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DIALOGO NEI CIELI TRA

GUTENBERG, BACONE, DESCARTES, LEIBNITZ, BOOLE,


EDISON, FRATELLI LUMIERE.

Moderano Angeli ed Arcangeli.

Scena: nei Cieli, tra Esseri Angelici e nuvolette, anime illustri


passeggiano nel tempo libero. Esse conservano qualcosa come
un estratto o essenza che contiene i frutti della vita passata, il
quale poi sboccerà come germe della vita futura. Quando
qualcuno muore, un capitolo non viene strappato dal libro, ma
viene tradotto in una lingua migliore, scriveva J. Donne

I dialoghi originali ci sono giunti già tradotti all’italiano per


facilitare il compito di chi legge, ma erano originalmente nella
lingua propria dei mondi superiori.

Anima di J. Gutenberg tra sé e sé:


“Modestia a parte, la stampa a caratteri mobili è stata una
invenzione che ha contribuito a modificare la natura
dell’intelligenza. Quelle lettere riprodotte meccanicamente nei
tipi, combinate nella sequenza stabilita, ad arte costruite e
continuamente ricomposte, contengono qualcosa che affascina,
qualcosa che da secoli ha gettato un incantesimo sulla mente
moderna. O no? Visti ora da questa prospettiva privilegiate, i
caratteri mobili con le loro infinite combinazioni meccaniche
sono lì e fanno capolino, quali araldi precursori della
concezione meccanicistica. Altre macchine l’hanno preceduta
ed altre ancora sono venute dopo, ma la macchina di stampa
ha nientemeno che meccanizzato la parola”.  

Si avvicinò l’anima di Bacone stimolata da Gutenberg,


dicendo:
”Ho chiesto all’Umanità di vedere nella “parola” soltanto un
idolo, non più lo spirito e il Verbo ormai spento del passato,
ma un idolo. Il nostro linguaggio è composto di sole parole, ed
in esse si è perso lo spirito che ancora aleggiava nel passato
lontano.
Sono stato come un uomo che è cosciente delle condizioni
deplorevoli di un vecchio edificio e sa come spiegarlo agli
abitanti. Li ho avvisati di abbandonare la casa, di cercare un
nuovo luogo e di erigere lì una nuova casa. Ho scosso alcune
pareti, le ho fatte crollare, e gli abitanti sono stati costretti a
muoversi. Ho indicato nuove basi su cui edificare, ma ora mi
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accorgo, col senno di poi, che esse non erano poi così chiare e
convincenti. Ho accennato a nuovi materiali sconosciuti e la
gente ha cominciato a disperdersi in tutte le direzioni per
riportare una varietà infinita di pezzi singoli, mentre sul
cantiere sorgevano nuovi piani e nuove attività e
insediamenti.”

“Conversare con uomini d’altri secoli è lo stesso che


viaggiare!”, esclamò Cartesio all’udire Bacone.

Ed aggiunse: “ Sono stato Io a formulare i principi della


nuova scienza riducendola alla matematica. Il cosmo non è
quel mondo qualitativo e soggettivo degli antichi, ma un mondo
matematico strettamente uniforme, un mondo di geometria fatta
realtà, dove non c’è altro che materia e movimento, o detto
meglio, estensione e movimento.”

“La nuova Filosofia mette tutto in dubbio, L’Elemento del fuoco è del tutto spento; Il
Sole è perso, e la Terra e nessun ingegno umano può bene indicargli dove cercarlo.
Questo scrivevo e ora continuo a dirlo qui nel Cielo”. L’anima di John Donne si era
avvicinata attratta dal tema.
Cartesio, dopo una breve pausa, a bassa voce:” La materia è
creata da Dio. Dio ha inizialmente impresso alla materia un
impulso: il movimento della materia rimanda alla
conservazione di questo impulso iniziale: Dio crea e mette in
moto la materia: poi l’universo fisico procede autonomamente
secondo leggi proprie: Il mondo è in fondo una vasta
macchina, o almeno così mi sembrava.”

Qui si sollevò un mormorio tra gli Angeli che assistevano,


riassumibile in questo giudizio che pronunciò l’Arcangelo
portavoce: “ Cartesio si è avvicinato agli enigmi del mondo di
forma spregiudicata, da un lato la Religione rivelata e dall’altro
le osservazioni dei sensi. Ha contemplato entrambe fonti senza
accettarle come veritiere, ed ha messo il suo Io di fronte ad
entrambe opponendogli il dubbio sistematico, fatto molto
significativo, perché l’anima così può conoscere sé stessa in
azione. Io dubito, cioè, Io penso. Non male come risultato per
l’epoca che inizia. L’Io si conquista il diritto a riconoscere la
sua realtà. Ma, naturalmente, il Cosmo non è una macchina!”

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“Peccato però che non mi fossi reso allora conto che all’addormentarmi avrei perso
l’Io ogni notte. Ognuno commette errori!!” disse cortesemente Cartesio. Ed aggiunse
con una certa soddisfazione:
”Ma mi sono accorto, quissù da Voi, che una mia famosa meditazione possedeva un
significato molto palese, vero ed illuminante. Allora non lo potevo capire. La
meditazione diceva che non Dio, sommo bene e fonte di verità, ma un genio maligno
sommamente potente ed astuto, avesse posto ogni suo sforzo ad ingannarmi. Che mi
sarei guardato con costanza di ragionamento dall’assentire al falso, e che avrei
cercato che questo ingannatore, per quanto potente e per quanto scaltro fosse, non
potesse impormi nulla. Ma questa decisione la consideravo penosa, e una certa
pigrizia mi ricondusse alla vita alla quale ero abituato.”
L’Arcangelo dette un segno di assenso e disse a sua volta:” Sì, caro Cartesio.
Questa frase e l’ammissione della possibilità dell’inganno ad opera di un genio
maligno, considerata una ipotesi di lavoro per formulare il principio del dubbio
sistematico, risulta invece rivelatrice di una chiarezza e di una intuizione
sorprendente. Il genio maligno è più vivo che mai, esso esiste nella realtà. E impone
la sua visione, la incarna. Bacone qui presente ne sa qualcosa.”
Chiamato in causa , Bacone commentò: “Pretendevo con velleità trovare la chiave
universale che era stata smarrita, studiare gli aspetti esteriori delle cose, ovvero
della materia. Ma il metodo di dispersione che proposi finì per frantumare le scienze
della Natura. Solo Galileo ristabilì una certa unità, perché per un genio come
Galileo un solo caso e una sola osservazione valgono per mille. Ma Io non avevo
questa capacità, e quindi mi distinsi come abile propagandista dell’osservazione
sistematica di processi individuali nella Natura.”
L’Arcangelo rivolto a Bacone: “C’è qualcosa d’altro che si svolge occulto nello
sfondo della tua figura storica, e che rimanda a quel genio maligno. Il tuo impulso ha
risuonato come un eco durevole che si è diffuso più ampiamente e in maggiore
profondità di quello che si ritenga. La organizzazione della Casa di Salomone
nell’Utopia della Nuova Atlantide è a ben vedere la formulazione di una macchina
che acquisisce dati, li registra in memoria, li organizza, li analizza e recupera,
definisce modelli e li prova, e poi li processa a partire dai modelli e dai procedimenti.
Dunque una idea che si è poi incarnata nel moderno computer. Te ne sarai accorto.”
“Andrebbe detto anche qualcosa che i miei biografi hanno trascurato, e cioè che ho
ridotto il pensiero a parole, le parole a lettere, e le lettere a sequenze ordinate di soli
due digiti, ‘a’ e ‘b’, come usavo fare nella crittografia delle mie missive private nella
vita politica. Stavo o no spianando la strada che secoli dopo sarà percorsa dalla
logica binaria? Per mezzo di questa arte si apriva un cammino per cui l’uomo
potesse esprimere le intenzioni della sua mente, ad ogni distanza e luogo, per mezzo

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di oggetti visibili all’occhio o udibili all’orecchio. A patto che questi oggetti fossero
capaci di una differenza o duplicità tra di loro, come per mezzo di campane, trombe,
luci e torce, e strumenti simili. Ma per questo scopo, all’apprestarsi a scrivere,
proponevo di disporre ogni lettera in questo nuovissimo alfabeto bi-letterario.”
Enfatizzò il Lord Canchellor.
Si udì ora l’anima di Leibniz dire:
“Dicevo all’epoca che se si potessero trovare i caratteri o i simboli per esprimere i
nostri pensieri, della stessa forma chiara ed esatta dell’aritmetica quando studia i
numeri, o quando la geometria analitica descrive le linee, allora si potrebbe fare lo
stesso che si fa con aritmetica e geometria nella misura in cui i pensieri fossero
soggetti al ragionamento. Poiché tutte le ricerche che dipendono dal ragionare si
realizzerebbero mediante la trasposizione di caratteri e certi tipi di calcolo. Inoltre
ipotizzavo che i caratteri scelti costituirebbero un nuovo linguaggio che potrebbe
essere scritto o anche pronunciato. Difficile da redigere ma facile da imparare,
questo linguaggio sarebbe il più potente strumento della ragione. Ebbi il coraggio di
dire che questo sarebbe l’ultimo sforzo dello spirito umano, e quando il progetto
fosse stato realizzato, l’Umanità si sarebbe soltanto occupata di essere felice,
disponendo di uno strumento per amplificare la ragione, come il telescopio serve per
amplificare la visione.”
Poi a bassa voce aggiunse:” L’unico modo di rettificare i nostri ragionamenti mi
sembrava quello di renderli tangibili come quelli matematici, così da poter trovare
l’errore a prima vista. E se fossero sorte dispute tra le persone, avremmo potuto
semplicemente proporre di fare il calcolo, senza ulteriori passi, per vedere chi
avesse ragione. Almeno questo scrivevo, ma ora non ne sono tanto sicuro….”
L’Arcangelo tenne a precisare: “Le idee di Bacone sono state strumenti per rendere
matematica ed universale ogni scrittura. Cartesio e Leibniz si sono impegnati
rispettivamente con il meccanismo universale e con la logica universale. Il tema
dell’universalità emerge, cioè l’idea di togliere dalla sfera personale i pensieri umani
per affidarli a un dominio di leggi matematiche ha ispirato lo sviluppo delle
tecnologie future.”

Poi riassunse così: “Quanta energia spirituale è stata convogliata nelle tecnologie!
Enormi forze spirituali sono state impiegate nelle grandi scoperte ed invenzioni
dell’epoca moderna. Quante forze sono state materializzate e cristallizzate per così
dire, per realizzare benefici materiali ed accrescere commerci e scambi! Movendo dal
suo pensiero l’essere umano ha costruito i meccanismi, ha disegnato i circuiti, ha
programmato le macchine. Avendoli costruiti ha inserito il suo intelletto nei
meccanismi, ha fatto fluire il suo spirito nella materia.”.

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Qui si avvicinò un gruppo di anime di inventori richiamate dal tema, di cui fu
portavoce Thomas Edison.

“Il fonografo e il grammofono inventati negli anni ‘80 del secolo XIX sono proprio
la meccanizzazione del suono mediante la riproduzione acustica su disco o su
cilindro.
Basti vedere in un Museo della Tecnica i primi fonografi ed i primi grammofoni ed
ammirarne le membrane, le leve, gli imbuti, le punte, i solchi, i dischi ed i cilindri
ruotanti, i movimenti rotatori e di traslazione, per convincersi del trionfo della
meccanizzazione e contemplare. Ben presto riuscimmo ad ottenere la riproduzione
udibile e fruibile. Alla fine del secolo XIX non sembrò magia udire la musica
riprodotta, un incantesimo emozionante che si aggiunse alla meraviglia precedente
del telegrafo ed ora anche del telefono? La magia della trasmissione della voce a
distanza! La registrazione sonora iniziò come una serie di processi meccanici e
rimase tale fino a quando una serie di invenzioni nel campo dell’elettronica
rivoluzionò le tecniche, senza modificarne gli aspetti”.

“L’uso di tante forze spirituali ha significato progresso spirituale? Non è cresciuta


invece a dismisura l’illusione pertinace di essere circondati esclusivamente dalla
materia, immersi in essa ed ad essa devoti? Se è così, se tanta energia spirituale è
stata impiegata e viene continuamente investita per farci immergere sempre più nella
materia, dovremmo cercare di impiegare altrettanta energia spirituale per ristabilire
coscientemente il contatto con lo spirito.” Fu la risposta pacata dell’Arcangelo.

Le anime dei due Fratelli Lumiere dissero allora sommessamente:

“I film hanno un effetto particolare sul sistema sensorio, come negarlo ora che
siamo nel Regno della Luce? E’ un fatto che l’intera costituzione umana animico-
spirituale ne viene stimolata ritmicamente. In un certo senso, il film è un mezzo
esterno che intesse sottilmente il materialismo nelle abitudini percettive degli
spettatori. Una esagerazione?
La cinepresa è una macchina che registra una sequenza di immagini fotografiche in
rapida successione temporale su una pellicola. Lo spettatore percepisce come una
scena in movimento la sequenza di immagini. Il cervello esegue un'operazione di
"assemblaggio" dei singoli fotogrammi. Il movimento viene frantumato in tanti
fotogrammi che scorrono nella ragione di 18 o 24 al secondo in rapida successione,
e percepito come “naturale”. E’ una riprogrammazione del nostro sistema
sensoriale e del cervello questo spezzettamento costante dei movimenti,
impercettibile alla nostra coscienza ordinaria ma non meno influente, quando
guardiamo la televisione o assistiamo a una proiezione.”
Le tecnologie hanno tutti gli aspetti di una discreta, sottile manipolazione. E’ ora di
comprendere come riportarsi alla realtà, senza rifiutarle, senza esaltarle. La storia
esterna delle tecnologie è solo una visione unilaterale. La domanda vera non è se le
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macchine pensino, ma se l’essere umano pensi e come lo faccia. Il mistero che
circonda la macchina intelligente già avvolge da tempo l’essere umano pensante. Non
è chiaro che lo sviluppo di aiuti meccanici al pensiero propri del computer sono da
mettere in relazione con la forza e la volontà implicita già nel processo del pensiero?
“Il vero protagonista della nuova rivoluzione è l’informazione. Cos’è il mondo? È
un mondo dominato dall’informazione, si sente dire da più parti. Una nuova lettura
si sta facendo avanti, e mette l’accento sulla connessione globale che le nuove
tecnologie dell’informazione permettono. Non siamo più entità isolate ma organismi
interconnessi con altri agenti, biologici e artificiali, c’è una nuova sfera di
interazione in cui l’essere umano sta entrando, l’infosfera. La Terra promessa è
vicina e le tecnologie digitali sono le nostre guide sicure.” Si udì una voce squillante
dalla Terra.
Questo fu il commento pacato dell’Arcangelo diretto alla Terra: “Considerare
l’infosfera fulcro della morale tecnologica è una tendenza che vuole affermare il
primato dell’intelligenza artificiale e della manipolazione della materia. Futile quindi
ogni tentativo di comprendere questa strategia con la mentalità materialistica. Vi
trovate di fronte a un gioco sulle condizioni umane e c'è necessità del consenso
umano. Le mutate condizioni dell’anima fanno sì che non siate più vittime innocenti
e inconsapevoli della illusione, perché potete scegliere la vostra affiliazione e la
vostra etica da soli a partire dalla libertà dell’Io. Prima che sia notte.”
Poi aggiunse: “Avete crescenti poteri cognitivi. Avete raggiunto lo sviluppo della
individualità, solo le forze coscienti della individualità e dell'Io vi potranno guidare
verso la comprensione del momento attuale. Se continuate a fantasticare sull’orgoglio
tecnologico e sui poteri che avete, sugli altri pianeti da raggiungere e colonizzare-
dopo aver quasi distrutto la Terra- siete liberi di farlo, ma sarete aperti ad invasioni su
altri piani.”
Era ormai l’ora delle preghiere.
Le anime si radunarono con gioia e si dettero appuntamento per approfondire il tema
dell’infosfera.

FILOTEO NICOLINI, Milano 2020


Immagine: Nicolas Roerich, Cieli ed Angeli.
Studio e immaginazione basato sull’Opera di Rudolf Steiner.

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