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AUTORE : Aldo PALAZZESCHI  

pseudonimo di Aldo Pietro Vincenzo Giurlani 

DATE : Firenze, 2 febbraio 1885 – Roma, 17 agosto 1974

VITA :

 1885 : nasce a Firenze da una benestante famiglia di commercianti


Tenta la strada del palcoscenico, dopo aver frequentato una scuola di recitazione
Dedicatosi all’attività letteraria, è vissuto a Firenze fino al 1941, in appartata solitudine, pur con
regolari soggiorni a Parigi
 1905 : i genitori fanno costruire una villa a Settignano, sulle colline fiorentine
 1905-1909 : pubblica a sue spese 3 raccolte di poesia, già indicative d’una originale vena
sperimentale di scrittore d’avanguardia
- Nella prima (i cavalli bianchi) documenta un gusto liberty, tra Pascoli e D’annunzio, ma con
accenti d’incantata, stilizzata minimizzazione infantile
- Nella seconda (Lanterna) s’assiste al ribaltamento parodico della più consueta tematica aulica
e sublime, con chiare influenze crepuscolari
- Nella terza (Poemi) appare con evidenza prima un gusto d’ironia eversiva quindi,
esplicitamente, l’adesione al futurismo
 1909 : aderisce al futurismo e stringe amicizia con Marinetti
 1910 : pubblica la raccolta poetica L’incendiario
 1911 : pubblica il romanzo futurista Il codice di Perelà
 1913 : collabora con la rivista futurista fiorentina Lacerba
 1914 : pubblica su Lacerba il manifesto futurista Il contro dolore
Improvvisa rottura con Marinetti e dissociazione dal Futurismo
 1916 : è richiamato alle armi e assegnato al regimento telegrafisti di stanza a Firenze e poi a Roma
 1919 : viene congedato
 1920 : pubblica Due imperi.. mancati, cronaca degli anni di guerra
 1926 : pubblica il romanzo La piramide
 1932 : pubblica Stampe dell’800, racconti della propria infanzia nella Firenze di fine 800
 1934 : pubblica il romanzo Sorelle materassi
 1937 : pubblica le novelle Il paio dei buffi
 1941 : dopo la morte dei genitori si trasferisce definitivamente da Firenze a Roma, alterando
soggiorni estivi a Venezia
 1945 : pubblica Tre imperi.. mancati, cronaca del ventennio
 1948 : pubblica il romanzo I fratelli Cuccoli
 1951 : pubblica le novelle Bestie del 900
 1953 : pubblica il romanzo Roma
 1964 : pubblica Il piacere della memoria
 1966 : pubblica le novelle Il buffo integrale
 1967-1972 : nella fiorente vecchiaia, recupera il dinamismo sperimentale della giovinezza, con 5
nuovi libri, 3 romanzi e 2 raccolte poetiche
 1947 : muore a Roma per le complicazioni di un accesso dentario
 1988 : esce il postumo romanzo Interrogatorio alla contessa Maria
Dopo la grande guerra, lo scrittore ha lasciato la strada della poesia, alla quale è ritornato, brillantemente,
nella fervida vecchiaia, con due originali raccolte : Cuor mio (1968) e Via delle cento stelle (1972)

Agli esercizi del poeta si è affiancato sino dagli inizi la produzione del narratore, altrettanto sperimentale

- :riflessi , i due punti sono curiosamente anteposti al titolo minuscolo


Primo romanzo del 1908, scandito in due parti, una di tono sentimentale-crepuscolare, l’altra in
tono ironico-grottesco
- Il codice Perelà (1911)
Romanzo futurista, un’estrosa favola aerea secondo le parole dell’autore “il punto più elevato
della mia fantasia”, in cui compare come protagonista un omino fatto di fumo
- La piramide (1926)
Composto tra il 1913 e il 1914, racconto in prima persona dove al piano della realtà
s’antepongono i sogni in aria del protagonista, i suoi desideri realizzati nell’immaginazzione

Le 3 opere sono riunite nel 1943 nel volume Romanzi straordinari

Negli anni del primo dopoguerra e del fascismo, racconti

- Stampe dell’800 (1932)


- Sorelle materassi (1934)
- Il palio dei buffi (1937)

Prevalgono ora la dimensione del ricordo, il gusto anche caricaturale della stampa ottocentesca, il ritratto
d’un mondo quieto e immobile, sconvolto però dall’irruzione del buffo: un elemento perturbatore che
evidenzia l’assurdità del quotidiano e la presenza d’una eccezione alogica, irrazionale, che turba,
sommuove emette in dubbio la norma ordinaria dell’esistenza

Porta la sua firma un manifesto futurista, Il contro dolore (1914), un’imperterrita apologia del riso e della
deformazione caricaturale, annunzio d’un luminoso regno dell’allegria

Questa allegria è sovversiva, è il segno di un’insofferenza provocatoria, deriva dal rifiuto d’una società
benpensante, compassata, alienata;

i versi aboliscono la presenza dell’io soggettivo, per reazione all’effusione sentimentale. Ricerca di un ritmo
espressivo cantilenante, che esige non una lettura mentale del testo, bensì una sua esecuzione orale,
recitata, cantabile. I componimenti si svolgono non in chiave lirica o riflessiva, ma seguono spesso uno
svolgimento narrativo, mimico, dialogico, gesticolante che mira alla messinscena spettacolare dissacrante
delle figure e degli oggetti descritti
STILE :

• OPERE GIOVANILI IN POESIA:


Lo stile va dai testi spiccatamente crepuscolari dei Cavalli bianchi, in cui si propone un ritratto del
poeta che, con modi crepuscolari, nega di essere un poeta, ai testi più violentemente futuristi
dell'Incendiario, in cui domina la ribellione antiborghese, il fuoco che brucia il vecchio e il passato,
come sana "igiene del mondo". Su tutte le raccolte domina la tipica leggerezza di questo autore che
sa ridere anche degli aspetti più dolorosi della vita. Il topos dell'artista come saltimbanco è molto
frequente nelle sue opere e finisce per identificarsi con il poeta stesso, che si sente un vero giullare,
definendosi un "saltimbanco dell'anima" (Chi sono? in Poemi).

• OPERE DELLA MATURITÀ (1930-60):


sono caratterizzate dal ritorna alla tradizione, all'ordine, alla regola.
In questi testi, dal carattere ludico e a volte grottesco, è centrale la figura del "buffo".

• OPERE DELLA SENILITÀ:


si verifica una sorprendente ripresa dei modi giovanili, con sperimentazioni stilistiche e temi
surreali. Per la produzione in prosa:

OPERE :

I primi libri di Palazzeschi sono espressione di un autore che, nella sua Firenze, vive isolato e in solitudine,
andando controcorrente rispetto alla linea della letteratura ufficiale, d’ispirazione dannunziana. Palazzeschi
tende a temi ovattati, umbratili, sommessi, venati d’ironia, lontani da toni eroici e squilibrati.

 Controdolore (1914)
Manifesto futurista, apologia del riso e della deformazione caricaturale, annunzio d’un luminoso
regno dell’allegria
Questa allegria è sovversiva, è segno di un’insofferenza provocatoria, deriva dal rifiuto di una
società benpensante, compassata, alienata
Aboliscono la presenza dell’io soggettivo, reazione all’effusione sentimentale
Palazzeschi ricerca un ritmo espressivo cantilenante, da nenia tra il popolare e il fanciullesco, che
esige non una lettura mentale del testo, bensì una sua esecuzione orale, recitata, cantabile
I componimenti seguono spesso uno svolgimento narrativo, mimico, dialogico, gesticolante che
mira alla messinscena spettacolare e dissacrante delle figure e degli oggetti descritti

 Poemi (1909)

 L’incendiario (1913)
Due raccolte poetiche, una nel 1910 e una nel 1913

Incendiario del 1910 : include 22 testi, raccolta poetica che segna l’adesione al futurismo
Opera originale battagliera, libertà delle soluzioni espressive (metriche e linguistiche) e nel
trattamento spregiudicato ma sempre elegantemente leggero di temi inattesi e ironici

Incendiario del 1913 : presenta una scelta dell’intera produzione poetica dell’autore fino a questa
data; riporta anche alcune composizioni nuove, elaborate tra il 1910 e il 1913