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LEZIONE 2 1 - Quali sono i caratteri dell'ordinamento dell'Unione europea?

L’Unione
europea si fonda su Trattati, cioè atti di diritto internazionale. I Trattati danno vita ad un diritto
derivato: l’ordinamento dell’UE possiede autonomi meccanismi per la produzione di norme, le
quali prevalgono sul diritto dei singoli Stati e hanno come destinatari tutti i soggetti degli Stati
membri; l’unico interprete legittimo delle norme europee è la Corte di Giustizia, che è l’organo
giurisdizionale dell’Unione europea. Vi è una cittadinanza europea «integrativa» rispetto a quella
nazionale. Esiste, e si sta sviluppando, un sistema partitico europeo. Gli organi legislativi dell’UE
da una parte rappresentano i Governi degli Stati (Consiglio), dall’altra i cittadini e i popoli
dell’Unione (Parlamento europeo). Vi sono organi che hanno l’obbligo di agire nel solo interesse
dell’Unione (Commissione, Corte di Giustizia, Banca centrale europea, Corte dei conti). Autonomia
finanziaria: il bilancio UE è finanziato integralmente tramite risorse proprie. l’UE è aperta
all’adesione di altri stati . l’Unione europea NON è una semplice organizzazione internazionale.
Non è una organizzazione intergovernativa, né una federazione di Stati. L’Unione europea è una
realtà originale e dinamica E’ un’organizzazione sovranazionale in favore della quale gli Stati
membri hanno trasferito settori della propria sovranità, e che pertanto risulta essere titolare di una
sua sovranità, ma di una sovranità parziale e derivata (poiché appunto limitata alle materie previste
dai Trattati e frutto di una decisione degli Stati membri). 2 - Che tipo di organizzazione è l'Unione
europea? l’Unione europea NON è una semplice organizzazione internazionale. Non è una
organizzazione intergovernativa, né una federazione di Stati. L’Unione europea è una realtà
originale e dinamica E’ un’organizzazione sovranazionale in favore della quale gli Stati membri
hanno trasferito settori della propria sovranità, e che pertanto risulta essere titolare di una sua
sovranità, ma di una sovranità parziale e derivata (poiché appunto limitata alle materie previste dai
Trattati e frutto di una decisione degli Stati membri).

LEZIONE 3 3. Quando, come e per quali ragioni ha inizio il procedimento di integrazione


europea? La realtà dell’integrazione europea è il frutto di una lunga, complessa e faticosa
evoluzione durata oltre sessant’anni. Dopo la fine della seconda guerra mondiale i politici
dell’epoca pensarono fosse necessario avviare un processo di integrazione europea al fine di evitare
il ripetersi di eventi che avevano portato la distruzione di nazioni e la perdita di molte vite.
Inizialmente ciò avvenne solo tra gli stati dell’Europa Occidentale, poi con la caduta del muro di
Berlino e dello scioglimento dell’Unione Sovietica, anche gli stati dell’Europa orientale iniziarono
il processo di integrazione. L’integrazione degli Stati dell’Europa occidentale avviata dopo la fine
del secondo conflitto mondiale segue due diversi metodi, uno tradizionale e uno innovativo:

- La cooperazione intergovernativa (metodo tradizionale) - Il metodo comunitario (metodo


innovativo)

4. Quali sono le differenze tra il metodo della "cooperazione intergovernativa" ed il "metodo


comunitario" di integrazione? Nel metodo della cooperazione intergovernativa si ha

- Prevalenza di organi di Stati: negli organi principali siedono persone che agiscono in qualità di
rappresentanti dello Stato d’appartenenza, dal quale ricevono direttive.

- Prevalenza del principio dell’unanimità: le deliberazioni sono assunte all’unanimità, quindi


ciascuno Stato ha il diritto di veto.

- Assenza del potere di adottare atti vincolanti: le deliberazioni dell’organizzazione hanno


prevalentemente natura di raccomandazioni.
Nel metodo comunitario ha invece - Prevalenza di organi di individui: le persone che siedono nella
maggior parte delle

istituzioni comunitarie rappresentano sé stesse, e non lo Stato di appartenenza, dal quale sono
indipendenti.

- Prevalenza del principio maggioritario: le deliberazioni sono assunte non all’unanimità, ma a


maggioranza; gli Stati membri che si trovano in minoranza sono vincolati dalle deliberazioni
dell’istituzione, anche se hanno votato a sfavore.

- Potere di adottare atti vincolanti: le deliberazioni dell’organizzazione possono essere non solo
semplici raccomandazioni, ma anche veri e propri atti vincolanti

- Sottoposizione degli atti delle istituzioni ad un sistema di controllo giurisdizionale di legittimità.

5. Descrivere origini e caratteristiche del metodo comunitario. La necessità di superare il


principio dell’unanimità (proprio del metodo della cooperazione intergovernativa) e di attribuire
alle proprie organizzazioni maggiore autonomia induce alcuni Stati europei a sperimentare forme
innovative di cooperazione, dando vita al metodo comunitario. Il metodo comunitario nasce con la
Dichiarazione di Schuman del 1950 La proposta contenuta nella Dichiarazione Schuman viene
inizialmente accolta da sei Stati (Belgio, Francia, Germania, Italia, Lussemburgo, Paesi Bassi):
sorge così la «Piccola Europa». I sei Stati danno vita alla Comunità Europea del Carbone e
dell’Acciaio (CECA) nel 1951 Le caratteristiche del metodo comunitario sono:

- Prevalenza di organi di individui: le persone che siedono nella maggior parte delle istituzioni
comunitarie rappresentano sé stesse, e non lo Stato di appartenenza, dal quale sono indipendenti.

- Prevalenza del principio maggioritario: le deliberazioni sono assunte non all’unanimità, ma a


maggioranza;

- gli Stati membri che si trovano in minoranza sono vincolati dalle deliberazioni dell’istituzione,
anche se hanno votato a sfavore.

- Potere di adottare atti vincolanti: le deliberazioni dell’organizzazione possono essere non solo
semplici raccomandazioni, ma anche veri e propri atti vincolanti

- Sottoposizione degli atti delle istituzioni ad un sistema di controllo giurisdizionale di legittimità.

LEZIONE 4 6. Descrivere i passaggi che hanno portato alla progressiva riduzione del deficit
democratico. Originariamente il principio della democrazia parlamentare non era affatto rispettato
a livello comunitario, l’istituzione dotata di maggiori poteri era il Consiglio, composto da
rappresentati dei governi degli stati membri. L’Assemblea Parlamentare aveva solo una funzione
consultiva.

Per risolvere il problema del deficit vi fu un ampliamento dei poteri dell’istituzione parlamentare
europea , sempre con l’obiettivo di affiancare tale organo al Consiglio .

- Trattato di Lussemburgo del 1970 e Trattato di Bruxelles del 1975 attribuirono all’Assemblea
parlamentare ampi poteri in merito all’approvazione del bilancio unificato delle tre Comunità
- Nel 1976 si ha l’elezione a suffragio universale diretto dei membri dell’Assemblea parlamentare
(mentre in origine questi erano designati da ciascun Parlamento nazionale tra i rispettivi
componenti)

- Nel 1986: l’Assemblea parlamentare assume la denominazione di Parlamento europeo e ottiene


maggiori poteri. In particolare, vengono introdotte la procedura di parere conforme, che impedisce
al Consiglio di adottare certi atti senza l’approvazione parlamentare, e la procedura di cooperazione,
che attribuisce al Parlamento europeo maggiori opportunità di influire sulle deliberazioni del
Consiglio.

- Trattato sull’Unione europea (TUE), firmato a Maastricht nel 1992: per alcuni settori, viene
introdotta la procedura di codecisione

- Trattato di Amsterdam del 1997: l’ambito di applicazione della procedura di codecisione è esteso
a numerosi settori precedentemente sottoposti a diverse procedure decisionali.

- Trattato di Lisbona del 2007: rafforzamento ulteriore dei poteri del Parlamento europeo e del
carattere democratico dell’Unione. Viene esteso ulteriormente il campo d’applicazione della
procedura di codecisione, che viene ribattezzata procedura legislativa ordinaria.

7. Descrivere le tappe dell'integrazione europea. - La prima comunità europea è stata la


Comunità europea del carbone e dell’acciaio

(CECA) istituita con il Trattato di Parigi del 1951 da sei Paesi: Francia, Germania, Italia, Belgio,
Paesi Bassi e Lussemburgo. Scopo: promuovere una cooperazione economica tra i sei Paesi nel
settore del carbone e dell’acciaio.

- Nel 1957 sono stati sottoscritti dagli stessi sei Paesi i Trattati di Roma, istitutivi della Comunità
economica europea (CEE) che ha come obiettivo la creazione di un mercato comune più ampio e
della Comunità europea dell’energia atomica (CEEA o Euratom).

- Nel 1965 (Trattato di Bruxelles) vi è una prima forma di coordinamento tra le tre Comunità: gli
organi vengono unificati.

- Nel 1986 è stato firmato, dagli ormai dodici Stati membri, l’Atto Unico europeo, il quale
costituiva tra le tre Comunità la «Cooperazione politica europea» e fissava l’obiettivo del «mercato
unico interno» senza frontiere entro il 1993.

- Ai 6 Paesi iniziali si sono aggiunti: Danimarca (1973); Irlanda (1973); Regno Unito (1973);
Grecia (1981); Portogallo (1986); Spagna (1986)

- Il 1° novembre 1993 è entrato in vigore il Trattato sull’Unione Europea (TUE), sottoscritto dai
Paesi membri delle Comunità europee a Maastricht il 7 febbraio 1992, che

- ha istituito l’Unione Europea - ha sostituito la denominazione «Comunità economica europea» con


«Comunità
europea» (CE) - ha posto le basi della moneta unica - Ha introdotto il principio di sussidiarietà - Ha
introdotto la nozione di cittadinanza europea - Ha inoltre dato vita ad una struttura organizzativa
peculiare, a «tre pilastri»: o

Primo pilastro: tre Comunità preesistenti (CE, CECA, Euratom); metodo comunitario; o Secondo
pilastro: Politica estera e di sicurezza comune (PESC); metodo intergovernativo; o Terzo pilastro:
cooperazione in materia di Giustizia e Affari Interni (GAI) metodo intergovernativo.

- Nel 1997 il Trattato di Amsterdam ha - rafforzato i principi di cooperazione tra gli Stati membri
- Valorizzata la cittadinanza europea. - Introdotto il principio di cooperazione rafforzata

- Ai Paesi membri si erano nel frattempo aggiunti: Austria (1995); Finlandia (1995); Svezia (1995).

- Nel 2001 il Trattato di Nizza ha introdotto nuove modifiche ai Trattati, dirette a rafforzare le
strutture degli organi dell’Unione e della Comunità europea

- Nel 2004 è stato sottoscritto a Roma il «Trattato che adotta una Costituzione per l’Europa»,
che tuttavia non è entrato in vigore a causa della mancata ratifica da parte di Francia e Paesi Bassi.

- Nel 2004 l’allargamento della Comunità europea ha interessato i seguenti Paesi: Cipro; Estonia;
Lettonia; Lituania; Malta; Polonia; Repubblica Ceca; Slovacchia; Slovenia; Ungheria (da 15 a 25
Stati membri). Nel 2007 si sono aggiunti: Bulgaria; Romania (per un totale di 27 Stati membri).

- Da ultimo, con il Trattato di Lisbona (o «Trattato di riforma»), sottoscritto dagli ormai 27 Stati
membri dell’Unione europea il 13 dicembre 2007:

- la Comunità europea è stata incorporata nell’Unione europea - L’Unione Europea è dotata di


personalità giuridica internazionale

- Nel 2013 anche la Croazia ha aderito all’UE (quindi oggi gli Stati membri sono 28).

LEZIONE 5 8. Cosa significa l'espressione "Europa a più velocità" o "Europa a geometria


variabile"? È l’idea che consente l’adozione di iniziative di integrazione limitate ad alcuni Stati
membri. La cooperazione differenziata nasce per evitare che l’opposizione di un numero molto
limitato di Stati membri possa bloccare l’estensione della competenza comunitaria a nuovi settori. Il
Trattato di Amsterdam crea l’istituto di applicazione generale della cooperazione rafforzata. Il
Trattato di Lisbona moltiplica gli esempi di ricorso alla cooperazione rafforzata. Un esempio di
«Europa a più velocità» è dato dall’Unione economica e monetaria (UEM), che ha portato
all’adozione dell’euro quale unica moneta avente corso legale. Non tutti gli Stati vi partecipano

9. Come e quando nasce l'Unione europea? L’Unione Europea nasce con il Trattato sull’Unione
Europea (TUE), sottoscritto dai Paesi membri delle Comunità europee a Maastricht il 7 febbraio
1992. Tale trattato

- ha istituito l’Unione Europea - ha sostituito la denominazione «Comunità economica europea» con


«Comunità
europea» (CE) - ha posto le basi della moneta unica - Ha introdotto il principio di sussidiarietà - Ha
introdotto la nozione di cittadinanza europea - Ha inoltre dato vita ad una struttura organizzativa
peculiare, a «tre pilastri».

10. In che cosa consiste la struttura a "tre pilastri" dell'Unione europea Il Trattato sull’Unione
europea ha dato vita ad una struttura organizzativa peculiare, a tre pilastri. I 3 pilastri rappresentano
diversi settori di competenza dell’Unione Europea caratterizzata da diversi sistemi decisionali: 1°
PILASTRO: comunità europea composta da CECA , CE , EURATOM ( metodo comunitario).
2°PILASTRO: PESC -politica estera e sicurezza comune - ( metodo intergovernativo). 3°
PILASTRO GAI – giustizia e affari interni – ( Metodo intergovernativo)

I tre pilastri, benché distinti, sono funzionalmente legati tra loro, contribuiscono tutti allo sviluppo
dell’Unione europea e hanno un quadro istituzionale unico (stesse istituzioni che operano secondo
procedure e modalità d’azione diverse).

LEZIONE 6 11. Quali sono le principali novità introdotte dal Trattato di Lisbona? 12. Quali
sono gli elementi di continuità e di discontinuità del Trattato di Lisbona rispetto al Trattato
costituzionale del 2004 (non ratificato)? La maggior parte delle innovazioni contenute nel
Trattato costituzionale vengono mantenute anche nel Trattato di Lisbona, soprattutto per quanto
riguarda le riforme istituzionali. Elementi di continuità del Trattato di Lisbona rispetto al Trattato
costituzionale:

- Trasformazione del Consiglio europeo in una istituzione dell’UE - Creazione di un Presidente


permanente del Consiglio europeo - Istituzione dell’Alto rappresentante per gli affari esteri e la
politica di sicurezza - Rafforzamento del ruolo del Presidente della Commissione - Riduzione della
composizione del Parlamento europeo e della Commissione - Generalizzazione della procedura
legislativa ordinaria (e quindi rafforzamento del

Parlamento europeo) - Struttura a pilastri pressoché abolita, o comunque notevolmente semplificata


- Soppressione della Comunità europea, sostituita dall’Unione europea - Attribuzione all’Unione
europea di personalità giuridica

Elementi di discontinuità del Trattato di Lisbona rispetto al Trattato costituzionale:

- Non si procede alla abrogazione e sostituzione del TUE e del TCE, ma ci si limita ad emendarli: Il
TCE cambia nome e si trasforma in Trattato sul funzionamento dell’Unione europea (TFUE).

- Non vengono più utilizzati i termini «costituzione» e «costituzionale»; - viene soppresso l’articolo
sui simboli dell’Unione (bandiera, inno, motto); - viene istituita la figura dell’Alto rappresentante
per gli affari esteri e la politica di sicurezza; - tra gli atti giuridici dell’UE non compaiono le leggi e
le leggi-quadro - Viene eliminato l’articolo che sanciva esplicitamente il primato del diritto UE su
quello

degli Stati membri - viene eliminata la parte del Trattato che riproduceva la Carta dei diritti
fondamentali

dell’UE. - vengono inseriti nei Trattati numerosi meccanismi di garanzia a favore degli Stati
membri,
nonché il carattere reversibile del processo d’integrazione (per tenere conto dei ripensamenti in
senso euro-scettico emersi in alcuni Stati membri dopo il fallimento del Trattato costituzionale).

LEZIONE 7 13. Come è avvenuta l'adesione dell'Italia alle Comunità europee? L’Italia ha
aderito alle Comunità europee per il tramite delle leggi di ratifica dei vari trattati che si sono
susseguiti e con gli ordini di esecuzione in essi contenuti. Aderendo alle Comunità europee, l’Italia
ha accettato le condizioni di appartenenza fissate dai Trattati (diretta applicabilità di alcune norme
comunitarie, effetto diretto, prevalenza del diritto europeo su quello interno) cedendo cosi parte
della sua sovranità nazionale. Si creò però il problema di comprendere se una legge di rango
ordinario (legge di ratifica) potesse cedere una parte del potere sovrano. Infatti quasi tutti gli stati
europei hanno provveduto ad una riforma costituzionale. La Corte costituzionale ha letto nell’art. 11
Cost. un’autorizzazione a «cedere» parte della sovranità nazionale per aderire, «in condizioni di
parità con gli altri Stati», alla Comunità europea Il nuovo art. 117, comma 1, Cost. rende esplicita la
sottoposizione della legislazione statale e regionale ai vincoli derivanti dall’ordinamento europeo,
introducendo un parametro di legittimità costituzionale.

LEZIONE 8 14. Quali sono le istituzioni di controllo dell'Unione europea? Delle sette istituzioni
previste dal TUE, due sono istituzioni di controllo:

1- La Corte di giustizia (che ha compiti di controllo giurisdizionale sull’attività delle istituzioni


politiche e degli Stati membri);

2- La Corte dei conti (che esercita il controllo contabile sulle entrate e sulle spese delle istituzioni
politiche).

15. Quali sono le istituzioni politiche dell'Unione europea? Delle sette istituzioni previste dal
TUE, quattro sono le istituzioni politiche dell’Unione europea, che svolgono cioè funzioni di
politica attiva e che possono modificare o integrare l’ordinamento dell’UE:

1- il Parlamento europeo; 2- il Consiglio europeo; 3- il Consiglio;

4- la Commissione.

16. Descrivere il quadro istituzionale dell'Unione europea. Secondo TUE, il quadro istituzionale
è composto da 7 istituzioni:

1- Parlamento europeo Funzione legislativa e funzione di bilancio, di controllo politico. E’ eletto


direttamente dai cittadini della comunità europea.

2- Consiglio europeo definisce l’indirizzo politico dell’unione europea. E’ composto da capi di stato
o di governo, dal suo presidente e da quello della commissione . Si riunisce due volte a semestre,
elegge il presidente a maggioranza qualificata per due anni e mezzo, rinnovabile 1 volta. Il
presidente non può esercitare un mandato nazionale

3- il Consiglio esercita, congiuntamente al Parlamento europeo, la funzione legislativa e la funzione


di bilancio. Esercita funzioni di definizione delle politiche e di coordinamento
4- la Commissione europea ha funzione esecutiva e promotrice del processo legislativo. E’
composta da un delegato per ogni stato membro per il quale è richiesta assoluta indipendenza dal
governo nazione

5- la Corte di giustizia dell’Unione europea che ha compiti di controllo giurisdizionale sull’attività


delle istituzioni politiche e degli Stati membri

6- la Banca centrale europea (BCE) La BCE gestisce l’euro e garantisce la stabilità dei prezzi
nell’ambito dell’Unione europea. Contribuisce anche a definire e attuare la politica economica e
monetaria dell’UE.

7- la Corte dei conti esercita il controllo contabile sulle entrate e sulle spese delle istituzioni
politiche

17. Quali sono gli organi consultivi del Parlamento, del Consiglio e della Commissione? Sono
previsti due organi consultivi che assistono Parlamento, Consiglio e Commissione:

1- il Comitato economico e sociale (composto di rappresentanti delle categorie economiche e


produttive);

2- il Comitato delle regioni (composto di rappresentanti degli enti regionali e locali)

LEZIONE 9 18. Di quali poteri sanzionatori dispone il Parlamento europeo nei confronti della
Commissione europea? E nei confronti del Consiglio? Nei confronti della commissione ha il
potere di presentare mozioni di sfiducia . Essendo un procedimento molto grave può essere discussa
solo dopo 3 giorni dal suo deposito e può essere adottato solo con maggioranza dei 2/3 dei voti
espressi.

Nel caso in cui venisse approvata i componenti della commissione dovrebbero dimettersi
collettivamente e anche l’alto rappresentante dovrebbe dimettersi dalle funzioni che esercitava in
seno alla Commissione. Per quanto riguarda il Consiglio non ha potere sanzionatorio ma ha soltanto
il potere di controllo giurisdizionale presentando ricorsi alla Corte di Giustizia contro atti operati
dal consiglio.

19. Quali sono gli organi del Parlamento europeo? Gli organi del Parlamento europeo sono:
Presidente – ufficio di presidenza – gruppi politici – Conferenza dei Presidenti – Commissioni
parlamentari – Commissioni speciali – Commissioni temporanee . Il Presidente: dirige i lavori del
Parlamento e lo rappresenta nelle relazioni internazionali, nelle

cerimonie, negli atti amministrativi e giudiziari. Il Presidente del PE è eletto per due anni e mezzo
(quindi per metà della legislatura).

Ufficio di presidenza: Il Presidente è assistito da 14 vice-presidenti, insieme ai quali costituisce


l’Ufficio di Presidenza, che ha funzioni consultive.

I Gruppi politici: I membri del Parlamento europeo sono organizzati in Gruppi politici secondo le
loro affinità politiche; i Gruppi devono avere un numero minimo di 25 componenti.
Conferenza dei Presidenti: I Presidenti dei Gruppi politici con il Presidente del Parlamento
europeo costituiscono la Conferenza dei Presidenti, che decide sull’organizzazione dei lavori.

Commissioni parlamentari: Il Parlamento europeo lavora in Aula o in Commissione. Le


Commissioni permanenti si ripartiscono gli affari di cui il Parlamento europeo è investito sulla base
della materia. Vi sono 22 Commissioni permanenti

Commissioni speciali: Possono inoltre essere istituite Commissioni speciali, nonché Commissioni
temporanee di inchiesta incaricate di esaminare le denunce di infrazione o di cattiva
amministrazione nell’applicazione del diritto dell’Unione.

20. Quali sono le funzioni del Parlamento europeo? Le funzioni principali del Parlamento
europeo sono:

- funzione legislativa (insieme al Consiglio); - funzione di bilancio (insieme al Consiglio); -


controllo politico delle istituzioni europee; - funzioni consultive.

21. Spiegare le funzioni di controllo politico del Parlamento europeo. Il Parlamento gode di
molti canali tramite i quali ricevere informazioni sull’operato delle altre istituzioni ed esercitare
quindi il suo potere di controllo politico.

- Riceve informazioni regolari e periodiche attraverso le relazioni e rapporti da parte di altre


istituzioni, soprattutto della Commissione. La più importante è la relazione generale annuale,
presentata dalla Commissione.

- Il Parlamento europeo deve essere consultato regolarmente dall’Alto rappresentante e informato


sui principali aspetti e sulle scelte fondamentali della politica estera e di sicurezza comune.

- Il Parlamento europeo può anche procurarsi autonomamente informazioni attraverso le


interrogazioni e le audizioni della Commissione, del Consiglio e del Consiglio europeo.

- Il Parlamento europeo può inoltre trarre informazioni e stimoli dall’iniziativa degli individui,
grazie alle petizioni, alle denunce e al ricorso al Mediatore europeo.

22. Quanti sono e come vengono eletti i deputati del Parlamento europeo? I deputati vengono
eletti a suffragio universale diretto. I deputati del Parlamento europeo non sono eletti in egual
numero in ogni Stato membro, ma si tiene conto della composizione demografica degli Stati stessi
(proporzionalità degressiva), pur con la garanzia di un numero minimo di sei deputati per gli Stati
più piccoli e con la previsione di una soglia massima di 96 deputati per Stato. Il numero totale è 751
compreso il Presidente, sono eletti per 5 anni . Oggi, in seguito alla Brexit il numero totale è sceso a
705. Per l’elezione dei componenti del Parlamento europeo ciascuno Stato membro adotta la
propria legge elettorale, nel rispetto dei seguenti principi comuni:

- Obbligo di utilizzare un sistema proporzionale; - Regime delle incompatibilità (in particolare, è


vietato il doppio mandato di parlamentare

europeo e di membro del Parlamento nazionale); - Principio «un elettore – un voto»; - Periodo di
svolgimento delle elezioni; - Momento di inizio dello spoglio delle schede elettorali
23. Descrivere gli aspetti principali dell'evoluzione che ha interessato il Parlamento europeo.
Il Parlamento europeo è l’istituzione che, con l’evolvere del processo di integrazione, ha subito le
trasformazioni più profonde. In origine era chiamato «Assemblea», in seguito ha assunto la
denominazione «Parlamento europeo». Non era eletto a suffragio universale ma i parlamentari
erano designati da ciascun Parlamento nazionale tra i rispettivi componenti. Le prime elezioni a
suffragio universale diretto si tengono nel 1979. Inizialmente il Parlamento europeo non era dotato
di alcun potere decisionale, ma svolgeva un controllo politico sul Consiglio e sulla attività della
Commissione. Per il resto erano previsti pareri obbligatori ma non vincolanti. Progressivamente le
sue competenze si sono accresciute. Oggi le funzioni del Parlamento europeo:

- funzione legislativa (insieme al Consiglio); - funzione di bilancio (insieme al Consiglio); -


controllo politico delle istituzioni europee, in particolare della Commissione (elegge il

presidente della Commissione e ha il potere di obbligare alle dimissioni la Commissione; può


istituire commissioni di inchiesta; può rivolgere interrogazioni alla Commissione e al Consiglio;
elegge il Mediatore europeo);

- funzioni consultive.

LEZIONE 10 24. Da quali membri è composto il Consiglio europeo? Il Consiglio europeo è


composto:

1- Capi di Stato e di governo degli Stati membri; 2- Presidente del Consiglio europeo; 3- Presidente
della Commissione; 4- Partecipa ai lavori l’Alto rappresentante dell’Unione per gli affari esteri e la
politica di

sicurezza

25. Quando e come è nato il Consiglio europeo? E quando è divenuto un'istituzione


dell'Unione? Il Consiglio europeo è stato istituito nel dicembre1974 dal vertice di Parigi. È stato
formalizzato con l’Atto unico europeo del 1986. Ha avuto un riconoscimento con il Trattato di
Maastricht del 1992, che ne ha specificato meglio i profili funzionali. Con il Trattato di Lisbona, il
Consiglio europeo è stato espressamente inserito tra le istituzioni dell’Unione europea. Prima di
Lisbona la presidenza veniva assegnata a rotazione ad ogni membro per una durata di sei mesi , con
l’aggiunta di altri stati il sistema era diventato obsoleto e si stabilì che il Presidente venisse eletto
per una durata di 2 anni e mezzo.

26. Quali sono le funzioni del Consiglio europeo? Il Consiglio europeo è supremo organo di
indirizzo dell’Unione europea. È esclusa espressamente ogni possibile attribuzione al Consiglio
europeo di funzioni legislative. Dopo il Trattato di Lisbona, esso ha tuttavia importanti compiti
decisionali: i suoi atti, anche se privi di natura legislativa, possono produrre effetti giuridici. Le sue
funzioni non sono omogenee. In taluni casi ha funzioni di indirizzo politico In altri casi svolge un
ruolo di politica attiva (come quando decide sulla composizione del Parlamento o sulle formazioni
del Consiglio). In altri ancora esso costituisce una riunione di organi degli Stati membri In alcune
ipotesi, il Consiglio europeo si configura come una sorta di Presidenza collegiale dell’Unione come
ad esempio quando procede alla nomina del proprio Presidente, dell’Alto rappresentante, del
Presidente della Commissione. In altre ipotesi ancora, il Consiglio europeo si configura come una
sorta di istanza di appello rispetto al Consiglio (in alcuni settori, il Consiglio europeo può essere
adito da uno Stato membro che non intenda subire una decisione presa a maggioranza qualificata.
LEZIONE 11 27. Descrivere le funzioni del Consiglio. Funzioni principali del Consiglio:

- Approva gli atti normativi dell’Unione europea (funzione legislativa insieme al Parlamento
europeo).

- Approva il bilancio dell’Unione europea (insieme al Parlamento europeo) - Definisce e coordina


le politiche dell’Unione - Garantisce il coordinamento e la sorveglianza delle politiche economiche
generali degli Stati

membri - Prende le decisioni relative alla politica estera e di sicurezza comune «in base agli

orientamenti generali e alle linee strategiche definiti dal Consiglio europeo». - Conclude accordi
internazionali tra l’Unione e altri Stati o organizzazioni internazionali

28. Quali sono le modalità di deliberazione del Consiglio? Il Consiglio delibera a maggioranza
semplice, a maggioranza qualificata o all’unanimità. La modalità normale di deliberazione del
Consiglio è la maggioranza qualificata. La maggioranza semplice o l’unanimità si applicano solo se
lo prescrivono i Trattati. MAGGIORANZA QUALIFICATA Per il raggiungimento della
maggioranza qualificata sono quindi necessarie due condizioni:

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1- Un quorum numerico minimo, calcolato secondo due parametri: i voti favorevoli devono essere
almeno 15 e devono essere almeno il 55% del totale dei membri del Consiglio;

2- Un quorum demografico minimo: i voti favorevoli devono essere espressi in nome di Stati
membri la cui popolazione complessiva non sia inferiore al 65% della popolazione totale
dell’Unione.

Inoltre la minoranza di blocco deve comprendere almeno quattro membri del Consiglio; in caso
contrario la maggioranza qualificata si considera raggiunta. UNANIMITA’ In parecchi casi i
Trattati prevedono che il Consiglio deliberi all’unanimità. In questi casi, il voto contrario di un solo
Stato membro è sufficiente ad impedire l’approvazione dell’atto. L’astensione di uno Stato
membro, invece, non impedisce l’approvazione dell’atto. MAGGIORANZA SEMPLICE Per le
deliberazioni che richiedono la maggioranza semplice, il Consiglio delibera alla maggioranza dei
membri che lo compongono (maggioranza assoluta) La maggioranza semplice è prevista in pochi
casi e quasi solo per questioni di procedura.

29. Quali sono le uniche formazioni del Consiglio espressamente previste dai Trattati? E come
sono decise le altre formazioni? Le formazioni previste dai trattati per il Consiglio sono quelle
degli affari generali e quelle degli affari esteri. Le altre formazioni sono stabilite con decisione del
Consiglio europeo a maggioranza qualificata.

30. Descrivere la composizione del Consiglio. È composto da un rappresentante per ogni stato
membro, riunisce i ministri degli stati membri , quindi è un organo di stato . Il Consiglio si riunisce
in varie formazioni, vi partecipano di volta in volta i ministri degli stati membri competenti per i
settori interessati. Il consiglio per gli affari generali è sempre presieduto dall’Alto rappresentante,
nelle altre formazioni è presieduto dai rappresentanti degli stati membri, secondo un sistema di
rotazione paritaria (6 mesi).
LEZIONE 12 31. Descrivere ruolo, composizione e compiti del COREPER. Il Consiglio, oltre ad
avere una «articolazione orizzontale» per formazioni (a seconda degli argomenti all’ordine del
giorno), ha anche una «articolazione verticale» destinata a facilitare lo svolgimento delle sue
funzioni. Alla base vi sono un gran numero di gruppi tecnici di lavoro specializzati per materia,
composti da funzionari degli Stati membri, a cui è affidato l’esame tecnico. Successivamente, la
preparazione delle deliberazioni del Consiglio viene ulteriormente perfezionata dal COREPER,
che svolge una valutazione anche politica delle questioni rimaste aperte a livello di gruppo tecnico.
Infine, spetta al Consiglio (composto dai Ministri degli Stati membri), in una delle sue diverse
formazioni (a seconda della materia), adottare la decisione finale. Il COREPER è il Comitato dei
Rappresentanti Permanenti degli Stati membri. Il COREPER non ha una propria identità
indipendente dal Consiglio e non ha un potere deliberativo autonomo. È composto dai
rappresentanti diplomatici di tutti gli Stati membri accreditati presso l’Unione europea.

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È responsabile della preparazione dei lavori del Consiglio e della realizzazione dei compiti attribuiti
al Consiglio. Il COREPER è una sorta di filtro tra Consiglio e Commissione. Il suo compito più
importante è l’esame preliminare di tutte le proposte che la Commissione vuole sottoporre al
Consiglio. Il COREPER delibera sulla proposta della Commissione:

- Se vi è accordo unanime, la proposta viene inserita tra i punti A dell’ordine del giorno del
Consiglio, che provvederà all’approvazione senza discussione

- le altre proposte vengono inserite tra i punti B, accompagnati da una relazione del COREPER, e
necessitano di una discussione in seno al Consiglio.

LEZIONE 13 32. Quanto dura il mandato della Commissione europea? Può terminare
anticipatamente? Il mandato dura 5 anni e può terminare anticipatamente o tramite dimissioni
individuali o collettive oppure tramite una mozione di censura da parte del Parlamento europeo. Le
dimissioni dei singoli membri possono anche essere pronunciate d’ufficio da parte della Corte di
giustizia in caso di violazione di obblighi derivanti dalla loro carica

33. Descrivere i poteri del Presidente della Commissione europea. Compito di:

- definire gli orientamenti delle Commissioni - provvedere all’organizzazione interna della


Commissione - Nominare i vicepresidenti - Potere di obbligare un membro alle dimissioni -
Ripartire le competenze tra i membri .

34. Descrivere la composizione della Commissione europea. La Commissione europea è


composta sa 28 membri uno per ogni Stato membro, incluso il Presidente e l’Alto rappresentante
per gli affari esteri e la politica di sicurezza, scelti tra le personalità di spicco dello stato membro di
appartenenza. Con il trattato di Lisbona si era deciso di ridurre il numero nominando i 2/3 del
numero degli stati membri «a meno che il Consiglio europeo, deliberando all’unanimità, non decida
di modificare tale numero». Il Consiglio europeo in effetti, all’unanimità, con decisione del 22
maggio 2013, ha stabilito che «la Commissione è composta da un numero di membri, compreso il
Presidente e l’Alto rappresentante dell’Unione per gli affari esteri e la politica di sicurezza, pari al
numero degli Stati membri. I membri della Commissione sono scelti in base ai seguenti requisiti: •
competenza generale (professionalità); • impegno europeo; • garanzie di indipendenza.

35. Descrivere le funzioni della Commissione europea. Le funzioni principali della Commissione
europea sono:
- Poteri di iniziativa (in particolare, iniziativa degli atti legislativi europei); - Poteri di esecuzione
(compito di assicurare la corretta esecuzione di tutte le decisioni

assunte a livello europeo)

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- Poteri di controllo (controllo che sia gli Stati membri sia i privati adeguino i loro comportamenti
agli obblighi europei)

- Poteri sanzionatori (in caso di violazione di obblighi europei).

36. Descrivere la procedura di nomina della Commissione europea. La Commissione è


nominata a maggioranza qualificata dal Consiglio europeo ed è soggetta al voto di investitura del
Parlamento europeo. La procedura di nomina della Commissione si suddivide in cinque fasi
PRIMA FASE: individuazione del candidato alla carica di Presidente.

Il Consiglio europeo, decidendo a maggioranza qualificata, propone al Parlamento europeo un


candidato alla carica di Presidente della Commissione.

SECONDA FASE: elezione del candidato Presidente da parte del Parlamento europeo. Il candidato
è eletto dal Parlamento europeo a maggioranza dei membri che lo compongono. Se il candidato non
ottiene la maggioranza, il Consiglio europeo, deliberando a maggioranza qualificata, propone entro
un mese un nuovo candidato

TERZA FASE: individuazione degli altri membri della Commissione. Il Consiglio, di comune
accordo con il Presidente eletto, adotta a maggioranza qualificata l'elenco delle altre personalità che
propone di nominare membri della Commissione, le quali sono selezionate in base alle proposte
presentate dagli Stati membri.

QUARTA FASE: voto di approvazione dell’intera Commissione da parte del Parlamento europeo.
Il Presidente, l’Alto rappresentante dell’Unione per gli affari esteri e la politica di sicurezza e gli
altri membri della Commissione sono soggetti, collettivamente, ad un voto di approvazione del
Parlamento europeo.

QUINTA FASE: nomina della Commissione da parte del Consiglio europeo. Il Consiglio europeo
nomina la Commissione a maggioranza qualificata.

37. Qual è il ruolo della Commissione europea nel quadro istituzionale dell'Unione europea?
La Commissione europea ha il ruolo di promuovere l’interesse generale dell’unione Ha il diritto
d’iniziativa quasi esclusivo. È il «custode dei trattati» (vigila sull’applicazione dei trattati e vigila
sull’applicazione del diritto dell’Unione) È l’«organo esecutivo» dell’Unione europea (responsabile
dinanzi al Parlamento europeo).

LEZIONE 14

38. Quali sono le funzioni dell'Alto rappresentante dell'Unione? L’alto rappresentante:

1- guida la politica estera e di sicurezza comune (PESC) dell’Unione, con il compito di - formulare
proposte per l’elaborazione di tale politica e
- di attuarla in qualità di mandatario del Consiglio

- In qualità di rappresentante dell’Unione per le materie che rientrano nella PESC, l’Alto
rappresentante conduce a nome dell’Unione il dialogo politico con i terzi ed esprime la posizione
dell’Unione nelle organizzazioni internazionali

2- Presiede il Consiglio «Affari esteri».

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3- È uno dei vicepresidenti della Commissione

39. Descrivere la procedura per la nomina (e la revoca) dell'Alto rappresentante dell'Unione.


l’Alto rappresentante è nominato dal Consiglio europeo a maggioranza qualificata, con l’accordo
del Presidente della Commissione. In sede di approvazione collettiva della Commissione, anche
l’Alto rappresentante è soggetto al voto del Parlamento europeo. Tuttavia, a differenza degli altri
membri della Commissione, per l’Alto rappresentante non vale il divieto di sollecitare o accettare
istruzioni da altre istituzioni, dal momento che egli agisce come mandatario del Consiglio. In caso
di mozione di censura da parte del Parlamento europeo nei confronti della Commissione, le
dimissioni investono soltanto la carica dell’Alto rappresentante in seno alla Commissione (della
quale è vicepresidente), e NON anche le sue funzioni in seno al Consiglio e nell’ambito della
PESC. Il Consiglio europeo può porre fine anticipatamente al mandato dell’Alto rappresentante,
con le stesse modalità previste per la nomina.

40. Spiegare le ragioni dell'istituzione dell'Alto rappresentante dell'Unione per gli affari esteri
e la politica di sicurezza. L’Alto rappresentante dell’Unione per gli affari esteri e la politica di
sicurezza è una carica istituita dal Trattato di Lisbona. Finalità di incrementare la coerenza tra le
varie componenti dell’azione esterna dell’Unione europea (PESC, attività del Consiglio «Affari
esteri», attività della Commissione). L’Alto rappresentante, infatti, guida la PESC e ha un ruolo
forte nell’ambito del Consiglio «Affari esteri» e nell’ambito della Commissione.

LEZIONE 15 41. Come vengono nominati i giudici e gli avvocati generali della Corte di
giustizia? Quanto dura il loro mandato? Sono nominati di comune accordo dai governi degli
Stati membri. La nomina avviene previa consultazione di un comitato il quale deve fornire un
parere sull’adeguatezza dei candidati nell’esercizio delle funzioni di giudice e di avvocato generale,
prima che i governi degli stati procedano alle nomine. Il mandato dura 6 anni ed è rinnovabile.

42. Descrivere la composizione della Corte di giustizia dell'Unione europea. La Corte di


giustizia si compone di «un giudice per Stato membro» ed è «assistita da avvocati generali».
Attualmente, i giudici sono 28 (come gli Stati membri) e gli avvocati generali sono 11. Quanto alla
nazionalità degli avvocati generali, il cui numero è inferiore a quello degli Stati membri, la prassi
vuole che vi siano sempre 4 avvocati generali aventi la nazionalità degli Stati membri maggiori,
mentre i posti rimanenti sono ricoperti a rotazione da personalità degli altri Stati membri.

43. Descrivere le funzioni della Corte di giustizia. Assicura il rispetto del diritto
nell’interpretazione e applicazione dei trattati . Le principali funzioni della Corte sono quindi
Giurisdizionali: si pronuncia sui ricorsi presentati da uno stato membro, da una persona fisica o
giudica, e si pronuncia anche in via pregiudiziale su richiesta delle giurisdizioni nazionali
sull’interpretazione del diritto europeo.

14
La Corte di giustizia ha poi anche funzioni di natura consultiva, in base alle quali è chiamata ad
esprimere pareri

LEZIONE 16

44. Descrivere le competenze del Tribunale dell'Unione europea. La competenza del Tribunale
dell’Unione europea non copre tutte le azioni sottoposte al giudizio della Corte di giustizia, alcune
cause sono ancora oggi sottoposte solo alla Corte. Si distingue tra COMPETENZE DIRETTE
(giudice di 1°)

- per i ricorsi di persone fisiche e giuridiche contro le istituzioni e gli altri organi; - ricorsi di
annullamento e ricorsi in carenza proposti da uno stato membro contro la

Commissione; - ricorsi di annullamento proposti da uno stato membro contro il Consiglio ;

COMPETENZE QUALE GIUDICE DI 2° GRADO - Ricorsi proposti contro le decisioni dei


tribunali specializzati. Queste decisioni possono

essere eccezionalmente oggetto di riesame da parte della Corte di Giustizia

45. Descrivere la composizione del Tribunale dell'Unione europea. Il Tribunale si compone di


almeno un giudice per Stato membro. E’ possibile nominare più giudici ma questa possibilità non si
è mai concretizzata . Il tribunale può essere assistito da avvocati generali ma al momento non ve ne
sono. I giudici devono essere professionali, qualificati ed indipendenti

46. Quali ragioni hanno portato all'istituzione del Tribunale dell'Unione europea? Migliorare
il sistema comunitario di tutela giurisdizionale, prevedendo un doppio grado di giudizio;
Alleggerire il carico di lavoro della Corte di giustizia abbreviando in tal modo i tempi giudiziali

47. Cosa sono i tribunali specializzati e come vengono istituiti? I tribunali specializzati sono
incaricati di conoscere il 1° grado di talune categorie di ricorsi proposti in materie specifiche.
L’istituzione dei tribunali specializzati avviene attraverso un regolamento che stabilisce la
composizione e le competenze. Oggi esiste un solo tribunale specializzato: il Tribunale della
funzione pubblica dell’Unione europea. La nomina dei membri è compito del Consiglio. Le
pronunce dei suddetti tribunali possono essere impugnate dinanzi al tribunale. Il riesame della
decisione di quest’ultimo è previsto in via del tutto eccezionale

48. Descrivere la competenza del Tribunale della funzione pubblica. E’ competente in primo
grado a pronunciarsi sulle controversie tra l’Unione e i suoi agenti, comprese le controversie tra gli
organi o tra gli organismi e il loro personale. Il TFP è composto da sette giudici.

15

I giudici del TFP sono nominati all’unanimità dal Consiglio per un periodo di 6 anni, rinnovabile.

LEZIONE 17

49. Descrivere le funzioni della Corte dei conti dell'Unione europea. La Corte dei conti assicura
il controllo sulla gestione finanziaria dell’Unione europea Ha funzioni di controllo e consultive. In
particolare:
- esamina tutte le entrate e le spese dell’Unione - assiste l’autorità di bilancio; - Presenta al
Parlamento e al Consiglio una dichiarazione in cui attesta l’affidabilità dei conti - Presenta, alla
chiusura di ogni esercizio, una relazione annuale

FUNZIONE CONSULTIVA: - Può presentare in ogni momento osservazioni o relazioni speciali su


problemi particolari; - Può dare pareri su richiesta di una delle altre istituzioni dell’UE.

50. Descrivere la composizione della Corte dei conti dell'Unione europea. È composta da un
cittadino di ciascuno Stato membro I membri della Corte dei conti esercitano le loro funzioni in
piena indipendenza, nell’interesse generale dell’Unione. Essi sono designati dai governi dei
rispettivi Stati membri tra personalità che fanno o hanno fatto parte delle istituzioni nazionali di
controllo esterno, o che posseggono una qualifica specifica per tale funzione.

51. Gli atti della Corte dei conti sono impugnabili? Perché? No , non sono impugnabili perché
non sono vincolanti

LEZIONE 18

52. Quali sono le articolazioni interne della BCE? E quali funzioni hanno? Articolazioni interne
della BCE sono: COMITATO ESECUTIVO : Organo permanente composto dal presidente , dal
vice e da 4 membri tutti nominati dal Consiglio europeo a maggioranza qualificata . Competono la
gestione corrente della banca e l’attivazione degli indirizzi di politica monetaria CONSIGLIO
DIRETTIVO : composto dai membri del consiglio esecutivo e dai governatori delle banche centrali
nazionali. Spetta la definizione degli indirizzi generali e della politica monetaria , con funzione
consultiva.

53. Illustrare il ruolo e le funzioni del SEBC (Sistema europeo delle Banche centrali). Il
Sistema europeo delle banche centrali (SEBC) è composto dalla BCE e dalle banche centrali degli
Stati della zona euro. La BCE è il nucleo centrale del SEBC.

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Le funzioni sono: Definire ed attuare la politica monetaria dell’unione; svolgere le operazioni sui
cambi detenere e gestire le riserve ufficiali ; promuovere il regolare funzionamento dei sistemi di
pagamento

54. Illustrare il ruolo e le funzioni della BCE (Banca centrale europea). La BCE ha i seguenti
compiti fondamentali:

- definire e attuare la politica monetaria dell’Unione; - svolgere le operazioni sui cambi; - detenere e
gestire le riserve ufficiali in valuta estera degli Stati membri; - promuovere il regolare
funzionamento dei sistemi di pagamento - ha il diritto esclusivo di autorizzare l’emissione di
banconote in euro all’interno dell’Unione - dispone di un autonomo potere normativo In particolare,
la BCE:

- stabilisce regolamenti e prende decisioni nella misura necessaria per assolvere i compiti

- formula raccomandazioni o pareri. - La BCE ha altresì funzioni consultive. Nei settori che
rientrano nelle sue attribuzioni, essa è

consultata e può formulare pareri


55. Come è mutato il ruolo della BCE a seguito della crisi del debito sovrano? La recente crisi
del debito sovrano ha prodotto un ampliamento di fatto delle funzioni della Banca centrale europea.
L’importanza del ruolo della BCE sarà destinato ad accrescersi ulteriormente con l’approvazione
del progetto di una Unione bancaria. La tendenza all’ampliamento delle funzioni della Banca
centrale europea suscita qualche perplessità con riguardo alla garanzia del principio democratico. A
tale ampliamento, infatti, per ora non è seguito un ampliamento del controllo sull’attività della BCE
da parte del Parlamento europeo o dei Parlamenti nazionali.

LEZIONE 19 56. Descrivere ruolo, composizione e funzioni del Comitato economico e sociale.
Il Comitato economico e sociale esercita funzioni consultive nei confronti del Parlamento europeo,
del Consiglio e della Commissione Il Comitato economico sociale è composto dalle organizzazioni
dei datori di lavoro , lavoratori indipendenti e altri attori rappresentativi della società civile. Il
numero dei membri non può essere superiore a 350. I membri del CES sono nominati dal Consiglio
a maggioranza qualificata «conformemente alle proposte presentate da ciascuno Stato membro» e
«previa consultazione della Commissione». Il mandato è di 5 anni ed è rinnovabile. Ha funzioni
consultive. Il trattato stabilisce i casi in cui il parere è obbligatorio ma non vincolante . Comunque
può essere consultato in altri casi ( parere facoltativo) Il CES può formulare parere anche di propria
iniziativa.

57. Descrivere ruolo, composizione e funzioni del Comitato delle Regioni. Il Comitato delle
regioni esercita funzioni consultive nei confronti del Parlamento europeo, del Consiglio e della
Commissione.

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È composto dai rappresentanti della collettività regionali e locali che sono titolari di un mandato
elettorale nell’ambito di una collettività regionale. Il numero dei membri non può essere superiore a
350. I membri del Comitato delle regioni sono nominati dal Consiglio a maggioranza qualificata
«conformemente alle proposte presentate da ciascuno Stato membro» e «previa consultazione della
Commissione». Il mandato è di 5 anni ed è rinnovabile. Ha funzioni consultive. Il trattato stabilisce
i casi in cui il parere è obbligatorio ma non vincolante . Comunque può essere consultato in altri
casi ( parere facoltativo) Il Comitato delle Regioni può formulare parere anche di propria iniziativa.

LEZIONE 20 58. Che competenze hanno l'Eurojust e l'Europol? L’Eurojust ha competenza in


materia di lotta alla criminalità organizzata. In particolare, «ha il compito di sostenere e potenziare
il coordinamento e la cooperazione tra le autorità nazionali responsabili delle indagini e dell’azione
penale contro la criminalità grave che interessa due o più Stati membri o che richiede un’azione
penale su basi comuni. L’Europol ( Ufficio europeo di polizia ) ha il «compito di sostenere e
potenziare l’azione delle autorità di polizia e la reciproca collaborazione nella prevenzione e lotta
contro la criminalità grave che interessi due o più Stati membri, il terrorismo e le forme di
criminalità che ledono un interesse comune oggetto di una politica dell’Unione

59. Quali possono essere gli obiettivi e i compiti delle agenzie europee? Le agenzie europee
hanno personalità giuridica e una certa autonomia organizzativa e finanziaria. Composizione,
funzioni e poteri variano notevolmente a seconda dei casi, e dipendono dal regolamenti istitutivo.
Gli obiettivi delle agenzie possono essere molteplici:

• Alcune agenzie hanno una funzione di informazione e coordinamento; • Alcune hanno il potere di
adottare decisioni individuali vincolanti o un potere di

raccomandazione; • In certi casi le agenzie rispondono all’esigenza di sviluppare il know - how


scientifico o tecnico in settori specifici.

60. Qual è la ragione dell'istituzione di agenzie europee? La ragione dell’istituzione di agenzie


europee sta

- Nella decentralizzazione funzionale e territoriale: Le agenzie sono localizzate in modo sparso sul
territorio degli Stati membri

- Nella necessità di far fronte ai nuovi compiti di carattere giuridico, tecnico o scientifico.

LEZIONE 21 61. Quali sono i valori dell'Unione europea? Fare qualche esempio. I Trattati non
lasciano all’Unione europea la libertà di definire i propri obiettivi e valori, ma provvedono essi
stessi ed elencarli. Nei primi Trattati comunitari, c’erano solo riferimenti molto sommari ai principi
e valori dell’ordinamento sovranazionale. L’obiettivo/valore fondamentale era quello di assicurare
la pace nel continente europeo. A partire dall’Atto unico europeo, nei Trattati sono stati inseriti
sempre più riferimenti ai principi e valori dell’Unione

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A titolo di esempio si possono citare: rispetto della dignità umana, della libertà, della democrazia,
dell’uguaglianza, dello Stato di diritto e del rispetto dei diritti umani, compresi i diritti delle persone
appartenenti a minoranze, della non discriminazione, della tolleranza, della giustizia, della
solidarietà e dalla parità tra donne e uomini

62. Quali sono gli obiettivi dell'Unione europea? Fare qualche esempio. I Trattati non lasciano
all’Unione europea la libertà di definire i propri obiettivi e valori, ma provvedono essi stessi ed
elencarli. Con il tempo, gli obiettivi e i valori dell’Unione europea si sono arricchiti e ampliati,
divenendo sempre più numerosi e ambiziosi, A titolo di esempio si possono citare: mantenere la
pace e il benessere per i popoli , libertà sicurezza e giustizia , adoperarsi per lo sviluppo sostenibile,
promuovere il progresso scientifico e tecnologico. Gli obiettivi dell’Unione europea sono dunque
eterogenei e ben più ampi di quelli meramente economici che caratterizzavano le originarie
Comunità europee

LEZIONE 22 63. In che cosa consiste il principio di sussidiarietà? E per quali categorie di
competenze dell'UE si applica? Il principio di sussidiarietà implica che, nei settori che non sono di
sua competenza esclusiva, l’Unione interviene soltanto se e in quanto gli obiettivi dell’azione
prevista non possono essere conseguiti in misura sufficiente dagli Stati membri, né a livello centrale
né a livello regionale e locale, ma possono essere conseguiti meglio a livello di Unione I settori di
competenza esclusiva dell’UE sono pochissimi, pertanto il principio di sussidiarietà trova quasi
sempre applicazione e ha un’importanza centrale. Ai Parlamenti nazionali è affidato il compito di
vigilare sul rispetto del principio di sussidiarietà. Ciascun Parlamento nazionale ha infatti il potere
di formulare, entro otto settimane dalla trasmissione di un progetto di atto legislativo, un parere
motivato di non conformità del progetto al principio di sussidiarietà.

64. Quali fattori contribuiscono ad attenuare la rigidità del principio di attribuzione? Il


principio di attribuzione non è del tutto rigido, ma risulta parzialmente temperato da due fattori:
POTERI IMPLICITI In base ad una consolidata giurisprudenza della Corte di giustizia, l’Unione
europea può essere considerata competente ad esercitare un certo potere quando questo risulti
indispensabile per l’esercizio di un potere espressamente previsto o per la realizzazione degli scopi
dell’ente. CLAUSOLA DI FLESSIBILITA’ I Trattati stessi, inoltre, prevedono una parziale
deroga al principio di attribuzione costituita dalla c.d. clausola di flessibilità. «Se un’azione
dell’Unione appare necessaria per realizzare uno degli obiettivi di cui ai trattati senza che questi
ultimi abbiano previsto i poteri di azione richiesti a tal fine, il Consiglio, deliberando all’unanimità
su proposta della Commissione e previa approvazione del Parlamento europeo, adotta le
disposizioni appropriate.

65. Qual è la ratio del principio di proporzionalità? In base al principio di proporzionalità, «il
contenuto e la forma dell’azione dell’Unione si limitano a quanto necessario per il conseguimento
degli obiettivi dei trattati»

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Il principio di proporzionalità si applica sia nei settori di competenza esclusiva, sia nei settori di
competenza concorrente. Esso ha la funzione di tutelare gli Stati membri da interventi dell’UE di
portata ingiustificatamente ampia.

66. Quali novità sono state introdotte dal Trattato di Lisbona in tema di competenze
dell'Unione europea? Il Trattato di Lisbona ha rafforzato i principi di attribuzione, di sussidiarietà
e di proporzionalità, che sono oggi principi applicabili all’intera Unione europea. Il Trattato di
Lisbona, inoltre:

• ha previsto uno speciale sistema di controllo del rispetto del principio di sussidiarietà, affidato ai
Parlamenti nazionali;

• ha codificato la distinzione tra le varie categorie di competenze dell’Unione europea e ha fornito


una loro elencazione categoria per categoria

LEZIONE 23 67. In quante e quali categorie possono distinguersi le competenze dell'Unione


europea? Le competenze dell’Unione europea possono distinguersi fondamentalmente in tre
categorie: • esclusive; • concorrenti; • complementari/parallele L’art. 3 TFUE contiene un elenco
tassativo dei settori di competenza esclusiva dell’Unione europea (Unione doganale; definizione
delle regole di concorrenza necessarie al funzionamento del mercato interno; politica monetaria per
gli Stati membri la cui moneta è l’euro; conservazione delle risorse biologiche del mare nel quadro
della politica comune della pesca; politica commerciale comune). Quando i trattati attribuiscono
all’Unione una competenza esclusiva in un determinato settore, solo l’Unione può legiferare e
adottare atti giuridicamente vincolanti. Gli Stati membri possono farlo autonomamente solo se
autorizzati dall’Unione oppure per dare attuazione agli atti dell’Unione L’art. 4, par. 2, TFUE
contiene un elenco (non tassativo) dei principali settori di competenza concorrente UE/Stati
membri (mercato interno; politica sociale; coesione economica, sociale e territoriale; agricoltura e
pesca; ambiente; protezione dei consumatori; trasporti; reti transeuropee; energia; spazio di libertà,
sicurezza e giustizia; problemi comuni di sicurezza in materia di sanità pubblica). In questi settori,
l’esistenza di una competenza dell’UE non fa venire meno le competenze degli Stati membri, i quali
dovranno tuttavia rispettare e applicare gli atti dell’Unione, laddove questa abbia esercitato la sua
competenza. Nei settori di competenza concorrente, la competenza statale è residuale rispetto a
quella dell’Unione Gli artt. 4, parr. 3-4, 5 e 6 TFUE individuano settori di competenza
complementare o parallela dell’UE (ricerca, sviluppo tecnologico e spazio; cooperazione allo
sviluppo e aiuto umanitario; coordinamento delle politiche economiche, occupazionali e sociali
degli Stati membri; tutela e miglioramento della salute umana; industria; cultura; turismo;
istruzione, formazione professionale, gioventù e sport; protezione civile; cooperazione
amministrativa). In questi casi, la competenza dell’Unione è «parallela» o «complementare»
rispetto a quella degli Stati membri, nel senso che l’azione dell’UE non interferisce con quella degli
Stati (ma si integra con essa) e non preclude a questi ultimi di esercitare la loro competenza.
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68. Nei settori di competenza concorrente, in quale misura gli Stati membri esercitano la loro
competenza? L’art. 4, par. 2, TFUE contiene un elenco (non tassativo) dei principali settori di
competenza concorrente UE/Stati membri (mercato interno; politica sociale; coesione economica,
sociale e territoriale; agricoltura e pesca; ambiente; protezione dei consumatori; trasporti; reti
transeuropee; energia; spazio di libertà, sicurezza e giustizia; problemi comuni di sicurezza in
materia di sanità pubblica). In questi settori, l’esistenza di una competenza dell’UE non fa venire
meno le competenze degli Stati membri, i quali dovranno tuttavia rispettare e applicare gli atti
dell’Unione, laddove questa abbia esercitato la sua competenza. Nei settori di competenza
concorrente, la competenza statale è residuale rispetto a quella dell’Unione

LEZIONE 24 69. In quali casi l'Unione europea è dotata di una competenza esterna? Per
competenza esterna si intende la competenza dell’UE a concludere accordi internazionali. L’Unione
europea, in quanto soggetto autonomo di diritto internazionale, può concludere accordi con altri
soggetti di tale ordinamento (Stati terzi e organizzazioni internazionali). Tuttavia, la competenza
esterna dell’UE non ha portata illimitata, ma deve rispettare anch’essa il principio di attribuzione.
La competenza esterna dell’Unione è esclusiva nei seguenti casi:

• accordi che riguardano settori di competenza esclusiva dell’UE; • accordi la cui conclusione è
prevista in un atto legislativo dell’Unione; • accordi la cui conclusione è necessaria per consentire
all’UE di esercitare le sue

competenze; • accordi la cui conclusione può incidere su norme comuni o modificarne la portata.

In questi settori, la conclusione di un accordo internazionale da parte dell’UE impedisce agli Stati
membri di concludere a loro volta un’accordo nel medesimo campo in alternativa all’Unione.

LEZIONE 25 70. In che cosa si differenziano la procedura legislativa ordinaria e quelle


speciali? Le procedure legislative dell’Unione, sono:

la procedura legislativa ordinaria, di applicazione generale, che consiste nell’adozione congiunta


di un regolamento, di una direttiva o di una decisione da parte del Parlamento europeo e del
Consiglio su proposta della Commissione. La procedura legislativa ordinaria è assolutamente
tipizzata e si svolge sempre secondo le modalità previste.

le procedure legislative speciali, che si applicano soltanto nei casi specifici previsti dai Trattati e
prevedono l’adozione di un regolamento, di una direttiva o di una decisione da parte del Parlamento
europeo con la partecipazione del Consiglio o da parte di quest’ultimo con la partecipazione del
Parlamento europeo. Non sono tipizzate e lo svolgimento di ciascuna di esse è definito di volta in
volta dai Trattati.

71. Sulla base di quali criteri è possibile individuare la corretta base giuridica di un atto? Per
stabilire di volta in volta la procedura decisionale da seguire, occorre definire la base giuridica
dell’atto che si intende adottare, cioè la disposizione dei Trattati che attribuisce alle istituzioni
europee il potere di adottare quel determinato atto.

21

Per poter individuare correttamente la base giuridica, occorre analizzare alcuni elementi oggettivi,
tra cui soprattutto lo scopo e il contenuto dell’atto. Laddove per un determinato atto siano
individuabili una base giuridica di carattere generale e anche una base giuridica più specifica,
occorre privilegiare la base giuridica più specifica. Se uno stesso atto persegue una pluralità di scopi
o ha contenuti eterogenei, la base giuridica deve essere dedotta dal c.d. centro di gravità dell’atto,
mentre non deve tenersi conto di scopi o contenuti secondari o accessori.

Se non è possibile determinare il centro di gravità, l’atto avrà base giuridica plurima. Ciò non sarà
possibile se le disposizioni relative alle varie basi prevedano procedure incompatibili. In questo
caso la procedura da preferire sarà quella che non pregiudichi la partecipazione del Parlamento
europeo alla procedura decisionale. La base giuridica deve essere sempre indicata e rientra
nell’obbligo di motivazione.

72. Come vengono distinte le procedure decisionali attraverso le quali operano le istituzioni
europee? il TFUE distingue tra procedure legislative e procedure non legislative. Le procedure
legislative, riservate all’adozione degli atti legislativi dell’Unione e si distinguono in procedura
legislativa ordinaria e procedure legislative speciali.

Le procedure non legislative sono volte all’adozione di atti di natura diversa.

LEZIONE 26

73. Illustrare l'evoluzione nel tempo di quella che oggi è la procedura legislativa ordinaria.
Originariamente il potere decisionale e il ruolo di legislatore era attribuito al solo Consiglio mentre
il Parlamento europeo poteva solo formulare pareri sulle proposte della Commissione. Le modifiche
apportate nel corso degli anni sono state tutte all’insegna del riconoscimento di un ruolo sempre più
incisivo del Parlamento europeo.

Il primo passaggio di questa evoluzione avviene con l’introduzione da parte dell’Atto unico europeo
del 1986 della c.d. procedura di cooperazione, in base alla quale,

- dopo un primo parere sulla proposta della Commissione,

- il Parlamento europeo era chiamato ad esprimere un secondo parere sulla posizione del Consiglio,

- condizionante per l’adozione finale dell’atto da parte del Consiglio stesso che poteva approvare
l’atto a maggioranza qualificata in caso di parere favorevole del PE, mentre era obbligato
all’unanimità in caso di parere contrario del PE.

Il Trattato di Maastricht ha poi introdotto la c.d. procedura di codecisione molto simile a quella che
oggi chiamiamo procedura legislativa ordinaria. Inizialmente la procedura di codecisione era
prevista in poche ipotesi; successivamente, a partire dal Trattato di Amsterdam, il suo ambito di
applicazione si è progressivamente ampliato, e contemporaneamente si è ridotto sempre di più
quello della procedura di cooperazione, che è infine scomparsa con il Trattato di Lisbona.

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74. In che cosa consiste la procedura legislativa ordinaria? La procedura legislativa ordinaria
consiste nell’adozione congiunta di un regolamento, di una direttiva o di una decisione da parte del
Parlamento europeo e del Consiglio su proposta della Commissione. Si apre con una proposta della
Commissione che deve essere indirizzata simultaneamente al Consiglio e al Parlamento europeo. La
proposta della Commissione viene a questo punto sottoposta ad una serie di letture (al massimo tre)
da parte del Parlamento europeo e del Consiglio. La prima lettura consiste nell’adozione da parte
del Parlamento europeo della propria «posizione» circa la proposta della Commissione. La
posizione del Parlamento europeo viene trasmessa al Consiglio. Se il Consiglio approva la
posizione del Parlamento europeo, l’atto è adottato Se il Consiglio non approva, adotta a
maggioranza qualificata una propria «posizione in prima lettura» e la trasmette al Parlamento
europeo Si passa alla seconda lettura ove il Parlamento europeo ha tre mesi di tempo per approvare,
respingere o emendare la posizione in prima lettura del Consiglio Se il Parlamento europeo approva
la posizione in prima lettura del Consiglio, o omette di deliberare entro tre mesi, l’atto è adottato
nella formulazione che corrisponde alla posizione del Consiglio. Se il Parlamento europeo respinge
la posizione del Consiglio a maggioranza assoluta dei membri che lo compongono, l’atto non è
adottato e la procedura si arresta. Se il Parlamento europeo propone emendamenti a maggioranza
dei membri che lo compongono, il testo così emendato è comunicato al Consiglio e alla
Commissione, la quale formula un parere su tali emendamenti. Nel terzo caso (proposta di
emendamenti), il Consiglio interviene nuovamente per approvare o respingere gli emendamenti del
Parlamento europeo, deliberando entro tre mesi e a maggioranza qualificata Se il Consiglio approva
tutti gli emendamenti, l’atto è adottato. Se il Consiglio non approva tutti gli emendamenti, il
presidente del Consiglio, d’intesa con il presidente del Parlamento europeo, convoca entro sei
settimane il comitato di conciliazione con il compito di approvare un «progetto comune» entro sei
settimane. Il comitato di conciliazione è composto dai membri del Consiglio e del Parlamento
europeo. Esso ha il compito di approvare a maggioranza qualificata un progetto comune entro sei
settimane dalla convocazione. Se il comitato non approva un progetto comune entro sei settimane,
l’atto non è adottato e la procedura si arresta. Se il comitato approva un progetto comune, si passa
alla terza lettura. Nel caso in cui il comitato di conciliazione abbia approvato un progetto comune,
l’atto deve essere definitivamente approvato dal Parlamento europeo e dal Consiglio in terza lettura.
Il Parlamento europeo e il Consiglio dispongono ciascuno di un termine di sei settimane per
adottare l’atto in questione in base al progetto comune; In mancanza di una decisione da parte
dell’una o dell’altra istituzione, l’atto si considera non adottato.

LEZIONE 27 75. Quali sono i modelli prevalenti di procedura legislativa speciale? Che
caratteristiche hanno? Nei casi specifici previsti dai trattati, l’adozione di un regolamento, di una
direttiva o di una decisione da parte del Parlamento europeo con la partecipazione del Consiglio o
da parte di quest’ultimo con la partecipazione del Parlamento europeo costituisce una procedura
legislativa speciale.

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Le procedure legislative speciali si applicano soltanto nei casi specifici previsti dai Trattati. Hanno
in comune soltanto la partecipazione in ogni caso del Parlamento europeo e del Consiglio, mentre
l’esatto svolgimento di ciascuna di esse è definito di volta in volta dai Trattati. Il potere di iniziativa
spetta sempre alla Commissione salvo eccezioni previste dai Trattati. Due sono i modelli di gran
lunga prevalenti: la procedura di consultazione e la procedura di approvazione. PROCEDURA DI
CONSULTAZIONE Nella maggior parte dei casi in cui i Trattati prevedono procedure legislative
speciali, esse consistono nell’adozione dell’atto da parte del Consiglio previa consultazione del
Parlamento europeo (procedura di consultazione). In questi casi, il Parlamento europeo è chiamato
ad emettere un parere consultivo. Si tratta di un parere obbligatorio, ma non vincolante (il Consiglio
è obbligato a consultare il PE, ma è libero di non seguirne il parere).

La consultazione del Parlamento europeo, quando richiesta, deve essere effettiva e regolare (deve
cioè essere effettivamente avvenuta e il parere deve essere stato non solo richiesto, ma anche
emanato prima dell’adozione dell’atto)

Il TFUE non stabilisce alcun termine per l’emanazione del parere da parte del Parlamento europeo.
Tuttavia, il Parlamento europeo è tenuto, in osservanza del principio di leale collaborazione, ad
emanare il parere entro un termine ragionevole. PROCEDURA DI APPROVAZIONE In un
numero limitato di casi, è previsto che l’atto deliberato dal Consiglio sia sottoposto
all’approvazione del Parlamento europeo (procedura di approvazione). Un esempio di procedura di
approvazione: Il Consiglio può deliberare, previa approvazione del Parlamento Europeo, i
provvedimenti per combattere le discriminazioni fondate sul sesso, la razza o l’origine etnica, la
religione o le convinzioni personali, la disabilità, l’età o l’orientamento sessuale. Nei casi in cui la
procedura legislativa speciale richiede l’approvazione del Parlamento europeo, il potere deliberativo
in realtà non appartiene più al solo Consiglio, ma è condiviso con il Parlamento, come nella
procedura legislativa ordinaria. Tuttavia, mentre nella procedura legislativa ordinaria il Parlamento
ha ampio spazio di manovra per la determinazione del contenuto dell’atto, nella procedura di
approvazione esso si limita ad approvare o a respingere l’atto.

76. In che cosa si differenziano la procedura legislativa ordinaria e la procedura di


approvazione? Nei casi in cui la procedura legislativa speciale richiede l’approvazione del
Parlamento europeo, il potere deliberativo in realtà non appartiene più al solo Consiglio, ma è
condiviso con il Parlamento, come nella procedura legislativa ordinaria. Tuttavia, mentre nella
procedura legislativa ordinaria il Parlamento ha ampio spazio di manovra per la determinazione del
contenuto dell’atto, nella procedura di approvazione esso si limita ad approvare o a respingere l’atto

77. In che cosa consistono le procedure legislative speciali? Nei casi specifici previsti dai trattati,
l’adozione di un regolamento, di una direttiva o di una decisione da parte del Parlamento europeo
con la partecipazione del Consiglio o da parte di quest’ultimo con la partecipazione del Parlamento
europeo costituisce una procedura legislativa speciale. Le procedure legislative speciali si applicano
soltanto nei casi specifici previsti dai Trattati. Hanno in comune soltanto la partecipazione in ogni
caso del Parlamento europeo e del Consiglio, mentre l’esatto svolgimento di ciascuna di esse è
definito di volta in volta dai Trattati.

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Due sono i modelli di gran lunga prevalenti: la procedura di consultazione e la procedura di


approvazione.

LEZIONE 28 78. In che cosa consistono le procedure non legislative? Fare qualche esempio.
Spesso i Trattati prevedono l’adozione da parte delle istituzioni europee di atti non legislativi,
stabilendo di volta in volta la procedura decisionale applicabile. La categoria delle procedure non
legislative è molto eterogenea. Esempi Procedure decisionali seguite dal Consiglio europeo:

Il Consiglio europeo non esercita funzioni legislative. I suoi atti, pertanto, non hanno mai natura
legislativa. Esso delibera seguendo procedure diverse da caso a caso.

Procedure applicabili nel settore PESC: Nonostante le modifiche introdotte dal Trattato di
Lisbona, il settore della PESC resta separato rispetto a tutte le altre competenze dell’Unione, anche
con riguardo alle procedure decisionali applicabili. Nessuna delle procedure decisionali utilizzate
nel settore PESC può essere definita legislativa. Il TUE precisa infatti che in tale settore «è esclusa
l’adozione di atti legislativi».

Procedura per la conclusione di accordi internazionali Tale procedura è caratterizzata dal ruolo
centrale del Consiglio, che decide su tutte le fasi. Infatti il Consiglio autorizza l’avvio dei negoziati,
definisce le direttive di negoziato, autorizza la firma e conclude gli accordi.
LEZIONE 29 79. Illustrare le fasi della procedura per la conclusione di accordi internazionali.
Fasi della procedura per la conclusione di accordi internazionali sono Negoziato; Firma; e
Conclusione dell’accordo NEGOZIATO Il negoziato si apre in seguito ad autorizzazione del
Consiglio su raccomandazione della Commissione, oppure dell’Alto rappresentante se si tratta di
accordi che riguardano la PESC.

Il negoziato viene svolto da un negoziatore designato dal Consiglio.

Il Consiglio può impartire direttive al negoziatore.

FIRMA La firma dell’accordo è autorizzata con decisione del Consiglio su proposta del negoziatore

CONCLUSIONE DELL’ACCORDO La conclusione dell’accordo avviene con decisione del


Consiglio su proposta del negoziatore La fase della conclusione dell’accordo segue generalmente il
modello della procedura di consultazione. Il Parlamento europeo, infatti, deve sempre essere
previamente consultato. Il Parlamento europeo formula il parere nel termine che il Consiglio può
fissare.

In mancanza di parere entro detto termine, il Consiglio può deliberare.

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