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RIASSUNTO FORME METRICHE

Forme metriche: differenti raggruppamenti strofici ordinati secondo schemi determinati.

nome metrica descrizione diffusione

Stanza: articolata in due o più elaborata in Italia nel Duecento,


Forma metrica di origine mutazioni o piedi (gruppi di diffusione fino al primo
popolare, cantata come versi uguali tra loro) e in una Cinquecento.
accompagnamento della danza volta (che ha lo stesso schema Tra Otto e Novecento, è stata
 canzone a ballo della ripresa) ripristinata da Carducci, Pascoli,
D’Annunzio
Ballata Struttura: ripresa o ritornello Ripresa: intonata all’inizio e  autori interessati al
e una o più stanze (strofe). poi ripetuta dopo ciascuna rinnovamento del linguaggio
stanza letterario attraverso il recupero
Secondo l’ampiezza della di antiche forme metriche.
ripresa, si distingue tra ballata
grande, ballata mezzana e
ballata minima

Genere poetico, struttura non Componimento a metà tra


Ballata fissa ma si distingue per i suoi poesia lirica e poesia narrativa,
romantica o ritmi fortemente scanditi con largamente impiegato in tutta
Romanza versi ad accento costante e Europa dai poeti del
rime tronche Romanticismo

Forma metrica di origine La stanza divisa in due parti (la Petrarchesca: canzone
provenzale, destinata in fronte e la sirma), ognuna delle tradizionale (per l’originale
origine all’esecuzione quali può a sua volta essere impiego che ne ha fatto
musicale. suddivisa in due parti minori: Petrarca) di architettura
piedi, quelli della fronte, e complessa
Canzone numero variabile di stanze volte, quelle della sirma.
(strofe), uguali tra loro, in
genere non meno di cinque e Può essere chiusa da un
non più di sette congedo (un’altra strofa, o
porzione di essa). Insieme al
versi endecasillabi e settenari. sonetto, è la forma metrica più
importante della poesia italiana.

Forma metrica con Leopardi nel primo Ottocento


raggruppamento dei versi in svincola la canzone dal canone
stanze come la canzone. petrarchesco (iniziando con A
Canzone Silvia, aprile 1828) a dare una
libera o stanze di numero variabile e di fisionomia nuova e originale alla
leopardiana lunghezza diseguale, senza forma tradizionale della
schema fisso e con rime libere. canzone.

forma libera di endecasillabi e


settenari

Componimento poetico inteso Diffusione nel mondo cristiano,


alla glorificazione della divinità, carattere sacro e religioso, come
con intenti propiziatori, strumento di celebrazione e di
Inno accompagnato dal canto e dalla edificazione spirituale. (Inni
danza. sacri di Manzoni, 1815 e 1822)
Anche testi di solenne lirica
laica e civile
nome metrica descrizione diffusione

Metro molto variabile; In Può essere di tipo lirico (a una Il termine Lauda è stato
taluni casi la struttura metrica sola voce) o di tipo impiegato, in senso del tutto
si lega a quella della ballata. drammatico (quando sono profano, da D’Annunzio, nel
Lauda introdotte più voci, in forma titolo dei cinque libri delle sue
In epoca moderna la lauda è dialogica) Laudi del cielo, del mare, della
stata sostituita dall’inno sacro terra, degli eroi (Maia, Elettra,
Forma di poesia religiosa per Alcyone, Merope, Asterope).
musica (diffusa da circa la metà
del Duecento)

Struttura mutevole, di norma Impiegata di preferenza per temi sviluppo particolare nel
costituita da un numero non di esortazione civile e politica, Cinquecento, attraverso il
fisso di strofe di uguale comunque di alto impegno etico recupero di antichi modelli greci
misura; e latini.

Ode lunghezza della strofa tra un celebri le odi settecentesche di


minimo di quattro e un Parini e nell’Ottocento quelle di
massimo di sette versi; Foscolo, di Manzoni, di
Carducci
versi sono, per lo più,
endecasillabi e settenari,
oppure soltanto settenari.

forma metrica di quattordici Sonetto continuo: le terzine Esso è usato in particolare nel
endecasillabi, divisi in due hanno le stesse rime delle Quattrocento e nel Cinquecento
quartine e in due terzine. quartine. dai poeti burleschi, come
Burchiello e Berni.
Le due quartine rimano in Sonetto caudato: Un tipo Il sonetto è la struttura metrica
modo uguale tra loro - due particolare di sonetto fornito di più diffusa nella poesia italiana
schemi: ABAB ABAB; oppure coda, un settenario (che rima (da Dante e soprattutto
Sonetto ABBA ABBA. con il verso precedente, ultimo Petrarca, fino alle celebri prove
Le due terzine invece rimano della seconda terzina) e due nell’Ottocento di Foscolo, e
in modo più vario, quattro endecasillabi a rima baciata anche di Carducci, poi anche
schemi: CDC CDC; oppure Gozzano e Govoni), ma non
CDE CDE; oppure CDC DCD; Sonettessa: sonetto caudato mancano egregi esempi
oppure CDE EDC. con molte code contemporanei (Zanzotto).

componimento di tre versi, un Forma tipicamente popolare, impiegato anche da poeti come
quinario più due endecasillabi usata dagli improvvisatori nelle Pascoli e Carducci.
gare poetiche
Stornello Il primo e il terzo verso rimano
tra loro, mentre il secondo ha
con gli altri due un rapporto di
consonanza

endecasillabi che si ripetono Celebre, per esempio, il carme


per un numero indeterminato Dei sepolcri di Ugo Foscolo,
Verso sciolto di volte, senza un prefissato formato da 295 endecasillabi
schema né di rima né di strofe. sciolti;
nome metrica descrizione diffusione

Nel Trecento
Forma metrica che varia da otto a tredici versi (due o più terzine, unite a un distico, sostituibile
con un verso isolato o una coppia di distici).
Versi endecasillabi o endecasillabi e settenari. Vario lo schema delle rime.

Madrigale Nel Cinquecento


Si è trasformato in una forma libera di endecasillabi e settenari, variamente rimati.
La lunghezza non deve di norma superare i tredici versi (misura, dunque, più breve del sonetto).

Tra Ottocento e Novecento, con Carducci, Pascoli e D’Annunzio si è recuperata l’antica forma
trecentesca del madrigale.

Un tipo di versificazione italiana che si propone di imitare i versi classici greci e latini
(barbara, vale a dire ‘straniera’, perché tale suonerebbe a un autore classico).

Non omogeneità tra la metrica italiana e la metrica classica che si fonda non sul sistema
accentuativo italiano (basato sulla disposizione degli accenti) ma sul sistema quantitativo (basato sul
suono più o meno prolungato delle sillabe, cioè sulla loro quantità, secondo la distinzione di sillabe
lunghe e sillabe brevi).

Metrica La metrica barbara è naturalmente senza rima, ha contribuito molto al rinnovamento e ha introdotto
barbara una nuova sensibilità ritmica, dalla quale poi si arriverà all’affermazione definitiva del verso libero
(vedi).

- Il distico elegiaco, la strofa alcaica e la strofa saffica sono le forme strofiche più comuni della
metrica classica che si è cercato di trasferire nella metrica italiana, in particolare da Carducci.

- Il distico elegiaco è reso in italiano con due versi composti: un settenario o ottonario + un
novenario; un doppio settenario oppure un quinario+un settenario.

- La strofa alcaica = quattro versi: due doppi quinari sdruccioli, un novenario piano e un
decasillabo piano

- La strofa saffica = quattro versi: tre endecasillabi + un quinario.

Sei stanze (strofe) di sei endecasillabi ciascuna, più un congedo (o tornata) di tre endecasillabi, per
complessivi trentanove versi.

I sei endecasillabi di ogni stanza non rimano tra loro, ma terminano sempre con sei diverse parole-
rima che ritornano uguali in ogni stanza, ma in ordine diverso, ruotate secondo il principio della
retrogradazione incrociata.
Sestina o  le parole-rima di ogni strofa ripropongono quelle della strofa precedente, secondo l’ordine ultima-
sestina lirica prima-penultima-seconda-terzultima-terza
o canzone (schema: ABCDEF FAEBDC CFDABE ECBFAD DEACFB BDFECA).
sestina Un’eventuale settima stanza presenterebbe la stessa forma della prima.
Il che avviene nella sestina doppia di Petrarca, con schema di dodici stanze.

è un tipo di canzone, che è divenuta con Petrarca forma metrica autonoma.

Nel congedo (di tre versi) ritornano le sei parole-rima, tre in rima a fine di verso, tre in rimalmezzo.