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UNIVERSITA' L'AQUILA BIBL.FAC.ING. Documento contenuto nel DVD Raccolta Completa UNI 2006.

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Eurocodice 3
NORMA ITALIANA Progettazione delle strutture di acciaio UNI ENV 1993-4-2
S P E R I M E N TA L E Parte 4-2: Silos, contenitori e condotte - Serbatoi

OTTOBRE 2002
Eurocode 3
Design of steel structures
Part 4-2: Silos, tanks and pipelines - Tanks

NORMA EUROPEA SPERIMENTALE


CLASSIFICAZIONE ICS 23.020.10; 91.080.10; 91.010.30

SOMMARIO La norma, sperimentale, fornisce principi e regole applicative per la pro-


gettazione strutturale di serbatoi di acciaio sopraelevati cilindrici verticali
per lo stoccaggio di prodotti liquidi con le seguenti caratteristiche:
a) pressioni interne caratteristiche non minori di -100 mbar e non maggiori
di 500 mbar;
b) temperatura di progetto del metallo nell’intervallo fra -196 °C e + 300 °C;
c) massimo livello di progetto dei liquidi non maggiore della sommità del
guscio cilindrico.
La norma non tratta:
- tetti flottanti e coperture flottanti;
- resistenza all’incendio (consultare la UNI ENV 1993-1-2).

RELAZIONI NAZIONALI

RELAZIONI INTERNAZIONALI = ENV 1993-4-2:1999


La presente norma sperimentale è la versione ufficiale in lingua italiana
della norma europea sperimentale ENV 1993-4-2 (edizione settembre 1999).

ORGANO COMPETENTE Commissione "Ingegneria strutturale"

RATIFICA Presidente dell’UNI, delibera del 5 settembre 2002

UNI © UNI - Milano


Ente Nazionale Italiano Riproduzione vietata. Tutti i diritti sono riservati. Nessuna parte del presente documento
di Unificazione può essere riprodotta o diffusa con un mezzo qualsiasi, fotocopie, microfilm o altro, senza
Via Battistotti Sassi, 11B il consenso scritto dell’UNI.
20133 Milano, Italia

Gr. 11 UNI ENV 1993-4-2:2002 Pagina I


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PREMESSA NAZIONALE
La presente norma costituisce il recepimento, in lingua italiana,
della norma europea sperimentale ENV 1993-4-2 (edizione settem-
bre 1999), che assume così lo status di norma nazionale italiana
sperimentale.
La traduzione è stata curata dall’UNI.
La Commissione "Ingegneria strutturale" dell’UNI segue i lavori euro-
pei sull’argomento per delega della Commissione Centrale Tecnica.
La scadenza del periodo di validità della ENV 1993-4-2 è stata fis-
sata inizialmente dal CEN per settembre 2002.

Le norme UNI sono revisionate, quando necessario, con la pubbli-


cazione di nuove edizioni o di aggiornamenti.
È importante pertanto che gli utilizzatori delle stesse si accertino di es-
sere in possesso dell’ultima edizione e degli eventuali aggiornamenti.
Si invitano inoltre gli utilizzatori a verificare l’esistenza di norme UNI
corrispondenti alle norme EN o ISO ove citate nei riferimenti normativi.

Le norme sperimentali sono emesse, per applicazione provvisoria, in campi in cui viene
avvertita una necessità urgente di orientamento, senza che esista una consolidata espe-
rienza a supporto dei contenuti tecnici descritti.
Si invitano gli utenti ad applicare questa norma sperimentale, così da contribuire a fare
maturare l'esperienza necessaria ad una sua trasformazione in norma raccomandata.
Chiunque ritenesse, a seguito del suo utilizzo, di poter fornire informazioni sulla sua appli-
cabilità e suggerimenti per un suo miglioramento o per un suo adeguamento ad uno stato
dell'arte in evoluzione è pregato di inviare, entro la scadenza indicata, i propri contributi
all'UNI, Ente Nazionale Italiano di Unificazione.

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INDICE

1 GENERALITÀ 1
1.1 Scopo e campo di applicazione ........................................................................................................ 1
1.2 Distinzione fra principi e regole applicative ................................................................................ 1
1.3 Riferimenti normativi ............................................................................................................................... 2
1.4 Definizioni...................................................................................................................................................... 2
1.5 Unità di misura del sistema internazionale (SI) ........................................................................ 3
1.6 Simboli utilizzati nella parte 4-2 dell'Eurocodice 3 .................................................................. 3
1.7 Terminologia ................................................................................................................................................ 5
1.8 Convenzioni sui segni ............................................................................................................................ 6
figura 1.1 Sistemi di coordinate per un serbatoio circolare ................................................................................ 7
figura 1.2 Sistemi di coordinate per un serbatoio rettangolare ......................................................................... 8
figura 1.3 Sistemi di coordinate locali per irrigidimenti meridionali in un guscio o una scatola ............. 9
figura 1.4 Sistemi di coordinate locali per irrigidimenti circonferenziali in un guscio o una scatola ..... 9
figura 1.5 Risultanti delle tensioni nella parete del serbatoio (gusci e scatole)........................................ 11

2 PRINCIPI DI PROGETTAZIONE 11
2.1 Requisiti fondamentali ......................................................................................................................... 11
2.2 Differenziazione dell'affidabilità ...................................................................................................... 11
2.3 Stati limite................................................................................................................................................... 11
2.4 Azioni ed effetti ambientali ................................................................................................................ 12
2.5 Proprietà dei materiali ......................................................................................................................... 12
2.6 Dati geometrici ........................................................................................................................................ 12
2.7 Modellazione del serbatoio per la determinazione degli effetti delle azioni ........... 12
2.8 Progettazione integrata da prove .................................................................................................. 12
2.9 Effetti delle azioni per le verifiche degli stati limite ultimi.................................................. 12
2.10 Durabilità .................................................................................................................................................... 13

3 PROPRIETÀ DEI MATERIALI 13


3.1 Generalità................................................................................................................................................... 13
3.2 Acciai strutturali....................................................................................................................................... 13
3.3 Acciai per recipienti in pressione ................................................................................................... 13
3.4 Acciai inossidabili ................................................................................................................................... 13
3.5 Requisiti di tenacità............................................................................................................................... 13
prospetto 3.1 Temperatura di progetto minima del metallo MDMT basata su LODMAT ............................. 14

4 PRINCIPI DI ANALISI STRUTTURALE 14


4.1 Stati limite ultimi ...................................................................................................................................... 14
4.2 Analisi della struttura del guscio circolare di un serbatoio .............................................. 15
4.3 Analisi della struttura della scatola di un serbatoio rettangolare.................................. 16
4.4 Proprietà ortotrope equivalenti della lamiera ondulata ...................................................... 17

5 PROGETTAZIONE DI PARETI CILINDRICHE 17


5.1 Principio ...................................................................................................................................................... 17
5.2 Distinzione delle forme dei gusci cilindrici ................................................................................ 18
5.3 Resistenza della parete del guscio del serbatoio ................................................................. 18
5.4 Considerazioni relative ad appoggi e aperture ...................................................................... 18
prospetto 5.1 Spessore minimo del corpo del boccaglio......................................................................................... 19
figura 5.1 Fattore di concentrazione delle tensioni per rinforzi ottenuti con boccagli cilindrici............ 20
5.5 Stati limite di esercizio......................................................................................................................... 21

6 PROGETTAZIONE DI TRAMOGGE CONICHE 21

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7 PROGETTAZIONE DI STRUTTURE DI COPERTURA CIRCOLARI 22


7.1 Principio ...................................................................................................................................................... 22
7.2 Distinzione delle forme strutturali delle coperture................................................................ 22
7.3 Resistenza di coperture circolari ................................................................................................... 22
7.4 Considerazioni per le singole forme strutturali ...................................................................... 22
7.5 Stati limite di esercizio ........................................................................................................................ 23

8 PROGETTAZIONE DI GIUNZIONI DI TRANSIZIONE SUL FONDO DEL


GUSCIO E NELLE TRAVATURE AD ANELLO DI APPOGGIO 24

9 PROGETTAZIONE DI SERBATOI RETTANGOLI A LATI PIANI 24


9.1 Principio ...................................................................................................................................................... 24
9.2 Distinzione delle forme strutturali.................................................................................................. 24
9.3 Resistenza di pareti verticali............................................................................................................ 24
9.4 Stati limite di esercizio ........................................................................................................................ 25

10 REQUISITI DI FABBRICAZIONE E MONTAGGIO IN RELAZIONE ALLA


PROGETTAZIONE 25

11 PROGETTAZIONE SEMPLIFICATA 25
11.1 Generalità .................................................................................................................................................. 25
figura 11.1 Struttura di serbatoio in cui è applicabile la progettazione semplificata ................................. 26
11.2 Progettazione della copertura fissa ............................................................................................. 26
figura 11.2 Coordinate della copertura del serbatoio .......................................................................................... 27
figura 11.3 Anello centrale della copertura ............................................................................................................. 29
figura 11.4 Anello di bordo in corrispondenza della giunzione fra il guscio e la copertura .................... 31
11.3 Progettazione del guscio ................................................................................................................... 31
prospetto 11.1 Sezioni traversali di anelli secondari .................................................................................................. 33
11.4 Progettazione del fondo ..................................................................................................................... 33
prospetto 11.2 Spessore nominale minimo del piatto di fondo ............................................................................... 34
prospetto 11.3 Spessore di gola della saldatura d'angolo se la parete del guscio è più sottile della
piastra di fondo o della piastra anulare .............................................................................................. 35
11.5 Progettazione dell'ancoraggio ........................................................................................................ 35

APPENDICE A AZIONI, FATTORI PARZIALI E COMBINAZIONI DI AZIONI SUI SERBATOI 36


(normativa)
A.1 Generalità .................................................................................................................................................. 36
A.2 Azioni ........................................................................................................................................................... 36
figura A.1 Coefficienti di pressione per il carico da vento su un serbatoio cilindrico circolare ............ 38
A.3 Fattori parziali .......................................................................................................................................... 38
A.4 Combinazione di azioni ...................................................................................................................... 39

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Eurocodice 3
PRENORMA EUROPEA Progettazione delle strutture di acciaio ENV 1993-4-2
Parte 4-2: Silos, contenitori e condotte - Serbatoi

SETTEMBRE 1999

Eurocode 3
EUROPEAN PRESTANDARD Design of steel structures
Part 4-2: Silos, tanks and pipelines - Tanks
Eurocode 3
PRÉNORME EUROPÉENNE Calcul des structures en acier
Partie 4-2: Silos, réservoirs et canalisations - Réservoirs
Eurocode 3
EUROPÄISCHE VORNORM Bemessung und Konstruktion von Stahlbauten
Teil 4-2: Silos, Tankbauwerke und Rohrleitungen -Tankbauwerke

DESCRITTORI

ICS 23.020.10; 91.010.30; 91.080.10

La presente norma europea sperimentale (ENV) è stata approvata dal CEN,


come norma per applicazione provvisoria, il 25 dicembre 1998.
Il periodo di validità della presente norma ENV è limitato inizialmente a 3 anni.
I membri del CEN saranno invitati dopo 2 anni a sottoporre i loro commenti, in
particolare per quanto riguarda la sua trasformazione da ENV a norma europea.
I membri del CEN sono tenuti a rendere nota l’esistenza della presente
ENV nello stesso modo utilizzato per una EN e a renderla prontamente di-
sponibile a livello nazionale in una forma appropriata. È possibile mantene-
re in vigore, contemporaneamente alla ENV, norme nazionali contrastanti,
fino alla decisione finale sulla possibile conversione da ENV a EN.
I membri del CEN sono gli Organismi nazionali di normazione di Austria,
Belgio, Danimarca, Finlandia, Francia, Germania, Grecia, Irlanda, Islanda,
Italia, Lussemburgo, Norvegia, Paesi Bassi, Portogallo, Regno Unito, Re-
pubblica Ceca, Spagna, Svezia e Svizzera.

CEN
COMITATO EUROPEO DI NORMAZIONE
European Committee for Standardization
Comité Européen de Normalisation
Europäisches Komitee für Normung
Segreteria Centrale: rue de Stassart, 36 - B-1050 Bruxelles

© 1999 CEN
Tutti i diritti di riproduzione, in ogni forma, con ogni mezzo e in tutti i Paesi, sono
riservati ai Membri nazionali del CEN.

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PREMESSA

Obiettivi degli Eurocodici


(1) Gli “Eurocodici strutturali” costituiscono un gruppo di norme relative alla progettazione
strutturale e geotecnica degli edifici e delle opere di ingegneria civile.
(2) Essi trattano l'esecuzione e il controllo solo nella misura necessaria ad indicare la
qualità dei prodotti da costruzione e il livello di qualificazione della manodopera necessari
per la conformità con le ipotesi delle regole di progetto.
(3) Fino a quando non sarà disponibile la necessaria serie di specifiche tecniche unificate
sui prodotti e sui metodi di prova relativi alle loro prestazioni, alcuni Eurocodici strutturali
tratteranno taluni di questi aspetti in appendici informative.

Cronistoria del programma degli Eurocodici


(4) La Commissione delle Comunità Europee (CEC) iniziò a redigere una serie di regole
tecniche unificate per la progettazione di edifici e di opere di ingegneria civile che
dovevano inizialmente servire come alternativa alle diverse regole in vigore nei vari Paesi
membri e, successivamente, sostituirle. Tali regole tecniche sono state denominate
"Eurocodici strutturali".
(5) Nel 1990, dopo avere consultato i rispettivi Paesi membri, la CEC ha incaricato il CEN
del lavoro di ulteriore sviluppo, pubblicazione e aggiornamento degli Eurocodici strutturali,
e la Segreteria dell'EFTA ha accettato di fornire supporto al lavoro del CEN.
(6) Il Comitato Tecnico CEN/TC 250 è responsabile per tutti gli Eurocodici strutturali.

Programma degli Eurocodici


(7) Sono in fase di redazione i seguenti Eurocodici strutturali, ognuno dei quali general-
mente consta di varie parti:
EN 1991 Eurocode 1 Basis of design and actions on structures;
EN 1992 Eurocode 2 Design of concrete structures;
EN 1993 Eurocode 3 Design of steel structures;
EN 1994 Eurocode 4 Design of composite steel and concrete structures;
EN 1995 Eurocode 5 Design of timber structures;
EN 1996 Eurocode 6 Design of masonry structures;
EN 1997 Eurocode 7 Geotechnical design;
EN 1998 Eurocode 8 Design provisions for earthquake resistance of structures;
EN 1999 Eurocode 9 Design of aluminium structures.
(8) Il CEN/TC 250 ha costituito sottocomitati separati in relazione ai diversi Eurocodici
sopra citati.
(9) La presente Parte 4-2 della ENV 1993 è pubblicata dal CEN come norma europea
sperimentale (ENV) per un periodo di validità iniziale di tre anni.
(10) La presente norma sperimentale è finalizzata all'applicazione sperimentale e alla
presentazione di commenti.
(11) Dopo circa due anni sarà richiesto ai membri CEN di presentare commenti formali
sulla presente norma sperimentale da prendere in considerazione nella messa a punto di
azioni future.
(12) Nel frattempo, suggerimenti e commenti sulla presente norma sperimentale devono
essere inviati alla Segreteria del sottocomitato CEN/TC 250/SC 3 al seguente indirizzo:
BSI Standards
British Standards House
389 Chiswick High Road
London W4 4AL
England
oppure all'ente normatore nazionale.
nota nazionale - per l’Italia: UNI
Via Battistotti Sassi, 11B
20133 MILANO
(tel. 02/70024.1 - fax. 02/70.106.106)

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Documenti di applicazione nazionale (NAD)


(13) Considerando le responsabilità delle autorità nei Paesi membri in fatto di sicurezza,
salute e altre questioni espresse nei requisiti essenziali della Direttiva "Prodotti da Costru-
zione" (CPD), ad alcuni elementi di sicurezza contenuti nella presente norma speri-
mentale sono stati assegnati valori indicativi che sono identificati dal simbolo ("valori
incasellati"). Si prevede che le autorità di ciascun Paese membro rivedano tali "valori
incasellati" e possano, per l'utilizzo nelle applicazioni nazionali, sostituire tali fattori di
sicurezza con valori sostitutivi definitivi.
(14) Alcune delle necessarie norme europee o internazionali di supporto potrebbero non
essere disponibili al momento della pubblicazione della presente norma sperimentale. Si
anticipa quindi che sarà pubblicato da ogni Paese membro o dal corrispondente ente di
normazione un Documento di Applicazione Nazionale (NAD), il quale fornirà eventuali
valori sostitutivi definitivi per i fattori di sicurezza, farà riferimento alle norme di supporto
compatibili e rappresenterà una guida a livello nazionale per l'applicazione della presente
norma sperimentale.
(15) Resta inteso che la presente norma sperimentale è utilizzata insieme al NAD valido
nel Paese in cui si svolgono i lavori edili o di ingegneria civile.

Argomenti specifici della presente norma sperimentale


(16) L'elenco delle parti della ENV 1993 attualmente previste è:
ENV 1993-1-1 General rules and rules for buildings
ENV 1993-1-2 Supplementary rules for structural fire design
ENV 1993-1-3 Supplementary rules for cold formed thin gauge members and sheeting
ENV 1993-1-4 Supplementary rules for stainless steels
ENV 1993-1-5 Supplementary rules for the strength and stability of planar plated
structures without transverse loads
ENV 1993-1-6 Supplementary rules for the strength and stability of shell structures
ENV 1993-1-7 Supplementary rules for the strength and stability of planar plated
structures with transverse loads
ENV 1993-2 Steel bridges
ENV 1993-3-1 Towers and masts
ENV 1993-3-2 Chimneys
ENV 1993-4-1 Silos
ENV 1993-4-2 Tanks
ENV 1993-4-3 Pipelines
ENV 1993-5 Piling
ENV 1993-6 Crane supporting structures
ENV 1993-7 Marine and maritime structures
ENV 1993-8 Agricultural structures
(17) I fattori di sicurezza per serbatoi prodotti in serie (fabbricazione in stabilimento)
possono essere specificati dalle autorità competenti. Quando applicati a serbatoi prodotti
in serie, i fattori in A.3.1 hanno solo fini di guida. Sono indicati per mostrare i più plausibili
livelli necessari a ottenere un'affidabilità coerente con altre progettazioni.
(18) Norme parallele sui serbatoi sono in corso di preparazione da parte del CEN/TC 265.
Queste riflettono la pratica corrente nell'ambito dell'industria petrolifera, petrolchimica e
chimica, che è ancora basata sul concetto delle tensioni ammissibili.
Sebbene i principi della progettazione agli stati limite siano utilizzati in misura crescente
nell'industria delle costruzioni, l'esperienza circa la loro applicazione ai serbatoi di
stoccaggio in acciaio è ancora limitata.
Si prevede che ci sarà una tendenza verso un maggiore utilizzo della progettazione agli
stati limite quando si sarà accumulata più esperienza e i progettisti avranno acquisito una
maggiore familiarità con tale metodologia.

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1 GENERALITÀ

1.1 Scopo e campo di applicazione


(1)P La parte 4.2 dell'Eurocodice 3 fornisce principi e regole applicative per la progetta-
zione strutturale di serbatoi cilindrici di acciaio di tipo verticale fuori terra da adibire allo
stoccaggio di prodotti liquidi con le seguenti caratteristiche:
a) pressioni interne caratteristiche non minori di -100 mbar e non maggiori
di 500 mbar1);
b) temperatura di progetto del metallo nell'intervallo fra -196 °C e +300 °C;
c) massimo livello di progetto dei liquidi non maggiore della sommità del guscio cilin-
drico.
(2)P La presente parte si occupa solo dei requisiti di resistenza e stabilità dei serbatoi di
acciaio. Tutti gli altri requisiti di progettazione sono trattati dal prEN 265001 per serbatoi a
temperatura ambiente o dal prENV 265002 per serbatoi criogenici. Questi altri requisiti
includono fabbricazione, montaggio e prova, prestazione funzionale e dettagli quali passi
d'uomo, flange e dispositivi di riempimento.
(3)P Le disposizioni concernenti i requisiti speciali di progettazione anti-sismica sono
forniti nella ENV 1998-4 (Eurocodice 8 Parte 4 “Design of structures for earthquake
resistance: Silos, tanks and pipelines”), che integra le disposizioni dell'Eurocodice 3
specificamente a tale scopo.
(4) La progettazione delle strutture di sostegno per serbatoi è trattata nella ENV 1993-1-1.
(5) Le fondazioni di calcestruzzo armato per serbatoi di acciaio sono trattate nella
ENV 1992 e nella ENV 1997.
(6) I valori numerici delle azioni specifiche sui serbatoi di acciaio da prendere in conside-
razione nella progettazione sono forniti della ENV 1991-4 "Actions in Silos and Tanks".
Ulteriori disposizioni per le azioni sui serbatoi sono fornite nell'appendice A alla presente
parte 4.2 dell'Eurocodice 3.
(7) La presente parte 4.2 non tratta:
- tetti e coperture galleggianti;
- resistenza all'incendio (consultare la ENV 1993-1-2).
(8) I serbatoi a pianta circolare coperti dalla presente norma sono limitati a strutture
assialsimmetriche, sebbene possano essere soggetti ad azioni non simmetriche e
possano essere vincolati non simmetricamente.

1.2 Distinzione fra principi e regole applicative


(1)P I singoli paragrafi trattati nella presente parte sono distinti, a seconda del loro
carattere, in principi e in regole applicative.
(2)P I principi comprendono:
- affermazioni generali o definitive per le quali non è data alternativa;
- requisiti e modelli analitici per i quali non è permessa alcuna alternativa a meno che
non sia specificamente indicato.
(3) I principi sono identificati dalla lettera P che segue il numero del paragrafo.
(4)P Le regole applicative sono regole riconosciute in senso generale, che seguono i
principi e ne soddisfano i requisiti. Si possono utilizzare regole di progettazione alter-
native, differenti dalle regole applicative fornite nell'Eurocodice, a condizione che sia
dimostrato che la regola alternativa soddisfi i principi corrispondenti e che abbia almeno la
stessa affidabilità.
(5) Nella presente parte le regole applicative sono identificate mediante un numero fra
parentesi, nel modo indicato nel presente paragrafo.

1) Tutte le pressioni sono in mbar a meno che non sia altrimenti specificato.

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1.3 Riferimenti normativi


La presente norma europea sperimentale rimanda, mediante riferimenti datati e non, a
disposizioni contenute in altre norme. Tali riferimenti normativi sono citati nei punti appro-
priati del testo e vengono di seguito elencati. Per quanto riguarda i riferimenti datati,
successive modifiche o revisioni apportate a dette pubblicazioni valgono unicamente se
introdotte nella presente norma europea sperimentale come aggiornamento o revisione.
Per i riferimenti non datati vale l'ultima edizione della pubblicazione alla quale si fa riferimento.
ENV 1090 Execution of steel structures
ENV 1991 Eurocode 1: Basis of design and actions on structures
Parte 1 Basis of design
Parte 2.1 Densities, self weight and imposed loads
Parte 2.2 Actions on structures exposed to fire
Parte 2.3 Snow loads
Parte 2.4 Wind loads
Parte 2.5 Thermal loads
Parte 4 Actions on silos and tanks
ENV 1993 Eurocode 3: Design of steel structures
Parte 1.1 General rules and rules for buildings
Parte 1.3 General rules - Supplementary rules for cold formed thin gauge
members and sheeting
Parte 1.6 General rules - Supplementary rules for the strength and stability
of shell structures
Parte 1.7 General rules - Supplementary rules for planar plated structures
loaded transversely
Parte 4.1 Silos
ENV 1997 Eurocode 7: Geotechnical design
ENV 1998 Eurocode 8: Design provisions for earthquake resistance of structures
Parte 4 Silos, tanks and pipelines
prEN 265001 Specification for the design and manufacture of site built, vertical,
cylindrical, flat bottomed, above ground, welded, metallic tanks for
the storage of liquids at ambient temperatures
prEN 265002 Specification for the design and manufacture of welded, metallic
tanks for the storage of liquids at cryogenic temperatures
ISO 1000 SI Units
ISO 8930 General principles on reliability for structures - List of equivalent
terms

1.4 Definizioni
(1) Per la presente parte 4.2 della ENV 1993 si applicano, salvo diversamente indicato, le
definizioni definite nella ENV 1991-1 per l'utilizzo comune negli Eurocodici strutturali e le
definizioni fornite nella ISO 8930, tuttavia ai fini della presente parte 4.2 sono fornite
anche le definizioni seguenti.

1.4.1 guscio: Una struttura ricavata da una sottile parete curva. Questo termine ha anche un
significato speciale per i serbatoi: vedere 1.7.2.

1.4.2 guscio assialsimmetrico: La struttura di un guscio la cui forma è definita dalla rotazione di
una linea meridionale attorno ad un asse centrale.

1.4.3 scatola: Una struttura formata dall'assemblaggio di pareti piane in una forma chiusa tridi-
mensionale. Ai fini della presente norma, la scatola ha dimensioni che sono generalmente
comparabili in tutte le direzioni.
Nota Non c'è alcuna direzione che può essere comparata con la luce di un ponte a travatura scatolare.

1.4.4 direzione meridionale: La tangente alla parete del serbatoio in un piano verticale in
qualsiasi punto. Varia a seconda dell'elemento strutturale preso in considerazione. In
alternativa, è la direzione verticale o inclinata sulla superficie della struttura che prende-
rebbe una goccia di pioggia scorrendo sulla superficie.

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1.4.5 direzione circonferenziale: La tangente orizzontale alla parete del serbatoio in un qualsiasi
punto. Varia attorno al serbatoio, giace nel piano orizzontale ed è tangenziale alla parete
del serbatoio indipendentemente dal fatto che il serbatoio sia circolare o rettangolare in
pianta.

1.4.6 superficie media: Questo termine è utilizzato per fare riferimento sia alla superficie inter-
media neutra nel caso di guscio soggetto a flessione semplice, sia al piano intermedio di
una parete piana che forma parte di una scatola.

1.5 Unità di misura del sistema internazionale (SI)


(1)P Le unità di misura del sistema internazionale devono essere utilizzate in conformità
con la ISO 1000.
(2) Per i calcoli, si raccomandano le seguenti unità di misura, tra loro compatibili:
- dimensioni e spessori : m mm
3
- peso unitario : kN/m N/mm3
- forze e carichi : kN N
- forze e carichi distribuiti : kN/m N/mm
- pressioni e azioni distribuite su un'area : kPa MPa
3
- massa unitaria : kg/m kg/mm3
- accelerazione : km/s2 m/s2
- risultanti delle tensioni membranali : kN/m N/mm
- risultanti delle tensioni flessionali : kNm/m Nmm/mm
- tensioni e moduli elastici : kPa MPa (= N/mm2)
(3) Fattori di conversione
1 mbar = 100 N/m2 = 0,1 kPa

1.6 Simboli utilizzati nella parte 4.2 dell'Eurocodice 3

1.6.1 Caratteri romani maiuscoli


A area della sezione trasversale;
A1, A2 area della flangia superiore e inferiore dell'anello centrale della copertura;
D diametro del serbatoio;
E modulo di Young;
H altezza di parte della parete del guscio rispetto alla superficie del liquido;
massima altezza di progetto del liquido;
H0 altezza del guscio del serbatoio;
I momento d'inerzia della sezione trasversale;
K coefficiente per la progettazione nei riguardi dell'instabilità;
L altezza del segmento di guscio o lunghezza di taglio dell'irrigidimento;
M momento flettente in un elemento strutturale;
N forza assiale in un elemento strutturale;
P carico verticale sul travicello di copertura;
R raggio di curvatura del guscio non cilindrico;
T temperatura;
W modulo di resistenza elastico; peso.

1.6.2 Caratteri romani minuscoli


a lunghezza laterale di un'apertura rettangolare nel guscio;
b lunghezza laterale di un'apertura rettangolare nel guscio; larghezza di una parete
piana in una sezione trasversale;

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cp coefficiente per il carico dovuto alla pressione del vento;


d diametro del passo d'uomo o del boccaglio;
e distanza della fibra esterna dell'asse da trave rispetto all’asse della trave;
fy resistenza allo snervamento di progetto dell'acciaio;
fu resistenza ultima dell'acciaio;
h rialzo della copertura (altezza dell'apice di una copertura a cupola al disopra del
piano della sua giunzione con il guscio del serbatoio); altezza di ogni corso nel
guscio del serbatoio;
j fattore di efficienza dei giunti; fattore di concentrazione della tensione; indice dei
corsi nella parete del guscio;
m momento flettente per unità di larghezza;
n risultante della tensione membranale; numero di travicelli in una copertura di un
serbatoio circolare;
p carico distribuito (non necessariamente normale alla parete);
pn pressione normale alla parete del serbatoio (verso l'esterno);
r raggio della superficie media della parete cilindrica del serbatoio;
t spessore della parete
w larghezza minima della piastra anulare di fondo;
x coordinata radiale della copertura di un serbatoio;
y coordinata verticale locale della copertura di un serbatoio; fattore di sostituzione
utilizzato nella progettazione di aperture rinforzate;
z coordinata assiale globale; coordinata lungo l'asse verticale di un serbatoio assial-
simmetrico (guscio di rotazione).

1.6.3 Caratteri greci


α pendenza della copertura;
β inclinazione del fondo del serbatoio rispetto alla verticale; = π/n dove n è il numero di
travicelli;
γF fattore parziale per le azioni;
γM fattore parziale per la resistenza dei materiali;
δ inflessione;
∆ variazione in una variabile;
ν modulo di Poisson;
θ coordinata circonferenziale attorno al guscio;
σ tensione normale;
τ tensione di taglio.

1.6.4 Pedici
E equivalente;
F a metà distanza; azione;
a anulare;
d valore di progetto;
i interno; diretto verso l'interno; variabile di conteggio;
k anello centrale della copertura;
k valore caratteristico;
m valore medio;
min valore minimo consentito;
n nominale; normale alla parete;

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o esterno; diretto verso l'esterno;


p pressione;
r radiale; anello;
R resistenza;
s in corrispondenza dell’appoggio;
s parete del guscio;
x meridionale; radiale; assiale;
y circonferenziale; trasversale; snervamento;
0 valore di riferimento;
1 superiore;
2 inferiore;
θ circonferenziale (gusci di rotazione).

1.7 Terminologia
In aggiunta alla parte 1 della ENV 1993 (e alla parte 4 della ENV 1991), ai fini della
presente parte 4.2 si applica la seguente terminologia.

1.7.1 serbatoio: Un serbatoio è un contenitore per lo stoccaggio di prodotti liquidi. Nella


presente norma si presuppone che sia prismatico con un asse verticale (ad eccezione di
parti del fondo e della copertura del serbatoio).

1.7.2 guscio: Il guscio è la parete cilindrica del serbatoio a pianta circolare. Sebbene
quest'accezione crei qualche leggera confusione se confrontata con la definizione fornita
in 1.4.1, il termine è così ampiamente utilizzato nei due significati che in quest'ambito sono
stati mantenuti entrambi. Nei casi in cui si può venire a creare confusione, è utilizzato il
termine alternativo "parete cilindrica".

1.7.3 parete del serbatoio: Le pareti piane metalliche che formano le pareti verticali, la copertura
o il fondo di una tramoggia sono denominati "pareti del serbatoio". Questo termine non è
limitato alle pareti verticali.

1.7.4 corso: La parete cilindrica del serbatoio si ottiene realizzando giunti orizzontali fra una
serie di brevi sezioni cilindriche, ognuna delle quali è formata realizzando giunti verticali
fra singole pareti curve. Un breve cilindro senza giunti orizzontali è denominato corso.

1.7.5 tramoggia: Una tramoggia è una sezione convergente verso il fondo del serbatoio. È
utilizzata per incanalare i fluidi verso un'uscita di scarico a gravità (solitamente quando
contengono solidi in sospensione).

1.7.6 giunzione: Una giunzione è il punto di incontro di due o più segmenti o pareti piane del
guscio. Può includere o meno un irrigidimento: il punto di fissaggio di un irrigidimento ad
anello al guscio o alla scatola può essere trattato come una giunzione.

1.7.7 giunzione di transizione: La giunzione di transizione è la giunzione fra la parete verticale


e la tramoggia. La giunzione può essere alla base della parete verticale o nel suo percorso
verso il basso.

1.7.8 giunzione guscio-copertura: La giunzione guscio-copertura è la giunzione fra la parete


verticale e la copertura. È a volte denominata giunzione del cornicione di gronda, sebbene
questo utilizzo sia più comune per stoccaggi di solidi.

1.7.9 irrigidimento longitudinale: Un irrigidimento longitudinale è una membratura di irrigidi-


mento locale che segue il meridiano di un guscio e che rappresenta una generatrice del
guscio di rotazione. È previsto per aumentare la stabilità, oppure per collaborare all’assor-
bimento di carichi locali oppure per sostenere carichi assiali. Non è destinato a offrire una
capacità primaria di sostegno del carico per la flessione dovuta a carichi trasversali.

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1.7.10 nervatura: Una nervatura è una membratura locale che offre un percorso primario di
sostegno per carichi che causano una flessione lungo il meridiano di un guscio o di una
parete piana, rappresentando una generatrice del guscio di rivoluzione o un irrigidimento
verticale in una scatola. È utilizzata per distribuire carichi trasversali sulla struttura
mediante azione flettente.

1.7.11 irrigidimento ad anello: Un irrigidimento ad anello è una membratura di irrigidimento locale


che passa attorno alla circonferenza della struttura in un dato punto del meridiano. Si
presuppone che non abbia rigidezza nel piano meridionale della struttura. È destinato ad
aumentare la stabilità o a sostenere carichi locali, non come un elemento primario di
sostegno del carico. In un guscio di rivoluzione è circolare mentre in strutture rettangolari
assume la forma rettangolare della sezione in pianta.

1.7.12 anello di base: Un anello di base è una membratura strutturale che passa attorno alla
circonferenza della struttura alla base e fornisce i mezzi di fissaggio della struttura alla
fondazione o ad un altro elemento. È richiesto per assicurare che le condizioni presunte
al contorno siano effettivamente raggiunte.

1.7.13 travatura ad anello o trave ad anello: Una travatura ad anello o trave ad anello è un irrigidi-
mento circonferenziale che presenta rigidità e resistenza alla flessione sia nel piano della
sezione circolare di un guscio o nella sezione in pianta di una struttura rettangolare sia
nella normale a detto piano. È un elemento primario di sostegno del carico, utilizzato per
distribuire carichi locali nella struttura del guscio o della scatola.

1.7.14 appoggio continuo: Un serbatoio su appoggio continuo è un serbatoio in cui tutte le


posizioni attorno alla circonferenza sono sostenute in modo identico. Scostamenti di lieve
entità da questa condizione (per esempio una piccola apertura) non influiscono necessa-
riamente sull'applicabilità della definizione.

1.7.15 appoggio isolato: Un appoggio isolato è una configurazione in cui un serbatoio è sostenuto
utilizzando una staffa o una colonna locale, con un numero limitato di stretti appoggi
attorno alla circonferenza del serbatoio.

1.8 Convenzioni sui segni

1.8.1 Convenzioni per il sistema di riferimento della struttura globale del serbatoio per serbatoi
circolari
(1) La convenzione sui segni qui fornita è per la struttura del serbatoio completa e
riconosce che il serbatoio non è una membratura strutturale. È necessario prestare atten-
zione con i sistemi di coordinate per garantire che le coordinate locali associate con
membrature fissate alla parete del guscio e i carichi espressi nelle direzioni delle
coordinate locali, ma definiti mediante una coordinata globale, non siano confusi.
(2) In generale, la convenzione per il sistema di riferimento della struttura globale del
serbatoio è in coordinate cilindriche (vedere figura 1.1) come segue:
Sistema di coordinate
- Coordinata lungo l'asse centrale di un guscio di rotazione z
- Coordinata radiale r
- Coordinata circonferenziale θ
(3) La convenzione per direzioni positive è:
- Direzione verso l'esterno positiva (pressione interna positiva, spostamenti verso
l'esterno positivi)
- Sollecitazioni di trazione positive (eccetto nelle equazioni di instabilità dove la
compressione è positiva)
(4) La convenzione per azioni distribuite sulla superficie della parete del serbatoio è:
- Pressione normale al guscio (verso l'esterno) pn

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figura 1.1 Sistemi di coordinate per un serbatoio circolare


Legenda
a) Sistema di coordinate generale
b) Coordinate e carico del guscio del serbatoio: sezione
1 Polo
2 Centro istantaneo di curvatura meridionale
3 Meridiano del guscio
4 Copertura
5 Guscio
6 Transizione
7 Fondo

z z 4
s

1
5
p
6
3
p
2
r 7

a) b)

1.8.2 Convenzioni per il sistema di riferimento della struttura globale del serbatoio per serbatoi
rettangolari
(1) La convenzione sui segni qui fornita è per la struttura del serbatoio completa e
riconosce che il serbatoio non è una membratura strutturale. È necessario prestare atten-
zione con i sistemi di coordinate per garantire che le coordinate locali associate con
membrature fissate alla parete della scatola e i carichi espressi nelle direzioni delle
coordinate locali ma definiti mediante una coordinata globale non siano confusi.
(2) In generale, la convenzione per il sistema di riferimento della struttura globale del
serbatoio è in coordinate cartesiane x, y, z, in cui la direzione verticale è considerata come
z (vedere figura 1.2).
(3) La convenzione per direzioni positive è:
- Direzione verso l'esterno positiva (pressione interna positiva, spostamenti verso
l'esterno positivi)
- Sollecitazioni di trazione positive (eccetto nelle equazioni di instabilità dove la
compressione è positiva)
- Tensioni di taglio: vedere 1.8.4
(4) La convenzione per azioni distribuite sulla superficie della parete del serbatoio è:
- Pressione normale alla scatola (verso l'esterno) p

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figura 1.2 Sistemi di coordinate per un serbatoio rettangolare


Legenda
a) Sistema di coordinate generale
b) Coordinate e carico della scatola del serbatoio: sezione
1 Meridiano della scatola
2 Copertura
3 Parete
4 Fondo

z z 2
1

p
3

y p

4
x
x

a) b)

1.8.3 Convenzioni per gli assi di elementi strutturali in serbatoi circolari e rettangolari
(1) La convenzione per elementi strutturali fissati alla parete del serbatoio (vedere
figure 1.3 e 1.4) è differente per membrature meridionali e circonferenziali.
(2) La convenzione per elementi strutturali meridionali diritti [vedere figura 1.3 a)] fissati
alla parete del serbatoio (sia per un guscio sia per una scatola) è:
- Coordinata meridionale per cilindro, tramoggia ed elemento di fissaggio della
copertura x
- Asse di flessione forte (parallelo alle flange) y
- Asse di flessione debole (perpendicolare alle flange) z

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figura 1.3 Sistemi di coordinate locali per irrigidimenti meridionali in un guscio o una scatola
Legenda
a) Irrigidimento e assi di flessione
b) Assi locali in differenti segmenti
1 Copertura
2 Guscio
3 Fondo

x
z 1

3
x
z
x
y

z
b)
a)

figura 1.4 Sistemi di coordinate locali per irrigidimenti circonferenziali in un guscio o una scatola
Legenda
a) Irrigidimento e assi di flessione
b) Assi locali in differenti segmenti
1 Copertura
2 Guscio
3 Fondo

z
r 1
z

r 2

3
z
r

a) b)

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(3) La convenzione per elementi strutturali circonferenziali curvi [vedere figura 1.4 a)]
fissati alla parete del serbatoio è:
- Asse delle coordinate circonferenziali (curve) θ
- Asse radiale r
- Asse verticale z
(4) La convenzione per elementi strutturali circonferenziali diritti fissati ad una scatola è:
- Asse circonferenziale x
- Asse orizzontale y
- Asse verticale z

1.8.4 Convenzioni per le risultanti di tensione per serbatoi circolari e serbatoi rettangolari
(1) La convenzione utilizzata per i pedici che indicano le forze membranali è: "Il pedice
deriva dalla direzione in cui la tensione normale è indotta dalla forza".
Risultanti delle tensioni membranali, vedere figura 1.5:
nx risultante delle tensioni membranali meridiane;
nθ risultante delle tensioni membranali circonferenziali nei gusci;
ny risultante delle tensioni membranali circonferenziali nelle scatole rettan-
golari;
nxy o nxθ risultante delle tensioni membranali di taglio.
Tensioni membranali:
σmx tensione membranale meridionale;
σmθ tensione membranale circonferenziale nei gusci;
σmy tensione membranale circonferenziale nelle scatole rettangolari;
τmxy o τmxθ tensione membranale di taglio.
(2) La convenzione utilizzata per i pedici che indicano i momenti è: "Il pedice deriva dalla
direzione in cui la tensione normale è indotta dal momento"
Nota Questa convenzione sulle pareti e sui gusci si discosta dalle convenzioni sulle travi e sulle colonne utilizzate
nell'Eurocodice 3: parti 1.1 e 1.3. Occorre prestare attenzione quando le si utilizza congiuntamente a queste
disposizioni.
Risultanti delle tensioni flessionali, vedere figura 1.5:
mx momento flettente meridionale per larghezza unitaria;
mθ momento flettente circonferenziale per larghezza unitaria nei gusci;
my risultante della tensione flessionale circonferenziale nelle scatole rettan-
golari;
mxy o mxθ momento torcente di taglio per unità di larghezza.
Tensioni flessionali:
σbx tensione flessionale meridionale;
σbθ tensione flessionale circonferenziale nei gusci;
σby tensione flessionale circonferenziale nelle scatole rettangolari;
τbxy o τbxθ tensione tangenziale da torsione.
Tensioni superficiali interne ed esterne:
σsix, σsox tensione superficiale interna, esterna meridionale;
σsiθ, σsoθ tensione superficiale interna, esterna circonferenziale nei gusci;
σsiy, σsoy tensione superficiale interna, esterna circonferenziale nelle scatole rettan-
golari;
τsixy, τsoxy tensione superficiale interna, esterna di taglio.

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figura 1.5 Risultanti delle tensioni nella parete del serbatoio (gusci e scatole)
Legenda
a) Risultanti delle tensioni membranali
b) Risultanti delle tensioni flessionali
mxy
nx
nxy mx

my
mxy
ny

nxy my
mxy
ny

mx
nx mxy

a) b)

2 PRINCIPI DI PROGETTAZIONE

2.1 Requisiti fondamentali


(1)P Un serbatoio deve essere progettato, costruito e sottoposto a manutenzione per
soddisfare i requisiti della sezione 2 della ENV 1991-1 con le seguenti integrazioni.
(2)P Si deve attribuire speciale considerazione alle situazioni in fase di montaggio.

2.2 Differenziazione dell'affidabilità


(1)P Per i serbatoi si devono adottare differenti livelli di affidabilità, a seconda delle
possibili conseguenze economiche e sociali del loro collasso.
(2)P Nella presente parte si devono utilizzare tre classi di affidabilità in relazione alla
sicurezza strutturale e all'esercizio: Classi di affidabilità 1, 2 e 3.
(3) La classe di affidabilità dovrebbe essere concordata fra il progettista, il cliente e
l'autorità competente. La classificazione dei serbatoi dovrebbe basarsi su quanto segue:
- Classe di affidabilità 3: Serbatoi per lo stoccaggio di liquidi o gas liquidi con poten-
ziale tossico o esplosivo e serbatoi di grandi dimensioni con liquidi infiammabili o
inquinanti dell'acqua in aree urbane. Dove necessario, per queste strutture si
dovrebbero prendere in considerazione carichi d'emergenza, vedere
appendice A.2.13.
- Classe di affidabilità 2: Serbatoi di medie dimensioni con liquidi infiammabili o
inquinanti dell'acqua in aree urbane.
- Classe di affidabilità 1: Serbatoi agricoli o serbatoi contenenti acqua.

2.3 Stati limite


(1)P Per la presente parte devono essere adottati gli stati limite definiti nella sezione 3
della ENV 1991-1.

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2.4 Azioni ed effetti ambientali

2.4.1 Generalità
(1)P Devono essere soddisfatti i requisiti generali della sezione 4 e della sezione 9 della
ENV 1991-1.

2.4.2 Combinazioni delle pressioni dei liquidi con altre azioni


(1) I fattori parziali per azioni su serbatoi si dovrebbero ottenere dall'appendice A.
(2) Le combinazioni di azioni dovrebbero essere conformi all'appendice A.

2.5 Proprietà dei materiali


(1)P Si devono seguire i requisiti generali per le proprietà dei materiali indicati nella
sezione 5 della ENV 1991-1.
(2) Si dovrebbero utilizzare le proprietà specifiche dei materiali per serbatoi fornite nella
sezione 3 della presente parte.

2.6 Dati geometrici


(1) Si possono utilizzare le informazioni generali sui dati geometrici fornite nella sezione 6
della ENV 1991-1.
(2) Si possono utilizzare le informazioni addizionali specifiche per le strutture dei gusci
fornite nella ENV 1993-1-6.
(3) Nei calcoli si dovrebbero utilizzare gli spessori delle pareti forniti in 4.1.2.

2.7 Modellazione del serbatoio per la determinazione degli effetti delle azioni
(1)P Si devono seguire i requisiti generali della sezione 7 della ENV 1991-1.
(2) I requisiti specifici per l'analisi strutturale in relazione all'esercizio definiti in 5.5, 7.5
e 9.4 dovrebbero essere utilizzati per i corrispondenti segmenti strutturali.
(3) Si dovrebbero applicare i requisiti specifici per l'analisi strutturale in relazione agli stati
limite ultimi definiti in 5.3, 7.3 e 9.3 (e più dettagliatamente nella ENV 1993-1-6).

2.8 Progettazione integrata da prove


(1) Per la progettazione integrata da prove, si dovrebbe fare riferimento alla sezione 8
della ENV 1991-1 e alla sezione 8 della ENV 1993-1-1.

2.9 Effetti delle azioni per le verifiche degli stati limite ultimi

2.9.1 Generalità
(1)P Si devono soddisfare i requisiti generali della sezione 9 della ENV 1991-1.

2.9.2 Fattori parziali per gli stati limite ultimi

2.9.2.1 Fattori parziali per le azioni sui serbatoi


(1) Per situazioni di progettazione persistenti e transitorie, si dovrebbero utilizzare i fattori
parziali forniti in A.3.1.
(2) I fattori di sicurezza per serbatoi prodotti in serie (fabbricazione in stabilimento)
possono essere specificati dalle autorità competenti.
Nota Quando applicati a serbatoi prodotti in serie, i fattori in A.3.1 hanno solo fini di guida. Sono indicati per
mostrare i probabili livelli necessari a ottenere un'affidabilità coerente con altre progettazioni.

2.9.2.2 Fattori parziali di resistenza


(1) Si dovrebbero utilizzare i fattori parziali di resistenza forniti nell'appendice A.3.2.
(2) Per la verifica a fatica, si dovrebbe fare riferimento alla sezione 9 della ENV 1993-1-6.

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2.9.3 Stati limite di esercizio


(1) Quando nei corrispondenti punti che trattano degli stati limite di servizio sono fornite
regole di conformità semplificate, non occorre eseguire calcoli dettagliati utilizzando
combinazioni di azioni.
(2) I valori di γM dovrebbero essere considerati come 1,0 per tutti gli stati limite di
esercizio, tranne dove altrimenti indicato.

2.10 Durabilità
(1)P Si devono seguire i requisiti generali di 2.5 della ENV 1991-1.

3 PROPRIETÀ DEI MATERIALI

3.1 Generalità
(1) I valori nominali delle proprietà dei materiali forniti nella presente norma sperimentale
dovrebbero essere adottati come valori caratteristici nei calcoli di progetto.
(2) Si possono anche utilizzare le altre proprietà dei materiali fornite nelle corrispondenti
norme di riferimento definite nell'appendice B della ENV 1993-1-1.

3.2 Acciai strutturali


(1) I metodi per la progettazione mediante calcolo forniti nella presente parte 4-2 della
ENV 1993 possono essere utilizzati per acciai strutturali conformi alla EN 10025 o alla
EN 10113 e inclusi nella ENV 1993-1-1.
(2) Le proprietà meccaniche degli acciai strutturali in conformità alla EN 10025 o alla
EN 10113 dovrebbero essere ricavate dalla ENV 1993-1-1.

3.3 Acciai per recipienti in pressione


(1) I metodi per la progettazione mediante calcolo forniti nella presente parte 4-2 della
ENV 1993 possono essere utilizzati per gli acciai per recipienti in pressione conformi alla
EN 10028 a condizione che:
- la resistenza allo snervamento rientri nell'intervallo contemplato dalla ENV 1993-1-1;
- il limite di deformazione non sia minore del valore minimo che, per gli acciai in
conformità alla ENV 1993-1-1, hanno la stessa resistenza allo snervamento speci-
ficata;
- il rapporto fu/fy non sia minore di 1,20.
(2) Le proprietà meccaniche degli acciai per recipienti in pressione dovrebbero essere
considerate in conformità alla EN 10028.

3.4 Acciai inossidabili


(1) I metodi per la progettazione mediante calcolo forniti nella presente parte 4-2 della
ENV 1993 possono essere utilizzati per gli acciai inossidabili conformi alla EN 10088 e
inclusi nella ENV 1993-1-4.
(2) Le proprietà meccaniche degli acciai inossidabili in conformità alla EN 10088
dovrebbero essere ricavate dalla ENV 1993-1-4.

3.5 Requisiti di tenacità

3.5.1 Generalità
(1) I requisiti di tenacità dovrebbero essere determinati in conformità all'appendice C della
ENV 1993-2, prendendo in considerazione la classe di fatica.
(2) Si dovrebbe utilizzare la temperatura di progetto minima del metallo MDMT in
conformità a 3.5.2 e al prospetto 3.1.
Nota MDMT sostituisce Ted.

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3.5.2 Temperatura di progetto minima del metallo


(1) La temperatura di progetto minima del metallo MDMT dovrebbe essere la minore fra le
temperature minime del contenuto e quelle fornite nel prospetto 3.1.
(2) Il valore minimo giornaliero della temperatura ambiente media LODMAT dovrebbe
essere considerato come la temperatura minima registrata ricavata dalla media di un
periodo di 24 h. Se le registrazioni disponibili non sono sufficientemente complete, questa
temperatura media può essere considerata come la media delle temperature minima e
massima o un valore equivalente.

prospetto 3.1 Temperatura di progetto minima del metallo MDMT basata su LODMAT

Valore minimo giornaliero della temperatura ambiente media Temperatura di progetto minima del metallo MDMT
LODMAT
Dati su 10 anni Dati su 30 anni
-10 °C ≤ LODMAT LODMAT + 5 °C LODMAT + 10 °C
-25 °C ≤ LODMAT ≤ -10 °C LODMAT LODMAT + 5 °C
LODMAT ≤ -25 °C LODMAT - 5 °C LODMAT

4 PRINCIPI DI ANALISI STRUTTURALE

4.1 Stati limite ultimi

4.1.1 Principi
(1)P Le strutture e i componenti di acciaio devono essere progettati per soddisfare i
requisiti per lo stato limite ultimo forniti nella sezione 2.

4.1.2 Spessore delle pareti da utilizzare nei calcoli di resistenza


(1) Nei calcoli per determinare la resistenza, il valore di progetto dello spessore di una
parete è lo spessore nominale specificato nelle EN 10025, EN 10028, EN 10088 o
EN 10113 ridotto del valore massimo della tolleranza negativa e del valore degli effetti
della corrosione specificato in 4.1.3.

4.1.3 Effetti della corrosione


(1)P Si devono prendere in considerazione gli effetti della corrosione.
(2) La corrosione dipende dal liquido immagazzinato, dal tipo di acciaio, dal trattamento
termico e dalle misure adottate per proteggere la costruzione dalla corrosione.
(3) Se necessario, si dovrebbe specificare un valore di tolleranza.

4.1.4 Fatica
(1)P In caso di cicli di carico frequenti la struttura deve essere controllata in relazione allo
stato limite di fatica.
(2) La progettazione nei riguardi della fatica oligociclica si può eseguire in conformità alla
sezione 7 della ENV 1993-1-6.
(3) In caso di applicazione di azioni variabili con oltre 10 000 cicli durante la vita della
struttura il progetto dovrebbe essere controllato in relazione alla fatica (LS4) in conformità
alla sezione 9 della ENV 1993-1-6.

4.1.5 Effetti della temperatura


(1)P Gli effetti della temperatura differenziale fra le parti della struttura devono essere
inclusi nella determinazione della distribuzione delle tensioni a seconda dello stato limite
ultimo considerato.

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4.2 Analisi della struttura del guscio circolare di un serbatoio

4.2.1 Modellazione del guscio strutturale


(1)P La modellazione del guscio strutturale deve seguire i requisiti della ENV 1993-1-6,
tuttavia questi si possono ritenere soddisfatti mediante le seguenti disposizioni.
(2)P La modellazione del guscio strutturale deve includere tutti gli irrigidimenti, le aperture
e gli elementi di fissaggio.
(3)P Il progetto deve garantire che siano soddisfatte tutte le condizioni al contorno
ipotizzate.

4.2.2 Metodi di analisi

4.2.2.1 Generalità
(1)P L'analisi del guscio del serbatoio deve essere eseguita in conformità con i requisiti
della ENV 1993-1-6.
(2) Si può sempre utilizzare una classe di analisi superiore rispetto a quella definita per la
classe di affidabilità selezionata.

4.2.2.2 Classe di affidabilità 1


(1) Per serbatoi della classe di affidabilità 1, si può utilizzare la teoria membranale per
determinare le tensioni primarie, con fattori e formule semplificate per descrivere effetti
locali della flessione e azioni asimmetriche.

4.2.2.3 Classe di affidabilità 2


(1) Per serbatoi della classe di affidabilità 2 con azioni e appoggi assialsimmetrici, si
dovrebbe utilizzare una delle due analisi alternative:
a) La teoria membranale può essere utilizzata per determinare le tensioni primarie, con
formule elastiche della teoria flessionale per descrivere tutti gli effetti locali.
b) Si può utilizzare un'analisi numerica di comprovata validità (per esempio, analisi agli
elementi finiti del guscio) come definita nella sezione 2 della ENV 1993-1-6.
(2) Quando la condizione di carico non è assialsimmetrica, si dovrebbe utilizzare
un'analisi numerica di comprovata validità, salvo nel caso delle condizioni definite in (3) e
(4) qui di seguito.
(3) Nonostante (2), quando il carico varia uniformemente attorno al guscio causando solo
una flessione globale (per esempio nella forma dell'armonica 1), per determinare le
tensioni primarie si può utilizzare la teoria membranale.
(4) Per analisi di azioni dovute a carico da vento e/o ad assestamento delle fondazioni, si
può utilizzare la teoria semi-membranale o la teoria membranale.
(5) Quando per analizzare il guscio si utilizza la teoria membranale, si può ritenere che
anelli isolati fissati al guscio di un serbatoio cilindrico isotropo in condizioni di pressione
interna abbiano un'area efficace che include un tratto del guscio sopra e sotto l'anello di
0,78 rt , salvo quando l'anello è in corrispondenza di una giunzione.
(6) Quando il guscio è irrigidito isolatamente mediante irrigidimenti verticali, le tensioni
negli irrigidimenti e nella parete del guscio possono essere calcolate considerando gli
irrigidimenti come spalmati sulla parete del guscio, a condizione che la distanza degli
irrigidimenti sia non maggiore di 5 rt .
(7) Quando gli irrigidimenti verticali sono spalmati, la tensione nell'irrigidimento dovrebbe
essere determinata prendendo opportunamente in considerazione la compatibilità fra
l'irrigidimento e la parete e la tensione della parete in direzione ortogonale, in conformità
a 4.4.
(8) Se una travatura ad anello è utilizzata sopra appoggi isolati, si dovrebbe considerare
la compatibilità della deformazione assiale fra l'anello e i segmenti di guscio adiacenti.
Quando è utilizzata una tale travatura ad anello, si dovrebbe includere l'eccentricità del

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baricentro e del centro di taglio della travatura ad anello rispetto alla parete del guscio e
alla linea mediana dell'appoggio.
(9) Quando una travatura ad anello è considerata come una sezione prismatica (priva di
distorsione), il segmento di anima verticale dovrebbe avere una snellezza della parete
non maggiore di b/t = 20.
(10) Quando una travatura ad anello è utilizzata per ridistribuire le forze su appoggi isolati
e quando bulloni oppure elementi di collegamento isolati sono utilizzati per congiungere
gli elementi strutturali, si dovrebbe determinare la trasmissione del taglio fra le parti
dell'anello dovuta a fenomeni flessionali del guscio e della travatura ad anello.

4.2.2.4 Classe di affidabilità 3


(1) Per serbatoi della classe di affidabilità 3, si dovrebbero determinare le forze e i
momenti interni utilizzando un'analisi di comprovata validità (per esempio, analisi agli
elementi finiti del guscio) come definita nella sezione 2 della ENV 1993-1-6. Lo stato limite
plastico (LS1) può essere valutato utilizzando resistenze plastiche di collasso in stati di
tensione primari come definiti nella ENV 1993-1-6.

4.2.3 Imperfezioni geometriche


(1) Le imperfezioni geometriche nel guscio dovrebbero soddisfare le limitazioni definite
nelle sezioni 3.3 e 8.4 della ENV 1993-1-6.
(2)P Le imperfezioni geometriche devono essere misurate per accertare che sia stata
raggiunta la qualità presunta.
(3) Non occorre che le imperfezioni geometriche nel guscio siano formalmente incluse
nella determinazione delle forze e dei momenti interni, salvo quando un'analisi GMNIA è
utilizzata come definito nella sezione 4.3 della ENV 1993-1-6.

4.3 Analisi della struttura della scatola di un serbatoio rettangolare

4.3.1 Modellazione della scatola strutturale


(1)P La modellazione della scatola strutturale deve seguire i requisiti della ENV 1993-1-7,
tuttavia si può ritenere che questi siano soddisfatti mediante i paragrafi da (2)P ad (8).
(2)P La modellazione della scatola strutturale deve includere tutti gli irrigidimenti, le
aperture e gli elementi di fissaggio.
(3)P Il progetto deve garantire che siano soddisfatte tutte le condizioni al contorno
ipotizzate.
(4)P I giunti fra segmenti della scatola devono soddisfare le ipotesi sulla resistenza e sulla
rigidezza assunte in fase di modellazione.
(5) Ogni pannello della scatola può essere considerato come una parete piana individuale
a condizione che:
a) Siano inclusi le forze e i momenti introdotti in ogni pannello da quelli contigui.
b) Sia inclusa la rigidezza flessionale dei pannelli adiacenti.
(6) Quando il pannello della parete è irrigidito isolatamente mediante irrigidimenti, la
tensione negli irrigidimenti e nella parete può essere calcolata considerando gli irrigidi-
menti come spalmati sulla parete della scatola, a condizione che la distanza degli irrigidi-
menti non sia maggiore di 40t.
(7) Quando gli irrigidimenti sono spalmati, la tensione nell'irrigidimento dovrebbe essere
determinata prendendo opportunamente in considerazione l'eccentricità dell'irrigidimento
rispetto alla parete, e la tensione della parete in direzione ortogonale rispetto all'asse
dell'irrigidimento.
(8) La larghezza efficace della parete su ogni lato di un irrigidimento dovrebbe essere
considerata come non maggiore di 16t, dove t è lo spessore della parete locale.

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4.3.2 Imperfezioni geometriche


(1) Le imperfezioni geometriche nella scatola dovrebbero soddisfare le limitazioni definite
nella ENV 1993-1-7.

4.3.3 Metodi di analisi


(1) A seconda della classe di affidabilità [vedere da (2) a (5)], le forze interne nei segmenti
piani della parete della scatola dovrebbero essere determinate utilizzando:
a) equilibrio statico per le forze membranali e la teoria delle travi per la flessione;
b) teoria lineare flessionale e di allungamento delle piastre;
c) un'analisi computerizzata basata sulla teoria lineare flessionale e di allungamento
delle piastre.
(2) Per serbatoi della classe di affidabilità 1, si può utilizzare il metodo (a) in (1).
(3) Quando la condizione di carico è simmetrica rispetto ad ogni parete piana e il
serbatoio rientra nella classe di affidabilità 2, si può utilizzare il metodo (a) in (1).
(4) Quando la condizione di carico non è simmetrica e il serbatoio rientra nella classe di
affidabilità 2, si dovrebbe utilizzare il metodo (b) o il metodo (c) in (1).
(5) Per serbatoi della classe di affidabilità 3, si dovrebbero determinare le forze e i
momenti interni utilizzando il metodo (b) o il metodo (c) in (1).

4.4 Proprietà ortotrope equivalenti della lamiera ondulata


(1) Quando la lamiera ondulata è utilizzata come parte della struttura del serbatoio,
l'analisi può essere eseguita considerando la lamiera come un materiale ortotropo
equivalente di spessore uniforme.
(2) Le proprietà ortotrope ottenute considerando il comportamento carico-spostamento
della sezione ondulata nelle direzioni ortogonali possono essere utilizzate in un'analisi
delle tensioni e in un'analisi dell'instabilità della struttura. Si possono determinare le
proprietà come descritto in 4.4 della ENV 1993-4-1.

5 PROGETTAZIONE DI PARETI CILINDRICHE

5.1 Principio

5.1.1 Generalità
(1)P Le pareti cilindriche del guscio devono essere progettate per soddisfare i requisiti per
lo stato limite ultimo indicati nella sezione 2.
(2) La valutazione della sicurezza del guscio cilindrico dovrebbe essere eseguita utiliz-
zando le disposizioni della ENV 1993-1-6.

5.1.2 Progettazione della parete


(1)P La parete cilindrica del guscio del serbatoio deve essere controllata in relazione ai
seguenti fenomeni in ogni stato limite:
- Stabilità globale ed equilibrio statico
- LS1: limite plastico
- LS2: plasticità alternata
- LS3: instabilità
- LS4: fatica
(2)P La parete cilindrica del guscio deve soddisfare le disposizioni della ENV 1993-1-6,
salvo quando la presente norma offre alternative ritenute in grado di soddisfare i requisiti
di quella norma.

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5.2 Distinzione delle forme dei gusci cilindrici


(1) Una parete di guscio cilindrico costruita da un laminato d'acciaio piatto è denominata
"isotropa".
(2) Una parete di guscio cilindrico costruita da lastre di acciaio ondulate con le ondulazioni
che si sviluppano attorno alla circonferenza del serbatoio è denominata "ondulata
orizzontalmente".
(3) Una parete di guscio cilindrico con irrigidimenti fissati all'esterno è denominata
"irrigidita esternamente" indipendentemente dalla distanza degli irrigidimenti.

5.3 Resistenza della parete del guscio del serbatoio


(1)P La resistenza del guscio cilindrico deve essere valutata utilizzando le disposizioni
della ENV 1993-1-6, salvo quando i punti di 5.4 contengono disposizioni ritenute in grado
di soddisfare le disposizioni di quella norma.
(2) L’efficienza dei giunti di saldature di testa a completa penetrazione può essere consi-
derata pari all’unità a condizione che siano soddisfatti i requisiti del prEN 265001 o del
prEN 265002, come più appropriato.
(3) Per altri tipi di collegamento la progettazione dei giunti dovrebbe essere conforme alla
ENV 1993-1-1.

5.4 Considerazioni relative ad appoggi e aperture

5.4.1 Generalità
(1) Se tensioni di taglio locali sono indotte da appoggi locali e irrigidimenti portanti, la
resistenza critica all'instabilità per taglio, stimata in termini del valore locale del taglio
trasferito dall'irrigidimento al guscio, può essere valutata nel punto della massima
tensione di taglio come:

t r t
τ xyRc = 1,4E -- ----- -- (5.1)
r L0 r
in cui:
L 0 = τ max ⁄ ( d τ ⁄ dy ) (5.2)
e dτ/dy è il rapporto circonferenziale di variazione del taglio mediato sulla zona consi-
derata, con la distanza dall'irrigidimento.

5.4.2 Guscio sostenuto da una bordatura


(1) Quando il guscio cilindrico è sostenuto da una bordatura, questa dovrebbe soddisfare
le disposizioni della ENV 1993-4-1.

5.4.3 Guscio cilindrico su appoggi isolati


(1) Quando il guscio cilindrico è sostenuto isolatamente mediante colonne o altri dispo-
sitivi, dovrebbero essere soddisfatte le disposizioni della ENV 1993-4-1 per questa condi-
zione.

5.4.4 Serbatoi su appoggi isolati con colonne sotto la tramoggia


(1) I serbatoi su appoggi isolati con colonne sotto la tramoggia dovrebbero soddisfare le
disposizioni della ENV 1993-4-1.

5.4.5 Dettagli degli appoggi locali per serbatoi cilindrici

5.4.5.1 Appoggi locali sotto la parete del cilindro


(1) Gli appoggi locali sotto la parete del cilindro dovrebbero soddisfare le disposizioni della
ENV 1993-4-1.

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5.4.5.2 Staffe di appoggio locali fissate ad un lato di un cilindro


(1) In corrispondenza di staffe di appoggio locali, la parete cilindrica del guscio dovrebbe
soddisfare le disposizioni della ENV 1993-4-1.

5.4.6 Elementi di fissaggio locali su pareti cilindriche


(1) In corrispondenza di elementi di fissaggio locali agenti sulla parete cilindrica del
guscio, la progettazione della parete cilindrica dovrebbe soddisfare le disposizioni della
ENV 1993-4-1.

5.4.7 Aperture nelle pareti dei serbatoi

5.4.7.1 Generalità
(1)P Quando un'apertura nella parete cilindrica del guscio riduce la capacità portante o
mette a rischio la stabilità del guscio, l'apertura deve essere rinforzata.
(2) Tale rinforzo si può ottenere:
- aumentando lo spessore della parete del guscio;
- aggiungendo una piastra di rinforzo;
- tramite la presenza di un boccaglio.
Nota La progettazione contro lo stato limite plastico (LS1) in genere è determinante in regioni caricate ad alta
pressione (liquido e interna) mentre è probabile che considerazioni sulla stabilità (LS3) controllino la proget-
tazione in regioni in cui lo spessore delle pareti è ridotto in conseguenza di pressioni basse (corsi superiori).

5.4.7.2 Boccagli del guscio con diametro esterno minore di 80 mm


(1) Il rinforzo può essere omesso, a condizione che lo spessore della parete in corrispon-
denza del boccaglio non sia minore di quello fornito nel prospetto 5.1.

prospetto 5.1 Spessore minimo del corpo del boccaglio

Diametro esterno dn del passo d'uomo Spessore nominale minimo tref,n (mm)
o del boccaglio (mm)
Acciaio al carbonio Acciaio austenitico
dn ≤ 50 5,0 3,5
50 < dn ≤ 75 5,5 5,0
75 < dn ≤ 80 7,5 6,0

5.4.7.3 Progettazione di passi d'uomo del guscio e boccagli del guscio con diametro esterno di 80 mm o
maggiore ai fini di LS1
(1) La progettazione può essere condotta utilizzando il metodo di sostituzione dell'area in
conformità con i paragrafi (2) e (3), o in alternativa mediante il metodo descritto nel
paragrafo (4).
(2) Un rinforzo con area trasversale pari a ∆A dovrebbe essere previsto nel piano verticale
contenente il centro dell'apertura, dato da:
∆ A = 0,75dt ref (5.3)
dove:
d è il diametro del foro tagliato nella parete del guscio;
tref è lo spessore richiesto dal progetto per LS1 per la parete del guscio senza apertura.
(3) L'area del rinforzo ∆A si può ottenere mediante uno o una qualsiasi combinazione dei
tre metodi seguenti:
a) L’introduzione di un boccaglio o di un passo d'uomo. La porzione dell’elemento che
può essere considerata come rinforzo è quella che giace entro lo spessore della
parete del guscio ed entro una distanza pari a quattro volte lo spessore del corpo dalla
superficie della parete del guscio, a meno che lo spessore dell’elemento non sia
ridotto entro questa distanza, quando il limite è il punto in cui la riduzione ha inizio.

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b) L'aggiunta di un inserto di parete di spessore maggiorata o di una parete di rinforzo,


con il limite del rinforzo tale per cui 1,5d < dn < 2d, dove dn è il diametro efficace del
rinforzo. Si può utilizzare una parete di rinforzo non circolare a condizione che siano
soddisfatti i requisiti minimi.
c) L’inserimento di una parete del guscio più spessa di quanto richiesto dal progetto per
LS1 per la parete del guscio senza apertura. Il limite di rinforzo è uguale a quello
descritto in (b).
(4) In alternativa al metodo di sostituzione dell'area specificato in (2) e (3) il rinforzo si può
ottenere introducendo un boccaglio che sporge su entrambi i lati della parete del guscio di
una misura non minore di 1,17 r m t ref,n . Questo metodo non dovrebbe essere utilizzato a
meno che il corpo del boccaglio non sia a più di 100 mm dalla parete del fondo.
(5) Lo spessore del corpo del boccaglio dovrebbe essere scelto in modo che il fattore di
concentrazione delle tensioni j non sia maggiore di 2,0. Il fattore di concentrazione delle
tensioni j si dovrebbe ottenere dalla figura 5.1 utilizzando il fattore di sostituzione y. Il
fattore di sostituzione y dovrebbe essere valutato da:
tn t tn
y = 1,56 ---- -----n- +  ---------- (5.4)
t rm  2r m
dove:
t è lo spessore della parete del guscio;
tn è lo spessore del corpo del boccaglio;
rm è il raggio medio del boccaglio (superficie intermedia del boccaglio);
re è il raggio esterno del boccaglio;
ri è il raggio interno del boccaglio.
figura 5.1 Fattore di concentrazione delle tensioni per rinforzi ottenuti con boccagli cilindrici
Legenda
X Fattore di sostituzione y
Y Fattore di concentrazione delle tensioni j
2.5

Y
re/ rj
2.0 1,6
1,4
1,3
1.5 1,2

1,1

1.0 1,0

0.5
0 0.1 0.2 0.3 0.4 0.5 0.6 0.7 0.8 0.9 1
X

5.4.7.4 Progettazione per LS3 in presenza di aperture nel guscio


(1) L'effetto delle aperture sulla stabilità dei gusci può essere trascurato a condizione che
la grandezza adimensionale dell'apertura η sia minore di ηmax = 0,6 e che η sia data da:
r0
η = -------
- (5.5)
rt
dove:
r è il raggio del guscio cilindrico vicino all'apertura;
t è lo spessore della parete del guscio non irrigidita vicino all'apertura;

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r0 è il raggio dell'apertura.
(2) Quando l'apertura è rettangolare, il raggio dell'apertura equivalente può essere consi-
derato come:
a+b
r 0 = ------------- (5.6)
4
dove:
a è la lunghezza laterale orizzontale dell'apertura;
b è l'altezza verticale dell'apertura.
(3) Quando il diametro dell'apertura r0 è minore di un terzo del raggio r del guscio cilin-
drico, non occorre effettuare alcuna riduzione nella resistenza all'instabilità valutata in
conseguenza dell'apertura, a condizione che l'area di sezione trasversale rimossa
dall'apertura sia minore dell'area di sezione trasversale del rinforzo ∆A. Il rinforzo può
essere introdotto in conformità con 5.4.7.3(3) oppure mediante irrigidimenti in direzione
meridionale.
(4) Se per rinforzare l'apertura sono utilizzati irrigidimenti in direzione meridionale, la
sezione trasversale di ogni irrigidimento dovrebbe essere ridotta verso le estremità per
evitare la formazione di imbozzamenti dovuti alla concentrazione delle tensioni nella
parete del guscio vicino alle estremità degli irrigidimenti.

5.4.8 Ancoraggio del serbatoio


(1)P L'ancoraggio deve principalmente essere fissato al guscio cilindrico e non alla sola
parete del fondo.
(2)P La progettazione deve considerare i movimenti del serbatoio dovuti a variazioni
termiche e alla pressione idrostatica per minimizzare le tensioni indotte nel guscio da
questi effetti.
(3) Le forze di ancoraggio dovute a carico da vento per un appoggio rigido dovrebbero
essere calcolate in conformità con la teoria del guscio: si dovrebbe notare che queste
sono molto maggiori di quelle ottenute in conformità con la teoria della trave.
(4) La progettazione del guscio cilindrico per forze di ancoraggio locali e momenti flettenti
risultanti dall'ancoraggio dovrebbe soddisfare le disposizioni di 5.4.5.

5.5 Stati limite di esercizio

5.5.1 Principio
(1)P Gli stati limite di esercizio per pareti cilindriche devono essere considerati come:
- deformazioni e inflessioni che influiscono negativamente sull'efficace utilizzo della
struttura;
- deformazioni, inflessioni o vibrazioni che causano danni ad elementi non strutturali.
(2)P Deformazioni, inflessioni e vibrazioni devono essere limitate per soddisfare i criteri
suddetti.
(3) Valori limite specifici, appropriati per l'utilizzo previsto, dovrebbero essere concordati
fra il progettista e il cliente.

6 PROGETTAZIONE DI TRAMOGGE CONICHE


(1) La progettazione di tramogge coniche dovrebbe soddisfare i requisiti della
ENV 1993-4-1.

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7 PROGETTAZIONE DI STRUTTURE DI COPERTURA CIRCOLARI

7.1 Principio

7.1.1 Generalità
(1)P Le coperture dei serbatoi di acciaio devono essere progettate in modo da soddisfare
i requisiti di progettazione di base per lo stato limite ultimo forniti nella sezione 2.
(2)P La valutazione della sicurezza del guscio sferico o conico deve essere eseguita utiliz-
zando le disposizioni della ENV 1993-1-6.
(3)P La valutazione della sicurezza della struttura di appoggio della copertura deve
essere effettuata utilizzando le disposizioni della ENV 1993-1-1.

7.1.2 Progettazione della copertura


(1)P La copertura deve essere controllata in relazione a:
- resistenza all'instabilità;
- resistenza dei giunti (collegamenti);
- resistenza alla rottura in condizioni di pressione interna.
(2) La copertura del tetto dovrebbe soddisfare le disposizioni della ENV 1993-1-6 salvo
quando i punti da 7.3 a 7.5 offrono un approccio alternativo.

7.2 Distinzione delle forme strutturali delle coperture


(1) La copertura può avere forma sferica, conica, torisferica o toriconica. In presenza di
elevate pressioni interne sopra la superficie del liquido, la forma prescelta dovrebbe prefe-
ribilmente essere torisferica o toriconica.
(2) Una struttura di copertura in una delle forme descritte in (1) può essere senza appoggi
o sostenuta mediante membrature strutturali.
(3) La struttura di appoggio della copertura in conformità con (2) può essere sostenuta
mediante colonne.
(4) La struttura di appoggio della copertura può essere disposta sotto o sopra la copertura
del tetto.
(5) La copertura del tetto può essere:
a) sostenuta dalla struttura di copertura senza collegamento;
b) fissata alla struttura di copertura.
(6) Quando è richiesta la frangibilità della copertura, si dovrebbe utilizzare il tipo (a).
(7) Quando la struttura di appoggio della copertura è esterna, si dovrebbe utilizzare il
tipo (b).

7.3 Resistenza di coperture circolari


(1) La copertura del tetto dovrebbe soddisfare le disposizioni della ENV 1993-1-6 a meno
che non siano fornite disposizioni speciali in 7.4.
(2) La struttura di appoggio della copertura dovrebbe soddisfare le disposizioni della
ENV 1993-1-1.
(3)P Le coperture torisferiche e toriconiche devono essere progettate in modo da evitare
l'instabilità della regione di articolazione in condizioni di pressione interna.

7.4 Considerazioni per le singole forme strutturali

7.4.1 Struttura di copertura senza appoggi


(1) Le coperture senza appoggi dovrebbero essere costruite con saldatura di testa o a
doppia saldatura con sovrapposizione.

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(2) Nella costruzione a doppia saldatura con sovrapposizione, la riduzione della


resistenza all'instabilità e lo stato limite plastico dovuto alle eccentricità dei giunti
dovrebbero essere presi in considerazione nel modello per l'analisi.

7.4.2 Copertura a cono o a cupola con struttura di appoggio

7.4.2.1 Progettazione delle pareti


(1) La copertura del tetto può essere progettata utilizzando la teoria ai grandi sposta-
menti.
(2)P Quando è richiesta la frangibilità della copertura, le pareti della copertura non
devono essere fissate alla struttura interna di appoggio della copertura.

7.4.2.2 Progettazione della struttura di appoggio


(1)P La struttura di appoggio della copertura deve soddisfare le disposizioni della
ENV 1993-1-1.
(2) Se la copertura del tetto è fissata alla struttura di appoggio della copertura una
larghezza efficace di questa copertura può essere considerata come parte della struttura
di appoggio. Questa larghezza efficace può essere considerata come 16t a meno che non
sia confermato un valore maggiore mediante un'analisi.
(3)P Con le coperture poggiate su colonne, si deve prestare una speciale considerazione
alla possibilità di assestamento delle fondazioni.

7.4.3 Giunzione fra la copertura e il guscio (giunzione del cornicione di gronda)


(1)P La giunzione fra la copertura e il cilindro (giunzione del cornicione di gronda) deve
essere progettata per sostenere il carico totale verticale verso il basso indotto dalla
copertura (carico fisso, neve, carico mobile e pressione negativa interna).
(2) La giunzione fra la copertura e il cilindro dovrebbe soddisfare le disposizioni della
ENV 1993-1-6. Se sono soddisfatte le condizioni definite in 11.1 (1), si può applicare il
metodo di progettazione semplificato fornito in 11.2.5.
(3) Per la progettazione di coperture frangibili l'area compressa A dovrebbe soddisfare la
condizione:
W
A ≤ ----------------------------- (7.1)
2 π tan α f yd
dove:
W è il peso totale del guscio e di eventuali intelaiature (ma non delle pareti della
copertura) sostenuto dal guscio e dalla copertura;
α è l'angolo fra la copertura e il piano orizzontale in corrispondenza della giunzione fra
la copertura e il cilindro.

7.5 Stati limite di esercizio


(1)P Gli stati limite di esercizio per le coperture dei serbatoi sono:
- deformazioni e inflessioni che influiscono negativamente sull'efficace utilizzo della
struttura;
- deformazioni, inflessioni o vibrazioni che causano danni ad elementi non strutturali.
(2)P Deformazioni, inflessioni e vibrazioni devono essere limitate per soddisfare i criteri
suddetti.
(3) Valori limite specifici, appropriati all'utilizzo previsto, dovrebbero essere concordati fra
il progettista e il cliente.

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8 PROGETTAZIONE DI GIUNZIONI DI TRANSIZIONE SUL FONDO DEL GUSCIO E


NELLE TRAVATURE AD ANELLO DI APPOGGIO
(1) La progettazione di giunzioni di transizione sul bordo del fondo e nelle travature ad
anello di appoggio dovrebbe soddisfare i requisiti della ENV 1993-4-1.

9 PROGETTAZIONE DI SERBATOI RETTANGOLI A LATI PIANI

9.1 Principio
(1) Un serbatoio rettangolare dovrebbe essere progettato come una scatola irrigidita in cui
l'azione strutturale è prevalentemente flessionale, o come una sottile struttura
membranale in cui l'azione è costituita prevalentemente da tensioni membranali che si
sviluppano dopo grandi deformazioni.
(2)P Quando la scatola è concepita per trasmettere azioni flessionali, i giunti devono
essere progettati per garantire che la continuità presunta nell'analisi delle tensioni sia
raggiunta nell'esecuzione.

9.2 Distinzione delle forme strutturali

9.2.1 Serbatoi non irrigiditi


(1) Una struttura fabbricata a partire da pareti di acciaio piane senza irrigidimenti fissati
dovrebbe essere considerata come una "scatola non irrigidita".
(2) Anche una struttura irrigidita solo lungo i giunti fra pareti non complanari dovrebbe
essere considerata come una "scatola non irrigidita".

9.2.2 Serbatoi irrigiditi


(1) Una struttura fabbricata a partire da pareti piane a cui gli irrigidimenti sono fissati
all'interno dell'area della parete dovrebbe essere considerata come una "scatola
irrigidita". Gli irrigidimenti possono essere circonferenziali, verticali o ortogonali.

9.2.3 Serbatoi con tiranti


(1) I serbatoi con tiranti possono essere quadrati o rettangolari.

9.3 Resistenza di pareti verticali

9.3.1 Progettazione di singole pareti non irrigidite


(1) Le pareti non irrigidite dovrebbero essere progettate per la flessione come una parete
bidimensionale soggetta alle azioni del liquido immagazzinato, alla pressione sopra il
liquido, alle tensioni risultanti dall'azione del diaframma e all'azione flettente locale degli
elementi di fissaggio o delle tubazioni.

9.3.2 Progettazione di singole pareti irrigidite


(1) La lamiera grecata o trapezoidale che si estende in direzione orizzontale dovrebbe
essere progettata per la flessione globale sotto le azioni del liquido immagazzinato, la
pressione sopra il liquido, le tensioni risultanti dall'azione del diaframma e l'azione
flettente locale degli elementi di fissaggio o delle tubazioni.
(2) Le proprietà flessionali efficaci e la resistenza alla flessione di pareti irrigidite
dovrebbero essere ricavate in conformità alla ENV 1993-1-3.
(3) La rigidezza di taglio nel piano e la resistenza al taglio possono essere determinate
analogamente a quelle della parete piana se la lamiera è collegata in modo continuo
lungo tutti i suoi contorni alle membrature adiacenti.
Nota Se il collegamento è solo in parti del contorno verticale (per esempio collegamento solo negli incavi della
lamiera ondulata o trapezoidale), le tensioni possono aumentare considerevolmente e la rigidezza può
diminuire considerevolmente. Si presuppone che tali costruzioni non siano utilizzate in conseguenza dei
requisiti di impermeabilità.

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9.3.3 Flessione globale indotta dall'azione diretta del liquido immagazzinato e della pressione
sopra il liquido
(1) Si dovrebbe considerare la flessione orizzontale risultante dalla pressione normale
sulla parete. I carichi dovrebbero essere sostenuti da un'azione flettente monodirezionale
o bidirezionale.

9.3.4 Tensioni membranali indotte dall'azione di diaframma


(1) Il progetto dovrebbe considerare gli sforzi membranali di trazione che si sviluppano
nelle pareti in conseguenza di pressioni idrostatiche su pareti opposte normali alla parete
considerata.
(2) Il progetto dovrebbe anche considerare gli sforzi di compressione membranali che
possono svilupparsi in conseguenza del vento che agisce su altre pareti ortogonali alla
parete considerata.

9.3.5 Azione flettente locale indotta da elementi di fissaggio o tubazioni


(1) L'azione flettente locale indotta da elementi di fissaggio o tubazioni dovrebbe essere
evitata il più possibile. Tuttavia, se ciò non è possibile, si dovrebbe effettuare un controllo
delle tensioni e delle deformazioni locali vicino all'elemento di fissaggio.

9.4 Stati limite di esercizio


(1)P Gli stati limite di esercizio per le pareti dei serbatoi di acciaio rettangolari sono:
- deformazioni e inflessioni che influiscono negativamente sull'efficace utilizzo della
struttura;
- deformazioni, inflessioni o vibrazioni che causano danni ad elementi non strutturali.
(2)P Deformazioni, inflessioni e vibrazioni devono essere limitate per soddisfare i criteri
suddetti.
(3) Valori limite specifici, appropriati per l'utilizzo previsto, dovrebbero essere concordati
fra il progettista e il cliente.

10 REQUISITI DI FABBRICAZIONE E MONTAGGIO IN RELAZIONE ALLA PROGETTA-


ZIONE
(1)P Il serbatoio deve essere fabbricato e montato in conformità al prEN 265001 o al
prEN 265002, come più appropriato.

11 PROGETTAZIONE SEMPLIFICATA

11.1 Generalità
(1)P L'analisi semplificata della presente sezione si può applicare nei casi in cui sono
soddisfatte le condizioni seguenti:
- le limitazioni in 1.1 (1)P sono soddisfatte;
- la struttura del serbatoio ha la forma illustrata nella figura 11.1;
- le uniche azioni interne sono la pressione del liquido e la pressione del gas sopra la
superficie del liquido;
- i seguenti carichi possono essere trascurati: carichi indotti termicamente, carichi
sismici, carichi risultanti da assestamento o collegamenti non uniformi e carichi
d'emergenza;
- non è costruito alcun corso con uno spessore minore di quello del corso soprastante,
ad eccezione della zona adiacente l'anello del cornicione di gronda;
- il valore di progetto della tensione circonferenziale nel guscio del serbatoio è minore
di 435 N/mm2;

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- per una copertura sferica, il raggio di curvatura è compreso fra 0,8 e 1,5 volte il
diametro del serbatoio;
- per una copertura conica, la pendenza della copertura è 1 a 5 se autoportante o 1
a 16 se poggiata su colonne;
- la pendenza di progetto del fondo del serbatoio non è maggiore di 1:100;
- il fondo è completamente appoggiato o appoggiato mediante travature parallele a
distanza ravvicinata;
- la pressione interna caratteristica non è minore di -8,5 mbar né maggiore
di 60 mbar;
- il numero di cicli di carico è tale per cui non sussiste alcun pericolo di collasso da
fatica.
figura 11.1 Struttura di serbatoio in cui è applicabile la progettazione semplificata

11.2 Progettazione della copertura fissa

11.2.1 Guscio di copertura non irrigidito saldato di testa o con doppia saldatura per sovrapposi-
zione
(1) A condizione che il valore locale massimo del carico di progetto distribuito sia utilizzato
in (3) e (5) per rappresentare la pressione distribuita sulla copertura, non occorre consi-
derare la possibile non uniformità del carico distribuito.
(2) Quando si applica un carico concentrato, dovrebbe essere effettuata una valutazione
separata in conformità con la sezione 7.
(3) La resistenza della copertura alla pressione interna di progetto po,d dovrebbe essere
verificata utilizzando:
p o,d R s
- per coperture sferiche ---------------- ≤ jf y,d (11.1)
2t
p o,d R c
- per coperture coniche ---------------- ≤ jf y,d (11.2)
t
in cui:
Rc = r sinα per una copertura conica
dove:
j è il fattore di efficienza dei giunti;
po,d è la componente radiale verso l'esterno del carico di progetto uniformemente distri-
buito sulla copertura (vale a dire il valore caratteristico moltiplicato per il fattore
parziale in conformità con l'appendice A);
r è il raggio della parete del guscio cilindrico del serbatoio;

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Rc è il raggio di curvatura della copertura conica;


Rs è il raggio di curvatura della copertura sferica;
t è lo spessore della parete della copertura;
α è la pendenza della copertura conica rispetto all'orizzontale.
(4) Il fattore di efficienza dei giunti dovrebbe essere valutato come:
j = 1,00 per saldature di testa;
j = 0,50 per giunti per sovrapposizione con saldature d'angolo su entrambi i lati.
(5) La stabilità della copertura alla pressione esterna di progetto pi,d dovrebbe essere
verificata utilizzando:

 t 2
p i,d ≤ 0,05  1,21E  -------  (11.3)
 R 0
 
in cui:
R0 = Rs per una copertura sferica;
R0 = Rc per una copertura conica;
dove:
pi,d è la componente radiale verso l'interno del carico di progetto uniformemente distri-
buito sulla copertura (vale a dire il valore caratteristico moltiplicato per il fattore
parziale in conformità con l'appendice A).

11.2.2 Copertura autoportante con relativa struttura


(1) Lo spessore specificato di tutta la copertura del tetto non dovrebbe essere minore di
3 mm per gli acciai inossidabili e minore di 5 mm per gli altri acciai.
(2) Le pareti della copertura possono essere progettate utilizzando la teoria relativa a
grandi spostamenti.
(3)P La progettazione della struttura di appoggio della copertura deve soddisfare i
requisiti della ENV 1993-1-1.
(4) A condizione che il carico distribuito non si allontani fortemente dalla simmetria attorno
all'asse del serbatoio, si può utilizzare il seguente procedimento.
figura 11.2 Coordinate della copertura del serbatoio
Legenda
1 Profilo della copertura
2 Asse del serbatoio

(5) Per coperture sferiche sotto l'azione di carichi distribuiti derivanti da carico imposto,
carico da neve, carico da vento, carico permanente e pressione, la componente verticale
massima dovrebbe essere considerata come il valore di progetto pvd agente verso l'alto o

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verso il basso, con pvd considerato come negativo qualora agisca verso l'alto. La forza
verticale di progetto totale per arcareccio dovrebbe essere considerata come:
2
P d = β r p vd (11.4)
in cui:
β = π⁄n
dove:
n è il numero di arcarecci;
r è il raggio del serbatoio;
pvd è la componente verticale massima del carico di progetto distribuito (vedere
appendice A) incluso il carico fisso della struttura di appoggio (positivo verso il
basso);
Pd è la forza verticale di progetto totale per arcareccio.
(6) La forza normale Nd e il momento flettente Md in ogni arcareccio per la progettazione
in conformità alla ENV 1993-1-1 si possono ottenere da:
r
N d = 0,375 --- P d (11.5)
h

1 r  x 3 y 
M d = ---  -----------  1 –  --- – 1,10  --- P d (11.6)

3 1–ε    r   h 

a patto che le seguenti condizioni siano soddisfatte:


2
p vd ≥ 1,2 kN ⁄ m (11.7)
2
N dr
I y ≥ ------------
2
(11.8)
π E
b K ≥ 2h K (11.9)

A1 ≥ A2 (11.10)

2 A1 A2 Iy
h K  ------------------- ≥ ------ (11.11)
 A 1 + A 2 2 β

in cui:
2
( 0,6r )
ε = N d ------------------
2
(11.12)
π EI y
dove:
h è la pendenza della copertura del serbatoio, vedere figura 11.2;
x è la distanza radiale dalla linea mediana del serbatoio, vedere figura 11.2;
y è l'altezza verticale della copertura in corrispondenza della coordinata x, vedere
figura 11.2;
bK è la larghezza delle flange dell'anello centrale, vedere figura 11.3;
hK è la distanza verticale fra le flange dell'anello centrale, vedere figura 11.3;
A1 è l'area della flangia superiore dell'anello centrale, vedere figura 11.3;
A2 è l'area della flangia inferiore dell'anello centrale, vedere figura 11.3;
Iy è il momento d'inerzia dell'area del travicello attorno all'asse orizzontale.
(7) Se il momento d'inerzia dell'area dell’arcareccio Iy varia lungo la lunghezza
dell’arcareccio (per esempio in conseguenza della larghezza efficace variabile delle pareti
della copertura collegate agli arcarecci) il valore di Iy ad una distanza 0,5r dall'asse del
serbatoio può essere utilizzato in (6).

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(8) A patto che le condizioni fornite in (6) siano soddisfatte, la progettazione dell'anello
centrale può essere verificata controllando solo la trave principale inferiore come segue.
(9) A condizione che ci siano almeno 10 arcarecci uniformemente distanziati, il valore di
progetto della forza della membratura Nr,d e il momento flettente Mr,d dell'anello centrale si
possono calcolare utilizzando:
N 2,d
N r,d = ---------- (11.13)

ρβ N 2,d
M r,d = -----------------------
2
- (11.14)
2(3 + β )
in cui:
N deo M d
N 2,d = ------------
- + -------- (11.15)
hK hK
dove:
N2,d è il valore di progetto della forza nella trave principale inferiore dell'anello centrale;
Nd è il valore di progetto della forza nell’arcareccio;
Md è il valore di progetto del momento flettente nell’arcareccio in corrispondenza della
sua estremità interna;
eo è l'eccentricità verticale dell'asse neutro dell’arcareccio dalla flangia superiore
dell'anello centrale, vedere figura 11.3;
ρ è il raggio dell'asse neutro dell'anello centrale, vedere figura 11.3.
figura 11.3 Anello centrale della copertura
Legenda
1 Asse della trave
2 Sezione del profilato che separa le flange
3 Asse del serbatoio
4 Asse neutro di A1 e A2 per la flessione nel piano delle piastre

11.2.3 Copertura poggiata su colonne


(1) Lo spessore specificato di tutta la copertura del tetto non dovrebbe essere minore
di 3 mm per gli acciai inossidabili e minore di 5 mm per gli altri acciai.
(2) Le pareti della copertura possono essere progettate utilizzando la teoria relativa ai
grandi spostamenti.
(3)P La progettazione della struttura di appoggio della copertura deve soddisfare i
requisiti della ENV 1993-1-1.

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11.2.4 Controvento
(1)P Se le pareti della copertura non sono collegate agli arcarecci, si deve utilizzare un
controvento.
(2) Per coperture con un diametro maggiore di 15 m, si dovrebbero prevedere almeno due
campate di controvento (vale a dire due coppie di arcarecci adiacenti collegati mediante
tiranti). Le serie di campate controventate dovrebbero essere distanziate uniformemente
attorno alla circonferenza del serbatoio.
(3) Per coperture controventate con un diametro compreso fra 15 m e 25 m, si dovrebbe
prevedere un anello circonfereziale addizionale. Per coperture controventate con un
diametro maggiore di 25 m, si dovrebbero prevedere due anelli circonfereziali addizionali.
(4) Il controvento dovrebbe essere progettato per una forza stabilizzante uguale all'1%
della somma delle forze normali nelle membrature stabilizzate.

11.2.5 Anello di bordo in corrispondenza della giunzione fra guscio e copertura (giunzione del
cornicione di gronda)
(1) La forza nell'anello di bordo efficace (area in cui la copertura è collegata al guscio)
dovrebbe essere verificata utilizzando:
Nd
-------- ≤ f y,d (11.16)
A eff
in cui:
2
p vd r
Nd = ---------------
- (11.17)
2 tan α
dove:
Aeff è l'area efficace dell'anello di bordo indicato nella figura 11.4;
α è la pendenza della copertura rispetto all'orizzontale in corrispondenza della
giunzione;
pvd è la componente verticale massima del carico di progetto distribuito incluso il peso
proprio della struttura di appoggio (positivo verso il basso).
(2) Quando la separazione fra arcarecci adiacenti in corrispondenza dei loro punti di colle-
gamento all'anello di bordo non è maggiore di 3,25 m, non occorre verificare la stabilità
dell'anello di bordo.
(3) Quando il carico di progetto distribuito pvd agisce verso l'alto, i momenti flettenti
nell'anello di bordo possono essere ignorati.
(4) Quando la separazione fra arcarecci adiacenti in corrispondenza dei loro punti di colle-
gamento all'anello di bordo è non maggiore di 3,25 m, e il carico di progetto distribuito pvd
agisce verso il basso, i momenti flettenti nell'anello di bordo possono essere ignorati.
(5) Quando la separazione fra arcarecci adiacenti in corrispondenza dei loro punti di colle-
gamento all'anello di bordo è maggiore di 3,25 m, i momenti flettenti nell'anello di bordo
attorno al suo asse verticale dovrebbero essere presi in considerazione in aggiunta alla
forza normale nell'anello Nd. I momenti flettenti nell'anello (positivi se inducono sollecita-
zioni di trazione all'interno dell'anello) dovrebbero essere valutati utilizzando le seguenti
formule.
In corrispondenza del collegamento dell’arcareccio:
3
p vd r β
M s,d =  ----------------  1 – ------------ (11.18)
 4 tan α  tan β
A metà distanza fra gli arcarecci:
3
p vd r β
M F,d =  ----------------  ----------- – 1 (11.19)
 4 tan α  sin β 

Nota Quando pvd agisce verso l'alto, è considerato negativo, causando una variazione di segno in tutte le forze
normali e i momenti flettenti.

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figura 11.4 Anello di bordo in corrispondenza della giunzione fra il guscio e la copertura

wr wr

tr

tr
wo

R1
R1
wc

wc
w o 16 t r

w r = 0,6 R 1 t r

w c = 0,6 r t

t r
t r

11.3 Progettazione del guscio

11.3.1 Pareti del guscio


(1) La tensione circonferenziale normale dovuta a carichi da liquidi e alla pressione
interna dovrebbe essere verificata in ogni corso del guscio utilizzando:

[ γ F ρ g H red + p d ]  -- ≤ f y,d


r
(11.20)
t

dove il valore di Hred per il corso jesimo, indicato da Hred,j, è determinato in conformità con
il suo rapporto con il valore del corso soprastante, che è il (j+1)esimo corso:
H red,j H red,j + 1
Hred,j = Hj - ∆H se ------------- ≥ -------------------- (11.21)
f yd,j f yd,j + 1

H red,j H red,j + 1
Hred,j = Hj se ------------- < -------------------- (11.22)
f yd,j f yd,j + 1
in cui:
∆H= 0,30 metri
dove:
ρ è la densità del liquido contenuto;
g è l'accelerazione di gravità;
Hj è la distanza verticale fra il fondo del jesimo corso e il livello del liquido;
pd è il valore di progetto della pressione sopra il livello del liquido (vale a dire il valore
caratteristico moltiplicato per il fattore parziale in conformità all'appendice A).

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11.3.3 Anelli di irrigidimento


(1) I serbatoi a copertura fissa con relativa struttura si possono considerare adeguata-
mente irrigiditi alla sommità del guscio mediante la struttura di copertura. Non occorre
utilizzare un anello primario.
(2) I serbatoi a tetto aperto dovrebbero essere provvisti di un anello primario situato in
corrispondenza di o vicino alla sommità del corso superiore. Il modulo di resistenza
minimo richiesto Wmin dell'anello di irrigidimento primario può essere determinato da:
2
r H0
W min = -------------------------
- (11.23)
4 300 000
dove:
H0 è l'altezza del guscio del serbatoio;
r è il raggio del serbatoio;
Wmin è il modulo di resistenza minimo.
(3) La valutazione del reale modulo di resistenza minimo W dell'anello può includere parti
del guscio del serbatoio entro una distanza di 16t dalla sommità della parete.
(4) Se il raggio del serbatoio è maggiore di 30 m, si può presumere che il raggio
sia r = 30 m in (2).
(5) Quando gli anelli di irrigidimento sono situati a più di 600 mm sotto la sommità del
guscio, il serbatoio dovrebbe essere provvisto di un angolare di bordo superiore con le
dimensioni seguenti:
- 60 × 60 × 5 quando il corso superiore del guscio ha uno spessore minore di 6 mm;
- 80 × 80 × 6 quando il corso superiore del guscio ha uno spessore pari o maggiore
di 6 mm.
Qualunque sia la sezione dell’angolare, il lato orizzontale non dovrebbe sporgere di
oltre 25 mm dal bordo superiore del guscio.
(6) Il requisito di un anello secondario per evitare l'instabilità locale del guscio dovrebbe
essere esaminato utilizzando il seguente procedimento. L'altezza oltre la quale può verifi-
carsi l'instabilità del guscio non irrigidito (misurata dalla sommità del guscio o della
travatura contro il vento primaria verso il basso) dovrebbe essere ricavata da:
2,5
 t--------
min
HE = ∑  t 
h - (11.24)

dove:
h è l'altezza di ogni corso a partire dall’anello di bordo o dalla travatura primaria di
controvento verso il basso;
t è lo spessore di ogni corso;
tmin è lo spessore del corso più sottile.
(7) L'altezza che si può considerare stabile senza un anello secondario dovrebbe essere
ricavata da:

E t min 2,5
H P = 0,46  ------  --------- rK (11.25)
 p d  r 

in cui:
K=1 se la tensione assiale σx,d è di trazione (11.26)

0,8
 σ x,d r 1 r 0,72 1,25

K =  1 – 2,67  ---------  -- 1+------  --   se la tensione assiale è di compressione (11.27)
 E   t   54  t  
 
dove pd è il valore di progetto massimo della componente verso l'interno della pressione
sulla parete del guscio (pressione positiva se applicata sull'esterno, pressione negativa se

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applicata sull'interno) e (r/t) è ricavato nella stessa posizione del valore di progetto σx,d della
tensione membranale assiale di compressione.
(8) Il procedimento definito in (7) non dovrebbe essere utilizzato quando la tensione
assiale è di compressione a meno che non siano soddisfatte entrambe le seguenti condi-
zioni:
r
-- ≥ 200 (11.28)
t

r t 1,5
f y ≥ 1,15E  --  -- (11.29)
 l  r

(9) Se HE ≤ HP, non occorre utilizzare un anello secondario.


(10) Se HE > HP , l'altezza HE dovrebbe essere suddivisa mediante anelli di irrigidimento
ugualmente distanziati di HP o a distanza minore per impedire l'instabilità della parete del
guscio. Se è necessario più di un anello di irrigidimento, il valore di K può essere calcolato
separatamente per ogni campata fra anelli di irrigidimento, per fornire distanze differenti
HP fra gli anelli di irrigidimento in conformità a (7).
(11) Se lo spessore del corso a cui è fissato un anello inferiore è maggiore dello spessore
minimo della parete tmin, si dovrebbe effettuare una correzione come segue. La distanza
Hlower,adj alla quale si dovrebbe posizionare un anello inferiore sotto l'anello di bordo o
l'anello primario dovrebbe invece essere valutata utilizzando:
2,5
H lower,adj = H tmin + ( H lower – H tmin )  ---------
t
(11.30)
 t min

dove:
Hlower è la distanza dall'anello di bordo o dall'anello primario alla posizione dell'anello
secondario da correggere;
Htmin è la distanza dall'anello di bordo o dall'anello primario al contorno inferiore dei
corsi del guscio con spessore tmin.
(12) Gli anelli secondari non dovrebbero essere situati ad una distanza minore di 150 mm
da una linea di giunzione circonferenziale del serbatoio.
(13) Gli anelli secondari in conformità con il prospetto 11.1 possono essere considerati
sufficienti per stabilizzare il guscio. Si può utilizzare una sezione trasversale di forma
diversa, a condizione che il momento d'inerzia dell'area attorno all'asse verticale, inclusa
una larghezza efficace della parete del guscio non maggiore di 16t, non sia minore di
quello della sezione trasversale corrispondente nel prospetto 11.1.

prospetto 11.1 Sezioni traversali di anelli secondari

Diametro del serbatoio Sezione dell’angolare


(metri)
D ≤ 20 100 × 65 × 9
20 < D ≤ 36 120 × 80 × 10
36 < D ≤ 48 150 × 100 × 10
48 < D 200 × 100 × 12
Nota Il lato lungo dell'angolare dovrebbe essere in
posizione orizzontale.

11.3.4 Aperture
(1) Aperture e supporti dovrebbero essere progettati in conformità a 5.4.7.

11.4 Progettazione del fondo


(1)P La progettazione della piastra di fondo deve prendere in considerazione la corro-
sione.

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(2) Le piastre di fondo dovrebbero essere saldate per sovrapposizione o saldate di testa.
Per i dettagli di saldatura vedere prEN 265001.
(3) Lo spessore specificato delle piastre di fondo non dovrebbe essere minore di quello
specificato nel prospetto 11.2 escludendo gli effetti della corrosione. Si dovrebbero
utilizzare valori maggiori se richiesto per resistere al sollevamento dovuto alla pressione
negativa interna, a meno che un livello di liquido residuo minimo garantito non sia
utilizzato per contribuire a resistere a tale sollevamento.

prospetto 11.2 Spessore nominale minimo del piatto di fondo

Materiale Fondi saldati per sovrapposizione Fondi saldati di testa


Acciai al carbonio 6 mm 5 mm
Acciai inossidabili 5 mm 3 mm

(4) Piastre di fondo sostenute mediante travature parallele (fondi sopraelevati) possono
essere progettate come travi continue in conformità con la teoria dei piccoli spostamenti.
Se la deformazione della sezione trasversale delle travature di appoggio dovuta al carico
laterale è trascurabile (per esempio travi in calcestruzzo, sezioni cave, travi con flange
pesanti), la luce della trave continua rappresentante la parete può essere considerata
come la distanza fra bordi adiacenti di queste membrature di appoggio, invece della
distanza fra le loro linee mediane.
(5) I fondi per serbatoi con un diametro maggiore di 12,5 m, dovrebbero avere un anello di
piastre anulari che soddisfi i requisiti di resistenza e tenacità sul corso del guscio a cui è
fissato. L'anello del fondo dovrebbe avere uno spessore nominale minimo ta escludendo
gli effetti della corrosione ottenuti da:
ta = ts/3 + 3 mm ma non minore di 6 mm (11.31)
dove:
ts è lo spessore del corso di guscio fissato.
(6) L'anello del fondo non dovrebbe avere una larghezza esposta w minore del valore
limite wa, ottenuto da:
ta
w a = 240 --------- ma non minore di 500 mm (11.32)
H
dove:
H è la massima altezza di progetto del liquido in metri;
wa è la larghezza minima esposta (distanza dal bordo della piastra di fondo al bordo
interno della parete del guscio) in millimetri;
ta è lo spessore del corso di guscio, considerando gli effetti della corrosione, in milli-
metri.
(7) Le linee di giunzione radiali che collegano fra loro le piastre anulari dovrebbero essere
saldate di testa a completa penetrazione. Per i dettagli di saldatura, vedere prEN 265001.
(8) La distanza dal bordo esterno della parete del guscio al bordo esterno delle pareti del
fondo o delle piastre anulari non dovrebbe essere minore di 50 mm.
(9) Il corso inferiore della piastre del guscio dovrebbe essere fissato alle piastre anulari o
alle piastre del fondo mediante saldature d'angolo continue su entrambi i lati della parete
del guscio.
(10) Lo spessore di gola di ogni saldatura d'angolo dovrebbe essere maggiore o uguale
allo spessore della piastra anulare o della piastra di fondo, salvo il fatto che queste non
dovrebbero essere maggiori di 10 mm e, dove lo spessore della parete del guscio è
minore dello spessore della piastra di fondo o della piastra anulare, non dovrebbero
essere maggiori del valore appropriato fornito nel prospetto 11.3.

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prospetto 11.3 Spessore di gola della saldatura d'angolo se la parete del guscio è più sottile della piastra di fondo o
della piastra anulare

Spessore della parete del guscio Spessore di gola massimo della saldatura d'angolo
< 5 mm 2,0 mm
5 mm 4,5 mm
>5 mm 6,0 mm

11.5 Progettazione dell'ancoraggio


(1) L'ancoraggio del serbatoio dovrebbe essere previsto per serbatoi a copertura fissa, se
una delle seguenti condizioni può fare sì che la parete cilindrica del guscio e la parete del
fondo ad essa vicina si sollevino dalle fondazioni:
a) sollevamento di un serbatoio vuoto dovuto alla pressione interna di progetto a cui si
contrappone il peso efficace della copertura, del guscio e degli elementi di fissaggio
permanenti ridotto per effetto della corrosione;
b) sollevamento dovuto alla pressione interna di progetto in combinazione con il carico
da vento a cui si contrappone il peso efficace della copertura, del guscio e degli
elementi di fissaggio permanenti ridotto per effetto della corrosione più il peso
efficace del prodotto sempre presente nel serbatoio come concordato fra il proget-
tista, il cliente e l'autorità competente;
c) sollevamento di un serbatoio vuoto dovuto al carico da vento a cui si contrappone il
peso efficace della copertura, del guscio e degli elementi di fissaggio permanenti
ridotto per effetto della corrosione;
d) sollevamento di un serbatoio vuoto dovuto a liquido esterno causato da allagamento.
In tali casi è necessario considerare gli effetti sul fondo del serbatoio, il guscio del
serbatoio, ecc. nonché la progettazione dell'ancoraggio.
Per questo controllo, le forze di sollevamento dovute al carico da vento si possono
calcolare utilizzando il presupposto che il guscio del serbatoio ha una sezione trasversale
rigida (teoria della trave). Questo presupposto implica che il sollevamento locale possa
verificarsi. Nei casi in cui non può essere consentito alcun sollevamento locale, è richiesta
un'analisi più sofisticata.
(2) I punti di ancoraggio dovrebbero essere distanziati uniformemente attorno alla circon-
ferenza del serbatoio, per quanto possibile.
(3) La progettazione dei bulloni o delle fascette di fissaggio dovrebbe soddisfare i requisiti
della ENV 1993-1-1. L'area della sezione trasversale minima dei bulloni o delle fascette di
fissaggio dovrebbe essere 500 mm2. Se si prevede corrosione, si dovrebbe aggiungere
un effetto della corrosione minimo di 1 mm.
(4)P L'ancoraggio deve essere principalmente fissato alla parete del guscio. Non deve
essere fissato alla sola parete del fondo.
(5)P La progettazione dell'ancoraggio deve considerare i momenti del serbatoio dovuti a
variazioni termiche e alla pressione idrostatica e minimizzare le eventuali tensioni indotte
nel guscio.
(6) La progettazione del guscio per forze di ancoraggio locali e momenti flettenti risultanti
dall'ancoraggio dovrebbe soddisfare i requisiti di 5.4.5. e 5.4.6 della ENV 1993-4-1.
(7) Il bullone o la fascetta di fissaggio non dovrebbero essere soggetti ad alcuna tensione
iniziale, per garantire che diventino efficaci solo se si sviluppa una forza di sollevamento
nel guscio del serbatoio.
Nota Se i bulloni o le fascette di fissaggio non sono soggetti a pretensionamento, le massime forze di sollevamento
al loro interno sotto carico da vento sono ridotte, così da rendere applicabile il calcolo descritto in (1). Si
verifica inoltre una riduzione nelle tensioni indotte dal vincolo dei movimenti radiali in conseguenza di varia-
zioni termiche e pressione idrostatica.

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APPENDICE A AZIONI, FATTORI PARZIALI E COMBINAZIONI DI AZIONI SUI SERBATOI


(normativa)

A.1 Generalità
(1)P La progettazione deve prendere in considerazione i valori caratteristici delle azioni
elencate in A.2.1 fino ad A.2.13.
(2) I fattori parziali su azioni in conformità a A.3 e le regole di combinazione delle azioni in
conformità a A.4 dovrebbero essere applicati a questi valori caratteristici.

A.2 Azioni

A.2.1 Carichi indotti da liquidi


(1)P Durante il funzionamento, il carico dovuto al contenuto deve essere il peso del
prodotto da immagazzinare dal livello di progetto massimo del liquido, fino alla condizione
di vuoto.
(2)P Durante la prova, il carico dovuto al contenuto deve essere il peso del mezzo di prova
dal livello massimo del liquido di prova fino alla condizione di vuoto.

A.2.2 Carichi da pressione interna


(1)P Durante il funzionamento, il carico da pressione interna deve essere il carico dovuto
ai valori minimo e massimo specificati della pressione interna.
(2)P Durante la prova, il carico da pressione interna deve essere il carico dovuto ai valori
minimo e massimo specificati della pressione interna di prova.

A.2.3 Carichi indotti termicamente


(1) Le tensioni risultanti dall'espansione termica impedita possono essere ignorate se il
numero di cicli di carico dovuti all'espansione termica è tale per cui non sussiste alcun
pericolo di collasso da fatica o collasso plastico alternato.

A.2.4 Carichi fissi


(1)P I carichi fissi sul serbatoio devono essere considerati quelli risultanti dal peso di tutte
le parti componenti il serbatoio e di tutti i componenti permanentemente fissati al
serbatoio.
(2) I valori numerici dovrebbero essere ricavati dalla ENV 1991-2-1.

A.2.5 Carichi da isolamento


(1)P I carichi da isolamento devono essere quelli risultanti dal peso dell'isolamento.
(2) I valori numerici dovrebbero essere ricavati dalla ENV 1991-2-1.

A.2.6 Carico utile distribuito


(1) Se non specificato dall'acquirente, il carico utile distribuito dovrebbe essere ricavato
dalla ENV 1991-2-1.

A.2.7 Carico utile concentrato


(1) Se non specificato dall'acquirente, il carico utile concentrato dovrebbe essere ricavato
dalla ENV 1991-2-1.

A.2.8 Neve
(1) I carichi dovrebbero essere ricavati dalla ENV 1991-2-3.

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A.2.9 Vento
(1) I carichi dovrebbero essere ricavati dalla ENV 1991-2-4.
(2) Inoltre, per serbatoi cilindrici circolari si possono utilizzare i seguenti coefficienti di
pressione, vedere figura A.1:
a) pressione interna di serbatoi a tetto aperto e bacini di raccolta a tetto aperto:
cp = -0,6;
b) pressione interna di serbatoi areati con piccole aperture: cp = -0,4;
c) in presenza di un bacino di raccolta, si può presumere che la pressione esterna sul
guscio del serbatoio si riduca linearmente con l'altezza.
(3) In conseguenza del loro carattere temporaneo, si possono utilizzare i carichi da vento
ridotti per situazioni di montaggio in conformità alla ENV 1991-2-4.

A.2.10 Aspirazione dovuta ad aerazione inadeguata


(1) I carichi dovrebbero essere ricavati dalla ENV 1991-4.

A.2.11 Carichi sismici


(1)P I carichi devono essere ricavati dalla ENV 1998-4, che definisce anche i requisiti di
progettazione sismica.

A.2.12 Carichi risultanti da collegamenti


(1)P Si devono prendere in considerazione i carichi risultanti da tubi, valvole ed altri
elementi collegati al serbatoio e i carichi risultanti dall'assestamento degli appoggi di
elementi indipendenti rispetto alla fondazione del serbatoio. Le tubazioni devono essere
progettate per minimizzare i carichi applicati al serbatoio.

A.2.13 Carichi risultanti da assestamento non uniforme


(1)P Si devono prendere in considerazione i carichi da assestamento qualora si possa
prevedere un assestamento non uniforme durante la vita del serbatoio.

A.2.14 Carichi di emergenza


(1)P I carichi devono essere specificati dall'autorità competente o dall'acquirente e
possono includere carichi da eventi quali scoppio esterno, urto, incendio esterno
adiacente, esplosione, perdita dal serbatoio interno, ribaltamento, riempimento eccessivo
del serbatoio interno.

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figura A.1 Coefficienti di pressione per il carico da vento su un serbatoio cilindrico circolare
Legenda
a) Serbatoio con bacino di raccolta
b) Serbatoio senza bacino di raccolta
1 cp in conformità alla ENV 1991-2-1
2 cp = 0,4 (solo serbatoio areato)
3 DT = Diametro del serbatoio
4 DC = Diametro del bacino di raccolta

a)

b)

A.3 Fattori parziali

A.3.1 Fattori parziali per azioni


(1)P I fattori parziali in conformità alla ENV 1991-1 devono essere applicati alle azioni da
A.2.2 fino ad A.2.12.
(2) Il fattore parziale per i carichi indotti da liquidi durante il funzionamento [A.2.1(1)]
dovrebbe essere considerato come γF = 1,20.

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(3) Il fattore parziale per i carichi indotti da liquidi durante la prova [A.2.1(2)] dovrebbe
essere considerato come γF = 1,00.
(4) Per situazioni di progettazione eccezionali, i fattori parziali per le azioni variabili
dovrebbero essere considerati come γF = 1,00.

A.3.2 Fattori parziali di resistenza


(1)P Si deve utilizzare il fattore parziale γM in conformità alla ENV 1993-1-1.

A.4 Combinazione di azioni


(1)P Si devono seguire i requisiti generali della sezione 9 della ENV 1991-1.
(2) Non occorre considerare l'azione simultanea di carichi imposti e carichi da neve.
(3) Azioni da vento ridotto, basate su un breve periodo di esposizione, si possono
utilizzare quando il vento è in combinazione con le azioni della prova idrostatica.
(4) Non occorre considerare le azioni sismiche durante le condizioni di prova.
(5) Non occorre considerare l'azione durante le condizioni di prova delle azioni di
emergenza. Le regole per la combinazione delle azioni accidentali indicate nella
ENV 1991-1 dovrebbero essere applicate a situazioni di emergenza.

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di Unificazione dell'Industria e dei Ministeri.
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