecco qui la ricetta di un ottimo callista.
- Grazie infinite. ArrivederLa.

DAL DENTISTA

- Permesso, dottore?
- S’accomodi signore, si metta seduto qui su questa poltrona. Che cosa è successo?
- Ho mal di denti. Mi sono svegliato stamattina con dolore a un dente o, forse, a più
denti;
ho l’impressione che mi duole tutta la mascella. Sarà forse a causa della tonsillite.
- Vediamo un po’…Sembrano sani tutti. Le fa male questa impiombatura?
- No. E’ il molare accanto che mi duole.
- Questo qui? Sì, sì, c’è una carie molto profonda; ha perforato lo smalto ed arriva fino
alla radice. Devo asportare la carie col trapano e impiombarglielo.
- No, dottore; mi raccomando, meglio me lo cavi.
- Come vuole Lei, però è un peccato sacrificarlo. Può essere salvato benissimo. Lo
otturiamo, allontaniamo il tartaro che Le da fastidio alla gengiva e non dovrà più
preoccuparsene. Altrimenti c’è il rischio di un ascesso. E poi, strappando questo molare,
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dovrà sostituirlo subito con uno posticcio altrimenti si vedrà che è sdentato e per un uomo
giovane come Lei sarebbe un vero peccato. Ma vedo che sta per uscirLe il dente del
giudizio. E’ questo il segreto del dolore a tutta la mascella. E’ questo dente insieme
all'infiammazione delle tonsille a darLe questo stato febbrile. Dovrà quindi aver pazienza e
aspettare che spunti per bene il
dente del giudizio. E mi raccomando: torni per la cura delle carie e per il tartaro non
appena si sentirà meglio. Ma perché Le vien da ridere, signore?
- Rido, caro dottore, perché mia moglie sapendo che solo a questa età metto il dente del
giudizio mi prenderebbe in giro ricordandosi le nostre discussioni e la mia pretesa di aver
sempre ragione. Grazie di tutto, dottore.
- Di niente, signore. ArrivederLa e torni presto.

UN INTERVENTO CHIRURGICO

Ermes lo aveva mentalmente localizzato: ”mammella destra, quadrante infero interno, in


prossimità del solco sottomammario”.
- Che cosa potrebbe essere? Indagò cautamente la donna.
- Una cisti. I seni delle donne sono cistici. Non lo sapevi?
La mammografia aveva rivelato un’ombra opaca in corrispondenza del nodulo. Allora Ermes
aveva eseguito un’agobiopsia. Era cioè entrato nel nodulo con un ago, aveva aspirato e poi
strisciato sul vetrino. La risposta del tecnico di laboratorio era: ”Positiva la ricerca di
cellule tumorali maligne”.
- Ho un cancro. Vero? domando Giulia.
- Per fornirti una risposta esatta devo prima operarti, ha precisato lui.
Aveva programmato l’intervento: resezione parziale della mammella e svuotamento
ascellare. Un seno di Giulia sarebbe risultato alla fine più piccolo dell’altro.
L’aveva operata all’inizio di dicembre.
Venne un’infermiera e le praticò un’iniezione.
- Che cos’è, gli chiese.
- Il preanestesico.Ti sentirai più tranquilla.
Ermes l’aiutò a infilarsi il corto camice bianco al posto della camicia di seta e intanto
controllava che non avesse addosso anelli o catenine, che le unghie non fossero laccate, che
le calze bianche fossero di cotone.
L’infermiera ha guidato il lettino verso l’ascensore e poi nel blocco operatorio; lui le era
stato vicino fino a quando l’aveva vista sprofondare nel campo silente dell’anestesia,
contando a ritroso a partire da cento; a novantasette la mano di lei si abbandonò nella sua.
Di fronte a lui c’era Franco Rinaldi, il suo aiuto. A capo del lettino l’anestesista
controllava sul monitor la posizione cardiaca della paziente.
Freddi e razionali, gli addetti ai lavori si muovevano con precisione e puntualità per la
sala operatoria.
L’anestesista fece un cenno all’aiuto
- E’ tutto a posto, disse Rinaldi.
Ermes prese il piccolo bisturi e lo afferrò saldamente e con una mano sicura praticò
un’incisione esercitando una pressione sufficiente per aprire il seno nel punto indicato dalla
mammografia. L’aveva individuato subito il grande nemico maligno che aveva colpito a
tradimento Giulia.

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Un’infermiera lo prese in consegna e lo portò in laboratorio. Entro dieci minuti avrebbe


avuto una risposta dall’esame al congelatore. Intanto lui ampliò la resezione per essere sicuro
di aver portato via tutto.
- Controlla la pressione, ordinò all’anestesista.
- Centoventi, rispose l’anestesista.
Nessun dubbio della natura del male, ma nessuno parlò.
La risposta arrivò mentre Ermes ricuciva il seno. Era la cosa peggiore che potesse capitare
a lei.
Praticò un’incisione cutanea dall’alto verso il basso. Si consolò pensando che in seguito
quella ferita sarebbe stata invisibile perché nascosta nell’incavo ascellare. Liberò la pelle fino
a trovare il margine del grande pettorale e, passando sotto con il bisturi, fece molta attenzione
per non intaccare la vena ascellare, il plesso brachiale e i fasci nervosi. Quindi cominciò a
liberare il cavo ascellare del suo contenuto per asportare i linfonodi che sono il drenaggio dei
tumori della mammella. Se anche i linfonodi fossero stati positivi, Giulia si sarebbe trovata
davvero in un guaio spaventoso. Ermes mandò ad analizzare anche questi, sperando che
l’esame di laboratorio, che in questo caso sarebbe arrivato soltanto da lì a qualche giorno,
risultasse negativo.
Svegliandosi, Giulia lo guardò portandosi istintivamente una mano al seno. Il bruciore delle
ferite era attenuato da una sacca di ghiaccio. La cannula di drenaggio inserita nell’ascella non
le dava fastidio […]
Respirò di sollievo quando risultò che il carcinoma non aveva mandato in giro cellule, ma
ancora non osò parlarle di terapia radiante […]
- Dovremo irradiarti, le comunicò qualche mese fa.
- Credevo fosse tutto a posto, dopo l’intervento, replicò Giulia. Le sue condizioni di
totale benessere negavano l’esame istologico che da settimane perseguitava Ermes.
- Dobbiamo garantirti la massima sicurezza, mormorò lui.
Ermes giocò con le parole perché non poteva dirle che il nodulo che le aveva tolto si era
rivelato un carcinoma duttile infiltrante. Che fosse cattivo, sè n’era già reso conto durante
l’intervento, quando il bisturi aveva rivelato il nodulo duro, grigiastro, punteggiato di bianco,
che spiccava come un lucido sasso di fiume, tra il tessuto adiposo giallo, sulla porzione di
seno asportato. Il colore e la consistenza del nodulo che aveva avvertito stridente contro il
bisturi erano altrettanti segnali di pericolo […]
Giunta al professor Mauro Pieroni, questo le disse: ”Non c’è niente di magico e di
misterioso. E’ soltanto un problema di pazienza e di metodo. Abbiamo le strumentazioni più
attuali, è vero, ma cerchiamo di star dietro agli ammalati. Cerchiamo di far capire loro che i
controlli sono fondamentali. L’importante è che i tumori siano aggrediti nei limiti
dell’operabilità chirurgica e dell’intervento radiologico, La punta di diamante è il Microtron,
un apparecchio che produce fotoni ed elettroni” […]
La figlia di Ermes che aveva sofferto un incidente stradale era su uno speciale lettino
collegata a complesse apparecchiature che respiravano per lei, tenevano sotto controllo la
pressione arteriosa, il battito cardiaco e la funzione cerebrale.
C’era Rinaldi con l’anestesista che gestiva quella emergenza.
- I parametri sono nella norma, disse l’anestesista.
- Vada a riposare, ordino a Rinaldi. Potrei avere ancora bisogno di lei questa notte.
Negli anni dell’università, il sogno di Ermes erano gli Stati Uniti e lo realizzò vincendo una
borsa di studio. A Columbia University, Ermes imparò le procedure della chirurgia toracica,
di quella addominale, intervenne sull’apparato gastroenterico, sulle vie biliari, sul colon, sul
pancreas; ricucì buchi di pallottole; ridusse fratture […]
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- C’è una chiamata per lei, dottore, gli comunicò la caposala raggiungendolo al pronto

soccorso.
- Ho da fare, replicò Ermes continuando a interrogarsi sull’addome gonfio e teso di una
paziente in preda a forti dolori. Gli dica che adesso non posso, confermò il dottore senza
distrarsi dalla paziente che poteva presentare un guaio addominale, ma anche un’infezione
polmonare.
Quando Ermes, concluso il turno di lavoro, andò a cambiarsi nello spogliatoio, trovo un
messaggio della caposala attaccato al suo armadietto: ”Sua figlia vuole parlarLe”. […]

BARZELLETTE

Al telefono

- …ma Graziella che voce strana hai oggi!


- Dottore, per sbaglio ho bevuto un bicchiere di benzina. Che cosa devo fare?
- Non fumi per due giorni.

A Napoli

Filosofica riflessione di un partenopeo (napoletan) che dalla sua casa vede il Vesuvio.
- Ora anch’io sono come te, perché il dottore mi ha proibito di fumare.

Rimedio

- Dottore,come impedire a mio marito di parlare la notte,nel sonno?


- Potrei consigliarLe di lasciarlo parlare un po’ durante la giornata

Tra zanzare

- Ogni volta che pungo quell’uomo mi vengono le vertigini.


- Che cosa ha di strano?
- Ha la pressione alta.

In clinica

- Anche Lei giovanotto aspetta un maschio?


- No,una femmina,sono il fidanzato di un’infermiera.

Il paziente coraggioso

- Vuole che facciamo una piccola iniezione per rendere indolore l’operazione?
- No, grazie. Niente cose speciali. Me ne infischio (nu-mi pasă) di anestetici e simili
cose. Fuori il dente senza tanti complimenti.
- Mi congratulo con Lei,caro signore;non avviene tutti i giorni di trovare pazienti così
coraggiosi.S’accomodi.
- Un momento.Non è per me,è per mia moglie che attende in anticamera.

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Precauzioni

Il chirurgo: - Scusi se La disturbo,ma vorrei essere pagato in anticipo.


Il paziente: - Ma non è molto cortese da parte Sua.
Il chirurgo: - Lo so,ma capirà,questa è un’operazione che non riesce quasi mai.

Dal medico

- Per Lei ,signorina, bisogna delle iniezioni sottocutanee d’acqua di mare.


- Ma dottore,io non so nuotare.

Il sordo

- Com’è che Tizio (un oarecare – spus dispreţuitor) m’ha detto che andava a Palermo e
invece è andato a Firenze.
- Che vuole, è talmente sordo che non sente nemmeno quello che dice.

voci e strutture

febbre f. – febră, temperatură; le febbri – friguri; SIN.: malaria, terzana; ~ da cavalli – febră
puternică. Cuvinte conexe: ~ alta / bassa / acuta / benigna / intermittente / leggera / maligna /
sintomatica – febră mare/mică/acută/benignă/intermitentă/uşoară/malignă/simptomatică; brivido –
frison;crisi febbrile – criză febrilă; delirio – delir, aiurare; febbrifughi – febrifuge;
bevanda calda f. - bautură caldă;
camomilla f. – muşeţel,ceai de muşeţel;
raffreddore m. – guturai, raceală.Cuvinte conexe: rincappellare il raffreddore – a răci din
nou, a se agrava o raceală; secrezione di muco – secreţie nazală; infiamazione della faringe –
inflamare a faringelui;
mal di testa – durere de cap;
tossire – a tuşi;
tosse f. – tuse; ~ secca – tuse uscată; ~ grassa – tuse cu expectoraţie; ~ canina, asinina sau
convulsa – tuse măgărească, convulsivă. Cuvinte conexe: accesso di tosse – acces de tuse;
espettorare – a expectora;
catarro m.- catar, inflamaţie (a mucoasei nazale şi a faringelui); guturai
influenza f. – gripă, viroză.
malattia f. – boală; malattia di cuore – boală de inimă; malattia del lavoro – boală
profesională; malattia sociale – boală socială (alcolismo, tuberculosi, pellagra); malattie veneree –
boli venerice. Cuvinte conexe: :infierire – a bântui; peggiorare – a (se) înrăutăţi; scoppiare – a
izbucni (o boală); contrarre una malattia – a contracta o boală; complicarsi – a se complica; guarire –
a (se) vindeca; convalescenza – convalescenţă;
la stagione calda – sezonul cald, vara;
stanco,-a – obosit, -ă;
malessere m. – boală, suferinţă; stare proastă; SIN.: malanno, malore; essere colto da
malessere – a se simţi rău pe neaşteptate;
polmonite f. – congestie pulmonară;
arrossato, -a – înroşit, -ă; occhi arrossati – ochi roşii (de oboseală, de boală);
salute – sănătate; salute mal ferma – sănătate şubredă;
sintomo m. – simptom; SIN.: indizio.;
mal di gola – durere în gât;
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inghiottire – a înghiţi;

petto m. – piept;
schiena f. – spate
brivido m. – frison, fior de frică;
tastare il polso – a lua pulsul;
febbricitante – în stare febrilă;
starnutire – a strănuta;
rauco,-a – răguşit; manda un suono rauco – scoate un sunet răguşit / raucedine – răguşeală;
vigile m. – gardian;
ferito m. – rănit. Cuvinte conexe: ferita – rană; contusione – contuzie, lovitură; graffiatura –
zgârietură; lesione – leziune; piaga – plagă; puntura – înţepătură; strappo – întindere; scalfittura –
zgârietură; taglio – tăietură; trauma – traumatism; chiudersi – a se închide; cicatrizzarsi – a se
cicatriza; guarire – a se vindeca, a se face bine; rimarginarsi – a se cicatriza; emostatico – hemostatic,
medicament pentru oprirea hemoragiei; fasciare – a pansa;
riscontrare – a descoperi, a găsi;
frattura – fractură; SIN.: rottura delle ossa;
sanguinante – sângerând, -ă;
viso m. –faţă , obraz; SIN.: volto;
vetro m. – sticlă; vetro rotto – sticlă spartă;
depressione – şoc; SIN.: commozione, attacco;
urto m.- ciocnire, izbire; urto di nervi – iritaţie;
scontro m. – ciocnire (de trenuri, de vehicule etc.);
riportare – a avea o neplăcere; riportare una ferita – a se alege cu o rană.;
omero m. – umăr;
storcere - a face o entorsă, a se luxa;
caviglia f. – gleznă; SIN.: collo del piede.
pronto soccorso – prim-ajutor; serviciu de salvare;
gemito m. – geamăt;
barella f. – brancardă, targă; portare uno a barella – a duce pe brancardă;
svenire – a leşina; svenire dalla paura – a leşina de frică; SIN. venir meno, cader in deliquio,
mancare, tramortire; Cuvinte conexe: ravvivare sau far riavere – a readuce la viaţă; a înviora;
rinvenire sau tornare in sé – a-şi reveni; svenimento (= deliquio, mancamento) – leşin; sfinimento,
esaurimento – stare de sfârşeală, de epuizare; rinvenimento – revenire (din stare de leşin); rinvenire –
a-şi reveni, a-şi da seama;
sala operatoria – sală de operaţii;
chirurgo m. – medic chirurg;
bisturi m. – bisturiu;
reparto m. – secţie, pavilion de spital;
otorinolaringoiatria f. – secţie / cabinet ORL;
oftalmoiatria f. – oftalmologie;
curare – a îngriji; curare la salute – a îngriji sănătatea; mi cura il dottor Malanni – mă în-
grjeşte, sunt sub îngrijirea doctorului Malanni;
diagnosi f. – diagnostic; far la diagnosi – a pune diagnosticul unei boli; Cuvinte conexe:
prognosi – prognoză;
osso, ossi – oase, mai ales de animal; ossa – oasele omului; esser di carne e d’ossa – a fi
supus simţurilor; esser tutt’ossi – a fi numai piele şi os; un sacco d’ossa – piele şi oase; ho da far
riposare queste mie povere ossa – trebuie să-mi odihnesc oasele (corpul); aver le ossa rotte dalla
fatica – a fi rupt de oboseală; bagnato sino alle ossa – ud până la piele;
articolazione f. – articulaţie, încheietură; SIN.: giuntura. Cuvinte conexe: legamento –
ligament; anchilosi f. – anchilozare;
gola f. – gâtlej, gât, beregată (partea interioară a gâtului); avere il cibo alla gola – a nu digera
mâncarea, a rămâne în gât; avere la gola gonfia – a fi cu gâtul umflat, a avea gâlci; Cuvinte conexe:
esofago m. – esofag; trachea f. – trahee; schiarirsi la voce – a-şi drege glasul; il pomo d’Adamo –
mărul lui Adam; nodo alla gola – nod în gât;
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avere appetito – a avea poftă de mâncare;

togliersi – a-şi scoate, a-şi dezbrăca o haină;


giacca f. – haină, sacou;
canottiera f. – maiou;
stetoscopio m. – stetoscop; auscultare con lo stetoscopio / con l’orecchio – a asculta cu
stetoscopul / cu urechea;
pressione f. – tensione; pressione arteriosa – tensiune arterială; pressione alta / bassa –
tensiune mare / scăzută; Cuvinte conexe: emodinamometro – aparat pentru măsurarea tensiunii;
piegato, -a – îndoit,-ă;
suora f. – soră, infirmieră, asistentă medicală; este o formă de adresare datorită faptului că în
unele spitale funcţia de infirmieră este îndeplinită de călugăriţe;
martelletto m. – ciocănel (folosit în psihiatrie);
premere – a apăsa, a stoarce;
fegato m. – ficat; Cuvinte conexe: bile f. – bilă; fiele m. – fiere; calcolo m. – calcul, piatră la
ficat; colica f. – colică; itterizia f. – icter, gălbinare; epatite f. – hepatită.

vestirsi – a se îmbrăca;
abbassalingua m. invar. – instrument special pentru examinat în gât;
tonsilla f. – amigdală. SIN.: amigdale; Cuvinte conexe: tonsillite sau amigdalite – amigdalită;
restare a letto – a rămâne la pat;
infiammato, -a – inflamat, -ă;
ricetta f. – reţetă;
iniezione f. – injecţie, injectare; iniezione sottocutanea – injecţie intramusculară; SIN. :
puntura; puntura endovenosa – injecţie intravenoasă; Cuvinte conexe: siringa f. – seringă; siero m. –
ser;
farmaco m. – doctorie, medicament, leac; SIN.: medicamento ,medicina, medicinale;
sciroppo m. – sirop;
pastiglia f. – pastilă, tabletă; SIN.: pasticca, dischetto, compressa;
asportare – a extirpa;
infezione f. – infecţie; Cuvinte conexe: contagio m. – contaminare, setticemia f. – septicemie,
antisettico m. – antiseptic; disinfettante m. – dezinfectant; sterilizzare – a steriliza;
poliartrite f. – poliartrită;
osservare – a respecta, a ţine, a păstra;
dieta f. – dietă, regim; dieta lattea – regim lactat; stare a dieta – a ţine regim; rompere la dieta
– a nu ţine regim;
riso cotto – orez fiert;
callo m. – bătătură;
callista m. – pedicurist;
callifugo, -ifighi m. – leac contra bătăturilor;
dentista m. – dentist. Cuvinte conexe: cavare un dente – a scoate un dinte; impiombare (un
dente) – a plomba un dinte; protesi dentaria – proteză dentară; impiombatura – plombă; trapano m.-
burghiu, sfredel;
dente m. – dinte; mette i denti – îi cresc dinţii; SIN.: gli spuntano i denti. Cuvinte conexe:
incisivo m. – incisiv; canino m.- canin; molare sau mascellare – măsea; molare del giudizio – măseaua
de minte; radice f. – rădăcină; corona – coroană; smalto m. – smalţ; mascella f. – maxilar; gengiva f. –
gingie; tartaro m. – tartru, piatră; cascare i denti – a cădea dinţii; addentare – a apuca cu dinţii, a
muşca; caria f. – carie; ascesso m. – abces;
foro m. – gaură, deschizătură;
strappare – a smulge, a scoate din rădăcină;
posticcio, -a – artificial,-ă, fals,-ă.
sdentato, –a – ştirb, -ă;
quadrante m. – sfert;
infero, -a – de desubt, inferior;
solco m. – cută, adâncitură;
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cisti f. – chist; tumoare / vezică, băşică urinară. Cuvinte conexe: cistico – tumoral; cistite f. –
inflamaţie a vezicii urinare;
strisciare – a lăsa să alunece, să se prelingă;
vetrino m. – lamelă de microscop;
resezione f. – rezecţie;
ascella f. - subţioară; ascellare – axilar;
svuotamento m. – golire;
camice m. – halat (de medic, de farmacist);
catenina f. – lănţişor;
laccato, -a – ojat, -ă;
lettino m. – pătuţ, pat medical pe rotile, paturile înguste şi tari din cabinetele de consultaţie ale
medicilor;
contare a ritroso – numărătoare inversă;
di fronte a – în faţa;
afferrare – prinde în mână, a înşfăca;
ampliare – a mări;
ricucire – a coase la loc;
peggiore – cel mai rău;
dall’alto verso il basso – de sus în jos;
pettorale = muscoli pettorali – muşchi pectorali;
intaccare – a atinge (cu bisturiul);
plesso bracchiale – plexul bracial (al braţului);
fascio m. – legătură, mănunchi;
cavo m. – cavitate, scobitură;
asportare – a extirpa;
linfoma m. – linfom, tumoare malignă (la ganglionii limfatici);
bruciore m. – senzaţia de arsură;
sollievo – uşurare;
mandare in giro – a trimite (transmite) în jur;
la punta di diamante – vârful diamantului (instrumentul cel mai preţios şi eficace);
emergenza f. – urgenţă;
pronto soccorso – primul ajutor, urgenţă;
vie biliare – căile biliare;
buchi di pallottole – găuri de gloanţe;
ridurre fratture – a vindeca fracturi de oase;
addome gonfio e teso – abdomen umflat şi întins;
spogliatoio m. – vestiar,garderobă;
vertigine f. – ameţeală;
indolore – nedureros;
gli anestetici – anestezicele;

espressioni, modi di dire


tra me, tra me e me, tra sé – în mine, în sinea mea , în sine;
per di più – ba mai mult, în plus;
respirare a fatica – a respira greu;
beccarsi un raffreddore – a se alege cu un guturai, a prinde un guturai;
prendere all’improvviso – a te lua pe neaşteptate;
colpire a tradimento – a lovi pe neaşteptate / pe ascuns / pe la spate;
sentirsi girare la testa – a simţi că-ţi vin ameţeli;
senza tanti complimenti – fără să se lase ruigat;
finir per prendere una malattia – a sfârşi prin a se îmbolnăvi;
fare le corna – a face un semn cu degetul mare şi cel mic pentru a alunga răul; a bate în lemn;
strano però – e straniu însă; mi se pare ciudat;
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Aurel Şerban, Cura practic de limba italiană
Texte de specialitate: MEDICINĂ

mettere sull’avviso – a pune în gardă;


tutto sudato – ud leoarcă de sudoare;
di più non posso – de nu mai pot;
sentirsela – a se simţi în stare; a fi dispus să facă ceva;
proprio quello che ci vuole – tocmai ceea ce lipseşte;
bloccare la strada – a tăia drumul.;
bisturi alla mano – cu bisturiul în mână;
leggere di passaggio – a citi în trecere;
sentirsi stringere alla gola – a se simţi sugrumat;
star male – a se simţi rău.;
mettersi seduto – a se aşeza.;
mettersi sdraiato – a se întinde, a se aşeza în poziţie orizontală;
osservare una dieta – a ţine regim;
va tenuto presente – trebuie să se ţină seama;
di per sé – prin sine însuşi (însăşi);
le spiacerebbe – vă deranjez, vă supăr;
affatto – de loc;
mi raccomando – vă rog;
dare fastidio – a supăra SIN.: infastidire;
essere un vero peccato – e într-adevăr păcat, e un mare păcat;
spuntare per bene – să crească de-a binelea;
venir da ridere – a-i veni cuiva să râdă,a-l apuca râsul;
prendere in giro – a lua în râs;
di niente – pentru nimic;
essere tutto a posto – a fi totul în regulă;
senza complimenti – fără mofturi, în mod sincer:

PROVERBI

A mali estremi, estremi rimedi – la boli grave, remedii extreme.


Ogni male ha la sua ricetta – orice naş îşi are naşul.
La lingua batte dove il dente duole – fiecare cu ce-l doare.
Meglio mal di tasca che mal di cuore – mai bine să te usture buzunarul decât să te doară
inima.
Bisogna fare i passi secondo le gambe – întinde-te cât ţi-e plapuma.
Chi ha la sanità è ricco e non lo sa – omul sănătos e bogat fără să o ştie.
Chi la dura la vince – cine perseverează învinge.

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