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AR.

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APPUNTI DI ANALISI RITMICA1

UNITÀ DI ARTICOLAZIONE SINTATTICA


La sintassi ritmica del discorso musicale, a partire dallo stile classico, 2 si dipana attraverso una serie di
unità articolate su livelli diversi e correlati, che costituiscono l’oggetto dell’analisi ritmica. I criteri su cui
si basa quest’analisi non sono univoci, così come la terminologia relativa ai segmenti sintattici
considerati. Questa scheda riassume i termini e i concetti più diffusi nella teoria italiana, che fonda la
segmentazione del discorso musicale su principi quantitativi.

inciso
è l’unità ritmica minima (in qualche misura analoga al piede metrico), ovvero un moto ritmico elementare
formato da un levare e da un battere (arsi-tesi). Talvolta l’inciso può ridursi alla sola parte in tesi, per
elisione dell’arsi; più raramente può avere un’articolazione metrica opposta (tesi-arsi). Solitamente
occupa una misura, ma è collocato a cavallo di battuta; nei metri più estesi può occupare anche solo una
parte di misura. L’inciso non è sempre esattamente individuabile, a causa della sua stessa definizione, che
da un lato lo vuole unità ritmica “minima” e dall’altro gli assegna una durata pari alla battuta.

semifrase
è formata da due o da tre incisi (rispettivamente semifrase binaria o ternaria); perciò occupa 2 o 3 battute.

frase
è formata da due o tre semifrasi (frase binaria o ternaria); perciò occupa 4 o 6 misure. La frase è il primo
segmento sintattico dotato di compiutezza armonica (termina sempre con una cadenza), anche se non è
formalmente autosufficiente.

periodo
è formato da due o tre frasi (periodo binario o ternario); perciò occupa 8 o 12 battute. Il periodo è un
segmento sintattico del tutto compiuto e autosufficiente. Talvolta, tuttavia, si combina per coppie dando
luogo al doppio periodo.

RAPPORTI QUALITATIVI TRA LE UNITÀ SINTATTICHE

gli incisi che formano una semifrase, o le semifrasi che formano una frase, o ancora le frasi che formano
un periodo, possono essere simili fra loro - per andamento ritmico, articolazione, profilo melodico
dell’incipit - o diversi. Nel primo caso danno luogo a segmenti sintattici di tipo affermativo, nel secondo
caso di tipo negativo: la semifrase binaria è affermativa se formata da incisi simili, negativa se formata da
incisi diversi; la frase binaria è affermativa se formata da semifrasi simili, negativa se formata da
semifrasi diverse; il periodo binario è affermativo se formato da frasi simili, negativo se formato da frasi
diverse.
Nel caso di segmenti sintattici ternari, l’affermatività si verifica quando le 3 sotto-unità costituive sono
simili; la negatività si verifica quando le 3 sotto-unità sono diverse; se 2 delle 3 sotto-unità sono simili, il
segmento risulterà di tipo misto.

Ecco un esempio (Beethoven, minuetto dalla sonata in Sib maggiore n. 11 op. 22)

I V34 I V34 I (VII6) V V9 V7 V9 - I

1 Pistoncap. 7 e cap. 13.


2Nella musica barocca (e rinascimentale) la periodizzazione regolare si verifica comunemente solo nelle
danze e nei brani derivati.
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Il primo inciso (a) è costituito da una croma puntata seguita da semicroma (arsi), con appoggio ritmico
sulla minima seguente in battere (tesi). Il secondo (a’), se pure apparentemente diverso nel ritmo, è in
realtà un’elaborazione del precedente: la quartina di semicrome è analoga al levare di (a), dato che ‘fa’ è
nota di volta; la parte in tesi, nella sua suddivisione in due semiminime, esplicita l’armonia del I, in modo
analogo alla minima finale di (a). La prima semifrase (a) + (a’) risulta perciò binaria e affermativa.
La seconda semifrase ripropone l’inciso (a) nella una nuova forma elaborata (a”); il secondo inciso (b) è
però diverso dai precedenti, cosicché la semifrase risulta binaria negativa. 3 Poiché le prime due semifrasi
considerate hanno il medesimo incipit - rispettivamente (a) e (a”) – generano una frase binaria
affermativa; la sua compiutezza armonica è data dalla cadenza finale nella regione della dominante.
La terza semifrase, articolandosi nei due incisi (a”) indentici e in progressione, è binaria affermativa; la
quarta semifrase, che recupera invece l’inciso (b) nella nuova forma elaborata (b’) e si conclude col
nuovo inciso (c), risulta binaria negariva. Le due semifrasi considerate, cominciando rispettivamente con
(a”) e con (b’), generano una frase binaria negativa, conclusa da una cadenza perfetta in tonica.
Il periodo complessivo, formato da due frasi aventi il medesimo incipit – rispettivamente (a) e (a”) - è
binario affermativo.

LUNGHEZZA DELLE UNITÀ SINTATTICHE IN RAPPORTO ALL’ANDAMENTO AGOGICO

la durata delle unità sintattiche prospettata sopra è valida per andamenti agogici medi. Nel caso
dell’Adagio, la rilevanza percettiva della suddivisione fa sì che talvolta le unità sintattiche occupino un
numero di battute pari alla metà di quello normale (il periodo, ad esempio, può durare solo 4 battute). Al
contrario, nel caso di tempi molto rapidi o battutti “in uno” (come ad esempio il ¾ dello Scherzo), la
durata delle unità sintattiche raddoppia, perché la misura è percepita come singolo tempo della divisione
(in questo caso il periodo può durate 16 battute).

IRREGOLARITÀ SINTATTICHE

un’unità sintattica si dice regolare quando è formata da sotto-unità di uguale lunghezza, irregolare
quando è formata da sotto-unità di lunghezza differente (ad esempio è irregolare un periodo formato da
una prima frase di 3 battute e da una seconda di 5). Le irregolarità hanno sempre una forte valenza
espressiva e sono determinate da cause strutturali (armoniche, melodiche etc.) quali: contrazione di un
elemento, dilatazione per aggravamento, ripetizione, progressione, sospensione, aggiunta di una coda.

RITMO INIZIALE E FINALE

 l’inizio di un’unità sintattica (frase, periodo) può essere: tetico, ovvero in battere; anacrusico, ovvero in
levare; acefalo, nel caso in cui la linea melodica cominci in levare, dopo che l’accompagnamento ha già
segnato il battere precedente.
 la conclusione di un’unità sintattica (ovvero la posizione metrica della cadenza) può essere: maschile
(tronca), se gli accenti armonico e metrico coincidono (la dominante è in levare e risolve in battere sulla
tonica), oppure femminile (piana), se non coincidono (quando la risoluzione sulla tonica avviene in
levare e perciò il battere precedente è occupato dalla dominante o da un’appoggiatura, come ad esempio
un’undicesima o una tredicesima di tonica).

MODALITÀ DI CONCATENAZIONE DELLE UNITÀ SINTATTICHE

La concatenazione di due unità sintattiche può avvenire tramite giustapposizione, quando al termine
della prima unità inizia direttamente la seconda; sutura, se le due unità sono separate da una pausa o da
una figurazione avente carattere di riempitivo; elisione, se la nota finale della prima unità è anche nota
iniziale della seconda.

3 La parentela di (b) con (a) è abbastanza evidente e pertiene al “lavoro di elaborazione motivica” tipico
dello stile classico. La valutazione di (b) come diverso da (a) si fonda sulla forma esteriore risultante,
sufficientemente diversa da quella originaria.
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L. v. Beethoven, Scherzo dalla Sonata n. 2 in La magg. op. 2 n. 2

I periodo (bb. 0-8”): è regolare (4+4 bb.) binario affermativo, con inizio anacrusico e cadenza finale
piana. Le due frasi di cui si compone hanno andamento simile e si differenziano per la cadenza (sospesa
nella prima fr., alla tonica nella seconda).

II periodo (bb. 8’”-19’): è binario affermativo ma irregolare, in quanto costituito da frasi di diversa
lunghezza (4+6 bb.); l’inizio è anacrusico, la cadenza finale tronca. La seconda frase, simile alla prima, è
resa ternaria per aggiunta di una terza semifrase che conferma con una cadenza la modulazione a sol#
minore.

III periodo (bb. 19”-31): è binario affermativo e irregolare. A differenza del periodo precedente, la
seconda frase presenta un’articolazione aperta e sospesa, determinata dalla progressione e dalla pausa
generale finale

IV periodo (bb. 32’”-fine): è ternario affermativo, con inizio anacrusico e cadenza finale tronca. E’
identico al I periodo, ma presenta l’aggiunta di una frase finale che assolve alla funzione di coda

PROPOSTE D’ANALISI
1 completa l’analisi ritmica del Minuetto di Beethoven presentato sopra (op. 22 III):
a) individua l’articolazione della sezione centrale (bb.8”-16’) e la struttura armonica portante. b) analizza
la ripresa (16”-fine) prestando attenzione al tratto finale (alla sua struttura armonica e alla sua funzione
formale).
2 analizza la sezione iniziale del Largo, con grande espressione di Beethoven (op. 7/II, bb. 1-24.
Chiarisci l’articolazione sintattica, il rapporto con le funzioni armoniche, le ragioni delle eventuali
irregolarità, la forma complessiva.
3 analizza con analoghi obiettivi la sezione iniziale dell’Andante di Beethoven (op. 28/II, bb.1-22).