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Appunti di Analisi Matematica II

4. S!"#!!#"$ %$!!&"'()$ *' ℝ,

Fissato un intero - ≥ 1, denotiamo ℝ, il prodotto cartesiano ℝ per se stesso n volte, ossia

ℝ9 = ℝ×ℝ×<<<×ℝ = => , =?, ,<<<, =9 : =A ∈ ℝ. , D = 1, 2,<<<, - ;

la n-upla G = 0, 0,<<<, 0 si dice origine di ℝ9 . I punti di ℝ9 vengono detti anche vettori.

In ℝ9 sono definite le due operazioni. Dati due vettori I = => , =?, ,<<<, =9 e J = K> , K?, ,<<<, K9 di ℝ9 ed un elemento λ ∈ ℝ , si definiscono

tali operazioni nel modo seguente

a) Somma:

=> , =?, ,<<<, =9 + K> , K?, ,<<<, K9 := => + K> , =? + K? ,<<<, =9 + K9 .

b) Prodotto per uno scalare:

λ => , =?, ,<<<, =9 := λ=> , λ=?, ,<<<, λ=9 .

Le operazioni a) e b) godono della seguenti proprietà:

1) ∀I, J, N ∈ ℝ9 I + J + N = I + J + N Proprietà associativa,

2) ∀I, J ∈ ℝ9 I + J = J + I Proprietà commutativa,

3) ∃G ∈ ℝ9 tale che G + I = I + G ∀I ∈ ℝ9 Elemento neutro per la somma,

4) ∀I ∈ ℝ9 , ∃ − I ∈ ℝ9 tale che I + −I = G = −I + I Elemento opposto,

∀I ∈ ℝ9 , tale che 1I = I
5) Elemento neutro per il prodotto,

∀I ∈ ℝ , 0I = G
6) 9
Legge di annullamento del prodotto,

∀λ, V ∈ ℝ, ∀I ∈ ℝ λ VI = λV I
7) 9
Proprietà associativa del prodotto per scalari,

∀λ∈ ℝ, ∀I, J ∈ ℝ λ I + J = λI + λq Proprietà distributiva rispetto alla somma,


8) 9

∀λ, V ∈ ℝ, ∀I ∈ ℝ9 λ + V I = λp+VI Proprietà distributiva rispetto alla somma di scalari.


9)

struttura algebrica ℝ9 , +,< è dunque uno spazio vettoriale sul campo dei numeri reali.
La

Consideriamo ora i seguenti vettori di ℝ9 :

W> = 1, 0, 0, ⋯ , 0

W? = 0, 1, 0, ⋯ , 0

W9 = 0, 0, 0, ⋯ , 1 .

9
La - − [I\] di vettori W> , W? , ⋯ , W9 è detta base canonica di ℝ .

Definizione 4.1 Un prodotto scalare su ℝ9 è una funzione che associa ad ogni coppia di vettori I e J ∈ ℝ9 un numero reale indicato con < I, J > in modo

che le seguenti proprietà sono soddisfatte:

i) ∀I, J ∈ ℝ9 , < I, J > = < J, I >,

ii) ∀I, J, N ∈ ℝ9 , < I, J + N > = < I, J >+< I, N >,

iii) ∀λ∈ ℝ, ∀I, J ∈ ℝ9 , λ< I, J > = < λI, J > =< I, λJ >.

Consideriamo la funzione a: ℝ9 ×ℝ9 → ℝ definita come: pWN cd-D ecIID] fD gWhhcND I = => , =?, ,<<<, =9 W J = K> , K?, ,<<<, K9 ∈ ℝ9

a I, J = => K> + =? K? +<<< +=9 K9 = i =A KA .

Aj>

Si può dimostrare che tale funzioni gode delle proprietà i), ii) e iii) della Definizione 4.1 ed è quindi un prodotto scalare.

Si può provare inoltre, che tale funzione gode anche della proprietà

iv) ∀I ∈ ℝ9 , < I, I > ≥ 0 e si ha < I, I > = 0 se e solo se I = 0.

In generale, se vale anche la proprietà iv) un prodotto scalare si dice definito positivo.

Definizione 4.2 si definisce norma Euclidea di un vettore I = => , =?, ,<<<, =9 ∈ ℝ9 , il numero non negativo

I = < I, I > = =>? + =?? +<<< +=9? .


Geometricamente la norma Euclidea rappresenta la lunghezza del vettore m − n con P punto generico di ℝ9 e O origine di un sistema di riferimento in ℝ9 .


Proprietà della norma

9
a) ∀I ∈ ℝ , I ≥ 0,

b) I = 0 se e solo se I = 0,

c) ∀ λ∈ ℝ, ∀I ∈ ℝ9 , λI = λ I .

Teorema 4.1 (di Cauchy Schwarz) Per ogni coppia di vettori I W J ∈ ℝ9 , oD ℎ]



< I, J > ≤ I < J (1)

Inoltre, se I e J ≠ 0 \r [d[]d\D]-s] -W\\] 1 o[ooDohW oW W oc\c oW WoDohW [- oe]\]NW V ∈ ℝ h]\W eℎW I = VJ.

Dimostrazione Quali che siano i vettori I e J ∈ ℝ9 , h ∈ ℝ si ha:



< I + hJ, I + hJ > = I ? + 2h < I, J > +h ? J ? ≥ 0. (2)

Ne
viene che il trinomio a secondo membro della (2), pensato nell'incognita t, deve avere discriminante minore o uguale a zero.

Quindi


= < I, J > ? − I ? < J ? ≤ 0,

4

è equivalente alla (1).
che

la seconda parte, osserviamo che se I = VJ, si ha
Per


< I, J > = < VJ, J > = V < J, J > = V J < J = VJ < J = I < J .

Se
è < I, J > = I < J nel trinomio 2 è ∆= 0.

Ma allora, l'equazione I ? + 2h < I, J > +h ? J ? = 0 ha una e una sola soluzione h = −V. Per tale valore di t, si ottiene anche


< I − VJ, I − VJ > = 0.

Per la iv) si ha allora I − VJ = 0 e quindi I = VJ.


Teorema 4.2 Per ogni coppia di vettori I W J ∈ ℝ9 , oD ℎ]

i)
I + J ≤ I + J ,

ii)
I − J ≤ I − J .

Dimostrazione

i)
Si ha


I + J ? =< I + J, I + J > = I ?
+ 2 < I, J > + J ?
≤ I ?
+2 J < I + J ?
= I + J ?
.

Per la ii) si procede in modo analogo.



Cenni di topologia in ℝ,

Procediamo come nel caso - = 1 e cominciamo a definire il concetto di intorno sferico. In seguito < indicherà sempre la norma Euclidea in ℝ9 .

Definizione 4.3 Dati ={ ∈ ℝ9 , si dice intorno sferico di centro | di raggio N (o palla di centro ={ e raggio N) l'insieme

}~ ={ ≔ K ∈ ℝ9 : ={ − K < N .

L'insieme

€~ ={ ≔ K ∈ ℝ9 : ={ − K = N

è detta sfera di centro ={ di raggio r.


In ℝ? , }~ ={ non è altro che il cerchio di centro ={ e raggio N privato della circonferenza, mentre €~ ={ è la circonferenza. Analogamente, in ℝÅ }~ ={ è la palla

di centro ={ e raggio N privata della sfera di raggio N, mentre €~ ={ è la sfera di centro x e raggio r.


L’elemento ∞


le funzioni di una variabile reale, l’ampliamento ℝ = ℝ ∪ +∞, −∞ ha permesso di considerare gli elementi ±∞ come punti di accumulazione tramite
Per

l’introduzione dei loro intorni (per poter poi definire il concetto di limite per = → ±∞).
È
evidente che, a causa della mancanza di ordinamento, tale tipo di ampliamento non si estende a ℝ9 se - > 1. Rimane comunque possibile introdurre il concetto
di
limite per = → ∞. È quindi naturale introdurre come ampliamento di ℝ9 l’insieme ℝ9 ⋃{∞}.

Definizione 5.5 (intorno di ∞) Un sottoinsieme ‰ di ℝ9 è un intorno di ∞ se è della forma



‰ = = ∈ ℝ9 ∶ = > N con N > 0.

Nel caso - = 2, gli intorni di infinito sono i complementari dei dischi chiusi (ovvero considerati con il loro bordo) centrati nell’origine.

Definizione 4.4 Un insieme ‹ ⊆ ℝ9 è detto intorno di ={ se esiste un intorno sferico di centro x tutto contenuto in U.

• ⊆ ℝ9 , con complementare ∁•.
Dato

Definizione 4.5

i) Un punto ={ ∈ ℝ9 si dice punto interno ad • se esiste un intorno ‹ di ={ , contenuto in E. L'insieme di punti interni all’insieme E si chiama interno di E e si

denota con • è .

ii) Un punto ={ ∈ ℝ9 si dice punto esterno ad • se è un punto interno a ∁•.


iii) Un punto ={ ∈ ℝ9 si dice punto di frontiera per • se non è interno né esterno ad •. L'insieme di punti di frontiera per E si chiama frontiera di E e si

denota con ••.


iv)
Un punto ={ ∈ ℝ9 ∪ ∞ si dice punto di accumulazione per • in ℝ9 ∪ ∞ se ogni intorno di ={ contiene un punto di E diverso da ={ , ovvero,

equivalentemente, se ogni intorno di ={ contiene infiniti punti di E. L’insieme dei punti di accumulazione per si chiama derivato di E e si denota con DE.
Solo insieme in niti di possono

avere punti di accumulazione


È d’accumulazione per A in R alla n se in ogni suo intorno


cadono in niti punti diversi da E


10

v) Un punto ={ ∈ • si dice punto isolato di • se non è un punto di accumulazioneper •, ovvero se esiste un intorno ‹ di ={ tale che ‹ ∩ • = ={ .

vi) Un punto ={ ∈ ℝ9 si dice punto di aderenza per • in ℝ9 se ogni intorno di ={ contiene almeno punto di E. L’insieme dei punti di aderenza per E si chiama

chiusura di E e si denota con •.


Teorema 4.3 Sia • ⊆ ℝ9 . Allora,



l’insieme E è chiuso se e solo se E = •,
1)

• = • ∪ ”•,
2)

• = •{ ∪ ••,
3)

4) l’insieme E è chiuso se e solo se ”• ⊆ •,


5) • { ⊆ • ⊆ •,

6) •• = •\ • { ,


l’insieme E è chiuso se e solo se •• ⊆ •.
7)

Definizione 4.6

sottoinsieme • di ℝ9 si dice insieme aperto se E contiene solo punti interni, ovvero se E non contiene punti di frontiera.
Un

sottoinsieme • di ℝ9 si dice insieme chiuso se il suo complementare ∁• è un insieme aperto.
Un

Esempi 4.1

i) l'insieme vuoto ∅ è un insieme aperto,


ii) ℝ9 , è un insieme aperto,


iii) un intorno sferico }~ = è un insieme aperto,


iv) • = =, K ∈ ℝ? ∶ K = 1, 0 < = < 1 non è un insieme aperto.



? 11
Infatti qualsiasi intorno sferico di ℝ con il centro sul segmento • non può essere contenuto nel segmento stesso.

Definizione 4.7 Un sottoinsieme • ⊂ ℝ9 è detto limitato se esiste una palla con centro nell’origine contenente E, ossia esiste una costante — > 0 tale che

= < — IWN cd-D = ∈ •.

Esempi 4.2

i) piano xy

è aperto di ℝ? ,

privo di frontiera e non limitato in ℝ? ; ogni suo punto è di accumulazione per il piano stesso.

ii) Un piano di ℝÅ (in particolare xy)


è chiuso di ℝÅ ,

coincide con la propria frontiera in ℝÅ ,


suo punto è di accumulazione per il piano stesso,
ogni

è aperto in ℝÅ .
non

Conclusione: le proprietà topologiche di un insieme dipendono dallo spazio ℝ9 di cui è sottoinsieme.



12

Osservazione 4.2
Gli
insiemi ∅ e ℝ9 sono i soli sottoinsiemi di ℝ9 che sono contemporaneamente aperti e chiusi. Inoltre l'unione di insiemi aperti è un insieme aperto, l'intersezione
di
insiemi chiusi è un insieme chiuso, l'unione di un numero finito di insiemi chiusi è un insieme chiuso, e l'intersezione di un numero finito di insiemi aperti è un

insieme aperto.

Teorema 4.4(di Bolzano-Weierstrass) Se E è un sottoinsieme infinito e limitato di ℝ9 , ]\\cN] WoDohW ]\˜W-c [- I[-hc fD ]ee[˜[\]sDc-W IWN • fD ℝ9 .

Definizione 4.8 Un sottoinsieme ™ di ℝ9 si dice compatto se è chiuso e limitato.


Esempi 4.3

i) Il quadrato unitario ™ = 0, 1 × 0, 1 ⊂ ℝ? è compatto. Infatti esso è chiuso perché contiene la sua frontiera ed inoltre è limitato perché ∀ | ∈ ™ si ha


| = =>? + =?? ≤ 2.

Più in generale, il cubo n-dimensionale 0, 1 9 ⊂ ℝ9 è compatto.


ii)
Le figure elementari (rettangoli, poligoni, cerchi, ellissi) e i solidi elementari (tetraedri, prismi, piramidi, coni, e sfere) sono compatti.


Ogni insieme limitato ha come chiusura un insieme compatto.
iii)


13

Definizione 4.9 Un sottoinsieme D di ℝ9 è un dominio se e solo se è la chiusura di un aperto, cioè esiste un sottoinsieme aperto A di ℝ9 tale che š = ”.

Proposizione 4.1 Un sottoinsieme D fD ℝ9 è un dominio se e solo se gode delle seguenti due proprietà
i)
D è un sottoinsieme chiuso di ℝ9 ,
ii)
ogni punto di D è di accumulazione per l'insieme dei punti interni a D.

Osservazione 4.3 Un sottoinsieme D di ℝ9 è un dominio se e solo se ” = Ω ∪ •Ω con Ω aperto di ℝ9 .


Siano x e y punti di ℝ9 ; indichiamo con € |, œ il segmento (chiuso) di estremi x e y; esso può essere scritto come

€ |, œ = • = | + h œ − | ∶ 0 ≤ h ≤ 1

= • = 1 − h | + hœ ∶ 0 ≤ h ≤ 1 .

9

ℎ + 1 punti in ℝ , |G , |ž , ⋯, |Ÿ , distinti (eccetto eventualmente |G = |Ÿ ), dicesi poligonale di vertice |G , |ž , ⋯, |Ÿ l'unione degli h segmenti
Dati

| °ž , | , 1 ≤ D ≤ ℎ, aventi gli estremi a due a due concatenati:

£

m |G , |ž , ⋯ , |Ÿ = ¢ € | °ž , | .

>j>


14

Definizione 4.10 Un sottoinsieme A di ℝ9 dicesi convesso se il segmento che unisce due punti qualsiasi di A è tutto contenuto in A

Definizione 4.11 Sia A un sottoinsieme di ℝ9 e sia |G ∈ š. Si dice che A è stellato rispetto al punto |G se dato comunque | ∈ š, il segmento € |G , | di

estremi |G e | è contenuto in A. Un tale |G si dice centro, e se esiste può non essere unico.

Ogni punto della porzione in viola è un centro

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5. Definizione di funzione

Fissati due numeri naturali n ed m, e detti A e B due sottoinsiemi di ℝ9 e di ℝ§ rispettivamente, consideriamo il prodotto cartesiano š×}.

Definizione 5.1 Diremo funzione di A in B ogni sottoinsieme a ⊆ š×}, tale che

∀ | ∈ š, ∃! œ ∈ } h]\W eℎW |, œ ∈ a.

Nel seguito invece di |, œ ∈ a si scriverà più semplicemente œ = a | e a: š → }.

L'insieme A sarà chiamato dominio o insieme di definizione della funzione f.

Se ˜ = 1 diremo che f è una funzione scalare.

Se invece, ˜ ≥2 diremo che f è una funzione vettoriale.

Infine se ˜ = - diremo che f è una campo vettoriale.

Nel caso - = 2 oppure - = 3, indicheremo la variabile | anche con =, K e =, K, s , rispettivamente.

Definizione 5.2 Data una funzione a: š → }. Diremo grafico di a il sottoinsieme di š×}

§® = =, K ∈ š×} ∶ K = a = .

Definizione 5.3 Data una funzione a: š → }. Diremo che la funzione f è limitata se l'immagine dell'insieme A

a š = K ∈ } ∶ ∃ = ∈ š, K = a = ⊆ }

è un insieme limitato di ℝ§ . 16


una funzione a: š ⊆ ℝ9 → ℝ. In tal caso lr immagine dia, a š , è contenuta nell’insieme ordinato ℝ, sicché hanno ancora significato i seguenti concetti:
Data


sup a ≔ ¨
sup a š oW a š è \D˜Dh]hc o[IWNDcN˜W-hW
+∞ ]\hND˜W-hD;

´


inf a š oW a š è \D˜Dh]hc D-aWNDcN˜W-hW

inf a ≔ ¨
´ −∞ ]\hND˜W-hD;

max a ≔ max a š ;

´


min a ≔ min a š .
´

Definizione 5.4 ={ ∈ š si dice punto di massimo locale (punto di minimo locale) per a se esiste un intorno sferico }~ ={ tale che


a ={ ≥ a = , a ={ ≤ a = IWN cd-D = ∈ š ∩ }~ ={ .

Definizione 5.5 Una applicazione a: ℝ9 → ℝ§ è detta lineare se



a | + œ = a | + a œ ∀ |, œ ∈ ℝ9 ,

a ¯| = ¯a | ∀ | ∈ ℝ9 W ∀¯ ∈ ℝ.


denoteremo con *&° ± il dominio della funzione a.
Spesso


17

Esempi 5.1

i) La funzione s = a =, K = 3= − 5K, definita su ℝ? , ha come grafico il piano di equazione 3= − 5K − s = 0.


³ ¥ µ¶ ¥
ii)
La funzione s = a =, K = ³ ¥ °¶ ¥ è definita su ℝ? privato delle rette di equazione K = = e K = −=.

iii) La funzione a =, K = s − = ? − K ? ha come dominio l'insieme š = =, K, s ∈ ℝÅ ∶ s ≥ = ? + K ? formata dal paraboloide ellittico di equazione s = = ? + K ?

e dal suo interno.


iv) La funzione a | = a => , =?, ,<<<, =9 = log 1 − =>? − =?? −<<< −=9? è definita nell'insieme š = => , =?, ,<<<, =9 ∈ ℝ9 ∶ =>? + =?? +<<< +=9? < 1 , che rappresenta

l'interno della superficie sferica di raggio 1 di equazione =>? + =?? +<<< +=9? = 1.


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Un
metodo per rendersi conto di come può essere fatto il grafico di una funzione di due oppure tre variabili consiste nel disegnare alcuni suoi insiemi di livello.

Definizione 5.6 Data una funzione a: € ⊆ ℝ9 → ℝ e una costante e ∈ ℝ. Diremo insieme di livello c di a il sottoinsieme di ℝ9


·¸ = = ∈ €: a | = e .

Geometricamente, in dimensione - = 2, esso è la proiezione sul piano =K dell'intersezione tra il grafico di a e il piano di equazione s = e.

Ovviamente ·¸ è non vuoto se e solo see ∈ a € . Sotto opportune ipotesi su f esso è costituito da una o più curve (in dimensione - = 2) e da una o più superfici
(in
dimensione - = 3).

Esempi 5.2

i) a =, K = =K
Gli
insiemi di livello sono, per ogni e ∈ ℝ

·¸ = =, K ∈ ℝ? ∶ =K = e .

Ossia gli insiemi di livello di a sono iperboli equilatere.


ii)
a =, K = 9 − = ? − K ?
Gli
insiemi di livello sono, per ogni e ∈ ℝ

·¸ = =, K ∈ ℝ? ∶ 9 − = ? − K ? = e = =, K ∈ ℝ? ∶ = ? + K ? = 9 − e ? .

Si
tratta di una famiglia di circonferenze con centro nell'origine e raggio 9 − e ? .
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Un esempio notevole in elettrostatica è dato dalle superªici di livello ‰ =, K, s = e dove V rappresenta il potenziale elettrostatico generato da un certo
iii)

sistema di cariche elettriche. (In condizioni di equilibrio elettrostatico, il potenziale non dipende dal tempo, perciò è una funzione delle sole tre variabili spaziali).

Il luogo dei punti dello spazio



·¸ = =, K, s ∈ ℝÅ ∶ ‰ =, K, s = e

È una superfici, che si dice superficie equipotenziale.


Ad esempio, nel caso del potenziale generato da una carica puntiforme posta nell'origine si ha


¼
‰ =, K, s = ,

=? + K? + s?

k è una costante che dipende dalle unità di misure scelte; le superfici equipotenziali sono rappresentate da
dove

¼

·¸ = =, K, s ∈ ℝÅ ∶ ‰ =, K, s = e = =, K, s ∈ ℝÅ ∶ = e = =, K, s ∈ ℝÅ ∶ = ? + K ? + s ? = e>
= + K? + s?
?

Quindi superfici sferiche con centro nell'origine.



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Limite e continuità di funzioni da ℝ, in ℝ


Adesso i modi per arrivare ad x con 0 non è più solo da dx o da sx , ma diversi cammini

Definizione 5.7 Siano š ⊆ ℝ9 , a: š → ℝ, ={ ∈ ℝ9 ⋃{∞}, punto di accumulazione per š, \ ∈ ℝ. Si scrive

\ = lim a = oppure a = → \ per = → ={


¶→¶æ

se per ogni intorno ‰ di \ esiste un intorno ‹ fD ={ h]\W eℎW a = ∈ ‰ IWN cdD = ∈ ‹ ∩ š\ ={ .

Se ad esempio \ ∈ ℝ e ={ ∈ ℝ9 , allora \ = lim a = se e solo se ∀ À > 0 ∃ Á > 0 ∶ ∀ = ∈ š, 0 < = − ={ < Á ⟹ a = − \ < À.


¶→¶æ

Sempre se \ ∈ ℝ, allora \ = lim a = se e solo se ∀ À > 0 ∃ — > 0 ∶ ∀ = ∈ š, = > — ⟹ a = − \ < À.


¶→Ã

Esempio 5.3 Utilizzando la definizione di limite, verificare che

1
lim = 0.
¶,³ →Ã = ? + Kƒ
Infatti

1 1
mWN cd-D À > 0 oD ℎ] 0 < < À oW W oc\c oW = ? + K ƒ > ; f r ]\hN] I]NhW, = ? + K ƒ = = ? + K ? + K ƒ − K ? ≥ = ? + K ? = =, K ?
oW K ≥ 1, J[D-fD \]
=? + Kƒ À
> >
disuguaglianza = ? +K ƒ > Å è certamente verificata scegliendo =, K ≥ — = max 1, Å
.

21
Definizione 5.8 Sia a: š ⊆ ℝ9 → ℝ. š\\cN] a oD fDeW ec-hD-[] D- ={ ∈ š oW ={ è [- I[-hc Doc\]hc fD š , oppure se ={ è punto di accumulazione per š e

lim a = = a ={ .
¶→¶æ

Inoltre; a si dice continua nell’insieme A se è continua in ogni punto = ∈ š.

Si estendono a funzioni a: ℝ9 → ℝ le seguenti proprietà:

i) Il limite, se esiste è unico;

ii) Il limite della somma e del prodotto scalare sono uguali, rispettivamente, alla somma e al prodotto scalare dei limiti; qualora questi ultimi esistano finiti;

In particolare la somma e il prodotto scalare di funzioni continue sono continui;

iii) la composizione di funzioni continue è una funzione continua.

iv) Continuano a valere le proprietà della permanenza del segno e i teoremi di confronto.

22
Funzioni continue su un compatto
Teorema 5.1 *' Æ$'$"Ç!"(ÇÇ €D]-c ™ ⊆ ℝ9 [- ec˜I]hhc, a: ™ → ℝ, [-] a[-sDc-W ec-hD-[]. Allora esistono max a e mD- a .
» »

Teorema 5.2 €D]-c ™ ⊆ ℝ9 [- ec˜I]hhc, a: ™ → ℝ, [-] a[-sDc-W ec-hD-[] W D-gWNhDÉD\W D- ™. Allora l’inversa a °> è ec-hD-[] -W\ o[c fc˜D-Dc a ™ .

Definizione 5.7 Sia a: š ⊆ ℝ9 → ℝ. ·] a oD fDeW Ê, ±ËÌÍÎÍÎ,ÏÎ ÐË,Ï ,ÊÑ , Ò se per ogni À > 0 esiste Á > 0 tale che
∀ =, K ∈ š, = − K < Á ⟹ a = − a K < À.

Teorema 5.3 Ó ÔÎ ,Î − ÕÑ,ÏËÌ €D]-c ™ ⊆ ℝ9 [- ec˜I]hhc, a: ™ → ℝ, [-] a[-sDc-W ec-hD-[]. Allora a è uniformemente continua in K.

Definizione 5.9 Sia Ö un intervallo di ℝ. Una curva in ℝ§ ˜ ≥ 2 è una funzione ×: Ö → ℝ§ continua in I.


L’immagine × Ö di una curva si chiama sostegno della curva:
× Ö = × h ∶ h ∈ Ö ⊂ ℝ§ .
Il sostegno di una curva è un sottoinsieme di ℝ§ , da non confondere con la curva stessa che è invece una funzione. Le equazioni | = × h si dicono anche
equazioni parametriche della curva.
Il segmento € |, œ congiungenti i punti | Î œ di ℝ9 è il sostegno di una curva la cui rappresentazione parametrica è la funzione continua
× h = | + h œ − | = 1 − h | + hœ, 0 ≤ h ≤ 1.

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Definizione 5.10 Un sottoinsieme aperto A di ℝ9 si dice connesso (per archi) se, presi comunque due punti x e y in A, esiste una ×: ], É → ℝ§ tale che
× ] = =, × É = K e il cui sostegno sia contenuto in A.

Esempi 5.3
i) In ℝ gli aperti connessi sono tutti e soli gli intervalli aperti.
ii) Ogni insieme aperto convesso A di ℝ9 è connesso.
iii) Una corona circolare š = | ∈ ℝ? : NA < | − |G < Nÿ nel piano, con |G ∈ ℝ? , Nÿ > NA ≥ 0 è un insieme connesso (ma non convesso).

24
iv) L'insieme aperto š = | = =, K ∈ ℝ? : =K > 1 non è connesso.

A A

A
A

v) Un insieme stellato rispetto ad un suo punto |G è connesso per archi.

25
iv) L'insieme aperto { = ] = $, , ∈ ℝ : $, > 1 non è connesso.

A A

A
A

v) Un insieme stellato rispetto ad un suo punto ]( è connesso per archi.

Vediamo un interessante corollario del Teorema di Weierstrass.

Corollario 5.1 S%> B: ℝ? → ℝ una funzione continua se

lim B ] = +∞
]→£

allora B ha minimo su ℝ? .

25
Calcolo dei limiti

Dati una funzione a: š ⊆ ℝ9 → ℝ e un sottoinsieme } ⊆ š, aŸ indica la restrizione di a a }:

a|Ÿ : } → ℝ, a|Ÿ | = a | ∀ | ∈ }.

Teorema 5.5 €D]-c š ⊆ ℝ9 , a: š → ℝ, |G ∈ ℝ9 ⋃{∞}, punto di accumulazione per š, \ ∈ ℝ. Allora le due affermazioni seguenti sono equivalenti:

D) lim a | = \ ;
|→|G

ii) per ogni sottoinsieme } ⊆ š IWN e[D ={ , punto di accumulazione si ha lim a|Ÿ | = \.
|→|G

x con 0 (p. D’ac.)>> se il limite x questa restrizione erano diversi => dicevo che non esisteva il limite

Osservazione 5.2 Il Teorema 5.5 è di grande utilità sia per determinare un valore candidato a essere l'eventuale limite della funzione sia, al contrario, per
dimostrare la non esistenza del limite di una funzione. L'idea è quella di seguire delle "traiettorie" particolari, nel dominio A della funzione a, per raggiungere il
punto di accumulazione: per esempio rette, rami di parabole ecc. che contengono il punto. Cosi facendo, si perviene al calcolo di limiti di funzioni di una sola
variabile che possono dare informazione sul comportamento della funzione nell'intorno del punto di accumulazione.

26
Esempio 5.3
Calcolare il limite

K = ? + 3K ?
lim + cos = + K .
¶,³ → {,{ = ? + 5K ?

Soluzione
Se tale esiste, dovrà essere, per il Teorema 5.5, uguale al limite della restrizione della funzione all'insieme } = =, K ∈ ℝ? ∶ K = 0 , cioè sostituendo K = 0

nell'espressione della funzione, a lim cos = = 1. Perciò l = 1 è candidato a essere il valore del limite cercato: verifichiamolo.
¶→{
Poiché la funzione cos = + K è continua, perché composizioni di funzioni continue allora

lim cos = + K = 1.
¶,³ → {,{

Resta quindi da provare che

K = ? + 3K ? (1)
lim =0
¶,³ → {,{ = ? + 5K ?

Per ogni =, K ∈ ℝ? \ 0, 0 risulta

K = ? + 3K ?
0≤ ≤ K.
= ? + 5K ?

Quindi per il teorema del confronto, essendo lim K = 0, resta dimostrata la (1).
³→{

27
Esempio 5.4
Data la funzione


=W ³ oW K ≠ 0,
a =, K =
0 oW K = 0
Studiare il limite

lim a =, K .
¶,³ → {,{

Soluzione
Il limite della restrizione all'insieme } = =, K ∈ ℝ? ∶ K = 0 e il limite della restrizione all'insieme }> = =, K ∈ ℝ? ∶ = = 0 valgono entrambi zero,
ossia

lim a =, 0 = lim a 0, K = 0 .
¶→{ ³→{

in quanto la funzione è identicamente nulla sugli assi coordinati.


Inoltre, il limite della restrizione all'insieme }§ = =, K ∈ ℝ? ∶ K = ˜= vale: Il limite non esiste
poiché nelle 2
> restrizioni i 2 limiti
lim a =, ˜= = lim =W § = 0 . sono diversi
¶→{ ¶→{

Tuttavia, il limite della restrizione all'arco di parabola Û = =, K ∈ ℝ? ∶ = > 0, K = = ? vale:



28
lim‹ a =, = ? = lim‹ =W fi = +∞ .
¶→{ ¶→{
Pertanto la funzione non ha limite per =, K → 0, 0 .

Osservazione 5.5 L'esistenza del limite di una funzione a per | tendente a |G ∈ ℝ9 equivale al fatto che le restrizioni di a a tutti i sostegni di curve passanti per
|G ammettono lo stesso limite; cioè si può dimostrare che

lim a = = \ ⟺ lim a × h =\
¶→¶æ ‡→‡æ

Per ogni curva ×: Ö → š, (dove š è il dominio della funzione a) tale che × h{ = |G per un certo h{ ∈ Ö.

Nel caso di funzioni di due variabili può essere utile, per il limiti, ricorrere alle coordinate polari.
Coordinate polari
Fissato un punto |G = ={ , K{ ∈ ℝ , possiamo rappresentare un qualunque punto | = =, K ∈ ℝ? nel modo seguente:
?

= = ={ + ã cos ä

K = K{ + ã sen ä

con ã ≥ 0 e ä ∈ 0, 2å . I numeri ã e ä si dicono coordinate polari del punto x rispetto al centro |G . Fig. 1
Quando si parla di coordinate polari senza indicare il punto centrale |G , è sottinteso che |G coincide con l'origine: |G = 0, 0 =O.
Geometricamente ã rappresenta la distanza fra i punti | e |G

ã= = − ={ ? + K − K{ ? ,
29
dove ä è l'angolo formato dai vettori 1, 0 e | − |G (si veda Fig. 1). Si osservi che il centro |G si rappresenta con ã = 0 e in questo caso lr angolo ä è arbitrario.
Teorema 5.6 Sia B <$> B<$T%D$8 /8>=8 G8B%$%I> >=y8$D %$ <$ %$ID/$D G% ]( G% ℝ2 P>=HD >= *%ù ]( PI8PPD 8 P%> = ∈ ℝ. a8 E: 0, +∞ → ℝ è una funzione

tale che limF E À = 0 e


—→\

B ] − = ≤ E ] − ](
per ogni x in un opportuno intorno sferico di ]( P>=HD >= *%ù ]( PI8PPD , allora

lim B ] = = .
]→](

L'essenziale, nell'enunciato precedente, è aver maggiorato la differenza B ] − = con una quantità che dipende da x solo mediante la sua distanza da ]( .
Esercizi 5.1
óL óï
a) Sia B: ℝ2 → ℝ , B ] = 8 ] , definita per ] = NO , N , ,···, N2 ≠ (.
]

Calcolare

lim B ] .
]→(
Soluzione
Per ogni ] ≠ (:
óL óï ] ]
B ] = 8 ≤ ] 8 ≡E ] .
]

Poiché limF E À = 0 , il limite cercato è 0.


—→\

32
b) Calcolare il limite
N log ,
lim .
ó,î → \,O N + ,−1
Soluzione
Passando alle coordinate polari con centro nel puto 0, 1 , si ha

À cos à log 1 + À sen Ã


B À cos Ã, 1 + À sen à = = cos à log 1 + À sen à .
À
Ricordando che

log 1 + I
lim =1
¬→\ I
Risulta, per t sufficientemente piccolo,

log 1 + I
≤ 2,
I
ossia
log 1 + I ≤2I.
Pertanto, abbiamo
B À cos Ã, 1 + À sen à = cos à log 1 + À sen à ≤ 2À cos à sen à ≤ 2À.
Per il Teorema 5.6 con E À = 2À si ha che

N log ,
lim = 0.
ó,î → \,O N + ,−1
33