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PARTE 1 Forme e generi

Il concerto
La struttura
Il concerto è generalmente formato da tre movimenti. Il primo è un termine Allegro
e ha quindi un andamento abbastanza rapido ed energico. Il secondo può essere un
Adagio o un Largo: in entrambi i casi il suo andamento è lento e rilassante. Il terzo è
di nuovo un Allegro, per chiudere il concerto in modo vivace ed energico.
Quando l’orchestra accompagna un singolo strumento il concerto prende il nome di
concerto solista.
Quando invece il dialogo avviene tra l’intera orchestra e un piccolo gruppo di strumenti
(ad esempio due violini e un violoncello), allora prende il nome di concerto grosso.

La storia
Il concerto nacque nel Seicento. Fu proprio in questo periodo che prese il nome di
concerto grosso o concerto solista a seconda del numero dei solisti impiegati. Lo
strumento al quale vennero dedicati il maggior numero dei concerti solisti fu il violino.
Nel Settecento il concerto solista trovò, oltre che nel violino, un grande protagonista
anche nel pianoforte. Nel Seicento l’alternanza tra solista e orchestra era più netta:
se suonava l’orchestra non suonava il solista e viceversa. In seguito si ricercò soprattutto
il dialogo musicale tra gli strumenti al fine di raggiungere una maggiore espressività.
Il pianoforte rimase tra i principali protagonisti del panorama concertistico anche
nell’Ottocento. In questo periodo il concerto solista si arricchì di passaggi di notevole
difficoltà tecnica. Eseguirlo diventò sempre più difficile e gli unici strumentisti che
riuscivano in queste imprese erano i cosiddetti “virtuosi”. Tra i principali protagonisti
dell’epoca ricordiamo Liszt e Paganini.
Nel XX secolo furono composti concerti per orchestra nei quali si limitava l’alternanza
tra i solisti e il gruppo e si prediligeva l’esecuzione strumentale d’insieme.

Dipinto del
Settecento
raffigurante
un quartetto
d’archi.